1941

BASTA! PIU' SOLO "AMERICAN FIRST"...
(non abbiamo bisogno del resto del mondo)

poi però scoppia l' "opportunistica" amicizia degli....

STATI UNITI e URSS

(in fondo un articolo scritto in Italia il 7 aprile 1941)
( e negli USA l'11 sett.1941 )

Quando l'attacco tedesco si rivolse  contro l'Unione sovietica, mutò tutta la politica delle Potenze in guerra.
Stalin aveva sempre rifiutato di credere a Churchill che il suo alleato Hitler si stava preparando per aggredirlo. Una vera e propria ostinazione mentale, visto che c'erano molti segnali, ed anche gli informatori (le grandi spie) il loro lavoro lo stavano facendo bene, ma lui testardo. (in apparenza?)
(questo secondo Churchill, mentre sappiamo che Stalin si era preparato bene, militarmente (vedi la
"Sorpresa" a Smolenks) e politicamente (vedi l' Incontro col giapponesino)

STALIN non volle (!?) mai credere al tradimento dei tedeschi fino a pochi minuti dall'invasione, che CHURCHILL gli aveva addirittura anticipata una settimana prima. Poi alle 2 di notte del 22 giugno del 1941, Churchill lo chiamò al telefono sulla "linea rossa", per dirgli  "Stanno arrivando, adesso sono sicuro che ci crederai".

(ATTENZIONE- Questa idea che Stalin non prevedesse un attacco viene smentita da queste altre pagine.
"LA SORPRESA CHE RISERVO' STALIN A HITLER a Smolenks"


Quando l'"Operazione Barbarossa",
dopo la conquista della Grecia e della Jugoslavia, inizia (con un gravissimo ritardo per una sciocca ostinazione di Hitler su Belgrado), abbiamo dunque la svolta decisiva della guerra. Hitler ha osato e ha aperto due fronti. Alle spalle ha l'Inghilterra che nonostante i tedeschi la bombardano costantemente non si piega, attende fiduciosa i primi  aiuti americani e non gli dispiace affatto che le maggiori attenzioni siano ora rivolte a Est; una guerra in Russia non era una passeggiata come in Austria o in Polonia, Churchill avrebbe avuto tutto il tempo di preparare la grande offensiva (o la grande alleanza oppure in qualche modo coinvolgere gli USA nella guerra in Europa).

E' talmente sicuro che Hitler abbia altri pensieri per la testa, che con grande coraggio sguarnisce la difesa dell'Inghilterra per inviarla in Africa. (prima l'aveva sguarnita dall'Africa per la Grecia).
Era in Africa che si giocava la grande partita. Bisognava mettere anche lì "una manciata di sabbia nell'ingranaggio della efficiente macchina tedesca". 

Churchill era un convinto anticomunista fin dalla Rivoluzione Bolscevica; e lo divenne ancora di più quando, iniziata la guerra, i comunisti che aveva in casa .... "...mi avevano fatto tutto il male che avevano potuto, denunciando il nostro intervento una "guerra capitalistica ed imperialistica"; boicottando con manifestazioni e scioperi la produzione bellica o bloccando i porti d'imbarco"...
"Poi con l'aggressione alla Russia, cambiarono atteggiamento dalla mattina alla sera, incominciarono loro a scrivere sui muri e sulle staccionate lo slogan "Aprire subito il secondo fronte"
  (dalle sue Memorie)

La stessa cosa era accaduta in America all'indomani dell'attacco alla Russia. Oltre il partito dei non interventisti, ....

SUI NON INTERVENTISTI (e interventisti)
VEDI A FONDO PAGINA

UN ARTICOLO DELL'11 SETTEMBRE 1941 (oggi attuale)
DI LINDBERG, IL PORTAVOCE DEL MOVIMENTO
"AMERICAN FIRST" (più attuale che mai !! )
APPOGGIATO DAI MAGGIORI INDUSTRIALI, STUDENTI UNIVERSITARI, SINDACATI E DAL CONGRESSO

.... i comunisti americani avevano dato molto fastidio a Roosevelt, quando -pur non intervenendo direttamente nella guerra- gli Stati Uniti avevano deciso solo di aiutare con la formula "Affitti e prestiti" gli inglesi. (da sempre russofobi)
Agli americani e a tutte le forze produttive e sociali che volevano stare alla larga dalla guerra europea,  Roosevelt aveva fatto un bel discorso;  rispolverando una legge del 1892 che autorizzava "a dare in affitto proprietà militari quando queste servono e sono utili al bene pubblico".
La interpretò in questo modo: "In Europa non possiamo nè vogliamo intervenire; ma aiutare gli inglesi significa anche difendere il bene pubblico, cioè l'America".
Poi con l'attacco all'Urss, anche in America da un giorno all'altro, non solo le forze produttive e sociali, ma anche i filo-comunisti americani chiesero che "si facesse qualcosa per la Russia". Non un intervento ma aiuti, aiuti, aiuti.
Adesso molti avevano capito chi era Hitler.

Il Presidente era già psicologicamente pronto, perché convinto da tempo che prima o poi anche se Hitler  non aveva nessuna intenzione di aggredire direttamente gli Stati Uniti, se si impadroniva dell'Europa, avrebbe colpito indirettamente la supremazia economica dell'America, e non solo l'America avrebbe perso i mercati d'Europa ma anche quelli in Oriente, visto che i giapponesi si erano schierati con l'Asse con l'intenzione di cogliere la buona occasione per egemonizzare l'Asia.

Qualche provocazione di Roosevelt ci fu per indurre Hitler a dichiarare guerra agli Usa. Ma Hitler aveva ben presente com'era finita la Prima Guerra mondiale. Quindi faceva di tutto per stare alla larga.

( ricordiamo: Anche l'intervento degli Usa in Europa nel 1917 fu dovuto non per degli attacchi veri e propri all'America, e nemmeno per l'indignazione dell'opinione pubblica americana quando ci fu l'affondamento del transatlantico inglese  Lusitania, in servizio da Londra a New York che causò la morte d 2000 passeggeri, di cui 138 erano americani. Fu invece dovuto agli attacchi tedeschi fatti ai convogli di navi mercantili che rifornivano (facendo gli americani buoni affari) l'Intesa. Solo allora Wilson alzò la voce dichiarando di voler entrare in guerra contro la Germania "per i valori che sono sempre stati più cari ai nostri cuori: la democrazia, il diritto dei popoli piegati dall'autoritarismo, i diritti e le libertà delle piccole nazioni".
Il 2 aprile 1917 l'America votò la crociata per il trionfo della Democrazia in Europa, dimenticandosi però di darla al confinante Messico che reclamava alcuni territori del Texas e Arizona..
Ma anche in Europa, dopo che la guerra era scoppiata il 2 agosto 1914, nessuno si era accorto in America che il Belgio democratico era stato sommerso, che la Francia democratica era svenata, e che l'inghilterra era agli estremi. Debbono passare tre lunghi anni prima che questi messaggi "democratici" si propagandino per il mondo con la nobile Crociata per l'Europa.
 Hitler  sapeva benissimo che non era stato quello il vero motivo, ma quello che è passato alla storia come il "Telegramma ZIMMERMAN" dal nome del ministro degli esteri tedesco, intercettato dagli Usa. L'intenzione tedesca in quegli anni era quella di avviare un'alleanza con il Giappone e con il Messico in funzione antiamericana. Voleva  costringere  gli USA a dover fronteggiare un pericoloso fronte interno, o affrontare un conflitto in Oriente; o uno o l'altro,  peggio se contemporaneamente, avrebbero impedito un eventuale intervento americano in Europa. Ma non andò così.

Questa propaganda e Crociata fu subito ripresa con la stessa motivazione anche nella nuova guerra mondiale (anche qui, un intervento, dopo che la guerra era scoppiata già da tre anni; tre anni di insensibilità politica, ma tre anni di lucrosissime forniture all'Intesa.

L'Ammiraglio Raeder con il Furher insisteva sempre di voler colpire con gli U-Boote i mercantili americani che fornivano materiale bellico all'Inghilterra, ma Hitler si era sempre
opposto. Un altro suo zelante  ammiraglio si precipitò a riferirgli che un suo collega non aveva nemmeno "disturbato" le navi americane che gli passavano davanti al naso, e che invece erano palesemente mercantili piene di armi. Hitler non lo ascoltò nemmeno. Cambiò discorso e gli voltò le spalle.

Quando Roosevelt fu rieletto per la terza volta alla presidenza, lui ricordava bene quale era stato il vero motivo  dell'intervento degli Usa in Europa nel 1917, e aveva lucidamente capito che Hitler temeva questo intervento. Lo temeva, eppure  Hitler commise il grave errore di rivolgere le armi verso la Russia, con il Giappone suo alleato, che invece ne approfittò (e qui bisogna per forza leggere l' Incontro col giapponesino) per rivolgere le sue ostilità non più alla Russia (lasciato in pasto a Hitler), ma all'America.
Questo significava (qui il grave errore) che malgrado i regimi e le convinzioni politiche dei tre Paesi -così molto diversi che da anni si ignoravano- l'America e l'Inghilterra ora improvvisamente avevano dalla loro parte anche la Russia per fermare il nazismo (ma anche per calmare tutti i comunisti che i due Paesi avevano in casa, e soprattutto per gli Usa un "grande affare").

L'errore di Hitler fu proprio quello di gettare inglesi, russi ed americani gli uni nelle braccia dell'altro.
Roosevelt  non solo aumentò gli aiuti all'Inghilterra, ma estese i sussidi anche a Stalin.
Una vera e propria "grande alleanza" militare non fu sancita subito; del resto né in America né in Inghilterra  si poteva cambiare politica da un momento all'altro, le diffidenze e le incomprensioni dopo anni di isolamento, erano reciproche. Le rispettive ideologie erano agli antipodi.

Quando la Russia il 22 giugno del 1941 fu invasa da Hitler, Stalin pur nell'estremo bisogno non fece nessuna richiesta di aiuti militari né a Churchill né agli Americani. E se gli americani erano ostinati a non rivolgergli la parola,  Stalin lo era ancora di più, nemmeno con l'acqua alla gola avrebbe chiesto aiuto agli imperialisti.
Ci pensò a sgelare i rapporti Churchill, ma solo un mese dopo l'attacco, il 7 luglio del '41. Quando (con grande sorpresa di Hitler -che aveva sottovalutato l'armamento russo - ma anche lo stesso Churchill) l'Armata  Rossa iniziò  inaspettatamente a dissanguare le armate tedesche già alla prima settimana dell'invasione "Barbarossa".
Lo statista inglese non indugiò più a fare al singolare e "inatteso" alleato, delle proposte. A chi gli ricordò che il bolscevismo era stato sempre il suo "diavolo", rispose con la famosa frase che "...se per battere Hitler devo allearmi con diavolo, io mi alleo col diavolo". Poi scrisse una "appassionata" e "garbata" lettera a Stalin e gli  lanciò (sapendo con chi aveva a che fare) una sibillina proposta tra le righe, ma senza sbilanciarsi troppo:

"Noi tutti in Inghilterra siamo molti soddisfatti che gli eserciti russi oppongono una resistenza così energica all'invasione nazista, assolutamente non provocata. Tutti ammiriamo il coraggio e la tenacia dei soldati e del popolo russo. Noi faremo (*) per aiutarvi tutto quello che ci permetteranno il tempo, la posizione geografica e le nostre crescenti risorse. Più lunga sarà la guerra, maggiore sarà l'aiuto che potremo (*) prestarvi. Noi dobbiamo solo continuare a combattere per sterminare questi furfanti"
.( lettera dalle Memorie di Churchill.)  
(*)
Quel faremo e quel potremo a Stalin non bastava, diceva poco, e non era un'alleanza.

Stalin non si precipita a dare una risposta, anche lui molto chiara, ma però gli chiede il 18 luglio al telefono quello che i comunisti britannici hanno già scritto sui muri: cioè l'apertura di un secondo fronte in Francia allo scopo di alleggerire la pressione sulle truppe sovietiche. Che per
Churchill significava riportare la guerra davanti casa. Far digerire agli inglesi una mossa del genere non era certo facile. A parte i comunisti, i britannici avrebbero detto: ("morire per salvare i russi, era proprio il colmo! dopo anni di antibolscevismo!")

A toglierlo d'imbarazzo (o fu lui a suggerire questo passo) ci pensarono gli americani. Roosevelt ha rotto gli indugi. Il 30 luglio manda a Mosca Hopkins, incaricato speciale del presidente.  S'incontra con Stalin e dichiara la disponibilità americana a fornire materiale bellico all'Unione Sovietica. Il primo affare!
Già il 2 agosto partono i primi convogli e iniziano le forniture, mentre il giorno prima gli Usa hanno deciso l'embargo del petrolio nei confronti dei Paesi aggressori che si sono uniti al nazismo, e per prevenire il peggio, l'embargo lo estendono anche nei confronti del Giappone, che così colpita nella sua economia, cambia la sua politica (fino allora) attendista e inizia a mobilitarsi per un conflitto contro gli Usa. (diciamo fatale attendismo, perchè se il Giappone avesse iniziato prima, quando gli anglo (e aiuti americani) erano molto impegnati in Europa, sconfiggere i giapponesi sarebbe stato molto difficile. Anche perchè la decisiva bomba atomica americana fu pronta solo nel giugno-luglio 1945)

C'è da dire che già il 27 aprile
a Singapore, inglesi e americani concordarono un piano di difesa comune in caso di attacco giapponese nel settore.
Il 22 giugno inizia l'invasione di Hitler alla Russia. Il 30 lui è già in difficoltà.
Il 1 Luglio Hitler non solo é in difficoltà, ma ha anche una bella sorpresa. Ribbentrop ha esortato il ministro degli Esteri giapponese Matsuoka a dichiarare guerra all’URSS, mentre la stessa sta invece sguarnendo l’Estremo Oriente per far affluire tutti i rinforzi possibili a Ovest, e con Vladivostock mai stata cosi debole. Ma i giapponesi rifiutano: hanno già scelto la strada della loro espansione, verso l’Asia sud-orientale e stanno pure loro sguarnendo i confini russi. (quindi qui si avvalora (ma é una cetezza) l'ipotesi di un patto fatto dai giapponesi con Stalin - con molto molto anticipo dell'invasione).

Ripetiamo:
(vedi L'INCONTRO CON GIAPPONESINO del 13 aprile)
(E ricordiamo inoltre che la Russia non dichiarò mai guerra al Giappone. Lo farà solo il giorno dopo lo sgancio della prima bomba atomica; quando ormai era fuori gioco dalle spartizioni. La bomba era stata sganciata sul Giappone nel '45, ma il botto doveva arrivare forte e chiaro a Mosca con un bigliettino altrettanto chiaro "qui abbiamo vinto noi senza di voi!").

Torniamo indietro di qualche mese:

Il 2 luglio il Giappone ordina a tutti i suoi mercantili in navigazione nell’Atlantico di rientrare in patria, e chiama alle armi oltre 1 milione di uomini.
Il 18 luglio in Giappone si forma un nuovo governo con un ammiraglio "falco" (Toyoda).
Il 23 luglio con l’assenso del governo Francese di Vichy (filonazista), forze giapponesi iniziano l’occupazione completa dell’indocina, per collaborare alla sua difesa.
Il 26 luglio il governo di Washington preoccupato decide il congelamento di tutti i beni giapponesi e cinesi in USA (i giapponesi sul loro territorio fanno altrettanto con gli americani) e mette in allarme il comando del settore delle Hawaii. Il gen. Douglas MacArthur assume il comando delle forze armate americane in Estremo Oriente e delle forze filippine.
il 30 luglio Churchill convince Roosevelt ad aiutare la Russia. Il 2 agosto partono i primi convogli americani con destinazione Russia.

Il 7 agosto, con il Paese quasi allo sfacelo nonostante la resistenza, Stalin è lui a prendere il comando supremo dell'Armata Rossa. Non è uno stratega ma si prende il lusso di mandare una squadriglia a bombardare la notte stessa e il giorno dopo Berlino. Tre giorni dopo lo imita Churchill, poi il 29 prende di mira Francoforte, il 2 settembre Colonia, il giorno dopo ancora Berlino, poi Amburgo, Brema;  intanto da sud-est gli inglesi offrono il primo tangibile aiuto ai Russi invadendo l'Iran.
Ormai non ci sono più dubbi. I tre si stanno abbracciando proprio mentre le armate tedesche per la prima volta da quando combattono stanno subendo delle clamorose sconfitte. ("I Russi ci hanno sorpreso. Siamo impotenti di fronte a questi mezzi corazzati (carri a. da 52 t. Ndr.) che attualmente sono i piu' forti. I combattimenti che ora hanno luogo qui da otto giorni appartengono ai piu' gravi che le truppe tedesche hanno dovuto sostenere sinora". (lettera di Hitler a Mussolini il 30 giugno). Erano passato solo 8 giorni!!

Il 9-12 Agosto Churchill sulla nave Prince of Wales, e  Roosevelt sull'incrociatore Augusta s'incontrano a Terranova. Al termine dell'incontro pubblicano gli 8 punti della  "CARTA ATLANTICA" che caratterizzano gli scopi (!) della guerra da parte delle democrazie occidentali per dare la stessa democrazia al resto del mondo.
Poi lanciano anche un duro monito a Tokyo " “Ogni ulteriore espansione nipponica condurrebbe a una situazione in cui il governo degli Stati Uniti si vedrebbe costretto a prendere contromisure, anche se queste dovessero portare alla guerra”.


27 agosto Il governo nipponico protesta a Washington contro le ripetute violazioni delle acque territoriali giapponesi da parte delle navi americane che trasportano aiuti al porto sovietico di Vladivostok. (ma non protestano perché vogliono aiutare Hitler, ma lo fanno per cercare un pretesto per la guerra con l'America - Del resto se volevano aiutare Hitler mica i giapponesi si sarebbero disimpegnati dai confini russi !! lasciando VladivostoK sguarnita)
Successivamente fino a novembre i giapponesi partecipano ai vari tentativi  per regolare la vertenza nippo-americana, ma si trattava di polvere negli occhi: in realtà, tutto era già stato deciso.


Il 17-25 settembre gli americani già partecipano attivamente anche se indirettamente alla guerra, scortando i convogli sull'Atlantico; negli stessi giorni quindici Paesi alleati si dichiarano favorevoli agli scopi dichiarati nella Carta Atlantica,  tra questi la Russia che sta ora conducendo una guerra terrificante, ottiene clamorose vittorie ma subisce anche tremendi rovesci. Ha grandi mezzi e molti uomini ma quello che manca è un grande stratega.
Il 31 ottobre pesanti bombardamenti della Luftwaffe prendono di mira Mosca; truppe corazzate hanno raggiunto il Volga il 19, mentre il governo eusso ha già abbandonato Mosca il 17. Ma stanno abbandonando la capitale l'intera popolazione, le industrie vengono trasferite sugli Urali, e tutti i i cittadini validi -donne e uomini- dopo averli armati arretrano; stanno attuando i russi la tattica della terra bruciata lasciandosi alle spalle solo rovine, distruzione e Mosca in fiamme. I tedeschi con l'ultimo loro slancio riescono perfino a conquistare Klin a nord e Stalinogorsk a sud di Mosca, ma un mattino, il 5 dicembre, il termometro scende a 40 sotto zero. Si sta ripetendo il dramma dell'invasione napoleonica. 

Siamo infatti alla notte del 5-6 dicembre, Stalin non é più sicuro della sua strategia; entrano in scena due "generali": uno è il "generale gelo", l'altro e il generale ZUKOV (che sembra l'anagramma del KUZOV quello che  sconfisse Napoleone. E se guardiamo le date, Hitler ha iniziato l'invasione nello stesso giorno scelto da Napoleone, 22-23 giugno, e nello stesso giorno il 6 dicembre Napoleone abbandonò la sua armata alla Beresina).
Che l'inquietante fantasma di Bonaparte si aggirasse in mezzo ai tedeschi non abbiamo dubbi. La catastrofe era davanti a lori occhi e nelle loro irrigidite membra; diventò un vero problema anche una semplice minzione oltre tutto il resto.
Inoltre cosa ha fatto Stalin (Zukov)? Sguarnendo tutta la frontiera in Estremo Oriente da Vladivostock alla Mongolia interna (3.000 chilometri - e sembra un gesto avventato) ha concentrato le forze tutte su Mosca per sferrare il 5-7 DICEMBRE la grande offensiva a Hitler proprio con i Siberiani e i Mongoli che non temono di certo il freddo.

Il mondo -mentre i russi cacciavano i tedeschi da Mosca- non fece nemmeno in tempo a interrogarsi come sarebbe andata a finire, che poche ore dopo (che coincidenza!), il 7 mattina, dal Pacifico giunse la clamorosa notizia. Il proditorio attacco giapponese alla base della flotta statunitense nel Pacifico, a PEARL HARBOR
Per l'America questo fu il "giorno dell'infamia". Un colpo così violento e doloroso che scosse dal torpore anche il più ostinato neutralista.
Se poi in tutta questa operazione ci fu una volontà machivellica, questo è un altro discorso. Di certo non fu una sorpresa.
Sono stati spesi fiumi d'inchiostro su questo attacco; inchieste, commissioni, ricerche si sprecarono. Alcuni hanno sostenuto che era impossibile non prevederlo l'attacco (visti i rapporti tesi, i blocchi economici, le navi nelle acque territoriali ecc), altri  fecero ricadere le responsabilità ai comandi per aver concentrato nella rada una intera flotta; altri ancora con malizia dissero che la noncuranza fu invece machiavellica, per far schierare i non interventisti all'intervento in una guerra che era ormai inevitabile.
Quando Churchill quasi incredulo chiamò Rooesevelt per avere la conferma dell'attacco, e il presidente rispose "Purtroppo è vero"; Churchill commentò gelido "Questo di certo ora semplifica le cose" (e fregandosi le mani ) "Adesso siamo nella stessa barca" (Memorie, Churchill)

 L'8 dicembre al Congresso, a Roosevelt in effetti "le cose" furono molto semplici. Tutta l'opinione pubblica americana indignata gridava "vendetta". Tutti pronti (all'improvviso) a sopportare d'ora in avanti sacrifici e le spese di un grande conflitto. A Roosevelt non rimase altro da fare che dichiarare formalmente guerra al Giappone. Ma non alla Germania. Per tre giorni rimase nel dubbio, facendo innervosire Churchill che sperava e li voleva accanto in Europa, mica lui poteva aprire un fronte a occidente da solo. A risolvere la situazione ci pensò Hitler, fu infatti lui l'11 dicembre a dichiarare guerra agli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti entrano così ufficialmente in guerra a fianco dell'Inghilterra e della Russia. E ora devono operare su tre continenti.

Mussolini è soddisfatto, dichiara con tanta superficialità che ne è anzi "felice", da tempo andava dicendo che "....con l'America si doveva farla finita, che le potenze dell'Asse dovevano impartire una lezione agli Stati Uniti...".

Il commento dell'autorevole giornalista Giovanni Ansaldo, direttore del Telegrafo, fu sarcastico: "Ma il duce l'ha visto mai l'elenco dei telefoni di New York?". Erano 6 volte superiori a quelli dell'intera penisola. Dai libri di geografia del 1935 in uso nelle scuole italiane, a New York c'erano installati 1.702.889 apparecchi.
 I Telefoni in Italia erano 333.007 (1,02% del mondo), in USA 21.679.000 (59%)
Poi il resto: USA 133.000.000 abitanti. Italia 41.000.000
produzione frumento qli. 250.000.000.  It. 63.000.000
produzione mais 600.000.000. It. 32.000.000
bovini 57.000.000. It. 7.090.000
Ferrovie 401.000 Km. It. 17.017. 
Acciaierie Usa 25, Italia 2.
E del petrolio nemmeno parlarne, l'America aveva i rubinetti in casa. L'Italia la carbonella.

GRANDE DEPRESSIONE dopo il  '29 ?
Negli Stati Uniti ancora nel 1931 si erano prodotte 2.030.532 auto, 435.784 camions; certo meno del 1930 (rispettivamente 2.901.251 e 599.991) ma comunque decisamente una produzione considerevole, opulenta. Una crisi di produzione relativa perchè  dobbiamo considerare che quasi ogni famiglia americana nel 1931 già possedeva un'autovettura. 
Al 1° gennaio 1932  troviamo la proporzione di abitanti di 4,59 per ogni automobile; mentre in Francia e Inghilterra l' abbiamo 1 su 28 abitanti, Danimarca su 31, Svezia su 42, Svizzera su 50,  Belgio su 51, Norvegia su 61, Germania su 94, Spagna su 119, mentre l'Italia è ferma a 142, battuta solo dalla Grecia con un auto su 147 abitanti.
Nelle Vie d'Italia di aprile del 1932 era riportato il Censimento Mondiale 1931 degli autoveicoli (da pag.105 a 109). "Negli Stati Uniti  sono concentrati gli 88 centesimi degli autoveicoli esistenti in tutto il mondo, 26.697.398 (!!) su 35.805.632".
In Italia alla stessa data ammontavano a 291.587, Francia 1.459.650, Inghilterra 1.663.450, Spagna 189.650, Germania 679.300, Russia 57.640, Giappone 95.719.
E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate erano 33.436, nel 1931 scesero a 14.760 (un numero pari alle auto che di media si producevano e si vendevano nell'arco di 48 ore negli Stati Uniti sempre nello stesso anno 1931. E non erano inferiori nel 1939 nell'anno della guerra.
La crisi americana era grigia, ma non era proprio nera nera come la raccontavano, e come molti ancora la raccontano senza avere sottomano i dati come questi.

 Ansaldo non sbagliava! Il successivo 6 gennaio Roosevelt fece il programma "prestiti e affitti" per gli aiuti in due anni  agli inglesi e ai sovietici con una la previsione di spesa pari a 20 miliardi di dollari. Giorgio Bocca in Storia d'Italia, scriverà "... 20.000 miliardi di dollari! Una divisione corazzata la si equipaggia con 34 milioni, una di fanteria con 11. Tradotti in questi termini il valore in dollari basterebbe per equipaggiare 588 divisioni corazzate e 2000 divisioni di fanteria.....Cifre da vertigini, specie in un paese come il nostro che non è riuscito a tenere in campo più di una o due divisioni corazzate (giocattolo!!) . E ancora più vertiginosi i programmi d'armamento americani impostati: 125.000 aerei, 75.000 carri armati, 35.000 cannoni, 8 milioni di tonnellate di naviglio".

Il piccolo Mussolini si era "dimenticato" che doveva sostenere un confronto con la maggiore potenza industriale del mondo.  Un Paese che in un solo mese era in grado di produrre l'intera potenzialità bellica che disponeva l'Italia nel 1941 (dopo ancora meno); in una sola settimana estraeva da sotto i piedi  il carburante che l'Italia consumava in un anno; aveva a disposizione il 50% delle risorse potenziali alimentari del pianeta contro l'1% dell'Italia; vi circolavano e si muovevano verso il mare e i monti in spensierate vacanze 30 milioni di automezzi, contro i 166.000 italiani fermi nelle città e i 56.000 che si trovavano in guerra fermi anche questi, perchè senza carburante o pezzi di ricambio. La spesa per alimenti in america per cani e gatti era pari alla spesa dell'opera e maternità per l'infanzia in Italia.
Eppure l'Italia dichiara guerra all'America! Mentre il suo alleato era ormai caduto nella trappola dei russi; e a Stalingrado gli hanno  già congelato i suoi sogni di gloria e anche le sue armate.

"Hitler e tantomeno Mussolini -scriverà lo storico generale Faldella- a fine dicembre 1941 non erano già più in condizione di formulare piani a lunga scadenza e di prepararsi ad attuarli.  Sono costretti a prendere esclusivamente provvedimenti  di emergenza; sono sotto l'assillo dell'urgenza di risolvere i problemi contingenti, creati dal prolungamento della guerra contro la Russia e la sconfitta in Africa. Mentre Gran Bretagna  e Stati Uniti avevano la libertà d'azione e di iniziativa  che invece Germania ed Italia avevano già perduto".

Tutto ciò che accadrà dopo non è null'altro che un'assurda ostinazione, una irrazionale follia. Che durerà altri quattro anni, causando milioni e milioni di morti.

Questo quando qualsiasi mente lucida, perfino  un ragazzino, se apriva un Atlante e leggeva le risorse, non avrebbe nemmeno accettato di fare una partita a Monopoli. Lo squilibrio delle forze che scendevano in campo erano nitidamente spropositate. Per l'Italia perfino paradossali. 
Eppure!! Finì come finì. In una tragedia! Anzi in una tragedia dopo l'altra.

Ma la "Crociata in Europa" (così titolò la sua guerra Eisenhower) degli americani era proprio così interessata al trionfo della Democrazia? O fu l'intervento per un grande affare che da tre anni aspettavano? (come nella Grande Guerra - intervennero dopo tre anni, anche se il Belgio democratico era stato sommerso, la Francia democratica era svenata, e l'Inghilterra democratica era agli estremi).

 

UN ARTICOLO DELL'APRILE 1941
notare del '41 !!

E' abbastanza singolare questa analisi fatta pochi mesi prima dell'attacco a Pearl Harbor, in Italia pubblicata su "Il Gazzettino del Popolo" (e poi su un inserto a parte il 7 aprile 1941 - che possediamo in originale). Con un titolo abbastanza curioso:

"Gli Stati Uniti contro l'Inghilterra",
firmato da
Ezio M. Gray.

"Quando tra due gruppi di Potenze in conflitto una terza Potenza fornisce, a uno solo di questi gruppi, navi da guerra, aeroplani, munizioni e materie prime, mi sembra ozioso e ingenuo domandarsi ogni giorno se quella Potenza intende o meno intervenire nel conflitto. E' più semplice prendere atto che essa è già intervenuta ed è più utile esaminare le ragioni del suo intervento e i possibili risultati.
Fino a qualche mese fa Roosevelt giustificava la sua politica interventista con due argomenti: la difesa del Continente americano da una preordinata aggressione delle Potenze dell'Asse e la difesa della causa democratica.
Nel messaggio del 6 gennaio Roosevelt, sensibile una volta tanto al ridicolo, ha abbandonato la tesi delle necessità di proteggersi da una aggressione d'oltre oceano. Prendiamo atto, anche se i vari Cordell Hull osano insistere. Resta dunque unica ragione dell'interventismo rooseveltiano, l'asserita necessità di difesa della democrazia pericolante.

Senonchè su questo terreno Roosevelt ha commesso una grave imprudenza polemica. Volendo coonestare la propria ingiustificabile aggressione egli ha creduto di poterla innestare su una tradizione di antagonismo storico tra Democrazie e Stati totalitari dichiarando che già venti anni fa gli Stati Uniti erano entrati in guerra per difendere l'ideale democratico.
Ma sarò bene precisare come e quando la democrazia stellata sentì nella 1a G.M. l'incoercibile imperativo dell'ideale democratico.

La guerra scoppia il 2 agosto 1914; l'America interviene il 2 aprile 1917; debbono dunque passare tre lunghi anni prima che gli Stati Uniti si accorgano che il Belgio democratico è sommerso, che la Francia democratica è svenata e che l'Inghilterra è agli estremi. Tre anni dunque, di insensibilità politica, ma tre anni di lucrosissime forniture all'Intesa. Insensibilità che non era stata scossa nemmeno dall'affondamento del Luisiana nel quale - 7 maggio 1915 - centoquattordici sudditi americani avevano trovato la morte. Solo quando la guerra sottomarina imperversa falciando anche la marina mercantile americana (impedendo i lucrosi affari a nemici e amici in Europa), solo allora Wilson alza la voce e nel gennaio 1917 dichiara al Senato che la guerra mette in costante pericolo i diritti (quelli di vendere) degli Stati neutrali. Egli però non indice la crociata per il trionfo della Democrazia, ma insinua la proposta di una pace bianca, senza vincitori e senza vinti. Lo muove l'interesse, non la commozione di calpestati ideali. Poi continuando gli affondamenti di naviglio americano, il 2 aprile 1917 l'America finalmente vota la guerra e soltanto allora sciamano per il mondo i messaggi democratici contro l'imperialismo austro-tedesco. Su ciò che accadde dopo, sullo sfacciato trionfo patrocinato da Wilson dei più cinici e ingordi imperialismi, sulle rivelazione americana circa gli inauditi lucri (nella guerra e poi nel dopoguerra) realizzati dagli Stati Uniti nelle forniture all'Intesa; mentre sul tramonto della democratica sterlina a vantaggio del dollaro sarebbe ozioso il ricordo e fare della ingenua ironia.

Se ora nel '41 dunque Roosevelt vuole giustificare il proprio interventismo come un atto tradizionale della politica americana egli non deve richiamarsi all'idealismo nebuloso e demenziale del professor Wilson, ma alla brutale realtà dell'affarismo americano già visto in quella famosa Grande Guerra.
Noi non neghiamo il fatto che i Regimi fascista e nazista provichino in lui un autentico furore.... Ma è anche più vero - ECCO IL PUNTO - che per il signor Roosevelt e per la pluotocrazia che lo manovra il vero scopo dell'intervento attuale futuro è ben diverso da quello che esso ostenta: il vero scopo è rappresentato dalla distruzione della potenza inglese. Paradossale? Assurdo? No! Domina segretamente in Roosevelt un pensiero. Ed è questo:

Quando per assurdo l'inghilterra dovesse uscire dal conflitto, non diciamo vittoriosa, ma anche soltanto in condizioni di potersi rifare, proprio in questa Inghilterra anche più aspramente catapultata verso una ripresa egemonica di rappresaglia, gli Stati Uniti troverebbero l'avversario fatale pericoloso e vicino per il loro avvenire. Perciò se agli effetti della propaganda nel Paese e del dovuto ossequio alla banda plutocratica imperante, Roosevelt assume le Potenze dell'Asse come falso scopo ideale della sua combattività, in realtà il suo sforzo interventista mira ad alimentare la resistenza britannica col più usuraio contagocce, non affinchè l'Inghilterra possa vincere ma al contrario affinchè il prolungamento della guerra porti l'Inghilterra stessa a dissanguarsi irreparabilmente. Il gioco è in pieno sviluppo cinico e matematico. Attraverso le rinnovate e progressive cessioni di possedimenti imperiali, attraverso l'ammainamento della bamdiera inglese tra Atlantico e il Pacifico, attraverso il fantastico indebitamento per forniture e per crediti, l'Inghilterra sta per essere totalmente eliminata dalla posizione di tradizionale rivale degli Stati Uniti.
Il giorno poi in cui l'Inghilterra sarà caduta, le sue spoglie oceaniche saranno state assorbite dall'impero americano, e la classe dirigente inglese sarà stata accolta in funzione di parente povero e di nobile decaduto nella comunità anglosassone, quel giorno il signor Roosevelt, freddo e cinico realista dietro il paravento dell'ideale, non tarderà a riconoscere che la nuova Europa unitaria potente solvibile, autarticamente rafforzata dal riorganizzato Continente africano, è ancora il miglior complesso di forze con cui convenga convivere, discutere e possibilmente riprendere gli affari.
In sostanza, se in Europa e in Africa si svolge un duello mortale tra la giovane Europa e la vecchia inghilterra antieuropea, sugli oceani che bagnano le terre della bandiera stellata un duello dissimulato ma ugualmente mortale è ingaggiato dalla spietata volontà degli Stati Uniti contro la imbarazzante sopravvivenza transoceanica dell'Inghilterra.

Una prova? In questi ultimi mesi, approfittando della paralisi inglese nel campo degli scambi internazionali, gli Stati Uniti intensificano l'antica lotta intesa ad espellere metodicamente l'Inghilterra dai mercati sud-americani. Stanno infatti fallendo tutte le missioni economiche inglesi nel Paraguay, nel Cile, come recentemente è già fallita quella in Uraguay e in Argentina. Su questi mercati l'America intende smaltire 1390 milioni di dollari di prodotti non smaltiti perchè mancanti le ordinazioni europee. Un miliardo e mezzo di dollari in pericolo?! La solidarietà anglosassone, la solidarietà democratica sono pregate di ripassare domani.
"Noi sosterremo l'Inghilterra con tutte le nostre forze" dice Roosevelt. Dichiarazione esattissima: basta pensare come la corda sostiene l'impiccato".

Sarà bene finirla coi barbosi ludi giuridici a sottilizzare sul come e sul quanto la legge dell'affitto e prestito (proprio un bel nome, da usuraio) impegni gli Stati Uniti nel conflitto europeo. Firmata da Roosevelt tale legge deve ritenersi ormai piena ed efficiente dichiarazione di guerra, anche se non espressa nei modi tradizionali.
Il segretario di Stato Cordell Hull ha dichiarato ieri che se potenze dell'Asse vincessero, il mondo ricadrebbe nelle tenebre dell'età della pietra. E' un'insolenza lanciataci gratuitamente da chi rappresenta una gente che soltanto da 158 anni è entrata nell'arengo delle Nazioni.
Il popolo italiano è da tremila anni che fa da battistrada a tutta la storia dell'Umanità, eppure Cordell Hull arrogantemente aggiunge che "di fronte al pericolo barbarico da noi rappresentato, gli Stati Uniti si assumono la sacra missione di erigersi baluardo della libertà, della democrazia e del progresso".

Ma i buoni propositi non c'entrano, Roosevelt ha lasciato fino ad oggi il comando della manovra a Londra, ma si riserva di intervenire (come nel 1917) all'ultima ora, quando l'Europa -come allora- sarà tutta ugualmente sfasciata, stremata, disorientata. I buoni propositi sono invece un "grande affare": cacciare la logora Inghilterra dal comando del mondo anglosassone e, sfruttandone la intelaiatura imperialistica, guidare egli stesso la guerra contro le tre Potenze, per giungere attraverso la vittoria a quella dominazione del mondo la cui formula è stata lanciata in questi giorni da un grande trust giornalistico autorizzato dalla Casa Bianca, con le precise fatidiche parole: "Il secolo ventesimo sarà il secolo americano".

L'articolo sopra fu scritto il 7 aprile 1941 !!!
da
Ezio M. Gray.

 

Qui non dobbiamo dimenticare:

Dopo il famoso Patto Briand-Kellogg (che gli USA respinsero) gli americani volevano seguitare a vendere indisturbati agli europei le merci, sia ai vinti che a perdenti. Basti dire che facendo un dispetto (o meglio una contromossa) all'Inghilterra (che fin dal '29 si era chiusa nel protezionismo) gli Usa durante la crisi che seguí, erano poi riusciti ad entrare nei mercati di 20 paesi Panamericani; e per fare affari aveva perfino riconosciuto il governo rivoluzionario sovietico; mentre l'Inghilterra (proprio il paese del liberismo) abbandonando il gold standard (o tallone aureo) si era isolata e si era trascinata dietro tutti i paesi del suo impero (non pochi. compresa òa Svizzera neutrale, e l'Italia fascista).
Lionel Robbin, nel fare una rigorosa analisi di questo scellerato abbandono lo considerò "un colpo fatale, una catastrofe di enormi proporzioni". E giunse perfino a dubitare che si sfiorava perfino la sopravvivenza delle democrazie europee dopo questo episodio.
Gli inglesi riuscirono a far abbandonare il gold standard a 22 Paesi europei che chiusero così tutte le importazioni americane. Fu un vero KO per gli Usa già messa male per la crisi, nel '39 non ancora risolta.

Non solo ( e pochi lo scrivono!) i rapporti dell'Inghilterra con gli Usa ancora nel 1939 non erano proprio per nulla idilliaci.
Scatenarono una "guerra commerciale"; i motivi: in Inghilterra fra il 1930 e il 1936, l'aumento della produzione industriale era aumentato del 24%, mentre l'esportazione era caduta a meno 16%. Un enorme squilibrio, una strozzatura mai verificatasi in Inghilterra; possedeva le materie prime, l'industria con le macchine produceva tanto ma - soddisfatta la domanda interna - non aveva altri sbocchi per vendere.

Ed allora, nel mese di marzo pochi mesi prima dello scoppio della guerra, i rappresentanti dell'industria britannica (che avevano fra l'altro contribuito non poco al riarmo tedesco, ignorando le dure proteste della Francia) si trovavano a Dusseldorf per diventare soci con la Germania di Hitler, per promuovere una vera e propria guerra commerciale contro gli Stati Uniti. Cioé un boicottaggio totale delle sue merci.
E questo atteggiamento "vero tradimento" aumentò non poco il rancore degli americani verso i "cattivi cugini" .



Per come andrà a finire l'Inghilterra a fine guerra, noi oggi lo sappiamo già: "Ridimensionata!" per non dire "Spacciata". In America i "maligni" (rifacendosi all'arrogante passato dei loro cugini) hanno iniziato dal 1945 a considerare l'Inghilterra una loro "colonia" in Europa). Ed é (quasi) vero: dal dopoguerra in poi (oltre che pagare i debiti) saranno gli Inglesi a fornire appoggi alle varie guerre degli Stati Uniti, ingaggiate anche queste in ogni parte del mondo per difendere (seguiteranno a dire, spesso facendo anche carte false) l'ideale democratico in altri Paesi.

IL 29 DICEMBRE 1945 - a Londra, l'autorevole settimanale Observer, terminata la Conferenza a Mosca dei TRE GRANDI (o due? Churchill non contava già più niente) , definì quella pace con questo titolo: "Un compromesso tra gli Stati Uniti e la Russia.   La Gran Bretagna è stata esclusa,  e i Tre Grandi, stanno per diventare due".
( Churchill fu infatti mandato in pensione una settimana prima della - risolutiva, per la fine della seconda Guerra Mondiale - bomba atomica in Giappone.
Mandato a casa dieci giorni prima della fine della guerra mondiale. Un 25 luglio anche per lui, nonostante la vittoria ottenuta con "lacrime e sangue").

Page, ambasciatore degli Stati Uniti a Londra dopo la Grande Guerra, era stato preveggente, aveva già visto molto lontano, quando chiedeva "Che cosa ne faremo di questa vecchia Inghilterra quando saremo noi a dirigere tutta la razza anglosassone?".

E nella Seconda prima ancora
di Pearl Harbour le idee in America erano - a quanto pare - abbastanza chiare, non così in Inghilterra.

Questo perché l'arrogante inghilterra non ha mai voluto confessare alla Storia che la sua dominante posizione europea era nata da un equivoco e si era consolidato (da Elizabetta I & Drake in poi) con l'arbitrio. E la Storia è spietata verso chi ha cercato di illuderla e di tradirla.
Più che uno Stato Europeo, l'Inghilterra (che non aveva mai collaborato al nuovo ordine europeo) è stata relegata dopo la 2a G.M. ad essere nel vecchio continente una modesta succursale degli Stati Uniti. Il suo secolare predominio economico-industriale sull'Europa: avvilito. La sua presunzione messianica (dovuta al suo gigantismo coloniale (e quindi alla facile e gratuita opulenza): finita nel cono d'ombra statunitense.

Oggi (anni 2000) sta ancora in piedi solo perchè esiste sull'isola il feudalesimo bancario; in grado di gestire il Club dell'Euro anche senza aver pagato l'Inghilterra la sua quota di socio.
Infatti a quanto pare in Gran Bretagna gli 11 Paesi che il 1° maggio 1998 hanno raggiunto la sofferta intesa di una moneta unica adottando l'Euro, La Monty scrisse, sono questi 11 .... "Stranieri...." lo ha detto chiaro e tondo ".... ed é
Dannoso adeguarci a culture straniere. Dio salvi la sterlina!".

L'assurdo, per gli americani - era che il padrino del battesimo dell' Euro era infatti un Paese che non faceva parte degli 11: ed era ancora più assurdo che saranno proprio gli inglesi a Londra che concentreranno le attività di negoziazione dei titoli e dei relativi derivati della moneta "straniera".

Galbraith ha perfino sulla stampa americana ironizzato: "L'intesa è solo una prova della vanità della vecchia Europa, convinta di poter ridiventare il centro del mondo"
.

Paul Samuelson il decano Nobel di Economia e professore al MIT, commentò pure lui così:
"Non é ancora chiaro che cosa succederà a questi 11 Paesi che resteranno diversi, per lungo tempo, pur avendo la stessa moneta".

E nel 2016 non sembra ancora chiaro !!!

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ma torniamo un po' indietro.....

"I NON INTERVENTISTI"
UN ARTICOLO DELL'11 SETTEMBRE 1941
DI CHARLES LINDBERG, PORTAVOCE DEL MOVIMENTO
DI "AMERICAN FIRST"

I SUOI OBIETTIVI ERANO:
"LIMITARE L'IMMIGRAZIONE DEGLI EBREI DALL'EUROPA
E NON INTERVENIRE NELLA GUERRA".

ED ERA APPOGGIATO
DAI MAGGIORI INDUSTRIALI, STUDENTI UNIVERSITARI, SINDACATI E DAL CONGRESSO
ma non da alcuni gruppi di ebrei americani che erano a favore dell'intervento in Europa.

"Non é difficle capire perché gli ebrei vogliono scalzare la Germania nazista. La persecuzione che hanno sofferta in Germania é sufficiente perché i tedeschi vengano considerati nemici. (stava scattando in Germania la "soluzione finale" - Ma Lindberg al momento non lo sa ancora. Ndr).
"Nessuno che abbia dignità umana può condonare la persecuzione che la razza ebraica ha subito in Germania. Ma nessuna persona onesta e lungimirante può analizzare la loro posizione politica - qui ora - a favore della guerra, senza vedere i pericoli insiti in questa politica, sia per noi che per loro. Invece di agitarsi per la guerra, i gruppi ebrei in questo Paese dovrebbero opporvisi in ogni modo possibile, perché saranno loro i primi a pagarne le conseguenze. La tolleranza é una virtù che riposa su pace e forza. La storia dimostra che essa non sopravvive alla guerra e alla devastazione. Pochi ebrei lungimiranti lo capiscono e si oppongono all'intervento, ma la maggioranza ancora non lo fa. Il più grande pericolo per questo paese sta nel fatto che gli ebrei posseggono e hanno influenza nel cinema, nei giornali, nella radio, nelle banche e nel nostro governo."

Poi ci fu la guerra, finita con l'anomala PEARL HARBOUR > > e cambiarono molte cose.

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ma torniamo ancora indietro.....

Preambolo per l''inizio della 2nda G.M.
Hitler - Mein Kampf:
"
La nazione deve pensare ai migliori elementi della propria stirpe,
per essere un domani padrona del mondo"

"Notte del 1* sett. 1939 - Attacco alla Polonia
Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco...Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa mia guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti". (Hitler attacca la Polonia .... la sua voce > > > > > >

10 maggio 1940 - Attacco alla Francia - Proclama di HITLER:
"Il combattimento che si inizia
deciderà della sorte della nazione tedesca per i prossimi 1000 anni"
.

22 giugno 1941 - Invasione della Russia
"Il colossale impero dell'Est è maturo per il crollo e la fine del dominio ebraico in Russia
e sarà anche la fine della Russia quale stato»
8-10 milioni di tedeschi colonizzeranno il Lebensraum (spazio vitale) (Adolf Hitler)

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Poi finì come finì; con la Bomba Atomica (la "possente sinfonia" !)
"William L. Laurence, presente, redattore del New York Times, si esaltò allo spettacolo distruttivo, e scrisse:
« Fu come il gran finale di una possente sinfonia degli elementi: affascinante e terrificante, entusiasmante e deprimente, minacciosa, devastatrice, piena di grandi promesse e di grandi minacce... In quel momento comprendemmo l'eternità. Il tempo si fermò. Lo spazio si ridusse a una punta di spillo. Fu come se la terra si fosse aperta e il cielo si fosse squarciato. Sentimmo di essere stati prescelti per assistere alla nascita dell'universo, per essere presenti al momento della Creazione in cui il Signore disse: "Sia fatta la luce" ».

Truman alla notizia del felice esito distruttivo della bomba:
"Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servirà ad aumentare la crescente potenza delle nostre forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche più potenti"
(Comunic.Ansa, 6 agosto 1945, ore 20,45)

Alla BBC- 14-8-45 "Londra, New York, Washington hanno festeggiato, e ringraziato Dio nella chiesa di San Patrizio eseguendo l'"Alleluia" dal "Messia" di Haendel".

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Anche qui torniamo un po' molto indietro

Già nella 1ma G.M. era stato dato l'addio alla Dottrina Monroe > > > >
Nel 1919 dopo il suo intervento in Europa nella 1ma G.M. Wilson varando la Società delle Nazioni, mette un punto fermo nella sua diplomazia, infatti nel suo statuto riconosce la legittimità della Dottrina Monroe giudicandola però “non incompatibile” (21° art.) e attribuisce alle potenze vincitrici il...
“sacro compito” di "guidare i popoli europei non ancora all’altezza dell’odierna civiltà".
( L'Europa con la sua millenaria civiltà greca-romana,
nel 1919 era ancora carente di popoli civili !!!).


Idem dopo l'intervento nella 2nda G.M., dove Eisenhauer, la intitolò "La Crociata in Europa".
Gli "infedeli" insomma erano questa volta gli europei.
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Più tardi, negli anni '80, nel documento "La strategia per la sicurezza nazionale degli Usa" di George W. Bush, è tutt’altro azzardato vedere nella cosiddetta "Dottrina Bush" l’estensione al mondo intero di quella (non incompatibile) di Monroe. È infatti, il presidente a ricordare nel suo documento, che...
gli Usa “hanno importanti interessi geopolitici in tutto il mondo” e ...
“responsabilità e impegni che lo abbracciano” e
e a rammentare che è possibile....
“cambiare il regime di uno stato avversario od occupare un territorio straniero
finchè gli interessi strategici statunitensi non siano realizzati”
.


Negli anni lo abbiamo visto! Arena in Europa e in Oriente, Corea, Vietnam, Guerra del Golfo, Afghanistan, Iraq.
E forse ne vedremo ancora!

 

Dalla prima colonia, (con il "bianco buono e il rosso selvaggio cattivo" = genocidio)
(generale Sheridan..."… l'unico indiano buono che io conosca è l'indiano morto". )
In una lettera datata 29 dicembre 1862 anche il colonnello Baylor fa presente al suo diretto superiore,che...
"Poiché gli Apache vivono quasi esclusivamente di rapine e di furti... è ormai opinione comune che lo sterminio di tutti gli indiani adulti e la schiavitù per i bambini sia l'unico rimedio..."

Gli Stati Uniti
non hanno mai passato un intero decennio, senza fare una guerra.
Da quando esistono sono stati in guerra 222 anni su 235 >>>>>>>

L'unica volta che gli Stati Uniti sono rimasti 5 anni senza guerra (1935-1940) è stato durante
il periodo isolazionista della Grande Depressione. Poi nel '40 venne la "manna" con l'Europa e l' Oriente.

Nonostante il New Deal nel 1939 gli Usa non avevano ancora risolto nessuno dei suoi grossi problemi.
A dieci anni dal crollo di Wall Street, la crisi non era stata ancora superata, né da Roosevelt né da Keynes,
nè da altri, né si vedevano valide alternative per superarla.
La "manna" europea era quindi diventata non solo utile ma necessaria.

Ma Roosevelt non sapeva ancora da dove cominciare, nel 1940 proprio lui aveva affermato "Se vediamo che la Russia sta per vincere dobbiamo prestare aiuto alla Germania e lasciare così che si ammazzino il più possibile l'un l'altro".
Non erano ancora i tempi dell'alleanza di Churchill con la Russia che stava mettendo nel sacco Hitler.

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Essendo nuovamente tornato di moda lo slogan "American first"
C'é da rabbrividire !!!

...............

IL GRANDE AFFARE DEGLI USA IERI...

"La guerra è la salute dello stato"
...lo scriveva lo scrittore americano Randolphe Bourne nel pieno della guerra del 1915-18.
Indubbiamente gli americani si convinsero che era così con la Prima G.M.
e (con la recessione) non ebbero più dubbi con la Seconda G.M.

.
E questa è appunto la Seconda (un grande affare !!! )

  1939 1941 1942 1943 1944 1945
PIL 91,4 126,4 161,6 194,3 213,7 215,2
Produz. Industriale 109 162 199 239 235 203
Entrate Bilancio 6,7 15,7 23,2 39,6 41,6 43,0
Acquisti beni/servizi d. stato 13,1 24,7 59,7 88,6 96,5 84,8
Reddito delle persone 72,6 95,3 122,7 150,3 165,9 171,9
Costruzione aerei 2.141 19.433 47.836 85.898 96.318 46.000
Costruzione carri 346 4.052 24.997 29.497 17.565 20.000
Costruzione navi Milioni ton. 1,5 2,5 7 16 16,3 -
(1) Più i 12 milioni di individui (donne/anziani) mobilitati in servizi diversi (l'occupazione salì al più 60 %)

 

La 2a guerra mondiale, fu per l'economia americana un boom senza precedenti.
E altrettanto senza precedenti fu -dopo il conflitto - la produzione industriale (e quindi i consumi e il benessere indotto)
tramite i debiti di guerra europei (per i successivi 100 anni) e gli aiuti elargiti col "Piano Marshall".....
(QUI in Italia tutti i nomi dei beneficiati > > > )
.... e la immediata riconversione produttiva delle loro industrie, uscite indenne dal conflitto.
Le perdite Usa furono irrisorie nella "a G.M.
MILITARI su 25.000.000 morti solo lo 0,8%. (per la maggior parte (0,6%) non americani, con due terzi sudanesi, canadesi, indiani, neri e altri)
CIVILI su 45.000.000 di morti solo lo 0,02% statunitense (9.000 morti)

MENTRE PER GLI EBREI FU UN GENOCIDIO
PER LA GERMANIA FU UN DISASTRO
PER L'ITALIA UNA PAGINA NERISSIMA
E ANCHE  L'INGHILTERRA COL SUO SECOLARE
PREDOMINIO ECONOMICO SULL'EUROPA FU AVVILITO

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ED OGGI ?
(23-2-2017)

Ma non é che la Hillary fosse una pacifista, sappiamo che ha fatto la dichiarazione più irresponsabile:
"il presidente della Russia é “il nuovo Hitler".
Si é alleata con i neocons; e le sue credenze ideologiche sono (sic) dell’Egemonia Americana Mondiale (che é ormai nel DNA).


Stati Uniti. - Corsa al riarmo di Trump:


"Il nostro arsenale nucleare va ampliato!"
"Gli Usa non cederanno a nessuno la loro supremazia sul nucleare!".

"Aumenterò di 54 miliardi di dollari gli stanziamenti per le forze armate"
"Avremo il più grande esercito della storia americana"
"Porteranno più lavoro in America"!.
" Crediamo nella pace basata sulla forza e così sarà "
.

Manca solo che dica: Quattro bombette e ci prenderemo il mondo!

QUANTO AI VOTI PRESI
ai poveri proletari ai quali il miliardario parla, vede non dei fratelli, ma una forza,
un mezzo del quale poi potrebbe servirsi per conquistare il mondo.
.
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e infatti poi pensa....

"io ho le basi in tutto il mondo"
http://www.kelebekler.com/occ/bas_it.htm

"quanto all'Italia noi la controlliamo bene ...."

( la 'United States Army Southern European e Africa Task Force (SETAF),
ha la sua sede in Italia a Vicenza )
Detto "Parco della Pace".
( ma dove nessun politico italiano può entrare )

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Putin e il presidente della Commissione Esteri della Duma Leonid Slutzky
(oggi 24-2-2017)

"Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare,
il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale".


Qui Hiroshima ieri, ma potrebbe essere domani una qualsiasi città
del nostro mondo, ovviamente america compresa.

"Io non so con che armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale,
ma so che la Quarta sarà combattuta con i bastoni e le pietre".
(Einstein)
sempre che ci siano ancora gli umani !!

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Gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, dalla loro creazione nel 1776, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza

Qui sotto è riportata una cronologia anno per anno delle guerre degli Stati Uniti, che rivela qualcosa di molto interessante: dal 1776 gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza
solo 21 anni sono stati in pace.

Per mettere questo in prospettiva:
* Nessun presidente degli Stati Uniti è mai stato un Presidente di pace. Tutti i presidenti degli che si sono succeduti sono stati tutti, in un modo o nell'altro, coinvolti almeno in una guerra.
* Gli Stati Uniti non hanno mai passato un intero decennio, senza fare una guerra.
* L'unica volta che gli Stati Uniti sono rimasti 5 anni senza guerra (1935-1940) è stato durante il periodo isolazionista della Grande Depressione.
Poi il fortunato intervento "grande affdare" . la 2nda G.M. visto sopra.


Ogni anno delle grandi guerre
in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti (1776-2015)


1776 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamagua Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-
1777 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-
1778 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1779 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1780 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1781 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1782 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1783 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1784 - Chickamauga Guerra Guerre Pennamite, Guerra Oconee
1785 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1786 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1787 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1788 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1789 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1790 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1791 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1792 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1793 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1794 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1795 - Guerra indiana del Nord-Ovest
1796 - 1800 - Nessuna guerra
1801 - Prima guerra Barbary
1802 - Prima guerra Barbary
1803 - Prima guerra Barbary
1804 - Prima guerra Barbary
1805 - Prima guerra Barbary
1806 - Sabine Expedition
1807 - 1809 - Nessuna guerra
1810 - Stati Uniti occupano West Florida spagnola
1811 - La guerra di Tecumseh
1812 - La guerra di Tecumseh, Guerre Seminole, gli Stati Uniti occupano East Florida spagnola
1813 - La guerra di Tecumseh, Guerra Peoria, Creek War, gli Stati Uniti espandono territorio nel West Florida spagnola
1814 - Creek War, US espansione territorio in Florida, la guerra anti-pirateria
1815 - Guerra del 1812, seconda guerra Barbaresca, guerra anti-pirateria
1816 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1817 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1818 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1819 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1820 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1821 - la guerra anti-pirateria
1822 - la guerra anti-pirateria
1823 - la guerra anti-pirateria, Guerra Arikara
1824 - la guerra anti-pirateria
1825 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1826 - Nessuna guerra
1827 - Guerra Winnebago
1828 - 1830 - Nessuna guerra
1831 - Sac e Fox guerra indiana
1832 - Guerra di Falco Nero
1833 - Guerra indiana Cherokee
1834 - Guerra indiana Cherokee, Pawnee Campagna territorio indiano
1835 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek
1836 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Missouri-Iowa Border guerra
1837 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Osage Guerra indiana, Guerra Buckshot
1838 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Guerra Buckshot, Heatherly Guerra indiana
1839 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole
1840 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono Isole Figi
1841 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono McKean Island, Isole Gilbert, e Samoa
1842 - Guerre Seminole
1843 - Le forze americane si scontrano con la Cina, le truppe statunitensi invadono costa africana
1844 - Guerre indiane Texas-
1845 - Guerre indiane Texas-
1846 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane
1847 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane
1848 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse
1849 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, indiano Guerre Southwest, Guerre Navajo
1850 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma,
1851 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane
1852 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane
1853 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, Guerra Walker, indiano Guerre California
1854 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani
1855 - Seminole Guerre, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Yakima, Winnas Expedition Guerra Klickitat, Puget War Sound, Rogue River guerre, le forze americane invadono Isole Figi e Uruguay
1856 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo,
1857 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Utah, Conflitto in Nicaragua
1858 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Mohave, California guerre indiane, Spokane-Coeur d'Alene Guerra-Paloos, Guerra Utah, le forze americane invadono Isole Fiji e Uruguay
Guerre 1859 Texas-indiani, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, California guerre indiane, Pecos Expedition Antelope Hills Expedition, Bear River Expedition, incursione di John Brown, le forze americane lanciano attacchi contro il Paraguay e invadono Messico
1860 - Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California indiana Guerre Guerra Paiute, Kiowa-Comanche guerra
1861 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Campagna Cheyenne
1862 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Guerra Dakota del 1862
1863 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Goshute
1864 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Snake
1865 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Colorado, Guerra Snake, Black War Hawk Utah
1866 - Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani, Guerra Snake, Guerra Black Hawk di Utah, Guerra di Nuvola Rossa, Franklin County War, ci invade Messico conflitto con la Cina
1867 - Texas-Guerre Indiane, lunga passeggiata dei Navajo, Apache Guerra Skirmish , Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche , Franklin County War, le truppe statunitensi occupano il Nicaragua e attaccano Taiwan
1868 - Texas-Guerre Indiane, Long Walk dei Navajo, Apache Guerra Skirmish, Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche, Battaglia del Washita, Franklin County War
1869 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, guerra Comanche , Franklin County War
1870 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War
1871 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War, Kingsley Cave strage, le forze americane invadono la Corea
1872 - Guerre Texas-indiane, Apache Wars, La guerra di Utah Black Hawk, Comanche Guerre Guerra Modoc, Franklin County War
1873 - Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre Guerra Modoc, Guerre Apache, Cypress Hills Massacre, guerra col Messico
1874 - Guerre Texas-indiane, Guerre Guerra Comanche Red River, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico
1875 - Conflitto in Messico, Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre, Nevada orientale, Mason County War, Colfax County War, le forze americane invadono Messico
1876 - Guerre indiane, Texas-nero Guerra Hills, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico
1877 - Guerre Texas-indiane, Nero Guerra Hills, Nez Perce Guerra, Guerra Mason County, Lincoln County War, San Elizario Salt guerra, le forze americane invadono Messico
1878 - Paiute conflitto indiano, Guerra Bannock, Guerra Cheyenne, Lincoln County War, le forze americane invadono Messico
1879 - Guerra Cheyenne, Sheepeater Guerra indiana, Bianco Guerra Fiume, le forze americane invadono Messico
1880 - Forze statunitensi invadono Messico
1881 - Forze statunitensi invadono Messico
1882 - Forze statunitensi invadono Messico
1883 - Forze statunitensi invadono Messico
1884 - Forze statunitensi invadono Messico
1885 - Guerre Apache, Orientale Nevada Expedition, Forze invadono Messico
1886 - Guerre Apache, Pleasant Valley Guerra, le forze americane invadono Messico
1887 - Forze statunitensi invadono Messico
1888 - US dimostrazione di forza contro Haiti, Forze invadono Messico
1889 - Forze statunitensi invadono Messico
1890 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, Wounded Knee, Forze invadono Messico
1891 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, le forze americane invadono Messico
1892 - Johnson County War, le forze americane invadono Messico
1893 - Stati Uniti invadono Messico e Hawaii
1894 - Forze statunitensi invadono Messico
1895 - Le forze americane invadono Messico
1896 - Forze statunitensi invadono Messico
1897 - Nessuna guerra
1898 - Guerra ispano-americana, Battaglia di Leech Lake Chippewa
1899 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane
1900 - Guerra filippino-americana
1901 - Guerra filippino-americana
1902 - 1912 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane
1913 - Guerra filippino-americana, guerra della banane, guerra Navajo
1914 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono Messico
1915 - Guerra delle banane, invasione del Messico Messico, guerra Paiute
1916 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadno Messico
1917 - Guerre delle banane, prima guerra mondiale
1918 - Guerre della banana, la prima guerra mondiale
1919 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono il Messico
1920 - 1934 - Guerre delle banane
1935 - 1940 - Nessuna guerra
1941 - 1945 - Seconda guerra mondiale
1946 - USA occupano Filippine e Corea del Sud
1947 - le forze di terra americana in Grecia nella guerra civile
1948 - 1949 - Nessuna guerra
1950 - 1953 - Guerra di Corea
1954 - Guerra in Guatemala
1955 - 1958 - guerra del Vietnam
1959 - guerra del Vietnam: Conflitto in Haiti
1960 - guerra del Vietnam
1961 - 1964 - guerra del Vietnam
1965 - Guerra del Vietnam, occupazione americana della Repubblica Dominicana
1966 - Guerra del Vietnam, l'occupazione americana della Repubblica Dominicana
1967 - 1975 guerra del Vietnam
1976 - 1978 - nessuna guerra
1979 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1980 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1981 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), primo incidente del Golfo della Sirte
1982 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1983 - Guerra Fredda (invasione di Grenada, guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1984 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Golfo Persico
1985 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1986 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1987 - Conflitto in Golfo Persico
1988 - Conflitto in Golfo Persico, l'occupazione americana di Panama
1989 - Seconda Golfo della Sirte incidente, l'occupazione americana di Panama conflitto nelle Filippine
1990 - Prima guerra del Golfo, occupazione americana di Panama
1991 - Prima guerra del Golfo
1992 - Conflitto in Iraq
1993 - Conflitto in Iraq
1994 - Conflitto in Iraq, Stati Uniti invadono Haiti
1995 - Conflitto in Iraq, Haiti, bombardamenti NATO della Bosnia-Erzegovina
1996 - Conflitto in Iraq
1997 - Nessuna guerra
1998 - Bombardamento di Iraq, Afghanistan e missili contro il Sudan
1999 - Guerra del Kosovo
2000 - nessuna guerra
2001 - Guerra in Afghanistan
2002 - Guerra in Afghanistan e Yemen
2003 - Guerra in Afghanistan e in Iraq
2004 - 2006 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2007 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen
2008 - 2010 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2011 - Guerra al Terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen; Conflitto in Libia (libica guerra civile)
2011 - 2015 - Guerra in Afghanistan, Iraq. Guerra civile in Ucraina e Siria

Nella maggior parte di queste guerre, gli Stati Uniti erano all'offensiva, in alcune sulla difensiva ma abbiamo tralasciato tutte le operazioni segrete della CIA con rivolte, ribaltamento di regimi e altri atti che potrebbero essere considerati atti di guerra.
Il 95% delle operazioni militari lanciate dalla fine della seconda guerra mondiale, sono state degli Stati Uniti, la cui spesa militare è maggiore di quella di tutte le altre nazioni del mondo messe insieme. Nessuna meraviglia quindi che il mondo pensi che gli Stati Uniti sono la prima minaccia del mondo per la pace.
Eppure ci sono ancora alcuni nord americani (più di quello che sembra) che fanno ancora la domanda: "Perché tutte queste persone nel mondo ci odiano?" E la risposta della propaganda USA è sempre, invariabilmente, la stessa "...perché sono gelosi di noi, della nostra libertà,
della nostra grandezza. Gelosi della nostra cultura..."

Ecco, soprattutto della loro cultura e del loro squisito modo di rapportarsi col prossimo.


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GIOVANI ITALIANI (io ho 81 anni) AUGURI !!! L'AVVENIRE E' VOSTRO !!!

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