ANNO 1996

CRONOLOGIA DELL'ANNO ( 1a PARTE )

 

I fatti essenziali dell'anno:
poi andiamo ai singoli mesi

<<<< elezioni politiche 21 aprile
con sorprese !!!

 

ECONOMIA: a Febbraio l'inflazione scende al 5 per cento. Pronta la polemica del Polo, che non ci crede.

Berlusconi: "E' una manovra elettorale, i dati sono truccati".

Poi quando sono confermati (ancora migliori: 4,5 a marzo,  4,3 in maggio, 3,7 a luglio) cambia registro "é merito del nostro lavoro fatto nel governo che ci hanno tolto. Ma se vanno su i comunisti crolla tutto"

Piena smentita alle elezioni, il giorno dopo il voto: la Borsa e la Lira prendono il volo! (vedi il  giornale).
Lo stesso Berlusconi può debuttare in Borsa il 15 luglio con Mediaset. Uscendo da una grossa situazione debitoria VEDI "la discesa in campo" 1994 . Ci farà il "pieno" e anche nei successivi anni non andrà proprio per nulla sul lastrico, nè gli crollerà addosso proprio nulla. Anzi!

ALLE ELEZIONI del 21 Aprile di questo '96, hanno partecipato alla gara 130 partiti; molti italiani non hanno capito l'ideologia di alcuni partiti, anche dopo con quelli che hanno vinto, mentre altri che avevano  invece delle certezze granitiche su alcune storiche dottrine dei loro partiti, votandoli si sono poi ritrovati con il partito schierato con i perdenti.

PAR CONDICIO- Nella campagna elettorale la Fininvest il 10 marzo, ha preso una singolare iniziativa: quella di non far pagare gli spot, previste solo trasmissioni elettorali gratuite. Chi non possiede televisioni, ha una sola possibilità, quella di mettersi in coda ed aspettare.
Poi dicono che non rende chi ha in mano le televisioni!!!

Ancora più singolare  l'appello nello stesso giorno del Papa "Fate un digiuno di televisione per la salute psichica e spirituale". (non ha detto anche politica, ma il pensiero è corso subito al grande "pentolone" dei 130 partiti del "minestrone" nazionale.

CALCIATORI IN SCIOPERO - Per la prima volta nella storia, la superpagata categoria di "lavoratori", protesta non scendendo in campo. Vogliono il diritto di voto nella Lega Calcio.

MUCCA PAZZA - In Marzo, scoppia in Europa l'emergenza sulle carni bovine, dopo le inquietanti segnalazioni giunte  dall'Inghilterra. Crollo delle vendite di carni bovine. Importazioni chiuse. 

BERTINOTTI nel nuovo governo é la spina nel fianco di Prodi che lo guida. Rifondazione riesce a bloccare  (più di ogni altro partito, scavalcando perfino il potere sindacale)  qualunque intervento correttivo  su pensioni, sanità, stato sociale, economia;  perfino i provvedimenti in linea con i parametri europei.
Bertinotti non è il solo, oltre che l'opposizione, a remare contro Prodi.

Prodi e l'Ulivo varando a fine anno una durissima manovra fiscale viene ripetutamente accusato da D'Alema di limitarsi a una politica di pura gestione, nessun disegno strategico in sintonia con le aspettative della sinistra italiana.

 

ANDIAMO IN DETTAGLIO AI SINGOLI MESI

11 GENNAIO - Il presidente del Consiglio DINI, conferma le dimissioni del governo tecnico che erano state respinte a dicembre.

15 GENNAIO - Il presidente della Repubblica SCALFARO avvia le consultazioni, ed avverte: o riforme o elezioni.
Il PDS avanza proposte di elezione diretta del premier, un cancellierato. Proposta respinta all'interno dell'Ulivo di Prodi e dal PPI, che rifiutano anche una mediazioni di D'Alema con il Polo.
Contrario anche FINI di AN, favorevole alle elezioni anticipate e al presidenzialismo. E' convinto che il Polo è in difficoltà e che AN nelle elezioni supererà Forza Italia.
Liti nel Polo di CCD e CDU che invitano Berlusconi  (che cerca di smussare) ad abbandonare la posizione di Fini.
Ma liti anche dentro AN; si sfiora la rottura con Fisichella che minaccia di abbandonare AN. 

19 GENNAIO - Latte e miele in Tv nell'incontro con D'Alema e Berlusconi. Parlano entrambi di grandi riforme. Un governo di larghe intese. Possibili accordi per riscrivere la Costituzione.
Ma i giorni seguenti le posizioni sono intransigenti sia nei due schieramenti che all'interno delle due coalizioni.  Il problema nel Polo è AN, mentre nel centrosinistra è l'Ulivo di Prodi e il PPI.

22 GENNAIO - L'impressione che si ha è che D'Alema non vuole le elezioni perchè ha paura di perderle. Anche perchè è convinto che l'alleato Prodi non sia la persona giusta per attrarre i voti moderati. Intanto al Quirinale con vari incontri si cerca di formare un "governo di larghe intese".

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE E SULLA RETE
2 Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è un appello ai partiti a proseguire il dialogo avviato sulle riforme istituzionali. Sul discorso è divisa al suo interno Forza Italia, sono contrari An, Rifondazione comunista e Pannella.
Con il nuovo anno entra in vigore la riforma del sistema pensionistico varata dal governo Dini, che richiede oltre ai 35 anni di contributi almeno 52 anni di età (56 per artigiani e commercianti).
3 Antonio Di Pietro e gli altri magistrati del pool Mani pulite furono oggetto di indagine da parte del Sisde già nel 1992. L'accusa è di Roberto Napoli ex agente dei servizi segreti civili che compì le indagini per conto del direttore Angelo Finocchiaro.
5 Si è aperto a Montecitorio il dibattito sul rinvio del governo alle Camere. Divergenti le posizioni dei partiti: Alleanza nazionale insiste sulla mozione di sfiducia ma Berlusconi frena e preme per le riforme; l'Ulivo vuole prorogare Dini e la Lega chiede che si costituisca un'assemblea costituente.
Sequestrati nell’abitazione dell’ex capo del Sismi, generale Demetrio Cogliandro, documenti sul giallo di Ustica i quali confermerebbero che il Dc 9 Itavia sarebbe stato abbattuto nel corso di un duello tra caccia americani e libici e che accuserebbero l’allora presidente del Consiglio, Francesco Cossiga, di aver voluto depistare le indagini per scongiurare una crisi interna e internazionale.6 Finisce male il faccia a faccia tra Ulivo e Polo sul governo: il primo accusa il secondo di volere la crisi a tutti i costi, Berlusconi e il Polo lamentano richieste assurde del centro-sinistra.
Inflazione ancora in calo al 5,8%; il Pil cresce del 3,4% rispetto allo stesso trimestre 1994.
8 Inizia il semestre italiano di presidenza europea.
10 Viene aperto alla Camera il dibattito sulle sorti del governo e della legislatura con il discorso di Lamberto Dini, il quale torna a sottolineare come ci siano solo tre modi per uscire dalla crisi: o la Costituente o un governo per la durata del semestre europeo o le elezioni.
Tommaso Buscetta accusa nuovamente Giulio Andreotti accusandolo di essere stato il punto di riferimento di Cosa nostra, dal caso Moro all’omicidio Pecorelli, fino al massacro del generale Dalla Chiesa.
12 Si è aperta la crisi di governo, Lamberto Dini annuncia le sue dimissioni poi sale al Quirinale. Risulta sconfitta la strategia di D’Alema, mentre è premiata la linea dura di Fini. Anche Prodi è contrario alle «larghe intese«: «Sarebbe un pasticcio».
Silvio e Paolo Berlusconi risultano iscritti nel registro degli indagati della Procura di Brescia per estorsione e attentato ai diritti politici del cittadino Antonio Di Pietro. L’obiettivo sarebbe stato quello di impedire all’ex magistrato di entrare in politica.
13 I pubblici ministeri bresciani Fabio Salamone e Silvio Bonfigli hanno intercettato le conversazioni telefoniche di Di Pietro, molte delle quali riguardano i disegni politici dell’ex magistrato.
15 Scalfaro avvia le consultazioni al Quirinale con i presidenti dei due rami del Parlamento.
18 Si apre il processo contro Silvio Berlusconi per le tangenti pagate alla guardia di Finanza.
21 Dopo il primo giro di consultazioni del presidente della Repubblica perde sempre più quota la possibilità di un accordo sulle riforme e si esaspera la sfida tra Fini, che chiede le elezioni, e D’Alema. sostenitore del reincarico a Dini.
23 Fa 12 vittime l’esplosione di una tubatura del gas durante lavori in una galleria a Secondigliano, quartiere della periferia napoletana.
25 Valerio Onida (candidato del centro-sinistra) e Carlo Mezzanotte (candidato del Polo) vengono eletti giudici della Consulta dal Parlamento riunito in seduta comune. Ottengono rispettivamente 615 e 608 voti.
Il Gip di Brescia, Anna Di Martino, decreta che le intercettazioni compiute sul telefono cellulare di Di Pietro non sono utilizzabili nel procedimento per il quale i Pm Salamone e Bonfigli hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’ex magistrato. Di Pietro, intanto, è nuovamente iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio nei confronti di Giancarlo Albini, fatto arrestare nel 1993 con l’accusa di concussione. Tale reato, si sostiene, non poteva essere contestato ad Albini in quanto egli non era pubblico ufficiale essendo semplicemente presidente di una società in parte pubblica e in parte privata.
28 No dell’Ulivo alla proposta del Polo, mutuata da Segni, del «Sindaco d’Italia«.
Vengono inflitti tre ergastoli per la strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e la sua scorta: Salvatore Profeta, Pitro Scotto e Giuseppe Orofino sono gli esecutori materiali dell’attentato.
30 Brucia il teatro «La Fenice» di Venezia, uno dei più antichi d’Italia, chiuso da agosto ‘95 per lavori di
ristrutturazione.

FINE GENNAIO

 

FEBBRAIO

1 FEBBRAIO - Nella crisi di governo  il presidente della Repubblica sta lavorando per un "governo di larghe intese". Conferisce  l'incarico ad ANTONIO MACCANICO che inizia il giorno dopo le consultazioni con forti contrasti in entrambi i due poli.
A bloccarlo subito è FINI (che chiede a Maccanico di farsi garante delle riforme), altrettanto fa CASINI. Entrambi temono la nascita di un governo solo tecnico.
Berlusconi stesso teme la nascita di una doppia maggioranza, costituzionale, diversa da quella politica.


*** D'ALEMA  a sua volta pone il veto su un governo che dovrebbe fare le riforme: "Non è il governo che deve cambiare lo Stato, ma il Parlamento".
Contro Maccanico si schierano pure VELTRONI  e  PRODI che nonostante quest'ultimo ha contrasti con D'Alema (teme Prodi di non essere più lui il premier) poi entrambi affermano che le riforme non devono essere affrontate da un governo costituzionale.
Intanto Prodi corteggia Dini che ha intenzione di dar vita a un proprio partito (Rinnovamento Italiano), subito corteggiato da Berlusconi perchè non si schieri con l'Ulivo, ma anche avvicinato da Fini che gli promette nuovamente il premierato se si mantiene neutrale.

16 FEBBRAIO -  I contrasti non più idilliaci tra i due poli (D'Alema- Berlusconi avevano dato in Tv questa impressione) sfociano nella rottura definitiva delle trattative di una intesa.
La bocciatura a Maccanico viene anche dai Verdi, dai Popolari, dal vertice del Polo; mentre la Lega annuncia che non intende entrare nel governo, è sola disposta ad astenersi.
Il NO definitivo arriva il 13. 
Berlusconi chiede una Costituente, D'Alema le elezioni. 
Maccanico rinuncia a formare il governo e rimette il mandato.
SCALFARO scioglie le Camere. Sono fissate le elezioni il 21 aprile.

19 FEBBRAIO - La prima sorpresa viene dal premier ancora in carica LAMBERTO DINI che annuncia di candidarsi alle elezioni con un suo nuovo partito, e ci preme a dirlo subito, non sarà alleato al Polo (lui che era del Polo! dando un grosso dispiacere a Berlusconi) ma farà un'alleanza con l'Ulivo. 

La seconda sorpresa è dentro l'Ulivo che accenna a un'alleanza con Rifondazione Comunista.
Infine la terza sorpresa è quella di BOSSI che annuncia che non farà alleanze con nessuno, correrà sotto le insegne della secessione, ed apre un Parlamento ombra a Mantova.
Alle minacce di Prodi di non accettarlo come alleato se continua a parlare di secessione, Bossi risponde "correremo da soli!".

28 FEBBRAIO - Il leader del Polo, Berlusconi,  accende la polemica su DINI quando alla presentazione ufficiale del suo  nuovo partito (Rinnovamento Italiano) presenta il programma.
 Il Cavaliere: "Dini ci ha copiato il nostro programma!"

27 FEBBRAIO - GIOVANNI AGNELLI lascia la carica di presidente della FIAT a CESARE ROMITI. Temporaneo, perchè  ha già deciso che tra breve il nuovo presidente sarà Giovanni  Agnelli Jr.  

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE E SULLA RETE
1 Accenno di accordo tra Berlusconi e D'Alema sul presidenzialismo alla francese; resta tuttavia lo scontro sul Governo e sul nome del premier.
2 Il capo dello Stato conferisce l'incarico di formare un governo ad Antonio Maccanico, il quale inizia subito le consultazioni e annuncia che il programma di governo sarà centrato sulle riforme e sull'economia. Reazioni negative da parte di Prodi, moderatamente soddisfatto Fini, d’accordo D’Alema che però deve fronteggiare lo scontento dei Popolari e le critiche di Bertinotti.
3 Maccanico deve immediatamente superare i veti di Fini (sull’ingresso al governo di Ciampi e Dini) e quelli del Pds (no a Letta e Tatarella). Il presidente incaricato dichiara che i suoi ministri saranno non parlamentari.
8 La Camera approva la legge sulla violenza sessuale, che diventa così reato contro la persona e non contro la morale, con 239 voti favorevoli, 39 contrari e 15 astensioni.
9 Ventinove ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza sono accusati dal pool «Mani pulite» di associazione a delinquere, poichè chiedevano mazzette alle aziende nelle quali facevano verifiche fiscali.
Germano Nicolini dopo dieci anni di carcere è assolto dall'accusa di aver ucciso Don Pessina nel 1945 e viene risarcito con due miliardi e mezzo.
14 Fallisce il tentativo di Maccanico di dare vita a un nuovo governo. Polo e Ulivo si palleggiano la responsabilità del fallimento.
Pietro Pacciani è assolto dall'accusa di essere il «mostro di Firenze». Lo ha deciso la Corte d'assise d'appello, che smentisce la sentenza di primo grado.
15 Maccanico rinuncia all'incarico e accusa il Polo di «aver chiesto al governo di svolgere un ruolo che travalicava le sue competenze istituzionali».
Il presidente della Rai, Letizia Moratti, licenzia il direttore generale Raffaele Minicucci e gli vieta l'ingresso in azienda.
Anche il Senato approva la legge sulla violenza sessuale.
Nuove richieste di rinvio a giudizio contro Di Pietro da parte dei Pm bresciani
16 Scalfaro scioglie le Camere e fissa la data delle elezioni al 21 aprile. Il nuovo Parlamento si riunirà il 9 maggio. Inizia la battaglia sulla «Par condicio» in campagna elettorale.
17 La Cassazione conferma in via definitiva le condanne degli ultimi due sindaci socialisti di Milano per finanziamenti illeciti e ricettazione di tangenti: 4 anni e 6 mesi per Paolo Pillitteri, 3 anni e 3 mesi per Carlo Tognoli.
Mario Segni rifiuta l’invito del Polo e punta a ricreare il centro.
20 Berlusconi riafferma la sua leadership messa in discussione in un’intervista da Gianfranco Fini; D'Alema corteggia Dini.
21 I vescovi bocciano la cosiddetta desistenza, ovvero l’ipotesi di accordo tra Ulivo, Lega e Rifondazione; Prodi sottolinea che si tratterebbe solo di accordi elettorali e non di governo.
Approvata dalla commissione giustizia del Senato la legge che fissa il tasso di usura al 46% annuo, nonostante l'opposizione di Bankitalia.
Inflazione al 5,5%.
23 Il giudice dell'udienza preliminare, Roberto Spanò, proscioglie Di Pietro dalle accuse di concussione e abuso d'ufficio perchè i fatti non sussistono. I Pm Salamone e Bonfigli annunciano appello.
La Lega rifiuta patti di desistenza con Prodi che in cambio aveva chiesto la chiusura del parlamento del Nord.
24 Dini scende in campo a fianco dell'Ulivo ma con una formazione autonoma, mentre Di Pietro annuncia che non si presenterà candidato a queste elezioni finchè non si chiuderanno tutte le inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto.
La Procura di Roma accusa per abuso di ufficio Prodi per la cessione avvenuta nel ‘93, quando il candidato alla presidenza del Consiglio per l'Ulivo era presidente dell'Iri, di alcune società del gruppo Cirio alla F.i.Svi.
Un ordigno artigianale contenente due chili di tritolo esplode contro il ministero dell’Aeronautica; la rivendicazione è dei Nuclei combattenti comunisti.
26 Il partito di Lamberto Dini ha un nome: si chiama «Rinnovamento italiano».
27 Maccanico presenta la sua «Unione democratica», che riunirà i laici con i Popolari di Bianco in un unico simbolo elettorale.
Si perde nello spazio il satellite italiano a causa della rottura del cavo che lo ancorava alla navetta. Era partito il 22 febbraio da Cape Canaveral (Usa).
28 Dini sceglie ufficialmente l’Ulivo e anche Svp e Uv sono a un passo dall’accordo con il centro-sinistra. Bossi, invece, annuncia che correrà solo.

FINE FEBBRAIO

 

MARZO

1 MARZO - Quarto ordine d'arresto per BETTINO CRAXI. Il poll di Milano di Mani Pulite lo accusa di aver intascato 66 miliardi di tangenti dall'affare Eni-Montesidon.

3 MARZO - Sorpresa politica dalla Spagna. Si afferma la destra; vince le elezioni  con JOSE' AZNAR, battendo Gonzales dopo 13 anni di governo.

7 MARZO - Cambio della guardia dentro la Confindustria. GIORGIO FOSSA, già presidente degli giovani industriali,  sostituisce Luigi Abete.

INIZIO CAMPAGNA ELETTORALE

10 MARZO - Inizio della campagna elettorale. Corrono 130 partiti. Con alcune bufere dentro il CCD e CDU che minacciano di abbandonare il Polo.
Mentre D'Alema non vuole DE MITA nel suo schieramento, e anche l'irpino correrà da solo.

Tante liti dentro le sedi dei partiti per la distribuzione dei seggi. Pannella dentro nel Polo ma a stecchetto, minaccia di rompere l'alleanza. Gli argomenti di propaganda elettorale in tutti i partiti sono le tasse. Tutti  promettono meno tasse, ma come diminuirle,  nessuno ha le idee chiare. Il Polo organizza anche cortei di commercianti.
Si parla inoltre della "par condicio". Singolare l'iniziativa della Fininvest di proprietà di Berlusconi che è  leader del Polo della Lbertà e di Forza Italia. Fa il grande sacrificio di non mandare in onda spot elettorali a pagamento sulle sue reti.
Sono previste solo trasmissioni gratuite. I partiti che ovviamente non possiedono televisioni (129) si devono mettere in coda ed aspettare il loro turno. 
Singolare poi l'appello del Papa "Fate un digiuno di televisione per la salute psichica e spirituale"

19 MARZO - La campagna elettorale è anche all'insegna di battute infelici: l'ex ministro della Giustizia MANCUSO (del Polo) attacca DINI (il leader del nuovo partito) e SCALFARO (Pres. della Rep.) li definisce  "Compagni di merende ai vertici delle istituzioni". - Durissima la risposta di Dini

25 MARZO - Il folclore  nelle campagne elettorali non mancano. Berlusconi  organizza a Milano la giornata  della tax day: commercianti milanesi contro le tasse.
Altre manifestazioni contro il fisco in 57 città. Prodi ha messo in strada il suo "Pulmann" itinerante, visitando paesi e città. A Torino, Prodi proprio in una manifestazione contro le tasse viene contestato, non riesce a concludere il suo intervento, impedito da una pioggia di fischi (ovviamente dei mobilitati forzisti).
DINI  che è ancora nel governo è oggetto di forti critiche da parte di Berlusconi; lo accusa di fare propaganda elettorale con una pioggia di decreti che costeranno poi allo Stato decine di migliaia di miliardi.

30 MARZO - Il presidente della Repubblica SCALFARO, in visita nel Messico, esterna sull'argomento che sta a cuore a certi partiti italiani: "Il presidenzialismo è una minaccia della democrazia italiana".

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE E SULLA RETE
1 Vittorio Cecchi Gori si assicura i diritti televisivi e radiofonici del campionato di calcio per le prossime tre stagioni con un offerta da 213 miliardi l'anno. Accuse da destra e da sinistra alla Rai.
Il Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza conferma il tentativo di delegittimazione del pool «Mani pulite» da parte di esponenti della Guardia di finanza, del Sisde e di politici come Bettino Craxi.
Il Ccd di Casini e Mastella e il Cdu di Buttiglione decidono di presentarsi insieme nel proporzionale sotto il vecchio simbolo dello scudocrociato.
2 Nuovo ordine di cattura - il quarto - per Craxi, con l'accusa di corruzione e finanziamento illecito dei partiti nell'ambito dell'inchiesta sui fondi neri dell'Eni. Vengono condannati a sei mesi di reclusione e due milioni di multa Primo Greganti e Giancarlo Quagliotti, ritenuti responsabili di violazione della legge sul finanziamento dei partiti.
Letizia Moratti promette battaglia a Cecchi Gori, accusato di essere un mercante di diritti.
3 Continuano le accuse del Polo a Dini. Dopo la decisione del presidente del Consiglio di candidarsi alle prossime elezioni, il Polo chiede di modificare il decreto sulla par condicio per regolamentare la presenza sugli schermi del premier.
An attacca il presidente Scalfaro, accusato di avere spalleggiato il piano di Dini e di non vigilare sulla neutralità del governo.
5 Prodi a Torino viene duramente contestato e fischiato, dai commercianti che hanno organizzato una serrata contro il fisco. Il candidato a premier dell’Ulivo lascia la tempestosa assemblea dopo appena cinque minuti. Applausi, invece, per Fini.
A sorpresa la Fininvest decide di rinunciare agli spot elettorali: ufficialmente «per sgombrare il campo dalle polemiche sull’influenza della Tv commerciale», secondo alcuni (i Verdi) per non dare visibilità ai simboli dell’Ulivo e di Dini.
6 Dopo i fatti di Torino anche l’Ulivo affronta con maggior decisione il tema delle tasse e contesta il contributo Inps del 10%, giudicandola una misura affrettata.
Il Pds contesta, come anche An, le nomine dei vertici di Eni, Bnl e Consiglio di borsa messi in agenda da Dini per aprile, ritenendo inopportuno che alla viglia elettorale si proceda a nomine in enti pubblici così importanti, fatta eccezione per quelle non rinviabili.
7 Il Gup di Brescia Roberto Spanò proscioglie Di Pietro da altre due accuse di concussione; i Pm lo accusavano di avere fatto pressioni nel ‘91 sull’ex vice segretario regionale Dc Francesco Rivolta (da lui inquisito) al fine di diventare capo dell’ufficio Automazione del ministero. Resta ora per l’ex pubblico ministero un ultimo appuntamento il 18 marzo con il Gup Anna di Martino, che dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio conseguenti alle accuse di Giancarlo Gorrini.
8 Giorgio Fossa è il nuovo presidente della Confindustria, eletto dalla giunta dell’associazione con 101 voti su 145 votanti. I candidati sconfitti sono il petroliere Gian Marco Moratti e l’industriale Aldo Fumagalli.
Dopo le polemiche sul 10% di contributo Inps sulle collaborazioni il ministro alle Finanze, Augusto Fantozzi, fa marcia indietro.
Saranno due le liste di centro dell’Ulivo nella quota proporzionale, quella di Rinnovamento di Dini e quella del Ppi con Maccanico e Prodi.
10 Giuseppe Montricciolo, pentito e uomo di fiducia di Giovanni Brusca, confessa di avere assistito all’uccisione di Giuseppe Di Matteo, figlio dodicenne di Santo, per mano dello stesso Brusca e di un complice per vendetta contro il pentimento del padre.
11 A Milano nuova protesta dei commercianti contro il fisco.
Continuano le polemiche sulla candidatura di Prodi nel proporzionale nella lista del Ppi. Dopo il leader dei Verdi, Ripa di Meana, anche i vescovi sulle colonne dell’Avvenire criticano la scelta. A contrattaccare per il Ppi è Rosi Bindi, la quale definisce «non segregante la candidatura».
12 Problemi anche nel Polo: Ccd e Cdu minacciano di presentarsi da soli in tutti i collegi; viene contestato il fatto che sono pochi i collegi sicuri per i candidati cattolici e che che viene dato spazio eccessivo alla «cultura libertina-radicale» di Marco Pannella e Vittorio Sgarbi.
Tensione nel centro-sinistra per la candidatura di Ciriaco De Mita.
Il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, gela le aspettative di quanti speravano in un abbassamento del costo del denaro, almeno fin quando l’inflazione non sarà sotto il 4%.
13 Il capo dei Gip romani, Renato Squillante, viene arrestato con l'accusa di corruzione. Secondo i Pm del pool «Mani pulite» Colombo, Davigo e Boccassini il magistrato avrebbe ricevuto due borse di denaro per conto del senatore di Forza Italia Cesare Previti, al quale in cambio avrebbe fornito notizie coperte dal segreto istruttorio e influenzato i giudici. Altri due magistrati romani sono indagati per favoreggiamento: si tratta di Francesco Misiani e Raffaele De Luca Comandini. Dura la reazione del Polo. Dietro l’inchiesta ci sono le intercettazioni e le rivelazioni di Stefania Ariosto, compagna di Vittorio Dotti leader dei deputati di Forza Italia.
Ccd e Cdu non escono dal Polo: hanno ricevuto assicurazioni sui collegi e sul programma elettorale, che non verrà snaturato dall’alleanza con Pannella e Sgarbi.
14 Mini scisma nell’Ulivo. Willer Bordon resuscita Alleanza democratica, Leoluca Orlando minaccia di presentare candidati autonomi della Rete in Sicilia, i laburisti di Valdo Spini chiedono più spazio, rimane aperta la controversia su De Mita.
Rottura anche nel Polo. Pannella, che voleva un numero di collegi «pari a quello degli ex Dc», correrà da solo, mentre Sgarbi rientra in Forza Italia.
16 Silvio Berlusconi viene iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul giudice Renato Squillante. Il leader di Forza Italia avrebbe ricevuto i favori per i quali il capo dei Gip era stato regolarmente retribuito, anche con gioielli fatti comprare, secondo l’accusa, dallo stesso Berlusconi.
Botta e risposta roventi tra le Procure di Milano e Roma. Il procuratore capo della capitale, Michele Coiro, conferma piena fiducia nei magistrati indagati e rilancia il lavoro svolto dalla sua procura in risposta alle accuse di collusione con il mondo politico mosse dal collega milanese Francesco Saverio Borrelli.
17 Vittorio Dotti, compagno di Stefania Ariosto, grande accusatrice del senatore Previti, è estromesso dalle liste elettorali del Polo dopo che Berlusconi gli aveva chiesto di rinunciare alla candidatura nel collegio Milano 4 e lui aveva rifiutato.
19 Il presidente Scalfaro richiama all’ordine i magistrati dopo gli scontri tra le Procure di Milano e Roma, sottolineando il fatto che «è stata turbata la fiducia nella giustizia». C’è anche un richiamo al rispetto del segreto istruttorio e alla cessazione delle polemiche.
20 Si apre la campagna elettorale del Polo al Palaeur di Roma all'insegna degli slogan «niente tasse sui Bot» e «dobbiamo fermare i comunisti».
Il capo dei Gip romani Squillante inizia lo sciopero della fame. Continuano le accuse contro Previti; Michele Caccavale, deputato uscente di Forza Italia non ricandidato dal partito, dichiara che «a Roma tutti sapevano che Cesare Previti aggiustava i processi pagando i magistrati».
21 Si chiude la partita tra Cecchi Gori e Rai; il presidente della Fiorentina si ritira dall'asta e la Moratti si riprende i diritti sul campionato alla stessa cifra dell’offerta originaria.
Bertinotti rilancia tassazione dei Bot, scala mobile ed equo canone e dice no alle privatizzazioni mettendo in serio imbarazzo Prodi, Dini e D’Alema.
23 E’ catturato in Spagna Al Molqui, il capo del commando che sequestrò l'Achille Lauro evaso a Roma il 28 febbraio.
Dilaga in tutta Europa la psicosi della «mucca pazza». Bloccate le importazioni di carne inglese, ma crolla tutto il mercato della carne.
Negata la scarcerazione a Renato Squillante e Attilio Pacifico per il rischio di inquinamento della prove.
25 Scontro nella Lega tra Bossi e Pivetti. Il leader del Carroccio vuole la Padania indipendente e fa votare a Pontida la Costituzione del Nord, il presidente della Camera invece subordina la carta della Padania a quella dell'Italia.
L’Inps dovrà rimborsare 22 mila miliardi ai pensionati a seguito di una sentenza della Corte costituzionale.
28 La Corte d’Assise di Roma conferma la pena di 7 anni per Licio Gelli, condannato per millantato credito e calunnia. Assolti invece il finanziere Umberto Ortolani, Antonio Viezzer e Antonio Labruna poiché «la loggia massonica P2 non cospirò contro i poteri dello Stato», confermando così la sentenza di primo grado del 1994.
29 Maxi truffa da 2500 miliardi ai danni dello Stato ad opera del II Ufficio Iva di Roma che ha erogato rimborsi senza compiere le verifiche necessarie.
Si tiene a Torino la Conferenza sulla riforma del Trattato di Mastricht.
31 Di Pietro viene prosciolto dall’accusa di concussione a Brescia. Duri attacchi ai due Pm Salamone e Bonfigli, mentre la prima Commissione referente del Csm decide il trasferimento per incompatibilità ambientale del Pm bresciano Guglielmo Ascione.

FINE MARZO


APRILE


 
21 APRILE 
48.841.092 italiani alle urne

Ha vinto "Aramis" il moschettiere di Gallipoli

Vince proprio la coalizione del PDS. Esulta anche Massimo D'Alema,  lui che non le voleva le elezioni; aveva paura di perderle. Sulla carta fino a quindici giorni prima gli sembravano perse, forse credeva pure lui nei declamanti  sondaggi del suo avversario Berlusconi. Invece le urne hanno premiato la sinistra con un netto vantaggio al Senato, e con sette seggi alla Camera. 

Bill Clinton il 2 aprile, durante la visita di Scalfaro in Usa, aveva dichiarato "Non ci spaventa una vittoria della sinistra in Italia".

Non era dello stesso parere in Italia Berlusconi, che ha condotto una campagna elettorale contro i comunisti degna di quelle fatte nel '48, cioè parossistica, sprezzante, allarmistica. Da fine del mondo.   Il giorno dopo i risultati, invece la Borsa guadagna il 4,9 % e la lira  nei confronti del marco tocca il livello più basso, 1020 lire; non accadeva dal 1994; e il dollaro a 1551 lire.

Vince dunque la coalizione di centro-sinistra dell'Ulivo guidata da ROMANO PRODI, formata da PDS, PPI, Rinnovamento, Unione democratica, e Verdi.
Maggioranza in Senato, ma alla Camera avrà bisogno della "desistenza" di Rifondazione Comunista. Il patto stipulato con Prodi non era  di alleanza, ma anche questo di "desistenza" in alcuni collegi, non presentando candidati per favorire Rifondazione; allo stesso modo si era comportato Bertinotti negli altri collegi nei confronti dell'Ulivo.

SENATO - complessivo 315 Senatori

Ulivo voti......... 13.434.606......41,2%...............seggi 157
Rif. Comun.........934.974..........3,9.............................10.... .......tot 167

Polo Libertà......12.185.020.......37,3..........................116
Pann.Sgarbi...........509.826.........1,6..............................1............tot 117

Lega Nord ..........3.394.733.......10,4.............................27
Fiamma..................747.487.........2,3...............................1
Autonomisti...........207.000..........0,6..............................3

CAMERA - complessivo 630 Deputati (uninominale + proporzionale)

Ulivo ......................34,8.............289 seggi
Rif. Comunista..........8,6...............35
Polo Libertà.............42,1.............246
Lega Nord ...............10,1..............59
Misto.........................4,4................1

 

I seggi di DINI, ma anche i 35 di Rifondazione comunista, si sono rivelati decisivi per la maggioranza, ma saranno proprio i voti di BERTINOTTI nel corso dell'anno a bloccare  (più di ogni altro partito, scavalcando perfino il potere sindacale)  qualunque intervento correttivo su pensioni, sanità, stato sociale, economia;  perfino i provvedimenti in linea con i parametri europei.
Altre difficoltà per Prodi verranno durante l'anno da parte della Confindustria, Confartigianato, Confcommercio; è accusato il premier di varare solo leggi fiscali invece di intervenire sui tagli della spesa pubblica. 

Nell'occhio del ciclone la durissima manovra fiscale che verrà approvata a fine anno dal governo Prodi. Criticata perfino dal suo più autorevole alleato: il Pds di D'Alema, che ha nel governo 8 ministri chiave.
Il leader del
Pds, dall'ex grande manager dell'Iri, forse si aspettava molto di più come capacità strategiche, e non nasconde la delusione nel vederlo fare null'altro che pura gestione, senza promuovere nulla.
Non accontentando nessuno: la sinistra resta così delusa nelle aspettative; non ha accontentato le forze produttive che sono sul piede di guerra; e ha in ogni angolo l'imbarazzante ostacolo (in alcuni casi vera e propria ostilità) di Bertinotti.

In conclusione questo governo offre continuamente molte carte all'opposizione per fare dura e spesso ironica critica al suo operato, a tutto il lavoro svolto, e di riflesso a tutto il centrosinistra.

 

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE E SULLA RETE
1 Vengono concessi gli arresti domiciliari all'ex capo dei Gip romani Renato Squillante. Nel provvedimento di scarcerazione è accusato di essere stato «stabilmente retribuito per favorire la Fininvest».
Fini frena su Maastricht: «Si va ma con tempi compatibili con l'economia reale».
2 Dini rinuncia alle nomine dei vertici Eni e Bnl.
Viene definitivamente smentito il possibile impegno di Di Pietro nella campagna elettorale. L’Ulivo offre comunque all’ex Pm un ministero in caso di vittoria
4 Letizia Moratti, presidente Rai, annuncia che lascerà il suo incarico insieme all’intero consiglio a partire dal 23 aprile, subito dopo le elezioni dopo aver presentato un bilancio aziendale in attivo di 68 miliardi.
Si profila un buco di 10 mila miliardi nei conti pubblici. Il Polo aveva accusato il premier di nascondere le cifre del deficit e Dini ha chiesto alla Ragioneria generale dello Stato di accelerare la preparazione della relazione trimestrale di cassa. Tra le cause del buco ci sono: una maggiore spesa per interessi sul debito, il rallentamento dell’economia, un prelievo straordinario dell’Unione europea, il finanziamento per il salvataggio del Banco di Napoli.
6 Viene condannato a dieci anni Bruno Contrada, ex numero due del Sisde accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
A marzo l’inflazione tendenziale, ancora in calo, si attesta sul 4,5% rispetto al 5% di febbraio.
Si surriscalda il dibattito elettorale sul fisco. Fini propone l’abolizione della ritenuta fiscale alla fonte per i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma nel Polo ci sono reazioni di cauto distacco. Accuse di demagogia vengono invece dall’Ulivo.
9 Berlusconi rivolge un appello ai cattolici di votare Forza Italia e scatena critiche anche nella Chiesa, mettendo in imbarazzo gli stessi alleati del Polo. Il leader forzista smentisce poi che il programma del Polo preveda l’eliminazione della trattenuta sulle buste paga.
10 Il Presidente del Consiglio Dini afferma che entro il 15 maggio sarà necessario varare una manovra aggiuntiva che consenta di non superare il deficit previsto di 109 mila e 400 miliardi.
Il caso Contrada spacca i due Poli. Fini prende le distanze dalle bordate di Forza Italia; Gerardo Bianco contesta la decisione del tribunale di Palermo, che gli appare come il preludio al verdetto di condanna per Andreotti; il leghista Roberto Maroni, ministro dell’Interno del governo Berlusconi, rivela i retroscena dell’estate ‘94 e afferma che Previti voleva allontanare Gianni De Gennaro, capo della Criminalpol, poiché lo riteneva manovratore delle «Procure rosse» contro Berlusconi e nominarlo prefetto di Palermo.
12 Il Csm approva, quasi all’unanimità, un documento in difesa di Caselli e dei magistrati palermitani dopo le accuse lanciate da Forza Italia, i cui esponenti in seno all’organo della magistratura votano contro.
14 Il vertice dei ministri finanziari europei decide a larga maggioranza lo «Sme bis» per i Paesi che dovrebbero entrare in un secondo momento a far parte dell'unione monetaria europea. L'accordo prevede il loro ingresso anche se il debito pubblico sarà superiore al 60% del Pil, purchè gli altri parametri richiesti dal trattato siano rispettati.
15 Accordo elettorale fatto tra Marco Pannella e Silvio Berlusconi: posti di governo in cambio dell’appoggio nell’uninominale. Ma Ccd e Cdu ribadiscono le posizioni del Polo su droga e aborto
17 Bettino Craxi condannato a otto anni e tre mesi, nonchè al risarcimento di oltre 50 miliardi; assolta Barbara Pollastrini, ex segretario del Pci-Pds. Queste le sentenze emesse dal tribunale di Milano per le tangenti pagate sugli appalti alla metropolitana milanese. Sono condannati anche Francesco Paolo Mattioli (dirigente Fiat), Gianni Cervetti (ex parlamentare Pci) e Luigi Civardi (manager della cooperativa Cogielte. In particolare, Craxi viene ritenuto colpevole di aver preso mazzette sugli appalti della metropolitana milanese per 11 anni. Sommando le pene di Enimont ed Eni-Sai l’ex leader del Psi totalizza oltre 22 anni di reclusione.
I Pm bresciani Salamone e Bonfigli presentano ricorso in appello contro la sentenza di archiviazione pronunciata nei confronti di Di Pietro dal Gup Spanò e proseguono l’istruttoria sui casi (25 procedimenti) ancora aperti in relazione all’ex magistrato.
18 La Stet, società pubblica delle telecomunicazioni, presenta un piano di tagli agli stipendi dei nuovi assunti del 25% sul minimo tabellare, l’addio alla quattordicesima e l’aumento dell’orario di lavoro; i sindacati proclamano 12 ore di sciopero per il 9 maggio.
19 Eugenio Scalfari lascia la direzione del quotidiano «La Repubblica». Lo sostituisce Ezio Mauro, direttore della «Stampa».
20 Viene arrestato Michele Condipodaro, che dall’‘89 al ‘91 fu nella scorta di Giovanni Falcone, accusato da un pentito Aurelio Neri di essere stato al soldo di Raffaele Ganci per riferire alla mafia tutti i movimenti del giudice.
21 Scontro tra Cgil e Confindustria sulla riduzione dei minimi salariali nel Sud per rilanciare l’occupazione. Cisl e Uil si dicono invece disposte a trattare.
23 Le elezioni registrano la vittoria dell’Ulivo, che ottiene la maggioranza assoluta al Senato ma non alla Camera ed è dunque necessario l’appoggio di Rifondazione. An non supera Forza Italia, la Lega guadagna ma Bossi si dice deluso. Prodi offre subito al Polo la presidenza di una delle due Camere.
Felice Maniero, il boss della mafia del Brenta, è condannato a 33 anni per associazione mafiosa e altri reati; essendo pentito è stato scarcerato dopo la sentenza del Tribunale di Venezia.
24 Prodi rassicura Scalfaro che il governo sarà fatto entro maggio e intanto annuncia che intende aprire immediatamente il dialogo con Di Pietro, che considera una risorsa per il Paese. Continuano nel Polo gli scontri e le accuse di responsabilità.
I mercati recuperano e la lira si attesta a 1020 sul marco, ma Fazio frena sul ribasso dei tassi.
25 Secondo la relazione trimestrale di cassa c’è un buco da 9.600 miliardi nei conti pubblici che fa salire il deficit a 119 mila miliardi contro i 109 mila previsti. Segnali positivi vengono però dal Tesoro, l'ultima asta di Bot ha segnato un calo dei tassi al 7,5% netto.
Sentenza clamorosa della Corte costituzionale, che dichiara illegittima la presenza in dibattimento di un giudice che nei confronti dell’imputato abbia già espresso un verdetto in tema di misure cautelari come componente del Tribunale della Libertà. Rischiano di saltare molti processi importanti, tra cui quello per la strage di Capaci
26 Di Pietro si prepara a entrare in politica. Inizia un giro di consultazioni con Mastella (Ccd), Tremaglia (An) e Giorgianni (Rinnovamento), mentre avvia anche un dialogo a distanza con Prodi.
29 Di Pietro annuncia l'intenzione di fondare un movimento politico autonomo di centro, mentre proseguono a toni alterni le scommesse sulla sua partecipazione al Governo Prodi.
Appello del Papa affinché lo Stato assegni fondi a scuole e istituti cattolici.
30 Prodi annuncia diciotto mesi di sacrifici in un’intervista al quotidiano Herald Tribune e risponde a Bertinotti: non sarà reintrodotta la scala mobile.
Vertice del Polo per discutere le offerte del centro-sinistra sulla presidenza di palazzo Madama. Si profila un braccio di ferro Fisichella-Scognamiglio.

FINE APRILE


MAGGIO

  

4 MAGGIO - Clima del dopo elezioni sereno, ma anche clima di veleni e di proclami.
Da Mantova, dal Parlamento ombra leghista (la sede è in una sala da pranzo di Villa Riva; negli altri giorni si banchetta,  la domenica si affitta alla Lega) Bossi annuncia che abbandona il federalismo e abbraccia il secessionismo "ma -precisa- senza insurrezioni armate".

Le polemiche non si fanno attendere. A iniziarle sono per primi i vescovi. Poi interviene Scalfaro a ricordare la Costituzione; e dopo appena essere stato eletto presidente della Camera, anche Violante, il 10, nel suo primo discorso afferma "useremo anche la forza contro la secessione".
Lui comunista,  minacciando le maniere forti, si prende gli applausi anche dalla destra.

5 MAGGIO - Sorpresa dal vertice del Polo. Berlusconi mentre era in trattative con l'Ulivo, candida autonomamente  alla presidenza del Senato FRANCESCO COSSIGA.  Le trattative con Prodi si  rompono.

Il 9 maggio, alla prima riunione delle Camere, sono eletti o Presidenti, al Senato NICOLA MANCINO (del PPI); e alla Camera  LUCIANO VIOLANTE del PDS). Il commento di Berlusconi su quest'ultimo è al vetriolo, Con l'eventualità che diventasse lui il guardasigilli già non gli aveva risparmiato giorni prima una malignità (quella che leggiamo nel secondo titolo del giornale sopra "Se sarà Violante....ecc.))

18 MAGGIO - Il Nuovo Governo Prodi giura al Quirinale. Molti gli esordienti (ovviamente tutti quelli della sinistra che per la prima volta mettono piede a palazzo Chigi).
Ci sono però alcune facce già note, in prima fila Dini, poi Ciampi e Maccanico. Ci sono tre donne: Bindi, Finocchiaro, Turco.
Poi la faccia più nota in questi ultimi quattro anni; quella dell'ex magistrato di Mani Pulite: DI PIETRO. Dopo aver fatto penare tanti leader di partito sia da una parte che dall'altra  non sapendo ideologicamente da che parte pendeva; dopo aver dichiarato più volte che non sarebbe mai entrato nella politica, rifiutato persino una candidatura che gli era stata offerta prima delle elezioni, ha infine  accettato l'offerta dell'Ulivo per occupare il ministero dei Lavori pubblici. Anche se le sue vicende processuali - con le accuse che gli sono state rivolte- non sono ancora terminate.
Bertinotti esprime già uno dei suoi tanti dissensi "E' una cattiva notizia".
Oltre i ministri, sono 49 i sottosegretari del nuovo governo Prodi. 

23 MAGGIO - Iniziano i veleni su Mani Pulite. Un ritornello che ritornerà a galla ogni volta che un rappresentante del Polo è indagato o rinviato a giudizio dal pool di Mani Pulite. Inizia FINI: "Mani Pulite  è un'inchiesta politica". 
Veleni anche sui siciliani, che il leghista Speroni, in un intervento al Senato definisce "tutti mafiosi". Viene sfiorata la rissa tra i banchi.

24 MAGGIO - Nel clima di sopra, il Senato vota la fiducia al governo Prodi, mentre il.....

31 MAGGIO - alla Camera la fiducia definitiva è concessa  con 322 Sì,  contro 299 No.

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE E SULLA RETE
1 Incontro tra Prodi e Di Pietro, sfuma l’autocandidatura dell'ex magistrato per ricoprire i ministeri dell'Interno o della Giustizia.
3 L’Italia viene promossa in serie A1 da Moody's, l’agenzia di rating americana, che giudica positivamente i nostri conti con l’estero.
E’ interrogato dai giudici palermitani don Tano Badalamenti, ex boss mafioso di Cinisi, che avanza sospetti sulla veridicità delle dichiarazioni di Buscetta.
Si sta preparando il decreto «salva processi», che dovrebbe impedire la scarcerazione di quasi 500 mafiosi dopo la sentenza di incompatibilità dei giudici pronunciata dalla Consulta. Il guardasigilli Vincenzo Caianello riceve mandato dal Consiglio dei ministri di predisporre lo schema di un provvedimento urgente.
Spaccatura nel Ccd. Mastella e altri 11 membri abbandonano i lavori della direzione in aperta contrapposizione a Casini, il quale propone l’unificazione con il Cdu e la federazione con Forza Italia. Mastella dice di voler salvaguardare l’identità del partito e guarda a Di Pietro e Dini.
5 Bossi insedia a Mantova il nuovo parlamento del Nord in vista della secessione. Cauta la Pivetti, che rilancia la via istituzionale per arrivare all’autonomia del Nord.
Di Pietro accetta la proposta di Prodi e annuncia il suo ingresso nel governo come ministro dei Lavori pubblici. C’è euforia nell’Ulivo ma è contrario Bertinotti, il quale giudica l’ex Pm incompatibile con un governo di centro-sinistra e teme un eccessivo peso del centro nella coalizione.
6 Il Polo candida Francesco Cossiga alla presidenza del Senato scompaginando le carte del cosiddetto «Tavolo delle regole» e trova l'immediato rifiuto del Pds che la considera una provocazione.
Viene arrestato Salvatore Cucuzza, superlatitante di Cosa nostra fedelissimo di Totò Riina.
I vescovi condannano la proposta secessionista di Bossi.
9 Il primo giorno della XIII Legislatura si apre con lo scontro aperto tra i due Poli sulle votazioni dei presidenti delle Camere. Bocciato Cossiga dal centro-sinistra e respinta dal centro-destra la candidatura di Scognamiglio, l’Ulivo propone Luciano Violante e Nicola Mancino.
L’Unione europea chiede all’Italia di varare una manovra da 12-14 mila miliardi sui conti pubblici, correggendo così al rialzo le stime errate di 9.600 miliardi opera del governo Dini.
Si apre a Roma davanti al Tribunale militare il processo contro Erich Priebke, ex capitano delle Ss accusato di aver partecipato alla strage delle fosse ardeatine.
10 Mancino (Ppi) è eletto presidente del Senato al secondo scrutinio con 178 voti a favore su 314 votanti.
Monito del Papa ai cattolici, chiamati a difendere l’unità del Paese contro le velleità secessioniste della Lega. Continua la polemica tra la cattolica Pivetti e la Cei, definita «un carrozzone burocratico».
Giunge all’approvazione il decreto «salva processi» che: allunga i termini della custodia cautelare nel caso di riapertura totale o parziale dei dibattimenti.
Pippo Baudo viene indagato per concusisone continuata dal ‘93 per le «Telepromozioni». Baudo si autosospende dalla carica di direttore artistico della Rai.
Scontro tra Dini e Pds sulle nomine Eni.
Craxi è accusato per la prima volta di associazione per delinquere.
11 Violante è il nuovo presidente della Camera con 316 voti su 609, dopo tre votazioni a vuoto.
Riduzione del 20% dello straordinario nel pubblico impiego, blocco delle assunzioni e riduzione degli acquisti dei Ministeri: sono queste le principali misure della manovra correttiva dello staff di Dini.
12 Arturo Parisi e Enrico Micheli sono i due sottosegretari alla presidenza del Consiglio, mentre Fausto Bertinotti dice no alla Nato e a Maastricht.
Alessandra Mussolini accusa la segreteria di Fini di essere una «monarchia».
13 Bossi si dichiara disposto ad appoggiare il governo Prodi in cambio di un impegno concreto sul federalismo, cauta la reazione del presidente del Consiglio. Viene nominato il governo della Padania con Giancarlo Pagliarini alla presidenza.
Il Pm Giorgio Castellucci chiede 169 rinvii a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sui falsi invalidi.
14 Al processo d’appello sul crack del Banco Ambrosiano l’accusa chiede sei anni per Carlo De Benedetti.
La lira scende a quota 1013 sul marco.
Sette assessori comunali di Milano vengono indagati per abuso d’ufficio. Si chiede anche la sospensione della carica pubblica per la leghista Cristina Gandolfi, responsabile dell servizio Economato, per il controllo di gestione delle assicurazioni del Comune.
16 Dopo le perplessità espresse da Ciampi salta la manovra Dini; a vararla sarà il nuovo Governo.
Il presidente della Repubblica, Scalfaro, affida ufficialmente l'incarico di formare il nuovo governo a Prodi.
Nuove accuse per Cesare Romiti, neopresidente della Fiat, e Francesco Paolo Mattioli, direttore finanziario del gruppo; i due devono rispondere di falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti anche per il ‘92 oltre che per ‘90 e ‘91.
Il Gip di Milano Grigo ordina l'arresto di sette manager Fininvest accusati di falso in bilancio e accantonamento di fondi neri.
18 Prodi presenta la lista dei ministri: 20 in tutto, 9 al Pds, 3 al Ppi, tre alla lista Dini, uno ai Verdi, uno all'Unione democratica (Maccanico), tre tecnici (Ciampi, Di Pietro e Flick).
Inchiesta Squillante: arrestati gli avvocati Giovanni Acampora e Attilio Pacifico (quest’ultimo già agli arresti domiciliari) con l'accusa di corruzione in atti giudiziari in concorso con Previti per la maxi tangente di 67 miliardi servita ad aggiustare il processo Imi-Rovelli.
21 Viene arrestato ad Agrigento, insieme al fratello Vincenzo, Giovanni Brusca, latitante numero uno di Cosa nostra accusato di essere l’esecutore della strage di Capaci e lo strangolatore del figlio del pentito Santo Di Matteo.
L’inflazione scende al 4,3%, la lira scende a 1008 sul marco.
22 Vengono nominati 49 sottosegretari, di cui 18 non parlamentari. Resta in sospeso la nomina del sottosegretario con delega al Giubileo.
23 Nel suo discorso programmatico a palazzo Madama Prodi si impegna a promuovere il federalismo fiscale, chiede all’opposizione di partecipare alle grandi riforme e chiede sacrifici per risanare la finanza pubblica. Rifondazione si dice delusa.
24 Scontro tra Di Pietro e Prodi relativamente alla delega per il Giubileo, che l'ex magistrato reclama in qualità di ministro dei Lavori pubblici con delega alle aree urbane.
Il giudice istruttore Rosario Priore, titolare dell’inchiesta sul disastro aereo di Ustica, si dimette dall’incarico dopo il coinvolgimento nella vicenda Squillante.
28 Di Pietro parla all’assemblea annuale degli imprenditori e promette che saranno riaperti i cantieri, compresi quelli bloccati dalle vicende giudiziarie.
Intanto il ministro alle Finanze, Vincenzo Visco, dichiara guerra agli evasori e annuncia lo snellimento burocratico. La Guardia di finanza scopre 1158 evasori totali e individua 230 mila miliardi di evasioni nel 1995.
29 Il Fondo monetario internazionale invita Prodi a ridurre il deficit pubblico solo con tagli alle spese perchè la pressione fiscale è arrivata ai livelli di guardia. Il presidente del Consiglio rassicura il Fmi e incontra il cancelliere tedesco Helmut Kohl. In quell’occasione promette il rientro della lira nello Sme entro la fine dell’anno.

FINE MAGGIO

 

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