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SECONDA PARTE

sul razzismo

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Vorrei qui ricordare alcune date e Paesi nella Storia sul "RAZZISMO"
poi l'approfondiremo più avanti.

Sul "razzismo" non ne fu immune la Francia - nel 1894- 1906 - sotto imperversante antisemitismo nella società francese-vedi caso Dreyfus; e neppure l'Inghilterra con Galton (fondatore dell'eugenetica - e il miglioramento della razza) e Karl Pearson che teorizzava che era un dovere nazional-patriottico dei popoli espellere le razze inferiori.
infine anche gli Stati Uniti non ne furono immuni; le teorie razzistiche si svilupparono con Madison Grant ("Passaggio della grande razza", 1917), con C.B. Stoddart ("L'eredità razziale dell'America", 1922), poi Charles Carroll di Saint Louis, già autore di una molto diffusa Bibbia negli Usa, ma anche autore de "Il negro è una bestia" dove afferma che Dio ha creato il negro il sesto giorno assieme agli animali. E quindi era ovvio per lui che nei negri era assente la civiltà. (The Negro a Beast, 1900).

La storia degli Stati Uniti - pur volendo ignorare il periodo colonialista e quello della schiavitù - è sempre segnata dalla collera dei neri contro il razzismo dei bianchi. Questa segregazione è durata 85 anni e ce ne sono voluti altri 10 di lotta per abolirla. Un successo che ha un nome, Martin Luther King e le marce per i diritti civili.
Soprattutto quando alla Casa Bianca, nel '64 il presidente Lyndon Johnson firma il Civil Right act che dichiara illegali le discriminazioni in base alla razza, al colore, alla religione, al sesso o alla nazionalità.
Dall’abolizione ufficiale e alla risoluzione del problema, la strada è però lunga. E persistono nei centri urbani. Nel 1968 viene ucciso Martin Luther King.
Poi, nel 2008, gli Stati Uniti eleggono un presidente nero. Una notte che risveglia una speranza, Ma il Paese che elegge Obama, non è poi tanto cambiato. E nemmeno quando é stato poi eletto Trump.

Qaunto agli ebrei ancora nel 1910 non era sconosciuto nemmeno il termine "antisemitismo" quando le comunità ebraiche degli Stati Uniti meridionali vennero spesso attaccate dal Ku Klux Klan, che si opponeva all'immigrazione "semitica" negli Usa e al crescente potere degli ebrei americani che si erano inseriti in tutti i gangli dei commerci e delle banche; convinti quelli del KKK che i loro problemi economici americani fossero causati da loro, dall'usura dei banchieri ebrei. Nella loro lotta usavano volentieri vecchi temi dell'antisemitismo (religioso) e "giudeofobica" di antica memoria.
Tutto questo divennero parte integrante della discriminazione razziale sul nuovo continente pari pari a quella che si sviluppò poi in Germania nel '33 (per i motivi che leggeremo più avanti).
Gli ebrei giunti in Usa nel 1910 erano già 1.750.000 nel '38 erano già diventati 4 .500.000.
Molti di questi ebrei fondarono imprese di investimento bancario le quali divennero nel corso degli anni finanziatrici dell'industria; le società ebraiche più importanti furono le banche d'investimento piuttosto che commerciali. Le aziende più importanti: la Goldman Sachs, la Kuhn, Loeb & Co., la Lehman Brothers, la Salomon Brothers, e la Bache & Co.

(per la cronaca alla stessa data in Polonia erano 3,5 milioni, in Russia 3,2 milioni, Romania. 835.000, in Germania 620.000.
in Italia erano solo 1 centesimo delle popolazione europea,
1 millesimo della popolazione italiana
, meno di 50.000 (per lo più nelle grandi città; Roma 12.500, Milano 7.500. Trieste 5.700. Firenze 3.300, Fiume 2.600, Genova 2.500, Livorno 1.800. (Da Enciclopedia Treccani 1938).
E fino al 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male. Fino a quando i tedeschi a Roma intervennero nel ghetto. Deportandoli.

Non fu Mussolini tantomeno i fascisti a fare la deportazione nel ghetto di Roma, (il rastrellamento fu fatto il 16 ottobre del '43) e non vi partecipò nessun italiano; fu Kappler a escluderli, perchè "traditori" quindi presente nessun fascista .(già più nessuno lo era ! nemmeno i 150.000 "fedelissimi" "Arditi"!)
Del resto Mussolini fin dal 25 luglio era già decaduto e il Partito fascista disciolto. Ma il nuovo governo (Re e Badoglio) non aveva abrogato ma tenne in vigore le Leggi Razziali.

Ma sembra che i cosiddetti milioni di ebrei dell' "Olocausto" si debbano far ricadere tutti su Mussolini, sui fascisti e su tutti gli italiani. Sappiamo che gli ebrei deportati dai tedeschi dal Ghetto (anche con la delazione di alcuni ebrei) furono 6.806, di questi 5969 morirono nei "Campi di C." E ripetiamo non erano stati i fascisti a deportarli. Quindi non "vittime" degli Italiani.

Per i tedeschi esistevano ben altre ragioni per agire in quel modo. Avevano in Germania il terrore degli ebrei. Per quello che loro avevano promesso di fare.

Come leggeremo in scritti di ebrei (più avanti) essi avevano minacciato su libri e giornali: "la Germania deve morire", "bisogna strangolarla economicamente", "bisogna castrare tutti tedeschi", "Per il bene dell'Umanità ! ", "fare una guerra santa", "deportarli o renderli schiavi".

I tedeschi poi fecero ne più ne meno di quello che volevano fare gli ebrei.

Ma prima di allora non era una questione di razza, ma di sopravvivenza. Quindi di reciprochi affari. Il famoso "Patto" "Haavara" lo testimonia. Coniarono perfino una moneta a ricordo, con la stella ebraica e la svastica.
Scrive Sergio Romano (del C.d.S.) un "patto" che ....
«paradossalmente piaceva a entrambe le parti.

( ULTIMAMENTE - Oltre che per la sua linea dura nel conflitto Israele-Striscia di Gaza, NETANYAHU ha attirato dure critiche proprio sull'olocausto. Grande scalpore le sue dichiarazioni del 2015, secondo cui Adolf Hitler non aveva alcuna intenzione di sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli, ma fu convinto dal Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, zio di Yasser Arafat. Il leader dell'opposizione Isaac Herzog ha accusato Netanyahu di fare il gioco dei negazionisti dell'Olocausto.
L’intervento di Benjamin Netanyahu che ha indignato l’opinione pubblica
Come riporta il quotidiano israeliano Haaretz, Netanyahu avrebbe pronunciato nel suo intervento le seguenti parole: «Hitler non voleva sterminare gli ebrei, solo espellerli». Ma in un incontro avvenuto nel 1941 a Berlino, il Gran Mufti disse al leader nazista: «Se tu li espelli, verranno tutti in Palestina». Allora, secondo Netanyahu, Hitler gli chiese: «Cosa dovrei fare con loro?». E la risposta di Amin al-Husseini sarebbe stata: «Bruciali!».
L’intervento non è rimasto indifferente e la denuncia mossa dallo Stato di Palestina contro Netanyahu non si è fatta attendere. Lo Stato di Palestina, come riporta anche il giornale italiano La Repubblica, ha accusato l’intervento di Netanyahu come “moralmente indifendibile ed infamatorio” e anche: “Con le sue dichiarazioni Netanyahu ha incolpato i palestinesi dell’Olocausto, assolvendo completamente Adolf Hitler dell’odioso ed inaccettabile genocidio del popolo ebraico”.


Nel frattempo Netanyahu e il suo principale rivale, il laburista Yitzhak Herzog, contano di vincere le elezioni presentandosi agli israeliani come i “veri sionisti”.
https://www.repubblica.it/esteri/2015/10/21/news/netanyahu_hitler_non_voleva_sterminare_gli_ebrei_i_palestinesi_si_-125573420/

Che i rivali abbiano altre idee - radicali - è ormai noto:
“I non-ebrei sono nati solo per servire noi. Senza questa funzione, non hanno motivo di essere al mondo – esistono solo per servire il Popolo di Israele” - disse il rabbino Yosef Ovadia (già capo rabbino di Israele) - dichiarazione riportata il 18 ottobre del 2010 dal Jerusalem Post. 2010.
https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/30142/israele-supremo-rabbino-i-non-ebrei-sono-asini-creati-per


Ma nessuno ne parla.
(ma qualcosa in rete esiste).

Ripetiamo i tedeschi fecero poi in seguito quello che volevano fare gli ebrei prima.
Li deportarono e allestirono i famigerati forni per eliminarli. Raccapricciante ?

Gli Usa i forni li allestirono e li buttarono dall'alto in Giappone; ovviamente questi erano meno raccapriccianti !!!

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Sul vero e proprio razzismo, in Germania il filosofo Fichte veniva indicato come l'ispiratore, perché aveva sottolineato la superiorità dell'essere tedesco. La Germania era per Fichte la nazione eletta (che strano a dirsi era quella che vantavano anche gli ebrei) che deve realizzare l'umanità per gli uomini. Questo pensiero (che voleva essere un primato culturale) verrà poi in gran parte frainteso dal pangermanesimo a cui seguì la nascita del nazionalsocialismo hitleriano. Inteso non solo come primato culturale ma come primato di forza non solo economica, ma anche militare. Ed infine con "l'arianesimo" come primato di razza.

Ma non furono solo idee riprese poi dopo da Hitler. Già nel 1923 - quindi molto prima di Hitler - presso all’Università di Monaco venne istituita la prima cattedra tedesca di "Igiene razziale"; e nel 1927 si aprì l’Istituto berlinese di antropologia, dove lavorò Josef Mengele. Fu lì che i nuovi pregiudizi "razziali" si ammantarono di validità scientifica, quindi ben prima dell’avvento della “follia nazista”.

Ricordiamo inanzitutto l'opera di Joseph Arthur GOBINEAU (francese) col suo logorroico "Saggio sull'ineguaglianza delle razze". Poi c'era anche un inglese. Infatti un suo appassionato ed instancabile discepolo, poi autorevole ed eminente suo divulgatore, fu l' inglese Houston Stewart CHAMBERLAIN, che aveva sposato Eva la figlia di Wagner e Cosima Lizt.
E proprio nella loro casa a Bayreuth con i due "razzisti" avvenne nel 1923 l'incontro con il fanatico Hitler.

CHAMBERLAIN (lui INGLESE !!) aveva dato alle stampe il suo monumentale saggio: "I fondamenti del XIX secolo" (Die Grundlagen des XIX Jahrhunderts). 1200 pagine fitte fitte con una sola teoria logorroica dominante dall'inizio alla fine: quella della "superiorità della razza germanica cui Dio aveva affidato la missione di civilizzare il mondo e di dare origine a una nuova, forte, pura, civiltà occidentale"; sono 1200 pagine di dichiarato antisemitismo non inferiore a quello del francese Gobineau, mentre lui ripetiamo, era INGLESE !!
Ma era stato un fanatico pangermanesta e antisemitista anche Wagner. E proprio in casa Wagner a Bayreuth si ebbe il grande incontro con "l'uomo" che mise poi in pratica tutta la loro teoria. QUI il loro incontro Richard Wagner >>>> )

Con l'opera di CHABERLAIN si consumò il passaggio dalla teoria razziale al razzismo. Sua la teoria della "razza ariana". Lui affermava che "la razza è alla base della civiltà e che quindi la degenerazione della razza comporta un decadimento della civiltà". Bisognava correre ai ripari.
Quando conobbe e ascoltò Hitler, Chamberlain gli scrisse una solenne lettera; lo definiva "un dono di Dio", un essere che il Signore aveva inviato sulla terra a testimoniare la grande vitalità della nazione; e "se la Germania nella sua ora più critica ha prodotto un Hitler, io adesso posso addormentarmi in pace. Dio protegga la Germania". Era il 1923, e Hitler non era ancora nessuno, ma le teorie dell'inglese e del francese lo stregarono.


Ma quanto a "razzismo" bisogna anche ricordare gli stessi Ebrei, che ebbero il loro delirante "vangelo razzistico", nel libro "La Germania deve morire" di Theodore Kaufman (dove auspicava un vero e proprio piano di sterminio e la distruzione dell'intera Germania. (vedi >>>>>
Nessuno questo lo scrive!!
dove Kaufman
incitava all'odio contro i tedeschi
e si proponeva lo
sterminio del popolo tedesco con
il suo delirante libro
"Germany must perish"
- ( vedi >>>>>

Nessuno questo lo scrive!!
Così il famoso "piano Morgenthau" (eliminazione di tutti i tedeschi) (vedi qui >>>>>
....e anche QUI >>>>> ) lui scrive il suo famoso razzistico (!!!???) piano di smembramento della Germania con la castrazione di 48 milioni di uomini tedeschi, mirando a una estinzione biologica di tutto il popolo tedesco.

Stephen S. Wise, presidente del Congresso Ebreo Americano e del Congresso Ebreo Mondiale, disse in un comizio di New York nel giugno 1938:
«Non sono un cittadino americano di fede ebrea, sono un Ebreo… Hitler aveva ragione in una cosa. Chiama gli Ebrei una razza e noi siamo una razza.»

Oltre a Wise negli USA vi erano tre ebrei razzisti spietati: Kaufman, Morgenthau e un giovane Kissinger (quest'ultimo era stato designato a fine guerra di affamare i tedeschi e farli morire di malattie varie. (ne morirono infatti circa 9 milioni di fame e malattie. Fu anche questo un "olocausto", ma non ebbero la fortuna di avere un Hitchcock a dimostrarlo (lui che era un esperto dell'"orror") con i suoi documentari scenografici "Memory of the camps" (su i campi di sterminio); ma la scenografia ricostruita era così "orror" che gli americani preferirono non farli circolare. (sono venuti alla luce solo dopo molti anni, quando gli ebrei vollero dimostrare (e Hitchcock fu molto utile ) cos'era (nei filmati) avvenuto in quei campi).
Abituandoci così soltanto all'odio dei tedeschi verso gli ebrei, ma non quello non meno violento degli ebrei verso i tedeschi. Chissà perché.

Tutto quello scrivere visto sopra, prima ancora che si incominciasse a parlare di campi di sterminio e prima ancora che gli USA entrassero in guerra. E molto prima che comparisse sulla scena Hitler

Anzi nell’estate del 1917 Edvard Benes presidente cecoslovacco ed il successivo presidente Kramà (prevedendo la resa della Germania) diedero agli Alleati un memorandum nel quale già chiedevano a fine della 1a G.M. lo smembramento della Germania.
Hitler era ancora un soldato in guerra, non era ancora nessuno.
Ma quando ancora nel '38 proprio Benes proponeva l’espulsione di 3,5 milioni di Tedeschi (e Londra era d'accordo!), Hitler già al comando, si vendicò e volle dare una lezione a Benes e la cecoslovacchia la invase per non farla più esistere.

Poi c'era anche l'ebreo LUIS NIZER, molto influente negli USA. Scrisse un libro "Cosa farne della Germania?" ("What to do whit Germany"), dove proponeva a guerra vinta l'invio di 20.000 medici in Germania per castrare e sterilizzare donne e uomini nell'arco di tre anni e di adottare poi un "sistema schiavistico" per il resto della loro esistenza. (il libro originale é in rete).

Eisenhover nel '43 entrato in guerra di quel libro ne fece stampare 100.000 copie che distribuì a chi era impegnato in Europa, con il motto "“guerra totale per la pace totale”.
Ovvio che poi gli Usa con il suo infinito materiale bellico a disposizione, la Germania fu messa con le spalle al muro. Churchill rifiutò perfino una resa della Germania. La voleva distrutta e inviando a Dresda, il "bomber" Harris con 800 bombardieri, e poi il giorno dopo altri 300, la rase al suolo, e diede l'esempio della distruzione totale della Germania. Era 13 e il 15 febbraio 1945!!! La Germania già non esisteva più. Un inutile e infame bombardamento. (era una dimostrazione di forza (di bombe) che dovevano "sentire" i Russi che dopo Berlino avevano preso la Germania di mira.

La Germania non era riuscita a completare la fabbricazione della Bomba Atomica. Anzi gli studi e i progetti prima dei russi gli Usa se ne impossessarono "in tempo"; e fu determinante per loro.

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Insomma MORGENTHAU, KAUFMAN, e NIZER. scrissero pari pari come aveva fatto Hitler nel suo Mein Kampf: "Basterebbe impedire per i secoli ai tedeschi (Hitler lo sostituì poi con "ebrei") la capacità e la facoltà di generare per liberare l’umanità da un immensa sventura". (vedi >>>>>

Oggi i tedeschi sono i "custodi" dell'Euro. Amici dei banchieri ebrei.
Ma ambiscono ancora al nazista “Deutschland über alles”.
Inno che gli americani proibirono.
Ma i tedeschi cambiarono solo l'ultima strofa
"blühe deutsches Vaterland"
("fiorisci patria tedesca")

ed è ancora il loro inno.
Così com' è ancora hitleriano l' Euro tedesco

Proviamo ad immaginare se in Italia, sull'Euro avesse riportato su una facciata il "Fascio"!
e l'inno adottato "Giovinezza". Alla Boldrini gli sarebbe venuto dall'ira un infarto, a Fiano un ictus,
i "partigiani" avrebbero disotterrato le armi, e Cip & Ciop portati a Piazzale Loreto.

 

Lo ha fatto la Germania. Tutti zitti.

La sinistra nel 2000 con Prodi, per l'Euro era tutta a favore dei tecnocrati europei. Poi lui e Amato ci hanno detto che avevano sbagliato. E hanno cominciato a fare le critiche sull'EU, con Renzi che in TV appare senza le bandiere dell'Europa e dice che non pagherà 20 milardi in cambio di 3,
Poi vince il "Cip & Ciop" (copyright Renzi) ed allora tutta la sinistra diventa nuovamente europeista e bacia le mani alla Merkel. Ed anche Fiano che ultimamente sventola bandiere della UE.

Fra non molto alla Merkel gli dovremo baciare non i piedi ma dove mette i piedi.
In pratica faremo ciò che fu costretto a fare Mussolini.
Allearsi. Intervenire malvolentieri in Francia.
A fare (non volentieri, per servilismo) le "leggi razziali" in Italia
(ma non ci fu mai nessuna deportazione)
gli ebrei erano 1 millesimo della popolazione italiana.
E a nessuno di loro - dal '38 al '43 fu mai torto un capello.
Ricordiamolo sempre che a deportarli furono i tedeschi non i fascisti;
il ghetto di Roma fu rastrellato il 16 ottobre dai tedeschi.
Dal 25 luglio e dall'8 settembre a Roma i fascisti già non esistevano più.
Lo stesso Kappler nell'azione non volle che ci fosse nessun "fascista" (considerati "traditori").
Inoltre il Re e Badoglio non avevano affatto abrogato le "Leggi Razziali ".
Fuggendo avevano con Calvi di Bergolo consegnato Roma ai tedeschi.

. Gli stessi che oggi la sinistra appoggia nel far diventare una Europa (UE) tutta tedesca
con il partito Partito Socialdemocratico alleato con la Merkell.
Che sembra il vecchio " socialismo" (poi "nazionalsocialismo dei lavoratori") di Hitler !!!
"Uber alles".

E non escludo che se ritorneranno al Marco, su questo ci sarà
l'aquila hitleriana.

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RITORNIAMO AI NOSTRI GIORNI

Nel 2018 alle nuove elezioni il PD ha preso un misero 18% !!! , contro il 69,7% dei Cip & Ciop
(CDX 37%. - M5S 32,7%) (
22.8 milioni i Cip&Ciop - 7.6 milioni il Centro Sinistra)
Ma un "centro" di che cosa? Con le nuove correnti? E' allora un partito di Correnti?
No! Sono correnti senza più un partito !!

La cosiddetta Sinistra? col Partito....detto..... "Democratico"? addio!!
Quel "democratico" stona. Perchè anche molti degli ex elettori PD hanno fatto "democraticamente" quello che volevano. - Populisti? chiamateli come volete, ma sono sempre democratici quando votano!
Sono le "regole del gioco" della democrazia rappresentativa. E che dovrebbe agire con una "tolleranza" agli "intolleranti" non come la Boldrini, che ambisce a diventare una inutile Giovanna D'Arco degli africani; molto attenti (perché conviene loro) é ascoltata in tutta l'intera Africa in procinto di salpare verso l'Italia accogliente.

Abbiamo detto "addio". Ma questo da anni era già avvenuto e avviene nel resto d'Europa (ASCESA E DECLINO DELL'EUROCOMUNISMO (dieci capitoli) > > > Vedi in giro; attualmente il declino della sinistra é anche in Ungheria - dove ORBAN - ha oggi un Paese dove il Pil è cresciuto del 4,2%, la disoccupazione quasi non esiste, le esportazioni continuano ad aumentare, né si fermano gli investimenti dall’estero. E Orban non è un "pazzo"!!
Ogni comunita' slava dell'Est Europa ha un profondo rigetto per ogni presenza islamica da più di quattro secoli. Vi avevano dominato per 150 anni.
(Io mi meraviglio che nessuna stampa o altri organi dell'informazione, abbiano taciuto cosa avvenne in Ungheria con l'occupazione turca. Un po' di Storia, raccontatela diamine!!!
In 150 anni, i turchi ebbero il tempo di distruggere ogni testimonianza del passato ungherese; monumenti, biblioteche, musei, tradizioni, religione, usi e costumi ecc. ecc. ecc. TUTTO!!
All'Austria gli andò bene, ma ci mancò molto poco (perché i turchi avevano perso il capo stratega) che fosse assediata anche Vienna. Che se presa ovviamente sarebbero poi scesi in Italia. E se accadeva, oggi l'Austria e noi noi non avremmo più monumenti, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Dante, musei, tradizioni, costumi, letteratura, cucina, religione ecc. ecc. tutto nella spazzatura come in Ungheria).

Orban ha rivisto a modo suo la rinata democrazia ungherese e ha raggiunto in modo schiacciante il suo obiettivo: non essere servo nè di Mosca né di di Bruxelles, e mal sopporta la politica “immigrazionista” e le cessioni di sovranità imposte dall’Europa Merkelliana e Draghiana.
Mal sopporta, perché... non è come va dicendo la sinistra in Italia che gli immigrati "sono le risorse per pagarci le pensioni".
(Copyright: Boeri, Boldrini ecc.)
Ma vi pare che se fosse veramente così, l'Europa li lasciava proprio solo a noi?
Che alcuni di loro chiudevano i porti per evitarne gli sbarchi?
Inoltre le rimesse inviate dai migranti dall'Italia in patria (compresi quelli di difficile tracciabilità i cosiddetti i flussi “invisibili” ) sono in totale di ca. 5 miliardi.

Ma non era Renzi (il 7 luglio 2017) (senza la bandiera della UE dietro) a dire «Loro ci bloccano i porti? E noi blocchiamo i fondi» e minacciò anche lui di non versare i 20 miliardi alla Ue. Adesso che lo dicono i Cip&Ciop, questi sono "cialtroni".

Le pensioni. Una grossa parte della popolazione rischia di non averle più. Si sta operando con la paura dell'"immigrazionismo" (perché sanno che è senza fondamento parlare di "risorse") di imporre quella "integrativa" (ambita dalle banche - rischio incluso per chi lo ama il rischio); - significa che ognuno di noi - dovrà mettere da parte i soldi per la vecchiaia, per tempo. Se li ha !!
Ma vi pare che gli immigrati pagheranno per noi? Dimenticatevelo !!
Anche gli Europei sbarcati in America illusero gli indiani dando loro le "riserve", le tecnologie, le illusioni, poi ne sterminarono 100 milioni e si presero tutto. "Perché Dio lo vuole" dissero. Adesso invece sentiamo proclami dello stesso tenore ""Appartiene ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. "Temete Allah!" (Corano Sura IV, 131)" "Allah lo vuole!!"

Eppure, lui Orban, era un segretario giovanile comunista fin da quando portava i pantaloni corti.
Populista anche lui? Ma
"populismo" (narodnicestvo - narod =«popolo») non è forse quel movimento politico nato proprio nella sinistra in Russia che aveva creato il socialismo russo? La "Rivoluzione" non fu forse la rivolta degli esclusi alimentata dalla populistica demagogia leniniana con il "narodnicestvo"?

E la esaltata "rottamazione" renziana non fu forse populismo? E la precedente berlusconiana - con la falsa polibiana oclocrazia - presentandosi come il "Gesù della politica" col suo "Vangelo secondo Silvio" cos'era? Il populismo degli antichi preti dove ognuno di loro - per far sognare il popolo bue - a secondo l'andazzo del potere temporale, cambiava il Vangelo (e lo fanno pure oggi!!!) cos'era?? Tradimento del cristianesimo! Non bastò - ai Papi - di diventare degli assassini in nome di Cristo >>>>
Quella dei Papi - nel primo ma anche nel tardo medioevo - fu la più brutta epoca!! retriva, oscurantista, violenta, incapace di fare apprezzare una qualsiasi forma di reale bellezza, dove ai popoli fu insegnato, non l'arte, non la cultura, non il bello, non le scienze, non la creatività, non il vigore dell'energia creatrice, ma fu predicata solo la rassegnazione davanti ai terrificanti eventi da loro stessi falsamente inventati, promettendo alle povere, ignoranti e timorose genti solo un fantasioso premio nell'aldilà. Mentre loro se la godevano di qua. Si nasceva, si viveva e si moriva senza aver appreso nulla del glorioso passato fatto di eventi straordinari.

Con la sua TV Silvio dal '94 in poi, inaugurò la SUA epoca, la video-politica-show e con la annessa spotocrazia voleva pure lui ("giovani poveri, sposate una donna ricca") far sognare col populismo il "popolino"; non governare con la vera "politica"
(che significa "tecnica di governo della società)"

Ora pateticamente - alla ricerca del consenso perduto - Berlusconi va dicendo che "bisogna ringiovanire il suo partito", "io mi candido", quando invece dovrebbe capire - ma chi glielo dice per farglielo capire? - che é lui non più giovane, che è lui ad essere diventato vecchio. E che la senilità agli 83enni usura non solo le membra ma anche la mente!! (sembra uno di quei papi oscurantisti del medioevo).
Ha sì dalla sua parte (lo dice lui !) i "big" (!??); ma questi li conosciamo già. (e non credo proprio che un Brunetta, una Gelmini, una Brambilla, una Carfagna, ecc verranno ricordate come "big" o come statisti nel prossimo secolo!!). Non contano nulla! Presi da soli valgono meno di nulla!! Non per nulla che per sopravvivere Berlusconi va a sinistra, ai comunisti, quelli che lui un tempo "odiava" "loro sono il male, io il bene".
Ora aspira a un nuovo "Nazareno" con Matteo. (che é un sostantivo maschile, e che significa "matto" ("Aver del matteo, essere un po’ matto" . - Nel Vangelo Matteo è descritto come "un esattore delle tasse....(!!!!!) prima della chiamata di Gesù").
(scommettiamo che Berlusconi a 98 anni farà un partito proprio con Matteo 60enne? E diranno insieme che "è per il bene del Paese" - "i giovani sono con noi!").

E la Boschi che fine farà? Lei che era nella Segreteria Nazionale del PD?
Un giorno io sono sicuro abbandonerà il PD, che é da tempo un po' - anzi molto - confuso.

Io la vedo già con i...... (!!??'). Scommettiamo?

Entrambi i demagoghi devono capire che il populismo si manifesta quando il popolo non si sente rappresentato. Nè in una falsa destra, né in una falsa sinistra. Chiaro?
Inoltre abbiamo già ricordato sopra che "populismo" (narodnicestvo - narod) é nato in Russia, e significa "popolo in azione", il PD dovrebbe saperlo, e quindi anche aspettarsi la sua reazione. Anche se questa non é certo una appropriata terapia visto che all'Est ne abbiamo visto poi i risultati. Ma era tuttavia anche questa "azione". Nel bene e nel male!! Dove spesso si distrugge per riedificare.

Eppure Renzi ha attaccato il nuovo governo ("populista") chiamandoli cialtroni e quelli dei 5Stelle "una banda scappati di casa".... "Governo? Fanno solo degli spot; presto toccherà... A NOI !!! ".... "i Cip & Ciop non hanno fatto nulla nei primi 100 giorni".

E' ottimista !!! -
Quell' "A NOI !!" mi ricorda qualcuno degli anni '22. Era un motto "fascista"!! non "antifascista"!
Inoltre Renzi cosa ha fatto nei suoi primi 100 giorni di governo ? Cicaleccio in TV!
https://scenarieconomici.it/bilancio-dei-primi-100-giorni-renzi/

Poi ha proseguito
con i suoi difetti "cattivo, arrogante e impulsivo". E se lo dice lui !!!

Dopo la disfatta ce stata un rivolta interna nel PD, con i fuoriusciti che hanno fondato Liberi e Uguali ( Lista Unitaria Europea - LeU - che ricorda una malattia infettiva)- un partito che dal primo giorno è risultato astratto. Non certo sicuramente fra di loro "unitari", semmai sono in ordine sparso.
Un contenitore vuoto, poi rinnegato perfino da coloro che lo hanno messo in campo. Pure loro hanno avuto - verso gli ex elettori PD - mancanza di credibilità. Dicevano di essere liberi: sì, ma uguali non lo erano affatto. Il flop l'anno fatto il 4 marzo col il 3,3 dei voti (puntavano al 10) e se si ripresentano a Bruxelles alle europee nel '19 sono fuori.
Altro che sinistra di Gramsci !!! Lui che diede il nome pure all' "Unità", volendo creare un "insieme unitario" di un "socialismo sociale". Non quello bolscevico; infatti scriveva...
."Il Capitale di Marx é, in Russia, il libro dei borghesi, non dei proletari". I "rossi" Italia non l'avevano capito. Mussolini essendo pure lui di sinistra, invece sì!
Oggi è fallito non solo il pensiero di Gramsci ma .... anche il suo giornale. Oggi i suoi "compagni" (??) leggono il Financial Times (che non é un giornale dei proletari!!)

In sostanza il Pd è un progetto della sinistra storica fallito e le tanti tante tante correnti antagoniste fallite pure queste. Perché tutte non sanno dove andare. Lo abbiamo già detto, non c'é solo un partito senza elettori, ma ci sono elettori (di sinistra, anche se non gramsciani o berlingueriani) senza un partito. Anzi ci sono attualmente più candidati a segretario che non elettori.
Questo perché invece di presentare una alternativa credibile, attendono solo gli errori di Cip &Ciop, e - addirittura con la "rabbia" e la frustazioni di due disfatte- fanno dell'ipocrito "buonismo" curiale, o si attaccano a un infantile e isterico antifascismo con i metodi fascisti. Che poteva "forse" andar bene nel '45, ma non nell'Italia di oggi.

Qualcosa nell'81 capì Berlinguer - (3 anni prima anche Moro >>> ma glielo ammazzarono) con la famosa "Questione morale", dove fu "Profeta"; un esempio di lungimiranza politica furono queste righe “I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le Università, la RAI TV , alcuni grandi giornali…..Bisogna agire affinché la giusta rabbia dei cittadini verso tali degenerazioni non diventi un’avversione verso il movimento democratico dei partiti”. ED è quello che avvenuto!!
Invitava dunque a riflettere sulla limitatezza delle risorse, a trovare una misura nel consumo: e una misura morale prima ancora che economica”.

L’invito non fu accolto dalla classe politica dominante (DC e PCI). Se avessero ascoltato Berlinguer l'Italia si sarebbe risparmiato i “folli anni ‘80” della "La razza padrona", nel '90 “Tangentopoli”, e anche tutto quello che sta avvenendo oggi: dove sembrano inutili gli appelli democratici dei cittadini....(che chiamano "popolo").
"per la salvezza e la difesa delle nostre istituzioni repubblicane, salvezza delle identità, del nostro vivere comune
,
il rispetto di tutte le libertà individuali e collettive, delle libertà religiose e della libertà della cultura, delle arti e delle scienze."
anche queste ultime sono parole di Berlinguer del 1976).

Scusate se mi ripeto. Ma ero anch'io, di sinistra, ma berlingueriano !!

I collanti per la "salvezza" non possono essere solo antifascismo e antirazzismo. Gli italiani ("cittadini") che votano hanno le idee molto più chiare, senza essere lontanamente sospettati di essere fascisti e razzisti. La massa, il popolo - che sarebbe ora di chiamarli "cittadini" - sono preoccupati e attenti a una sola cosa: che questi squallidi politici rabbiosi siano dei promotori di riforme sociali con un vero approfondimento su un vero "socialismo sociale" e non riforme a uso e consumo dei capitalisti, delle banche e degli scaltri quaccherequà dentro le varie segreterie.

Sala a Milano alla parata detta "fascista" ha detto "che questa offende le tradizioni antifasciste e democratiche di Milano". Che " Milano è..... e sarà sempre una città antifascista” ha scritto su Twitter. Dimentica che a Milano é nato il fascismo, appoggiato da maturi nobili milanesi, principi, conti e marchesi, i più noti industriali e banchieri milanesi, apprezzati notabili, professionisti e famosi intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori, cardinali che benedicevano i gagliardetti, e che da Milano é partita la Marcia su Roma, con tanti tanti milanesi; e se non ricorda i nomi glieli ricordo io qui >>> i fervidi assertori del fascismo...

.................................................

Vi ho stancati? Torniamo allora agli anni VENTI....
(per capire ancora meglio, cos'era il fascismo)

Dal 28 marzo al 1° aprile del '20, proprio la Lega degli Industriali (costituitasi nel '19)- soprattutto i metalmeccanici - proclamano la "serrata". Di rimando il 13 aprile dai socialisti viene proclamato lo "sciopero generale" e "l'occupazione delle fabbriche" (300 - per essere pronti all'azione rivoluzionaria) soprattutto nel cosiddetto triangolo industriale: Milano, Genova e Torino; che però il '24 aprile si esaurisce con la sostanziale vittoria degli industriali e con i socialisti che fanno una magra figura. Inizia il fuggi fuggi e il disgregamento dei socialisti. Sta nascendo il Comunismo (nel 21) ma anche il fascismo (nel '22), ed entrambi usano il manganello. Ma i primi sono pochi, già tanti i secondi e con dentro (guarda un po') tanti industriali.

Per la cronaca, nel 1926 fu costituita poi la "Confederazione generale fascista dell'industria italiana" . (oggi si chiama "Confindustria").
Va dicendo Mussolini "se vogliono fare la rivoluzione, i conti proprio non tornano, sono in pochi".
"le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola".
Si convince ancora di più che la rivoluzione è la Vandea, quando inizia a vedere i pessimi risultati della Rivoluzione Russa: "Bello i soldati uniti al popolo! Bello il collettivismo! Bello la distribuzione delle terre! Male invece i nuovi dittatori statali nelle fabbriche e nelle campagne".
Non era questo il socialismo che Mussolini sognava da giovane. Nè era questo l'utopico Marxismo (lo scriveva pure Gramsci!)

CONSEGUENZA DELLA DISFATTA SOCIALISTA
I molti dissidenti disertano il Congresso a Livorno e danno vita al nuovo partito: Il PCI.

Questa corrente socialista che va a creare il PCI, con l'intenzione di liberarsi dei riformisti, aveva sicuramente una forte dipendenza nelle scelte politiche di fondo e anche un certo legame finanziario con i Bolscevici. Non per nulla a Livorno proprio alla fondazione del Comunismo, c'era "l'occhio di Mosca": Kabaceff.
Del resto Togliatti - durante l'ultimo periodo del fascismo - troverà per 17 anni rifugio proprio a Mosca. Era là a gioire nel '42 quando decine di migliaia di italiani morivono nella ritirata inseguiti dai cecchini russi o stroncati dal gelo della steppa. E dopo - sempre a Mosca - si oppose pure a far rientrare i prigionieri italiani; non dovevano raccontare cosa loro avevano visto.

Su questo PCI, proprio Antonio Gramsci, scrisse un giudizio storico preciso (che chiudevano i risultati di una perdente esperienza storica del socialismo in Italia) e rivelerà la....
"...contraddizione interna, che viziava dalle fondamenta la concezione politica e storica dei primi capi della riscossa degli operai e dei contadini d'Italia, che condannava l'azione loro a un insuccesso tragico, pauroso. Il risvegliare alla vita civile, alle rivendicazioni economiche e alla lotta politica le decine e centinaia di migliaia di contadini e operai è cosa vana, se non si conclude con la indicazione dei mezzi e delle vie per cui le forze risvegliate delle masse lavoratrici potranno giungere a una concreta affermazione (programma) di sé".

A questa conclusione, i socialisti pionieri del movimento di riscossa dei lavoratori italiani non seppero giungere. Non vi erano né indicazione dei mezzi, nè delle vie, né avevano risvegliato le masse lavoratrici.
La loro azione (scioperi selvaggi) mentre stava facendo crollare i cardini di un sistema economico (con le "serrate" come reazione), non prevedeva la creazione di un diverso sistema, nel quale i limiti del primo fossero per sempre superati e abbattuti. Poneva le premesse di una rivoluzione ma non creava un movimento rivoluzionario. Scuoteva solo le basi di uno Stato (e di un sistema economico) e credeva di poter eludere la creazione di uno Stato nuovo".

Come colpo mortale alla sinistra i fascisti non avrebbero potuto fare meglio!
E nel 1921...proprio dopo Livorno - non a caso - é l'anno del Fascismo.................

Questo fascismo andò a raccogliere le forze sociali più disparate, di provenienza politica la più diversa (socialisti, anarchici, sindacalisti rivoluzionari, cattolici sturziani, nazionalisti, repubblicani atei, ex ufficiali monarchici, ebrei - e nel '29 pure i cattolici vaticani) unificate tutte dal malcontento nei confronti delle agitazioni operaie e contadine. E questo in una Italia da anni prostrata non solo dalla guerra ma anche dal trattato di pace e dai debiti fino al 1984 !!.
Mussolini ancora di ideologia socialista, vuole dare la speranza ai cinque milioni di operai e contadini tornati dal fronte dove vi erano stati per 4 anni, e che erano a spasso, delusi, affamati, infuriati.
E aveva già parlato chiaro!! "La nazione italiana è come una grande famiglia. Le casse sono vuote. Chi deve riempirle? Noi, forse? Noi che non possediamo case, automobili, banche, miniere, terre, fabbriche, banconote? Chi può, deve pagare. Chi può, deve sborsare...E' l'ora dei sacrifici per tutti. Chi non ha dato sangue, dia denaro".(Mussolini, Il Popolo d'Italia 10 giugno 1919).
Bisognerebbe dirlo anche oggi ai banchieri italiani che si portano via ogni anno con le ipoteche milioni di case alle famiglie in crisi. O che non rimborsano i risparmi alle stesse. Ma tenendosi i lauti guadagni dei dividendi che con quei risparmi delle famiglie loro hanno fatto. E che se proprio non agiscono così chiedono aiuto allo Stato. Cioè a noi cittadini già supertartassati.

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LE TRISTI CONDIZIONI CHE C'ERANO NEL TRIENNIO 1919-21

qui sotto, un "Mc Donald" di allora.... i miseri campi.... le fatiscenti scuole con .....

....con un popolo di analfabeti .....a partire dai maestri

L'analfabetismo in Italia...

Estratto dal Libro-Agenda "FINO AL 2001 E..RITORNO"
di Francomputer
( Copyright - deposito SIAE))

 

Anno

Italia

Spag

Ger-Aus

Sviz

Franc

Sv-N-D

Be-Ol-

Inghilt

(USA)

(Giapp)

1900

48,6

51

1

1

17

0,5

19

3

11

12

1941

13,8

17

1

1

12

0,5

11

2

5

4

1950

12,9

16

1

1

4

0,5

3

2

3

2

1960

8,3

12

1

1

3

0,5

2

1

2

1

anni di freq.scuola

7,6

6,9

11,6

11,6

12

11,4

11,3

11,7

12,4

10,8

 

Non solo durante la guerra, ma anche nel successivo triennio '19-'21 fu impressionante l'aumento del costo della vita in Italia. In una Italia tutta disoccupata, metà ancora analfabeta e con 5.000.000 di reduci a spasso da due anni con il dente avvelenato, vi era solo tanta miseria.
Fissandolo a 100 nel 1913, il costo della vita era salito a 365,8 nel 1918, ma ha compiuto poi un drammatico balzo a 624,4 nel 1919-20. Il 100% in un anno! L'oro era a 3,49 lire al grammo nel 1913, nel 1920 schizza a 14,05 (240% solo nel 1920). Con una guerra "vinta" (!!??) dicono i politici, una guerra che avevano voluta loro mandando a morire 600.000 italiani dopo averne chiamati a combattere 4 milioni e mezzo.

Finita la guerra, il bolscevismo russo, che voleva creare a sé uno sbocco nell'Europa occidentale e quindi anche in Italia, favorì con danaro
(abbiamo già ricordato che a Livorno c'era "l'occhio di Mosca": Kabaceff) e con ogni mezzo il sovversivismo nostrano che, sfruttando le tristi condizioni economiche del periodo del dopoguerra, tentava in qualche modo di impadronirsi dello Stato.
Del resto si era ancora alle "idee-vangelo" del rivoluzionario Pëtr Nikitic Tkacëv, che nell'esporre le condizioni di successo di una rivoluzione, scriveva ad Engels:
"Basteranno due o tre disfatte militari, alcune insurrezioni contadine simultanee in due tre province e un insurrezione aperta nelle città in tempo di pace, perché il governo rimanga completamente isolato e abbandonato da tutti. Mille rivoluzionari decisi a tutto, e la rivoluzione è fatta"
(P.N. Tkacev, Socineija, II, p. 277).

E ancora: "tra il vecchio e il nuovo ordine" e il passaggio dall'uno all'altro non poteva essere pacifico, come dimostrava la storia: "per distruggere il potere dei feudatari fu necessario il terrorismo del potere monarchico, e per far cadere la monarchia di Luigi XVI fu indispensabile il terrorismo della borghesia. E noi per vincere abbiamo bisogno alcune insurrezioni simultanee"

Infatti, furono proprio questi precedenti che portarono al primo esperimento rivoluzionario in Russia del 1905 e poi del 1917. In Russia però! Ma l'Italia non era la Russia!!!

Idee e manovre simili -finita la guerra- ci furono -e le abbiamo già accennate in altre pagine- pure in Europa: nella Germania sconfitta con la inutile lotta degli spartachisti, in Ungheria con Bela Linder, in Baviera e in altri paesi, ma sempre senza successo, perché in Europa il capitalismo c'era ed era forte, non così in Russia.
Qui andò bene (la rivoluzione, ma non il suo futuro a lungo termine) perché fu facile, prese infatti, la scorciatoia; buttò fuori dalla porta l'inetto Stato burocratico creato dallo zarismo, e fece entrare dalla finestra l'inetto Stato burocratico creato dal partito. (Ma in Russia non vi era ancora il capitalismo!)
Eppure proprio MARX nella prefazione del Capitale, scriveva che "una società non può né saltare né eliminare per decreto le "fasi naturali" dello svolgimento".

Qualche economista in Russia Marx lo aveva letto, visto che ZIBER scriveva pure lui che "…le "fasi naturali" dello sviluppo non potevano essere né soppresse né abbreviate: quindi anche la Russia avrebbe dovuto passare necessariamente prima attraverso il capitalismo". (!!!!!)

Ma Marx aveva scritto un suo libello nel 1843 su "La questione ebraica"; dove crede di poter descrivere la società borghese come l’avvento di una generale "giudaizzazione" della società. (ricordiamo che lui stesso era di origine ebraica !! - e non c'erano ancora in giro "I Protocolli dei Savi di Sion").


Lenin prima che crollasse tutto, corse sì ai ripari, e richiamò i burocrati zaristi, ma non poteva richiamare i grandi capitalisti, né un valido management economico e finanziario, né tantomeno quello industriale, perché entrambi questi in Russia non c'erano ancora. C'erano possidenti di terre (sul 90% del territorio) ma non le industrie e tantomeno (ancora assente del tutto) una elite finanziaria.

E se vogliamo dare una diretta testimonianza che un movimento di siffatta portata sociale tendente a sconvolgere dalle fondamenta l'intero assetto sociale, diciamo che era (a lungo termine) condannato all'insuccesso se non era contemporaneo oltre le stesse frontiere naturali, e quindi mondiale; ricorriamo a certe affermazioni di LOSOWSKI, nel 1920, neo-presidente dei sindacati operai della nascente Russia sovietica. In un colloquio avuto con dei giornalisti occidentali ("capitalistici") recatisi a studiare l'organizzazione del regime comunista russo.

Il colloquio lo riprendiamo da un libro pubblicato nel 1921 (che l'Autore di Storiologia, possiede in originale) scritto da Italo Caracciolo, titolo "Bagliori di Comunismo - La guerra dei contadini".
Losowski ai giornalisti, (profeticamente) ammise che....
" I rapporti economici fra i diversi centri di vita e di produzione non ammettono la contemporanea esistenza di organizzazioni sociali così antagoniste. Il comunismo o sarà internazionale, o non sarà che un effimero tentativo. Se la sperata rivoluzione europea non avviene, la rivoluzione bolscevica russa è condannata a perire. Non possiamo sussistere se il comunismo non si propaga dappertutto. Se rimarremo soli, fatalmente cadremo. Come si potranno conciliare nelle relazioni commerciali l'economia comunista e quella borghese? Nella vita economica internazionale valgono le leggi dei vasi comunicanti; perciò, o noi saremo costretti ad accettare le vostre leggi, o voi le nostre, e ciò in un breve periodo di tempo. Per salvare le nostre conquiste dobbiamo guadagnare tempo, utilizzare anche il più breve respiro, altrimenti è la morte". (era il 1920, che profeta!!!!!)

Ma se non c'era in Russia il capitalismo, c'era invece in Italia, modesto ma c'era, e Mussolini anche lui come Losowski, già nel 1915 su Utopia scriveva:
"I socialisti commettono un gravissimo errore, credono che il capitalismo ha compiuto il suo ciclo. Invece il capitalismo è ancora capace di ulteriori svolgimenti. Non è ancora esaurita la serie delle sue trasformazioni. Il capitalismo ci presenta una realtà a facce diverse: economica, prima di tutto".

Ma ancora prima, sempre su Utopia, del 15 gennaio 1914, scriveva: "Nella mente del proletariato, la "coscienza teorica" del socialismo sarà sempre amorfa, rudimentale, grossolana: come non c'è bisogno per essere buoni cristiani di aver letta e capita tutta la teologia, così si può essere ottimi socialisti pur ignorando i lavori e i capolavori della letteratura socialista, pur essendo completamenti analfabeti. I "sans-culottes" che mossero all'assalto della Bastiglia probabilmente non avevano nessuna "coscienza teorica" .

Poi nel 1917 frenando gli entusiasmi delle prime trionfalistiche notizie provenienti dalla Russia, scriveva:
"....La rivoluzione non è il caos, non è il disordine, non è lo sfasciamento di ogni attività, di ogni vincolo della vita sociale, come opinano gli estremisti idioti di certi paesi; (il riferimento alla Russia è chiaro. Ndr) la rivoluzione ha un senso e una portata storica soltanto quando rappresenta un ordine superiore, un sistema politico, economico, morale di una sfera più elevata; altrimenti è la reazione, è la Vandea. La rivoluzione è una disciplina che si sostituisce a un'altra disciplina, è una gerarchia che occupa il posto di un'altra gerarchia"
(1917, 26 luglio, Il Popolo d'Italia).

Agli operai poi, nel 1921, quando la svolta fu decisamente tutta a destra (e i primi fallimenti in Russia di Lenin erano ormai risaputi), MUSSOLINI così affrontò il proletariato:
"La parola socialista nel 1914 aveva un senso, ma ora è anacronistica..... bisogna esaltare i produttori perché da loro dipende la ricostruzione.... e ci sono proletari che comprendono benissimo l'ineluttabilità di questo processo capitalistico....produrre per essere forti e liberi...." - "le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola". Voi non siete tutto, siete soltanto una parte, nelle società moderne. Voi rappresentate il lavoro, ma non tutto il lavoro, e il vostro lavoro é soltanto un elemento nel gioco economico. Finché gli uomini nasceranno diversamente "dotati", ci sarà sempre una gerarchia delle capacità". - "Non basta essere in tanti, ma si deve essere preparati".

Gli industriali italiani ringraziarono !! Finalmente qualcuno li capiva!!

La svolta poi è quando il suo "Popolo d'Italia" da "quotidiano socialista" -dopo aver ricevuto alcuni finanziamenti di industriali- inizia dal 3 agosto a sottotitolarlo "Quotidiano dei combattenti e dei produttori". Poi il 1° gennaio del '21, ottenendo qualche finanziamento anche dai "siderurgici"- sarà ancora più opportunista ed esplicito mettendo il motto di Blanqui "Chi ha del "ferro" ha del pane".
Il patto con gli industriali divenne ormai senza più sottintesi.

Sempre su "Il Popolo d'Italia" del 15 gennaio 1921 così scriveva: "La società capitalistica ha realizzato quel tanto di socialismo che le poteva giovare e non si avranno ulteriori progressi in tale direzione. Il capitalismo non è soltanto un apparato di sfruttamento, come opina l'imbecillità pussista (PSU - Nda): è una gerarchia; non è soltanto una rapace accumulazione di ricchezza; è un'elaborazione di valori, fattasi attraverso i secoli. Valori, oggi, insostituibili. C'è chi pensa - e noi siamo del numero - che il capitalismo è appena agli inizi della sua storia. Appare sempre più evidente che il proletariato si farà rimorchiare dalle minoranze "capitalistiche", con le quali si accorderà ad un dato momento per dividere il bottino, escludendo i parassiti di sinistra, che vivono in margine alla produzione".

Gli industriali italiani ringraziarono due volte !! E iniziarono a guardare al Fascismo.

Infatti non demordono su cosa fare, fanno quadrato; prima fanno nascere la Confindustria (marzo 1920), poi iniziano a fare le "serrate" per far capire chi é che comanda (fine agosto 1920). Così anche chi lavorava si ritrovò pure lui a spasso, a fare gli scioperi di "solidarietà"…stando a spasso senza una lira in tasca.
Qui i sindacati socialisti iniziarono a perdere credibilità di azione. Non si poteva di certo continuare così. Dov'era finita l'"anima sociale"?


E infatti .. abbiamo già detto...
.
IL 1921... é l'anno del Fascismo.................


... lo scrisse proprio Mussolini "...il 1921 ...può essere definito l'«anno fascista», in quanto ché tutta la vita politica italiana - dal Parlamento alla piazza, ai giornali - è stata quasi ossessionata da questo fascismo"
( Mussolini, Il Popolo d'Italia, N. 309, 28 dicembre 1921).
Fascisti che non erano soltanto gli estremisti di destra - ma erano.... la destra nazionale.

Poi la scissione della sinistra nello stesso '21 a Livorno >>>
, servì a spianare la strada a Mussolini. E se in questi ultimi mesi, c'era stato un cauto allontanamento dal fascismo da parte della borghesia...
.... questa e non solo questa,
trovò poi nel fascismo l'unico valido strumento per farla finalmente finita con i "rossi".......


(vedi i 2000 fervidi assertori del fascismo...
LA NAZIONE OPERANTE > QUANTA BELLA GENTE !! > >

Dove dentro troviamo un po' di tutto: Principi (6), Conti (45), Duca (4), Marchesi (15), Nobili (18), Professori (182), Avvocati (182), Militari (65), Commendatori e Cavalieri del Regno (280), Scrittori e giornalisti (26). Di cosiddetti "giovinastri" "facinorosi", solo una decina su 2000 !!
Altro che "estremismo" !!!! o "antifascismo"!!
(tutta gente che poi - come se nulla fosse - ritroveremo alla caduta del fascismo).

Un clamoroso appoggio giunse anche dall'ambiente militare (soprattutto da quei 150.000 ufficiali (vilipesi dai socialisti "bei fessi siete stati") che sono a spasso pure loro, Con una circolare spedita dagli uffici di propaganda militare ai comandi d'armata, dal capo ufficio dell'informazione dello Stato Maggiore dell'Esercito Camillo CALEFFI, si afferma: "I Fasci di combattimento sono da considerare "forze vive" da contrapporre eventualmente agli elementi antinazionali e sovversivi e che perciò è necessario mantenere contatti con essi seguendone l'attività". -
Il RE queste due righe le prese come oro colato, quando non ebbe dubbi cosa fare riguardo ai timori che si ebbero con la "Marcia su Roma"; compreso il timore di perdere il trono.

Non è storico dire poi, dopo ventidue anni, che nessuno era fascista, o che lo erano stati perché costretti. Era questo che leggevano sui giornali nazionali, che iniziarono a riportare e ad amplificare i discorsi di Mussolini, i suoi scritti e le sue idee. Il poderoso libro sopra, andò a ruba. In seguito fatto sparire da tutte le biblioteche pubbliche (meno uno che io possiedo).
Vi sono le fotografie dei 2000, la loro biografia, chi erano, cosa rappresentavano, e la loro influenza nel Paese. Che non era affatto poca !! E non di certo erano "antifascisti".
Dire oggi che i fascisti erano quattro coglioncelli, vuol dire offendere Gentile, Marconi, Toscanini, A. Mondadori, P.E. Taviani, C. Bo, Rusconi, Agnelli, Amendola, Longo e tanti altri gentiluomini e industriali che poi nel dopoguerra li ritroveremo quasi tutti al loro posto.
A fare "antifascismo"? No a fare i propri interessi !!!

(la stessa cosa fece poi nel '33 Hitler, con la sua Reichsverband, di cui parleremo più avanti).

Quando nel '22 in Italia ci fu poi la netta svolta a destra nel governo, così i grandi quotidiani la salutarono:
ALBERTINI direttore del Corriere della Sera:
"Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -

Gli fece eco La Stampa di Torino:
"Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".

Entrambi i due fogli non erano il "Corriere dei Piccoli", ma i due più diffusi giornali d'Italia, che leggevano non i bambini, ma i titolari e i rappresentanti del capitalismo italiano.

Capito ????

Con la "mossa pazzesca" dei socialisti e poi nel '21 con i nascenti comunisti....
(
Ma anche questi si divisero in tre correnti, massimalisti comunisti puri da una parte (Gramsci e C.), riformisti dall'altra parte (Turati e C.), e in mezzo i massimalisti comunisti unitari (Serrati e C.). Anche se da che parte andare non lo sapevano proprio. Annaspavano!!).
..... ebbe inizio il fascismo.

MA COS'ERA IL FASCISMO prima di allora

Da non dimenticare che il nome "fascista" derivava dal POI "Partito Operaio Italiano" operante nel 1882-1892 di orientamento socialista che aveva anche una rivista "La Plebe", rimpiazzata nel 1883 dal "FASCIO OPERAIO". (che voleva essere indipendente da tutti gli altri partiti e si credeva matura per far da sè, senza ricorrere agli "operai del pensiero"- Com'era stato nel Risorgimento - con dentro intellettuali, borghesia ed anche nobili).
A seguito delle varie azioni di scioperi e distruzioni di questi (operai) lavoratori in rivolta, i seguaci, subito ma poi anche in seguito (quando ci fu la scissione socialista), fu data a loro la nomina di "Fascisti" (e poi rimase tale verso gli agitatori della piazza, diventati poi seguaci di Mussolini (quando lui era ancora socialista).
Insomma "fascista" era sinonimo di "rivoluzionari", "manipolo di violenti" "operai" contro gli industriali e i possidenti. E furono proprio questi ultimi che diedero questa nomea di "fascisti" alla sinistra prepotente.
In sostanza: le successive "squadracce" fasciste sorsero come reazione alle "squadracce fasciste rosse" che volevano trasformare l'Italia in una succursale dell'URSS, e che appunto si chiamavano "fasciste" proprio come quelle del 1883.

.
Tale nomea lo era prima con "Fascio operaio", ma rimase anche dopo (usato dagli stessi della sinistra) contro i loro "concorrenti" del "Fascio di Combattimento" fondato da Mussolini. Ma questa volta al soldo degli industriali, volendo lui interpretare la rivoluzione e l'ordine, giocare la carta del nazionalismo, non alla maniera "Russa" dove le rivolte del '17 di Lenin avevano sì portato il proletariato nei posti di comando, ma ben presto si trovò che non sapevano fare i manager ma solo gli operai e che ragionavano da operai. Corse in fretta a far rientrare dalla finestra - la borghesia zarista - quella cacciata prima dalla porta.

Tornando sopra, a quel punto quelli della sinistra da "fascisti" che erano stati, diventarono "antifascisti"; ma con la stessa precedente indole: violenza, squadrismo, rivolte, scioperi, distruzioni. E di fatto - quindi - anch'essi "fascisti".

Dal 1887 al 1889 diversi componenti di "Fascio Operaio" (con la nomea di "fascisti") furono arrestati per incitamento agli scioperi. Nel 1891 il "Fascio Operaio" prese poi il nome di "Partito dei Lavoratori Italiani". I cui militanti poi confluirono nel "Partito Socialista Italiano Rivoluzionartio" fondato da Andrea Costa. Lui il fondatore del settimanale "Avanti!". Deputato fin dal 1882 fu lui tra i fondatori del "Partito Socialista". Nel 1898 guidò la famosa rivolta dei lavoratori milanesi; fu arrestato durante il tragico stato d'assedio e la repressione (con il fuoco sulla folla - ci furono oltre 100 morti) del generale Bava Beccaris
(Decorato poi da Re; motivazione: " ...ha reso un grande servigio al Re e alla patria"). Due anni dopo -il 29 luglio del 1900 - a Monza, Re Umberto I veniva assassinato dall'anarchico "vendicatore" Gaetano Bresci.

L'attività operativa socialista si svolgeva nelle costituite Camere del Lavoro. Qui con i demagoghi (gli "operai del pensiero") si decidevano gli scioperi dei lavoratori, le barricate degli "operai", le occupazioni, gli attacchi rivoluzionari contro lo Stato, che scatenarono le tragiche repressioni.
Uno degli agitatori socialisti, e che si schierò con l'ala rivoluzionaria del partito, capeggiata da Arturo Labriola. era allora anche Benito Mussolini. Che cercò di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria, attaccando le istituzioni sia politiche sia religiose.
Lo stesso Mussolini era spesso a capo degli scioperi, con minacce alle organizzazioni padronali, finendo pure anche agli arresti.
Nel 1910, Mussolini divenne segretario della Federazione socialista forlivese dirigendo il periodico ufficiale l'"Idea Socialista", settimanale di quattro pagine (ribattezzato poi da Mussolini stesso "Lotta di classe"). Diventato pure lui "massimalista" del socialismo italiano giunse alla direzione dell'Avanti! Diede sostegno all'ondata rivoluzionaria della "Settimana Rossa", con l'insurrezione popolare che infiammò dalle pagine dell'Avanti scrivendo « Proletari d'Italia! Accogliete il nostro grido: W lo sciopero generale. Nelle città e nelle campagne verrà su spontanea la risposta alla provocazione".
Più fascista di così Mussolini non poteva essere!!

Gli scioperi si accompagnarono a distruzioni varie da una parte come dall'altra. Ma poi entrato in disaccordo con i socialisti sull'Interventismo alla vigilia del 1ma G.M, il 15 novembre 1914 Mussolini fonda il giornale "Il Popolo d'Italia" e dalle sue colonne attaccò senza remore i suoi vecchi compagni. (scrivendo "Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante").
Dieci giorni dopo il 29 novembre a Mussolini gli tolgono il giornale e viene espulso dal PSI. Motivo: era diventato un interventista; come del resto lo erano diventati i socialisti tedeschi.
Ed anche nel corso della lunga guerra i disfattisti socialisti non mancarono. (Cadorna attribuì a questo disfattismo la Caporetto). Poi la guerra finì come sappiamo: in una "Vittoria mutilata", e i socialisti non interventisti gioirono, ripresero vigore, disprezzando i 5 milioni di reduci ("cosa dicevamo? siete stati dei bei fessi").

A quel punto, Mussolini riunisce i cosiddetti "fessi" (li chiama "arditi") e fonda i "Fasci di combattimento" a Milano il 23 marzo 1919 in Piazza San Sepolcro assorbendo i nazionalisti, i reduci ancora a spasso, ma anche la borghesia, ed anche i tre milioni di piccoli proprietari di terre, piuttosto allarmati dai fatti russi.
Ovviamente tutte le gesta piuttosto violente dei suoi "arditi" contro i socialisti e contro il governo, furono bollate dagli stessi duri irriducibili socialisti come in passato "fasciste".
Ma nel combattere questi metodi violenti degli ex "fascisti" paradossalmente Mussolini diventa "antifascista".

Questi "violenti", "mussoliniani", i più esaltati e baldanzosi .....

... erano
spesso incontrollati dallo stesso Mussolini, che scrisse a proposito che "la violenza era e doveva restare per il suo fascismo un'eccezione, non un metodo ed un sistema" .

Preoccupato per l'eco negativa dei tragici fatti che stavano suscitando nell'opinione pubblica italiana, Mussolini, nella riunione del Gran Consiglio del fascismo del 5 ottobre 1925, fece approvare un ordine del giorno riservato, che disponeva fra l'altro "lo scioglimento immediato di qualsiasi formazione squadristica" e l'espulsione dal partito di chiunque non ottemperasse a tale ordine.
Chiaro di chi parlava!! Del "selvaggio Farinacci" (com'era chiamato dai suoi fedelissimi) sua la tentazione di fare una sorta di "antiduce" da contrapporsi al moderato Mussolini.
Lui fu riluttante a far applicare quell'ordine del giorno - che segnava per lui una grave sconfitta politica. Ma prevedendo una sua ingrata reazione, Mussolini lo aveva rimosso da segretario del partito assieme a circa 100.000 iscritti con le idee farinacciane, cioè tipi violenti, che terrorizzavano le piazze, chiamandosi come un tempo "fascisti").

(Ma non è che Mussolini infierì più di tanto. Anche se in alcuni territori avrebbe fatto bene a guardarsi alle spalle. Più tardi anche dentro nello stesso GUF.......

(questo GUF era il Gruppo Universitario Fascista) nato per controllare il polso dei giovani e selezionare i possibili quadri - nel '34 erano 1174 studenti e nel '38 già 18.000 - le donne (qui a fianco un raduno) rappresentavano nel '36 il 15,5 %, nel '41 il 21,9% - ma quest'ultime erano escluse dalla politica attiva. Attive erano invece le giovani donne nei raduni e soprattutto negli sport, con grande scandalo degli ecclesiastici; secondo loro gli italiani non dovevano vedere "le cosce al vento" e le attillate provocanti magliette, perché erano tentazioni di Satana. E nel '35 queste tentazioni erano già 387.000. Ricordiamo che i preti sconsigliavano non solo lo sport alle donne, ma anche di andare in bicicletta, c'era il rischio con la sella di lesionare l'imene, e quindi pregiudicare la loro immacolata verginità. Le volevano tutte sante, come la illibata Maria Goretti).

Nello stesso GUF, ..... lo scrive GIORGIO NAPOLITANO:

("vi era un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato" lo scrive GIORGIO NAPOLITANO). Ma Zangrandi, è stato molto netto: «Magari c’erano davvero degli antifascisti ma io non li vedevo»
(altro che persecuzione, confino, repressione dei nemici! Era un clima "TOLLERATO" !! Si allevavano i futuri nemici ....in casa!!).
Perché anche NAPOLITANO era dentro nei GUF,
(vi si aderiva su base esclusivamente volontaria! Nessuno era costretto). Nel 1942, a diciassette anni, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. E quindi ai GUF (anche se questo non significa essere fascista). Ma allora perché curare come studente anche un settimanale culturale fascista ("IX Maggio")?. Nel 1944 a Padova, entra in contatto con il gruppo di comunisti, scopre l’impegno politico, antifascista e tendenzialmente comunista e nel '45, a 20 anni si iscrive nel partito comunismo.
Non fece però il partigiano. Infatti lui stesso ammette “La Resistenza è stata bellissima. Anche se io non l´ho fatta, perché all´epoca militavo nei GUF
" (Giorgio Napolitano, Dal Pci al socialismo europeo. Un'autobiografia politica, Laterza editore)
Ma poi come comunista nel '56 sostenne la rivolta in Ungheria
dicendo che "fu fatta per difendere gli interessi militari e strategici dell’Urss per salvare la pace nel mondo". (Giorgio Napolitano, novembre 1956). Seguirono gli anni in cui diceva: “La figura di Lenin, teorico e artefice della prima grande rivoluzione socialista, è oggi, per i giovani che si schierano contro il capitalismo, un luminoso punto di riferimento (Giorgio Napolitano, aprile 1970).

In quel GUF c'erano insomma i nomi legati allo storia del successivo cosidetto "antifascismo": Natta, Pietro Ingrao, Pietro Nenni, Giorgio Bocca, Longo, Pintor, Calamadrei, Enzo Biagi, Bobbio, Buzzati, Guido Carli, Franco Calamandrei, Carlo Cassola, Vittorio de Sica, Massimo Giannini Severo, , Mario Mafai, Alberto Lattuada, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Aldo Moro, Eugenio Scalfari, Vittorio Valletta, Elio Vittortini, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Vittorio Zincone, Luigi Gui, Edilio Rusconi, Carlo Bo, Alberto Mondadori , Antonio Amendola, Michelangelo Antonioni ecc. ecc. E fra tutti questi perfino Bentivegna (l'attentatore di Via Rasella) e tanti altri che se non sapete chi erano con sorpresa li.....
leggerete tutti QUI nella lista >>>>

Su De Gasperi "Mussoliniano" vedi QUI >>>>

QUI invece GIORGIO BOCCA sul "razzismo" e sui "GIUDEI" >>>>>

E C'ERANO (e RIMARRETE SORPRESI)
ANCHE TUTTI QUESTI FAMOSI PERSONAGGI NELLA RSI >>youtube >>>


Insomma tutti "questi neo intellettuali, politici, gerarchi, industriali, nella lunga lista dei "Littoriali della Cultura" di Bottai e negli apparati del regime, avevano paradossalmente potuto fare "liberamente" - al soldo e proprio dentro il fascismo - perfino dell'antifascismo - facendo... i fascisti. (come l'attentato di Bentivegna (pure lui uscito dai GUF) in via Rasella, come a Porzus, o a Schio, o a piazzale Loreto furono fatte nel perfetto stile violento dei fascisti del 1883; non certo fatte da "uomini di pensiero; sono passati alla Storia come "macellai".

..... ma ai seguaci di Mussolini la nomea di "fascisti" rimase, anche in tempi meno cruenti del regime, per un ventennio, anche se socialisti e comunisti erano quasi spariti in Italia; alcuni rifugiandosi all'estero, perfino in Russia - Togliatti prese addirittura la cittadinanza russa - in attesa prima o poi della fine di Mussolini.
Del resto - visto che M. aveva fondato i nuovi "Fasci" e li aveva anche chiamti "di combattimento" non era improprio - per le azioni violente di alcuni suoi "arditi" - chiamarli "fascisti", come appunto erano i socialisti prima del'22).
Non a caso Lenin, che di rivolgimenti e azioni violente era maestro, si lamenterà pochi anni dopo con i socialisti perché "si erano lasciati sfuggire l'unico uomo capace di fare la rivoluzione (violenta) in Italia".
Ma bisogna anche ricordare (anche se lo abbiamo già ricordato) lo stesso Togliatti che ancora nel '36 - scocciato di essersi fatto scippare lo storico termine "fascista" (quello che come nel 1883 doveva terrorizzare i "padroni") incitò i suoi lanciando L'' “appello ai fratelli in camicia nera”, affermando "I comunisti devono far proprio il programma fascista del 1919". "prendiamo i manganelli"!!!!! (vedi qui >>>

ma anche QUI con i suoi proclami assieme alla ex fascista Nilde Jotti >>>>>>>

Fu da allora che gli avversari "alla Togliatti" iniziarono a chiamarsi impropriamente (copyright Bordiga) "antifascisti". Ma di fatto non lo erano !!! Perché pure loro non si fecero mancare le azioni violente "fasciste" e come incitava Togliatti a fare...... usando i manganelli.

Poi proprio come nel '18, nel'45 quando la nuova sciagurata guerra stava portando al disastro l'Italia - col solito ritornello: "ve lo avevamno detto, bei fessi siete stati" - i mancati "fratelli in camicia nera" diventati rossi, riapparvero e si risollevarono per condurre la loro guerra contro le nuove istituzioni che si stavano già formando in Italia, con il CLN Comitato di Liberazione Nazionale, dove esisteva (con i soliti "uomini di pensiero") una frattura tra i tre partiti di sinistra (PCI, PSIUP e PdA) e i tre partiti di destra (DC, PLI e DL), tutti anelanti alla nuova presa del potere. Con i primi che non si risparmiarono in azioni violente, simili a quelle precedenti cosiddette "fasciste". (culminate a PIazzale Loreto, ma che ci furono anche dopo, e solo per vendetta, per i vecchi rancori).

E cruente e tragiche erano già state (dopo l'8 settembre '43 e in seguito) quelli condotte (in modo fascista) dagli antichi "compagni" contro gli ex "fascisti", ma questa volta - come detto - assunsero loro il nome (si e no improprio) di "antifascisti".
BORDIGA già membro fondatore e primo segretario del PCI, nonché leader della Sinistra Comunista, definirà l'"antifascismo" «il peggior prodotto del fascismo», o meglio: «il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo» (
dalla Piattaforma politica del partito, redatta da Bordiga per il PCInt; citato anche in Marxismo contro fascismo e antifascismo, pubblicato dalla Sinistra Comunista nel 1984).

Convinti questi Gap antifascisti di poter far risorgere il vero comunismo del '21-'22, e di far entrare da Trieste nel '45 il "Bolscevismo" anche in Italia, i GAP sognavano non una indipendenza dell'Italia ma una Italia sovietica guidata dal "compagno" Stalin assieme al cosiddetto "il migliore" Togliatti. (quello che scriveva dalla Russia ""sento di valere diecimila volte di più del migliore italiano".
(qui i giornali dell'Epoca, > > i "filorussi" italiani si oppongono agli italiani "italiani" di Trieste> >

Vedi a proposito,
come il già citato,
ma non mancano altre
testimonianze in rete
- uno dei tanti incresciosi
aspetti di questa lotta di potere
come ....
Porzus (vedi Wikipedia >


Ma anche l'ECCIDIO DI SCHIO >>>>>>
avvenuto due mesi dopo la fine della guerra.
Il 6 luglio, dove dentro una stanza....
.....furon
o massacrate
a colpi
di mitraglia
54 persone
tra cui 14 donne
(la più giovane di 16 anni).


Poi ci fu
la strage
di ODERZO.

A che pro?

Era forse questa

la cosidetta "Liberazione" ??

in Italia c'è gente che considera il 25 aprile una giornata di festa inneggiando Stalin, mentre per i parenti di queste vittime sono giornate di lutto.

 


Torniamo nuovamente agli ANNI VENTI


Anche fra i socialisti rimasti al congresso di Livorno non esisteva omogeneità, era composto prevalentemente da massimalisti, e da pochi riformisti, presto questi ultimi buttati fuori, perchè Mosca al III congresso dell'internazionale del 22 giugno, inviterà il PSI ad espellerli dal partito.
Risultato: le divergenze e quindi le scissioni indebolirono tutta la sinistra italiana.
Si sfasciarono tra reciproche accuse; e perfino le masse lavoratrici passarono all'altra parte; a confermarlo la Kuliscioff che scriveva pochi giorni dopo da Milano a Turati -il 14 agosto- "...anche qui pare che ci sia un gran esodo degli operai dalla Camera del Lavoro con numerosi passaggi, con armi e bagagli al fascismo" e pochi giorni dopo aggiungeva "...non nascondo che la cittadinanza, nel suo attuale stato d'animo, mal tollererebbe azioni a fondo contro fascisti" (Turati-Kuliscioff, Carteggio, p.558).

Ma oltre la Kuliscioff, ALBERTINI sul Corriere della Sera, lo stesso 3 agosto, scriveva:
" .... sbaglio colossale per i socialisti perchè ha rialzato le azioni dei fascisti nella pubblica considerazione e ha sciupato, pure nell'opinione pubblica del paese, la pretesa conversione dei turatiani alle istituzioni, mentre dall'altro canto ha ristabilito automaticamente quel fronte unico tra popolazione, fascisti e agenti dell'ordine che i socialisti vorrebbero ad ogni costo spezzare".

E ancora:

"Il fascismo ora interpretato
é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -

Capito ????

L'ondata rivoluzionaria, che traeva ispirazione dai fatti russi
..... (con l'affermazione bolscevica - distribuzione delle terre ai contadini, fabbriche sotto il controllo prima degli operai ma ben presto sotto il partito, con i tribunali del popolo poi del partito, la milizia popolare poi del partito che ha sostituito la polizia, la nazionalizzazione (non più dei comitati operai ma da direttori imposti dal partito) delle attività commerciali, industriali e bancarie) .....spaventò enormemente la piccola come la grande borghesia italiana, il mondo liberale come quello cattolico, particolarmente allarmato dall'ateismo marxista, e impaurite furono anche le masse contadine (in Italia erano 3 milioni i piccoli proprietari di terre - sì piccoli "fazzoletti" di terra, ma gelosamente custoditi da padre in figlio) naturalmente legate alle tradizioni; timorose della confisca delle terre, furono ovviamente sorde alle sirene comuniste. (Anzi erano terrorizzati).

Probabilmente senza i fatti rivoluzionari russi (dichiarati "liberatori"), il "Biennio rosso" e il fallimento degli scioperi, in Italia non sarebbe mai nato il fascismo.

Scrive Bocca (Lui, il più filopartigiano degli storici italiani) "Nel 22 la sinistra é sconfitta e in certo senso ha fatto karakiri: ha voluto gli scontri frontali e li ha persi, é andata alla guerra con la borghesia e con i ceti emergenti e le squadre fasciste l'hanno fatta a pezzi.............
("a pezzi" letteralmente : vedi qui un rarissimo volume di Matteotti del '22 - che gli costò caro)

i fascisti distrussero le Camere del lavoro, dei sindacati, delle cooperative ....vedi foto >>>>>.
........ l'hanno fatto con l'appoggio dell nuovo Stato e del governo, degli industriali, quello che lo stesso socialismo voleva distruggere"
(Bocca: Storia illustrata n. 302, gennaio 1983).


Dopo il '22, dopo il disordine interno e dopo i 3 falliti governi precedenti, con Mussolini cessò l'indisciplina nelle officine; cessarono gli scioperi, cessò lo stato d'ansia degli industriali; fu rimessa in attività tutta la produzione del paese; furono messi funzionari con un maggior senso di dovere e di responsabilità; fu impresso un andamento più severo ed energico alle funzioni dello Stato, delle Provincie e dei Comuni, e quindi anche tutta la politica economica-finanziaria-industriale ne beneficiarono.
I latifondisti, gli industriali - dopo si aggiunsero anche alcuni esponenti delle potenze occidentali e la stessa Chiesa - che nel '29 al "Concordato" chiamò poi M. "l'uomo della provvidenza", gli tessero gli elogi, Mussolini aveva allontanato dall'Italia il bolscevismo.

MOLTO MA MOLTO INTERESSANTE queste pagine - quando fu scelta la data dell'11 giugno, festa della Madonna di Lourdes, che doveva fare il "MIRACOLO"....
(per unire Chiesa e Fascismo >>>>>>>>>
Quando nel corso dello stesso anno 14.000 "carcasse" di aziende in coma erano state spolpate dai banchieri "avvoltoi". Fallimenti quotidiani con le banche subito al loro capezzale per prendersi gli immobili
.

L'esperienza Russa,  con Mussolini, "uomo dell'ordine" e "della provvidenza" sembrava ormai lontana. Mussolini non esita a imporre quest'ordine al Paese, prima con il dominio sul malcontento, in seguito con il regime assoluto di un partito, e infine il suo autoritarismo, in un crescendo continuo. La terapia? concentrazione dei capitali e la monopolizzazione della produzione.

Fu una dittatura negativa? Come dicono i pseudi antifascisti. Sotto molti aspetti quella fascista differiva molto da quella nazista, era più moderata e meno repressiva. Pur avendo imposto un ordine di natura autoritaria, Mussolini e il suo fascismo mantenne una certa collaborazione con altri attori tradizionali del potere sia industriale, economico che intellettuale (vedi la citata "La mia nazione operante" "i miei 2000 assertori") e questo servì, in un certo senso, non solo a mitigare la durezza del regime ma a ricevere collaborazione. Infine non dimentichiamo che Mussolini riconobbe una certa autonomia nel potere alla Corona ed anche alla Chiesa (con la quale come ricordato sopra nel ’29 firmò i "Patti Lateranensi", ottenendo in cambio non solo il suo appoggio, ma fu chiamato pure "l'uomo della Provvidenza".

Ma a dire il vero "l'uomo della provvidenza" era semmai un altro: ALBERTO BENEDUCE; che lasciò poi anche un suo degno erede nel dopoguerra: il genero, che di "provvidenza" e "miracoli" ne dispensò poi parecchi agli Ex della "nazione operante": ENRICO CUCCIA.
(aveva sposato la figlia di Beneduce: che aveva un nome molto singolare: IDEA SOCIALISTA).

BENEDUCE (vedi > > in quella "Nazione Operante" farà la parte del leone; sarà lui a stendere una complicata rete riformatrice dell'economia e della finanza. Con un paio di grandi aziende e un paio di finanziarie creò le "Partecipazioni Statali" riuscirà a condizionare 20.000/30.000 medie e piccole aziende. Creerà l'IMI, l'INA, l'IRI, la SIP, la STET, le grandi banche: la struttura del "Capitalismo di Stato" con la "Confederazione fascista degli industriali" e con le "Corporazioni sindacali" che entrambe (sempre più consenzienti) diventeranno organi dell'amministrazione statale. La stessa Stampa (tutta) era consenziente!! (TUTTA!!)

E lasciò anche la sua opera: la struttura del "Capitalismo e l'Industria di Stato", le partecipazioni statali. Queste furono preziosissime nel dopoguerra, base dello sviluppo per risollevare l'Italia dalla catastrofe. Soprattutto a fine anni '50, dando vita al "miracolo economico" italiano, dove il tasso di incremento negli anni 59-60-61-62 fu rispettivamente del 6,4 - 5,8 - 6,8 - 6,1. (una favola!!!).

Poi i nostri politici, proprio dal '62 iniziano il saccheggio, le spartzioni, svedettero tutto per quattro soldi. Dando inizio alla "Razza Padrona"
(che é un libro di Scalfari del '74, dove alla fine del libro, caldeggia "una convergenza di vertice tra il PCI e le grosse famiglie dell'imprenditoria privata italiana).
La chiamarono "la grande abbuffata"; con tutto l'agroalimentare dell'IRI
(SME, Motta, Cirio, Bertolli, Autogrill, Italgel, Gs, Autogrill, Cirio-Bertolli-DeRica.Surgelati, Supermercati, la CIR, Buitoni-Perugina ecc.) si apparecchiarono la tavola e iniziarono a mangiarsi tutto. La svendita durò fino al '94. Svendendo tutto il futuro dell'Italia.

(se vogliamo analizzare ancora meglio il "VENTENNIO" "fascista" ECONOMICO vedi QUI >>>

Furono tanti gli effetti benèfici, ma che poi diedero vita (zitti zitti) alle ben note degenerazioni, che sia durante (alcuni si arricchirono) che dopo il fascismo si trasformarono nel dopoguerra per molti in un "campo dei miracoli" e in una grande "abbuffata >>>>>". Perché quella rete di potere economico di Beneduce non terminò con la fine della guerra né con la fine del fascismo, ma (con suo genero CUCCIA) avrà una sua continuità (con gli ex "fervidi assertori" ) per quasi tutta la seconda metà del secolo, con la nascente "razza padrona" e con l'italia diventata per alcuni un altro "campo dei miracoli" con l'ipocrita frase che cominciò a circolare nel dopoguerra: "chi avuto avuto, chi ha dato ha dato" senza pagare...... "pegno".
E nessuno parlava di "antifascismo". Salvo i "rossi", ma perchè questi guardavano a Est. All'espropriazione dei Padroni.

A fine guerra non si riuscì a capire chi aveva preso soldi, avuto benefici, aiuti di Stato, prestiti dalle banche; e perfino il finanziamento dato ai Partigiani (ne parleremo più avanti) non esisteva più nulla di scritto!!! Dopo il '45, fare dell' "antifascismo" rendeva proprio molto, funzionò benissimo sia a chi.... era stato di destra ma anche a chi all'improvviso era diventato di sinistra.
Ci fu il reciproco patto: "Io non so nulla cosa hai tu ricevuto, e tu non sai nulla cosa ho ricevuto io; chiaro?".
Per quelli che si erano arricchiti durante il fascismo, ci furono dopo migliaia di inquisiti, tutti gli italiani potevano fare denunzie; poi quelli andarono sì sotto inchiesta ma poi furono tutti assolti; erano si disse "troppi" (vedi più avanti).
Aveva ragione De Felice, "la peggiore eredità che il fascismo ci ha lasciato è l’antifascismo" .
Fino al giorno prima c'erano 30 milioni di fascisti il giorno dopo 30 milioni di "opportunisti" detti antifascisti. Dove i più furbi si riciclarono.

Insomma tutti costoro ringraziarono l'ex fascismo!! - e diventarono quasi tutti "antifascisti" e si accodarono pure per avere i "prestiti" (a fondo perduto) del "Piano Marshall" (qui tutti i nomi dei beneficiati) > >


Molti fin dall'inizio del regime era convenuto essere fascisti, erano riusciti a creare dei veri e propri imperi industriali; la Lega degli Industriali del '19 (quelli della "serrata" come quelli del '26) - adeguandosi - si trasformò in "Confederazione generale fascista dell'industria italiana". E con questa si avvantaggiarono e fecero fortuna.
Poi, dopo, quando si accorsero che Mussolini era stato utilizzato abbastanza per i loro piani, lo scaricarono. Il 25 ottobre del 1938 (mentre lui intendeva prendere le distanze dal "caporale" tedesco), lo stesso Mussolini si accorse di questa ingratitudine, quando nel suo discorso a Bari accennò al "tradimento della borghesia" e a "quel mezzo milione di vigliacchi che si annidano nel Paese".

Il suo dramma iniziò da quel giorno. Gli rimasero ipocritamente a fianco solo per altri scopi, quello di stimolarlo a una guerra con Hitler (vedi (tutti) i giornali !), per poter così incrementare la produzione bellica, per ripetere il "miracolo" '14- '18. (quando allora gli industriali in 4 anni decuplicarono sia le maestranze che la produzione).
A nessun industriale conveniva una pace o una "non belligeranza" (neutralità), e nemmeno quella autarchia industriale che Mussolini
voleva imporre al Paese.

L'industria era già attenta, il mondo si stava aprendo ai nuovi mercati, ai consumi delle masse, al liberismo che stimolava gli ingegni e l'imprenditoria, che poi si traduceva in tanta   ricchezza anche a chi ne aveva già molta.
Tuttavia (siamo coerenti!) in un modo (corretto) o in un altro (poco corretto) a beneficiarne furono tutti gli italiani che non patirono certo (nè prima né dopo) le pene del popolo del "paradiso bolscevico" reclamizzato dai fanatici comunisti come il "migliore dei mondi possibili".

Conclusione: se la sinistra non veniva sconfitta nel '20-'22, non sarebbe mai nato il fascismo...
E se vincevano i "rossi" l'italia sarebbe diventata un "paradiso" "rosso"! come a Est !!!.

Né in seguito (da un "caporale").....
(imitando tutto ciò che era stato creato in Italia dal '22 al '29)
......sarebbe forse sorto il nazismo in Germania.


ANTICIPIAMO QUI
DUE RIGHE SU QUESTO NASCENTE NAZISMO

Anche in Germania erano già nati e stavano allargando nel dopoguerra le loro file i socialisti; ma anche qui divisi in tre correnti; una di questa, la spartachista, lotta per una costituzione di una repubblica socialista sul modello sovietico.
Si comportano come in Italia i capostipiti "fascisti" socialisti di "Potere Operaio" nell'83, . Scendono in piazza contro il governo e gli industriali, fanno scioperi, occupano numerosi edifici pubblici, i giornali.
Le truppe del nuovo governo (buona parte mercenarie - non ne hanno del resto altre - perché gli ex combattenti di ogni grado sono contro il governo) reprimono nel sangue l'insurrezione e senza sosta la repressione. I due fomentatori dirigenti comunisti Rosa Luxemburg e Libknecht (che hanno dato origine allo spartachismo) il 15 vengono arrestati e assassinati.
L'avventura comunista filorussa in Germania è durata poco.

Ma dura invece l'indignazione, la rabbia, il malcontento con la protesta che dilaga anche negli ambienti militari. Ed è clamorosa. La flotta tedesca all'ancora a Scapa Flow viene autoaffondata dagli equipaggi piuttosto che consegnarla in vista dei trattati che -sono sicuri- i "traditori" andranno a firmare.

Dopo le pesantissime condizioni a Wersailles, 11 AGOSTO del 1919 si forma la REPUBBLICA DI WEIMAR.
Inizia la fuga dei grossi capitali, i risparmiatori si ritrovano in mano carta straccia. Il Governo stampa moneta notte e giorno, e sono le uniche macchine che in Germania funzionano 24 ore su 24.
Seguita però a dominare la casta finanziaria soprattutto ebraica fino al 1933. E secondo Hitler il disprezzo per gli ebrei e i comunisti erano la stessa cosa. Anzi pensava che il movimento bolscevico fatto trionfare in Russia fosse una cospirazione ebraica per la dominazione mondiale, come era scritto nei Protocolli dei Savi di Sion. Che circolavano già dal 1897, ma la loro grande diffusione ci fu nel 1920, veri o falsi che fossero.
Si disse anche che Weimar era una Repubblica senza repubblicani tedeschi. Ma fatta solo di Ebrei ricchi che avevano svenduto la Germania.

I PADRONI DELLA PROPAGANDA >>>>>>

«Noi (ebrei) siamo stati la causa prima non solo dell'ultima guerra, ma quasi tutte le vostre guerre. Noi siamo stati i promotori non solo della rivoluzione russa, ma di tutte le grandi rivoluzioni della vostra storia. Noi abbiamo suscitato e continuiamo a suscitare discordie e contrasti nella vostra vita pubblica e privata...».

L'ebreo rumeno Marcus Eli Ravage (1884-1965) (Century Magazine, nn. 3 e 4, 1928)
"oltre l'80-85% dei membri del primo governo dell'Unione Sovietica era composto da ebrei. E questi ebrei, guidati da concezioni ideologiche false, hanno arrestato e represso i seguaci del giudaismo, del cristianesimo, dell'islam e i credenti di altre religioni".
( PUTIN - su You Tube ) >>>>>

 



In effetti molti della casta ebraica a Weimar vivono"anni d'oro"; e molti tedeschi si chiedevano "Ma questi dove trovano tanti soldi? La città di Berlino è ricca e noi paghiamo le tasse". E fra questi che si facevano queste domande c'era il "caporale" che fallito miseramente il suo Colpo di Stato ("putsch della birreria"), finì in galera scrivendo il "Mein Kampf" dove getta la base teorica del suo pensiero e del movimento che intende costruire. Strumentalizzando il malcontento e le frustrazioni soprattutto delle classi più deboli e numericamente determinanti all'affermazione stabile del suo movimento.
Hitler prima nel 1920 aveva aderito al nuovo Partito dei lavoratori (Partito Operaio Tedesco). Arbeitpartei . Ma una volta dentro lui voleva subito dominare la scena. Il Partito iniziò a raggruppare forze di estrema destra- si trasforma in Partito Nazi-onalsociali-sta dei lavoratori tedeschi (NSDAP). La Denominazione contratta diverrà Nazi-sta).
(una più accurata sintesi del periodo nazista è nella sua BIOGRAFIA >>>>

E cosa va dicendo il futuro capo nazista, ora, dopo l'uscita dal carcere?: "Straccerò i trattati, non pagherò le riparazioni, ripristinerò i confini, darò lavoro agli operai, ricreerò un forte esercito, sconfiggerò i comunisti, la Germania tornerà grande, ecc."


“Per Hitler la nuova guerra non era un conflitto alla vecchia maniera, come quella che continuavano contro gli alleati occidentali, bensì rappresentava un episodio ulteriore della lotta millenaria fra due concezioni essenziali, quella europea e quella a est. Quest’ultima era rappresentata dal comunismo e tutto quello che comportava, secondo lo schema ideologico nazista, (il giudaismo, odio antieuropeo, impiego delle razze non bianche per la distruzione dell’Europa)
Erik Norling<Volontari svedesi nella Waffen SS Europea(1940-1945)> Novantico, Pinerolo, 2010, pag.9)-.
E ancora: “..la guerra del nazionalsocialismo era la guerra per l’indipendenza e l’unità dell’Europa contro gli imperialismi russo e americano e.., quale ne fosse il prezzo, essa avrebbe conservato all’Europa e all’uomo bianco il suo posto nel mondo.
A. Romualdi "Il Fascismo come fenomeno europeo" (Edizioni de L’Italiano,s.a.i. pag. 184).

Molti anni dopo, sul "Corriere della Sera" del 28 IX 1998 Indro Montanelli toccò gli stessi tasti, e fu profetico (e non aveva ancora assistiro all'invasione dei clandestini dall'Africa) in "Aspettando l’alluvione di extracomunitari" scriveva: "Per quanto inattuale, per oggi e per domani, oltre l’ipotesi di una invasione militare, potrebbe verificarsene un’altra, di cui c’è già qualche avvisaglia: un’alluvione di extracomunitari talmente massiccia da mettere in pericolo la nostra Gente - moglie, figlio, eccetera - e la nostra Roba. E in tal caso, spento in noi ogni Spirito di combattenti perché spento ogni valore di Patria, di Dovere, eccetera, a cosa attingeremmo la forza di resistere?” “Noi veniamo aggrediti, la guerra ci è stata dichiarata, il nostro sangue tramonta o viene corrotto. E tutta l’opera del sistema consiste nel persuaderci che questo formidabile avvenimento non esiste". (e non c'era ancora la Boldrini!)
” Guillaume Faye <Avant-Guerre Chronique d’un catastrophe annoncè>L’Aencre, Paris, 2002,pag.341.

Ma ancora più profetico già nel 1933 era stato Oswald Spengler nel suo "Jahre der Entscheidung" ("Anni della Decisione" AR,Padova,1994,pag.171) ammoniva : “Dietro le guerre mondiali … spunta il più grave di tutti i pericoli, il pericolo rappresentato dai popoli di colore. Per fronteggiarlo sarà necessario "mobilitare" tutto ciò che in fatto di "razza" ancora sussiste nei popoli bianchi.”

Ma preoccupazioni e misure eugenetiche erano presenti anche in Stati non certo etichettabili come “fascisti”. “Stati Uniti e Svezia furono pionieri della sterilizzazione coatta contro i criminali abituali (con particolare riguardo agli afro-americani nel caso degli USA”(R.O.Paxton "Il Fascismo in azione" Mondadori,Milano,2005,pag.41)

Nei suoi comizi Hitler va dicendo quello che i tedeschi volevano sentirsi dire, mettendo il coltello nella piaga. Ripetendo per mille volte le stesse cose con gesti teatrali, e nel modo semplice come li diceva i suoi slogan li capivano anche i bambini.
La vera grande rivoluzione sociale (fallita quella comunista) era nulla a confronto. Così, quella che doveva essere una pace (di Wersailles), iniziò a fomentare un'altra guerra.
Ma sia in Francia che gli ambienti ebrei, era quello che volevano, per "finalmente" farla finita con i tedeschi.
Come leggeremo in scritti di ebrei più avanti (anno 1933) si scriveva: "la Germania deve morire", "bisogna strangolarla economicamente", "bisogna castrare tutti tedeschi", "Per il bene dell'Umanità ! ".
Ma (prima ancora di Hitler) questi timori e cinici desideri erano di vecchia data. Soprattutto in USA dove gli ebrei erano ca. 2 milioni ed erano a capo di banche, industrie, cinema, trasporti, grande distribuzione ecc. ecc.
Fin dalla fine del 1800 (gli ebrei di tutto il mondo erano ca. 15.000.000) si accennava a un loro ipotizzato genocidio. Il timore che si volesse eliminare gli ebrei parte quindi da molto lontano e per bocca dei vari rabbini. E si accennavano sempre a 6 milioni di morti. Nel 1906, Paul Nathan sul N.Y.TIMES deplorò il rischio che la Russia zarista sterminasse 6 milioni di ebrei. Nel 1911 il World Zionist Organization deplorò il rischio dell'annientamento di 6 milioni di ebrei in Europa. E' singolare che in seguito si accennano sempre a 6 milioni di morti nella Germania nazista.


Per altri particolari dell'ascesa di Hitler (
Fino al 1933)
vi rimando alle pagine nella biografia di Hitler.
Mentre SUL RAZZISMO IN ITALIA - VEDI OPINIONE E DOCUMENTI >>>


Quando Hitler nel 1933 sale le scale del Reichstag (offertogli su un piatto d'argento) tutta la politica, soprattutto quella economica-finanziaria-industriale della Germania era già stata a monte tutta pianificata, con a valle una struttura altamente organizzata; già tutta razionalizzata dalla Reichsverband (associazione industriali tedeschi - 600 cartelli - poi diventata Wirtschaftslenkung "imprese private guidate" . (il cosiddetto "dirigismo")
Dallo Stato? Da Hitler? No! semmai (ma questo solo all'inizio) lo Stato e questo Hitler era guidato da queste imprese. E queste (ed altre nate nell'occasione) non erano certo "creature" di un caporale che aveva fatto appena la quinta elementare, che non era capace nemmeno di fare una moltiplicazione e una divisione. Non erano progetti organizzativi che si potevano creare in un mattino. Erano necessari i maghi della finanza, i grandi banchieri (come dei Beneduce in Italia) occorrevano notevoli capacità imprenditoriali, e abbisognava di nutrito appoggio dei conservatori. Hitler era stato messo lì solo perché era un ottimo e utile demagogo per le folle, infiammava i reduci umiliati, i disoccupati, i perdenti di una Storia rivoltatasi contro il destino tedesco.
Hitler infatti, sale (è messo) al potere con la legalità; ed è un potere che gli viene offerto da una elite tedesca su un vassoio d'argento.
Una Elite così determinata a trasformare la Germania, che allarmò l'altra "Elite", quella del mondo ebraico, l'ebraismo internazionale (ne parliamo più avanti).

Ma possibile che nessuno in Europa (ALL'INDOMANI DELLA SALITA AL POTERE DI HITLER nel '33) si accorse che si stava - con la "pianificazione autoritaria" - via via incrementando oltre che tutta la struttura economica-finanziaria-industriale, aumentando quella del finanziamento di guerra?(che gli era stato negato ai Trattati di Wersailles)
-- che c'era la mobilitazione delle industrie di guerra, il funzionamento delle fabbriche ed officine che producevano il materiale di guerra;
-- che era in fermento tutta l'organizzazione del centro direttivo dell'industria degli armamenti (Heereswaffenamt);
-- che c'era la nascita del consorzio degli armamenti e delle fabbriche d'armi, di munizioni e di materiali vari (fucili, mitragliatrici, carri armati, autoblindate, cannoni di ogni calibro);
-- che si stava curando l'organizzazione dell'esercito con riguardo agli stati maggiori, ai quadri superiori, ai subalterni, alle truppe in attività di servizio, alle riserve istruite, alla polizia, alle milizie, alla preparazione pre-militare, al servizio del lavoro, ai campi di istruzione, alle esercitazioni e manovre ;
-- curando il settore dell'organizzazione dell'aviazione ;
-- curando gli armamenti navali e la politica delle costruzioni navali
-- che c'era la preparazione della gioventù alla cultura del guerriero (tanti Sigfrido) che veniva inculcata in tutti i gradi dell'educazione.
(Secondo i Trattati di Versailles non doveva avere più di 100.000 uomini, niente marina e niente aviazione. Quando Hitler aggredirà la Polonia ha invece già schierato 1.200.000 uomini, 18 corpi d'armata, 75 divisioni di fanteria, 3 da montagna, 5 leggere motorizzate, 5 corazzate).

Ne bisogna dimenticare che questo riarmo non era un fatto nuovo per la Germania, allo scoppio della Guerra Europea (1870), Napoleone III non aveva un'idea delle divisioni che sarebbero state portate contro la Francia. Si aspettava anche lui di trovarsi di fronte solo 2-3-4 corpi d'armata, ne comparvero più di 40. Fu la sua ingloriosa fine. E da lì iniziò l'odio francese per i tedeschi e questi da allora iniziarono ad essere potenti. E lo erano durante e alla fine della 1a G.M. In Germania non vi era stata alcuna distruzione. I tedeschi a casa loro la guerra quasi nemmeno l'avevano vista.


La punizione da dare nel "
giorno della rivincita sulla Germania" era già stata scritta dal francese Delcassè già nel 1913, (vedi >>>>> ) prima ancora che scoppiasse la guerra, quindi prima dei tragici fatti di Sarajevo. Delcassé coltivava un vendicativo odio smisurato per i tedeschi.
La guerra infatti poi finì per la Germania con una ingloriosa svendita e la frustazione dei tedeschi medesimi. Uno di questi era sì Hitler, ma lo erano anche gli antichi industriali, che se prima della guerra erano già una potenza (vi erano già 70 cartelli industriali - con la Reichsverband) dal 1933 in poi lo erano diventati ancora di più, producendo proprio per la guerra.
E stavano pure loro ad aspettare la rivincita; Politica, economica, industriale, militare.


Ma é possibile che si era a questo risveglio economico e militare nel 1933?
Sì ! e nessuno se ne accorse? Per di più sortite da un caporale quasi analfabeta? Si ???
Ma per favore !!

A partire dal '33, Hitler con alle spalle la "Reichsverband" parallelamente all'instaurazione del regime nazionalsocialista dopo la sua l'ascesa al potere stava facendo (ma non lui) ciò che negli Usa era già in corso con il New Deal di Roosevelt.
Quando Hitler sale le scale del Reichstag, tutta la politica economica era stata già pianificata, con una struttura altamente organizzata, razionalizzata; e le stesse cose le stava facendo Roosevelt, anche lui con la sua ""pianificazione autoritaria" che impose: a) il controllo rigoroso dei cambi; b) il controllo del commercio estero; c) il rifiuto di svalutare la moneta, d) importazioni solo da paesi disposti a ricevere la propria moneta e non valuta convertibile.
Anche se poi furono vani. Nel 1939-1940 gli USA erano ancora in crisi.

Nel Piano "pianificazione autoritaria" hitleriano c'era invece una rosa di provvedimenti dove c'era materia tecnica da far impallidire i più grandi economisti del mondo, compresi quelli americani, c'erano le migliori menti dell'alta finanza tedesca. C'era l'espressione di tutto un intero "potente" mondo economico che voleva egemonizzare economicamente l'intera Europa (e il "clima" era del resto favorevole - tutti erano in crisi, America compresa).
L'Inghilterra dopo il '29 e nella grande depressione, dagli USA si era defilata. Cioè il paese più liberista del mondo si era chiusa la porta alle spalle, lasciando l'America a leccarsi le ferite.
In Usa vi era in gioco la sua stessa sopravvivenza, e proprio in un periodo in cui le tecnologie stavano decuplicando la produzione. Si pensi che esistevano 25 acciaierie in attività (l'Italia ne aveva 2), circolavano 30 milioni di auto, e possedeva il 58% delle risorse alimentari del pianeta.

Ma col New Deal gli Usa - anche con la "pianificazione autoritaria", nel '39, non avevano ancora risolto nessuno dei grossi problemi (a sentire i repubblicani, anzi li avevano aggravati).

Ma la stessa Inghilterra poi entrò in crisi; non avendo più lo sbocco sul mercato Americano, la Germania stava diventando la sua più temibile concorrente. E se negli Usa non avevano risolti tutti i problemi gli stessi problemi li avevano in Inghilterra, anzi qui erano diventati molto più seri. Erano ridotti male. Non vendevano più nulla e non producevano più nulla. (cali nella produzione del 25-35-50%).
Fino al punto che nel marzo del 1939, cioè a pochi mesi prima dall'invasione tedesca della Polonia, i rappresentanti dell'industria britannica si trovarono a Dusseldorf per diventare soci della Germania per intraprendere una guerra commerciale contro gli Stati Uniti, cioè boiocottare tutte le merci statunitensi (e lo fecero anche tutti gli altri Stati Europei, Svizzera compresa).
Ma con i tedeschi gli inglesi a Dusseldorf conclusero poco, anzi diedero a Hitler la percezione che erano in grosse difficoltà, ed era vero!!; quindi l'idea di iniziare una guerra prima in Polonia poi in Occidente, alla odiata Francia, non lo spaventava, anzi. L'Inghilterra in piena crisi era del tutto disarmata. Non così la Germania, che si faceva addirittura rifornire dagli inglesi di materiale motoristico.
Era una occasione per Hitler da cogliere al volo, prima perché l'Inghilterra così mal messa non avrebbe corso in aiuto né della Polonia, né (essendo anche questa una sua intenzione) della Francia. Liquidata poi queste due sarebbe stata una occasione per invadere anche la Gran Bretagna..

(per la cronaca: gli USA (o meglio gli americani tutti) invece, sempre restii a fare una guerra in Europa, con la (scusa) poi di Pearl Harbor risolse tutti i problemi con la sua "Crociata in Europa" (come titolò Eisenhauer le sue memorie) Fu l'intervento per gli Usa una vera manna dal cielo, risolse tutti i suoi problemi. Prima negli stessi Usa e poi anche in Europa con Piano Marshall).

Su quella "pianificazione guerresca hitleriana" accennata sopra, con dati più o meno precisi e circostanziati se ne scrissero molti nel corso del '33-'34-'35. Possiamo citare, tra le altre, le seguenti pubblicazioni: Paul Darcy, L'Allemagne toujours armée, 1933. Editions des Portiques, Parigi ; Dorothy Woodman, Aus seuil de la guerre. Hitler réarme. Edition du Carrefour, 1935, Parigi (tradotto dall'inglese) ; Dr. Helmut Klotz, Germany's secret armaments. Londra, Jarrolds, ottobre 1934; S. Erckner, L'Allemagne, champ de manoeuvre, Parigi, 1934 ; ecc., senza contare tutta una serie di articoli sparsi nei vari periodici, specialmente in quelli..... anche francesi ed inglesi (!!) Compreso lo Stesso Churchill.
Gli unici attenti, e quindi preoccupati era l'ebraismo non solo tedesco (che era potente) ma anche quello internazionale, cioè gli ebrei di tutto il mondo e quelli soprattutto negli USA dov'erano pure loro in crisi. (ne parleremo più avanti).

Se fu possibile?
Certo, forse alcuni non sapevano leggere !!! O non conoscevano i tedeschi che avevano ancora tutti il dente avvelenato della Grande Guerra. Eppure profeta a Wersailles era stato Sir GEORGE (inglese): "Ho la sensazione crescente che gli USA si stiano comportando da prepotenti".
"Non riesco ad immaginare più grave motivo di una guerra futura".
E nel '33-'34-'35 , la stavano appunto preparando la guerra !!!! Con Hitler a fare il fantoccio spaventapasseri.

Lui messo lì come marionetta da usare, in breve una volta dentro il governo, sempre presente come un indemoniato, inizia dalla burocrazia a fare il vuoto, lui a cambiare prima le piccole pedine per poi arrivare ai dirigenti, e come lui é capace di fare, esaltandoli i militari. Con uno di questi (Goering) crea pure delle sue squadre speciali (la Gestapo). Pronte a scoraggiare o a far fuori gli ostinati con le epurazioni (famosa la "Notte dei lunghi coltelli). Ai potenti che lo hanno fatto salire a quel rango, Hitler con il terrore inizia a dare ordini cosa fare e chi gli si oppone crea delle strutture ai suoi ordini.
I potenti industriali tentennano davanti ai suoi ordini, e lui crea delle proprie acciaierie, industrie metallurgiche con a capo responsabile sempre Goering. Nel '37 chiama Porsche per costruire auto (la Volkswagen), sceglie persino il sito dove deve sorgere.
Poi diventa anche comandante in capo della Luftwaffe, l'aviazione da guerra. Non solo ma diventa anche il responsabile del piano di confisca dei beni degli ebrei e del loro internamento.
In breve tempo Goering diventa uno degli uomini più ricchi della Germania.


Hitler fu dunque - come accennato - messo lì da grossi personaggi della Germania Guglielmina, i grandi notabili, i grandi industriali, i grandi banchieri ma non ebrei: il principe Augusto figlio del Kaiser, i dirigenti della Deutsche Bank, della Commerz Bank, della Dresder Bank. I grandi industriali dei colossi chimici Farben, gli Henkel, i Schnitzler, i Bosch, i Thyssen, i re della gomma Conti, dell'acciaio Voegler, delle Assicurazioni Allianz. Poi i gruppi Simens, Aeg, i Krupp,  gli Junker e tanti altri. Infine  Schacht, l'economista di fama mondiale, un mago della finanza (un Beneduce!), che dirigeva la prestigiosa Reich Bank. Oltre a centinaia di altre grandi aziende: Adler Sa, Aeg, Astra, Auto-Union, Bmw, Messerschmitt, Metall Union, Opta Radio, Optique Iena, Photo Agfa, Puch, Rheinmetall Borsig Ag,  Schneider, Daimler Benz, Dornier, Erla, Goldschmitt, Heinkel, Solvay, Steyr, Telefunken, Valentin, Vistra, Volkswagen, Zeiss-Ikon, Zeitz, Zeppelin e altre innumerevoli
,
Quella che doveva essere la marionetta dei potenti, sarà invece Hitler e Goering a trasformarli tutti in burattini manovrando loro due i fili.
Alla vigilia del suo insediamento, Von Papen rassicurando Hindenburg e i suoi amici di cordata aveva detto che voleva "prima prendere i voti di tutti i nazisti, leghiamo al carro  Hitler, poi lo mettiamo sotto il carro e lo stritoliamo fino a non lasciargli sano nemmeno un osso".
Mai previsione fu così avventata !!!

.
Ma oltre i potenti, nell'ascesa, c'erano con lui tutta la Germania.

Alle elezioni del 5 marzo '33, 17.277.180 (43,9%) di persone danno piena fiducia al neo Cancelliere del Reich Adolf Hitler, che ottiene così i pieni poteri contro 7.516.243 (12,3%) dei socialdemocratici.
Il 12 Novembre al plebiscito della ricca Sahar il 90% dei votanti della regione (che era tedesca) si espresse a suo favore.
(vedi biografia di HItler > >

Insomma in Germania come in Italia !!.... (dove qui c'erano i citati i "fervidi assertori" della "Nazione Operante") ...... c'era la Reichsverband. .

Nello stesso '34 Mussolini al suo plebiscito ottenne 10.043.875 voti SI, contro i miseri 15.215 NO.
Più nessuno era contro il fascismo mussoliniano.

 

E se Mussolini
é stato il padre del fascismo,
la madre fu l'Italia tutta.


 

 

 

 

E se Hitler
é stato il padre del nazismo,
la madre fu la Germania tutta.

 

 



Nessuno può inventarsi di fare il dittatore se non ha le spalle coperte, nè può continuare a farlo il primo per 22 anni, l'altro per 12, se non si hanno grandi appoggi e un largo consenso.
SOPRA LO ABBIAMO VISTO.

Oggi il fascismo non esiste più, né può più risorgere:
se rimane nello sfondo è solo perché l’anti-fascismo lo risuscita continuamente.
Anzi fa scoprire il fascismo a chi lo ignorava.

Gli storici scrivono, di solito, quello che il “potere al potere” vuole che scrivano.
Ed é paradossale che a raccontare cos'era il fascismo siano sempre antifascisti dichiarati!

La legge che si vuole varare (Fiano - lo appoggia il partito di sinistra di Renzi) vuole impedire la diffusione di un’idea e dei suoi simboli che combacia perfettamente con l’idea di "quel fascismo" che nella sinistra-socialista era (lo abbiamo visto) già nel DNA prima del '21.
Fascismo e comunismo hanno la stessa matrice ideologica: il socialismo, appunto.
Ma il fascismo non predicò mai l’abolizione della proprietà privata, come prevedeva invece il socialismo bolscevico.
Pensare di fare una legge "antifascista"
agendo col “fascismo”(alla Togliatti, fatto col manganello) è piuttosto bizzarro.
Torneremmo al 31 dicembre 1925 quando entrò in vigore la legge n. 2307 sulla stampa che disponeva che i giornali potessero essere diretti, scritti e stampati solo se avessero avuto un responsabile riconosciuto dal governo fascista.
E oggi sarebbe una legge di un governo di sinistra e un ebreo a farlo?

Una legge come quella ideata da Fiano è una legge di retroguardia; è la dimostrazione che esistono persone che vogliono tenere il morso, le redini di una società che, sotto sotto, non vogliono rappacificata.
Per cercare e cancellare un periodo della Storia italiana, piena di luci ed ombre, partendo dal presupposto che quel regime negava la libertà d'espressione, si vuole oggi imporre per legge di dimenticare che questo periodo è esistito. Se non è fascismo - inteso come imposizione assolutistica - allora cos'é ?
Eppure "Ecco la legge per regolare i partiti" (Fiano)


Lui a fare l'italia.
Capisco che le origini ebraiche del signor Fiano (figlio di uno scampato ai lager) sia sensibile contro chi scrisse le leggi razziali, ma essere il paladino dell'antifascismo, che lui ha solo sentito nominare sembra un torto a un'azione opposta ma uguale in sostanza.
Inoltre - come ebreo in Parlamento con i voti degli ebrei - non rappresenta il popolo italiano. (Gli Ebrei sono un millesimo della popolazione Italiana). Lui seguiti pure a fare il consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ma non il paladino della Comunità Italiana.
Ne lui deve fare una legge per "regolare i partiti italiani".

Ma a chi conviene? questo cambiar le carte in tavola?
Non siamo nel 1921 !!


se interessati vedi gli avvenimenti anno per anno, e mese per mese, a partire dal 1919 > > >

 

nella 3a parte che segue
parleremo l'inizio della guerra in breve
MA CHI VOLEVA LA GUERRA ?
MUSSOLINI, I GIORNALI, GLI ITALIANI ?

poi accenneremo alle "leggi razziali"

In Germania e in Italia

PIU' ALTRI 20 LINK SUL VENTENNIO
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