ANNO 1933

MUSSOLINI INFATUATO
DA UN CAPORALE

31 Gennaio,
Hitler conquista
il potere assoluto in Germania
(Come Mussolini nel '22)

Il consenso politico a MUSSOLINI sale, per i motivi che abbiamo accennato nel precedente anno, mentre l'industria con la bassa capacità interna d'assorbimento dei suoi prodotti sempre di più con le nuove macchine fatti in serie, sposa e fa pressioni su quell'idea che sta maturando nella mente di Mussolini (gli "spazi vitali", "un posto al sole"): la conquista delle terre africane. L'avventura "coloniale". "Come fanno tutti".

AGNELLI ricevendo Mussolini in gran pompa magna alla Fiat, molto platealmente prende la "tessera", mentre l'intera Confindustria si dichiara pronta a dare l'appoggio totale al Regime. Agli operai intanto per le grosse giacenze invendute della produzione, vengono  "concesse" (!) solo 8 ore di lavoro invece delle normali 10! Ma le 8 ore non sono affatto una conquista del "proletariato", nè un regalo degli industriali, ma un desiderio degli stessi per liomitare la produzione (poi verrà anche il "sabato fascista"- altre 8 ore decurtate alla produzione).

STORIA EUROPEA. Il 12 Giugno, a Londra, si svolge la conferenza dei 64 Paesi per un accordo monetario e la liberalizzazione degli scambi; l'opposizione di alcuni Paesi fa concludere la Conferenza con un nulla di fatto. Prima d'ogni altro Paese, l'ostracismo viene dagli americani di ROOSEVELT, che non sentono ragione e si oppongono a qualsiasi accordo (loro - dicono - hanno vinto la guerra nel 1918!!!).

Gli USA, con la gravità della loro crisi economica (quest'anno ha 15 milioni di disoccupati su una popolazione totale di 130 milioni)  e forse proprio per questo, non intende rinunciare ai crediti di guerra. Tutta l'Europa, chi ha perso e chi ha vinto (come l'Italia impegnata a pagare fino al 1988) ognuno con i propri debiti e le rate da versare torna a casa da Londra a testa bassa.
Se guerra ci sarà (e molti la danno già per certa, anche se non si sa quando inizierà) per gli Usa è un affare, si ripeterebbe per loro il grande "miracolo" del 1918.

Non finisce proprio tutto a Londra; da questo momento di fronte all'ostinata presa di posizione degli USA, la Francia, il Belgio, l'Ungheria, la Polonia, la Romania, la Iugoslavia e naturalmente l'Italia, vogliono interrompere i pagamenti dei debiti, mentre la Germania lo ha già fatto platealmente non partecipando né alla Conferenza del Disarmo né a quella Monetaria.
Ne parleremo qualche pagina più avanti.

La Germania si prepara ad una mossa. Anche perché da gennaio Cancelliere é ora HITLER. (E se qualcuno leggeva Mein Kampf, il programma era già tutto scritto nei minimi particolari. Hitler fino in fondo, di quanto ha scritto si attiene.)

QUI - IN QUESTO 1933 - DIAMO SOLO ALCUNI ACCENNI
MA UNA BIOGRAFIA DETTAGLIATA
DALLA NASCITA ALLA MORTE (22 CAPITOLI)
LA TROVATE IN QUESTO PAGINE DEDICATE > > >

Lo avevamo lasciato HITLER nel 1922 a capo di un partito operaio. Nel 1923 era stato processato e condannato a 5 anni di fortezza per il suo Putsch di Monaco per abbattere, con quella che si rivelò una buffonata, la Repubblica di Weimar. Condannato a cinque anni di carcere, per buona condotta, vi rimane solo sei mesi:  E proprio in cella ha scritto il suo Mein Kampf.
Nel 1928 lo troviamo prendere dai tedeschi 1.000.000 di voti, e nel 1930, 6.500.000 in una Germania povera, prostrata nell'economia e dove si aggirano sei milioni di disoccupati. Nel novembre scorso lo hanno votato invece 13.475.000 di tedeschi e questa volta i voti provengono da un largo strato della popolazione, dove non ci sono solo i disperati disoccupati, o gli operai, ma il meglio delle forze economiche e industriali della Germania, e gli ex Guglielmini.

Lo abbiamo seguito Hitler lo scorso anno quando alle elezioni e nella formazione del governo sta per ricevere lo sgambetto dal nuovo Cancelliere SCHLEICHER e dal suo più stretto collaboratore, STRASSER, che nominato vice cancelliere crede che sia arrivato "il suo momento" per estromettere Hitler, ed è convinto di portarsi dietro i suoi 60 deputati e quindi così esautorare il suo capo. E' in vista quindi una spaccatura del partito nazista con Hitler che rischia di rimanere anche beffato.

Ma i due non sapevano con chi avevano a che fare, il giochetto non riesce, sono loro due a essere spazzati via, e non ne sentiremo mai più parlare. Infatti HITLER ha combinato una riunione segreta con il figlio del presidente HINDENBURG, Oskar, con il segretario di Stato MEISSNER, e con VON PAPEN (messo da parte da Schleicher che gli aveva promesso il Vice Cancellierato, ma poi con cinico opportunismo gli aveva preferito Strasser) e li ha convinti (non sapremo mai come) a schierarsi dalla sua parte.
Soprattutto consiglia il vecchio Presidente a rimandare a casa i due "traditori" - che nonostante il doppio gioco non sono ancora riusciti a formare un governo - e chiamare lui per formarne uno, già pronto, con alcune garanzie per tutti loro, innanzitutto il figlio dello stesso Hindenburg, Oskar.

Il 31 gennaio, il piano ha funzionato, e ha il suo epilogo; Hitler è chiamato dal Presidente a formare il nuovo governo e la sera stessa subito viene accettato. Dal balcone del grande imponente Palazzo, Hitler salutò la folla accorsa a centinaia di migliaia, poi si ritirò da solo a passeggiare nei grandi saloni, nelle grandi stanze, forse ricordando le miserie di Vienna, la galera a Monaco e tutto quanto aveva scritto in Mein Kampf. Erano passati soli dieci anni, e ora aveva in mano tutta la Germania e un milione di persone davanti a lui che sfilavano osannanti a gridare il suo nome.
Indubbiamente nei suoi passi perduti, passò in rassegna la sua singolare vita, sempre bollata con "scarsa attitudine allo studio", "scarsa attitudine nella pittura",   infine,  nonostante ferito tre volte in guerra i suoi superiori non lo mandarono oltre il grado di caporale,  esprimendo un giudizio senza appelli: "ha scarsa attitudine al comando".

Rivide le umiliazioni a Daunau, quelle di soldato tedesco in guerra. Gli tornò alla memoria il barbone che si aggirava nella Vienna opulenta, gli vennero in mente le idee che a Monaco sembravano utopistiche, e non dimenticò i sei mesi passati in galera. Ora, era solo nell'immenso salone a passeggiare inquieto, mentre la "grande" Germania era ai suoi piedi. Forse il delirio d'onnipotenza s'impossessò di lui; nella storia del resto é successo a molti. Si chiama "alessandrite", la conquista e l'unificazione del mondo sognata dal grande macedone. Da allora non ne è rimasto immune nessuno di quelli che sono saliti al potere.

Hitler aveva raggiunto il suo traguardo e lo aveva raggiunto secondo il suo piano. Aveva vinto; battuto l'avversario, e in più si era tolto il concorrente all'interno del suo stesso partito, STRASSER. Gli altri che lo avevano appoggiato credevano di "utilizzarlo" per poi abbatterlo, come fecero i giolittiani, i liberali e i nazionalisti italiani nel 1922 con Mussolini.
Come aveva fatto il re d'Italia Vittorio Emanuele III, HINDENBURG, cedette anche lui , forse alla paura, e chiamò a formare un governo il capo di un partito sovvertitore che (come Mussolini nel '22) non aveva una maggioranza in Parlamento.
Furono però ottimamente ricompensati: HINDENBURG ricevette in seguito 5000 ettari di terra, il figlio OSKAR entrò con tanta autorevolezza nel partito, e MEISSNER che aveva pilotato l'"avventura" diventò generale (finiranno poi tutti impiccati a Norimberga).

Le prime mosse di HITLER per avere consensi alle prossime elezioni di marzo sono morbide, poi con il successo politico ottenuto, diventato Cancelliere, prende il 44% dei seggi e subito fa scattare lo stesso "piano" concepito e organizzato da Mussolini.
Fa votare una legge di pieni poteri che autorizza il suo governo a legiferare per quattro anni senza il controllo del Parlamento. In pratica il Parlamento si esautorò da solo, esattamente proprio come in Italia nel 1922.

Entrambi tutti incapaci di capire cosa stava succedendo. Oppure, bando alle ipocrisie e alle dietrologie, tutti convinti (come in Italia nel '22) che quella - si disse - era l'unica strada per riportare l'ordine nel Paese.
Ma il Paese non è il comune cittadino, il popolo plebeo, ma le forze economiche: e sono queste quelle che contano. In entrambi i casi, sia in Italia sia in Germania, queste forze occulte dietro le quinte guidarono non solo il destino delle loro nazioni, ma fecero delle scelte precise, inequivocabili e anche sostanziali. Infatti diedero il loro appoggio finanziario! Perchè a loro questo conveniva! Non potevano lasciarsi scappare di mano questi due arrabbiati, demagoghi, populisti, due tribuni trascinatori di folle.

Ed ecco nel corso dell'anno Hitler adottare lo stesso "copione" di Mussolini anche nei minimi particolari; ha vestito i suoi seguaci con la camicia bruna; formato squadre per "mantenere l'ordine"; ha rotto anche lui "gli indugi"; ha  premuto la mano nello svuotare le istituzioni e, subito, ha iniziato ad esercitare il potere che lui ora ha  (e ne crea anche un altro, famigerato: la Gestapo); riesce a trasformare il suo nazismo in una struttura capace di controllare tutto il Paese.
Eccolo al Governo, ed eccolo prendersi personalmente i Ministeri chiave dello Stato (come aveva fatto Mussolini, che quest'anno 1933 ne ha ancora in mano 7) poi comincia a "operare" all'interno e all'esterno seguendo lo stesso copione di Mussolini, ma soprattutto seguendo quanto c'era scritto nel suo Mein Kampf.

Con l'Austria rafforza l'idea della riunificazione; é il suo primo pensiero, deve fare quello che a Daunau aspettano da duemila anni; ma soprattutto deve prendersi le sue vendette con i viennesi; "i miei giorni più infelici sono stati i giorni a Vienna in mezzo alla gente felice".
Con la Santa Sede, il 20 Luglio firma un concordato (come Mussolini) e riceve il riconoscimento della Chiesa al nazismo; infatti il leader del Partito Cattolico Tedesco Kaas, dopo aver dato il suo appoggio al partito nazista, andrà a Roma per diventare consigliere presso Papa Pio XI, poi dello stesso futuro Papa Pio XII, che non dimentichiamo, è Nunzio apostolico proprio in Germania, a Berlino. Lui ad aver siglato il patto del concordato.

Nel Concordato c'erano due clausole segrete: 1) Un fronte comune contro la Russia comunista; 2) Il dovere dei sacerdoti chiamati a servire l'esercito tedesco. Una decisione tassativamente vietata dal trattato di Versailles. Aggirandola e sottoscrivendola, la Chiesa dava un implicito riconoscimento formale alla politica di Hitler (anche se poi venne "giocata").
Infatti, Hitler nello stesso anno, come aveva fatto Mussolini, una volta ottenuta l'alleanza con la Chiesa, fa sciogliere tutte le organizzazioni cattoliche, perfino quelle a carattere ricreative e sportive, e alle suore che insegnano nelle scuole (il 65%) invita andarsene a casa (scenderanno in pochi mesi al 3%).
Il Papa cominciò ad essere addolorato, inizia le sue proteste, ma condannerà il nazismo solo nel '37, cioè quattro anni dopo, quando ormai era troppo tardi. (quello che venne dopo con Pacelli Papa dal '39 in poi, é sempre rimasto molto oscuro. Lo abbiamo già accennato, ma lo ripetiamo qui il leader del Partito Cattolico Tedesco che aveva fatto vicere Hitler era Kaas, era sceso poi a Roma come consigliere del Papa.

Un'altra buona occasione viene quest'anno dal cancelliere Austriaco DOLLFUSS (nazionalsocialista) che pone fine al regime parlamentare, emana una nuova costituzione dove l'Austria d'ora in poi si chiamerà Stato Cristiano Tedesco. Il tutto con la plateale benedizione e appoggio del clero e del consenso popolare cattolico. Ma ha fatto un grande favore a Hitler che si trova ora "scodellata" l'Austria sul proprio tavolo (e non dimentichiamo che lui é austriaco! ).

Seconda mossa: Hitler con Mussolini stipula patti per la revisione dei TRATTATI del 1918, e lo trasforma in mediatore della situazione (che in Europa va sempre più deteriorandosi).
Con Francia e Inghilterra da una parte e Italia e Germania dall'altra, MUSSOLINI sigla il famoso patto a 4; ottenendo un grande successo diplomatico internazionale ("L'uomo della Pace" lo chiamarono - NE PARLEREMO ANCORA IL PROSSIMO ANNO)
, ma che poi al momento critico questo accordo sarà ininfluente. Del resto proprio Mussolini ha da anni a destra e a manca sempre considerato i patti, "carta straccia", soprattutto quelli di Versailles.

Hitler invece raggiunge il suo scopo di politica estera e soprattutto in quella interna. In quest'ultima tutti i tedeschi sono pienamente concordi sul suo modo di agire, che è poi quello di non voler pagare i debiti di guerra che stanno da anni strozzando l'intera economia tedesca.

Infatti, il 14 ottobre, con un vero e proprio plebiscito la Germania gli mette in mano 40.600.000 di voti, solo 2.100.000 i contrari. Nemmeno il grande Giulio Cesare, che gli storici hitleriani vanno ormai affermando "era "un nordico".  Fu grande - dicono - perché alcune gocce di sangue nordico stillarono giù verso sud". A Roma queste affermazioni fanno andare in bestia Mussolini che proprio di Cesare è un fanatico e della romanità latina ne ha un vero e proprio culto.

HITLER diventa il FUHRER del Reichstag (Parlamento). Una notte l'edificio va in fiamme. Alcuni dicono che sono state le sue squadre naziste fatte di teste calde, mentre queste addossano la colpa ai comunisti; per Hitler vanno bene entrambe le due versioni;  giustifica così la violenta repressione. 

HITLER elimina così gli oppositori ma anche i ribelli in seno al suo stesso partito. Le "teste calde" sono eliminate in quella che fu definita, la "notte dei lunghi coltelli". E anche in questa operazione prende esempio dal suo "maestro" quando in occasione del "caso Matteotti", MUSSOLINI addossando la colpa alle "teste calde" del suo partito, oltre che scatenare una caccia agli oppositori fece nello stesso tempo una grossa epurazione fra quanti pensavano di essere più bravi di lui e credevano di opporsi alla sua dittatura creando delle infide cellule autonome, a fare congiure dentro lo stesso partito fascista.

Abbiamo fin qui seguito l'evento più importante,
quello su cui poggia ora il destino dell'Italia e della intera Europa

ora proseguiamo con gli altri fatti interni dell'Italia.........

Dopo il clamoroso gesto di Hitler, con il suo abbandono sprezzante alla conferenza di Londra e quindi il ritiro della Germania alla Società delle Nazioni, MUSSOLINI non si sente ora un solitario sulla scena europea, sa che la Germania ora farà anch'essa le sue rivendicazioni con quell'uomo forte e capace, che è Hitler. Nella sua politica estera che ora come ministro guida personalmente (prima c'era Grandi, ma anni dopo dirà che se ne era sbarazzato perchè quel suo ministro "andava a letto" con Francia e Inghilterra; di lui non si fidava più) prende una precisa direzione, che gli permette di avere un ruolo importante, quando proprio lui interviene alla conferenza come mediatore, tra Francia e Inghilterra da una parte e Germania dall'altra per procedere quanto prima alla discussione sui trattati della prima guerra mondiale e accelerarne la revisione. E' il famoso già accennato "patto a quattro".
Poi venendo a casa, il 7 giugno in Senato, fa un discorso dove afferma"
Una politica veramente europea e diretta al mantenimento della pace non si può fare senza la Germania, e, peggio ancora, contro la Germania". (Dal discorso pronunciato al Senato, il 7 Giugno 1933). - VIII, 208 e 209.
Indubbiamente lui ormai ha simpatie verso il caporale, che il tedesco contraccambia con opportunismo (lo sta usando!). I rapporti tra i due sono ormai impostati su una reciproca (anche se apparente) stima. Ma entrambi si appoggiano uno all'altro per aver più forza per rivendicare le proprie ragioni. E' ormai un'alleanza politica che diventerà sempre di più per Mussolini ambigua e molto pericolosa sul palcoscenico europeo, anche perchè a voler fare il primo attore è il Caporale.
Li seguiremo nei prossimi anni.

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Partono intanto in Italia, con la nuova programmazione economica, le iniziative per dare l'impulso a tutto il settore industriale italiano. L'IRI il 23 gennaio (VEDI SUA COSTITUZIONE E PER MERITO DI CHI) diventa operativa. Si favoriscono innanzitutto le esportazioni (ed è ciò che volevano i "produttori"), il sistema corporativo inizia a dare i suoi frutti, ma in effetti sono gli industriali che guidano tutto il processo vero e proprio.
Sono loro a concentrare con i grandi accorpamenti nel triangolo industriale sia i capitali sia le industrie, quindi a diventare ancora una volta più forti di prima e a monopolizzare le scelte economiche che presto condizioneranno quelle politiche di Mussolini, che ormai non può più tirarsi indietro, deve assecondare, accontentare, sottostare ai ricatti.

La sua forza del resto viene dall'appoggio dei capitalisti, e sa benissimo che il consenso popolare non ha nessunissima importanza. Su questo punto ha idee precise sulla massa: "basta un titolo sul giornale e la massa in 24 ore ti butta nella polvere"; oppure quando disse che da Napoleone lui non aveva preso nulla, ma semmai una sola cosa  aveva imparato da lui "Mi ha distrutto tutte le illusioni che mi sarei potuto fare sopra la fedeltà degli uomini".
"Voi sapete che io non adoro la nuova divinità: la massa. E' una creazione della democrazia e del socialismo. Soltanto perchè sono molti debbono avere ragione?. Niente affatto. Si verifica spesso l'opposto, cioè che il numero è contrario alla ragione".
(Intervista rilasciata a Ludwig, 1928, pag 197).

Realista lo era, ma ormai era entrato dentro un meccanismo e doveva girare con quello, salvo essere spazzato via dai "produttori"; che si era illuso di poter affiancare ai "lavoratori", e illuso di poter -nelle sue scelte- contare sempre sul loro appoggio.

IN MARZO, nascono due importanti istituzioni proprio per i lavoratori, l'INAIL, e l'INPS. (abbiamo dedicato un capitolo sull'argomento > > > >

Mentre l'Opera Maternità Infanzia, l'OMNI, é incrementata per dare un grande sviluppo demografico al Paese, premiando le madri più prolifiche; collateralmente nasce la "sagra della nuzialità", grandi matrimoni collettivi fatti in un solo giorno e premiati con 500 lire più una polizza assicurativa. A Roma il 30 OTTOBRE questa "sagra" culmina con 2620 matrimoni collettivi.

L'EIAR, l'ente radio sviluppa una rete capillare (permettendo l'acquisto della radio a poco prezzo) nei piccoli paesi, nei borghi e nelle campagne e in tutte le scuole. I programmi per i primi sono orientati allo sviluppo rurale, quindi le Domeniche, tutti nella piazza del villaggio ad ascoltare L'ora dell'agricoltore, con i panegirici campagnoli.
Mentre nelle seconde, nelle scuole di ogni grado, partono i programmi mirati alla gioventù.

Infine  il 27 SETTEMBRE per tutti gli italiani riuniti attorno al desco, iniziano alle ore 20, Cronache del regime, che sfornano notiziari e cronache del Paese infarcite sempre di demagogia e di retorica: sull'amor patrio e l'orgoglio dell'italianità, ricordando artisti, santi, poeti, navigatori, il tutto sempre condito con l'immancabile pizzico di "veleno" per quei Paesi che "vogliono piegarci, strozzarci l'economia, impedirci gli spazi vitali; ma noi tireremo diritto".

Tanti, tanti slogan, che subito l'infaticabile STARACE fa dipingere sui muri di tutte la case d'Italia, anche nelle più sperdute casupole di campagna, dove ancora oggi si leggono le frasi più anacronistiche e per nulla premonitrici, salvo una.
Vinceremo! - L'aratro traccia il solco ma é la spada che lo difende! - Credere, obbedire, combattere!
- " Non bisogna essere preparati alla guerra domani, ma oggi." -
« Chi non è con noi è contro di noi. » - « Noi marceremo con passo sicuro e romano verso le mete infallibili.» - « Noi vogliamo che l'Italia sia grande, sia sicura, sia temuta ! » - « Vivere è la lotta, il rischio, la tenacia. » - « Io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti. » - « Un secolo intero ci appartiene. » - «Noi tireremo diritto. » - « Per noi fascisti le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono. » -
E infine, quella profetica: "Se avanzo seguitemi se indietreggio uccidetemi!
Il 1945 é ancora molto lontano, ma l'unico slogan che gli italiani seguirono alla lettera fu proprio l'ultimo.

L'obiettivo, più che dare informazione vera e propria, é la propaganda. Questa  lo abbiamo già accennato nel 1931, é in mano alla "macchietta" STARACE. E' lui ha impartire la "dottrina fascista", lui a monopolizzare l'educazione dei giovani, lui a fare le più ridicole veline da diffondere o non diffondere via etere o sui giornali. Lui a organizzare le grandi buffonate,  lui stesso a parteciparvi. Farà molto spesso personalmente proprio il "buffone" della "corte", quasi a gara con quell'altro che nella "corte" ha la sua residenza, il  "miserevole" che è seduto al Quirinale: il "nano con gli stivali".

Buffonate serie, ma alquanto drammatiche non sono invece quelle di MUSSOLINI il 26 agosto, quando nel Cuneense si svolgono le grandi manovre dell'esercito. Mussolini parlando a 2000 ufficiali, rinnova l'impegno di fare grande e potente l'esercito; "preparato e dotato di mezzi; capace di fare dell'Italia una nazione "militare", anzi precisa "militarista".
Ma cosa sta pensando??

Il 6 NOVEMBRE, improvvisamente Mussolini licenzia i due ministri della Marina e dell'Aeronautica (BALBO e SIRIANNI); si prende entrambi i due dicasteri; con il ministero della Guerra che ha già, diventa il Capo Supremo delle Forze Armate.
Avendo poi anche il ministero degli Esteri diventa il "Napoleone" della situazione, anzi il "Cesare", che Mussolini cita sempre con grande ammirazione, perché "riuniva in sé la volontà del guerriero con l'ingegno del saggio, dimostrandosi un filosofo".
(Abbiamo già ricordato sopra cosa vanno dicendo gli storici hitleriani a proposito di Cesare. Hitler gli sta prendendo non solo la "scena" di primo attore, ma si sta impossessando anche del suo mito, visto che in Germania considerano Cesare un tedesco, ne rivendicano i natali, il sangue germanico nelle vene, affermano che era "un nordico".

La filosofia dominante, quella nichilista di Hitler, che travolgerà Mussolini, sta infatti arrivando proprio dal nord, ed è lui Hitler il  "nordico";  il 12 novembre di quest'anno ha preso 40.600.000 di voti dalle sue "legioni" e si prepara ora lui a fare il "Cesare";  e lo fa proprio dentro la cornice di "Napoleone", a Strà nella monumentale e grandiosa  Villa Pisani (il quartier generale di Napoleone nella Campagna d'Italia), quando il 14 GIUGNO é in visita in Italia, a Venezia, per il suo primo incontro con il Duce.

Che Hitler sia un nichilista, incontrandolo e guardandolo, Mussolini lo capisce subito al suo primo incontro: "é un uomo che si controlla con difficoltà. Mi ha ridetto a memoria il suo Mein Kampf, quel mattone! Questo qui é un matto! Ha voluto imitarmi, ma finirà col rovinare la nostra idea. I tedeschi sono sempre i barbari di Tacito in perpetua lotta con Roma. Io non me ne fido".

L'incontro fra i due non é molto costruttivo, Hitler parla un tedesco stretto e Mussolini (che non vuole l'interprete) fa sfoggio del suo esitante e strascicato tedesco.
Insomma reciprocamente si capiscono poco. Hitler invece capisce ben altro; guarda inorridito l'indisciplinata parata a Venezia, lui maniaco di queste cose, capì molto; che in Italia (pur ammirando il Duce, e conserverà quest'ammirazione sempre) la disciplina era sola una grossa panzana, e che i discorsi di Mussolini (e di Balbo "abbiamo sei milioni di baionette" ) erano solo "dei grandi bluff" (lo scriverà nel '44).

A Bari in settembre, Mussolini in un discorso, va' anche oltre quelle righe sopra accennate nei confronti di Hitler; é perfino sprezzante "Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltre Alpe, fatte da gente che ignorava la scrittura quando Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto". (Siamo nell'anno 1933!)

Sembra incredibile che nonostante questa lucidità nel cogliere l'aspetto più negativo, Mussolini leghi il suo destino a quest'uomo che quasi disprezza, e con lui, come abbiamo appena letto, anche l'intero mondo tedesco; salvo pensare che anche Mussolini voleva "usarlo". Un gioco che si dimostrerà fra brevissimo tempo molto pericoloso; perchè diventerà lui il "giocattolo", usato, rotto e poi "buttato via".

Oppure qui consideriamo bene questa frase molto opportunistica che forse fece pendere l'ago della bilancia nell'andare incontro all'inquietante personaggio: "Hitler un nano? Si, ma ha milioni di voti". 
(Anche questi errori d'opportunismo nella storia ve ne sono molti! Verso la fine del secolo vedremo un improvvisato politico "scendere in campo" con i populistici slogan calcistici,  non con quelli napoleonici, e allearsi pur di prendere voti, con ogni genere di politici, i più discordanti, i più assurdi; poi pagare l'ingenuità nel '94, ma non contento sembra che voglia riprovarci  ancora con delle alleanze ancora più singolari. Farà anche lui come Churchill i "patti col diavolo?" (quelli fatti con Stalin).
)

IL 24 APRILE Mussolini riceve ANGELO SACERDOTI, il rabbino capo della comunità ebrea in Italia. Gli esprime la sua angoscia per i suoi fratelli tedeschi in Germania perseguitati da Hitler, e chiede per il futuro assicurazioni al Duce. Mussolini rassicura. Nonostante abbia anche lui il concetto di razza, ma inteso come nazione, e abbia (giocando con le parole) espresso ironiche allusioni all'indirizzo (letta sopra "sovrana pietà talune dottrine" ), si lascerà trascinare in quel concetto nazionalsocialista hitleriano che invece si basava sull'idea della razza "pura", intesa come razza "superiore", cioè la tedesca ariana, "che ha il dovere di imporre la sua supremazia alle altre"; parole di Hitler.

Il 10 novembre 1938 (seguendo già una prima presa di posizione di STARACE già a fine 1936 - la colpa più grave di questo ridicolo gerarca fu proprio questa) emanerà anche Mussolini il decreto antisemita per gli ebrei italiani, che saranno sottoposti così a durissime limitazioni nella vita pubblica, economica e civile nel Paese.
Ma ne riparleremo nel '38.

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