ANNO 1952

*** DECOLLA IL CONSUMISMO
*** (E...) IL BABY BOOM

 

Tutti si chinano,
l'immagine è conturbante,
espone a cattivi pensieri.
E mentre le donne sognano,
i maschi si chinano
e guardano verso l'alto
e fantasticano.
(Ma il pubblicitario rischiò la prigione).

 

Di fronte ai primi segnali della pubblicità che con edonistici e sensuali  messaggi stava disorientando la morale cattolica dei cittadini italiani, dal 1946 al 1954 la Chiesa molto allarmata corse ai ripari creando una moltitudine di santi e di beati.
Tre all'anno, quindi venticinque. Furono chiamati gli anni della "fabbrica dei santi".

Tutti giovani, tutti italiani, tutti esempi di purezza da contrapporre alle lusinghe del benessere materiale che le "immorali" immagini della pubblicità andavano promuovendo e che in questi anni iniziarono a bombardare gli italiani, "turbandoli" (dicevano i denigratori) ma nello stesso tempo (dicevano altri)  invitandoli a godersi la vita e la bellezza femminile; con una nuova etica ed estetica, e con una nuova morale che contrastava con quell'esempio di modello di castità ad oltranza, come Santa Maria Goretti appena fatta santa per aver preferito la morte piuttosto che essersi arresa alle pretese di uno ardito spasimante.

La si cita perché in chiave cinematografica fu apparentemente riproposta la storia, anche se in un altro contesto e con una trama molto diversa, con il film di Moguy, Domani è troppo tardi, che ebbe un'eco di provocazione tra i due schieramenti in fortissima contrapposizione.
Il film proponeva la storia di due giovani studenti in gita scolastica, che sorpresi da una insegnante bisbetica a baciarsi (solo a baciarsi !) seguendo una morale bigotta, venivano rimproverati e insultati così severamente, che per la vergogna e lo stato d'angoscia che ne era nato, la ragazza si buttò nel lago.
Un film che fece epoca e che spaccò l'Italia in due. Una parte, quella bigotta, retrograda si schierò nel "visto cosa succede a prendersi certe liberta?",
l'altra parte, quella moderna...
"vedete cosa succede nel continuare nella più bieca ipocrisia?".

Per i maschi il modello indicato è invece Domenico Savio, per essere morto in purezza di corpo e di spirito. Un esempio di castità e di verginità da seguire. Un modello che cominciò ad andare molto stretto, sia alle nuove generazioni che ai fabbricanti degli oggetti di consumo, degli spettacoli e delle serate danzanti che prolificavano.

C'era lo scontro non solo generazionale che stava conquistandosi certe libertà, e trovava scomodo quel freno che la morale bigotta pigiava su quel "nuovo mondo"  economico che stava conquistando il mercato proprio all'insegna di queste libertà. Che cominciava a seguire o addirittura anticipava queste tendenze costruendole sapientemente a tavolino.
Stava quindi nascendo non la fabbrica che soddisfaceva i bisogni su richiesta, ma la fabbrica che fabbricava i bisogni sollecitando poi le richieste. E per farlo si ammiccò con l'unica arma e mezzo che aveva disponibile, la pubblicità.
Ma una fotografia di una donna provocante non era possibile utilizzarla, salvo essere subito arrestati per oscenità.
Quella della Paglieri che abbiamo visto all'inizio dell'anno '52, e quella che troviamo qui sopra all'inizio, se fosse stata una vera fotografia avrebbero arrestato il fotografo, chi l'aveva stampata e chi l'aveva affissa nei muri si ricorse dunque all'"arte", ai pittori, alla loro inventiva.

Forse pochi saprebbero rispondere perchè tutti cartelloni cinematografici degli anni '50 e '60 erano dipinti e non riportavano mai una scena (anche modestamente osè come un bacio) del film; i motivi? Appunto quelli detti sopra. Con la fotografia si commetteva un reato, con le immagini dipinte c'era l'ipocrita giustificazione che era "materiale artistico".

Nonostante questo trucco, per il manifesto della Omsa si ricorse ai giudici per valutare questa audace pubblicità che offriva due scandalose gambe fasciate dalle calze Omsa dove lo sguardo dell'immaginario collettivo maschile saliva su, su....verso quelle "porte" ritenute "infernali", dove erano "usciti" con chissà quale "maldestro atto" di qualche buonadonna i censori tutti. 

Ancora peggiore sorte ebbe l'ammiccante invito del profumo Paglieri che offriva da una manifesto una dipinta leggiadra figura femminile dove si intuiva che la modella dietro i fiori e i veli era seminuda. Un manifesto che attirò lo sguardo severo della censura e che finì davanti ai giudici del tribunale. Non si vede nulla, ma era peccato solo immaginare cosa c'era dietro i fiori e in basso cosa c'era dietro il velo.

Mentre in America sta esplodendo la "bomba" MARILYN MONROE che con JANE RUSSEL sta girando Gli uomini preferiscono le bionde".. Il film arriverà anche in Italia il prossimo anno, ma la pellicola pur subendo 45 tagli, ha nella lista del Centro Cattolico cinematografico, il "marchio" intimidatorio "escluso per tutti".
E' peccato mortale per tutti assistere alla sua proiezione.

Cosa curiosa: era peccato avere il desiderio di un piacere sessuale anche immaginario, e nello stesso tempo si era esenti dal confessare di essere stati in una casa di tolleranza a soddisfare questo piacere. Infatti implicitamente non dovendo confessare la sua frequentazione di conseguenza non era peccato. Mai nessun teologo ha mai spiegato questa contraddizione nella morale cristiana. Che in un certo senso non considerava la dignità umana di queste donne, meretrici fin che si vuole, ma   la "prostituzione di Stato" era pur sempre un'offesa alla "donna" come persona umana.

Insomma la pubblicità stava sempre di più dimostrando che le tentazioni sessuali, legandole ai prodotti reclamizzati, erano moralmente innocue e piacevoli come qualsiasi altro bene di consumo. E questo mise in imbarazzo la Chiesa che ritenne inconciliabile benessere e senso del peccato. Di opinione diversa furono i fabbricanti che sempre di più ricorsero alla sensualità come un obbligato percorso che camminava in parallelo e in abbinamento al prodotto da reclamizzare.


Si scatenò la guerra santa contro la "materializzazione della vita", la "banalizzazione dei valori" con vari anatemi, e non di rado dal pulpito svergognandola davanti a tutti veniva indicata con il dito dal Savonarola di turno, poi fatta uscire fuori, la colpevole di certe libertà, come quella di avere una gonna quattro dita sotto il ginocchio, o alle labbra il peccaminoso rossetto (per chi non lo sapesse era proibito entrare in chiesa con il rossetto sulle labbra), o una camicetta non accollata fino alla gola e con le maniche un po' più su dei polsi. Se arrivavano al gomito era scandalo.

Non solo in chiesa, anche nelle spiagge la sinfonia della crociata non mutò; la guerra ai due pezzi che stava dilagando, fu affidata (non potendo incaricare i parroci) al Questore. Recitava appunto un cartello su tutte le spiagge:  "D'ordine del questore è vietato indossare costumi a due pezzi o comunque sconvenienti. I contravventori saranno puniti con l'ammenda prevista e, se recedivi, espulsi dallo stabilimento balneare". Era questo l'avviso esposto in ogni località balneare.

Fra gli sport consentiti alle ragazze, solo le gite in montagna e un po' di sobria ginnastica, banditi tutti gli altri sport dove c'era del movimento del corpo, come il tennis.
Perfino la bicicletta veniva sconsigliata perchè poteva la sua sella infrangere la verginità, la "virtù".


IL "BABY BOOM"



IL "BABY BOOM"
è in pieno sviluppo da 5 anni con punte di nati-anno di 1.032.000. E cresciuti questi, nell'anno scolastico '57-'58 registreremo nelle 5 aule elementari 4.820.286 alunni. Sono quelli che ritroveremo 50enni del 2000, 75 enni del 2025. Mentre nell'anno '94-95 gli alunni elementari erano poco più di 2.500.000, esattamente la metà. Attenzione quindi ai consumi di questi anni 2000-2025.

I potenziali acquirenti dei beni di consumo (il 50% è assorbito dalla fascia dei 15-35 enni) saranno quindi la metà. Quindi "CRISI" economica per la meno produzione, per i meno lavoratori per la stessa, e i tantissimi disoccupati.
E se le figlie si comporteranno come le madri, nel 2050 l'talia sarà quasi all'estinzione.

FINE

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