1966

CRONOLOGIA DELL'ANNO

      

UNA BREVE PANORAMICA DELL'ANNO

L'anno inizia con un accorato messaggio di Pace. Paolo VI, nel momento in cui lo sviluppo del conflitto vietnamita fa pesare sul mondo una minaccia sempre piu' grave, si rivolge ai potenti della Terra e per la prima volta anche a Mao Tse tung, il Capo della Cina comunista.
Ma gli inviti rimarranno senza risposta. Anzi in luglio gli americani allargheranno il conflitto e bombarderanno la capitale Hanoi dimenticandosi (!) perfino di dichiarare ufficialmente la guerra.

E' l'anno in cui iniziano le manifestazioni studentesche contro la guerra americana in Vietnam. In America è in atto una singolare coscrizione: "quelli che non hanno buoni voti nelle universita' devono partire".
(In Vietnam ci andranno 3 milioni di americani - e se non erano bravi a scuola come avrebbero mai potuto vincere una guerra?).

I francesi che temono il dilagare del conflitto iniziano grandi manifestazioni che causano gravi incidenti con morti e feriti. In Italia manifestazioni pacifiste. Don Milani che si azzarda a parlare di Obiezione di coscienza, verra' incriminato ("diffonde espressioni di vilta'") e condannato anche dopo morto (era il 27 ottobre 1967 -
E' una delle tante micce poi accese nel '68!
Intanto sta muovendosi anche un'altra mina vagante dentro quelle file poi chiamate del "dissenso cattolico";  e il protagonista è un altro prete: DON MAZZI all'Isolotto di Firenze.

E' l'anno dove poche ore di pioggia e di vento sono bastati per portare morte e desolazione e colpire al cuore le piu' belle citta' d'Arte d'Italia.
In Olanda fanno colossali dighe e strappano via la terra dal mare mentre in Italia sono perfino i piccoli  torrenti che si portano via la terra al mare, non si riesce a fare un argine o a dragare un fiume che attraversa una città. 
Del resto cinque milioni di contadini hanno lasciato le terre, e i rivoli d'acqua a monte ormai impazziti si trasformano fiumi in piena a valle. 

Milano supera i 3.500.000 di abitanti dentro il suo comune, mentre in quello di Moncenisio (che così diventa il piu' piccolo d'Italia ) sono rimasti a viverci circa 90 persone.

E' l'anno dunque dove l'Arno colpisce al cuore Firenze, le sue chiese, i palazzi, i musei, le biblioteche. E oltre che portarsi via un pezzo di città, si porta via finalmente anche i pregiudizi sugli odiati "capelloni" accorsi a migliaia da ogni parte per salvare il salvabile.
Grazzini scriverà sul Corriere "D'ora in avanti piu' nessuno si permetta di insultarli. Sono stati degli angeli "gli angeli del fango".
(a Torino e a Trinita' dei Monti poche settimane prima li avevano arrestati solo per un motivo: perchè portavano i capelli lunghi)

E' l'anno dove la vecchia generazione è proprio vecchia, non ha ancora capito che sta convivendo con quella nuova del tutto diversa. Non sono le solite incomprensioni generazionali tra padri e figli, ma sono le grandi distanze educative a fare la differenza.
I giovani non solo leggono, ma... iniziano anche a scrivere. Scoppia infatti il caso della "Zanzara". Viene criminalizzato un piccolo giornalino studentesco di tre studenti che hanno avuto l'ardire di fare una inchiesta sui problemi sessuali dei giovani all'interno dell'Istituto.
L'immoralità, a conferma di come erano rimasti indietro gli adulti, verrà dai grandi - come vedremo più avanti - al processo.

E' L'anno dove si conclude l'unificazione socialista. Ci sono voluti anni e anni per capire che alcuni esperimenti sono esperimenti falliti.. Nasce dunque il PSU con NENNI presidente. Dovrebbe essere un battesimo ma è l'inizio di un funerale.

E' l'anno dove sentiamo sempre di piu' parlare del "pianeta" Cina. Cinque milioni di cinesi a Pechino sventolando il libretto in mano di Mao Tse tung, e sulla grande piazza della Pace "Celeste" chiedono la Rivoluzione "Terrestre". Vogliono Honk Kong, il benessere, la Cina ai cinesi rivoluzionari, e via gli americani dal Vietnam. Le "Guardie Rosse" diventeranno 25 milioni.

E l'anno dove anche la musica dei giovani avrà una grande impatto negli anni della contestazione (dal 1964 al 1977). Un radicale epocale cambiamento nel costume e nel pensiero di milioni di individui, non solo in Italia ma in tutto l'Occidente.

 

MA ORA PROSEGUIAMO NEI SINGOLI FATTI
IN ORDINE CRONOLOGICO.....

 

1 GENNAIO - Paolo VI in occasione del suo discorso si rivolge anche per iscritto a MAO TSE TUNG, al nordvietnamita HO CHI MIN, a VAN THIEU sudvietnamita, a PODGORNI in Russia e a JOHNSON in America. "Adoperatevi in questa crisi dolorosa per favorire una giusta soluzione che salvaguardi l'indipendenza del Paese". Non ottiene nessuna risposta.
Anzi il 9 gennaio con una spettacolare invasione di elicotteri, 7000 americani sferrano una nuova grande offensiva. L'hanno chiamata l'Operazione Trappola.
Ma i Vietcong non si fanno intrappolare, sono sorprendenti, hanno la meglio, e anche in questa circostanza  gli americani falliscono l'operazione; mancà poco di finire loro in trappola.

13 GENNAIO - Una data storica per gli americani. Dopo le sommosse dei neri, dopo le manifestazioni nelle grandi citta' e il riconoscimento di alcuni diritti alla gente di colore ma con un richiamo ai loro "doveri" (questi ultimi ora fanno comodo per reclutare soldati per il Vietnam), viene nominato, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un ministro di colore. E' ROBERT WEAVER;  il Presidente Johnson gli affida il ministero dello Sviluppo Urbano e dell'Edilizia.

20 GENNAIO - Italia - Alla Camera il governo discute la legge per l'istituzione della Scuola Materna Statale. Questa istituzione da anni è gia' una realtà in molti Stati europei, mentre in Italia è molto osteggiata e non è riuscita mai a decollare per le forti pressioni dell'ambiente cattolico-democristiano.

Del resto gli asili nido in Italia sono tutti privati e sono soprattutto in mano agli istituti religiosi di suore dei vari Ordini. Il timore è quello di non solo perdere un lavoro, in molti casi molto remunerativo, ma anche di perdere il controllo della coscienza in formazione del bambino, futuro elettore, e in parallelo il genitore.
Il settore vanta in questo periodo 18.660 scuole, con 35.400 suore e con 1.264.000 bambini.

Tra le diverse forze politiche, in ragione delle opposte ideologie è presente il rilevante peso che hanno le scuole religiose di grado preparatorio; è in atto un forte contrasto politico tra maggioranza e opposizione, sul loro specifico ruolo, solo perchè il settore è quasi  interamente in mano ai cattolici.

La Camera respinge la proposta con 250 no, 221 sì, 3 astenuti. Ma il curioso è che poi passata la proposta di votare a voto palese e non segreto per evitare i franchi tiratori, fu votata con 317 sì e 232 no. Guardando i due esiti, i franchi tiratori sono rientrati disciplinatamente nelle file.
Moro si deve dunque dimettere dal governo. Ma devono essere nati forti contrasti anche dentro il suo partito visto che RUMOR si è dimesso da segretario della DC. Dimissioni che però vengono respinte. Ma l'attrito rimane molto forte.

25 GENNAIO - Se in casa democristiana i contrasti sono forti al  XI Congresso del PCI (il primo dopo la morte di Togliatti) il conflitti interni non sono per nulla deboli; il raduno è dominato dal dissidio. Sorge il conflitto nei due schieramenti di "destra" (AMENDOLA) e di "sinistra" (INGRAO). Quelli della corrente di quest'ultimo sono come al solito per l'intransigenza, cioè ancorati a un modello classista e rivoluzionario. Mentre il segretario LONGO più vicino ad AMENDOLA, propone non solo una unificazione delle forze socialiste e la creazione di un unico partito dei lavoratori, ma lancia anche messaggi alle forze cattoliche di sinistra per collaborare a questo grande progetto sociale.

Emerge in questa circostanza  un personaggio che è investito da questo delicato compito: è GIORGIO NAPOLITANO, abilissimo come mediatore; qualcuno lo indica già come successore di LONGO. Sono del resto proprio loro due gli unici che saranno sempre presenti contemporaneamente sia in direzione, nell'ufficio politico e nella segreteria. E Napolitano é spesso anche in strada alle manifestazioni, a lottare, e a prendersi anche lui qualche manganellata dai "scelbini".

5 FEBBRAIO - MORO dopo aver ricevuto l'incarico di riformare un nuovo governo trova forti ostilità dentro le file dei laici che non vogliono assolutamente dentro SCELBA, ne' come ministro ne' come sottosegretario. Moro quindi lo esclude e gli fa ottenere la solita carica di Presidente della DC, quella carica inventata da lui che sembra fatta apposta per accontentare i "trombati" dalla vita politica governativa, quelli che si devono mettere da parte, perché fastidiosi e scomodi.
(ma Moro stesso fra dieci anni, il 14 ottobre '76, sarà ripagato con la stessa moneta).

Scelba ha avuto, dopo la guerra i suoi momenti di gloria, di impopolarità e di odio nello stesso tempo: come ministro degli Interni ha furoreggiato con i suoi pretoriani, i cosiddetti "scelbini" sguiglianzati nelle piazze d'Italia, addestrati a prendere a manganellate, contadini, operai, sindacalisti, e uomini politici avversari.
E' stato anche Presidente del Consiglio; negli anni d'oro del confessionalismo; aveva combattuto platealmente i comunisti e non ne faceva mistero, ma
combattuto anche con tutti i mezzi contro quella corrente democristiana favorevole al centrosinistra. Divenne scomodo e dopo vent'anni di alta visibilità per il mestiere che faceva, usciva di scena liquidato dai suoi stessi colleghi.

15 FEBBRAIO - Scoppia il caso "DON LORENZO MILANI. Il Parroco di Barbiana sul Mugello. Il prete toscano aveva piu' volte con vari accenni difeso i promotori del Movimento obiettori di coscienza, e questo proprio mentre divampavano le contestazioni per la guerra americana nel Vietnam che stava mettendo in una crisi di coscienza molti cristiani, anche a livello ecclesiastico dopo i cruenti episodi che abbiamo già letto nello scorso anno e che quest'anno diventeranno ancora piu' terribili con il bombardamento a tappeto su Hanoi.
Con l'offensiva in grande stile degli Usa ai Vietcong, sferrata il 9 gennaio (senza nemmeno dichiarare guerra)  considerata una vera e propria aggressione, la questione della legittimità dell'intervento Usa stava prepotentemente balzando nelle cronache, anche se in Italia venivano attenuate dalla stampa. 

Un cappellano militare attaccò violentemente Don Milani, indirizzandogli giudizi sprezzanti: "quelle di Don Milani sono idee antimilitariste, sono espressioni di vilta', dei veri e propri insulti alla patria". (cosa c'entrava la patria poi !!!)

Mentre a Roma, il Vaticano, non scese proprio a questi termini, ma il prete toscano lo definirono semplicemente  "un pazzarellone".
Don Milani si difese e contrattaccò; trovò uno  spazio (non aveva altra alternativa) su un settimanale comunista (! orrore !), Rinascita, e rispose per le rime.
Precisò meglio il suo pensiero di cristiano cattolico, ma tanto bastò per far scattare una denuncia per apologia di reato sia a lui che al direttore del settimanale.
Al processo cadde l'accusa, ma alcuni "potenti" ricorsero in Appello e la sentenza di condanna a cinque mesi di carcere arrivò al direttore e a Don Milani il 28 ottobre 1967, cinque mesi dopo che il prete toscano era già morto.

(
E' una data, questa dell'ottobre '67, che andra' a generare un altro avvenimento di enorme importanza. Dopo 19 giorni dalla condanna di Don Milani, scattera' la prima avvisaglia del dissenso cattolico, con l'occupazione dell'Università Cattolica di Milano.
Mentre il 26 a Torino e poi a Trento alcuni studenti contestarono le prediche dei preti sul pulpito, e a Natale clamorosamente accadde di peggio: i seminaristi di Verona inviarono una lettera al Papa esponendo le chiare contraddizioni del suo operato e dell'atteggiamento che la Chiesa prendeva nei confronti della guerra del Vietnam)


E se tali fermenti circolavano nell'ambiente cattolico, possiamo immaginare quali fermenti girassero in quello laico, in quello di sinistra, in quello di destra o nelle correnti estremiste di entrambe le parti.
In Italia si stavano mettendo insieme tutte le polveri che avrebbero fatto esplodere la contestazione; ma tutti disattenti, i politici seguitarono a litigare nei corridoi di palazzo; le correnti nelle sedi di partito, e in qualche curia si comminavano le sospensioni a divinis, senza andare a fondo del problema, senza capirlo e, cosa grave, senza nemmeno ascoltare le proposte di chi cercava di far capire.

Si stava voltando pagina in Italia con questi fermenti, ma si sottovalutarono. Qualcuno affermò -dopo molti anni- che in sostanza fecero poco e nulla i "sessantottini", e sbagliò un'altra volta l'analisi, perché negli anni '90 i giovani delle barricate del '68 li ritroveremo tutti a occupare le posizioni del vertice (economico e politico) e a dare (con la giustizia, i giornali, l'informazione) tutti insieme una forte spallata a tutta la vecchia partitocrazia, fino a far sparire i partiti perfino "all'ingrosso", mortificando e umiliando i dirigenti e i leader, strappando così a loro il potere. Distribuendosi metà a destra tornata a balzare in primo piano e metà a sinistra.
Tutto il centro si fece inghiottire da due buchi neri. E chi non aveva creduto nella rivoluzione del '68, si prenderà da quella data in avanti, dopo tanta saccenteria, del "cesarista" e l'altro di rimando "stalinista". Comunque insieme servirono  un bel "piatto freddo". A subirne le peggiori conseguenze (se non altro perchè era stato fino allora un grande partito) furono i cattolici, dovendo dividersi tra destra o sinistra con tanto imbarazzo tra i veri cattolici. Fu clamoroso ed emblematico che in un seggio di Vicenza dove erano iscritte su 300 elettori 250 religiose, i risultati alle ultime elezioni del 1996, diedero poi 270 voti all'Ulivo, che era una coalizione massimamente di sinistra).

22 FEBBRAIO - Nel clima di Don Milani, un certo FABRIZIO FERRINI, un assistente universitario della facolta' romana di Legge, dopo aver quasi terminato il servizio militare (gli mancavano dieci giorni al congedo) si dichiara "obiettore di coscienza". Ma viene arrestato e condannato dal Tribunale Militare a 1 anno e otto mesi di reclusione. Scoppiano le polemiche.

23 FEBBRAIO - Fra tanta ipocrisia e perbenismo del tempo, scoppiò lo scandalo de "La Zanzara"; un giornaletto di una scuola liceale milanese (Il Parini) che riportava una goliardica inchiesta sul comportamento sessuale giovanile. Verranno processati con metodi medievali i tre studenti responsabili. Interrogazioni in Parlamento ecc ecc. (vedi la cronaca di questo "caso" in "Costume")

24 FEBBRAIO - MORO vara il suo III governo; un quadripartito composto da DC, PSI, PSDI, PRI, che ottiene la fiducia al Senato l'8 marzo con 173 si' e 123 no. Alla Camera il 15 dello stesso mese, 347 si', 251 no e 1 astensione.
Nenni e' sempre vicepresidente, a FANFANI gli viene riaffidato gli Esteri, all'Industria troviamo ANDREOTTI, ai Lavori pubblici GIACOMO MANCINI, ai Trasporti il ministro OSCAR LUIGI SCALFARO, al Tesoro COLOMBO, agli Interni TAVIANI, ORONZO REALE alla Giustizia, alle Finanze il socialdemocratico LUIGI PRETI, nel Bilancio il socialista GIOVANNI PIERACCINI, ecc.
Ma non essendoci abbastanza posti per accontentare le diverse correnti sia democristiane che alleate, si aumentarono i sottosegretari da 41 a 46.
Blitz che fece infuriare il solito LA MALFA. Ma nonostante le sue proteste e questa  maggiore distribuzione di cariche messe nell' agone ministeriale, nelle file della DC si contarono molti scontenti, tanto che il vicesegretario del partito GALLONI si dimettera' con un certo numero di membri della sinistra interna: di Forze nuove e Base.

8 MARZO - Svolta epocale nelle Chiesa. Paolo VI il 7 dicembre dello scorso anno ha pubblicato il nuovo statuto del Sant'Uffizio che annuncia l'abolizione del "Libro dell'Indice dei libri proibiti".
Iniziata questa pubblicazione subito dopo l'avvento della stampa, nel 1559 sotto Paolo IV Carafa, vi figuravano autori e opere che i vescovi denunziavano all'inquisizione come scandalose, pericolose o eretiche. Proibite dunque leggerle, possederle, diffonderle, sotto pene severe.
Ogni tipografia per non correre rischi richiedeva l'imprimatur ecclesiastico. Poi con la proclamazione del Regno d'Italia, ci si era limitati a pubblicare ad uso e consumo dei cattolici un elenco degli autori e delle opere che erano ritenute contrarie alla fede o alla morale.
Paolo VI ha ora quindi disposto che l'eventuale condanna delle pubblicazioni, d'ora in avanti in via ordinaria sia affidata ai vescovi locali i quali sono pero' invitati a sentire prima gli autori. Insomma una piccola-grande trasformazione epocale anche questa.

18 MARZO - Evento in casa socialista. SARAGAT Presidente della Repubblica, di estrazione socialista (che fra l'altro non ha mai ricevuto la revoca della sua scomunica), riceve dal Vaticano, per mano del Nunzio Apostolico Mons. Grano, le insegne dell'Ordine Supremo del Cristo, la piu' alta onorificenza pontificia.

24 MARZO - Dopo i contatti che si erano avuti all'inizio dell'anno tra il Ministro PIERACCINI, VALERIO della Montecatini e FAINA della Edison, per il progetto di una eventuale fusione tra le due societa', viene approvata in questo giorno quella che verra' ricordata la "madre di tutte le fusioni". Nasce la Montedison. La piu' ambita societa' che scatenera' in seguito i grossi appetiti dei boiardi di Stato. Quelli che verranno poi chiamati "la razza padrona". Una lunga vicenda quella della Montesidon che avrà dopo 26 anni, il suo drammatico e tragico epilogo  nel 1992 a tangentopoli (Gardini e C.)

30 MARZO - La Francia di De Gaulle comunica a Johnson che lascerà la Nato entro il 1° luglio. Dopo essersi dissociata dall'intervento in Vietnam, De Gaulle gioca anche quest'altra carta. Non solo, ma l'8 febbraio si scopre che aveva già mandato a Ho Chi Min, capo dei nord -vietnamiti un messaggio inequivocabile: "La Francia segue con simpatia la causa del Nord Vietnam".

27 APRILE - Clamoroso in Vaticano - Dopo che Giovanni XXIII aveva ricevuto in udienza privata il genero del capo del Comunismo in Russia Kruscev, PAOLO VI riceve questa volta in visita ufficiale il ministro degli Esteri sovietico ANDREI GROMIKO.

27 APRILE - Un'altra apertura nella Chiesa. Nell'Oratorio dei Padri Filippini a Roma si celebra una singolare Messa. Al posto dell'organo, due complessi beat di "capelloni" eseguono i brani di musica sacra tra l'entusiasmo dei giovanissimi presenti in chiesa. Un vero peccato che sia rimasto un gesto isolato nonostante il favore incontrato del pubblico. Dovremo aspettare il 1997 per vedere apprezzare la musica beat.

27 APRILE - Per la seconda volta, il Parlamento si deve occupare degli studenti, che fanno quasi tremare il Palazzo. (ma siamo appena alle prime avvisaglie). Dopo un incidente alla Facolta' di Architettura a Roma, dove e' morto uno studente, PAOLO ROSSI, l'Ateneo e l'intera citta' Universitaria diventa un campo di battaglia.
Per gli scontri inizialmente verificatisi all'interno dell'Ateneo di Architettura di Roma, furono accusati i giovani di estrema destra che chiedevano l'invalidazione delle elezioni per gli organismi universitari. Sfociati poi in veri e propri scontri frontali, in uno di questi trovo' la morte lo  studente Rossi, militante nei socialisti. Prima nella Facolta', poi nell'intera citta' universitaria ed infine in tutte le altre Universita' italiane, il 2 maggio gli studenti disertarono le aule e scesero in piazza. E' la prova generale di quello che verrà dopo.
Nella città di Roma, la tensione salì a livelli preoccupanti. La citta' universitaria si era infatti trasformata in un vero e proprio campo di battaglia, con l'occupazione delle aule, picchetti alle entrate, barricate nelle strade e numerosi scontri con quelli dell'opposta fazione, quando vi furono tentativi di sfondare queste barriere umane nell'intento di "ripristinare la legalita'" "far ritornare a studiare chi non aveva grilli per la testa come loro" (cosi' scrivevano moltissimi giornali).

Dopo quattro giorni di barricate, intervenne la Polizia per lo sgombero e scoppiarono altri incidenti.
Il rettore UGO PAPI fu ritenuto da alcuni esponenti politici responsabile, e quindi accusato di aver concesso ad alcuni gruppi di neofascisti l'impunità alla violenza. Scesi in sciopero anche i professori e gli assistenti accanto agli studenti, le forze politiche in un dibattito alla Camera e dopo gli sdegnati discorsi in occasione degli imponenti funerali dello studente ucciso, chiesero le dimissioni del rettore.
In Parlamento per questi incidenti e per certe affermazioni, gli scontri furono aspri. Litigi e accuse reciproche portarono contrasti perfino all'interno della maggioranza. Infatti il PSI, PSDI e PRI difesero l'occupazione studentesca e attribuirono le colpe al rettore, mentre invece la DC con GUI e TAVIANI (rispettivamente ministro Istruzione e ministro dell'Interno) difesero l'intervento della Polizia nello sgombero e l'operato del rettore.

30 APRILE - GIANNI AGNELLI e' il nuovo presidente della FIAT. VITTORIO VALLETTA 83 anni e' nominato presidente onorario a vita. Esce di scena l'uomo che ha guidato la Casa torinese nei suoi strepitosi successi dal 1921 in poi, e che ha attraversato due periodi storici molto complessi e perfino  drammatici nella storia industriale italiana. Abbiamo tracciato la sua figura nel periodo della guerra dagli anni 1940 fino al 1945 (vedi), poi, con l'avvenuta riconversione fino al grande sviluppo del 1955 (vedi). Sotto molti aspetti un uomo leggendario che lascia la scena con un ultimo grande atto che non smentisce la sua grande abilita' negli affari. Infatti  il 4 maggio, conclude con una stretta di mano con il ministro sovietico per l'industria Alexander Tarasov, l'importante accordo economico che prevede un grande complesso automobilistico Fiat in Russia in grado di produrre duemila auto al giorno. Gianni Agnelli, 45 anni, d'ora in avanti sara' lui alla guida del grande complesso torinese internazionale.

18 APRILE - Fanno ancora molta impressione le rapine in banca in pieno giorno; gli italiani le avevano viste solo nei film, ma ora stanno diventando ormai sempre di piu' quotidiane. Il 7 aprile viene rapinata una banca a Rivarolo torinese, bottino sei milioni. Il 18 due uomini mascherati rapinano in pieno giorno una banca di Verona con un bottino di sette milioni. La scena (la prima in assoluto) si era gia' verificata nel 1957 (vedi) come gia' ricordato a Biella, ma iniziano solo  ora a diventare una routine, dove non faranno nemmeno piu' notizia.

1° MAGGIO - In Cina grande parata del Primo Maggio nella Piazza di Tien An Men, vi sfilano imponenti Forze Armate e cinque milioni di GUARDIE ROSSE. La rivoluzione di MAO TSE TUNG, e i moniti che vengono lanciati all'America per l'aggressione al Vietnam inquietano il pianeta.
L'organizzazione giovanile rivoluzionaria creata da Mao, conta ora 25 milioni di "Guardie Rosse", giovani fanatici sostenitori della politica della forza. Con la loro uniforme oliva inneggiano alle opere e al pensiero di Mao, mostrando un suo libro al cielo, e dichiarano che sono determinati a tutto.

Passano pochi giorni e i cinesi sono ancora sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo spargendo altra inquietudine. Infatti fanno esplodere altre bombe atomiche nel deserto del Sinkiang, sette volte piu' potenti di quella di Hiroshima.

In America gia' si teme un coinvolgimento della Cina in Vietnam e iniziano i movimenti d'opinione contrari all'intervento armato e all'escalation che responsabili e irresponsabili stanno innestando dopo la caduta di Da Nang nel sud Vietnam.  Una citta' che è costretta a capitolare dopo che l'esercito regolare si era ammutinato appoggiando i pacifisti, chiedendo la fine della dittatura militare nel Sud appoggiata dagli americani, e libere elezioni. La conseguenza fu una vera guerra fratricida dopo che Cao Ky (governo fantoccio messo dagli americani) soffocò la rivolta nel sangue trascinando il Paese in una sanguinosa guerra civile. Nang fu quindi resa inoffensiva, poi occupata e infine trasformata in una micidiale e strategica testa di ponte, compresa una base aerea,  per il successivo attacco americano.

22 MAGGIO - Per la prima volta viene introdotta in Italia l' ORA LEGALE. Gli orologi sono spostati in avanti di un'ora sia per effettuare un risparmio energetico, sia per favorire le attività turistiche o del tempo libero quotidiano.

5 GIUGNO - Agli americani non bastano più le riserve, la crescente necessità di uomini per la guerra in Vietnam richiede la coscrizione negli States. La selezione avviene in un modo molto singolare e impopolare che lascia non solo il malcontento in chi deve partire (che non ne ha nessuna voglia) ma va a ingrossare il movimento pacifista. Infatti il reclutamento avviene fra gli universitari americani meno bravi negli studi, onde "non mettere a rischio il capitale umano migliore della nazione".

E' un boomerang; perchè implicitamente si ammette che la guerra in Vietnam comporta un viaggio senza ritorno. Infatti 50.000 furono le vittime, mentre i 3.000.000 che faranno ritorno in patria a guerra finita (ma dovranno passare altri dieci anni) con i documentari delle atrocità che facevano già il giro del mondo saranno emarginati come drogati, matti, e responsabili di una guerra vergognosa, dalla quale non si è ottenuto alla fine nemmeno quanto era stato offerto in quel  negoziato proposto da Fanfani e Ho Chi Min. .

12 -13 GIUGNO - Si svolgono le Elezioni provinciali e comunali in alcune importanti città come Roma, Genova, Firenze, Pisa ed altre minori. Gli elettori sono pari a 4.882.000. Leggermente avanza la DC e il PSDI, stabile il PCI, mentre perdono qualcosa il PSI, PLI, MSI.
In totale abbiamo DC 30,3% , PCI 27,5 , PSI 9,9, PSDI 8,8 , PLI 9,9, MSI 7,2, PRI 2,0, PNM 1,7 e Socialproletari il 2,2.

29 GIUGNO - Aerei americani effettuano un terribile bombardamento di 50 minuti a tappeto e per la prima volta su due grandi città del Vietnam del Nord, Hanoi e Haiphong partendo proprio dalla grande base Da Nang. Vengono distrutti diversi impianti industriali e il 60% delle riserve di carburante dell'esercito nordvietnamita.

23 GIUGNO - La Camera approva un disegno di legge dove per la prima volta in Italia si puo' registrare in Comune (e poi battezzare con il nome registrato senza che possa opporsi il prete) un bambino con un nome che non sia di un santo, addirittura con un nome di fantasia, oppure straniero. Cade un'altra barriera, concepita e imposta fin dal 380 d.C.

6 LUGLIO - Molta impressione in America per lo spettacolo che va in onda in tutto il mondo. Cinquanta aviatori abbattuti e catturati mentre bombardavano la capitale Hanoi nel Nord Vietnam vengono fatti sfilare in catene e con la casacca di delinquenti comuni nelle strade della capitale fra la folla inferocita. Ho Chi Min li bolla come "pirati dell'aria" e li addita al disprezzo e all'odio di tutto il mondo. Il 20 luglio l'ambasciatore del Nord Vietnam a Pechino dichiara ufficialmente "I piloti americani catturati sono criminali di guerra e la Convenzione di Ginevra non è applicabile nel loro caso.".
Gli americani protestano. Ma la tesi di Hanoi è fondata sul fatto che fra Usa e Nord Vietnam non esiste stato di guerra dichiarato e si ritiene quella americana essere una ignobile aggressione, quindi il processo sarà fatto in conformità alle leggi vietnamite.

Uno shock per l'America che ha in questo momento in Vietnam 280.000 figli, padri e mariti e altrettanti stanno per partire, lasciando studi, lavoro e lo spensierato "mondo hippie" dei "figli dei fiori". E' sdegno in tutto il mondo, soprattutto nel mondo dei giovani, perche' in realtà gli Usa effettivamente non hanno mai dichiarato guerra al Vietnam del Nord.
Soltanto un anno prima a Londra i giovani amavano vestirsi con enormi pastrani militari per irriverire la stolta generazione dei padri "guerrieri". Ora c''è il timore che li debbano mettere sul serio e fare ne più nè meno quello che avevano fatto i padri. Ed è quello che sta già accadendo in America.

7 LUGLIO - Nei due rami del Parlamento viene approvato un ordinamento che istituisce il CIPE, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Il Ministero del Bilancio si chiamera' d'ora in avanti Bilancio della Programmazione Economica.

18 LUGLIO - Il tam tam "pace per il Vietnam", corre per il mondo. Provenienti da molte parti d'Italia e dall'estero, si svolge il primo raduno a Torino di "capelloni", che manifestano "per la pace". La polizia da' l'ordine di disperdersi, ma i capelloni fanno un colossale sit-in sdraiandosi per terra. 67 saranno gli arresti per rifiuto alle forze dell'ordine.

19 LUGLIO - Il film di Franco Rosi, Mani sulla citta', diventa una cruda realtà. La speculazione edilizia ha costruito affrettatamente senza tenere conto della natura del terreno, cinque quartieri nella città di Agrigento. Alle 4 del mattino una gigantesca frana spacca in due la collina e fa slittare a valle migliaia di abitazioni. Siamo andati oltre l'immaginazione del film di Rosi: 9970 persone rimarranno senza casa. Un inchiesta del governo appura che si erano costruiti più di 6000 vani senza una licenza. Per lo Stato uno scandalo politico, per la città i danni di decine di miliardi.
L'intera popolazione (non vi fu neppure un morto nonostante alcuni palazzi letteralmente inghiottiti) deve la vita all'intuito di uno spazzino che si era accorto che metà città si stava spaccando in due, scivolando a valle. Diede l'allarme e la lentezza della frana permise a 50.000 persone di mettersi in salvo.
Un ingegnere, Rizzica, dieci anni prima lo aveva previsto, e non solo non lo avevano ascoltato, ma pochi giorni prima della frana, il consiglio comunale aveva approvato un piano di espansione edilizio proprio in Via Dante, dove appunto la città è sprofondata a valle.

"Una frana di vaste proporzioni  interessa da stamane un quarto della città di Agrigento. Sono crollati due palazzi in costruzione. Gli abitanti hanno lasciato la zona trasferendosi in altri quartieri" (Com. Ansa,19 luglio, ore 09.35)
"Agrigento. Il movimento franoso interessa i rioni Addolorata e Duomo, ma si è manifestato molto lentamente, per cui gli abitanti degli edifici che hanno riportato lesioni hanno potuto mettersi in salvo. Dopo i primi due edifici, altri due si sono aperti e parzialmente crollati" ( Ib. ore 15.52)

21 LUGLIO - Primi grandi scandali. In uno dei piu' grandi Istituti nazionali: all'INPS, vengono denunciate gravi irregolarita' amministrative da parte di un Presidente che ha gestito senza alcun controllo l'Istituto per venti anni. In questa circostanza è molto singolare che il Governo Moro in carica non approva una commissione d'inchiesta, mentre non è dello stesso parere il Senato, che alla fine destituisce il Funzionario, il socialdemocratico Angelo Corsi.
Qualcosa del genere accade anche al ministero per il Turismo e lo Spettacolo, dove vengono incriminati dalla magistratura sia il direttore generale che il suo vice per "truffa allo Stato". Emettevano sovvenzioni per opere mai realizzate nè rappresentate.
Altrettanto al Cnen dove viene scoperto e condannato a 5 anni di reclusione il segretario, colpevole di falso, interesse privato in atti d'ufficio, abuso e peculato. Ma non erano soli nelle aule giudiziarie, pochi mesi prima era stato mandato via per le stesse ragioni il dirigente dell'Anas che appaltava i lavori a ditte di amici e senza nessun concorso. Naturalmente non lo faceva per beneficenza, pochi in questo periodo avevano questa vocazione evangelica.
Sta insomma iniziando in grande stile la spartizione del denaro pubblico. Sta iniziando la "dazione ambientale" diffusa, l'intreccio della politica (che costa) negli affari.

25 LUGLIO - Il 1° agosto e il 9 settembre avvengono altri attentati terroristici in Alto Adige dove perdono la vita due finanzieri in un conflitto con i terroristi e tre guardie di frontiera nella loro caserma fatta saltare per aria. La recrudescenza del terrorismo sudtirolese è dovuta alla lentezza delle trattative per risolvere la "Questione Altoatesina" che si trascina dal 1948. Con altri atti terroristici che porteranno altri lutti, l'assetto definitivo dell'Alto Adige verra' siglato con l'accordo del 5 dicembre del 1969, che firmera' Aldo Moro.
Finira' il terrorismo altoatesino durato dieci anni, ma dopo 7 giorni i bombaroli forse disoccupati inizieranno il terrorismo italiano, con la strage di piazza Fontana a Milano. Inizia un'altra storia di misteri italiani.

8 SETTEMBRE - Una curiosa statistica viene presentata a Roma in un convegno di Parroci da don Silvano Burgalassi, dove risulta che solo il 35% degli italiani va' a messa la domenica benche' il 98% degli italiani ha dichiarato nell'ultimo censimento del 1961 di essere "cattolico", quindi palesemente compresi quelli che si dichiarano comunisti, nonostante siano stati scomunicati nel 1949 dal Sant'Uffizio. Si seguita a non capire gli italiani, chi sono, e come sono fatti.
Non li hanno capiti Cavour, Giolitti, Mussolini, Pio XII, De Gasperi, e in questi anni questa incapacità  sembra ereditata da politici, intellettuali e cattolici.

5 OTTOBRE - In Italia a Livorno dove nel 1921 era nato il PCI, un gruppo di dissidenti comunisti affascinati dagli eventi rivoluzionari cinesi sotto la guida di Mao Tse tung, fondano un Partito marxista leninista di ispirazione maoista: "la dittatura del proletariato attraverso la dottrina rivoluzionaria di Mao". Il "cinesismo" maoista sta facendo proseliti in Italia.

Queste "guardie rosse" in formato tricolore entrano subito in azione infiltrandosi a Genova nel grande sciopero per la crisi della Fincantieri. Scontri con le forze dell'ordine, numerosi feriti e numerosi arresti e condanne per molti filo-cinesi.
E' solo il primo atto di tante schegge impazzite che si andranno sempre di piu' moltiplicando in questi anni della contestazione dove molte ideologie verranno modificate e stravolte dai vari capi carismatici che molto spesso sono dei giovanissimi intellettuali che riescono a coagulare piccoli "gruppuscoli" di dissidenti, disposti molte volte anche alla violenza per raggiungere determinati scopi. Che spesso sono utopistici e impregnati dalla piu' visionaria ideologia che nulla hanno a che vedere con la realtà sociale italiana, dove esistono discrepanze notevoli sul territorio, ma esiste anche un modello che gli italiani tutti, diseredati, proletari e ceto medio tentano di imitare: quello d'oltreoceano, non certo quello russo o cinese. E neppure vogliono imitare la vicina Iugoslavia o Albania.

Il modello cinese, proprio in Cina si scopre presto non essere certo quello rispondente alle aspettative del proletariato, infatti il 6 ottobre entreranno in sciopero i minatori cinesi per le violenze delle "Guardie Rosse". Quello che poi accadrà nei prossimi anni ci confermerà che il collettivismo cinese era ne' piu' e ne' meno fallimentare quanto quello russo. I cinesi si faranno uccidere pur di avere a disposizione anche loro la "Coca Cola".
In Italia queste schegge che sono definiti "gruppuscoli" preoccupano gli stessi partiti della sinistra, soprattutto del PCI, dove molti temono una disgregazione. E su questo non sbagliano, è l'inizio di un fenomeno e di una proliferazione di movimenti di sinistra che sta precorrendo i tempi. Erano già comparsi alcuni gruppuscoli a Milano, in marzo, rivendicando con dei manifesti l'uscita dell'Italia dalla Nato; avevano inneggiato all'obiezione di coscienza, ed erano stati già arrestati condannati e incarcerati, anche se dopo venti giorni furono poi assolti.

16 OTTOBRE - Gli incidenti di sopra, a Genova, si estesero poi a La Spezia, Livorno e Trieste. Scioperi originati dall'annuncio del governo della trasformazione del cantiere S. Marco che provocò una violenta reazione operaia (ma sempre con infiltrazione di provocatori, rossi, neri e bianchi). Scioperanti e polizia si affrontarono nelle piazze e nelle strade, gli autobus vennero impiegati come barricate. Le manifestazioni si conclusero nelle quattro città con incidenti che provocarono centinaia di feriti e centinaia di fermati.

 

30 OTTOBRE - Palazzetto dello Sport, Roma. XXXVII congresso del PSI e XV congresso del PSDI. Da oggi PSI e PSDI non esistono piu': e' nato il PSU, il Partito Socialista Unificato. Sono passati 19 anni da quell'8 gennaio del 1947 che vide a Roma, in Palazzo Barberini la scissione dei socialisti.
La nuova forza del Partito è formata da 95 Deputati e da 45 Senatori; è il terzo Partito dopo la DC e il PCI.
NENNI viene nominato Presidente del Partito, e restano cosegretari TANASSI e DE MARTINO.
Nel nuovo testo della carta dell'unificazione si stabilisce esserci nel Partito le esperienze dottrinali irrinunciabili maturate nel passato; come il marxismo e le esperienze politiche della lotte di classe condotte in oltre settant'anni. Si sancisce inoltre esserci uno stretto rapporto tra socialismo, democrazia e il forte desiderio che "il libero sviluppo di ciascuno sia la condizione del libero sviluppo di tutti", e che il Partito quando accederà ad alleanze di maggioranza e di Governo con forze socialiste non rinuncerà alla lotta e alla critica sistematica del capitalismo.(!)

Nelle file del nuovo Partito sono molti gli intellettuali: NORBERTO BOBBIO, GUIDO CALOGERO, ALDO GRAMSCI, PAOLO GRASSI, ROBERTO GUIDUCCI, GIANNINO PARRAVICINI, MARIO PIRANI, MANLIO ROSSI DORIA, BRUNO ZEVI ecc.
Ma nelle file del Partito un gruppo di parlamentari e dirigenti del PSI sono contrari all'unificazione e polemicamente danno vita a un movimento autonomo, dove troviamo fra gli altri LUIGI ANDERLINI, SIMONE GATTO, DELIO BONAZZI, TULLIA ROMAGNOLI.
Questo progetto di unificazione era stato fatto tutto in fretta; una ratifica sbrigativa ai vertici e senza una consultazione adeguata delle sezioni e degli iscritti. 

All'inaugurazione TANASSI avevo detto: "Noi siamo qui perchè abbiamo tratto dalle nostre passate vicende un'insegnamento profondo che ci consente di presentarci al paese come una sintesi creativa dei due grandi filoni del socialismo...Il Psu va all'unità con l'impegno di fare un grande partito.. mentre la crisi del PCI rischia di riflettersi su coloro che credevano di ritrovare in quel partito la risposta  alle loro sacrosante aspirazioni" (Com. Ansa, 30 ottobre, ore 16.30)
PERTINI aveva aggiunto " Nel partito bisogna sempre restare. Sono contrario ad ogni scissione. Sia da destra come da sinistra bisogna sempre restare, anche quando si è in minoranza o isolati. Le scissioni hanno fatto perdere anni di lavoro al partito" (Ib.)
E NENNI aveva concluso: "L'unificazione non poteva farsi in condizioni migliori, nè in un momento più opportuno. Quanto ai rappporti con il PCI, da dieci anni i comunisti non si fanno trovare al traguardo del revisionismo al quale la storia li attende" (Ib. )

L'unificazione invece si rivelò un disastro: non solo non bastò a sanare antiche cicatrici, ma "fendenti" e ritorsioni aprirono altre ferite con litigi, sospetti, rimescolamenti di correnti. Non sembra più essere questo PSU un partito di "classe" ma un partito "d'opinione" e stava comportandosi come la sua antagonista: la DC; con le sue clientele e con queste stava iniziando la spartizione del territorio, dove ogni leader di corrente rinforzava il suo gruppo, esattamente quello che stavano facendo già da  tempo le correnti democristiane sempre più numerose e sempre più voraci per sostenere la concorrenza dei colleghi più agguerriti, come Rumor, Andreotti, Donat Cattin.
Nenni sognava! Credeva di aver portato a compimento un fatto storico. Mentre Saragat ancora più ambizioso e presuntuoso, ora Presidente della Repubblica, inseguiva un sogno ancora più grande, aveva spinto questa unificazione con tutte le sue forze con l'ambizione di creare un grande partito socialista europeo (del tipo laburista) puntando a egemonizzare tutta l'area laica italiana. Poi sognando a occhi aperti s'illudeva di contendere il primato alla DC attirando dentro il nuovo partito non solo la classe operaia ma anche il ceto medio.

Erano tutti sogni; i primi erano ingenui, gli altri megalomani e presuntuosi. Non conoscevano affatto l'elettorato, ne' il Paese. Anzi non si conoscevano "nemmeno fra di loro". Infatti il brutto risveglio dai sogni, punendo così tutte le incomprensioni interne, venne col disastro alle prime elezioni generali del '68. Unificati i due partiti presero meno di quando erano divisi, il 14,5 contro il 19,9; persero cioe' insieme il 5,4% dei voti.
I leader avevano fatto già i conti, ma non conoscevano l'elettorato!!!

Per chi voleva volare alto, nel trovarsi davanti a queste cifre c'era non solo da vergognarsi ma si facevano ridere tutti i polli spennacchiati del vecchio "pollaio" che razzolavano nei "cortili" laici e cattolici senza un posto, una collocazione, una misera sedia in qualche giunta.
Piu' che un felice matrimonio, fu un funerale. Avevano sbagliato tutti, i politici e gli intellettuali che avevano appoggiata questa unificazione. E dimostrarono  nel bel mezzo del "Sessantotto" (ci sono già tutte le condizioni fin da quest'anno - infatti in movimento studentesco fu determinante alle elezioni) non avevano capito nulla.
Gli italiani diedero una lezione a entrambi gli schieramenti e li rimandarono a scuola, o meglio al pronto soccorso a farsi curare il "karakiri". Ma ormai il PSU era in coma, il decesso e il funerale avvenne il 2 luglio del 1969. Fu il triste epilogo di quella che fu chiamata "l'illusione riformista". Il "vecchiume" giocò un'altra volta il brutto scherzo ai protagonisti. Venivano da troppo lontano, dal '22, nel frattempo era cambiata tutta l'Italia e la societa' italiana; ma non se n'erano accorti. L'"Insegnamento profondo del passato" e la "creatività" -nell'inaugurale discorso di Tanassi- non solo non la videro gli italiani, ma nemmeno dentro il partito.

3 NOVEMBRE - L'establishment intellettuale insiste con GAETANO ARFE' con Storia del socialismo italiano (ormai vecchio dove il contenuto si rifà al riformismo turatiano). Insiste con GABRIELE DE ROSA con Storia del movimento cattolico (molto documentato, ma appena appena con qualche sensibilità dell'attuale, perché stravecchio, ed ignora del tutto il dissenso cattolico che ha davanti, è cieco! Non vede e non sente!). 
Insiste anche PAOLO SPRIANO con Storia del Partito comunista italiano. Che continuerà ad ogni edizione a correggere perché ognuna prima ancora di uscire nasceva già vecchia. Aveva davanti i fermenti ma non li avvertiva. Fanno tutti una gara a supporre una nuova società ma nessuno indaga quella che invece sta vivendo accanto a loro, e che potrebbero vedere perfino fuori dalla finestra.
I profondi cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti, basta osservare. Infatti qualcuno lo fa, il che significa che non erano proprio poi tanto nascosti certi fenomeni, ma erano sulle pagine dei giornali sotto tanti aspetti. Si potevano capire certe pulsioni della società seguendo perfino un giornale sportivo (Palumbo, Brera ecc. spopolavano), o assistere o leggere i resoconti dei concerti rock, o andare sulla costa Romagnola a guardare in faccia i clienti chi erano. O parlare con un rappresentante di commercio che ti rivelava cosa stavano comprando gli italiani o cosa stavano leggendo i giovani. Appena appena alfabetizzati, ma già con una indigestione di ideologie vecchie, già stanchi di ascoltare i profeti visionari, le gesta dei repubblichini o le gesta della Resistenza - (Questo lo confermeranno anni dopo i brigatisti di ogni risma).

Oppure altri leggevano semplicemente "Mondo beat" che non era certo Il Vittorioso o Topolino. Anche le innocenti trasgressioni erano e portavano pur sempre con sè a una potenziale ribellione.

Qualcosa c'era di nuovo, ma passò inosservato. EMILIO SERENI pubblicava Capitalismo e mercato nazionale. ALAIN TURAINE La coscienza aperta. PAUL BARAN sui mutamenti del sistema capitalistico usciva con Monopoly capital. SEYMOUR LIPSET pubblicava Prospettive comparative sullo stato di classe. FRANCO FERRAROTTI che conosceva i fenomeni americani scriveva Idee per la nuova societa', SABINO ACQUAVIVA pubblicava Automazione e nuova classe. Erano tutte queste opere una serie di foto istantanee del tempo, molto realiste. Leggendole ora ci si meraviglia. Ma cosa leggeva quella gente allora?

Le modificazione della società quindi apparivano, erano anche bene analizzati i fenomeni, erano evidenti, eppure molti intellettuali nel '68 furono tutti catapultati nel bel mezzo della contestazione non solo italiana ma mondiale, senza capirci nulla, parve loro un fenomeno incomprensibile, e lo scambiarono per "cinesismo", "capellonomania elitaria", "antimilitarismo", "le solite baggianate dei giovani di ogni tempo"; non ne diedero nessuna analisi sociologica (anche questa era gessata, ferma e cieca), e la stampa si adeguo' "all'andazzo". Infatti, criticava, compassionava e implorava dalle sue pagine "tornate a scuola, a studiare, a fare i bravi ragazzi". Ma quelli che lo dicevano credevano di trovarsi ancora davanti ai ragazzi dei banchi  deamicisiani, o ai balilla del 1936.

Poi si svegliarono tutti nella "battaglia" di Valle Giulia, stralunarono gli occhi dopo l'occupazione della Cattolica, che lasciò attonite e smarrite le autorità. In pochi mesi cambiarono tutti quei direttori di giornali che non avevano capito fino allora proprio nulla. Ma ormai era troppo tardi. Si camminava già verso il "dopo '68". Dopo Valle Giulia, e dopo l'apatica "strategia dell'attenzione" (Moro) , il fenomeno prese altre deviazioni, s'innestò la "strategia della tensione" e il 12 dicembre del 69 cadde l'ala nera dell'angoscia con la strage di Piazza Fontana a Milano; e fu il torbido annuncio di un'apocalisse che cancellava tutte le speranze e i generosi slanci di rinnovamento che una generazione vivendo in un momento irripetibile si era illusa di poter ottenere: tutto e subito.

E questa volta nella confusione ci caddero tutti. Vecchi e giovani; anzi questi ultimi diventarono subito vecchi il mattino dopo. Mentre altri, i registi occulti banchettarono sulle ceneri di una gioventù politicamente bruciata; sui gruppuscoli, sulle schegge impazzite con tante utopie generose che, senza nessuna altra alternativa (non erano ormai più quelli di prima, e cominciarono ad avere un senso di vuoto) portarono direttamente agli anni di piombo.

Tutti "incazzati", dopo una primavera abbagliante e dopo aver fatto paura, erano persuasi che "si poteva" rovesciare il "sistema". Fantasie. Si rivelarono ciechi e ingenui.
Comunque si apriva un'altra era, un'altra epoca, sia nella società, sia nella politica,  ora più guardinga, e anche dentro il cattolicesimo. (Tre fenomeni per nulla "presi in considerazione" e analizzati, ne' allora, ne' subito dopo, e nemmeno dopo tanti anni. Moltissime sono le pagine oscure e moltissimi sono i silenzi anche di quelli che dopo trent'anni dai fatti,  sono poi finiti -e sono ancora- in carcere).

L'ALLUVIONE

4 NOVEMBRE - Dopo alcuni giorni di pioggia battente su tutta l'Italia settentrionale e buona parte dell'Italia centrale, molti fiumi straripano. Una terribile alluvione si abbatte su molte città ai margini dei grandi fiumi. Sott'acqua le principali città d'arte, Firenze, Venezia, Trento, Siena. Danni ingenti anche in Piemonte, in Lombardia, in Liguria, nel Lazio e in Sardegna.
Fra le citta' piu' colpite, incalcolabili i danni nella citta' di Firenze, che viene sommersa da tre metri d'acqua dell'Arno con ingenti danni al patrimonio artistico. Un centinaio furono le vittime, 12.000 gli sfollati, centinaia di miliardi di danni nelle cose perdute e altrettanti i danni nelle imprese commerciali.
Le polemiche nel dopo alluvione divampano. Ci si chiede come è possibile che dopo 23 ore di pioggia una nazione possa cadere così in ginocchio davanti a eventi naturali così prevedibili e controllabili. E com'era stato possibile certi ritardi dati alla popolazione.

ORE 0.6.51- l'Ansa lancia il messaggio "L'Arno è straripato a Firenze poco prima delle ORE 5. Alle ORE 6  il fiume ha raggiunto i parapetti di tutti i ponti del centro città. Già dalle ORE 3 la corrente elettrica  manca in molte zone".
ORE 07.30 - (Ib.) "Piove da diciotto ore senza interruzione, tutti i corsi d'acqua si sono ingrossati".
ORE 08.15 -(Ib.)  "I quartieri periferici raggiunti per primi dalle acque dell'Arno, la gente comincia a lasciare le abitazioni, chi non ha fatto in tempo sale ai piani superiori delle case".
ORE 09.30 - (Ib.) "Le acque stanno invadendo in centro della città di Firenze".
ORE 10.00 - (Ib.) La stessa Ansa è costretta a lasciare la sua sede in via Pucci. "Usiamo un ponte radio militare dal Comando Militare della regione in piazza San Marco"
ORE 12,20 - (Ib.) " Firenze per ponte radio parla in sindaco: Fiorentini! In questo momento mi giunge la triste notizia: le acque  sono arrivate in piazza del Duomo. In alcuni quartieri l'acqua è arrivata al primo piano. Invito tutti alla calma. Chi ha barche, canotti, battelli affluire in Palazzo Vecchio. 
ORE 12.00 - (Ib.) "Il capo dello stato non sa ancora niente. E' al milite ignoto a deporre una corona".
ORE 12.00 - (Ib.) "Il presidente del consiglio Moro non sa ancora niente. E' a Redipuglia".
ORE 13.45 - (Ib.) "il capo dello stato è informato dall'agenzia Ansa. Appena informato ha pregato di farsi interprete della sua solidarietà" (Ib.0re 13.56)
ORE 16.28 - (Ib.) "Il ministro del bilancio Pieraccini è partito da Roma alla volta di Firenze. Ma è costretto a fermarsi prima di Incisa Valdarno, già allagata da un metro d'acqua.
ORE 17.56 -(Ib.) "L'aspetto della città è desolante. Firenze è un immenso lago che sta immergendosi nelle tenebre. Alle prime ore del mattino spunta una città coperta da fango.
Una apocalisse, un inferno che ha fatto scempio perfino della "Porta del Paradiso". Cinque formelle si sono staccate, cadute a terra, e per fortuna il provvidenziale cancello davanti alla porta le ha fermate.

Ad acque ritirate si mettono al lavoro, per salvare il salvabile, giovani volontari, che vengono a migliaia da ogni città italiana e anche dall'estero: un segno di partecipazione di solidarietà, importante da decifrare, per capire i "giovani capelloni", ma anche per capire le agitazioni giovanili che sono alla vigilia delle agitazioni, a Firenze come in altre città italiane.

Il ritardo delle informazioni (evidenziate sopra) tra le istituzioni dello stato fu la prima polemica. Ritenute inqualificabili, da terzo mondo, o da paese dei balocchi. La giustificazione venne poi fuori (da paese dei balocchi). Il ministero degli interni, così come tutti gli altri ministeri, la Camera e il Senato, usano chiudere le telescriventi dell'Ansa, pertanto nessun funzionario resta in servizio. Insomma nei giorni festivi può accadere di tutto. Nessuno ascolta.  

 Poi scoppiano le polemiche sulle responsabilità del disastro: si afferma, sono collettive (così la colpa è di tutti, in particolare il contadino che abita nelle valli). Si afferma che per la difesa del territorio sarebbero stati necessari interventi preventivi a monte. Ma proprio  a monte (dimenticato da ogni programmazione economica) si sta assistendo a un totale abbandono del territorio e delle comunità che una volta provvedevano a controllare e incanalare le precipitazioni. Ma l'imprevidenza è anche nei grandi corsi d'acqua al piano, o nelle città dove non si programmano drenaggi, non si costruiscono argini, non si fanno delle manutenzione.
Ci si chiede, ma com'e' possibile che in Olanda con imponenti dighe si portano via al mare le terre, mentre in Italia con un solo giorno di pioggia uomini, argini e terre vengono trascinate invece a mare.
Ma la risposta non verrà mai, verranno invece altre alluvioni.
Esempio: A Vicenza, con il centro attraversata dal Bacchiglione, gli argini ai lati erano ricoperti da una fitta vegetazione, che impediva nel corso delle grandi precipitazioni il flusso delle acque. Si diede quindi la colpa alle sterpaglie; varato poi un progetto per costruire un argine con dei murazzi, quando iniziarono i lavori, si accorsero che sotto uno due metri di sterpaglie, gli argini erano già dotati di ottimi murazzi. Nessuno in tanti anni, si era accorto ( in pieno centro!) che l'erba, poi i depositi di terriccio a strati, e le sterpaglie, crescevano, crescevano, crescevano. E che sarebbe bastato cospargere ogni tanto qualche litro di diserbante per tenere liberi i murazzi.

Ma non c'era solo Firenze sott'acqua. Io stesso che abitavo a Trento, il fiume Adige esondò, allagando l'intera città. Anche qui tanti anni prima si erano fatti dei lavori sugli argini del fiume, in certi punti deviandolo dove c'era a nord della città una zona che era sotto il livello dello stesso Adige quando questo era in piena. Si costruirono delle barriere che però in seguito non ebbero la cura che avrebbero richiesto. Sterparglie erano cresciute ai due argini rendendoli fragili. E in uno di questi argini proprio, nei pressi di una curva del fiume, quello rivolto verso la città si era proprio per le incurie eroso. E proprio in quel punto l'Adige ruppe l'argine, via via sgretolandolo sempre di più, fino a permettere al fiume di invadere la città.
Dove abitavo io nella parte a nord della città, l'acqua raggiunse i due metri. L'immagine qui sotto è eloquente. La notizia non ebbe grande risalto, perchè i giornali erano tutti concentrati sulla critica situazione fiorentina.
Qui sotto nel mio cortile, si viaggiava con il canotto. Il mio furgone si vede più solo il tetto e una auto che avevo acquistata soltanto 5 mesi (una bella Coupè Osca) era già scomparsa sotto l'acqua. I miei due magazzini colmi di prodotti distrutti. E il caso volle che avevo pochi giorni prima acquistato una intera biblioteca da un giovane di 21 anni che l'aveva ereditata da un suo zio, un ex podestà del fascismo trentino. Erano sette casse che avevo per ilò momentoscaricato i uno dei miei due garage; erano stracolmi di libri, ca. 700, molti dei quali del '500-'600 e intere collezioni di giornali e riviste e documenti vari dell'epoca. Quando l'acqua all'inizio aveva raggiunto il mezzo metro, corsi ad aprire qualche cassa afferrando i primi libri, salvandone un centinaio. Ma poi nell'arco di un ora, con l'acqua salita fino a due metri non ci fu più niente da fare. Da notare che per due giorni nessuno si fece vivo, restammo rintanati nelle nostre abitazioni e poi dopo a leccarci le ferite.

5 NOVEMBRE - Al congresso delle Acli a Roma, tira aria nuova. LABOR indica nel sindacato unitario un mezzo per la partecipazione dei lavoratori alla democrazia e minaccia la fine del collateralismo aclista se la DC non diventa partito di rinnovamento. - DONAT CATTIN intanto -fa grandi passi dentro lo scudocrociato- diventa un vivace esponente della sinistra democristiana.

Nel '68 Labor ribadi' l'esaurimento dell'unità politica dei cattolici nella DC e nel '69, in pieno dissenso cattolico, annunciò la costituzione di una associazione politica (Acpol) a cui parteciperanno oltre alla sinistra cattolica, perfino esponenti delle sinistre del PSI, del PSIUP e addirittura del PCI.
Il dissenso cattolico ebbe però (come vedremo piu' avanti) una prospettiva molto più vasta di quella politica quando venne rifiutata la validità dei tradizionali vincoli di obbedienza all'interno della Chiesa stessa (il traumatico Caso Don Mazzi e quello che ne seguì).

27 NOVEMBRE - Forti polemiche alla Camera delle sinistre per una inopportuna commemorazione pubblica ad Alfredo Rocco, ministro di grazia e giustizia del fascismo, fatta dal Presidente della Corte di cassazione. Se ne chiedono le dimissioni, ma lo sconcerto e la sorpresa sono tante, soprattutto perché vengono dai vertici della magistratura che così dimostra di essere schierata politicamente tra i nostalgici del regime. (la destra insomma non c'è, ma è latente)

17 DICEMBRE - Un eco clamorosa la condanna del rapitore di Franca Viola in Sicilia. Il fatto che abbiamo gia' narrato nel 1965 ha il suo epilogo al processo dove viene condannato il rapitore a quindici anni di reclusione e i suoi nove complici a quattro anni.
La rapita, diciottenne, aveva subìto il ratto e la violenza; in questi casi nelle antiche usanze seguiva poi il matrimonio riparatore del rapitore. Ma la ragazza anche di fronte a questo gesto, rifiutò il pretendente, sfidò davanti all'opinione pubblica la sua condizione di "disonorata" e aveva denunciato l'uomo e tutti coloro che lo avevano aiutato.
La dura sentenza della corte di Trapani colpiva dunque una mentalità e una tradizione di violenza e infranse una secolare subordinazione della donna al maschio, che in questo modo -il rapitore- poteva scegliersi la ragazza che più gli gradiva anche senza essere corrisposto. Puro oggetto di piacere senza implicazioni di carattere affettivo, e dove poi,  molte si sottomettevano, ma non sappiamo con quanto e quale interiore trasporto, e quanto rancore albergava in quelle mura domestiche.
La ragazza l'ebbe vinta, ma sia lei che la sua famiglia non ebbero più quiete. Tutti i componenti furono minacciati di morte e i loro poderi devastati. Dovettero infine abbandonare la Sicilia.

 

LE FASI DEI NEGOZIATI DI PACE IN VIETNAM

18 DICEMBRE - "Possibile la pace? qualcuno non la vuole". - "Jhonson riceve il rapporto di FANFANI e La PIRA (sono i due latori di un messaggio segreto consegnatogli  da Ho Chi Min, che non doveva essere pubblicato. Il silenzio era una delle condizione.  Ndr). E' un messaggio-appello,  per rendere possibili negoziati di pace, una cessazione del fuoco in terra, in aria e nel mare. Ma  viene invece reso noto (da un giornale di provincia, il Saint Luis Post) poi  pubblicato dal dipartimento di Stato (Infine da tutti i giornali e anche in Vietnam- facendo infuriare Ho Chi ). Inoltre, Rusk, il  segretario, sostiene che gli Usa non corcordano con la tesi avanzata da Hanoi "Siamo lontani dall'essere persuasi che le dichiarazioni di Ho Chi Min citate dalle fonti italiane  dimostrino un reale desiderio di esaminare tale questione senza condizioni" (Com. Ansa, 18 Dic. ore 02.40).
Insomma la solita formula per non fare un passo indietro. 

Il giorno prima, il 17, nella proposta di pace vietnamita, secondo gli Usa non c'erano condizioni per far cessare la guerra! Ma Ho Chi Min, in queste trattative, aveva chiesto il segreto, doveva anche lui salvare la faccia nel suo Paese, e quindi dopo la "imprudente pubblicazione" smentì il 19 quello che era disposto a fare. Parla Fanfani: "Ho Chi Min aveva espresso  un "forte  desiderio" per un regolamento pacifico e aveva indicato che Hanoi era disposto a trattare la pace senza condizioni preliminari e senza chiedere in particolare il ritiro delle truppe americane"( Com. Ansa, 17 Dic, ore 23.20)

Ma a quanto sembra gli americani non avevano nessuna intenzione di far finire la guerra. Rimase un mistero chi aveva dato il messaggio al giornale di provincia, che così compromise i contatti con Hanoi, che per ovvi motivi "ha smentito l'esistenza di un messaggio inviato al Presidente degli Usa attraverso Fanfani" (Com. Ansa, del 18 Dic, ore 21.15)

INTANTO TUTTA LA VICENDA  VIETNAM inizia a diventare tragica e assurda e in molti casi anche ambigua.
"Gli Usa ammettono di aver usato l'impiego di gas, Ma "da fonte autorizzata americana è stato precisato che il gas è stato disseminato da elicotteri con personale "vietnamita" (Com. Ansa, 23 marzo, ore 10.30)
.

MEZZ'ORA E ARRIVA IL FEROCE COMMENTO: "Il New York Times pubblica un editoriale in forte polemica con il governo:  Condanna l'uso dei gas. "La colpa è dell'uomo bianco: Nel Vietnam   dei gas sono stati forniti da uomini bianchi i quali hanno approvato il loro uso contro gli asiatici. E' questo un fatto che nessun asiatico, che sia comunista o no, dimenticherà mai. Gli Stati Uniti affermano di combattere nel Vietnam la libertà, la giustizia e gli altri principi morali, contro il comunismo e per la sicurezza del mondo libero. Servendosi di gas nocivi, l'amministrazione Jhonson applica il vecchio adagio che in guerra tutti i mezzi sono buoni, ma in questo caso si tratta di una guerra nella quale la posizione morale degli Stati Uniti è altrettanto importante dei proiettili" (Com. Ansa, 23 marzo, ore 11.07)

MA SI INSISTE NEI PROCLAMI - "La parola d'ordine è: "uccidere i vietcong". Lo ha dichiarato il generale Greene partendo da Da Nang visitando le installazioni e le posizioni occupate dai Marines "in  modo che siano pronte a tutto" (Ib, 28 aprile, ore 14.15)

"Protestano le mamme americane con dei cortei a New York spingendo delle carrozzine con i figli invalidi, capeggiati da un pediatra, per una immediata cessazione del fuoco" (Ib. 11 aprile, ore 18.36)

21 DICEMBRE - Clamoroso all'interno del Direttivo del Gruppo Parlamentare Socialista. Viene trasferito il deputato socialista LORIS FORTUNA alla Commissione Lavori Pubblici. Non potra' cosi intervenire al dibattito che si svolgerà in febbraio. Doveva essere discusso proprio il suo progetto per il DIVORZIO IN ITALIA. La decisione suscita molta sorpresa negli ambienti politici e viene interpretata (anche se era chiarissimo) come un ricatto fatto dagli ambienti cattolici ai socialisti.

24 DICEMBRE - Nel Vietnam su tutto il fronte cessano per 48 ore ogni attività di guerra. Sono stati gli americani a lanciare l'idea di una pausa per celebrare il Natale. Ma dopo poche ore dall'inizio della pausa, riprendono le ostilità con più vigore e con maggiore distruttività. Furono tali che il tribunale internazionale "Bertrand Russel" denunciò pubblicamente i crimini e le atrocità che stavano commettendo gli americani in Vietnam.

Tuttavia "Il generale GIAP non si impressiona: "indipendentemente dal numero di soldati che gli americani possono inviare in Vietnam e del punto a cui porta la escalation della guerra, il popolo delle due zone del Vietnam è fermamente deciso a combattere ed è convinto che otterrà la vittoria" (Com. Ansa. 22 dic. ore 12.20)

Nella stessa notte PAOLO VI, già addolorato dal drammatico scenario di guerra, celebra con altrettanto immenso dolore la rituale Messa di Mezzanotte nella martoriata Firenze.

FINE

RITORNA CON IL BACK
ALLE TABELLE

< < alla HOME PAGE DI STORIOLOGIA