LA LIBERAZIONE - LA RESISTENZA
l'altro ieri....

poi... ieri

Certo che ci fu la LIBERAZIONE, detta anche "RESISTENZA" fatta dai partigiani, ma rispetto ai grandi numeri della guerra in Italia fu marginale. Il contributo fu praticamente irrilevante sul piano militare e perfino osteggiato dagli angloamericani stessi. Loro operavano col metodo "tayloristico", ottimizzare al massimo le proprie risorse di mezzi e uomini, non concepivano minimamente una "guerra di bande" simili a quelle fatte dai partigiani. Inoltre Churchill diffidava perché la maggior parte erano di sinistra, che volevano fare "l'insurrezione" con mire bolsceviche. Verso la fine del '44 le volevano perfino sciogliere le bande. Mandarli tutti a casa.
Rimandarono. Ma dopo aver fatto accordi ben precisi.
Che attuarono subito dopo la "loro" "liberazione" entrando Domenica 29 Aprile a Milano, sciogliendo tutti i gruppi, e facendosi consegnare tutte le armi; e solo da questo giorno l'Italia fu liberata dai nazisti ormai in ritirata dopo la resa di Wolf.
Le sfilate esultanti di partigiani ci furono, i loro capi in abiti borghesi, senza armi in mano e senza essere preceduti o seguiti dagli angloamericani "liberatori".



Mentre nella liberazione della Francia,
il 25 agosto 1944
ai Champs Elysees e sotto l'arco di trionfo,
nell'entrare a Parigi gli angloamericani
fecero sfilare in testa al loro corteo Charles De Gaulle,
nella sua divisa, come ... Capo della lotta di liberazione francese
(ma che si opponeva al suo interno ai partiti comunisti e socialisti)

con al suo fianco un soddisfatto Churchill
. Lui ad avergli dato ospitalità per anni in Inghilterra,
suo grande ammiratore e come lui nemico tenace dei bolscevici.

 

Quel giorno a Milano era Domenica 28 aprile


Tuttavia dopo lo scioglimento, ma solo più tardi (come "contentino" per alcune azioni a loro gradite) fu rilasciato ai partigiani italiani un "Certificato al Patriota": Vennero consegnati dalle autorità, controfirmato da un ufficiale alleato e da un comandante partigiano insieme ad una misera pensione.

(Il "contentino" fu che fra le persone che hanno goduto dei benefici INPS, (erano ca. 30.000 non 500.000) vi erano anche i responsabili della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini contro gli italiani). Compresi quelli della "Strage di Schio" che il 7 luglio 1945 - due mesi dopo la fine della guerra, partigiani della "Brigata Garibaldi" massacrarono mitragliandoli dentro una stanza 54 detenuti ritenuti fascisti tra cui 17 donne, la più giovane di 16 anni (!!!). Più che altro questa fu una vendetta belle e buona, un odio per vecchi rancori. Alcuni erano solo parenti di chi era stato fascista.
Il capo banda fu condannato a morte da un tribunale di guerra. Ma poi venne l'amnistia Togliattiana. E in seguito fu anche premiato.

Si è sempre parlato molto dei famosi 7 FRATELLI CERVI fucilati dai fascisti, ma nessuno ha mai ricordato i 7 FRATELLI GOVONI, trucidati dai "partigiani" (Brigata Garibaldi) l'11 maggio, a fine guerra), 13 giorni dopo la "Liberazione" Solo in seguito Fausto Bertinotti, riconobbe l'innocenza dei 7 fratelli Govoni. ("non hanno fatto niente, sono solo vittime, ma non come attori della storia" -
quindi bastava non essere attori per essere fucilati). I 7 fratelli non erano mai stati fascisti. Alcuni responsabili non furono mai puniti altri ripararono all'estero.

Come al solito in tutte le celebrazioni la verità storica passa in seconda piano. Tutti i ricordi della guerra partigiana (ma sono molto pochi chi può ricordare, avevano allora più o meno 6-8-10 anni, tutti gli altri si sono abbeverati a una vulgata) servono solo per dirci - l'hanno sentito dire - che l'Italia era stata prima fascista e grazie alla retorica resistenziale si vuole far passare gli italiani tutte vittime del fascismo. E che anche l'intera nazione era "razzista".
Chi invece aveva sotto il fascismo fatto carriera (e poi la conservò), chi aveva fatto grandi affari (e poi continuò a farli) rimase zitto zitto (ma possediamo un poderoso volume di 800 pagine dove sono riportati i profili e le immagini dei 2000 ferfidi assertori e ricostruttori del periodo fascista italiano. C'é di tutto; i più noti industriali e banchieri italiani, apprezzati notabili, professionisti, famosi intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori, maturi nobili, principi, conti e marchesi, ecc. Tutti ex fascisti). (nel dopoguerra e fino al "93 zitti zitti hanno fatto la "grande abbuffata" > >

Parlare di antifascismo come un ideale unico non ha mai avuto un fondamento: in realtà vi era stata alla nascita del fascismo solo UNA breve opposizione democratica socialista (borghese, liberale - appoggiata dagli industriali) e UNA opposizione comunista (dal '21 ex socialisti, votati al bolscevismo prima leninano poi staliniano) che guardava al rovesciamento del capitalismo. Era infatti di Lenin il motto «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe»).
Fra i due opposti poli con divergenti opinioni,
l'opposizione proprio della borghesia fu breve, la riforma politica e sociale in senso progressista (nel "Programma" del '19) non venne respinta ma semmai - dopo l'errore della sinistra con il "Biennio rosso" con gli scioperi selvaggi e le occupazioni delle fabbriche.... si reagì....

........in quel clima, nel '21 i nuovi borghesi si appoggiarono proprio al nuovo partito fascista, che prometteva più legalità e si schierarono proprio con Mussolini dandogli con il loro consenso i "fervidi assertori e ricostruttori" .
Questi l'antifascismo lo lasciarono alla sinistra (anche se poi questa sinistra si pentì come vedremo, con Togliatti, che avrebbe voluto lui fare il vincente "programma del '19").
Questo consenso degli italiani fu molto più ampio e autorevole di quanto si pensi e si legge in alcuni libri di storia dalla memoria corta o del tutto assente.
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FU PROPRIO QUESTO CONSENSO A FAR DECOLLARE IL FASCISMO.
DA SOLO MUSSOLINI AVREBBE FATTO BEN POCO




LA RESISTENZA IN UNA SCIAGURATA GUERRA
Ma di questa guerra, vogliamo essere un po' realisti ?
o giriamo il mestolo dentro la pentola
degli italiani.... ieri "fascisti" e..... oggi tutti "antifascisti"
senza voltarci?

L'accusa ricorrente dell'"antifascismo" a Mussolini é sempre stata quella
di aver scatenato una sciagurata guerra.
Che gli italiani si dice "non volevano" e si dice ancora oggi" non erano mai stati dei "fascisti".
Ma perchè questi antifascisti di oggi i loro nonni e i loro padri
non si tennero le mani in tasca invece di gridare "Guerra! Guerra!"
Poi visto che con l'alleato si perdeva,
si montò sul carro vincitore anche questo chiamato "alleato" .

Mussolini pagò appeso a Piazzale Loreto con i ganci da macellaio ...
in una "spettacolare bellezza" scrissero i giornali.



Gli USA poi in una altrettanto "dolorosa tragedia" in Vietnam
dove intervennero 2.500.000 uomini, i morti e feriti furono ca. 215.000,
700mila giovani veterani soffrirono di traumi psicologici,
molti si suicidarono, mentre 500.000 americani avevano disertato riparando in Canadà.
Di Vietnamiti ne uccisero ca. 2-3 milioni con le più sofisticate armi. Ma furono sconfitti.
Quella guerra spaccò la società americana in due.
Fu la prima disonorevole sconfitta della superpotenza americana, creduta invincibile.
Eppure per i responsabili del disastro con l'onta della sconfitta
- i 5 Presidenti USA che l'avevano dichiarata, sostenuta e persa -

nessuno pensò di appenderli in un distributore di benzina assieme alle loro donne.

Analizziamo bene - SUBITO - in questa pagina i fatti
e giriamoci il mestolo dentro >>>>>>




Oggi invece si da del "fascista" verso alcuni italiani solo perché vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa. Certe accuse sono invece un alibi per usare violenza con metodi fascisti, operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio.
Il fascismo così tanto vituperato sta tornando ma.... a parte inverse con la volontà di una dittatura di sinistra. Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino . Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” operando con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. E dicono niente, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni, la poligamia con il Nikah e altre violazioni, e con un'altra "Legge di Dio". Per noi il Maggio è la festa della Madonna, per loro è il mese del "Ramadam" 1440 (che oggi asseconda anche il Papa baciandogli perfino i piedi).
“Quando il mese di Ramadan inizia, le porte del Paradiso vengono aperte" Diceva Il profeta Maometto.

E aperte sono oggi anche le piazze d'Italia.....

e presto...... anche a SAN PIETRO sarà aperta

Ultimamente PAROLIN, Segretario di Stato Vaticano: "L'Occidente dovrà chiedere scusa a papa Francesco". Perchè non diamo la "umana" "accoglienza" a chi professa un 'altra religione. Forse perché oggi una religione vale l'altra. Forse un giorno i miei nipoti vedranno in piazza San Pietro per la benedizione un papa non argentino, ma senegalese, nigeriano o perché San Pietro diventata una moschea ci sarà forse un Iman islamico.
Ma qualcosa del genere è già accaduto con Enrico VIII, aveva 6 mogli ed é poi anche diventato papa dei protestanti.
Tempo addietro facevano le "Crociate" contro gli infedeli. E non molti anni fa i comunisti erano scomunicati dai papi, oggi ci vanno a braccetto con il "grido" "aprite i porti". "siamo tutti fratelli".
Ma questi "altri fratelli" non sono affatto d'accordo. "Hallah è più grande".
Il mondo è lì solo per loro e non può essere contaminato.
A Vicofaro un prete parla già di scomuniche a Salvini, rischiando un sisma al nord con centinaia di chiese deserte.

Forse nella ultima San Remo il vincitore Mahmood, avrebbe attirato meno attenzione se avesse usato il suo vero nome di battesimo Alessandro, visto che dice di essere nato a Milano quindi italiano - lui dice che non parla arabo ma poi inserisce nella sua canzone una frase in arabo (!!!)
Altri (ma chi?) facendo i furbetti, se lo sono accaparrato, inneggiando il trionfo della multiculturalità, che questi sono le nuove "risorse", e che in Italia non c'é razzismo. Che siamo tutti fratelli.
E Mahmood profetizza: "Rappresento i giovani europei che vogliono restare uniti".
Che fortuna che abbiamo! L'Unione Europea é salva!
Ma per farlo vincere hanno ignorato noi "fratelli cretini" che avevamo votato diversamente.

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TORNIAMO UN PO' INDIETRO

L'ANTIFASCISMO MILITANTE NEL '36 aveva già fallito.

L'antifascismo militante - dopo i successi di Mussolini nel '36, aveva perso le speranze in un crollo del fascismo. Così Togliatti elaborò una nuova strategia, basata sulle affinità che legava fascismo e socialismo. (ricordiamo che in quest'ultimo Mussolini ne era già uscito nel 1914).

Questo ritorno ai metodi e alle antiche violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " - Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! -
"Siamo come voi!" !!
Per il fascismo lui provava solo gelosia e invidia!!

https://www.lintellettualedissidente.it/storia/compagni-e-camerati-lappello-di-togliatti-del-1936/

Prima del '19 vi erano state sì organizzazioni basate sulla utopistica democrazia operaia, al grido "potere al proletario", come in Russia. Ma con i fallimenti dei diversi scioperi, sorsero le critiche negli stessi organismi sindacali, e tante altre critiche e diverbi nella stessa direzione del Partito socialista che incoraggiarono i capitalisti ad agire attuando a loro volta le serrate.
Il programma di Mussolini era più realistico, meno utopistico, riguardoso verso i 5 milioni di italiani che avevano fatto la guerra, e più aperto anche alla nascente nuova borghesia pur qualche volta nei loro confronti irriguardoso "avete fatto soldi con la guerra? e allora adesso dovete fare sacrifici e pagate anche voi").
(fu poi infatti Lenin a rimproverare la sinistra, di "essersi fatto scappare l'unico che poteva fare una rivoluzione in Italia" - Ricordiamoci che Mussolini era stato un socialista!).
A quel punto la nuova borghesia iniziò ad appoggiarlo sempre di più, fino a quando dal '22 in poi divennero i "Ferfidi assertori del fascismo"
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TORNIAMO ALLA LIBERAZIONE detta RESISTENZA del '45

Nell'azione cosidetta della "RESISTENZA" fatta dai "Partigiani", dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore nazista e i fascisti filo-nazisti.
Ma lo stesso dicasi per i fascisti della RSI - fino allora cresciuti nel culto della Patria e del giuramento al Re e a Mussolini - e che ai loro occhi (ma non solo loro ma anche di tutti gli italiani che subivano i bombardamenti) gli invasori erano semmai gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi.
Fra l'altro c'era in atto la coscrizione, e il non presentarsi voleva dire essere dei disertori.

 

(Qui chi scrive, con i suoi familiari non solo era contro il fascismo....lui e i suoi familiari.... ma era anche contro gli americani.
Nel primo caso....
per non far catturare dai tedeschi mio zio con cui vissi l'intera guerra (abitavo a Chieti nella dependance di Palazzo Mezzanotte, dove prima si rifugiarono i fuggiaschi dell'8 settembre, poi vi si insediò il comando tedesco, ed infine pure quello americano dopo i 10 mesi di stallo sul Sangro).
Io venivo rinchiuso con lui in uno sgabuzzino di un sottotetto onde evitare nelle improvvise perquisizioni che io 8enne dicessi qualcosa di sbagliato o di compromettente. Uscivamo guardinghi solo la notte. Poi passata la prima bufera
lo zio con una idea geniale trovò un banale stratagemma, prese dalla sua tipografia un fac-simile referto medico-ospedaliero (di ogni stampato in tipografia si conserva sempre una copia), lo compilò a suo nome, prese una vecchia gamba di gesso (usata anni prima da mia nonna) se l'applicò con delle bende a una delle gambe e con una vecchia carrozzella lo sospingevo fin dov'era la tipografia, dove poi entrava e non solo stampava manifesti ufficiali ma anche manifestini clandestini fino a notte tarda (che poi io infilati nella cartella consegnavo a quelli che furono primi partigiani d'Italia) poi rasentando i muri lo riaccompagnavo a casa. Lo stratagemma funzionò. Ci andò sempre bene. Ma nei controlli avevamo sempre il cuore in gola.
Nel secondo caso....
Con gli americani e i loro bombardamenti fummo colpiti anche noi. Io uscii ancora vivo da sotto le macerie. Ma sembra che ce l'avessero con me, perchè un giorno mentro giocavo in piazza a pallone con i miei compagni, improvvisamente comparve un caccia a mitragliarci. Le pallottole ci sfiorarono, ma quello non contento di non averci preso, fece una inversione per tornare, ma toccò con un ala il campanile e precipitò proprio davanti a noi. Noi ragazzi davanti a quel corpo sfracellato che penzolava dalla carlinga, facemmo la felice danza tribale della morte, infierendo su quel cadavere, sputandogli addosso. Eravamo diventati anche noi pazzi. E quelli erano i nuovi "liberatori"!. (qui l'intera mia odissea a Chieti >>>

 

A osteggiarli poi gli americani (sia durante come nel dopoguerra) c'erano anche i "rossi", perchè il loro "faro" era il bolscevismo, la terra dove si distribuiva latte e miele. - Nei Kolchoz, nelle "proprietà agricola collettive" con a capo un borioso esponente del Partito. In fila a lavorare uomini e disgraziate donne.

Di conseguenza in Italia dal '44 al '45 ci fu una vera e propria guerra civile con "certi" partigiani che avevano altre mire non certo per ristabilire libertà e democrazia. Volevano solo imporre il boscevismo. Molte azioni di alcuni di "questi" partigiani furono mirate a creare anziché evitare le rappresaglie. (lo scrivono gli stessi Bocca, Spataro non certo fascisti, o come Pansa >>>>>>)

Ma è anche vero che poi la "LIBERAZIONE" fu fatta dagli angloamericani a ovest e a est con potentissime armate, con milioni di uomini, con l'Italia colpita dagli stessi con devastanti bombardamenti, perché per loro noi eravamo i "nemici", per aver l'Italia "intrapreso una guerra d'aggressione".
(nel 1945 gli USA possedevano 46.000 aerei, 20.000 carri armati, 17 milioni di tonnellate in navi).
(Relazione dei 3 Capi militari Comandanti Supremi degli USA - In originale) > >
Sorprendente (e fu la loro carta vincente) la cooperazione delle tre armi
(come in Italia - (sic!) dove le tre armi erano in perenne geloso contrasto, spesso perfino ignorandosi reciprocamente).

Del resto per liberare l'Italia il "bomber command" della RAF e la USAAF di bombe ne usarono a sproposito non solo per distruggere le città ma per attaccare il morale della popolazione civile. Persuadendo gli italiani che il responsabile era il governo di Mussolini, suo l'errore per il quale doveva pagare la popolazione, dicendogli che la guerra era ormai persa.
Milano, Genova, Torino, Taranto, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari ebbero la prima ondata di bombardamenti seguita da manifestini che dicevano che ce ne sarebbero stati ancora se non cacciavano i nazisti. E cosa potevano fare quelle prime bande di partigiani? Poco!
Fare una rivoluzione come volevano fare i comunisti "rossi" sotto una grandine di bombe non era facile. Churchill non lo avrebbe mai permesso. Con il suoi aerei avrebbe riempito i cimiteri di tutte le città (come aveva fatto in Grecia). Conveniva fare degli accordi, dei compromessi. E in tal senso non furono pochi i contatti in Svizzera sia con alcuni capi di partigiani che in segreto anche con il "burattino" Badoglio (che del resto per questo era stato messo lì a governare) .
In seguito appare sorprendente una certa assenza di ostilità nei confronti dei "bombaroli". Del resto i pesanti attacchi aerei sulle città italiane era il prezzo da pagare. Causarono immani distruzioni e ca. 100.000 morti di civili. La strategia era: "bombardare, bombardare, bombardare il "ventre molle" (By Churchill). Come a Milano quando avvenivano in pieno giorno. Tutti i bombardamenti di Milano > >in rete > > >


Anche al Trattato di Pace > qui in originale > > seguitarono a chiamarci sempre "nemici" non "alleati"- e precisarono pure che ("l'Italia si è arresa senza condizioni", anche se essa ha usato il termine Armistizio" ( l'Italia infatti dovette consegnare le 3 armi, Marina, Aviazione, Esercito).
(Nè si afferma in alcun punto che nella "Liberazione" vi ha contribuito la "Resistenza". I Partigiani sono del tutto ignorati).

Nella liberazione bisognava andare sì con coraggio oltre il fascismo ma bisognava anche gettare i semi culturali e morali per formare una nuova repubblica senza più le violenze del tipo Piazzale Loreto. Lì non si esercitò sicuramente il coraggio. I "liberatori" ne erano perfino indignati.

Forse fu una rivalsa di alcuni contro chi aveva scatenato una guerra? Forse, ma in certi casi - purtroppo - per alcuni quella violenza fu dettata anche da ragioni personali, da questioni private, individualiste, e anche di una parte politica, non di certo collettiva.

Ma anche oggi la retorica di certe celebrazioni ufficiali non sono infatti per nulla collettive. Da una parte come dall'altra si ha sempre l'impressione di essere sotto attacco costante.
E se esiste ancora oggi questa impressione é perché non si é fatto nulla per la pace di tutti. Si dice che l'intenzione era per gli ideali comuni della libertà, della democrazia e della giustizia sociale.
Ma non dimentichiamo il tentativo del partito comunista che voleva fare una rivoluzione bolscevica sotto il vessillo della Resistenza; che però
- fortunatamente - finì con i compromessi dei governi democristiani.

Compromessi?
Eppure qualcuno (gente che - per l'età - non ha mai fatto sicuramente il partigiano) va ancora oggi dicendo "noi partigiani non siamo in congedo, siamo sempre mobilitati". Ma contro chi? Nessuno. Per cosa? Zero!! Tutto un bluff. O vogliamo tornare a scannarci tra di noi?

Abbiamo dovuto cedere agli USA 120 basi in Italia. Si dice per difenderci da aggressioni. Ma oggi partono da qui le "missioni di pace umanitaria" contro Paesi spesso a noi sconosciuti, e sono loro che decidono per noi dove portare la "democrazia" se necessario anche con la forza.
Noi che andiamo dicendo che abbiamo combattuto l'invasione nazista, abbiamo poi ricevuto in cambio l'invasione atlantista.

Oggi i "partigiani cosiddetti liberatori" cosa dicono? Tutti zitti. Nessuna voglia di lottare. Del resto noi e loro non ne saremmo capaci, non abbiamo armi, aerei, portaerei, missili e bombe atomiche.

Nella memoria storica che circola si racconta che il fascismo era l’esercizio della violenza con le censure che esercitava il regime, ma si rimane poi stupiti quando constatiamo che gli antifascisti a loro volta ancora oggi fanno ricorso alla violenza e alle censure.
Da apprezzare sono le migliori intenzioni, ma le buone intenzioni esercitate con la violenza e la censura non portano da nessuna parte non certo a quella che dovrebbe essere una sana convivenza civile.

Vogliamo tutti la democrazia, poi in certi casi la si vieta. Vogliamo la libertà di espressione ma poi la si censura. Vogliamo la legge è uguale per tutti ma poi per alcuni non lo é. Vogliamo le libertà ma poi ognuno si prende le sue. Vogliamo la cultura per tutti ma poi certi libri sono vietati. Andiamo dicendo che ’Italia è un posto per tutti, mentre altri più prudenti dicono l'incontrario.
Si ha l'impressione che noi tutti invece di essere dei soggetti pensanti siamo diventata tutti depensanti.

Abbiamo dimenticato tutti "UN TRISTE GIORNO" . Altro che "liberazione" !!
La realtà fu diversa.
E non lo scrivo io !!!.

Il "Corriere della Sera", il 14 febbraio scrisse in prima pagina a caratteri cubitali



"Firmata a Parigi la nostra dura condanna"
"Amaro silenzio in tutta Italia"


Mentre la stampa inglese scrisse: (nel trafiletto in rosso)
"RASSEGNATEVI" !!!

C'era poco da festeggiare sia a Milano che nel resto d'Italia !!!
Eppure si festeggia ancora oggi dopo 74 anni (La "Dura Condanna")

Quando proprio a Parigi per ascoltarla questa "dura condanna"
prima di prendere la parola un pessimistico De Gasperi disse amaramente:
"Tutto lo sforzo che devo fare, é ricordare agli ALLEATI che li abbiamo chiamati così
perchè li abbiamo creduti tali" 

(comun. Ansa, 7 agosto 1946, ore 10.25)

Ripeto: nessuno ha mai chiamato a Parigi gli Italiani "ALLEATI".

E alla conferenza del severo e umiliante Trattato di Pace,
dove a Parigi era stato tutto già deciso
spartizioni territori, cessione colonie, danni di guerra , occupazioni ecc. ecc.
De Gasperi fece loro una toccante premessa...
"Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto,
tranne la vostra personale cortesia,
é contro di me.
Sono citato con la mia qualifica di ex nemico,
considerato come imputato
dopo che i più influenti di voi
hanno già formulato
in una lunga e faticosa elaborazione le loro conclusioni".
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Forse a Parigi gli "scortesi" non avevano dimenticato un suo articolo su «L’Illustrazione Vaticana»
quando ci fu l'incontro dei DUE per suggellare l'"Alleanza" "Fascismo-Nazismo"

ALCIDE DE GASPERI - Titolo: "Mussolini e Hitler parlano al Mondo"

"Non erano soltanto due ministri che s’incontravano, ma due grandi popoli".
"Italia e Germania hanno ricostituito dalle fondamenta lo Stato unitario"
"La civiltà di questo vecchio continente è nata dalla fusione di elementi latini e germanici"
"Nei reali interessi dell’Italia e della Germania non esistono elementi di divisione"
«La solidarietà italo – tedesca è una solidarietà attiva e vivente. Uno sbocco di affinità morali e di comuni interessi"
" Se si vuole arginare il bolscevismo, è necessario intraprendere un’attiva collaborazione"
"Regime e nazione sono termini indissolubili e non si colpisce l’uno senza ferire l’altra."
" Questa collaborazione è stato il motivo dominante dei discorsi pronunziati dal Führer e dal Duce."
" Ed è per questo che all’incontro Mussolini–Hitler non si volgevano soltanto gli sguardi del popolo italiano e del popolo germanico, ma quelli di tutti i popoli europei che cercano una guida"
" Ora il Fascismo e il Nazionalsocialismo sono prima di tutto due visioni della vita che rispondono a tutte le domande della coscienza individuale"
" E’ per questo che le dichiarazioni di Mussolini e di Hitler dischiudono le più fulgide prospettive."
(qui l'intero articolo > >


(e qui il discorso integrale di De Gasperi a Parigi > > >

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e...... L'IMPERO COLONIALE DELL'ITALIA ????
A PARIGI FINI' NEL RIDICOLO !
( perdemmo le Colonie per 1 solo voto, di un ubriaco !!!! )

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Dopo la loro "liberazione" venne la loro '"occupazione" quando crearono l' AMGOT emettendo perfino il denaro (le Am-Lire). - "Loro comandano, noi non contiamo più nulla"
(By Badoglio). - Furono infatti pure loro a scegliere il Governo e anche i prefetti nelle varie città, e questi erano stati tutti fascisti.

 

POI SI ARRIVO' ALLA COSTITUENTE

Certo nella nuova Costituzione iTALIANA, l’elemento determinante, fu l’antifascismo e una spinta forte furono fra i Partiti i "compromessi". Poi qualcuno disse che era meglio parlare di "intese" di "patti", di "accordi".
Questo perché un "compromesso" era richiesto dal momento storico. Fatto sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione Russa del 1918 (aggiornata poi da Stalin nel 1936) come a un modello da cui prendere molte indicazioni. ( ne possediamo una copia originale, stampata a Mosca
che riproduciamo integralmente QUI >>>
Nei 556 Deputati della Costituente, non dimentichiamo che vi erano circa 200 deputati di sinistra (comunisti e socialisti).
Fu lo stesso RUINI rispondendo a una intervista su Candido ad affermare “La nostra Costituzione non è applicata in più norme ed in più istituti; io ho affermato e deplorato più volte; e lo ripeto ora… Vi sono errori e responsabilità. Si è lasciato che dell’attuazione del testo costituzionale facessero bandiera e monopolio partiti che intendono valersi della Costituzione per promuovere al di là di essa un regime diverso e contrario".
(tutti i lavori della Costituente, i nomi dei 556 deputati, la loro appartenenza politica >>>>>

Se oggi la Costituzione è intoccabile, il motivo é chiaro. Esistono ancora i "compromessi". La sinistra non demorde. Anche se oggi non guarda più ai "Kolchoz" bolscevici ma ai grandi capitalisti e alla finanza occidentale.

Allora l' "antifascismo" della sinistra fu all'acqua di rose. Del resto se fosse stato irruento, o Churchill o gli Americani, sapevano cosa fare. Meglio quindi fare i compromessi.

E a proposito di "compromessi" Luigi Einaudi - diventato Presidente della Repubblica - lui i prefetti ex fascisti li voleva subito eliminare, ma poi proprio lui ne dovette nominare altri 30 sempre ex fascisti. Quindici anni dopo la Liberazione, 62 prefetti su 64 provenivano dall’amministrazione fascista, e con loro tutti i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori – 120 su 135 – avevano fatto parte della polizia fascista. E Guido Leto, che della polizia politica fascista era stato il capo, dopo aver contribuito nel dopoguerra a riorganizzare i servizi segreti terminò la carriera come direttore delle scuole di formazione della polizia !!!
Infine c'era GAETANO AZZARITI - detto "il camaleonte del secolo breve" (By N. Pirozzi). Era nel fascismo Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "Tribunale della Razza"; in tale veste, giudicò, emise sentenze, comminò pene e condanne.
A tale proposito: Le "Leggi razziali fasciste" in Italia (al pari di quelle naziste) furono emanate dal Re con il Regio Decreto 1389 il 5 settembre 1938. (tutti i documenti storici in proposito >>>> ). Queste leggi escludevano gli ebrei dalle istituzioni, dalle varie professioni, dalle scuole . Ma non c'era mai stata alcuna deportazione. Solo il 16 ottobre 1943 (quindi dopo l'8 settembre e l'invasione tedesca - con il Re in fuga che non aveva abolito le "leggi razziali") fu fatto il rastrellamento di 2.091 deportati ebrei al Ghetto di Roma. Nessun fascista italiano fu ritenuto abbastanza fidato da Kappler per partecipare all'azione. Anche se poi nella RSI al Nord alcuni "fanatici, cattivi, fascisti" contribuirono ai rastrellamenti.
Ma anche a Roma vi erano
"fanatici, cattivi, ebrei" che consegnavano i loro conoscenti e perfino il loro famigliari ai nazisti; furono 747. Una di loro (la bellissima Celeste Di Porto - soprannominata "pantera nera") pur anche lei del ghetto era amante di un nazista e gli indicava i nomi e gli indirizzi di ebrei che si erano nascosti. ( la lista Ebraica >>>>

Eppure il 2 giugno 1953 AZZARITI fu fatto Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 1955 nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Il 6 aprile 1957 Presidente della Corte Costituzionale e vi rimase in carica sino 1961, giorno della sua morte. (ne parleremo più avanti - nella 3a parte di "Mussolini fece tutto da solo").

(La Boldrini e la Segrè non hanno nulla da dire su questa anormalità?).

Personalmente a me non piace che si vada in ogni scuola per dire ai bambini che verso una popolazione- quella ebrea - che era un millesimo degli italiani - abbia fatto del becero, razzismo, deportazioni e uccisioni di ebrei. O fare monumentali memoriali o spedizioni di studenti ad Auschwitz per far rivivere "l’atmosfera da incubo e l’incubo del deportato”. Come voler far ricadere una grave colpa su tutti gli italiani stessi a futura memoria. Vi erano - come detto sopra - allora fanatici italiani cattivi, e fanatici ebrei cattivi (fino al punto - come detto - che alcuni di essi - per denaro - facevano nei rastrellamenti spiate dando ai nazisti gli indirizzi di ebrei per farli arrestare). Ma fino al 19 ottobre 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male. E riferendomi alla indignazione e al raccapriccio dei forni crematori, io ritengo che sia un orrore raccapricciante anche il "forno crematorio" che in un colpo solo (risparmiarono così i gas) fu buttato dagli angloamericani sui giapponesi.


Quanto alle persecuzioni bisognerebbe allora permettermi di ricordare anche coloro che oggi nella striscia di Gaza esseri umani vivono loro l'incubo. ( i cui superstiti in futuro racconteranno poi ai loro nipoti..... 'l'errore di esser nati e aver vissuto come palestinesi").
Ed anche ricordare che nel 1933 (sul New Yorl Times) furono gli ebrei a dichiarare guerra alla Germania, a volerne perfino l'estinzione. Su libri e giornali - che incitavano all'odio razziale verso i tedeschi, scrivevano: "bisogna strangolarla economicamente", "bisogna castrare tutti tedeschi", "Per il bene dell'Umanità ! ", "fare una guerra santa", "deportarli o renderli schiavi". "la "Germania deve morire", "Germany must perish". (giornali e libri sono spariti - ma nelle biblioteche esistono ancora!! >>>>>)

 

Volendo ritornare ad Azzariti e altri gerarchi, bisogna qui dire che gli occupanti si fidavano più degli ex fascisti che non degli altri; "chi ha tradito una volta lo farà anche una seconda volta" (fu la considerazione fattami quando io entrai a far parte di un reparto italiano della Nato - Dov'era impossibile farne parte anche se solo si aveva un lontano parente comunista. - E altrettanto fecero in Germania, con gli ex nazisti, vennero comodi per tenere a bada a Est il comunismo).


"Alcuni" elementi comunisti (che erano dominanti ma solo fra "certi" partigiani al Nord) lottavano per unirsi all''Unione sovietica, per la dittatura e il comunismo. Tutti questi anomali "compagni" (con dentro nelle loro file 5-6 mila Russi giunti in Italia a dar loro manforte) non hanno affatto lottato per liberare l'Italia, ma bensì per tentare di imporre la dittatura sovietica nel Nord. E più sensibile a questo richiamo soprattutto era il proletariato più controllabile dai sindacati di sinistra.

Eppure guardando oggi le "Commemorazioni" (con la pelle di chi è morto 74 anni fa) sembra che nei partigiani non ci sia stato nessun italiano. Dobbiamo tutto alla Russia, agli Iugoslavi, e agli ebrei.
( E' la Storia manipolata bellezza!!! )

Si sono però dimenticati che in Abruzzo, a Ortona, sul Sangro,a Montecassino, ci sono imponenti cimiteri di guerra, dove alcune tombe non hanno nemmeno un nome. Sono di anonimi britannici, canadesi, polacchi, indiani, tutti morti per liberare l'Italia dai nazisti. Di partigiani "liberatori" "rossi" nemmeno l'ombra. Per loro nessun "Giorno della Memoria". Eppure oggi certi soggetti 74 anni dopo (quindi avevano appena più o meno al massimo 5-10 anni) dopo quei tragici fatti si atteggiano loro ad eroi con stendardi di LIBERATORI.

Infatti il Centro e il Sud era già libero dal 9 giugno '44 per merito di questi "dimenticati" assieme ad alcuni Italiani senza il "fazzoletto rosso". Qui vi erano state le prime formazioni di partigiani apartitici; piccolissimi gruppi, ma già numerosi che si erano già formati in Abruzzo subito dopo il 9 settembre. A Chieti e nei dintorni già nella notte fra il 9 e il 10. ( io ero ancora decenne, ma c'ero e in un certo senso anche attivo).

Le azioni di guerriglia partigiana in Abruzzo iniziarono subito all'indomani del 9 settembre e termineranno il 9-10 giugno 1944, quando i reparti paracadutisti della "Nembo" (Folgore) entrarono per primi a Chieti e poi a Pescara, liberandole. Seguiti dagli angloamericani che iniziarono da quel momento a risalire verso il Nord, grazie proprio al "sacrificio" della Nembo.

Di bande in Abruzzo se n'erano formate nei dintorni di Chieti non una ma ben 48, con circa 3500 uomini. (la più famosa "la Maiella", che risalirono pure loro l'Italia e che li troveremo addirittura a Bologna e in Veneto a liberare Asiago).

Ha ragione oggi la antifascista Boldrini nel dire che "quella" "liberazione" fu fatta ( per assolverli dalle anormalità al Nord?) non solo dai comunisti, ma anche da altri compagini politiche. Ma dimentica che insieme a queste furono
i Paracadutisti della Folgore, la Nembo (lei che alle sfilate non li saluta perchè fascisti) che - ricordo - dopo la liberazione di Chieti, metà di loro - tra il 1° e il 9 luglio 1944 - morirono a Filottrano > > - in quella che è stata definita la più cruenta battaglia sostenuta dal Comitato Italiano di Liberazione. (i caduti erano gli stessi che mi portarono sulle spalle quando entrarono a Chieti e li portai perfino alcuni di loro anche a casa mia per rifocillarli - dove mi stregarono - perché poi diventai anch'io Paracadutista (poi antiterrorista) e come istruttore alla Scuola Carabinieri Sabotatori, avevo Oreste Leonardi, il Capo Scorta ucciso al sequestro Moro.- Da chi? dalle Brigate Rosse!!).
Quindi io c'ero, la Boldrini NO. Ma si possono sapere questi fatti leggendo un minimo di Storia.

A prendere la redini di alcune di queste bande in Abruzzo fu il maggiore serbo Mattiasevic, che inizia a dare consigli preziosi a queste formazioni: "non concentrarsi, ma formare piccole bande". Era la diabolica tecnica che era stata riservata a Hitler in Iugoslavia: "ogni uomo deve essere soldato, comandante e stratega di se stesso".

Pochi storici parleranno di questi episodi della resistenza abruzzese contro i tedeschi. Non ne parlano perchè questa sorse spontanea, e perchè dentro non c'erano solo comunisti, antifascisti, ma anche fascisti. E questo non era quindi in linea con la (in certi casi demagogica e monopolizzata) Resistenza partigiana di sinistra del Nord; nè del resto quei fascisti che vi parteciparono convenne loro riferirla, perché era disonorevole parlare di defezioni dai loro ranghi.

Queste rivolte in Abruzzo sorsero spontanee... senza fazzoletti rossi al collo (fra questi uomini c'era anche il futuro presidente della Repubblica Ciampi. Che in una recente visita proprio in Abruzzo ha così sintetizzato le motivazioni primarie di queste bande non ancora ideologizzate: "fu un impulso istintivo a ribellarci".

Quindi in quel caotico frangente, bisognava dunque decidere con chi stare; dove schiierarsi in una unità partigiana o in quella di Salò? Gli scrupoli non erano pochi. Seguire l'istinto o attenersi agli ordini dei capi? Disertare o non disertare? Tuttavia ognuno prese le sue decisioni. Giuste? sbagliate?
Fu così difficile che un esemplare esempio fu la decisione che prese Franco e con lui in Italia tanti altri come lui. Poi processato!!
Vi riporto qui una di queste decisoni che è "paradossale" per chi vorrebbe semplicizzare TUTTO DA LEGGERE >>>>

Ora dato che erano istintive e non seguivano una razionalità educativa, ognuno seguì la propria coscienza; ed alcuni agirono con i riflessi incondizionati di quell'educazione ricevuta in gioventù (piuttosto pressante) e alcuni scelsero Salò.

Non dobbiamo quindi condannare chi scelse un'altra barricata dove combattere. Fino a poche ore prima del 8 settembre, gli oppositori al regime erano considerati traditori, banditi, antifascisti: questo derivava dall'imprinting che tanti avevano ricevuto dai loro "maestri". Mica potevano girarsi da soli l'interruttore della propria coscienza. Agirono pure loro come Ciampi. Andando o da una parte o dall'altra. Ma tutti conservando ognuno le proprie idee. Piuttosto diverse quelle del Sud rispetto al Nord.

Ricordiamo qui - che poi al Referendum e nelle successive elezioni politiche, il Centro e il Sud, votò per la monarchia e il fascismo -
(5.927.000 a favore Monarchia- 3.358.000 a favore Repubblica - e nel '53 oltre la Monarchia, il MSI in alcune città del Sud prese perfino il 23,5% dei voti) vedi elezioni in ogni città italiana >>>>>

ALLE PRIME ELEZIONI DEL 2 GIUGNO 1946
A Milano il PCI prese il 24,9 dei voti ---- A Roma prese il 13,4 --- A Napoli prese l'8,2 --- A Palermo prese il 2,2

MARSHALL dagli USA era stato del resto molto esplicito all'Università di Berkeley il 20 marzo: a solo un mese dalle elezioni. Aveva affermato che gli aiuti economici agli italiani, che erano già diventati in tre mesi milioni di $, "sarebbero cessati nel caso di una vittoria elettorale in Italia dei comunisti".


Le due minacce fatte arrivare su tutti i pulpiti d'Italia e zelantemente rinvigorite in ogni più sperduta contrada dai Comitati Civici, della DC paventando agli italiani lo spettro dello stomaco vuoto, aziende in crisi e l'anima dannata, "realizzarono" "il miracolo"!
In piazza Duomo a Milano, arrivano i primi camion della War Relief Services Il cardinale Schuster gli va incontro, benendo la "grazia di Dio". O meglio la "grazia degli americani".
-- - DAGLI AMICI DEI "ROSSI" , DALLA RUSSIA - NULLA!!! SOLO PROCLAMI.

Cosa ottenne l'Italia dall'ERP (Ente Ricostruzione Europea)
in termini di aiuti...
... dopo tre anni di attività 1948-1951

VEDI QUI >>>>>

Fonte originale: il generale riepilogo della pubblicazione curata dalla
"Missione Americana ERP" in Italia - Ufficio Stampa - Divisione Informazione -giugno 1951
("Storiologia" possiede il documento originale stampato in Italiano a Roma a fine 1951)

SONO ELENCATE IN OGNI REGIONE TUTTI I NOMINATIVI DEI BENEFICIATI (nessuno comunista !)


I comunisti "rossi" al Nord naturalmente aspiravano a un regime comunista: sarebbe stato ben strano il contrario.
Era nel loro DNA dai primi anni della Rivoluzione Russa. Quindi se avessero preso il potere questi partigiani è presumibile che in Italia si sarebbe instaurato un regime comunista quello che poi avvenne in tutta l'Europa orientale dalla Polonia alla Romania all’Albania fra l’entusiastica approvazione dei comunisti italiani.

E più tardi entusiasti e con manifestazioni di giubilo
lo furono quando giunsero proprio in Albania i "Maoisti".

(che durò poco - più tardi ci pensarono anche qui gli USA)

 

Certo che le elezioni in Italia nel '48 furono irruenti e battaglieri, con gli anatemi lanciati dai pulpiti, o con le processioni dell'anno Mariano che percorsero in lungo e in largo tutta l'Italia, provocando nel popolino scene d'isterismo - in ogni luogo avvenivano miracoli con la Madonna "piangente di dolore"... "per il pericolo rosso incombente").
Tutte le associazioni cattoliche furono usate per rinfocolare con ogni mezzo "la paura del comunismo" che é presentato come l'"Impero del Male", "una sventura per l'Italia qualora si insinuasse nella vita civile italiana questo cancro", "una disgrazia incalcolabile", "un salto dentro un abisso dove non esiste Dio".
L'"AVVISO SACRO" alle porte delle chiese era del resto chiaro: "E' scomunicato e apostata chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.... chi vota per esso.... ed è estesa la sanzione anche a quei partiti che fanno causa comune con i comunisti".
Per la Chiesa, il giornale l'Unità (Organo del Partito Comunista Italiano) era una "apologia" dell'odiato comunismo!!!. Anche se poi pure loro trasformarono l'ideologia cattolica che l'animava in ideologia del potere.

Sembra oggi che è apologia del fascismo se un giornale, un libro, una manifestazione non è allineata al "coro".

Poi c'è stata la pace in Europa ma solo grazie agli anglo-americani. Non grazie ai Titini sovietici e i suoi simpatizzanti in Italia. Negli accordi di fine guerra, fra Russi e Americani l'Italia restò nella sfera di influenza americana e non fu possibile ai comunisti (praticamente ai partigiani "rossi" ) di prendere il potere con le armi (spuntate).

Se questi sognarono all'inizio di abolire gli oppressori e di applicare il principio "siamo tutti italiani" creduto un giusto diritto, questo si è poi dimostrato un mito teoretico, perché le genti tendono a congiungersi e a disgiungersi secondo le necessità e le insoddisfazioni, a causa di altri soprusi che accendono nuovi rancori pieni di pericoli.
(anch'io allora dovrei essere pieno di rancori verso gli angloamericani: sono uscito vivo da sotto le macerie di casa mia bombardata da loro; e sono anche uscito vivo da una mitragliamento fatto in una piazza, vivo perchè poi il caccia, toccando il campanile cadde e si sfasciò proprio davanti a me - Ho dimenticato per vivere serenamente senza odi)

LA RESISTENZA AL NORD

Ritorniamo ancora a Milano nel '45.
Il comando generale delle formazioni partigiane del nord Italia è affidato a Luigi Longo; Pietro Secchia ne è il commissario politico. Si passa subito dalla iniziale spontaneità delle bande, alla precisione logistica con un organico inizialmente aperto a tutti i "patrioti", cioè senza discriminazione politica. (come in Abruzzo). Si guarda più all'azione militare, anche se non viene abbandonata del tutto (da parte dei "rossi") la subordinazione al partito.
DI DIO, il comandante partigiano del CLN, conia i motti "Tutto per l'Italia", "Da noi non si fa politica". (durò poco! Lui era di orientamento cattolico!! Non "rosso"). Finì ucciso in una imboscata (!!!) in Val d'Ossola il 12 ottobre 1944 (medaglia d'oro al valor militare). Lui era un capo banda della "Val Toce". (20.000 partigiani di orientamento cattolico (!!) i suoi appartenenti portavano al collo un fazzoletto azzurro; non "rosso" !!!).

"Da noi non si fa politica" Lui diceva. - All'inizio fu proprio così. Non si faceva politica. Ma nessuno immaginava una così lunga durata della guerra, una così lunga "latitanza", "diserzione", "fuga", "sacro dovere patrio", "difensori del territorio", "impulso istintivo a ribellarsi" ecc. ecc. Qui ognuno gli dia il nome che più gli aggrada.

Le prime "bande" sono dei "rifugi" di quel patriottismo astratto (di stampo risorgimentale) che piaceva sia ai partigiani ma altrettanto astratto lo erano alcune (forzate) formazioni fasciste della RSI; entrambe si appellavano alla Patria piuttosto che al partito.

Un patriottismo astratto che vi ricorsero tutti coloro che si sono sentiti (come se fosse un fenomeno biologico) investiti individualmente dall'onta di quanto accadeva, da una parte come dall'altra (nella stessa RSI ci furono infatti diserzioni).

Ad entrambi non piaceva affatto (qui sta la componente biologica) l'invasione del proprio territorio di chicchessia, nè dai nazisti-fascisti (arroganti) nè tanto meno da chi (i "rossi") aveva poca simpatia per gli anglo-americani (che bombardavano le città); i primi sappiamo erano regolari truppe Regie dell'Italia, poi della RSI. Mentre i secondi da anni e fino al giorno 25 aprile (gli Usa) venivano rappresentati sempre al popolo italiano come dei famelici lupi capitalistici.
Quando questi bombardavano venivano chiamati sia da una parte che dall'altra "assassini" di povera gente. "spregevoli assassini". A ragione, Milano nell'aprile del '45 era stata mezza distrutta. (altro che "alleati"!!)

Questi "alleati" avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA >>>> dove si vergognò perfino la morte ). E seguitarono anche dopo il 25 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.

Kardelj, capo delle forze di liberazione slovene e luogotenente di Tito, ai capi comunisti dell'Alta Italia, parlava di una "comune presa di potere nella regione Giulia di comunisti italiani e sloveni".
Contribuì poi a gettare benzina sul fuoco la lettera di PALMIRO TOGLIATTI, segretario del partito comunista, con la quale si ordinava al comando della brigata Garibaldi-Natisone di porsi alle dipendenze operative del IX Corpus sloveno; la lettera conteneva anche il testo dell'ordine del giorno da approvare:
"I partigiani italiani (!!???) riuniti il 7 novembre in occasione dell'anniversario della Grande Rivoluzione accettano entusiasticamente di dipendere operativamente dal IX Corpus sloveno, consapevoli che ciò potrà rafforzare la lotta contro i nazifascisti, accelerare la liberazione del Paese e instaurare anche in Italia, come già in Jugoslavia, il potere del popolo".
Del resto dentro "rossi" italiani vi erano (a guidarli?) numerosi sovietici (ca. 5000 al nord - 1884 solo in Romagna). (ci hanno poi detto . e ci dicono ancora - che avevano lottato per la "NOSTRA" Resistenza Italiana)
Ma era questo "patriottismo" italico o russo?

Che fosse piuttosto astratto anche nei partigiani questo patriottismo risorgimentale non ci sono dubbi ma quando tra loro scoppieranno i primi litigi, le cose cambieranno; la tanto declamata coscienza nazionale divenne poi un colabrodo, con i vari buchi delle ideologie filosovietiche (filotitine), o filo americane, o filoindipendiste (Sicilia) - o con le ostilità dei vari partiti nuovi che andranno a formarsi, con quelli vecchi e stravecchi che miravano a consolidarsi, spesso con titolari che dopo lunghi esili all'estero si accingevano a tornare, e pur non vantando nessun merito, non solo volevano comandare ma svalutavano l'opera di quelli che (in quegli anni mentre loro erano all'estero) avevano duramente lottato e pagato con la propria pelle.

Nell'azione della Resistenza, dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni che abbiamo ricordato sopra, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore (tedesco) e con questi i fascisti filo-nazisti, ma lo stesso dicasi per i fascisti (cresciuti nel culto della Patria e del Giuramento al Re e al Duce) che ai loro occhi gli invasori erano gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi.
Occorreva forse una ideologia per condannare lo scempio di Gorla > > ? Quei bambini oltre che italiani erano innocenti.

Tutti gli italiani - dal '40 al '43 erano da tre anni che eseguivano i ciechi ordini di un Governo, di un Re capo di uno Stato Sovrano, che avevano dato accoglienza e fatta un alleanza, non potevano certo loro cambiare in poche ore la disciplina e gli insegnamenti ricevuti in venti anni, e tanto meno cambiarli poi con quel bollettino di Badoglio e del Re (l'armistizio) così ambiguo e oscuro, ma anche falso, perchè mentre il disco ogni quarto d'ora alla radio ripeteva quel comunicato i primi a scappare furono proprio loro. Se diserzione ci fu, il primo esempio venne dall'alto. (fra l'altro la prima tappa di quella fuga fu la casa di chi qui scrive: Palazzo Mezzanotte a Chieti)

Anche i primissimi partigiani al Nord pure loro per contrastare la ritirata dei tedeschi agirono con atti risoluti andando anche allo scontro diretto con dei commando e con la guerriglia. Il 19 SETTEMBRE '44 i tedeschi per rappresaglia incendieranno 350 case di Boves, in provincia di Cuneo, trucidando per rappresaglia 40 civili.

Da questo episodio ebbe inizio la cruenta lotta partigiana anche nell'Italia del nord.

Queste azioni inizialmente furono concepite e coordinate da gruppi compositi, ma subito dopo, all'interno di alcuni gruppi, sorsero numerose contrapposizioni di carattere ideologico, dove ognuno, a fine conflitto pensa già di varare il suo progetto politico, chi di stampo rivoluzionario, chi più moderato, chi quello riformistico (la stessa cosa era accaduta dopo la fine della Grande guerra).

Iniziano così vari scontri dialettici (poi anche di reazione violenta) in cui i programmi di come condurre l'azione di rinnovamento nel dopo conflitto divergono moltissimo: in tante strade quante erano le ideologie, che vennero fuori giorno dopo giorno fino al 25 aprile e poi anche oltre.
I comandanti improvvisati, venivano continuamente esautorati perchè dall'estero piombavano in Italia i fuoriusciti a prendere loro le redini dei vari movimenti. E alcuni di loro non è che avevano le idee chiare. Erano rimasti al 1919-22. Nelle stesse sinistre si formarono sei correnti. Con la fazione bolscevica che aveva in mira gli scopi che più direttamente la riguardavano per una propria affermazione politica nel dopoguerra.

Due erano fondamentalmente le correnti di pensiero in contrapposizione: il CLN - (frangia GAP, predominante la sinistra) che affermavano "attribuire ai Comitati di liberazione nazionale un effettivo ruolo di governo e solo dopo estendere la partecipazione ai partiti".
Gli Azionisti e la futura DC, invece affermavano "I Comitati di liberazione sono una esigenza contingente legata a necessità e.... soddisfatta questa si deve aprire "il libero e opposto gioco dei partiti". - Parole!!
La guerra non è ancora vinta, ma tutti fanno progetti. E ognuno si mette a fare i propri. Anche - come vedremo - scannandosi fra di loro.

Non era stato previsto questo periodo che diventasse così lungo, e proprio questo permise ad ogni corrente politica (spesso persino all'interno del proprio colore politico) di preparare ed elaborare sempre di più nei dettagli il proprio "personale" programma, spesso in contrasto con quello degli altri.
Alcuni lo vogliono rivoluzionario (quelli rimasti al 1919), altri ritengono che una volta esaurita l'azione militare ci si debba scontrare sul piano elettorale.
Nasceranno insomma molte incomprensioni che assumeranno anche nel tardo dopoguerra toni forti con durissimi attacchi verbali; e nel 1948 (nel dopo elezioni con l'attentato a Togliatti) questi attacchi torneranno in superficie quasi sfiorando un altro dramma; quasi un'altra guerra civile, e non per un pericolo nazionale proveniente dall'esterno, ma a nome di due ideologie (questa volta all'interno del Paese) che non volevano trovare nessun punto d'incontro (perfino dentro gli stessi schieramenti di sinistra); ognuna con inamovibili pregiudiziali (vedi i socialisti di Saragat).

Il problema nel '44 era questo: Bisognava scegliere con chi schierarsi, non si poteva e non si doveva più rimanere passivi. Molti furono i giovani che si trovarono a dover gestire una realtà nuova. Fino ad allora avevano solo ubbidito, avevano vissuto quei primi anni di guerra senza esserne coinvolti. Ma ora, con i tedeschi che avevano invaso il nostro paese, con i fascisti che tornavano alla ribalta dopo il 25 luglio e il Re che aveva abbandonato Roma, l'azione era diventata una necessità.

Naturalmente il timore delle rappresaglie era forte. Proprio per questo, all'inizio la Resistenza fu un fatto minoritario. Non più di 4000 persone erano disseminate nelle bande per le valli alpine e appenniniche, di cui 1650 in Piemonte, 300 in Lombardia, 700 nel Veneto, 200 in Liguria, 2-300 in Emilia, 250 in Toscana.
Erano questi coloro che non avevano risposto alla chiamata alle armi: quindi disetori.
Per evitare queste diserzioni nella RSI (che era il governo del Nord) venne emanato un bando che comminava la pena di morte ai renitenti e ai disertori e nello stesso tempo chiamava alle armi le classi del 22' e del 23'.

(Come già ricordato sopra, il dubbio-avventura di FRANCO - era Disertare o non disertare?.......
fu poi una beffa da non credere !!! >>>>


Anche a causa di questi improvvisi arruolamenti in molti scelsero la via della montagna, non solo per fuggire da una forzata partecipazione, ma per organizzare al meglio la lotta armata. E proprio per questo atteggiamento i nazi-fascisti presa coscienza degli aiuti
che la gente dava ai disertori, emanarono il 25 aprile 1944 un decreto dove venne stabilito che tutti i militari entrati nelle bande di "ribelli" erano disertori e tutti coloro che li appoggiavano puniti con la pena di morte; stessa sorte toccava a chiunque avesse dato rifugio, fornito vitto o prestato assistenza ai neo-partigiani.

Nel periodo compreso tra il 9 settembre 1943 e la fine di aprile del 1945 è stato calcolato che nella lotta caddero decine di migliaia di partigiani ( compresi i civili che li avevano aiutati o nascosti). E altrettanto furono i caduti della parte avversa.
Già perchè a un certo punto vi erano italiani partigiani che davano la caccia agli italiani fascisti, e questi italiani fascisti davano la caccia a gli italiani partigiani. Insomma una guerra civile!! Fra Italiani !!!

Dunque fare il "partigiano" o fare il "repubblichino" si rischiava in entrambi la pelle. Non c'era scampo, sia da una parte della barricata che dall'altra. Fare una scelta razionale non era possibile. Schierarsi da una parte e comprendere quella che era diventata una guerra politica con i cinici interessi territoriali dei "Grandi" non era facile, neppure ai politici di prima grandezza. Sia il comune cittadino come per l'intellettuale, spinto da una dottrina e da alti ideali, per entrambi la menzogna e la delazione era motivata e giustificata, e perfino l'assassinio o la strage diventava un'azione eroica (da entrambe le parti - vedi via Rasella).

Ma i cosiddetti "alleati" non si preoccupavano più di tanto; se la prendevano con calma; del resto loro avevano imponenti mezzi, uomini e tanti aerei che ormai volavano indisturbati, a bombardare, bombardare, bombardare. Questo era l'ordine di Churchill. Ricordiamoci che era di Churchill il motto "La nostra potenza ci ha posti al di sopra degli altri".

Tuttavia proprio Churchill entrò in fibrillazione a fine '44, quando le truppe sovietiche dopo aver travolto le armate tedesche, con i suoi 912.000 uomini, 20.000 cannoni, 3000 carri armati e 3200 aerei, aver liquidato i tre Paesi Baltici, e si erano affacciati su Briga, dove stavano travolgendo ogni resistenza arrivando al confine della Iugoslavia unendosi ai partigiani slavi di Tito, che accolti come salvatori il 9 dicembre entreranno a Belgrado già ripulita dai Titini.

Churchill prima non aveva mai creduto nella grande efficienza russa nè credeva che tutto sarebbe avvenuto in così brevissimo tempo. Ora invece temeva dalla Iugoslavia uno sfondamento in Italia che non sarebbe stato difficile ai russi e ai titini, visto il grande sostegno delle numerose brigate partigiane italiane "rosse" in Friuli e Venezia Giulia, con dentro nelle loro file ca. 5000 sovietici. - Non è stato mai detto il motivo di queste presenze anomale, anche se la sinistra "rossa" ha poi sempre affermato e giustificato che era un aiuto dato alla legittima "Resistenza" italiana contro il nazifascismo (!!??)).

Il 27 SETTEMBRE - Inspiegabilmente - con l'offensiva alleata sul fronte italiano già lenta - la pressione sulla linea Gotica viene sospesa anche quando ormai - con i mezzi che loro avevano - potevano benissimo proseguire verso la pianura Padana. Troviamo il generale Clark che conduce l'armata, a imprecare contro i suoi stessi superiori per "lo stallo" "E' una vergogna che non ci si permetta di sfruttare questa vittoria e avanzare". (Ma lui non è un politico!).

Politico lo è invece Churchill che il 9 ottobre vola a Mosca da STALIN. Vuole mettere fine a quello "stallo" con un chiaro colloquio onde eliminare i suoi dubbi e le sue paure bolsceviche. La sintesi é questa: "Sistemiamo le nostre faccende nei Balcani. Procediamo a offerte e controfferte stiracchiate". Dal blocco appunti strappa un foglio a quadretti, sprofonda in una poltrona, e butta giù a matita la spartizione dell'Europa "in una forma cinica" (lo afferma lui stesso), sintetica e lapidaria.
Scrisse le percentuali da mettere nella rispettiva influenza militare, politica ed economica.
Molotov scriverà nelle sue Memorie "Churchill era disposto a "svendere" i Balcani pur di mantenere il predominio sulla Grecia" e sull'intera Europa".

 

SU CHURCHILL è doveroso fare questa premessa:
Fervido ammiratore di Mussolini, e del suo antibolscevismo, forse (anche se il "carteggio" non è stato mai trovato) era stato CDhurchill a incoraggiare Mussolini a fare una guerra alla comunista Grecia, a spingerlo ad attaccare sui Balcani per distogliere Hitler dall'Europa. Gli Italiani si impantanarono in Grecia, Hitler per non perdere uno Stato mediterraneo e (per i suoi segreti progetti) averlo alle spalle come nemico, corse in suo aiuto; con non pochi problemi; ritardando la sua invasione in Russia che gli fu poi fatale !!!
A parte il "carteggio" mai trovato e che fu un incubo per Churchill, resta il fatto che Mussolini nella sua ultima intervista (il 22 aprile; 6 giorni prima (!!! >>>>l'abbiamo QUI >>>>) della sua esecuzione).accennò "Ho una documentazione che la storia dovrà compulsare per decidere....Io sono tranquillo....Non so se Churchill é, come me, tranquillo e sereno....". (fu la sua condanna a morte - da parte di chi? vennero comodo a Churchill i tanti da lui odiati comunisti). Valiani sibillinamente, disse in seguito «La morte di Mussolini deve rimanere un mistero". quindi aggiunse, «Londra ha suonato la musica, ed il PCI è andato a tempo!».
Se Churchill ( e non solo lui ) ammirasse Mussolini non ci sono dubbi (basta leggere gli estratti della stampa mondiale >>>>> QUI >>>> )


Ne prendiamo solo qualche estratto: (con sicuramente molto dispiacere dei tanti "antifascisti":
(ma è Storia bellezza!!)
CHURCHILL: "Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nell’ evoluzione mondiale…."
CHURCHILL: "Se fossi italiano, sono sicuro che sarei stato interamente con voi dal principio alla fine, contro i bestiali appetiti e le passioni del leninismo”
CHURCHILL: “Il genio romano impersonato da Mussolini. Il più grande legislatore vivente"
EDEN (Min. Est. Brit.) “Mussolini con la sua antiveggenza vuole che sia rispettata la sovranità dei piccoli Stati"
S. HOARA (ex ministro degli esteri inglese)“Mussolini è il massimo statista dell’ Europa moderna”
GORDON LANG (Arcivescovo di Canterbury) “ Mussolini è l’ unica figura che giganteggia sull'Europa”
LLOID GEORGE (Primo Ministro del governo britannico) "Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopo guerra"
CHAMBERLAIN (Ministro degli Esteri britannico) "...il signor Mussolini sta lavorando per la grandezza della sua nazione e porta sulle sue spalle un peso tremendo”
B. SHAW: "Il popolo era tanto stanco dell’ indisciplina e sentiva il bisogno di un Mussolini, il suo adorato tiranno”
Ma anche in America lo si ammirava. (ancor di più al Crollo di Wall Street)
ROOSEVELT "Sono rimasto davvero ammirato del modo come Mussolini concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno
EDISON “Beati voi italiani che avete Mussolini. E’ il più grande uomo europeo”
KNICKERBOCKER (Il più famoso giornalista americano): “Benito Mussolini è fiero di essere italiano e ha reso gli italiani fieri di essere italiani”
OTTO KAHN (Magnate della finanza americana)" “Il cambiamento che si è verificato nel paese dopo l’ avvento di Mussolini al potere ha del miracoloso…. Tutte le nazioni gli debbono gratitudine"
GANDHI : “Il Duce è uno statista di primissimo ordine"
LUDWIG : (Storico ebreo tedesco) “Nel mio giudizio, Mussolini è il più notevole uomo vivente: la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della storia. E' questa una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo".
Infine PIO IX:In occasione dei Patti Lateranensi. (presente PIO XII, Pacelli) ".... siamo stati nobilmente assecondati. Ci voleva un uomo come quello che ci ha dato la Provvidenza, che ha ridato Dio all’ Italia e l’ Italia a Dio”. Quest'opera di "beatificazione" e di "santificazione" dell"Unto dal Signore" era avvenuta l'11 febbraio festa della Madonna di Lourdes che - si disse - "compì il "miracolo". (e non fu Mussolini a dirlo ma il clero).
(
Ma i posteri non ne parleranno più)
Nel
successivo 24 marzo del '29 alle elezioni politiche gli italiani votarono il Fascismo il 98,43 %. e nel successivo 1934 il 99,85. Mancavano i lattanti, cioè solo quelli che non sapevano leggere, e data anche l'età erano gli unici che non capivano ancora nulla. Gli altri ne avevano la facoltà. Eppure....finì come sappiamo. Tutti dietro all'"Uomo della provvidenza".

Torniamo al 9 ottobre del '44.
Vedremo Churchill subito all'opera proprio in Grecia. Quando si ritrovò i partigiani comunisti che avevano già buttato fuori i tedeschi e con una insurrezione si stavano impadronendo della Grecia. Churchill giudicò necessario sbarazzarsi di loro. Lui confiderà (e quindi Molotov non sbagliava) nelle sue Memorie: "avevamo pagato il nostro prezzo alla Russia, e non dovevamo esitare a sbarazzarci di quella gente". Infatti il tentativo dei partigiani fu subito soffocato nel sangue; li bombardarono, li mitragliarono, li deportarono, li annientarono, ci riempirono i cimiteri.
Stalin rimase in silenzio mentre i comunisti greci venivano fatti a pezzi. E' ancora Churchill a scrivere "Stalin non ci fece una parola di rimprovero, si attenne strettamente e fedelmente al nostro accordo del 9 ottobre, fatto sul foglio a quadretti".

L'Italia come vedremo a fine anno '44 e inizio '45, se non trovava una soluzione interna avrebbe fatto la stessa fine; i 30' o i 100.000 partigiani sarebbero stati spazzati via alla maniera greca. E i russi sarebbero rimasti a guardare (senza intervenire).

Tutti quei timori espressi poi dai politici italiani nel dopoguerra fino agli anni '70 (la tanto temuta invasione russa) erano solo frottole che raccontavano, utili solo a loro. I patti di Mosca e Yalta sarebbero stati sempre rispettati! Dai russi come dagli alleati. . Chi scrive a fine anni '50 era dentro un reparto speciale della Nato. L'ultima preoccupazione dei comandanti della Nato era proprio un'invasione russa; considerata "impossibile". (i Patti sono Patti!)

In NOVEMBRE ('44) , con l'inverno alle porte, pur lanciando disperati appelli agli Alleati, i gruppi di partigiani sulle montagne vengono abbandonati al loro destino. Dal cielo non giungono più rifornimenti, nè armi nè viveri. Gli inglesi si giustificheranno dicendo che erano piccole "comunità comuniste", "inferni bolscevichi", dei "sovversivi".
Sono i "fantasmi" che vede in ogni luogo Churchill. Fu dunque facile ai repubblichini (ripetiamo alcune teste calde) sferrare l'attacco a questi italiani dichiarati "banditi" e.... "sovversivi" perfino dalle stesse forze angloamericane. Fu facile a questi "italiani neri " "riuscire" a far fuori altri "italiani" considerati tout court "rossi" .

ITALIANI CONTRO ITALIANI !!

13 NOVEMBRE . I partigiani già falcidiati da queste operazioni "riuscite" come abbiamo appena letto sopra, come se non bastassero i rastrellamenti, sono investiti da una doccia fredda. Messi quasi KO dagli stessi (creduti) "alleati". Il comandante delle forze angloamericane generale ALEXANDER impartisce per radio a tutte le formazioni partigiane i suoi "Ordini" dove invita i "Partigiani a sospendere tutte le azioni di guerriglia in attesa che riprenda l'offensiva alleata in primavera".

Il proclama é ambiguo, non dice chiaro e tondo "andate a casa" ma è implicito. Una assurdità, persino inconcepibile. La prima parola che venne spontanea ad ogni "Partigiano" fu "tradimento" (Un altro!). Lo dirà persino un generale americano che era con loro a coordinare la guerriglia, assieme a tutti quei prigionieri angloamericani liberati dai partigiani, che sbandati, non potendosi ricongiungere con i propri reparti erano saliti pure loro sulle montagne. (Ma molti erano espressamente addestrati per entrare in queste formazioni di "partigiani", per poi relazionare ai vari comandi le forze e le intenzioni "politiche" di questi gruppi, considerati da tutti loro dei bolscevichi).

Gli effetti di questo proclama, a parte lo sconcerto psicologico che piegava e umiliava l'opera fino allora svolta dai volenterosi guerriglieri, furono micidiali per altre ragioni:
1) Ora Kesselring sapeva che non ci sarebbe stata una offensiva americana fino a primavera.
2) I partigiani che scendevano dalle montagne potevano essere catturati uno a uno prima della primavera.
3) Si permetteva così ai repubblichini di organizzarsi e agire con la repressione e le rappresaglie.

E questi ultimi la faranno la repressione, e sarà in questi mesi molto dura; il periodo dove la Resistenza pagò un alto contributo di sangue. I caduti si conteranno in circa 50-70.000. Ma non dimentichiamo che morirono anche dall'altra parte 40.000/50.000 fascisti (o fascisti per forza della coscrizione); ed anche questi - volere o no - erano "italiani".

Un calcolo politico giocato con un cinismo spaventoso. Aveva Churchill (era suo il proclama) paura di contrarre con la Resistenza partigiana italiana un debito superfluo, di nessuna utilità, anzi pericoloso sul piano politico, e decise di scaricarla nel momento che (ma proprio per questo) era diventata molto efficiente, organizzata, capace forse di risolvere più velocemente la situazione su tutta l'Italia settentrionale, ostacolando le azioni fascio-naziste.
I comandi di queste unità partigiane erano ormai diventate delle vere strutture militari, con una direzione strategica molte volte superiore alla considerata "alleata", che se da una parte disponeva di ingenti mezzi, dall'altra non conoscevano affatto il territorio e il terreno dove si muovevano, nè bastavano avere le cartine topografiche.

Ma abbiamo già detto che forse proprio per questa efficienza la Resistenza rappresentava un pericolo nel lasciarla crescere e ingigantire e ne fu quindi decretata la fine, giocando sulla pelle dei partigiani.
Ma soprattutto aizzando italiani contro italiani alla vendetta.

Ma i comandanti di queste unità partigiane non si scoraggiarono. Più determinati e più decisi dei Greci, non mollarono. ("ci vogliono mandare a casa dopo tanti sacrifici e tanti caduti; faremo da soli!" - era ormai questa la consegna. Non proprio gradita agli alleati). Infatti il.......

2 DICEMBRE dopo 15 giorni di caos e ambiguità (un specie di 8 settembre), e tanta rabbia in corpo che s'insinuava sempre di più nell'animo di questi uomini logorati e dispersi in valli, montagne, città e anfratti e con un inverno davanti vivendo alla macchia; era impensabile oltre che pericoloso tornare a casa!!! come voleva Alexander !!)
Fu allora presa la decisione dal comando del CLN Alta Italia di partire per Roma dove il....

Il 7 DICEMBRE- PIZZONI, PAIETTA, SOGNO e PARRI, scavalcando proprio il generale ALEXANDER, conferiscono con WILSON capo di tutte le forze nel Mediterraneo. Da lui ottengono maggiore comprensione: la sospensione del proclama di Alexander, un consistente sostegno militare e il necessario appoggio per paracadutare viveri e armi onde poter salvare così decine di migliaia di partigiani in trappola sparsi nelle montagne dell'arco alpino.

Gli alleati a Roma accettano, ma chiedono ed esigono che siano inquadrati e coordinati dai propri generali. Minacciano altrimenti (appellandosi alle condizioni dell'armistizio, che conoscono però solo loro) il totale smantellamento delle formazioni partigiane "con ogni mezzo" (come in Grecia?); non vogliono intralci ai loro piani.
I capi partigiani, come del resto avevano già fatto i rappresentanti del governo del Sud, al "buio", dovettero anche loro firmare le condizioni. Che poi era una sola: quella di mettersi a disposizione e sotto l'ombrello degli Angloamericani

Non solo ma sottoscrissero anche un'impegnativa capestro:
1) Totale e immediato smantellamento delle formazioni partigiane a liberazione avvenuta;
2) Pieno riconoscimento delle autorità angloamericane e del governo dalle stesse gradito, formato e imposto;
3) Massimo impegno per tutelare gli apparati produttivi attualmente gestiti dai tedeschi.

Nei primi due articoli fu dura firmare ma non c'erano alternative: "prendere o lasciare"; lasciare voleva dire abbandonare i propri partigiani al loro destino o fargli fare la fine dei partigiani greci: mitragliati dagli aerei a bassa quota.
Il servizio informativo curato dagli infiltrati tra le file partigiane, era del resto in grado di segnalare tutti gli obiettivi "caldi"; quindi ci sarebbe stato un preciso intervento piuttosto drastico se l'accordo non veniva rispettato.

Il 16 dicembre ci fu l'ultimo discorso di Mussolini al Lirico. Irrealisticamente parla della situazione del Paese, militare economica e politica, crede ancora in un capovolgimento della situazione, crede ancora nella vittoria tedesca, nonostante tanti attriti con i comandi tedeschi, che seguitano a comandare e come in passato a disprezzare i soldati italiani e a rimproverare Mussolini di circondarsi di uomini inetti oltre che antitedeschi.

Lui insiste, ritrova la grinta ma non ha pathos, relaziona ma non é convincente, parla ma non crea feeling, fa l'ottimista ma nel farlo si appoggia alle immaginarie arme segrete di Hitler, capaci di cambiare le sorti della guerra; e vi si aggrappa "sono tali da ristabilire l'equilibrio". Crede ancora ai vaneggiamenti hitleriani, pur avendo davanti a se' tutti i segni premonitori della catastrofe. (e non sa che di nascosto i capi nazisti che stanno a sua insaputa trattando la resa).

Eppure il Corriere della Sera del giorno dopo scrisse "Da Milano la nuova riscossa", "Il Duce all'Italia e all'Europa". "Duce, Duce, Duce. Il ritorno dell'invocazione non ha sosta; lo spettacolo non é mutato nel volgere degli anni, nonostante gli eventi rovinosi Duce, Duce, Duce. l'urlo della folla. Il Duce sorride, il Duce é commosso saluta e guarda".
E ancora "Le fiere parole suscitano nuove grandiose dimostrazioni di entusiasmo".

<< "in una fervida atmosfera di riscossa"


I milanesi che leggono cosa mai dovrebbero capire? Nulla! perché tutto il discorso, anche scritto sui faziosi quotidiani, portava fuori della realtà oggettiva, quindi solo al Nulla. I giornali erano anch'esso una nullità. Dei falsi storici.
Qui il discorso integrale in questa pagina extra) .Lirico.....> > >

Questo mentre tre milioni di uomini stavano dilagando in Europa, e sedicimila aerei erano pronti a decollare dalle ormai vicine basi con un potenziale bellico tale da radere al suolo, tutta la città di Milano, e anche tutte le altre (qualcuno lo aveva già deciso - vedi documento del Bomber Command).
Una incursione mancata fu infatti quella destinata a polverizzare Milano con 15.000 ton. di bombe, poi da Harris dirottate in Germania il 13 e il 15 febbraio, a Dresda, che rase al suolo l'intera città e causò oltre 100.000 morti.

Perché mancata? In Italia il IV corpo della 5a armata USA supera il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara, e lì si ferma .
Nel settore dell'8a armata britannica, il XIII corpo stabilisce alcune teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a divisione del V corpo raggiunge Ferrara e il Po a Pontelagoscuro, e lì si ferma. Mentre la 92a divisione riceve l’ordine di procedere non in Pianura Padana ma in direzione di Genova; il IV corpo punta sull’aeroporto di Villafranca, a sud di Verona, e lì si ferma. Reggio Emilia viene raggiunta dai reparti della 34a divisione, e lì si ferma. Anche il XIII e il V corpo britannico (8a armata britannica) riescono a stabilire alcune teste di ponte appena oltre il Po, rispettivamente a Gaiaba e Stienta, e a ovest di Pontelagoscuro, ma anche queste lì si fermano. (è il famoso stallo molto criticato dall'ingenuo Clarke).

Per conto del CLNAI il Comando Corpo Volontari della Libertà e la Direzione del partito comunista italiano guidata da Luigi Longo (il capo politico-militare delle formazioni partigiane comuniste della Resistenza italiana)
il 10 aprile 1945 dirama a tutti i capi partigiani delle valli, la "Direttiva Insurrezionale"nell'Italia settentrionale; conosciuta come "Direttiva Longo, n. 16".
In quei giorni di aprile le colonne tedesche già in ritirata sono incalzate e vengono attaccate dai partigiani provenienti da ogni valle.


La direttiva di LONGO ( fino allora segreta ma da giorni a conoscenza degli angloamericani con gli infiltrati) era quella che aveva maggiormente preoccupato Churchill & C. I tedeschi già non preoccupavano più, vi erano trattative di resa. Il pericolo per lui era invece l'insurrezione.

Se gli insorti di Milano si fossero poi collegati con i "rossi" ad Est, vi era il pericolo di una invasione non solo dei Titini ma degli stessi Russi.
(E in effetti il successivo 1° MAGGIO a Trieste le truppe di Tito entrarono in città. Nonostante alcuni reparti degli Alleati neozelandesi avessero già raggiunto i dintorni di Trieste, ma furono costretti a ad arretrare.
Incominciarono per Trieste e per la Venezia Giulia i "tragici" 45 giorni". Fra il 1°e il 2 maggio le truppe di Tito occupano Trieste, Gorizia e l'Istria. Resistono le truppe dell'Esercito Croato, che poi il 15 maggio si arrenderanno agli inglesi).

(Longo, con delle patetiche lettere ai familiari degli 70-80.000 dispersi in Russia, scriveva loro che non erano morti, ma erano vivi e rimasti in Russia perchè ardentemente convertiti al Bolscevismo. Del resto Togliatti aveva fatto sapere dalla Russia, che con particolare orgoglio aveva rinunciato alla cittadinanza italiana e si sentiva come cittadino sovietico di valere diecimila volte di più del migliore italiano". (vedi lettera >>>>

LA OSCURA IPOTESI.
Le 2 bombe atomiche sganciate sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima nella Pianura Padana già prima del 25 aprile se i comunisti avessero fatto prima o dopo il "golpe", che gli americani temevano avvenisse in Italia con la direttiva n. 16 di Longo ("l'insurrezione").

HARRIS con il suo "Bomber Command" che seguitava da mesi a bombardare l'Italia e la Germania, quando seppe nei febbraio del '45 che in Usa c'erano in cantiere le bombe atomiche e aver sentito qual'era la loro potenza distruttiva (era ancora in vita Roosevelt, morto poi in aprile) aveva chiesto di usarle subito in Italia. Non poterono accontentarlo perchè non erano ancora pronte. Fra l'altro non c'era ancora Truman presidente. Che quando lo divenne voleva farla subito finita con la guerra in Europa; e se fossero state disponibili certamente avrebbe accontentato Harris. Ecco perchè a Clark e agli altri reparti i suoi superiori imposero di fare melina. Di non invadere la Valle Padana. Doveva rimanere sgombra.

Se fosse stato possibile, con quella sua idea, in un colpo solo - Harris avrebbe eliminato sia i tedeschi (anche se meno pericolosi, e già in trattative con gli Usa, tali da allarmare e perfino sconcertare Stalin) e sia i "rossi" dell'Italia del Nord (che gli alleati temevano avrebbero fatto entrare in Italia da Est quelli di Tito - che erano già arrivati a Trieste).
(qui i giornali dell'Epoca, > > i comunisti italiani "filorussi", si oppongono agli italiani "italiani" > >


Tuttavia Harris non demorse, si preparò comunque a bombardarla Milano nel modo tradizionale. A tappeto e altrettanto nella Valle Padana - con lo stallo - tenuta sgombra dagli "alleati".

Del resto a inizio anno '45, pur Alexander ottimista di superare - con le grandi forze che disponeva - la Linea Gotica e invadere la P. Padana, alla luce della lentezza di come avanzavano le forze alleate questo obiettivo era stato sempre stranamente rimandato con un vero e proprio stallo. Come aveva già ammesso a fine anno ai capi di Stato Maggiore inglesi Wilson, nei pressi di Bologna Alexander rimase solo alla difensiva tutto gennaio-febbraio, in attesa di una offensiva finale - prevista solo per fine marzo primo aprile - per piombare con tutte le forze terrestri sulla Pianura Padana ovviamente dopo i bombardamenti che avrebbe fatto Harris.

Ma Harris in quel febbraio ricevette l'ALT, di attendere (anche perché vi erano avanzate trattative di una resa dei tedeschi) e lui usando i suoi soliti bombardieri (540) già carichi e pronti per l'incursione, invece che su Milano il 12-13 febbraio li dirottò per andare a fare cinicamente la "tempesta di fuoco" sulla indifesa Dresda dove causò 100 000 morti.

Lui avrebbe riservata la stessa sorte su Milano in questo inizio di febbraio. il cinico Harris aveva del resto in mente di fare ciò che aveva avuto già intenzione di fare fin dal 27 luglio del '43 (all'indomani del "tradimento", con l'Italia non ancora invasa (il 9 settembre) dai tedeschi). Lui voleva sbarazzarsi subito di tutti i fascisti italiani e fare terra bruciata a una eventuale invasione dei tedeschi in Italia. (che avvenne poi solo dopo l'8 settembre).
Lui già allora voleva preventivamente distruggere Milano (vedi documento segreto originale di Harris >>> ) con un target di 15.000 tonnellate di bombe, che poi furono (é scritto nel documento) "dirottate" ("available for Germany") su Amburgo dove i suoi bombardieri scaricarono una pioggia di bombe causando 50.000 morti.

Quindi anche questa volta Harris (dispiaciuto) il 12-13 febbraio fu costretto a cambiare obiettivo, rinunciando Milano e puntando sulla più sfortunata Dresda.
Ma non è che mancarono nei successivi due mesi le razione di bombe; lo abbiamo visto nelle immagini come era ridotta Milano in Aprile.
I "liberatori" angloamericani quando entrarono il 30 aprile a Milano, con i loro bombardieri avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA dove si vergognò perfino la morte ).
E seguitarono anche dopo il 25-26-27-28-29 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.
Poi rientrato il pericolo della "insurrezione" a Milano, il 30 aprile vi entrarono e per prima cosa "sciolsero e disarmarono i partigiani". E vi si insediarono.

L'Italia scampò dal pericolo di una "insurrezione-rivoluzione"? - Le circolari di Togliatti e i giornali dell'epoca ci dicono molte cose (circolaretogliatti) > > >
Togliatti (fu abile) riuscì a legittimare il suo "comunismo" trasformandolo da "avanguardia rivoluzionaria" a partito di "integrazione di massa". Deludendo alcuni iscritti che invece volevano subito il salto rivoluzionario, l'ora X, il fantomatico "PianoK" ( ci mancò poco che scattasse - ma che sarebbe finito sicuramente come in Grecia - e questo Togliatti lo sapeva benissimo)

 

Dobbiamo qui ricordare che l'Armata Rossa il 21 aprile aveva completamente accerchiato Berlino. Quindi il fronte orientale aveva in pratica cessato di esistere. In pochi giorni i russi si sarebbero disimpegnati a est. Pronti per andare poi dove?? Scendere a Trieste ed entrare in Italia con l'aiuto della "insurrezione" evocata da Longo !!!??!!!
I sovietici in quel momento avevano a disposizione complessivamente 2,5 milioni di uomini, 6.250 carri armati, 7.500 aerei, 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 3.255 lanciarazzi multipli Katyusha, e 95.383 veicoli a motore, molti dei quali di fabbricazione (!!!) statunitense. (che beffa sarebbe stata!)
Ciò che appunto temevano gli angloamericani, era che una volta liberata Berlino, quindi disimpegnati a Est i Russi sarebbero scesi in Jugoslavia a dar man forte ai Titini entrando da Trieste e poi nel resto della Pianura Padana in stato di insurrezione
Stalin era arrabiatissimo nell'apprendere che gli angloamericani erano (a sua insaputa) in trattative con i tedeschi.
Poi - con i vari patti - tutto si risolse nell'arco di 10 giorni: il 30 a Berlino e Milano, il 2 maggio anche a Trieste.


Sopra, l'area (non ancora invasa) dove poi gli angloamericani entrarono solo dopo il 25-26-27-28-29-30 aprile, ma non perchè "liberata" dai partigiani. Questi il giorno dopo, il 30 (con l'entrata a Milano degli angloamericani) dovettero sciogliersi e consegnare le armi a quelli che l'Italia chiamava"alleati".

L'attacco della 5ª armata (operazione Craftsman) era stata fissata per il 9 aprile 1945, ma ebbe poi inizio solo il 15 aprile. Con la supremazia aerea pressoché assoluta, con oltre 2.000 bombardieri che sganciarono sulle linee tedesche 2300 tonnellate di bombe (un record per la campagna d'Italia) che fece crollare definitivamente il 19 aprile il fronte tedesco. La Linea Gotica era ormai ormai rotta; i tedeschi iniziarono la loro ritirata. Il 22 e 23 i britannici riuscirono a superare il Po. Il 26 raggiunsero Verona il 27 attraversarono l'Adige.

Mentre a Milano era già scattata l' "insurrezione armata" che ben presto assunse i connotati di una vera e propria guerra civile contro i repubblichini di Salò, mentre l'inseguimento alleato verso i tedeschi incontrò ovunque una resistenza pressoché nulla, perché era già in ritirata. Del resto la loro resa era già iniziata con i negoziati dietro le quinte fin da febbraio tra il generale Karl Wolff, il capo delle SS in Italia, e Allen W. Dulles.
Come segno di buona volontà da parte tedesca già il 3 marzo era stato rilasciato il capo della Resistenza italiana Ferruccio Parri. Ciò che mirava Wolff era un cambio di alleanze in funzione anticomunista. Un cambio fatto alle spalle dei sovietici che fece infuriare Stalin.
(solo formalmente il 29 aprile a Caserta si sottoscrisse la resa incondizionata delle forze tedesche in Italia).
Il 25 aprile Wolff aveva già ordinato alle SS di non ostacolare i partigiani nelle loro operazioni di ritirata. (prova ne sia che quando poi il 27 aprile a Dongo fu catturato Mussolini su un camion di tedeschi in ritirata gli stessi ottennero il permesso di proseguire).

29 APRILE - IN ITALIA - Finalmente é stata decisa l’avanzata alleata nel Norditalia, come desiderava Clark: unità del IV corpo americano raggiungono Milano, in possesso dei partigiani dopo l'insurrezione e l'inseguimento degli ultimi tedeschi già in ritirata, mentre il V corpo britannico raggiunge Venezia, ma ad entrare primi nella città lagunare sono gli uomini del "Cremona". Mentre la 2a divisione neozelandese del XIII corpo britannico, avanzando in direzione di Trieste, raggiunge il Piave.
La 92a divisione della 5a armata USA raggiunge Torino dove i partigiani hanno inseguito gli ultimi tedeschi in ritirata. Mentre in Val d'Aosta avvengono scontri fra gli stessi partigiani italiani e le truppe francesi che intendono mantenere le posizioni già da loro conquistate nella valle.

Ma dobbiamo qui anche ricordare come era avvenuta il 21 la liberazione di Bologna.
Qui dove i bombardamenti avevano nei precendti mesi già distrutto migliaia di fabbricati. Quando finalmente decisero di entrarci il 21 aprile, seguitarono fino a poche ore prima a bombardarla, non curandosi se sotto c'erano partigiani o tedeschi. Oltre a molti tedeschi vi morirono moltissimi partigiani . Solo Alle 7 del mattino del 23 aprile cessarono gli ultimi bombardamenti ed entrarono in città (acclamati) con ancora i corpi caldi nelle strade e nelle case.

Ed avrebbero agito allo stesso modo se a Milano ci fosse stata la paventata insurrezione.

UNA NOTA:
In alto Adige di "liberatori partigiani" nemmeno l'ombra. Vi era l'occupazione nazista favorita dagli Sudtirolesi Bolzanini che non parteciparono nemmeno al Referendum e alle elezione del 46. Avendo pagato nel ventennio l'oppressione fascista, c'era di conseguenza una forte antitalianità. Che sfociò poi negli attentati.

In seguito al sottoscritto......
(Uscito dalla Scuola Paracadutisti Carabinieri Sabotatori di Viterbo con mio istruttore Oreste Leonardi, il Capo scorta di Moro, ucciso in Via Fani)
....... toccò fare per 4 anni antiterrorismo in Alto Adige.
E fare
antiterrorismo e l'artificiere
per Franco a Bolzano e Merano
non fu una passeggiata fra le valli del "Sudtirolo".
(in una sola notte fecero 300 attentati)!
( Klotz dominava la scena dei "bombaroli")
(mentre oggi sua figlia
è alleata con la sinistra di Renzi e la Boschi
- eppure la Klotz va dicendo "Il sudtirolo non é italia")

TUTTI ZITTI !!!



PROSEGUIAMO.....

Dopo l'entrata a Milano degli angloamericano il giorno 29.....il...

30 APRILE - - Il generale americano CLARK (che aveva sostituito l'inglese Alexander) aveva reso più distensivo i rapporti tra CLN ed Alleati) proclama che "l'offensiva alleata ha sgominato 25 divisioni tedesche....e resa nulla l'insurrezione partigiana (!!!!) . La potenza militare della Germania in Italia è praticamente cessata, salvo qualche combattimento isolato".

Il 4 maggio - Firma ufficiale della resa delle truppe tedesche.
Termina la guerra in Italia !!

I partigiani, già il 25 aprile, avevano ricevuto l'ordine perentorio di Alexander (ma era di Churchill) di sciogliersi e consegnare le armi. Questo era stato deciso come abbiamo visto sopra anche a Roma. Non volevano ripetere quanto era accaduto in Grecia, dove lo stesso Churchill stroncò sul nascere l'insurrezione comunista, riempendoci i cimiteri. ("i patti con Stalin erano patti" - Churchill).
Questo sciogliersi e consegna delle armi avvenne solo il 30 aprile, quando di fatto gli angloamericani presero possesso della città di Milano e dell'Italia.

A conferire la Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza. La Presidenza della Repubblica ufficialmente con decreto lo ha fatto solo 16 luglio 2018. Non si capisce questo ritardo di 73 anni !!

Fra l'altro i partigiani - già il 25 aprile - ebbero anche la beffa da coloro che fino allora li avevano aiutati e finanziati: industriali grandi e piccoli. Questi avevano provvisto nel corso dei mesi precedenti alle formazioni partigiane in Italia e all'estero, rifornendoli di denaro, di armi, nascosero i ricercati, aiutarono le loro famiglie e dissimularono gli scioperi (pur pagando gli scioperandi) per non produrre del materiale bellico per i tedeschi, ma soprattutto per impedire che gli impianti fossero trasferiti in Germania, o fatti saltare perchè minati dai tedeschi.
La Fiat (con Valletta - che incolpato di collaborazionismo - si difese fornendo prove di aver procurato con l'appoggio inglese a 3000 persone falsi documenti per poter dare collaborazione agli agenti dello spionaggio americano. La Edison diede aiuti finanziari a fondo perduto al CLNAI per 70 milioni. Altri 70 milioni giunsero dalla Pirelli. 20 dalla SNIA. Altrettanti dalla Montecatini. Gli stessi Crespi del Corriere versarono cospicui contributi al CLNAI, oltre che versare 3 milioni per il riscatto di un capo della resistenza fatto prigioniero (nome tenuto sempre segreto). A questi nomi famosi dell'imprenditoria vanno aggiunti i contributi di altre 300 fra industrie grandi e piccole. Si calcola che questi contributi alla resistenza furono di circa 8 miliardi di lire di allora, che sarebbero oggi anno 2000, circa 500 miliardi di lire. Non pochi !!

Fu uno sforzo colossale oscuro, sotterraneo, ma poderoso, fino alle ultime giornate della liberazione.
Altro che "lotta di popolo", erano imprenditori decisi a salvare i propri macchinari, i propri impianti. E dal CLNAI questi industriali ottennero pure.... (ma guarda un po'!!!) l'impegno che alla liberazione e nel governo provvisorio, avrebbero subito abolito il decreto legislativo fascista n. 375, quello della "Socializzazione delle imprese". E proprio lo stesso 25 aprile dal CLNAI con un documento la legge fu abrogata. I "Padroni" tornarono a fare i "Padroni".
Addio al motto di Lenin "Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe" - Ben presto la borghesia diventò più forte di prima).

Così, abrogata la legge 375, le aziende tornarono (sottraendosi all' "annientamento fisico della classe proletaria" così tanto bramata dai "rossi") ai legittimi padroni, e poterono cominciare subito a produrre, dando l'avvio al successivo "miracolo economico" (ma non è che poi si salvarono dalla solita nomina di "sfruttatori del proletariato" e "razza padrona".
La lista delle "generose" imprese era contenuto in un opuscolo uscito del 1948. Ma poi é diventato introvabile; fu fatto sparire; avrebbe sminuito la retorica resistenziale che doveva essere tramandata ai posteri come "lotta del popolo" dei "partigiani rossi", e quella "Liberazione" da loro fatta.
Ma noi abbiamo un altro introvabile opuscolo originale dove figurano tutti i contributi ottenuti dal Piano Marshall. Regione per regione, e tutti i nomi delle aziende beneficiate fino all'anno 1951.
Dove troviamo le maggior beneficiate proprio quelle di sopra che aiutarono la resistenza.
PIANO MARSHALL - TUTTI I NOMI >>>>>>>


Che poi l'Italia sia diventata "de facto" una "colonia statunitense", cioè schiava degli USA (a partire dal Piano Marshall e alla cessione di 123 basi in Italia) questo è un altro discorso. L'Italia dovette "pagare" (subire) l'occupazione militare del suo territorio via via con le basi e i vari depositi di armi statunitensi (vedi il Trattato di Pace già citato sopra)
(oggi la base strategica per il Mediterraneo e per il Medio Oriente è in Italia a Vicenza - dove nessun politico e nemmeno un presidente della Repubblica può metterci piede - non è Italia). le-123 basi-e-installazioni-militari-degli-usa-in-italia

Chi crede di rimandare a casa, tutti i soldati Americani in Italia con tanti ringraziamenti non conosce gli accordi segreti fatti con la loro "Liberazione" (accordi non certo fatti con quelli; i partigiani detti "liberatori").

E sono gli stessi USA (chiamata NATO) che ci dicono ancora oggi dove dobbiamo noi andare a fare le loro guerre. E ultimamente (Trump con l'Iran) ci impone di non acquistare il loro petrolio. Che dobbiamo anche subire - con grave danno italiano - le sue sanzioni verso la Russia di Putin.
In Italia, è noto, "non si muove foglia senza che gli USA non voglia". Siamo volenti o nolenti di fatto una "colonia".

E se gli USA faranno una guerra alla Cina e alla Russia, dove si schiereranno quella decina di 90enni suprestiti ex "partigiani rossi" italiani?
Forse l'Italia (ex partigiana o no) si troverà anche ad appoggiare Israele quando questi - come hanno intenzione di fare - dichiareranno una guerra all'Iran? Manderemo con la Nato gli italiani in Iran?

I "rossi" nostrani, faranno
come i comunisti italiani e francesi che applaudirono Hitler a Parigi? Poi - all'invasione di Hitler della Russia - gli stessi comunisti furono mandati a combattere (!!!) proprio i comunisti nelle steppe Russe.

Eppure ultimamente manifestazioni e rivendicazioni di ex partigiani (e sciami di strane alleanze ideologiche - sinistra tutta compresa) da alcuni anni e nel corso del 2019 mirano con l'accoglienza delle centinaia di migliaia di profughi, non solo per motivi umanitari ma per oscuri motivi politici. E van dicendo che la negazione dell’accoglienza e la chiusura dei porti sono un’altra forma di violenza. Ma quella che si vorrebbe imposta a forza di decreti legge ed ordinanze non è forse anche questa una violenza? Un calcolo cinico, che scarica su cittadini impreparati i problemi che poi nascono nelle comunità. Dove oltre in quella già impoverita dalla crisi e del lavoro che manca, si mescola l’insicurezza e la paura che in certi quartieri periferici é drammatica, ben lontana dal voler condividere qualcosa; soprattutto quando vedono in giro numerosi nullafacenti; dove imperversano furti, scippi, rapine, borseggi, violenze, racket della droga, stupri, disordini e aggressioni agli stessi poliziotti; e che solo i giornali locali queste esternalità negative riportano nelle loro cronache.

Quelli nazionali ormai fanno parte del "coro" e tacciono. Sembrano pure questi legati all’"industria dell’accoglienza". E sembrano ignorare i problemi, solo perchè giornalisti profumatamente pagati non vivono in un quartiere degradato, non temono la occupazione della propria casa, o le "visite" perché loro hanno 10 uomini di scorta.
(io personalmente ho avuto già 3 "visite", nell'ultima non trovando nulla da arraffare, per la rabbia, mi hanno defecato nel soggiorno, dopo aver saccheggiato il frigorifero. Se li avessi affrontati e feriti oggi sarei io indagato e forse dovrei pagare anche i danni a loro arrecati, o finirei io in prigione e non loro. - Che bella Italia abbiamo !!! - Ma fino a quando?). -
I miei vicini non escono nemmeno più di casa per non trovarla al ritorno occupata. Eppure siamo al punto che se sbarri la porta di casa ti danno del razzista. Uno di questi miei vicini che aveva partecipato alle manifestazioni dell'accoglienza, andato al mare per le vacanze al ritorno ha trovato la casa occupata dai profughi con donne e bambini. Adesso non fa più le manifestazioni cantando "Bella Ciao".


Infatti dalle loro pagine certi giornali - complici - in coro appoggiano coloro che chiedono di garantire diversi diritti dei migranti richiedenti asilo: l'accogliemento; l'ospitalità; la loro registrazione anagrafica; il diritto alla residenza; l'accedere al Servizio Sanitario Nazionale; di trovare a loro un lavoro; di frequentare corsi di formazione; di aprire un conto corrente; di accogliere i minori stranieri non accompagnati fino al completamento del percorso di studi e quindi formazione; e più in generale l' integrazione. Anche se sono di altre etnie, culture, religioni, regimi politici; con certe fazioni che sono ostili alle nostre secolari tradizioni, patrimoni di conoscenze, formazioni intellettuali.

Noi stessi nel formarci le nostre famiglie non prendiamo in considerazione la coabitazione con suoceri o suocere se non abbiamo reciprocità di interessi o manca l'empatia necessaria alla convivenza. Figuriamoci con degli estranei !! E questo non é razzismo! E' convivenza civile! Protezione della propria cultura; in una parola..... la nostra identità.

E in un'altra parola si vuole salvare il nostro "esistente" - perché altrimenti si ha una delegittimazione sul piano qualitativo ed umanamente anche emotivo. Globalizzazione sì, perché viviamo su un piccoli pianeta, ma calma non lasciamoci affogare in un meticciato culturale e civile senza avvenire perché senza storia. Non siamo ancora in un bioparco.

Essere "razzisti" non è essere contro i gialli o i neri, ma significa non volere che alcuni di essi ti occupano la casa. Che quando lo fanno tu non puoi nemmeno denunciarli perché - ti dicono le autorità preposte - di loro non sanno nulla, chi sono, come si chiamano, da dove vengono. E se fai a loro del male - anticipando quello che vorrebbero fare a te rapinandoti o violentando tua moglie o figlia - rischi una denuncia e la richiesta di danni e ovviamente l'accusa di razzismo.


Ma il Global Compact Europeo: ha un obiettivo primario: "abbattimento delle barriere per aiutare chiunque vuole emigrare dal suo Paese e raggiungere il Paese che lui desidera". Vivendo ovviamente a nostre spese nel paese nel paese del bengodi. Occupandoci se lo "desidera" anche le nostre case.del bengodi. Occupandoci se lo "desidera" anche le nostre case.

Esiste in alcuni italiani un clima ostile emergente preoccupato?: é infondato! “C’è solo ferocia, c’è solo cattiveria È come se volessero in qualche modo snaturare il dna degli italiani e delle italiane". (By Boldrini)
(già !! sono invece ospitali, non temono attentati, furti, stupri, scippi e violenze varie; sono felicissimi di accoglierli nelle loro case)

Ma perché ? Ce lo dice il Sindaco di Palermo..
Il "Nostro sole viene dall'Eurabia"
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Esiste in alcuni italiani un clima ostile emergente preoccupato????: é infondato! “C’è solo ferocia, c’è solo cattiveria È come se volessero in qualche modo snaturare il dna degli italiani e delle italiane". (By Boldrini)
(che certo sono invece ospitali, non temono attentati, furti, stupri, scippi e violenze varie; e sono felicissimi di accoglierli nelle loro case).
Ma chi lo dice vive in fortezze, ha le scorte, è superprotetto. Gli è facile parlare così.


Così questa volta - reagendo all'infondato e pretestuoso "clima razzista e fascista" - una modesta parte sinistroide dell'Italia (altri 45-50 milioni sono però di tutt'altra opinione) sta facendo alleanze e accoglimento con altri invasori (chiamate "risorse"). Sembra essere ritornati al 1940, quando accogliemmo festosamente un "Caporale" e le sue "camice brune". Ed erano loro pur sempre Europei, non della savana.

Certo che a vedere oggi a Ferrara e Modena l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e alcuni del PD, (tutti "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso a Piazzale Lreto", "Salvini muori" con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe frenare la marea di immigrati, non è rassicurante per l'Italia. Ricordiamoci bene chi erano i macellai a Piazzale Loreto. (adesso chi vuole questo clima?). modena- parte-un-lancio-di-sassi-la-polizia-carica


Gli italiani non sono nè razzisti nè violenti, al contrario di certi Paesi detti "democratici" che sono stati fondati sull'eliminazione fisica di chi c'era prima e sulla messa in schiavitù di intere popolazioni. (ricordiamoci in America: invasioni e annientamento di indiani).

Ma fu così anche un certo "cristianesimo" con gli "infedeli"; e che oggi invece più in basso di così questo nuovo (!) cristianesimo bergogliano non era mai andato, nè si era mai visto in secoli e secoli. Facendo avanzare coloro che oggi sono convinti di avere una superiorità morale e religiosa diversa dalla nostra.
L'islam è "altro da noi", è altra cultura, altra idea di concepire la propria vita, famiglia, idea di Stato, e che che minano con la loro autorità civili e religiose dalle fondamenta la nostra Storia e la nostra Civiltà.

"Appartiene ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. "Temete Allah!" (Corano Sura IV, 131)

Sarebbe curioso sapere da che parte combatteranno gli "accoglienti" e Papa Francesco, nel nuovo "Paradiso terrestre", abitato da tanti Adamo poligami.... che così con più donne faranno tanti tanti figli ripopolando l'Italia e l'Europa.

“La Sharia non è solo l’unità di Dio. La "democrazia islamista", é l’unità di tutti".
( Redouane Ahrouch - oggi fondatore del "Parti Islam" in Belgio
, Il Partito islamico che sfida l'Europa: "Nel 2030 saremo maggioranza".
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/partito-islamico-sfida-leuropa-nel-2030-saremo-maggioranza-1580470.html

Dicono: "L'unità di Dio é solo la Sharia" "ed é l’unità di tutti".
Aboliremo i crocefissi nelle scuole, e perfino nei cimiteri, per non affendere un altra religione.

Forse é per questo che si vendono Chiese vuote, vendute o demolite. E' in atto un declino del cattolicesimo europeo.
L’ultimo caso arriva da Utrecht, in Olanda, l’arcidiocesi più grande dei Paesi Bassi ha deciso di mettere in vendita direttamente la propria cattedrale. Ma anche in Italia, in rete già ci sono chiese in vendita all'asta > > .
Mentre in altri Paesi i fanatici di altre religioni le chiese cristiane le distruggono con dentro anche i fedeli.

 

Di questo passo noi italiani prepariamoci a vivere gli ultimi giorni, come ex italiani. Sempre meno perché poco prolifici. Ma ci penseranno le "nuove risorse". Una donna e 4 uomini saranno sufficienti per far nascere 18-20 nuovi italiani.

La stessa Kyenge che ha fondato in Italia il movimento
Afroitalian Power
(potenza degli africani-italiani)

al grido "é tempo di dimostrare che ci siamo"-

emigrata dal Congo, è figlia di un uomo con 5 mogli, e ha 35 fratelli.
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Ma per gli stranieri abbiamo anche...
Stephen Ogongo, Keniota, caporedattore di 10 testate del gruppo
“Stranieri in Italia” (con un sito di
oltre 1.500.000 visite)
Ha creato anche una scuola di formazione politica per immigrati...
"per formare la futura classe dirigente del Paese".
"Per le elezioni europee, per difendere i diritti degli immigrati" ha fondato il partito "Cara Italia" .
Obiettivo "Creare dei Parlamentari di tutte le origini,
che possono diventare anche "Presidente della Repubblica
".
"porteremo avanti una lotta senza quartiere"
http://www.ilgiornale.it/news/politica/nasce-partito-immigrati-sar-lotta-senza-quartiere-1650155.html

QUELLI DELL'ANPI COSA FARANNO?
SCENDERANNO DAI MONTI O CI ANDRANNO A BRACCETTO?

Certo che a vedere oggi l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e quelli del PD, (tutti nobilissimi "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso", "Salvini muori", "Salvini fascista", a lanciare sassi, con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe arrestare la marea di immigrati, non è per nulla rassicurante per l'Italia.
Quando vediamo oggi appendere i manichini dei politici loro rivali ai ponti, vogliono farci ricordare quella loro "eroica" impresa tribale a Piazzale Loreto, che il giornale "Italia Libera" chiamò "una naturale spettacolare bellezza"
Sembra voler dire : "Se andiamo noi al governo, apriremo tutti i porti, con "umanità" accoglieremo 2-3-4 milioni di immigrati, e ci daranno poi una mano per appendere a Piazzale Loreto tutti i fascisti".

NON E' UNA BELLA PROSPETTIVA !!

ma visto che "l'EURABIA E' VICINA" >>>>>
diventeranno anche gli accoglienti pure loro servi.

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ADESSO SIAMO NOI I "BARBARI"
E GLI ACCOGLIENTI AVRANNO UN ALTRA "LIBERAZIONE"
per cosa? "PER PROTEGGERE L'UMANITA'" (nello stemma)



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Il paradosso é che festeggiamo il 25 aprile come una Liberazione
(fantomatica perché in realtà fu fatta dagli angloamericani)
in seguito a una invasione di non italiani disumani, ma nazisti.
Mentre oggi lo festeggiano italiani che vogliono essere
"liberi" e "umani" di accogliere una mattina appena alzati dal loro letto caldo, altri invasori non italiani.
Un atteggiamento che stona con le parole di "Bella Ciao"

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RIGUARDO ALLL'ANTIFASCIMO OGGI IMPERANTE

 

Oggi si da dell’antifascismo e razzismo verso alcuni italiani che vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa, la propria identità.
Le accuse della sinistra sono un alibi per usare violenza con metodi fascisti, operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio. Il fascismo sta tornando ma a parte inverse con la volontà di una dittatura a sinistra. Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino .
Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” operando con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. Poi non dicono niente, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni e altre violazioni con un'altra "Legge di Dio".
L'impegno é non fare entrare i centri sociali; si arriverà al marchio sull'avambraccio ai personaggi sgraditi? Tutti contro un editore piccolino, dimostrando di averne paura. Tutti allineati al pensiero unico, ovvero militanza al partito. Si allontana un editore fascista per potere accogliere il libro di Halina Birenbaum (in un infantile intolleranza "se gioca lui non gioco io") una delle moltissime memorialiste bambine sopravvissute ad Auschwitz.
(Anche PIVNIK SAM scrisse "l'Ultimo sopravvissuto" e in base a ciò che racconta nel suo libro, visto che era entrato nel 1939 da bambino, io sarei morto dopo pochi mesi. Lui invece ci ha vissuto 6 anni. E non fu affatto l' "ULTIMO". Visti poi i successivi tanti libri di memorie degli ex bambini sopravvissuti. (ma non li gassavano subito i bambini?).
Quindi alla israeliana Birenbaum si concede la vetrina, mentre non la si concede al piccolo editore; ma... la si concede invece - in una paradossale contraddizione - all'emirato arabo che storicamente osteggia lo Stato di Israele.

Per il momento si limitano a cacciare gli editori; poi forse i libri scomodi li bruceranno come faceva Hitler, Stalin, la Chiesa e tanti altri.

I libri da dimenticare e da bruciare sono tanti. Quelli scritti sulla Russia sui crimini di Stalin sono anche questi scomodi da dimenticare e bruciare?. Berlusconi aveva fatto sì stampare un libro "Il libro nero del Comunismo", ma poi si é alleato con Renzi e lo ha messo in soffitta. (Gli affari sono affari) Come fecero gli ex fascisti nel dopoguerra.

Questo ritorno ai metodi e alle violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " - Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! - Per il fascismo provava gelosia e invidia!! E come il fascismo voleva agire
https://www.lintellettualedissidente.it/storia/compagni-e-camerati-lappello-di-togliatti-del-1936/



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Come detto all'inizio io qui ho espresso le mie modeste opinioni e i fatti.
Voi dite la vostra. Ovviamente se esiste ancora la reciproca libertà;
anche per dire qualcosa sugli attuali "accoglimenti" , "invasioni", "resistenze".

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vedi anche
* RESISTENZA FRA MITO E STORIA > > >
SULL'ARGOMENTO OSPITIAMO DIVERSI INTERVENTI
(pluralistici)

* RESISTENZA FRA MITO E STORIA
* LA "SPONTANEA" RESISTENZA IN ABRUZZO
* LA RESISTENZA AL NORD
* RESISTENZA: DA CHE PARTE STARE?
* L'ITALIA PARTIGIANA (la mappa)
* LA RESISTENZA A VERONA
* LA RESISTENZA A FIRENZE
* UN'OMBRA CUPA SULLA RESISTENZA: PORZUS

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vedi anche
QUELL' 8 SETTEMBRE
(disertare non disertare?)
UNA STORIA SIMBOLO
che beffa! per Franco !!! >>>>>>>>

 

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