RIVOLUZIONE FRANCESE

1814 - GLI EVENTI  di quest'anno
(i link inseriti sono per ulteriore approfondimento)

NAPOLEONE DESTITUITO

COSA RESTAVA
DELLE IDEE DI NAPOLEONE ??

Iniziamo con una panoramica generale sull'anno

NAPOLEONE dopo la sconfitta a Lipsia, e  il rientro a St. Cloud, il 1° GENNAIO, a Parigi, riceve i grandi corpi dello Stato: inveisce contro il Corpo Legislativo, che aveva ripreso non solo una opposizione sguaiata, ma stava conducendo una campagna denigratoria del buon nome suo e della Francia.

L'attacco alla Francia intanto è iniziato già il 21 dicembre dello scorso anno (1813). Schwarzemberg ha varcato il Reno tra Basilea e Sciaffusa: Ha atteso a Francoforte che l'Armata di Boemia iniziasse il movimento, poi è avanzato, su tre direttrici: Coblenza, Magonza e Mannheim. E anche se la sua ala destra è respinta a Colmar (24 dicembre 1813)  riesce il 1 gennaio di questo 1814 ad occupare Ginevra con l'ala sinistra e a proseguire.  Il 4 gennaio di quest'anno occupa Vesoul e Besançon Blücher. 
Bernadotte, che ha in riserva le truppe inglesi, invade invece il Belgio, ponendo fine al Regno di Westfalia.  Inizia quindi il blocco di Anversa.


25 GENNAIO ....
Napoleone lascia la capitale e si reca a Châlons-sur-Marne, per iniziare la campagna questa volta in difesa della Francia. Cerca di raggiungere Troyes prima del nemico.

27 e 29 GENNAIO .... La prima mossa è l' attacco contro Blücher, nel tentativo di impedire la ricongiunzione di Schwarzenberg e di Brienne,
A St Dizier i Francesi speravano di sorprendere il grosso delle forze di Blücher, ma si trattava invece della retroguardia costituita da soli 2000 cavalieri russi, che vengono facilmente sconfitti. (Battaglie di St. Dizier)
.

Napoleone tenta nuovamente di sorprendere l'armata di Blücher, che si è divisa in due parti dopo la giornata di St.Dizier, durante l'attraversamento dell'Aube e prima della ricongiunzione con le forze di Schwarzemberg, ma Blücher, che ha catturato un portaordini, venendo così a conoscenza del piano francese, si ritira su Brienne dove viene comunque attaccato il ....
29 GENNAIO ..... I Francesi, privati della sorpresa, ottengono una vittoria limitata, e permette al grosso delle forze nemiche di disimpegnarsi e di ritentare il ricongiungimento con l'Armata di Boemia.

Il 1° FEBBRAIO Napoleone deve affrontare le forze nemiche. Col centro del suo schieramento tra la Marna e la Senna Napoleone aveva cercato ancora una volta di impedire il ricongiungimento delle armate nemiche di Slesia e di Boemia; attacca il castello di Brienne, dove si è nuovamente installato Blücher, ma questi si disimpegna e si ritira a Trannes, riunendosi così per la prima volta alle truppe di Schwarzemberg. Ma Napoleone, che non è stato informato dell'avvenuta ricongiunzione delle due armate nemiche, insegue avventatamente Blücher.

1-2 FEBBRAIO ... La superiorità numerica consente agli Alleati di prendere l'iniziativa, attaccando i Francesi a La Rothière. (Battaglia di La Rothiere). Qurantamila Francesi sostengono l'urto di ben 160.000 avversari. Il piano di Blücher è di fissare lo schieramento francese al centro e di svolgere una manovra di aggiramento alle ali. Napoleone, al centro, resiste all'urto ma il Maresciallo Marmont, che comanda l'ala sinistra, cede. I Francesi sono quindi costretti a ritirarsi per evitare l'accerchiamento, attraversano l'Aube col favore delle tenebre ma contano 6000 caduti, 2000 prigionieri e la perdita di 60 cannoni. 
Confortati dal successo, gli Alleati dividono nuovamente le loro forze: Blücher avanza verso Parigi lungo la Marna, Schwarzemberg lungo la Senna.

Approfittando di alcune incertezze, Napoleone infligge qua e là alcune sconfitte di alcuni reparti quasi isolati durante la marcia nella Marna e Senna..
Riposizionate le proprie forze su Troyes, l'Imperatore si rivolge ancora conto l'Armata di Slesia. Informato del fatto che le truppe di Blücher, in marcia verso Parigi, sono profondamente distribuite lungo la carreggiabile tra Châlons-sur-Marne e Meaux, egli decide di sorprenderle in tale situazione, percjè impreparate alla battaglia. Parte il....
9 FEBBRAIO ....da Nogent-sur-Seine con 30.000 uomini, diretto a Nord. 
Prende contatto con i 5000 Russi di Olsuvief nello stesso giorno, a sud di Champaubert.

11 FEBBRAIO .... attaccato alle ali dalla cavalleria francese, Olsuvief viene catturato e perde 4000 uomini, contro i 200 caduti francesi.
Napoleone si dirige poi verso Montmirail, dove riesce a separare i Prussiani di Yorck e i Russi di Sacken, battendo i Russi, che sono costretti a ritirarsi.
Il giorno successivo, presso Château-Thierry, attacca i Prussiani di Yorck. La cavalleria nemica cede all'urto di quella francese e della Guardia, ma, grazie al sacrificio della retroguardia prussiana, il grosso riesce a mettersi in salvo al di là della Marna, facendo saltare il ponte di Château-Thierry.

14 FEBBRAIO ...l'Imperatore accorre in soccorso di Marmont, attaccato da Blücher e sorprende 20.000 Prussiani a Vauchamps; le perdite dei Prussiani sono minime (700 uomini), in quanto essi riescono a ritirarsi col favore di avverse condizioni atmosferiche, ma perdono le salmerie e 16 cannoni.
Avendo momentaneamente interrotto l'avanzata di Blücher lungo la Marna, Napoleone, per arrestare anche l'avanzata nemica lungo la Senna, attraversata ormai dall'Armata di Boemia in tre punti, attacca nuovamente Schwarzemberg.

16 FEBBRAIO ...Mormant e i corpi d'armata dei generali Victor e Gérard attaccano le avanguardie del corpo d'armata di Wittgenstein e catturano 2000 Russi. Nello stesso giorno, a Nangis il Corpo bavarese comandato da de Wrede viene sconfitto dai Dragoni francesi.

18 FEBBRAIO .....L'Imperatore attacca il nemico a Montereau . Espugna le alture che dominano la confluenza della Senna e dello Yonne, fa piazzare delle batterie, aggiusta egli stesso il tiro dei cannoni e comanda il fuoco. 
Il grosso dell'Armata di Boemia non accetta il combattimento, lascia il compito di retroguardia al corpo d'armata comandato dal Principe di Wittgenstein e si ritira prima sull'abitato di Montereau, che viene bombardato e preso d'assalto dai Francesi, poi su Troyes.
Contrariamente alle speranze di Napoleone, non è stato possibile infliggere una sconfitta definitiva all'armata di Schwarzemberg, che viene inseguito dalle avanguardie francesi

Napoleone scatena allora una nuova offensiva contro Blücher, che ha riordinato le proprie forze e ripreso l'avanzata su Parigi.

22 FEBBRAIO ....a Méry, il Gen. Oudinot batte l'avanguardia dell'Armata di Slesia, al comando di Yorck. 
Napoleone oltrepassa l'Aisne a Berry-au-Bac e attacca in forze Blücher, che si rischiera sull'altipiano di Craonne, al di là dell'Aisne. I Prussiani tentano una manovra avvolgente con 11.000 cavalieri, ma Napoleone, il ....

7 MARZO ...li attacca rapidamente al centro, vanificando il tentativo di aggiramento e togliendo ad esso ogni sostegno.
Contemporaneamente all'attacco frontale i Francesi tentano una manovra avvolgente verso Nord, per tagliare la ritirata al nemico, ma senza successo. I prussiani riescono a porsi in salvo e a ripiegare su Laon. Qui si ricongiungono con le forze di Bernadotte e Blücher che possono disporre quindi di circa 100.000 uomini, mentre i Francesi sono in tutto 30.000.

Nel frattempo sul Fronte meridionale, il Maresciallo Soult, che per due mesi ha tenuto testa di fronte a Bayonne alle truppe del Wellington, è stato costretto ad abbandonare la linea dell'Adour il 27 febbraio 1814, giorno della Battaglia di Orthez. Assalito da Est dalle truppe di Wellington, che intendono snidarlo da Bayonne, egli deve ritirarsi verso Tolosa per il cedimento della sua ala destra. La ritirata avviene nel massimo ordine e le forze vengono ben presto riorganizzate. 
Durante la ritirata Soult viene nuovamente sorpreso da Wellington, che risale la riva destra del fiume, ad Aire-sur-Adour ed è costretto a ritirarsi ancora (2 marzo 1814).
Nella prima Battaglia di Tarbes, il 2 marzo, i Francesi si prendono la rivincita, sbaragliando i Portoghesi del generale d'Acosta.

9 - 10 MARZO ...
A Laon,
Napoleone cerca ancora lo scontro: il primo giorno l'avanguardia, comandata da Marmont, è sconfitta dai prussiani di York, il giorno successivo, dopo quasi due giorni di combattimento, Napoleone si ritira verso Soissons e poi verso Reims.....
Dopo soli tre giorni, tuttavia, egli riesce a cogliere l'ultima vittoria: a Reims, il....

13 MARZO ... poi con 8000 uomini affronta 15.000 Russi, comandati dall' "emigrato" francese Saint-Priest, che combatte contro il proprio paese (!!!) Napoleone ne mette fuori combattimento 6000, mentre le perdite francesi sono di soli 700 uomini. 
Blücher, in un suo proclama agli abitanti dei territori occupati, aveva minacciato di morte coloro che avessero dato sostegno all'Impero, e Napoleone risponde con un proclama che invita i Francesi alla resistenza e stabilisce una rappresaglia nella misura di uno a uno per ogni cittadino francese messo a morte dagli Alleati:

Nel tentativo di arrestare l'avanzata dell'Armata di Boemia su Parigi anche i marescialli Marmont e Mortier si scontrano con la cavalleria nemica all'avanguardia, presso Fère-Champenoise, il ....
25 MARZO ..... ma sono costretti a ritirarsi dall'arrivo di rinforzi nemici. Anche l'arrivo della retroguardia francese al comando di Macdonald, composta da reclute al comando del generale Amey e dalla Guardia Nazionale, comandata da Patchod, non basta a ristabilire le sorti della battaglia. I giovani coscritti e gli anziani soldati della Guardia Nazionale rifiutano la resa e preferiscono combattere fino alla fine.
La strada di Parigi è ormai aperta: il luogotenente dell'Impero Giuseppe Bonaparte e il generale Clarke dispongono di soli 42.000 uomini per l'ultima difesa della Capitale, che si svolge prevalentemente a Nord. Nel frattempo Marmont e Mortier hanno perso 9000 uomini.

31 MARZO ....gli alleati della coalizione entrano a Parigi, Alle due del mattino  Marmont firma la capitolazione della capitale. Cedendo alle manovre di TALLEYRAND il senato dichiara decaduto Napoleone.
2 APRILE - Napoleone parte per raggiungere Parigi.

6-8 APRILE - Ritirandosi lentamente sotto la minaccia degli Inglesi che avanzano Soult viene attaccato alle porte di Tolosa il 10 aprile. E' l'ultima battaglia della campagna. Ma 54.000 Inglesi, Spagnoli e Portoghesi attaccano ancora 36.000 Francesi, che perdono 3000 uomini contro i 4500 degli Alleati.
Sui campi di battaglia si combatte ancora, perchè non è ancora arrivata la notizia dell'abdicazione di Napoleone di due giorni prima (il 6). Fatta con 4 semplici frettolose righe, quasi uno scarabocchio....


Traduzione del contenuto dell'atto di abdicazione:
"Avendo le Potenze Alleate proclamato che l'Imperatore Napoleone era il solo ostacolo al ristabilimento della pace in Europa, l'Imperatore Napoleone, fedele al suo giuramento, dichiara che rinunzia per sé e pe' suoi eredi ai troni di Francia e d'Italia, e che non vi è sacrificio personale, perfino quello della vita, che non sia pronto a fare all'interesse della Francia".



6 APRILE ....Napoleone a Parigi é già stato indotto ad abdicare per sé e la propria famiglia ai troni di Francia, ed accettare l'esilio all'Isola d'Elba.
Il Regno d'Italia non crolla con l'abdicazione di Napoleone del 6 aprile, ma continuerà a difendersi dal nemico fino al 23 aprile 1814, quando il principe Eugenio, contro la volontà dei militari italiani, firma la convenzione di Mantova.

Il 20 APRILE Napoleone si congeda dalla Guardia Imperiale; si mette in viaggio per l'Isola d'Elba.
Il 4 MAGGIO arriva a Portoferraio.
Con il successivo Trattato di Fontainebleau del 3 GIUGNO ottiene il principato dell'isola d'Elba e una rendita vitalizia di due milioni di franchi all'anno.

Inizia il suo esilio

Sul trono di Francia sale LUIGI STANISLAO SAVERIO di BORBONE, il fratello del re ghigliottinato, col nome di LUIGI XVIII. Quasi subito, il....
4 GIUGNO ...su consiglio di TALLERYRAND il nuovo sovrano emana una nuova Costituzione, che pur se ispirata a quella inglese  non é una espressione della volontà della nazione, ma tipicamente feudale, Segna il ripristino del potere monarchico. Il ritorno al passato con in più il rancore verso tutti e tutto.

ALLA BATTAGLIA DELLE NAZIONI;  oltre che le altre nazioni, "a combattermi - dirà amaramente Napoleone- c'era anche la stessa Francia: "le figlie si sono rivoltate contro la madre che le ha formate!" ..."mi sembravano degli stranieri in patria" (Memorie)

Nazioni, nate tutte dallo stesso travaglio, dalla scossa che Napoleone ha dato alla coscienza delle nazioni stesse. Alle monarchie (dentro la quale si è sviluppata all'interno una nuova classe dirigente, la borghesia, il Terzo Stato, che ha ormai l'ambizione di esprimere e fare suoi i movimenti dell'opinione pubblica) diventa ora possibile compiere la manovra inversa, mettersi cioè alla testa dei movimenti nazionali, e dirigere contro Napoleone le forze che questi aveva suscitate, prima con i diritti dell'uomo e del cittadino, poi con il  livellamento di quelle coscienze nazionali (non solo in Francia) che si erano ridestate durante le guerre della rivoluzione e dell'impero.

Il 1814 (il prossimo anno vedremo invece solo l'ultimo atto) é la data convenzionale che pone termine alla grande rivoluzione bonapartista, ma é anche l'inizio di un'altra rivoluzione e di quel processo risorgimentale che presto inizierà anche in Italia.
Dopo la dissoluzione dell'Impero Napoleonico,  l'immediata restaurazione delle monarchie  esautorate dai "venti" repubblicani, torneranno a dominare diventando ancora più conservatrici, più repressive e più arroganti di prima,  utilizzando le stesse "armi" di Napoleone: usando il popolo.
Fecero esplodere la rivolta degli spiriti contro la predominanza della Francia di Napoleone; ed é curioso che sia in Francia, in Prussia, in Austria, Russia, Italia e in Inghilterra si servono tutti della stessa parola: Soulevement -rivolta! "Rivolta contro Napoleone"!

Ma il popolo non era più lo stesso!  Acclamarono ora, ma la Restaurazione non poteva farsi tante illusioni. I popoli guidati dai ricordi ancora vivi di un passato glorioso,  insorsero (i cento giorni del prossimo anno) contro Napoleone senza tanto riflettere, perchè ormai un ritorno alla monarchica  non era più possibile. Ma questo la monarchia lo capì solo dopo trent'anni.

In APRILE con la caduta di Napoleone, l'Austria rioccupa Milano e proclama l'annessione della Lombardia e del Veneto all'Impero austriaco. VITTORIO EMANUELE I di Savoia riprende possesso del Piemonte e restaura integralmente l'ancient regime.

FERDINANDO di   BORBONE ritorna a Napoli. MARIA LUISA d'Austria su Piacenza, Parma e Guastalla. PIO VII ritorna sul trono pontificio e  ristabilisce l'ordine dei gesuiti, il tribunale dell'Inquisizione, a Roma rimette in funzione la ghigliottina che funzionerà fino al 1865.


Anche in Spagna re FERDINANDO riprende possesso del trono, ripristina il passato regime, reintroduce i privilegi della nobiltà e della Chiesa, rimette in funzione l'Inquisizione, ed elimina la costituzione democratica. Ritorna la repressione, quella che resterà purtroppo per una intera generazione (e in alcune anche due)  nelle nazioni d'Europa con aspirazioni civili e democratiche.

In OTTOBRE a Vienna si apre il Congresso dei "vincitori", (VEDI IL CONGRESSO DI VIENNA) per dare un nuovo assetto all'Europa dopo la tempesta napoleonica. 
Ma i contrasti non mancano fra inglesi austriaci russi e prussiani. Ognuno ha il suo metodo per schiacciare o cavalcare le ribellioni, che sono nell'aria, pronte ad esplodere, e nuovamente a travolgere ogni cosa. A Vienna paradossalmente tutti vogliono dividere l'Europa "francese", ma nello stesso tempo sembra che nessuno sia in grado di tenere unito il proprio Paese.

METTERNICH suo malgrado (per quanto gli accadrà anche a lui nel '48) era già stato profetico l'anno prima (e non poteva fargli a Napoleone miglior complimento): "Se Napoleone   non viene in aiuto ai governi con misure del tutto contrarie a quelle che finora sono state la base della sua politica, questi finiranno col non poter reprimere l'impulso che ricevono dai popoli, e la questione vera non é sapere se essi saranno o non saranno in grado di reprimere il movimento dei popoli: la questione verà é come sollevare le popolazione stesse, mettersi alla loro testa, e bandire la crociata contro le guerre d'indipendenza. Bisogna trarre partito da questa rivolta degli spiriti".
Cioè utilizzarla a proprio beneficio. Insomma usare ingannevolmente la stessa tecnica che ha adottato Napoleone. Ma non era Napoleone !!

Ecco cosa dirà pochi anni dopo il Duca di Modena Francesco IV  a Verona nell’ottobre-dicembre 1822, al Congresso degli Stati Europei per stroncare ogni altra velleità liberale del popolo, dopo quel "sapore di libertà" provata nel periodo napoleonico, da Metternich chiamata "rivolta degli spiriti; "dovremmo sfruttare ora a nostro vantaggio, mettersi noi alla loro testa". 

Non dimentichiamo che  METTERNICH nella Restaurazione é e diverrà il maggior esponente del conservatorismo europeo, lui a rafforzare il dispotismo asburgico; fino a quando la nuova rivoluzione parigina venne a sconvolgere il suo "grande" sistema e anche la sua stessa Vienna. E proprio alla rivoluzione di Vienna del 1848 venne il suo turno; la "rivolta degli spiriti" travolse anche lui. Gli Asburgo lo misero alla porta. La sua crociata fallita !!

Quando a Parigi nel 1840 tornò Napoleone in cenere, molti si accorsero che sotto quelle ceneri c'era un fuoco vivo, capace nuovamente di incendiare tutta l'Europa. E ogni cittadino europeo prese simbolicamente un pezzo di quei carboni ardenti purificatori e lo tenne acceso per tanti anni, spesso  bruciandosi, cadendo sotto un altro fuoco: sotto quello dei plotoni di esecuzione.

Non solo l'Italia, ma anche molti altri Stati Europei, dopo le lacerazioni interne della guerra, si ritrovarono in questi anni in condizioni di arretratezza sia economica che culturale pietose; alcuni Stati, nonostante tutto, con sovrani più illuminati riusciranno a decollare anche nella Restaurazione,  mentre altri, legati a conformismi o anche perché incapaci, non riusciranno ad adeguarsi nonostante la ostinata volontà e le sollecitazione dei cittadini anche moderati; e altri ancora non si posero nemmeno il problema, né avvertirono l'esigenza di attuare delle riforme democratiche, a dispetto delle crescenti agitazioni liberali che stavano scuotendo l'interno dei propri Paesi.

E uno di questi paesi, era l'Italia, che per conquistare queste libertà pagò con il sangue dei suoi migliori figli  per molti anni ancora.
In Italia la restaurazione fu portata avanti non solo dall’Austria, ma anche dai Savoia, dai Borbone e dallo Stato pontificio (che non si pose il problema di come reprimere, quando - proprio lui - ripristinò anche la ghigliottina per i patrioti, tutti considerati rinelli.
Poi ristabilì l’ordine dei gesuiti, chiese ai governi che l’istruzione pubblica fosse restituita al monopolio delle scuole confessionali, ottenne che ogni attività culturale fosse sottoposta a preventiva censura ecclesiastica, che la stampa e la diffusione di opere proibite dalla Congregazione dell’Indice venissero perseguite dal potere giudiziario come reati civili; infine soppresse il codice napoleonico e ricostituì il tribunale dell’Inquisizione.

VITTORIO EMANUELE I, piuttosto che concedere la Costituzione ai rivoluzionari del 1821 (data sconsideratamente dal nipote Carlo Alberto in sua assenza) preferirà abdicare a favore del fratello CARLO FELICE. E più reazionario di lui in Italia non c'era nessuno.

Infatti, da questo momento, nonostante la caduta di Napoleone, in alcuni Stati le mobilitazioni civili manifeste o segrete, imprimono una svolta decisiva e danno una precisa fisionomia ai loro Paesi.
Voltaire e Rosseau filosoficamente e Napoleone con l'azione, avevano insegnato alla collettività la "volontà generale" capace di fortificare nel popolo le virtù patriottiche e la caparbia risolutezza per esigere i diritti civili e per reclamare  - mettendo a repentaglio anche la vita -  libere scelte politiche e religiose.
Sono speranze che irrompono in Italia e in Europa prima ancora che Napoleone esali l'ultimo respiro a Sant'Elena. I fermenti, le insurrezioni, i moti rivoluzionari, iniziano proprio nel 1820. Il seme stava appena germogliando.
Del resto, proprio Napoleone a Sant'Elena, appena sette giorni dopo che vi era giunto in esilio (20 ottobre 1815) non aveva dubbi: scriveva nelle sue Memorie "Quale gioventù é mai questa che io lascio?! Essa é nondimeno opera mia! Ma basterà una fenerazione, poi questa vendicherà abbastanza gli oltraggi ch'io soffro, colle chiare opere che da essa usciranno".
Il 1848 era ancora lontano, ma la pagina era già stata scritta!

Molte erano state le novità in alcuni Paesi nell'ultimo periodo napoleonico: obbligo severo nella scolarizzazione per non avere un popolo ignorante, terre a riscatto ai contadini, abolizione delle servitù della gleba, istituzione del Catasto immobiliare per il giusto prelievo delle risorse economiche necessarie ai servizi sociali, grandi lavori nelle infrastrutture, esautorazione del clero in molte istituzioni civili, soppressione delle loro grandi proprietà che (loro esenti su tasse), nessun impedimento al giusto libero mercato, e tante altre disposizioni contenute nelle Leggi napoleoniche; quelle che sono ancora oggi il vanto di molte democrazie occidentali, e che le hanno inserite nelle loro Costituzioni.

Casi esemplari di sovrani illuminati e riformatori non erano mancati in Europa; in Francia come in Austria, in Italia LEOPOLDO II (1747-1792 - figlio di Maria Teresa d'Austria) arciduca in Toscana era uno di questi! Rimpiazzando lui i Medici che si erano estinti, nei suoi 25 anni di regno Leopoldo ai fiorentini, non fece rimpiangere perfino il migliore periodo mediceo .
Leopoldo, aveva abolito tutte le corporazioni cittadine, innescando lo spirito d'impresa e favorendo l'economia di mercato aperta. Aveva uniformato il sistema doganale, creato un apparato burocratico più agile, dato grande spazio alle forze economiche della provincia (e non certo come nella Venezia dei Dogi, nell'entroterra).
Fra tante altre riforme (riforma leopoldina) alcune avevano reso l'amministrazione della giustizia snella, obiettiva, d'avanguardia, umana; fu infatti, il primo sovrano d'Europa ad abolire la tortura e la pena di morte, la Toscana fu il primo "regno civile" fra i tanti regni d'Europa che poteva vantarsi di essere uno "stato civile". (buon sangue rinascimentale non mentiva! e a quello Leopoldo non si sottrasse)
Erano del resto tutti interventi riformatori calati nella realtà dei tempi e introdotti da Leopoldo con intelligenza, gradualmente, per evitare o almeno limitare le forti opposizioni conservatrici. Così illuminate queste sue riforme da restringere perfino il potere dello stesso sovrano, cioé, se stesso.

Tutto questo era  dunque già presente in Italia prima della Rivoluzione francese, prima della caduta delle duecentocinquanta teste coronate d'Europa, prima di Napoleone  e con Napoleone, e anche dopo la restaurazione. Naturalmente in alcuni Paesi ci furono molti contrasti; i molti interessi di casta e le presunzioni clericali, annullarono quasi tutte le conquiste; si ritornò all'oscurantismo culturale, economico e sociale e per finire anche in quello religioso. Fu infatti, subito ripristinata l'Inquisizione e la pena di morte; altro che "dignitas hominis" !!! e
DICHIARAZIONE DIRITTI DELLUOMO !!!!!).

Il politico mancava del tutto. Si ritornò al volto reazionario di una monarchia che soffocava con ogni mezzo le aspirazioni autonomistiche dei popoli soggetti, che si erano, con il "vento" della rivoluzione bonapartista, soltanto illusi. Ma non c'era da disperare, Napoleone fu sempre presente, anche se era stato sconfitto sul campo. Sei anni di esilio furono più fecondi di venti anni di battaglie.
I semi messi sull'Europa da Napoleone germoglieranno e daranno i frutti molto tardi, ma li daranno. La spada delle libertà che aveva impugnato, anche se poi la stessa si rivolse contro di lui, aveva insegnato agli uomini a diventare cittadini e soldati, li aveva chiamati ad una nuova coscienza, ad una nuova dignità: la dignità dei Popoli e delle Nazioni.

Peccato che molti hanno scritto su Napoleone ma pochi hanno letto Napoleone. Gli storici italiani, scrittori e pensatori,  tutti presi dal successivo Risorgimento ("la gioventù che io lascio, è mai questa???") non si sono molto occupati di Napoleone, anche se le vicende della Cisalpina, della Repubblica italiana, e del Regno Italico, furono quelle che ispirarono il corso degli eventi della  storia d'Italia. 
Il monumentale "Memoriale di Sant'Elena" non a caso fu stampato ("per pochi") proprio a Torino dalla tipografia Fontana nel 1844. Sotto Carla Alberto. Ma non dimentichiamo che Carlo Alberto era stato un cadetto di Napoleone; ed era quel giovane ribelle che nel 1821 anche se non aveva ancora ereditato il trono concesse la Costituzione durante i
MOTI PIEMONTESI con lui connivente. Ed anche se non aveva la passione di leggere libri, siamo sicuri che divorò quelli che leggeva Napoleone, e assimilò il loro contenuto. E altrettanto avevano fatto tutti i liberali piemontesi.

Paradossalmente il pungente VINCENZO GIOBERTI (filosofo, politico, tardivo sacerdote, neoguelfista papale) occupandosi spesso di Napoleone, nelle sue pagine del Primato politico e morale degli italiani, non lascia passare occasione per esprimere su di lui il proprio sdegno (ma molto di più lo fa nella sua Storia della Filosofia, che fa uscire  nello stesso anno in Svizzera)  ma nello stesso tempo lo ha sempre presente nel pensiero, ne è costantemente affascinato; mirabili pagine che ci indicano come nessun altro, come Napoleone ha influito sul pensiero europeo e italiano. La migliore analisi su Napoleone - e anche per capire il suo genio - resta proprio quest'opera denigratoria scritta da Vincenzo Gioberti, che prese dalle Memorie quello che gli era utile, il resto se lo tenne per sè, odiandolo e amandolo. Ma citandolo mille volte nelle sua pagine lo rende ancora più grande, forse perche a impugnare la penna e alle spalle aveva il fantasma di Napoleone.
Chi ha invece la fortuna di leggere le  Memorie di Sant'Elena, conoscerà oltre che il genio, il Napoleone uomo amareggiato, anche il Napoleone politico chiaroveggente, e scoprirà che i suoi problemi sono ancora i nostri; noi ancora oggi nel 2000, cerchiamo in Europa ancora quelle soluzioni politiche che Napoleone aveva iniziato a indicare chiaramente nelle sue riflessioni-considerazioni.

"In Europa si contano più di 30 milioni di Francesi, 15 di Spagnoli, 15 di Italiani, 30 di tedeschi...Di ciascuno di questi popoli io avrei voluto fare un unico grande corpo nazionale... Si avrebbero avuto così le maggiori probabilità di attuare dovunque l'unità dei Codici, l'unità dei principii, delle idee e dei sentimenti, degli atteggiamenti e degli interessi... Allora poi sarebbe stato possibile sognare per la grande famiglia europea l'applicazione tipo del Congresso Americano o quella delle anfizioni greche...."

"Quali prospettive di forza, di grandezza e di prosperità! ... Per la Francia la cosa era fatta, in Spagna forse non era possibile, per istituire la nazione italiana io ho impiegato vent'anni, quella dei Tedeschi  esige ancor più pazienza, io ho potuto soltanto semplificare la loro mostruosa complicazione. Con ciò io volevo preparare la fusione dei grandi interessi dell'Europa, così come avevo in Francia uniti i partiti...Il malcontento delle popolazioni poco mi preoccupava, il risultato le avrebbe di nuovo ricondotte a me...."

"L'Europa sarebbe diventata di fatto un popolo solo; viaggiando ognuno si sarebbe sentito nella patria comune... Tale unione dovrà venire un giorno o l'altro per forza di eventi. Il primo impulso è stato dato, e dopo il crollo e dopo la sparizione del mio sistema   io credo che non sarà più possibile altro equilibrio in Europa se non la lega dei popoli".

"Possano i re comprendere che in Europa non vi è più materia per mantenere l'odio tra le nazioni. I pregiudizi spariscono, gli interessi si allargono, le vie commerciali si moltiplicano. Non è più possibile a nazioni alcuna affermare il monopolio commerciale".

"I miei metodi d'insegnamento creeranno una nuova generazione; Io volevo istituire un sistema europeo, un Codice Europeo, una Corte di Cassazione europea; vi sarebbe stato un solo popolo in Europa!".

"Il cannone ha ucciso la feudalità; l'inchiostro ucciderà la società moderna."

"Quale gioventù é mai questa che io lascio?! Essa é nondimeno opera mia. Deve passare una generazione, poi i giovani vendicheranno l'oltraggio che io soffro qui, colle chiare opere che da essi usciranno" N. (N. moriva nel 1821, e nel 1821 iniziarono i primi moti, poi, dopo una generazione, nel '48 iniziarono le rivoluzioni! In Francia, in Italia, in Prussia, e perfino a Vienna. Ndr.).

"...Abbiamo bisogno di una legge europea, di una Corte di Cassazione Europea, di un sistema monetario unico, di pesi e di misure uguali, abbiamo bisogno  delle stesse leggi per tutta Europa. Avrei voluto fare di tutti i popoli europei un unico popolo... Ecco l'unica soluzione!" 

"Gli Stati Uniti d'Europa! Un disegno genialmente demoniaco nella sua origine, perfettamente razionale nelle sue deduzioni. L'Europa non è più una tana di talpe...Quello che vuole ottenere a forza coi suoi 800 mila uomini dovrà un giorno fondersi, spintovi dalla ragione e dalla necessità, in un patto spontaneo. Un giorno da tutti quei popoli nascerà un popolo solo. Ecco l'unica soluzione che io vedo, e che a me piace."

"L'Europa Unita! Qui non si parla nè di una fusione dittatoria delle diverse stirpi, nè di un sentimentale affratellamento: soltanto di interessi e di riunioni di stirpi già per sè affini. Il secolo XIX avrà il compito di creare le condizioni preliminari fondando le Nazioni, e il secolo XX comincerà ad attuare la mia idea".

 "Io confisco a mio vantaggio le due forze in ascesa del XIX secolo, il liberalismo e il nazionalismo"

"Qui a SantElena, a quale vergognoso destino fummo noi riservati? Le angosce che noi qui soffriamo son quelle della morte. All'ingiustizia, alla violenza ecco aggiungersi ora l'oltraggio, il dolore de' prolungati martirii. Ma se io ero tanto nocivo, perché non si sono di me sbrigati? Poche palle nel capo o nel cuore sarebbero bastate, ed in questo delitto sarebbesi almeno scorto una loro energia...."

"Come mai i sovrani europei possono tollerare che mi si offenda?.... Non iscorgono essi che uccidono in me se medesimi colle proprie mani? .... Presentate nondimeno, o signori, le nostre lagnanze, e date opera acciò l'Europa le conosca e se ne sdegni: le mie sarebbero al disotto della mia dignità e del mio carattere: io comando o mi taccio".

«Un Imperatore muore in piedi, e allora non muore... Dal sublime al ridicolo non c'é che un passo».

la profezia...

"....credevo, ero convinto che la nazione mi avrebbe ancora sussidiato del suo concorso, invece trovai una turba di imbroglioni,  legioni di titolati che avevo io tolto dal fango, un gregge di malavveduti, di ambiziosi, di egoisti, facevano a gara ad essere stranieri; pensavano i vilissimi sciagurati, alle individuali loro convenienze, mentre trattavasi di una guerra mortale di princìpi;
che prima o poi li ingoierà tutti".

tutte le citazioni sopra sono tratte dal "Memoriale"

"La leggenda di Napoleone mi par simile alla Apocalisse di San Giovanni: ognuno intuisce che vi è in essa un contenuto nascosto, ma nessuno sa quale" (Goethe).

"E perchè precisamente l'uomo che sortì gli effetti più rovinosi non potrebbe essere il vertice dell'intero genere umano, così alto, così superiore che tutto rovina per invidia nei suoi confronti?" (Nietzsche - La volontà di potenza, af.877)

"dopo tutto, Napoleone non faceva che esprimere, in modo chiaro e preciso, quell'intima sensazione e brama di una vita più piena, che i deboli mortali sentono, ma devono forzatamente dissimulare" ( Schopenhauer - "Il mondo come volontà di rappresentazione").

Moltissimi altri famosi autori hanno in seguito illustrato gli aspetti particolari della storia napoleonica, pubblicando lettere e documenti importanti, ma soprattutto hanno fatto una completezza e una ampiezza del periodo napoleonico che non si può fare a meno di ammirarlo.
Ricordiamo che su Napoleone esistono 180.000 libri a lui e alla sua opera dedicati.

Attraverso questi libri la figura dell'Imperatore ha esercitato sempre un fascino profondo su tutti i lettori d'Europa, poiché il loro successo non si limitava alla Francia: la leggenda acquistava nuovo impulso e nuovo vigore, e di questa sua nuova vita si facero interpreti scrittori notissimi.

Dopo Napoleone, dovranno passare anche in Italia,  molti anni, prima che si annulli - anche se solo in parte - il divario dei tre fattori più importanti (cultura, economia, società) che solo se convergenti possono assicurare una vera crescita del Paese.
Basta solo dare uno sguardo alla tabella dell'analfabetismo, a quella dell'economia, e alle migrazioni, per capire in quale degrado culturale versava l'Italia fino all'avvento del fascismo (che fu poi, pure questa una dura esperienza, ma anche purtroppo machiavellicamente necessaria per abbattere alti muri che resistevano dall'Unità d'Italia in poi... come quello della scolarizzazione; ultimo Paese a inizio degli anni 1860, nella graduatoria Europea. (VEDI TABELLA > )
Un Paese - non dimentichiamolo senza voler fare una demagogica retorica - che aveva insegnato paradossalmente a leggere e scrivere ai barbari e a tutto il mondo conosciuto, 2000 anni prima!!!! E non parliamo del resto! In Sicilia 2700 anni prima, quando al Nord vivevano ancora nelle grotte e nelle palafitte, c'erano mirabili costruzioni architettoniche, che non solo l'Italia del nord ma tutte le altre contrade europee vedranno solo nel Rinascimento 2000 anni dopo!!

Dopo il dispotismo (comunque illuminato) di Maria Teresa, la Milano intellettuale, quella commerciale, e in parte anche il clero, scontenta degli austriaci, aveva accolto troppo in fretta e con troppo entusiasmo NAPOLEONE con chissà quale aspettative; ma cadute le illusioni (o per poca fede)  il mutamento d'opinione in alcuni ambienti neo-borghesi fu nuovamente rapido a favore degli austriaci, poi si pentirono dopo la caduta di Napoleone, ma ormai la sfiducia prima dimostrata all'Austria fu poi dagli austriaci ricambiata quando fecero ritorno a Milano con la Restaurazione, abbattendo la Repubblica. Altro mutamento d'opinione, ma non poteva durare. Nel '48 le Cinque Giornate per cacciarli un'altra volta. Purtroppo si ripetè la stessa situazione, e tornarono ancora una volta gli austriaci. La causa i grossi errori di Carlo Alberto, che pur illuminato, lui pensava troppo alla sovranità dinastica sabauda, e al suo potere, non certo a una Repubblica Italiana.

La repubblica Italiana, svanisce il 20 Aprile di quest'anno 1814, non certo per volontà popolare, ancora immatura. Dopo la breve illusione d'indipendenza, la Lombardia torna all'Austria, ma come abbiamo letto, i milanesi non sono più quelli di Maria Teresa, così come non lo sono più gli austriaci dopo la "bufera" napoleonica. Ora sono molto diffidenti. C'è una fuga dalla realtà nel comportamento dei cittadini lombardi, e gli stessi Austriaci piombano in un altra realtà, quella di trovarsi davanti a una popolazione sempre ostile, quella stessa che alle prime difficoltà con Napoleone aveva cominciato a rimpiangere proprio gli austriaci; e gli austriaci erano ritornati proprio grazie a loro! Purtroppo questa volta con l'inquietante ombra di Metternich, un'ombra che poi si trasformerà in un vero e proprio agghiacciante spettro che si aggirerà perfino sull'impero austriaco (nonostante Francesco Giuseppe  Metternich
l'avesse messo alla porta) fino alla sua totale decadenza e scomparsa nel 1918.
Ma Francesco Giuseppe aveva qualcosa di Napoleone nel suo DNA !!!!!! ???
(LO LEGGEREMO IN ALTRE PAGINE - POTREBBERO ESSERE CLAMOROSE)

FINE

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ALTRI FATTI NEL CORSO DELL'ANNO


*** Gli USA approfittano della guerra dei cugini inglesi in Europa, per scatenarsi nella conquista del Canadá, della Luisiana e del Maine. Gli inglesi in agosto occupano e incendiano Washington.
Il 24 dicembre con il trattato di Gand si pose fine alla guerra e furono definiti i confini fra Stati Uniti e Canadà. Paradossalmente mentre l'America diventava libera, l' Europa si avviava verso la più retriva restaurazione.

*** GRECIA: Rinasce il sentimento nazionale greco e si organizza. Vengono fondate le Eterie (società segrete) che hanno il compito di liberare la Grecia dall'occupante turco. Le più importanti sono la Eteria di Atene fondata dal Conte di Capodistria e l'Eteria di Odessa fondata dal generale Alexandros Ypsilanti. Sia il Conte Capodistria, come diplomatico, che Ypsilanti, come militare lavorano per lo Zar di Russia. Economicamente sono appoggiati dai commercianti greci di Costantinopoli, i Fanarioti dal nome del quartiere dove vivevano e dalla Chiesa Ortodossa. Iniziano subito le prime bande armate e le prime sommosse ad opera dei Clefti e dei Mainoti nella Grecia continentale e degli Ydrioti nelle isole.

*** LUSSAC scopre lo iodio.

*** GEORGE STEPHENSON fa il suo primo collaudo della LOCOMOTIVA A VAPORE.

*** Un altro particolare motore a vapore mette in funzione quest'anno, la prima macchina (inventata da KONIG) per stampare una edizione del giornale The Times

*** Nasce il Romanticismo, le malinconie pre-Manzoniane e altro. I sintomi di una situazione che riporta la cultura a chiudersi tutta su se stessa.
L'inizio del romanticismo italiano é segnato dalla lettera di M.me de STAEL alla rivista della Biblioteca Italiana che scatena una polemica classico-romantica. La Stael ha appena pubblicato in Inghilterra De l'Allemagne il manifesto del Romanticismo.
Due saranno le correnti in Italia; quella del realismo (Porta, Belli, Nievo e altri) che poi culmina con Manzoni; e quella del sentimentalismo (Pellico, Prati, Aleardi e altri) che culmina con Leopardi.

*** BYRON inizia ad essere celebre in tutta Europa

*** Più celebre di lui diventa NICCOLO' PAGANINI dopo una serie di concerti alla Scala di Milano. La sua fama, prima solo locale, raggiunge tutta Europa

*** ROSSINI compone l'Italiana in Algeri, mentre nel corso dell'anno nascono due futuri grandi musicisti: VERDI e WAGNER

*** BEETHOVEN porta invece a termine la sua unica opera teatrale: Il Fidelio

*** UGO FOSCOLO, dà alle stampe I sepolcri . Scritto nell'aprile del 1807 a Brescia ma concepito con un abbozzo sul finire del 1806; nel frattempo lavora sul poemetto (incompiuto) Le Grazie.

Bibliografia:
ADOLPH THIERS - Storia della Rivoluzione Francese - 10 Volumi
Storiologia ha realizzato un CD con l'intera opera - vedi la presentazione qui )
NAPOLEONE, Memoriale di Sant'Elena (prima edizione (originale) italiana 1844)
Storiologia ha realizzato un CD con l'intero MEMORIALE - vedi presentazione qui )
E un grazie al sig. Kolimo dalla Francia - http://www.alateus.it/rfind.html

 

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