Perché non candidare Chieti a Patrimonio dell'Umanità ?


L'hanno concesso a Lucca, Padova, Pavia, Orvieto, Bergamo, Volterra, Mantova, Ivrea, Matera e perfino (per la "cultura" dell'alcool ai vigneti di un vino)


e CHIETI ?

L'hanno proposta molti anni fa, ma poi si sono interessati solo della
nonumentale "Fontana Rotatoria".
Da lasciare a posteri come espressione di bellezza e acuto intelligente ingegno.
(hanno dimenticato di metterla su Internet, l'avrebbero "ammirata" tutte le popolazioni dei 5 continenti)

 


Le Credenziali:

* CHIETI é fra le più antiche città d'Italia.
* Ha dato perfino il nome ITALIA alla nostra penisola
(il nord e tutta Europa era ancora sulle palafitte)
* Per molti agiati Romani Chieti fu la città dell'incanto, del diletto, della villeggiatura e del riposo.
* Vi fu allestita la prima biblioteca pubblica di libri. (al nord impararono a leggere 1000 anni dopo)
* Ha mantenuto anche nei tempi molto difficili la sua cordialità e la sua coesione etica.
* Durante la Seconda Guerra Mondiale, Chieti ha ospitato e sfamato 100.000 profughi.
Sono poche le città nel mondo che possono vantare tutto questo.

Chieti fu fondata col nome di Teate da Achille, eroe miceneo della mitologia greca (narrata nell'Iliade omerica - guerra fra Troia e Achei - 1250-1184 a.C). La leggenda narra la fuga dell'immortale Achille e l'approdo in questo territorio abruzzese dove vi fondò la città nel 1181 a.C.
( fu quindi fondata -600 a.C. prima di Atene, ... 428 anni prima di Roma) !!!

Sarà pure fantarcheologia (come dice qualcuno) ma....
Le numerose costruzioni, teatri, terme, acquedotti, hanno decisamente l'impronta greca che troviamo come modelli nello stesso periodo a Micene, Tirinto, e poco dopo a Samos e Atene.

 

La stessa Micene è molto simile a Chieti posta su una altura a 280 metri
con vista sulla pianura e sui monti e....come a Chieti a 12 km ha il mare.

e simili sono i geniali sistemi per cercare e poi disporre dell'acqua
scavando, scavando in profondità

La prima immagine quella di Samo, le altre 2 di Chieti.
Sono architetture idrauliche mediterranee che nella seconda metà del II millennio a.C. testimoniano , l’impiego di tecniche e soluzioni affini. Fra queste, la diffusione delle camere di raccolta idrica circolari come a Micene e successivamente (molto migliorate) a Samos e Atene.
A Micene l’acqua scaturiva dalla fonte Perseia che ancora oggi rifornisce la città moderna. Situata a 13 metri più alto che la cima dell’Acropoli . All’interno della cittadella, una apertura nella roccia e la discesa nella cisterna sotterranea, tipici esempi di architettura micenea. La prima scala in discesa con ripidi gradini. Poi lo stretto corridoio (come a Chieti) continua finché non si raggiunge una vasta sala quadrangolare. Qui il serbatoio ha un soffitto a volta. Era il punto di arrivo della lunga conduttura sotterranea. La sua costruzione ci permette di collocarla cronologicamente tra la fine del periodo Tardo Elladico III B (1300 - 1210 a.C.)
Acquedotti, cisterne e condotte sotterranee saranno poi presenti anche nelle Acropoli della Atene di Pericle imitando quello di Samos dove l'architettura sotterranea non è solo simile ma proprio uguale a quella di Chieti.
Il merito di quella di Samos va a Policrate usando squadre da entrambi gli imbocchi dei 1.046 m di lunghezza dell’acquedotto. Le squadre si incontrarono all’incirca a metà tunnel (non come oggi alla TAV del Monte Bianco).



Da noi parlando di civiltà romana per abitudine si associano gli 11 acquedotti dell'Antica Roma (anche se erano captate - con la propulsione a gravità - da laghi e fiumi poi convogliati da ponti) come delle novità inventate dai romani, quindi condizionato da una certa superbia. Mentre quelli di Micene e Samos (quindi anche Chieti) fatti secoli e secoli prima non erano neppure allora novità, nè cose nuove perché nella millenaria Ninive fu realizzato un acquedotto lungo 80 km che perforava in due punti una montagna per 40 km portando l’acqua fino alla capitale.

SARA' pure fantarcheologia ma mica possiamo buttare via tutto Omero e l'antica storia su Perseo, Troia, Agamennone e quindi Micene e Samos, oltre tutto quanto fu scoperto da Heinrich Schliemann. Poco più di un secolo fa (quando apparve la maschera d'oro di Agamennone ) i chietini portavano i baffi come lui, con le punte all'insù. Simili all’epoca micenea e anche Assira (1950 – 1365 a.C.) dove i regnanti sono raffigurati nelle statue con i baffi arricciati all’insù.

Schliemann aveva da poco scoperto Micene, fino allora considerata una leggenda dei miti omerici, . Gabriele D'annunzio nel 1895 compie un viaggio in Grecia con Scafoglio; e visita proprio Micene dove poi ci narra della Fonte Perseia . Al ritorno compone la tragedia "La città morta". (Città che poi anch'io ho visitato un secolo dopo e credetemi non é una leggenda né un mito omerico, le rovine ci sono per davvero!!).
(furono distrutti dai Romani quando invasero la Grecia, depredando i loro tesori)


Se non hanno voluto a Chieti una statua di Achille, é perchè - hanno detto.......
..... è fantarcheologia
, sono solo falsi miti.
Ma allora perché a Roma seguitano a tenere quella Lupa davanti al Comune? E a raccontarci che allattava i due gemelli Romolo e Remo? Abbandonati sul Tevere perché figli di Silvia, stuprata da Dio Marte. Poi i due gemelli fattisi grandi decisero di fondare una città. Presero una pala e una zappa scavarono il solco e uno disse all'altro "il potere è solo mio" e ammazzò l'altro.
Fu così fondata Roma.
- Ma voi ci credete ? Non è anche questa fantarcheologia ?

Ma non solo Roma. Taranto ha il mito di Taras, figlio di Nettuno,
Milano ha il mito di un suino con il corpo ricoperto di lana, in latino era medio-lanum.
Napoli ha il mito di Parthenope.


Non sono anche questi miti ?
Tutti ci "crediamo" ma solo perché hanno una straordinaria forza evocativa e rappresentano il simbolo della città; ancora tutt'oggi.

Ma mi sembra che sul gonfalone nello stemma della città, fin dalla Battaglia di Lepanto ci sia Achille.
Ma allora perché??? !! - Non la capisco !!!!

Era l’anno millecentoottantuno,
nell’Abruzzo ancor non c’era nessuno,
Roma non c’era, non c’era un tribuno,
come dalla storia ha appreso ciascuno.
Sono Tremilacentonovantanove
anni che di Teate parlan le ….gazzette,
e c’è chi dice che sono… favolette:
che li colpiscano fulmini e saette.
Ve lo dice per questa occasione
chi vien detto da tutti Lu Bbarone.

(Mario D’Alessandro)

 

E VENIAMO AGLI ANFITEATRI
iniziando da Roma

I teatri a Roma erano di legno, quasi baracconi. E lì si applaudivano le prime opere di ANDRONICO (Taranto 284 - Roma 204 a.C.) - il primo poeta romano di cui si abbia notizia e fu lui a tradurre per la prima volta l'Odissea di Omero. A scoprire i vari personaggi, come ACHILLE, di cui tanto si parlava nella nuova conquista Romana a Teate (Chieti). (nel 304 a.C.)
I Romani iniziarono ad apprendere e C. Curione a Roma fece costruire un teatro (anfiteatro) per i primi spettacoli di gladiatori.
Emilio Scauro ne fece edificare uno grandioso in muratura, e subito dopo Pompeo con una gradinata. Ed è il primo teatro stabile di Roma. Siamo ora al 58 a.C. e nascono anche i primi rozzi templi sul Palatino e sul Campidoglio.
Ma non ancora con quella la purezza che contraddistingue l'arte ellenica, né vi sono le caratteristiche originali di un popolo. Ma Roma é ormai una metropoli cosmopolita, e tutto accoglie in sé dai paesi vinti, gli uomini, costumi, ricchezze, religioni, dottrine, arte, letteratura, filosofia. I greci li hanno soggiogati con le armi, ma ora sono loro ad essere soggiogati e illuminati dall'arte greca nè poteva rimanere estranea alla grande civiltà con cui è venuto a contatto e quindi accogliere le conquiste del pensiero ellenico.
k

Gli anfiteatri sono associati all'antica Roma, anche se è falso. Il primo fu costruito a Pompei nel 70 a.C. A Roma nel 29 a.C. quello di Satilio Tauro (andato distrutto). Forse della stessa data é quello di Verona e di Pola (molto simile) . Il Colosseo é del 72-80 d.C. (dice un' ìiscrizione in bronzo: "L’imperatore Cesare Vespasiano Augusto fece erigere il nuovo anfiteatro con i proventi del bottino" - (il bottino era stato il saccheggio di Gerusalemme).
L'anfiteatro realizzato a Chieti, sembra essere del I sec. a.C. - poi su i resti che affioravano ai primi anni del '900, furono ricoperti, spianato il terreno e adibito a un campo di calcio. E' stato poi smantellato nel 1984 e sono tornate alla luce le rovine .
Ma non è un vero e proprio anfiteatro con alti muri attorno come quelli sopra accennati,
ma assomiglia più a una piccola Arena dette così perché coperta di sabbia.


Molto simile a quella di Epidauro, vicina a Micene e Argo. Ma non erano adibite per combattimenti di gladiatori né con i leoni come a Roma, inoltre costruito 400 anni prima rispetto a quelli di Roma, ospitava spettacoli drammatici, musica, canti e giochi, inclusi i culti di Asclepio.. È considerato oggi il Teatro antico e più bello esistente; oltre che per l'acustica.
(buttando una moneta a terra al centro, la si sente cadere stando anche nei punti più alti).

Visitandolo ovviamente l'ho accostato a quello realizzato a Chieti.
(per la data di costruzione giudicate Voi - La mia non é solo fantarcheologia - i 3 Teatri-Arene esistono entrambi)

Mentre l' Anfiteatro....

vero e proprio ha una forma ellittica leggermente allungata destinato soprattutto alle lotte tra i gladiatori,
animali e scontri sanguinolenti. Le persone con le urla e il tifo potevano vedere il combattimento da tutti gli angoli.
Chiamata anche Arena perché coperta di sabbia.
Nell'anfiteatro di Chieti costruito nel I sec a.C. sembra che all'inaugurazione Lusius Storax - il costruttore -
fece combattere i gladiatori (come in usanza a Roma).

Il TEATRO ha invece un aspetto semicircolare, la curva é destinata alle sedie degli ospiti,
che non guardano la schiena degli attori, ma in silenzio gli spettacoli teatrali

Indubbiamente l'uso dell'anfiteatro dei Romani
fu dovuta alla scoperta di quelli esistenti a Epidauro e Argo

che sono del VI sec a.C.
e che furono assieme a Micene e Corinto, saccheggiate e rase al suolo dalle truppe di Lucio Mummio nel 146 a.C.
Seguite poi dalle altre - come ad Atene - ad opera di Silla.
Da quei saccheggi i Romani appresero l'arte, la letteratura, la cultura, il sapere e diedero vita alla "Cultura Romana", costruendo non solo anfiteatri (ne costruirono ca. 230 nei vari luoghi dell'Impero) ma abbellendo con pitture e sculture greche i giardini, le ville,
a imitazioni delle sculture greche realizzate da schiavi greci.
Del I sec. é l'archietettura romana che nasce con Vitruvio Pollione, che scrisse "De architectura".
La stessa letteratura latina si formò dal I secolo a.C. quando iniziarono a produrre poesie, commedie, storie e tragedie.
E iniziarono pure a scoprire la religione, la filosofia, la storia greca e i miti omerici.

Ma anche la cucina romana era di origine greca; l'arte culinaria prima di allora era piuttosto semplice e povera
Con i numerosi prodotti provenienti dalla Grecia e da tutto il Mediterraneo si inizò a mangiare alla "mediterranea"
imbandendo pranzi succulenti passati alla storia per lo sfarzo. Di questo periodo sono anche i trattati di cucina di Apicio.

 

Con il Teatro di Chieti che é del IV o V sec. a.C. (quindi prima ancora dell'insediamento dei romani (300 a.C.)
facevano parte 3 grande templi.
Dove vi sono due fasi costruttive sovrapposte: la prima, la più antica risale al V-IV sec. a.C. - Solo la seconda é di epoca romana
In uno di questi un frontone sono rappresentte Atena, Artemide, Ares, Eracle, i Dioscuri ossia ossia i "figli di Zeus".
Personaggi della mitologia greca, che a Roma non sapevano ancora chi erano.

I Romani intervennero nelle vicende della Grecia solo nel 230 a.C., definiti dai greci Greci "barbari". E avevano ragione: Lucio Emilio Paolo, distrusse settanta città epirote e vendette 150.000 uomini come schiavi. Fu ancora peggio nel 146 a.C. quando le città di CORINTO, MICENE, ARGO, EPIDAURO (citate sopra) furono saccheggiate e rase al suolo, La LEGA ACHEA fu smembrata, il mondo politico greco non esisteva più. La Grecia divenne un protettorato sottomessa a Roma . Ci furono ribellione ad Atene, ma Silla nell'86 a.C. oltre che sedarla la saccheggiò depredandola delle loro opere d'arte, e soprattutto le nutrite biblioteche
(compresa quella di Aristotele).


(Sono stato anni fa anche testimone delle scoperte fatte nella città di DIO, in Tessaglia, sotto il Monte Olimpo. Prima della sua distruzione era una città più grande di Atene, segnava il confine della Tracia. Da DIO, nel 334 a.C. dopo aver fatto i sacrifici agli dei ai piedi dell'Olimpo, col suo esercito era partito per il suo straordinario viaggio senza ritorno, all'interno dell'Asia.


DIO, oggi, è ancora intatta, sotto una spessa coltre di quell'impalpabile terra della Magnesia che sembra borotalco. L'annientamento e quindi l'abbandono, fu molto probabilmente immediato. Forse un'orrenda strage dopo la conquista romana,
Per 2 millenni dimenticata, come mai esistita,
Eppure Omero la cita.
E non é fantarcheologia. DIO ESISTE PER DAVVERO !!

Da anni una moltitudine di archeologi portano alla luce quella che già dai primi scavi sembra una città, che allora, doveva essere più grande e con molti più abitanti della stessa Atene. Ciclopiche mura la circondano su un quadrato di due chilometri di lato.
Circondata da sassi enormi di centinaia di tonnellate, che ancora oggi sarebbero indistruttibili con un'artiglieria moderna.
Dietro queste mura, all'interno, scopriamo una città immensa, le vie sono molto simili a quelle della successiva Pompei; quella centrale è lunga un chilometro, con ai lati, case, palazzi, negozi, e in fondo edifici sacri, teatri, e altri luoghi pubblici.
L'impressione è quella di una città ricca, opulenta, gremita di abitanti.
Nessuno -salvo qualche rivista di addetti- accenna a questa riscoperta; il luogo è ancora off-limit. Ma chi qui scrive, in qualche modo è riuscito a visitarla. Ed è la città che mi ha impressionato più di tutte quelle fino ad oggi visitate.

E mi ha fatto molto effetto vedere dissepolta una iscrizione con la scritta "Tito Quinzio Flaminio"
.
Ed anche qui vi è un Teatro miceneo (del IV sec. a.C. !!!! ) molto simile a quello di Epidauro e quindi anche a quello di Chieti.



A DIO vi era infatti in uso la lingua MICENEA in Lineare B.

La ragione di questa città scomparsa, per 2000 anni ignorata la sua esistenza e finita sotto la coltre di una spessa polvere, è forse da ricercare proprio nel suo nome, DIO, un po' scomodo alla successiva letteratura cristiana.


Nel 197 a.C. come giù accennato invasa dai romani guidati da Tito Quinzio Flaminino, la Tessaglia già non esisteva più,
la città di DIO seppellita dalla famosa polvere della Tessaglia simile al talco, come Pompei dalla cenere.


PERCHE' HO RICORDATO TUTTO QUESTO
PERCHE' nella mitologia greca, la Tessaglia fu la patria di ACHILLE

(menzionato da Omero)
I genitori erano discendenti diretti da due famosi eroi mitici:
quella del padre Filippo da Eracle, quella della madre da ACHILLE !!!!!!!!!!!!!!!!!! ).

Solo da allora La Civiltà Romana ricevette un forte impulso dalla cultura greca, la forza morale e il senso di eticità dei miti greci.
Che però accettò con supponenza. Arrivando (con orgogliosa superbia) a rappresentare la sua attualità
e a sviluppare i primi albori dell'arte detta poi "romana" nei tre campi: l'architettura, la scultura, la pittura,
anche se dovuto in grande parte a personaggi greci ed ellenistici trascinati a Roma come schiavi nelle varie conquiste.



andiamo avanti....



Dominatori di questo territorio teatino nel 480 a.C. furono poi i Marrucini, a Corfinio, dove fondarono la Lega Italica. (Ne è testimone una moneta dove compare per la prima volta il nome ITALIA).
(ricordiamo che le prime "MONETE" e la prima ZECCA romana fu eretta solo nel 279 a.C. sul Campidoglio vicino al tempio di Giunone Moneta.

 


Di questo periodo devono essere stati i rapporti della Lega Italica con il Piceno (dove a Capestrano fu rinvenuto il "famoso " "Guerriero" che viene datato nel VI sec. A.C. . - Oggi al Museo di Chieti).

 


(come ci sarebbe stato bene
una copia di questo guerriero
sulla "rotatoria" !!!)

 


(soprattutto
quando é tutto spento
e manca l'acqua.....)

 


 

 

 

Con la nascente Roma questi "italici" ebbero prima dei rapporti commerciali, poi divennero questi rapporti conflittuali, ma che poi cessarono nel 304 a.C. quando Teate (Chieti) fu eretto a municipio romano.

In brevissimo tempo con la potente ascesa di Roma, Teate diventò una città popolata da 40-50.000 benestanti dell'Impero Romano che la resero una città agiata, vivace, dotandola di domus signorili, basiliche, templi e molte altre splendide costruzioni del tempo libero, come teatri, anfiteatri, arene, terme, ma divenne anche una città ricca culturalmente. (oggi i rinvenimenti archeologici arricchiscono i musei e i vari centri multiculturali che sono via via sorti nel corso degli ultimi anni. - Ma io personalmente nel 1940-46, con uno straordinario professore, io e lui facevamo fatica a scoprire le antiche vestigie e quelle poche che c'erano appena appena si vedevano, erano dei ruderi abbandonati, come la necropoli di Sant'anna pur scoperta nel 1881; ma lui (da grande appassionato - fra l'altro era un professore di greco e latino - era così orgoglioso "quando nel tuo Nord vivevate ancora sulle palafitte e nelle grotte qui a Chieti c'erano palazzi, terme, le passeggiate sul corso" me li descriveva uno per uno e me ne faceva anche tutta la storia. (e non era fantarcheologia!)
Si rammaricava che molti resti di quell'epoca erano stati seppelliti dai nuovi palazzi o utilizzati gli antichi marmi come pietrisco. Perfino l'anfiteatro era stato coperto per un campo di calcio!
Le antiche Terme per farmela vedere dovemmo arrampicarci e farci largo in mezzo alle sterpaglie che la ricoprivano.

Erano peggio dei resti di un bombardamento, per l'incuria oltre che per l'ignoranza di chi avrebbe dovuto conservarli....
"E chissà cosa c'é sotto Piazza Grande. La Cripta fu costruita sopra le fondamenta di un tempio pagano (e conservò anche il nome - dal greco, "krypte" poi in latino "crypta"). E se c'era il Tempio, attorno dovevano esserci i palazzi dei benestanti romani" - "sono convinto che sotto la piazza ci deve essere sotto 30-40 metri, una intera città, non catacombe, ma un complesso di palazzi sotterranei. Una Acropoli simile quella di Perugia costruita dagli Etruschi a partire dal IV sec. a.C., con palazzi e un percorso di gallerie e cunicoli che con un tunnel arrivava in centro - forse come in questa nostra piazza - fin sotto la odierna Piazza del Duomo, dove vi era la Cripta e il Tempio dedicato a Giunone". (Poi dai romani sovrapposto a Era della Mitologia Greca).


Il mio professore era anche molto amareggiato proprio per quella nostra Cripta ....." ... con quelle spaghettature e i minestroni di fregi d'oro e d'argento é di dubbio gusto, é un insulto alle antichità. Avrebbero dovuto lasciarla com'era da oltre 2000 anni!!!!"
(chissà se poi è riuscito a vederla così com'è oggi. Riportata al suo splendore medioevale e forse anche romano)



A Chieti vi era anche nato Gaio Asinio Pollione (Teate, 76 a.C. – Tusculum, 5 d.C.) console romano nel 40 a.C. durante l'epoca Cesarea e Augustea. Ma oltre a essere un politico e un valido militare era anche uno storico e un intellettuale (scambi con Cornelio, Virgilio, Cicerone, Catullo e altri).
E fu lui - nei suoi numerosi rientri nella sua dimora chietina a fondare, con la sua raccolta di testi vari, la Prima Biblioteca di Libri d'Italia. (oltre ad averne allestita una anche nella sua casa a Roma).
(Nel Nord Europa all'epoca e per altri mille anni scrivevano ancora con l'alfabeto runico sulle pietre).

(questo perché da alcuni anni con le conquiste romane in Grecia, con le spogliazioni di tutte le testimonianza della cultura greca, arte, letteratura, scritti storici, compresi tutti quelli dei Poemi Epici dell' antica Grecia, come quelli Omerici, le ambite prede furono proprio le biblioteche, come quelle di Atene, quella di Aristotele e di tanti altro autori greci).

-----

Poi caduto l'Impero Romano via via a Chieti sono poi sorte le testimonianze dell'epoca Medievale, con le costruzioni dei nuovi edifici e delle chiese cristiane, spesso sulle stesse fondamenta degli antichi templi pagani, dal VI al IX sec. e poi anche dal X al XV, nei vari stili, romanico, gotico, barocco napoletano, neoclassico.
Come nella grande piazza (chissà cosa ci doveva essere accanto a quei i templi pagani !!) o sotto la Cripta e accanto sotto la grande Chiesa di San Giustino (secondo la tradizione primo vescovo della città nel 540 d.C.) poi assunto a Patrono della Città. Mentre la vera e propria cattedrale sempre a lui dedicata, si stima essere stata innalzata nel IX sec.


Nella stessa cattedrale
più volte ci furono rifacimenti,
o realizzate delle migliorie.
Oppure fatti dei restauri dopo le varie distruzione dei barbari.

Importanti sono anche i restauri eseguiti nel 1934,
dopo più di 200 anni, a causa del terremoto del 1703.

E ci sono poi stati dal '46 in poi anche i restauri
della stessa cattedrale e dei tanti altri edifici
lesionati o distrutti dai bombardamenti
nel corso della sventurata Seconda Guerra Mondiale
che Chieti l'ha vissuta da causale protagonista,
prima....
con la fuga dei Reali proprio a Chieti,
a Palazzo Mezzanotte
(dove accanto abitava chi qui sta scrivendo)


poi....
cu fu l'angoscia delle rappresaglie per la presenza in città per 10 mesi dei nazisti,
sempre a Palazzo Mezzanotte (1), dove io vi abitavo quasi dentro, lì accanto.
con un terrazzo (2) panoramico che spaziava dalla Valle del Pescara al Gran Sasso.

 

e poi anche i continui bombardamenti dove una notte le bombe colpirono
Palazzo Mezzanotte. Gli fece pochi danni ma a noi ci scoperchiò tutta la casa



così....rimanemmo pure noi senza casa e in più ....
ogni sera c'era la paura di altre bombe, ma non solo, venne poi la disperazione per la minaccia del 7 febbraio '44, che bisognava abbandonare la città assieme ai 100.000 sfollati che si erano rifugiati proprio a Chieti dai paesi vicini offrendo loro non solo un precario rifugio ma anche il necessario per sfamarsi. Non vi era un chietino che che non avesse in casa non uno ma 3-4-5 sfollati.


Per la fame ci sarebbe stato un valido motivo per fare una insurrezione - per fortuna che noi (mio zio in tipografia) stampavamo anche le tessere, in gran segreto anche "false" (fermavano il contatore nel corso della stampa (*)- un'idea del Podestà Gasbarri) e dato che dal fornaio bastava (per il pane) presentare solo i bollini, il pane non mancava mai. E anche noi - da quelle tessere - regalando qualche bollino non lo facevamo mancare a chi ne aveva necessità e doveva sfamare qualche bambino, perchè molti sfollati non avevano la regolare tessera.
Questo Gasbarri era sempre sotto pressione per richieste di aiuto di ogni sorta. Era fascista ma aveva un gran cuore. Nonostante questo fu arrestato dopo la liberazione, finì in un campo di concentramento vicino a Salerno. Ma a fine guerra fu poi riabilitato. Tante erano le testimonianze a suo favore. Poche quelle del discredito anche se prima lui era stato un fascista.

(*) (ma io e mio zio non stampavamo solo tessere false, ma anche manifestini clandestini (in un banale torchio, che scomponevamo subito nel caso di una improvvisa perquisizione) con tutti i pericoli che c'erano, sue e anche mie, visto che dentro la mia cartella di scuola andavo a distribuirli ai vari patrioti - La racconto in altre pagine).


In quel periodo Chieti ha vissuto più di tante altre città italiane dei momenti tremendi oltre che luttuosi, che io qui in rete tento di raccontare, visto che sono stato ospite a Chieti dei miei nonni e zii per tutti quegli anni. Ma non solo di loro ho un bellismo e struggente ricordo, ma anche di tutti i Chietini (mi sembravano tutti parenti) e della loro Città.
Ed ho anche ricordi pietra per pietra ed anche del suo sottosuolo.
(ricordi e traversie che racconto qui a parte su - storiologia
)

 

Qui (me lo scrivono) ho espresso qualche critica
non certo benevola per la trascuratezza vista in città
e per qualche giudizio su ciò che oggi viene realizzato in quella che era una bellissima città.
E una di queste stonature ultimamente è stata quella della "monumentale"
non "fontana" ma una "rotatoria per auto".
E poi anche perché non ho un benevolo giudizio per lo scempio in Piazza San Giustino
ormai diventato un obbrobrioso "parcheggio", da banale "centro commerciale".
Errori che non hanno commesso neppure quelli che in tempo di guerra a Chieti li chiamavano "barbari".
(si veda a tal proposito come hanno fatto i parcheggi in città come Bolzano >>>> )

Dunque non voglio fare il detrattore a tutti i costi (come descrive qualcuno su "Il Bello di Chieti" (che seguo per le tante immagini che mi fanno battere il cuore) anzi io mi sento vicino a loro e ciò che io ho scritto e scrivo qui, non lo scrivo solo io, ma anche molti chietini (proprio sul "Bello di Chieti").....

( Ecco uno di loro Tonino Palombaro (spesso in rete)

" inutile andare oltre, ovunque mi affaccio nel panorama della città,
non faccio altro che incontrare solo ombre che offuscano il bello che abbiamo"
. )

questi sono consapevoli che vi è gente che non valorizza e nemmeno cura la propria città, e per questo in rete "suonano" la "sveglia" per fare qualcosa !! Di Agire !!
Anzi io suggerirei di suonare "la carica"!!!!
Chieti io non solo l'amo per quello che é stata,
io l'amo con tutto il cuore per quella che - nonostante tutto - é ancora.
Del resto ho sempre avuto la sensazione che la mia vita ha avuto un senso
perchè ho avuto le radici della mia infanzia proprio a Chieti.

Chietini datevi da fare !!!

Chieti meriterrebbe ben altro, non solo per i beni storici ma anche per i beni immateriali come la Processione del Venerdì Santo. Che non é solo un fatto religioso. Per la sua intensa partecipazione - il cittadino - anche se é ateo - , si commuove, si esprime e contribuisce in misura non inferiore alle forme tipicamente religiose nel rinsaldare fortemente il senso di appartenenza al legame di questa singolare comunità socialmente coesa. Così eticamente coesa che - togliendosi perfino il pane dalla bocca fecero a gara per aiutare i 100.000 che si erano rifugiati a Chieti!!!!! - Questa si chiama UMANITA !!

---------------------------------------------------------

Vengo ora alla "rotatoria"
messa sull'antico bimillenario ingegnoso "Pozzo",
(fra l'altro quando l'ho vista io non c'era l'acqua. Quando invece 2000 anni fa il pozzo già zampillava)
Fatta in pieno centro, davanti a un Teatro, un Arcivescovado, un Palazzo della città.

MA CHI L'HA SCELTA ?

Questa bella e ingegnosa opera doveva per prima cosa essere condivisa con i cittadini.
Democraticamente ??
Ma proprio per niente.
Al riguardo mi vengono in mente queste frasi di Mussolini.
""""" Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire.
La democrazia e la sua sovranità gli viene lasciata solo nei momenti di ordinaria amministrazione.
Va benissimo solo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio.......
per collocare la fontana del villaggio """".
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.110).

Si vede che vale anche per oggi.
"Decido io! Comando solo io"!!!
- Anche per le fontane del "villaggio" !

Risultato "una banale rotatoria da villaggio"
(bruttissima quando poi è senz' acqua)

è proprio una rotatoria per auto


erano più belle le antiche fontane di una volta e c'era sempre anche l'acqua !!
quando eravamo dei poveracci.

Ma anche nei paesini le stesse rotatorie non sono banali ma spesso sono anche belle.
Quella a destra sembra quella di Chieti, anche se ha attorno un po' di fil di ferro, detto "artistico"


Quanto alla Piazza San Giustino
non poteva che essere una decisione simile a quella della fontana

così..... si vede Chieti chi la cerca su Google Earth


Con San Giustino ridotto a benedire le "carcasse" ( o cacciarle?)
e la cattedrale messa lì solo per fare ombra affinché non si rovinano.

(io mica odio le auto. Ne ho avute nella mia vita 21
a 25 anni, nel '61 avevo perfino una Spider Pinin Farina
e ancora oggi ho un maggiolino cabriolet)

Come piazza un buon esempio ci viene da Bergamo
La Piazza trasformata in un prato.


io richiamerei a Chieti i cosiddetti "barbari" del '43
quando all'entrata della Piazza misero i cartelli....


non entravano più auto, camion, corriere

per noi ragazzini l'intera piazza diventò tutta nostra.

Poi arrivarono "loro" i "liberatori". Quelli che fino al giorno prima ci bombardavano e ci mitragliavano
con i caccia in pieno giorno, a bassa quota, sul Corso, dalla Trinità a San Francesco.
(un giorno c'ero anch'io sul Corso, mentro uscivo dal San Camillo a mezzogiorno)
(nel 1950 tornato a Chieti, sulla facciata di San Domenico, c'erano ancora i buchi delle pallottole)
( e sembra che ce l'avessimo con me quando in Piazza Grande, mentre giocavo
a pallone con i miei amici, il "pippetto" come lo chiamavano i chietini
sbucò da San Francesco e raso terra venne a mitragliarci.
Ci buttammo a terra, come ci avevano insegnato.
Ma non avendoci preso, girò sul palazzo di Giusticia per ritornare
ma toccò il campanile e precipitò nel piazzale dietro il sottopassaggio.
Noi accorsi, ballammo la "danza della morte".
Eravamo diventati "pazzi" anche noi, come i "grandi".



.... poi nella piazza LORO ci entrarono, si piazzarono pure loro a Palazzo Mezzanotte e lì diventò il loro "regno"


con il "ben di Dio" che avevano, a noi ragazzini affamati davanti al palazzo ogni giorno eravamo in 100.
Ci buttavano caramelle, chevingum, tavolette di cioccolato e altro
per loro era un "sadico" spasso, si divertivano tanto nel vederci accapigliare.

Una giornata triste su questa piazza è stata quando furono fatti rientrare le spoglie di 10 chietini
che rastrellati dai tedeschi a Chieti andarono a fucilarli a Bussi o a Pescara (non ricordo bene il luogo)

 

Rammentado questi martiri, come non ricordare i "Patrioti della Maiella" (che contribuirono a liberare, Ancona, Bologna, Padova, e fino su ad Asiago nel vicentino (e ne erano morti tanti lungo il percorso).
Nella "lotta partigiana" questi patrioti furono atipici, apolitici, ecco perché nella lotta della Resistenza se ne parla poco.
Ma furono in assoluto i primi pionieri delle forze partigiane in Italia.
Sorse spontanea, e dentro non c'erano solo antifascisti, ma anche fascisti, liberali, comunisti ecc..
Non erano legati ad alcun partito. Non erano quindi in linea con la successiva demagogica e monopolizzata Resistenza partigiana di sola sinistra. Mi risulta anche essere stato l'unico gruppo partigiano in Italia ad aver ricevuto la Medaglia d'oro al Valore Militare
e in seguito poterono dirsi di essere stati veramente italiani "alleati" degli angloamericani).


Poi gli angloamericani, dietro, verso il pescara, sotto casa nostra . misero dei carri armati con dei canadesi.
Dal ns. terrazzo vedevamo alla sera un via vai di giovani fanciulle,
qualche volta portate nelle loro tende a forza, ovviamente per violentarle.
Ci furono molte proteste dei cittadini per la rabbia e lo sdegno.
Rispondevano al Comando "è la guerra! e fra i soldati ci sono anche le "mele marce". Amen !

 

Non dimentichiamo però i giorni bui di Chieti (causati dalle "mele buone")
Chieti diventò dal '43 in poi la città più disgraziata d’Italia, dove si accumularono i maggiori più gravi fatti e le sciagure; una dopo l’altra, senza interruzione, senza respiro: l’arresto di Mussolini sul Gran Sasso, la fuga del Re con tutto il sue seguito in città proprio dentro Palzzo Mezzanotte, le occupazione, le distruzioni, i bombardamenti, le rappresaglie, gli eccidi, i morti causati dai nazisti e dai liberatori, gli sfollamenti da tutto il circondario che invasero la città con 100.000 profughi; e questa minaccia ci fu poi per la stessa Chieti, quando un bando nazista il 7 febbraio 1944 ......

 

...... impose di abbandonare la città. Rione dopo rione a partire da Sant'Anna. Quel giorno non solo ci fu un crollo psicologico enorme, ma anche in quella economica con la batosta per la necessaria sopravvivenza alimentare (non si trovava più nulla nemmeno più a borsa nera) ma anche uno sfascio - per non dire disperazione - nelle stesse coscienze di cittadini che avevano davanti solo il nulla. Sfollare, ma come, a piedi? e dove andare? ricchi, poveri e sfollati?
( ci venne in aiuto proprio il 7 una copiosa nevicata che paralizzò tutta Chieti - con tedeschi impegnati (a morire) a Montecassino).


Quale popolo di una città avrebbe resistito e poi sarebbe riuscito a riprendersi? Quello di Chieti !!
che seppe coraggiosamente ritrovarsi, alimentato da una incrollabile volontà risvegliata da qualcosa di ignoto, una atavica determinazione, una profonda forza morale, invincibile, che li ha spinti ad agire e operare per il bene comune, e non solo per se stessi, ma con abnegazione anche per altri 100.000 esseri umani, anche se questi erano sconosciuti.
Un esempio per tutte le “umani” genti.

Un patrimonio non solo dell’umanità, ma universale. Una EPOPEA direi quasi “omerica”.

________________________________________


A PROPOSITO DI AEREI

( io appenderei sulla piazza in alto quello di Gabriele d'Annunzio, che lui usò per le sue imprese aviatorie.
Lui si riteneva un po’ chietino e lo era, visto che allora Pescara era sotto Chieti dove suo padre ci fece il Sindaco per qualche anno.
Così si portò a Chieti il fanciullo che frequentò un istituto cittadino
(vi è al liceo “G.B. Vico” una testimonianza, una pagella del 1878 con la media del 9)
Qui presto si dimostrò un enfant prodige. Infatti a 16 anni alla Tipografia Ricci - proprio a spese del padre - stampò la sua prima raccolta di poesie "una raccolta in versi “Primo Vere” ". Poi andò a fequentare il liceo di Prato. Ma non fece solo poesie.
Il 23 giugno del 1904 proprio a Chieti, al Teatro Marrucino rappresentò in prima nazionale “La figlia di Iorio”. Per l'occasione ci fu una memorabile cena in casa del grande scrittore teatino Giuseppe Mezzanotte, e balli alla "Cassinetta" in via Arcivescovado.
(me lo ricordava ancora mio nonno che lì abitava).
In quell'occasione il poeta venne insignito della cittadinanza onoraria di Chieti.

LUI la amava Chieti, perché non era come la sua Pescara, una città piatta e con un mare piatto senza "faraglioni".
(oltre a non avere una storia come la Chieti micenea. Che come già detto sopra nel 1895 D'annunzio visitò)
Amava Chieti per le sue antichità e proprio per quel suo "faraglione": il campanile di San Giustino
che lo si vede da lontano da chilometri e chilometri e domina anche sopra le nuvole
lui infatti diceva "con la sua cuspide tocca il cielo a modo di un dito".
La città la amava perché Chieti non è piatta.... ma dall'alto si gode uno stupendo Panorama....
sulle campagne, sulle colline, sui monti, da una parte con il Gran Sasso.... e ...
dall'altra ..." per la maiella....ci sta.... la Maiella !! "
(il chietino lui lo parlava benissimo, scrisse perfino poesie in dialetto).
(oggi sconosciute)

(a proposito del "dito" quante volte da ragazzino sono stato su alla cella campanaria !!!!!
Il panorama ?
"per la maiella.... fantastico !!!!! " - a 360 gradi, UNICO!!!


"con la sua cuspide tocca il cielo a modo di un dito".

e aggiungeva.....
“l’ardua città che contempla la montagna incrollabile e riceve il soffio mutevole del mare


Acqua passata? Sembra che sia stato "oscurato" anche Gabriele d'Annunzio.
l'uomo che pur criticato per gli scandali sprovincializzò quell'Italia che era tutta bigotta,
con un popolo "accudito" e "vigilato" dalla Chiesa, oscurantista, retriva, attenta alla morale
il "Piacere" dannunziano, fu subito messo all'"Indice", leggerlo era peccato.
Era gente quella che poi - dopo la chiesa - si chiudeva in casa e viveva come le talpe.
Le fanciulle guardate a vista, con le gonne nere fino alle caviglie e i seni schiacciati da maglioni.

Solo ai raduni del periodo mussoliniano gli italiani scoprirono e
iniziarono a vedere le gambe delle fanciulle e dalle camicette i prorompenti seni al vento.
Il "Concordato" non riuscì ad abolire lo "sconcio" delle - da loro chiamate "lascive femmine".
Ci riuscirono ancora dopo la caduta del fascismo, dal '46 quando dominarono ancora i preti e la DC.
Poi anche in Italia fu riscoperta la donna, con le sue vesti e i suoi profumi, offrendoci la sua bellezza.

Leggete (integralmente) cosa scrivevano prima della scomparsa di questi ipocriti "moralisti"
nei 3 volumi del "Trattato dell'Educazione" in uso in tutte le scuole del Regno
""L'istruzione scolastica l'approvo per li giovini nobili destinati a famiglie cospicue, ma quanto a quelle di umile e povero stato, il buon padre di famiglia si contenti che sappiam leggere li figlioli "la vita de' Santi", e nel rimanente attendano a lavorar li campi. In quanto poi l'istruzione estesa perfino alle femmine io non l'approvo, ne so vedere quale utilità ne possa derivare alla società. Che insegnino li madri alle figliuole a filare, a cucire e ad occuparsi di esercizi donneschi. In quanto a leggere, al massimo insegnino loro quanto basta per leggere i libri delle preci" "Trattato dell'educazione politica sociale e cristiana dei figliuoli". 3 volumi di Silvio Antoniano
Libro Terzo, pag 264. (ne ho una copia originale).

Così "moralisti" , "ipocriti" e così "umani" che pochi mesi prima
di Porta Pia usavano ancora la ghigliottina (ma con i presenti in ginocchio)

 

 

Appena dopo la caduta dell'impero Romano, l'avvento del Cristianesimo portò con se 10 SECOLI BUI.

Iniziò COSTANTINO che in quegli anni emana tante disposizioni e delega tante funzioni. Mette a disposizione a MILZIADE gli edifici della basilica del Laterano, dove si celebravano i "plauzi lateranenzi" o feste dei cavalieri dell' imperatore Massenzio, che subito- il nuovo "Papa" - rinomina San Giovanni... in Laterano.
Costantino gli permette inoltre di costituire una residenza come una extra succursale: la "pontificia". Ricordiamo che la carica di pontefice era di quei sommi sacerdoti pagani che sul ponte Sublicio -ritenuto sacro - solevano fare i sacrifici e altre cerimonie. Si criminalizzo' poi - con gli editti editto di Teodosio e di Giustianiano) l'arte (le sculture erano idoli pagani), la cultura (tutta la filosofia antica e la letteratura al macero o relegata nei monasteri), la musica (la si abolì del tutto anche nelle feste contadine nei Paese, nei Pagos, da qui "pagani" ), lo sport (si aboliranno presto le quasi millenarie Olimpiadi) e più tardi proprio con Giustiniano, nel 535 si chiuse l'Accademia; e perfino l'amore per la natura (fiori, piante, animali, tutto bandito dalla vita quotidiana). Non ci dovevano essere antagonisti.
Costantino, Teodosio, Giustiniano, non si fermarono solo ad abolire gli antagonisti, a mutuare le ritualità, a modificare le feste, ma trasferitono ai poteri ecclesiastici, anche l'organizzazione amministrativa periferica che già si chiamava DIOCESI, un vocabolo che non ha nulla da spartire con Dio, perchè significava Dis = separato, e oikeo = dimore, cioe' un borgo separato dal centro della citta'; si istituirono i VICARIATI, ma anche questa era la sede periferica che fin dall'antica Roma sostituiva quella dell'imperatore; nacquero i PRESBITERI anch'essi luoghi dove ancora in Grecia e poi a Roma si riunivano i vecchi sacerdoti, e dalla sua radice di presbiteri, previter, venne (poi italianizzato) il prete. Questi poi si fecero venire il tarlo: quello dei possessi temporali particolarmente utili al controllo di tutto l'impero occidentale, visto che Costantino abbandona Roma e si trasferisce nella città turca a cui diede il suo nome.
Questo segna l'inizio del potere temporale. Il teatro gratificava basse passioni; l'arena stimolava istinti bestiali; e la danza era una inseparabile compagna dell'indecenza, perché - predicava Crisostomo - non dava ristoro alla mente, ma eccitava le passioni più basse (forse le sue). Indistintamente erano tutte queste cose focolai di immoralità. Quindi da eliminare!!
Da quel giorno smisero di piangere anche le statue romane. A piangere rimasero solo più i romani. Iniziavano per tutti loro i 10 "secoli bui".
Nel 1500 comparve la Rinascenza, ma il dominio dei preti continuerà fino al XIX secolo.
E come vivevano le povere donne? Anche a Chieti?
Molte rinchiuse nei "luoghi del silenzio", nei conventi, o nella vita monastica clausurale

O rintanate casa, come le talpe. Le fanciulle segregate (se non andavano a farsi monache)
Per un periodo la donna visse in un modo infelice.
Deve pregare, pregare, pregare. Vestirsi come una monaca dalla testa ai piedi con i panni neri.
Per il ritorno ai "due pezzi", per la "minigonna, il bagno, i profumi, i belletti, i vestiti vaporosi
dovranno attendere il tardo '900.

Satana era sempre accanto a loro per farle peccare
Per salvarsi dall'inferno bisognava
confessare le proprie pulsioni ai preti,
loro ti invitavano alla preghiera .... e ti assolvevano dalla desiderata lussuria.


Che vita !!!! ... di....

Con il Cristianesimo era sorta a Chieti la nuova urbanistica. Nei villaggi (pago) sorsero le chiese, nelle città le monumentali cattedrali col suo sagrato. Qui si svolgono tutti i fatti principali della vita comunitaria del nuovo "Potere Temporale". Il vescovo é lui ' il governatore, il prefetto, il sindaco, il notaio, l'insegnante, il medico taumaturgo, il moralista, il destinatario dei vari balzelli. E sull'uomo, o debole o potente, lui domina, vigila, decide, dalla culla alla bara. (iniziano loro a redigere gli atti di nascita, di matrimonio, di morte, dispensare i sacramenti, ad usare l'autorità in tutti i settori, ecc. ecc.)
Le produzioni sono autarchiche. Misere. Non ci sono più contatti con altre genti, non più scambi, non più strade, chiusi i mercati, esiste più solo il baratto.
Il guaio è che nell'isolamento non si scambiano più le informazioni, nè si ricevono patrimoni di conoscenze. Questa miseria materiale e culturale porta irreversibilmente ad una povertà esistenziale, ad una totale involuzione. Tutte le istintive passioni per la lotta esistenziale sono messe a tacere, incanalate nel misticismo, "prega e spera nella vita eterna". Una rassegnazione che porta a vivere solo di speranze nell'al di là, che spegne l'energia vitale, quella individuale e poi quella collettiva, che poi diventa un "gregge" di pecore rassegnate. E con la rassegnazione sappiamo che non si va da nessuna parte.
Ci fu una apatia collettiva che fece ripiombare secolo dopo secolo nella ignoranza e nell'arcaico l'uomo che aveva fatto una Venere di Milo, aveva scritto La Repubblica, costruito un Pantheon, dipinto come Eufronio, scolpito come Prassitele, calcolato la circonferenza di una Terra, applicato il giusto anno solare, scoperta la circolazione sanguigna del corpo umano, già fabbricato la carta, inventato la turbina a vapore, andato e ritornato dalla Cina, visto le biblioteche dei Babilonesi o studiato in quella di Alessandria di Egitto, conversato con Cicerone, poetato con Saffo, previsto le eclissi di Sole, usato il petrolio, visitato le già bimillenarie Piramidi, classificato le piante, studiato la zoologia, l'agronomia, l'oceanografia, l'astronomia, risolto equazioni complesse, già immaginato la teoria atomistica, fatto una colata di ghisa, scoperta l'energia idraulica e quella eolica ecc ecc.
In Cina - con i Ching >>>>>>>> avevano già scoperto perfino i 64 esagrammi della logica binaria dei nostri attuali computer.
Era gia' avvenuto tutto questo prima di questo anno 394 che stiamo raccontando. E si fermò tutto.
Un millennio, molto buio; pur tuttavia con tanti sprazzi di luce che però i preti seguitarono a non voler vedere. Il "Potere Temporale" ormai apparteneva a loro. Usando ogni mezzo.
Nelle "Crociate" (perché "Dio lo vuole!") dove dovevano distruggere gli infedeli, avevano impugnato la lancia invece che il pastorale, l'elmo invece della tiara, lo scudo invece della stola, la corazza invece che la cotta. Per fortuna persero.


Ma i reduci tornarono a casa con casse piene di libri "rubati" o "saccheggiati" nelle biblioteche arabe (mai furto fu così ben fausto, fortunato, fertile nella storia di tutta la nostra Europa). In quelle casse, tradotte in arabo, c'erano perfino le opere latine scomparse nella stessa Roma; oltre quella greca con le Opere di Aristotele, Platone, Democrito, e poi Eratostene, Epicuro, Pitagora, Archimede; c'erano i testi storici di Polibio, Erodoto, Ippocrate, i testi matematici di Euclide e di tutti i suoi allievi quando era direttore della Biblioteca di Alessandria che aveva negli scaffali 1.000.000 di codici.
E ogni libro scoperto ne rimandava a un altro, ad altri dieci, ad altri mille, bastava solo cercarli. E per fortuna c'erano.
Ma non solo per la Storia, la Filosofia, la Letteratura, ma anche per l'arte ci fu una riscoperta. Un crociato fiorentino, si era portato dietro un giovane schiavo bravo con lo scalpello sul marmo bianco. Lo mandò dove abbondava questo marmo nella vicina Carrara, e qui la scultura fu riscoperta e fece un salto di qualità. Scolpiva quel ragazzo lasciando di stucco (in questo caso di marmo) le facce di chi osservava. L'impulso che ebbe la scultura con quel semplice scalpellino anonimo fu epocale. Un'arte ("della pietra") scomparsa da secoli perché pagana ritornava a fiorire in quella città che diventerà la fucina dei grandi artisti: proprio a Firenze. Ma ancora una volta i committenti delle opere furono loro: i preti. Una "venere" era inconcepibile. La donna doveva rimanere con il suo velo nero fino alle caviglie. Satana era in ogni angolo. Dovremo arrivare al Canova per rivedere le meravigliose fattezze femminili. Osteggiate, così pure le prime immagini fotografiche (nelle varie riviste chiamate, "oscene" e spesso sequestrate), Così gli stessi settimanali femminili nel periodo della DC bigotta degli anni 1950-'60. Troppo passionali, troppe storie d'amore, non in linea con l'esempio della verginità di Santa Maria Goretti. Era perfino sconsigliato alle donne di andare in bicicletta. Si rischiava la verginità per la conseguenziale rottura dell'imene.
Ma ancora fino all'800 nulla era ancora cambiato. Le donne inbacuccate nelle loro vesti nere fino alla caviglia, non conoscevano la pulizia del corpo; puzzavano tutte; emanavano fetori, soprattutto nei loro giorni mestruali. Queste precarie condizioni sanitarie di Chieti, nell'800, erano state ampiamente denunciate da Pellicciotti

(R. Pellicciotti, "Sulle condizioni igieniche delia città di Chieti, Chieti, Tip. G. Ricci, 1884).
in rete >>>>> http://www.sissco.it/download/biblio_digitale/Troilo_chieti.pdf

Vi era nella città una totale assenza di luce, di acqua e di aria nella maggior parte delle case. Nel 1866 un Regolamento municipale prevede, con l'articolo 16, il divieto di tenere latrine all'esterno delle case e a distanza gli stagni o i pozzi neri (minimo 300 m.) per annaffiare gli orti, che portavano solo malattie. Questo usanza (di usare anche le feci umane) era perché non vi era un rifornimento idrico costante nemmeno per le case. Il sapere medico, era ancora a zero. Solo nel 1870-1871 si formano delle Commissioni sanitarie per il problema igienico della città, sprofondata da anni nella incuri e nella sporcizia. La popolazione nel ventennio 1861-1881 - era di 18.782 15. - 22.248 abitanti.

Ciò che c'era dall'epoca romana alla Civitella come le famose Terme, i Teatri, i bagni, via tutto, non solo dimenticato, ma interrato o usato il materiale come pietrisco per altre costruzioni. Quelli erano dei simboli pagani, da eliminarne perfino il ricordo, mentre dal medioevo in poi il fulcro della città e il nuovo simbolo della cristianità era diventato la zona della cattedrale di S. Giustino. Dove dopo la distruzione dei tuguri, la demolizione delle «luride» e «malsane» case appoggiate al palazzo comunale e al Seminario e lo sventramento delle case Francese e Sarra Valignanie, si costruiscono i nuovi palazzi e strade che diventano anche il luogo dove poter passeggiare, guardare vetrine dei nuovi negozi, chiacchierare, sfoggiare vestiti alla moda come al tempo dei romani.
Nel 1864 il Municipio provvede all'acquisto della proprietà del defunto barone Ferrante Frigery, più volte sindaco di Chieti; é quella che diventerà poi la Villa. E vicino, al largo Trinità, finalmente ci costruiscono e si inaugurano il 19 agosto 1910, i Bagni Pubblici. Che permette agli operai di prendere gratuitamente bagni e doccia nel reparto popolare. Finalmente anche le donne - portandosi la biancheria necessaria - possono farsi una intera doccia anche intima nelle giornate mestruali, e non più rannicchiate in un banale catino di acqua in casa.

In compenso in una città di 20.000 abitanti, esistevano 33 chiese, 12 conventi pieni di monache, 2 seminari.
E non vi era neppure un cimitero.
In compenso - dissero i preti - non vi erano più "pagani". Tutti pii, tutti amanti di Cristo.

Solo nel ventennio fascista, con gran scandalo dei bigotti
ci furono i raduni femminili e gli italiani poterono finalmente vedere le gambe delle fanciulle.
E in molte case comparvero pure i bidè.
Che ancora oggi molte profughe donne che provengono dall'Africa non sanno ancora cos'è.


_________________________________

---------------------------------

Ora a proposito del "dito" dannunziano:
Perchè non piazzare sul campanile un raggio laser ?
Arriverebbe fino a Pescara (!!) , Popoli, al Gran Sasso
E nel percorrere l'autostrada (dove non c'è nemmeno una segnalazione per Chieti)
tutti vedrebbero Chieti.

( sono esagerato ? )


come a Parigi !!!
( sono esagerato, mi sono montato la testa )

(l "'esagerato" nasce da una mia deformazione personale, al mio stand della Fiera dell'eletttronica
nel 1982 ospitai un geniale amico che aveva realizzato i laser a bassa potenza e le luci stroboscopiche.
Ebbe un enorme successo, nelle discoteche e nei monumenti di mezzo mondo)

Oggi non costa molto e oggi lo si usa in astronomia per puntare le stelle.
E da Catania a Milano si danno anche in affitto.

Oggi sono anche utilizzati su i campanili di diverse città

per Chieti l'avevo solo proposto ma il sig, G.L. Storto su "il Bello di Chieti"
ha scritto che ho "ESAGERATO"

probabilmente lui non li ha mai visti,
oppure è meglio che Chieti rimanga uno sconosciuto paesino sul Colle

ma non era una mia buona idea??

"......tocca il cielo a modo di un dito......"
_____________________________________________________________________________

Riguardo poi alle piazze............Ma avete mai visto la piazza a Bergamo ?
( anche qui avranno esagerato ! )


Con piante, tavolini e perfino per sedersi a terra i materassini gonfiabili colorati

Piazza San Giustino potrebbe essere così ( un sogno !!! (esagerato)

con in mezzo l'antica "fontana"
che allora negli anni dell'inaugurazione e fino agli anni '30
era lì perché non era necessaria come "rotatoria
"
(forse avevano esagerato? - si credevano di essere in Piazza Navona? )

ma che oggi rimessa al suo posto....
( esagero anche qui )
potrebbe far cambiare il paesaggio

di notte....

e di giorno
( altra esagerazione - ma siamo mica a Bergamo )


e a proposito dei cosiddetti "barbari"
a Stoccarda (tedesca)
le fontane sono veramente belle hanno imparato da noi
per di più non le usano come banali rotatorie



AUGURI !!

 

Sono stato cattivo, sarcastico, ironico, esagerato ? Forse lo sono stato perche provo dispiacere nel vedere una così importante città che non solo gli stranieri ma anche gli italiani non conoscono. Una città ultra bimillenaria UNICA ! E io di città ne conosco molte!! Per lavoro in 40 anni sono stato e ho visitato oltre 200 città europee e le capitali di 20 Stati. E in Italia tutti i capoluoghi d'Italia e oltre ca. 1000 cittadine e paesi (che ho sempre visitato sempre con tanta tanta curiosità).
( Matera che volli visitare negli anni '60, mi sbarrarono la strada, L'avevano disabitata a forza, perché quei tuguri erano una oscenità, un disonore per l'Italia. - Mentre oggi sono diventate "una bellezza turistica" un "patrimonio dell'Umanità").
Quelle erano mie curiosità perché ho ricevuto questo imprinting proprio a Chieti da un personaggio straordinario (con lui mi sono fatto a 10-11 anni una cultura universitaria) e questo dopo mi ha pernesso di essere amante del Sapere, dell'Arte ( pure qui - con qualche soddisfazione, fino ad essere inserito sul BOLAFFI >>>>> ) oltre che dell'intrapendenza e dell'azione. Questo mi ha anche poi permesso di primeggiare prima come paracadutista uscendo dalla Scuola Carabinieri Sabotatori di Viterbo, poi per 4 anni a fare antiterrorismo, poi come Rappresentante di Commercio; poi a emergere dallo stesso fino a diventare per 10 anni ispettore di una multinazionale per l'intero territorio italiano; poi manager di un'azienda pubblica, infine manager di me stesso insegnando e vendendo (6000) i primi computer in Italia, alle università, alle banche, alle industrie, al Vaticano, alla RAI ecc. ecc. Poi all'inizio degli anni '90 mi sono dedicato più solo ai programmi informatici e a Internet. E dopo così tante esperienze e conoscenze, le ho poi volute riversate "gratuitamente" sul Web con "STORIOLOGIA" . Che è così tanto apprezzata che a tutt'oggi ha ricevuto 2 miliardi e 236 milioni di visite >>> ( hanno esagerato ! )

 

Se a Chieti qualcuno prenderà delle iniziative per valorizzare e dare impulso a progetti per far scoprire questa città, sono a disposizione per diffondere sia i progetti che le realizzazioni
(anche se esagerate )


Metterò un mio sito dedicato a CHIETI che "girerà" per tutto mondo.
( ho circa 100.000 visite giornaliere !! da oltre 100 Stati )

CHIETI DI FATTO E' STATA..... LO E' GIA' ..... E LO SARA' SEMPRE....
"PATRIMONIO DELL'UMANITA'


Ulisse (non vi ricorda qualcosa?) ha esagerato?

 

Anche un tale ha scritto su "Belli d'Italia" che ho "esagerato!"

_________________________________________

Io esagero perché oso. Quando a fine anni '50 mi lanciai da 5000 metri, un giornalista scrisse:
"non esageri non siamo in guerra!". Poi "esagerando" ancora di più
i lanci andai a farli..... sul Monte Bianco, Cervino, Cevedale ecc. >>>>>
poi a rocciare sulle 3 Cime di Lavaredo, Vajolet ecc. ecc.

E quando primo in Italia vendevo i computer e avevo affermato in una famosa manifestazione con lo staff di Pie
ro Angela,
che i computer avrebbero cambiato e stravolto il nostro vivere, un sarcastico giornalista scrisse:
"Franco, non esageriamo, la sua é fantascienza, e vivremo anche senza i suoi computer".
Questo qui non aveva capito nulla, aveva perso il contatto della realtà, anche se era un buon giornalista e scriveva..... tanti libri
(a pagamento) ma senza lettori, non "gratuitamente" come i 2 miliardi 236 milioni di lettori di STORIOLOGIA.

Un'altra polemica Franco la fece quando volevano tassare i computer con il 34 % come bene di lusso.
La mia polemica lettera ai giornali giunse fino al Parlamento.... si vergognarono.
"Politici aggiornatevi, non dovete temere l'avvento del computer" >>>>>>>

Mia figlia Susanna era stata bocciata alla terza media - anche qui feci polemica e scrissi al giornale una lettera di fuoco >>> -perchè lei già "volava" più di me sulle tastiere del mio primo computer... (Conoscendo il mio concittadino Federico Faggin che in America alla Silicon Walley aveva inventatoi il microprocessore, mi ero fatto arrivare dagli USA un "computer" chiamato "personal" - "PC IBM junior 80". Mai arrivato in Italia. Ce l'ho ancora) così mia figlia l'assunsi a 14 anni nella mia società, notte giorno eravamo sul computer, lei gia a 16 anni insegnava ad usarli ai professionisti, fu la reginetta della Fiera dell'Elettronica nel mio stand, poi fu invitata a una serata televisiva con lo staff di Piero Angela, seguito da un meeting alla Camera di Commercio e perfino (paradossalmente) a un Istituto Magistrale, alle professoresse delle Magistrali - (che non ne erano entusiaste....anzi piuttosto supponenti fino a dire:
"Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo, del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale; con quella figurativa (del computer) ci si potranno fare al massimo solo i giochi, e forse, passata la moda, neppure più quelli!".
Che lungimiranza!! (ed era una scuola Magistrale, cioè insegnanti che"preparavano" insegnanti per il 2000 !!).
Susanna > > poi diventò a 20 anni una libera professionista consulente del IBM 400. Pagata a 500.000 lire al giorno.

A mio figlio Marcello >> gli feci frequentare l'Università di PD, ingegneria elettronica, sezione informatica. Gli dissi "vedendo lontano" di scegliere (ed erano pochi) il quasi sconosciuto linguaggio "JAVA" (che oggi va per la maggiore) . Laureatosi a pieni voti, la sua Tesi >>> fu avveniristica; il suo primo programma fu per la Fiat, poi le acciaierie Marcegaglia, poi trasferitori a Milano, Vodafon, le varie ULSS, infine Banca Intesa, e dopo questa, programmi per le Banche On Line, infine - e lo è ancora oggi - in Svizzera - dentro un consorzio di banche per le applicazioni per difesa bancaria contro gli hakers. anche lui "ha esagerato " come suo padre.
________________________

Avevo ancora io "esagerato" quando mi dicevano che "leggevo troppa fantascienza" quando presentai le prime
celle fotovoltaiche e un pannello mettendo sul giornale una pubblicità
con la scritta "elettricità dal sole"

(dissero che ero "matto" e...
che "se era vero cosa ci stava a fare l 'ENEL ?")
di pannelli non ne vendetti nemmeno uno, anzi proprio l'ENEL e quelli del CNR
vennero a comprarne un pacchetto per "studiarle" (non le avevano mai viste).
(oggi ci sono milioni di tetti con le celle fotovoltaiche)
e i più interessati furono (paradossalmente) gli arabi, temendo una futura sostituzione del petrolio.

(questo perché io non avevo con la pubblicità sopra "esagerato" )

__________________

Poi avevo anche "esagerato" facendomi arrivare il primo modem con accoppiatore telefono
feci una dimostrazione a una grossa banca, tutto bene, le filiali colloquiavano
ma l'AD dell banca disse "quella cosa lì" non avrà mai futuro
i conti delle banche non si possono affidare a un banale doppino telefonico".

Costui non aveva capito in che secolo vivevamo.
Il primo modem lo vendetti a Roma, a un (pioniere) 70enne Presidente della Corte di Cassazione.

Impiegai poi quelli a radiofrequanza dei radioamatori
quelli che si usano per scambiarsi messaggini
(perché c'erano già allora i tefonini ma arrivavano mx a 3 km)
i tecnici sapientoni, mi dissero
: "sei esagerato con la fantasia"
"va bene per lo scambio in fonia di qualche messaggino, come già fanno da tempo i radioamatori,
ma per farlo diventare di massa ci vorrebbero antenne ripetitrici ogni 4-6 km,
quindi migliaia e migliaia di antenne-celle su tutto il territorio, capisci Franco che è una cosa

"impossibile, irrealizzabile, improponibile, ci vorrebbero centinaia di migliaia di celle ripetitrici "
( oggi le vediamo in ogni angolo )

--------------------------

Fui "esagerato" anche quando presentai alla Fiera dell'Elettronica il "computer che parla" con un sintetizzatore vocale appena arrivato dagli Usa. Piombarono nel suo stand incuriositi quelli della RAI, e alla sera al Telegiornale, il computer di Franco con una voce ancora metallica salutava gli spettatori dal teleschermo: "Io sono il computer che parla, qui dalla Fiera dell'Elettronica saluto tutti i telespettatori della Radio Televisione Italiana".

 

Termino, dopo aver forse "esagerato" un po' troppo le mie autocelebrate "esagerazioni".

E a proposito, non ditemi che "esagero" nel fare tanti errori grammaticali....
(ho carenze scolastiche, e ho ricevuto molto poco dalla "macchina educativa tradizionale")
(anche se conosco più di 50 linguaggi informatici, dove non si può sbagliare nemmeno un punto)

.....non fateci caso, e siate magnanimi, guardate la sostanza, per gli errori ci sono persone che...
"sono nate apposta solo per correggere gli scritti altrui "
lo diceva Napoleone che nello scrivere era proprio una frana.
E altrettanto diceva Erasmo da Rotterdam a proposito di chi .....
"nasce con la sola vocazione nel cercare una virgola, un puntino, una data, fuori posto".
E Nietzsche aggiunse....
"...poi costui ritorna al suo gregge con il suo mezzo chiletto di sapere
dove essendo una pecora istruita "lui crede" di distinguersi dalle capre".

E con questa "istruzione", qualcuno dice pure "il potere sono io!"
Qualcuno va anche oltre "Sono un genio"

 

Io non sarò stato un genio, ho solo sempre un po' "esagerato"
Adesso sono arrivato a superare i fatidici "1000 mesi" >>>

fra non molto, invece di "esagerare" ancora e andare sulle nuvole,
al capezzale nell'ultima mia notte incontrerò una severa "signora"
che abbracciandomi mi dirà .....
"adesso vieni via con me, io non ti darò altri piaceri terreni, io posso solo offrirti il fascino della vita eterna
".
Io risponderò: Così sia.
Amen sì, ma avrò anche la soddisfazione di aver vissuto una vita...non solo temeraria
ma anche per nulla scialba, di sicuro non come la vita di una talpa nella sua misera tana.

"Vi sono esseri del mondo ingannati dalle illusioni di una vita effimera in continuo moto.
Volteggiano con la vita e contribuiscono alla sua irrealtà. Vivere è cosa rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste e nulla più" - O.Wilde.

Nell'attesa della sconosciuta notte, mi sono già spogliato di tutti gli averi
HO DONATO TUTTO AI MIEI FIGLI
oggi sono un felice nullatenente.

ma sono RICCO di tanti, tanti, tantissimi RICORDI
( quel lettore direbbe "ESAGERATI")


esagerato forse.....quando dal cielo scendevo dalle nuvole

esagerato forse......quando in cielo sulle nuvole ci salivo

e ho "esagerato" quando mi prendevo vacanze "istruttive" fra la terra e le nuvole

con me ora ho solo la mia discoteca e la mia nutrita biblioteca --- >>>>>>>>
o a rivedere i 54 volumi-album di fotografie dei miei migliori ricordi
più seguiterò a curare queste 600.000 pagine di STORIOLOGIA >>>

Curerò con mia moglie i fiori del mio giardino.

Farò poi qualche incursioni nel salone dei miei 50 computer e i 40.000 programmi.
Con i miei figli seguiterò a curare - anche se sono ormai più bravi di me - il software delle grandi industrie, Ulss, Centri commerciali e Banche
Con quest'ultime soprattutto mio figlio, curiamo la sicurezza informatica delle banche contro i virus e gli hakers
alcune italiane (sempre indietro) ma la maggior parte in un consorzio di Banche Svizzere.

E qualche volta ritirandomi nel mio ideale cantuccio
riprenderò in mano i pennelli visto che - forse immeritatamente - sono ancora fin dal 1979
sul Dizionario Bolaffi degli Artisti del XX Secolo >>>>>>
oppure curando la mia (anche se ceduta ai miei figli) discreta collezione di Arte Moderna >>>>>>>>>>>>>>>>>

Dimenticherò però un brutto periodo. Quando uscito dalla Scuola Sabotatori Paracadustisti di Viterbo
guidata dal mio mitico istruttore ORESTE LEONARDI
andai a fare antiterrorismo in Alto Adige.
LUI non abbastanza attento ci rimise la pelle in Via Fani ucciso dalle BR >>>>>>>>>

 

comuqnue ora non mi annoierò di certo
inoltre avendomi conservato il mio "maggiolone" cabrio


lo prendo ..... e nel mio solito "assaggio" dI "PARADISO" ....."volo"

ALLE 3 CIME I LAVAREDO


NEL PICCOLO RIFUGIO-BIVACCO - DELL'AMICO HUGO RIEDER - (GESTORE DEL GRANDE RIFUGIO "LOCATELLI")

 



dove ho arrampicato, fatta la luna di miele, le nozze d'argento e recentemente anche le nozze d'oro



altro che DUBAI ...... ecc. ecc.

20 milioni di anni fa.... questo era il paesaggio SENZA UNA UMANITA' ad ammirarlo
e... fra 20 milioni di anni.... questo sarà ancora il paesaggio SENZA UNA UMANITA' ad ammirarlo

 

FINE