"Il mondo di Giolitti ci lascia una eredità
che sarebbe follia ignorare o disconoscere.
E' il momento di maggior apertura nell'Italia contemporanea"
(Giovanni Spadolini)

"Chi oggi dunque intenda fare opera politica, anche nuova e propria, non può a meno di fondarsi sulla precedente opera di Giovanni Giolitti, anche quando pensi di contraddirla e modificarla. Il che equivale a riconoscere che essa, è ormai parte della storia, del Paese" (O. Malagodi)

" Una personificazione, tuttora ben viva, di quel nostro recente passato "

Perchè terminano le memorie al 1922? Perchè il destino spesso scherza !
Questo libro (che abbiamo in originale) uscì e fu dal suo amico Malagodi presentato a Giolitti il giorno del suo 80mo compleanno. Giolitti si era assentato da Roma per far festa nella sua casa a Cavour. Quel giorno stesso il 27 ottobre 1922 avveniva la "Marcia su Roma", con gli uomini di governo nella capitale incapaci di prendere delle decisioni. Lo stesso Mussolini in seguito affermò, "se quel giorno ci fosse stato Giolitti a Roma, di sicuro le cose sarebbero state per noi non così facili".
Non dimentichiamo che Giolitti - in una situazione molto simile - richiamato al Governo il 9 giugno del 1920 (tenendo anche in interim gli Interni) , aveva dato senza alcuna esitazione, l'ordine a Caviglia di prendere a cannonate il "ribelle" D'Annunzio e i suoi legionari a Fiume. Era il 24 dicembre 1920, passato poi alla storia come il "Natale di sangue".

L'incipt della prima pagina....