1941
HITLER IN RUSSIA
(LA "FATALE SORPRESA" A SMOLESNK - I T 34)

LA "SORPRESA" PER HITLER FU
A SMOLENSK - TROVO'
 IL T 34 


Mise in difficoltà Hitler, dopo appena 10 giorni dall'inizio dell'invasione.

Non è vero che Stalin si fece cogliere del tutto impreparato. Non si fidava di Hitler e si preparò fin dal 1933.
Non è vero che il patto di Hitler con Stalin era amichevole, lui aveva capito! e gli nascose cosa stava preparando nei suoi arsenali.
Non è vero che i russi avevano carri leggeri. Ma il leggendario possente T 34 (il vero protagonista della guerra)
Non è vero che i tedeschi possedevano carri blindati e possenti. Uno solo, ma fece fiasco poi a Kurks (nella grande battaglia di carri).
Non è vero che nella grande battaglia di carri di tutti i tempi, a Kurks c'erano i carri americani.
Non è vero che a Berlino e ad Auschwitz entrarono i carri americani di Patton.
A distanza di tanti anni - 60 - leggiamo ancora queste cose.

Nel mese di ottobre anno 2000 esce il libro di Suvorov con alcune tesi; afferma giustamente che Stalin non era per nulla impreparato al voltafaccia di Hitler, che Stalin aveva previsto la guerra che Hitler gli avrebbe scatenato. Un lettore chiede a Montanelli cosa ne pensa, e il giornalista sul Corriere della Sera del 7 novembre 2000, così gli risponde, contestando Suvorov:


"Qualche dubbio mi pare legittimo. A riprova della sua tesi, Suvorov cita il tipo di mezzi corazzati che Stalin aveva dettato all'Armata Rossa:
carri leggeri e veloci perchè destinati a passare sulle macerie fumanti di un'Europa già distrutta da Hitler. Il che gli avrebbe fatto perdere la battaglia che invece gli procurò la vittoria, quella di Kurks, contro i possenti blindati tedeschi se gli americani non gli avessero fornito, prima del proprio intervento, i loro. Ma poi come fece, questa Cassandra, capace di vedere così lontano, a non capire che Hitler stava per piombare addosso a lui e a farsene cogliere del tutto impreparato? Va bene: i libri, si sa, si scrivono per venderli: e per vendere quelli di Storia, bisogna raccontarla in modo diverso dagli altri. Ma c'è chi ne abusa".
In parte Suvorov dice la verità ma sbaglia anche lui. Mentre Montanelli è lui a raccontarcela in un modo diverso o abusa o non conosce. Forse scrive molto ma legge poco. Basterebbe leggere solo le schede delle armi e quando furono costruite e impiegate per evitare errori così grossolani.
E quali sono i carri armati forniti dagli americani ai russi a Kurks? Nessuno
E quando mai i carri di Patton sono entrati ad Auschwitz? (Montanelli, CorSera, dic. 2000). Nessuno, anche perchè Auschwitz si trova in Polonia e non ci risulta che gli americani misero mai piede in Polonia.

Forse Montanelli avrà visto solo il film di Benigni, che fa appunto entrare ad Auschwitz, nel finale, un carro armato che ha sulla torretta una bandiera americana.
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Quella del carro "pesante" (e non leggero) e "blindato" (e non tedesco) T 34
è una lunga storia che inizia nel 1933, prima ancora della presa del potere di Hitler.

Suvorov, sbaglia nel dire che Stalin aveva dettato all'Armata Rossa di costruire carri leggeri.
(dicendo "
leggero" i russi si riferivano alla corazza, ma non al carro che era di 52 ton. cioè il più pesante carro armato mai prima di allora costruito. quasi il doppio dei carri tedeschi).


Il KV-1(A) 1940 (Dalle iniziali del Commissario Difesa russo Kliment Vorosilov e i T 34 (dalle iniziali del precedente Commissario Tukacevski) - che preoccuparono (e fermarono a Smolensk) le armate del Fuhrer dopo solo 10 giorni dall'invasione non erano proprio per nulla "leggeri", pesava 52 tonn.
Lo stesso Hitler fu sorpreso, e affermava di
"essere con i suoi Panzer e le sue normali armi impotente davanti a questi giganteschi carri armati del peso di 52 tonnellate... (che lui indica come Mark II), ...sono otto giorni che attacchiamo e i combattimenti che hanno luogo appartengono ai più gravi che le truppe tedesche hanno dovuto sostenere sinora; siamo impotenti di fronte a questi mezzi corazzati che attualmente sono i più forti" (Lettera a Mussolini, del 30 giugno 1941, da Lettere e Documenti di Hitler e Mussolini, dal 1939 al 1943 - Kinkg Features Syndacate, New York, 1946).

Impreparato dunque semmai era Hitler !!!

Il primo - il KV (derivato dai vari T ) nel piano di riarmo voluto da Stalin era stato progettato dall'ingegner russo Kotin (fin dal 1938) per i potenziamento delle forze corazzate ed era uno dei più potenti e giganteschi carri armati del peso di 47,5 tonnellate, con una corazza da 75 mm, un micidiale cannone da 7,62, e tre mitragliatrici, e il secondo della serie T (poi MT 34 e vari altri modelli) progettato fin dal 1933 uscito dalle fabbriche di locomotive di Charkov. I due furono delle vere " micidiali sorprese" per la Wehrmacht che si vide ostacolare la sua avanzata travolgente. Era micidiale anche il T, ma essendo molte parti intercambiabili con il KV, si trasformò in un potente mezzo di 52 tonnellate con le identiche caratteristiche del primo di cui era il clone.
Nessun carro tedesco poteva competere con entrambi. E dovettero ringraziare i tedeschi solo l'inesperienza dei carristi russi e la mancanza di strategia nell'impiego, se non subirono subito nei primi dieci giorni dell'invasione, una drammatica disfatta.


Ma poi, più tardi i russi recuperarono e paradossalmente proprio i tedeschi che avevano inventato il "movimento" iniziarono a fare guerra di "posizione", a muoversi cominciarono i russi, attacandoli e spingendoli nelle sacche; e qui iniziò la "tragedia" di Hitler dopo che si era appena ripreso dalla "sorpresa" che gli aveva fatto trovare l'ex amico, ora nemico, Stalin. Che non era proprio così molto "sorpreso" dell'attacco, perchè in grado di dargli il "benvenuto", anche se ancora piuttosto confusionario. Stalin non si era mai fidato di Hitler alleato, e in seguito (nonostante l'alleanza) nemmeno poi di Churchill e di Roosevelt alleati. Stalin diede invece tutta la sua fiducia (per sua fortuna) solo a un uomo, a Zukov (quando ormai alla disfatta mancavano un centinaio di ore)

Sorpresa il carro T 34? Fin dal 1936 l'Armata Rossa (con inauditi sacrifici del popolo -ovviamente imposti) era tecnicamente ben preparata, perchè fin dal 1933 era in grado l'Urss di produrre 22 carri armati pesanti al giorno, mentre la Germania, che iniziò a costruirli solo nel 1936, ancora nel 1940, ne produceva appena 21. Fra l'altro molto leggeri, inadeguati come armi, e del tutto inadatti a una invasione sul suolo russo. Quelli russi infatti furono progettati con cingoli molto larghi (il doppio) per muoversi sul proprio terreno nevoso o melmoso; e non solo i carri, ma perfino i mezzi di rifornimento (per munizioni e altro) non montavano ruote come quelli tedeschi (impreparati semmai FURONO loro) ma per la pessima natura del terreno erano questi mezzi sempre cingolati.

Il piuttosto generico riarmo della Germania (temendo un attacco alla Polonia) aveva indotto i russi a organizzare fin dal 1933 un potenziamento della produzione bellica e un piano di difesa con carri corazzati studiato dal maresciallo Tukacevski; (TK che fu appun to all'origine il nome dei carri) poi (immeritatamente) fucilato. Ma i piani (molto tecnici quelli della produzione, e molto intelligente il criterio da seguire nel costruire un carro armato) dopo la sua fine, rimasero quasi integri e proseguirono, costruendo via via nuovi modelli ancora più possenti fino a preparare la futura "sorpresa" a Hitler, che appena salito al potere iniziò ad agitarsi.

Stalin notando la fulminea ascesa del caporale tedesco e del suo regime dittatoriale (del resto molto vicino al suo) non è che gli dispiaceva; gli faceva anche comodo quello scagliarsi Hitler contro le democrazie capitaliste, ma rimase sempre diffidente verso il Fuhrer anche quando attaccò l'occidente; ma anche prima, quando fece con lui l'alleanza (PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV); infatti non gli rivelò mai cosa stava bollendo nelle pentole delle grandi acciaierie dell'Urss, soprattutto a Charkov (inaccessibile a chiunque, pena la fucilazione).

Ma al momento giusto (tradimento del patto e invasione) Stalin si rivelò nè stupido nè impreparato; nei materiali però, non sugli uomini servili e incapaci che mise ai vertici delle massime autorità militari, nel GKO; cioè soggetti politici più che validi militari, volendo solo Stalin esercitare il potere assoluto anche dentro nelle Forze Armate, dove c'erano generali incapaci a contraddirlo per non finire in Siberia o fucilati con la solita formula "nemico del popolo". (Kruschev, lui stesso generale, con il "rapporto segreto" del '56, riferì ampiamente questo clima di annientamento morale e fisico riservato ai collaboratori sgraditi al dittatore)

Abbiamo detto dal '33! La Germania stava appena edificando il nazionalsocialismo, e quando nel '34 Hitler iniziò la sua corsa agli armamenti, gli industriali e i tecnici tedeschi preposti alla grande "pianificazione", per quanto riguardava l'approntamento di forze corazzate non sapevano nemmeno da dove cominciare, altrettanto negli ambienti militari, ognuno guardava al suo antiquato reparto tipo guerra 1914-18, e qualcuno ancora alla vecchia cavalleria (come in Francia, Inghilterra, Polonia, e Italia compresa- queste ultime due contro un attacco di carri armati mandarono proprio la cavalleria, con cavalli e sciabole.

Di modo che, per uscire dal vicolo cieco, i tedeschi nel '34 inviarono i loro tecnici proprio in Russia, a Kazan, dove si progettavano da tempo e si fabbricavano i carri corazzati russi, e ovviamente c'era anche una scuola di esperti carristi. Qualcosa impararono i tedeschi, anzi copiarono tali e quali i primi carri "massicci" (relativamente, perché allora erano di 6 e 12 tonn. e piuttosto rozzi), tanto è vero che i tedeschi i primi che costruirono li chiamarono quasi con la stessa sigla Mk e Kv. Ma non li copiarono bene, li fecero solo belli, i tecnici tedeschi incaricati a progettarli, ritenendo quelli russi troppo pesanti, brutti e goffi ( e lo erano) elaborarono diversi progetti, poi ne scelsero uno e ovviamente chi iniziò a costruirli furono i Krupp, che solo alla fine del 1936 iniziarono a consegnare i primi esemplari: i primi Mark I da 6 tonn. e il Mark II da 12 tonn. (una serie meglio conosciuta come Panzerkampfwagen). Fecero la loro comparsa in Spagna. Ma nel frattempo (dal '36 al '39) ne avevano costruiti altri più potenti, e con questi invasero la Francia. Erano il Mark III da 22 tonn, con una corazza da 50 mm. e un cannone corto da 50 mm (un carro piuttosto veloce); e il Mark IV da 23 tonn., ma con una corazza da 60 mm. (più lento ma possente).


A utilizzarli, a impiegarli e a creare la strategia delle forze corazzate, i famosi blitz-krieg (guerra lampo) fu il generale Guaderian, fu lui a convincere Hitler sul "nuovo" impiego delle panzerdivision. Con queste invase sia la Polonia che la Francia.

Con i carri citati sopra e sempre con la regia di Gouderian, i tedeschi si prepararono ad attaccare la Russia con l'"Operazione Barbarossa" il 22 GIUGNO 1941 (stesso giorno dell'invasione di Napoleone) ed erano convinti di possedere il più potente carro armato del pianeta, credendo la Russia ancora ferma a quei rozzi carri di solo 6 e 12 tonnellate che avevano visto a Kazan. Non uno straccio di servizio segreto venne mai a sapere cosa c'era dentro nelle officine di Charkov.
O se c'era, il servizio segreto era rimasto alle informazioni del 1936.
Ma facciamo un passo indietro.


IL T (Poi 34 in moltissime versioni) PRESE IL NOME DA TUCHACEVSKIJ, LUI ERA FIN DAL 1931 CAPO DEGLI ARMAMENTI, DELL'ADDESTRAMENTO, E ANCHE DELLA PRODUZIONE DEGLI STESSI.
INIZIALMENTE ADATTANDO ADDIRITTURA UN MODELLO DELLA FABBRICA AMERICANA CHRISTIE. FU LUI A DIRIGERE LE FABBRICHE DI KAZAN CON LA PRODUZIONE DEI CARRI ARMATI PESANTI ("PESANTI") CON TORRETTA UNICA, CHE SI SAREBBERO POI RIVELATI DETERMINANTI (CON "L'INTERCAMBIABILITA") NELLA SCONFITTA DELL'ESERCITO NAZISTA.
NEL 1935 A KIEV SI SVOLSERO LE PRIME GRANDI MANOVRE RUSSE CON UN ATTACCO DI FORZE CORAZZATE (la prima messa in campo nella storia) CON CARRI ARMATI T GIA' CONCENTRATI IN GRANDI UNITA' COME APPUNTO VOLEVA TUCHACEVSKIJ; NE SCHIERO' ALLE MANOVRE 5000. DISGRAZIATAMENTE LE SUE TEORIE E QUESTO GRANDE PROGETTO (E QUINDI ANCHE LA PRODUZIONE DI QUESTI CARRI) FURONO ABBANDONATI QUANDO SUL MARESCIALLO SI ABBATTE' LA CONDANNA DI "NEMICO DEL POPOLO". SOLTANTO PIU' TARDI (DOPO LA GUERRA DI SPAGNA) FU COMPRESO L'ERRORE COMMESSO. RICOSTITUENDO COSI' LE UNITA' SPECIALI CON QUESTI MODERNI MEZZI (UN PO' MENO GLI UOMINI)

BIZZARRA MA PREZIOSA FU LA COLLABORAZIONE DEL GENERALE ALYMOV (REDUCE PROPRIO DALLA SPAGNA). E' INFATTI LUI CHE PROPONE DI METTERE NEI CARRI T LA CORAZZA (NON MASSICCIA, PESANTE, MA PIU' SOTTILE E DOPPIA, QUINDI PIU' "LEGGERA" LA CORAZZA MA NON IL CARRO) CON LA FAMOSA FRASE "LA CORAZZA MENTRE VIENE DISTRUTTA, PROTEGGE"; L'INCONSULTA PROPOSTA, CHE SEMBRAVA PURA DIALETTICA, FU FATTA A STALIN IN UNA FAMOSA RIUNIONE PER IL RIARMO NEL '38. ANCHE LUI IN UN PRIMO MOMENTO NON CAPI' BENE QUELLO CHE ALYMOV STAVA ESPONENDO CON UN TIMORE RIVERENZIALE DAVANTI AL SUO CAPO COME AL SOLITO SUPPONENTE, E IN QUESTO CASO PERFINO DIFFIDENTE.

MA ALL'IMPROVVISO STALIN SI CONVINSE E VENNE DI NUOVO RIDISCUSSA LA RICOSTITUZIONE DELLE FORZE CORAZZATE, RIPARTENDO DAI VECCHI PROGETTI DI TUCHACEVSKIJ.
SAPPIAMO DI QUESTA RIUNIONE, PERCHE' VIENE RIPORTATA NELLE MEMORIE DI EMELJANOV: "PAVLOV - DISSE - PER NOI LA FACCENDA E' CHIARA. DOVREMMO COMINCIARE A PRODURRE QUESTI CARRI ARMATI"- MOLOTOV CONFERMO' E STALIN PURE". -. QUINDI FU RIPRESA LA PRODUZIONE DEI CARRI SOTTO IL NUOVO COMMISSARIO DELLA DIFESA KLIMENT VOROSILOV (KV) CHE DIEDE COSI' IL NOME ALLA NUOVA SERIE, INIZIANDO DAL KV I-A
(da: BIALER, I GENERALI DI STALIN", MONDADORI, 1972, PAG. 107-110 -
- "STALIN", DI R. MC NEAL, S. F. COHEN, FABBRI 1980, 4 VOL, PAG. 736)

D'ORA IN AVANTI I CARRI INIZIANO A CHIAMARSI KV, MA CONCETTUALMENTE SONO SEMPRE I "T" (POI T 34 ecc.) DEL GENIALE TUCHACEVSKIJ, A PARTE LE VARIE MIGLIORIE NELLE SINGOLE PARTI APPORTATE DAI VARI PROGETTISTI. TANTO E' VERO CHE RIMASERO EFFICIENTI E CON LO STESSO NOME "T" FINO AGLI ANNI SESSANTA. PETACCO SCRIVE "IL T 34 ENTRATO IN SERVIZIO PRIMA DELLO SCOPPIO DELLA GUERRA, COMBATTE' EFFICACEMENTE PER TUTTO IL CONFLITTO DIVENTANDO UN PO' IL SIMBOLO DELL'ARMATA ROSSA, E DURERA' MOLTISSIMI ANNI, ANCHE DOPO LA GUERRA"

La sorpresa fu grande quando i tedeschi si trovarono davanti a un "bestione" quattro volte più grande del loro carro armato: era il T 34, da 52 tonn; con un arma micidiale, un cannone da mm 76,2 lungo che perforava la corazzatura dei carri tedeschi. Invece quella del T 34 aveva una impenetrabile corazzatura da 7,5 cm, fra l'altro sfuggente perchè arrotondata, dove i proiettili tedeschi sgusciavano via lasciando solo qualche graffio. Perfino all'interno come posto guida erano confortevoli, e altra caratteristica micidiale era che i panzer tedeschi "marciavano" su terreno accidentato a 16 km ora, mentre i T 34 "correvano" a 40 km ora; inoltre possedevano un guado di 130 cm. e avevano cingoli larghi il doppio, quindi possenti ma scorrevoli su neve o nella micidiale rasputiza (il caratteristico fango molle delle pianure russe che i tedeschi non conoscevano).

Fu il panico tra i generali delle Panzerdivision, ma soprattutto Gouderian e -come abbiamo letto sopra- Hitler, nemmeno tanto celato. Nessun carro tedesco poteva competere con questa "sorpresa". L'unica fortuna - ripetiamo- fu che i russi i carri li impiegavano male, c'erano generali scadenti, non conoscevano i blitz, nè la moderna ondata d'urto hitleriana. Inoltre all'inizio il T34 era sprovvisto di radio quindi le comunicazioni tra carri venivano effettuate "visivamente" con bandierine, questo (oltre l'impreparazione degli equipaggi) era l'unico punto debole del carro.

Li utilizzavano singolarmente, e soltanto in appoggio alla fanteria, e quando questa perdeva, i carri cadevano provvidenzialmente in mano ai tedeschi. Che oltre a usarli, li spedivano subito a Berlino, sollecitando subito la costruzione di carri simili e anche più potenti, come il Tigre e l'Elefant, ma che fino alla fine del 1942 e inizio '43 non furono a disposizione.
Pochi perfino nella famosa battaglia dei giganti a Kursk (vedi più avanti) del luglio del 1943. I tedeschi nel grande scontro del secolo, schierarono 2410 carri, fra cui solo 90 Elefant e 200 Panther, contro 3600 T 34 e KV russi.
In 24 ore di battaglia i russi ne annientarono in totale 580. (La fine che fecero gli Elefant, vedi più avanti)

Dopo l'invasione i russi -dopo aver fatto trovare la "sorpresa" (utilizzata però male) oltre che migliorare i carri (ma mica poi tanto, il T 34 rimase quasi uguale, anche se in dieci versioni diverse, chiamandosi anche con i vari KV) iniziarono a imparare dai tedeschi soprattutto la tecnica dell'impiego, e nonostante le prime deficienze in strategia, migliorarono molto, al punto che i T 34 divennero i veri protagonisti della guerra. Il generale Guderian, asso dei carristi tedeschi (lui l'inventore delle panzer division), dopo le prime battaglie vinte, favorite dalla sorte, quando fece il suo secondo blitz su Smolensk, fu bloccato; ma fu molto realista: nel suo diario scrisse "I russi cominciano a imparare. Qui ora la faccenda si fa seria..."

L'uomo che aveva stupito superando le Ardenne, a Smolenks era stravolto, la sua stella iniziò a oscurarsi; scriveva amareggiato "Tutti i dati del nostro controspionaggio indicavano che avremmo dovuto batterci contro 200 divisioni russe (i tedeschi ne avevano 170 Ndr) mentre qui già ora ne abbiamo individuate non meno di 370 (...) "inoltre i carri sovietici risultano molto pericolosi, i T 34 sono carri muniti di tale corazze che i proiettili della nostra artiglieria vi rimbalzano senza provocare alcun danno".
( Altro che impreparato !!!! )

Il "serio" infatti era iniziato; qualcosa era subito cambiato. A luglio a Smolensk, i carri russi meglio coordinati segnarono una nuova fase della guerra mondiale, la più importante (vedremo più avanti perchè). I Russi erano riusciti per la prima volta a impegnare e a fermare per due mesi i tedeschi; e proprio sulla via per Mosca. La meticolosa preparazione della Blitzkrieg "Barbarossa" con la tabella di marcia imposta da Hitler ne fu sconvolta. Sempre Guderian, si giustificò dicendo che "i russi a Smolensk avevano imparato", "che i carri russi erano tanti", ma non disse, forse per non far infuriare Hitler, che i suoi carri davanti a quelli russi erano impotenti.
Fu un errore che costò carissimo. Hitler, convinto che si trattasse solo di una battaglia persa, ottimista con le sue 170 divisioni, prese una decisione fatale.
Ormai - a causa del ritardo di Smolensk (e quello accumulato in Iugoslavia per andare a togliere dai pasticci Mussolini in Grecia) già quasi convinto di dover passare l'inverno in Russia, aveva bisogno di rifornimenti in loco; mise improvvisamente da parte l'obiettivo Mosca (che impreparata com'era sarebbe caduta in pochi giorni se avesse insistito subito) perchè forse lo spettro di Napoleone apparve ad Hitler a dare miti consigli. Così dirottò il grosso delle sue forze armate verso i preziosi granai dell'Ucraina e i pozzi di petrolio della Crimea e del Caucaso. Riuscendo in brevissimo tempo a: 1) conquistare tutto il territorio sempre a causa delle deficienze di alcuni generali russi; 2) a fare 300.000 prigionieri; 3) a impossessarsi di 1000 carri armati e di 4000 cannoni.

Fu una vittoria così facile e avvenuta così in fretta che Hitler commette il suo secondo grande fatale errore. Ci ripensa (crede che anche la strada verso il Cremlino sia tutto così semplice) e decide di sferrare subito l'attacco a Mosca prima dell'inverno. Ricompatta le divisione, fa marcia indietro e riparte da Smolensk, con l'intenzione di dare il colpo d'ariete alla capitale bolscevica. Farla finita. Organizza perfino una squadra -quando entrerà a Mosca- per far demolire il Cremlino e per far deviare la Moscova per cancellarla dalla faccia della Terra..

Cambia perfino nome all'invasione, "Operazione Tifone". Siamo al 2 OTTOBRE 1941. Ed è già sicuro di vincere, infatti parla alla radio al popolo tedesco: "Dichiaro oggi che la Russia è stata battuta e non risorgerà più". Non è ancora a Mosca ma con i suoi generali è lapidario "basta dare ora un calcio alla porta". Anche a Mosca ne sono convinti tutti, da Stalin, a Molotov, dai generali fino all'ultimo moscovita. Del resto l'avanzata dei tedeschi è travolgente, è proprio un tifone. 46 divisioni di fanteria con alcune migliaia di cannoni, 16 divisioni corazzate e 8 motorizzate marciano speditamente verso la capitale russa per annientarla.


Tutti aspettano la caduta di Mosca contando i giorni e le ore, e a loro volta i tedeschi aspettano impazienti l'attacco e la fine dell'ultima battaglia. Su Mosca volano i primi bombardieri sganciando le prime bombe. A questo punto a Mosca anche i più ottimisti ormai vedevano nero.

Stalin depresso butta il bastone di comando e anche lui prende una decisione storica. Il mattino del 7 OTTOBRE manda a chiamare un giovane generale (a lui quasi sconosciuto) nella lontana Leningrado anche questa assediata. Il generale Kutzov ha fermato Napoleone alla porte di Mosca, e Stalin spera che sia questo generale Zukov (anagrammaticamente quasi omonimo) a fermare per almeno un mese Hitler alle porte della città. Il tipo che gli si presenta davanti ha carattere, ha la sua opinione sulla guerra, del tutto diversa dai suoi colleghi e da quella di Stalin, e si permette perfino di contraddirlo. Ma è lucido, razionale, convincente. Stalin forse per la prima volta capitola davanti a un suo subalterno, che nemmeno conosce. Gli affida il comando generale di tutte le operazioni. E' la sua ultima speranza, e spera anche in un altro alleato: il "generale inverno".
Stalin è sfacciatamente fortunato!

L'uomo nuovo vola a fare una veloce ricognizione sui campi di battaglia, e quando la sera dal cielo scende l'aereo di Zukov sull'aeroporto, con lui sta scendendo dal cielo anche la prima neve sui campi di battaglia e su Mosca.
Saranno i due protagonisti della "Battaglia di Mosca". Zukov organizza la sua battaglia, e la neve e poi il gelo disorganizza quella di Hitler.

Intanto due milioni di moscoviti, uomini, donne, vecchi e bambini, si sono riversati alle porte della città, per difenderla, scavando 100 chilometri di fossati, mettendo 284 chilometri di reticolati, 1000 chilometri di trincee; c'è tanta confusione ma resistono comunque e fanno ritardare l'avanzata. La neve alleata non è ancora ghiacciata, è quasi pioggia ed è quasi meglio, perchè forma la micidiale rasputiza; i campi di battaglia diventano mari di fango, l'avanzata dei tedeschi rallenta; cannoni, automezzi, carri armati s'impantanano, sono a 100-85 chilometri da Mosca, e si avanza a tre quattro chilometri al giorno. Tuttavia arrivano ugualmente il 12-16 ottobre a Viasma e Brjansk. L'armata russa di Timosenko è annientata; circa 660.000 uomini cadono prigionieri.

17 OTTOBRE piove, altro fango, tanto fango, tanta rasputiza. Ed ecco il terzo protagonista che si è fatto onore a Smolensk, entrare in scena, il T 34, possente ma con i suoi cingoli larghi il doppio di quelli tedeschi che si sono invece impantanati.

Questa volta i T 34 -sotto la regia di Zukov- intervengono non in modo disordinato, ma vanno incontro ai carri tedeschi disponendosi in grosse formazioni "alla tedesca". " Erano veloci, ci venivano incontro, noi sparavamo con i nostri cannoni, vedevamo i proiettili colpirli, ma non accadeva niente, e loro ci venivano addosso, e dovevamo arretrare, arretrare. Per far qualcosa dovemmo usare i cannoni antiaerei" dirà un comandate tedesco. I T 34 ritardano così l'avanzata, e trattengono lo sfondamento. Questo ritardo di quattro giorni è più che sufficiente per far cambiare il corso della storia.

Era il 25 OTTOBRE, le armate di Hitler erano nei pressi di Borodino, dove quelle di Napoleone erano state fermate da Kutzov, lasciando al francese un "vittoria di Pirro". Tanti brutti presagi: la data dell'invasione, il quasi omonimo Zukov, Borodino, le porte di Mosca vicine, dove in un punto c'era la famosa lapide ricordo che segnava il limite dov'erano arrivate le armate di Napoleone; che alcuni guardavano sconsolati, altri invece speravano nell'impossibile. E l'impossibile avvenne.
Durante la notte, questa volta non cadde la neve, ma era caduto in basso il mercurio del termometro. Il "Generale inverno" arrivava molto in anticipo a dare una mano a Zukov: 10 gradi sotto zero. Il gelo oltre che sui campi di battaglia era sceso nelle vene dei generali tedeschi. Il fantasma di Napoleone era dappertutto, nelle tende, nei quartieri generali e in tutte le trincee, almeno per chi conosceva la storia.

L'unico a saltare di gioia fu proprio Zukov. Il 7 NOVEMBRE cadde nuovamente la neve e con 10 gradi sotto zero. Hitler fa l'ottimista "meglio così, sul ghiaccio i panzer si muovono meglio". Al gelo infatti i tedeschi sono abbastanza preparati, hanno alcune attrezzature e con il vestiario racimolato in fretta e furia; perchè non dimentichiamo che erano partiti per combattere una sola estate.
Il tutto doveva durare 8 settimane, o al massimo 100 giorni.

Ma il 22 NOVEMBRE il freddo segna 32 gradi sotto zero (non si verificava da 140 anni!). A queste temperature tutto diventa fragile, anche l'acciaio, che scotta, che scarnifica la pelle solo a toccarlo. Inizia il dramma. I cannoni sparando si sbriciolano, i vivoli di volata (da dove escono i proiettili) dei fucili e dei mitragliatori si aprono come le foglie dei carciofi. (sparando alcuni colpi, le canne s'arroventano e basta un po' di neve per stemperare il metallo, che fonde, oppure il vivolo si apre appunto come un carciofo)

Ma intanto cosa è accaduto in occidente? Lo abbiamo già letto- i pochi disordinati T 34 avevano fermato fin dalla prima settimana, poi per due mesi la Blitzkrieg di Hitler. Lo scoraggiato Churchill, ormai in seria crisi, a sentire queste notizie era saltato sulla sedia ("seguii ora per ora gli eventi di Smolensk, e le ore cominciarono ad essere tante, tante; poi diventarono giorni"). Il 12 luglio Churchill non aveva più dubbi ("senza la svolta di Smolensk, non avrei mai fatto questo passo, ma non avremmo mai vinto la guerra" scriverà nella sue Memorie.) Se voleva vincere era costretto ad allearsi con "il diavolo" Stalin. Poi doveva persuadere Roosevelt ("che era anche lui convinto -stando a guardare- che la Russia capitolasse in tre mesi") a intervenire (9 agosto), ad aiutare economicamente e con materiali sia gli inglesi che i russi.

Ma l'opinione pubblica americana decisamente non interventista, non gradiva neppure il patto "Affitti e Prestiti" di Roosevelt; il boicottaggio dei comunisti americani nella produzione (quando Hitler si era alleato con i russi) fu perfino preoccupante; ma anche la stessa popolazione non era disposta ad accettare i sacrifici e le spese di una guerra in Europa, così lontana. Pochi gli interventisti. Hitler del resto aveva fatto di tutto per non provocare seri incidenti con gli Usa.
Ma pure Roosevelt che incitava, nemmeno lui un attacco diretto non lo temeva. Ma più lucido degli altri, il pericolo che lui vedeva era un altro. Se Hitler si fosse impadronito dell'Europa avrebbe colpito indirettamente la supremazia economica dell'America; che non solo avrebbe perso i mercati d'Europa ma anche quelli in Oriente, visto che i giapponesi si erano schierati con l'Asse con l'intenzione di cogliere la buona occasione per egemonizzare l'Asia.

Quindi "bisognava" agli americani dargli la "scossa", provocare machiavellisticamente un brutale choc psicologico per scendere in campo nelle "olimpiadi della morte" che si stavano svolgendo in Europa.

Ma torniamo a Mosca. E alla nuova situazione che vede ora Hitler contro i Russi.
Stalin ha smesso di indossare i panni del dittatore, fa discorsi patriottici. L'uomo delle "purghe", delle fucilazioni, della deportazione dei suoi migliori generali, ora incita il popolo russo a mettersi a disposizione di Zukov, ricordando loro -proprio lui- le eroiche gesta dei generali zaristi del passato, li nomina uno per uno, rammenta loro La Battaglia di Poltava del 1709, quando i russi di Pietro il Grande iniziarono la tattica di bruciare città e paesi e ogni cosa prima di ritirarsi; poi rammenta ai suoi concittadini la sconfitta di Napoleone con il "miracolo" di Kutuzov (che usò pure lui la stessa tecnica di Pietro il Grande)

Ora Zukov inizia a fare lui il "Miracolo di Mosca" affiancato dal "generale inverno". Dalla Siberia chiama tre armate scelte, sedici divisioni abituate a combattere con uomini e mezzi a temperature rigide. Chiama i cosacchi mongoli e gli uomini del Turkestan. Il 7 DICEMBRE scatena la sua prima offensiva su tutto il fronte di Mosca. Dove il gelo a 30-40 gradi sotto zero e la neve ha paralizzato i nibelunghi giunti quasi a pochi chilometri dalla capitale (a 36).
Alcuni zelanti ufficiali tedeschi -già sicuri di entrarci di lì a poche ore- avevano già predisposto come doveva avvenire la parata della vittoria sulla Piazza Rossa. Ma il generale russo Lellushenko riesce a bloccare una divisione tedesca proprio sull'autostrada di Mosca. E' il primo fatto positivo dall'inizio dell'invasione, ma d'ora in poi per i russi ha inizio in conto alla rovescia della riscossa.
Il protagonista è ancora il T 34, con il genio di Zukov, con l'impiego dei siberiani e con una "trovata" del generale Molotov. Questa volta il T 34 non usa i cannoni, ma diventa un potente mezzo di traino...

per trascinarsi dietro a 40 kmh sulla neve le slitte dei siberiani imbacuccati nelle loro calde pellicce, con stivali anfibi di pelo, e bottiglie di Wodka "a volontà". C'è una ragione di tanta abbondanza, le bottiglie svuotate - ha insegnato a loro Molotov- diventano micidiali proiettili: i siberiani le riempiono di benzina e con una sola di queste, sfrecciando riparati dietro gli invulnerabili carri con veloci slitte a pattini, le lanciano e incendiano i panzer bloccati da gelo, dalla neve e dal morale sempre più basso dei non più invincibili Sigfrido. Basta una sola bottiglia per fermare 30 tonnellate di ferraglia. Andrà peggio - e fu quasi una beffa- agli Elefant di 68 tonn, il "pachiderma d'acciaio sciocco" che Hitler schierò a Kurks - vedi più avanti)

Ma il quarto protagonista è ancora il diabolico Stalin. Se Zukov il 7 DICEMBRE ha potuto fare quanto sopra, è perchè Stalin deve aver fatto un patto altrettanto diabolico con i giapponesi. Questi, già alleati di Hitler (fin dal 1936), erano contro i russi, ed infatti Stalin aveva le sue armate in Oriente perchè temeva un attacco alle spalle (altro che impreparato!). Ma il 15 NOVEMBRE accadde un fatto stranissimo, che gli storici di tutto il mondo stanno ancora discutendo quanta importanza ebbe nel far intervenire nel conflitto gli americani.
SORGE, il famoso agente segreto russo a Tokio, all'ambasciata Giapponese, comunica a Stalin che i giapponesi non attaccheranno la Russia, ma stanno preparandosi per dichiarare guerra e attaccare gli Stati Uniti a Pearl Harbour. Che Stalin si fidasse solo di questa comunicazione non è nemmeno da prendere in considerazione. Quindi più che una comunicazione (ritengono molti storici) questa era una vera e propria precedente intesa russo-giapponese (vedi). Reciprocamente non si sarebbero attaccati. La Russia avrebbe pensato da sola a distruggere le armate di Hitler dividendosi poi l'Europa con Churchill; mentre i giapponesi da soli avrebbero impegnato l'America, da anni in "guerra fredda", per il possesso dei mercati del Sud Est asiatico.(La Russia infatti non dichiarerà mai la guerra al Giappone, lo farà - con sospetto ritardo- solo il giorno prima dello sgancio della bomba atomica, ormai a partita persa - rimanendo con le pive nel sacco nella spartizione dell'Oriente. - vedi 1945).

La tesi del "patto" appare attendibile per una ragione più che evidente. Stalin il 7 DICEMBRE ha già sguarnito tutta la frontiera in Estremo Oriente da Vladivostock alla Mongolia interna (3.000 chilometri - sembra un gesto molto avventato, nemmeno pensabile che sia dovuto alla credibilità di una semplice velina di una spia). Stalin ha dunque concentrato tutto su Mosca per sferrare la grande offensiva di Zukov, con l'apporto proprio dei Siberiani e dei Mongoli.
Mentre il Giappone... contemporaneamente il 7 DICEMBRE sferra il proditorio attacco a Pearl Harbour, che farà scendere in campo nel conflitto anche gli Stati Uniti.

Due spettacolari azioni belliche, con Stalin che prende due piccioni con una fava. Può così risolvere il suo problema a Mosca fermando Hitler ormai alle porte della capitale; e fa intervenire nel conflitto gli Stati Uniti ormai costretti a scendere in campo con gli inglesi anche militarmente, alleandosi con i russi. E' il giorno in cui scoppia la pace tra le tre grandi potenze, e scoppia la vera guerra mondiale, con 43 nazioni partecipanti alle eliminatorie della grande "olimpiade della morte".

Olimpiadi - Così l'aveva preannunciata profeticamente Knickerbocher nel 1934 (!!). ( Il suo libro-inchiesta, pubblicato in 13 lingue, il grande giornalista, lo intitolò "Ci sarà la guerra in Europa?" (In Italia, Bompiani ed. 1 giugno 1934). Poi dentro, dopo aver girato tutto il mondo a interrogare i grandi capi di stato, rispose "La guerra ci sarà, il punto interrogativo e da mettere semmai dopo le due parole. Quando scoppierà? Churchill ha risposto "forse fra diciotto mesi, è inevitabile".
Poi Knickerbocher continuava "Un'unica opinione è comune a tutti, che ci sarà! "Ci sono sei milioni di uomini pronti con il fucile in mano, cosa credete che aspettano? Aspettano di sparare!".
E che questa guerra avrebbe segnato la fine dell'Europa nella forma attuale. E affermava perfino nelle ultime due pagina (292-293) che Stati Uniti, Inghilterra, Francia e.... l'Unione Sovietica insieme (e quest'ultima sembrò una bizzarria - l'URSS con gli USA !!!) avrebbero vinto, per un motivo molto semplice
"che hanno tutto quanto desiderano per fare una guerra, mentre le nazioni che non hanno quanto desiderano sono la Germania e il Giappone, e queste due perderanno".
E l'Italia? "Questa ha un suo timore, che l'Austria si converta al nazional-socialismo: si troverebbe sul confine alpino settantadue milioni di Nazis. A quel punto cosa farà Mussolini? Dovrà entrare nelle "olimpiadi".
"La disfatta dell'Italia mussoliniana è già preannunciata, perchè millantatrice e impreparata anche se la guerra scoppiasse nel 1942-43".

"L'Inghilterra?
E' un'isola che vive di commerci e ha quindi un interesse vitale. E' l'Inghilterra che oggi detiene la chiave della pace o della guerra in Europa. L'opinione dei capi responsabili è "tutto dipende dall'Inghilterra". In Inghilterra parlando della Francia, dell'odiata Francia, si teme che concedendo gli armamenti ai tedeschi, la Francia chieda anch'essa di aumentare i suoi arsenali - e l'Inghilterra vuole la sua sicurezza oltre La Manica, non temendo i tedeschi ma i francesi perchè non ha dimenticato Napoleone. Ma anche la Francia vuole la sua sicurezza, la parola inglese impegnata a Locarno a difesa della Francia contro l'aggressione tedesca non gli è sufficiente. Hanno paura degli inglesi, perchè anche loro non hanno dimenticato la sconfitta di Napoleone".

"La Francia? Un generale francese ha criticato aspramente chi ha voluto la "inutile" colossale Maginot- "quella non serve a nulla, ci sono due punti precisi per invadere la Francia: uno, basta aggirare la Maginot dal Belgio a Sedan, l'altro è che è possibile sfondare la stessa Maginot dalla Foresta delle Ardenne, ritenuta impenetrabile, ma dai novantenni generali che pensano ancora ai cavalli, non sanno cosa sono i carri armati e che con un paio di questi gli alberi cadono come birilli e aprono un'autostrada a quelli che seguono"

Il libro costava 12 lire, e Hitler acquistandolo spese bene i suoi soldi, perchè gli indicò la strada. Infatti fece proprio così. La Maginot la aggirò dal Belgio, poi la sfondò pure, passando proprio dalle Ardenne.
Knickerbocher indica che il grande conflitto sarà nuovamente mondiale e che
"questa volta non serviranno come nell'ultima guerra, eserciti di fanti o di alpini, ma l'arma decisiva per vincerla saranno gli aerei, i bombardamenti delle città, e forse una sconvolgente arma segreta che alla fine metterà termine a tutto".

Knickerbocher ha fatto persino i calcoli: "per quattro anni verranno rovesciati 600 tonnellate di esplosivi al giorno, e ucciderà 17.600 persone al giorno", e fa già i conti di quanti soldati dovranno essere ancora richiamati nel 1944 per proseguire la guerra, calcolando persino i fanciulli dai 10 ai 14 anni del 1934, quando appunto ne avranno a tale data 20-25. (non sbagliò! la 2nda guerra mondiale, finì nel 1945, durò 2190 giorni, 6 anni esatti più un giorno, e sbagliò di poco anche sulle vittime, ma in difetto, furono 25.528 vittime al giorno).

"Dove inizierà la guerra ? a Danzica! E nelle fasi successive? In Polonia, Cecoslovacchia, Austria, nella Saar, e se il generale francese ha ragione, anche in Francia".


Knickerbocher indica pure la minaccia dell'Olocausto; il patto con la Russia di Hitler, e la successiva rottura del patto seguita dall'invasione. A questo punto la Russia si unirà ai Paesi democratici contro la Germania; e predice l'attacco dei Giapponesi.

E altra inquietante profezia: "I concorrenti, su terra, in mare e nell'aria, entreranno appunto come detto sopra nel rettilineo finale verso il 1944. Quel giorno nella sola Germania saranno 13 milioni di maschi dai 15 ai 40 anni chiamati a lottare, e si aggiungeranno ai 4 milioni di veterani tra i quaranta e cinquant'anni d'età" (Sbagliò in difetto solo di un milione)."La corsa agli armamenti è cominciata. Partiti! Germania, Francia, Inghilterra, Russia, Giappone, Italia partecipano alla contesa che culminerà nei giuochi olimpici della morte. Stanno iniziando le gare eliminatorie. Domani saranno le semifinali e la finale se non si tronca la contesa". (Queste righe sembrano la cronaca della 2a Guerra Mondiale, ma sono state scritte nel 1934!)

Visto lo scenario non proprio ipotetico, ritorniamo a Pearl Harbour, in Russia, in America e in Gran Bretagna.

Indubbiamente l'attacco a Pearl Harbour rappresenta anch'esso un mistero. Quanto la Battaglia d'Inghilterra. Roosevelt anche lui (oltre Stalin e Churchill) conosceva le intenzioni dei giapponesi. E l'attacco c'era da aspettarselo. Fu soprannominato con retorica il "giorno dell'infamia", ma non tutto era accaduto improvvisamente. Si fecero alla fine ricadere le responsabilità sui militari. Le polemiche durante il processo all'ammiraglio Kimmel si sprecarono, accusandolo di impreparazione e di aver ammassato nella rada 96 navi affiancate e 300 aerei ala contro ala. Ma non mancarono però accuse pesanti verso Roosevelt, di aver usato del cinico machiavellismo; di aver dato prova di noncuranza alle informazioni dei servizi segreti, al solo scopo di provocare un attacco giapponese, e con questo l'indignazione nell'opinione pubblica americana, per rompere ogni remora e intervenire nel conflitto, fargli accettare sacrifici e spese di una lunga e costosa guerra.
(I danni a Pearl Harbur fra l'altro non furono poi così tanto gravi (a parte circa 2403 vite umane- di cui 2008 della marina), le due importantissime portaerei erano state mandate da Kimmel al largo; le navi colpite la maggior parte le ripararono (solo tre corazzate colarono a picco), e in quanto ai 300 aerei, questi in America uscivano già nelle catene di montaggio in una sola settimana o anche meno).

Il giorno dopo, l'8 DICEMBRE, in un ormai famoso discorso pronunciato al Congresso degli Stati Uniti, il presidente Roosevelt, accusò il Giappone di infamia e viltà per il "deliberato attacco". (La dichiarazione di guerra del Giappone agli Usa era partita il giorno prima ma si perse (sic!) in qualche ufficio). Sotto l'indignazione, il Congresso americano, da sempre neutralista, superò ogni remora nell'appoggiare il Presidente, che però indugiò a dichiarare guerra al Giappone, oltre ad avere dubbi se dichiararla anche alla Germania e all'Italia. A togliere d'imbarazzo Roosevelt ci pensò poi Hitler che l'11 DICEMBRE fa lui pervenire la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti, ma non per i fatti giapponesi ma per "provocazioni statunitensi nell'Atlantico".
Comunque quando arrivò la dichiarazione, tutta l'opinione pubblica era ormai a favore della guerra, compresi i comunisti americani, finalmente esultanti nell'apprendere che si portava aiuto alla Russia.
Come in Inghilterra; gli insopportabili comunisti di Churchill era da agosto che sfilavano con i cartelli "apriamo un secondo fronte a ovest". Ma Churchill era ancora solo, e se non c'era una Pearl Harbour bisognava inventarsene una, per dare finalmente una scossa agli americani.(Non avrebbe mai immaginato che a sei giorni dalla fine della guerra l'avrebbero poi esautorato. Un 25 luglio amaro anche per lui)

Nell'apprendere l'attacco Churchill si fregò le mani "bene adesso devono anche loro entrare nella stessa barca", mentre Stalin un sorrisetto sotto i baffi indubbiamente lo fece, la scesa in campo dei due colossi gli semplificava le cose. Ora poteva dedicarsi anima e corpo ai tedeschi, che nell'apprendere l'attacco agli Usa dell'alleato nipponico esultarono, così in Italia l'11 DICEMBRE '41 con Mussolini subito a imitare i tedeschi a dichiarare guerra agli americani. Non si erano ancora resi conto Hitler e Mussolini che i nipponici avevano fatto un grande favore ai russi. E quando i tedeschi se ne resero conto, stavano già andando a mettersi dentro la sacca di Stalingrado con davanti un altro inverno con 40 gradi sotto zero e il dramma di una cocente disfatta.

 

accenniamo qui anche la famosa battaglia di ....

KURSK - PRIMAVERA 1943

Dopo Smolensk e Mosca, ai russi arrivarono aiuti e materiale bellico. Churchill gli inviò alcuni carri armati da 23 tonn, e qualche aereo. I russi difesero a oltranza Stalingrado per 900 giorni, misero nelle sacca von Paulus e la sua 6a armata condannata all'agonia, poi arrivò il giorno della "battaglia dei giganti", a Kursk. Nel frattempo i carri armati, fin dal famoso giorno "sorpresa" a Smolensk, i tedeschi ne avevano approntati da 44,8 tonnellate, da 55 (i famosi Tiger) e da 68 tonn. (i mastodontici ma sciocchi Elefant), possenti, massicci ma troppo lenti. Hitler era ancora convinto di poter annientare l'Armata Russa con i reparti corazzati, ritenuti potenti, invulnerabili e sufficienti come numero. Nell'operazione chiamata "Cittadella", ne schierano 2700, affiancati da 10.000 cannoni e da 900.000 uomini.
Ma i protagonisti furono ancora i T 34 nelle varie versioni (diamogli i nomi che vogliamo, ma tutti più o meno cloni del T erano). I Russi di questi ne schierarono 3600, affiancati da 20.000 cannoni e da 1.300.000 uomini. Ricordiamo gli effettivi totali del Luglio 1943: l’Armata Rossa comprendeva 6.500.000 uomini nonostante avesse perso ben 3.000.000 solo come prigionieri. L’Heer Tedesco invece comprendeva 3.100.000, circa 400.000 uomini in meno rispetto al 22 giugno 1941. Il numero delle divisioni era più o meno lo stesso ma gli effettivi erano al di sotto della norma. Non c’è da stupirsi quindi se nel 1944 i Tedeschi combatterono in certe situazioni con uno svantaggio in fatto di uomini di 22:1.

Fu la più grande battaglia della storia di carri. Temendo di andare incontro in estate ad un'altra offensiva russa, a scatenarla, appena finita la primavera, fu proprio Hitler, nonostante il parare contrario di molti suoi generali che predicavano, ora che c’era la possibilità una difesa elastica, aspettare i russi e annientarli sulle posizioni difensive.
Clamorosamente sbagliando, perchè oltre essere inferiore di numero (ma Hitler non lo sapeva), lui deve attaccare, mentre i Russi sono in difensiva, con 8 cinture di resistenze, su una linea di 290 chilometri. Un errore strategico imperdonabile quello di Hitler. I tedeschi si devono muovere nel fango, in campi minati e pieni di ostacoli anticarro (nelle otto cinture); mentre i russi li stanno attendendo nel saliente, con tante trappole strategiche studiate da mesi.

Citiamo lo stesso Hitler: “L’importanza di questa offensiva è determinante. Essa deve raggiungere lo scopo con celerità e compiutezza. Deve infatti garantirci la possibilità d’iniziativa per questa primavera e per la prossima estate…L’importante è assicurarsi l’attimo della sorpresa: sino all’ultimo il nemico deve rimanere all’oscuro circa il momento dell’offensiva". In realtà i Russi sapevano dell’offensiva e si stavano preparando meticolosamente per reggere l’urto dei tedeschi. L’attacco poi fu continuamente posticipato dal 6 giugno fino alla data finale: il 5 luglio. Più di un mese i per elaborare una difesa mai vista prima, nemmeno al culmine della guerra di trincea del 1916-1918.
A quel tempo Guderian era Commissario Generale per le forze Corazzate e stava lentamente ricostruendo le famigerate Panzerdivision con carri molto più potenti.
Hitler in questa battaglia di giganti, schierò la meraviglia di tutte le meraviglie. Umiliato all'inizio a Smolensk dai T 34 (ripetiamo le caratteristiche, da 52 tonn, cannone lungo calibro 7,62, corazza da 7,5 cm., velocità 40 km ora, e TRE MITRAGLIATRICI una frontale e due laterali). Hitler dopo averne catturati alcuni, ne volle uno ancora più potente e possente. E a Kursk fece la sua comparsa il Panther, il cui progetto avrebbe a lungo influenzato i carri del dopoguerra. Erano presenti 200 Panther, che però non fecero una buona impressione subito. Infatti erano ancora privi dell’affidabilità meccanica standard ma questo era dovuto al fatto che erano stati portati al fronte troppo presto. Una volta risolti questi problemi si sarebbero rivelati carri ottimi, i migliori insieme alla serie dei Tiger. Vale la pena di spendere 2 parole su questo bestione, autore di imprese rimaste nella mente di tutti gli appassionati di carri armati: per esempio un Tiger al comando di Michael Wittman il 13 giugno 1944 distrusse da solo l’intera 22°brigata britannica o, ancora, Otto Carius il 22 luglio 1944 distrusse 10 T-34 e il 22 Luglio 1944 insieme ad un altro Tiger distrusse in 20 minuti 17 carri armati sovietici fra cui un IS II STALIN. Inoltre il Tiger è da ricordare perché un suo prototipo darà vita ad un altro bestione, stavolta famoso per il suo fallimentare utilizzo a Kursk. Stiamo parlando dell’Elefant, un carro cacciacarri (jagdpanzer) progettato dall'Ing. Porsche. Peso 68 tonn, lungo 8,14 m. con un micidiale cannone da 8,8 "lunghissimo", una corazza da 20 cm, e a causa di questo peso camminava solo a 20 km ora. Ma non gli occorreva tanta velocità, era possente, un grosso pachiderma, e quando i primi iniziarono a scontrarsi con i T 34 questi divennero come quelli di Hitler a Smolensk. Erano inattaccabili con la loro corazza da 20 cm. Avanzava proprio come il nome che gli avevano dato, "cacciava i carri" e procedeva proprio come un "elefant", guai a essere sotto tiro. Hitler ne aveva schierati 90. Era la sua arma formidabile che gli dava la certezza della vittoria. I russi provarono sgomento.

Poi accadde un fatto singolare che mise perfino in ridicolo il "bestione". Un gruppo di fanti furono sorpresi e vennero a trovarsi proprio di fronte al carro. Si sentivano già al creatore. Rimasero impietriti aspettando l'inesorabile destino. Ma non accadeva nulla. Il cannone era così lungo che non poteva sparare vicino, e inoltre il carro non aveva mitragliatrici, e nemmeno la torretta, ma solo una feritoia, una specie di coperchio rialzato di una botola; il guidatore nemmeno vedeva chi aveva avanti a otto-dieci metri. (tecnicamente chiamati punti morti). Fatta la clamorosa scoperta, capito il trucco, non erano nemmeno necessario le bombe nè i cannoni. Bastava con un balzo andargli vicino e con una bottiglia Molotov il pachiderma -che fra l'altro aveva una meccanica molto complessa- era finito, inchiodato.

La battaglia di Kursk è da ricordare anche perché per la prima volta nella storia una Forza di terra fu impegnata e annientata dall’aria. La squadriglia anticarro tedesca agli ordini di Rudel era composta da Ju-87 e dai nuovissimi bimotori HSL129. Questa squadriglia da sola fermerà un contrattacco corazzato russo arrivando a distruggere più di 50 carri armati.
I Russi erano così sicuri di se stessi che addirittura un generale russo, Cistjakov, fu sorpreso da colpi di artiglieria solo dopo 3 ore l’inizio della battaglia mentre aveva invitato i suoi attendenti a mangiare l’arrosto. Tutti si chiedevano come fosse possibile che i tedeschi avanzassero in mezzo a una rete difensiva così fitta. Nessuno immaginava neanche lontanamente che potessero avanzare così rapidamente. Numerosi rapporti pervennero dalle unità in cui si chiedevano costantemente rinforzi. Altri addirittura avevano questo tono:”La difesa è sfondata, la truppa è in fuga non si può fermare. Firmato Usyscov 31°corpo corazzato”. LA più grande battagli di mezzi corazzati avviene a Prochorowka dove si affrontano 850 carri russi (T-34 e SU) contro 600 carri tedeschi. I tedeschi sono sulla difensiva e riusciranno a tenere le posizioni ma non possono avanzare. I tedeschi mettono fuori causa la 6° armata della guardia, la 1° armata corazzata è pressoché annientata e la 5° armata della guardia verrà smembrata a distrutta pezzo per pezzo. Si avvera quello che il comando russo aveva cercato di evitare con tutti i mezzi: il fiume Bogorodiskoje e Wessely, ultimo ostacolo naturale per Kursk cade in mano ai tedeschi della Totenkopf. Ma Nord l’avanzata a tenaglia è minacciata da un potente contrattacco russo che minaccia il fianco tedesco e così viene bloccata. Ma a Sud i tedeschi hanno sbaragliato le difese e i russi indietreggiano in disordine. Ma paradossalmente è Hitler che salva i russi dalla disfatta.

Accadde un fatto: siamo nel LUGLIO del 1943, sul fronte italiano il 10 sono sbarcati gli angloamericani in Sicilia, Hitler teme (quello che in effetti accadrà) che gli italiani si defilano con un armistizio; anzi peggio "teme una resa". Fa improvvisamente interrompere l'"Operazione Cittadella", lasciando Manstein praticamente circondato dai russi a cavarsela da solo, ed invia decine di divisioni al Brennero pronte ad entrare in Italia se questa gli volta le spalle.
Dal 25 luglio all'8 settembre, Hitler riversa sul confine decine di armate (22). L'ambiguo comportamento dell'Italia gioca tutto a suo favore, perché gli danno il tempo per organizzarsi: 40 giorni!

Le altre armate impegnate nei vari settori intorno a Kursk, impegnate da forze superiori che non possono fermare senza i rinforzi mandati in Italia, sempre con gravi perdite si disperdono nei settori di Orel, Kursk, Bielgorod, senza un coordinamento, senza mai ottenere nulla di importante, sempre più lasciati soli e sempre martellati dai russi, che il 24 SETTEMBRE ricacciano indietro le armate tedesche e riconquistano Smolensk da dove era partito il sogno di Hitler nel '41 stroncato da quella "sorpresa di cui noi purtroppo non avevamo alcuna idea, un gigantesco carro armato di 52 tonnellate, davanti ai quali siamo impotenti". Cioè il T 34, quello che aveva convinto Churchill ad allearsi al "diavolo rosso".

Per la prima volta troveremo nelle descrizioni ufficiali russe: “Le truppe sovietiche, nelle battaglie presso Kursk, erano superiori a quelle del nemico di 2 o 3 volte sia come materiale umano sia come mezzi”. Nonostante tutto i russi furono molto vicini a perdere la battaglia.
Partita da Kursk, la controffensiva russa- anche se continuerà la resistenza tedesca e proseguirà nei mesi seguenti - ha ottenuto il suo primo scopo, che dà una svolta a tutto il corso della guerra sul fronte orientale. E' la battaglia più importante di tutto il conflitto, psicologicamente più importante di quella di Mosca e di Stalingrado, perchè per la prima volta la Germania non è più capace di prendere delle iniziative, da Kursk in poi non ha strategie coordinate (ma Hitler ha licenziato i suoi migliori generali, compreso Jodl e Gouderian- i due maghi; loro a costruire il mito dell'invincibilità di Hitler) e la Germania sarà sempre costretta continuamente a difendersi e ad arretrare, sempre di pìù, sempre di più, fin quando i russi incalzeranno i tedeschi fin davanti alla porta in fiamme della cancelleria a Berlino.

Contrariamente a quello che ci racconta Montanelli sopra; i carri russi non erano leggeri; quelli tedeschi non erano blindati e possenti e quelli che veramente lo erano abbiamo visto che fine hanno fatto; Stalin non era impreparato; e i carri forniti dagli "americani", nella vittoria a Kursk nessuno nei dintorni di Kursk li ha mai visti. C'erano i T 34!
Che poi la guerra come si è svolta era imprevedibile, anche questo non è vero. C'era il libro di Knickerbocher. Del 1934! Costava 12 lire. E bastava leggerlo!
Il giornalista non era uno qualunque, prese il Premio Pulitzer del giornalismo.

E sbaglia anche Suvorov nel dire che Stalin aveva dettato all'Armata Rossa di costruire carri leggeri (si confonde con la corazza "leggera"). Abbiamo la diretta testimonianza di Hitler "davanti ai giganteschi T 34 da 52 tonn. con i nostri da 13 siamo impotenti". E se lo diceva Hitler che sappiamo chi era, dobbiamo proprio crederci. Lui non ammetteva la superiorità di nulla che non fosse tedesco. Ma davanti a T 34 dovette ammettere che "era impotente".
Insomma Stalin aveva capito e lo aveva "fregato"! altro che "impreparato".

Impreparato? La buona stella di Guderian ( il padre dei panzer tedeschi, l'uomo che inventò il Blitzkrieg, il massimo teorico dell'impiego dei mezzi corazzati, l'uomo che aveva stupito superando le Ardenne) a Smolenks era stravolto, la sua stella iniziò a oscurarsi, e scriveva amareggiato "Tutti i dati del nostro controspionaggio indicavano che avremmo dovuto batterci contro 200 divisioni russe, mentre qui già ora ne abbiamo individuate non meno di 370" (...) "I carri sovietici risultano molto pericolosi, i T 34 sono carri muniti di tale corazze che i proiettili della nostra artiglieria vi rimbalzano senza provocare alcun danno".

Una curiosità: A Smolenks, fu fermato anche Napoleone, per dieci giorni (vedi nelle battaglie, Napoleone in Russia) causandogli un gravo ritardo. A Smolenks fu fermato Pietro il Grande. A Smolenks si fermarono anche i Polacchi quando decisero di conquistare Mosca nel 1614 e nel 1633 fu epica la resistenza della città e piuttosto di cederla i cittadini la incendiarono. E ancora a Smolenks dovette fermarsi anche Gengis Khan. Insomma un posto maledetto per gli invasori.

Francomputer

Knickerborcker. Ci sarà la guerra in Europa?, - Ed Bompiani, giugno 1934
La seconda guerra mondiale
, di Hillgrüber - Ed. Rusconi, Milano 1985.
Dictionary of Battles
, di Ian V. Hogg - Ed. Helicon Publishing, Edinburgh 1998.
Stalingrado, il fronte russo, di A.M. Samsonov - Editrice Accademia delle scienze dell'URSS
 - Pubblicato in Italia da Garzanti, Milano 1960.
La seconda guerra mondiale, A. Petacco
Stalin, Mc Neal
, sS.F. Cohen, ed Fabbri 1980
Hitler e Mussolini, "Lettere e Documenti". Rizzoli, giugno 1946

Paul Carell "Terra Bruciata"
John Keegan "La 2°Guerra Mondiale"

Si ringrazia anche Vittorio Perazzolo,
che è intervenuto per correggere alcuni passi.

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