ANNO 1984

CRONOLOGIA DELL'ANNO ( 1a parte )

 

"Occorre maggior efficienza e maggiore garanzia nella moralità pubblica, nell'onestà di chi amministra il pubblico denaro, negli apparati pubblici del settore produttivo. Si tratta di un'azione severa che merita di essere difesa dall'inquinamento dei falsi moralisti di professione"

(Craxi al XVII congresso PSI - 11 maggio a Verona)
(Berlinguer è invece accolto da una serie di fischi)

 

LA NOTIZIA DELL'ANNO
Muore a Padova all'età di 62 anni, ENRICO BERLINGUER. Era nato il 22 maggio del 1922 a Sassari. Dal 1972 ricopriva la carica di segretario del PCI. (vedi pagina a fine anno )

ECONOMIA ITALIA - Se la tendenza dell'economia mondiale fa abbassare l'inflazione, lo fa anche la recessione in Italia, perché visti congelati gli scatti di contingenza della scala mobile i prodotti sono più offerti che "consumati", gli italiani finalmente sprecano meno, e i prodotti invenduti non alzano certamente i prezzi (l'inflazione tornerà a fine anno al 10,6% dopo le recenti vette del 21,7% nel'80. del 18,7 nel '81, del 16,3 nel '82, del 15,0 lo scorso anno 1983).

I FATTI NEI SINGOLI MESI DELL'ANNO

Il 14 GENNAIO, con un decreto legge il governo CRAXI taglia tre punti di contingenza previsti per l'anno in corso, e anche se interviene nel blocco dei prezzi (fissa un aumento massimo del 10% che però alcuni commercianti fin dall'inizio dell'anno applicano immediatamente) si susseguono scioperi di protesta e manifestazioni per tutto nel mese di febbraio e marzo che mettono a disagio e in certi casi in crisi perfino le forze sindacali che hanno dato al governo, assieme alla Confindustria, il loro appoggio (salvo una parte della Cgil, l'ala comunista).

Contestazioni e scioperi a Brescia, Bologna, Imola, Ancona, Roma (1.000.000 di partecipanti), Napoli, Firenze, con occupazioni delle stazioni ferroviarie. Le divergenze continueranno fino a quando il decreto decaduto in aprile alla Camera per l'ostruzionismo del PCI.

Con la battaglia della scala mobile Craxi ha tentato di fare la sepoltura al ‘consociativismo’ che si concretizzava in passato nelle consultazioni del governo col sindacato concordando ogni decisione economica ( praticamente lasciando nelle mani del PCI, il diritto di veto sulle decisioni).
L’accordo Agnelli-Lama del 1975 durante il tentativo del "compromesso storico" berlingueriano, stabiliva l’aumento automatico della contingenza sul calcolo ISTAT della inflazione.
Craxi ha invece deciso di cambiare il meccanismo sul tema della lotta alla inflazione congelando unilateralmente ‘tre punti della contingenza’ sulle buste paga, concordando il decreto legge con Cisl, Uil e la corrente solo socialista della CGIL.

- Il primo scossone per rendere operativa la disdetta dell'accordo del 1975 sulla contingenza, l'aveva dato la Confindustria il 1° giugno dello scorso anno. Era quindi attesa dagli ambienti economici e sindacali. Ovviamente con molte polemiche dei sindacati medesimi.

Fu infatti quello della Confindustria un "avvertimento" ai già difficili rapporti fra imprenditori e sindacati, che poi nei mesi successivi si sono ulteriormente acutizzati.
La scala mobile del resto era sempre stata una conquista difesa gelosamente dal movimento sindacale dalla fine della guerra. Era infatti figlia dell'emergenza bellica, quando in molte fabbriche gli operai ottennero una indennità di carovita per proteggersi dagli effetti dell'inflazione.

Quel meccanismo di indicizzazione salariale fu formalizzato al livello nazionale nell'ottobre del 1946, quando la Confindustria firmò un accordo con l'allora sindacato unitario Cgil.
Base della scala mobile era un "paniere" di beni, stabilito poi nel 1952, rimasto poi sempre in vigore con qualche lieve rettifica. Comprendeva consumi, piuttosto frugali, di una famiglia tipo di quattro persone (due coniugi e due figli). La modifica dei generi di consumo di questo paniere servivano a stabilire "trimestralmente" le variazioni dell'apposito "indice", che andava a determinare i cosiddetti "scatti" di scala mobile.

Nel mese di febbraio di quest'anno (il 7) , dopo quattro mesi di negoziati tra governo e parti sociali, sorgono molte divergenze negli stessi sindacati ora esistenti: Cgil, Uil, Cisl. Inconciliabilità addirittura dentro la stessa Cgil, quando il 13 dello stesso mese si verifica una spaccatura tra la (maggioritaria) componente comunista, che si oppone all'approvazione del documento presentato dal governo Craxi.

Ma il 14 successivo il governo con un decreto legge predeterminato taglia 3 punti di contingenza previste per lo stesso anno 1984. Fra  l'altro limita l'aumento dei prezzi del 10 per cento sui beni amministrati e sulle tariffe, fissa l'indicizzazione degli assegni familiari e sugli affitti il blocco dell'equo canone.
Ovviamente i decreto ottiene l'appoggio della Confindustria, quello della Uil e della Cisl, e solo una parte della Cgil (la componente socialista) mettendo in crisi la stessa confederazione, con proteste in diverse parti del paese con scioperi e manifestazioni che dureranno fino in marzo. Imponente quella a Roma, del 24 marzo con 1.000.000 lavoratori provenienti da tutta Italia, proprio mentre si discute in Senato il decreto.
E' la prima imponente manifestazione di lavoratori, dopo 12 anni di vita della Federazione unitaria, indetta da un solo sindacato: la Cgil. 

"Roma 24 marzo- Siamo oltre un milione ha esclamato Mario Bozzati, della segreteria della Cgil, poco prima che cominciassero i discorsi dei 12 esponenti dei delegati di tutta Italia. 
Particolarmente viva è stata la partecipazione della popolazione di San Lorenzo. Il popolare "quartiere rosso" ha accolto i manifestanti  imbandierando le finestre e salutando i partecipanti al corteo con applausi e il saluto a pugno chiuso. Gli slogan più gridati sono stati quelli anti-craxiani, tra i quali "siamo tanti più di un milione per dire a Craxi di andare in pensione"
.
(Comun. Ansa, delle ore 17,26 del 24 marzo)

Intanto in Senato è in corso il dibattito con un forte ostruzionismo del PCI. Alla fine -la cessazione della tesa discussione- viene messa ai voti ottenendo 163 sì contro 73 no e 15 astenuti.

In Aprile il decreto va alla Camera per ottenere la fiducia. La ottiene con 360 sì, contro 260 no e 1 astenuto. Ma serve a nulla perché nel frattempo sono passati 60 giorni e il decreto decade. 

Bisognerà attendere il 23 maggio, quando il governo ripresenta un decreto-bis che approva alla Camera con 329 sì 2 256 no,  in Senato con 172 sì e 12 no. Il Pci non ha partecipato al voto.

Viene così approvato il decreto sulla contingenza riducendo a 9 punti in luogo dei 12 previsti, che secondo quanto ha riferito Sarti (presidente del Cispel) comporterebbe una riduzione del 38 per cento degli scatti di cui dovrebbero godere i lavoratori.

Il PCI e i comunisti della CGIL come abbiamo letto hanno reagito duramente con scioperi e manifestazioni ma poi visto che non hanno ottenuto riscontri pratici raccolgono le firme per un referendum abrogativo chiedendo ai lavoratori ‘se vogliono guadagnare di meno o di più’.
Tutti danno perso Craxi. Invece la prova viene superata  perché proprio da nessuno prevista. 

Infatti alla consultazione referendaria del 9-10 giugno del prossimo anno  il 54,3 per cento saranno contrari all'abrogazione, rispetto al 45,7 favorevoli.

ELEZIONI EUROPEE Il 17 GIUGNO. Sorprese ovunque !

IN PERCENTUALI

Il PCI risulta essere il primo partito per un soffio con lo 0,3 %
PCI 33,3 % - DC 33.0 % - PSI 11,2% - MSI 6,5%
PLI 6,1% - PSDI 3,5% - PR 3,4% - DP 1,4%

IN VOTI

PCI 11.678.018 (Più 3,7)
DC 11.556.482 (meno 3,4)
PSI 3.939.574 (più 0,2)
MSI-DN 2.273.020 (più 1,1)
PLI-PRI 2.136.695 (meno 0,1)
PR 1.1196.388 (meno 0,3)
Dem Prol 502.812 (più 0,7)
SVP 198.730) (invariato)

Felici quelli del PCI (gli avversari affermano essere null'altro che l"effetto Berlinguer" (scomparso sei giorni prima). Tengono i radicali (anche qui per l'"effetto Tortora"). Molto deluso invece Craxi; dove il PSI arretra (nella sua ascesa) per la prima volta dal 1976.

In Febbraio, prima delle elezioni si era svolto il XVI Congresso della DC, con la riconferma di De Mita segretario con un 56,6 per cento dei voti; 11,1% schede bianche; gli si è opposto con il 32,3% Vincenzo Scotti. Mentre il ribelle Donat Cattin si porta via 20 consiglieri nazionali su 140 eletti).

Poi l'11 maggio a Verona si era svolto il XVII Congresso del PSI. Craxi viene rieletto non con i voti ma con gli applausi. Una rielezione per acclamazione che alcuni ritengono di tipo "cesarista", criticata anche da parte del presidente della Repubblica Pertini.
Poco simpatica l'accoglienza riservata al segretario del PCI Berlinguer che era intervenuto al Congresso con una delegazione, accolto però con una gran quantità di fischi.

Pochi giorno dopo  in un comizio elettorale Berlinguer è colpito da una emorragia cerebrale e muore a Padova il 7 giugno. (vedi a fondo pagina)

GIUGNO - Nel corso dell'anno oltre la scomparsa di Berlinguer accennata sopra, si verifica la morte in circostanze singolari di ANTONIO BISAGLIA, il 25 giugno a Portofino, cadendo e annegando in mare (il fratello prete con ostinazione indagherà su questa morte, ma anche lui morirà in circostanze ancora più misteriose) (vedi qui L'INTERA STORIA - UN GIALLO > >
Mentre invece in Sicilia l'ex segretario regionale della Dc Rosario Nicoletti, si suicida dopo aver letto alcune righe del libro scritto dal figlio del generale Dalla Chiesa, Nando: Delitto imperfetto, morte di un generale. (Il figlio in sostanza afferma quanto abbiamo riportato nell'anno 1982)

IN LUGLIO, il 28, inizia a Los Angeles la XXIII Olimpiade. L'Italia conquista 14 medaglie d'oro, 6 d'argento, 14 di bronzo. L'oro italiano più smagliante va a Gabriella Dorio nei 1500 metri.

A FINE LUGLIO meno smagliante per Commercianti e Professionisti è il progetto di riforma fiscale che ha proposto e ha fatto approvare e porta il suo nome il ministro BRUNO VISENTINI (viene introdotto l'accertamento induttivo). In ottobre la Confcommercio organizza in tutta Italia una serrata dei commercianti contro la riforma.

IN AGOSTO prime difficoltà per il Governo Craxi, posto in minoranza, sulla proroga della Cassa del Mezzogiorno e su un progetto di risanamento dei debiti delle ULSS.

 

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