CRONOLOGIA ANTICA DI ROMA
FINO ALLA CADUTA DELL'IMPERO

L'Impero Romano alla nascita di Cristo
Nel 114-15 con la conquista della Mesopotamia l'Impero raggiunse la sua massima espansione.

Dall'ANNO 34.000 a.C al 476 d.C.

ANNI 34.000-20.000 a.C. - La documentazione archeologica consente di iniziare il racconto della nascita dell'Italia e quindi di Roma fin dal periodo arcaico. Noi qui limitiamoci a un periodo proto-storico quando uomini di origine indoeuropea già presenti nella penisola, iniziano a modellare quella base di popoli poi considerati e cosiddetti italici e in particolare quelli dell'area laziale.
* Proveniente da una migrazione iniziata in Puglia circa 34.000 anni fa - risalendo la penisola, alcuni gruppi si distribuirono nel primo periodo in tre aree. Una di queste - ca. 20.000 anni fa occupò il centro della penisola. Le testimonianze ci giungono da alcuni reperti dell'Uomo del Circeo, dove qui rispetto ad altre regioni, l'industria mesolitica acquisterà una fisionomia molto particolare dovuta all'utilizzazione quale materia prima, di piccoli ciottoli. (Cultura Aurignaciana Circeiana)
Sono popolazioni con piccoli insediamenti sparsi, in prevalenza sugli altopiani tra il Lazio e l'Abruzzo, nella Marsia, e nella conca del Fucino (qui risiedevano ancora prima dell'anno 1000 i proto-Latini dei Colli Albani, prima della loro migrazione) dove si alterneranno in circa 8000 anni, 320 generazioni, all'incirca fino agli....

ANNI 12.000 a.C. - ....quando per le mutate condizioni climatiche sulla penisola comincerà a diradarsi la grande selvaggina. Saranno costretti questi gruppi a spostarsi sulle coste divenendo sempre più terramaricoli; avviandosi in questo modo verso un sistema di vita praticamente sedentario pur rimanendo dei cacciatori. In prossimità del mare o di alcuni laghi, faranno le prime esperienze della raccolta dei molluschi e dei volatili. Una attività economica che per necessità alimentare divenne, soprattutto negli insediamenti costieri, una economia dominante per 9 millenni, divisi in due periodi di 3000 e 6000 anni; quindi circa 120 e 240 generazioni.

ANNI 9.000 - 3000 a.C. - Questa seconda fase corrisponde al periodo che coincide con lo sviluppo della cultura Villanoviana sugli Appennini tosco-emiliani e Romanelliana,  sudoriginaria della punta estrema della penisola, in Puglia, ma perdurata in Abruzzo e nel Lazio fino all'arrivo - sempre dalle Puglie, verso il 3000 a.C.- dei primi provetti proto-agricoltori del periodo italico del Neolitico.
* Negli insediamenti, dalle grotte - spesso anche decorate - si passa alle prime costruzioni di capanne con pali, poi in pietra, non isolate ma spesso vicine, dando origine alla formazione dei primi villaggi arcaici. Nel tavoliere pugliese ne sono stati individuati più di mille di questi insediamenti fissi; può essere considerato il primo stadio di una civiltà urbana con forti influssi della civiltà orientale visto che troviamo i primi villaggi molto simili, cioè squadrati, e in alcuni con il confine con muri attorno come fortificazioni; fino allora in queste zone un genere di villaggi e tipo di abitazioni del tutto sconosciute.

* Che l'insediamento sia diventato in parte sedentario, ci sono le testimonianze di una intensa cultura romanelliana ("lavori fatti casa") dove troviamo grattatoi, bulini poliedrici, punte a lama con dorso abbattuto, punte a triangolo, microbulini, e uno sterminato microlitismo di buona fattura. Sono presenti punteruoli, zagaglie, tubi per colore fatti in osso, e sugli stessi, usati per tanti usi, raffigurazioni incise in vari stili. Tutto denota che hanno più tempo a disposizione, che acquisiscono abilità nell'eseguire questi lavori, e che esprimono nel farli anche una certa creatività.

ANNI 3000 - 2000 a.C. - E' l'inizio di un periodo in cui sopraggiungono in Europa intense migrazioni di popolazioni delle grandi civiltà orientali che cambiano nel corso di un breve periodo la fisionomia delle popolazioni su tutta la penisola italica. Le direttrici verso l'Italia sono due: distinte in due periodi. Verso il 2000 a. C. da est e dal centroeuropa danubiano scendono in Italia numerosi gruppi indoeuropei già provenienti dall'area balcanica (foci del Danubio, Mar Nero), mentre circa un millennio dopo, da Sud, dal mare, risalgono le coste italiche altri gruppi di indoeuropei, anche se quest'ultime sono molto diverse dalle prime come cultura: provengono da diverse aree: dall'Egeo, dall'Anatolia, e dalla costa libano-palestinese. Una popolazione con una organizzazione socio-politica molto differente dai primi gruppi pur affini etnicamente; e se da un lato sono più evoluti intellettualmente, dall'altro, dentro queste società, nei loro rispettivi paesi di provenienza, politicamente sono già nate da circa due millenni, le prime lotte intestine per le espansioni e le contese territoriali, che hanno già provocato nei loro antichi territori, la formazione o la distruzione di imperi con alle spalle già due tre millenni di civiltà, e una corrispondente ottima organizzazione politica, come i Sumeri, Akkadi, Babilonesi, Cassiti, Assiri, Ittiti, e, ma molto limitati, Egiziani. Questi ultimi pur insediati su un immenso territorio fluviale e con davanti il Mediterraneo non hanno la vocazione nè della navigazione nè dell'emigrazione. Sono tutti Nilo-dipendenti. Di conseguenza una civiltà chiusa, senza sinergie con altre culture, o altre organizzazioni sociali e politiche (pur essendo queste vicine ed alcune quasi a contatto. Quella Trace (di Varna, sul Mar Nero) ad esempio, che oggi come civiltà è indicata più antica di quella egiziana, ebbe indubbiamente già contatti con quest'ultima.

In varie ondate i primi (impropriamente detti danubiani, prealpini palafitticoli) iniziarono a scendere nella pianura Padana espandendosi soprattutto nel Veneto, poi negli Appennini Bolognesi, dopo fino al Lazio; mentre i secondi (giunti via mare) con consistenti gruppi, toccate le prime coste italiche, le Puglie, la Sicilia, la Calabria, la Sardegna,  la penisola la risalirono più tardi, navigando nel Tirreno, insediandosi in Umbria e in Toscana (sono gli ETRUSCHI ). Dopo circa un paio di secoli, seguì una seconda ondata migratoria, sempre dall'Egeo, che approdò nelle regioni meridionali, creando la cosiddetta Magna Grecia.
Ma prima di parlare di entrambe, ritorniamo al 1500 e ai palafitticoli.

ANNO 1500 a.C. - A Nord della penisola, molto prima dell'età del bronzo (2000-1500 a.C.) sulle colline pedemontane delle Alpi, compaiono in Italia insediamenti di un popolo con le prime abitazioni su palafitte. Inizialmente sui laghi occidentali a nord delle Alpi, poi nell'arco di cinquecento anni si insediano anche nei  laghi prealpini. Questi ultimi si stabilirono inizialmente sul lago di Garda (nel vicino Lago di Ledro ci sono ancora i resti di un intero villaggio su palafitte!), successivamente si estesero nei dintorni fino a raggiungere  il lago di Viverone nel vercellese, ma soprattutto presenti nelle zone di Peschiera, in Val Camonica, a Mantova e in Veneto in particolare. In quest'ultima regione, l'uomo palafitticolo per motivi che non conosciamo (forse climatici) abbandona la fascia prealpina e trova un rifugio nella pianura veneta; ed è l'unico territorio dove non "ha mai smesso" di dimorare e di.... esercitare per 3500 anni, senza interruzione fino ai nostri giorni, l'arte della palafitticultura: nella laguna, a Venezia! (che é poi l'origine di un singolare e prezioso isolamento nei secoli successivi, favorendo così la nascita di una mentalità molto autonomista che resiste tuttora).
Gli abitanti di questa ricca cultura palafitticola (Polada) verso il 1200 a.C. (a parte l'insediamento nei pressi della laguna veneta) improvvisamente abbandonano la Pianura Padana e incominciano a scendere la penisola, contribuendo non poco a rinvigorire la Civiltà Appenninica villanoviana autoctona e tutte le altre presenti sulla dorsale appenninica. Portandovi non solo un particolare tipo di costruzione (detta cultura terramare, villaggi con solide case rettangolari a struttura lignea) ma anche la loro particolare cultura, rivoluzionaria! Il divario tecnologico della cultura palafitticola con il resto della penisola era molto marcato come vedremo. Ma proprio per questo resta un mistero questa improvvisa scomparsa di insediamenti stabili della terramare e delle palafitte nella zona a nord del Po. Territorio che si spopola (i Celti la invaderanno solo nel V secolo a.C.) e inizia a scendere in questo periodo (1200-1000) a sud del Po provocando un grande mutamento nel quadro dell'Italia protostorica. Assistiamo a un duplice fenomeno: a una grande contemporanea unificazione culturale (Es. la ceramica con le stesse caratteristiche la si ritrova -subito dopo questo periodo migratorio- da un capo all'altro della penisola) ma anche a una improvvisa nascita di culture regionali,  che pur grande debitrici a quella sopraggiunta, come se possedesse una creatività e una ingegnosità latente da millenni, esplode e diventa subito distinta, con caratteri propri. Carattere che, anche se poi, dopo la caduta dell'Impero Romano seguiranno i secoli bui, resta latente, e nuovamente riesplode nella Rinascenza come in nessuna altra parte del mondo. 

Ma il fattore più importante è che i portatori di questa cultura detta dei "campi di urne",  hanno una notevole organizzazione socio-politica. E' una società più articolata, non é più patriarcale (con a capo il vecchio saggio della civiltà contadina) ma è già presente al suo interno una netta distinzione fra contadini, addetti all'artigianato, al commercio e addetti alla difesa. Uno dei maggiori centri di questi ex palafitticoli dopo la fuga dai laghi prealpini sorgerà a Este (cultura atestina) (Interessante il suo museo).

Uniti ai terramaricoli dell'Emilia, si forma una vera civiltà urbana generando una singolare cultura aristocratica cittadina, che nella nella penisola in questo periodo era ancora sconosciuta. Ed é forse la prima vera Italia. L'influenza di queste istituzioni si faranno subito sentire quando a questi popoli, poco più tardi (900/800 a.C.) si affiancheranno subito altri provenienti da sud: etruschi e greci, però più chiusi verso le popolazioni locali, con un tipo esclusivo di politica all'interno della loro società,  con la vocazione a non  integrarle queste popolazioni locali, ma semmai indirizzati ad esercitare una posizione di forte predominio colonialista. Si comportano insomma come dei padroni ignorando del tutto gli indigeni, o al limite li aggregano come servi.

I primi -gli ex palafitticoli- hanno più disponibilità a coordinare le proprie azioni mantenendo a un livello tollerabile i conflitti, quindi riuscendo a fare delle fusioni con le popolazioni con cui vengono a contatto, mentre i secondi -gli etruschi- operano delle discriminazioni, sono esclusi i locali dalla partecipazione alla loro vita politica e civile. Gli insediamenti sono tipicamente colonialisti senza riguardo.


Questo fenomeno non è di passaggio ma permanente ed è determinante per il futuro della penisola. In Italia nel corso dei successivi secoli interverranno molti cambiamenti nei confini, ma la struttura regionale di molte culture locali non subirà d'ora in avanti più nessun cambiamento. Alcune linee si delineano in una forma permanente; nella cultura, nella etnia, nel linguaggio. Immutabile anche nelle piccole cose, negli utensili, nelle ceramiche, nelle decorazioni, e se si ha occasione di osservare, perfino nell'agricoltura scopriamo ancora oggi che perfino i covoni di fieno nel Friuli, nella Valle Padana, in Toscana, nel Lazio o nelle Puglie hanno uno stile del tutto diverso. Per non parlare di certi rituali del mondo agricolo; anche questi nascono tutti in questo periodo, molto singolari, e sono sopravvissuti nelle varie regioni. Per rintracciarne la provenienza, le origini o la nascita indigena, il miglior testo mondiale resta il "Ramo d' Oro" di Frazer; sono ampiamente riportati i collegamenti con altri paesi e le comparazioni temporali,  con lontane località di cui si erano perse le tracce storiche o se ne ignorava perfino l'esistenza (i Fenici ad esempio abbiamo riscoperto la loro esistenza da nemmeno due secoli. Mentre Robert Musil scaraventato nella prima guerra mondiale in un piccolo isolato paese del Trentino, a Palù, dove parlavano una strana lingua, sconosciuta a tutti, arcaica, germanica;  e proprio dagli oggetti che usavano i contadini, risalì alla loro ignota fino allora provenienza; una migrazione dall'alto Reno ai tempi di Druso - Così a Pieve e a Castel Tesino).

* Queste popolazioni palafitticole del 1500 a.C. coltivano grano, canapa, legumi, frutti, e hanno già una buona conoscenza della vite (ricavando perfino un distillato); già presente perfino la tessitura del lino; molti pugnali e asce in bronzo (i primi apparsi in Italia) di eccellente fattura (Quello di "Peschiera" ha la stessa foggia e decorazioni di uno rinvenuto nella "Casa del Mercante d'Olio" a Micene, in una tomba del 1500 a. C.. Possiamo così dunque intuire da dove provenivano). Ma lo straordinario è che si prendevano già cura degli animali; oltre ai cani, gatti e pollame, allevavano cavalli (i primi in Italia), asini, buoi, porci, capre e pecore. Ricavavano in questo modo il ricco fabbisogno alimentare, che non dipendeva più (già da un millennio) da una attività di caccia; infatti, le dispendiose energie, nell'esercitarla infruttuosamente perchè scarsa, furono per necessità tutte riversate nelle attività agricolo pastorale e nell'artigianato, e iniziarono a formare in tal modo dei veri e propri villaggi, con gli abitanti diversificati nelle varie occupazioni e quindi con una ordinata gerarchia nei compiti. Dominante quella della difesa, quindi nascita di gruppi non più di cacciatori di animali, ma cacciatori di uomini, per difendere o attaccare per fare difesa o altre conquiste di territori.

Palafitticoli - antenati dell’Età del Bronzo - Qui il "Villaggio del Lago di Ledro (TN)
Durante il prosciugamento del lago per la costruzione di una diga
è riapparso il villaggio.

Abitazioni ricostruite fedelmente sulle sponde del lago di Ledro

Uno staff di insegnanti-studiosi, vi permette di rivivere i tempi lontani
con gli stessi attrezzi (ma anche i cibi) che utilizzavano i palafitticcoli:
In uno straordinario museo accanto, ci sono gli oggetti recuperati
.
Chicchi di grano del tutto sconosciuti nell'italia di allora.
E vinacce, che significa che la vite era già conosciuta
800 anni prima che giungesse in Toscana e a Roma

Interessanti e preziose sono le testimonianze al
Museo palafitticolo di LEDRO. Merita veramente un viaggio per chi vuole veramente conoscere gli albori della civiltà sviluppatasi nella penisola italiana, circa 600-800 anni prima dell'arrivo degli etruschi in Toscana, dei greci nel Sud Italia, e nella valle del Po dei Celti.

In una forma del tutto autonoma, anche se le radici di entrambe le due civiltà, erano sempre del basso Danubio-Mar Nero-Egeo. Questo è confermato dagli utensili, dalla ceramica, ma soprattutto dalla fusione dei metalli, e per lo stile di vita, decisamente superiore ad ogni altro gruppo presente in questo periodo sulla penisola fino al fatidico anno 1000 a.C. quando i palafitticoli scendono verso il centro Italia.
* A Sud quasi contemporaneamente, numerose migrazioni in ordine sparso di altri indoeuropei stanno risalendo via mare le coste della penisola. Sono strettamente imparentati con i primi (i palafitticoli) ma scissi in epoca remota (forse da 2000 anni e più); sono quindi lontani dalla loro cultura linguistica, ma hanno le stesse conoscenze, anzi, anche più raffinate e molto maggiori sulla cultura dei materiali. Entrambi i due gruppi hanno avuto uno sviluppo diverso, anche se provengono dallo stesso ambiente, individuato quello dei palafitticoli sul Mar Nero, a Varna nella Tracia  o comunque vicini agli epicentri della civiltà anatolica-iranica; mentre gli Etruschi erano originari della Lidia, ma pur sempre con la stessa cultura anatolica-iranica, diffusasi in Grecia, come la Acheo-Micenea e la Cretese.

Da considerare che il "balzo" degli etruschi e poi dei greci avvenne via mare, quasi improvviso, in pochi settimane di navigazione, quindi fu un immediato insediamento in luoghi con culture ancora arcaiche. Mentre gli altri, i palafitticoli danubiani, con varie tappe via terra, risalendo dal Mar Nero il Danubio, impiegarono diverse centinaia d'anni (le testimonianze dei reperti lungo l'intero corso, parlano di circa 2000-1500 anni) per scendere poi - provenienti da nord e da est (da Nord o attraverso il Veneto dopo aver varcato le Porte di Ferro a nord-est di Belgrado) nella Pianura Padana, poi in seguito (verso l'anno 1000) come abbiamo accennato, gradualmente sull'Emilia, infine sull'Umbria e nel Lazio.

* La fusione di questi due gruppi (sull'intera dorsale appenninica) contribuirono in qualche modo - ma possiamo dire anche in fortissima misura - a dare il proprio carattere al Lazio se non proprio etniche, in quelle politiche, tecnologiche, agricole come vedremo in seguito. Dalle modeste condizione di abitanti in arcaici villaggi neolitici, rimasti, come del resto gli altri sulla penisola, esclusi da alcuni millenni dai grandi eventi che invece accadevano dall'Iran all'Egitto, presto, prestissimo, nell'arco di trecento anni il genio di questo popolo residente in zona, di cui conosciamo del periodo mesolitico e neolitico quasi nulla, recupera terreno, si affianca alle altre civiltà, assorbe da queste ogni realtà oggettiva e singolari concetti, e dopo altri trecento anni si innalza verso tutti gli altri alla suprema autorità di un impero ecumenico.
Ma abbiamo corso troppo; ritorniamo al.....

ANNI 1000 - 800 a.C. - Prime spedizioni di Etruschi in Italia. Le fonti egiziane menzionano minacciosi popoli del mare (i Dori), fra i quali i Trs.w, ossia secondo una vocalizzazione del testo consonantico egiziano dei geroglifici, sono i Tyrsènoi (Tirreni), che infestavano l' Egeo come pirati, sia in mare che sulle coste.
* Erodoto già a conoscenza di una teoria diffusissima e già antica, scrivendo nel 450 a.C. sull'origine degli Etruschi, riconnette questo popolo con la Lidia. Una singolare popolazione emigrata per una grave carestia in epoca mitica. Di altre storie ce ne sono tante altre, tutte poco attendibili. Oggi abbiamo l'archeologia! Che in molti casi sono dei veri e propri documenti che "parlano".!

* In effetti oggi sappiamo che -oltre la carestia- c'era ben altro sul mar Egeo e in Anatolia. L'impero Ittita era stato sconvolto ed era in piena decadenza sotto gli Assiri. Nel 1190 a.C. con la distruzione di Hàttusas questo popolo era scomparso del tutto (perfino dagli storici greci, fino al 1900 d.C., quando inizieremo a decifrare le lingue antiche e scopriremo intere biblioteche di tavolette); mentre a Babilonia la fine dei Sumeri era avvenuta pochi decenni prima. Una "rivoluzione" traumatica di civiltà su tutto il Medio Oriente. Altrettanto nel mar Egeo; l'invasione di sconosciuti popoli mise fine nell'arco di un secolo a tutte le antiche civiltà.
* Come se non bastasse, contemporaneamente o subito dopo, una grande peste colpì sia la Frigia che la Lidia. E in un territorio dove non c'era altro che morte e più nessuna speranza di sopravvivere se non come schiavi o servi, chi aveva a disposizione navi emigrò in lungo e in largo nel Mediterraneo. Alcuni si diedero alla pirateria (le cronache egizie che conosciamo oggi, ne sono piene) mentre altri si misero a cercare terre da colonizzare. Nelle immediate vicinanze distrussero e rifondarono alcune città; mentre altri approdarono in Grecia, nel Peloponneso, a Troia, e nelle varie isole greche, spazzando via ogni cosa e insediandosi con una autorità molto diversa dalle precedenti, che modificò non solo il territorio, ma anche l'economia, non ancora a vocazione commerciale; trasformò la società ancora primitiva; cambiò la religione ancora animistica e demonistica con il mondo degli dei (Traci !!); contribuì al successivo sviluppo non solo culturale, religioso, ma anche nella coscienza politica greca, allora nel suo primo periodo, e che proprio dopo l'800 a.C. inizia una accellerata evoluzione.

* Uno di questi gruppi con una flotta comandata da un capo spedizione proprio con il nome ricordato dagli egiziani: Tyrsènoi , abbandona le acque dell'Egeo (tocca senza dubbio qualche città dei FENICI, allora dominatori del Mediterraneo, con punti d'appoggio già in Sardegna, a Sulci, a Cagliari a Tharros) poi doppiata la Sicilia risale quel mare a cui da' il nome: Tirreno. Indubbiamente dopo varie esplorazioni e vari attracchi lungo le coste, conoscendo questa popolazioni molto bene il minerale ferro (infatti provengono da un territorio con forte influenza ittita) si stanziarono nelle colline metallifere della Toscana. Ma non dimentichiamo che la Sardegna è nel Tirreno, e che la capitale della Lidia era all'epoca SARDI, e all'isola diedero proprio questo nome; che l'altare di Monte Accodi in Sardegna ricorda una ziqqurat mesopotamica.
E se a Ledro il pugnale era simile a quello di Micene, cosa dire della Porta di Barumini che è identica a quella micenea di Tirinto.


Ma anche un pozzo in Sardegna come architettura è simile a quello di Micene (fonte Perseia)
così simili che sembra lo stesso luogo (visitati entrambi)

Una tomba a Quartucciu (Sardegna) a dx la Tomba di Atreo a Micene
quest'ultima è più monumentale ma l'architettura è simile.
Dentro alcuni antichissimi nuraghi (Serra Ilixi, Sant'Antico) sono stati scoperti lingotti di rame di provenienza egea con segni dell'alfabeto Lineare A, quello che conoscevano solo gli etruschi di quel periodo. - La Sardegna era abitata già da 4000 anni, ma era rimasta sempre (anche perché circondata dal mare) una civiltà molto chiusa verso l'esterno ma anche molto lacerata al suo interno. Un duplice isolamento che ne limitò lo sviluppo. Non ci riuscirono i Fenici, i Cartaginesi, e appena Tirreno toccò terra, non gli rimase altro da fare che rimettersi in viaggio per un altra destinazione, non molto distante: l'isola d'Elba ferrifera, e le colline toscane metallifere. Ed era quello che Tirreno e i suoi cercavano! Forse a bordo si era preso qualche marinaio fenicio che conosceva molto bene i luoghi, sia quelli sardi che quelli toscani.(Questo primo insediamento etrusco è datato convenzionalmente nell' 830 a.C.)
SEGUIRANNO POI GLI ALTRI


Tirreno e compagni possiedono una ricca cultura, del tutto ignorata nell'Italia centrale. Conoscono benissimo l'agricoltura, l'allevamento stanziale; le attività artigianali della ceramica, quella del rame, del bronzo e del ferro; usano un calendario lunare mesopotamico (e che in Toscana non quadra con quello locale anche se arcaico - ); conoscono l'alfabeto Fenicio di Ugarit (il n.1). Hanno insomma tutte quelle conoscenze mutuate dalle civiltà orientali, ma da tempo tutte in sfascio: la minoica, la cretese, la micenea, e la sumera che in questo periodo assieme agli ittiti e ai fenici (orientali), stanno entrambi scomparendo, non estinti, ma ormai integrati sotto i nuovi padroni: gli Assiri in Anatolia e in Egitto, e i Dori nell'Egeo.
E' una civiltà quella Etrusca che non solo si diffonde territorialmente in un modo abbastanza omogeneo dall'Appennino Tosco-Emiliano fino alla Campania, ma resta anch'essa influenzata dall'altra cultura che sta contemporaneamente scendendo dalle Prealpi e dal Centroeuropa e sta affacciandosi anch'essa ai confini dell'Etruria, con le quali ha in comune una fiorente metallotecnica (lo sappiamo ora) proveniente non da Hallstat, ma dal basso bacino danubiano (una civiltà indubbiamente entrata dalle Porte di Ferro, a Est di Belgrado, dove il Danubio scende verso il Mar Nero, e dal Mar Nero ovviamente lo si risale fino al Norico.
A Varna proprio sul Mar Nero, si stanno scoprendo ultimamente preziosi reperti che mettono in discussione tutte le altre teorie delle migrazioni del centro Europa, comprese quelle occasionali entrate dall'Adriatico in questo periodo. Ricordiamo inoltre che sui Balcani, a Karonovo e Gradesnica, sono state scoperte le famose Tavolette Tartarie. Un "giallo" nella datazione della scrittura. Queste tavolette sono datate 3500 anni a.C. e anticipano l'invenzione della scrittura fatta dai sumeri o egiziani (tutt'oggi contesa). Altrettanto un sigillo cilindrico in argilla come quello dei sumeri, trovato a Karanovo. Dunque a Varna (in questa contrada ancora senza storia), cioè nell'antica Tracia, le ultime scoperte ci dicono che qui nel 4000 a.C. c'era un area culturale del tutto autonoma dalla Mesopotamia, dall'Egitto, e da Creta; e che addirittura le precede. Era già un centro di una civiltà universale; e le più recenti scoperte stanno confermando che l'origine della civiltà europea risiede senz'altro in Tracia, la vera culla dell'Europa. Tutta la storia scritta impostata sulla tradizione antica (storici come Erodoto, Tucidide, Timeo, Apollodoro) e la stessa storicità dei Dori diventerebbe tutta errata.
Paradossalmente é più esatta (leggendola attentamente) l'Iliade di Omero. Quando parla dell'eroe "trace" Reso, che ha un armatura e un "cocchio tutto d'oro", il "cavallo più bello del mondo" e veloce come il vento; lo fa spuntare fuori come un mitico eroe di tempi remoti. Ma non sbagliava Omero con i "tempi remoti"! Accenna a un "trace", e proprio a Varna è stata scoperta una necropoli con oggetti (monili, scettri ecc. ) in puro oro a 24 carati, e una armilla a lamine d'oro, come quelle della maschera di Agamennone a Micene. Soltanto che il tutto è di 2000 anni prima della caduta di Troia, 1000 anni prima della colonizzazione della Grecia, dell' Argolide, dell'Attica, di Creta, della Tessalia, dell'Elide, e dell'Illiria.
E sempre a Varna scopriamo che non solo 4000 anni a.C. si era sviluppata l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, compreso il cavallo; ma che nasce quì la civiltà palafatticola, la ceramica a stile geometrico e a vivaci colori, le più antiche pitture su pareti intonacate (mille anni dopo comparvero a Creta); i primi lavori di tessitura del mondo ( e a Ledro ci sono attrezzi proprio per la tessitura); vi è il culto del toro (che riemergerà mille anni dopo sempre a Creta), che è diffusa già la metallurgia (il bronzo già noto nel terzo millennio a.C.) contemporanea con quella vicina di Hacilar in Anatolia); comparsa di lucerne a triangolo equilatero; e che l'incenerazione dei morti era una consuetudine trace (i famosi popoli dei Campi d'Urne non provenivano dunque dal centro nord Europa, ma dal Mar Nero, da questa antica civiltà che stiamo scoprendo solo ora in Tracia!)

Del resto già Schliemann scoprì, e ne rimase molto sorpreso, che i distruttori di Troia, dovevano essere gli stessi che l'avevano fondata 1500 anni prima. Infatti nello strato I (il più antico) trovò moltissime espressioni della cultura balcanica: proprio quella dei Traci; stile nella costruzione di templi, architettura della casa, ornamenti, ceramica, monili in oro (e ignorava il tesoro di Varna scoperto solo nel 1973). Lo studioso Dimitar Dimitrov avanza l'ipotesi che i troiani siano da annoverare fra i primissimi emigranti traci in Asia Minore nordoccidentale che avrebbero attraversato in una precedente spedizione l'Ellesponto tra il IV e il III millennio a.C. . - E di questa data sono i primi palafitticoli nel centroeuropa (riscoperti 350 insediamenti palafitticoli); e che in Tracia, nella zona dell'ultimo tratto del Danubio, erano già presenti nel 4000 a.C., in una zona quasi identica a quella che presentava il Tevere nel 1000-800 a.C. (e i palafitticoli erano abilissimi nelle costruzioni sull'acqua, nella deviazione dei fiumi, nella costruzione di canali per far defluire le acque e prosciugare terreni, e perfino (come in Iran) perforare montagne per poi portare le acque in lontanissime città. Sono lavori questi che iniziano a Roma solo nel suo primo periodo 1000-750 a.C.).

Sorprende anche che Dionisio (Bacco per i Romani - la vite era presente in Tracia e sul Caspio nel 4000 a.C.) e Cibele (culti introdotti ufficialmente poi a Roma nel 205 d.C.) sono entrambi non di origine greca ma trace. Questi riti orgiastici, di vino e sesso, erano così comuni nei Traci (nel senso naturalistico) che in migliaia di monete, ancora nel V secolo a.C., sono raffigurati espliciti coiti in tante posizioni con enormi falli quasi sempre impugnati come un'arma. Da tempo le nuove espressione artistiche erano orientate alla virilità maschile, in reazione a quella fino allora dominante femminile della Grande Madre. Infatti, nel 4000 a.C. in questi luoghi la rappresentazione simbolica della fertilità ebbe un singolare capovolgimento. Terminano le raffigurazioni femminili; le numerosi Veneri a grandi glutei e grosse mammelle che erano i simboli del culto della fertilità fino allora esaltato dentro una società tutta matriarcale. Del tutto giustificabile questo capovolgimento, perchè prima l'uomo era impegnato nella caccia, mentre la donna curava la casa, il villaggio, l'educazione dei figli, e forse osservando la vegetazione attorno, fu proprio lei a scoprire i segreti dell'agricoltura e a improvvisarsi preziosa coltivatrice di verdure e allevatrice di molti piccoli animali domestici che entrambe andavano a  riformare l'intera alimentazione del clan.
Termina dunque questa simbologia tutta femminile e compare nell'arte la virile figura maschile. L'uomo non più impegnato nella caccia, ma solo nella difesa del villaggio si è trasformato in un guerriero. Ha inizio cioè la società maschilista, con le nuove mansioni e doveri impartite da numerose nuove strutture "politiche" del villaggio, incaricate d'ora in avanti solo a difenderlo il villaggio: cioè nascono i capi militari, funzionari, sacerdoti , fabbricanti di armi, strateghi della guerra. La caccia prima era per la sopravvivenza, ma con l'agricoltura e l'allevamento ora  passa in secondo piano. Probabilmente l'uomo ha cercato di riscattarsi dall'umiliazione, quando si è accorto che quelle poche cose che lui procurava -e non sempre- con la sua povera caccia, era solo un "secondo" piatto; e con le loro donne che allevavano  molti piccoli animali domestici, non era nemmeno più questo; il loro sempre più scarso bottino era solo un opzional estemporaneo. Proviamo a immaginare questi uomini,  che prima erano orgogliosi delle loro cacce, mentre ora si aggirano in casa sfaccendati e annoiati e forse perfino d'impiccio alle loro donne che invece lavorano dalla mattina alla sera, tutte dotate della capacità nel procurare pranzo e cena tutti i giorni con la loro "intuizione" e la loro "creatività" nell'alimentare.

Tutta la mitologia greca, così i famosi tocchi magici dei loro dei nella creazione del grande "miracolo greco" é quindi da rivisitare. Dionisio era trace, e così suo padre Zeus. In lingua trace dio significa proprio Zeus, e Nysos significa giovinetto. Dunque, Dio-nisio é il giovinetto figlio di Zeus. Dei che solo nell' VIII secolo cominciarono a penetrare in Grecia, quando i greci nei primi commerci scoprirono le sponde e le città trace del Mar Nero, e lì scoprirono il mondo degli dei traci; un riflesso della società cavalleresca trace che si presenta a loro come una aristocrazia celeste con tratti umani e una grande libertà morale. Una religione superiore che eclissò quella ancora aborigena animistica com'era fino allora quella greca.

Così Apollo: viveva in Tracia 2000 anni prima di quello greco (ritrovato a Dupljaja nel Banato). Ad Apollonia sul Mar Nero (allora Trace) fondata nel V sec. proprio  i greci eressero una statua ad Apollo alta tredici metri (scultore Calamide) ma era in onore del dio trace affinché proteggesse anche la povera Grecia. Lo stesso Orfeo e l'orfismo era trace. E lo stesso Monte Olimpo (il luogo degli dei) era trace, perchè posto al confine dell'antichissimo territorio un tempo trace.

(chi sta scrivendo qui, è stato sia sull'Olimpo, che a Dio, (in greco Dion), una città ancora del tutto sconosciuta, enorme, più grande di Atene. Citata da Omero.  Da Dio, partì anche per il suo lungo viaggio in Asia, Alessandro Magno. Flaminio la conquistò e sembra che l'abbia distrutta e spopolata. Dio è poi stata ricoperta dalla sottilissima polvere della terra della Magnesia. Solo oggi ricompare e come grandezza è impressionante.). Per circa 2000 anni più nessuno (neppure i Greci) ha accennato a Dio.

Insomma, che questa zona, la Tracia-Dacia sia stata agli albori della preistoria europea, cioè prima della nascita della civiltà egea e il vero centro etnico di tutti i futuri popoli europei antichi e le rispettive culture, l'archeologia e la linguistica, lo stanno sempre di più confermando le nuove scoperte archeologiche.
Non in secondo piano passa poi la trasformazione civile e politica nata da questo popolo in due periodi distinti, prima nell'Egeo, e con un po' di ritardo a Roma, che seppe però fare ancora meglio perchè aveva la stessa potenzialità umana, ma come popolo non conosceva ancora i grandi eventi traumatici come in oriente. Ovvero l'aggressività e la prepotenza politica. Nè conoscevano quell'arroganza che era già un marchio "di fabbrica" degli Etruschi quando approdarono sulla penisola. Non dimentichiamo che le genti locali, gli Etruschi  le volevano schiave nel modo peggiore e quando in seguito iniziarono con Roma delle trattative per una unione politica volevano conservare ed estendere anche a Roma questa tracotanza, che non avevano invece nè i Palafitticoli, nè i locali Latini. Dei primi non conosciamo nulla in quel periodo perchè non fecero mai parlare di sè; non una aggressione a un villaggio, o un evento di guerra. Eppure erano tanti, la popolazione decisamente superiore ad ogni altro gruppo presente in questo periodo sulla penisola fino al fatidico anno 800 a.C..

I loro cugini invece, nel frattempo avevano già in Grecia (e in seguito in altri paesi) provocato immediati mutamenti politico istituzionali: al vanax  miceneo o cretese succedette il basileus, con poteri militari, civili e religiosi; e quando si raggiunse dopo un periodo di animosità uno stabile equilibrio fra invasori e popolazioni soggette, si consolidò la divisione del popolo nelle tribù del territorio. Tutti i cittadini in grado di difendere lo stato, ebbero i diritti e doveri politici. Poi a poco a poco in Grecia, a un consiglio di anziani, capi dei gruppi gentilizi, si sostituì il consiglio dei capi militari (soprattutto per la difesa). Sembra di leggere quello che accadde alla fondazione nel 753 a.C. e più tardi nel 509, a Roma. - Ma che Roma prima ancora della Grecia anticipò la democrazia, basta leggere le date: Pericle attuò lo stato democratico e le assemblee popolari solo nel 462 a.C.! Quando Roma quarant'anni prima, aveva già una istituzione (nel 509  la Repubblica) così solida, che proseguì senza grandi mutamenti per circa 500 anni; ed era così  curata  la struttura amministrativa e militare che siamo in grado di elencare con esattezza  tutti i consoli eletti dal Senato e dai tribuni della plebe.

Perchè mai? Forse la risposta oggi con le ultime scoperte è molto semplice. Gli "invasori" in Italia, sia quelli provenienti da Nord che dal Sud non erano degli emarginati o dei fuggiaschi nè dell'Egeo nè dell'Anatolia, ma appartenevano agli ultimi discendenti di quella civiltà trace che si era in due date diverse nella prima e nella seconda volta messa in viaggio.
Quella del Nord (i palafitticoli) però aveva conservato la propria natura e la sua originalità politica perchè in mille anni risalendo il Danubio non era stata influenzata da popoli locali primitivi, né loro (sui Balcani)  avevano influenzati questi, perchè lo spostamento fu continuo; ogni due tre generazioni cambiavano zona, risalendo il grande fiume; e tracce di questi brevi insediamenti lungo il percorso di tutto il lungo corso medio e alto del Danubio ne hanno lasciate parecchie migliaia.
Quella etrusca al contrario (più a contatto con l'area mesopotamica) aveva già da molto tempo introdotto nella sua società la "politica guerriera"; nata originariamente per la difesa, ma consacrata poi alle conquiste. Nascono così regni e imperi, o in continua lotta (vedi l'intero Medio Oriente) o in perenne apatia, chiusura a ogni altra politica sia commerciale che culturale. Come gli Egizi che rifiutarono per tremila anni ogni contatto. Un popolo quello egizio che vive l'intera sua esistenza sulla barca; e che quando la scopre non fa nemmeno uso della ruota, e non mette una sola nave nel Mediterraneo pur avendolo davanti. Dai fenici non imparano nemmeno come si costruisce una nave; né usarono l'alfabeto, e fecero a meno anche della moneta. Invece che ai commerci l'Egitto si dedicò solo nell'arte delle mummie e i relativi sepolcri, con un sistema teocratico che non poteva fare altro che anticipare il medioevo europeo quando lo stesso potere sacerdotale passò in mano a una quasi identica teocrazia.
Eppure come abbiamo già letto in altre pagine, avevano anche loro avuto contatti (fra l'altro vicinissimi) innovativi con il mondo iranico mesopotamico nel 3000 a.C., con quello anatolico nel 1500 a.C. e poi con quello fenicio e greco nel 1000 e nel 700 a.C..

I ritrovamenti dei tesori di Varna o di Valci Tran, ci dimostrano un'altra cosa, che il mondo delle grandi civiltà umane nel 4000 anni a.C. non era ancora diviso, né antagonistico; quello dei traci antichi era un centro che riuniva la Grecia continentale ai paesi del Mar Nero in un'unica unità economica e culturale, la differenziazione sorse solo dopo; quando sì iniziò a parlare di popoli ricchi e popoli poveri, popoli civili e popoli barbari. Ovviamente i ricchi divennero quelli che riuscivano a rubare molto agli altri, e altrettanto ovviamente divennero popoli "civili" solo quelli che vincevano per prendersi le grandi miniere d'oro e d'argento che i traci possedevano (oggi non è cambiato poi di molto, nell'era moderna, è ricco chi ha il petrolio o chi si è impossessato dei pozzi di petrolio o delle miniere).
Di questo oscuro periodo sappiamo ancora molto poco. Ma le sorprese non mancheranno in un prossimo futuro.

Quello dei Traci, nel 2000-1300, a sud verso l'Egeo, e a nord risalendo il Danubio, fu l'ultima migrazione. Sappiamo che sul luogo (in Tracia) scomparve del tutto questa millenaria civiltà; poche comunità sopravvissero alla "colonizzazione" greca che raggiunse il suo apice nel VII sec. a. C. Conquiste che provocarono il profondo mutamento socio-economico della Grecia. Nel VI - V sec. a. C., i greci con le "conquiste", assoggettando i traci, "saltando da un 'isola all'altra da una città all'altra, si gonfiarono come ranocchi in uno stagno" scrisse un antico. Nei primi tempi con i Traci fecero del commercio, poi li resero tutti schiavi, legittimando questo comportamento con la dialettica. Del resto la logica di Aristotele ancora nel IV sec. era "La schiavitù è giustificata per natura in quanto corrisponde a una legge naturale, giacchè gran parte dell'umanità (i barbari) é costituita di schiavi nati". La sua logica la mutuarono poi i romani allo stesso modo, e gli schiavi nati furono poi i greci senza distinzione di censo e cultura. Molti filosofi finirono anche loro schiavi, e chissà come conciliarono la frase di Aristotele. Tutto é relativo. Le stesse frasi le dissero pure gli spagnoli e i primi "cristiani" quando sbarcarono in America.

Dopo Alessandro la Tracia diventò solo terreno di lotta tra le monarchie ellenistiche. Gli storici greci (il più attendibile e obiettivo a quanto pare rimane Omero - ma fino a Schliemann e alla scoperta di Troia le pagine del poema sembravano piene di leggenda e non di storia) ci narrano che la Tracia era una zona povera, e ci nascondono ogni cosa, e quando lo fanno, con un senso di superiorità e di autocompiacimento la disprezzano, ci raccontano cioè cose non vere. E così i greci non si appropriarono solo della Tracia ma anche dei loro dei, e scrissero la loro storia, modificando la storia.

Quando vi arrivarono i romani, la Tracia era da cfirca 5 secoli già in totale decadenza, e non potevano certo immaginare che il luogo era quello da dove erano partiti i primi uomini dei Campi di Urne, gli stessi che incontrò ai piedi del Palatino, Romolo, nel fondare Roma. Scrivono gli storici del tempo (30 a.C. - 200 d.C.) che sono stati i romani ad aver introdotto la vite e aver civilizzato la Tracia (le diedero perfino un nome - Romania). Nulla di più falso, perchè scopriamo nell'opera di Omero che le navi quotidianamente portavano a Troia anfore di vino trace, e che la vite non solo era già conosciuta in Tracia 4000 anni prima, ma con un tipo di luppolo fabbricavano già una birra e una specie di whisky. Ed era già conosciuto ai palafitticoli di Ledro, mille anni prima della fondazione di Roma.

* Ritorniamo alla civiltà arcaica dell'Italia centrale di questo periodo, soprattutto quella poco lontana dalle sponde del Tevere: i Latini. Circondati a nord e a sud da questi importanti fenomeni geopolitici narrati sopra, il loro territorio prima di ogni altra regione beneficia di entrambe le due invasioni culturali. Ne approfitta per divenire dinamica nella sua struttura e formare i primi nuclei di una società eterogenea anche se una parte Latina - come vedremo nelle continue lotte con i vicini villaggi perfino della stessa stirpe - è renitente alle novità, é chiusa, non vuole rinunciare a una sua vocazione, all'economia agricola-pastorale. (Padova ancora nel 1898 per lo stesso motivo (i possidenti agrari) non volle l'insediamento della FIAP, poi FIAT - Ma è un atteggiamento tipico di tutti i ottusi proprietari di terreni anche incolti a ogni latitudine). L'altra parte invece, quella più aperta, afferra e vive il proprio tempo, coglie l'attimo. Poi con la scoperta delle nuove tecnologie agricole e idrauliche, e dell'architettura a materiale durevole, fa subito sorgere come in Medio Oriente prima alcuni rustici villaggi, poi in breve tempo (il volano dell'economia dell'indotto comincia a girare a pieno ritmo) innalza la prima autentica città, costruendo le case in mattoni, gli edifici pubblici in pietra, fabbricando dighe, canali, ponti, strade, acquedotti.

ANNO 800 a.C. - Che sia avvenuto qualcosa di strabiliante in questo periodo non lo dice solo la tradizione leggendaria riportata in seguito con l'uso della scrittura nei racconti letterari che ci hanno poi tramandato i primi storici romani, ma ci viene confermata dalle testimonianze che ci giungono analizzando quegli istituti romani che si sono mantenuti dentro un singolare conservatorismo giuridico; che permettono di avere un quadro generale credibile per non dire esatto, anche se le lacune non mancano.

* Ciononostante, di questo primo periodo, pur non possedendo una cronaca scritta, oggi con gli esami archeologici sul sito Roma e Lazio, é confermata una mescolanza dei due popoli appena accennati sulla questione dell'aspetto e sulla formazione definitiva del popolo laziale prima, e in particolare quello latino romano subito dopo.
* Le più singolari di queste testimonianze, sono le inumazioni e le cremazioni (pratica incineratoria). Quest'ultima presente sui luoghi databili all'anno 1500-1000 a.C. Una consuetudine questa del tutto sconosciuta ai latini e nel resto della penisola; quindi praticata solo dalle nuove popolazioni proveniente dal nord, ma che subito dopo non é più predominante, visto che già prima della fondazione di Roma, questa usanza scompare ed è adottata l'inumazione. Significa che gli indigeni riescono sì a mutuare in fretta tutto il bagaglio culturale dei nuovi venuti, ma sono poi loro a far da padroni nel proprio ambiente e a sviluppare in forma autonoma la propria cultura, modificando e arricchendo pure quella dei nuovi arrivati.

* Il ceppo di questi gruppi che non si lasciano condizionare ma semmai condizionano (diverrà poi una vera vocazione dei romani), sono gli indigeni degli antichi insediamenti posti sui Colli Albani: cioè quello dei LATINI. Una popolazione che sul territorio costituiva il gruppo più importante, e nella zona dove sorgerà poi Roma, possedeva quasi tutta la pianura della valle: 30 chilometri a sud e 30 chilometri a nord fino al Tevere, e a ovest all'attuale Ostia.
* Oltre il Tevere, a nord, il territorio si stava popolando di nuovi arrivi, mentre oltre l'Aniene insediati da alcuni secoli c'erano i Sabini, una popolazione arcaica locale, con rari ma comunque insofferenti contatti con i latini Albani. Quindi il cuore di tutto questo territorio - che si domina efficacemente con un solo incomparabile sguardo dalla cima del monte Soratte - era occupato dai Latini; e anche se non esercitavano questo dominio sull'intera pianura, di fatto erano loro i legittimi proprietari. Una legittimità che si estendeva in una fascia di terra anche al di là dei due fiumi.
Naturalmente questo disinteresse, era dovuto essenzialmente al piccolo numero di abitanti, e durò fino a quando la pianura in questione e le due fasce oltre il fiume, cominciarono ad essere colonizzate illecitamente dai nuovi venuti con lavori di canalizzazione per insediarsi nella piana fertile del Tevere per iniziarne lo sfruttamento agricolo.
Agli insofferenti del villaggio chiuso, questo era un bene, ai conservatori invece sembrò una sciagura nazionale.

* LA REGIONE - Molto particolare questo grande territorio, sia nella parte collinare che in quella attorno al Tevere. Per lungo tempo entrambe erano state ricoperte da uno spesso strato di cenere di origine vulcanica. Eruzioni che per qualche millennio erano state catastrofiche, poco prima della fondazione di Roma, erano cessate da circa quattro/duecento anni. Lo strato superficiale riuscì così a formare il prezioso e caratteristico terreno dell'agro romano; l'ideale per le nuove tecniche delle coltivazioni dei nuovi arrivati. Allo stesso fenomeno post-vulcanico e alla abbondante piovosità che la regione allora godeva, era pure dovuta la fitta vegetazione attorno ai Colli, che ancora ai tempi di Teofrasto (III secolo a.C.) sovrabbondavano di fittissime foreste di faggi con la presenza perfino di alcune sequoia.
(La superficie della provincia di Roma attuale é di 5352 kmq, di cui il 33,2% del territorio è pianeggiante, il 50,6 collinoso, il 16,1% montagnoso. Della superficie totale il comune occupa 1507,60 Kmq e ha due terzi della intera popolazione)

ANNO 790 a.C. - Abbondanti ritrovamenti archeologici ci indicano che l'agricoltura cominciò ad essere subito intensiva dopo i grandi lavori di drenaggio, di canalizzazione e costruzioni dighe. Troviamo quindi in zona le prime colture di grano anche se scadente (farro, miglio, orzo) e alcuni frutti dove primeggia però solo il fico. Ancora sconosciuto l'olivo (quello selvatico proveniente dal sud apparve nel VII secolo). Mentre la vite sicuramente fu portata dalle popolazioni del nord, dai palafitticoli (al Lago di Ledro questa era presente già nel 1400-1200 a.C.). Ma questa non fu molto importante, perchè anche dopo la fondazione di Roma la viticultura non era per nulla intensa; e sebbene i Vinalia compaiono nel calendario di Numa, fino all'epoca repubblicana (509 a.C.) la vite non era coltivata a grande dimensione. Ci sono "storie" nel periodo del regno che indicano il vino come un medicinale, e ve ne sono altre che accennano a una proibizione (ai tempi di Domiziano, anno 81 d.C.) della coltura della vite e della relativa bevanda

ANNO 780 a.C. - E' un periodo in cui la zona dei Colli Albani è già disseminata di grandi villaggi. Sorgono su alture o solo sulle pendici per il fatto che i terreni in pianura (che avevano a disposizione, ma che non utilizzavano) richiedevano grandi opere di drenaggio per renderli abitabili e soprattutto coltivabili. Questi villaggi sui colli - non sappiamo con quale istituzione arcaica - (forse come quella ancora vigente oggi in A.Adige, "del Maso Chiuso", unico erede universale é solo il primo figlio, gli altri se vanno d'accordo restano a stipendio o altrimenti vanno via) appropriandosi in tempi lontani di un tratto del territorio avevano dato vita col tempo e col sistema del patriarcato a gruppi familiari sempre più numerosi, un vasto parentado differenziato nelle mansioni e amministrato da una gerarchia sempre più complessa, ristretta a pochi componenti della stessa famiglia.

Infatti, in questo periodo, nel 780 a.C. esiste già una struttura sociale che ha creato al suo interno le prime separazione di classi; di conseguenza anche un genere di aristocrazia che passa dal tipo "feudale campagnolo" in pochissimo tempo a "feudale guerriero", che iniziò (provocata o provocando) subito ad avere anche le prime inimicizie e relative animosità con i vicini nel contendersi qualche bosco o appezzamento di terra. La struttura era quella di una comunità agricola molto arcaica a economia chiusa, ma già all' interno esisteva una specie di "aristocrazia" ereditaria, che possedendo il diretto controllo della terra assumeva nei confronti della popolazione (compresi i numerosi parenti, anche affini - il Maso Chiuso, idem) un atteggiamento autoritario, di sfruttamento dei subalterni, anche se nello stesso tempo - oltre a fornire il necessario per vivere - offriva un rapporto di protezione da eventuali nemici. Che erano prima i paesi vicini, poi più tardi con una politica del tipo "nazionalista", le spedizioni guerresche si organizzarono contro i villaggi di confine e anche in quelli oltre. La nascita di una Lega forse servì proprio a questo: a coalizzarsi. - Nelle guerre che elencheremo più avanti, ne troveremo molte di queste alleanze, e molto spesso anche infide).


ANNO 760 - a. C. -Prima della fondazione di Roma si contano circa 60 di questi villaggi, disseminati su circa mille chilometri quadrati; quindi con una media di circa sedici chilometri quadrati ciascuno. Sono queste "città" che formano le prime unità territoriali dei latini: i pagi, la base della loro struttura sociale che non sappiamo per quale ragione (se per la difesa, se per motivi di culto, o per altri obblighi ignoti) una tradizione vuole poi riunita sotto una Lega politica con a capo Alba Longa, un sito nelle vicinanze di Castel Gandolfo. Anche se una informazione tramandata da Prisciano, colloca la sede di questa Lega Albana, ad Aricia, il luogo dove sorgeva il celebre santuario di Diana; un importante centro di culto riconosciuto da tempi antichissimi (lo scrive Plinio).
Alla fine dell'epoca regia la lega riuniva ancora circa 30 membri di cui Roma ne faceva parte, anche se con una certa insofferenza per via della mentalità arretrata di alcuni aderenti. Nella Lega era forse predominante l'elemento religioso, e nei primi tempi questa componente si rivelò un efficace strumento di coesione politica; anche se la tradizione e la storia ricordano liti e lotte fra gli stessi villaggi latini, oltre che con quelli Sabini e con altri vicini.
Comunque sia, questa Lega riuniva un Capo di ogni villaggio, diciamo "ricco", "aristocratico" , con funzioni di sovrano della collettività; un Rex. eletto con il consenso degli dei: comandante, sacerdote e giudice supremo. Una sovranità, l'auspicium, (l'interpretazione del dovere divino - una unzione che ogni sovrano arrogante esibisce davanti al popolo) che se era accolta dalla plebe ignorante, a nutrire alcuni dubbi erano proprio quelli della sua stessa condizione, quindi spesso contestata questa autorità sia da dispute dinastiche (le congiure erano una prassi) all'interno della propria famiglia e sia da lotte di altre ricche famiglie - Patres gentium - che ambivano a posizione di prestigio. Dimostrando che a non credere a poteri divini dei loro arroganti congiunti, erano proprio loro, gli aristocratici e i contendenti del potere.

Siamo agli inizi delle prime alleanze di religione e politica per gestire meglio il potere. La prima paventando la punizione divina, l'altra la punizione della legge, quella naturalmente che si è fatta il potente di turno. ("E non c'è una  legge che torni comoda a tutti gli ambiziosi del potere". - "Chi domina si fa la sua "legge" Livio - Sembramo gli anni 2000 in Italia !!!! Ad personam) . Iniziano le alternanze in cui ognuno con ogni mezzo cerca di persuadere gli altri di essere lui il prescelto dalla divinità, ma per convincere che gli dei sono con lui, e lui è un dio in terra, non dimentica di usare la "sua" legge che è poi quella delle sue armi. Chi le ha potenti e ne ha tante, vince e fa la "sua legge". (non è che sia cambiato molto nei tempi moderni; se Hitler non metteva in fuga nel 1938 l'inventore della bomba atomica, l'avrebbe usata lui la bomba e avrebbe vinto la guerra; avrebbe poi giustificato il suo uso come fece Truman "per metter fine alla guerra e non causare altri morti").
LE STORIE LEGGENDE SU ROMA
(Da ERODOTO, Storie, I, 94) -
L'immigrazione dei Tirreni Lydi in Italia. I Lydi raccontano che essi mandarono una colonia nella Tirrenia. Ecco, secondo come dicono, come andò il fatto:
Sotto il regno di Atys, figlio di Manes, tutta la Lydia fu afflitta da una grande carestia, che i Lydi sopportarono per qualche tempo con pazienza. Ma, poiché durante diciotto anni il male, anziché diminuire, aumentava, il re divise tutti i Lydi in due parti, delle quali fece tirare a sorte quale dovesse restare in patria e quale partire. Quella che la sorte destinava a restare ebbe per capo il re stesso e suo figlio Lydo, l'altra che doveva emigrare, l'altro figlio di Atys, Tyrreno.
I Lydi che la sorte costringeva ad abbandonare la propria patria andarono dapprima a Smirne, dove costruirono navi, sulle quali, dopo avervi caricata ogni sorta di mobili e cose utili, salparono in cerca di una terra ospitale. Dopo avere toccati vari paesi, approdarono in Umbria, dove si costruirono delle città che abitano oggi ancora. Senonché, là giunti, essi abbandonarono il nome di Lydi, per assumere quello di Tyrreni, dal nome del loro capo, il principe Tyrreno".
(Da STRABONE, libro V) -
" I Romani chiamano i Tyrreni Etruschi o Tusci. I Greci hanno dato loro questo nome di Tyrreni da Tyrreno, figlio di Atys, che condusse, a quanto si racconta, una colonia di Lydi in quel paese.
Giacché il re Atys, essendo il paese afflitto da carestia, fece tirare a sorte quale dei suoi due figli dovesse emigrare con una gran parte del popolo. Questa sorte toccò a Tyrreno, mentre il fratello Lydo, favorito dalla sorte, rimase in patria col padre."

(Da TITO LIVIO, Istorie, I)
Presa Troia, si fece scempio di tutti gli altri Troiani, ma verso Enea non usarono i Greci alcun diritto della vittoria, sia per ragion di antica ospitalità, sia perché aveva sempre consigliata la pace e la restituzione di Elena. Pertanto Enea, scortato dal destino a dar principio a cose maggiori, dicono che prima calasse in Macedonia; indi cercando dove stabilirsi, fosse balzato in Sicilia, e dalla Sicilia approdasse alle terre di Laurentano. Sbarcati i Troiani e datisi a predare i campi come quelli cui null'altro restava dalla loro quasi interminabile navigazione che le armi e le navi, il re Latino e gli Aborigeni, che tenevano allora quei luoghi, accorsero armati dalla città e dal contado a respingere la violenza degli stranieri: alcuni dicono che, vinto in battaglia, il re Latino stringesse pace, indi affinità con Enea; altri che, come si muovessero gli eserciti, e prima che suonassero le trombe, si avanzasse il re Latino in mezzo ai suoi capitani e chiamasse a parlamento il duce degli stranieri; indi, avendo chiesto chi mortali fossero mai, e da dove e per quale ventura erano partiti dalla loro patria; poi inteso che era gente troiana, che il capitano Enea, figlio di Anchise e di Venere, e che, arsa la patria, andavano peregrinando, cercando dove restare e un sito dove fondarvi una città, ammirando l'alta chiarezza della nazione e dell'eroe, pronto alla guerra del pari che alla pace, porgendogli la destra, giurasse fede di futura amicizia. Quindi i due capi si strinsero in lega, gli eserciti si salutarono. Enea fu accolto in casa dal re Latino, dove questi, davanti agli Dei Penati, aggiunse alla pubblica la domestica alleanza, concedendogli in sposa la propria figlia. In seguito i Troiani costruirono una città che Enea, dal nome della moglie, chiamò Lavinio.
Indi Turno, rè dei Rutuli, a cui era stata promessa Lavinia innanzi la venuta di Enea, mal soffrendo che gli fosse preferito uno straniero, fece guerra a un tempo ad Enea ed a Latino. Nessuna parte uscì lieta da tale conflitto. I Rutuli furono vinti, i Latini ed i Troiani, vincitori, vi perdettero il capo, Latino. Allora Turno e i Rutuli, temendo per le cose loro, ricorsero alla potenza degli Etruschi, ch'erano in fiore ed al loro re Mesenzio; e questi, che aveva la signoria di Cere, città a quei dì potentissima, sin da principio nulla contento della fondazione della nuova città, vedendo che lo Stato troiano cresceva ormai troppo più che non si convenisse alla sicurezza dei vicini, senza farsi pregare, alleò alle sue armi i Rutuli. Enea, per conciliarsi l'animo degli aborigeni in mezzo al terrore di tanta guerra, e perché avessero tutti non solo uno stesso governo, ma un nome stesso, chiamò Latini l'una e l'altra nazione, né di poi gli aborigeni cedettero ai Troiani in devozione e fedeltà verso di Enea.
Egli, affidatosi a tali disposizioni dei due popoli, che ogni giorno si univano insieme, benché sì grande fosse la potenza dell'Etruria, che aveva già empito di sua fama non solamente la terra, ma il mare ancora per tutta la lunghezza d'Italia, dall'Alpi al mar di Sicilia, benché potesse dentro le mura ribattere il nemico, trasse fuori l'esercito a battaglia.
Fu questa la seconda guerra dei Latini, e fu anche l'ultima opera mortale di Enea. Egli giace, comunque sia giusto o lecito chiamarlo, in riva al fiume Numide, col nome di Giove Indigete.
Ascanio, figlio di Enea (e non si sa se della prima moglie di costui, Creusa, ovvero di Lavinia), sovrabbondando già Lavinio di popolazione, lasciò alla madre, o matrigna che fosse, il possesso della città, per quei tempi assai florida e doviziosa; egli ne fabbricò un'altra sulla costa del monte Albano, che, dal sito, fu chiamata Albalunga (o Albalonga) come quella che si stendeva lungo il declivio.
Dalla fondazione di Lavinio al trasporto della colonia in Alba passarono circa trent'anni; e nello stesso tempo era cresciuta la potenza dei Latini, specialmente dopo la rotta degli Etruschi, che né alla morte di Enea, né poi durante la tutela di una donna e la prima esperienza di un re giovanotto, osarono mai muovere in armi contro di essi, né Mesenzio con i suoi Etruschi, né alcun altro confinante.
Si era con la pace convenuto che il fiume Albula, oggi Tevere, fosse il confine fra gli Etruschi ed i Latini.
Dopo altri 10 re, tutti discendenti da Ascanio o Giulo, regnò Proca, che generò NUMITORE e AMULIO, e lasciò proprio a Numitore, maggiore di età, il regno. Riuscì peraltro più la violenza che le disposizioni del padre o il riguardo all'età. Amulio, cacciò Numitore, usurpò il regno, e, aggiungendo delitto a delitto, uccise i figli maschi del fratello; poi elesse a Vestale, sotto pretesto di onorarla, la figlia di lui Rea Silvia, e, la costrinse a perpetua verginità, togliendo ad essa ogni possibilità di prole.
Ma era, io credo, ordinata dai fati l'origine di sì grande città, e il principio di un impero, dopo quello degli Dei, il più possente.
La Vestale diede alla luce due gemelli, di cui ella disse padre il dio Marte. Ma né gli Dei, né gli uomini sottrassero la madre e la prole alla crudeltà del tiranno Amulio; che fece prendere la sacerdotessa per imprigionarla, e comandò che i due bambini fossero gettati nella corrente dei fiume Tevere.
Per fortunata sorte, e non senza consiglio divino, il Tevere in quei giorni, straripando, si era sparso in una quieta laguna; non ci si poteva da alcuna parte avvicinare al vero letto e alla corrente del fiume, e quelli che vi portavano i fanciulli credevano che si sarebbero potuti annegare anche là, dove l'acqua invece languidamente stagnava. Così pensando di aver adempiuti gli ordini del re esposero i bambini nella gora più vicina, dov' è ora il fico Ruminale, e se ne andarono
Erano quei luoghi a quel tempo vaste solitudini. Vuole la tradizione che, avendo l'acqua, nel ribassarsi, lasciato in secco il canestro galleggiante, entro cui erano stati esposti i fanciulli, una lupa vagante, scesa dai monti vicini, si accorgesse dei vagiti dei bimbi e porgesse loro in un modo mansueto le penzolanti mammelle; così raccontò un pastore che li trovò in atto di lambirle con la bocca.
Dicono che il pastore avesse nome Faustolo e che li affidasse alla moglie Larenzia in modo da allevarli per poi condurre le greggia, Così nati, così allevati, appena crebbero in età, pur non trascurando le stalle e i pascoli, presero a cacciare per boschi montani, e quindi, acquistando vigore d'animo e di corpo, non solo abbattevano le fiere, ma coraggiosi si gettavano sui ladroni carichi di preda e spartivano il bottino coi pastori; e con essi, crescendo ogni giorno di più lo stuolo dei giovani, celebravano feste e giuochi.
Faustolo sin da principio aveva in testa che quella che stava allevando in casa fosse una prole reale; perché sapeva che erano stati esposti due bambini per ordine del re, e il tempo, in cui li aveva raccolti, concordava perfettamente con quell'ordine; ma era deciso a non rivelar la cosa prima del tempo, se non per favorevole congiuntura o per necessità,
Questa occasione venne col fatto che Remo sotto l'imputazione di avere invaso le terre di Numitore fu arrestato e consegnato a Numitore stesso, che tenne Remo in prigione. Ma udendo che erano gemelli, confrontando l'età e la loro indole tutt'altro che volgare, fu toccato nell'animo dalla memoria dei nipoti fatti uccidere dal fratello; cosicché venne al punto da riconoscere Remo.
Ma ormai Romolo per liberare Remo, con i suoi giovani a una data ora, piombò nella reggia. Dalla casa di Numitore, con altra gente appostatavi, uscì Remo a sostenerlo.
Numitore, nella prima confusione, gridando tutto intorno che i nemici erano dentro la città e che avevano assalita la reggia, rivolse l'invito alla gioventù albana di difendere la rocca; e, poiché vide i due giovani che, fatto il colpo, si congratulavano l'un l'altro, chiamato subito il popolo a parlamento, espose le crudeltà usategli dal fratello, l'origine dei nipoti, come erano nati, come allevati, come riconosciuti, indi la uccisione del tiranno, della quale si confessò di essere autore egli stesso.
Avanzatisi il gruppo di giovani in mezzo all'assemblea del popolo e salutato l'avolo re, si levò da ogni parte un grido concorde che gli raffermò il titolo e la regia podestà.
Data così a Numitore la signoria di Alba, venne il desiderio a Romolo e a Remo di fondare e costruire una città in quegli stessi luoghi, dov'erano stati esposti ed allevati. E già sovrabbondavano gli abitanti in Alba e nelle altre città del Lazio, accresciuti da molti pastori; e tutti costoro facevano manifestamente prevedere che Alba sarebbe stata piccola, e piccola Lavinio a confronto della città che si sarebbe fondata. Ma si frappose a tali disegni la passione avita della smania di avere un regno, e dopo un principio abbastanza tranquillo, sorse tra i due fratelli una sciagurata contesa.
Poiché Romolo e Remo erano gemelli, né poteva il rispetto all'età far differenza, affinché gli Dei tutelari di quei luoghi eleggessero con gli auguri quale di loro due dovesse dar nome alla nuova città, e, dopo averla costruita, chi regnare su essa, Romolo scelse il Palatino, Remo l'Aventino, come luoghi da prendere gli auspici. Si narra che prima a Remo apparissero quale augurio sei avvoltoi, e che, dopo annunziato l'auspicio, un doppio numero se ne mostrasse a Romolo; onde i rispettivi partigiani li avevano entrambi salutati re, gli uni aggiudicando il regno a Remo favorito dal tempo, gli altri a Remolo favorito dal numero degli uccelli.
Affrontatisi prima a parole per questa contesa, nel bollore della lite vennero alle mani e Remo nella mischia cadde trafitto. È tradizione più comune che Remo deridendo il fratello a mo' di sfida varcasse d'un salto le nuove mura, e che Romolo sdegnato del gesto arrogante l'uccidesse, aggiungendo anche queste minacciose parole. "tal fine sia di ognuno chi d'ora in poi varcherà le mie mura".
Così Romolo solo fu padrone del regno, e la città costruita ebbe nome dal fondatore"
(Da Tito Livio, Istorie, I )



* A parte la leggenda Romolo, Remo e la Lupa (questa nascerà più tardi), e di altre leggende ancora più antiche, come quella appena letta di Enea; la tradizione storica (abbastanza più affidabile e realistica) narra che Romolo in una di queste controversie tra "piccoli Reucci di campagna", fu allontanato da Alba Longa dallo zio Amulio, un usurpatore a un trono locale, che forse Romolo aspirava. Il nipote abbandonò Alba Longa e scese nella vallata del Tevere, deciso a ritagliarsi uno spazio nei pressi del Palatino; che alla sua base non era affatto disabitato. C'era gente di ogni razza, incluso qualche latino dei Colli, forse nelle stesse condizioni di Romolo, cioè privati di prestigio, di eredità, di prospettive; che avevano preferito uscire dal ghetto patriarcale per lanciarsi all'avventura dei "tempi nuovi". Costoro non aspettavano altro che un capo e una mente dotata di acume politico, come desidera del resto ogni gruppo isolato, di emigranti o colonizzatori, in qualsiasi regione del mondo.

Il Palatino é il Colle che con dieci ettari di superficie si erge e domina -con le sue formidabili rocce- tre lati. Abbastanza largo per ospitare un grande villaggio com'era nelle intenzioni di Romolo. Ma soprattutto sembrava luogo ideale per l'insediamento di un villaggio costruito su modello Albano (cioè arroccato) che avrebbe quindi potuto difendersi contro attacchi di nemici. Invece cosa accade, che stranamente non ci sono testimonianze archeologiche di grandi insediamenti sul colle, ma solo alla base, il luogo in cui sorgeranno in seguito i Fori, il Velabro e il Circo Massimo. Questo dimostra che c'era stato un mutamento nella concezione degli insediamenti, forse dovuto proprio ai primi (abusivi) abitanti già sparpagliati sul luogo, che appartenevano ad un altra stirpe, o a una generazione diversa, non certo a quella rintanata nelle impervie montagne o nei colli in mezzo alle impenetrabili foreste; il "nuovo" abitante amava i grandi spazi, la pianura; una natura diversa, di certo più ostile per le piene alluvionali, ma se domate - e i mezzi e le idee le avevano - la prosperità non era un miraggio ma una realtà solo da raccogliere, anche a tempi brevi, perchè c'era intelligenza e determinazione e più nulla fu lasciato al caso. E che determinazione!!

* La mentalità era cambiata; gli scambi attraverso il fiume erano divenuti intensi; il commercio stava modificando tutta l'economia; le tecnologie della coltivazioni con il drenaggio e le arature che facilitavano le semine stavano rivoluzionando tutto il territorio. Altro che "coltura eroica", come quella dei terrazzamenti di pochi metri sui Colli. Era inoltre dal fiume che avvenivano i contatti con gente diversa; che portava non solo nuove idee, ma nuove piante, nuovi oggetti, nuovi animali, nuove tecnologie, ma soprattutto dal fiume scendeva quella intraprendenza che è la caratteristica dei colonizzatori; cioè il voler lavorare sodo. Da quel guado arrivò in questo periodo il primo aratro e la prima scure in bronzo, il primo cavallo, la prima pecora, la prima capra, il primo maiale e il primo tralcio di vite e chissà quante altre cose utili , e quante meraviglie. Possiamo benissimo immaginare quando arrivava un carico sul fiume, quanta curiosità c'era attorno. E le sorprese indubbiamente a quel tempo dovevano essere molte e quotidiane per la gente del posto.
* La posizione dunque era strategica. E saranno proprio questi fattori che contribuirono a trasformare il semplice villaggio di Romolo in una grande città, che alla sua nascita era già un crocevia di tre mondi diversi; due da mille e più anni in continua evoluzione, e l'altro, indigeno, ad assistervi non passivamente. Anzi! A cogliere l'essenziale più che il generale, in tutto.

* La base del colle e l'insediamento del nuovo villaggio, dietro il riparo delle sue rupi, quindi si trovava in una posizione vantaggiosa, in quanto, anche se non proprio da vicino, dominava il fiume nel punto in cui il guado sotto l'Isola Tiberina costituiva il più agevole di tutti gli attraversamenti dalla pianura latina verso nord ovest. Da non dimenticare che proprio alla base del Palatino sul lato sinistro, lungo la Vallis Murcia, esisteva la più antica e anche l'unica via di comunicazione tra il Tevere e i colli Albani (la futura Appia - o via Latina). Il che significa che alcune attività commerciali da e verso il fiume si svolgevano da molto tempo, anche se in una forma molto limitata e solo occasionale. Del resto, lo abbiamo letto, il territorio latino non solo raggiungeva la sponda sinistra del fiume, ma anche se non l'aveva mai abitata, possedeva una fascia di terreno anche nella sponda destra (quindi a nord) sia del Tevere che dell'Aniene.

* La documentazione archeologica ci testimonia che nella zona, prima della decisione di Romolo di far sorgere qui una nuova città, esistevano già dei piccoli villaggi; costruiti da nuclei familiari di molti elementi ma sicuramente gruppi tra loro separati, come mostra il fatto che tra di essi sono state rinvenute alcune tombe. E mostra (come accade in tutti gli insediamenti di immigrati) che erano formati da popolazioni diverse, perchè i riti funerari erano diversi: ci sono inumazione e ci sono cremazione. Quindi non una presenza compatta di genti latine come nei Colli Albani, ma mista, dovuta a quella - antica o più recente - migrazione disordinata che abbiamo accennato più sopra. Alcune cremazioni ritrovate sul territorio del Foro sono datate 1500 a.C. - 1000 a.C.. Poi da questa data le nuove popolazioni adottarono anche loro la inumazione, e nei villaggi sotto il Palatino si formò un sepolcreto che continuerà fino a VI secolo a. C; cioè fino a quando si prosciugarono e si recuperarono i terreni bassi paludosi a nord del Palatino a mezzo della Cloaca Massima.


* E' questo il periodo dove inizia la vera storia del Foro romano, quando la piazza che vi sorgerà, diventerà il centro del mondo conosciuto, per mille anni.

* L'abilità del fondatore, fu dunque quella di riuscire a unificare questa popolazione eterogenea. La città nacque perciò da un processo progressivo di fusione di gente diversa, che poi prendendo coscienza della propria operosità sentì nascere l'orgoglio di appartenere a questa comunità così apolide (come negli USA a fine Settecento). Forse inizialmente mediante una forma di federazione tra i villaggi sparsi, poi quando alcuni interessi che prima erano di un solo gruppo divennero di tutti, e l'integrazione fu una necessità per progredire più in fretta, piano piano la federazione si trasformò in una struttura politica unitaria senza uguali. Avvenne nel giro di qualche decennio, dovuto a un "miracolo" economico e tecnologico che indubbiamente stimolò e coinvolse tutti, vecchi e nuovi arrivati, ma sempre con la predominanza dei latini. Questo perchè dai grandi centri dei Colli Albani, i più intraprendenti (ma altrettanto fecero poi alcuni Sabini - Appio Claudio migrò a Roma per far fortuna proprio con un gruppo di Sabini) attratti da questa "rivoluzione" politica sociale ed economica (come le migrazioni dalle campagne negli anni '50 e '60 in Italia) scesero in massa nella "nuova città", sottraendo braccia ma anche "cervelli" giovani ai villaggi, lasciando andare in decadenza i centri stessi e insieme anche quella aristocrazia conservatrice che si arroccò nei suoi poderi con le arcaiche tradizioni e istituzioni, osteggiando e perfino"combattendo" la nuova grande città-realtà che cominciò subito a sconvolgere il territorio. Combatteranno invano! Alcuni di questi centri nel corso del sec. VI, sparirono del tutto. Rimasero solo alcuni nomi storici, che Plinio ci ha tramandati ricostruendo la Storia di Roma in un documento compilato per ordine dell'imperatore Augusto. Forse il più attendibile di tutte le altre storie e leggende.

* Plinio ci informa che nel V secolo, di 60 centri erano sopravvissute solo queste cittadine; Tusculum, Nemorensis, Aricia, Ardea, Antium, Satricum, Pometia, Anxur (Terracina), Signa, Ferentinum, Anagnia, Norba, Cora, Velitrae, Antium, Lavinium, Bovillae, Ficana, Marino, Frascati, Ostia, Labici, Gabri, Tibur, Pedum, Praeneste, Circei, Collatia, Antemnae, Ficulea, a nord del Tevere e Atiene, Silva, Fidenae, Ficulea, Nomentum, Crustumenum, Capena, Eretum, Carsioli, Varia.

* Una cosa è certa. Nel momento in cui Roma nasce (c'erano come abbiamo visto tutti gli elementi a favore) cammina subito in fretta verso l' età piena della città e s'inserisce immediatamente in maniera sempre più profonda nel sistema di relazioni commerciali verso l'Etruria in un periodo in cui la cultura, la civiltà, il fasto, la ricchezza e la potenza della aristocrazia etrusca avevano raggiunto il culmine; e stavano quasi avvolgendo e coinvolgendo la stessa Roma. Infatti, dopo pochi decenni inizia il periodo di convivenza con alcuni governanti etruschi e gli effetti di questi rapporti non solo culturali ma anche politici si faranno subito sentire nel 616 quando Tarquinio Prisco inizia la prima dinastia dei re romani etruschi; poi gli effetti si faranno ancora di più sentire politicamente quando l'altro etrusco Servio Tullio nel 577 con una straordinaria lungimiranza politica - che sembrò al momento una megalomania - dentro le mura che andò a costruire (le serviane) fece racchiudere i Sette Colli.
Per 1000 anni, quelle mura divennero le pareti di uno scrigno; e dentro, a una a una, spuntarono le più belle gemme del mondo create da un popolo singolare, mettendo insieme mille culture per poi farne una tutta sua; non solo con i mezzi a disposizione, ma con le capacità creative nell'utilizzarli in un modo migliore.

Sta per iniziare la "grande avventura", sta per sorgere una grande aerea politica, economica e culturale, che anche se dopo mille anni conoscerà il suo crepuscolo, non cesserà mai in futuro nella storia d'Europa e del Mondo, di stupire. Sta sorgendo nel Mediterraneo e nel centro Europa un grande area con un unica valuta e delle  insignificanti barriere doganali, il cui commercio non é ostacolato da frontiere ma anzi incoraggiato e facilitato da mille strade, porti e città - sorte proprio per questa sfera d'azione della moneta e dell'economia di mercato - che l'Europa, ancora oggi nel 2000, dopo 2753 anni cerca affannosamente di prendere a modello. Quella moneta si chiamava denario, ma non era solo l'unità di base del sistema monetario romano che era presente in tutto il mondo conosciuto (perfino a Canton - H. Kong - e in Cina ne sono state ritrovate in grandissima quantità) ma dove questa giungeva, era anche un potente mezzo di sviluppo di una civiltà; la moneta sul diritto recava la testa galeata di Roma e sul rovescio i Dioscuri al galoppo; due appropriati simboli che andranno a creare la leggenda Roma.
Fu un autentico galoppo, e quello che era solo fino allora leggenda, si trasformò in una reale straordinaria millenaria epopea.
in breve queste sono le tappe
i primi re di ROMA
nome origine inizio regno fine regno note
Romolo Latino? 753 717 leggendario
2°  Numa Pompilio Etrusco 715 673 leggendario
Tullo Ostilio Etrusco 672 641 incerto
Anco Marcio Etrusco 640 617 incerto
L. Tarquinio Prisco Etrusco 616 579 incerto
Servio Tullio Etrusco 578 535 -
Tarquinio il Superbo Etrusco 534 510 -
VEDI QUI LE BIOGRAFIE DI TUTTI I RE DI ROMA > > >
(da Tito Livio, Istorie)
Come già detto, il primo colle ad essere abitato fu secondo la tradizione, il Palatino, questo perché  un isoletta molto vicina alla base del colle  permetteva in quel punto di guadare il Tevere.
Le tre tribù, Latini, Etruschi e Sabini costituirono una federazione e fondendosi formarono la città.
Il primo re fu ROMOLO, egli scelse cento capi famiglia che avevano con lui fondato la città ed erano dotati di capacità per costituire il Senato; questi uomini furono più tardi chiamati patres e i loro discendenti patrizi.
( Secondo le più moderne teorie i patrizi furono invece i discendenti dei Sabini che conquistarono poi Roma ). Possiamo anche sostenere che i patrizi furono i membri di famiglie che per la loro forza economica o militare si assicurarono le terre migliori.
Queste famiglie, i Valerii, i Cornelii, i Fabii, gli Aemilii e i Claudii furono i veri detentori del potere nella città per i successivi cinque secoli dopo la fondazione di Roma.
Il Senato poi si compose di trecento membri.
Dopo i patrizi, anche se molto meno influenti politicamente, venivano gli equites, uomini d' affari spesso ricchi abbastanza per permettersi l' accesso al Senato, dove formavano la seconda parte di quell' ordine chiamato dei patrizi aggiunti.

La plebe era la maggioranza dei cittadini romani, comprendeva artigiani, contadini, commercianti.
Sotto di loro c' erano gli schiavi.
La leggenda narra che Romolo, per procurare mogli per la sua tribù, rapì durante una festa le donne dei Sabini, scatenando così una guerra con Tito Tazio, re della tribù sabina dei Curiti.
La leggenda racconta che furono proprio le loro donne, quando le truppe di Tazio si avvicinarono al Palatino, ad interporsi e a far stringere un armistizio tra i due contendenti. 
Romolo rappacificato persuase poi Tazio a dividere con lui il trono e a fondere la sua tribù con quella dei Latini.
Molto probabilmente questa vicenda nasconde semplicemente la conquista di Roma da parte dei Sabini,  inconfessata nelle successive narrazioni degli storici di Romani.
Dopo la morte di Romolo e di Tazio i capi delle famiglie si riunirono ed elessero a re il sabino NUMA POMPILIO.

La vera e propria autorità era nelle mani degli anziani senatores, mentre le funzioni del re si limitavano quasi esclusivamente al campo religioso.
Infatti  Numa cercò di inculcare il timore negli dei, fingendo persino di avere dei colloqui notturni con la divina Ninfa Egeria.
Egli stabilì un culto uniforme per le tribù di Roma, rafforzando l' unità e la stabilità dello Stato.
Numa, secondo quanto scrisse Cicerone, donò al suo popolo quarant' anni di pace.
Mentre il suo successore, TULLO OSTILIO, riportò i Romani alla loro vita abituale di un tempo, ricominciando a fare delle azioni belliche contro le città vicine.
Per prima cosa attaccò e distrusse Albalonga, torturando poi a morte il suo re.
Il suo successore, ANCO MARZIO (O MARCIO), continuò la sua politica espansionistica.

Intorno al 620 a. C. , LUCIO TARQUINIO PRISCO , figlio di Demarcato e di una donna etrusca, emigrò da Tarquinia a Roma, dove conquistò una importante posizione, tale da farsi eleggere re alla morte di Anco Marzio, grazie all' appoggio di una coalizione di famiglie etrusche (616 a. C.).
Sotto Tarquinio Prisco la monarchia accrebbe i suoi poteri a danno dell' aristocrazia aumentando -viste le origini- anche l' influenza etrusca su Roma.
Tarquinio combattè vittoriosamente contro i Sabini, conquistò tutto il Lazio, usò le risorse acquisite per abbellire Roma, ma anche altre città etrusche, come Tarquinia.
Dopo un regno di trentotto anni fu assassinato dai patrizi, che volevano limitare - com'era sempre avvenuto- l' autorità monarchica solo alla sfera religiosa.
La sua vedova, Tanaquilla, riuscì comunque a trasmettere in eredità il trono a suo figlio SERVIO TULLIO ( 578 a. C. ).
Servio è stato il primo re che ottenne il trono per diritto di sangue, senza essere stato scelto dal popolo.
Egli fece circondare Roma da una cinta di mura per difendere la città da razzie (le attuali Serviane) si alleò con la parte ricca della plebe contro i proprietari terrieri, e riuscì così a rafforzare la sua posizione come sovrano.
Divise poi i cittadini in classi in ragione del censo, rafforzando così la classe degli equites (cavalieri).
Al censimento risultarono 80.000 uomini atti alle armi, e possiamo in questo modo calcolare la popolazione di Roma di questo periodo intorno alle 250.000 persone.
Divise i cittadini in 39 nuove tribù, tenendo conto, nella suddivisione, esclusivamente del luogo di residenza, indebolendo così la classe aristocratica, che fondava i suoi poteri sulla nascita.
Alcuni anni dopo un altro Tarquinio lo accusò di regnare illegalmente, allora Servio Tullio si sottopose al giudizio popolare, ottenendo un plebiscito in suo favore.
Fu una delle prime espressioni popolari della futura democrazia romana che però non ebbe fortuna: Infatti Tarquinio lo fece allora assassinare e si proclamò re ( 535 a. C.)

Sotto di lui, noto alla storia con il nome di TARQUINIO il SUPERBO, la monarchia diventò assoluta, distinguendosi anche per numerose crudeltà pur di difendere il suo potere, attirandosi così l'odio di tutti gli uomini potenti della città.
Egli attaccò i Rutili e i Volsci, e mentre si trovava alla testa dell' esercito divenuto ormai pericoloso il Senato lo depose ( 509 a. C. ).
Il motivo della sua cacciata è avvolto nella leggenda, si racconta che il figlio di Tarquinio violentò la moglie di Lucio Collatino, il quale, con il suo amico Lucio Giunio Bruto, riunirono i senatori e li persuasero a bandire i Tarquini da Roma. 
Il re deposto corse in gran fretta verso la città, mentre Bruto, raggiunto l' esercito romano, conquistò l'appoggio dei soldati. Tarquinio fuggi al Nord e chiese all' Etruria di rimetterlo sul trono.
I cittadini elessero allora due consoli con uguali poteri da esercitare per un anno.
La tradizione riporta che i primi due consoli....

.....furono Bruto e Collatino, quest' ultimo però rinunciò in favore di Publio Valerio, detto poi Publicola, cioè amico del popolo, perché fece votare al Senato diverse leggi poi rimaste fondamentali nella storia Romana, cioè: che qualsiasi uomo avesse tentato di farsi re fosse punibile con la morte senza bisogno di un processo; che qualsiasi tentativo di impadronirsi di una carica pubblica andava punita con la morte; ma lasciò anche la facoltà a qualsiasi cittadino condannato alla sentenza capitale da un magistrato di potersi appellare all'Assemblea, che in questo caso fungeva da supremo tribunale..
ANNO 509 - Questo cambiamento politico liberò Roma dall' influenza Etrusca e sostituì la monarchia con una Repubblica oligarchica che governò poi Roma fino alla comparsa sulla scena di Cesare.
ACCENNIAMO QUI COM'ERA LA REPUBBLICA
"ORDINAMENTO DEL GOVERNO REPUBBLICANO"
e "L'ESERCITO"
da Polibio, Storie, VI, 10-16
In Roma i consoli sono arbitri di tutti i pubblici affari, perché tutti gli altri magistrati, all'infuori dei tribuni della plebe, sono loro subordinati e a loro ubbidiscono. Sono loro che introducono gli ambasciatori nel Senato, che riferiscono nelle deliberazioni urgenti ed hanno tutto il maneggio delle leggi e degli affari di pertinenza del popolo; a loro spetta convocare i Comizi ed attuarne le deliberazioni. Nelle cose di guerra poi e nella condotta delle operazioni campali hanno autorità quasi assoluta, a loro spetta imporre ai soci il contributo che giudichino conveniente, nominare i tribuni, arruolare i soldati, e scegliere fra questi i migliori. Inoltre in campagna hanno piena facoltà di punire chiunque faccia parte dell'esercito (di cui parleremo più avanti), nonché di spendere del denaro pubblico quanto e quando ritengano opportuno; li accompagna, infatti, sempre un questore, che esegue quanto loro ordinano.
Il Senato ha innanzi tutto l'amministrazione dell'erario, essendo sottoposte alla sua giurisdizione così le entrate come le spese, dal momento che i questori non possono fare nessun impiego di denaro, per nessuna ragione, senza una deliberazione del Senato, se non per ordine dei consoli. Anche la maggiore e più ragguardevole spesa, che fanno i censori ogni cinque anni, per erigere e restaurare edifici pubblici, è ordinata dal Senato, che autorizza i censori.
Inoltre il Senato si occupa di tutti i reati commessi in Italia, che richiedono giudizio pubblico, cioè i tradimenti, le congiure, gli avvelenamenti, gli assassinii; e provvede a qualsiasi individuo o città d'Italia che abbia a comporre una lite, o meriti castigo, od abbisogni di soccorso o presidio. Il Senato dispone pure per le ambascerie che si debbano mandare fuori d'Italia, sia per far pace, sia per comunicare esortazioni o imposizioni, sia per stipulare patti od accogliere sottomissioni di popoli o dichiarare guerra. Ed il Senato si occupa altresì del modo come debbono essere ricevute in Roma ambascerie estere e di rispondere ad esse.
Ma anche al popolo rimane una parte assai importante nel governo
Della repubblica; perché i premi e i castighi che sono forza indispensabile di ogni stato e società umana, sono soltanto nelle mani del popolo. Esso giudica sopratutto coloro che hanno ricoperto qualche a magistratura; ed esso solo può pronunziare sentenze di morte. A questo proposito è da ricordare e lodare come presso i Romani vige la consuetudine che, quando un cittadino sia stato condannato morte da tutte le tribù tranne una sola che non abbia votato, possa andarsene dalla città in spontaneo esilio a Napoli, Preneste, Tivoli od altre città, che, per convenzione con la repubblica, possono accoglierlo liberamente.
Inoltre il popolo elegge i magistrati, scegliendoli fra i più benemeriti cittadini, essendo in una repubblica il potere il più bel premio della virtù. Ancora dipende dal popolo l'approvazione delle leggi; e ciò che è della più alta importanza, esso delibera intorno alla pace ed alla guerra. Infine è il popolo che conferma e ratifica quanto concerne le alleanze, la cessazione delle ostilità e le convenzioni con altri popoli.
Così dunque l'autorità è ripartita fra consoli, senato e popolo. Ora diremo come ciascuno dei tre poteri debba agire in accordo con gli altri due.
Il console, quando è in campagna con l'esercito, è investito d'autorità assoluta, ma in realtà non può concludere nulla senza il beneplacito del Senato e del popolo. Al primo dei quali spetta autorizzare le spese per i viveri, le vesti, i salari dei soldati, nonché di confermare o no il comando militare al console, quando questo l'abbia tenuto per un anno, ed infine autorizzare il trionfo, per mezzo del quale si dà a vedere ai cittadini che cosa sia stato compiuto dal generale investito del comando supremo. D' altra parte il consenso del popolo è assolutamente necessario ai consoli per la cessazione delle ostilità, perché soltanto al popolo spetta ratificare i trattati con gli altri popoli. Ma, ciò che più conta, i consoli debbono, deponendo il loro potere, render conto al popolo del loro operato. Donde si vede che nulla vale l'autorità dei consoli senza il consentimento del Senato e del popolo.
Ed anche il Senato, che pure è così potente, è soggetto all'autorità del popolo; perché esso non può nei processi per delitti di stato pronunciare sentenza di morte, senza l'approvazione dei Comizi. Inoltre il popolo è arbitro di approvare o no proposte di leggi dirette a diminuire l'autorità che la consuetudine accorda al Senato, od a togliergli qualche prerogativa ed onore; e ciò che è più grave ancora, il popolo può, per mezzo di un tribuno della plebe che opponga il suo veto, impedire non solo le deliberazioni del Senato, ma perfino le sue adunanze. Di modo che il Senato teme il popolo e si studia li compiacerlo.
Ma il popolo pure è a sua volta soggetto al Senato; perché ad esso spetta la sovraintendenza su tutti i lavori pubblici che vengono lati in appalto dai Censori, quali restauri ed erezioni di edifici, e tutti i lavori da farsi nei fiumi, nei ponti, nelle miniere, nell'agro pubblico, insomma ovunque si estenda la proprietà dello stato romano; dai quali lavori ognuno può trarre vantaggio. Inoltre, essendo di nomina senatoria i giudici per la maggior parte delle controversie finanziarie più importanti, tutti i cittadini, temendo di potere un giorno avere a che fare con tali giudici, hanno interesse a non contrastare il Senato nelle sue deliberazioni. Ed allo stesso modo difficilmente i cittadini si oppongono alle proposte dei consoli, in quanto sanno di dovere in caso di guerra sottostare alla loro autorità.
Così essendo equilibrata l'autorità di ciascuno dei tre poteri non sarebbe possibile trovare una repubblica meglio costituita di questa, in guerra come in pace. Quando un pericolo esterno imminente costringe tutti a sentire ed operare d'accordo, tale e tanta diviene la potenza di quel governo, che nessuna cosa opportuna è omessa, perché tutti a gara rivolgono concordi il loro pensiero alla difesa dello stato, cosicché nessuno ritarda l'esecuzione delle opportune deliberazioni e tutti, in pubblico e in privato, cooperano alla buona riuscita della faccenda. Per tal modo la repubblica romana risulta invincibile e riesce a tutto ciò che ha deciso di conseguire. Ed anche quando, liberati dai pericoli del di fuori, i Romani vivono nell'abbondanza, fruttata dalle vittorie, e, godendo della loro prosperità, sono inclini, come di solito succede, all'insolenza ed alla superbia, allora sopratutto si può vedere come la repubblica tragga da sé stessa i rimedi ai suoi mali; perché ognuno dei tre organi dello stato vigila ad impedire la prepotenza degli altri due; cosicché nessuno di essi può sopraffare gli altri; ma tutti e tre rimangono al proprio posto, o perché frenati, o perché non hanno osato, per rispetto di quelli, sconfinare dai propri poteri.
Da POLYBIO, Storie, VI, 10.16 (Traduzione - Ed. Paravia).

L'ESERCITO ROMANO
Dopo aver nominato i consoli, i Comizi eleggono i tribuni militari, scegliendone 14 fra coloro che sono sotto le armi da cinque anni e 10 fra quelli che servono già da dieci anni. Dei cittadini romani i cavalieri debbono prestare servizio militare per dieci anni, i fanti per sedici, prima di aver compiuto i quarantasei anni. Soltanto coloro che sono censiti per meno di quattrocento dracme non servono nell'esercito, ma costituiscono la riserva per la marina.
A Roma a nessuno è concesso assumere un impiego civile prima, di avere militato nell'esercito per dieci anni.
Per fare la leva dei soldati i consoli fissano ogni anno un giorno in cui tutti i Romani di età adatta alle armi debbono presentarsi sul Capitolino. Qui i 14 tribuni più giovani sono ripartiti fra 4 legioni; 4 sono assegnati alla prima, 3 alla seconda, 4 alla terza e 3 alla quarta. Poi i 10 tribuni più anziani sono distribuiti in numero di 2 alla prima e terza legione, di 3 alla terza e quarta.
Ciò fatto, i tribuni sorteggiano le tribù che debbono fornire gli uomini per le quattro legioni. Poi, chiamati i cittadini della tribù tratta a sorte, ne scelgono 4 giovani, tutti simili per corporatura ed età, e ne assegnano uno a ciascuna legione, dando la precedenza nella scelta ai tribuni della prima legione; in seguito ne fanno avanzare altri 4, facendo scegliere per primi i tribuni della seconda; poi ne designano altri 4 ancora e scelgono il proprio soldato per primi i tribuni della terza; infine scelgono fra 4 altri soldati, quelli della quarta. Indi si ricomincia da capo e si prosegue allo stesso modo, finché in ogni legione si sia raggiunto il numero prefisso di 4200 soldati, o di 5000 quando si tratti di una guerra molto grave. Un tempo vi era l'uso di scegliere, dopo i fanti, anche i cavalieri; ma ora questi sono nominati, a seconda del censo, dal censore, in ragione di 300 ogni legione.
Fatta la coscrizione, i tribuni ricevono da ogni soldato il giuramento, secondo questa formula: "Ubbidirò ai miei superiori ed eseguirò tutti i loro ordini, per quanto mi sia possibile". Nello stesso tempo i consoli fissano ai magistrati delle città socie di Roma il numero dei soldati che ciascheduna città deve fornire ed il giorno ed il luogo in cui quelli debbono presentarsi, accompagnati da un comandante e da un cassiere.
Quanto ai cittadini romani coscritti, in un giorno stabilito devono
presentarsi senz'armi; allora i più giovani e più poveri sono creati VELITI; quelli che seguono ad essi per età e censo ASTATI; gli uomini più forti PRINCIPI; i più vecchi TRIARII; perché tali e tante sono presso
Romani le differenze nei nomi, nell'età e nell'armatura in ogni legione, la quale ha 600 Triari, 1200 Principi, 1200 Astati, ed il rimanente di Veliti.
I VELITI sono armati di spada, dardi, ed uno scudo leggero detto "parma" solidamente costruito e di grandezza sufficiente a riparare la persona, essendo rotondo, con un diametro di tre piedi. Inoltre essi portano un elmo senza cresta o cimiero, coperto talvolta da una pelle di lupo o di altra cosa simile, sia per difesa che per distintivo.
Il loro dardo è normalmente in legno lungo due cubiti e grosso un dito, con una punta [metallica] lunga un palmo, tanto sottile che, una volta lanciata, si piega, così da non poter servire più; perché altrimenti potrebbe essere rimandata indietro dai loro nemici.
Gli ASTATI usano armatura completa, alla quale spetta uno "scudo" oblungo, a superficie convessa, largo due piedi e mezzo, lungo quattro, fatto di legno rivestito di cuoio, rinforzato da lamine di ferro in alto e in basso, così che può appoggiarsi per terra senza sciuparsi; nonché [nel mezzo] da una specie di conchiglia in ferro, che lo ripara dai colpi violenti di pietre, di lance e di altri proiettili. Oltre allo scudo, gli astati hanno la spada detta "spagnola", che portano al fianco destro, costituita da una lama forte e solida, appuntita e tagliente da ambedue le parti; due pili lunghi tre cubiti, a ciascuno dei quali è saldamente fissato un lungo dardo di ferro uncinato; un elmo di bronzo, ornato di tre piume diritte, rosse o nere, lunghe un cubito, e gambali. La maggior parte portano sul petto una lamina di bronzo di dodici dita di diametro, detta "guardacuore". Quelli poi che sono censiti per oltre 10.000 dracme usano, in luogo di questa, una corazza guarnita di uncini.
La stessa armatura usano anche i PRINCIPI ed i TRIARII; senonché, in luogo dei pili, portano lance.
[Divisa poi la legione in 30 manipoli, ciascheduno dei quali si suddivide in due centurie, i tribuni assegnano ad ogni centuria un centurione, avendo cura che i centurioni siano, non tanto audaci ed avidi di azzuffarsi, quanto buoni ed imperturbabili condottieri, di forte animo, non per assaltare il nemico ed accendere il combattimento, ma perché, anche se vinti e soccombenti, non cedano, loro muoiano sul luogo.
Quanto alla cavalleria si divide in 10 turme, a ciascuna delle quali possiedono tre decurioni. L'armatura dei cavalieri è ora simile a quella dei Greci. [in passato essi erano armati in modo diverso, ma, venuti a conoscenza delle armi usate dai cavalieri greci, i Ronani] presero subito ad imitarle, perché essi sono fra tutte le nazioni i più facili a cambiare abitudini, imitando quando conoscono quelle migliori.
Giunto il giorno in cui tutti hanno giurato di trovarsi nel luogo stabilito dai consoli, i coscritti si presentano sempre tutti immancabilmente, non ammettendosi nessuna scusa per mancare all'appello, se non auspici contrari o forza maggiore. Insieme con i Romani si raccolgono anche le milizie dei soci, i cui comandanti, designati dai consoli su proposta delle città alleate, detti prefetti, in numero di dodici, si occupano dell'amministrazione e del maneggio delle milizie alleate. Costoro dapprima propongono ai consoli la scelta dei cavalieri e fanti migliori, che sono detti "straordinari", cioè scelti, in numero pari a circa un terzo della cavalleria alleata, e ad un quinto della fanteria, che è all'incirca uguale a quella delle legioni romane. Il rimanente delle milizie alleate viene diviso in due parti, che costituiscono le due ali destra e sinistra della legione.
Compiuto l'inquadramento della legione, si pone il campo. Siccome circa l'ordine e l'acquartieramento degli eserciti esiste presso i Romani un costante sistema, a cui si attengono in ogni tempo ed ogni luogo, così mi sembra valga la pena di cercare, per quanto sia possibile con parole, di mettere i lettori al corrente della maniera dei loro accampamenti.
Scelto il luogo per l'accampamento, nel punto più adatto per il comando, si piantano gli alloggiamenti del console, a cui si assegna uno spazio quadrato ["pretorio"] di 200 piedi di lato. [Lungo un lato di tale quadrato sono poi allineate le tende dei 12 tribuni delle legioni che dipendono da ciascun console. Alla distanza di 100 piedi da tali tende sono collocate le tende dei soldati, quelle di una legione a destra, quelle dell'altra a sinistra di una specie di via larga 50 piedi, perpendicolare al pretorio, essendo le tende disposte in isolati rettangolari, separati da due vie minori parallele alla principale e da una a quella perpendicolare. A destra ed a sinistra delle due legioni, sono accampati nello stesso modo gli alleati].
Lo spazio che sta dietro alle tende dei tribuni, di qua e di là del pretorio, serve parte quale foro e parte all'alloggiamento del questore e di tutte le cose necessarie all'esercito che egli porta con sè: più indietro ancora sono accampati i cavalieri scelti (straordinari) ed i volontari, i quali non solo sono alloggiati presso il console, ma anche nelle marce ed in altre circostanze stanno agli ordini del console e del questore, e si tengono presso di loro. Dopo questi, rivolti allo steccato, stanno i fanti che prestano la stessa opera come i cavalieri scelti e i volontari.
Tutto il campo risulta di forma quadrata con strade che si intersecano [ad angoli retti], le quali lo rendono simile ad una città. Da tutti i quattro lati il campo è chiuso da uno steccato, distante dalle tende duecento piedi. Tale spazio vuoto è molto utile, sia per il passaggio delle schiere dei soldati, sia per raccogliere bestiame e bottino, sia infine perché le tende dei soldati si trovino al riparo dai proiettili in eventuali assalti notturni.
Da POLYBIO, Storie, VI, 17-30 (1)
 
La situazione politica ed economica dei cittadini più poveri e deboli tuttavia non migliorò, anzi furono costretti a restituire le poche terre che Servio aveva dato loro e persero quella poca protezione che la monarchia aveva in precedenza dato.
Lars Porsenna, supremo magistrato di Chiusi, raccolse un esercito tra le città confederate dell' Etruria e marciò su Roma. Nel frattempo anche a Roma veniva fatto un tentativo per restaurare sul trono i Tarquini, represso poi nel sangue. Si racconta che tra i cospiratori vi fossero due figli di Bruto; Roma assistette  impassibile alla loro decapitazione.
Nonostante la stoica resistenza, tanto cantata dai poeti latini, Roma si dovette arrendere a Porsenna e consegnare parte del territorio conquistato dai re a Veio e alle città latine depredate nei decenni precedenti. 
Porsenna piuttosto magnanimo non pretese la restaurazione dei Tarquini. Roma ne uscì indebolita ma gli effetti della sua rivoluzione rimasero. 
ANNO 500-  a.C. - Annessione di Crustumerium e creazione, nel 495, della tribù Clustumina

ANNO 499 - Consoli   T. EBUTIO HELVA e C. VETURIO GEMINO. - Battaglia  contro i latini sconfitti poi al lago Regillo.

ANNO 498 - Consoli  Q. CLELIO SICULO e T. LARCIO FLAVIO.

ANNO 497 - Consoli   A. SEMPRONIO ATRATINO e M. MINUCIO AUGURINO.

ANNO 496 - Consoli A. POSTUMIO ALBO e T. VERGINIO TRICOSTO. - Per sei mesi si registra una  dittatura di Postumio

ANNO 495 -  Consoli Ap. CLAUDIO SABINO INREGILLESE e P. SERVILIO PRISCO STRUCTO. Viene fondata la colonia di Signia.

ANNO 494 - Consoli A. VIRGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO e T. VETURIO GEMINIO TRICURINO. - Per sei mesi é dittatore   M. VALERIO          MASSIMO che fa registrare nei fasti un trionfo sui Sabini e sui Medulini.
* La lotta tra patrizi e plebei diventa aspra oltre che per i privilegi politici anche per quelli religiosi. I nobili nel praticare il culto di Giove ritengono questa divinità superiore a quella della plebe (Terrae filii), che sono invece (dicono i patrizi) sotto le divinità terrene. Ma il contrasto della plebe sale perché versa in grave difficoltà economiche; e nonostante le promesse dei patrizi non migliora né la loro posizione economica né giuridica. Tali contrasti portano il prossimo anno......

ANNO 494 - ....alla secessione della plebe a Monte Sacro (o AVENTINO) . Promotori Giunio Bruto e C. Sicinio (Dionigi). A fare l'apologia della plebe  é MENENIO AGRIPPA. L'invito (ricordato come Legge sacra ) rivolto ai patrizi é quello a riconoscere i rappresentanti  eletti dal popolo. Ridiscesi poi dall'Aventino, ritornati in città, ottengono dai patrizi alcune concessioni: la Costituzione dei Comitia tributa  e il Concilia plebis tributa. Attribuzioni: difesa dei plebei dagli arbitro del magistrato, diritto di intercessione in caso di punizione o arresto di un cittadino e di sospensione degli atti pubblici dei magistrati e delle deliberazioni del Senato, salvo che in tempo di guerra. Si decide la divisione in 20 tribù e la creazione delle Assemblee per l'elezione del tribuni della plebe, e una organizzazione militare plebea. Questi però stranamente non sono stati aggiunti nelle liste dei consoli e dei fasti. Le fonti sono lacunose. Sembra che i primi due tribuni siano stati C. LICINIO e L. ALBINO (o Livio. Non mancano le reazioni e l'irrigidimento di alcuni patrizi; che faranno nel 485 appello ai coloni delle loro campagne.

ANNO 494 - Fondazione della colonia latina di Velletri (in precedenza stanziamento o un villaggio di  Volsci)

ANNO 493 - Consoli POSTUMIO COMINIO AURUNCO e Sp. CASSIO VERCELLINO. Sono loro due a stipulare un trattato tra la Lega Latina e Roma con il Foedus Cassianum:, per una pace perpetua e reciproci buoni rapporti per un'alleanza futura.
* Costruzione del Tempio di Saturno nel Foro forse come sede dell'Erario. Dello stesso periodo il Tempio di Cerere, di Libero Bacco, e Libera Prosperina sull'Aventino.

ANNO 492 - Consoli P. MINUCIO AUGURINO e T. GEGANIO MACERINO. Fondazione della città di Norba (Norma); già città latina, poi città dei Volsci, che ritorna ora latina.

ANNO 491 - Consoli A. SEMPRONIO ATRATINO e Cn. MARZIO CORIOLANO. Quest'ultimo tradisce Roma, e si schiera con i Volsci.  la tradizione vuole che sia stata la madre e la moglie a farlo rinsavire, quindi a sventare la minaccia di uno scontro.
* In Sicilia  a Gela, Gelone instaura una tirannide. Nell'475 occupa Siracusa  e lascia tiranno di Gela il fratello Gerone.

ANNO 490  - A Roma consoli Sp. LARCIO FLAVO ( altri, Rufo) e Q. SULPICIO CAMERINO CORNUTO.
* Guerra Greca-Persiana. - Scontro sull'Ubea. - Battaglia di Maratona al comando di Milziade.

ANNO 489 - Consoli, P. PINARIO MAMERTINO RUFO e C. GIULIO IULLO.

ANNO 488 - Consoli, SP. NAUTIO TUTILO e SESTO FURIO.

ANNO 487  - Consoli, C. AQUILLIO TUSCO e t. SICINIO SABINO.

ANNO 486  - Consoli, PROCULO VERGINIO TRICOSTO RUTILO con SP. CASSIO VECELLINO che  fa registrare due fasti trionfale sui Volsci,  e gli Ernici. Questi ultimi  si schierano poi alleati di Roma

ANNO 485  - Consoli con epilogo tragico. Sono eletti SER. CORNELIO MALUGINESE e Q. FABIO VIBULENO. Irrigidimento dei nobili verso la plebe ma anche lotta tra patrizi. I primi con i loro tribuni minacciano di processo capitale davanti all'assemblea popolare il patriziato. E' messo a morte il console uscente SP. CASSIO VECELLINO accusato di operare per diventare unico regnante

ANNO 484  - Consoli, K. FABIO VIBULENO e L. EMILIO MAMERCO.- Costruzione del Tempio di Castore e Polluce

ANNO 483  - Consoli,  L. VALERIO POTITO e M. FABIO VIBULENO

ANNO 482  - Consoli,  C. GIULIO IULLO e Q. FABIO VIBULENO

ANNO 481  - Consoli, SP. FURIO FUSO e K. FABIO VIBULENO

ANNO 480  - A Roma consoli,  M. FABIO VIBULENO e CN MANLIO CINCINNATO. - Invasione dei Persiani in Grecia. Resistenza eroica di Leonida alle Termopili. Battaglia di Salamina. Sconfitta dei Persiani.
* Gli storici pongono con questa data la fine del periodo arcaico e l'inizio dell' ETA' CLASSICA   nelle vicende culturali greche; quelle che andranno a influenzare anche tutto il mondo romano dei prossimi secoli

ANNO 479  - Consoli,  K. FABIO VIBULENO e T. VIRGINIO TRICOSTO RUTILO

ANNO 478  - Consoli,  L. EMILIO MEMERCO e C. SERVILIO STRUCTO AHALA

ANNO 477 - Consoli, C. ORAZIO PULVILLO e T. MENENIO LANATO. Inizia la guerra contro i Veienti.  Veio contro Roma. Sconfitta amara dei romani. Quasi tutti i membri della grande famiglia romana dei Fabi sono uccisi nei pressi del fiume Cremera

ANNO 475 - Consoli, P. VALERIO PUBLICOLA e c. NAUTIO RUTILO. Battaglia, vittoria e fasti per il primo contro i Veienti e i Sabini

ANNO 474 - Consoli, L. FURIO MEDULLINO e A. MANLIO VULSONE. - A Cuma gli Etruschi sono costretti a lasciare la Campania dopo un attacco navale  scatenato dai Greci cumani, che hanno chiesto l'appoggio a Gerone di Siracusa

ANNO 473 - Consoli, VOLPISCO GIULIO IULLO e L. EMILIO MAMERCO

ANNO 472 - Consoli P. FURIO MEDULLINO FUSO e L. PINARIO MAMERCINO RUFO.
* In Atene si rappresenta la prima e la più antica tragedia greca che si conosca. I Persiani, di Eschilo.
* Inizio del Classicismo. Età d'oro delle arti e delle lettere greche

ANNO 471 - Consoli T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e  AP. CLAUDIO CRASSINO.
* Incerta l'istituzione a questa data dei   comizi centuriati, che un altra tradizione attribuisce a  Servio Tullio

ANNO 470 - Consoli, T. EMILIO MAMERCO e L. VALERIO POTITO. - Roma divisa in 16 tribù rustiche e 4 urbane

ANNO 469 - Consoli, T. NUMICIO PRISCO e A. VERGINIO CELIOMONTANO.
* In Atene nasce SOCRATE

ANNO 468 - Consoli, Q. SERVILIO STRUCTO PRISCO e T. QUINTIO  BARBATO che riceve Fasti per le vittorie su Volsci Anziati

ANNO 467 - Consoli, TI. EMILIO MAMERCO e Q. FABIO VIBULENO. - Anzio è trasformata in  colonia romana

ANNO 466 - Consoli, Q. SERVILIO PRISCO e POSTUMIO ALBO REGILLESE.
* Atene: SOFOCLE raccoglie il suo primo successo

ANNO 465 - Consoli, T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e Q. FABIO VIBULENO

ANNO 464 - Consoli, A. POSTUMIO ALBO REGILLESE e SP. MEDULLINO FUSO.
ANNO 463 - Consoli, P. SERVILIO PRISCO e L. EBUTIO HELVA

ANNO 462 - Consoli, L. LUCREZIO TRICIPITINO e T. VETURIO GEMINO CICURINO. -  Per entrambi Fasti, trionfi e ovazioni per una spedizione sugli Equi e sui Volsci.
* In Grecia Pericle attua le riforme e lo Stato Democratico con le assemblee popolari

ANNO 461 - Consoli, P. VOLUMNIO AMINTINO GALLO e SER. SULPICIO CAMERINO CORNUTO. - Ad Atene ascesa di Pericle che introduce le riforme democratiche aprendo l'arcontato a quasi tutti i cittadini possidenti

ANNO 460 - Consoli, P. VALERIO PUBLICOLA e C. CLAUDIO INREGILLESE SABINO. - In Grecia nasce Ippocrate e Democrito. - In Persia termina la costruzione del palazzo di Persepoli.- In Grecia a Olimpia il Tempio di Zeus, sul frontone la Centauromachia. (*). A Selinunte in Sicilia i Templi F e E;  in quest'ultimo nella metope la Hierogamia (nozze sacre di Zeus e Hera). - (*) Sul Partenone di Atene nel 438, con lo stesso tema dei miti attici

ANNO 459 - Consoli, Q. FABIO VIBULENO e L. CORNELIO MALUGINESE.- Fasti trionfali per vittorie su  equi, volsci e anziati

ANNO 458 - Consoli, C. NAUTIO RUTILO e M. PAPRIRIO CARVENTANO. Ma é nominato dittatore L. QUINTIO CINCINNATO  nominato dittatore per condurre la guerra contro gli Equi che avevano assediato l'esercito di   MINUCIO. Sono sconfitti e i fasti registrano il suo trionfo. -  CINCINNATO dopo la vittoria preferisce ritirarsi  a vita privata

ANNO 457 - Consoli C. ORAZIO PULVILLO e Q. MINUCIO ESQUILINO. La plebe fa la richiesta di portare i suoi rappresentanti  tribuni siano portati a dieci. (non conosciamo se prima erano solo due o erano già stati portati a cinque in precedenza)

ANNO 456 - Consoli, Sp. VERGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO e M. VALERIO MASSIMO LECTUCA

ANNO 455 - Consoli T. ROMILIO ROCO VATICANO e    C. VETURIO CICURINO.
* Costruzione a Siracusa dell Athenaion (il tempio dorico oggi trasformato in Cattedrale), e dei Templi di Agrigento di Hera e Concordia. A Pasteum, l'Heraion

ANNO 454 - Consoli, SP. TARPERO MONTANO CAPITOLINO e A. ATERNIO VARO FONTINALE

ANNO 453 - Consoli, SESTO QUINTILIO e P. CURIATO FISTO TRIGEMINO

ANNO 452 - Consoli, T. MENENIO LANATO e P. SESTIO CAPITONE VATICANO. - Ad Atene si promulga la legge sul diritto della cittadinanza, data solo a chi é figlio di entrambi genitori ateniesi. (Roma, osserva e ascolta!)

ANNO 451 - Consoli, APPIO CLAUDIO CRASSO e T. GENUCIO AUGURINO

ANNO 450 - Nomina dei decemviri, composto da 5 patrizi e da 5 plebei,  con l'incarico di elaborare e compilare per iscrittoun CODICE giuridico detto poi delle DODICI TAVOLE in sostituzione del diritto consuetudinario. Grazie a questo primo codice si pose fine agli abusi che i patrizi commettevano ai danni della plebe, approfittando del fatto che la tradizione orale delle leggi ne permettevano una interpretazione a loro favore..- Secondo Livio i decemviri erano: APPIO CLAUDIO, T. GENUCIO, P. SESTIO. S. VETURIO, SP. POSTUMIO, T. ROMILIO, P. CURIATIO, P. SULPICIO, A. MANLIO, C. GIULIO

Si codificano il diritto privato, quello processuale e penale, e il diritto pubblico e quello sacrale. (Una stesura molto influenzata dal diritto greco: dalle leggi di Solone del 594 a.C. che intervenne per ristabilire l'ordine turbato da violenti conflitti sociali. Fu considerato il fondatore della democrazia greca, ma in realtà eliminò solo le aberrazioni del vecchio ordine, mantenendo inalterata la struttura basata sul censo e incanalando la pressione popolare con l'istituzione del consiglio dei 400. Di Solone ci sono pervenuti frammenti in versi di stile oratori, permeati di un profondo moralismo. Un rigorismo diretto solo a esaltare le virtù dei nobili. (Quello che stava accadendo a Roma in questo periodo). Tra l'altro nelle leggi c'è il divieto di contrarre matrimonio tra patrizi e plebei. Durerà poco: nel 445 con la Lex Canuleia il divieto sarà abrogato.
* Movimenti dagli Abruzzi e Molise di una popolazione che inizia ad occupare le pianure della Campania fino a Capua. Sono i SANNITI, che hanno l'intenzione di restare sul territorio anche a costo di scatenare una guerra

ANNO 449 - I decemviri dopo la promulgazione delle leggi  restarono in carica, ma un fatto di sangue (il padre uccise una figlia piuttosto che vederla ridotta in un' ingiusta schiavitù) sollevò il popolo chiedendo il ritorno alle vecchie leggi. I decemviri fecero tutti una brutta fine: Appio Claudio si suicidò. Sp. Oppio venne catturato e giustiziato, e agli altri furono confiscati i beni e scelsero l'esilio volontario. E' il trionfo degli interessi di Stato su quelli di classe.
* Sono nominati consoli L. VALERIO PUBLICOLA e M. ORAZIO BARBATO, che pubblicano anche le leggi dette Valerie-Orazie: si sanciva il diritto di appello della plebe; com'era avvenuto in questo caso con i decemviri.
* I due consoli celebrano anche un trionfo; il primo  dopo una campagna militare contro  gli Equi; il secondo per aver portato a termine una campagna vittoriosa scontro con i Sabini.
* Ad Atene Fidia inizia la costruzione del Partenone; e Callicatre termina il Tempio di Athena Nike, sull'Acropoli

ANNO 448 - Consoli, LARS ERMINIO CORITENESANO e T. VIRGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO. Si riapre la guerra contro gli  Equi, Volsci e Sabini

ANNO 447 - Sono eletti Consoli, M. GEGANIO MACERINO e C. GIULIO IULLO

ANNO 446 - Elezione dei Consoli, AGRIPPA FURIO FUSO e T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO

ANNO 445 - Consoli, C. CURTIO FILONE e M. GENUCIO AUGURINO.  Viene promulgata la  legge Canuleia , che abroga il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, fino a quest'anno in vigore. (é durata solo cinque anni)

ANNO 444 - Istituzione dei tribuni militari con poteri consolari. D'ora in avanti in luogo di due sarnno eletti tre tribuni militari con potere consolare. - I primi tre sono A. SEPRONIO ATRATINO, T. CLELIO SICULO e L. ATILIO LUSCO. Ma qualcosa non va nell'elezione. Sono sostituiti da due consoli L. PAPIRIO MUGILLANO e L. SEMPRONIO ATRATINO

ANNO 443 - Istituzione della censura   esercitata dai due consoli  MUGILLANO e SEMPRONIO.  I compiti sono quelli di classificare i cittadini secondo le origini e il censo; controllare la spesa pubblica; sorvegliare i costumi dei romani;  e alcuni compiti di sorveglianza amministrativa di vario genere. Censura riservata all'inizio solo ai patrizi

ANNO 442 - Consoli, M. FABIO VIBULENO con EBUTIO ELVA CORNICEN. - Ardea ( fondata dai rutuli.)  nuova colonia latina

ANNO 441 - Consoli, M. PAPIRIO CRASSO e C. FURIO PACILO FUSO

ANNO 440 - Consoli, MENENIO AGRIPPA LANATO e PROCULO GEGANIO MACERINO

ANNO 439 - Consoli QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e MENENIO AGRIPPA LANATO

ANNO 438 - Nominati non più due consoli ma tre tribuni militari: EMILIO MAMERCINO, GIULIO IULLO, QUINTIO CINCINNATO.
* In Atene é inaugurato il Partenone

ANNO 437 - Consoli, M. GEGANIO MACERINO, L. SERGIO FIDENATE, con il suffectus M. VALERIO LACTUCA

ANNO 436 - Consoli, L. PAPINIO CRASSO e M. CORNELIO MALUGINESE

ANNO 435 - Consoli, C. GIULIO IULIO e   L. VIRGINIO TRICOSTO. Nella censura  C. FURIO PACILO e M. GEGANIO MACERINO. Ma entro l'anno viene nominato un dittatore, Q, SERVILIO PRISCO (o Fidenate)

ANNO 434 - Consoli: confusione nelle registrazioni. Compaiono C. GIULIO IULIO e L. VIRGINIO TRICOSTO  già eletti l'anno precedente; poi contemporaneamente compaiono tre tribuni militari, M. MANLIO CAPITOLINO, Q, SULPICIO PRETESTATO e CORNELIO COSSO. Inoltre é registrato anche un dittatore    MAMERCO EMILIO MAMERCINO

ANNO 433 - Consoli nessuno, ma tre tribuni militari con lo stesso potere: M. FABIO VIBULENO, M. FOSLIO FLACCINATORE e L. SERGIO FIDENATE

ANNO 432 - Ancora tre tribuni militari: L. PINARIO MAMERCINO, L. FURIO MEDULINO e POSTUMIO ALBO REGILLENSE

ANNO 431 - Consoli, T. QUINTIO PENO CINCINNATO e GIULIO MENTONE. Nomina anche di un dittatore, A. POSTUMIO TUBERTO, per comandare una campagna militare, vittoriosa, sul monte Algido sugli Equi e sui Volsci a Carsioli.
* In Grecia rotta la pace Atene con Sparta, inizia la guerra che sarà ricordata "del Peloponneso"

ANNO 430 - Consoli, L. PAIRIO CRASSO e L. GIULIO IULLO. Confusione nella lista sulla censura di L. PAPIRIO o L. Pinario

ANNO 429 - Consoli, HOSTO LUCREZIO TRICIPITINO e L. SERGIO FIDENATE

ANNO 428 - Consoli, T. QUINTIO PENO CINCINNATO e A. CORNELIO COSSO

ANNO 427 - Consoli, C. SERVILIO STRUCTO e L. PAPIRIO MUGILLANO. - Nasce in Grecia PLATONE (Altri il 428)

ANNO 426 - Elezione di quattro tribuni militari: CORNELIO COSSO, QUINTIO PENO CINCINNATO, C. FURIO PACILO FUSO e M. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE. E compare anche la nomina di un dittatore, MAMERCO EMILIO MAMERCINO.
* Guerra ancora a Veio. Scontro personale tra  il re di Veio Larte Tolumnio e il console  CORNELIO COSSO, vincitore.
* Segue una punizione dei romani contro la ribelle Fidene (alleata di Veio) ed é   incorporata nel territorio romano

ANNO 425 - Sono eletti quattro tribuni: A. SEMPRONIO ATRATINO, QUINTIO CINCINNATO, FURIO MEDULLINO, ORAZIO BARBATO

ANNO 424 - Ancora quattro tribuni militari:    TI. CLAUDIO CRASSO, SP. NAUTIO RUTILO, L. SERGIO FIDENATE, GIULIO IULLO

ANNO 423 - Ritorno all'elezione di soli due consoli: C. SEMPRONIO ATRATINO e Q. FABIO VIBULENO

ANNO 422 - Elezione di tre tribuni militari:    Q. ANTONIO MERENDA, L. MANLIO CAPITOLINO e L. PAPIRIO MUGILLANO

ANNO 421 - Elezione dei consoli:  CN. FABIO VIBULENO e T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO.
* I plebei ottengono l'ammissione al collegio dei questori. (nel 409 addirittura la maggioranza)

ANNO 420 - Quattro militari: T. QUINTIO PENO CINCINNATO, L. FURIO MEDULLINO, M. MARIO VULSONE, A. SEMPRONIO ATRATINO.
* I Sanniti insistono sull'occupazione della Campania, spingendosi fino ad occupare la stessa Cuma.

ANNO 419 - Quattro militari:  AGRIPPA MENENIO LANATO, P. LUCRETIO TRICIPITINO,  SP. NAUTIO RUTILO, C. SERVILIO AXILLA

ANNO 418 - Tre consoli militari: M. PAPIRIO MUGILLANO, C. SERVILIO AXILLA e L. SERGIO FIDENATE. Figura anche un dittatore nel corso dell'anno, Q. SERVILIO PRISCO FIDENATE, e un censore L. PAPIRIO. - Spedizione punitiva contro Labicum per essersi alleata con gli Equi. Prisco la conquista e la città diviene colonia  latina romana

ANNO 417 - Quattro militari: L. LUCRETIO TRICIPITINO, AGRIPPA MENENIO LANATO, SERVILIO AXILLA E VETURIO CRASSO CICURINO

ANNO 416 - Quattro militari: A. SEMPRONIO ATRATINO, Q. FABIO VIBULENO, M. PAPIRIO MUGILLANO, SP.NAUTIO RUTILO.
* In Sicilia Segesta e Lentini temendo Siracusa chiede aiuti agli ateniesi trovando disponibile Alcibiade

ANNO 415 - Quattro militari: Q. QUINTIO CINCINNATO, N. FABIO VIBULENO, P. CORNELIO COSSO, C. VALERIO POTITO VOLUSO

ANNO 414 - Quattro militari: L. VALERIO POTITO, Q. FABIO VIBULENO, P. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, CN. CORNELIO COSSO

ANNO 413 - Un ritorno all'elezione di due consoli: A. CORNELIO COSSO e L. FURIO MEDULLINO.
* L'intervento degli ateniesi in Sicilia si conclude con un disastro. Duecento navi e 40.000 uomini catturati. Nel frattempo a Siracusa sorge un leggendario Diocle con delle riforme democratiche che faranno scuola

ANNO 412 - Ancora due consoli alle elezioni:    Q. FABIO AMBUSTO e C. FURIO PACILO.
* A Siracusa nelle attività legislative di Diocle compaiono le prime monete in argento (Decadrammi)

ANNO 411 - Elezione a Roma di due consoli: M. PAPIRIO MUGILLANO e SP. NAUTIO RUTILIO

ANNO 410 - Elezione a dei consoli C. VALERIO POTITO VOLUSO e M. EMILIO MAMERCINO

ANNO 409 - Elezione a Roma dei consoli   CN. CORNELIO COSSO e L. FURIO MEDULLINO.
*  I segestani  delusi dai greci chiedono aiuto ai Cartaginesi, che sbarcano e distruggono Selinunte e Imera.

ANNO 408 - A Roma tre militari, C. GIULIO IULLO, C. SERVILIO AHALA, P. CORNELIO COSSO e il dittatore P. CORNELIO RUTILO COSSO

ANNO 407 - Quattro militari: N. FABIO AMBUSTO, C. SERVILIO AHALA, L. FURIO MEDULLINO, C. VALERIO POTITO VALUSO

ANNO 406 - Quattro militari: P. CORNELIO RUTILO COSSO, CN. CORNELIO COSSO, L. VALERIO POTITO E N. FABIO AMBUSTO.
* I romani decidono di iniziare una guerra a oltranza contro gli Etruschi fino al    risolutivo totale annientamento. Tra le altre strategie di guerra sono intenzionati ad applicare su Veio l'assedio della città bloccando ogni via di comunicazione.
* I cartaginesi ormai in Sicilia, dopo Selinunte, procedono alla conquista   di Agrigento, Gela e Camarina.
* A Siracusa con la minaccia cartaginese, é eletto Dionisio, che si trasforma in un tiranno (dell'aristocrazia però).

ANNO 405 - Singolare elezione: sono eletti sei tribuni militari con potere consolare: A. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, L. FURIO MEDULLINO, M. EMILIO MAMERCINO, Q. QUINTIO CINCINNATO, T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO, C. GIULIO IULLO.

ANNO 404 - A Roma un'altra elezione di sei tribuni militari: CN. CORNELIO COSSO, K. FABIO AMBUSTO, SP. NAUTIO RUTILO, C. VALERIO POTITO VOLUSO, M. SERGIO FIDENATE, P. CORNELIO MALUGINENSE.
* In Grecia termina la guerra del Peloponneso con la resa di Atene agli spartani. Distruzione delle mura. Instaurazione dei 30 tiranni. Durissime le condizione imposte agli ateniesi.

ANNO 403 - Nuova elezione di sei militari, L VALERIO POTITO, M. MARIO FUSO, L. GIULIO IULLO, M. EMILIO MAMERCINO, AP. CLAUDIO CRASSO,    M. QUINTILIO VARO e due censori: M. POSTUMIO ALBINO E M. FURIO CAMILLO.

ANNO 402 - Altra elezione di sei militari: M. SERGIO FIDENATE, A. MANLIO VULSONE, Q. SULPICIO CANERINO CORNUTO, L. VIRGINIO TRICOSTO ESQUILINO, Q. SERVILIO FIDENATE, C. SERVILIO AHALA.  Ma si dimettono tutti prima della fine del mandato.

ANNO 401 a. C. - Rinnovo consolare con altri sei militari: K. FABIO AMBUSTO, M. FURIO CAMILLO, CN. CORNELIO COSSO, L. VALERIO POTITO, L. GIULIO IULLO, M. EMILIO MAMERCINO.
ANNO 400 - Elezione di sei tribuni militari con il solito potere consolare: L. TITINIO PANSA SACCO, P. MANLIO VULSONE, P. LICINIO CALVO ESQUILINO, P. MELIO CAPITOLINO, SP. FURIO MEDULLINO, L. PUBLILIO FILONE VOLSCO.
* Una migrazione di Galli insubri (celti), scendono nella transpadana, e al centro di questa fondano MILANO.
* A Siracusa nuove tecnologie per la guerra. Sono costruite le prime catapulte per lanciare i massi sui nemici.

ANNO 399 - A Roma niente consoli ma ancora sei tribuni militari: VALERIO PUBLILIO FILONE, M. VETURIO CRASSO CICURINO, C. DUILIO LONGO, M. PAMPONIO RUFO, L. ATTILIO PRISCO, CN. GENUCIO AUGURINO

ANNO 398 - Altri sei tribuni militari a Roma-    Q. SULPICIO CAMERINO CORNUTO, Q. SERVILIO FIDENATE, M. VALERIO LACTUCINO MASSIMO, L. VALERIO POTITO, M. FURIO CAMILLO, L. FURIO MEDULLINO.
* A Siracusa, Dionisio il tiranno, riunisce tutti i greci in Sicilia per una guerra punica contro i Cartaginesi.

ANNO 397 - Elezione  di sei tribuni militari: L. GIULIO IULLO, L. FURIO MEDULLINO, A. POSTUMIO ALBINO REGILLESE, P. CORNELIO MALUGINENSE, A. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, L. SERGIO FIDENATE, poi destituiti per vizio di forma nell'elezione.
* In Sicilia, Dionisio é sconfitto dai Cartaginesi che occupano Messina e a sud  un avamposto: Lilibeo(Marsala)

ANNO 396 -  Nuovi tribuni militari a Roma: L. ATTILIO PRISCO, L. TITINIO PANSA SACCO, P.LICINIO CALVO, P. MELIO CAPITOLINO, Q. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, CN. GENUCIO AUGURINO.
*Nel corso dell'anno é nominato dittatore FURIO CAMILLO per mettere fine alla guerra contro Veio, ormai assediata ininterrottamente da dieci anni. La città con l'ultima spallata è costretta a capitolare. E' la fine di Veio etrusca.
* Con la caduta di Veio, l'espansione romana verso nord sarebbe ora possibile se intorno a questo periodo non si verificassero movimenti migratori di due popoli, i Celti e i Sanniti.
* I Celti provenienti dall'Alto Reno e Alto Danubio in possesso di armi di ferro si assicuranoun certo predominio militare sotto la guida di una aristocrazia guerriera. Una grossa autorità all'interno la godono i sacerdoti (i Druidi) gli unici a celebrare i sacrifici e decidere in materia di diritto.
* Invasione di Celti Galli (Senoni) in Emilia, Toscana, Umbria, Lazio. Primi contatti   tra Romani e Galli  a Clusium (Chiusi).

ANNO 395 - Elezione di sei tribuni   militari: M. VALERIO LACTUCINO MASSIMO, P. CORNELIO COSSO, P. CORNELIO SCIPIONE, K. FABIO AMBUSTO, L. FURIO MEDULINO, Q. SERVILIO FIDENATE.

ANNO 394 - Elezione di sei tribuni militari: P. CORNELIO, M. GURIO CAMILLO, L. FURIO MEDULLINO, C. EMILIO MAMERCINO, L. VALERIO PUBLICOLA, SP. POSTUMIO ALBINO REGILLESE, P. CORNELIO.

ANNO 393 - Elezione di due consoli:  L. VALERIO POTITO e P. CORNELIO MALUGINENSE (ma compaiono nello stesso anno due altri consoli: L. LUCREZIO TRICIPITINO  FLAVO e SER. SULPICIO CAMERINO). Poi nello stesso anno alla censura C. GIULIO IULLO e L. PAPIRIO CURSORE.
* La Lega Latina quest'anno con il permesso di Roma fonda una sua colonia a Circeti.

ANNO 392 - Nuova elezione di due consoli: L. VALERIO POTITO E M. MANLIO CAPITOLINO.
* Complicazioni in Sicilia. Dionisio stipula una pace con i Cartaginesi, ma nello stesso tempo fa guerra alla città di Reggio Calabria e con tutte quelle città di origine greca che sembra che con Reggio si stiano coalizzando contro Siracusa.

ANNO 391 - A Roma si ritorna all'elezione di sei tribuni militari: C. EMILIO MAMERCINO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, SER. SULPICIO CAMERINO, L. FURIO MEDULLINO, L. EMILIO MAMERCINO, AGRIPPA FURIO FUSO.
* Chiusi che si era alleata già da tempo con i romani, é assediata dai nuovi arrivati: dai Galli senoni guidati da Brenno che cingono d'assedio la città. Roma con il patto di reciproca alleanza é costretta ad intervenire con i suoi militari.

ANNO 390 - Elezione di sei tribuni militari: Q. FABIO AMBUSTO, K. FABIO AMBUSTO, N. FABIO AMBUSTO Q. SULPICIO LONGO, Q. SERVILIO FIDENATE, P. CORNELIO MALUGINENSE.
* A Chiusi l'intervento di Roma sui Galli non è stato gradito da BRENNO; i romani subiscono una disastrosa sconfitta dai galli che ora si preparano a scendere su Roma.
* Una spedizione dei Siracusani greci di DIONE, risalgono l'Adriatico e fondano    sulla costa ANCONA.

ANNO 389 - A Roma elezione di sei tribuni militari: L. EMILIO MAMERCINO, L. VIRGINIO TRICOSTO, P. CORNELIO, L. VALERIO PUBLICOLA, L. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, A. MANLIO CAPITOLINO. (ma sembra che ne siano stati eletti otto, oppure sostituiti due visto che compaiono altri due nomi: L. PAPIRIO E M. FURIO).

ANNO 388 - Nessun console ma altri sei tribuni militari eletti con potere consolare: SER. SULPICIO RUFO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, Q. SERVILIO FIDENATE, L. GIULIO IULLO, L. AQUILIO CORVO.
* Platone fa la sua comparsa a Siracusa, ospite di Dione. La sua intenzione è di mettere in pratica su questo territorio  il suo progetto di riforma etico-politico esposto nel famoso dialogo Repubblica. Ma la tirannia di Dionisio è più forte.

ANNO 387 - Elezione di altri sei tribuni con potere consolare: L. CORNELIO, L. PAPIRIO CURSORE, CN. SERGIO FIDENATE COSSONE, L. EMILIO MAMERCINO, L. VALERIO PUBLICOLA, LICINIO MENENIO LANATO.

ANNO 387- 18 LUGLIO - Dopo la vittoria a Chiusi i Galli di Brenno si sono organizzati per attaccare Roma; iniziano a cingerla con un accerchiamento. E' nominato in fretta dittatore M. FURIO CAMILLO, che mette insieme un esercito e  affronta i Galli; ma lo scontro fa registrare una disastrosa sconfitta dei romani. La città é posta sotto assedio. Gli abitanti temendo il peggio si rifugiano sul Campidoglio ma sono poi costretti alla resa. Viene proposto un compromesso a BRENNO: pagare un riscatto per l'abbandono della città: Gli invasori accettano e si ritirano.
* Nel corso dell'assedio, nella città si é sviluppato un grande incendio incenerendo le case ancora in legno con tetti di paglia.
* PLATONE deluso abbandona  la Sicilia, torna ad Atene e fonda la sua scuola filosofica e l'ACCADEMIA. Per la prima volta entra nelle scuole anche lo studio specifico della matematica, ritenuta indispensabile per l'educazione dei giovani. Il mondo nuovo, la vita sempre più moderna e tecnologica,  richiede questa riforma urgente e necessaria alla scuola.

ANNO 386 - Elezioni di sei tribuni militari: P. VALERIO PUBLICOLA, SER. CORNELIO MALUGINENSE, Q. SERVILIO FIDENATE, M. FURIO CAMILLO, L. QUINTIO CINCINNATO, L. ORAZIO PULVILLO.
* In Sicilia DIONISIO di Siracusa con una spedizione navale si impadronisce di Reggio Calabria dopo mesi di lungo assedio.

ANNO 385 - Elezione di sei tribuni militari: CN. SERGIO FIDENATE, L. PAPIRIO CURSORE, A. MANLIO CAPITOLINO, P. CORNELIO, L. QUINTIO CAPITOLINO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO. - E' nominato anche un dittatore per la campagna militare contro i Volsci.
* Processo contro un ex  tribuno, M. MANLIO CAPITOLINO per aver capeggiata una sommossa di plebei contro i poteri consolari con l'intenzione di farsi eleggere dal popolo unico governante della repubblica romana, o Re dittatore.
* Con il permesso di Roma la Lega Latina costituisce una colonia  dentro il territorio dei Volsci:  Satrico.

ANNO 384 - Elezione  di sei tribuni militari con poteri consolari: T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, SER. SULPICIO RUFO, SER. CORNELIO MALUGINENSE, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, M. FURIO CAMILLO, C. PAPIRIO CRASSO.
* Terminato il processo contro MANLIO CAPITOLINO, per cospirazione contro lo Stato é condannato al precipizio alla Rupe Tarpea del colle Capitolino.

ANNO 383 - Elezione di sei tribuni: M. TREBONIO, L. VALERIO PUBLICOLA, A. MANLIO CAPITOLINO, SER. SULPICIO RUFO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, L. EMILIO MAMERCINO.
* Altra colonia della Lega Latina a Sutri e a Nepi, sempre con il permesso dei romani.

ANNO 382 - Elezione di sei tribuni con potere consolare: SP. PAPIRIO, Q. SERVILIO FIDENATE, SER. CORNELIO MALUGINENSE, C. SULPICIO CAMERINO, L. PAPIRIO CRASSO, L. EMILIO MAMERCINO.
* La Lega Latino in accordo con Roma fonda una nuova colonia a Sezze.

ANNO 381 - Elezione di sei tribuni militari:   M. FURIO CAMILLO (cui é dato anche poteri dittatoriali per continuare una guerra contro i Volsci), A. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, L. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, L. FURIO MEDULLINO, M. FABIO AMBUSTO.

ANNO 380 - Preoccupazioni a Roma sia per le nuove scorrerie di Prenestini, ma soprattutto di Galli  che stanno aggirandosi nei paraggi facendo scorrerie nelle città alleate con Roma e minacciando la stessa Roma. Sono eletti nove tribuni militari con potere consolare: L. PAPILIO MUGILLANO, L. VALERIO PUBLICOLA, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, SER. CORNELIO MALUGINENSE, LICINIO MENENIO LANATO, C. SULPICIO PETICO, L. EMILIO MAMERCINO, CN. SERGIO FIDENATE COSSONE, TI. PAPIRIO CRASSO. - Nominato pure un dittatore:  T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO per l'emergenza Galli.
* L'arte di questo periodo è notevole sia in Grecia (Naucide scolpisce il Discobolo), che in Etruria. Di questo periodo le sculture delle tombe di Chianciano ( Coppia con defunto e genio alato), e a Chiusi, mater matuta con bambino.

ANNO 379 - A Roma elezione di otto tribuni militari:  L. ANTISTIO, P. TREBONIO, C. SESTILIO, P. MANLIO CAPITOLINO, C. MANLIO, C. ERENUCIO, L. GIULIO IULLO, M. ALBINO, C. SESTILIO.

ANNO 378 - Elezione di sei tribuni militari: L. GEGANIO MACERINO, Q. SERVILIO FIDENATE, SP. FURIO, LICINIO MENENIO LANATO, P. CLELIO SICULO, M. ORAZIO. - Una censura di Q. CLELIO SICULO E SP. SERVILIO PRISCO.
* Con  una spedizione, il tiranno di Siracusa DIONISIO, dopo un assedio, conquista la città  "greca" di Crotone.
*  Dopo l'invasione dei Galli e il timore che si ripresentano nuovamente a Roma, si accelerano i lavori e si porta a termine la costruzione delle mura  SERVIANE,    la cui costruzione con lo scopo di una efficace difesa,  era iniziata fin dal   577.

ANNO 377 - Elezione di sei tribuni militari: SER. SULPICIO PRETESTATO, L. EMILIO MAMERCINO, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, C. VENTURO CRASSO CICURINO, L. QUINTIO CINCINNATO, C. QUINTIO CINCINNATO.

ANNO 376 - Elezione movimentata a Roma. Sei tribuni militari: SER. CORNELIO MALUGINENSE, SER. SULPICIO PRESTESTATO, LINIO MENENIO LANATO, L. PAPIRIO CRASSO. - Sono contestati dai tribuni della plebe, LICINIO STOLONE e SESTIO LATERANO.
*  Inizio di continue e accese contestazioni  per impedire il nepotismo e la immobilità politica  di alcuni personaggi che ricompaiono  spesso nelle cariche pubbliche e sono eletti nelle liste dei tribuni militari da anni, o con i figli e con   i nipoti.

ANNO 375 - La contestazione accennata sopra dai tribuni plebei non permette un'elezione quest'anno né di consoli né di tribuni militari, né di magistrati.

ANNO 374 - Le polemiche e le contestazioni continuano; non sono eletti nè consoli ne tribuni militari. La contesa continua

ANNO 373 - Idem come sopra, nessuna Elezione.

ANNO 372 - Idem come sopra, nessuna Elezione.

ANNO 371 - Idem come sopra, nessuna Elezione.
* Intanto i Sanniti , si organizzano in una Lega e iniziano a muoversi in quattro direzioni: verso Corfinio, verso il Piceno, verso l'Apulia e verso le coste occidentali avvicinandosi a Capua, Cuma, Posidonia.

ANNO 370 - Dopo cinque anni di predominio dei tribuni della plebe che hanno, appena eletti sospeso i consoli o i tribuni militari, Roma torna ad eleggere sei tribuni militari:  SER. CORNELIO MALUGINENSE, L. FURIO MEDULLINO, A. MANLIO CAPITOLINO, C. VALERIO POTITO, P. VALERIO POLITO PUBLICOLA, SER SULPICIO PRETESTATO. - I nomi sono sempre quelli !
* Imitando Roma, dopo le scorrerie dei Galli, Volterra inizia a costruire una cinta muraria incompleta da decenni.

ANNO 369 - Elezione di sei tribuni militari:   M. FABIO AMBUSTO, C. VETURIO CRASSO CICURINO, Q. SERVILIO FIDENATE, Q. QUINTIO CINCINNATO, A. CORNELIO COSSO, M. CORNELIO MALUGINENSE.

ANNO 368 - Elezione di sei tribuni militari: L. VETURIO CICURINO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, SER. CORNELIO MALUGINENSE, SER. SULPICIO PRETESTATO, SP. SERVILIO STRUTTO, L. PAPIRIO CRASSO. - Per l'emergenza Galli, é nominato dittatore ancora Furio Camillo, ma è contestato dalla plebe e sostituito con P. MANLIO CAPITOLINO.
* In Sicilia, Dionisio riprende le ostilità contro i cartaginesi.

ANNO 367 - Elezione ancora contrastate da polemiche dei plebei. Capi popolo da quasi dieci anni  i due DINAMICI  LICINIO STOLONE e SESTIO LATERANO. La contestazione termina con il varo delle leggi Licinie-Sestie. Ammissione dei plebei al consolato, cioè uno dei due consoli deve essere plebeo, e così in tutte le magistrature.  riduzione dei debiti; Discusse pure alcune norme sull'agro pubblico: limitazione dell'occupazione privata a 500 iugeri (125 ettari).
* Si forma una casta di alti funzionari composta di patrizi e plebei. Per questi ultimi (i più abbienti) libertà d'accesso a tutte le cariche, compresa quella della dignità sacerdotale (Lex Ogulnia). Fine della lotta di classe nell'interesse dello Stato.
* Segue l'elezione di sei tribuni militari in luogo dei consoli: P. MANLIO CAPITOLINO, A. CORNELIO CRASSO, M. CORNELIO MALUGINENSE, M. GEGANIO MACERINO, L. VENTURIO CRASSO CICURINO, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA.
* Eletto  dittatore - l'anno precedente contestato - M. Furio Camillo, che deve affrontare un' incursione di Galli. Una menzione nella lista dei Fasti trionfali, significa che la sua spedizione ha avuto il pieno successo militare.

ANNO 366 - A Roma grande confusione per le elezioni. Si ritorna alla nomina dei consoli con L. Emilio Mamercino e L. Sestio Sestino Laterano. Mentre alla censuria troviamo un certo Postumio Albino Regillense e C. Sulpicio Petico che inizia una lunga carriera politica; lo ritroveremo fino al 351 sempre fra gli eletti,  con vari incarichi e cinque consolati.

ANNO 365 - Elezione a Roma di due consoli: Q. SERVILIO AHALA e L. GENUCIO AVENTINESE.

ANNO 364 -  Nuovi consoli quest'anno: C. LICINIO STOLONE e C. SULPICIO PETICO

363 - Elezione a consoli,  L. EMILIO MAMERCINO e CN. GENUCIO AVENTINO.  Nomina anche di un dittatore, L. MANLIO CAPITOLINO, che cade nel fango della corruzione per alcuni  favori nei confronti di alcuni richiamati alla leva militare

ANNO 362 - Eletti consoli, L. GENUCIO AVENTINENSE e Q. SERVILIO AHALA. - Nel corso dell'anno muore Genucio e prende il suo posto   AP. CLAUDIO MASSSIMO, che per la  guerra contro gli Ernici, é nominato   anche dittatore. E' il primo plebeo nella storia ad assumere il comando dell'esercito romano con pieni poteri

ANNO 361 - Due i consoli quest'anno: C. SULPICIO PETICO e C. LICINIO CALVO. Per un'altra spedizione contro i Galli, é nominato dittatore T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO CRISPINO, ed é registrato nei Fasti, un suo trionfo contro i Galli

ANNO 360 -  Consoli, C. PETELIO LIBONE BALDO e M. FABIO AMBUSTO con dittatore Q. SERVILIO AHALA. Registrato nei Fasti un trionfo a suo nome per una battaglia contro i galli, e nello stesso tempo un altro trionfo dello stesso console Petelio contro i tiburtini e per uno scontro anche lui con i Galli.
* In Grecia, Policleto costruisce il Teatro a Epidauro, mentre in piena attività Prassitele con Afrodite  e l'Eros

ANNO 359 - Consoli a Roma: CN. MANLIO CAPITOLINO IMPERIOSO e M. POPILIO LENATE

ANNO 358 - Consoli,  C. PLAUTIO PROCULO e C. FABIO AMBUSTO. DITTATORE  C. SULPICIO PETICO che fa registrare nel corso dell'anno un trionfo in uno scontro con i Galli. - Un altro trionfo  registrato porta il nome del console PROCULO   per un insolito intervento su due alleati di Roma, gli Ernici e i Sabini.   Questi,  visti impegnati i romani contro i Galli,   hanno approfittato per rompere l'alleanza. L'intervento li costringe - non sappiamo con quale mezzo - a rinnovare i patti stipulati  con il Foedus Cassianum.

ANNO 357 - Consoli a Roma, CN. MANLIO CAPITOLINO con C. MARCIO RUTILO che registra un trionfo su i Privernati

ANNO 356 - Consoli, M. POPILIO LENATE e M. FABIO AMBUSTO. Dittatore ancora RUTILO con un trionfo sui Tusci.
* Nasce ALESSANDRO MAGNO, figlio di Filippo II di Macedonia e Olimpiade

ANNO 355 - In Roma sono eletti i due consoli,   M. VALERIO PUBLICOLA e C. SULPICIO PETICO

ANNO 354 - Nominati consoli,  T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO, con M. FABIO AMBUSTO con un trionfo sui Tiburtini in rivolta.
*  Preneste e Tivoli si ricongiungono con Roma. Trattato tra Romani e Sanniti per far fronte unico contro i Galli e anche per impedire le velleità di espansione dei popoli limitrofi

ANNO 353 - Consoli M. VALERIO PUBLICOLA e C. SULPICIO PETICO. Dittatore MANLIO IMPERIOSO con un trionfo contro i Ceriti.
* Roma stipula  un trattato con Cerveteri; gli riconosce la cittadinanza ma senza diritto al suffragio né il diritto a decidere una guerra o fare una pace con altri paesi che sono nemici dei romani.  Roma é in continua espansione;  nelle relazioni anche con le altre comunità presenti nel suo territorio, stabilisce due tipi di relazioni: di dipendenza e di indipendenza.  A suo inappellabile giudizio nel primo (che sono poi colonie) può benissimo rifiutare di dare il suffragio, e nelle seconde stipulare trattati  ma solo se graditi ed  equi (civitates peregrinae)

ANNO 352 - I nuovi consoli sono: C. MARCIO RUTILIO e P. VALERIO PUBLICOLA.  - Con la minaccia  di una guerra da parte degli etruschi é nominato dittatore C. GIULIO IULLO; per i preparativi dell'esercito e l'accelerazione dei lavori sulla cinta muraria

ANNO 351 - Consoli, T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO CRISPINO e C. SULPICIO PETICO. Dittatore,   M . FABIO AMBUSTO, che ha un incarico: quello di vigilare militarmente sull'andamento regolare dei comizi consolari

ANNO 350 - Consoli L. CORNELIO SCIPIONE e M. POPILIO LENATE. Quest'ultimo nella campagna militare contro i Galli é ferito, mentre il suo collega si ammala. E' nominato dittatore L. FURIO CAMILLO. Compito: ordine nello svolgimento di   regolari comizi.
* Con l'etrusca Tarquinia (poi aderisce anche Faleri Veteres)  Roma stipula un trattato di pace della durata di 40 anni.
*  Perdita di terreni  per gli etruschi anche nell'Italia Cisalpina; i piccoli insediamenti sono travolti dai Galli Celti, che in questo periodo si spingono in massa fino in Emilia. Una delle ultime tribù, i Boi,  occupano Felsina, e fondano una nuova città  che chiamano con il  nome della loro tribù:  Bononia (Od. BOLOGNA).
*  Babilonia;  un gruppo di Astronomi si trasformano con le conoscenze del cielo in Astrologhi; s'inventano lo ZODIACO

ANNO 349 - Consoli, AP. CLAUDIO CRASSO e L. FURIO CAMILLO. Dittatore per l'ordine pubblico nei comizi T. MANLIO IMPERIOSO

ANNO 348 - Consoli, M. POPILIO LENATE e M. VALERIO CORVO. - Roma con Cartagine stipula un nuovo trattato: chiusura del Mediterraneo occidentale al traffico romano-latino, ma libertà di commercio con la Sicilia e Cartagine. Roma inoltre garantisce da eventuali attacchi cartaginesi le città latine a Roma soggette.
* Muore in Atene PLATONE, dopo aver terminato Le leggi e Politico, gli ultimi dialoghi da affiancare a Repubblica

ANNO 347 - Consoli a Roma, T. MANLIO IMPERIOSO TORQUATO e C. PLAUTIO VENNONE

ANNO 346 - Eletti consoli, M. VALERIO CORVO e C. PETILIO LIBONE VISOLO.  Il primo è registrato nei Fasti trionfali con una vittoria militare riportata sugli Anziati, Volsci e Satricani

ANNO 345 - Consoli, SER. SULPICIO CAMERINO RUFO e M. FABIO DORSUONE. Dittatore L. FURIO CAMILLO, registrato sui Fasti trionfali dell'anno per una spedizione vittoriosa contro i Latini e gli Aurunci. Con piena sottomissione di questi ultimi a Roma

ANNO 344 - Consoli a Roma,  T. MANLIO IMPERIOSO TORQUATO e C. MARCIO RUTILIO. Nuovo dittatore, P. VALERIO PUBLICOLA
* Rivoluzione in Sicilia. Siracusa aiutata dai Corinzi (di Timoleonte), costringono alla fuga in Grecia  il tiranno Dionisio

ANNO 343 -  Dopo l'elezione a consoli di A. CORNELIO COSSO ARVINA e M. VALERIO CORVO, quest'ultimo é subito impegnato in una guerra, a seguito di una decisione del senato molto sofferta: iniziare la  GUERRA SANNITICA, nonostante un trattato di pace e di alleanza contro i Galli  stipulato con i sanniti  nel 354 -  Ma  a Capua c'è stata una rivolta razziale degli abitanti per le continue migrazioni  di   Sanniti nella loro città; hanno chiesto aiuto ai romani offrendo in caso di vittoria la propria città.  A condurre la prima spedizione é il console Valerio Corvo, che ottiene a Cuma, a Monte Gaura una  vittoria sui Sanniti.
* I fasti registrano questa vittoria con un trionfo a Corvo indicandola coma la   PRIMA GUERRA SANNITICA

ANNO 342 - Consoli a Roma, C. MARCIO RUTILO e Q. SERVILIO AHALA.   E' rinnovata la dittatura a VALERIO CORVO, che questa volta deve accorrere a Capua non per i Sanniti che ha sbaragliato, ma contro i sui soldati che si sono improvvisamente ammutinati.
* Grecia:- ARISTOTELE si reca a Pella chiamato da Filippo di Macedonia, come precettore di ALESSANDRO.
ANNO 341 - Consoli a ROMA L. EMILIO MAMERCINO e C. PLAUTIO VENNONE. - Placata la rivolta dei soldati romani di Capua, poi riuniti per una nuova battaglia, é colta un'altra vittoria contro i Sanniti, a Suessula. Capua resta però presidiata dai romani.
* In Sicilia il corinzio Timoleonte sbarazzatosi di Dionisio, rivolge l'attenzione contro i Cartaginesi di  Amilcare.
* Nasce a Samo EPICURO, il filosofo della serenità interiore; fondatore della sua famosa scuola ionica ad Atene

ANNO 340 -  Consolato di T. MANLIO IMPERIOSO e P. DECIO MURE.- Rivolta dei Latini. Rimasti arroccati nei loro villaggi (rimasti tali) e vedendo spartire l'agro romano,  di cui pur non avendolo mai occupato ne vantano il possesso, si ribellano a una nuova spartizione che i romani stanno completando. Avanzano parità di diritti e dichiarano tutti uniti guerra a Roma. La prima battaglia  detta del Vesuvio è vinta dai romani anche se  Decio Mure resta ucciso combattendo anche lui in prima linea . Il dittatore nominato, L. Papirio Crasso, porta a termine questa prima fase della guerra che ha visto schierati oltre i latini, i campani e i sidicini.
* In Etruria, di questo periodo é la Tomba degli scudi  a Tarquinia, il sarcofago delle Amazzoni, e a Vulci i famosi sarcofaghi con coppie di sposi scolpite sui coperchi

ANNO 339 - Consolato di Q. PUBLILIO FILONE e TI. EMILIO MAMERCINO. Nominato dittatore per continuare la guerra contro i Latini é   lo stesso Filone, che coglie una vittoria e il successivo trionfo nei Fasti , nella battaglia di Trifano.
*  Leggi di Publilio FILONE sull'effettivo valore che hanno i plebisciti nella vita politica di un paese.
* In Grecia, Filippo II organizza il nuovo rivoluzionario esercito (la falange) e introduce il servizio militare obbligatorio

ANNO 338 -  Consolato di C. MENIO e L. FURIO CAMILLO. Quest'ultimo registra sui Fasti un trionfo sui Tiburtini. - Segue dopo le vicende dei latini ribelli,  in parte domati, la riorganizzazione del territorio. Come prima iniziativa: estinzione della vecchia lega latina e quindi inglobamento dei territori a Roma, lasciando agli abitanti solo il diritto di risiedervi  ma esclusi dalla cittadinanza romana e senza diritti al suffragio ( Fondi, Cuma, Formia, Capua). Mentre é concessa la cittadinanza romana a Lanuvio, Tuscolo, Nomento, Aricia. Mentre Anzio, è trasformata in una colonia romana. - Ma già nascono forti contrasti con i confinanti dei Latini ribelli e con i Campani.

ANNO 337 - Consolato di P. ELIO PETO e C. SULPICIO LONGO. Dittatore, C. CLAUDIO CRASSO, poi subito rimosso. Si registra (ma è dubbia) per la prima volta una carica di Pretore a un plebeo.
- A 

ANNO 336 - Consolato di K. DUILLIO e L. PAAPIRIO CRASSO; poi nel corso dell'anno (forse una sostituzione) CESONE VALERIO.
* In Grecia muore assassinato Filippo II di Macedonia. Suo successore il figlio ALESSANDRO MAGNO;  dai greci é subito eletto comandante per una grande spedizione contro la Persia di Dario  III.

ANNO 335 - Consolato di M. VALERIO CORVO e M. ATTILIO REGOLO CALENO. Nomina a dittatore, M. VALERIO MAMERCINO

ANNO 334 - Consolato di  T. VETURIO CALVINO e SP. POSTUMIO ALBINO(O CAUDINO).  Cales diventa una colonia romana.

ANNO 333 - E' sospeso l'elezione dei consoli. Nominato solo un dittatore (anno dittatoriale) P. CORNELIO RUFINO.

ANNO 332 - Rirona il consolato con A. CORNELIO COSSO ARVINA e CN. DOMIZIO CALVINO. Dittatore M. PAIRIO CRASSO.
*  ALESSANDRO  Magno conquista l'Egitto, fonda Alessandria, insegue poi Dario III fino a Ninive, lo sbaraglia ad Arbela; conquista Babilonia e Persepoli, e  prosegue la grande spedizione  in Asia.

ANNO 331 - Consolato di M. CLAUDIO MARCELLO e C. VALERIO POTITO (o Flacco). Dittatore, CN. QUINTI CAPITOLINO. Quest'ultimo deve intervenire in una insolita questione. Molto diffusa tra le matrone la confezione di veleni, dopo un famoso processo, é promulgatai una legge che vieta il confezionamento   di prodotti venefici.

ANNO 330 - Sono eletti al consolato  L. PLAUTIO VENNONE (O VENNOCE) e L. PAPIRIO CRASSO.
* ARISTOTELE scrive Fisica.
ANNO 329 - Consoli,  G. PLAUTO DECIANO E L. EMILIO MAMERCINO. Entrambi un trionfo  per una vittoria sui Privernati.
* E' annessa a Roma come colonia romana la città di Anxur (Terracina) vantando   pieni diritti.
ANNO 328 - Sono Consoli  P. PLAUTIO DECIANO II e (incerto) P. CORNELIO SCAPULA
- Deduzione della colonia di Ostia. - Deduzione della colonia latina di Fregellae, rafforzata nel 313

ANNO 327 - Viene nominato dittatore M. CLAUDIO MARCELLO per assicurare l'ordine pubblico in occasione dei comizi elettorali, in assenza dei Consoli che quest'anno sono L. CORNELIO LENTULO e Q. PUBLILIO FILONE II.
E' anche l'anno in cui Alessandro Magno si spinge  ad Oriente fino al fiume Indo. Il prossimo anno affida il ritorno di alcuni reparti via mare a Nearco
ANNO 326 - Sono Consoli C. PETELIO LIBONE VISOLO III e (incerto) L. PAPIRIO CURSORE
* Inizia la SECONDA GUERRA SANNITICA (326-304). - PUBLILIO FILONE celebra a Roma i fasti per per le vittorie sui Sanniti e sui Paleopolitani (che dovrebbero essere secondo alcuni gli abitanti di Napoli) - Napoli si arrende ai romani.
- Patto di amicizia tra Roma e Napoli
ANNO 326 - La legge Poetelia-Papiria abolisce la schiavitù per debiti (nexum)
ANNO 325 - Sono Consoli L. FURIO CAMILLO II e D. GIUNIO BRUTO SCEVA.
ANNO 324 - Anno senza Consoli. Viene sospesa la nomina, e si elegge un dittatore L. PAPIRIO CURSORE che nel corso dell'anno celebra un trionfo per una guerra sui Sanniti
ANNO 323 - A Babilonia muore Alessandro Magno. A Roma sono COnsoli C. SULPICIO LONGO II e Q. AULIO CERRETANO (secondo altri EMILIO).
ANNO 322 - Nella guerra sferrata dai romani, i Sanniti fanno richieste di pace, ma i romani impongono condizioni che fanno fallire i vari tentativi. - L. FULVIO CURVO  celebra i fasti sui Sanniti, mentre MASSIMO RULLIANO sugli Apuli.
ANNO 321 - I Romani vengono clamorosamente sconfitti  dai sanniti nella battaglia di Caudio, PONZO TELESINO il sannita vincente, i prigionieri e i consoli romani, li sottopone all'ignominia del giogo (Forche Caudine"). Sono Consoli T.VETURIO CALVINI II e ALBINO  II (il cui cognome per alcuni è CAUDINO). 
ANNO 320 - Nel corso dell'anno vengono nominati tre dittatori (MENIO, CORNELIO, MANLIO) per la guerra ai Sanniti, ma anche per far svolgere senza incidenti i comizi a Roma.
ANNO 319 - Procedendo nella guerra sannitica, i Romani assediano Lucera. Papirio Cursore torna a Roma a prendersi i fasti trionfali, poi con PAPIRIO MUGILLANO sono entrambi  indicati come Consoli.
ANNO 318 - Quest'anno sono registrati consoli M. FOLIO FLACCINATORE e L. PLAUTIO VENNONE.
ANNO 317 - Consoli, C. GIUNIO BABULCO BRUTO e Q. EMILIO BARBULA.
ANNO 316 - Nominato dittatore EMILIO MAMERCINO PRIVERNATE per la guerra sannitica in corso. Ha luogo l'assedio re la battaglia di SATICULA (l'attuale A. Agata de' Goti)
ANNO 315 - Dittatore è nominato Q. FABIO MASSIMO RULLIANO, che subisce una sconfitta dai Sanniti nella battaglia di Lautule, presso Terracina. - Consoli PAPIRIO CURSORE è PUBLILIO FILONE IV.
ANNO 314 - Viene riscattata con una vittoria la sconfitta di Terracina con il Console C. SULPICIO LONGO, che celebra poi i fasti trionfali. Viene nel corso dell'anno nominato dittatore C. MENIO per condurre un'inchiesta su una congiura antiromana di Capua. Conquista definitiva di Lucera da parte dei Romani.
ANNO 313 - Deduzione di Luceria (Lucera) - Colonie latine istituite a Seussa e Saticula nella zona posta a ridosso tra Capua e il territorio dei Sanniti
ANNO 312-308 - Appio Claudio Cieco,  famoso  oratore, linguista e studioso di diritto,   ricopre la censura. - Costruzione del tratto della via Appia da Roma a Formia, poi estesa fino a Capua. - Viene istituita nella valle del Liri la colonia latina di Iteramma

ANNO 311 -  Alleanza tra Etruschi e Sanniti
ANNO 310 - Q.F. Rulliano batte gli Etruschi al lago Vadimone- Viene poi concluso un trattato di tregua per 40 anni
ANNO 307 - Consolato di A.C.Cieco
ANNO 306 - Viene rinnovato con  un terzo trattato la pace con Cartagine.
ANNO 306-304 - Roma conquista Boviano, capitale dei Pentri, e cattura il capo dei sanniti: Stazio Gellio
304 - Trattato di pace tra i Sanniti e i Romani. Sopravvive la Lega Sannitica. La Campania passa sotto il controllo romano. - L'edile Gneo Flavio raccoglie le norme processuali in un testo (Ius Flavianum)
ANNO 303-302 ca. - Trattato tra Roma e Taranto
ANNO 302 - Deduzione delle colonie latine di Sora, Fucente e Carseoli, nel territorio degli Equi.
ANNO 301 - La legge Ogulnia: ammette i plebei nei  collegi sacerdotali dei pontefici e degli auguri.
ANNO 300 -La legge Ogulnia: ammette i plebei nei  collegi sacerdotali dei pontefici e degli auguri.
ANNO 299 - Accordo tra i Romani e i Lucani in funzione antisannitica
ANNO 298 - Deduzione della colonia latina di Narnia (Narni) in Umbria298 -
ANNO 298-290 - TERZA GUERRA SANNITICA (o Guerra Italica). Questa volta contro una coalizione tra Sanniti, Sabini Etruschi,  Umbri e Galli, tutti uniti contro Roma.
ANNO 298 -. Consolato di L.C. Scipione Barbato
ANNO 297 - Sono consoli Fabio Masimo e e Decio Mure.
ANNO 296 - Sono consoli Claudio Cieco e Volumnio Flamma Violente II. - A.C. Cieco batte i Sanniti, i Sabini e gli Etruschi
ANNO 295 - Sono consoli Fabio Massimo Rulliano e Decio Mure.- Vittoria dei Romani a Sentino (Umbria). Muore in battaglia il console D. Mure. - Fondazione delle colonie latine di Minturno e Sineussa
ANNO 294 - Sono consoli Postumio Megello II e Attilio Regolo. Caduta di Roselle. - Trattati di pace tra Roma e alcune città etrusche (Volsini, Perugia ed Arezzo)
ANNO 293 - Sono consoli Papirio Cursore e Carvilio Massimo. Poi con la vittoria  ad Aquilonia fasti trionfali per entrambi
ANNO 292 - Sono consoli Fabio Massimo Gurgite e Giunio Bruto Sceva.
ANNO 291 - Consoli Postunio Megello II e Giunio Bubulco Bruto. Deduzione della colonia di Venusia (Venosa).
ANNO 290 - Consoli Curio Dentato e Cornelio Rufino. - M.C. Dentato sconfigge i Sanniti e i Sabini. Pace con i Sanniti e crescita territoriale di Roma. Si completa l'accerchiamento della regione sannitica.
ANNO 289 - Sono consoli Valerio Massimo Corvino e Cedicio Noctua. - Fondazione nel Piceno di Sena Gallica (odierna Senigallia) sul Mar Adriatico.
ANNO 288 -Consoli Marcio Tremulo II e Cornelio Arvina II.
ANNO 287 - Consoli Claudio Marcello e Nautio Rutilo.  Viene varata dal dittatore Ortensio e da lui prende il nome la Legge Ortensia  che dà  valore di legge ai plebisciti approvati dai concilia plebis
- Nasce a Siracusa Archimede, figlio di un astronomo che appena in età lo manda a studiare ad Alesandria d'Egitto. Qui tre anni prima, nel 297 è stato fondato il Museo (tempio dedicato alle Muse, nel quale si collocheranno oggetti e cimeli di particolare importanza, e contemporaneamente viene costituita una grande biblioteca. Primo bibliotecario Zenodoto. In breve e per tutto il periodo chiamato  Età Alessandrina, le due istituzioni trasformano Alessandria nel più importante centro culturale e spirituale del mondo antico, fino alla conquista romana del 47 A.C., quando verrà incendiata e distrutta. 

ANNO 285 - Consoli Claudio Canina e Emilio Lepido.

ANNO 284 - Consoli Servilio Tucca e Cecilio Metello Denter.  - Coalizione antiromana stipulata tra Etruschi e i Galli Senoni. Sono sconfitti dai  romani presso Arezzo. Definitivo annientamento dei Senoni. Nel territorio dei Senoni sconfitti oltre Senigallia, i romani fondano una colonia di diritto latino ad Adria nel Piceno. - Nuova coalizione di Etruschi e Boi contro i romani.

ANNO 283 - Consoli Cornelio Dolabella e Domizio Calvino Massimo. Il primo nella battaglia del lago di Vadimone sconfigge la coalizione di Etruschi e Galli Boi.

ANNO 282 - Consoli Fabrizio Luschino e Emilio Papo. - La città italiota di Turi, assalita dai Sanniti, Lucani e Bruzi, chiedono aiuto ai Romani. Il console Fabrizio libera la città, sconfigge i nemici, celebra a Roma i fasti trionfali.
Irritati dalla politica espansionistica dei romani, dopo l'ingerenza su Turi, i Tarantini si preoccupano pur essendoci un trattato stipulato nel 303 che impedisce alle navi romane di valicare le acque di Capo Licinio  (odierno Capo Colonne). I romani cercano un pretesto e lo trovano quando alcune navi tarantine sconfinano oltre il limite territoriale.
 Roma alleatasi con Turi invia una sua flotta a Taranto. Scoppia il conflitto tra Romani e Tarantini.

ANNO 281 - Consoli Emilio Barbula e Marcia Filippo. A quest'ultimo sono dedicati fasti per un trionfo sugli Etruschi.
-GUERRA CONTRO PIRRO. L'uomo dell'Epiro viene chiamato da Taranto per farsi aiutare contro i romani.

ANNO 280 - Consoli Valerio Levino e Coruncanio. -  Quest'ultimo celebra i trionfi per le vittorie su Volsiniesi e Vulcenti. e assoggetta definitivamente a Roma l'Etruria  - Altri fasti per il trionfo di Emilio Barbula sui Tarantini, Sanniti e Salentini.
- Pirro re dell'Epiro, chiamato dai Tarantini sbarca in Italia vincendo i Romani nella battaglia di Eraclea, andando allo scontro con una novità in campo militare: la falange macedone. Ma vince anche per il fattore sorpresa, usando animali dai romani mai visti: gli elefanti.
- Nel peloponneso nasce la Lega Achea, fra breve sarà in centro di resistenza anti-macedone e anti-spartana.
- Novità anche nei porti. L'architetto Sostrato costruisce la prima lanterna per la segnalazione ai naviganti, sull'isolotto di Faro, dinanzi al porto di Alessandria, alto 85 metri, con alla sommità una serie di specchi  che con la luce di un braciere è visibile a 50 chilometri (diventerà una delle sette meraviglie del mondo).

ANNO 279 - Consoli Sulpicio Saverrione e Decio Mure. -  Nuovo scontro di Pirro che sconfigge i Romani ad Ausculum (Puglia). Pirro tenta di fare delle trattative di pace inviando dei doni a Roma, che però sono respinti dal preconsole  Fabrizio Luscino a nome del Senato, dopo un famoso intervento (un classico) di arte oratoria di Claudio Cieco.

ANNO 278 - Consoli Fabrizio Luscino e Emilio Papo. - Il reduce del rifiuto a Pirro, oltre che la nomina a console, celebra anche dei fasti trionfali per le vittorie su Lucani, Bruzi, Tarantini e Sanniti.
- Pirro fallito in tentativo di pace lascia la penisola e si dirige in Sicilia in aiuto di Siracusa che stanno lottando contro i cartaginesi. - Pronti i Romani a rinnovare il  trattato di pace  con Cartagine.

ANNO 277 - Consoli Cornelio Rufino II e Giunio Bubulco Bruto che celebra trionfi su Lucani e Bruzi.
- Pirro che inizialmente aveva ottenuto alcuni successi, viene sconfitto dai Cartaginesi, abbandona l'isola e sbarca nuovamente nelle Puglie per affrontare i romani.

ANNO 276 - COnsoli Fabio Massimo Gurgite II e Genucio Clepsina. Il primo celebra fasti per le vittorie su Bruzi e Sanniti.

ANNO 275 - Consoli Curio Dentato e Cornelio Lentulo Caudino. - Entrambi partono decisi per  affrontare in campo aperto Pirro.  Il secondo ottiene una prima vittoria , ma è il primo a sconfiggere il re dell'Epiro nella battaglia a Malevento, nome che viene poi mutato dai romani in Bene-Vento.  Pirro  lascia l'Italia e rientra  in Epiro. Mentre i due consoli rientrano a Roma a celebrare i fasti trionfali durante i quali fanno sfilare nei fori imperiali davanti agli sbigottiti romani gli elefanti catturati a Pirro; e molti prigionieri tra i quali  Livio Andronico, famoso per aver tradotto  l'Odissea oltre ad aver scritto commedie e tragedie e molte traducendole dal greco. - E' considerato tradizionalmente l'iniziatore della letteratura latina.
-  Nasce la  LETTERATURA LATINA. Intensa l'attività dei nuovi scrittori non dediti solo alla storia.

ANNO 274 - Consoli Curio Dentato e Cornelio Merenda. -  Ribellione di Cere contro Roma - Nasce Nevio a Capua. - 


ANNO 273 - Consoli Fabio Licino e Claudio Canina che celebra fasti trionfali su Lucani, Sanniti e Bruzi. -  I Romani costituiscono delle colonie di diritto latino (deduzione) a Paestum in Campania  e a Cosa in Etruria. - Ribellione di Cere contro Roma.

ANNO 272 - Consoli Papirio Cursore e Carvilio Massimo. - Il primo con la definitiva presa di Taranto pone fine all'indipendenza delle colonie in Italia  da quasi cinque secoli occupate dai greci.

ANNO 271 - Consoli Quintio Claudo e Genucio Clepsina.

ANNO 270 - Consoli Genucio Clepsina e Crnelio Blasone. - Caduta  di Reggio Calabria. -  Roma completa la SOTTOMISSIONE  DELL'ITALIA MERIDIONALE. Roma domina su tutta la ex Magna Grecia, diventando una grande potenza mediterranea: una egemonia contesa dai Cartaginesi che proprio per questo iniziano nonostante i trattati un periodo di attriti con i romani. - I romani prolungano la via Appia da Benevento a Brindisi collegando velocemente Roma con  l'importante porto,  strategico  per una futura penetrazione in Grecia.

ANNO 269 - Consoli Ogulnio Gallo e Fabio Pittore - Roma conia le prime monete d'Argento (le didramme) ad imitazione delle città della Magna Grecia dove ora domina. - Defezione contro Roma degli alleati Picenti. Adirati  per l'occupazione di Ascoli danno vita a ribellioni contro gli invasori.
268 - Consoli Sempronio Sofo e Claudio Caudece. Entrambi celebrano i fasti trionfali dopo aver domato le rivolte dei Piceni, e dopo aver consolidata l'occupazione di Ascoli. - 
 - Fondazione di RIMINI  (Mar Adriatico) ma in effetti è la solita costituzione di una colonia di diritto latino (deduzione). Stessa decisione per la città di Benevento.

ANNO 267 - Consoli Attilio Regolo e Giulio Libone. - Fasti di entrambi per le vittorie sui Salentini.
- Fermenti in Grecia. Ateniesi e Spartani, appoggiati anche da Tolomeo re d'Egitto, iniziano delle ostilità, per il momento con delle ribellioni, contro l'espansionismo e l'egemonia macedone a nord della Grecia.

ANNO 266 - Consoli Giunio Pera e Fabio Pittore.  Entrambi celebrano quattro trionfi, in Umbria settentrionale (sui Sarsinati), e due sui Salentini. - Inizia la penetrazione dei Romani sull'intera Umbria, affacciandosi così a est con Rimini già colonia romana, ma anche a nord, iniziando a penetrare nella Pianura Padana.

ANNO 265 - Consoli Fabio Massimo Gurgite, Decio Mure e Mamilio Vitulo. - I mercenari campani "Mamertini", assoldati dai messinesi, sono costretti nella battaglia sul fiume Longano guidata da Gerone di Siracusa a rifugiarsi a Messina. Alcuni messinesi, chiedono aiuto a Cartagine, altri  lo chiedono a Roma. I Cartaginesi inviano in Sicilia un presidio. Mentre Roma, inizialmente incerta, decide poi di intervenire a sostegno dei Mamertini.
- La Lega Achea in Grecia iniziate le ostilità con i Macedoni, questi prima di unirsi militarmente, anticipano l'attacco, penetrano fino a Corinto e uccidono re Areo. Spezzano così in due l'alleanza dei Greci con gli Egiziani di Tolomeo

ANNO 264 - Consoli Claudio Caudece e Fulvio Flacco. - Il secondo guida la guerra di Roma contro Volsinii. Sono sconfitti; segue la  presa della città Volsini Veteres e la deportazione degli abitanti a Novi Volsinia (odierna Bolsena).
- Altra deduzione romana a Castrum Novum ( Civitavecchia), e nel Piceno a Fermo.
- Si svolge a Roma  Al Foro Boario il primo combattimento di GLADIATORI. Per la morte di Giunio Bruto Pera si scontrano fino all'ultimo sangue tre coppie di gladiatori. E ai romani questa  "cosa" piacque subito molto.

ANNO 263 - Consoli Valerio Masimo Messalla e Oatcilio Crasso.  Entrambi celebrano i fasti sui fatti di Messina.
 A Messina, una delle due fazioni messinesi ha deciso  di consegnare la città ai Romani, cacciando loro stessi i presidi cartaginesi (punici). I Romani prendono possesso della città, i Cartaginesi si ritirano a Siracusa.

I Cartaginesi alleatisi con Gerone di Siracusa, si organizzano per sferrare una consistente offensiva su Messina  per contrastare una possibile egemonia romana in Sicilia.
- INIZIA LA PRIMA GUERRA PUNICA. I Romani concentrano le loro forze su Messina, La prima battaglia si svolge  presso Imera, con i Romani che sconfiggono i due alleati. Poi occupano Catania, Enna e Centuripe e costringono Gerone II di Siracusa alla resa, che si convince della forza dei romani, si allea con Roma e si allontana dai Cartaginesi. I Cartaginesi invece proseguono e concentrano le loro forze ad Agrigento. 
Gerone II, re dei Siculi, nonostante abbia cambiato alleato è costretto a stipulare un patto con i romani, che gli limitano la sovranità nella Sicilia sudorientale.
- I Romani occupando poi  la Sicilia, la trasformano in Prima Provincia di Roma, assieme alla Sardegna e la Corsica pur non avendola ancora occupata. - 
- Deduzione romana in Campania, a Isernia nel Sannio. 

ANNO 262 - Consoli Postumio Megello e Mamilio Vitulo. Sono loro due con quattro legioni a sferrare l'offensiva, a cacciare i Cartaginesi e infine a occupare Agrigento dopo sette mesi di assedio.

ANNO 261 - Consoli Valerio Flacco e Otacilio Crasso. - Roma dopo l'esperienza in Sicilia, sapendo che deve ora combattere con i Cartaginesi, dotati di efficienti flotte navali, costruisce 100 quinqueremi per contrastare con più efficacia i Cartaginesi anche sul mare, oltre che sull'isola. Il console Duilio il prossimo anno, con la nuova flotta armata, sconfigge  i Cartaginesi a Milazzo. Cartagine nella fallimentare battaglia navale perde 1/3 delle sue navi.

ANNO 260 - Consoli Cornelio Scipione e C. Duilio.  Dopo la battaglia di Milazzo, Duilio il vincitore, celebra i fasti trionfali, che sono più superbi di tutti quelli precedenti. Per la prima volta nella loro storia i romani celebrano un trionfo navale.
Ora possono fare un pensiero anche sulla Corsica, sulla Sardegna, ma anche da Brindisi puntare sulla Grecia.
A Duilio, l'artefice della vittoria, viene dedicata per i posteri, una colonna rostrata celebrativa, ed è anche questa per la prima volta, fatta su una colonna,  una rievocazione diversa dal solito arco di trionfo.

ANNO 259 - Consoli Cornelio Scipione e Aquilio Floro. Sono entrambi protagonisti di due battaglie navali, dopo avere il primo condotto una offensiva ai cartaginesi in Sardegna, mentre il secondo sulla Corsica espugnando la città portuale cartaginese Aleria. - Le navi iniziano - da Milazzo in poi, ad essere la forza in più per i romani. Infatti la flotta è stata subito dopo  più che raddoppiata, portando le quinqueremi  a 230 unità. E ora l'idea è quella di remare verso Cartagine, andare con determinazione in casa del nemico. All'improvviso tutti i condottieri romani diventano marinai improvvisati senza molta esperienza.
ANNO 258 - Consoli Attilio Caiatino e Sulpicio Patercolo. - Entrambi celebrano vittorie su Punici e Sardi. Si prepara intanto una grande flotta per assalire a breve termine Cartagine.
255 - Attilio Regolo marcia su Cartagine, ma viene catturato e poi ucciso. La grande flotta allo sbando totale.
255. La flotta romana (con.li Scauro e Giunio) accorre per salvare i superstiti ma viene distrutta da una tempesta a Camarina.
254 - Il cartaginese Cartalone riprende coraggio dopo il doppio disatro dei romani.   Ritorna su Agrigento, l'assedia, la città poi cede,  ed  messa a fuoco. - Ricostruzione della flotta romana: si arriva ad oltre 220 navi. Presa di Palermo
254-251 ca. - Nasce Plauto a Sarsina (Umbria), uno dei maggiori commediografi romani
251 - Consolato di L.Cecilio Metello e C. Furio
249 - Il console Claudio Pulcro perde molte navi al largo di Trapani nel tentativo di inseguire delle navi cartaginesi
247 - L.C. Metello nuovamente console. Nasce Annibale, figlio di Amilcare Barca
246-244 ca - Fondazione della colonia latina di Brindisi
243 - L.C.Metello Pontefice Massimo 241 - G.L.Catulo distrugge la flotta cartaginese alle isole Egadi. Pace con Cartagine: i Punici rinunciano alla Sicilia che diventa la prima provincia romana. Sedizione di Faleri contro Roma. Fondazione di Spoleto(Umbria)
239 - Nasce a Rudiae il poeta Ennio, autore di un poema epico (Annales), di tragedie, commedie e operette filosofiche.
238-237 - I Romani dopo essere sbarcati in Corsica nel 259,  conquistano anche la Sardegna237 - I cartaginesi iniziano l'occupazione della Spagna
237 - Deduzione di Vibo Valentia, riconolizzata nel 192
234 - Nasce a Tusculum M.P.Catone, autore di scritti enciclopedici, sull'agricoltura e di un'opera in prosa(Origines).
232 - Creazione della Via Flaminia232 - Il tribuno della plebe GAIO FLAMINIO distribuisce ai cittadini romani l'AGRO PICENO
230 - Ambasciatori romani si recano dalla regina dell'Illiria(Teuta) per chiedere la sospensione delle attività piratesche nell'Adriatico. Uccisione degli ambasciatori
230-229 -GUERRA ROMANO ILLIRICA
229 - Muore Amilcare
La flotta romana distrugge la marineria illirica. Occupazione di Durazzo e Apollonia
Creazione di un principato romano nella zona posta a sud del regno di Teuta
228 - Roma ammessa ai giochi istmici di Corinto
227 - Creazione delle prime due province romane: Sicilia e Sardegna-Corsica
226 - Trattato dell'Ebro fra Roma e Cartagine per la delimitazione del controllo in Spagna dei cartaginesi
225 - Vittorie romane a Talamone e Casteggio. Inizio della sottomissione della gallia Cisalpina.
223 - G.Flaminio batte i Galli nei pressi del fiume Oglio.
222 -. M.C.Marcello batte i Galli nei pressi di  Casteggio(Clastidium) e conquista Milano (Mediolanum)
221 - Muore L. Cecilio Metello
Muore Asdrubale, vi succede Annibale
220 -Nasce a Brindisi M.Pacuvio. Fu autore di tragedie, pittore e musicista220 - Seconda guerra illirica
219 - Annibale espugna  Sagunto che si era alleata con Roma
218 - Istituzione delle colonie latine di Piacenza e Cremona. -218 - Ambasciatori romani si recano a Cartagine dando l'ultimatum. -  Annibale passa le Alpi
218 - Viene redatta la Legge Claudia che limita il commercio per i senatori.
218-201 - SECONDA GUERRA PUNICA
 - Annibale condottiero cartaginese attaccò la città di Sagunto in Spagna, alleata di Roma. Annibale attraversò i Pirenei e le Alpi, sconfisse i Romani al Ticino, alla Trebbia e al Trasimeno, aiutato dai Galli. - Roma elesse un dittatore, Fabio Massimo detto il Temporeggiatore perchè non risolse la grave crisi. Dopo di lui, i Romani guidati da Paolo Emilio e Varrone furono sconfitti a Canne (216 a.C.).
217 - Annibale passa l'Appennino e batte l'esercito romano di G.Flaminio al lago Trasimeno. 
- I Romani eleggono come dittatore Q.F.Massimo, denominato il "temporeggiatore"(Cunctator) per la sua condotta di guerra cauta e prudente
216 - I Consoli L.E. Paolo e M.T. Varrone vengono sconfitti, da Annibale, a Canne. 
- Q.C. Metello pontefice massimo con Q. F. Massimo. Defezione di Capua, ma anche dei Sanniti, Apuli e Bruzi
216 - Ventidue coppie di gladiatori si affrontano in occasione dei funerali di Marco Antonio Lepido
215 - Annibale stipula un alleanza con Filippo V di Macedonia. - Defezione di Siracusa. Ribellioni in Sardegna
215-205 -PRIMA GUERRA MACEDONICA. I Romani bloccano l'offensiva del re macedone in Illiria
212 - I Romani riprendono Siracusa. Morte di Archimede. Comincia l'assedio di Capua. Metaponto, Eraclea eTuri si staccano da Roma e passano con i Cartaginesi. I Romani occupano Sagunto. Alleanza romana con gli Etoli
211 - Resa di Capua. Annibale alle porte di Roma
210-206 - P.C. Scipione (futuro Africano) combatte i Cartaginesi in Spagna
209 - Scipione occupa Cartagena. Q.C.Metello tribuno della plebe
208 - M.C.Marcello prende Siracusa, ma successivamente viene ucciso.- Q.C.Metello edile curule. Battaglia di Baecula.
207 - Consoli M.Livio e Claudio Nerone. In Spagna Scipione si fa sfuggire Asdrubale. Vittoria romana al Metauro su Asdrubale. I Romani battono i Cartaginesi a Silpia
206 - Consoli Q.C. Metello e L.V.Filone. Scipione ritorna dalla Spagna
205 - Consolato di Scipione e Crasso. Scipione ottiene la Sicilia, Crasso il Bruzio. Nevio incarcerato.-  Pace di Fenice.
204 - Consoli M.C.Cetego e P.S Tuditano (scipioniani).Tribuni della plebe M.C.Marcello, figlio del "Grande Marcello" conquistatore di Siracusa, e M.C.Alimento. P.C.Scipione si  batte contro i Cartaginesi ai Campi Magni, presso Utica.  - Annibale torna in Africa. - Il poeta Ennio, militare in Sardegna, viene portato a Roma da Catone
202 - Battaglia di ZAMA - Annibale viene battuto da Scipione l'Africano a Zama(Libia).- Scipione L'Africano diventa  il mecenate di Ennio
201 - Inizio dell'espansione in SPAGNA  - Pace con Cartagine. -  Inizia l'annalistica romana con Q.F.Pittore
200 -197 - Seconda guerra in MACEDONIA 204 ca. M.C.Marcello libera Nevio. Muore Nevio
ANNO 200-101 ca. Aumenta il latifondo(coltivato da schiavi), diminuisce la piccola proprietà, aumenta la plebe affamata, cresce l'inurbamento e il numero degli schiavi. Proposte di Assegnazioni terre(Gracchi) osteggiate dagli aristocratici. Si sviluppa il ceto medio(equestre) dedito al commercio e agli appalti.
ANNO 200-190. Sottomissione della Gallia Cisalpina.
ANNO 200-197. SECONDA GUERRA MACEDONICA.
ANNO 199. Censura di Scipione l'Africano.
ANNO 198. La lega achea passa con i Romani.
ANNO 197. T.Q.Flaminino batte Filippo V, re di Macedonia, a Cinocefale. Vengono costiuite le province della Spagna citerior e ulterior
ANNO 196. In occasione dei giochi istmici a Corinto Flaminino proclama la libertà delle città greche.
ANNO 195-194 ca. Nasce a Cartagine P.Terenzio Afro. Fu uno dei maggiori commediografi latini.
ANNO 195. Annibale ripara in Oriente.
ANNO 193. Seleuco IV si associa al trono del padre Antioco III.
ANNO 192-188. Guerra tra Roma e Antioco III.
ANNO 191. Consolato di Scipione Nasica.
ANNO 190-189. Scipione l'Asiatico dirige la guerra D'Asia come legato di suo fratello (Scipione Nasica).
ANNO 190. L'esercito degli Scipioni entra in Asia. Occupazione di Efeso.
ANNO 189. I Romani condotti da LC.Scipione l'Asiatico e da Scipione l'Africano battono Antioco III a Magnesia.
ANNO 188. Consolato di C.L. Salinatore.
ANNO Pace di Apamea tra i Romani e Antioco III.
ANNO 187-185. Agitazioni di schiavi in Italia meridionale.
ANNO 186. Decreto del Senato contro i baccanali.
ANNO 185-180. ca. Una legge agraria fissa a 500 iugeri la quantità massima di terre pubbliche che un privato poteva possedere.
ANNO 184. Censura di Catone. Catone pone sotto accusa Scipione l'africano.
Muore T.M.Plauto
ANNO 183. Suicidio di Annibale.
Muore Scipione l'Africano.
Deduzione delle colonie di di Modena, Parma e Aquileia.
ANNO 181. Fondazione della colonia di Aquileia .
Legge Bebia contro la propaganda elettorale non autorizzata.
ANNO 180. Fondazione della colonia di Lucca.
Legge Villia per regolare gli interventi temporali tra le magistrature. Nasce G.Lucilio, scittore satirico, a Suessa Aurunca.
ANNO 177. Consolato di T.S.Gracco, padre di Tiberio e Gaio.
Costruzione della Via Cassia.
ANNO 173 ca. Vengono espulsi da Roma i filosofi epicurei Filisco e Alcio.
ANNO 171-168. TERZA GUERRA MACEDONICA. Pèrseo, figlio di Filippo V, tenta di ripristinare l'egemonia macedone in Grecia.
ANNO 170. Nasce Accio. Nato, forse a Pesaro, fu uno scrittore di versi, tragedie e opere didascaliche.
ANNO 169-168. Muore Ennio.
ANNO 168. L.E.Paolo batte i Macedoni a Pidna.
Polibio arriva a Roma insieme a molti altri ostaggi Achei, accusati di parteggiare con i Macedoni.
ANNO 159 ca. Muore Terenzio, durante un viaggio verso la Grecia.
ANNO 155. Una ambasceria di tre fillosofi greci (Diogene, Critolao e Carneade) arriva a Roma.
Catone sostiene che le loro dottrine filosofiche corrompono i giovani romani. Il Senato delibera il loro ritorno in Grecia.
ANNO 151. Consolato di A.P.Albino.
ANNO 149-146. TERZA GUERRA PUNICA.
ANNO 148. La Macedonia diventa provincia romana.
ANNO 147-139. Rivolta di Viriato in Spagna.
ANNO 146. P.C.Scipione l'Emiliano, figlio adottivo di Scipione l'Africano, distrugge Cartagine.
Organizzazione della provincia d'Africa (Tunisia e Libia occidentale).
Scipione l'Emiliano mecenate di Terenzio. Distruzione di Corinto.
ANNO 146. Nasce la provincia di Acaia. Sacco di Corinto.
ANNO 135-132 ca. Rivolta degli schiavi in Sicilia.
ANNO 133. P.M.Scevola console. Scipione l'Emiliano Numazia e Roma si assicura la pace in Spagna. Roma eredita il regno di Pergamo.
ANNO 133. Tribunato di T.Gracco.
ANNO 133. Legge agraria proposta da Gracco: propone un limite massimo, aumentabile in caso di figli, di terreno pubblico che può possedere un privato; distribuzione di appezzamenti di terreno a proletari delle terre in eccedenza a cui i privati non hanno diritto. In compenso delle espropriazioni i privati diventano proprietari del terreno. La legge agraria non trova attuazione per difficoltà di applicazione e per l'opposizione senatoria.
ANNO 133. Roma eredita il regno di Pergamo.
Uccisione di T.Gracco.
ANNO 129. Muore Scipione l'Emiliano.
ANNO 126. Nasce la provincia di Asia.
ANNO 125. Il console F.Flacco presenta un progetto di legge, che però non viene approvato, per concedere la cittadinanza agli Italici.
Rivolta di Fregelle e sua successiva distruzione.
ANNO 123-122. Tribunato di Gaio Gracco.
ANNO 123. Legge frumentaria: Distribuzione, per i proletari, di grano a basso costo.
Legge giudiziaria sui tribunali.
Proposte sulla fondazione di nuove colonie.
ANNO 122. Le Nuove proposte di legge promosse da G.Gracco non ottengono consensi.
ANNO 122. G.Fannio console. Scrisse anche Annali.
ANNO 121. Il Senato condanna G.Gracco come nemico pubblico. Gaio si rifugia sull'Aventino. Posto sotto assedio si fa uccidere da uno schiavo. Morte di G.Gracco.
Viene creata la provincia della Gallia Transalpina
ANNO 121-111. Leggi emanate dal Senato che sminuiscono il valore della riforma gracchiana.
ANNO 120. P.M.Scevola pubblica gli Annali massimi.
ANNO 116. Nasce, a Rieti, M.T.Varrone.
ANNO 116. Giugurta fa uccidere il fratello Iempsale.
ANNO 115. M.E.Scauro console.
ANNO 114. Deduzione della colonia di Norbona(Gallia meridionale).
ANNO 113. I Cimbri Sconfiggono il console P. Carbone a Noreia.
ANNO 112. Dopo aver preso Cirta, Giugurta fa uccidere tutti gli italici presenti nella città.
ANNO 111-105. GUERRA GIUGURTINA.
ANNO 111. Sconfitta romana a Suthul.
ANNO 107. Primo consolato di Mario.
ANNO 106. Il console S.Cepione reprime la rivolta di Tolosa e viene battuto dai germani ad Orange.
ANNO 106. Nasce, presso Arpino, M.T.Cicerone.
ANNO 105. Consolato di R.Rufo. I Cimbri sconfiggono i Romani ad Arausio. Riforma mariana dell'esercito: abolizione dei velites(fanteria leggera), dei triarii(fanteria pesante armata di picche) e della cavalleria. Creazione di una legione standard armata di gladium e pilum.
ANNO 104-100. G.Mario console.
ANNO 104-100 ca. Nuova rivolta degli schiavi in Sicilia
ANNO 102. Mario batte i Teutoni ad Aquae Sestiae.
ANNO 101 Mario rientra in Italia e sconfigge i Cimbri ai Campi Raudi.
ANNO 101. Consolato di Mario e Q.L Catulo.
ANNO 100 a. C. - Mario fatto console per la sesta volta. - Nasce CESARE.
ANNO 95. Consolato di L.C.Crasso e M.Scevola.
Approvazione di una legge per limitare l'ingresso arbitrario degli italici nella cittadinanza romana.
ANNO 98-96 ca. Nasce, forse a Pompei, il poeta epicureo T.L.Caro.
ANNO 91. Il tribuno della plebe M.L.Druso, propone una riforma del senato, una riforma agraria e la concessione della cittadinanza agli italici. Uccisione del tribuno.
ANNO 90-88. Rivolta degli Italici (Guerra sociale). Formano una confederazione indipendente con capitale Corfino(Italica).
ANNO 90-89. La legge Giuliae Plauzia-Papira concedono la cittadinanza agli Italici rimasti fedeli a Roma e a quelli che si sono arresi.
ANNO 88. Consolato di Silla. Assedio di Nola. Silla sconfigge gli ultimi italici ribelli.
ANNO 88-85. PRIMA GUERRA MITRIDATICA.
ANNO 88. Mitridate VI re del Ponto, stanco delle interferenze di Nicomede attacca la Bitinia, territorio posto sotto l'influenza romana. Successivamente fa massacrare 80.000 commercianti italici che si trovavano in Asia ed esorta i Greci a sollevarsi contro Roma.
La notizia arriva a Roma, mentre il console Silla stava ancora assediando Nola, città in mano agli italici. Il Senato assegna a Silla il compito di condurre la guerra d'Asia.
ANNO 88-84. Guerra civile fra Mario e Silla. Scoppia perché il tribuno della plebe S.Rufo promuove un'alleanza tra cavalieri e popolari al fine di togliere a Silla il comando della guerra mitridatica e assegnarlo a Mario.
ANNO 88. Silla marcia su Roma. Mario, insieme ad altri popolari, fugge da Roma si rifugia in Africa. Silla avvia alcune riforma costituzionali che verranno riprese nell'anno 81.
ANNO 87-84 ca. Nasce a Verona Catullo. Fu il più grande poeta elegiaco romano.
ANNO 87. Silla si reca in Grecia contro Mitridate.
Mario ritorna a Roma e si impadronisce della città ed avvia delle proscrizioni.
ANNO 86. Consolato di Mario e Cinna.
Morte di Mario(gennaio). Governo di Cinna.
Silla batte le truppe del Ponto a Cheronea e poi a Arcomeno.
ANNO 86. Nasce ad Amiternum lo storico G.Sallustio Crispo.
ANNO 85. Cinna ottiene il rinnovo del consolato per gli anni 85-84 senza convocare i comizi.
ANNO 84. Pace di Dardano tra i Romani e Mitridate. Il mancato rispetto delle condizioni del trattato scatena la II guerra mitridatica.
ANNO 83-81. SECONDA GUERRA MITRIDATICA. Fu condotta dal propretore L.L.Murena
ANNO 83. Uccisione di Cinna in una sommossa militare ad Ancona, dove stava per imbarcarsi per una spedizione contro Silla in Asia.
Silla sbarca a Brindisi e si dirige verso Roma, dopo aver sconfitto Flavio Fimbria in Asia Minore.
ANNO 83-82. Scoppia la guerra civile in Italia, tra Silla e i popolari che gli sono contrari. Silla sbaraglia gli oppositori nella battaglia di Porta Collina. Con le forse di Pompeo si inpafronisce dell'Italia meridionale. Proscrizioni silliane per eliminare gli avversari, reprimendo gli avversari del partito democratico e gli italici ribelli.
ANNO 82-80. Dittatura di Silla: restaurazione dell'autorità del Senato. Viene creato dittatore con potere costituente, a tempo indeterminato.  Impone riforme annullando alcune conquiste democratiche della fazione a lui contraria. Aumenta i poteri del Senato, limita quello della plebe, e rallenta la cittadinanza agli italici.  Silla scrisse anche una autobiografia.
ANNO 81 - Silla riprende le riforme costituzionali. Fasti trionfali per Silla.
ANNO 80 - Rivolta  in Spagna domata da Sertorio. Si conclude la guerra mitridatica. Vittorie in Africa di Pompeo contro Domizio Enobardo che resta ucciso. Al ritorno a Pompeo  gli viene attribuito il cognome di Magno da Silla, che però acconsente di malavoglia nel celebrare il suo trionfo. Il giovane Cicerone pronuncia una coraggiosa difesa di Roscio Amerino accusato da alcuni seguaci di Silla.
ANNO 79 - Silla, malato, abbandona la carica di dittatore e si ritira a vita privata nella sua villa di Cuma. 
ANNO 78 - Morte di Silla. Sono consoli Emilio Lepido e Lutazio Catulo. Lepido tenta di annullare alcune riforme di Silla ma è contrastato da Catulo. - Catulo inaugura il Tabulario (l'edificio per gli archivi) sulle pendici del Campidoglio.
ANNO 77 - Sono consoli Giunio Bruto e Emilio Lepido. Quest'ultimo viene allontanato da Roma con la nomina di governatore della Provincia Gallica. Portatosi in Etruria, Lepido raccoglie un esercito ribellandosi al senato invocando la restaurazione della costituzione democratica. Lo affrontano Catulo e Pompeo sconfiggendolo. Emilio Lepido fugge in Sardegna dove muore. La rivolta  viene così soffocata.
ANNO 77. Cesare esordisce nella vita politica con un'orazione contro il sillano C.C.Dolabella.
ANNO 76. Sono consoli Ottavio e Scribonio Curione. Cicerone questore in Sicilia. Sertorio (ribellandosi a Roma) dalla Spagna fa proposte a Mitridate VI per un'alleanza antiromana.
ANNO 75 - Sono consoli Ottavio e Aurelio Cotta. - A Creta i pirati sconfiggono la flotta romana guidata da M. Antonio.
ANNO 74-63 -  TERZA GUERRA MITRIDATICA. - Sono consoli a Roma Licinio Lucullo e Aurelio Cotta. - Viene costituita la provincia romana della Cirenaica. Anche la Bitinia diventa provincia romana dopo la morte di re Nicomedi IV. Ma il re del Ponto la invade sconfiggendo il preconsole Aurelio Cotta in Calcedonia. Stringe d'assedio Cizico, ma è costretto a ritirarsi in Bitinia con l'arrivo di Licinio Lucullo.
ANNO 73 - Sono consoli Terenzio Varrone Lucullo e Cassio Longino. Macro eletto tribuno della plebe. Scrisse anche una Storia di Roma. Cesare diventa pontefice.
ANNO 73 -  Inizio rivolta di gladiatori a Capua. Poi capeggiata da Spartaco la rivolta si trasforma nella terza guerra servile. I ribelli nella battaglia del Vesuvio sconfiggono Valerio Glabro.
ANNO 72 - Spartaco con i ribelli tenta di allargare la sua rivolta verso settentrione, ma sono ricacciati nel sud nonostante una vittoria contro Cassio Longino. Tentano un imbarco da Brindisi per scendere in Sicilia ma falliscono l'attacco. - In Spagna Sertorio viene ucciso dal suo luogotenente Perperna. A sua volta affrontato da Pompeo Magno che lo sconfigge. Tutta la penisola iberica ritorna sotto il dominio romano. - In Asia Minore nella guerra mitridatica, Licinio Lucullo riconquista la Bitinia e penetra nel regno del Ponto sconfiggendo Mitridate VI.
ANNO 71 - COnsoli Cornelio Publio Sura Lentulo e Aufidio Oreste. -  M. Licinio Crasso sconfigge l'esercito di Spartaco nella battaglia del Sele. Mentre i prigionieri fatti da Pompeo Magno rientrato dalla Spagna, sono crocifissi lungo la via Appia. - Sul Ponto Mitridate VI è costretto da Licinio Lucullo ad arretrare, abbandonare il regno, rifugiarsi presso Tigrane II in Armenia.
ANNO 70  - Pompeo Magno e Licinio Crasso pur non avendo i requisiti richiesti, impongono la loro elezione a console dopo aver accampato i loro due eserciti alle porte di Roma. Saliti al potere mettono fine al governo conservatore sillano, restaurano gli ordinamenti democratici, ridanno i poteri ai tribuni della plebe, aboliscono le leggi di Silla contro la classe dei cavalieri. - Processo contro Verre, accusato di disonestà nel governo della Sicilia. L'imputato verrà condannato all'esilio, dopo le accuse di  Cicerone nelle famose Orazioni  dette "verrine". (famosa testimonianza letteraria dell'indirizzo retorico ciceroniano). - Ad Andes, presso Mantova, nasce P. Virgilio Marone.
ANNO 69 - Sono consoli Ortensio Ortalo e Cecilio Metello. - In Armenia Licinio Lucullo sconfigge anche re Tigrane II, che aveva dato rifugio a Mitridate VI. Lucullo occupa l'Armenia e occupa e saccheggia la capitale Tigranocerta. - 
ANNO 68 - Preso dall'entusiamo Licinio Lucullo dopo la vittoriosa offensiva, discende la Mesopotamia occupando Nisibi, sconfigge presso il fiume Arsania l'esercito nemico. Vorrebbe poi continuare la guerra per fare altre conquiste in Oriente, ma viene fermato da un ammutinamento dei soldati che non vogliono proseguire, e da un veto che viene da Roma che gli impone di abbandonare la "sua" campagna che non è quella progettata dal governo romano. A seguito di questo ritiro, l'anno dopo Tigrane II rioccupa l'Armenia e invade la Cappadocia, mentre anche Mitridate VI riprende possesso del POnto . -  Sono consoli Cecilio Metello e Marcio Re. - Metello è poi protagonista della sconfitta dei pirati a Creta. -Cesare è nominato questore in Spagna.
ANNO 67 - Consoli Calpurnio Pisone e Acilio Glabrione. Con la "Legge Gabinia", violentemente discussa in senato, si affidano poteri illimitati (vera e propria dittatura sui mari) a Pompeo Magno per le operazioni disinfestazione dei pirati.
Pompeo parte per l'impresa e sbaraglia nel golfo di Adalia  i pirati Iberi e Albani. 
ANNO 66 - Sono consoli Emilio Lepido e Volcacio Tullo, dopo i brogli elettorali a favore di Cornelo Silla e Autronio. 
Con la Orazione di Cicerone (de imperio Pompei - Pro lege Manilia)  viene esautorato Licinio Lucullo nelle operazioni in Asia contro Mitridate VI. Il comando viene affidato a Pompeo Magno con poteri quasi illimitati. - Pompeo sceso sul Ponto si accorda con il re dei Parti Fraate a non soccorrere Mitridate. Sconfitto più volte quest'ultimo, cacciato dal Ponto, Pompeo si accorda anche con Tigrane II  lasciandolo sul trono, ma come re vassallo di Roma. - 
- Introduzione del culto di Mithra a Roma: esempio rilevante di diffusione dei culti orientali. - Terminano a Roma le decorazioni parietali  nella famosa villa dei Misteri (iniziazione ai misteri bacchici) - Di questa data la costruzione a Roma della tomba di Cecilia Metella, lungo la via Appia. - A Pompei inizia la costruzione dell'Odeon e l'Anfiteatro per lo spettacolo dei gladiatori. -  Nasce a Venosa Q. Orazio Flacco.
ANNO 64 Consoli Giulio Cesare e Marcio Figulo - Cicerone pretore. - Pompeo Mano dopo le sue vittorie  proclama il POnto e la Bitinia province romane. Proseguendo la sua campagna su Antiochia, deposto re Antioco XIII, anche la Siria diventa provincia romana.
ANNO 63 - Consoli Tullio Cicerone e Antonio Ibrida. -  Il patrizio Sergio Catilina si presenta alle elezioni consolari proponendo audaci riforme. Fra queste ridistribuzione della ricchezza, cancellazione dei debiti, nuovo sistema giudiziario. Fallita la nomina, Catilina in segreto prepara all'esterno, in Etruria e nel Piceno, movimenti insurrezionali. 
Cicerone scoperta la congiura, pronuncia contro Catilina la famosa orazione (Catilinaria) una requisitoria che manderà a morte alcuni congiurati. Catilina fuggito alla cattura, in Etruria si mette a capo dei rivoltosi. - Affrontato il prossimo anno dal legato consolare Petreio, nella battaglia di Pistoia, Catilina cade sconfitto. 
- Nasce Ottavio, pronipote di Cesare.
ANNO 62 - Consoli Giunio Silano e Licinio Murena - Si svolge la battaglia di Pistoia con la sconfitta di Catilina. - Cecilio Metello dopo le sue vittorie a Creta ritorna a Roma a godersi i fasti tributati in suo onore. - Rientro a Roma anche di Pompeo Magno, e grandi fasti trionfali per aver legato a Roma le province della Bitinia e del Ponto, della Cilicia e della Siria.
- Pompeo Magno era penetrato anche in Giudea in una contesa locale fra il re Ircano e il sommo sacerdote. Dichiarato re il primo (non come vassallo ma etnarca di Roma), Pompeo pretese poi di entrare anche nel tempio dei Santi dei Santi a Gerusalemme.
- Sempre in Siria, Pompeo si era intromesso anche nel territorio dei Nabatei governati da re Arata III. Che è costretto a sottomettersi e a versare un tributo a Roma per rimanere re nel "suo" territorio.
ANNO 61 - Consoli Pupio Pisone Frugi  Calpurniano e Valerio Messalla Nigro. - Dopo i grandi fasti trionfali riservati a Pompeo Magno, durati vari giorni,  il Senato rifiuta di fare le distribuzioni di terre conquistate in Asia a beneficio dei veterani di Pompeo, e questi entra in contrasto con i senatori  avvicinandosi a Giulio Cesare; che sta iniziando la sua ascesa politica quest'anno quando come propetore riceve  l'incarico di partire per la Spagna come protettore e di compiere una spedizione contro i Lusitani.
ANNO 60 - Consoli Cecilio Metello e Afranio. Pompeo Magno, Crasso e Giulio Cesare fanno un accordo segreto costituendo il primo triunvirato.
ANNO 59 - Consoli Giulio Cesare e Calpurnio Bibulo. - Giulio Cesare è stato appoggiato da Pompeo Magno  nella elezione a console, e come gratitudine Giulio Cesare appoggia Pompeo Magno le richieste inerenti le ricompense ai suoi veterani e ratifica gli atti compiuti in Asia. A sua volta Pompeo lo sostiene presso il governo quando Giulio Cesare chiede il comando della Gallia Cisalpina e del Narbonese. Il Triunvirato inizia a funzionare! -  Nasce a Padova lo storico Tito Livio.
ANNO 58 - Consoli Calpurnio Pisone e Gabinio. - Dopo aver appoggiato le richieste di Pompeo, Giulio Cesare favorisce anche l'ascesa a tribuno di Clodio Pulcro. Che chiede subito l'esilio di Tullio Cicerone, accusandolo di aver mandato a morte cittadini romani senza regolare processo, senza prove, ma solo con le chiacchiere.  Oltre che suo avversario politico, avversato pure da Giulio Cesare, Cicerone viene esiliato a Tessalonica. (verrà poi richiamato a Roma l'anno seguente e reintegrato nei suo diritti - Pronuncerà le due orazioni  pro domo sua  de haruspicum responso -  Importanti entrambi, come storia e studio sulle religioni e i riti pagani in usanza a Roma)
Mentre per Porcio Catone con l'intento di  indebolire l'aristocrazia senatoria: lo si allontana inviandolo a sottomettere l'isola di Cipro. 
- Giulio Cesare portandosi in Gallia inizia la sua campagna inserendosi nelle varie contese delle tribù celtiche. Il primo scontro con gli Elvezi che insediati sul lago di Ginevra, Costanza, nel Giura, dalle Alpi erano penetrati in Gallia; Cesare li ricaccia indietro. Poi affronta i Germani guidati da re Ariovisto, che si erano stanziati nell'Alsazia, ed avevano superato il Reno invadendo il sud. Cesare li sconfigge nella battaglia di Vesontio (Besancon) ricacciandoli indietro. - Giulio Cesare inizia a riportare le sue gesta scrivendo i  Commentari del Bellum Gallicum.
ANNO 57 - Consoli Cornelio Lentulo e Cecilio Metello Nepote. 
- Nella campagna in Gallia, Giulio Cesare affronta popolazioni gallo-germaniche stanziate sul Reno, la Mosa, l'Atlantico e la Schelda. Sulle rive della Sambre, sconfigge presso la odierna Reims, quella popolazione che prenderà poi il nome di Belgi, che per difendersi dall'invasione si erano alleati con i Nervi.
ANNO 56 - Consoli Cornelio Lentulo e Marcio Filippo -
- Il triunvirato si riunisce a Lucca per riconfermare la loro alleanza (decisa per un quinquennio), ma anche per spartirsi il governo delle province dell'impero: la Gallia a Cesare, la Spagna e l'Africa a Pompeo, la Siria a Crasso. 
- Ritornato alla sua campagna, Giulio Cesare sottomette gli Armonici nella odierna Bretagna, e gli Aquitani in Aquitania.
ANNO 55 - Consoli Pompeo Magno e Licinio Crasso- - Vengono ratificate le decisioni prese a Lucca dal triumvirato, le cosiddette Leggi Trebonia, e Pompeia-Licinia.
- Giulio Cesare prosegue in Gallia e va oltre i suoi progetti di consolidamento. Nel territorio germanico, fa costruire un ponte sul Reno (quasi alla confluenza della Mosella - vicino alla odierna Koblenza) batte gli Usìpeti e i Tèncteri e si dirige oltre il Reno. Poi con una flotta attraversando la Manica fa la sua prima spedizione in Britannia. - Ha pyre il tempo di aggiornare i Commentari del Bellum Gallicum   e di scrivere il trattato De analogia, dedicato a Cicerone
- Cicerone gli contrappone con il suo stile (retorica)  il De Oratore e il De Republica.
ANNO 54 - Consoli Domizio Enobardo e Caludio Pulcro - 
-  Cesare compie la sua seconda spedizione  in Britannia  riportando alcuni successi addentrandosi nell'isola, minacciando un capo sotto la cui guida si erano unificate le tribù britanniche, Cassivellauno, poi vedendo a patti con lui.
- Problemi per Cassio in Oriente, nel regno dei Parti, su questioni interne tra i fratelli di Mitridate.
-  Muore a Sirmione Valerio Catullo, autore di 116 carmi, e irriverente cantore di trasgressioni sessuali.
ANNO 53. Cesare batte gli Svevi e gli Eburoni e si reca in Italia.
Morte di Crasso a Carre nella battaglia contro i Parti.
ANNO 52. Pompeo console senza collega.
Lotta tra Clodio e Milone.
Cesare batte Vercingetorige ad Alesia.
Cicerone inizia a scrivere il De legibus.
ANNO 50. Tutta la Gallia diventa possedimento romano, ma solo sotto Augusto verrà organizzata in provincia.
ANNO 50. Cesare scrive i Commentarii de bello gallico. Nasce, forse a Gabi, Tibullo.
ANNO 49-46. Guerra civile tra Cesare e Pompeo Nasce S.A.Properzio
ANNO 49. Cesare passa il Rubicone con le sue legioni galliche ed arriva a Roma. Pompeo, i consoli e i senatori fuggono a Brindisi. Cesare passa in Spagna e Pompeo si reca in Oriente. Cesare arrivato a Brindisi si imbarca per l'Epiro.
ANNO 48. Cesare batte Pompeo a Farsalo (Tessaglia).
Pompeo si ritira in Egitto dove viene fatto uccidere da Tolomeo XIV. Cesare si reca in Egitto, apprende della morte di Pompeo ed incontra Cleopatra.
ANNO 48-47. Guerra Alessandrina. Cesare batte gli Egiziani e insedia Cleopatra sul trono d'Egitto.
ANNO 47. Cesare batte Farnace a Zela(Ponto). Incendio della Biblioteca di Alessandria.
ANNO 47-46. Campagna d'Africa contro i pompeiani.
Cesare scrive i Commentari del bellum Civile.
ANNO 46. Vittoria di Cesare a Tapso e suicidio di Catone ad Utica.
Trionfo a Roma e dittatura decennale conferita a Cesare.
ANNO 46-45. Campagna di Spagna contro i pompeiani.
Cicerone scrive tre orazioni dette "Cesariane" e l'Elogio di Catone.
ANNO 45. Vittoria di Cesare a Munda(Spagna) sui figli di Pompeo. Cesare ottiene la dittatura a vita ed altre cariche. Avvia delle riforme costituzionali, del calendario, economiche e promuove le opere pubbliche e le attività culturali.
ANNO 45. Cesare scrive il poemetto Iter.
ANNO 45-44. Cicerone scrive delle opere filosofiche tra cui: la Consolatio, L'Hortensius, gli Academicorum libri, De finibus bonorun et malorum, le Tuscolanae disputationes, De natura deorum, De divinatione, De amicitia, De officiis
ANNO 44. Cesare adotta Ottavio.
Uccisione di Cesare (Idi di Marzo).

Ottavio assume il nome di G.G.C. Ottaviano.
Cicerone scrive le Filippiche.
ANNO 43. Guerra di Modena. Sconfitta di Antonio e morte dei consoli Irzio e Pansa. Ottaviano diventa console, per la prima volta, all'età di vent'anni. Si forma il II triunvirato tra Antonio, Ottaviano e Lepido, sulla base della lex Titia. TRIUMVIRAT0 -FILIPPI
Proscrizioni di Antonio: uccisione di Cicerone.
ANNO 42. Antonio batte Bruto e Cassio nella battaglia di Filippi. Antonio ottiene le province orientali.
Nasce Tiberio a Roma. 42-38 ca. Virgilio scrive le Bucoliche.
ANNO 41-40. Trattato di Brindisi. Ottaviano si riavvicina ad Antonio. Matrimonio tra Antonio e Ottavia, sorella di Ottaviano.
ANNO 41-40. Guerra di Perugia. 
ANNO 40- 8 ca. Periodo di attività del circolo di Mecenate e di Messalla
ANNO 40. Accordo fra Ottaviano e Antonio a Brindisi. Spartizione dell'impero.
ANNO 38. Ottaviano sposa Livia Drusilla.
ANNO 38-36. Guerra contro Sesto Pompeo
ANNO 37. Accordo di Taranto. Il triunvirato viene rinnovato.
ANNO 37-35. Spedizione fallimentare di Antonio contro i Parti.
ANNO 36 Agrippa Batte Sesto Pompeo a Nauloco.
Antonio sposa Cleopatra.

ANNO 36-35 ca. Muore a Roma Sallustio.
ANNO 36-34. Spedizione di Ottaviano in Illiria e Dalmazia.
ANNO 35. Uccisione di Sesto Pompeo.
ANNO 33. Secondo consolato di Ottaviano.
ANNO 32. Antonio divorzia da Ottavia.
ANNO 31. Ottaviano ricopre il terzo consolato.

ANNO 31 ca. Vitruvio scrive il De Architectura.
ANNO 30. Quarto consolato di Ottaviano.Presa di Alessandria e suicidio di Antonio e Cleopatra.
L'Egitto diventa provincia romana.
ANNO 29 ca. Virgilio scrive le Georgiche.
ANNO
29 a.C. 14 d.C. IMPERO DI AUGUSTO
ANNO 29. Ottaviano ricopre il quinto consolato.Chiusura del tempio di Giano. Con la legge Saenia viene aumentato il numero dei patrizi.
ANNO 28-19. Virgilio scrive l'Eneide.
ANNO 28. Ottaviano viene nominato "princeps senatus" e ricopre il sesto consolato. Prima epurazione del senato.
ANNO 27. Ad Ottaviano viene conferito il titolo di "Augusto" e il potere proconsolare per dieci anni. Nuovo ordinamento, dato da Augusto, alle province.
ANNO 27-25 ca. T.Livio inizia a scrivere la sua Storia di Roma. 27. Fondazione di Torino (Taurinorum)
ANNO 26-24. Augusto ricopre l'ottavo, nono e decimo consolato.
ANNO 26. Tribunato di Tiberio
ANNO 26-24. Augusto in Spagna.
ANNO 25. Il regno di Galazia, già cliente di Roma, annesso e trasformato in provincia.
La Spagna divisa in tre province(Taragonese, Lusitania, Betica).
Chiusura del tempio di Giano. Inizia la Pax Augusta. Fondazione di Augusata Praetoria.
ANNO 23. Augusto rinuncia all'undicesimo consolato, ma gli viene conferito il potere proconsolare su tutte le province e la facoltà del veto tribunizio ("tribunicia potestas" a vita).
Tiberio questore.
ANNO 23-14. Ovidio compone gli Amores e le Heroides
ANNO 22 ca. Muore Marcello nipote di Augusto.
ANNO 21. Agrippa sposa Giulia, figlia di Augusto
ANNO 20 ca. Muore Diodoro Siculo.
ANNO 20. Fraate IV,re dei Parti, restituisce a Tiberio le insegne prese a Crasso nella battaglia di Carrhae.
Ad Augusto è conferita la facoltà legislativa.
Nasce Caio Cesare, figlio di Agrippa e Giulia.
ANNO 19. Augusto ottiene "l'imperium consulare"
ANNO 19. Di ritorno dalla Grecia, muore a Brindisi Virgilio.
ANNO 19. ca. Muore Tibullo.
ANNO 17. Vengono celebrati i Ludi secolari.
Nasce Lucio, figlio di Agrippa e Giulia.
Augusto adotta i nipoti ,Gaio e Lucio Cesari, come futuri successori.
ANNO 16-13. Augusto in Gallia.
ANNO 16-15. Il Norico e la Rezia diventano provincie romane.
ANNO 15 ca. Muore Properzio.
ANNO 14-9. Campagna di occupazione della Pannonia(odierna Ungheria): condotta da Agrippa fino al 12 e poi da Tiberio(12-9).
ANNO 13 ca. Augusto riordina la Gallia in tre province: Lugdunensis, Belgica e Aquitania.
ANNO 12. Augusto diventa Pontefice Massimo. Muore Lepido.
Muore Agrippa. Giulia, vedova di Agrippa e figlia di Augusto, sposa Tiberio.
ANNO 12-9. Campagne di Druso nel settore germanico.
ANNO 9. Morte di Druso per una caduta da cavallo.
ANNO 9-6. Tiberio, reduce dal settore pannonico, conduce le campagna germanica.
ANNO 8. Istituzione della prefettura dell'annona. Seconda epurazione del senato. Morte di Orazio e Mecenate.
ANNO 6. Tiberio riceve, per cinque anni, " la "tribunicia potestas". Tiberio si ritira a Rodi.
ANNO 5. Augusto ricopre il dodicesimo consolato.
ANNO 2. Augusto ottiene il titolo di "pater patriae" e ricopre il tredicesimo consolato.
ANNO 1 a.C.- 1 d.C. Ovidio compone l'Ars Amatoria
PRIMO SECOLO D.C (1-100)

Periodo tardo augusteo (1-14 d.C.)
-- Appartengono al I° Secolo storici come Cordo (Annali guerra tra Cesare e Pompeo), Seneca il Vecchio(Storia delle guerre civili), C.Rufo(Scrisse una Storia sulla guerra civile del 68-69), Patercolo(Storia Romana), V.Massimo (Fatti e detti memorabili), S.Italico (Punica), M.Massimo(Continua le vite dei Cesari di Svetonio), F.Giuseppe (Guerra giudaica, Antichità giudaiche) Appiano (Storie etnografiche) E.Aristide (Encomio di Roma) 2. Muore Lucio, figlio adottivo di Augusto.
ANNO 1 ANNO CONVENZIONALE DELLA NASCITA DI GESU' CRISTO
ANNO 3. Ovidio inizia la composizione delle Metamorfosi.
ANNO 4.d.C. Muore Caio Cesare, figlio adottivo di Augusto. Adozione di Tiberio come successore.
ANNO 4-6 d.C. Spedizione di Tiberio in Germania.
ANNO 5. d.C. Legge Cornelia e Valeria, sull'elezione dei consoli e pretori.
ANNO 6. La Giudea diventa provincia romana.
Viene costituito l'erario militare.
ANNO 6-9. Rivolta in Pannonia e Dalmazia.
ANNO 8. Per ordine di Augusto Ovidio viene relegato a Tomi.
ANNO 9.d.C. Viene domata, dopo tre anni, la rivolta in Illiria.
Arminio massacra le 3 legioni di Q.Varo in Germania (Selva di Teotoburgo)
ANNO 10 ca. La Pannonia e la Dalmazia diventano province romane.
ANNO 14. Augusto scrive l'Index rerum gestarum. L'opera giunse ai posteri in base ad un'iscrizione ritrovata ad Ancara.
Terza epurazione del senato e terzo censimento.Morte di Augusto.
ANNO 14-37. TIBERIO

ANNO 14-16. Campagna di Germanico nella Germania.
ANNO 14-17 ca . Germanico scrive il poemetto astrologico "Aratea"
ANNO 15. I Cherusci vengono battuti nella piana d'Idistaviso.
Trionfo di Germanico a Roma per le campagne condotte sul Reno. Nasce la nuova provincia della Mesia inglobando la provincia di Macedonia ed Acaia. V.Patercolo, lo storico, nominato pretore da Tiberio. Nasce Agrippina, la futura madre di Nerone.
ANNO 15 ca. Nasce Fedro.
ANNO 17. Germanico si reca in Oriente.
Vengono istituite le province della Germania inferiore e superiore, la Cappadocia e la Commagene . Muoiono T. Livio e Ovidio.
ANNO 18 ca. Nasce Columella.
ANNO 19. Germanico muore in Egitto.
ANNO 20 ca. Nasce Petronio
ANNO 20-39. Valerio Massimo attivo in questi anni
ANNO 23. Muore Druso, figlio di Tiberio, fatto avvelenare da Seiano.
ANNO 23 ca. Nasce Plinio il Vecchio. Continuò l'opera di Basso.
ANNO 25. In questo periodo i Romani possiedono 25 legioni, esclusi gli auxilia. Suicidio di C. Cordo, scrittore di Annales
ANNO 26. Tiberio si ritira a Capri. A Roma rimane il prefetto del pretorio Seiano.
ANNO 26-27 ca. Livio inizia a scirvere la storia di Roma "Ab urbe condida"
ANNO 28. Ribellione dei Frisoni.
ANNO 30. Consolato di M.Vinicio. A questo console sono dedicate le Historiae di V. Patercolo, dove si esalta la figura dell'imperatore Tiberio. Velleio muore dopo il 30 d.C. 30-40 ca. Fedro scive le Favole.
ANNO 31. Caduta di Seiano.
ANNO 34. Nasce Persio Flacco autore di Satire.
ANNO 35 ca. Nasce M.F. Quintiliano.
ANNO 37. Morte di Tiberio a Miseno.
ANNO 36-41. CALIGOLA.
ANNO 37-41 ca. Muore Seneca il Vecchio
ANNO 39. Viene repressa duramente una congiura contro l'imperatore.
Nasce L.A. Lucano. Scrisse il poema epico-storico la Pharsalia.
ANNO 40. Mancata spedizione in Britannia.
ANNO 40 ca.. Nasce Marziale, autore di Epigrammi.
ANNO 40 ca. Nasce Plutarco, l'autore delle Vite parallele.
ANNO 40-50 ca. Nasce Stazio. Scrisse la Tebaide e l'Achilleide.
ANNO 41. Nuova congiura contro Caligola: questa volta l'imperatore viene ucciso. 
ANNO 41-54. CLAUDIO -

-- Discorso di Claudio sulla concessione della cittadinanza e delle magistrature ai Galli. 41. Claudio acclamato imperatore dai pretoriani.
I Giudei vengono cacciati da Roma.
L.A. Seneca relegato in Corsica da Claudio
ANNO 42. Iniziano i lavori di costruzione del porto di Ostia al fine di rendere più rapido il rifornimento per la capitale ed economizzare nelle spese per il trasporto
ANNO 43. Viene conquistata la Britannia.
ANNO 43. ca. La Britannia e la Lycia-Pamphilia diventano provincie romane.
ANNO 45. Pomponio Mela attivo in quest'anno
ANNO 46. La Tracia provincia romana.
ANNO 47. Campagna di Corbulone contro Cauci e Frisoni.
ANNO 48. Claudio fa uccidere la moglie Messalina per la sua condotta immorale.
ANNO 49. Claudio sposa la nipote Agrippina e ne adotta il figlio Nerone.
Espulsione degli Ebrei da Roma.
Agrippina fa tornare L.A.Seneca a Roma.
ANNO 50 ca. Muore A.Basso, storico autore di una "Storia contemporanea" e della "Guerra germanica". Muore Fedro.
ANNO 50-60 ca. Nasce ad Aquinbo il poeta satirico Giovenale.
ANNO 54. Morte di Claudio, forse avvelenato da Agrippina, all'età di 64 anni.
ANNO 54-68. NERONE -
ANNO 54-58. In questo periodo Nerone subisce l'influenza di A.Burrro e di Seneca. 55-64. Campagne di Domizio Corbulone in Armenia.
V55. Gn. Domizio Corbulone viene inviato in Armenia, con tre legioni (II Galliaca, VI Ferrata e IV Scytica), per contrastare i Parti in Armenia.
Uccisione di Britannico, figlio di Claudio.
ANNO 56 ca. Nasce Tacito.
ANNO 58. Nerone inizia a governare autonomamente.
Nerone propone di abolire le imposte indirette. Opposizione senatoria alla proposta. Corbulone occupa le città di Tigranocerta e Artaxata.
ANNO 59-60.Viene ristabilito lo status ante quo in Armenia e viene posto sul trono un principe fidato. (Tigrane V) 59. Uccisione di Agrippa.
ANNO 60 ca. Nasce Giovenale.
ANNO 61-68. Periodo in cui Galba ricopre la carica di governatore della Spagna tarragonese.
ANNO 61. Nasce Plinio i l Giovane, l'autore del Panegirico a Traiano.
ANNO 62. Uccisione di Burro e di Ottavia, moglie di Nerone. Muore Persio Flacco
ANNO 64. Incendio di Roma. Nerone accusa i cristiani del fatto. Ricostruzione della città. Viene ridotto il peso del denario
ANNO 64. Il Ponto, governato da Polemone II, annesso all'impero
ANNO 65. Congiura promossa da C.Pisone. Morte di Seneca, Petronio e Lucano.
ANNO 65 ca. Muore Columella.
ANNO 66. Finisce la guerra contro i Parti: Tiridate, viene a Roma e fu di nuovo incoronato re dell'Armenia.
Nerone si reca in Grecia.
Scoppia una Ribellione, di modesta entità, nella Giudea. C.Gallo, governatore della Siria, marcia sulla Giudea per domare la rivolta, ma viene gravemente sconfitto
ANNO 67. Muore Domizio Corbulone
ANNO 68. Consolato di Silio Italico, il quale fu anche autore dei "Punica": una storia della seconda guerra punica.
ANNO 68. Le legioni in Gallia acclamano imperatori G.Vindice, mentre quelle di Spagna acclamano S.Galba. V.Rufo batte Vindice. Il Senato si avvicina a Galba. Quest'ultimo, eletto imperatore, governa per un breve periodo. Galba attua una riforma dell'esercito: declassa i soldati della flotta(classiarii), i quali in precedenza erano stati equiparati, da Nerone, ai legionari. 

ANNO 69. GUERRA CIVILE TRA OTONE E VITELLIO: Otone fa assassinare Galba ed avanza i propri diritti al trono facendosi appoggiare dalle legioni orientali e dell'Africa, ma anche Vitellio appoggiato dalle legioni occidentali propone la sua candidatura. Scoppia la guerra civile. A Bedriatico, nei pressi di Cremona, le legioni di Vitellio ottengono la vittoria. Suicidio di Otone. Vittoria momentanea perché gli eserciti d'oriente acclamano Vespasiano per contrastare Vitellio. I legati di Vesapsiano battono l'esercito di Vitellio nei pressi di Cremona.Uccisione di Vitellio.
ANNO 69-79. VESPASIANO
ANNO 69. Incursione dei Roxolani, popolazione sarmata, oltre il Danubio. Intercettati in Mesia dai romani, vengono sterminati mentre stavano ritirandosi.
ANNO 69-70.Rivolta di G.Civile (Comandante ausiliari e leader barbarico) in Germania inferiore:due legioni massacrate dagli ausigliari Batavi guidati da Civile (L,62). La rivolta viene domata.
In questo periodo i Romani hanno 29 legioni.
ANNO 69 ca. Nasce Svetonio
ANNO
69-96 PERIODO DINASTIA FLAVI
ANNO 70. Vespasiano entra a Roma.
Riforma tributaria di Vespasiano: introduzione di vecchie nuove tasse e ampliamento del peso dei tributi vigenti.
-- Lex de imperio Vespasiani
Gerusalemme presa e distrutta da Tito.
S.G. Frontino pretore. Scrisse gli Strategemata e il De aquis.
Nasce Svetonio, l'autore delle Vite dei Cesari.
ANNO 71. Vespasiano associa all'impero il figlio Tito.
ANNO 72. Prima cacciata di filosofie e astrologhi da Roma.
ANNO 74. Secondo allontanamento di filosofi e astrologhi dalla capitale.
ANNO 78. Agricola, suocero di Tacito, inizia la campagna in Britannia.
ANNO 79-81. TITO.
ANNO 79. La città di Pompei, importante cento vinicolo, viene distrutta a seguito dell'eruzione del Vesuvio. Morte di Plinio il Vecchio.
ANNO 80. Marziale celebra l'inaugurazione del Colosseo con un libro in versi.
ANNO 80. Scoppia un incendio a Roma.
ANNO 81-96.DOMIZIANO
-- Editto di Domiziano che proibisce la piantagione di nuovi vigneti in Italia ed ordinava di dimezzare il numero delle piantagioni viticole nelle province .
ANNO 83-85.Campagna contro i Germani: portò alla creazione di una linea di frontiera sul crinale dei Monti del Taunus. Fu questo il risultato della campagna di Domizano contro i Catti, ridicolizzata invece da Tacito .La frontiera semplificava la difesa dalla Germania Superiore .
ANNO 84. Agricola richiamato a Roma.
ANNO 85-101. Marziale scrive gli epigrammi.
ANNO 85.-86. PRIMA CAMPAGNA CONTRO I DACI
ANNO 85. I Daci di Decebalo attaccano la Mesia. I Romani li respingono oltre il Danubio, ma durante l'inseguimento subiscono una grave disfatta.
ANNO 88. Tacito, lo storico, ricopre la pretura.
ANNO 88. SECONDA CAMPAGNA CONTRO I DACI.
ANNO 88. La sconfitta viene riscattata con una controffensiva che culmina nella vittoria di Tapae (L,134 ) 88. Rivolta di A.Saturnino in Germania.
ANNO 92. Campagna contro i Sarmati.
ANNO 94 ca. Espulsione dei filosofi da Roma.
ANNO 96. Domiziano assassinato a seguito di una congiura.
ANNO 96 ca. Muore Quintiliano.Educò i figli del cugino di Domiziano.
Muore Stazio.
ANNO 96-98. NERVA.
ANNO 97. V.Rufo collega di Nerva nel consolato ordinario.
Tacito, lo storico, ricopre la carica di console suffeto.
ANNO 97 ca. Tacito scrive l'Agricola.
ANNO 98 ca. Tacito scrive la Germania.
ANNO 98-117. TRAIANO.
ANNO 100. Consolato di S.G.Frontino e Plinio il Giovane. Quest'ultimo scrisse il Panegirico a Traiano, definito come "l'Ottimo principe".
Per volontà di Traiano viene fondata Timgad.
ANNO 101-102. PRIMA GUERRA DACICA: vittoriosa spedizione di Traiano contro Daci (odierna Romania)
ANNO 101. Nasce Frontone
ANNO 104. Muore Marziale
ANNO 105. L'Arabia diventa provincia romana.
ANNO 105-106. SECONDA GUERRA DACICA: Disobbedienza di Decebalo. Seconda spedizione di Traiano contro i Daci.
ANNO 106. Annessione dell'Arabia Nabatea.
ANNO 107. La Dacia diventa provincia romana.
ANNO 110-115 ca. Tacito scrive le Storie e gli Annali.
ANNO 111. Plinio il giovane governatore della Bitinia.
ANNO 112. Tacito, lo storico, ricopre la carica di Proconsole d'Asia.
ANNO 112. Muore Plinio il Giovane.
ANNO 112-113 ca. Muore Tacito
ANNO 114-117 ca.Guerra di Traiano contro i Parti.
ANNO 113. Traiano si reca ad Antiochia.
ANNO 114-115 ca. L'Armenia, la Mesopotamia e l'Assiria vengono conquistate e diventano province romane. L'impero romano ha raggiunto la sua massima espansione territoriale.
ANNO 114 ca. Muore Plinio il Giovane.
ANNO 115 ca. Nasce Pausania.
ANNO 115-116 ca. Presa di Ctesifonte.
ANNO 117. Traiano muore in Cilicia. Perdita dell'Armenia, Mesopotamia e Assiria.
ANNO 117 ca. Nasce Elio Aristide.
ANNO 117-138. ADRIANO.
- Istituisce i quattro giudici consolari itineranti per l'amministrazione della giustizia in Italia
- Floro, attivo sotto Adriano
ANNO 117. Abbandona le conquiste di Traiano: dei territori conquistati in oriente rimangono solo l'Armenia e l'Osroene
ANNO 121-122 ca. Muore Svetonio. 124-26.La Dacia divisa in tre province
ANNO 127 ca. Muore Giovenale.
ANNO 129. Nasce Galeno.
ANNO 130 ca. Nasce Aulo Gellio
ANNO 138-161. ANTONINO PIO
-- Sopprime i quattro giudici consolari
ANNO 143. Consolato di Frontone
ANNO 150 ca. Nasce Dione Cassio in Bitinia. Scrisse una Storia romana.
ANNO 160 ca. Nasce Tertulliano.
ANNO 161-169. LUCIO VERO.
ANNO 161-180. MARCO AURELIO. Scrisse le meditazioni "A se stesso".
ANNO 161-167 Guerra contro i Parti condotta da L. Vero con tre legioni (I Minervia, V Macedonica e II Audiutrix), più varie vexillationes.
ANNO 165. Viene ricostituita la provincia della Mesopotamia.
Creazione di due nuove legioni: la II e III Italicae
ANNO 165-166 ca. Muore Appiano.
ANNO 166. Muore Frontone.
ANNO 166. L'esercito di L. Vero aveva ripetuto l'impresa di Traiano: aveva sconfitto i Parti e presso Ctesifonte e invaso i relativi territori, ma a tutto ciò non aveva fatto seguito la creazione di una nuova linea di frontiera
Scoppia un epidemia di peste in Italia.
ANNO 166. Quadi, Marcomanni e Iazigi attraversano il Danubio, sconfiggono le truppe di frontiera e penetrano profondamente nell'impero
ANNO 167. Quadi e Marcomanni arrivano ad Aquileia.
ANNO 169. Muore L. Vero.
ANNO 170 ca. Muore Frontone.
ANNO 172. I Marcomanni vengono cacciati dal territorio imperiale e dovettero accettare un trattato di pace
ANNO 174-75. Vengono domati i Quadi e Sarmati
ANNO 177. Quadi e Marcomanni riprendono le ostilità, che si conclusero con la grande vittoria dei Romani sul Danubio nel 179
Supplizio di cristiani durante i giochi di Lione.
ANNO 180. Morte di Marco Aurelio presso Vindobona (Vienna).
ANNO 180 ca. Muore Aulo Gellio.
ANNO 180-181 ca. Muore Pausania.
ANNO 180-192. COMMODO.
-- Cerca di mantenere inalterato il contenuto d'argento del denarius. Attraverso un calmiere tenta di tenere bassi i prezzi
ANNO 182-185. In questo periodo le sorti del governo vengono rette dal prefetto del pretorio T.Perenne.
ANNO 185. Uccisione di Perenne.
ANNO 187. Muore Elio Aristide.
ANNO 189. In quest'anno Commodo nominò 25 consoli.
ANNO 191. Commodo assume il titolo di Ercole romano e ribattezzò la città di Roma con il nome di "Colonia commodiana".
ANNO 192. Commodo viene assassinato in una congiura nella quale faceva parte anche sua moglie Marcia.
ANNO 193. Periodo dei cinque imperatori: Ucciso Commodo viene acclamato imperatore E.Pertinace. Dopo aver governato per tre mesi viene ucciso dai pretoriani che riconoscono come imperatore D.Giuliano, ma in altre province vengono acclamati altri tre imperatori: S.Severo (Pannonia), P.Nigro (oriente) e C.Albino in occidente.
ANNO 193-211. SETTIMIO SEVERO.
ANNO 193. S. Severo giunge a Roma.. Attua una riforma delle coorti pretoriane ed una politica di epurazioni nei confronti dell'assemblea senatoria
ANNO 194-195. S.Severo occupa Antiochia e Bisanzio e stronca le pretese di Nigro. 196. Caracalla, figlio di S.Severo, viene nominato cesare.
ANNO 197. L'esercito di Albino viene sconfitto a Lione.
ANNO 197-198. Campagna contro i Parti.
ANNO 198. Con la presa di Ctesifonte, viene risolta la questione partica.
Caracalla nominato Augusto.
ANNO 199 ca. Muore Galeno.
- Mario Massimo, Erodiano e Minucio Felice attivi agli inizi del III. secolo
ANNO 200 ca. Nasce Cipriano.
TERZO SECOLO D.C.
ANNO 211. Morte di S. Severo in Britannia(York).
ANNO 211-217. CARACALLA.
ANNO 212. CONSTITUTIO ANTONINIANA(Editto di Caracalla) = Viene estesa la cittadinanza romana alla quasi totalità degli abitanti dell' Impero: esclusi i dediticii. Vi erano anche ragioni fiscali per farlo.
ANNO 214. A Filippopoli si inagurano le gare in onore di Caracalla, di passaggio in Tracia.
-- Svalutazione ulteriore del denario d'argento con la creazione di una nuova moneta: l'antoniano.
-- Fallimentare spedizione contro i Parti.
ANNO 217. Uccisione di Caracalla a seguito di una congiura promossa dal prefetto del pretorio Macrino.
ANNO 217-218. MACRINO.
ANNO 218-222. ELIOGABALO.
-- Cerca di imporre a Roma il culto siriaco del dio Baal.
ANNO 222-235. SEVERO ALESSANDRO.
ANNO 222. Uccisione di Callisto.
ANNO 223. Uccisione di Ulpiano.
ANNO 224-226 ca. Lo stato della Partia(Arsacidi) viene rovescito dai Persiani(Sassanidi)
ANNO 230. I Persiani di Ardashir attaccano il territorio imperiale della Mesopotamia
ANNO 230 ca. Muore Cassio Dione.
ANNO 231-233 ca. Campagna contro Alamanni, Germani e Persiani. In Oriente viene ristabilito lo status quo ante 235. Uccisione di Severo Alessandro.
ANNO 235-238. MASSIMINO
Massimino era un Trace,un gigante alto due metri stolido e forte, che nella confusa situazione di crisi della Roma del III secolo d.C. riesce ad impadronirsi del potere. I suoi costumi rozzi e violenti lo porta a misurarsi con i più forti gladiatori per strappare l' applauso
-- Batte i Germani.
-- Massimino si sposta in Pannonia per contrastare i Sarmati e i Daci.
ANNO 238. Rivolta in Africa, che porterà alla nomina di Gordiano III.
Massimino viene ucciso ad Aquileia.
ANNO 238-244. GORDIANO III.
ANNO 240 ca. Muore Tertulliano e nasce Lattanzio
ANNO 241. Gordiano III si sposa con la figlia di un cavaliere.
I Persiani invadono la Mesopotamia settentrionale, arrivando fino ad Antiochia.
ANNO 242-243 ca. Gordinao conduce una controffensiva contro i Persiani di Sapore I, ma non tutti i territori furono riconquistati
ANNO 244. Uccisione di Gordiano nei pressi di Dura.
ANNO 244-249. FILIPPO L'ARABO.
-- Tiene buoni rapporti con i Cristiani
ANNO 244 ca. Pace con Sapore I: Roma perde Edessa e lo stato cliente dell'Osroene
ANNO 248. Celebrazione del millenario di Roma.
-- Vittoriosa campagna sul Danubio contro i barbari.
-- A seguito di nuove invasioni nei Balcani viene mandato ad arginarle il prefetto Decio.
Vittorie di Decio.
ANNO 249. Battaglia di Verona.
ANNO 249-251. DECIO.
-- Persecuzioni contro i Cristiani
-- Editto di Decio: imponeva ai suddivi di tutte le fedi religiose di sacrificare all'imperatore.
ANNO 250-251 ca. Campagna di Decio contro i Goti che avevano invaso la penisola balcanica.
ANNO 251. Morte in battaglia di Decio ad Abritto.
ANNO 251-253. TREBONIO GALLO.
ANNO 252 ca. Trebonio Gallo associa un figlio di Decio all'impero.
Una figlia di Decio sposa Volusiano(figlio di Trebonio Gallo) Emiliano, governatore della Mesia, batte i Goti e viene proclamato imperatore dai soldati.
ANNO 252-253. L'invasione gotica tocca l'Asia Minore, giungendo fino ad Efeso.
ANNO 253. I tre imperatori(?) si incontrano a Terni. I soldati acclamano Valeriano.
Uccisione di Emiliano, Treboniano e Volusiano.
ANNO 253-260. VALERIANO.
ANNO 253 ca. Valeriano associa Gallieno, suo figlio, all'impero.
ANNO 257-258. Persecuzioni contro i cristiani attuate da Valeriano.
ANNO 258. Muore Cipriano
ANNO 259 ca. Spedizione di Valeriano contro i Persiani.
ANNO 260. Valeriano viene catturato dai Persiani.
ANNO 260 ca. Nasce Eusebio.
ANNO 260-268. GALLIENO.
-- Riforme istituzionali attuate da Gallieneo.
ANNO 262. Gallieno sconfigge gli Alamanni a Milano.
ANNO 267 ca. I Goti vengono sconfitto in Tracia.
ANNO 268. Uccisione di Gallieno in una congiura.
ANNO 268-270. CLAUDIO II.
ANNO 268-270 . Claudio II combatte i Goti e gli Alamanni.
ANNO 270. Claudio II muore di peste sul Danubio
ANNO 270-275. AURELIANO.
- Aumenta la pressione fiscale, viene coniato il nuovo antoniniano
ANNO 271. Aureliano sconfigge i Marcomanni, gli Alemanni e Jutingi.
Si reca in Oriente, conquista la città di Palmira e batte l'esercito persiano
ANNO 274. Aureliano batte Tetrico.
ANNO 275. Aureliano viene ucciso a Bisanzio.
ANNO 275-276. CLAUDIO TACITO.
ANNO 276. Uccisione di Claudio Tacito in Asia Minore, mentre stava combattendo contro i Goti. ANNO 276-282. AURELIO PROBO.
ANNO 278.Vengono sconfitti i Goti in Asia Minore.
ANNO 282. Vengono battuti i Germani in Gallia.
ANNO 282. Preparazione della campagna contro i persiani.Uccisione di Probo.
ANNO 282-283. CARO.
ANNO 283. Vittorie sui Persiani e uccisione di Caro a Ctesifonte. Uccisione di Numeriano, figlio
di Caro, in Asia Minore.
ANNO 284. L'esercito acclama Diocleziano come imperatore.
ANNO 285. Diocleziano si scontra con Carino, figlio superstite di Caro. Uccisione di Carino.
ANNO 285-305. DIOCLEZIANO.
ANNO 286. Diocleziano associa Massimiano all'impero.
Carausio, prefetto della flotta, si ribella e chiede di essere nominato imperatore.
ANNO 293. Attuazione della tetrarchia. I due Augusti associano due cesari all'impero: Galerio in oriente con Diocleziano e Costanzo Cloro in occidente con Massimiano. Sotto la tetrarchia vengono attuate numerose riforme nel campo amministrativo, territoriale, fiscale e dell'esercito.
ANNO 295. Diocleziano insieme a Costantino si reca in Palestina e combatte sul Danubio contro i Sarmati.
ANNO 296. Costanzo Cloro placa le rivolte di Carausio e di Alletto.
ANNO 296-297. ribellione in Egitto.
ANNO 297. I persiani, di Narsete, puntano verso Antiochia. Diocleziano e Galerio battono i Persiani.
Editto contro i manichei
ANNO 298. Pace di Nisibi tra Romani e Persiani: fu molto vantaggiosa per i Romani in quanto i confini nel settore orientale furono ampliati e resi meglio difendibili
QUARTO SECOLO D.C. (301-400)
ANNO 301. Editto di Diocleziano che fissa il limite massimo dei prezzi.
ANNO 303-304. Editti contro i cristiani.
ANNO 305. Abdicazione di Massimiano e Diocleziano. Galerio e Costanzo Cloro diventano i nuovi Augusti e nominano come Cesari Massimino Daia e Severo
ANNO 306. L'inaspettata morte di Costanzo a York, determina l'ascesa di suo figlio, Costantino, all'impero.
ANNO 306-313. Periodo di lotte dinastiche.
ANNO 306-337. COSTANTINO
-- Abbandono della moneta d'argento ed uso del solido d'oro.
ANNO 308. Suicidio di Massimiano.
ANNO 311. Editto di tolleranza, di Galerio, verso i Cristiani. Morte di Galerio.
ANNO 312. Massenzio sconfitto al Ponte Milvio. Licinio batte Massimino Daia in oriente.
ANNO 313. Editto di Milano(o di tolleranza) promulgato da Costantino e Licinio, con il quale i Cristiani ottengono la libertà di professare il loro culto e vengono protetti e risarciti di tutti i danni subiti sotto Diocleziano. Benefici concessi alle gerarchie ecclesiastiche.
ANNO 314. Il Concilio di Arles sancisce che il servizio militare non è incompatibile con chi professa la fede cristiana. La guerra se è a fin di bene è santa. Ovviamente della stessa idea sono gli sconfitti prima di perderla.
ANNO 314 ca. Nasce Libanio.
ANNO 320. Muore Lattanzio.
ANNO 324. Costantino batte Licinio è diventa unico imperatore.
ANNO 325. Primo concilio ecumenico di Nicea, che condannò la dottrina di Ario. 326. Costantino ordina l'uccisione di sua moglie e del figlio Crisipo.
ANNO 330. Costantino fonda Costantinopoli.
ANNO 337. Morte di Costantino.
ANNO 337-361. COSTANZO II.
ANNO 340 Muore Eusebio.
ANNO 350. Costanzo II compie delle persecuzioni contro i Cristiani. Uccisione di Costante in una congiura.
Gallo viene nominato cesare in oriente. 353. Uccisione di Magnenzio.
ANNO 353-354 ca. Nasce Paolino di Nola.
ANNO 354. Nasce S, Agostino.
ANNO 355. Giuliano nominato cesare in Gallia.
ANNO 357. Giuliano batte gli Alamanni nella battaglia di Strasburgo.
ANNO 358. Giuliano concede ai Franchi di stabilizzarsi in Tassandria in cambio del servizio militare
ANNO 360 ca. Nasce Sulpicio Severo
ANNO 361-363. GIULIANO L'APOSTATA.
ANNO 362. Giuliano l'Apostata con un editto decreta la chiusura delle scuole rette da retori, grammatici e filosofi cristiani.
ANNO 363. Giuliano muore a seguito di una ferita ricevuta durante la campagna contro i Persiani.
ANNO 363-364. GIOVIANO
ANNO 363. Pace stipulata con i Persiani.
ANNO 364. Morte di Gioviano in Galazia.
ANNO 364-375 VALENTINIANO I.
ANNO 364-378. VALENTE, fratello di Valentiniano, Augusto in oriente.
ANNO 367-383. GRAZIANO
ANNO 367. Valentiniano associa Graziano, suo figlio, all'impero.
ANNO 375. Morte di Valentiniano.
ANNO 375-392. VALENTINIANO II
ANNO 372 ca. Spostamenti di popolazioni di fronte alla pressione mongola. I Visigoti chiedono di entrare in territorio romano. 
ANNO 378. Rivolta dei Visigoti. Valente viene battuto dai Goti ad Adrianopoli e muore in battaglia.
ANNO 379-396. TEODOSIO I
ANNO 380. Editto di Teodosio: il Cristianesimo diventa la religione ufficiale dello Stato.
ANNO 382. Teodosio convoca a Costantinopoli il secondo concilio ecumenico. L'imperatore Graziano toglie dalla curia l'Ara della Vittoria, che era stata collocata in quel luogo da Augusto.
ANNO 382 ca. Pace di Teodosio con i Goti: gli permette di stabilirsi in Mesia. In questo territorio si forma il primo stato romano-barbarico.
ANNO 383-388. Rivolta di Massimo in Gallia.
ANNO 383. Graziano viene ucciso a Lione.
ANNO 388. Teodosio batte Massimo ad Aquileia.
ANNO 390. Strage di Tessalonica ordinata da Teodosio e successiva pubblica penitenza dello stesso imperatore.
- Eutropio e l'anonimo della Storia Augusta, attivo alla fine del IV secolo.
ANNO 391. Il Cristianesimo diventa religione di Stato. Editto di Teodosio con il quale si proibiscono i riti e i sacrifici pagani e ne vengono distrutti alcuni templi
ANNO 392. Editto di Costantinopoli. Uccisione di Valentiniano II.
ANNO 393. Muore Libanio.
ANNO 394. Teodosio sconfigge l'usurpatore Eugenio al Frigido
ANNO 394-395. Teodosio unico sovrano.
ANNO 395. Morte di Teodosio a Milano. Divisione dell'impero tra Arcadio e Onorio. Alarico, capo dei goti, invade l'Illirico.
ANNO 395-408. Arcadio imperatore d'oriente.
ANNO 395-423. Onorio imperatore d'occidente.
ANNO 395 ca. Muore Ammiano Marcellino.
ANNO 397. Il senato dichiara Gildone come nemico pubblico.
QUINTO SECOLO D.C (401-500)
- Orosio, attivo agli inizi del V secolo.
ANNO 402. Stilicone sconfigge Alarico a Pollenzo e a Verona.
ANNO 405. Radagaiso con un esercito promiscuo di barbari, scende in Italia. Stilicone lo sconfigge sotto le mura di Firenze.
ANNO 408. Uccisione di Stilicone.
ANNO 410. Alarico, capo dei Visigoti, occupa Roma e poi si reca nel Sud Italia. Morte di Alarico nei pressi di Cosenza.
ANNO 410 ca.I Visigoti nominano come successore Ataulfo, fratello di Alarico
ANNO 414. Rutilio Namaziono ricopre la carica di prefetto dell'Urbe
ANNO 420 ca. Muore Sulpicio Severo.
ANNO 430. Muore Agostino.
ANNO 431. Muore Paolino di Nola.
ANNO 440-461. Pontificato di Leone I.
ANNO 450-451. Marciano imperatore in Oriente. 451. Concilio di Calcedonia: condanna del monofisismo.
Ezio sconfigge Attila ai Campi Raudi.
ANNO 452. Attila entra in Italia.
ANNO 452-453. Gli Unni saccheggiano Aquileia, arrivano a Milano e si spingono fino a Verona.
ANNO 453. Muore Attila.
ANNO 454. Uccisione di Ezio.
ANNO 455. Uccisione di Valentiniano III 455. I Vandali, provenienti dall'Africa, compiono il sacco di Roma.
ANNO 457-461. Maggioriano imperatore d'Occidente.
ANNO 457-474. Leone I imperatore d'Oriente.
ANNO 461-465. Libio Severo imperatore d'Occidente,
ANNO 467-472 ANTEMIO
ANNO 467. Leone I designa Antemio come imperatore d'Occidente ed organizza una spedizione contro i Vandali.
ANNO 468. Fallimento della spedizione contro i Vandali.
ANNO 472. Uccisione di Antemio.
ANNO 473. Leone I designa Giulio Nepote come imperatore d'Occidente.
ANNO 476. Odoacre depone Romolo Augusto.


Fine dell'impero romano d'Occidente.

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