RIVOLUZIONE FRANCESE

1807 - GLI EVENTI  di quest'anno
(i link inseriti sono per ulteriore approfondimento)

7-8 FEBBRAIO - Napoleone alla testa delle sue truppe occupa la costa del Baltico attaccando i russi e i prussiani. Due battaglie, due vittorie; una in questo febbraio a Eylau, l'altra, quella decisiva a Friendland il 14 giugno.

MARZO - Dopo Friendland  non restava altro da fare ai russi e ai prussiani che concludere una pace con la Francia.

8 LUGLIO - il TRATTATO di TILSIT poneva fine alla guerra della quarta coalizione e univa in alleanza NAPOLEONE e lo ZAR ALESSANDRO, il quale dietro promessa di una espansione territoriale in Finlandia e in Turchia riconobbe (in questo caso a lui utile) tutti i mutamenti apportati dall'imperatore nell'Europa, occidentale e cedette alla Francia Cattaro, Corfù e le isole jonie.

Dalla pace di Tilsit la carta d'Europa risultò nuovamente trasformata: FEDERICO GUGLIELMO, che accettò il trattato e si sottopose ad una contribuzione di cento milioni, ebbe soltanto la Prussia, la Slesia, il Brandeburgo e la Pomerania; delle sue province occidentali fu formato, insieme con l'Assia Cassel e il Brunswich, il regno di Westfalia, la cui corona fu data a GEROLAMO BONAPARTE; delle province orientali fu costituito il granducato di Varsavia che fu assegnato al Duca di Sassonia, il quale fu elevato alla dignità regale.

Con un articolo segreto del trattato di Tilsit lo Zar si obbligava a chiudere i suoi porti alle navi dell'Inghilterra se questa si fosse ostinata a non voler fare la pace. Era, questa, una condizione che aveva moltissimo interesse per Napoleone, il quale, per vincere l'Inghilterra colpendola nei suoi commerci, fin da 21 novembre dello scorso anno aveva decretato da Berlino il "BLOCCO CONTINANTALE" con il quale ordinava che tutti gli Stati che erano soggetti a lui o alleati chiudessero i porti alle navi inglesi e arrestassero i sudditi e distruggessero le merci della nazione nemica. Com' è noto, l'Inghilterra rispose (il 7 gennaio 1807) dichiarando bloccati tutti i porti che ubbidivano al decreto imperiale e sottoponendo le navi dei neutri alla visita dei suoi incrociatori.
Come risposta Napoleone, da Milano decretò che fossero considerate una legittima preda tutte le navi che avessero accettata la visita degli incrociatori inglesi.

Vittime del blocco continentale furono la Danimarca e il Portogallo. L'Inghilterra, informata che la Danimarca stava per aderire al blocco, mandò l'ammiraglio GAMBIER con una flotta davanti a Copenaghen perché si facesse consegnare tutte le navi danesi. Al rifiuto, la, città fu cannoneggiata dal primo al 5 settembre del 1807, quindi capitolò e gli Inglesi s'impadronirono di tutte le navi e spogliarono l'intero arsenale. Dopo questi fatti la Danimarca come reazione si alleò con la Francia, e la Russia e l'Austria ruppero le relazioni diplomatiche con l'Inghilterra.

GIOVANNI VI di BRAGANZA, Reggente del Portogallo in nome della madre pazza, aveva aderito anche lui al decreto di blocco, ma si era rifiutato di confiscare le proprietà degli Inglesi. Napoleone ordinò al generale JUNOT di invadere il Portogallo e lo Junot, il ....

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7 OTTOBRE del 1807, passò con ventimila uomini la Bidassoa, si unì ad un corpo di soldati spagnoli e marciò su Lisbona che fu occupata il 30 novembre. La famiglia reale, la Corte e parecchi nobili erano già fuggiti con i tesori e la flotta del Portogallo e la sorte di questo stato era stata decisa il 29 ottobre a Fontainebleau con un trattato concluso tra la Francia e la Spagna in cui era stabilito di dividere quel regno in tre parti, di dare la meridionale ad Emanuele Godoi, principe della Pace, la centrale con Lisbona all'impero francese e di assegnare la settentrionale alla Regina d'Etruria come consenso della perdita della Toscana che doveva passare a Napoleone.

Napoleone non poteva lagnarsi in Toscana (Regno d'Etruria) della politica di MARIA LUISA (lei era una Asburgo!), perfino troppo ligia alla Francia; ma lui voleva soddisfare l'ambizione della sorella ELISA sposata BACIOCCHI, cui non bastava il trono di Lucca e ambiva al desiderio di sedersi su quello della Toscana e abitare a Firenze.
Maria Luisa ebbe notizia del trattato di Fontainebleau il 23 novembre dal rappresentante francese Ettore D'Abusson; il...

10 DICEMBRE .... ricevute istruzioni da Napoleone, che la invitava anche ad un incontro a Milano o a Torino, sciolse i sudditi dal giuramento di fedeltà, consegnò il regno al generale Reille e, accompagnata da parecchi cortigiani, prese la via di Bologna, portandosi dietro la salma del re Ludovico, suo marito.

L'imperatore si trovava in Italia da una ventina di giorni circa. Il 21 era giunto a Milano e il giorno dopo aveva assistito ad un Te Deum in Duomo, aveva passato in rivista le truppe del presidio e si era recato a Monza a visitare la viceregina Augusta Amalia; il 25 aveva visitato il Melzi, ammalato di gotta, e il 26 era partito per Brescia con un largo seguito di personaggi, tra cui notiamo il Viceré Eugenio, il Murat, il Berthier e il Talleyrand. Il 29, dopo una breve fermata a Peschiera, era giunto a Verona, dove lo attendevano il re e la regina di Baviera con la principessa Carlotta; quindi era partito il 28 per Vicenza ed evitata Padova ed unitosi lungo la via con la sorella ELISA, nel pomeriggio del 29 era entrato a Venezia, dove il 2 dicembre era stato raggiunto dal fratello Giuseppe.
Dopo Venezia aveva visitato Treviso, Palmanova, Udine, Mestre, Mantova e Cremona e il 15 dicembre aveva fatto il rientro a Milano.

Il 16 Napoleone ricevette una deputazione toscana di cui facevano parte DON NERI CORSINI, il marchese PIETRO TORRIGIANI, il conte GUIDO DELLA GHERARDESCA, il conte GIROLAMO BARDI, il SENATORE IPPOLITO VENTURI, il marchese TOMMASO CORSINI, il banchiere LORENZO BALDINI e i livornesi SPRONI, MASTELLINI, PELLETTIER e MAGGI, i quali pregarono l'imperatore di lasciar la Toscana "Stato Autonomo" sotto un principe napoleonico. Napoleone rispose che l'avrebbe unita al regno italico, ma più tardi divise la regione in tre dipartimenti (dell'Arno, del Mediterraneo e dell'Ombrone) mettendola sotto un governatore francese (il 3 marzo del 1809). Eretta la Toscana in granducato, vi mandò come governatrice, con il titolo di granduchessa, la ambiziosa sorella Elisa.

Il 17 dicembre giunse a Milano l'ex-regina d'Etruria Maria Luisa, che invano scongiurò l'imperatore di lasciarla in Toscana. Partita dall'Italia dopo una quindicina di giorni, essa si recò in Spagna, ma non cinse la corona di Lusitania e visse un po' qua e un po' là, prima a Baiona, poi a Fontainebleau, quindi a Compiègne e da ultimo, nell'aprile del 1809, a Nizza, donde pensò di fuggire in Inghilterra con l'aiuto del livornese GASPARE CHIFENTI; ma non vi riuscì e fu rinchiusa in un monastero di Roma. Dopo il congresso di Vienna, alla Restaurazione ebbe il ducato di Lucca e in questa città mori nel 1824.

Il 20 dicembre Napoleone nominò il figliastro EUGENIO viceré e Principe di Venezia, la figlia di lui Giuseppina Principessa di Bologna e FRANCESCO MELZI Duca di Lodi; promulgò alcuni statuti che modificavano la costituzione del regno e ricevette i tre collegi elettorali, cui fra le altre cose disse: "…Di ritorno fra voi dopo tre anni di assenza, mi compiaccio di osservare i progressi fatti da questo popolo. Ma quante cose restano a farsi per cancellare le colpe dei vostri padri e rendervi degni dei destini che vi preparo. Le divisioni intestine dei vostri antenati e il loro miserabile egoismo, affrettarono la perdita di tutti i vostri diritti. La patria fu diseredata del suo grado, della sua dignità, essa che nei secoli più remoti aveva portato così lontano l'onore delle sue armi e lo splendore delle sue virtù. Italiani, molto ho fatto per voi: farò ancora di più…".

Quattro giorni dopo lasciò Milano e per Pavia si portò ad Alessandria e a Torino. Ad Alessandria trovò una deputazione inviatagli da Parma, la quale città, al pari di Piacenza, governata con leggi francesi, non sapeva ancora qual'era la sua sorte. Parma fu annessa all'impero nel maggio del 1808 e formò un dipartimento, detto del Taro. Due mesi dopo al CAMBACÉRÈS fu dato il titolo di duca di Parma e un po' più tardi a Lebrun quello di duca di Piacenza.
Il 29 dicembre Napoleone lasciò l'Italia e fece ritorno in Francia.

Il TRATTATO di TILSIT aveva posto fine alla guerra della quarta coalizione.
Ma i prussiani dovettero cedere tutti i territori compresi fra l'Elba e il Reno. Nel terriotorio sorge così il regno di Vestfalia e anche qui Napoleone nomina re un suo fratello, Girolamo. Inoltre la Prussia deve restituire i territori polacchi occupati nel 1772. Altra condizione non fornire merci all'Inghilterra e mantenere il rigoroso blocco decretato da Napoleone.
La Russia a sua volta, con lo zar Alessandro, nel trattato di pace riconosce la Confederazione del Reno,  é costretta a rompere l'alleanza con gli inglesi, ed é spinta da Napoleone a dichiarare guerra alla stessa Gran Bretagna. Altra questione quella di spingere la Turchia a fare la pace con la Russia. 
Le intenzioni di Napoleone sul Mediterraneo orientale sono riportate nelle pagine del Trattato di Tilsitt

Francia e Spagna (quella non ribelle) con un trattato firmato a Fontainebleau si sono alleate per punire il Portogallo che non ha rispettato il blocco delle merci. E' invaso a novembre, la famiglia reale é costretta a fuggire in Brasile: segue la spartizione del Portogallo, ma il clima antifrancese in Spagna seguita a registrare rivolte e insofferenze in molte città occupate e sottomesse.

LE VITTORIE DI NAPOLEONE, stanno modificando l'intera Europa, ma anche inquietandola. C'é chi ha timori che Napoleone miri a conquistare tutta l'Europa instaurando un regime dittatoriale, e chi invece é soddisfatto di come vanno le cose; con tempismo e opportunismo molti salgono sul carro del vincitore per riceverne i benefici, che Napoleone distribuisce a piene mani. Del resto le conquiste napoleoniche sono tante, e le annessioni di territori e le confische d'immobili ai nobili e alla Chiesa sono sterminate.

Napoleone sta dunque creando una nuova nobiltà. La grande borghesia è ora la classe dirigente. Qualche nobile senza macchia fuggito all'estero viene invitato a tornare, ma é una operazione di facciata. Si fanno ritornare solo quelli che si adeguano al regime, e serve soprattutto per far vedere che c'è molta magnanimità. Naturalmente di questi voltafaccia ce ne sono in quantità, pur di conservare terre, castelli e benefici vari.
Il sistema poggia ormai su un regime che si é dotato di un forte apparato poliziesco che opera con la delazione, la censura della stampa e non tollera le critiche. Che sia tutta opera di Napoleone non è accertato, molti operano con proprie iniziative, spesso anche contro le direttive di Napoleone stesso. Ognuno cerca di ricavarsi una fetta di potere autonomo in caso di rovesci.
Quando finirà l'epoca napoleonica, conteremo alla fine 31 duchi, 451 conti, 1500 baroni nominati da Napoleone per i più disparati motivi. Al primo posto sempre il servilismo più osceno.
Nella stessa Confederazione del Reno, sotto il protettorato di Napoleone, erano stati scelti 16 principi che dovevano avere una sola qualità, quella di essere capaci di riuscire (con qualsiasi mezzo) a fornire un contingente di uomini per l'esercito di Bonaparte, in compenso potevano incamerarsi le piccole signorie dentro i loro domini esautorando i precedenti nobili, ridotti a mendicare o a emigrare per non correre ulteriori rischi anche con la vita.

Alcuni dei nuovi "padroni", nell'insediarsi,  non   rispettarono di certo i diritti dei cittadini, né usarono riguardo per i loro pari. Valse la "legge della jungla", dell'arroganza del "vincitore", spesso senza meriti.

C'era inizialmente l'ambizione di introdurre un diritto moderno, tante dimostrazioni di aver superato il feudalesimo diffondendo idee liberali. Ma poi la necessità di concentrare in così breve tempo territori che erano da secoli divisi o frazionati (in Germania c'erano 112 staterelli e 350 signorie; alcuni risalivano a Ottone, anni 912-973) portò a ricostituire alcune grandi gerarchie che assomigliarono proprio a quelle feudali.

C'è da dire però che da una parte tutto questo ha poi in seguito favorito il nazionalismo tedesco. Ma stiamo parlando di adesso e purtroppo  in questo periodo così caotico non sempre uomini onesti, capaci, imparziali messi improvvisamente nelle alte cariche dello Stato gestirono bene il territorio. Con la conseguenza che chi doveva guidare il "nuovi"  paesi e controllarli, guardando solo gli interessi, ha approfittato della sua posizione, ha calcato la mano, innescando così il malcontento, le ostilità,  infine l'odio.

Infatti molti nuovi governanti  non hanno lesinato ai vinti  l'umiliazione. E molti  hanno favorito il contrabbando, diffuso la corruzione, alimentato a proprio vantaggio il mercato nero (aggirando i blocchi voluti da Napoleone - addirittura perfino suo cognato e suo fratello)

Con il Blocco Continentale, non sempre rispettato da alcuni Stati e Staterelli, Napoleone usa il pugno di ferro, ma non basta, è già in atto una disgregazione. Proprio a Milano quest'anno un altro decreto inasprisce i provvedimenti per chi viola la consegna. Gli Stati ribelli Bonaparte li fa occupare dall'esercito. Quest'anno è toccato al Portogallo; il prossimo toccherà alla Toscana poi a Roma (ribelle il Papa), fra due anni toccherà all'Olanda, e nel 1810 alla Germania settentrionale.
Mentre la Russia di Alessandro, pur alleata di Napoleone, volutamente o no (spera  in una futura alleanza con gli inglesi) non vuole rinunciare alle lucrose tasse doganali sul Baltico bisto che ha ottimi e nutriti scambi commerciali con l'Inghilterra.
Dunque sta già fallendo sul nascere la creazione di una Grande Europa napoleonica. Costruita su basi nazionali, da quest'anno l'Europa sta trasformandosi in Stati familiari, stati vassalli o alleati; ogni "nuovo" nobile ha le sue ambizioni personali, e sono tutti pronti a riciclarsi nel caso vada male (come in seguito in realtà accadrà).
Napoleone sembra quasi costretto dagli inglesi a fare continuamente concentrazioni, spesso troppo improvvisate, dove non basta più la potenza personale, nè la repressione, e neppure  l'occupazione dei territori.

Sono proprio questi elementi che non scoraggiano gli inglesi. Anzi sono stimolati proprio da questi fatti a resistere e ad organizzarsi meglio, aspettando il momento favorevole che non può - affermano - tardare molto.
Sono i comandanti a decidere una guerra, ma a combatterla ci devono essere anche dei soldati motivati, e non raccattati negli staterelli con il terrore. Spesso combattendo da una parte della barricata, poi l'anno dopo, dall'altra parte, spesso in un paese che neppure conoscono oppure che prima erano in buoni rapporti. Le unioni hanno messo insieme popolazioni insofferenti una dell'altra, mentre alcune divisioni hanno separato perfino i parenti.

Le stesse armate di Napoleone sono ormai composte in maggior parte da soldati provenienti da stati assoggettati, che sono costretti a fornire al Bonaparte grandi contingenti di uomini ricorrendo alla coscrizione obbligatoria. Inutile soffermarsi su quale tipo di condivisione di intenti potevano avere queste truppe; e quale efficienza operativa.

Alla prossima Campagna di Russia, su 600.000 uomini, solo 100.000 erano francesi, fra l'altro anche questi non abbastanza motivati, essendo una guerra che non solo non capivano loro, ma nemmeno i loro generali, e molti - anche i più fidati- cambiarono in piena campagna la bandiera, o non s'impegnarono nelle ostilità, o addirittura si schierarono contro Napoleone. (ci arriveremo nei dettagli, più avanti)

ALTRI FATTI NEL CORSO DELL'ANNO


*** SENEFELDER inventa LA LITOGRAFIA usando particolari pietre della Baviera, molto tenere e ideali per il mordente (l'acido nitrico) che é usato in questa tecnica di stampa per la riproduzione in serie di disegni e dipinti.

*** WEDDCWOOD inventa e fabbrica la prima CARTA CARBONE

*** DALTON lui stesso daltonico scopre il DALTONISMO

*** HERSCHELL scopre i raggi INFRAROSSI E ULTRAVIOLETTI
*** WOLLLASTON scopre il RODIO, il PALLADIO, il PLATINO
*** LUSSAC, scopre il BORO; DAVY, il BARIO.
*** A MILANO si vara il grande piano urbanistico concepito e voluto da Napoleone, che trasforma la città.
*** Sul fiume Hudson entra in servizio il primo battello a vapore. E' il Clermont, progettato e costruito da ROBERT FULTON.
***  Nel 1807 e sino al 1811 viene stampata un'opera del grande filosofo I. KANT "Geografia fisica" in sei volumi, Milano, Silvestri,1807-11. -  In tale opera viene descritta l’importante ipotesi sull’origine del Sistema solare ripresa poi matematicamente da Laplace, e tuttora ritenuta in gran parte corretta.
***  GOETHE compone il romanzo Le Affinità elettive.

*** UGO FOSCOLO pubblica a Brescia I sepolcri.

Bibliografia:
ADOLPH THIERS - Storia della Rivoluzione Francese - 10 Volumi
Storiologia ha realizzato un CD con l'intera opera - vedi la presentazione qui )
R.CIAMPINI, Napoleone, Utet, 1941
EMIL LUDWIG Napoleone, Mondadori, 1929
NAPOLEONE, Memoriale di Sant'Elena (prima edizione (originale) italiana 1844)
Storiologia ha realizzato un CD con l'intero MEMORIALE - vedi presentazione qui )
E un grazie al sig. Kolimo dalla Francia - http://www.alateus.it/rfind.html

 

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