HEINZ GUDERIAN


"Era bravissimo nelle "Blitzkrieg" ma non come Hitler voleva.
Teorizzatore di questa nuova tecnica militare
fu anche realizzatore nella pratica.

Nato il 17 giugno nel 1888 a Kulm an der Weichsel, in una famiglia che discendeva da ricchi proprietari terrieri prussiani, è uno dei generali di Hitler che meglio interpretò i principi della guerra lampo, infatti è lui il "padre" dei panzer tedeschi e dei micidiali e improvvisi attacchi (la Blitzkrieg).

Partecipa alla Grande Guerra ed è promosso generale nel 1938. Nello stesso anno pubblica un libro dal titolo "Achtung Panzer", in cui sostiene che i mezzi corazzati sono il principale strumento offensivo a cui le altre armi devono essere subordinate in caso di attacco concentrato.

Nello stesso anno viene nominato ispettore generale delle truppe celeri.
Nel 1939 nominato generale,  all'invasione della Polonia il 1° settembre, riceve il comando del 10° Corpo Panzer.

Guderian f a subito vedere cosa è capace di fare in una settimana durante la corsa a Est. Nasce così la "Blitzkrieg", la "guerra lampo", sconfiggendo un esercito con più di tre milioni di soldati che andavano alla carica nella maniera antica, a cavallo galoppando con le lance in mano contro i carri armati.

Nel 1940 rinnova le sue gesta con la leggendaria "corsa al mare", quando messo a capo della 1a e della 10a divisione corazzata, dal 13 al 20 maggio, fu lui l'elemento determinante della sconfitta dell'esercito francese, beffando la "invalicabile linea Maginot", superando la Mosa dopo aver attraversato "la impenetrabile" Foresta delle Ardenne, sbaragliando così gli avversari a Sedan.

Il 20 maggio era pure sulle spiagge della Manica chiudendo in trappola la spedizione inglese a Dunkerque, che fu poi costretta a rimbarcarsi per l'isola.

Ed è ancora Guderian che all'alba del 22 giugno 1941, alla testa del 2° Panzergruppe, (con quasi 1000 panzer) all'invasione della Russia in poche settimane raggiunge Smolensk.
Vorrebbe procedere per Mosca, sfondando la "sorpresa" che i russi hanno riservato alle armate tedesche; ma a Smolensk Guderian e con lui l'armata tedesca   iniziano a incontrare alcune difficoltà.
(vedi qui
LA FATALE SORPRESA A SMOLENSK )

Le difficoltà sono i carri russi, più potenti, più micidiali, e per i tedeschi giunti a  Smolensk, non era sufficiente come era sicuro Hitler che "bastava dare un calcio alla porta per arrivare a Mosca".
Dopo le prime battaglie vinte, favorite dalla sorte, quando Guderian fece il suo secondo blitz su Smolensk, fu bloccato; ma fu molto realista: nel suo diario scrisse "I russi cominciano a imparare da noi. Qui ora la faccenda si fa seria...".
E ne parla così bene dei T 34 russi, che fa innervosire Hitler, che infuriato ne fa catturare uno, lo invia in Germania, per copiarli. Ma ormai era troppo tardi.

Giunto in prossimità di Mosca,
Guderian deve muovere alla volta di Kiev. Entra in contrasto con Hitler al momento in cui questi gli ordina di andare in appoggio a von Rundstedt, modificando il piano iniziale di Guderian.
Guderian si oppone, e per questo viene allontanato nel dicembre del 1941, per non aver voluto eseguire il piano dell’attacco voluto da Hitler.

Rommel in Africa, per malattia aveva abbandonato la sua Panzerarmee Afrika, tornato in Germania per un breve periodo di riposo, nel settembre 1942 propose a Hitler di nominare Guderian al suo posto come comandante ma il dittatore non accolse questa richiesta.

Poi - non avendo nessuno bravo come lui -
nel febbraio 1943 (ma solo dopo la catastrofe di Stalingrado) Guderian venne inaspettatamente richiamato dallo stesso Hitler e designato ispettore generale delle truppe corazzate.
Nominato poi capo di stato maggiore in sostituzione di Kurt Zeitzler,
Guderian nulla potè fare perché la Wehrmacht era sul punto di essere travolta e nemmeno più capace di difendere il territorio nazionale.

Altro scontro poi con Hitler sul modo di impostare la difesa. Il 28 marzo viene nuovamente destituito dal comando.

Pochi giorni dopo - il 10 maggio - si consegna ed è fatto prigioniero dagli americani. Sarà la sua salvezza!! Riuscì ad evitare il processo di Norimberga. Fu tenuto in carcere per tre anni.
Rilasciato il 17 giugno 1948, si ritirò a vita privata
a scrivere le memorie: tre libri "Così non va", "L'Europa occidentale può essere difesa?", e "Memorie di un soldato".
Muore a Schwangau il 17 maggio 1954.

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