ANNO 1960

CRONOLOGIA DELL'ANNO


Kennedy

 

Novembre
Kennedy è il nuovo presidente
degli Stati Uniti.
L'uomo della
"nuova frontiera"

il 22/XI/63 verra' assassinato
vedi "I MILLE GIORNI DI KENNEDY"> >

 

 

L'ITALIA CONTA 50.045.000 ABITANTI
Attivi 38,7%, di cui in Agricoltura 29,1%, Industria 40,6%, Servizi 30,3 %
(per la prima volta l'industria e i servizi superano gli addetti all'agricoltura)

Il prodotto lordo: Agricoltura 12,5%
Industria 38,6%, Terziario 37,5%,
Amministrazione pubblica 11,4 %
Nella popolazione italiana quelli che lavorano
sono: 19.367.000 (38,7 %)
i non attivi 30.678.000 ( 61,3 %).

COSTO DELLA VITA
Stipendio di un operaio Fiat circa 47.000 (30.000 altri e contadini, 12.000 una mondina) Costo giornale £ 30. Biglietto del Tram £ 35. Tazzina Caffè £ 50- Pane £ 140 al kg. Latte £ 90.
Vino al litro £ 130. Pasta al kg £. 200. Riso la kg £ 175. Carne di Manzo al kg. £ 1400.
Zucchero al kg £ 245. Benzina £ 120. 1 grammo di Oro £ 835.
Un giorno di pensione al mare tutto compreso a Rimini costa lire 700 (dall'Annuario Enit).

La paga oraria di un operaio è di 144/210 lire all'ora. Può acquistare con queste lire tre etti di mortadella che costano 75 lire l'etto (quella più venduta (60%) marca Galbani, bollino rosso, c'é poi il bollino verde a lire 50 l'etto (30%) e i più spendaccioni acquistano quella bollino oro, lire 90/100 lire etto.
(c'era il "miracolo" ma molti dicono che il "miracolo" era stare in piedi al lavoro 8-10 ore mangiando solo mortadella o la frittata di un uovo)

 



Disordini e morti.
L'odio dopo 15 anni non è finito.
Il pretesto:
una ingovernabilità.
Fanfani apre al centrosinistra,
siamo negli
anni delle "convergenze parallele"
ma non mancano le divergenze





E' l'anno del "Miracolo" dove gli addetti all'industria hanno già superato da un paio di anni gli addetti all'agricoltura (sempre in ribasso, ormai cenerentola), mentre quest'anno quelli che sono già dei "reggimenti" nei servizi incalzano, conquistano il secondo posto; ma finito il boom (nel '64) e con gli operai sempre di più a spasso i servizi saliranno al primo posto e non lo molleranno più.

E' l'anno del PIL più alto della storia d'Italia. Nel 1958 era già a + 5,3; nel 1959 era arrivato al + 6,6; quest'anno si viaggia verso il 1961 con il + 8,3; il culmine del "miracolo economico".

E' l'anno della migrazione interna massiccia che provoca nel Sud squilibri demografici epocali. Non sono poche migliaia ma ormai sono milioni, ed è la migliore risorsa umana, ovviamente quella in età lavoro; legioni di giovani e anche meno giovani hanno abbandonato le campagne ai vecchi, hanno spopolato paesi, sono saliti nel triangolo industriale del Nord, nella capitale, o sono emigrati nel centro e nel nord Europa.

E' l'anno delle scelte politiche, anche queste epocali. La DC vuol far da sola, poi cerca appoggi a destra (provocando quasi una guerra civile a Genova) poi li cerca a sinistra. Infine Fanfani ritorna sulla scena e rattoppa con "le convergenze parallele" la grave crisi in casa DC, dove convivono ambiguamente ora destre, sinistre e cattolici conservatori e, anche "traditori" come li ha definiti - il Cardinale Ottaviani - i democristiani della Sicilia che si sono alleati nientemeno ai comunisti. (Ritorna in sordina anche nel resto d'italia  l'"anima" dei primi partiti cattolici a inizio secolo (Opera dei Congressi, Murri, Toniolo, Don Sturzo)

E' l'anno dove iniziano le grandi proteste per chiedere aumenti salariali e sussidi per la disoccupazione; nonostante il "miracolo economico" rispuntano nelle piazze gli estremismi di destra e di sinistra, come se la guerra non fosse finita da 15 anni. Dove in primo piano politicizzate o inseguendo utopie, compaiono le nuove generazioni nate sì in piena guerra, ma che non sanno nulla dei tempi duri della guerra.

E' l'anno anche delle censure, delle intolleranze e delle intimidazioni della Chiesa ai politici cattolici di sottomettersi al giudizio degli ecclesiastici.


MA ANDIAMO PER ORDINE CRONOLOGICO:

7 GENNAIO L'Osservatore romano disapprova il dialogo dei democristiani con i socialisti, che il cardinale OTTAVIANI definisce "novelli anticristi".

29 GENNAIO - I comunisti si riuniscono a congresso e la novità viene dal gruppo dirigente dove ENRICO BERLINGUER va a sostituire GIORGIO AMENDOLA capo dell'organizzazione. Nel programma, offrendo il proprio appoggio a una nuova possibile maggioranza, i punti essenziali sono: libertà sindacali, riforma scuola, sostegno dell'occupazione, nazionalizzazione dell'energia elettrica.

5 FEBBRAIO - Sconcerto negli ambienti ecclesiastici e nella stessa DC per il viaggio di GRONCHI in Russia. Il presidente della Repubblica è un sostenitore della distensione internazionale e della coesistenza pacifica. Sostiene che "nessun progresso è possibile senza la partecipazione delle masse lavoratrici e dei ceti medi". Proprio per queste idee, alla sua elezione c'era stata qualche opposizione nella segreteria del suo partito, ma alla fine fu eletto con i voti decisivi della sinistra.
Il viaggio viene con cura organizzato e preparato da ENRICO MATTEI che in Russia spregiudicatamente cerca di fare contratti a prezzi più bassi per procurarsi il fabbisogno petrolifero e metanifero dell'Italia scavalcando le compagnie petrolifere americane.
Un po' perchè ha lanciato questa sfida e un po' perchè i nuovi partner sono russi, l'allarme in America inizia a suonare. (vedi a novembre, cosa scriverà il New York Times)

10 FEBBRAIO - La censura si abbatte sul film che FEDERICO FELLINI ha presentato a Roma: La dolce vita (vedi anche in "Cultura"). Il giorno dopo l'Osservatore romano invita la magistratura a intervenire su questo film che propaganda il vizio, e che infanga e oltraggia Roma, la città della cristianità.

24 FEBRAIO - Dopo un attacco al governo di cui fa parte, MALAGODI (PLI), si rivolge alla maggioranza e polemizza per gli approcci che la DC sta facendo a sinistra. Polemicamente esce dal governo mettendolo in crisi.

6 MARZO - Grave crisi anche in casa PRI. Vince la linea di UGO LA MALFA che vorrebbe un governo tripartito DC, PRI, PSDI con un eventuale appoggio del PSI. Non è d'accordo PACCIARDI, che minaccia una scissione dentro il partito se si chiedono appoggi ai socialisti.

25 MARZO - Al Governo con le polemiche già sopra esposte, si dimettono tre ministri PASTORE, BO e SULLO. Ed è crisi.

26 MARZO - L'incarico lo si da' a SEGNI che tenta di formarne uno lui di governo, ma nelle consultazioni fallisce; alla fine rinuncia. E' TAMBRONI a metterne insieme uno monocolore che ottiene l'8 aprile la fiducia con 300 sì. Ma scoppia la polemica. Sono voti DC, ma con sorpresa insieme ci sono quelli del MSI, mentre i 293 contrari sono gli altri partiti. Quindi la DC ha giocato tutti e si è alleata con la destra pur di non fare un centrosinistra. Il richiamo di Ottaviani ha funzionato; insomma la Chiesa preferisce la destra.

I governi di questi ultimi 3 anni

15mo governo
2° Governo Fanfani (1.07.1958 - 26.01.1959)
Coalizione politica: DC, PSDI
Durata (giorni): 209
Giorni di crisi: 20
III Legislatura

16
2. Governo Segni (15.02.1959 - 24.02.1960)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 374
Giorni di crisi: 30
III Legislatura

17
1. Governo Tambroni (25.03.1960 - 19.07.1960)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 116
Giorni di crisi: 7
III Legislatura

18
3. Governo Fanfani (26.07.1960 - 2.02.1962)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 556
Giorni di crisi: 19
III Legislatura


Nel nuovo governo Tambroni, troviamo ANGELINI, BO, ANDREOTTI, GONELLA, TAVIANI, MEDICI, RUMOR, SULLO, COLOMBO, ZACCAGNINI, AGGRADI, TUPINI, PASTORE e altri, ma non dimentichiamo TUPINI.
Sorgono le prime polemiche in casa DC;  qualcuno (quelli messi da parte e senza incarichi) afferma essere questo governo "in contrasto con le intenzioni e le finalità politiche della DC". Le polemiche sono così roventi che Tambroni appare subito sfiduciato e rimette il mandato al Capo dello Stato, ma Gronchi le respinge. Tambroni otterrà la fiducia anche in Senato il 29 aprile con 128 si' (sempre con il solo appoggio della destra) e 110 no.

8 MAGGIO - La svolta politica a Roma porta subito in primo piano alcune immediate prese di posizione: si è forse convinti di potersi sbarazzare della sinistra in tanti modi. Eccoci alla prima grave intolleranza a "tutto tondo": a Bari l'arcivescovo  alle celebrazioni del patrono della città "San Nicola", vieta a parteciparvi sia il sindaco che l'intera giunta di sinistra che era stata democraticamente eletta nelle ultime elezioni amministrative. L'alto prelato ha rispolverato, ha applicato  e si è appellato al decreto della scomunica del sant'Uffizio del 1 luglio del 1949. La protesta non viene solo ora dalla sinistra ma anche da alcuni cattolici vicini alla sinistra, ed è chiaro a tutti che stiamo andando oltre la tolleranza e scivolando nel ridicolo e nella farsa politica con simile ingerenze.

18 MAGGIO - L'Osservatore Romano, scende in campo e richiama all'ordine i politici cattolici e intima di "sottomettersi al giudizio dell'autorità ecclesiastica". Il richiamo è duro, forte, antidemocratico, ignora le forze laiche; molti preti lo ascoltano e lo imitano e andranno più in la' nell'ingerenza politica.
La nota del giornale vaticano porta il titolo "Punti fermi", ed esprime l'opposizione della Chiesa a una collaborazione fra DC e PSI.

20 MAGGIO - Al Festival cinematografico di Cannes "La dolce vita" di Federico Fellini vince la "palma d'oro". Una risposta internazionale alle condanne clericale in patria.

21 MAGGIO - Dopo tre giorni dal richiamo e in questo nuovo clima politico, a Bologna, mentre si svolgeva un pacifico comizio del PCI con sul palco GIANCARLO PAIETTA che rivolgeva una democratica critica al governo, un commissario di PS lo interrompe, e vuol far sciogliere il comizio. Avvengono accese proteste, poi tumulti, scontri, cariche della polizia. Termina il comizio e ci sono dieci arresti di cosiddetti "provocatori" che verranno subito processati per direttissima e condannati a un anno di carcere.

22 MAGGIO - La DC, nonostante tante polemiche,  decide di mantenere in carica il governo TAMBRONI fino alle elezioni amministrative fissate in ottobre.

15 GIUGNO - In subbuglio l'industria cinematografica e i gestori dei cinema e tutto quel mondo dell'indotto che gira intorno all'industria cinematografica. In questo periodo il cinema è in ottima salute, non conosce crisi, è in pieno sviluppo; le sale cinematografiche sono sempre affollate. Insomma un periodo d'oro. Ma...
Viene resa pubblica una lettera del ministro dello spettacolo TUPINI (DC) dove avverte che sarà drastico con la censura su tutti quei film "a soggetti scandalosi e morbosi, negativi per la formazione della coscienza civile degli italiani".
E non si è dimenticato di citare a proposito come esempio di indegnità  il film di Fellini "che sta buttando un'ombra calunniosa sulla popolazione romana e sulla dignità della stessa capitale d'Italia e del cattolicesimo".


Non ha finito di parlare che subito scatta la grande solerzia dei funzionari di Stato che a Milano fanno perfino il processo alle intenzioni e negano a LUCHINO VISCONTI di girare all'Idroscalo alcune scene all'aperto del suo film Rocco e i suoi fratelli, un film che inizia proprio male fin dal primo giro di manovella, visto quello che lo attende quando verrà presentato poi al pubblico.

15 GIUGNO - A Genova la camera del lavoro, avutone notizia, chiede di vietare il congresso nazionale del MSI, in programma per il 2 Luglio. Si aggregano le associazioni partigiane.

25 GIUGNO - E' chiaro che se il governo si è spostato a destra e ha fatto questo matrimonio politico con il MSI, gli stessi ex-fascisti prendono l'occasione al volo per ricompattarsi e prendere iniziative con i molti nostalgici che si trovano ai vertici del potere e vogliono ritornare a essere nuovamente loro i protagonisti. 
Uno di questi è il prefetto di Genova, EMANUELE BASILE mai stato rimosso dalla sua carica in quindici anni, pur essendo stato prefetto della città durante il periodo della Repubblica Sociale, e secondo alcune voci, responsabile anche di arresti e torture di uomini della Resistenza.
Viene data proprio a lui la presidenza onoraria di un congresso che il MSI vuole organizzare a Genova. La Città insorge, manifestazioni di protesta contro il preannunciato congresso che viene ritenuto da parte dei partigiani di Genova una provocazione.
Il PCI, il PSI, il PSDI, il PRI ora tutti uniti si organizzano per fare manifestazioni di proteste in piazza.

28 GIUGNO - A Genova una oceanica manifestazione per protestare contro il Prefetto per aver concesso il permesso di quello che ritengono uno "scempio di una democrazia che ha lottato contro il fascismo". SANDRO PERTINI indignato invoca il rispetto della norma costituzionale che vieta la riorganizzazione di un partito fascista.

Dopo aver proclamato i sindacati sciopero generale, capi di ex partigiani formano drappelli per presidiare i monumenti dei loro compagni caduti nella liberazione. E tutto si svolge in un clima di una guerra civile, che può scoppiare da un momento all'altro, tanto è alta la tensione; ne' si può prevedere di che tipo sarà la provocazione.

30 GIUGNO - La camera del lavoro ha proclamato lo sciopero generale contro il congresso MSI di Genova. La manifestazione ora  non è più passiva, si è organizzata e ingrossata con la partecipazione di altri ex partigiani giunti da varie parti del Piemonte. Sono 100.000 le persone che marciano verso il centro dove c'e' uno schieramento di forza pubblica imponente.
A Piazza De Ferrari avviene lo scontro, cariche della polizia con caroselli di camionette cercano di disperdere i manifestanti (la scena riportata dal giornale sopra è eloquente) con lacrimogeni e manganelli. Rimangono ferite 83 persone.

Il governo interviene e invita a spostare il programmato comizio dell'MSI del 2 luglio a Nervi e non al Teatro Margherita di Genova che fra l'altro sorge a pochi metri dal sacrario dei partigiani caduti. Ma ormai si è innescata la protesta in altre città d'Italia, dove la provocazione di Genova riportano a galla odi e rancori che sembravano assopiti dal tempo; e nuovamente si scatenano scontri.

4 LUGLIO - Le manifestazioni si estendono anche nel Sud, a Licata, dove è scesa in piazza la popolazione con in testa il sindaco ribelle democristiano che lotta anche per la disoccupazione che sta attanagliando il suo paese. Avvengono scontri con la polizia, si hanno numerosi feriti e la morte di un manifestante

5 LUGLIO - La notizia luttuosa di Licata innesta altre manifestazioni a Ravenna, dove di rimando i neofascisti incendiano la casa del senatore comunista BOLDRINI presidente dell'Associazione Partigiani d'Italia e medaglia d'oro della Resistenza.
Le manifestazioni si allargano e arrivano a Milano e a Roma. Due città sotto pressione con squadre di neofascisti che distruggono la sede del partito radicale nella città lombarda e alcune sedi del partito comunista nella capitale.

6 LUGLIO - Di rimando agli incidenti del giorno prima, manifestazione antifasciste a Roma non vengono autorizzate, ma si svolgono ugualmente. La polizia va alla carica per disperdere alcuni assembramenti che vogliono marciare sul Parlamento.
Cariche, caroselli di camionette, barricate e bastonate che rispondono alle manganellate, fanno di Roma una città in guerra. Davanti al Parlamento le due fazioni malmenano i deputati, li schiaffeggiano, li bastonano. AUDISIO, LIZZADRI, G. BORGHESE fanno il loro ingresso alla Camera insanguinati e in modo anche grave. Ancora una volta le manifestazioni si estendono nelle maggiori città italiane e aumenta la tensione.

 


Qui si legge
che sono i
" comunisti contro le forze dell'ordine"
e scatta l'allarme
"è in atto una destabilizzazione ordita.."

 

7 LUGLIO - Riemergono in molte città i gruppi di partigiani, i comitati antifascisti vengono riorganizzati, e altrettanto fanno quelli della destra in un clima di immanente scontro fratricida fra italiani, ritornati ai tempi dell'8 settembre dove reciprocamente gli uni danno la caccia agli altri. Sono passati quindici anni e nonostante il "miracolo" si è quasi al punto di partenza sul piano politico e sociale.
Avvengono a Reggio Emilia i più violenti scontri, centinaia sono i feriti e cinque i morti, ma altri feriti si segnalano in altre città, a Parma, Modena, Napoli.

Alla Camera, dove giungono le ferali notizie, si vuole sdrammatizzare e nello stesso tempo insistere con affrettate valutazioni, molto inquietanti del Ministro degli Interni SPATARO, che afferma:  "è in atto una destabilizzazione ordita dalle sinistre con appoggi internazionali" e giustifica l'intervento della sua polizia.
TAMBRONI, il presidente del consiglio, afferma le stesse cose. Piu' ragionevole il presidente del Senato MERZAGORA, che propone di tenere le forze di polizia in caserma e invita le organizzazioni sindacali a non fare scioperi, di non lasciare libera una moltitudine di gente che può provocare incidenti. Ma non viene ascoltato e l'....

8 LUGLIO - ...le manifestazioni del giorno prima, proclamando la CGIL uno sciopero generale in tutta Italia, fanno aumentare la partecipazione alle manifestazione e  innescano altri incidenti a Palermo e a Catania dove negli scontri si contano altri centinaia di feriti e anche qui quattro morti.
Reggio Emilia sta preparandosi a onorare i suoi cinque morti con una manifestazione di cordoglio imponente; il clima è dunque già teso, ma con le notizie che arrivano dalla Sicilia la tensione sale ancora e sembra ormai precipitare in una situazione incontrollabile.

9 LUGLIO - A Reggio Emilia, l'intera città, 100.000 persone sfilano in una giornata plumbea e in silenzio davanti alle bare dei cinque caduti. Altrettanto a Palermo e Catania. Sono sconvolti gli ex partigiani e sconvolti sono anche alcuni appartenenti alla destra. Ci si interroga. Ma la riflessione non tocca gli esponenti politici responsabili, infatti il....

14 LUGLIO ....alla Camera il Presidente del Consiglio TAMBRONI afferma e mette in relazione il viaggio a Mosca di TOGLIATTI e i fatti accaduti, "questi incidenti sono frutto di un piano prestabilito dentro i palazzi del Cremlino"
Due giorni prima, il 12, PIETRO NENNI ha denunciato il clima di guerra civile e ha chiesto di mettere il presidente del Consiglio in stato d'accusa.

16 LUGLIO - In questa atmosfera d'inquietudine la Confindustria con i sindacati raggiungono un accordo sulla parità salariale tra uomo e donna.

18 LUGLIO - A surriscaldare il clima, ma anche a frenare l'escalation, ci pensano 61 intellettuali DC che preparano un documento che intima ai dirigenti democristiani a non fare alleanza con i neofascisti provocatori e responsabili, secondo loro, dei gravissimi incidenti destabilizzanti.

19 LUGLIO - Il governo TAMBRONI è costretto a dimettersi. Le sue invocazioni dopo gli attacchi ricevuti dal suo stesso partito - dove ci sono correnti che hanno forse capito meglio di lui che ci si sta avviando verso una strada molto pericolosa - non danno piu' spazio alle sue fantomatiche e inquietanti esternazioni. E rispunta così il .....

27 LUGLIO....FANFANI che ricostruisce il suo governo che chiama "di restaurazione democratica". E' un monocolore DC che al Senato ottiene 128 si, 58 no, 39 astensioni. Mentre alla Camera ottiene 310 sì, 156 no e 96 astensioni. Questa volta ci sono i sì della DC e anche quelli del PSDI e del PLI, mentre nel no a fianco dei comunisti troviamo il precedente alleato, cioè il MSI e nelle astensioni i monarchici e i socialisti del PSI. Insomma uno stravolgimento perfino paradossale.

Fanfani ha rattoppato tutto; come ha fatto? Ne ha inventata una delle sue, sono quelle che passeranno alla storia come le "convergenze parallele". Assensi, dissensi ma soprattutto astensioni sono tutti voti preziosi messi insieme ma ognuno resta con le sue autonomie, ovvero accordi su un programma di governo senza che questo comporti rinuncia alle rispettive ideologie.
Non siamo ancora al "compromesso storico" ma siamo su quella strada. BERLINGUER lo propose il 28 settembre 1973 mentre ANDREOTTI aspetterà qualche anno, poi il 6 agosto del 1976 con la sua "alchimia" della "non sfiducia" dei comunisti formerà il suo governo. Assurdamente i voti di astensione superarono i voti sfavorevoli. Più alchimia di così!

20 AGOSTO - A Roma, a pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi, viene inaugurato l'Aeroporto a Fiumicino, il "Leonardo da Vinci". Le polemiche per l'aggiudicazione degli appalti (affidati a lecitazione privata, senza concorso per non ritardare gli "urgenti" lavori) e lo stesso acquisto del terreno paludoso più tardi provocheranno strascichi giudiziari ai costruttori, e ai politici che hanno affidato i lavori a società di comodo. Diventerà famoso la storia di un ex capitano molto vicino al "Palazzo" che costituirà 10 società parallele (tra figli e congiunti) per la costruzione e le forniture all'aeroporto di ogni tipo di materiale; dalle escavatrici ai progetti, dal cemento al lapis. (vedi anche in Cultura)

11 OTTOBRE - Il Nuovo clima politico verso una nuova strada e nuovi tempi, porta anche a concessioni pluralistiche. Infatti si inaugura alla televisione Tribuna politica. Viene mandata in onda in occasione delle elezioni amministrative, dove per la prima volta troviamo fra i personaggi gli esponenti dei partiti dell'opposizione.
Non era mai accaduto in precedenza; a nessun altro partito politico gli era mai stata data l'opportunità di illustrare dagli schermi televisivi il proprio programma, o il permesso di criticare quello degli avversari, o quelli della maggioranza al governo.
E' il primo passo verso la strada della distensione, il primo verso il pluralismo. Infatti l'iniziativa  incontra un grande successo. La partecipazione del pubblico ai temi politici è grande, anche se tutto si svolge in un clima ovattato, con un moderatore intransigente alle intemperanze; dove stempra gli scontri o stronca sul nascere i battibecchi con autorevole e perfino eccessiva fermezza. Ma il successo è strepitoso. Per la prima volta i leader sono sul video. Per molti che li avevano sentiti solo nominare, ora li possono vedere e sentire dal vivo, anche nelle piu' sperdute contrade. La politica quindi in questo periodo è sentita, e la partecipazione del Paese ne è un segnale inequivocabile. 

Poi gli italiani si stuccheranno di vedere sempre le stesse facce sul video  e queste trasmissioni diventeranno quelle della noia, salvo per gli addetti, o per quelli che vogliono contemplarsi nel proprio narcisistico piacere dell'apparire. E come in molti altri campi anche nella politica nasce il divismo, il "bello" di turno, il sempre sorridente, il vanitoso onnipresente. La politica inizia a fare anche "spettacolo", spesso decadente, ma il pubblico è nazional-popolare, ed è più sensibile alle apparenze che non ai contenuti.

6-7 NOVEMBRE - Elezioni amministrative per 32.533.44 italiani. Un banco di prova non indifferente visto che sono coinvolti quasi tutti gli italiani. Le ultime politiche sono del maggio del 58, ma da quel giorno molte cose sono accadute, tante cose sono cambiate. All'esame di questa competizione sono interessati quindi un po' tutti i partiti anche se si tratta di giunte comunali.
I risultati segnano un'avanzata del PCI, una tenuta della DC, un regresso per il PSI.

I RISULTATI E FRA PARENTESI LE POLITICHE DEL '58
DC 40,3% (42,3)- PCI 24,5% (22,7) - PSI 4,4% (14,2) - MSI 5,9% (4,8) - PSDI 5,7% (4,6) - PLI 4% (3,5) PNM 2,9% (2,6)- PRI 1,3% (1,4)
Roma è tutta DC con le destre, Napoli tutta destra con i monarchici, Bologna invece conferma il quasi tutto rosso.

8 NOVEMBRE - Negli Stati Uniti, con pochi voti di scarto sul repubblicano RICHARD NIXON, viene eletto il democratico cattolico JOHN F. KENNEDY.
Le reazioni in Italia si avvertono subito. Il nuovo presidente inaugura la politica della "nuova frontiera". A far da spalla al nuovo corso scendono subito in campo i media della televisione e della stampa. Infatti pochi giorni dopo, il.....

12 NOVEMBRE - Un duro attacco viene sferrato dal New York Times all'Italia e indirettamente il messaggio tira in causa ENRICO MATTEI che dopo il viaggio a Mosca (fra l'altro con il Capo del Governo, il che ha dato un clima di ufficialita' alla visita) ha concluso con la Russia un'importante contratto di forniture di idrocarburi; e ha concordato la costruzione di un gigantesco metanodotto che dovrebbe arrivare fino in Italia; si è aggiudicato il 20% del fabbisogno energetico dell'Italia e fra l'altro a un prezzo inferiore al 20% del mercato mondiale.
In particolare
dal New York Times, all'Italia gli si rimprovera di non mantenere i patti stipulati nel dopoguerra, e rimprovera a Mattei di avere rotto gli equilibri del mercato dei prodotti petroliferi, scavalcando e danneggiando con la sua egoistica autonomia non solo gli interessi delle grandi compagnie (le 7 sorelle), ma anche di avere compromesso futuri equilibri politici.

24 NOVEMBRE - FANFANI aveva attaccato TAMBRONI per le sue simpatie di destra (indignato gli ricorda l'appoggio datogli dal MSI al suo governo) e Tambroni contrattacca mettendo l'indice contro Fanfani, accusandolo di simpatie verso le sinistre, e che oltre che andare verso i socialisti tende la mano anche ai comunisti: Tambroni invoca severe misure contro il nuovo corso della politica italiana, mettendo in evidenza le accuse rivolte all'Italia dall'America che rimprovera al nuovo governo di aver allentato i suoi legami con gli alleati occidentali

10 DICEMBRE - Scompiglio provoca la notizia che uomini della Guardia di Finanza e della Polizia, con una lettera aperta indirizzata all'Unità di Genova e di Milano, chiedono al governo miglioramenti salariali e una piu' corretta applicazione dello Statuto dei lavoratori.
Su ordine di un magistrato di Genova (sarà in seguito al centro di drammatiche  vicende) vengono perquisite le sedi dei due giornali, per risalire ai firmatari della lettera che hanno commesso questo atto di insubordinazione, che viene considerato "...oscuro, permeato da registi occulti..." alcuni dicono di destra altri dicono di sinistra, ma rimane il clima di inquietudine che si era diffuso dopo i gravi fatti di Luglio, e ora anche dentro le caserme, (e attenzione!) negli apparati dello Stato. Uomini che vengono criminalizzati dalla popolazione, che li vede assalire -con gli ordini dei superiori- i manifestanti, alle volte inermi. Insomma un disagio diffuso ormai nei tutori dell'ordine, pur questi reclutati con severe disposizioni interne riguardo a simpatie politiche che non dovevano essere certamente verso la sinistra, ma erano
semmai gradite (ma spesso pretese) solo quelle verso la destra.

Entrare nella polizia o nei carabinieri era impossibile, se solo si aveva un lontano parente attivo nelle manifestazioni della sinistra oppure iscritto a qualche sindacato. Le informazioni venivano raccolte meticolosamente. L'autore che scrive, addestrato e facente parte per diversi anni di un reparto molto speciale, operante fra l'altro in particolari zone del terrorismo, conobbe la prassi. Non si sfuggiva da rigorose e strettissime maglie degli informatori. Ogni piccola notizia veniva riportata, vagliata, soppesata, poi venivano presi gli opportuni e severissimi provvedimenti.
Ogni apparato dello Stato (ma soprattutto nelle caserme, in particolare quelle con reparti speciali) aveva al suo interno una fitta rete di informatori che segnalavano le tendenze politiche dei propri compagni. E al minimo sospetto venivano allontanati e inviati ad altri insignificanti reparti.
Ma non dimentichiamo che questa è la regolare prassi di tutti i governi del mondo, dal più democratico al più totalitario.

Il blitz di Genova ai giornali  fu ordinato dal procuratore FRANCESCO COCO, che tornerà alla ribalta l'8 giugno del 1976, quando fu assassinato in un agguato dalle "BRIGATE ROSSE". E' il primo magistrato assassinato, da quello che fu considerato "il partito armato".
Non gli avevano perdonato quella perquisizione. Rimase sempre il quesito se a giustiziarlo siano stati quelli che avevano subito la perquisizione (i comunisti dell'Unità) o chi aveva mandato al giornale la "lettera aperta" che scatenò il putiferio. In un caso e nell'altro ci dovevano essere connivenze e reciproche simpatie fra una parte della destra (la polizia e la finanza) e una parte della sinistra (estremisti del giornale comunista che operavano (!?) fuori dalle direttive di partito. O forse non erano assolutamente dei comunisti, ma solo abili doppiogiochisti).
Un mistero mai risolto, ma che trae origine da questo fatto, ancora molto lontano, in  quel 3 marzo e 25 gennaio 1972, quando le Brigate Rosse comparvero dirompenti sulla scena politica con il loro primo manifestino di rivendicazione a Linate e al sequestro del dirigente della Simens MACCHIARINI. Sono dunque in questi 12 anni che si formano dentro alcuni apparati le forze eversive, non senza un regista, e spesso più di uno.

FINE DELL'ANNO 1960 - Politico

ALCUNE ASPETTI DELLA VITA ITALIANA DI QUEST'ANNO

In Italia BOOM ECONOMICO: tasso di crescita nel periodo '58-'63, 6,3% annuo; il possesso della TV nelle famiglie italiane passa dal 12% al 50%, frigorifero da 12% a 58%, lavatrice da 3% a 25%, auto da 300.000 a 4.800.000 (!), moto da 700.000 a 5.000.000. Di conseguenza milioni di contadini lasciano le campagne, perche' nel triangolo industriale del nord alta e' la richiesta di operai generici in tutti i settori della produzione.

NEOCAPITALISMO - Ma un nuovo fenomeno si sta verificando nell'economia italiana. I protagonisti sono: l'Eni e la Fiat, la Finsider e la Falk, l'Edison e la Montecatini (non ancora fuse nella Montedison) e altri ancora. Intorno a questi gruppi, come scrive Eugenio Scalfari, nella sua inchiesta, sta avvenendo la crescita industriale del paese. Ma, intorno a questi stessi poli, si sta sviluppando anche il cosiddetto neocapitalismo, che nella situazione italiana, presenta risultati positivi ma anche aspetti spesso inquietanti.

Nel periodo '61-'71 nel triangolo Nord, su ogni 100 cittadini locali che incrementano la popolazione in età lavoro, si creano 162 posti extragricoli. E' la grande fuga dalle campagne (anche nello stesso Nord,) per la città. Ne arriveranno milioni e produrranno auto, elettrodomestici, mobili, vestiario, ma rarissimi trattori, camion, autobus (il 5%) mentre la vocazione rurale di certe contrade italiane viene stravolta, i territori subiscono dei gravissimi cataclismi ambientali, economici e sociali. I giovani partono, i vecchi non hanno macchine agricole e l'agricoltura italiana (già carente nella meccanizzazione e nella razionalizzazione) conosce i suoi anni piu' neri.

Operai generici che provengono dal grande serbatoio delle popolazioni del Sud, (ma anche dall'entroterra delle citta' padane, dalle valli prealpine del Nord e dalle campagne venete) che tenute da secoli in condizione di semi analfabetismo si riveleranno molto preziose e determinanti per questo tipo di sviluppo irrazionale (anche comodo alle aziende, perchè calmierano il costo del lavoro dei lavoratori locali). 
Senza una programmazione  nelle direttive della produzione, come in quelle dell'urbanistica delle città, queste migrazioni causarono danni irreversibili per un verso alle popolazioni del nord e per l'altro a quelle del sud;  il depauperamento delle risorse umane nel sud causò gli squilibri  demografici immediati con ripercussione all'intera economia meridionale, mentre le stesse risorse giovani,  portandosi a nord fecero altrettanto ma questi squilibri avverranno molto in ritardo. Nei primi anni del 2000, nel nord diventeranno vecchi i 5 milioni che non ci sono nati. 

Ma intanto fermiamoci a questi anni, con appunto questa ondata gigantesca migratori interna, nella forma più selvaggia, spronata a essere così, senza aver predisposto i territori ospitanti un piano regolatore; si ignorò il decentramento, si evitò di localizzare delle aeree per le grandi industrie e per tutto l'indotto, sia a livello regionale, provinciale e comunale. 

Sulla congestione urbana provocata da questa immigrazione selvaggia al di fuori di ogni regola programmata, si costruì con grandi speculazioni l'urbanistica periferica, le grandi zone dormitorio a ridosso dei grandi complessi industriali, spesso dimenticando le strutture di aggregazione sociale, i servizi essenziali, i trasporti, e perfino le strutture commerciali.

Quando poi chiuderanno le grandi industrie, interi quartieri periferici o comuni limitrofi diventati popolati come una città di provincia, non avranno ne' un tessuto urbano ne' le risorse economiche diversificate di un piccolo paese. Ma solo isole di gruppi umani abbandonati a se stessi senza nessuna vocazione ne' capacita' di fare altro e quindi ad interessarsi ad altro. Dei veri e propri "termitai" o "alveari" al servizio di pochissimi speculatori.

I nuovi neoproletari abbandonarono casa e terra nei paesi d'origine, e salirono sui "treni della speranza" trasferendosi nelle "colombaie" costruite dalle industrie, o nei vetusti casolari delle campagne piemontesi e lombarde ormai sempre piu' spopolate dai nativi, attirati dagli stipendi che molte altre attivita' economiche parallele dell'indotto si ampliavano in ogni settore, anche se i corrispettivi salari erano ancora bassi. 
Ma per alcuni immigrati erano i primi veri soldi in contanti che vedevano nella loro vita. Un miraggio atavico quando l'intera economia, salvo qualche sacca produttiva, funzionava con l'autoconsumo, l'autoproduzione e quindi era largamente (nè poteva essere diversamente) diffuso lo scambio in natura.

Ma nonostante questi primi soldi e proprio perchè pochi rispetto all'incremento produttivo che essi danno, il 61% dello stipendio di un operaio italiano risulta speso per la sua necessaria (spesso insufficiente e povera) alimentazione, in Germania invece incide solo con il 28%, in USA il 25%, e in Francia il 39%.
 I nostri negozi di alimentari hanno pochi prodotti, poveri, quelli nutrienti sono costosi, spesso commercializzati con adulterazioni criminali fatta da gente senza scrupoli (lo abbiamo visto lo scorso anno l'inquietante fenomeno) mentre in Germania nei primi supermercati la varietà non è molta, però sono prodotti molto piu' spartani, piu' calorici, abbondanti come quantità messa a disposizione e quindi poco costosi.

Reddito pro-capite annuo (in dollari)
ITALIA 927----SUD AFRICA 846----USA 3.221
SVIZZERA 2.213 ---SVEZIA 2.161----- G.B. 1.668
GERMANIA 1.773------FRANCIA 1490
GIAPPONE 725------SPAGNA 531.

Queste cifre, si mantengono all'incirca su questa media fino al 1964, con una svalutazione della moneta annua di circa il 4%. L'aumento del reddito avverrà nei prossimi anni (voluto preteso, e in parte accordato dopo varie proteste); purtroppo si verificherà sul mercato interno (paradossalmente - non proprio in forma spontanea ma sarà pilotata dai media)  una forte domanda interna di beni di consumo. 
La grande industria sta guardando solo alla produzione e alle esportazione dei beni durevoli, penalizzando la piccola industria che rimasta nelle difficoltà di non poter accedere ai capitali per gli investimenti; verrà messa in difficolta' per soddisfare la domanda. La conseguenza sarà quella di far salire dopo gli Anni Settanta, l'inflazione a due cifre vanificando tutti gli aumenti salariali.

Il flusso verso l'estero conobbe anche grandissime emigrazioni di massa: Dal 1951 al '55 furono 1.366.000 gli italiani che emigrarono oltre frontiera. Dal 1956 al '60 1.739.000. Dal 1960 al '65 1.556.000. Totale 4.662.000. (vedi in TABELLE piu' dettagli come anni, numero e destinazione > > >

Paradossalmente le rimesse di questi emigranti dall'estero furono quelle che permisero di compensare la bilancia dei pagamenti per le importazioni di materie prime nelle aziende del nord, in una percentuale altissima e quindi sufficiente per "foraggiare" una  successiva espansione delle grande industrie del nord a capitale privato.

Era quyesta massa di emigranti tutta gente vissuta fino a questo momento a vocazione rurale, con una agricoltura detta "eroica". Popolazione da secoli tenuta in condizione di sopravvivenza;  dove spesso affermavano i potenti e governanti di turno "tanto hanno tutti l'orto, la verdura, la frutta, la polenta, per cosa diamo loro le strade, il telefono, la ferrovia, la luce e le industrie, a cosa gli serve?". Un mondo dove lo scambio in natura era ancora molto diffuso, la moneta circolante era ancora una chimera per pochi e l'autoproduzione c'era ma era precaria come quantita' e qualita'. Nella prima era carente la meccanizzazione, nella seconda non vi era nessuna selezione nelle sementi; si perpetuava nel mettere da parte un certo quantitativo di semenza per la successiva semina, portandosi così dietro i geni della bassa resa del prodotto e anche   le potenziali malattie delle culture spesso latenti.

La fuga è quindi motivata. Infatti in Italia dai 41 % addetti nell'agricoltura nel 1958, precipita al 14% nel 1963. Uno spopolamento biblico. Una massa che si calcola essere stata nel corso di alcuni anni di circa 5 milioni (altri dicono 8 milioni) di individui tutti in cerca di un modesto (tale era) guadagno in comparti dove non si richiedeva ne' arte ne' parte, cui seguì per quanto bassa, una redditività e un trend di consumi (come spesa) in soli 5 anni pari a quelli di un'intera generazione.

E si verificò il paradosso che le zone povere del Paese andarono ad aiutare lo sviluppo delle zone ricche nelle grandi città della Pianura Padana votata ormai a una vocazione neo-industriale; in due modi: sia lavorando in quei settori dove più nessun settentrionale voleva "faticare", sia nella stessa industria manifatturiera dove occorreva manodopera generica, come le catene di montaggio o le antiquate filature (uno dei settori portanti della grande rivoluzione industriale alla fine del '800 inizio '900).
E nello stesso tempo, pur a paghe basse, consumando e contribuendo a far sviluppare tutto l'indotto.
"Farsi" la macchina" sembro' il punto d'arrivo di ogni sacrificio e desiderio. "Ha la macchina" diceva orgogliosa all'amica la ragazza che era corteggiata da un pretendente. "Hanno la televisione" dicevano le famiglie parlando del vicino, spesso super riverito con lo scopo di farsi invitare la sera a vederla.

Ferma invece la produzione di veicoli industriali. L'Italia sembra interessata a fabbricare prodotti solo per una civiltà opulenta, solo auto per andare in vacanza e per il tempo libero, non gli interessava il settore trattori e neppure i veicoli industriali ebbero una priorità.
Altri paesi incentivavano questo importante settore che era messo nel prioritario, mentre l'Italia con scelte politiche discutibili accuserà ritardi incolmabili, non solo non sviluppando i trasporti su ruota ma nemmeno le ferrovie verso le frontiere. Pazzesco fu l'ignorare poi quello marittimo e fluviale, quando si pensi che metà della popolazione italiana (proprio il 50% - pochi se ne rendono conto) vive (favorita quindi a questo tipo di trasporto) sulle coste marine, mentre in Germania con un solo lembo di mare e due fiumi il Paese ha incentivato enormemente questi trasporti in un modo razionale facendoli diventare concorrenziali, quindi economici.

N. AUTO costruite nell'anno e NUMERO VEICOLI INDUSTRIALI (nella parentesi)

GIAPPONE 579.000 (1.122.815)(!) --- INGHILTERRA 1.867.000 (464.000)
FRANCIA 1.390.000 (245.000) ----- GERMANIA 2.650.000 (314.000)
STATI UNITI 7.745.000 (1.562.000) --- ITALIA 1.108.000 (59.000)
(un popolo (quello italiano) trasformato in turisti domenicali, e non in camionisti)

La produzione è rivolta all'esportazione (il 30% in varie, il 44% in auto) ma gli stipendi risultano molto bassi sulla media europea (!), si verifica che lo sviluppo industriale che sta decollando chiamato "miracolo italiano" è una realtà per la categoria dei vecchi imprenditori e per quelli che stanno ora emergendo, ma e' un'utopia per chi in questi 10 anni lavorerà con i bassi salari.
Fu un incubo quotidiano. Spesso per dignita' tenuto nascosto dentro le proprie pareti, in mezzo a quella "strana" euforia che invece vi era intorno.
Il 16 Agosto ANTONIO CIAMPI, direttore della Siae fa conoscere con un suo annuario di statistica che gli italiani hanno aumentato la spesa per gli spettacoli del 130 per cento negli ultimi dieci anni, e che le famiglie italiane comperano in questo 1960, 1500 televisori al giorno. 
L'Ansa il 28 AGOSTO con un comunicato delle ore 22.06, rende noto i dati raccolti dall'Istat. "L'indice della produzione industriale nel mese di maggio di quest'anno ha segnato un aumento del 9,2 per cento rispetto al mese precedente e dell'8,3 per cento in confronto col mese di maggio del 1960.  Ma si sta profilando una carenza di manodopera non solo qualificata ma anche comune".

L'11 OTTOBRE, sempre l'Ansa con il comunicato delle ore 19.58 riporta le cifre dei progressi dell'industria italiana "...nel primo semestre di quest'anno la produzione è aumentata del 17 per cento e le esportazioni del 40 per cento sulle cifre dell'anno scorso..."

Il 30 gennaio prossimo un altro comunicato Ansa,  (ore 15.17)  rende noti i dati dell'ACI: "....nel 1960 gli autoveicoli nuovi di fabbrica" sono stati 731.182 contro 473.833 registrati nello stesso periodo (già miracoloso) dell'anno precedente, con un incremento del 54,5 per cento..."

"Uno sviluppo e una prosperità - ha già commentato il New York Times del 10 gennaio-  che arrivano al sensazionale, ma nota tuttavia due aspetti incerti della situazione economica italiana: il primo è che lo sviluppo si è avuto quasi esclusivamente nel campo industriale, il che aumenta lo squilibrio fra le condizioni dell'Italia settentrionale e quelle dell'Italia meridionale; il secondo è dato dal recente peggioramento nella bilancia commerciale." (Ansa, ore 23.48)

Lo stipendio di un operaio in una fabbrica tessile di Biella (attaccafili o manovale) e' di lire 30.400 (47.000 un operaio della Fiat) che lavora in media 211 ore-mese, cioè lire 144 di paga oraria. Un etto di mortadella (scadente) costa lire 72; quindi con un ora di lavoro ne può acquistare al massimo due etti esatti.

Balza subito in modo evidente, in base alla paga oraria, che con un'ora di lavoro, di mortadella (di qualita' ora nettamente superiore) se ne può acquistare oggi (anno 2000) di più di due etti, e che questo operaio anno 1960 doveva proprio fare la fame.
Ma il modello dei consumi era indirizzato verso una sola direzione: acquistare auto, moto, scooter, frigo, tv, radio, mobili, tutto a rate e correre al mare in vacanza, dove gli "albergatori", offrono una pensione completa a 600-1000 lire al giorno e con le loro pensioncine fanno piu' sacrifici degli operai della Fiat. Per alcuni pescatori sono questi -anche loro- i primi soldi che vedono per la prima volta nella loro vita.
(All'albergo Nuova Rimini di Corso XXIII settembre, si pagava 600 lire, e ancora nel 1972 un giorno di pensione si pagava 1200 lire- Dall' Annuario Enit).

Per quanto bassa, con la sua paga giornaliera, un operaio della Fiat, poteva dunque trascorrere due giorni di pensione a Rimini, il cui costo era pari a quello di 6 etti di mortadella a Torino.

Oltre che a Torino, Milano e altre città del Nord il "miracolo" fu pure quello della Costa Romagnola. Qui 4.000 (!!) pescatori da Milano Marittima a Cattolica, costruirono in pochi anni 4.600 alberghi-pensioni, sorte dal nulla. Non ci fu romagnolo che non fosse impegnato in un'attività che solo pochi anni prima neppure si sognava. Bagni, balere, pedalò, cabine, pescherecci per gite e, tante tante tante case, belle e brutte trasformate in pensioncine. E nell'inverno tutti i familiari trasformati in muratori a tirare su prima le pensioncine, poi gli alberghi, infine gli hotel, per la prossima stagione. Le cambiali sulla costa del mare Adriatico, il "miracolo" del "Nord Italia le fece moltiplicare più dei pesci.

Si va al Nord, con il "treno della speranza"
Si "svuota" il Sud. Restano i vecchi.
Secondo alcuni calcoli, oltre 5 milioni.
Nel 2000 però, saranno cinque milioni di 
pensionati che graveranno sul Nord.

E' insomma il Boom Italiano per molti ! Tutto basato sulla carta (cambiali) e non sulla moneta circolante. Si spende e si campa sui "paghero'". Del resto le aziende commerciali a loro volta fanno altrettanto con i propri fornitori, che invece dei soldi cedono le cambiali dei clienti saltando perfino le banche (a quest'ultime gli arrivano quando hanno fatto gia' il "Giro d'Italia", dopo 10 passaggi, e nel retro figurano gia' 5-8-10 firme di avalli. Perfino nei negozi alimentari il 70% del venduto (e anche il 90% in certi piccoli paesi) viene fatto a credito, "segni" dice la massaia dopo aver fatto la spesa all'alimentarista, che ha davanti a se' non una cassa, ma una "cassetta" dove tiene tutti i libretti dei clienti sempre a portata di mano, e dove non tutti saldano interamente il conto a fine mese con lo stipendio, ma si fa il riporto; "sa questo mese ho avuto delle spese impreviste, extra". E giù a inventarsi mille scuse per fare il riporto di una parte del non saldato, al successivo mese.

Il sistema distributivo in Italia è carente: solo il 3% e' affidato ai negozi della grande distribuzione organizzata; cioe' i primi piccoli supermarket o gli affiliati. Si affacciano infatti i primi Gruppi Acquisti (il primo l'A & O -mutuato dalla vicina Germania dove sono invece già molto diffusi) decolla in Alto Adige nel '61, ma siamo in una terra mitteleuropea).
In Germania, tale sistema (l'affiliazione) che riduce molto i costi ai piccoli negozianti che si consorziano negli acquisti rappresentano gia' il 33% del venduto, in Francia al 25%, Inghilterra 35%, in Belgio 18%, mentre la Spagna come l'Italia è ferma al 3%; cioe' cenerentole !!!!

Ma e' l'anno del risveglio, alcune aziende fanno un salto di qualità. Utilizzano un proprio rappresentante: l'Agente. E in parallelo, con i primi furgoni finalmente usciti dalla Fiat, nasce la Tentata Vendita (il piazzista) che visita direttamente il negoziante, scavalcando il grossista locale che monopolizzava in precedenza con alcuni prodotti di prima necessità tutto il comparto dei dettaglianti locali.
In una città media di 50 mila abitanti, ad esempio, un solo Grossista ha lo zucchero, e per averlo un negoziante è costretto a rivolgersi solo a lui, che però gli lesina il quantitativo se non gli ordina (ma è quasi un ricatto) altri articoli che ha a disposizione, e spesso a prezzi superiori di mercato.

La tipologia dell'alimentarista di questo periodo è anacronistica: mettere su una "bottega" di alimentari non è difficile, ma lo diventa se si vuole da soli procurarsi le merci da vendere. Significa, dover accettare le condizioni dei grossisti locali, che sono poi gli unici a disporre di mezzi (carissimi) per il trasporto delle merci, inoltre trattano solo loro con il fabbricante. Si crea dunque nel Paese un comparto distributivo di sudditanza di gente senza mestiere che vuole in questi settori, (il commercio diventa un rifugio) sbarcare il lunario. Nei piccoli paesi (sono 6.000, con accanto 11.000 frazioni) ma anche nelle grandi citta', normalmente opera un bottegaio che sa leggere, fare conti e sa scrivere quel tanto che basta. La legge Disciplina Del Commercio (REC) con certi requisiti verrà varata solo l'11 Giugno del 1971! Per i prossimi 10 anni il commercio è sì libero, ma è anche selvaggio, in mano a improvvisatori, spesso senza scrupoli.

Per il momento in una media città-tipo, (es.Vicenza, quindi Nord) 80 licenze per l'apertura di una latteria vengono rilasciate a chi ha solo il requisito di vedova o orfano di guerra (naturalmente se iscritto alla DC o se conosciuto in parrocchia).
In un mio rapporto fine '61 (quando ero un rappresentante nella piu' grande azienda alimentare italiana (allora era la Galbani) il 78% degli alimentaristi non aveva la quinta elementare, ne' era in grado di calcolare le percentuali o fare una divisione. Inoltre il 58 % dei negozi non possedeva una addizionatrice a mano.

In molte città solo l'8% si riforniva con i suoi mezzi  presso i produttori, il rimanente 92% provvedeva unicamente il grossista locale, che era dunque l'unico punto di appoggio del produttore;  e a sua volta il grossista, era l'unico a possedere i mezzi idonei (camion, costosissimi) per distribuire le merci, quindi a monopolizzare i prodotti di qualsiasi tipo e genere, di quei pochi presenti sul mercato fra l'altro carenti come quantità e varieta'.
Nelle città del Sud invece, si era ancora a una distribuzione arcaica, erano i piccoli artigiani e i contadini a provvedere direttamente a rifornire i vetusti e disadorni negozi (ma molto più spesso direttamente anche le stesse famiglie). Con prezzi inferiori anche dell'80% sugli ortofrutticoli, e le altre merci di circa un 50-70% più bassi rispetto al nord.
Perfino sul pane se a Milano o Torino costava 140 al chilo, in quasi tutte le città del sud costava meno della metà, dalle 50 alle 70 lire, mai oltre.

 

 

FINE

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