.
.

L'AUTORE DI " STORIOLOGIA" e "CRONOLOGIA" CHI E' ?
"Franco? un matto" , così dicono affettuosamente i tanti suoi amici della sua
pionieristica e famosa "FRANCOMPUTER"...
Dopo aver fatto il rocciatore, lo sciatore e il paracadutista...
nel 1980 diventa un pioniere dei computer....
poi INTERNET dove il suo sito conta già 2 MILIARDI di visite

< < < < < altre recensioni stampa e TV

L'ARTICOLO
BIOGRAFICO

 

"Il geniale imprenditore di "Francomputer" è anche stato un pioniere nel paracadutismo, ed anche un inquieto artista.
(vedi nel precedente link IL SUO PERIODO ARTISTICO > > > > )
E proprio nella pausa  della pittura ha iniziato
- con i suoi computer - prima come pioniere degli stessi, poi di internet, e con quest'ultimo ha poi iniziato a scrivere il "Diario del nostro secolo".
Poi ci ha preso gusto e ha cominciato andare a ritroso di due Millenni. Se lo incontrate lui è sulla soglia dei 80 anni, ma sembra che sia vissuto duemila anni, perchè se gli parlate, tutto gli è familiare, fatti, personaggi, eventi, scoperte, accaduti in anni e secoli lontani ma anche nel XX drammaticamente vissuti. E' diventato così anche lui un computer, un computer vivente!! Non per nulla la sua casa è meta dei migliori e più famosi giornalisti d'Italia a caccia di un vecchio articolo o di un raro libro, di una storica immagine o di fatti (e sono tanti) da lui vissuti. Non per nulla sta per raggiungere - visto che il sito lo l'ha messo in rete gratis e senza alcuna disturbatrice pubblicità - i 2 miliardi di visite.

Gratis perché oltre che generoso, non è alla fame: tutt'altro parrebbe. Sfoggia senza vergogna una vastità di bellezze scioccanti possedute, non ereditate, ma bensì raggiunte e meritate.
I suoi 30 mila libri letti e suddivisi e ora come appesi. Le migliaia di giornali a partire dall'inizio del '900. Una sterminata discoteca (27.000 composizioni, antica, classica, moderna). Le sue multicolori stanze riempite per ogni dove di centinaia di quadri. La sua casa-villa con delle miste colture verdi d'attorno con i tronchi di alberi che fanno a gara con le colonne... anche se non si vede proprio la piscina o il campo da golf.
A che servirebbero? Hollywood è lontana e il quadro di vita qui rappresentato più che ostentazione di ricchezza potrebbe titolarsi "Rabbia d'autore con vista" (di fiori soprattutto, e l'aquila dei Parà).

La rabbia. O la volontà disperata di vivere perché dapprima - nella sua fanciullezza e adolescenza - la sorte fu desolatamente nera. La 2a Guerra Mondiale, essere uscito vivo dalle macerie dalla sua casa bombardata. Uscito ancora vivo da una mitragliata di un caccia americano che (maledetto) poi cadde proprio davanti a lui. Poi Carenza di affetti, nell'adolescenza niente pane, niente soldi e niente studi ... ma solo tante tragedie. Ma lui dice "aver conosciuto tante tragedie e la ferocia degli uomini durante l'adolescenza sono disgrazie che ti formano".
Cosa fare allora per formarsi ? Come si ribalta il proprio "romanzo tragico" laddove sembra esistere soltanto un rassegnato "destino brutale?". Reagendo. Ansietà nel cercare di conoscere, imprimendosi la fiducia e relazionando d'attacco senza mollare. Non c'era altro da fare, soccombere al destino o...(sfidando se stessi e la dura realtà) buttarsi a lottare.

Tutta la sua fanciullezza dentro una tipografia, poi già a 13 anni al lavoro, primo mestiere il tipografo e il legatore di libri. "Una fortuna dice lui "in cinque anni mi sono così passati per le mani migliaia e migliaia di libri, tutto il meglio dello scibile umano, e lì, sbircia oggi sbircia domani ho appreso - con accanto l'aiuto di un enciclopedico sessantenne legatore - cos'è l'arte, la musica, la letteratura, la storia , la filosofia, il mondo nel bene e nel male".
Sulle giovani spalle già una lunga serie di drammi e di tragedie, non dovuta al fato ma agli uomini ( come la lunga guerra durata tutta la sua fanciullezza .....)



VEDI QUI IL SUO DRAMMATICO
PERIODO NELLA 2a GUERRA MONDIALE > > >

Sono queste delle pagine piene di drammi della guerra con le sue miserie e le privazioni che hanno inciso sì il suo carattere, ma anche (nonostante la carenza scolastica, cioé senza la "macchina educativa tradizionale") fatto nascere una grande voglia di Sapere. Entrambi hanno poi segnato il suo modo di agire e di vivere, prima nella sua (a 13 anni già laboriosa) adolescenza e successivamente dai 20 anni in poi..... i fatti e la dinamicità che poi inizieremo più avanti a narrare.

 

FRANCO era partito a 4 anni da Biella per il mare nella Pasqua del 1940 per andare a Chieti dai nonni e zii per la solita estate alla casa al mare di Francavilla, poi scoppiata la guerra in giugno, il padre in Africa a combattere e poi fatto prigioniero. Per alleviare la madre a Biella con altri due figli, nonni e zii - credendo che sarebbe stata una guerra molto breve - il bambino lo trattennero a Chieti. Ma poi la guerra fu lunga e Franco in Abruzzo ci rimase per 6 anni, con i drammi dell'8 settembre (i reali e tutto lo stato maggiore fuggirono proprio a Chieti, nel palazzo dove abitava Franco); poi il dramma dei bombardamenti in casa, degli sfollamenti, le miserie della guerra, il carovita ecc ecc; infine il padre che ritorna solo nel '46 dalla lunga prigionia; poi come se non bastasse, tornato a Biella, nella sua prima gioventù il suicidio del suo primo amore: una fanciulla stravolta dalla vergogna perchè violentata da un ergumeno; quindi per dimenticare Franco fa l'ardito: oltre che fare un po il "matto" cioè scalare e rocciare nelle sue montagne valdostane.......

 

.....(M. Bianco, Cervino, Rosa, ecc. imitando il suo mito Walter Bonatti) poi a 20 anni compie i primi lanci col paracadute (come civile uno dei primissimi in Italia - il 142mo) ..... allora era una cosa insolita, tanto che il giorno dopo sul giornale locale scrissero "un nostro concittadino che conosciamo un po' tutti, "un po' matto", con sprezzo del pericolo e della vita - e non siamo in guerra - si é buttato col paracadute da 2000 metri da un aereo".

Allora non esisteva ancora il Centro Mil. di Paracadutismo di Pisa sorto due anni dopo.
"Con gli altri miei colleghi già usciti l'anno prima da Viterbo, facevamo delle manifestazioni in varie città d'Italia,
assieme alla appena nata Pattuglia Acrobatica delle Frecce Tricolori".

In ogni città assistevano decine di migliaia di persone ed erano per Franco appaganti tutti quei bagni di folla.

una ardita attività senza tante cerimonie; tuta e camicia bianca con cravatta,
non alla "Rambo" come saranno in seguito.

Anche perché allora non esisteva ancora il paracadutismo civile
tuttavia per questi pochi "matti" era nata la prima associazione a Biella e a Milano.
L 'assistenza, gli aerei e i paracaduti (ancora quelli della guerra) li forniva l'aviazione militare

....poi ventunenne, conosciuto l'ambiente così stimolante in varie discipline
(lui a Biella come già detto già praticava alpinismo, roccia, sci, nuoto, atletica)
Franco va volontario nei Paracadutisti dell'Esercito
nella ricostituita "FOLGORE", a Viterbo
dove proprio qui nacquero i primi Alpini Paracadutisti
(e anche qui Franco fu uno dei primissimi - il 131mo).

Qui Franco é a Viterbo al Centro Militare Paracadutismo
alla Scuola Carabinieri Sabotatori,

Con il mitico Capo Istruttore, Mar. ORESTE LEONARDI
(in seguito caposcorta di Aldo Moro, purtroppo ucciso in Via Fani )
( che voglio ricordare QUI > > > >

Destinato a Merano, oltre al normale addestramento, si frequentano diversi corsi specifici: ROCCIA alle Torri del Vaiolet, NUOTO a Merano, GHIACCIO alla Marmolada, ESPLOSIVI a Rablà Merano, PUGILATO-JUDO a Merano, SCIATORI sul M. BONDONE.
E oltre ai 6 lanci di brevetto (a Viterbo), seguono i lanci sul Monte Bondone, Alpe di Siusi, Cevedale, Dolomiti di Brenta e altri.


Per Franco il Paracadutismo fu una vera avventura meravigliosa e magica della sua vita.
Va ancora oggi ripetendo una bellissima frase...
"Dio non ci ha donato le ali ma ci ha regalato il "coraggio"
... di fare il paracadutista; cioé salire in cielo e poi tuffarsi e scendere dalle nuvole".

Dopo l'addestramento presso i carabinieri sabotatori di Viterbo, ecco Franco fare
Antiterrorismo in Alto Adige; 
anni di fuoco, ovvero bombe, esplosivi, audacia; oltre i tanti lanci e le tante montagne:
ovvero nell'ardimento dimenticare.

E così...non si sfugge, non c'è più  tempo per l'angoscia, la disistima, l'indecisione, si và! ......

... si monta su un rombante aereo....


... si sale in quota, si attende con un po' di apprensione la lucina verde...

.... poi.....dopo una pacca sulla spalla del direttore di lancio ...


... si va alla porta.... e ci si butta....

si nuota nell'aria...

.... a 1000 metri sulle città, nelle valli ... di giorno...

....di notte....

sull'acqua....

e in montagna .... da 2000 metri ....

... da 3000 metri ...


in estate .....

in inverno ....

 


e perfino ...da 5000 metri !!
Sotto il lancio sul Cevedale
(visto dall'aereo e dal Gran Zebrù)
Un lancio, straordinario, stupendo, magico !! Che silenzio a 5000 metri !!

Paura della morte ?
"Morire non è nulla; non vivere è spaventoso" (V. Hugo)


L'ardito lancio, fu il completamento di una delle più grandi manovre dell'Esercito Italiano
con presenti i rappresentanti di 45 Paesi della Nato.
Dopo il lancio la salita prima al Cevedale poi sul Gran Zebrù.

sotto il Gran Zebrù visto dal Cevedale




Dopo il lancio, l'ascensione di Franco sulla più bella montagna delle Alpi ( vedi più avanti )

 

 

 

Coma abbiamo appena visto sopra, allo sbaraglio; ma nei tanti "momenti magici" si è  coscienti che non si puo' nemmeno più  pensare ad altro, e quindi subentra un aiuto alla propria affermazione.
E' forse uno stile di vita che in Franco Gonzato perdurò anche dopo questo addestramento e anni di vita militare (4) in quel corpo speciale, dove caddero negli anni di piombo anche i suoi amici più  cari, perfino il suo istruttore, Oreste Leonardi, il caposcorta di Moro. Ma più che stile lo preferisce definire "sdoppiamento di personalità", che tanto decisionismo gli consentì  altresì un'altra carica morale e materiale, quella di rimettersi - come in gioventù - a dipingere.
Una testa di cuoio, parà-antiterrorista che dipinge? Un'apparente contraddizione mentale, ma per lui era invece l'equilibrio raggiunto fra sensibilità e dinamismo, un conservarsi lo spazio per poter umanisticamente intervenire e non sentirsi per niente a disagio, fornendo anzi delle efficienti e mutevoli prestazioni artistiche.

Ma per un tempo decisamente breve, anche dopo aver lasciato la vita militare: cioé qualche anno, quasi un lustro, ma in quegli anni rivelando il suo mondo di sogni a colori, partecipando a una trentina di mostre all'ingiro, esponendo in America, in Francia, in Spagna, in Inghilterra, sfoderando una vitalità artistica quantificata in decine e decine di tele, affermandosi (lo troviamo sull'Annuario Bolaffi degli Artisti del XX secolo) rappresentando dopo il periodo figurativo, l'intima sofferenza, con soggetti astratti, informali, di nodi, di voli, di contorsioni, di pieghe....
Un eccesso forse che seppe troncare, non si sentiva all'altezza di proseguire in un campo gravato fin troppo dal peso delle culture secolari che andava scoprendo nei suoi tanti libri ma anche in tutti i musei d'Europa. Già perchè  cosa ti fa il nostro uomo? prende un Camper e via per mesi e mesi in giro per 25 Stati dell'Europa, dall'Olanda fino alla Grecia; "On the road", in contrade, città, paesi, gente diversa, cultura, stile di vita, curiosando, assimilando, portando a casa altre realtà, scoprendo tecnologie di mercato, capitalizzandole in termini economici ma anche esistenziali.
Un pittore mancato? No, c'erano altri settori da sperimentare, altra rabbia da consumare, altre realtà da scoprire, tanto valeva di nuovo (e chissà dove e come, ma per lui non era un problema) rischiare.


Daccapo. Cioè fuori dalla ardita vita militare. Ordinatamente anche qui sopprimere le timidezze, affrontare sicuri, applicare l'acquisita apparente aggressività perchè  - lui dice - "la società lo vuole", ma in verità si tratta ancora una volta di dimenticare il proprio passato e precario presente e pertanto come e più  di prima...osare ed essere intraprendente.

Diventando così (senza por tempo a dubbi) un perfetto rappresentante "di commercio", poi subito promosso a  "incarichi speciali",  bravo tanto da poter permettere di salire ancora di più, fino a diventare ispettore su tutto il territorio nazionale, senza orari, senza orologi, per sveltire i tempi e non esserne schiavo, senza mai un giorno di ferie, senza mai un giorno di malattia, e sposato, col viaggio di nozze fra riunioni di lavoro, coi figli poi che nascono, senza la sua quotidiana presenza...ma con la consolazione minima dell'avanzamento di carriera oltre che economiche . Nelle vendite strabiliava, decuplicava i fatturati delle ditte in ogni città d'Italia.

Lo soprannominarono "L'Attila delle vendite",
(qui a fianco è seduto proprio sul "Trono di Attila" nell'isola Torcello) dove passava lui faceva terra bruciata alla concorrenza. Operando con molta gentilezza, ma con una decisa costanza e volontà, sempre equilibrata però, che è poi efficace nell'agire. Non con la caparbietà (che i clienti odiano) quella forma cieca e ridicola dove si infrangono tutti i ragionamenti, ma con la ponderatezza, che è poi il buon senso. La persona ponderata, misura, calcola, esamina il pro e il contro di ogni cosa, poi si muove calmo e deciso e... con la necessaria gentilezza.

Ma Franco oltre che paracadutista era anche un rocciatore (istruttore), e come muoversi lo sapeva bene. Osare ma ponderare; in ogni passo, in ogni appiglio, in ogni percorso.
Nell'audacia e nel dinamismo per essere vincenti bisogna non solo riflettere un po' ma bisogna riflettere molto prima di agire. E agire bisogna !!!
Franco di certo non voleva che passasse il tempo cercando solo di sopravvivere.

(qui alcune delle sue centinaia di
arrampicate-scalate)


LE TORRI DI VAJOLET (Gruppo Catinaccio)

quella a Sx (la Delago - Spigolo- 4°-5° grado) Franco (come Istr. Milit. di roccia) l'ha scalata 3 volte;
quella centrale (la Stabler 3° 4° grado) 12 volte:
quella a dx (la Winkler - 5° grado) 2 volte.
La piccola a sinistra, la Piaz- 6° grado (1 volta)


con la famosa guida TONI GROSS


E dopo le Torri il CATINACCIO...


sopra verso ovest, sotto verso est ... dai monti fino al mare
( come siamo piccoli !!! )

La "Passeggiata" .......

qui sotto il Catinaccio visto difronte, dalla cima del Catinaccio d'Antermoia

 

Poi, qui sotto, sulla più belle torri-pareti dell'alpinismo mondiale ......



Si possono affrontare di petto le tempeste della vita come la pareti di una montagna,
cioè arrampicare, cadere, scivolare, rialzarsi e subito ricominciare.
E il bello é che nelle avversità si può benissimo imparare anche a "ballare".
La tranquillità stando in poltrona non é altro che pigrizia mentale.



 



Qui sotto, che spettacolo.... dentro nel più bel anfiteatro del mondo.
Per 100 milioni di anni, senza esseri umani ad ammirarlo,
con tanti silenzi attorno.....
la "trinità" era già lì...

e fra 100 milioni di anni sarà ancora lì, tutto uguale come allora,
senza esseri umani
ad ammirarlo e nuovamente con tanti silenzi attorno.

< < < < < < < < QUI le 3 Cime
in un singolare e straordinario video;
sedetevi, guardate e ascoltate la musica a tutto volume.
Se vi vengono dei brividi è perché... siete un umano !!

( per me - a 80 anni - é ormai un ricordo struggente - "il sentiero 101" -
ma se avete gambe buone non indugiate, andateci !!!!! percorretelo !!!
non esiste miglior ricordo di uno scenario così possente e straordinario)

--------------------------

Sotto, sui ghiacciai, verso il Gran Zebrù e il... Cevedale (é quello bianco in alto a destra)


Dopo il lancio visto sopra, Franco ha compiuto la più bella ascensione della sua vita,
sulla più bella (dopo il Cervino) piramide delle nostre Alpi
( é d'accordo anche Messner )
Il "Königspitze" - "la Cima del Re", il GRAN ZEBRU'
La sua piramide si erge maestosa ed imponente e ha una certa somiglianza con la montagna delle montagne: il K2".

 

"dopo 3 giorni con 5 compagni ho dovuto ripetere la salita. Con condizioni del tempo al ritorno piuttosto critiche.
Una salita questa, perchè gli americani della Nato
( già sbigottiti per l'audace lancio - non sapevano che noi paracadutisti avremmo poi salito il Gran Zebrù )
volevano riprendere con le cineprese anche la spettacolare ascensione. Dovemmo insomma ripeterla.
E ovviamente toccò al sottoscritto risalirla e fare anche il capocordata.
E il fotografo !! Di una favola !!!

"fu un'ascensione stupenda, con uno scenario impressionante !
Ma tre giorni prima era stato ancor più
favoloso,
dall'alto, mentre scendevo col paracadute da 5000 metri
non fu solo
un momento stupendo ma magico!!
Sono delle emozioni che non si comprano con i denari, si VIVONO !!"

"La vita è fatta di alcuni momenti magici di grande intensità.
Poi ci sono i banali intervalli .
La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici,
finiscono col vivere solo i banali intervalli."

(Friedrich Nietzsche)

che sogno !!!!!

CHE SPETTACOLO !!!!
aveva ragione il mio carissimo amico Walter
(il mio mito e già "GRANDE" mio maestro quando io avevo 16 anni e lui 20)



PURTROPPO PER LA MIA ETA' E GLI ACCIACCHI
E' STATA DURA DOVERLI LASCIARE
E CREDO ANCHE PER WALTER, MORTO RECENTEMENTE.


Qui sotto sulla famosa "meringa" sempre sulla cima del Gran Zebrù


Purtroppo la Meringa - lo sporgente ghiacciaio sul Gran Zebrù - oggi non esiste più;
è crollata nel 2001 a causa del riscaldamento globale.

"poi 5 giorni dopo,
siamo andati sull'Ortles a goderci un altro grande spettacolo mozzafiato"

 


sul Monte Rosa....verso la cima alla Capanna Margherita
il rifugio più alto d'Europa - 4554 metri
sullo sfondo il Cervino 4478 m


Sul Monte Bianco....


Sul Cervino....

---------------------------------------------------------------

miscellanee


SI IMPARA A SCALARE LE PARETI


un paio di settimane con il pecoraio....si impara a vivere in mezzo alle "pecore"



(vedi > >

i miei primi 300 (25 anni)

Le mie origini - mio padre

io, mia madre, mia sorella, mio fratello

 

Franco, andato in congedo dopo 4 anni di paracadutismo militare - affronta la sua nuova vita non con un lancio ma... di slancio, nell'ascesa nel mondo del lavoro: non poteva essere diversamente per il dinamico Franco - l' inizio fu come rappresentante, ma ben presto per i suoi successi di venditore, divenne ispettore di tecnici  per tutta Italia in una grande multinazionale. Un altra "ascesa". Per sè , per la famiglia (nel frattempo formata) e per la casa. Per poter anche ritornare di città in città colmo di libri, di dischi, di quadri e così
lui dice ....riequilibrare la coscienza, agire per vivere, ma operare per migliorare.
Un incontentabile?
lo abbiamo già detto: Franco di certo non voleva che passasse il tempo cercando solo di sopravvivere
MA NON FINISCE QUI...
ANZI ..... ADESSO INIZIA IL BELLO
Dobbiamo però fare un breve passo indietro nella vita di Franco.

 

quindi prosegui ora con la seconda parte
alquanto singolare come questa prima parte

SECONDA PARTE > > >

< < < ALLA HOME PAGE