RIVOLUZIONE FRANCESE

1793 - GLI EVENTI  di quest'anno
(i link inseriti sono per ulteriore approfondimento)

le date

21 Gennaio Esecuzione di Luigi XVI
Febbraio-Marzo Dich. Guerra -           prima Coalizione anti-Francese
10 Marzo Tribunale Speciale Rivoluzionario
13 Marzo Sconfitte militari -  La Vandea insorge
6 Aprile

Comitato di Salute Pubblica

2 Giugno Assedio della Convenzione-Accusa ai Girondini-Egemonia Montagnarda
3 Giugno Legge sulla vendita dei beni Nazionali-Approvazione della Costituzione dell'Anno Prima
Giugno-Agosto Rivolta Federalista
28 Luglio Robespiere entra a far parte del Comitato di Salute Pubblica
23 Agosto Leva in massa dei cittadini
Settembre

Il Terrore

17 Settembre Legge sui sospetti
29 Settembre Istituzione del maximum dei prezzi e dei salari
16 Ottobre Esecuzione della Regina Maria Antonietta
Ottobre-Dic. Vittoria sui Nemici della Rivoluzione
Novembre Campagna di scristianizzazione e nuovo Calendario
17 Dicembre NAPOLEONE - A TOLONE SI COMPIE IL SUO DESTINO

 

(...Mai forse su questa terra un paese produsse in così breve spazio di tempo una simile eruzione di idee......)

I "soldati scalzi di Valmy" che hanno sbalordito l'Europa e contempo- raneamente la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo" sono le due notizie che raggiungono anche i villaggi più sperduti della Francia rivoluzionaria. In molte città europee, clandestinamente nella notte, s'innalzano alberi della libertà, e il berretto frigio e la bandiera tricolore diventeranno presto l'insegna universale della lotta contro l'assolutismo. L'Europa sembra ormai divisa in due grandi partiti, quello della rivoluzione e quello della conservazione; ma per i seguaci di quest'ultimo, il freddo gennaio inizia portando ben altro  "gelo": quello che iniziò a scorrere nelle vene blu dei nobili.
L'anno inizia infatti con LUIGI XVI che sale sul patibolo, e più che una esecuzione di un re é la distruzione del mito monarchico. D'ora in avanti tutti i sovrani che appariranno ancora sulla scena d'Europa non saranno più gli "unti del Signore"; SANSON, il boia che ha giustiziato Luigi XVI, nel mostrare, il 21 gennaio 1793, la sua testa al popolo, chiude definitivamente una pagina di Storia. Non termina l'anno, ed ecco che a dicembre, la Storia è d'ora in avanti impegnata a scrivere molte altre pagine. A Tolone,  uno sconosciuto  giovane di 23 anni inizia a far parlare di sè, e la Storia inizia a scrivere la prima di molte altre milioni di pagine con dentro il suo nome, le sue gesta e la sua politica che andrà a sconvolgere la vecchia Europa.


1 GENNAIO - L'anno - con il Re in prigione in attesa di processo- si era concluso con una mozione del deputato Salles,  che il giudizio sul re doveva essere sottoposto ed avallato dalla approvazione popolare. Il deputato Saint-Just con un discorso fu contro questa mozione. Robespierre anche lui con un discorso, contro questo appello al popolo.
Il 4 gennaio c'è il rigetto definitivo della mozione Salles.  - Il 7 gennaio chiusura del dibattito sulle modalità di chi deve mettere sotto accusa Luigi XVI. 
Il Re  ha chiesto all'inizio del processo un difensore, gli assegnano uno dei più celebri avvocati, Target, che però rifiuta. Si ricorre a un altro, a Tronchet, che protesta. Si offre volontariamente il settantaduenne Malesherbes, un vigoroso avversario dei cortigiani.  La sua difesa è molto debole, e il re di suo aggiungerà poche parole, molto lapidarie "La mia coscienza non mi rimprovera nulla". "Non ho tentato di corrompere alcuno". L'11 gennaio, manifestazioni in favore del re. Il 12 gennaio, altra  dimostrazione favore del re a Parigi durante la rappresentazione de "L'AMI DES LOIS" di Laya al Teatro della Nazione, (oggi COMÉDIE- FRANÇAISE).

15 GENNAIO - Primo voto al processo del re. Egli è dichiarato colpevole di cospirazione contro la libertà pubblica con 707 voti contro 0. - Il  16 GENNAIO, voto sul tipo di pena da infliggere al re; il dibattito inizia alle ore 20 e terminera' alle ore 20 del giorno dopo.

17GENNAIO - Risultato dopo 21 ore di votazione sotto la pressione di un pubblico scatenato:
361 voti a favore della pena di morte. 360 contro la pena di morte (tra i quali 26 sostenitori della pena di morte con clausola di sospensione o di rinvio della esecuzione "differita").
C'è un ennesimo rifiuto della Convenzione sulla opportunita' di un appello al popolo.

20 GENNAIO - Si vota sulla opportunita' di applicare la clausola di sospensione o di rinvio della esecuzione del re; il risultato è di 380 voti contro la clausola di sospensione e 310 a favore. Con questo ultimo voto l'ex re e' definitivamente condannato a morte. 

Per l'occasione la ghigliottina viene spostata dalla Piazza del CARROUSEL alla Piazza della Rivoluzione, sul lato nord-ovest, per favorire l'accesso del pubblico che vuole assistere, più numeroso del solito, al "grande spettacolo" dell' esecuzione.
Al tempo della Rivoluzione questa piazza aveva gia', sul lato nord, gli attuali palazzi fatti costruire da Luigi XV nel 1760-1775. Per il resto era un terreno digradante verso la Senna, pieno di erbacce e di sterpi. - All'inizio era chiamata Piazza Luigi XV, nel 1793, quindi quest'anno, fu ribattezzata Piazza della Rivoluzione e infine, durante il Direttorio, divenne Place de la Concorde.

Prima dello spuntar dell'alba del giorno 21, la guarnigione di Parigi si è già schierata nella piazza. Tutta Parigi sa dello "spettacolo" che sarà offerto alle ore 10, e gira già la voce che i sostenitori di Luigi stanno progettando di rapirlo mentre andrà al patibolo. Le misure di sicurezza diventano imponenti. Alle ore 10 in punto Luigi XVI giunge ai piedi del patibolo; disposte in quadrato, ci sono le truppe al comando di SANTERRE, su un cavallo con la spada  sguainata pronto a dare il comando per annientare il primo accenno di sommossa. Ma non occorre; durante il percorso Luigi ha mostrato una eccezionale calma e dignità, e la popolazione pure, quasi ammutolita, salvo qualche scalmanato.

21 GENNAIO -  L'esecuzione di Luigi Capeto. E' domenica e il tempo è gelido e nevoso. Negozi ed officine sono chiusi ed una folla di 20.000 persone si accalca lungo l'ultimo percorso del condannato ed intorno alla ghigliottina. - Il re viene condotto in carrozza in Piazza della Rivoluzione, circondato da una scorta di 1500 uomini della Guardia Nazionale, comandata dall'ex birraio Santerre.
La carrozza arriva sulla piazza alle ore 10,10 e il re indugia all'interno per circa un paio di minuti, poi scende e giunto ai piedi del patibolo il boia SANSON gli lega le mani dietro la schiena e gli taglia i lunghi capelli che ricadono sul collo. 
(Su Sanson, vedi le sue Memorie di una dinastia di boia (INTEGRALI) > >)
Solo quando è salito sul palco, dove la ghigliottina lo sta attendendo, ha  avuto uno scatto di fastidio quando gli aiutanti del boia gli si sono avvicinati per svestirlo. Si toglie da sè la giubba, poi davanti all'immensa folla che lo circonda ammutolita, lui la guarda  e come se desse un comando, con la voce ferma pronuncia una sola frase: "Popolo, muoio innocente...",   subito un ordine di Santerre ai tamburi copre la sua voce.
Da questo momento le cose precipitano: sono le 10,20. Sanson il boia con il suo aiutante  gli legano le mani, lo immobilizzano sulla tavola orizzontale ribaltabile,  gli fissano il collo nell'incavo, poi passano gli ultimi lunghissimi istanti prima che si oda il colpo secco della lama che dovrebbe decapitare e far rotolare la testa del Re di Francia nella cesta.
Ma accade l'imprevisto: forse preso dall'emozione di uccidere un unto di Dio, Sanson aveva posizionato male il condannato. La lama cadde, ma non recise completamente il collo del re, che morì con la testa ancora mezzo attaccata al corpo. Si dovette spingere la lama a fondo. Sanson ne uscì sconvolto (gli farà dir messa per tutta la vita, e lascerà anche un lascito).

Chi si aspettava di vedere quel re, Luigi Capeto, il re di Francia Luigi XVI,  che tanti infamavano come un uomo codardo, mediocre, inetto; chi si aspettava di vederlo vile, fifone, piagnucolante, rimase deluso. L'uomo con una regale fierezza e con inaspettata freddezza si attenne a tutto il lugubre
cerimoniale che precedeva l'esecuzione. 
10,22 la testa dell'ex re cade nel cesto. Questa ultima fase si è svolta in meno di un minuto.
Quando la testa viene mostrata al pubblico, secondo la regola, un grido immane si leva dalla folla: "Viva la Nazione!!!" Altri "Viva la REpubblica". Subito dopo la folla si scompone e molti dei presenti, travolte le guardie, corrono ad intingere picche e fazzoletti nel sangue che cola dal patibolo, come "souvenir".
 La "festa" sembrava finita; pochi immaginavano che era appena cominciata. Secondo il calcolo del carnefice Sanson - nelle sue Memorie, (comprese quelle del figlio suo aiutante e che ereditò il "mestiere") solo le vittime  sarebbero state circa 14.000.

Luigi XVI era ormai una figura ingombrante del passato, legato a tradizioni vetuste ed incapace di recepire quelle idee illuministe che, da oltre mezzo secolo, si erano fortemente sviluppate e diffuse in Francia. Perso il "padre" ora la nazione cerchera' un padrone, un dirigente in grado di condurla sulla via, tutta nuova, della democrazia repubblicana. Non sarà facile: la nuova Repubblica nascerà  con tanti entusiasmi ma anche nel dolore e nel sangue. E non andrà molto lontano.

MARAT ha cosi' commentato l'evento: "Nel gettare la testa del re come sfida alla contro-rivoluzione, si precludono volontariamente tutti i ritorni al passato. Non c'e' piu' modo di tornare indietro!"
(Non immaginava di certo la Restaurazione!).
Il corpo di Luigi XVI è stato interrato, in forma anonima, in un angolo del cimitero della Madeleine.
Oggi su questo terreno si erge la Chapelle Expiatoire fatta costruire da Luigi XVIII nel 1826.

Per la Gironda finiva una "festa" ma ne iniziava un'altra, e come se non bastasse la  pericolosa impopolarità della spietata  sorte riservata a Luigi XVI, stava accumulando altri fatali errori soprattutto nella sua politica interna.  Nella condanna a morte del sovrano nel riposto pensiero che la persona del Re avrebbe - forse - potuto essere utile per concludere  la pace con la Coalizione che si stava scatenando sulla Francia, aveva iniziato ad adottare una tattica dilatoria. Ma in questo modo, si era attirata i sospetti dell'opinione pubblica, che ormai vedeva traditori ovunque.  Ma soprattutto la Gironda si era resa impopolare con la sua politica economica di fronte alla crisi inflazionistica che, polverizzando la moneta, induceva i produttori di derrate alimentari ad imboscarle o venderle fuori dalla Francia piuttosto di scambiarle sul mercato con assegni di carta ormai privi di valore.

Le masse infatti, spinte dalla fame, reclamavano a gran voce misure di emergenza contro il mercato nero, calmieri sui prezzi, requisizioni di viveri presso i produttori, condanne di speculatori. Il governo invece si ostinava in una politica liberista selvaggia, che, mentre favoriva gli interessi dei più abbienti, scatenava il furore degli affamati. Contro il moderatismo dei Girondini, la Montagna iniziò a far proprie le rivendicazioni delle classi popolari e dei loro più potenti agitatori, o Arrabbiati, guadagnandosi così il favore delle masse proletarie della Capitale. Marat con  zelo, nel suo giornale ha indicato a furore popolare i nomi dei deputati girondini che votarono a favore di una esecuzione differita  della sentenza di morte per Luigi XVI.
Bastava ormai che i successi militari si interrompessero perchè la Gironda soggiacesse all'urto dei sansculottes e della Montagna. Ed i rovesci purtroppo giunsero ai primi di Febbraio.
Ma dobbiamo ritornare all'esecuzione del re e cosa sta accadendo nel resto dell'Europa.

Più che una esecuzione di un re, quella testa rotolata finita dentro una cesta, è la distruzione per sempre del mito monarchico, che  ha agghiacciato il sangue nelle vene di tutte le teste coronate d'Europa. E' il primo "TERRORE", che si diffonde da una parte, poi in un crescendo di autodistruzione si spargerà fra breve  anche tra i giustizieri. Lo spettacolo di morte, le decapitazioni diventerà un avvenimento ordinario di Parigi. Ma anche folle e incontrollato.

Così, con alcuni giorni di ritardo, diede la notizia in Italia, la "Gazzetta di Mantova" (il quotidiano più antico d'Italia e indubbiamente tra i più antichi del mondo - fu stampato il primo numero nel 1664)
"8 febbraio 1793, Esecuzione capitale di Luigi XVI a Parigi: Ci troviamo nella dolorosa circostanza di annunziare il più tristo avvenimento, l'attentato il più orribile nella persona di Luigi XVI. Dopo l'ingiusta, irregolare e incompetente sentenza della Convenzione, si fissò il tempo dell'esecuzione nel giorno 27 (gennaio), ch'ebbe luogo alla mattina alle ore 10, nella piazza della rivoluzione, a lato del piedistallo su cui, quattro mesi sono, esisteva la statua del suo avo. Tetro silenzio...Luigi ha dimostrato la maggior fermezza».


Ma occupiamoci ora delle reazioni delle monarchie. In prima fila l'Inghilterra, che viene subito distolta da quella politica di pace e di riordinamento coloniale, che essa aveva iniziato sotto l'abile guida del Ministro William Pitt, il Giovane. E' costretta a riprendere le armi contro la Francia dall'allarme gettato dalla Rivoluzione Francese non solo dentro il partito dei Tory, sostenitore del Ministro Pitt, ma in parte anche dentro quello dei  Whigs. Fu appunto un Whig, William BURKE a scrivere le Riflessioni sulla Riflessione Francese ( già accennate lo scorso anno).
L'ostilità alle idee Rivoluzionarie trovò in queste "riflessioni" l' ispirazione. Il Burke, infatti, contrapponeva alla violenza popolare della Rivoluzione la maestosa continuità storica della Monarchia Costituzionale Inglese, delineando una teoria organica dello Stato, basata sull'esistenza di "inevitabili e benefiche disuguaglianze": pertanto, alla Corona, alla Chiesa Nazionale, all'Aristocrazia spettava una funzione nell'interesse generale. 
E il popolo doveva trovare anch'esso la sua funzione: sorreggendo con la sua volenterosa fiducia l'organismo statale e quindi ricavandone anch'esso la sua parte di benefici.
All'estremo opposto del Burke invece si posero i Radicali Inglesi, fautori di idee Democratiche la cui estrema punta fu rappresentata da William Godwin (1756-1836). Precursore capostipite delle posteriori idee dell'Anarchismo con la sua ricerca intorno alla Giustizia Politica.

La maggioranza Parlamentare, tuttavia, fece blocco attorno al Pitt ed ai Tories, lasciando isolati i Whites guidati da Charles Fox, i quali insistevano per la Riforma elettorale e per una politica amichevole verso la Francia. Ma fu inutile.  L'Inghilterra assunse la funzione di guida della lotta contro la Rivoluzione, sul terreno ideologico, come su quello politico.

24 GENNAIO - Avviene la rottura delle relazioni diplomatiche tra  Inghilterra e Francia
 
Sta sorgendo la prima Coalizione Europea, comprendente - oltre all'Inghilterra, l'Austria e la Prussia - anche la Russia, la Spagna ed il Re di Sardegna, il Pontefice Pio VI, il Re di Napoli ed il Granduca di Toscana.  La Francia era ormai accerchiata da una formidabile cintura di avversari che appena scesi in campo riusciranno a cogliere subito le prime vittorie.

1 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE: - Dichiarazione di guerra all'Olanda ed all'Inghilterra. Il 4 febbraio: Rimpiazzo al Ministero della Guerra di De Pache con il generale Beurnonville. L'8 febbraio Le truppe francesi occupano il ducato di Deux-Ponts. Il 14 Febbraio la Francia si annette il Principato di Monaco. - Elezione di Pache a sindaco di Parigi, al posto di Petion. Il 15 Febbraio, Progetto di Costituzione Repubblicana presentato da Condorcet. Il 16 Febbraio eliminazione del Comitato per la Costituzione.

17 FEBBRAIO - LA GUERRA: - Il Generale Dumouriez invade l'Olanda.
18 FEBBRAIO, Fallimento di un tentativo di sbarco in Sardegna da parte della flotta di Tolone. Il
24 FEBBRAIO esce il Decreto che ordina la coscrizione di 300.000 uomini. - Decreto di fusione di due battaglioni di volontari e di un battaglione di linea in una semibrigata.
In effetti si tratta del primo decreto di "coscrizione obbligatoria". Prima di questo decreto si era proceduto con sistemi di arruolamento volontario forzando, a volte, la volonta' delle reclute con pranzi e sbronze solenni mediante le quali il malcapitato, semi incosciente ed in presenza di testimoni, sottoscriveva l'atto di arruolamento. Altre volte si inducevano all'arruolamento individui, indebitati e bisognosi di denaro, con cospicui premi di ingaggio.
Le spese di arruolamento e di equipaggiamento di una recluta sono alquanto elevate. Il costo per le dotazioni iniziali da assegnare ad ogni nuovo militare si aggira intorno alle 300 lire (che era la paga annuale di un operaio) comprensive di divisa, biancheria di ricambio, camicie, zaino, giberne, cinturoni, dotazioni per il pernottamento all'aperto, scarpe, ecc.
Considerato che le truppe, salvo ovviamente i reparti di cavalleria, si spostavano esclusivamente a piedi, occorreva prevedere, e provvedere, un paio di scarpe nuove, di buona fattura, ogni 400 Km. di marcia.
L'arma comune in dotazione era il fucile a pietra, modello 1777, con annessa baionetta, del peso complessivo di circa 5 chilogrammi.

La Francia dispone in questo momento di 4 grandi fabbriche di armi: a Parigi, Autun, Moulins, Charité-sur-Loire alle quali si deve aggiungere quella di Liegi, dopo la conquista del Belgio.
La produzione si aggira introno ai 1200-1300 fucili al giorno. Gli operai delle armerie sono considerati per legge milite-esenti.

3 MARZO - Inizio di una insurrezione realista in Bretagna. Il 4 MARZO In Vandea;  Moti a Cholet contro la coscrizione di 300.000 uomini decretata dalla Convenzione Nazionale.

7 MARZO  Dichiarazione di guerra inviata al re di Spagna. - Con questa ultima dichiarazione la Francia è praticamente in guerra con mezza Europa.
Si inviano vari rappresentanti (piuttosto severi) in missione nei dipartimenti, per accelerare (obbligare) la coscrizione dei 300.000 uomini.

10 MARZO - Fallisce una insurrezione organizzata dagli Enragés a Parigi. - Creazione di un Tribunale Rivoluzionario, con Fouquier-Tinville come accusatore pubblico. Questo Tribunale è destinato a diventare uno degli strumenti piu' terribili e spietati della Rivoluzione. Danton si è espresso molto chiaramente: "Dobbiamo essere terribili se vogliamo impedire al popolo di esserlo".
Data la particolare funzione attribuita a questo Tribunale, la procedura prevedeva solo due tipi di sentenza: la morte o la liberta'.
Non era prevista la possibilita' di ricorrere, ed ogni sentenza doveva essere emessa entro le 24 ore. Il Tribunale, nella sua massima estensione contera' 60 giurati, un accusatore pubblico principale (Fouquier-TINVILLE (*) e 5 sostituti della pubblica accusa. Altri Tribunali Rivoluzionari verranno istituiti a: . Strasburgo, Brest,Nancy.
I beni mobili ed immobili dei condannati sono confiscati ed entrano a fare parte del patrimonio dei beni nazionali. Ai familiari vengono lasciati solo la mobilia indispensabile e gli effetti strettamente personali.

(*) ANTOINE QUENTIN FOUQUIER detto FOUQUIER-TINVILLE, nato a Herouel nel 1746 e ghigliottinato a Parigi il 7/5/1795.
Prima di assumere la carica di Pubblico Accusatore presso il Tribunale Rivoluzionario, aveva tirato la vita coi denti vivacchiando grazie a modesti incarichi ottenuti anche con l'aiuto del cugino Camille Desmoulins.
E' la carica di Pubblico Accusatore che scatena il suo talento di cottimista della ghigliottina. Tra il Marzo del 1793 e il Luglio del 1794 farà condannare a morte, da una giuria asservita ai suoi voleri (ovvero quelli di Robespierre), circa 3000 persone. A volte i processi da lui condotti durano meno di 10 minuti e terminano quasi sempre con una condanna a morte.
Come funzionario dello stato è un modello di efficienza e di organizzazione. La sua giornata comincia presto e finisce molto tardi e, per non perdere tempo, si fa assegnare un alloggio nel complesso del Tribunale. Di buon mattino, prende accordi con il boia per determinare il livello di produzione giornaliera di teste mozzate ed ordina, in conseguenza, il numero delle carrette necessarie al trasporto dei condannati al patibolo. Malgrado tanto zelo, Robespierre gli sta alle calcagna e gli soffia sul collo per stimolarlo ad incrementare il suo livello di attività e lui non si fa certo pregare. Nel Floreale Anno II raggiungerà una media di 350 condanne: circa 13 al giorno, inclusi i giorni festivi.
Nessun giudice ha mai fatto tanto in tema di condanne: Vendemmiaio 1793 = N. 12-15. - Brumaio 1793 = N. 65 -  Ventoso 1794 = N. 116 -  Floreale 1794 = N. 354.
Dopo la caduta di Robespierre, verra' a sua volta arrestato, giudicato con un processo durato 39 giorni, durante il quale difende con le unghie e con i denti il suo operato di zelante servo della Rivoluzione. Non gli servirù a nulla e raggiungerù sulla ghigliottina tutti quelli che lui aveva mandato a precederlo.)).


11 MARZO - LA VANDEA: - Inizio su vasta scala della insurrezione vandeana; il rifiuto della coscrizione fa degenerare in un conflitto aperto una ostilità, gia' da tempo manifestata, contro le idee rivoluzionarie.
Per contenere il movimento insurrezionale Souchu, sindaco repubblicano di Machecoul, ordina l'esecuzione sommaria di 500 persone insorte. Ma il 12 Marzo, l'insurrezione vandeana si estende a Saint-Florent e Tiffauges, tocca Saint-Fulgent, Beaupréau e Montaigu.
Il 14 MARZO presa di Cholet da parte degli insorti vandeani.
Il 15 MARZO, estensione della insurrezione vandeana alla Bretagna.
Il 17 MARZO, presa di Noirmoutier da parte degli insorti vandeani.

18 MARZO - Disfatta del Generale Dumouriez a Neerwinden. - LIONE:  Scontri tra partigiani e avversari della rivoluzione. -
Il 19 Marzo - Decreto che stabilisce la pena di morte per tutti gli insorti della Vandea. - Sconfitta delle truppe repubblicane davanti ai vandeani a Pont-Charrault.

21 MARZO - LA COMUNE: - Istituzione di Comitati Rivoluzionari di Sorveglianza nei comuni e nelle loro sezioni. Questi comitati sono autorizzati ad emettere, a loro discrezione, dei certificati di "civismo" a favore di quei cittadini non sospetti di attivita' controrivoluzionarie.

22 MARZO - Presa di Chalonnes da parte dei vandeani condotti dal loro capo Stofflet. Ma il 24 Marzo, disfatta dei vandeani in prossimita' di Sables-D'Olonne.

25 MARZO - La guerra si allarga. Viene firmato un trattato di alleanza tra Inghilterra e Russia contro la Francia. - La Coalizione antifrancese, Austriaci, Prussiani ed Inglesi cominciano a cacciare i Francesi fuori dall'Olanda, dal Belgio e dal Renanio, mentre gli Spagnoli si affacciavano sui Pirenei ed i Piemontesi sulle Alpi. 
Le leve ordinate dalla Convenzione per rifornire di soldati gli eserciti, esasperando i contadini, determinano lo scoppio di una terribile RIVOLTA NELLA
VANDEA (* vedi)  sobillata dal Clero Refrattario e capeggiata dalla Nobiltà Realista.

27 MARZO - Il Generale Dumouriez prende le distanze dalla Rivoluzione ed emette un Proclama contro l'anarchia rivoluzionaria. - Dopo la conquista del Belgio, si era impegnato per l'indipendenza del paese. La decisione della Convenzione del 1 Marzo lo ha però di fatto smentito.

30 MARZO -  Citazione a Dumouriez di comparire davanti alla Convenzione Nazionale per rispondere del proclama del 27 Marzo. Gli vengono inviati quattro commissari ed il Ministro della Guerra Beurnonville, incaricati di ricondurlo a Parigi. -  Dumouriez  arresta e consegna agli austriaci i commissari della Convenzione ed il Ministro. - Il 3 aprile la Convenzione emette un decreto che mette Domouriez fuori legge.

Il 1 APRILE fallisce il tentativo di Dumouriez di portare la sua armata a Parigi per ristabilire "l'ordine e la legalita'". I suoi soldati non hanno voluto seguirlo. 
Dumouriez coltivava segretamente un sogno. Egli credeva che la Rivoluzione sarebbe evoluta verso una dittatura militare. E lui avrebbe potuto assumere il potere visto che disponeva di tre armate con  60.000 uomini. Il sogno si realizzera' invece - più tardi - per un altro generale: NAPOLEONE.
Fallito il tentativo, il Generale Dumouriez passa agli austriaci con 11 generali.
Ricevera' un passaporto per la Svizzera, dove vivra' di una pensione assegnatagli dall'Inghilterra.
Vi rimase fino alla morte nel 1823, anche dopo l'avvenuta restaurazione dei Borboni.
La delusione a Parigi fu grande, ma ancora una volta i parigini tentarono di rovesciare le sorti con un'altra insurrezione, ma questa volta non contro i sovrani ma per sbarazzarsi di coloro che li avevano sostituiti.


2 APRILE - Formazione di un comitato insurrezionale delle sezioni di Parigi.
Filippo, duca di Orléans, detto PHILIPPE EGALITE, viene arrestato a Marsiglia come "sospetto" di attivita' controrivoluzionarie. In realtà è il figlio, Duca di Chartres che, complice di Dumouriez, è passato agli austriaci. In questo caso pare che la colpa dei figli ricada sui padri. Viene arrestato anche il deputato girondino Sillery.

4 APRILE - LA CONVENZIONE sceglie  Bouchotte come Ministro della Guerra per sostituire Beurnonville prigioniero degli austriaci.

5-6 APRILE - Elezione di MARAT alla presidenza del Club dei Giacobini.
- Creazione di un "Comitato di Salute Pubblica". Sistemato nell'ex appartamento della regina, alle Tuileries; le prime riunioni si svolgeranno intorno al letto regale. Tra i primi provvedimenti presi dal Comitato si rammentano:  un decreto che mette fuori legge gli aristocratici ed ordina a tutti i cittadini di armarsi di picche;  un decreto che dichiara la morte civile per gli emigrati ed ordina la confisca dei loro beni. - Prima seduta del Tribunale Rivoluzionario.

IL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA. In teoria era incaricato di tenere i contatti tra la Convenzione Nazionale ed il gruppo dei ministri; ma in effetti giungera' ad esercitare il potere esecutivo, togliendo ai ministri qualsiasi potere decisionale.
Era composto da 9 a 12 membri, rinnovati ogni mese, che in pratica governeranno il paese durante il periodo del Terrore sino al 9 Termidoro (27 Luglio 1794), giorno della caduta di Robespierre.

8 APRILE - LA COMUNE: - Denuncia di 22 deputati girondini come controrivoluzionari, da parte della sezione parigina del Bon-Conseil.

I GIRONDINI, detti anche Brissotins, gruppo di deputati eletti prevalentemente dal Dipartimento della Gironde; erano inizialmente alleati con Robespierre contro la monarchia, in un secondo tempo prendono le distanze, lasciano il Club dei Giacobini ed assumono atteggiamenti moderati contro il prepotere della Comune di Parigi, che la Provincia considera come una vera e propria dittatura.
Durante il periodo della Convenzione Nazionale contavano 150 deputati contro i 745 che componevano l'assemblea e si opposero alla condanna del re, favorevoli all'appello popolare proposto da Salles. Coinvolti nella defezione di Dumouriez ed accusati di essere ribelli e federalisti, i loro maggiori esponenti verranno arrestati e ghigliottinati il 31/10/1793.

12 APRILE - LA CONVENZIONE: vota l'arresto del deputato Marat per i suoi appelli alla insurrezione popolare. Lui riesce a nascondersi.

13 APRILE - Vittoria vandeana agli Aubiers. Henry de La Rochejaquelein scrive: "Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi". Duecento anni dopo Mussolini farà suo questo motto.

14 APRILE - Rivolta di coscritti refrattari a MONTARGIS:  Il 16 Aprile 1793, rivolta di coscritti renitenti a ORLEANS:

21 APRILE - Progetto di una nuova dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino letto da Robespierre al Club dei Giacobini.

23 APRILE - Atto di accusa notificato a MARAT. L'accusato, che si era eclissato il 12 Aprile, si costituisce. Il giorno dopo processo lampo ed assoluzione di Marat al Tribunale Rivoluzionario.

29 APRILE - MARSIGLIA: - Costituzione di un comitato anti-montagnardo.
MONTAGNARDI. Gruppo politico di estrema sinistra che sedeva sui banchi piu' alti (la montagne) della Convenzione Nazionale. Si trattava di un gruppo di 120 deputati sostenitori delle riforme piu' estreme e per questo ben visti dai rappresentanti delle Sezioni parigine. Tra i loro simpatizzanti si contavano uomini come Danton, Marat, Robespierre ed altri di pari intransigenza.

1 MAGGIO - LA COMUNE: - Manifestazione al faubourg Saint-Antoine e invio di una delegazione alla Convenzione per chiedere una legge sul massimo dei prezzi di prima necessità e l'istituzione di un prestito forzoso sui ricchi. -

Il 4 MAGGIO viene votato un decreto che istituisce la regola del "massimo decrescente del prezzo dei cereali". - Proseguono Manifestazione a Parigi di giovani ostili alla coscrizione.

10 MAGGIO - LA CONVENZIONE  Nazionale lascia la sede del Maneggio e si trasferisce nel palazzo delle Tuileries, ex residenza reale, dopo opportune modifiche ai locali. La sala comprende anche tribune per 1400 spettatori.
La ghigliottina viene spostata dal lato nord-est di Piazza della Rivoluzione al lato sud-ovest.

26 MAGGIO - Appello all'insurrezione di Marat e di Robespierre al Club dei Giacobini.
Il 29 Maggio si costituisce  un comitato segreto della Comune per preparare l'insurrezione contro la Convenzione Nazionale, ritenuta non rappresentativa e sorda alle esigenze rivoluzionarie.
Rivolta contro la Convenzione ed arresto di esponenti dei Montagnardi e degli Enragés.
 Insurrezione a Parigi. Malgrado la forte pressione la Convenzione non cede alle istanze popolari.

31 MAGGIO - 2 GIUGNO - La folla, armata minacciosamente, circonda la Convenzione, imponendo alla Guardia Nazionale della Capitale l'arresto dei Capi della Gironda.  La Convenzione è così subito dominata dai deputati "montagnardi".
Appoggiati dunque dal popolo della capitale la via è ormai aperta alla dittatura della Montagna, cioè ad un pugno di uomini che, avendo rotto ogni ponte con il passato, non aveva più altra strada che vincere con la Rivoluzione o perire con essa.
Il gruppo moderato (la Gironda)  esce così dalla Convenzione dopo aver perduto la battaglia per ridurre l'influenza della Comune di Parigi sull'Assemblea e sulla Francia.  Al posto del governo la nuova Convenzione ha creato ora il Comitato di Salute pubblica, dominato dalla figura di GIORGIO DANTON (*).

2 GIUGNO - Da questo mese al luglio 1794, la Francia vive i mesi più terribili, e per alcuni i più gloriosi della sua rivoluzione. Comincia, mentre dura la guerra esterna, la lotta interna. La Gironda contro la Montagna, Parigi contro la provincia, la Repubblica contro il federalismo. Quello che è strano è che una tremenda vitalità anima tutti i francesi, su qualunque barricata combattono. I contadini più dei cittadini; del resto con i decreti della Convenzione, che assegnava loro le terre feudali, ora vanno al fronte o si scatenano nella guerriglia, convinti di lottare e morire per le proprie case e il proprio benessere, ma si legano anche sempre di più alla Rivoluzione. Alla strumentalizzazione della Rivoluzione.


La Convenzione Nazionale e' posta in stato di assedio ed e' praticamente prigioniera delle formazioni di Sanculotti e della Guardia Nazionale, comandata da Hanriot. La Convenzione e' costretta a votare l'arresto di 29 deputati girondini e dei ministri Clavière e Lebrun.
Le accuse ai Girondini di eccessivo moderatismo provocano la caduta di questa corrente politica. A dettare legge nell'ambito della Convenzione sono ora gli estremisti montagnardi, appoggiati all'esterno dai SANCULOTTI.

6 GIUGNO - Reazione al colpo di forza dei Sanculotti del 2 giugno; quando questo viene conosciuto in provincia: Marsiglia, Nîmes e Tolosa si rivoltano. Il 7 Giugno  a BORDEAUX: - Rivolta contro i Montagnardi ed i Sanculotti. Il 13 giugno a CAEN  riunione dei rappresentanti dei dipartimenti insorti. In totale circa 60 dipartimenti sono ostili, per motivi diversi, al regime in atto a Parigi.

24 GIUGNO - Approvazione della nuova Costituzione del 1793, ovvero "Costituzione dell'anno I". Essa riconosce il diritto all'insurrezione "quando il governo viola i diritti del popolo" ed afferma che lo scopo della societa' e' "il benessere comune". Il 27 giugno  Decreto che sottomette la Costituzione, approvata il 24 Giugno, a plebiscito popolare.

28 GIUGNO - Discorso di Robespierre al Club dei Giacobini contro il movimento degli Enragés. Il 30 Giugno delegazione di Giacobini, condotta da Robespierre, Hébert e Collot D'Herbois, inviata al Club dei Cordelieri per ottenere l'esclusione di Jacques Roux e di Leclerc nonchè la sospensione di Varlet. - Robespierre cerca di spianarsi la strada verso la dittatura cercando di eliminare i concorrenti più temibili per il loro seguito popolare.

  6 LUGLIO - Proposta di una "Coscrizione Generale" emessa dalla sezione del Lussemburgo di Parigi. A TOLONE, rivolta contro le decisioni della Convenzione (a fine anno pagherà molto cara per questa rivolta).

13 LUGLIO - Assassinio di Marat. - Marat viene pugnalato a morte, nella vasca da bagno, da CHARLOTTE CORDAY, giovane monarchica, giunta dalla Provincia, fermamente convinta che l'uccisione di uno dei protagonisti più crudeli della Rivoluzione, avrebbe potuto fermare il bagno di sangue in atto da qualche mese. - Essa dichiarera' al suo processo: "Ho ucciso un uomo per salvarne 100.000". Charlotte uccidendo in Marat la Rivoluzione, credeva di poter pareggiare il conto del sangue versato.

15 LUGLIO - LIONE: - E' stato ghigliottinato Joseph Chalier, ex vincitore della Bastiglia. Il boia, inesperto, ha dovuto azionare la mannaia per ben tre volte per decapitarlo. Questa esecuzione, ritenuta immotivata dalla Convenzione, indurra' quest'ultima ad ordinare l'assedio della città.

22 LUGLIO - La perdita della Renania è una grave sconfitta per l'esercito francese. Viene decretato l'arresto del Generale Custine. - Il 23 Luglio, capitolazione, contrattata, delle truppe francesi assediate a Mayence dai prussiani. Esse potranno raggiungere il territorio nazionale dopo aver firmato una convenzione che impedisce loro di essere impiegate nei teatri di operazione esterni. Saranno impiegate in Vandea. - il 24 Luglio LA CONVENZIONE nomina il Generale Rossignol alla testa dell'armata della Vandea. - Il 28 e truppe anglo-olandesi prendono Valenciennes. - Il 30 luglio sconfitta dei Vandeani davanti a Luçon.

27 LUGLIO - Robespierre entra a far parte del Comitato di Salute Pubblica.
Entrano in vigore le terribili misure di "Salute Pubblica" per estirpare ribellione e corruzione. Sta iniziando la  stagione del terrore
In effetti la situazione era spaventosa. Il nemico avanzava da ogni parte; la Vandea in fiamme inghiottiva uno dopo l'altro gli eserciti inviati a sottometterla, la carestia e l'inflazione crescevano implacabilmente; in 60 dipartimenti su 83 i Girondini sfuggiti all'arresto dopo il Colpo di Stato del 2 Giugno, provocarono la rivolta contro la Convenzione. E grazie a questa rivolta gli Inglesi poterono impadronirsi della principale base navale Francese, Tolone, con tutta la  flotta dentro nel porto.

1 AGOSTO - Decreto che manda in Vandea la guarnigione che aveva capitolato il 23 Luglio a Mayence, ordinando alla stessa di fare la politica della terra bruciata nei dipartimenti insorti.

2 AGOSTO - Trasferimento della ex regina Maria Antonietta dalla prigione del Tempio a quella della Conciergerie, in attesa di processo.
 La CONCIERGERIE, era una prigione situata al lato nord del Palazzo di Giustizia. L'edificio, che risale al 1370 circa, era una parte del palazzo reale dei Capetingi, dove risiedeva il governatore del palazzo stesso (Concierge).
Durante la Rivoluzione divenne la prigione dove sostavano gli arrestati prima del processo presso il Tribunale Rivoluzionario.
Durante il periodo del Terrore, il 90% dei prigionieri, su di un totale di circa 2500, transitati per questa prigione, furono condannati a morte e l'edificio si guadagno' l'appellativo di "anticamera della ghigliottina".  
Sempre durante il Terrore la prigione arrivò a contenere sino a 1200 prigionieri ospitati in grandi camerate; chi poteva pagava i carcerieri ed otteneva una cella separata (chambre a la pistole), anche se la permanenza in questo luogo non era mai troppo lunga.
I prigionieri condotti, attraverso uno stretto corridoio, all'aula del Tribunale Rivoluzionario, venivano giudicati in pochi minuti, salvo significative eccezioni, e quindi ricondotti in prigione dove venivano immediatamente preparati per l'esecuzione e cioe' spogliati di tutto, legati con le mani dietro la schiena, tosati e poi caricati sulle carrette, in sosta nel Cortile di Maggio, che li conducevano al patibolo.

LA GUERRA: - Dimissioni del Generale Beauharneis dal suo comando dell'Armata del Reno.
LIONE: - In aperta ribellione nei confronti del potere centrale viene assediata dalle truppe della Convenzione comandate dal Generale Kellermann con l'ordine di distruggerla.

1-3 AGOSTO - - Ratifica della Costituzione dell'Anno I. Ma in pratica questa Costituzione nasce ma non sara' mai applicata.

4 AGOSTO  -  La Convenzione vota infatti una nuova Costituzione (Costituzione dell'Anno I della Repubblica) a carattere accentuatamente Democratico. I contadini, in modo speciale, perchè soddisfatti, sono così attratti dalla parte del nuovo Governo. La Costituzione dell'Anno I, tuttavia, non entrerà  mai in vigore. Alla rivolta tendenzialmente federalistica dei dipartimenti contro la capitale, la Montagna rispondeva infatti instaurando la dittatura centralista della Convenzione. La separazione del potere legislativo dall'esecutivo, o le autonomie locali di cui tanto si era preoccupata la costituente, sparivano, mediante l'uso adottato dalla convenzione di inviare propri rappresentanti in missione - cioè propri membri con poteri praticamente illimitati - nei dipartimenti insicuri o presso gli eserciti tentennanti nell'ambiguità di qualche ex generale.
Ai ministeri inoltre sin dall'indomani del tradimento di DOMOURIEZ (*)  la Convenzione aveva sovrapposto un comitato di salute pubblica tratto dal proprio seno, con funzioni di supremo controllo. A questo primo comitato, capeggiato dal DANTON (*) e dimostratosi impari al compito (ne viene escluso) succedeva un nuovo comitato, presto dominato dall'inflessibile ROBESPIERRE (*) che ne diverrà il principale protagonista.

 Ormai la fusione del potere legislativo con quello esecutivo sboccava sempre più chiaramente nella dittatura illimitata. Passato giustamente alla storia come il Gran Comitato, quest'ultimo portò insieme la salvezza della Rivoluzione ma anche la responsabilità delle terribili misure di emergenza che vennero adottate. Con incredibile ma cinica energia, esso infatti decretò la leva in massa dei cittadini abili alle armi e  creò dal nulla l'armamento grazie alla capacità di uno dei suoi membri, Lazzaro CARNOT (*) l'infaticabile "organizzatore della vittoria".
Eliminò spietatamente i traditori, gli inetti ed i codardi dall'ufficialità, sostituendoli con una nuova generazione di comandanti, quasi tutti  giovanissimi e provenienti dalla plebe, (cui prima l'Ancien Regime vietava l'accesso agli alti gradi) e per i quali la causa della Rivoluzione si identificava con quella del proprio avvenire personale.

E furono appunto questi improvvisati generali, come lo Jourdan, lo Hoche, il Moreau, che in pochi mesi capovolsero la situazione militare, salvando la Francia dall'invasione, prima della fine del 1793. (ma del più celebre ne parleremo a parte).

Intanto il Comitato cercava di affrontare il problema dell'inflazione della carestia, imponendo il tesseramento, il blocco dei prezzi dei salari, il corso forzoso dell'assegnato, operando requisizioni di viveri, di materiali, di braccia da lavoro, levando imposte straordinarie sui ricchi, minacciando la ghigliottina agli accaparratori di derrate ed agli speculatori.
Alla contro rivoluzione Vandeana o dei Girondini esso opponeva il Terrore, contenendo la Vandea insorta fra spietate esecuzioni in massa dei ribelli, schiacciando l'insurrezioni Girondina nei dipartimenti e togliendo Tolosa agli Inglesi.
I rappresentanti in missione della Convenzione, come il Fouché, il BARRAS (*) lo Charlier,  massacravano a centinaia gli insorti a Lione, a Marsiglia ed a Nantes, mentre uno Speciale  Tribunale Rivoluzionario mandava alla ghigliottina altre centinaia di veri o supposti Controrivoluzionari, che la terribile legge dei sospetti popolava le carceri: c'erano Foglianti,  Girondini, Generali inetti, Preti Refrattari, Aristocratici, o membri della Famiglia Reale, come la Regina Maria Antonietta o il Cugino del Re Filippo d'Orleans, cui nulla valse aver cambiato il proprio nome Filippo Egalité ed aver sposato la causa Rivoluzionaria fino al punto di votare la morte di Luigi XVI.

Ma pur in mezzo a queste tragiche lotte, la Convenzione non dimenticava di promuovere una singolare legislazione, anticipatrice; quella che in avvenire per buona parte sarebbe poi stata adottata dalle più progredite Democrazie.

Le truppe della coalizione stanno invadendo la Francia. Seriamente minacciata, la Francia stessa è dentro in una sanguinosa guerra civile, i Piemontesi hanno invaso la Savoia, gli Inglesi sbarcato in Corsica, gli Spagnoli dai Pirenei sono scesi a Bayonne, eppure nel Paese si elaborano idee che faranno storia. Va ricordata la legge per l'istruzione elementare gratuita ed obbligatoria, quella per l'abolizione della schiavitù dei negri nelle colonie, libertà di culto,  il nuovo codice  e l'anagrafe civile l'introduzione del sistema metrico-decimale, la legge per la protezione delle opere d'arte, si apre il Salon di pittura, inizia le lezioni la Scuola Politecnica, la Scuola Normale, quella delle Lingue, delle Miniere ecc ecc.

Scriverà più tardi Jules Michelet:  "... mai forse su questa terra un paese produsse in così breve spazio di tempo una simile eruzione di idee, di uomini, di indoli, di caratteri, di geni, di catastrofi, di delitti, e di virtù, quanto durante questa convulsa elaborazione dell'avvenire sociale e politico, che viene chiamata col nome di Rivoluzione Francese".

16 AGOSTO - - Richiesta di coscrizione generale del popolo francese formulata dalle sezioni parigine. - Il 22 Agosto  Robespierre viene eletto presidente della Convenzione Nazionale.
Il 23 AGOSTO  Decreto di mobilitazione in massa del popolo francese votato dalla Convenzione secondo quanto richiesto dalle sezioni parigine. Ordinata la coscrizione di tutti gli uomini dai 18 ai 25 anni non sposati o vedovi senza figli.
 Tutti i cittadini sono posti in stato di mobilitazione e non solo per esigenze militare ma per regolamentare l'intero processo produttivo. Viene perfino costituita una Armata rivoluzionaria  per le requisizioni di grano nelle campagne dove si annidano contadini o commercianti accaparratori.

LA GUERRA:- Assedio di Dunkerque da parte delle armate anglo-olandesi.
Il 25 Agosto MARSIGLIA  in rivolta viene occupata dalle truppe della Convenzione Nazionale. Da qualche tempo si era scatenata una vera e propria "caccia" ai giacobini che aveva provocato numerose uccisioni.

27 AGOSTO - Le truppe inglesi entrano a Tolone. Timorosi delle armate della Convenzione, i cittadini preferiscono consegnare la citta' alla flotta inglese.

30 AGOSTO - Discorso del deputato Royer che chiede di mettere "il terrore all'ordine del giorno", giudicando insufficienti i provvedimenti contro i nemici della Rivoluzione.

5 SETTEMBRE - Invasione della Convenzione Nazionale da parte di una folla di Sanculotti armati. Sotto la loro pressione viene decretato: . l'arresto dei presunti nemici della Rivoluzione: i sospetti -  la creazione di una "armata rivoluzionaria" comprendente 6000 militi e 1200 cannonieri -  la divisione del Tribunale Rivoluzionario in quattro sezioni -  il voto di un prestito forzoso di 100 milioni a carico dei ricchi.
Il 9 Settembre  Decreto che organizza l'armata rivoluzionaria  e ne affida il comando al Generale Ronsin.

SOSPETTI E TERRORE ALL'ORDINE DEL GIORNO 
Ed è proprio con quest'ultima pressione in certi casi condotta con accanita esasperazione, o  efferata punizione che l'"ordine del giorno" approvata dalla Convenzione viene chiamato del "TERRORE", o "Legge dei Sospetti", che porta in carcere senza processo chi viene segnalato come "nemico della libertà".
E non colpisce solo gli estremisti, ma anche gli accaparratori, gli speculatori, gli evasori fiscali;  dopo aver approvato la legge maximum (calmiere su prezzi e salari) i contravventori sono anch'essi  inclusi nella lista dei sospetti;  accusati finiscono in carcere o salgono sul patibolo. - Del resto erano stati gli stessi Parigini scendendo in piazza arrabbiati a pretendere che la Convenzione assicurasse loro il cibo a prezzi abbordabili e ponesse il terrore nell'ordine del giorno.
Capeggiata dal suo Comitato di Salute Pubblica, la Convenzione placò gli animi del movimento popolare con le azioni dette sopra. Ma la Legge dei Sospetti diede anche il potere ai rivoluzionari di arrestare coloro i quali con la loro condotta politica, relazioni o esposizioni orali o scritte, avevano mostrato di essere dei partecipi della tirannia, quindi nemici della libertà. Ma anche per sbarazzarsi di alcuni avversari dentro le stesse file, con la sola colpa di essere (ed era già sufficiente) dei moderati o,  nella follia di molti,  dei razionali.
Tra il 1793 ed il 1794 sotto questa Legge furono arrestati oltre 200.000 cittadini e 10 000 perirono. Furono emanate circa 17.000 condanne a morte dalle commissioni militari e dai Tribunali Rivoluzionari del Terrore. Che non era nuova,  fin dall'inizio questa  forma mentis aveva aiutato la Rivoluzione a decollare.

 Ma ora i capi della Rivolta cercavano di controllare questa prassi, e paradossalmente il loro tentativo era quello di rendere il Terrore qualcosa di ordinato e perfino legalizzato.
Per i Giacobini più esaltati ideologicamente come Robespierre (*)  e Saint-Just (*)   il terrore avrebbe rigenerato la nazione attraverso la promozione di princìpi come l'eguaglianza e l'interesse pubblico: nelle loro menti esisteva un legame fra terrore e virtù: "la virtù, senza il terrore è fatale; il terrore, senza la virtù, è più povero". Non si fecero distinzioni: nobili, ecclesiastici, borghesi e soprattutto contadini e operai furono condannati:  come renitenti alla leva, disertori, ribelli o responsabili di altri crimini o spesso per piccole mancanze.
Al clero, il gruppo proporzionalmente più colpito, fu imposta l'abolizione del calendario giuliano, sostituito da quello repubblicano. Il Comitato di salute pubblica di Robespierre tentò di riformare la Francia secondo i concetti di umanitarismo, idealismo sociale e patriottismo; nello sforzo di istituire una "repubblica della virtù", si enfatizzò la devozione alla nazione e alla vittoria, combattendo corruzione e ribellione ricorrendo alla morte fisica dell'avversario.


17 SETTEMBRE - - Viene votata la Legge dei Sospetti dando dei sospetti stessi una definizione talmente vasta ed ambigua che si considera la data di questo testo come l'inizio del periodo del Grande Terrore.
La Legge dei Sospetti. Oltre a definire chi è da considerarsi sospetto, dispone l'arresto immediato ed il giudizio presso il Tribunale Rivoluzionario od altri Tribunali locali.
Sono ritenuti sospetti, per definizione:
- tutti i nobili ed i loro parenti, senza definire il grado di parentela
- le persone che non dispongono del certificato di "civismo" 
- tutti i preti refrattari e loro parenti
- tutte le persone che per condotta, relazioni, atteggiamenti, opinioni verbali o scritte si dimostrano nemici della Rivoluzione e della liberta'.

E' naturale che una definizione cosi' vasta ed ambigua si prestasse ad ogni abuso da parte dei "custodi della Rivoluzione"; bastava essere "antipatici" a qualcuno per essere dichiarati sospetti.
Questa legge, rimasta in vigore per circa un anno, ha portato all'arresto di 500.000 persone, delle quali almeno 300.000 condannate agli arresti domiciliari od a residenze coatte.

Il 18 Settembre il terrore inizia subito a BORDEAUX: - Ristabilito il potere rivoluzionario iniziano le persecuzioni in questa citta', sotto lo stimolo dei rappresentanti della Convenzione in missione: Tallien e Ysabeau.

(( JEAN LAMBERT TALLIEN, nato a Parigi il 23/1/1767 e morto a Parigi il 16/11/1820.
Figlio di un maggiordomo, indirizzato agli studi giuridici, e' impiegato presso uno studio notarile sino all'inizio della Rivoluzione, quando prende parte alle agitazioni di strada. E' considerato come uno degli individui piu' ambigui generati dalla Rivoluzione.
Si dedica la giornalismo ed alla politica, sempre in prima linea, attento a cogliere le occasioni piu' favorevoli alla sua arrampicata sociale. Deputato eletto alla Convenzione Nazionale, riceve molteplici incarichi, in Provincia, dove si distingue per i suoi eccessi.
In missione a Bordeaux conosce e convive con Teresa Cabarrus che, successivamente, sposera' a Parigi. Non e' stato un matrimonio fortunato; il comportamento assai "libero" della moglie contribuisce a screditarlo politicamente, tanto da indurlo a lasciare il paese, per nascondere le sue corna, al seguito del generale Bonaparte nella campagna d'Egitto. Al suo ritorno in Francia nel 1801, divorziato, ottiene una pensione da Napoleone e la nomina a Console di Alicante.
Rientrato a Parigi, per motivi di salute, morira' in miseria ed abbandonato da tutti, a causa di una mostruosa malattia: l'elefantiasi lebbrosa )).

Il 9 Settembre  il terrore è nel Dipartimento della Nièvre sotto lo stimolo del rappresentante della Convenzione in missione, Fouché.

21 SETTEMBRE -  Decreto che rende obbligatorio a tutte le donne di indossare in pubblico la coccarda tricolore. Il 28 settembre si autorizza l'emissione di due miliardi di assegnati. Il 29 Settembre  Decreto di istituzione dei livelli massimi dei prezzi di beni primari e dei salari.

2 OTTOBRE - - Inizio di una politica di decristianizzazione del paese.

3 OTTOBRE - Decreto che traduce la regina davanti al Tribunale Rivoluzionario. Il re era stato invece processato dalla Convenzione Nazionale.
- Messa in stato di accusa di altri deputati della Convenzione; il numero dei deputati esclusi dall'assemblea, perchè in stato di accusa, per vari motivi, e' ora di 136.

5 OTTOBRE - - Decreto che istituisce il Calendario della Rivoluzione e fa decorrere l'inizio del suo calcolo al 22/9/1792, giorno della proclamazione della repubblica. Il calendario traduce una volonta' di rottura non solo politica ma anche religiosa con il passato.
Il Calendario Repubblicano

7 OTTOBRE - REIMS - Distruzione della Santa Ampolla conservata nella cattedrale. Questa ampolla conteneva un misterioso balsamo che serviva alla consacrazione (unzione?) dei re di Francia: l'eterno marchio della chiesa sullo Stato.

9 OTTOBRE - LIONE: - Conquista della citta' ribelle da parte delle truppe della Convenzione. Circa 2000 lionesi vengono condannati a morte, con giudizio sommario, e mitragliati dalla truppa repubblicana, o ghigliottinati. - Il 21 ottobre decreto di radere al suolo Lione e l'attribuzione, a ciò che restera', del nome di Ville-Affranchie.

10 OTTOBRE -
Dopo un discorso del deputato LOUIS SAINT-JUST, viene approvato un decreto che stabilisce che "il governo della Francia e' rivoluzionario sino al conseguimento della pace". - NEVERS: - Distruzione su ordine di Fouché (commissario della C.N.), degli emblemi religiosi nei cimiteri della città e iscrizione sulle loro porte del motto "la morte e' un sonno eterno".
MONTBELIARD: - Le truppe della C.N. invadono questo principato svizzero indipendente.

MARIA ANTONIETTA - PROCESSO

 12 OTTOBRE - Compare la ex regina davanti al Tribunale Rivoluzionario. Inizia il processo; le viene assegnato come difensore d'ufficio l'avvocato Guillaume Tronson Du Courdray, anche se riuscira' a fare molto poco contro una sentenza gia' decisa prima di cominciare. Nei giorni che seguono Maria Antonietta terrà testa ai suoi accusatori con una grinta degna della sua personalita'.
Durante la sua permanenza nella prigione del Tempio, un pittore ha ritratto l'ex regina.
Maria Antonietta aveva 38 anni ed appare, nel quadro, come una figura spenta ed opaca. Resta quasi nulla del primitivo splendore e della giovanile bellezza (16 anni) che aveva incantato i parigini nei giorni del suo matrimonio con il goffo Luigi XVI.
Dopo il 2 di Agosto la regina, in attesa di processo, era stata custodita in una apposita cella della Conciergerie e quì sarebbe nato il cosidetto complotto dell'occhiello, un piano di evasione che non ha avuto seguito. Il piano sarebbe stato architettato dal Cavaliere Gonsse De Rougeville con la complicita' dell'amministratore della prigione Michonis.
Il Cavaliere avrebbe trovato il modo di comunicare con la regina mediante biglietti, nascosti in grossi occhielli metallici, gettati dietro la stufa della cella. A sua volta, la regina avrebbe inviato le sue risposte con il favoreggiamento di un gendarme, un certo Gilbert.
Tutto questo ha il sapore di una leggenda se si considera che la regina era sorvegliata a vista, 24 ore al giorno, da due militi sistemati nella stessa cella, divisa da un leggero paravento.

16 OTTOBRE - Esecuzione di Maria Antonietta.  L'ex regina di Francia, viene decapitata dalla ghigliottina situata in Place du Carrousel, di fronte alle Tuileries. Presente a se stessa sino all'ultimo istante, muore dignitosamente. I resti dell'ex regina vengono interrati, in forma anonima, nello stesso cimitero della Madeleine, dove gia' si trova Luigi XVI.
Dopo di lei salgono sul patibolo nei restanti giorni di quest'anno, 177 aristocratici considerati  traditori; ma a Nantes i giustiziati saranno 3000.  -  Lione  che già a maggio si era ribellata ai Montagnardi,  assediata,  il 12 capitola,  e parte dalla Convenzione un terribile ordine "radere al suolo Lione e sterminare la popolazione che si è messa tutta contro la Repubblica". L'ordine di distruzione non viene eseguito in modo così drastico, ma 1700 persone salgono sul patibolo, compreso anche il carnefice e il suo aiutante che prima aveva offerto i suoi "servizi" agli sfortunati che l'hanno preceduto

21 OTTOBRE - - Decreto che prevede la deportazione per tutti i preti refrattari, denunciati per scarso senso civico. - Il 22 Ottobre a NANTES: Arrivo in citta' del rappresentante in missione Carrier, incaricato dalla Convenzione di reprimere i moti contro-rivoluzionari della regione.

30 OTTOBRE - Condanna a morte dei 29 deputati girondini, inflitta dal Tribunale Rivoluzionario.
Il 31 Ottobre esecuzione dei 29 deputati girondini, arrestati il 2 Giugno.
L'esecuzione viene eseguita di fronte al Palazzo delle Tuileries.
La Rivoluzione comincia a divorare i suoi figli !

2 NOVEMBRE - Convenzione: equiparazione, anche ai fini successori, dei figli naturali ai figli legittimi

7 NOVEMBRE -  Decreto di depretizzazione di tutti i deputati della C.N., appartenenti al clero.
- Esecuzione di PHILIPPE EGALITE (ex Duca d'Orléans), arrestato il 3 Aprile, a Marsiglia.
L' 8 Novembre esecuzione di Manon Roland. Prima di essere ghigliottinata esclama: "Liberta', quanti crimini si commettono in tuo nome!!" Ha seguito la sorte degli altri deputati girondini, uccisi il 31 Ottobre, dei quali era stata una fervente ed entusiasta sostenitrice. Il marito, Jean Roland de la Platerie, latitante, saputa la notizia della esecuzione della moglie, si suicida trapassandosi il cuore con un bastone animato.

10 NOVEMBRE - Festa della liberta' e della Ragione nella cattedrale di Notre Dame, ormai ribattezzata Tempio della Ragione.
La cattedrale di Notre Dame, durante la Rivoluzione, è stata saccheggiata e poi dedicata al culto della Dea Ragione. Riconsacrata al culto cattolico, nel 1802, espone una volta all'anno, alcune reliquie che non si comprende bene come siano sfuggite all'attenta spogliazione dei rivoluzionari; si tratta di una scheggia della croce, di un chiodo e di un frammento della corona di spine!! I resti di S. Geneviéve, patrona di Parigi, sono stati invece bruciati dai rivoluzionari.

11 NOVEMBRE - Esecuzione di Bailly, primo sindaco di Parigi, al Campo di Marte. Prima della esecuzione viene abbandonato, per oltre due ore, alle sevizie della folla, che ha dimenticato i suoi meriti ed i suoi trascorsi rivoluzionari. La ghigliottina viene trasferita al Campo di Marte, in previsione della esecuzione del'ex sindaco di Parigi Bailly.

17 NOVEMBRE -  Arresto dei partigiani di Danton, su accusa di Robespierre che, dopo il fallito tentativo di riavvicinamento con il gruppo dei Cordelieri, vede in essi un ostacolo alla sua corsa al potere.

20 NOVEMBRE - Parodia del culto cattolico, in aula, da parte di una delegazione, della sezione parigina dell'Unita', rivestita di abiti sacerdotali.
23 Novembre - Decretata la chiusura di tutti i luoghi di culto cattolico della capitale.
La Comune di Parigi (la prima, detta anche Comune Rivoluzionaria), presto seguita dalle altre in tutta la Francia, chiude tutte le chiese cattoliche, e inizia la predicazione della religione rivoluzionaria nota come "culto della Dea Ragione". Questo  accrebbe le differenze tra i giacobini, guidati da Robespierre, e i seguaci dell'estremista Jacques-René Hébert (Herbetisti) che costituivano una forza notevole alla Convenzione e nel governo parigino.  Nascono qui i primi contrasti. I più ambigui quelli di FOUCJE' (di cui parliamo ampiamente nella sua biografia ).

Inizia una politica di decristianizzazione promossa dalla Convenzione
Dunque, l'altra  grande ondata rivoluzionaria, non meno accanita di quella che ha travolto l'istituzione monarchica, si é abbattuta sulle istituzioni religiose, ma più che demolire la Chiesa,  ha smantellato gli ecclesiastici, quelli ricchi di rendite e di privilegi,  anche questi feudali, quindi tacitamente consenzienti e conniventi al precedente sistema. 
L'irrazionale furore della scristianizzazione  ha percorso come una gigantesca ondata l'intera Francia e in questo ultimo mese dell'anno ha ormai travolto ogni cosa, tutte le tracce esteriori di una fede, che ha sostituito con  quella ora definita "patriottica". 

La Rivoluzione cancella e travolge gli ecclesiastici, molti li manda sul patibolo, e culmina nella proclamazione del "CULTO DELLA RAGIONE": Vengono impedite  le cerimonie religiose, si requisiscono -dopo le grandi proprietà fondiarie-  altri beni della Chiesa, e le anagrafi e i cimiteri  sono laicizzati, le chiese usate come depositi o sale di riunione per il nuovo culto.
Questa mareggiata che ha spazzato via secoli di dominazione psicologica, è così irrazionale, così ateistica e materialista, che lo stesso Robespierre (anche se andava affermando che "l'Ateismo é aristocrazia!") decide di porre freno  e fa confermare dal Comitato una Convenzione per la libertà di culto. Anche se la separazione Stato e Chiesa è ormai con il terrore, ben definita, netta. 

Siamo però nel 1793, bisognerà aspettare il Napoleone del 1801 (Concordato Consalvi - vedi) per dichiarare il fallimento di questa ventata di insensatezza,  in certi casi una vera orgia di empietà, apostasie forzate, sinistre esibizioni (ma anche sensuali - le belle vestali del nuovo culto), e vere e proprie persecuzioni. La Francia voleva rompere definitivamente  col suo passato; e per molti le responsabilità di tutti i mali provocati dal retrivo feudalesimo francese era attribuita agli  ecclesiastici  papali, e i peggiori mali a quelli della chiesa gallica.
(ma vi rimandiamo al 1801 e al 1802 per cogliere meglio questa ventata di irrazionalità,  condotta -così si affermava- con la razionalità illuministica, "della ragione". Napoleone più pragmatico ma anche più attento alla psicologia delle masse, impose la marcia indietro, quando si accorse che una fede non poteva certo nascere dalla piazza, la spiritualità neppure, la grande autorità morale nemmeno.
Gli apostati sacerdoti di ogni grado che si erano riciclati al nuovo culto, messi tutti sullo stesso piano si erano presto spogliati loro stessi dell'autorità  morale, erano delle "scatole vuote" che offrivano altrettanto "scatole vuote";  ma anche perchè il ruolo di controllore di una chiesa costituzionale non era proprio adatto al temperamento di Napoleone. Nella sua improvvisa ascesa, il Napoleone militare  considerava il Papa sovrano di uno Stato come tanti,  solo dopo, osservando meglio, si accorse che dietro il papa c'era nella coscienza collettiva delle genti una spiritualità trascendentale ormai nel Dna dei popoli; che non poteva essere sostituita nè tanto meno  improvvisata con un altra fede.
E con lui non resse neppure il nuovo CALENDARIO (VEDI la PAGINA DEDICATA) della Rivoluzione, anche se aveva  poco a che vedere con la religione, la fede e la spiritualità. Napoleone stesso lo abolì nel 1805.

24 NOVEMBRE - Promulgazione del calendario della Rivoluzione.
Entra in vigore il 26 novembre.

12 DICEMBRE - Disfatta e distruzione, quasi totale, delle forze vandeane davanti a Mans.
Si vedono ovunque, scrive un testimonio repubblicano, fucili, cannoni rivoltati o smontati; tra i cadaveri molte donne nude, che i soldati hanno spogliate e poi le hanno uccise dopo averle violentate.
 Il Generale Westermann scrive alla CN: "La vandea non esiste piu'. Vengo dall'averla sepolta nella palude di Savenay. Ho massacrato i bambini sotto le zampe dei cavalli ed ho massacrato le donne. Non ho un solo prigioniero da portarmi dietro. Ho sterminato tutti".
Non era proprio così. La Vandea risorgerà ancora.

TOLONE - IL DESTINO STA ATTENDENDO NAPOLEONE


19 DICEMBRE - TOLONE: - Presa della citta' da parte dell'armata della C.N. diretta da Dugommier; nel corso di questa azione si distingue il capitano Bonaparte. Fu un intervento il suo casuale, perfino marginale; che però cambiò la sua vita, quella della Francia per vent'anni, e ha fatto e farà ancora  scrivere milioni di pagine di storia.
Marginale perchè al soldato Napoleone prima del suo destino a Tolone, interessava molto di più l'indipendenza della sua Corsica (grande ammiratore di Paoli che -con marasma che c'era a Parigi- mirava solo a questo) e non la rivoluzione francese.

17 DICEMBRE - NAPOLEONE - Vi rimandiamo all'intera biografia cronologica di Napoleone su questo stesse pagine;  ma non possiamo esentarci di raccontare il destino che ha battuto per la prima volta, quest'anno, alla porta di questo sconosciuto giovane ufficiale.

A settembre,  Napoleone era di stanza  a Nizza. Il 15 era stato nominato capitano comandante di un piccolo reparto dell'artiglieria. In questo distaccamento il destino lo sta attendendo. Gli ha riservato due grandi occasioni. Una è il caso, l'altra deve  coglierla con il suo genio. La prima è il ferimento dell'ufficiale Donmartin, capo battaglione di quell'artiglieria che sta contrastando l'assedio degli inglesi a Tolone. La seconda è di trovarsi nell'ora giusta nell'appuntamento col destino. 
Solo perchè era casualmente al quartier generale, dov'era giunta da pochi minuti la brutta notizia su Donmartin, il capitano Napoleone con le mostrine dell'artiglieria sulla divisa, inaspettatamente  fu notato nei corridoi e proprio per quelle sue mostrine fu scelto a sostituirlo. Fu messo al corrente quali erano i suoi compiti e gli chiesero anche come li avrebbe adempiuti.  Lui espose il suo piano, fece buona impressione -ma non c'erano alternative- fu approvato, e sull'istante  dovendo comandare un battaglione fu promosso tenente colonnello.

Il 18 DICEMBRE a Tolone, Napoleone ha la sua grande  occasione. Mette in fuga la flotta inglese con i colpi precisi della sua artiglieria. Non è un caso ma é un grande successo tattico del giovane Napoleone, che gli valse la promozione a Generale di Brigata. In pochi  giorni lo sconosciuto capitano di provincia, capitato per caso  nelle sale del Quartier Generale, a 24 anni  è già generale e ha già conquistato  sul campo  un piccolo spazio di gloria nell'Olimpo degli eroi  militari. 
Saliceti e Augustin Robespierre, il fratello di Maximilien, ammirati dal coraggio di questo giovane, sono loro due a fargli ottenere l'ambita nomina, appoggiata da un commissario della Convenzione, che solo poche ore prima lo aveva duramente criticato ma era stato perfino arrogantemente zittito da questo "giovane corso così presuntuoso".
A Tolone infatti, accadde un fatto curioso; ma che avrà un clamoroso seguito; un altro tocco del destino alla "porta" (questa volta vera) del giovane ufficiale  poi caduto  in disgrazia a Parigi quando la ghigliottina si abbattè su Robespierre,  fratello del suo compagno d'armi Augustin.

 Il fatto accaduto già ci rivela il forte carattere di Napoleone. A Tolone era presente nei preparativi difensivi il commissario della Convenzione nazionale  presso l'esercito, BARRAS. Sul giovane neo comandante che stava sistemando  i suoi cannoni in un modo abbastanza  inconsueto, Barras intervenne e diede  l'ordine di spostare una batteria. Napoleone non esitò ad affrontarlo: "Cittadino, fate il vostro mestiere e lasciatemi fare il mio. La batteria sta bene dove l'ho messa io".
Barras non rimase soddisfatto del trattamento, e non mancò di schierarsi con i critici di questo giovane e insolente ufficiale che aveva puntato i suoi cannoni sul mare e correva come un forsennato da una batteria all'altra a dare secchi ordini di sparo. 
Poi visto il risultato finale, Barras si smentì da solo, fu perfino affascinato dal giovane  23enne, e nel suo rapporto scrisse "Eccezionale soldato: dall'irrefrenabile attività. Ha addosso il "moto perpetuo", un'agitazione fisica che comincia dalla testa e non si ferma nemmeno alle ultime estremità del corpo".

Il rapporto di Barras, così insolito per giudicare un soldato, non poteva essere più fedele al carattere di Napoleone. Era infatti, Napoleone! Questo Barras doveva averlo capito subito! Se ne ricordò poi  -come vedremo più avanti- nella rivolta di Parigi del '95.
E lo capirono anche gli inglesi sloggiati da Tolone a colpi di cannonate. Lo dimostrano le migliaia di caricature satiriche sui giornali  inglesi che presero come bersaglio proprio Napoleone  mentre sparava il cannone dalla cima della fortezza. Non potevano fargli pubblicità migliore. Se era lui l'obiettivo della satira, voleva dire che lo ritenevano un osso duro; del resto un tipo deciso e preciso così,  dietro i cannoni gli inglesi non l'avevano mai visto.

 Napoleone ( il suo professore gli aveva detto di rinunciare alla matematica perchè "non era adatta alle bestie come lui") sfoggiò tutta la sua arte del puntamento e nell'alzo tiro. Dalla fortezza puntando sul mare - lontano alla  fonda, vi erano le navi inglesi -  lui  iniziò a martellarlo costantemente. Colpi precisi, non dispersivi come qualcuno pensava. (leggeremo poi nel '95 la sua diabolica tecnica)
Gli inglesi di fronte alla prospettiva di farsi distruggere l'intera flotta, salparono e non si videro più, mentre  Napoleone iniziarono da questo momento a vederlo in molti, prima in Francia, poi in  tutta Europa.  E di diritto la sua leggenda inizia ad entrare nella "storia perpetua". 

(Vedi anche il 1795 con altri particolari, e la seconda ora (poi si sarà anche  la terza, a Marengo) nel destino di Napoleone)

La liberazione di Tolone fu molta drammatica e cruenta - La persecuzione su chi aveva parteggiato per gli inglesi, si abbatté sulla città come una mannaia. - Dopo la resa della città, la reazione giacobina si scatena. Dal 20/12/1793 al 17/4/1794 verranno massacrate oltre 1100 persone, su di una popolazione di 20.000 abitanti.

25-31 DICEMBRE - L'anno si chiude con il Rapporto di Robespierre sui principi basilari che devono ispirare il governo rivoluzionario. Ma non sa ancora che altri si stanno ispirando ad altri principi, e che la rivoluzione con quest'altra prospettiva divorerà anche lui.

Bibliografia: ADOLPH THIERS - Storia della Rivoluzione Francese - 10 Volumi
Storiologia ha realizzato un CD con l'intera opera - vedi la presentazione qui )
Grazie a Kolimo - http://www.alateus.it/rfind.html
NAPOLEONE, Memoriale di Sant'Elena. (originale)

Storiologia ha realizzato un CD con l'intero MEMORIALE - vedi presentazione qui )

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