RIVOLUZIONE FRANCESE

LE DINASTIE
SUL TRONO DI FRANCIA
DAL 987 AL 1836

 

I CAPETI
regnarono in Francia dal 987 al 1328

A partire da  UGO CAPETO (946-996 - Re dal 987)  l'affermazione di un re in Francia al vertice dello stato e della nazione iniziò ad essere sempre più sostenuta da un crescente sentimento nazionale che nel re si identificava; un vertice che favorì e promosse una politica di funzionari loro sottoposti, come incaricati di riscuotere diritti e benefici.
Nella fase feudale la corte del re era innanzitutto un consiglio piuttosto saltuario composto dai grandi vassalli, nobiltà titolata nominata dal re, ecclesiastici: con gli stessi soggetti solo più tardi (1239) si venne costituendo il Parlamento di Parigi e una corte suprema di giustizia, che in ogni caso decideva in nome e secondo il volere del re, registrava le leggi, gli editti e le ordinanze.

Ruolo importante nella politica dal trecento in poi in quanto queste "assemblee rappresentative" chiamate a ratificare i sussidi finanziari richiesti dal sovrano per necessità militari e politiche, vennero chiamate assemblee di "stati", una "società di ordini".
Un tipo di società (che predominò in Europa fino al XVII secolo) nel quale le gerarchie tra i singoli individui si determinano non in relazione al ruolo economico che essi svolgono ma in ragione della stima, dell'onore e della dignità attribuiti a funzioni che possono anche non avere alcun rapporto con la produzione.

Nella prima fase di questa prima centralizzazione dello stato abbiamo dunque i Capeti. La loro sovranità restò per più di un secolo limitata al territorio tra Parigi e Orleans.
La riaffermazione di un vero potere monarchico cominciò con Luigi VI, (
1108-1137) ma solo con Filippo II (1180-1223) la monarchia capetingia avviò un processo di unificazione più solido.
(gli anni a fianco: durata del regno; in parentesi nascita e morte)


DINASTIA CAPETI

UGO CAPETO 987-996 - (941-996)
ROBERTO II IL PIO 996-1031 - (970-1031)
ENRICO I 1031-1060 - (1008-1060)
FILIPPO I 1060-1108 - (1052-1108)
LUIGI VI il Grosso 1108-1137 - (1080-1137)
LUIGI VII  il Giovane1137-1180 - (1120-1180)
FILIPPO II Augusto 1180-1223 - (1165-1223)
LUIGI VIII il Leone 1223-1226 - (1187-1226)
LUIGI IX il Santo 1226-1270 - (1214-1270)
FILIPPO III l'Ardito 1270-1285 - (1245-1285)
FILIPPO IV il Bello 1285-1314 - (1268-1314)
LUIGI X l'Attaccabrighe 1314-1316 - (1289-1316)
GIOVANNI I il Postumo 1316 - (1316-1316)
FILIPPO V il Lungo 1316-1322 - (1294-1322)
CARLO IV il Bello 1322-1328 - (1294-1328)

I VALOIS

Regnarono sulla Francia dal 1328 al 1589. Nome derivato da una piccola contea medievale a nord-est di Parigi, di Carlo Valois, morto nel 1325. Suo figlio (detto il "fortunato") fu il primo a sedere sul trono di Francia. Vari matrimoni cadetti diedero poi origine alla dinastia dei Valois-Orleans (1 re), e ai Valois-Angouleme (5 re)

DINASTIA DEI VALOIS

FILIPPO IV il Fortunato 1328-1350 - (1293-1350)
GIOVANNI il Buono 1350-1364 - (1319-1364)
CARLO V il Saggio 1364-1380 - (1338-1380)
CARLO VI il Folle 1380-1422 - (1368-1422)
CARLO VII il Vittorioso 1422-1461 - (1403-1461)
LUIGI XI 1461-1483 -  (1423-1483)
CARLO VIII 1483-1498 - (1470-1498)

Con Carlo IV termina il ramo diretto della dinastia e si dipartono le line cadette;
  le più note sono

VALOIS-ORLEANS  e BORBONE 

DINASTIA VALOIS-ORLEANS - LUIGI XII  1498-1515 - (1462-1515)

DINASTIA VALOIS-ORLEANS-ANGOULEME

FRANCESCO I 1515-1547 - (1494-1547)
ENRICO II 1547-1559 - (1519-1559)
FRANCESCO II 1559-1560 - (1544-1560)
CARLO IX 1560-1574 - (1550-1574)
ENRICO III 1574-1589 - (1551-1589)


DINASTIA BORBONE

In origine fin dal IX secolo, era una grande famiglia di signori divisa in più rami. Emerse un ramo con il nome derivato dall'omonimo castello di Bourbon nella Francia centrale, precisamente nella vallata del fiume Allier, dove si trova tuttora una fonte già nota ai Romani col nome di Aquae Borbonis.
 Qui nel X secolo diventati vassalli della Corona, cominciarono una scaltra politica di matrimoni, di guerre e di alleanze che doveva portarli nell'arco di alcuni secoli per diritto di sangue a sedere per lungo tempo sui troni di Spagna, Francia e Italia.

Fin dal 1276 con un matrimonio dell'erede Beatrice di B. con Roberto di Clermont, figlio cadetto di Luigi IX, i Borboni si inserirono nella famiglia reale, che però terminò la linea diretta nel 1527 quando morì l'ultimo discendente Carlo di Borbone. Un ramo cadetto di questa famiglia, rappresentato da Antonio di Borbone attraverso il matrimonio con l'erede Giovanna degli Albret sovrani della Navarra, acquisì non solo questo regno, ma la stessa Giovanna (1528-1572) divenne poi madre di  Enrico nato nel 1553. Che alla morte di Enrico III senza eredi diretti, salì 36enne sul trono di Francia con il nome di Enrico IV.

ENRICO IV  1589-1610 - (1553-1610)
LUIGI XIII 1610-1643 - (1601-1643)
LUIGI XIV 1643-1715 - (1638-1715)
LUIGI XV 1715-1774 - (1710-1774)
LUIGI XVI 1774-1792 - (1754-1793)
LUIGI XVIII 1814-1824 - (1755-1824)
CARLO X 1824-1830 - (1757-1836)

Seguì poi il Regno e l'Impero dei francesi con

NAPOLEONE BONAPARTE - 1804-1814 e 1815
LUIGI FILIPPO D'ORLEANS - 1830-1848
NAPOLEONE III BONAPARTE 1852-1870

Il declino della monarchia in Francia ebbe il suo apogeo e nello stesso tempo iniziò il suo declino quando LUIGI XIV salì sul trono (a 5 anni) nel 1643 rimanendovi fino al 1715. Un re destinato a incarnare l'assolutismo monarchico in Europa. Quella forma di regime nella quale il potere è esercitato da un sovrano che si ritiene libero da controlli e condizionamenti da parte di istanze politiche e rappresentative superiori o inferiori. "Libero da vincoli legali" (legibus solutus, onde assolutismo), tale per grazia di Dio e suo rappresentante in terra. 
Un re assolutista che rivendica anche l'autonomia dello stato di fronte ai poteri universalistici della chiesa e dell'impero.

Se a Luigi XIV gli si attribuisce la frase "lo Stato sono io" (e questo lo disse quando gli venne a mancare il prezioso appoggio di Mazzarino e non volle più nominare un primo ministro), Giacomo I Stuart, re di Scozia e d'Inghilterra, era stato ancora più radicale affermando che il sovrano in quanto Imago Dei non doveva rispondere a nessuno dei suoi atti se non a Dio. Tale assolutismo proprio in Inghilterra, prima con Giacomo poi subito dopo con Carlo I provocò quelle forti tensioni che sfociarono - con Cromwell - nella Rivoluzione Inglese, fino alla condanna a morte del re nel 1649.
Tensioni e punti d'arrivo che anticiparono di quasi 150 anni quella francese.

Luigi XIV rappresentò per la Francia  e per il resto d'Europa la figura del monarca assoluto per antonomasia; nel suo primo periodo di regno perfino soffuso di un'aura sacralità.
Nel secondo periodo invece, a partire dal 1685, quando con i rovesci della sua politica (fatta di prepotenza e arroganza) entrò in decadenza l'autorità e il suo prestigio (e con lui la Francia che lasciò in eredità).

Luigi XIV  morendo nel suo letto (1715) scampò (ma a Parigi fecero festa con i fuochi) alla "bufera"  che mise poi più tardi in discussione il carattere divino dell'assolutismo. Ma lasciando la Francia   in eredità ai suoi discendenti, non risparmiò a loro e a molti altri (che sconfinarono anche nel dispotismo, come quello degli zar) di finire o sulla ghigliottina, o con degli attentati, o in massa giustiziati; i più fortunati furono solo deposti e mandati in esilio.

Un po' diverso fu l'assolutismo monarchico degli Asburgo; pur con le stesse caratteristiche di una forte centralizzazione del potere, il loro fu piuttosto un autoritarismo, che dovette scontrarsi con lo strapotere degli "stati" in mano alle grandi e forti famiglie aristocratiche tedesche, che a partire da Leopoldo I poi con Maria Teresa, gli Asburgo riuscirono a disciplinare ma mai a umiliare, come quei nobili francesi (fra l'altro piccoli) messi all'improvviso tutti dentro in quella "prigione dorata" che era Versailles; cioè fuori dal mondo reale, che anche in Francia era invece presente, già sulle rive della Senna, nelle campagne, nei porti commerciali e nelle prime fabbriche. Cioè una nuova epoca!
Già esplosa quella dell'illuminismo, già in embrione certe ideologie, già in fermento le coscienze, con sempre più in crescendo uno stato permanente di guerra contro il potere assoluto del monarca, ormai assente dalla realtà e sempre di più inevitabilmente avviato al tramonto.

Per avere un'idea vediamo
com'era la Francia ai tempi di LUIGI XIV

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