L'ESISTENZA STORICA DI
GESÚ
DETTO IL CRISTO

Estensore: Giovanni De Sio Cesari

Indice. Storia e mito   Le  fonti   Le fonti cristiane Giuseppe Flavio Altre fonti . Nazareth. Conclusioni

STORIA E MITO

LA FIGURA DI GESU'  è sempre stata oggetto di dispute. Nell'ambito cristiano si è sempre  discusso della sua natura (questioni cristologiche);per gli Ebrei è un falso profeta, per i Mussulmani un vero profeta ma male interpretato, per i pagani e poi per i non credenti un impostore o anche un "uomo giusto" ma  mitizzato e divinizzato dai suoi seguaci. Fino al 1800 però mai si era dubitato della sua effettiva esistenza storica . Con lo sviluppo però della critica storica, con la ricerca della "fonte" ci si avvide o, meglio,si prese coscienza di un fatto che era sempre stato conosciuto: di Gesù non abbiamo alcuna notizia da fonte non cristiana. Più precisamente, abbiamo solo un piccolo passo di Giuseppe Flavio, storico ebreo non cristiano che parla di Gesù ma appare chiaro che il passo è una antica  interpolazione, segno questo che già nell'antichità si sentiva il bisogno di confermare l'esistenza storica di Gesù.

In un contesto  di aspra polemica anticristiana si diffuse la teoria MITICA dell'origine del Cristianesimo: la maggior parte degli storici concluse che Gesù non era mai esistito veramente, ma che si trattava di un  MITO  creato in una certa cerchia di persone e in seguito, magari in buona fede o al fin di bene , trasformato in avvenimenti reali .

 TEORIA MITICA  in un certo ambiente ebraico in fervida attesa  di un Messia, cominciarono a circolare delle sentenze, delle massime, delle parabole. Man mano esse vennero attribuite a un personaggio insistente ma del nome comune,Gesù e quindi si cominciò anche a inventare fatti della sua vita. In seguito poi si misero per iscritto alcuni di questi racconti e si ebbero i quattro Vangeli composti appunto di "fatti" e di "sentenze" e che furono poi in seguito ampiamente rimaneggiati. Altro materiale andò a formare altri Vangeli, quelli che poi furono definiti apocrifi che in parte ci sono pervenuti ,in parte sono andati perduti. 

Non si tratta propriamente di una impostura, di un imbroglio deliberato ma di un processo naturale molto comune nella storia, specie nella nascita delle religioni: la mancanza di uno spirito critico  (che è cosa propriamente moderna ) fa si gli uomini credano facilmente a quello che viene raccontato, e con il tempo racconti fantastici vengono presi per veri.

I "fatti" narrati vanno allora  interpretati non come descrizioni di avvenimenti reali ma come "simboli" di verita etico-religiose, "miti" appunto, come facciamo con i miti pagani: il ratto di Proserpina allude alle vicende delle stagioni, la punizione di Prometeo rappresenta la sete di conoscenza dell'uomo, magari la leggenda di Edipo simboleggia pulsioni incosce.

Si cerca, quindi, la interpretazione di ciascun passo evangelico attingendo alla cultura, alla mentalità, alle attese del tempo.

Abbiamo molte varianti di questa teoria con atteggiamenti di ogni gradazione sia positiva che negativa nei confronti del Cristianesimo. Si trovano poi infiniti collegamenti più meno verosimili con ogni sorta di avvenimenti e aspetti culturali dell'epoca  veri o presunti.

Qualche esempio:l'Incarnazione rappresenta la divinizzazione dell'uomo, l'ultima cena rimanda a riti iniziatici orientali in cui ci si ciba magicamente delle carni di un dio. la resurrezione è la rinascita dell'uomo alla verità.

IN QUESTO ARTICOLO non intendiamo entrare nel merito del valore , del significato storico del cristianesimo, nè delle interpretazioni che si possono dare alla predicazione evangelica ma solo fare il punto sul dibattito , da un punto di vista strettamente scientifico, sulla questione storica, ormai più che secolare: effettivamente è vissuto nel primo secolo della nostra  una uomo di nome  Gesù detto il Cristo ?

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LE FONTI

Le fonti cristiane:

I QUATTRO EVANGELI  si tratta di opere semplici essenziali, brevi ,per nulla paragonabili alle vaste e organiche opere che l'antichità ci ha tramandato L'evangelo di Matteo fu scritto in Aramaico ma il testo non ci è pervenuto (molti dubitano che sia mai esistito), gli altri in greco, lingua comune nella parte orientale dell'Impero Romano.  Ciascuno dei Vangeli ha proprie peculiarità,presenta elementi non presenti in altri, talvolta vi è discordanze nei particolari ma nel complesso la vicenda  e l'insegnamento sono gli stessi. Il racconto  appare disposto in parte secondo un ordine cronologico,( i fatti) in parte secondo un ordine logico (per quanto riguarda la predicazione di Gesù)  Vi sono riferimenti a personaggi storici che ci rimandano alle date ma manca propriamente una cronologia esplicita. Non viene indicata l'anno nè della nascita nè della morte di Gesù:per le date  solo in  Luca   vi è il riferimento al 15° anno dell'impero Tiberio corrispondente al  27 d.C.

ATTI  DEGLI APOSTOLI: è la narrazione semplice e chiara, disposta in  ordine cronologico delle vicende degli apostoli e poi in particolare di Paolo scritta da Luca che a un certo punto della vicenda racconta in prima persona.La narrazione si interrompe intono al 62 d.C. ,comunque prima della persecuzione  di Nerone (64    d.C.) che non viene citata .Anche se in questa opera non si parla della vita di Gesù essa è importante per il nostro assunto perchè comunque la esistenza fisica di Gesù è presupposta chiaramente e quindi l'opera costituisce una fonte storica della sua esistenza

EPISTOLE: lettera scritte da vari apostoli, in maggioranza da Paolo. Come nel caso precedente esse presuppongono la esistenza fisica di Gesù e pertanto possono considerarsi fonti

VANGELI  APOCRIFI vi fu un proliferare di un gran numero di narrazioni su Gesù, che pero la chiesa non riconobbe per veritieri e furono detti Vangeli Apocrifi e che ci sono in buona parte pervenuti. Essi sono immediatamente distinguibili dai Vangeli canonici per stile e contenuti: sono sovrabbondanti, fantasiosi, ricchi di particolari, di riferimenti suggestivi. Non viene riconosciuto ad essi alcun valore storico ma pure possono essere interessanti per la nostra ricerca.

FONTI NON CRISTIANE

GIUSEPPE FLAVIO: ebreo passato ai Romani durante la repressione della rivolta giudaica  scrisse due opere monumentali  intono alla fine del primo secolo "antichita giudaiche" e  "Guerra Giudaica" in aramaico (testo non pervenuto) ma tradotte subito in greco: nella prima di queste opere appare un passo che parla direttamente di Gesù e altri due che gli fanno riferimento indiretto : su questi passi vi è una contestazione che esamineremo ampiamente in seguito.

CITAZIONE SUI CRISTIANI:le più antiche notizie pervenuteci  di non cristiani sui cristiani (non su Cristo direttamente) risalgono al 110-120 d.C. : sono di Plinio e Svetonio  ( riferentesi all'età di Claudio), e soprattutto Tacito riferentesi alla persecuzione di Nerone del 64  d.C.

FONTI CRISTIANE

I TEMPI DELLA REDAZIONE L'ipotesi mitica presuppone che gli scritti cristianI si siano formati in modo analogo ai poemi omerici o alla Canzone di Orlando. Tuttavia per un processo del genere occorre molto tempo, devono passare molte generazioni in modo che  il tempo in cui sono collocati gli avvenimenti sia quindi abbastanza remoto da essere incontrollabile, anzi il tempo è posto in un generico passato senza precise determinazioni. Diventa quindi fondamentale nella discussione del carattere storico o  mitico degli scritti cristiani determinare il tempo della redazione

I DATI INTERNI agli scritti sono numerosi e rendono possibile anche una cronologia della redazione con oscillazioni molto limitate. Per i Vangeli si deve tenere presente la distruzione di Gerusalemme del 70 d. C: i Vangeli sinottici (Matteo,Marco e  Luca ) ignorano l'avvenimento. mentre  secondo Giovanni, mettendo  al passato le indicazioni topologiche, mostra chiaramente che ormai quei luoghi non esistono più in seguito alla devastazione della repressione romana

Per gli Atti viene ignorata la persecuzione di Nerone,si possono anche controllare i riferimenti a personaggi storici noti e pertanto la sua redazione deve essere terminata intorno al 63 d.C. 

Per le epistole l'indicazione è abbastanza agevole in riferimento agli Atti 

Diamo una indicazione di massima delle date di redazione 

Data OPERE
50 lettera di Giacomo 
51 lettere I e I!I ai Tessalonicesi (di Paolo) 
52 evangelo di Matteo 
54 lettera ai Galati {Paolo)
56 lettera I ai Corinzi (id. ) 
57 lettera II ai Corinzi (id.) 
58 lettera ai Romani {id.)
60 evangelo di Marco 
62 evangelo di Luca 
63 lettere ai Colossesi, agli Efesini, a Filemo.ne, ai Filippesi (Paolo)
63 Atti degli :Apostoli 
63-64 lettera di Giuda e lettera I di Pietro 
64-65 lettera agli Ebrei {Paolo) 
66-67 lettera I a Timoteo, 
65 lettera a Tito, lettera II a Timoteo (Paolo)
66-67 lettera II di Pietro 
94 Apocalisse 
100 evangelo e lettere I, II e III di Giovanni.

Naturalmente le date sono solo una congettura di massima e possono  essere spostate ma di alcuni anni, di qualche decennio: ma il tempo per la formazione di una leggenda che si misura in secoli e generazioni come avviene per i poemi omerici, per la canzone di Orlando, per i Nibelunghi.

Ammettiamo che  che vi siano state delle manomissioni: ma come pensare a falsificatori tante abili  da riuscire a dare l'impressione di aver scritto in tempi passati.  La tesi mitica presuppone  un processo inconscio non  falsificazioni abilissime

D'altronde tutte le interpolazioni  cristiane sono di una ingenuità disarmante: si pensi, per restare nel tema, che nel caso di Giuseppe Flavio si attribuiscono al un non cristiano parole che potevano essere solo di un cristiano .Nella famosa donazione di Costantino si attribuiscono all'imperatore romano  addirittura una corte di "satrapi" 

RISCONTRI ARCHEOLOGICI   Frammento Rynalds: nel 1935 l'inglese Roberts pubblicò un papiro trovato in Egitto e databile con certezza  al 125 d. C. In esso è contenuto un breve frammento del Vangelo secondo Giovanni. Se si considera che la zona era abbastanza remota  e che i tempi antichi di trascrizione e trasporto erano sempre piuttosto lenti chiaramente emerge una conferma alla datazione tradizionale.

Frammento di Qumran Come è noto in questa località furono trovate per caso, nel 1947 una serie di anfore contenenti rotoli di papiri appartenuti a una comunità ebraica prima della distruzione di Gerusalemme del 70 d. C In uno di tali frammenti, uno dei pochi in greco, vengono identificati alcune versetti del Vangelo di Marco

 

Questi ritrovamenti quindi confermano le date suggerite dai testi stessi anche se, dobbiamo notare che riconoscimenti di tale natura  non possono essere considerati del tutto sicuri 

LA CORNICE   storica e geografica descritta negli scritti è generalmente considerato l'elemento più importante per sostenere la storicità  dei testi stessi. Infatti una caratteristica peculiare delle narrazione leggendaria è che  tempi , luoghi, personaggi assumono aspetti irreali. 

Ma nelle narrazione evangeliche e negli Atti  vengono descritte minutamente, o meglio presupposte, località, fatti, personaggi, usanze  tutte riconosciute in tempi moderni storicamente esatte . Per ogni località si indica esattamente la posizione,il percorso per arrivarci,se si sale o se si scende. I personaggi storici sono tutti perfettamente riconoscibili: Pilato, Erode il Grande ,Erode Antipa, Caifa  si comportano come noi ci aspetteremmo che si comportassero. Vengono ricordate i tempi , come era d'uso, indicando i nomi dei magistrati. Qualche esempio: Il governatore romano (che in genere risiede a Cesarea)  si trova con l'esercito a Gerusalemme per la Pasqua. Il luogo lastricato  dove Gesù incontra Pilato è stato ritrovato esattamente al posto dove viene presentato. quando Gesù prende una moneta su cui vi sia la figura di Cesare non prende una moneta qualsiasi ma proprio un denario, perchè l'unica moneta circolante in Palestina con immagini era proprio solo il denario.( vedi anche:Storia ebraica: Età romana"

Gli Atti  descrivono tanto bene il viaggio per  mare di Paolo che qualcuno dice che sono anche un trattato di navigazione degli antichi. Vi ci si afferma che che i magistrati che presiedono ai giochi  ad Efeso vengono  vengono  denominati asiarchi, che sotto il procuratore Felice il tribuno della coorte di Gerusalemme si chiamava Claudio Lisa  : sono stati   l'unica fonte di queste notizie per duemila anni  fino a che scavi moderni le hanno confermate 

E' fuori di ogni dubbio che chi scrive conosce perfettamente per esperienza diretta e personale il mondo che descrive : l'ipotesi mitica appare assolutamente insostenibile da questo punto di vista.

IL GENERE LETTERARIO Ogni opera ha  sempre un suo carattere letterario che ci aiuta anche a decifrarne il senso:  il genere degli scritti del Nuovo Testamento è quello della leggenda? 

La leggenda è sovrabbondante, ricca di particolari, disegna i personaggi a tinte forti,esalta i personaggi come modelli perfetti..

Nella Canzone di Orlando  Carlo non è solo un giovane re (tale era al tempo di Roncisvalle) ma diventa gia un imperatore che ha piu di cento anni. i pochi montanari Baschi diventano un esercito sterminato di duecentomila  saraceni, la modesta retroguardia dei Franchi diventa il fiore dell'esercito ,i paladini sono modelli perfetti di cavalieri senza paura e senza macchia 

Caratteri leggendari si trovano chiaramente nel Vangeli apocrifi che per questo motivo sono chiaramente riconoscibili. Ma i testi dei Vangeli( e ancora più gli Atti) non hanno nessuno dei caratteri della leggenda. Gia il fatto che essi sono ben quattro e non uno solo esclude che siano una redazione di scritti vaganti : abbiamo una sola Iliade scritta,una sola Odissea: chi si incarica di scrivere dei racconti che sono in circolazione li mette in ordine, ne dà una sola redazione. Gli evangeli poi si contraddicono continuamente nei particolari anche se presentano in sostanza gli stessi eventi. Una redazione posteriore o anche un rimaneggiamento posteriore avrebbe certamente limato le discordanze  Invece ogni Vangelo riporta fatti non riportati dagli altri; due trattano  solo della predicazione,due parlano anche della nascita ,le genealogie non corrispondono,le circostanze degli avvenimenti sono sempre un po diverse.Si provi a chiedere  a più persone di raccontare gli stessi episodi: troverete sempre delle discordanze e si   pensi che nel nostro caso sono passati decenni fra gli avvenimenti e la relazione scritta .I personaggi e lo stesso Cristo non sono modelli astratti: non solo Pietro rinnega tre volte il suo Maestro ma lo stesso Cristo chiede che gli si allontani il  calice amaro

Si noti poi che ogni Vangelo corrisponde a una personalità diverse: Matteo che si rivolge agli Ebrei  si affanna a trovare  le profezie per ogni fatto; Marco è piu popolare, meno controllato, abbonda in particolari non necessari . Luca invece è uomo colto, scrive con stile secondo i canoni del tempo, premette anche una breve proemio con una dedica a uno sconosciuto" Teofilo", Giovanni invece mostra un interesse di inquadramento filosofico assente negli altri, 

Tutto ciò porta a ritenere che i Vangeli appartengano al genere delle "memorie"   proprie o raccolte da altri: possono essere imperfette, possono anche aver interpretati i fatti in modo errato, possono aver accolto elementi non provati ma certamente parlano di fatti concreti, reali: la leggenda ,il racconto inventato ha caratteri del tutto  diversi

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GIUSEPPE FLAVIO

Poche righe  che si ritrovano in una sua opera  costituiscono il più importante elemento  della discussione intorno alla effettiva esistenza storica di Gesù. Pertanto dedichiamo ampio spazio all'argomento

La VITA. Joseph  (Giuseppe)  Matatias nato intorno al 37 d.C. fu importante esponente giudeo, Durante la rivolta antiromana  culminata poi con la distruzione di Gerusalemme del 70 d.C. fu a capo della guarnigione di Jotapata ma, conquistata questa dai Romani, mentre i suoi compagni si diedero la morte per non cadere nelle mani dei nemici  egli invece si consegnò ai Romani. In seguito collaborò attivamente con l'esercito romano, divenne un protetto (cliente) dell'imperatore Tito , ne assunse il patronimico (Flavio) e ricevette ampie ricompense in terre e ricchezze. (vedi anche: Assedio di Gerusalemme")

Scrisse quattro opere:

Morì nel 103 d.C.

L'ATTEGGIAMENTO DI GIUSEPPE Fu accusato ai suoi tempi di tradimento verso la sua gente e anche modernamente è stato messo in risalto il suo servilismo verso i Romani , e anche i vantaggi economici che  seppe  ricavare (vedesi:Vidal-naquet pierre: buon uso del tradimento.Editori riuniti,1994-  non reperibile in rete)

Altri autori hanno però messo in risalto che egli fu persona ragionevole che si rese conto in tempo e poi constastò di persona il disastro nel quale precipitavano i Giudei nella loro inutile rivolta contro l'impero. Non rinnegò mai la sua fede,nè il suo popolo ma vide il  posto degli Ebrei solo nell'ambito dell'impero In effetti possiamo dire che fu contro lo spirito di una rivolta fanatica, (integralismo o fondamentalismo ,diremmo noi)   per sostenere una integrazione  che rispettava la peculiarità religiosa e culturale ebraica.Va poi notato che in effetti gli Ebrei della diaspora nell'Impero non subirono persecuzioni e potettero prosperare in pace almeno fino a che il trionfo del cristianesimo non pose poi altri problemi.

Comunque si voglia giudicare moralmente Giuseppe Flavio a noi interessa pero notare il suo atteggiamento verso i movimenti messianici. La Giudea dei tempi di Cristo era  scossa da movimenti violenti di rivolta anti romana ,percorsa da una profonda aspirazione nazional religiosa : sorgevano continuamente in gran numero dei "messia",personaggi che affermavano di essere inviati da Dio per  portare i Giudei alla vittoria. In questo clima esplose la rivolta la tragica rivolta antiromana. Per Giuseppe Flavio  i movimenti messianici non sono quindi espressione del popolo ma bande di criminali e di assassini e sempre come tali li descrive Giuseppe Flavio.

In questo quadro naturalmente  anche la predicazione di Gesù Cristo (ammesso ovviamente che sia esistita realmente) gli doveva apparire come uno dei tanti pericolosi movimenti  messianici che egll detestava.

Ciò che appare strano è che Giuseppe non parla mai dei Cristiani: se possiamo dubitare dell'esistenza fisica di Gesù non possiamo certo dubitare dell'esistenza dei cristiani che alla fine del I secolo erano abbastanza numerosi anche in Roma e che già ai tempi di Nerone avevano subito una persecuzione. Come mai l'ebreo Giuseppe pare ignorare  completamente questo credo religioso che nasce dalla sua gente. Non sappiamo

Noi pero azzardiamo l'ipotesi che Giuseppe vedesse il  cristianesimo come una setta del tutto aliena dall'ebraismo, non ne riconoscesse o non volesse riconoscere cioè affatto il suo legame con l'ebraismo e la considerasse pertanto al di fuori del suo campo di indagine.

Il problema verrebbe pero risolto almeno parzialmente se si ritiene autentico il brano su Gesù come di seguito mostriamo

 IL PASSO SU GESU Nelle antichità Giudaiche, scritte intorno al al 93-94 d.C. noi troviamo il  brano sotto riportato

Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani” (Ant. XVIII, 63-64)

Il brano appare chiaramente interpolato:infatti evidentemente è scritto da un credente in Cristo e certamente Giuseppe non lo era: pertanto alcuni concludono che Giuseppe non ha mai scritto di Gesù :essendo egli un attento osservatore di tutti i movimenti ebraici del I secolo il fatto che egli non parla di Gesù è la prova inoppugnabile che Gesù non è mai esistito

ASPETTI  TESTUALI  DEL BRANO    Giuseppe scrisse le sue opere in aramaico  dedicandole agli Ebrei d'oriente:probabilmente però egli pur conoscendo bene il greco (fece da interprete durante la guerra giudaica ) tuttavia non era in grado di scrivere in quella lingua. Le sue opere furono però subito tradotte in greco e in questa lingua ci sono pervenute.Non abbiamo quindi l'originale  aramaico e non sappiamo fino a che punto la versione greca fosse ad esso aderente

I testi più antichi che abbiamo del brano  risalgono al XI secolo.e tutti riportano fedelmente lo stesso passo: tuttavia il passo è riportato  pero anche da Eusebio di Cesarea (III secolo d.C.) Un'altra citazione ma non molto chiara in verità si trova pure in Origene (contra Celsum, III secolo d.C.   ) Pertanto il passo appare molto antico

PASSO AUTENTICO MA EMENDATO   Altri  critici però ritengono che la interpolazione non riguardi tutto il brano ma solo alcune parti di esso. Se riproponiamo il brano togliendo le parti che abbiamo messo in corsivo avremmo

Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio,  era infatti autore di opere straordinarie,(o nuove) maestro di uomini che accolgono con piacere la verità,(o le nuove dottrine) ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. . Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani” (Ant. XVIII, 63-64)

Abbiamo messo tra parentesi anche possibili varianti di traduzioni dal greco  che attenuano ancora di più l'importanza della figura di Gesù.

 Dal punto di vista stilistico e grammaticale il passo non si discosta da quelli consueti di Giuseppe: le interpolazioni, operate in tempi  diversi, invece, naturalmente comportano delle difformità

Inoltre verrebbe spiegato anche la stranezza di non ricordare dei cristiani, di cui già prima abbiamo fatto cenno:infatti si parla infatti della "tribu" di coloro  che ancora oggi (siamo intorno  alla fine del I secolo),seguono il suo insegnamento

Va anche notato lo strano luogo in cui viene inserito il passo: se un cristiano avesse voluto inserire il brano lo avrebbe fatto subito dopo il punto nel quale Giuseppe ricorda il Battista,

IL TESTO ARABO   All'inizio degli anni 70 fu fatta conoscere in occidente un'opera di uno scrittore cristiano del X secolo, un certo Agapito ,vescovo di Ierapoli in Asia Minore.Si tratta di una opera storica scritta in arabo la quale a un erto punto richiama,  in inciso, il passo di Giuseppe Flavio che stiamo esaminando.

Il testo, tradotto suona così:

"Similmente dice Giuseppe l’ebreo, poiché egli racconta nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: “Ci fu verso quel tempo un uomo saggio che era chiamato Gesù, che dimostrava una buona condotta di vita ed era considerato virtuoso (o: dotto), e aveva come allievi molta gente dei Giudei e degli altri popoli. Pilato lo condannò alla crocifissione e alla morte, ma coloro che erano stati suoi discepoli non rinunciarono alla sua  dottrina e raccontarono che egli era loro apparso tre giorni dopo la crocifissione ed era vivo, ed era probabilmente il Cristo del quale i profeti hanno detto meraviglie”


Nel passo, come si può notare, non appaiono quelle espressioni proprie di un cristiano che sono presenti nel testo che ci è pervenuto. Il linguaggio è quello di un non credente in Gesù che riporta quello che i discepoli "dicono", non quello che realmente era avvenuto. Il vescovo autore dell'opera  non pare interessato o consapevole del problema  dell'esistenza storica di Gesù

In verità il passo si discosta da quello che noi abbiamo, specie perchè riporta la resurrezione che invece abbiamo escluso dal passo: se ne fa cenno pero nella interpolazione cristiana: potrebbe essere stata presenta in Giuseppe nella forma che troviamo della edizione araba. Nel complesso non vi è dubbio che i due passi sostanzialmente coincidono : si tenga presente che il passo è in arabo non sappiamo da quale lingua è stata tradotta (forse dall'aramaico originale  o forse chi sa in quante altre lingue è transitato) e che inoltre si tratta di una citazione  e non della trascrizione vera e propria

Quello pero che appare indubitabile è che il testo arabo ci assicura che nell'opera  di Giuseppe si accenna a  Gesù effettivamente, al di la della interpolazione avvenuta in occidente.

TESTIMONIUM FLAVII ? Possiamo allora concludere che le espressioni di inconfondibile matrice cristiana presenti nel passo siano delle interpolazioni di un passo realmente  esistente nell'opera originale 

Ma perchè qualcuno ha pensato di alterare il passo originale di Giuseppe sin dal III secolo ?

La risposta di alcuni è perchè si sentiva il bisogno di confermare l'esistenza reale di Gesù. Ma in nessun modo  appare che ,almeno fino al 1800 ,tale esistenza fosse messa in dubbio come abbiamo precisato all'inizio del nostro lavoro. Più verosimilmente a qualche sconosciuto amanuense cristiano il testo di Giuseppe dovette apparire poco rispettoso o meglio falso rispetto alle sue convinzioni religiose e quindi ritenne doveroso emendarlo e correggerlo senza certamente poter immaginare nemmeno lontanamente, i problemi che avremmo provocato. dopo 1500 anni, alla religione nella quale credeva questa sua incauta manomissione

 Da tutto ciò si è ritenuto che il passo di Giuseppe sia una vera e propria testimonianza (testimonium Flavii) ,sia pura rimaneggiata, dell'esistenza di Gesù

Per altri, invece, permane l'idea che comunque il passo di Giuseppe relativo a Gesù sia un falso e che non è possibile ricostruire l'originale e pertanto manca una testimonianza di Giuseppe

IL BRANO SUL BATTISTA In Giuseppe vi è pure un brano che tratta della figura di Giovanni Battista che ha grande rilevanza nei Vangeli e che quindi in qualche modo puo avvalorarne la storicità. Lo riportiamo integralmente.

“Ad alcuni dei Giudei parve che l’esercito di Erode fosse stato annientato da Dio, il quale giustamente aveva vendicato l’uccisione di Giovanni soprannominato il Battista. Erode infatti mise a morte quel buon uomo che spingeva i Giudei che praticavano la virtù e osservavano la giustizia fra di loro e la pietà verso Dio a venire insieme al battesimo; così infatti sembrava a lui accettabile il battesimo, non già per il perdono di certi peccati commessi, ma per la purificazione del corpo, in quanto certamente l’anima è già purificata in anticipo per mezzo della giustizia. Ma quando si aggiunsero altre persone - infatti provarono il massimo piacere nell’ascoltare i suoi sermoni - temendo Erode la sua grandissima capacità di persuadere la gente, che non portasse a qualche sedizione - parevano infatti pronti a fare qualsiasi cosa dietro sua esortazione - ritenne molto meglio, prima che ne sorgesse qualche novità, sbarazzarsene prendendo l’iniziativa per primo, piuttosto che pentirsi dopo, messo alle strette in seguito ad un subbuglio. Ed egli per questo sospetto di Erode fu mandato in catene alla già citata fortezza di Macheronte, e colà fu ucciso”. (Ant. XVIII, 116-119)2.)


Mettiamolo a confronto con la narrazione evangelica

Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva: «Non ti è lecito averla». E benché desiderasse farlo morire, temette la folla che lo considerava un profeta. Mentre si celebrava il compleanno di Erode, la figlia di Erodiada ballò nel convito e piacque a Erode ed egli promise con giuramento di darle tutto quello che avrebbe richiesto. Ella, spintavi da sua madre, disse: «Dammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni il battista». Il re ne fu rattristato ma, a motivo dei giuramenti e degli invitati, comandò che le fosse data, e mandò a decapitare Giovanni in prigione.La sua testa fu portata su un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre. E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono. (Matteo 141-12)


Come si può vedere il racconto evangelico riporta l'episodio della figlia di Erodiada  che invece Giuseppe  non riporta e che potrebbe essere poi essere soltanto una diceria .Viene presentata anche una precisa accusa di violazione delle leggi giudaiche sul matrimonio che però non doveva certamente essere il motivo fondamentale del contrasto ma solo la causa scatenante. Il contrasto prendeva corpo invece nel sospetto di Erode verso tutti coloro che erano zelanti nell'osservanza della religione  per il timore che qualcuno proclamandosi  "messia" mettesse in forse la sua autorità e scatenasse una rivolta

Sostanzialmente pero  la figura evangelica di Giovanni Battista  viene confermata dalla  storia di Giuseppe.

ALTRI BRANI   Vengono anche ricordati da Giuseppe  Flavio altri personaggi citati dagli scritti cristiani: 

TEUDA quando era procuratore  Cuspio Fade nel 46 d.C si proclamò  Messia, capeggiò una rivolta anti -romana affermando che le acque del Giordano si sarebbero aperte davanti al suo esercito. Viene citato in Atti,V,35 Le date però, non sembrano compatibili.

GIUDA Il GALILEO un ennesimo capo che guidò una una ennesima rivolta antiromana che come al solito fini tragicamente intorno al 45 d.C. ricordato in Atti V,37
GIACOMO  IL MINORE Nelle "Antichità giudaiche" troviamo il seguente passo:

Anano …convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse il fratello di Gesù, detto il Cristo, di nome Giacomo, e alcuni altri, accusandoli di trasgressione della legge e condannandoli alla lapidazione”Ant. XX, 200)

Il personaggio viene identificato con Giacomo detto poi "il Minore" (per distinguerlo da un altro Giacomo ) citato negli Atti. Si nota che viene indicato come "fratello" di Gesù mentre per i cristiani come è noto, Gesù è unigenito, e ciò esclude che possa trattarsi di una interpolazione cristiana.

( I primi cristiani credevano che Gesù fosse unigenito. I Vangeli dicono esattamente il contrario, che Gesù aveva diversi fratelli. Oggi questo lo si è dimenticato, ma a quei tempi non costituiva scandalo (lo stesso dogma della verginità di Maria nacque sul finire del 300).
Inoltre la collocazione del passo di Giuseppe Flavio che tratta di Gesù, lontano da quello che parla di Giovanni Battista, conduce alla seguante alternativa, che spesso non viene evidenziata: O il passo di Giuseppe Flavio è interpolato, quindi falso, oppure è autentico, ed in questo caso, sono i Vangeli a sbagliarsi, e quindi ad essere inattendibili).

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 QUESTIONE DI NAZARETH

 

La pratica è ricordata anche negli  Atti degli apostoli (XI 24): l'apostolo Paolo per contentare i Giudei più tradizionalisti fa da "padrino" ,pagando le spese ,ad alcuni convertiti al cristianesimo che avevano effettuata questa antica pratica devozionale.

NAZARENO il termine greco " o Nazoraios,"( dall' aramaico "Nazorai" ) viene tradotte in latino con Nazarenus e in italiano (e nelle lingue moderne occidentali) in genere   con "da Nazareth"(si noti che in greco  vi è l'articolo che si perde in latino e quindi anche nelle traduzioni operate dal latino)  Ma il termine indica effettivamente una determinazione geografica oppure è un appellativo per indicare una condizione di nazireato o semplicemente un "devoto"? .Il problema è stato posto e sembra di impossibile soluzione: noi non sappiamo certamente come erano chiamati  gli abitanti di Nazareth (ammesso che la città sia esistita veramente) 

 NAZARETH E NAZARENO  Ci pare del tutto impossibile pensare che dei Giudei, convertiti al cristianesimo, potessero confondere le due cose. Il nazereato era ancora in grande onore in Giudea particolarmente in quelle correnti che ricercavano di rinnovare l'antiche tradizioni. Negli Atti vediamo che la pratica è conosciuta e praticata, anzi oggetto di contestazione fra innovatori e conservatori Abbiamo anche notizia di un "Vangelo dei nazareni" apocrifo e non pervenutoci 

In queste circostanze pare davvero incredibile che  non si conoscessero il termine Nazareno tanto da confonderlo con un termine geografico ed inventare addirittura una città ad hoc. E' come pensare che un prete cattolico moderno credesse che il rosario sia qualcosa di originario della città di Rosa

E' ESISTITA  NAZARETH ?  Dal IV secolo, con l'affermazione del cristianesimo si comincia a citare la cittadina che esiste tuttora con questo nome. Si può pensare che essa sia stata una identificazione tardiva fatta da cristiani di una località diversa. Non ci rimane però nessuna testimonianza di una "difficolta" nell'identificazione di essa, nessuna contestazione. Se la città non fosse effettivamente esistita avremmo assistito al sorgere di una folla di "Nazareth ", come generalmente avviene in casi simili.

Si noti poi che tutti le altre località citate nei Vangeli e negli Atti sono perfettamente individuate: sarebbe ben strano che propria per la città di Gesù non si  sarebbe acuto l' accortezza di accertarsi effettivamente della sua esistenza. 

Un elemento importantissimo ci viene dal ritrovamenti operati i da archeologi israeliani nel 1962. Nella località dove sorgeva la città di Cesarea  che era la sede abituale dell'autorità romana, fu rinvenuta una lapide sulla quale si legge chiaramente la scritta "Nazareth " scritta in caratteri aramaici risalente al III secolo a.C.: pertanto pare ormai fuori dubbio che effettivamente una località con tale nome  esisteva già da secoli. 

Possiano ipotizzare che si trattasse solo di un piccolo gruppo di case che magari erano pure conosciute con l'indicazione di un' altra città vicina della quale costituiva come una frazione. 

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ALTRE FONTI NON CRISTIANE 

Come abbiamo gia accennato le prime fonti non cristiane che parlano dei cristiani (e non di Cristo direttamente) risalgono al 110 e seg. d. C. Esaminiamole brevemente.

SVETONIO:

.. [l'imperatore Claudio] scacciò da Roma i Giudei che, istigati da Cristo, erano continuamente in lotta..." (Claudius XXV, 4);

Dal brano possiamo ricavare  che i Cristiani prendono il nome da Cristo, che essi erano gia numerosi e mal visti ai tempi di Claudio e che vengono considerati Giudei

PLINIO:

..erano soliti riunirsi alle prime luci dell'alba, ed innalzare un canto a Cristo, come se fosse un dio..." (Epistolae, 96).
.

Pure in questo caso i cristiani vengono fatti risalire a Cristo, adorato come un Dio.

TACITO:

Per tagliar corto alle pubbliche voci, Nerone accusò di essere colpevoli, e sottopose a raffinatissime pene, coloro che il popolo chiamava Cristiani e che erano odiati per i loro crimini. Quel nome veniva da Cristo, che sotto il regno di Tiberio era stato condannato al supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato. Momentaneamente sopita, questa malefica superstizione proruppe di nuovo non solo in Giudea, luogo d'origine di quel flagello, ma anche in Roma dove tutto ciò che è vergognoso e abominevole viene a confluire e attecchisce. Per primi furono arrestati coloro che facevano aperta confessione di tale credenza. Poi, su denuncia di questi, ne fu arrestata una gran moltitudine non tanto perché accusati di aver provocato l'incendio, ma perché erano pieni d'odio contro il genere umano..."
(Annales XV, 44)


Si documenta la prima persecuzione dei cristiani ai tempi di Nerone. Viene fatta risalire la setta a Cristo e si fa anche preciso riferimento alla condanna a morte per ordine di Ponzio Pilato.

 CONFERMA DEL SILENZIO: in tutte e tre i casi il riferimento a Cristo è chiaro e inequivocabile, nel terzo caso si accenna anche a Ponzio Pilato. Chiaramente ciascuno degli autori è assolutamente contrario ai cristiani, odiatori del genere umano. A quei tempi se Cristo non fosse veramente esistito ,non sarebbe stato certo difficile dimostrarlo. Ma nessuno dei tre mostra il minimo dubbio. D'altronde fino a Costantino piovvero sui Cristiani le accuse più gravi e infamanti e più inverosimili, le persecuzioni più feroci  ma molti non misere mai minimamente in dubbio l'esistenza fisica di Cristo

A noi pare che Il silenzio su questo punto degli antichi può essere considerato la conferma più sicura della effettiva realtà storica di Cristo, più che il contestato passo di  Giuseppe, più che  gli stessi (alcuni) scritti cristiani

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CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Per tutto quanto abbiamo qui esposto a noi  sembra che la ipotesi mitica secondo la quale Gesù non è mai esistito non possa considerarsi fondata storicamente.

Restano allora due ipotesi

La scelta fra le  due ipotesi però NON E' un problema storico ma è un problema filosofico. 

Nella ipotesi cosi detta critica vengono letti i Vangeli  con la premessa che il soprannaturale non esiste   e pertanto tutto ciò che è segno del divino (i miracoli e soprattutto la Resurrezione) viene considerato per  principio impossibile e pertanto leggendario: si tratta di una posizione filosofica pienamente legittima  ma NON E' una principio di critica storica

D'altra parte non abbiamo altre fonti se non quelle cristiane: se consideriamo  queste inattendibili non si vede su quali basi si possa costruire una ipotesi storica.

E infatti esaminiamo le cosi dette ipotesi critiche su Gesù : alcune paiono suggestive (abbiamo un Gesù rivoluzionario, esseno, ellenizzante ) e altre del tutto inconsistenti  (abbiamo perfino  un Gesù non ebreo ma figlio di un soldato romano "ariano" di passaggio ,a causa del mistero della nascita ) ma tutte prive di fondamento storico. Le tante "storie della vita di Gesù " da quella fondamentale di Renan possono essere considerate opere di fantasia, letterarie, filosofiche tutto quello che si vuole ma NON OPERE STORICHE

A questo punto perchè non pensare che Gesù era un extraterrestre? Si spiegherebbero cosi i suoi miracoli come effetti di una scienza progredita , il suo insegnamento come espressione di una civiltà superiore: si potrebbe scrivere un bel romanzo di fantascienza. Un romanzo appunto non una OPERA STORICA.

Non tutto il possibile è anche vero: non tutto il vero è conosciuto da noi. Noi diciamo che un fatto è vero nella misura in cui conosciamo  elementi per affermare  che è vero.

La storia riguarda il vero che possiamo conoscere : che  Gesù sia stato un extraterrestre , un rivoluzionario sconfitto, un ariano è possibile ma non vi sono elementi per affermarlo e quindi non è ipotesi  storica

Che Gesù non sia  mai esistito è una  ipotesi storica (anche se  non la condividiamo) perchè se ci convinciamo che manchino  le fonti per affermare la sua esistenza dobbiamo concludere che "storicamente" non è esistito 

Se pensiamo che è esistito ma che le fonti non sono attendibili nulla possiamo dire di STORICAMENTE FONDATO di lui. Potremmo allora trattare storicamente del Cristianesimo (ne abbiamo di fonti), non di Cristo

Estensore: Giovanni De Sio Cesari
http://www.giovannidesio.it/ 

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NASCITA CONVENZIONALE DI GESU' CRISTO

La data tradizionale della nascita di Gesu' Cristo, fu fissata dal monaco Dionigi il Piccolo nel sec.VI per servire quale punto iniziale dell'era cristiana, ed è tuttora in uso; ma questa sembra sia stata soggetta a taluni errori. Secondo alcuni storici si tratta di uno scarto di circa 4 anni, per cui tale nascita sarebbe avvenuta nel 4 a.C. prima della morte di Erode I il Grande, in concomitanza con la narrazione evangelica, secondo la quale il Bambino nasce quando Erode e' ancora vivo tanto da permettere a costui di ordinare la strage degli innocenti, che pero' sempre secondo il Vangelo (Matteo 3,16) essendo rivolta a tutti i bambini da due anni in giu' potrebbe spostarsi di altri due anni indietro (quindi nell'anno 6 a.C.).

Di Erode oggi sappiamo perfino quasi il giorno della sua morte, avvenne si racconta verso il 4 a.C., pochi giorni prima di una eclisse di Luna. Sul computer - nella simulazione retroattiva- abbiamo rintracciato questo eclisse; avvenne sulla coordinata Palestina esattamente il 13 marzo del 4 a.C.

Del resto abbiamo  un'altra fonte "storica". Nel Vangelo di Luca, nel secondo capitolo, lui scrive che Gesu' era nato durante il censimento di Quirino governatore della Siria nell'anno 6. E fino ad oggi ci sembrava anche questa data oggetto di confusione successive, quindi errata,  perche' Quirino era governatore nel 6 d.C. e fece proprio un censimento in quell'anno. Ma oggi sappiamo che ne aveva fatto un altro nel 6 a.C. non come governatore ma come semplice funzionario, affiancando Sanzio Saturnino; di qui l'ipotetico errore di Luca che dimentica di dire funzionario al posto di governatore mettendo in imbarazzo i successivi storici che per secoli hanno ignorato l'altro censimento, quello del 6 a.C.

Ma abbiamo sempre un anno che ci manca, e questo è da attribuire sia alle molte modifiche del calendario (quello romano, quando Cesare cercò di imporre quello egizio-solare) e sia perché la nascita di Gesu' era da circa un secolo, fino al 329, celebrata dalla Chiesa Ortodossa il 6 gennaio (e viene celebrata ancora tutt'oggi - Nel 1917 la Russia politica ha adottato il nostro calendario, mentre la Russia religiosa lo ha del tutto ignorato - come si vede ogni Paese e ogni istituzione fa quello che vuole anche nel computo del tempo).

L'accenno a una modifica avvenne da parte di Elena, madre di Costantino, che nel 327 si era recata in Palestina alla ricerca di testimonianze del cristianesimo ascoltando in loco le tradizioni orali e le narrazioni leggendarie, quelle che poi da quel momento assumeranno grande importanza nella tradizione popolare e religiosa fino al Medioevo per poi proseguire fino ai nostri giorni (con le discordanze da paese e paese, e anche da Vangeli e Vangeli (gli apocrifi - anche questi scelti da uomini che hanno detto questo è giusto e questo è sbagliato). Ad Elena  dobbiamo infatti la presunta scoperta dei frammenti della croce, la presunta capanna della natività, la costruzione del Santo Sepolcro e pure il nome alla località, detta Terrasanta, che da quel momento inizia a diventare meta di pellegrinaggi. Una Gerusalemme di cui i cristiani si erano impossessati solo nel 135, a spese degli Ebrei che erano stati sterminati e cacciati da Adriano (vedi anno 135).

Nell'anno 330 (vedi) , in concomitanza delle solenni cerimonie e consacrazione della nuova capitale dell'impero detta Roma Nuova (edificata sull'antica
Bisanzio,  poi chiamata Costantinopoli), per volontà di Costantino viene per la prima volta celebrato su tutto l'impero e quindi anche a Roma nel giorno del "Natale Invitto" (che d'ora in avanti lo sostituisce col "Natale" cristiano) la nascita di Gesu'. In pratica si decise di anticipare nello stesso anno al 25 dicembre quella del 6 gennaio dell'anno 331. Cioe' fu celebrata nello stesso anno 2 volte la ricorrenza, e quest'ultima, quella del 25 dicembre, la si fece coincidere con la tradizionale festa pagana della "Nascita del Sole".
Questa doppia celebrazione in un calendario che era ancora conteggiato come il 1079 (anno della fondazione di Roma) fa trasformare l'anno che diventa virtualmente così il 1080. Ecco quindi il conteggio errato e quindi il settimo anno che ci manca e che farà coincidere l'evento astronomico che accenneremo verso la fine di questa pagina ; la presunta e fantomatica cometa di Betlemme che... cometa non era.

Il 25 dicembre, questa ricorrenza della Natività come giorno del mese ma non ancora come anno (dato che questo fu conteggiato erroneamente come già detto sopra) è una data simbolica che si collega al solstizio d'inverno e a una festa pagana romana di epoca imperiale. Il Natale dell'Invitto, che altro non era che il Sol Invictus, divinità solare di Emesa, ovvero il "giorno del nuovo sole" fissato al 25 dicembre, introdotto dall'imperatore Aureliano nel 274 d.C.,
che aveva costruito a Roma anche un tempio in suo onore nel campus Agrippae, oggi Piazza San Silvestro. Un periodo questo a Roma dove fin dai tempi delle campagne di Giulio Cesare in Egitto era già penetrato e in uso il culto del Sole, compreso il calendario egiziano. Cesare infatti aveva fatto trasportare a Roma non solo gli obelischi di Heliopolis e di altre città egizie  ma si era portato dietro anche i sacerdoti del culto di Helios, che nella capitale trovarono subito dei seguaci che adottarono (anche se molti anni dopo) , dopo aver abbandonato l'anno lunisolare di Numa, l'anno solare degli Egizi.

L'anno (senza seguire le fasi della luna) gli egiziani avevano scoperto era di 365 giorni, l'avevano diviso in 12 mesi assegnando ognuno 30 giorni; ottenevano così 360 giorni, alla fine aggiungevano 5 giorni e ricominciavano da capo. Era molto semplice, e anche quasi perfetto, per far coincidere puntualmente i quattro periodi in cui gli equinozi e i solstizi vanno a formare le quattro stagioni.
In circa tremila anni non fu mai modificato fin quando ci si accorse che l'anno era di 365,25 (cioè un quarto di giorno in più ogni anno). Questo fu poi quello introdotto a Roma da Cesare. I cinque giorni egiziani servirono per fare mesi di 30 e 31 giorni. Cinque mesi avevano 30 giorni, sette mesi 31 e uno di 28 (a quest'ultimo ogni 4 anni si aggiungeva un giorno) e il mese diventava "bisestile". (bi-sesto, perchè era l'intercalare aggiunto al sesto giorno dell'inizio di marzo. Oggi invece lo aggiungiamo al 28 del mese di febbraio). Ma anche questo "anno giuliano" non era astronomicamente del tutto preciso per una manciata di minuti che però nei secoli diventavano giorni. Con la riforma del calendario operata nel 1582 da Papa Gregorio (e da lui prese il nome come "anno gregoriano") furono aboliti 10 giorni che si erano nel ritardo accumulati e fu stabilito che l'anno bistestile non lo si applicava negli anni secolari, esclusi quelli divisibili per 4, come l'anno 1600, il 2000, che sono appunto bisestili.


Nei secoli precedenti sempre per volere di Costantino, nel 321 era avvenuto anche un altro cambiamento, quello del nome del primo giorno della settimana; infatti, lo si chiamò dominus, (da dominio, signore, quindi domenicus, domenica). Per motivi politici-religiosi di quegli anni e poi anche di quelli che seguirono sui territori del nord Europa (l'arianesimo e il laicismo) l'imposizione ortodossa prima, e quella cattolica poi, non riuscì, si continuò a chiamare la domenica il "giorno del Sole", infatti, sia in tedesco che in inglese, ancora oggi, la domenica è la "festa del giorno del Sole", l'attuale  sun-day e soon-tag

(Da notare che ancora nel 1527 in alcune valli montane del Trentino Alto Adige (Val Tesino), in isolate sacche di popolazioni di origine latina-romana, si celebrava, con l'orrore del Vescovo di Feltre (che la visitò per la prima volta, e la vietò, pena la scomunica),   il 25 dicembre la Nativita' del Sole. E ancora oggi in un paese altoatesino nella Val Venosta si celebra dopo la notte del 24 dicembre la "nascita del Sole". Del resto anche la domenica,  in tutto l'Alto Adige (e nelle zone nord europee) continua  tutt'oggi a chiamarsi "giorno del Sole" = cioe' sontag)

La Domenica, questo primo giorno della settimana fin dai tempi babilonesi ed egiziani, era gia' chiamato giorno del Sole, seguiva quello della Luna (lunedi) e poi quelli dei cinque pianeti fino allora conosciuti : Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno. Il 7 marzo del 321 d.C., fu imposto il nome Domenica da Costantino che lo dichiarò per legge, giorno di riposo civile, fino allora lavorativo per tutti. Infatti il suo editto lo cita appunto come "il venerabile giorno del Sole" (anche se  in molte regioni orientali già era tradizione il riposo nel primo giorno della settimana. (Negli atti degli Apostoli (anni 40-50) Luca dice appunto "Nel primo giorno della settimana, quella festiva, ci eravamo riuniti....ecc. ecc.)
Chiaro però nella volontà di Costantino, anche se distinguendosi nel giorno, quella di imitare la religione ebraica che a sua volta seguendo l'Antico Testamento celebrava la giornata festiva e quindi il riposo settimanale nella giornata di Sabato, verosimilmente derivato dal giorno del plenilunio (luna nuova)  dagli antichi babilonesi   chiamato sabpatu' ma da questi celebrato ogni 15 giorni e non ogni sette.

Comunque a questa tradizione cristiana (gli ebrei non hanno mai riconosciuto la venuta di questo Messia) la nascita di Gesù è pure in comune (cioè imitata) con l'antica religione degli eredi spirituali di Zoroastro; questi si tramandavano di padre in figlio uno scritto attribuito a Seth dove si profetizzava (vedi iscrizione sotto) l'apparizione di una stella lucente il cielo, e vi erano scritte le istruzioni sui doni da offrire al Salvatore in quel fatidico giorno. Ricordiamo che a Seth, figlio di Adamo, l'antichità giudaica attribuiva l'invenzione della scienza astrologica. Ma sappiamo questa essere di origine babilonese (al di la' dell'Eber o Eufrate o Giordano). Per questo motivo nel vicino Oriente Seth venne facilmente identificato con Zoroastro cui si attribuivano dottrine di origine caldea, i cui scienziati erano considerati i veri padri dell'astronomia (attenzione non dell'astrologia). Ed infatti un eco dell'attribuzione si trova nel "Vangelo arabo-siriaco dell'infanzia" dove la predizione della venuta del Messia è attribuita a Zaradusht-Zoroastro che riporta questo passo: "...e vennero a Gerusalemme dei Magi.... come aveva predetto Zaradusht".

Per quanto riguarda l'individuazione dell'anno, proseguendo la ricostruzione storica-politica fatta nelle prime righe di sopra, oggi ci viene in aiuto proprio il Vangelo di Matteo, che in merito contiene  tali precisazioni astronomiche che si possono definire come  veri contributi a un trattato di astronomia anzichè   leggenda-tradizione. Matteo, uomo istruito, formatosi alla scuola dei Caldei (che erano a quei tempi i più competenti in materia di corpi celesti - caldeo era sinonimo di astronomo) descrive quell'evento in modo preciso,  che oggi possiamo ricostruire al computer con un buon programma grafico che ci permette, trasportandoci indietro nel tempo, di rivedere la volta stellata di quel periodo. Nella ricerca retroattiva si cerca di capire quale poteva essere la stella che accompagnò i re magi verso il luogo dove era nato Gesù e se quella "stella di Betlemme" poteva essere quella Cometa che nell'immaginario collettivo popolare dei successivi secoli si è poi radicata come un fatto veramente accaduto in quella lontana notte.

Storicamente è da escludere, perché non si parla in nessun testo religioso sia occidentale che orientale di una simile  apparizione celeste, nemmeno i Vangeli di Luca, Marco e Giovanni (escluso quello di Matteo citato) che non accennano non solo alla cometa ma non fanno alcun riferimento nemmeno a una stella. Tutta la storia della cometa nasce da un quadro di Giotto, che nel 1301 alla Cappella degli Scrovegni; accanto alla Natività, dipinge l'Epifania e inserisce sopra la capanna una cometa. Per un motivo molto semplice, realistico, contemporaneo al suo tempo, infatti proprio in quell'anno 1301, a Dicembre, poco prima della data della tradizionale natività, apparve in cielo la famosa cometa di Halley (allora molto luminosa e appariscente); fenomeno celeste che nulla ha però a che vedere con la famosa data della nascita di Gesu', e che oggi con la ricostruzione computerizzata dei movimenti celesti,
sappiamo che la Halley era comparsa 66 anni prima della nascita di Cristo, e ricomparve poi nell'anno 10 d.C. Del resto il racconto sulla Natività ci narra solo ciò che scrisse Matteo quando nel suo Vangelo parla di una grande stella luminosa in cielo. Ma si trattò più semplicemente della congiunzione tra Giove e Saturno, che per diffrazione della luce (5 volte di piu' della somma delle due sorgenti luminose prese singolarmente) appare in cielo quasi come una unica stella; un fenomeno che avviene ogni 854 anni.
Questi due pianeti contemporaneamente appaiono in cielo vicinissimi e sempre di più lucentissimi. Le due stelle si stavano avvicinando da varie notti, solo quando furono vicinissime si cominciò a notarle. Osservando il fenomeno  della congiunzione, si ha l'impressione di una grande stella doppia, oppure che sia nata una nuova stella tanto è luminosa in cielo; tanto da confonderla i cinesi (che registrarono nei loro annali questo fenomeno!) come una stella supernova. E tale fu considerata fino a poco tempo fa, visto che gli annali cinesi (pur confondendosi anche loro) la registrano proprio nell'anno 7, e ci danno conferma di questo curioso luminosissimo fenomeno in cielo.

Si trattava invece come abbiamo detto, della "grande congiunzione" (astronomica) . Ma era anche il tanto atteso (leggendario) evento che aspettavano i tre saggi sacerdoti-astronomi di origine babilonese (I Magi,  non dimentichiamolo erano i sacerdoti che custodivano il sacro fuoco di Zarathustra -vedi il 250 d.C.),

L'evento  aveva - come abbiamo ricordato sopra - un particolare significato religioso profetico. Infatti Giove era la stella simbolo del dio babilonese Marduk, e Saturno era la stella simbolo d'Israele. Questo significava sia per gli uni sia per gli altri la tanto desiderata riunificazione religiosa dei grandi due popoli in perenne attrito. L'evento interpretato era quello dell'ebraico messaggio: " A Betlemme piccola terra di Giuda nascerà (fra 7+7+7 e 14+14+14 generazioni) il Capo (Messia) che guiderà il mio popolo". I Giudei ravvisarono in questo evento quanto predetto nell'Antico Testamento, mentre gli Israeliti... (nella diatriba tutta politico-religiosa fra i farisei ed i sadducei, -farisei che in parte (Gamaliele, Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo - poi diventeranno discepoli di gesù)- e la situazione che si venne a creare dopo la morte di Salomone,al 926 a.C. quando dieci tribù d'israele non riconobbero la discendenza dinastica e si staccarono formando così il regno del nord (d'Israele) contrapposto a quello del sud (di Giuda), regni che furono poi distrutti nel 740 a.C. dagli Assiri (Israele) e nel 586 a.C. dai Babilonesi (Giuda). biblia docet.) negarono questo "arrivo" (infatti furono poi loro, più tardi a far condannare Gesù come impostore).

Torniamo al fenomeno. Matteo scrive" I Magi partirono verso occidente seguendo la direzione della grande luminosa stella, che indicava loro la via verso Gerusalemme, ma non trovarono colà nulla. Sostando nella notte e con gli occhi fissi nel cielo, si accorsero che la stella questa volta indicava la nuova direzione, verso sud, verso Betlemme".

(per la precisione "Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo. - Gli risposero. A Betlemme..... Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finchè giunse e si fermò sul luogo")

In effetti i due pianeti astronomicamente parlando sono disposti est-ovest (vedi immagine all'inizio)  poi quasi si incontrano, e sembrano fermarsi, e in questa fase irradiano nel cielo un grande luce, poi prendono (invertono) la rotta, verso sud-ovest.
La spiegazione astronomica è molto semplice: i due pianeti negli apparenti anelli orbitali visti dalla Terra, si avvicinano dx ovest e sx est, si intersecano, ci sembrano per due notti immobili (e molto luminosi per il motivo fisico detto sopra), poi nel percorso retrocedente continuano verso sx sud e dx nord, In pratica i Re Magi si videro indicare prima Gerusalemme (a ovest) poi arrivati in questa città, videro la stella che indicava il Sud (cioè Betlemme).
Prendete un computer, inserite un buon programma astronomico, e percorrete a ritroso giorno per giorno più di duemila anni ; con molta pazienza fate scorrere tutte le 731.142 notti stellate che sono trascorse sulla coordinata celeste di Gerusalemme, e con tanta emozione vedrete confermata questa tesi scientifica inoppugnabile, scoprirete che il fenomeno è avvenuto ogni 854 anni, nel 1715, nel 861, e il giorno il 13 novembre dell'anno 7 a.C.

Nel corso dei secoli (oltre gli errori) si sono registrati diversi spostamenti nei calendari, ma oggi senza tenere conto di quelli civili in uso nei vari Paesi, si impiega quello astronomico. Questo parte dal 1° gennaio 4713 a.C. (era giuliana). Tutti i giorni successivi vengono semplicemente numerati progressivamente senza raggrupparli in mesi o anni. Con questo sistema è semplice la datazione univoca (quindi matematica) di tutti i fenomeni celesti e quindi una possibile intercalazione cronologica di qualsiasi documento "storico" che contenga riferimenti a tali fenomeni registrati nella cronaca nel passato. Un punto di riferimento oggi accettato da tutti gli ambienti astronomici mondiali di ogni cultura e tradizione.

Se la "storicità" di Gesù, il suo destino e i tratti essenziali della dottrina... 

... si possono considerare accertati seppur in forma convenzionale, lo stato delle fonti non consente però di tracciare una esatta collocazione di date (salvo questa che abbiamo cercato di fare) e quindi neppure una vera biografia storica di Gesù, e soprattutto di conoscere il suo sviluppo interiore, l'evoluzione della sua autocoscienza. 

Le sole fonti sono i tre Vangeli sinottici di Matteo, Luca, Marco (quello di Giovanni non è sinottico perchè  a sè) e altri (molti) apocrifi, più alcuni accenni "indiretti" in storiografi romani quali Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane. Quello di Giuseppe Flavio è considerato un falso dagli studiosi e dagli apologisti cristiani; Origene e i primi scrittori patristici non ne parlano, solo Eusebio.
La collocazione del passo di Giuseppe Flavio che tratta di Gesù, lontano da quello che parla di Giovanni Battista, conduce alla seguante alternativa, che non viene evidenziata: O il passo di Giuseppe Flavio è interpolato, quindi falso, oppure è autentico, ed in questo caso, sono i Vangeli a sbagliarsi, e quindi ad essere inattendibili.
Qui non si parla di San Paolo, dei suoi scontri con la Chiesa di Gerusalemme, e delle modifiche che potrebbe aver fatto sulla dottrina originaria, creando di fatto una nuova religione. Questa eventualità consentirebbe di spiegare sia il Gesù storico, uno dei tenti profeti dell'epoca morti ammazzati, sia il Gesù teologico, frutto di quella "ispirazione" che colse San Paolo sulla via di Damasco...
 
La data tradizionale rimane tuttavia in uso come termine convenzionale nei libri di storia, nella teologia e nella vita quotidiana di ogni nazione occidentale ivi comprese tutte quelle che intrattengono oggi rapporti con queste.

Alla base di tutto c'è una fede. E una fede non ha bisogno di nessuna certezza.
La facoltà di credere in qualcosa è una facoltà dello spirito.

CRONOLOGIA 

La ricostruzione cronologica della vita di Gesù presterà sempre il fianco a delle obiezioni, in quanto gli evangelisti, unica fonte autentica, non si sono preoccupati di fornirci dati cronologici con i criteri che l'uomo moderno - particolarmente scettico - pretende: date incontrovertibili, magari con riscontri in autori pagani, in manoscritti antichissimi ecc.; e anche se ci fossero tali prove, ugualmente sorgerebbero numerosi dubbi. Gli Evangelisti, benché sapessero che il mistero dell'iniquità avrebbe negato che il Cristo fosse venuto nella carne (2 Gv 1,7: "Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l'anticristo!"), non potevano di certo anticipare le obiezioni dei vari razionalisti degli ultimi secoli e mai si sarebbero potuti immaginare il giro mentale di certi esegeti moderni (anche se cominciavano già loro a meditare sul fatto che i negatori della realtà storica di Gesù non sarebbero sorti solo dall'ambiente pagano: cf. 1 Gv 2,19: "Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri").

Tuttavia le indicazioni cronologiche - poche e incomplete per le esigenze del pensiero moderno - assumono una particolare importanza; proprio una certa scarsità di questo tipo di indicazioni e il fatto che siano stati lasciati alcuni vuoti rendono paradossalmente gli evangelisti più credibili. Si vede chiaramente che questi non costruiscono "a tavolino" una cronologia della vita di Gesù: si preoccupano però di darne una collocazione spazio-temporale, proprio perché - ci dicono- il Verbo si è fatto carne nello spazio e nel tempo, cioè in un ben preciso momento della storia. Queste poche indicazioni cronologiche - particolarmente credibili proprio per il fatto che si vede che non fanno parte di un sistema artificiale - ci permettono di dedurre con grande verosimiglianza un'impalcatura cronologica esatta della vita di Gesù.
Riporto qui l'ottimo schema pubblicato in Il Vangelo unificato e tradotto dai testi originali, a c. del P. Pietro Vanetti S.J. e altri, con presentazione del P. Alberto Vaccari, Venezia 1961/8, pp. 363-369. Il testo è stato modificato leggermente (da Don Alfredo Morselli)


1) L'inizio dell'era cristiana fu ritardato di quattro anni per un errore di calcolo attribuito al monaco scita Dionigi il Piccolo, morto nel 556, il quale datò al 754 di Roma la morte di Erode il Grande. Si sa invece con certezza che il re Erode morì a Gerico ai primi di aprile del 750, dopo sei mesi di atroce malattia. Certo non era malato quando diede le dovute indicazioni ai magi e ordinò la strage dei bambini al di sotto dei due anni, allorché i magi non ritornarono da lui per dargli notizie intorno al bambino Gesù. Bisogna perciò concludere che la nascita di Gesù avvenne almeno un anno e mezzo prima della morte di Erode, cioè o nei 748 di Roma o nel 747 (6-7 a. C.- VEDI PIU' AVANTI) Questa data coincide approssimativamente con l'editto di Augusto e il censimento di Quirino, ricordati da Luca (Lc 2, 1-2). In forza di altri documenti si sa che sotto Quirino, che governò, come legato imperiale in Siria, dall'11 all'8 a. C., ebbe inizio il censimento, le cui operazioni poterono durare uno o due anni.

2) Un altro cenno cronologico ci è offerto da Luca all'inizio del ministero di Gesù: "Era l'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio" (3, 1).
Nel gennaio del 765 di Roma (12 d. C.), Tiberio veniva associato da Augusto al governo dell'impero. Due anni dopo, il 19 agosto 767 di Roma (14 d. C.), Augusto moriva. Da quale di queste due date si deve computare il quindicesimo anno? Nel primo caso si arriva al 779 di Roma (26 d. C.), nel secondo al 781 di Roma (28 d. C.). Probabilmente Luca computò secondo il metodo orientale, cioè dalla morte di Augusto, e calcolò come un anno l'intervallo fra la morte dell'imperatore e l'inizio del nuovo anno civile, fissato, come per noi, al 1° gennaio. Allora il quindicesimo anno di Tiberio inizia dal 10 ottobre del 780 di Roma (27 d. C.).
Gesù, nato nel 6 o 7 a. C., avrebbe ricevuto il battesimo da Giovanni Battista negli ultimi mesi del 27 d. C. e avrebbe dato inizio al suo ministero ai primi mesi del 28, avendo circa trent'anni (Lc 3, 23), una frase assai elastica, che permette però (con i 6-7 anni) di arrivare sino ai convenzionali 33 o 34 anni. 

3) Giovanni ricorda tre Pasque: la prima all'inizio dei ministero, poco dopo il battesimo (2, 13); la seconda a metà della predicazione (6, 4); la terza in occasione della morte (12, 1); da ciò si deduce che il ministero di Gesù dovette durare due anni completi, indicati dalle tre Pasque, più qualche mese, quanti ne passarono tra il battesimo e la prima Pasqua.

4) Tenendo dunque conto di quanto abbiamo detto sopra, proponiamo il seguente quadro cronologico:


Nascita di Gesù: 747-748 di Roma (= 7-6 a. C.). Preparazione del Battista: dall'ottobre del 780 di Roma (= 27 d. C.) al gennaio del 781 di Roma (= 28 d. C.).
Battesimo e inizio del ministero: gennaio del 28 d.C.
Prima Pasqua: 31 marzo del 28 d.C.
Seconda Pasqua: 19 aprile del 29 d. C.
Terza Pasqua e morte di Gesù: 7 aprile del 30 d. C. 


TAVOLA CRONOLOGICA IN USO NEL CRISTIANESIMO
(con aggiunte o omissioni)


- Quando dall'anno si passa a precisare il mese, il giorno, l'ora, generalmente bisogna sempre più attenersi ad una probabile approssimazione, fondata però su serie congetture. 
Anno 11-8 a. C - 743-746 di Roma - Publio Sulpicio Quirino tiene la carica di legato in Siria - Iniziano le operazioni del censimento di tutto l'impero.


Anno 7-6 a. C - 747-748 di Roma
L'angelo Gabriele annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e alla Vergine Maria l'incarnazione dei Verbo -Visita di Maria SS. a Elisabetta - Nasce Giovanni Battista - A Betlemme nasce Gesù Anno 6-5 a. C - 748-749 di Roma Gesù è presentato al tempio - I magi lo adorano - Fugge in Egitto - Erode ordina la strage dei bambini Anno 4 a. C - 750 di Roma
Aprile: Muore Erode il Grande - Gesù ritorna dall'Egitto a Nazareth 

Anno 6 d. C - 759 di Roma
Archelao viene deposto - La Palestina (Giudea, Samaria e Idumea) diventa provincia romana. Augusto la affida a Sulpicio Quirino che colloca la capitale a Cesarea e non più a Gerusalemme.

Anno 7 d. C - 760 di Roma
Gesù va a Gerusalemme e resta tre giorni nel tempio 

Anno 12 d. C - 765 di Roma
Gennaio - Augusto associa al suo governo Tiberio.

Anno 14 d. C - 767 di Roma
Agosto - Augusto muore - Subentra imperatore Tiberio.

Anno 17 d. C - 770 di Roma - Caifa eletto Sommo Sacerdote.

Anno 26 d. C - 779 di Roma
Ponzio Pilato nominato prefetto e procuratore viene inviato in Palestina.

Anno 27 d. C - 780 di Roma
Ottobre - Giovanni Battista inizia la sua predicazione (Mt 3, 1-6; Mc 1, 1-6; Lc 3, 1-6; Mt 3, 7-10; Lc 3, 7-9; Lc 3,10-14; Mt 3, 11-12; Mc 1, 7-8; Lc 3, 15-18).

Anno 28 d. C - 781 di Roma
Gennaio - Gesù riceve il battesimo (Mt 3, 11-12; Mc 1, 9-11; Lc 3, 21-23a).
Gennaio-Febbraio - Gesù nel deserto digiuna ed è tentato (Mt 4, 1-11; Mc 1, 12-13; Lc 4, 1-13 
Marzo - Gesù chiama i primi discepoli - Partecipa alle nozze di Cana (Gv 1, 35-51; Gv 2, 1-12).
31: Prima Pasqua - Gesù scaccia i mercanti dal tempio (Gv 2, 13-25).
Aprile - Gesù riceve la visita di Nicodemo (Gv 3, 1-21).
Estate - Erode incarcera Giovanni Battista (Mt 4,12; Mc 1,14; Lc 3, 19-20; Gv 4, 1-3)
Gesù lascia la Giudea - Incontra la samaritana (Gv 4, 4-42) Sceglie Cafarnao come sua città - Inizia la sua predicazione (Mt 4, 13-17; Mc 1, 14-15; Lc 4, 14-15).Compie numerosi miracoli - Chiama definitivamente i primi discepoli. (Mt 4, 18-22; Mc 1, 16-20; Lc 5, 1-11)
Viene in urto con i farisei.
Pronuncia il suo discorso programmatico (Mt 5, 1-12; Lc 6, 17. 20-26)
Novembre - Gesù pronuncia le parabole del regno
Dicembre -Gesù seda la tempesta sul lago (Mt 8, 18. 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25) Libera gli indemoniati di Gerasa (Mt 8, 28-34; Mc 5, 1-20; Lc 8, 26-39)

Anno 29 d. C - 782 di Roma
Gennaio -Gesù guarisce l'emorroissa - Risuscita la figlia di Giairo - Viene scacciato da Nazareth
Febbraio - Gesù istruisce i discepoli e li manda a predicare
Marzo - I discepoli ritornano dalla predicazione - Erode fa decapitare Giovanni Battista - Gesù moltiplica i pani per cinquemila uomini - Cammina sulle acque - Pronuncia a Cafarnao il discorso sul pane di vita
Aprile 19: Seconda Pasqua.
Gesù risana il paralitico della piscina di Betesda - Fa la sua apologia contro i farisei - Lascia la Giudea per andare verso la Galilea
Giugno - Gesù attraversa la Fenicia e la Decapoli - Esaudisce la donna cananea - Moltiplica una seconda volta i pani a Luglio
A Cesarea di Filippo, Pietro proclama Gesù figlio di Dio e Gesù gli promette il primato - Dirigendosi poi verso la Galilea Gesù annuncia la sua passione (nn. 126-128).
Agosto - Gesù si trasfigura davanti a Pietro Giacomo e Giovanni - Ritornato a Cafarnao dà alcune istruzioni
Ottobre - Gesù passa per la Perea - Manda a predicare settantadue discepoli - Racconta la parabola del buon samaritano - Fa visita a Marta e Maria - Insegna il "Padre nostro" e parla della preghiera 15: Festa dei tabernacoli.
Gesù nel tempio proclama la sua missione divina - I giudei cercano di impadronirsi di lui - Decisioni del Sinedrio nei suoi riguardi - Assolve una donna adultera
Dicembre - Festa delle encenie - Gesù ridona la vista a un cieco dalla nascita - Proclama apertamente la sua divinità - Lascia la Giudea per la Perea

Anno 30 d. C - 783 di Roma
Gennaio-Febbraio - Gesù attorniato dai bambini. Pranza in casa d'un fariseo - Compie numerose guarigioni. Narra la parabola dei convitati, della pecorella smarrita, della dramma ritrovata, del figlio prodigo, del fattore disonesto, di Lazzaro e il ricco epulone, degli operai dell'undecima ora - Guarisce dieci lebbrosi - Annuncia la sua parusia - Parla della preghiera umile e fiduciosa
Marzo - Gesù risuscita l'amico Lazzaro - Si ritira ad Efraim - Si fa invitare in casa del pubblicano Zaccheo


Ultima settimana di Cristo (chiamata oggi "Settimana Santa".

APRILE - Anno 30
SABATO 1 -A Betania, durante un banchetto, Maria profuma con aromi il capo e i piedi di Gesù
DOMENICA 2 - Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme e piange sulla sorte della città - Di notte ritorna a Betania
LUNEDI' 3 - Gesù ritorna a Gerusalemme - Maledice il fico - Scaccia i mercanti dal tempio - Pernotta a Betania
MARTEDI 4 - Gesù ritorna a Gerusalemme - Confonde farisei, scribi e sadducei - Narra le parabole dei due figli mandati a lavorare nella vigna, dei vignaioli omicidi, del convito nuziale - Pronuncia il discorso escatologico e preannuncia il giudizio universale
MERCOLEDÌ 5 - Il Sinedrio cospira per impadronirsi di Gesù - Giuda offre la sua collaborazione - Gesù denuncia il mistero dell'incredulità dei giudei
GIOVEDÌ 6 (14 nisan) - Gesù manda Pietro e Giovanni in città perché preparino la cena pasquale. 
Ore 18-19 circa: Gesù celebra la cena pasquale. - 
Ore 19-20 circa: Gesù istituisce l'Eucaristia e s'intrattiene a lungo con gli apostoli, dando le ultime raccomandazioni e pregando il Padre per sé e per i suoi.
Ore 21 circa: Gesù con gli apostoli lascia il cenacolo e va al Getsemani
Ore 22 circa: Gesù inizia la sua agonia nell'orto e suda sangue
Ore 23 circa: Gesù è tradito da Giuda, arrestato e tradotto al palazzo dei sommi sacerdoti (nn. 283-288).
VENERDÌ 7 - Ore 0-3 circa: Gesù compare davanti ad Anna e Caifa - È giudicato e condannato a morte - Pietro lo rinnega
Ore 6 circa: Gesù compare nuovamente davanti al Sinedrio - Giuda muore disperato (nn. 294-295).
Ore 7-8 circa: Gesù è condotto al tribunale di Pilato per la prima volta
Ore 8-9 circa: Pilato manda Gesù da Erode che lo deride
Ore 9-11 circa: Gesù compare per la seconda volta al tribunale di Pilato - È flagellato e coronato di spine
Ore 11 circa: Gesù è condannato e si avvia al Calvario
Ore 12 circa: Gesù viene crocifisso
Ore 15 circa: Gesù, emesso un grido, reclina il capo e spira
Ore 17 circa: Gesù morto viene tolto dalla croce e posto nel sepolcro
SABATO 8 - Tutti osservano il riposo sabbatico.
DOMENICA 9 - Gesù risorge glorioso - Appare a Maria Maddalena, alle pie donne, a Pietro, ai discepoli di Emmaus, agli apostoli nel cenacolo
DOMENICA 16 - Gesù ricompare nel cenacolo per l'incredulo Tommaso Maggio
MARTEDI 18 - Gesù ascende al Padre

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