ANNO 2000

CRONOLOGIA DELL'ANNO ( 3a PARTE )


GLI ALTRI MESI DELL'ANNO 2000

17 APRILE -  ELEZIONI - VINCE IL CENTRODESTRA,
MAGGIORANZA ALLE CORDE,
D'ALEMA SULL'ORLO DELLE DIMISSIONI.


Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi: 8 regioni vanno al Polo, 7 al Centrosinistra, ma aldila' del dato numerico è il "peso" delle regioni che fa la differenza.

regioni del Centrodestra e gli eletti del Centrosinistra
LOMBARDIA (FORMIGONI) 62,4 % E. ROMAGNA (MARTINI) 56,5
PIEMONTE (GHIGO) 51,8 TOSCANA (MARTINI) 49,2
VENETO (GALAN) 54,9 MARCHE (D'AMBROSIO) 49,9
LIGURIA (BIASOTTI) 50,8 UMBRIA (LORENZETTI) 56,4
ABRUZZO (PACE) 49,3 MOLISE (DI STASI) 49,0
LAZIO (STORACE) 51,3 CAMPANIA (BASSOLINO) 54,2
PUGLIA (FITTO) 53,9 BASILICATA (BUBBICO) 63,1
CALABRIA (CHIARAVALLOTTI) 49,8  

 

Il Polo vince in : Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria; il centrosinistra in : Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Molise, Basilicata. Tutto il Nord e' nelle mani di Polo e Lega, e se cio' era stato comunque paventato, a colpire e' l'entita' del successo del Centrodestra che , Liguria esclusa, avrebbe vinto anche senza il Carroccio.
In Lombardia per Formigoni c'e' stato un autentico plebiscito, 62,4% contro il 31,5 di Martinazzoli mentre nel Piemonte Ghigo si riconferma Presidente con il 51,8% lasciando il 39,5% a Livia Turco e solo il 5% alla Bonino.
La Turco accusa "l'appello ai Radicali fatto da D'Alema mi ha danneggiato, era chiaro che sarebbe finita cosi'".
In Veneto non e' servita la candidatura di Cacciari che col 38,2% e' stato distanziato di oltre 16 punti da Galan arrivato al 54,9% (ai Radicali resta solo il 2,2%). Cacciari "sapevo che avrei perso, ma speravo di farlo meglio, di certo se la sinistra negli ultimi 3 mesi avesse taciuto di piu' forse le cose sarebbero state diverse".

Il Polo poi riesce a piegare la sinistra anche in una sua ex roccaforte: la Liguria dove Biasotti col 50,8% supera il Presidente uscente Mori fermo al 46%. Dunque al Polo e' riuscito l'en-plein al Nord, la sinistra dovra' seriamente riflettere su una totale perdita di radicamento nelle regioni piu' produttive del paese. Per una analisi dei flussi elettorali e' decisamente presto, ma visto il magro risultato dei radicali pare evidente che gran parte degli elettori della Lista Bonino ha finito per scegliere il Polo.

Nel Centro Italia resistono le regioni tradizionalmente rosse, in Emilia per il Polo non c'e' il Guazzaloca bis; Errani con un netto 56,5% batte infatti Cane' fermo al 40,3%; agevole anche la vittoria di Maria Rita Lorenzetti in Umbria col 56,4%, con Ronconi del Polo al 39,2; meno netta la riconferma del centrosinistra nelle Marche dove D'Ambrosio ottiene il 49,9% e Bertucci del Polo il 44%.
La sinistra tira poi un sospiro di sollievo in Toscana, dove si era presentata senza Rifondazione; Martini vince col 49,2% piegando Altero Matteoli, giunto al 40%.
Ma nel centro Italia le buone notizie per la maggioranza finiscono qui: infatti e' nel Lazio che la sinistra subisce la sconfitta politicamente piu' dura. Storace (AN) ottiene una vittoria che molti, nel Polo stesso, giudicavano impossibile e col 51,3% strappa la regione a Badaloni bloccatosi al 46%. Storace esulta "la sinistra paga la sua arroganza e presupponenza, credevano che il Lazio fosse gia' al sicuro ed hanno trascurato la gente". 

A non trasformare le elezioni in una Caporetto per il Governo ci ha poi pensato Bassolino che in Campania si e' affermato col 54,2% battendo Rastrelli (44) e lasciando a Pannella, altro candidato, un misero 1,2%. "E pensare che in Campania rischiavamo pure di presentarci divisi , cosi' avremmo perso pure qui" sbotta Bassolino. Nel resto del sud il centrosinistra vince nettamente in Basilicata (Bubbico ha il 63,5% contro il 35 di Pagliuca) e per soli 600 voti in Molise (Di Stasi 49%, Iorio 48,9%). Il Polo vola invece in Puglia (Fitto 54% , Sinisi 43%) e piega la sinistra pure in Calabria (Chiaravallotti 49%, Fava 48%).

*** I PRIMI COMMENTI DEI LEADER. DAL IL CENTRODESTRA "SI VADA ALLE URNE, IL GOVERNO E' FINITO" Tutti i maggiori esponenti politici hanno preferito attendere i risultati definitivi per esprimere un parere. Poi Berlusconi nel suo primo commento puo' esultare "il Polo e' ormai maggioranza, ora non c'e' alternativa al ritorno al voto. Sapevo che avremmo vinto, io l'ho sempre detto, l'ho sempre intuito, gli Italiani non si sentono rappresentati dalla sinistra". Euforiche anche le prime parole di Fini, che vede il rilancio di AN soprattutto grazie al successo di Storace, "D'Alema deve andarsene, se resta a Palazzo Chigi offende gli Italiani, gli elettori hanno condannato il Governo, ora si deve votare e non importa se per far cio' bisogna rinunciare ai referendum".

Bossi "ci avevano dipinto come eversivi , ma io sapevo che sarebbe finita cosi', ormai la sinistra al Nord ha chiuso". E D'ALEMA SALE AL QUIRINALE A RIMETTERE IL MANDATO. A Botteghe Oscure si e' sperato fino all'ultimo che mutasse il trend delle proiezioni Abacus che vedevano il Polo primeggiare, poi appurato nel primo pomeriggio il risultato definitivo di tutte le Regioni, D'Alema decide di recarsi da Ciampi e di offrire le proprie dimissioni.  Scarno il primo commento di D'Alema "era giusto che rimettessi il mandato, ma sono contrario allo scioglimento delle Camere".

Al momento sono poche le dichiarazioni che giungono dalla maggioranza: Veltroni "c'e' stato un preoccupante spostamento di voti verso destra, io pero' non auspico le elezioni, ci sono ancora i referendum da votare" poi aggiunge sibillino "e' chiaro che abbiamo pagato lo strappo del 1998", ovvero la sostituzione di Prodi con D'Alema. E la "caccia" a D'Alema pare ufficialmente partita, Boselli "io lo dissi gia' nell'inverno che con D'Alema saremmo stati battuti", Castagnetti "abbiamo perso il voto cattolico, ora basta Premier di sinistra, serve una figura di centro". 

18 APRILE -  GOVERNO D'ALEMA AL CREPUSCOLO Ciampi non ha momentaneamente accolto le dimissioni di D'Alema scegliendo di rinviarlo alle Camere, tuttavia il Premier ribadisce la sua intenzione di dimettersi. "E' una scelta irrevocabile" fa sapere D'Alema che poi si dice di nuovo "contrario ad elezioni anticipate".

*** IL POLO "SI DEVE VOTARE". Berlusconi "Speriamo che la scelta di D'Alema di dare le dimissioni non finisca col solito sceneggiato, ormai la sinistra non ha legittimazione dato che ha subito in un anno prima la sconfitta alle Europee poi alle Regionali, per cui l'unica soluzione e' tornare alle urne". Fini rincara la dose "la sinistra e' minoritaria nel paese, se rimane al potere perde definitivamente la credibilita', ormai non c'e' alcuna alternativa al voto".
  Il Polo cerca dunque di sfruttare l'onda lunga del risultato delle regionali per assestare il colpo decisivo alla maggioranza, cioe' andare al voto prima dell'estate con D'Alema, ormai indebolito, come Premier. Ma gli scenari sono ad oggi molteplici ed intricati.
Lo sbocco piu' probabile pare quello che va verso la sostituzione di D'Alema con una figura di centro (quello che fu Prodi nel 1996) che porti a compimento la legislatura e che potrebbe poi essere pure il candidato Premier del centrosinistra nel 2001.
PPI e Mastella spingono per il Governatore della Banca d'Italia Fazio considerata "figura di sicuro prestigio e fondamentale per attirare di nuovo il voto cattolico". Ma la rosa dei nomi dei possibili sostituti di D'Alema comprende anche Mancino, Amato Dini e il banchiere Bazoli. Le intenzioni di Ciampi sono quelle di risolvere nel piu' breve tempo possibile quella che e' ormai a tutti gli effetti una crisi di Governo; il Presidente della Repubblica ha chiesto che il nome del sostituto di D'Alema emerga al piu' presto.

*** I RISULTATI DELLE COALIZIONI E DELLE AMMINISTRATIVE. Giungono oggi i dati definitivi sulle percentuali dei singoli partiti e delle citta' in cui si e' votato per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali. Il centrodestra (con la Lega) e' al 50,7%, il Centrosinistra (con Rifondazione) al 45,1%. Nel Polo Forza Italia, pur perdendo qualcosa rispetto al 99, si conferma primo partito col 25,2, AN risale al 13% mentre resta stabile il CCD. La Lega recupera qualcosa rispetto alle Europee dello scorso anno e arriva al 5%. Nel Centrosinistra i DS trovano almeno un motivo per sorridere avendo recuperato oltre 400mila voti e assestandosi al 21,2% ; anche il PPI riesce a risalire ed arriva al 5,1. Ma per gli altri partiti della maggioranza e' notte fonda: per i Democratici in particolare c'e' una perdita secca di oltre 600mila voti che li vede precipitare al 4,7%. Notevole e' invece l'affermazione di Rifondazione che diventa di fatto, col 5,8, il quarto partito italiano. Debacle invece per i Radicali, scesi al 2,2%. Naturalmente sono risultati da prendere con le molle dato che si riferiscono comunque alle sole 15 regioni in cui si e' votato.
Ma per la maggioranza pessime notizie giungono dal voto delle amministrative; a Catania, in quello che era il feudo di Bianco, il Polo vince al primo turno col 56,6%, mentre a Venezia, il candidato del Polo Brunetta porta al ballottaggio col 39% una sinistra presentatasi divisa al primo turno con Costa (37,7%) e Bettin, sostenuto da Verdi e Rifondazione, al 16,3%. 

19 APRILE -  OGGI LE DEFINITIVE DIMISSIONI DI D'ALEMA. E' l'ultimo giorno da Presidente del Consiglio per Massimo D'Alema. Questa mattina parlera' al Senato per spiegare le ragioni della sua scelta di "dare irrevocabili dimissioni" , poi non ci sara' neppure il dibattito alla Camera: D'Alema dopo aver parlato a Palazzo Madama si rechera' da Ciampi a rimettere definitivamente il mandato.
*** QUALI I POSSIBILI SBOCCHI DELLA CRISI? Il Polo non cede di un millimetro: "la nostra posizione e' chiara e decisa; servono elezioni anticipate, e il 18 giugno potrebbe essere la data giusta". Berlusconi "io apprezzo il gesto di D'Alema di aver preso atto che il Governo non ha piu' maggioranza, ora si deve ridare la parola ai cittadini". Fini "la sinistra non deve trovare la scusa dei referendum per evitare le elezioni, io sono fra i promotori dei quesiti del 21 Maggio, ma possono essere tranquillamente rimandati al prossimo anno". I DS ribattono "la legislatura si deve concludere, e' da irresponsabili tornare al voto senza una nuova legge elettorale". Intanto si restringe la rosa dei possibili sostituti di D'Alema: Fazio, nonostante il "pressing" dei Popolari si e' detto contrario a guidare un Governo di transizione, mentre Bazoli fa sapere "al momento la politica non mi interessa".
E' dunque il nome dell'attuale Ministro del Tesoro Amato quello che circola con piu' insistenza; Veltroni "Stiamo valutando come comportarci, di certo Amato e' una persona autorevole e di prestigio, potrebbe essere la soluzione". Ma Bassolino contesta la linea dei DS: "non dobbiamo dare vita ad un nuovo Governo senza legittimazione popolare, il Polo ci attaccherebbe per un anno intero, quello che serve e' un Governo di garanzia sostenuto da tutti i partiti", poi accusa "questa sinistra si e' allontanata dalla gente, ormai da troppo tempo al Nord la Lega e' piu' operaia di noi". Veltroni pero' giudica inattuabile la proposta di Bassolino " Un governo di coalizione sarebbe un regalo al Polo". 

20 APRILE -  D'ALEMA SI E' DIMESSO; LA MAGGIORANZA PUNTA SU AMATO Si e' chiusa l'era del Governo D'Alema, il suo secondo esecutivo nato a Natale finisce dunque a Pasqua. Dopo aver parlato al Senato il Premier si e' recato da Ciampi e , come annunciato, si e' definitivamente dimesso. Da oggi partono le consultazioni del Presidente della Repubblica. Nel discorso d'addio a Palazzo Madama D'Alema ha ribadito la sua contrarieta' alle elezioni anticipate precisando di "essersi dimesso per coerenza, perche' e' ormai necessario che la maggioranza ricostruisca legami con parti di societa' che guardano altrove", ed ha aggiunto " adesso serve che si svolgano i referendum".

*** IL POLO TORNA ALLA CARICA: "SI DEVE VOTARE". Berlusconi "Ribadisco di apprezzare il gesto di D'Alema di prendere atto del risultato elettorale, ma ora se non si vota e' un crimine verso la democrazia". Fini "basta abusivi a Palazzo Chigi, l'Italia ha sfiduciato la sinistra".
*** MA LA MAGGIORANZA FARA' A CIAMPI IL NOME DI AMATO. E' ormai certo: il centrosinistra indichera' Amato come sostituto di D'Alema. Tutta la maggioranza , inclusi SDI e Repubblicani che sul Governo D'Alema si astenevano, ha trovato una convergenza sul nome dell'attuale Ministro del Tesoro. Lo conferma Veltroni: "c'e' un 'intesa di fondo sul nome di Amato". Intanto Amato da New York, dove si era recato una settimana fa per una riunione del FMI, dichiara : "dovessi essere scelto io sarei lusingato, ma ancora non so nulla di preciso". 

21 APRILE -  E' UFFICIALE: LA MAGGIORANZA HA SCELTO AMATO -
ABBIAMO COSI' UN'ALTRA VOLTA UN PREMIER NON USCITO DA UNA CONSULTAZIONE DEL POPOLO SOVRANO. MA DECISA A PALAZZO.
Il centrosinistra ha fatto a Ciampi il nome di Amato. "Abbiamo trovato un'intesa su Giuliano Amato come sostituto di D'Alema, serve una svolta, un nuovo Governo in cui il Nord sia ampiamente rappresentato" si legge in un comunicato della maggioranza. Amato intanto si e' messo in viaggio da New York per tornare in Italia, partito una settimana fa come Ministro del Tesoro, ritorna di fatto da Presidente del Consiglio proprio nel giorno, 21 Aprile, che quattro anni fa vide trionfare l'Ulivo di Romano Prodi. E prima di salire sull'aereo che lo riporta in patria, lo stesso Amato ha invocato "la necessita' di ricreare lo spirito dell'Ulivo",ed ha aggiunto " sono felice che la maggioranza si sia consolidata sul mio nome e mi sento ottimista per il futuro Governo, oggi la situazione economica non e' quella di quando ero Presidente del Consiglio nel 1992".
Tuttavia il percorso parlamentare si annuncia irto di difficolta', ad oggi la certezza di ottenere la fiducia per l'eventuale nuovo Governo non c'e': nella maggioranza la sinistra DS e parte del PPI hanno detto si a malincuore ad Amato, mentre nei Democratici Di Pietro non nasconde la sua contrarieta': "Amato? Non c'era scelta peggiore". Rifondazione poi avverte : "da noi non verra' nessun aiuto alla maggioranza, noi non voteremo mai il liberista che nel 92 taglio' le pensioni".

*** IL COMMENTO DELL'OPPOSIZIONE Berlusconi parte all'attacco "Amato e' solo un utile idiota e sappia che noi lo chiameremo cosi' ogni giorno finche' siedera' a Palazzo Chigi da abusivo" poi avverte "comunque Amato la fiducia in aula la deve ancora ottenere, io mi rivolgo a chi fu eletto col Polo e adesso sta con la sinistra: spero si siano resi conto dello sbaglio che hanno fatto, noi siamo pronti a riaccoglierli"

*** RISCOPPIA LA GUERRA DEI VOTI? Dopo le dichiarazioni di Berlusconi ambienti del Polo fanno capire che ci sarebbero almeno venti deputati fra PPI e Udeur pronti a non votare Amato. Ma dall'Udeur arriva una versione diversa: il sottosegretario Fabris rivela "deputati di FI e AN hanno cercato di comprarci, ci hanno parlato di seggi sicuri in cambio di un voto contrario", e stessa denuncia proviene da altri due parlamentari dell'Udeur, Di Nardo e Scirea. Mastella censura cosi' "la vergognosa campagna strumentale che il Polo sta mettendo in atto " e decide di far firmare ai suoi deputati un documento con il quale si impegnano a "non tradire". Berlusconi pero' nega tutto "nessuno nel Polo ha mai fatto compravendite, io mi sono solo limitato a rivolgere un appello a tutti quei moderati stanchi di essere egemonizzati dalla sinistra". 

22 APRILE -  CIAMPI INCARICA AMATO E INVOCA TEMPI BREVI Il Presidente della Repubblica ha ricevuto Giuliano Amato e lo ha ufficialmente incaricato di formare un nuovo Governo. "Ho fatto tutte le verifiche necessarie" dice Ciampi "non e' nella possibilita' del Capo dello Stato di sciogliere le Camere [come chiede l'opposizione] se non dopo aver accertato l'incapacita' del Parlamento di esprimere una maggioranza, ma in questo caso ho constatato che tale maggioranza esiste" Il Presidente della Repubblica ha poi chiesto, sia nel colloquio con Amato sia in quello coi capigruppo della maggioranza, che la crisi venga risolta al piu' presto, ponendo l'accento pure sulla necessita' di ridurre il piu' possibile il numero di Ministri e sottosegretari.
Amato, appena ricevuto l'incarico, dice "voglio creare un Governo serio e efficiente portando a compimento le riforme iniziate del Governo D'Alema e rafforzando la coesione interna. Credo poi che ci orienteremo verso un numero limitato di Ministri". Al momento e' comunque molto difficile capire se il nuovo Governo verra' cambiato integralmente rispetto al precedente o se gli avvicendamenti saranno minimi; di sicuro pare difficile che gli equilibri da mantenere all'interno della maggioranza possano consentire una cospicua riduzione del numero dei Ministeri. Intanto continuano i malumori per la scelta di Amato come sostituto di D'Alema: Mastella "nel 2001 il Centrosinistra deve essere guidato da un cattolico, su questo non ci sono dubbi", Di Pietro e' esplicito "avverto fin da ora che io mai votero' Amato , lui e' stato il Richelieu di Craxi, l'uomo che ai tempi in cui comincio' la diffamazione del Pool fece finta di niente". Sarcastico e' poi Martelli "otto anni fa col Governo Amato si disse che cominciava la transizione; rieccoci al punto di partenza".

*** BERLUSCONI "LA SINISTRA HA PAURA DELLE ELEZIONI" "Con Amato la sinistra ha fatto solo una operazione di cosmesi " dice il leader del Polo "ma gli Italiani non vogliono piu' questa politica che mira solo a occupare il potere", poi pero' Berlusconi aggiusta il tiro rispetto a quanto detto ieri "definendo Amato un utile idiota non volevo offendere, io so che Amato e' uno preparato, ma volevo far capire che e' assurdo che si metta al servizio di un Governo egemonizzato dai comunisti". Fini poi chiede a Ciampi di vigilare "sul mercato dei sottosegretari che fara' la sinistra, non vorrei che molti nella maggioranza votino a favore di Amato solo per strappare un posto". 

23 APRILE -  PASQUA DI "PASSIONE" PER AMATO Il Presidente del Consiglio incaricato ha chiesto due giorni per "lavorare alla lista dei ministri". Le sue intenzioni sono quelle di presentare al massimo per mercoledi 26 l'elenco a Ciampi, ma lo stesso Amato con una battuta rivela quanto sara' difficile districarsi fra le esigenze di "visibilita'" di ogni partito: "se penso ai nomi dei ministri mi viene una tenaglia allo stomaco" dice Amato. Mastella avverte "se riduzione dei ministri ci dovra' essere e' chiaro che la dovranno subire i partiti maggiori, altrimenti credo che ci saranno problemi", e Dini si chiede "chi ha mai detto che ci saranno meno Ministri?". Permane dunque incertezza sull' esito dell'eventuale voto di fiducia; sulla carta Amato, considerando anche i voti dello SDI e dei Repubblicani, potrebbe contare su 320 voti, ma i malumori all'interno del centrosinistra rendono difficile qualunque previsione. Incerta anche la futura composizione dei Ministeri, Amato avrebbe comunque intenzione di nominare almeno "due tecnici" slegati dai partiti.
*** BERLUSCONI: "LA SINISTRA IGNORA LA VOLONTA' POPOLARE" "Ciampi incaricando Amato ha dovuto scegliere la democrazia formale e non quella sostanziale" commenta il leader del Polo "ma io ho capito le difficolta' del Presidente della Repubblica, d'altronde questa sinistra e' tenacemente attaccata al potere. Si va verso un Governo di basso profilo.".  

24 APRILE -  ALTA TENSIONE NELLA MAGGIORANZA Estenuanti trattative nel Centrosinistra per arrivare alla composizione del nuovo esecutivo. La lista dei ministri, nelle intenzioni di Amato, dovrebbe essere presentata domani a Ciampi, anche se il Presidente del Consiglio incaricato e' stato costretto a rinviare il vertice di maggioranza che doveva portare alla definitiva composizione del Governo; Amato ha preferito "una serie di colloqui bilaterali per appianare i contrasti". Resta infatti molto aspro lo scontro all'interno della maggioranza: Mastella ribadisce "l'Udeur si e' gia' sacrificato abbastanza, se ci tolgono altri incarichi si torna a votare non ci sono alternative". Nei Democratici poi l'ala Dipietrista e' in agitazione "mai e poi mai appoggeremo il Governo guidato da un ex Craxiano" e La Malfa a nome dei Repubblicani, i cui voti pur esigui potrebbero essere decisivi, avverte "se non ci danno dicasteri non torneremo nella maggioranza". Bertinotti infine invita la sinistra interna dei DS "a non votare per Amato e per un Governo neoliberista e centrista". Castagnetti e Veltroni provano allora a fare da pompieri: "Amato getta un ponte fra destra e sinistra " dice il Segretario del PPI "nel 2001 il candidato lo sceglieremo senza pregiudizi" e Veltroni aggiunge "nascera' un Governo autorevole e credo che la fiducia verra' ottenuta, anche perche' " avverte "se qualcuno pensa di fare un ribaltone se ne dovra' assumere le responsabilita'".
*** IL POLO "SARA' DURA OPPOSIZIONE". Per FI "la maggioranza sta toccando il fondo, e' uno spettacolo che allontana la gente dalla politica". Fini " Con Amato non ci sara' il minimo dialogo, la sinistra ha il terrore delle urne e si limita a vivacchiare, la nostra opposizione sara' senza sconti".

25 APRILE - FATTO IL NUOVO GOVERNO. I Ministri sono 24, uno in meno del Governo D'Alema; averne un numero minore e' stato impossibile: "nel creare la lista dei ministri" dice Amato "ho dovuto tener conto degli equilibri parlamentari, ma fare anche largo uso dell'articolo 92". (Quello che consente al Premier di nominare Ministri che non corrispondono alle indicazioni dei gruppi parlamentari).
LA NUOVA COMPAGINE MINISTERIALE Due sono le novita' che balzano subito agli occhi: alla Sanita' non c'e' piu' Rosy Bindi, ed all'Istruzione e' saltato Berlinguer. Al loro posto entrano due cosiddetti "tecnici": nuovo Ministro della Sanita' e' l'oncologo Umberto Veronesi, mentre alla Pubblica Istruzione va Tullio De Mauro, professore di filosofia del linguaggio noto per i suoi studi di linguistica. Soluzioni a sorpresa anche alle Finanze dove Ministro diventa Ottaviano Del Turco, e alla Giustizia con l'arrivo di Piero Fassino. Visco passa cosi' dalle Finanze al Tesoro, mentre Diliberto ha deciso di lasciare il ministero di Grazia e Giustizia per diventare segretario dei Comunisti Italiani. Nuovo Ministro dei Lavori Pubblici e' il cossuttiano Nerio Nesi, alle Politiche Agricole entra Pecoraro Scanio(Verdi), mentre Edo Ronchi viene spostato dal Ministero dell'Ambiente, dove lo sostituisce Willer Bordon (Democratici), a quello per le Politiche Comunitarie. Amato ha poi deciso,consentendo cosi' la riduzione di un'unita' nel numero dei ministri, di accorpare il Ministero per l'Industria con quello per il Commercio con l'Estero (che era detenuto da Fassino),e di affidare tale nuovo ministero ad Enrico Letta. Le altre novita' sono infine quelle di Agazio Loiero agli Affari Regionali, Katia Belillo alle Pari Opportunita' e Patrizia Toia ai Rapporti col Parlamento. Restano dunque immutati i Ministeri principali quali Interni,Esteri,e Difesa affidati ancora a Bianco, Dini e Mattarella.

*** MA IL GOVERNO PERDE SUBITO UN PEZZO Non appena venuto a conoscenza del suo spostamento alle Politiche Comunitarie Edo Ronchi annuncia di voler rinunciare all'incarico: "I Verdi non possono perdere il Ministero dell'Ambiente, percio' preferisco non entrare a far parte di questo esecutivo". Domani comunque il nuovo Governo celebrera' il rito del giuramento; resta pero' sempre incerto quello che potra' essere l'esito del voto di fiducia.  

26 APRILE - PERCORSO AD OSTACOLI PER IL NUOVO GOVERNO. La nuova compagine ministeriale ha giurato davanti a Ciampi: Ronchi non si e' presentato confermando la sua rinuncia a diventare Ministro delle Politiche Comunitarie. "Non passo da un Ministero all'altro come un democristiano qualsiasi" dice Ronchi "se i Verdi perdono il Ministero dell'Ambiente che ci stanno a fare in una coalizione?".  E il Capogruppo alla Camera dei Verdi Paissan conferma il malumore del partito: "c'e' un grande scontento, hanno sostituito Ronchi senza neppure consultare i nostri gruppi parlamentari". Ma forti turbolenze continuano ad attraversare tutta la maggioranza; Di Pietro attacca "Questo Governo nasce dall'esigenza di accontentare tutti, io non lo votero' mai e poi mai. Come posso dare il mio si ad un Governo presieduto da chi come Amato contribui' alla delegittimazione del Pool?", poi accusa "Amato partecipo' alla riunione in cui Craxi elaboro' i suoi falsi dossier contro di me".
La sinistra interna ai DS poi fa capire di essere fortemente delusa per la nuova distribuzione dei ministeri, mentre nel PPI si esprime rammarico "per l'avvicendamento di Rosy Bindi alla Sanita'". Oggi intanto dovevano essere nominati i sottosegretari ma Amato, visti i contrasti nella maggioranza, ha scelto di prendere tempo.

*** IL POLO : "LA SINISTRA HA SANCITO IL SUO FALLIMENTO".  Secondo Forza Italia "Con la sostituzione della Bindi e di Berlinguer il centrosinistra ha sconfessato se stesso, dato che le uniche riforme della legislatura le avevano fatte loro". Berlusconi poi aggiunge "a Palazzo Chigi c'e' un mutante, questo Governo nasce solo con lo scopo di mantenere il potere". Fini "Dobbiamo solo pazientare perche' prima o poi la sinistra il potere lo dovra' pur mollare. La nostra opposizione sara' durissima". Casini giudica il nuovo Governo "perfino peggiore di quello di D'Alema, credo che davvero peggio di cosi' fosse impossibile". Dalla maggioranza Veltroni risponde "questo e' un Governo con figure autorevoli e sono sicuro che operera' bene". 

27 APRILE - GOVERNO ALLA CONTA DEI VOTI. Amato ha tenuto il suo primo discorso alla Camera; il neopremier ha insistito sulla necessita' di "togliere i freni all'economia e di varare al piu' presto una nuova legge elettorale". Ma numerosi sono stati i temi toccati da Amato, dall'occupazione alla diminuzione delle tasse alla sicurezza dei cittadini alla necessita' di leggi per la famiglia. Il suo discorso e' durato oltre un'ora ed e' stato spesso interrotto da proteste e risate ironiche del Centrodestra , tant'e' che lo stesso Amato ad un certo punto cosi' si e' rivolto verso i banchi del Polo: "Sfottete, sfottete pure, ma poi vedrete, vedrete...". Fuori dall'aula poi i leader del Polo vanno all'attacco: "Rispettavo Amato" dice Berlusconi "ma da oggi e' evidente che la nostra democrazia e' commissariata". Fini "Amato ha sfiorato il patetico, se pensa di realizzare anche solo un centesimo delle cose promesse vuol dire che e' in piena sindrome napoleonica", mentre Casini giudica il discorso di Amato "un concentrato di arroganza e presunzione".

Per Bossi infine "quella di Amato e' stata una presa di giro". La maggioranza intanto pare ritrovare un minimo di coesione: i Verdi, al termine di una lunga riunione, fanno sapere "nonostante la perdita del Ministero dell'Ambiente abbiamo deciso di dire si ad Amato"; nei Democratici poi Parisi chiarisce quella che sara' la linea del partito: "noi diremo si ad Amato chi non lo fara' si porra' fuori dal nostro movimento" ed avverte Di Pietro "e' ora che si decida, non puo' continuare a far ventilare ipotesi di scissione". Boselli infine annuncia il reingresso del suo partito nella maggioranza e commenta "finalmente anche a noi Socialisti viene restituito l'onore". Sulla carta dunque il nuovo Governo dovrebbe contare alla Camera su almeno 317 deputati, che potrebbero aumentare qualora anche i Repubblicani decidessero di votare a favore.

  NOMINATI I SOTTOSEGRETARI L'auspicio di Ciampi di ridurre il numero dei Ministri si concretizza in parte nella nomina dei sottosegretari che scendono a 54 (nel governo D'Alema erano 66). Tra di essi spicca il nome dell'ex portavoce di Craxi Ugo Intini che diventa sottosegretario agli Esteri. 

28 APRILE - DI PIETRO LASCIA I DEMOCRATICI "NO AL GOVERNO DEI CRAXIANI". L'ex magistrato consuma la sua rottura definitiva con l'Asinello; da giorni fortemente contrario al nuovo Governo dopo aver saputo della nomina a sottosegretario di Intini, decide di andarsene dal partito. "La misura e' colma" dice Di Pietro "il vertice dei Democratici si comporta in modo stalinista minacciando di espulsione chi non votera' Amato e allora io dico loro di non perdere tempo a cacciarmi giacche' me ne vado da solo, e sono sicuro che con me verranno tutti i veri democratici".
Parisi, sapute delle intenzioni di Di Pietro risponde "noi non vogliamo espellere nessuno ma e' chiaro che se si vuole il bipolarismo o si sta nella maggioranza o nell'opposizione" ed accusa "a me pare che il Senatore Di Pietro abbia un'idea della politica veramente piccola". Di Pietro allora tuona "Parisi sappia che da domani inondero' la sede dei Democratici di fax di sostegno alla mia scelta!. Bravo Parisi: mandi via Di Pietro e stai con Intini, ma forse voi siete contenti di sentire Boselli dire che finalmente i Socialisti recuperano l'onore!. Ma io alle seconde file dei craxini non mi inchino e invito tutti a non votare questa brigata di ex craxiani".
Poi anche i deputati "dipietristi" alla Camera, Veltri e Cimadoro, annunciano la loro intenzione di votare contro il Governo Amato. Il voto di fiducia, fissato per domani, ritorna dunque in sospeso: quanti nei Democratici seguiranno la linea dipietrista?. Ed oggi anche nella sinistra DS riemergono di nuovo i malumori "riesumare i socialisti non ci sembra una grande svolta". Occhetto e' ironico "io sono contento, cosi' il prossimo anno quando si sfideranno Berlusconi e Amato sono sicuro che un craxiano perdera'".

29 APRILE - AMATO OTTIENE LA FIDUCIA. Svanisce il timore del Centrosinistra di non superare l'esame della Camera; con 319 voti per Amato c'e' la maggioranza assoluta.(9 voti in piu' di quelli ottenuti dal D'Alema bis). Eppure prima che a Montecitorio cominciasse il dibattito nella maggioranza si ipotizzava un arrivo sul filo di lana; quando Amato ha preso la parola non c'era la certezza di ottenere la fiducia .  Ma e' proprio Amato con il suo discorso a far orientare verso un voto favorevole chi ancora nella maggioranza non aveva sciolto i suoi dubbi.  "L'opposizione dice che il mio Governo e' illegittimo" esordisce Amato "ma allora Ciampi secondo loro ha tradito la Costituzione? No di certo, percio' io non sono un abusivo qui a Palazzo Chigi".
Poi Amato inizia la sua opera di "recupero" degli scontenti: prima fa un lungo elogio del Governo D'Alema che convince i settori ancora riottosi della sinistra DS, poi l'aver giudicato "necessario recuperare il senso dell'Ulivo di Romano Prodi" gli vale il plauso e il pieno appoggio dei Democratici (solo Veltri e Cimadoro restano fermi sul no), dopodiche' si richiama alla "saggia politica di Spadolini, come esempio da seguire" il che fa dire a La Malfa "I Repubblicani appoggeranno il Governo", infine Amato promette il suo impegno "perche' i referendum si svolgano regolarmente" e si guadagna cosi' anche la benevolenza dei quattro referendari del Gruppo Misto. Ed alla fine Amato arriva cosi' ad ottenere una chiara fiducia con 319 voti a favore, 298 contrari e 5 astensioni.
IL DIBATTITO IN AULA Rispetto ai fuochi d'artificio che si ebbero a Natale in occasione del voto di fiducia al D'Alema-bis, quest'oggi i toni sono stati molto piu' pacati. Per Fini "nasce un Governo figlio della paura e della disperazione, che ignora la volonta' popolare scrivendo una bruttissima pagina della storia". Berlusconi inizia il suo discorso riconoscendo "l'onore delle armi a D'Alema", e definisce Amato "il curatore fallimentare della sinistra, di quella sinistra che non ha voluto accettare la sconfitta". Casini invece sottolinea che "il giudizio sul suo operato in questi anni la sinistra se lo e' dato da sola sostituendo la Bindi e Berlinguer".
Dall'opposizione di sinistra Bertinotti ha escluso "qualsiasi forma di riavvicinamento alla maggioranza, questo Governo ha connotati del tutto centristi". Veltroni allora nel suo intervento ha precisato che "era necessario garantire la continuita' della legislatura,adesso pero' serve che i partiti facciano un passo indietro e che si dia avvio al rilancio dell'Ulivo", mentre Soro dei Popolari ha evidenziato che quello che nasce "non e' un governicchio, ma una coalizione con un forte orizzonte riformatore". 

30 APRILE - E' IL GIORNO DEI BALLOTTAGGI - Oggi si torna al voto in 5 province della Sardegna e in 53 comuni italiani. Dopo la batosta del 16 Aprile il Centrosinistra prova a cercare di rialzare la testa, mentre il Polo vuole completare la sua vittoria. Particolarmente attesi sono i risultati nei Comuni del Nord. Su tutti spicca Venezia, dove al primo turno il Centrodestra nella persona di Brunetta si e' ritrovato in testa con il 39% a causa soprattutto della divisione della sinistra. Resta da vedere quanti fra quel 16% che al primo turno ha votato Bettin ,candidato di Verdi e Rifondazione, fara' convergere il suo voto su Costa che due settimane fa e' arrivato al 37,7%.  Importanti sfide si terranno poi anche in comuni lombardi come Lodi, Mantova e Pavia, oltre che nel Centro Italia a Macerata e Chieti e nel Sud a Taranto.

*** VERSO IL REFERENDUM DEL 21 MAGGIO. Oltre ai ballottaggi odierni il prossimo obbiettivo delle forze politiche e' costituito dai quesiti referendari che si terranno il 21 maggio. Berlusconi fa capire quale sara' l'orientamento del suo partito: "In tutti noi cresce la voglia di non votare i referendum, davanti alla libidine di potere mostrata dalla sinistra vien davvero il desiderio di dire: i referendum? Votateveli voi". Gli risponde Veltroni: "e' normale che Berlusconi dica cosi',lui vuole espellere ogni residuo di cultura maggioritaria e bipolare; piuttosto mi piacerebbe sentire un commento di Fini [che e' tra i promotori dei referendum] alle parole del suo leader".

MAGGIO


Ciò che si sente dire e si scrive in giro
"Non votate, state a casa;  onorerete il liberalismo e la democrazia" 
"Un Popolo di democratici? Siamo così forti da poterci permettere di lasciare sopravvivere la democrazia del branco; siamo del resto noi i mandriani!"
"Non votare è un "diritto del popolo", e noi daremo questa libertà democratica;
noi ci batteremo per imporla  questa libertà democratica! "


1 MAGGIO -
VENEZIA RESTA AL CENTROSINISTRA. I ballottaggi delle amministrative fanno registrare una lieve ripresa al Nord del Centrosinistra. La partita principale si giocava a Venezia, dove il candidato del Polo Brunetta, sperava nell'impresa di succedere a Cacciari. Obbiettivo pero' fallito, nuovo Sindaco di Venezia sara' Raffaele Costa, eletto col 56,5%; l'apparentamento con Bettin che al primo turno era arrivato al 16% e' stato decisivo. Secondo Cacciari questa e': "finalmente una boccata d'ossigeno, perche' temevo una rivolta per il modo in cui si era formato il Governo". Buone notizie per la maggioranza giungono poi anche dalle altre citta' del Nord in cui si e' votato: il Polo esce infatti battuto a Lodi, Pavia e Mantova. Nel Centro-Sud invece la sinistra riesce a strappare al Polo Macerata , ma viene battuta a Chieti e a Taranto. Il Polo stravince infine nelle provinciali, conquistando Viterbo e tutte e 5 le province sarde in cui si e' votato. -
SCINTILLE AMATO-COFFERATI. Subito difficile il rapporto fra il Neo Premier e la CGIL: nella giornata della tradizionale festa dei lavoratori, Amato, intervenendo al convegno che celebra i 50 anni della CISL, chiede che "i sindacati comincino ad essere meno miopi e che la smettano di difendere il passato ad oltranza, e' ora che comincino a cavalcare l'innovazione". Cofferati risponde : "non capisco questo intervento di Amato, mi sembra un pessimo esordio". D'Antoni invece, segretario CISL, si dice "pienamente d'accordo con il Presidente del Consiglio" . 

2 MAGGIO -  DI PIETRO TORNA ALL'ATTACCO. In vista del voto di fiducia al Senato, previsto per domani e dall'esito scontato, Di Pietro annuncia : "da adesso comincia la mia battaglia". "Ormai sono un senatore indipendente" dice Di Pietro " domani votero' contro Amato e faro' sentire le mie ragioni. Sto ricevendo centinaia di fax a sostegno della mia scelta scritti da gente che dice di non aver votato a sinistra per vedere il ritorno dei craxiani". - 
COFFERATI :MONITO AD AMATO Il Segretario della CGIL torna, polemicamente, sulle parole pronunciate ieri da Amato : "il Presidente del Consiglio, che tra l'altro non e' ancora in carica, deve pensare ad innovare l'azione di Governo non a dire a noi di innovarci. Le parole di Amato mi sono parse davvero singolari, nonche' dannose". Ed intanto si assiste ad un primo mutamento nei rapporti fra sindacati e Governo; la CISL, fortemente critica con D'Alema, pare diventare adesso il sindacato "di riferimento" per il Governo, D'Antoni infatti fa di nuovo sapere che lui "si trova pienamente d'accordo con Amato". 

3 MAGGIO - E' NATO UFFICIALMENTE IL GOVERNO AMATO. Col voto di fiducia del Senato, Giuliano Amato e' da oggi a tutti gli effetti Presidente del Consiglio. L'esito della votazione a Palazzo Madama non era in discussione, 179 sono stati i si e 112 i no, per cui il dibattito in aula e' stato molto soft, ed ha portato lo stesso Amato a ringraziare "i senatori dell'opposizione per il tono garbato degli interventi". A scuotere l'aula ci ha pensato cosi' Di Pietro; l'ex PM ha chiesto di intervenire a titolo personale e ,come aveva annunciato, si e' lanciato in una vera e propria requisitoria, tanto che alla fine il sottosegretario Franceschini ha detto che "mai si era vista una cosa simile in aula".
Di Pietro comincia "il centrosinistra scegliendo Amato manda in tilt gli elettori: ma non vi ricordate che Amato e' uno che liquido' Mani Pulite definendola inchiesta fondata sul nulla? Amato partecipo' alla riunione del 17 agosto 1992 assieme a Craxi per delegittimare il Pool di Milano e tacque quando l'ex Capo della Polizia Parisi consegno' a Craxi miei tabulati telefonici acquisiti illecitamente".
Ed ancora: "mi volete far credere che Amato non sapesse niente di cio' che faceva il PSI? Amato e' uno che nel 1984 ha contribuito assieme a Craxi ad arricchire Silvio Berlusconi con le sue TV e che oggi guarda caso non fa alcun riferimento ad un problema come il conflitto di interessi!". "In questo Governo ci ritroviamo tra di noi gli ex craxiani e persone che sono state messe agli esteri [Intini] e come esperienze hanno solo quelle di viaggi in Tunisia! Oggi Berlusconi ci dipinge come quelli della Prima Repubblica e lui si propaganda come il nuovo: alla faccia del cambiamento!".

L'aula, terminato l'intervento di Di Pietro resta in silenzio, nessuno lo applaude. Fuori da Palazzo Madama la maggioranza lo accusa: per i DS :" Di Pietro si lancia in teoremi assurdi che finiscono solo per fare il gioco dell'opposizione". Per il Ministro Bianco, ex compagno di partito di Di Pietro, "chi dice quelle cose non puo' pensare di far parte della casa dei riformisti". Secondo Boselli infine: "e' davvero un bene che Di Pietro abbia deciso di andarsene dal centrosinistra, quel suo populismo e quel suo giustizialismo con noi d'avvero non c'azzeccano...". 

4 MAGGIO - "DI PIETRO SEMBRI BERLUSCONI". L'intervento fatto ieri al Senato dall'ex-Pm continua a far discutere; i DS ribadiscono: "Di Pietro ha detto cose del tutto fuori luogo, cosi' facendo si comporta come Berlusconi: il leader del Polo per sopravvivere deve far resuscitare i fantasmi del comunismo, Di Pietro quelli del craxismo, ma e' ora di rendersi conto che il mondo e' cambiato". Lo strappo operato da Di Pietro pero' contribuisce ad avvicinare i Socialisti ai Democratici, per Boselli infatti: "senza Di Pietro potremmo davvero dialogare con l'Asinello e cercare di ridurre il frazionamento della maggioranza. Di Pietro non e' mai stato uno di centrosinistra e noi non siamo un'associazione di reduci ma il partito dei veri socialisti". -
D'ALEMA: "CENTROSINISTRA AUTOLESIONISTA". Nella prima intervista rilasciata da ex-Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema usa toni distesi e dice di "non avere rivincite da prendere". "Sono pronto a dare una mano alla coalizione" afferma D'Alema "ma purtroppo nel centrosinistra si discute in modo autolesionistico, io mi sono sempre dovuto scontrare con spinte conservatrici, tuttavia pur avendo pagato per colpe non solo mie non ho rancori per nessuno". -

5 MAGGIO - AMATO: PRIMO SCACCO ALLA CAMERA - Le opposizioni riescono a far cadere il decreto che avrebbe istituito il "sanitometro" (per la misurazione dei redditi delle famiglie). I parlamentari di Polo e Lega si sono iscritti tutti a parlare ritardando cosi' di continuo l'iter di approvazione della legge, fino a quando Mussi ha deciso di alzare bandiera bianca: "la discussione va interrotta" ha detto in aula "purtroppo ci troviamo di fronte ad un ostruzionismo cieco". Lo scontro poi si sposta fuori da Montecitorio. Il Polo esulta: "lo avevamo promesso, la vita per il Governo sara' durissima. Abbiamo dato prova di compattezza e fatto cadere un decreto assurdo, adesso la maggioranza la finisca con l'essere arrogante perche' siamo in grado di bloccare tutti i suoi provvedimenti". I DS rispondono: "il Polo in maniera del tutto irresponsabile ha bloccato i lavori del Parlamento, quella del Centrodestra e' una politichetta che offende l'aula".

6 MAGGIO - NASCE IL COORDINAMENTO DELLE REGIONI DEL NORD. Nasce oggi, fra le regioni del Nord tutte governate dal Polo, "un coordinamento permanente che trattera' di materie quali lavoro immigrazione sicurezza fisco e sanita'". Galan , Presidente rieletto del Veneto spiega "non faremo sconti ad Amato, vogliamo essere noi a decidere come gestire i fondi dello Stato".
Berlusconi poi tiene a precisare che: "questo non sara' affatto un Governo ombra , noi ci vogliamo solo opporre al centralismo della sinistra; renderemo la vita dura a questo governo, noi oggi governiamo 35 milioni di Italiani ed abbiamo un Presidente del Consiglio che non e' stato votato da nessuno".

7 MAGGIO - VERSO I REFERENDUM; SCONTRO SUL DECRETO PULISCI LISTE. I Comitati promotori dei referendum (Patto Segni e Radicali) annunciano la loro intenzione di dare avvio ad un sit.in permanente davanti a Montecitorio.E questo perche' " si sta violando la legalita'" fa sapere Segni " nelle nostre liste elettorali compaiono ancora morti e nomi di cittadini irreperibili, cio' fa si che il quorum non sia al 50% ma almeno al 54%".
Emma Bonino "solo in Italia si fanno votare pure i morti, da oggi io non mi muovero' da davanti Montecitorio se non sara' varato un decreto pulisci liste"
Tuttavia i tempi per farlo sono molto ristretti; il Ministro dell'Interno Bianco chiede al Senato "di avere uno scatto d'orgoglio, di dare al piu' presto un voto favorevole che darebbe la possibilita' di emanare il decreto". E al Polo si spaccano; se AN da' il suo benestare, La Loggia (FI) accusa "solo adesso si rendono conto che nelle liste ci sono i morti? Potevano pensarci prima ormai e' tardi". Stessa opinione e' espressa dai centristi della maggioranza: "ormai non c'e' assolutamente modo per varare alcun decreto", mentre i DS si dicono "favorevoli, perche' e' una questione di legalita'".

*** DI PIETRO: ESPULSIONE CON RISSA. Si conclude a pugni e insulti l'assemblea dei Democratici che ha sancito l'espulsione di Di Pietro dal movimento. Lo scontro stavolta oltre che politico e' stato anche fisico; i sostenitori di Di Pietro denunciano "ci hanno sbarrato la porta, hanno preso a calci e pugni uno di noi [Menduni, dipietrista campano], quando noi volevamo solo far sentire le nostre ragioni". Di Pietro furioso "con metodi stalinisti ci hanno impedito di parlare, l'Asinello e' ormai un partito di profittatori vendutosi per trenta denari". 

8 MAGGIO - REFERENDUM ; MAGGIORANZA SPACCATA. La richiesta dei Comitati Promotori dei referendum del 21 Maggio di un decreto che cancelli dalle liste elettorali i nomi dei morti e dei cittadini irreperibili crea il caos nella maggioranza. DS, Democratici e Verdi si dicono favorevoli andando incontro pero' alla dura risposta del resto del Centrosinistra. Mastella avverte infatti "ora varare un tale decreto sarebbe anticostituzionale, se davvero si arrivasse a cio' si verrebbe a creare un grave problema politico". E tuttavia gia' domani la questione potrebbe essere messa ai voti al Senato, Ciampi infatti si e' detto favorevole al decreto purche' vi sia almeno l'approvazione di un ramo del Parlamento. Il Polo intanto critica la maggioranza: "non sono d'accordo su niente, non riescono mai a darsi una linea, ma come possono pensare di continuare a governare il paese?". Veltroni respinge le accuse: "da tempo Berlusconi sta cercando di far prevalere l'astensionismo il prossimo 21 Maggio. Fini si e' adeguato a questa politica che ha del truffaldino dato che e' noto a tutti che nelle liste elettorali c'e' almeno un 4% di nomi costituiti da persone decedute o irreperibili". Fini risponde: "Veltroni con metodi stalinisti crede che gli elettori siano sprovveduti. Ma lo scorso 16 Aprile sono stati proprio loro a dimostrare a Veltroni da che parte stanno". 

9 MAGGIO - SI AL DECRETO PULISCI-LISTE: AN VOTA CON MEZZA MAGGIORANZA. Giornata di altissima tensione all'interno dei Poli: un'insolita allenza AN DS porta all'approvazione al Senato del disegno di legge che permette la cancellazione di oltre 300mila (meno di quanti comunque auspicavano i referendari) nomi di persone decedute o irraggiungibili.  Poco prima del voto Socialisti, Mastelliani e Popolari sono usciti dall'aula negando il sostegno al resto della maggioranza, mentre i senatori del Polo decidevano di restare in aula ma di non partecipare alla votazione. Al momento del voto pero' solo FI e CCD , oltre alla Lega, si sono attenuti a questa linea, i Senatori di AN infatti hanno deciso di votare a favore. Alla fine cosi' con 164 si la legge "sul decreto pulisci liste" e' stata approvata.

Si e' aperto subito un caso politico. Lo SDI accusa "ma come puo' un Governo di sinistra emanare un decreto grazie ai voti decisivi dei post-fascisti?". Cossutta commenta cupo: "se su questioni cosi' nemmeno riusciamo a darci una linea e' inutile continuare", Ma forte malumore affiora pure nei DS, il Vicepresidente del Senato Rognoni dice: "inutile negarlo ormai la coalizione non esiste piu'". Intanto Amato si indispettisce con i deputati della maggioranza usciti dall'aula: "voi avete deciso di votarmi, percio' io mi aspetto il vostro sostegno". Ma anche nel Polo la votazione lascia forti strascichi polemici. Secondo Fini: "AN ha ridicolizzato la maggioranza" e spiega "abbiamo votato a favore per far vedere loro che non hanno i numeri nemmeno al Senato. Amato adesso deve dare le dimissioni". Ma La Loggia , capogruppo al Senato Fi, risponde stizzito: "Oggi in aula c'e' stato uno scempio della Costituzione, al quale noi abbiamo responsabilmente scelto di non partecipare, evidentemente AN ha idee diverse". Duro e' D'Onofrio, CCD, "la scelta di AN ritengo sia gravissima e puo' produrre gravi conseguenze nel Polo".

10 MAGGIO - TANGENTI ALLA FINANZA: BERLUSCONI ASSOLTO. Cancellata la condanna in primo grado: Silvio Berlusconi esce assolto dal processo d'appello per le presunte tangenti pagate dalla Fininvest alla Guardia di Finanza. Quattro erano i capi d'accusa: per i primi tre (caso Mediolanum, Videotime e Mondadori) e' scattata la prescrizione essendo state concesse a Berlusconi le attenuanti generiche, mentre nel quarto caso (presunte tangenti per impedire la verifica sulla reale proprieta' di TelePiu') il leader del Polo e' stato pienamente assolto, secondo la Corte il pagamento ci fu ma all'insaputa di Berlusconi. Era questo un processo di particolare importanza, perche' le accuse vennero formulate per la prima volta a Berlusconi quando era Presidente del Consiglio con il famoso avviso di garanzia recapitatogli dal Pool di Milano,di cui ancora faceva parte Di Pietro, nel novembre 1994 durante la conferenza internazionale contro il crimine che si svolgeva a Napoli. Berlusconi oggi commenta: "finalmente viene a galla la verita', dopo tonnellate di fango su di me e sul mio partito. Ora mi chiedo chi mi ripaghera' di tutto cio'. Per queste accuse si fece cadere un Governo e fu condannata un'intera parte politica". La Loggia: "si ridiano a Berlusconi le chiavi di Palazzo Chigi di cui fu ingiustamente privato". Anche per Fini : "dopo 6 anni di calunnie si rende giustizia a Berlusconi. Il Pool di Milano sovverti' la volonta' popolare".
Da sinistra si risponde: "ma quali chiavi di Palazzo Chigi! Berlusconi cadde perche' falli l'alleanza con la Lega. Siamo alla solita becera strumentalizzazione della destra". Monaco dei Democratici si dice poi "esterrefatto per le parole dei leader del Polo. Ma dove l'hanno vista la persecuzione? Berlusconi e' stato assolto per un solo reato, per gli altri tre si tratta di prescrizione".

Di Pietro concorda col suo ex compagno di partito: "Ma cosa canta vittoria il centrodestra? Accenda piuttosto un cero!. Berlusconi se la cava non perche' il fatto non sussiste, ma solo perche' i reati vengono prescritti avendo lui fatto di tutto per ritardare i tempi del processo". Tiziana Maiolo pero' chiede "un'immediata indagine della Procura di Brescia sull'atteggiamento del Pool di Milano". Borrelli comunque si sente tranquillo "la sentenza ha dimostrato che le nostre accuse erano veritiere. Il reato e' stato dichiarato estinto per prescrizione, non c'e' stata assoluzione". 

11 MAGGIO - AMATO RICHIAMA GLI ALLEATI. Il varo del decreto pulisci liste elettorali continua a creare dissapori nella maggioranza: Mastella avverte "il centro si e' svegliato, l'altroieri uscendo dall'aula lo abbiamo fatto capire a tutti, percio' spero che i DS se ne rendano conto". Folena (DS) "se continuano queste risse non si puo' andare avanti. Non si puo' ripetere quanto successo in aula due giorni fa col voto di AN, percio' se prevale la partitocrazia dobbiamo riflettere se vale la pena continuare". Ma Castagnetti gli risponde "i DS devono stare attenti a misurare le parole, perche' sono loro che hanno la responsabilita' di questa situazione".

AMATO ALLORA SBOTTA: "Adesso basta" dice rivolgendosi alla maggioranza "quello che stiamo dando e' uno spettacolo da carnevale. Io non credo che il voto di due giorni fa possa aver messo in discussione la solidita' del Governo ma non e' piu' possibile offrire questo spettacolo carnevalesco. E' ora di finirla".
*** "SANZIONI SE VINCE IL POLO" GIALLO SU CHIRAC. Il Canard Enchaine, giornale satirico francese, spesso bene informato, scrive che secondo Chirac "se il Polo vincera' le elezioni e al governo andra' la Lega, l'Italia subira' le stesse sanzioni dell'Austria di Haider". La notizia rimbalza subito a Montecitorio; il centrodestra si indigna, gia' due mesi fa Schroeder aveva fatto dichiarazioni simili. La Loggia "Chirac deve pensare agli affari suoi". Martino "non posso pensare che una persona come Chirac abbia fatto dichiarazioni cosi' stupide". Nella Lega si chiede "l'intervento immediato del nostro Governo". Da Parigi pero' il portavoce dell'Eliseo nega tutto "Chirac non ha mai detto simili cose", ma il Canard Enchaine si difende "e' tutto vero, la smentita viene fatta solo perche' la nostra notizia e' stata pubblicata in Italia". Il Polo pero' si ritiene soddisfatto di quanto dichiarato dall'Eliseo, Pisanu: "prendiamo atto della smentita e speriamo che la polemica si chiuda qui". 

12 MAGGIO - GOVERNO SENZA PACE. SCOPPIA IL CASO SANITA'.Il neoministro della Sanita' Veronesi critica duramente la riforma Bindi (che ha imposto ai medici la scelta fra pubblico e privato) ed apre un altro fronte di polemica nella maggioranza. "E' una riforma che ha qualche lato positivo" dice Veronesi "ma e' venuta troppo presto. I medici sono stati costretti a scegliere fra pubblico e privato quando ancora gli ospedali non hanno le adeguate strutture. Credo che all'impianto della riforma vadano apportati alcuni importanti correttivi". Veltroni non e' d'accordo: "La riforma Bindi non si tocca, serve subito un chiarimento nella maggioranza su quanto detto da Veronesi ". Diliberto, segretario PDCI, e' piu' esplicito "se Veronesi tocca la riforma Bindi siamo pronti a sfiduciarlo".
A gettare benzina sul fuoco ci pensa poi il Polo, FI fa infatti sapere: " se Veronesi ha davvero intenzione di varare una controriforma che cambi cio' che ha fatto la Bindi noi siamo pronti ad appoggiarlo". Interviene allora la stessa Rosy Bindi "Veronesi chiarisca quanto ha detto, non vorrei che si vada verso una sconfessione del mio operato" e il PPI ribadisce "qualunque revisione sarebbe inaccettabile". Veronesi allora prova a correggere il tiro "si sono interpretate male le mie parole, io volevo solo far notare che gli ospedali non hanno ancora le strutture necessarie".

*** VERSO I REFERENDUM. BERLUSCONI "NO AL QUORUM". Si avvicina la data del 21 maggio giorno in cui gli Italiani saranno chiamati ad esprimersi sui sette quesiti referendari. Berlusconi davanti al Consiglio Nazionale di FI spiega quello che sara' il suo orientamento: "Noi generalmente in queste questioni siamo per la liberta' di voto, ma io mi asterro', non andro' a votare ed invito tutti a stare a casa, perche' la sinistra se si arrivasse al quorum lo sventolerebbe come una sua vittoria". Ma il leader del Polo oggi ne ha anche per Fini: "lui e' tra i promotori del referendum elettorale ma ad una buona legge in materia " dice Berlusconi " si poteva arrivare anche ai tempi del possibile governo Maccanico [Febbraio 1996] che Fini fece fallire". 

13 MAGGIO - LA LEGA IMPONE UN ALTRO STOP AD AMATO. Sempre piu' tortuosa la navigazione del Governo. Il duro ostruzionismo della Lega ha infatti costretto la maggioranza a ritirare il decreto sui LSU(lavori socialmente utili) la cui approvazione avrebbe permesso l'impiego di 1350 persone al Ministero della Giustizia. Dopo il ritiro del sanitometro e' la seconda sconfitta che il Governo subisce in aula in pochi giorni ad opera delle opposizioni (in questo caso la sola Lega). Gli uomini di Bossi esultano: "e' una vittoria padana" dice Borghezio, e Pagliarini "i Lavori socialmente utili servono solo a dare soldi a persone che di lavorare non hanno nessuna voglia".
MA STAVOLTA IL RESTO DEL POLO NON APPROVA. La linea dura della Lega sui LSU non e' piaciuta al Centrodestra, per Giovanardi (CCD) "la Lega ha fatto un grave autogol a danno di oltre mille lavoratori, noi ci dissociamo da questo atteggiamento e precisiamo che non vogliamo piu' queste grane". Ed anche FI ritiene "di non condividere quanto fatto dalla Lega in aula".  Parole dure arrivano dalla maggioranza, per il PPI: "si e' superato il limite, noi ci appelliamo al senso di responsabilita' del Polo. Contro la Lega e il suo disprezzo per le istituzioni serve un vero cordone sanitario". I DS "il Polo continua a pagare dazio a Bossi, e' un modo di comportarsi scandaloso". Secondo il Presidente della Camera Violante "e' inaudito che una minoranza possa bloccare provvedimenti atti a favorire persone che rischiano il lastrico".
*** REFERENDUM, SI INFIAMMA IL DIBATTITO. Berlusconi lancia un nuovo slogan "il 21 maggio resta a casa per mandarli a casa". Il leader del Polo carica dunque di forti significati politici la sfida del 21 maggio: "questo Governo e' nato per far svolgere i referendum" dice Berlusconi "percio' se il quorum non c'e' se ne deve andare. Questi referendum sono una truffa".
Poi il Consiglio Nazionale di FI approva a larga maggioranza la linea del leader. Ma l'ala liberal di FI non ci sta, Antonio Martino accusa: "io votero' si ai referendum, sarei dovuto intervenire al Consiglio Nazionale per spiegare i motivi di questa scelta, ma hanno votato la mozione che invita all'astensionismo senza permettere alcun dibattito, io credo che invitare all'astensione non sia ne' liberale ne' democratico".
Ed anche in AN e' palpabile l'imbarazzo per le parole di Berlusconi, tuttavia Fini sceglie di non polemizzare: "io rispetto le idee di Berlusconi" dice il segretario di AN "ma non le condivido, noi crediamo sia un bene andare alle urne". Secondo i DS intanto "chi come Berlusconi fa inviti a disertare le urne poi non si deve stupire se nelle elezioni prevale l'astensionismo"

14 MAGGIO - REFERENDUM, CIAMPI "IO VOTERO'". Il Presidente della Repubblica, dal Brasile dove si trova in visita ufficiale, riponde indirettamente a Silvio Berlusconi. "Non andare alle urne e' legittimo" dice Ciampi "ma io ci andro'. Sono abituato a votare, lo faccio da quando avevo 26 anni, perche' prima ci era proibito". AN approva quanto detto dal Presidente "le parole di Ciampi sono importanti e significative". Berlusconi pero' ribadisce "Io questi referendum non li votero' perche' sono fatti ad uso dei Radicali e dei comunisti, percio' siano questi signori ad andare a votarseli", e lancia una stoccata a Fini "e' chiaro che avendo il suo partito raccolto le firme non puo' sconfessare i referendum, ma mi auguro che il suo si ai quesiti del 21 Maggio resti un incidente di percorso".

   15 MAGGIO - FINI "BERLUSCONI SBAGLI". Il segretario di AN sceglie ancora di non polemizzare apertamente con il leader del Polo ma tiene a sottolineare che "avverra' il contrario di quanto detto da Berlusconi, perche' la mancanza del quorum non implica la caduta del Governo, ma se invece vincono i si Amato dovra' andare a casa. Con il maggioritario la maggioranza si sfalderebbe". I DS commentano: "Berlusconi dice che senza quorum il Governo si deve dimettere, Fini dice che lo deve fare se vincono i si, si mettano un po' d'accordo!". Intanto pero' Mastella sembra dar ragione all'ipotesi di Fini: "se vincono i si finisce per prevalere l'egemonia DS e allora dovremmo riconsiderare tutto. Il nostro no al maggioritario e' netto". Ed e' proprio al Centro che in questi giorni fervono "grandi manovre" soprattutto intorno a Sergio D'Antoni . Il Segretario della CISL in una riunione organizzata per dire "no ai referendum", pone di fatto le basi per la nascita di un nuovo polo centrista: "Serve una nuova DC" dice D'Antoni infiammando la platea composta in larga parte da ex-DC "noi siamo stati democristiani, lo siamo tuttora e ne siamo orgogliosi". 

16 MAGGIO - BERLUSCONI A FINI "NON SONO IO A SBAGLIARE". La campagna elettorale per il 21 maggio e' nella sua fase piu' calda. Oggi anche Confindustria decide di scendere in campo e di schierarsi per il si: "non capiamo l'invito all'astensione fatto da Berlusconi" fa sapere l'istituto di Viale dell'Astronomia. Ma Berlusconi prosegue nella sua linea "La sinistra ha strumentalizzato i referendum e cerca con essi la rivincita del 16 aprile, per questo non vanno votati, le riforme di cui ha bisogno il paese le faro' io una volta al Governo", poi rivolto a Fini dice "hai raccolto le firme e ti capisco ma ormai questi referendum hanno perso valore, il si sarebbe inutile e favorirebbe la sinistra". E divisioni restano pure nel centrosinistra, Mastella torna a ripetere "o i DS capiscono che la sinistra nella coalizione deve essere subalterna al centro oppure e' chiaro che si va verso un terzo polo", volete rifare la DC? gli viene chiesto, e lui "nessuno pensa di ricreare il passato, ma non capisco perche' debba essere vietato sentirsi ex-democristiani quando tutti si dicono con orgoglio post-fascisti o post-comunisti" 

17 MAGGIO - AMATO "IL GOVERNO E' NEUTRALE SUI REFERENDUM" Pressato dall'offensiva di Berlusconi che ne chiede le dimissioni in caso di fallimento dei referendum, Amato decide di non schierarsi. "Io mi ritengo neutrale sui quesiti del 21 Maggio" dice Amato "e percio' ritengo neutrale qualunque risultato ai fini della durata del mio Governo". Ma Berlusconi non ci sta e ribatte "troppo comodo dirsi neutrali, se Amato possiede un minimo di coerenza senza quorum se ne deve andare". Veltroni attacca allora il leader del Polo :"l'appello di Berlusconi alle dimissioni del Governo e' grottesco, il Governo non c'entra nulla coi referendum, piuttosto " aggiunge "mi pare che ormai si sia giunti alla resa dei conti fra Fini e Berlusconi". Ma il leader di AN risponde "I tentativi di dividermi da Berlusconi falliranno, Veltroni confonde i suoi desideri con la realta'".

".  18 MAGGIO - ***  "SU ANDREOTTI PROVE INSUFFICIENTI". A sette mesi dalla sentenza che ha scagionato Andreotti dall'accusa di collusione con la mafia vengono rese note le motivazioni che hanno portato all'assoluzione. Nelle 3470 pagine che sono state necessarie a stilare le motivazioni i giudici di Palermo mettono in evidenza che "non esisteva alcuna prova concreta". I pentiti che avevano tirato in ballo Andreotti, Buscetta e Di Maggio su tutti, sono accusati di aver "ripetutamente mentito". Dunque non ci sono prove che Andreotti abbia aggiustato processi e avuto contatti con Cosa Nostra. Smentiti gli incontri con Santapaola, Bontate, Michele Greco e "inattendibile" e' anche la circostanza del famoso bacio a Riina. Per il Senatore a vita c'e' di fatto una sola condanna "morale", i giudici asseriscono infatti che Andreotti ha mentito negando i suoi rapporti con i fratelli Salvo, gli esattori di Cosa Nostra, e con Sindona. Per i giudici Andreotti conobbe tali persone e fu lui ad agevolare Sindona, ma cio' ,si legge nella sentenza, "non certifica alcun illecito, ne puo' dimostrare la partecipazione di Andreotti a Cosa Nostra". Abbottonato il primo commento del Senatore a vita: "voglio leggere la sentenza con attenzione,a prima vista mi pare che metta in evidenza l'uso esagerato che si e' fatto dei pentiti. I giudici dicono che ho mentito negando rapporti coi Salvo? Non e' vero ma lasciamo stare". Poche parole anche dalla Procura di Palermo "ricorreremo in appello, i giudici hanno escluso un nostro teorema confermando pure alcuni punti da noi sostenuti".
*** LE REAZIONI POLITICHE. Per FI "siamo alla Caporetto della Procura retta da Caselli per 7 anni, adesso a pentirsi devono essere i giudici di Palermo". Casini "crolla miseramente tutto il castello di sabbia dell'accusa", mentre secondo Leoni (DS) "resta aperto il giudizio politico non solo su Andreotti ma anche sul sistema di potere che esponenti della sua corrente avevano costruito in Sicilia". 

19 MAGGIO - LA PARTITA DEL QUORUM - Ultimi fuochi della campagna elettorale per i 7 quesiti referendari. Berlusconi ripete per l'ennesima volta: "invito tutti gli elettori di FI a non recarsi alle urne, le riforme di cui ha bisogno il paese le faremo noi quando saremo al Governo, cioe' molto presto". E l'Associazione dei Penalisti Romani fa un ironico regalo al leader del Polo: una toga rossa come premio "per aver invitato a astenersi anche sui referendum che riguardano la giustizia e per essersi percio' schierato con i tanto aborriti giustizialisti". Intanto oggi il Giornale rende noto, violando di fatto le norme che ne impediscono la pubblicazione nei 15 giorni finali di campagna elettorale, un sondaggio secondo il quale il quorum non ci sara'. Veltroni pero' si dice fiducioso: "negli Italiani cresce la consapevolezza dell'occasione che rappresentano i referendum, sono sicuro che i cittadini reagiranno agli insensati appelli all'astensione". 

20 MAGGIO - REFERENDUM : ULTIME SCHERMAGLIE A 24 ore dal voto Silvio Berlusconi pare gia' sicuro della vittoria (cioe' della mancanza del quorum) "E' chiaro che e' giunta l'ora che Amato fischi la fine anticipata della legislatura". Poi pero' il leader del Polo apre uno spiraglio per un futuro dialogo con la maggioranza "mi auguro che la sinistra abbia voglia, falliti i referendum, di lavorare davvero ad una nuova ed efficace legge elettorale. Noi siamo pronti, ma come condizione chiediamo le dimissioni del Governo e il ritiro di una legge liberticida come la Par Condicio". Ma i DS rispondono "se non ci sara' il quorum una nuova ed efficace legge elettorale non l'avremo mai e chi sostiene il contrario dice una gigantesca bugia". I Radicali infine, che con i referendum di domani si giocano una importante fetta di credibilita', denunciano "ben tre milioni di certificati elettorali non sono stati consegnati, si fa di tutto per impedire ai cittadini di poter esercitare i propri diritti".

 

  21 MAGGIO - IL GIORNO DEI REFERENDUM La sfida si gioca tutta intorno al raggiungimento del quorum, per non far invalidare i quesiti serve che almento 24.553.309 persone vadano a votare (ovvero la meta' piu' uno degli aventi diritto).
QUESTI I SETTE QUESITI 1)Abolizione della legge sui rimborsi elettorali 2)Abolizione dell'assegnazione del 25% dei seggi della Camera con voto proporzionale 3)abrogazione del sistema di elezione per voto di lista dei membri del CSM 4)Separazione delle carriere dei magistrati (Un Pm non potra' passare a svolgere funzioni giudicanti) 5)Abolizione della possibilita' per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro funzioni giudiziarie. 6)abolizione dell'obbligo di riassunzione del lavoratore licenziato nelle aziende con piu' di 15 dipendenti 7)abolizione delle trattenute alla fonte di Inps e Inail. L'esito dei referendum, qualunque esso sia, non potra' non avere ripercussioni all'interno dei Poli vista la forte politicizzazione che i sette quesiti sono venuti ad assumere.
Ma i referendum piu' attesi sono il secondo e il sesto, e' intorno a questi due che ci sono stati i confronti piu' aspri fra le forze politiche. E i Poli si sono spaccati. Nel centrodestra netta e' stata la presa di posizione di Berlusconi per l'astensione e d'accordo con lui sono stati Lega e CCD. AN invece invita a recarsi alle urne e a votare si soprattutto ai primi due quesiti da lei stessa promossi. Nel Centrosinistra i DS sono per il si al quesito sul proporzionale ma forte e' la contrarieta' dei centristi i quali scelgono l'astensione, mentre Verdi e Cossuttiani chiedono di andare a votare no. Rifondazione e' per l'astensione assoluta, mentre i Radicali , promotori di 6 quesiti, sono naturalmente per dare sette si.

22 MAGGIO - NIENTE QUORUM: I REFERENDUM FALLISCONO. E' una bocciatura senza appello: ha votato solo il 32,8% degli aventi diritto. Se lo scorso anno la battaglia si gioco' sul filo di una manciata di voti, stavolta non c'e' mai stata incertezza. Fin dai primi dati sull'affluenza alle urne appariva chiara l'impossibilita' del raggiungimento del quorum. Neppure i due quesiti piu' attesi (sul proporzionale e sui licenziamenti) sono andati oltre la media. Le circa 15 milioni di persone recatesi comunque al voto si erano espresse in larga maggioranza per i si, tranne proprio che per il referendum numero 6 sui licenziamenti, che ha visto il 64% dei votanti scegliere il no e sancirne cosi' una sconfitta ancora piu' gravosa.
I PRIMI COMMENTI POLITICI. Esulta Silvio Berlusconi, "e' una nostra vittoria, ed e' la nostra terza vittoria di fila. Gli Italiani si fidano di me; i dati parlano chiaro, lo scorso anno voto' il 49,6% e Forza Italia aveva dato liberta' di voto, oggi abbiamo detto di astenersi e a votare e' andato poco piu' del 30%. Adesso " continua il leader del Polo "sarebbe bene dare vita ad un governo tecnico per varare il modello elettorale tedesco, ma temo che la sinistra non mollera' il potere nemmeno dopo questa nuova irrimediabile sconfitta".

Poi Berlusconi ne ha anche per AN "mi auguro che all'interno del Polo i nostri alleati capiscano lo sbaglio commesso con i referendum. Speriamo sia l'ultima volta che prendono simili cantonate". Da sinistra festeggia poi Bertinotti: "oggi e' stato sconfitto il partito americano e tutti quelli che volevano imporre quel modello in Italia. E' la sconfitta dei liberisti radicali e della Confidustria come dimostra l'esito del referendum sui licenziamenti. Adesso spero che anche i DS riflettino sui loro errori".
Ma i DS non ci stanno ad apparire come gli sconfitti; Folena: "Berlusconi usa il suo solito campionario di bugie. Lui e' quello che l'anno scorso prima festeggio' la vittoria dei SI e poi la mancanza del quorum. Ed ecco che oggi si appropria di questo risultato; e' incredibile che parli di nostra sconfitta quando i referendum sono stati proposti tra gli altri da AN che se non erro si trova nel Polo. Certo i DS erano per i si e non si aspettavano un risultato simile, ma il Governo cosa c'entra?".
Intanto pero' il partito di Veltroni deve subire anche l'offensiva dell'ala centrista della maggioranza: "oggi i DS hanno subito una lezione, loro credevano di poterci egemonizzare" dice il PPI, e Mastella "sta tornando la voglia di centro, la sinistra si ridimensioni. Il messaggio e' chiaro: alla guida della coalizione vada un centrista, altrimenti ognuno per se". Si va delineando dunque un disegno neocentrista in nome del proporzionale? D'Antoni da tempo in predicato di "rifare la DC" non nasconde le sue ambizioni: "oggi abbiamo avuto un risultato splendido, adesso si apre sul serio una nuova fase politica". E gli effetti di questa voglia di Grande Centro, oltre che sui DS, pesano pure in AN che vede fallire la sua strategia referendaria.
Storace critica Fini "si doveva fare di piu', non abbiamo fatto una campagna elettorale adeguata per dei referendum che noi avevamo proposto". E nel partito , anche se oggi Fini sceglie di rinviare qualunque commento, affiora un forte malcontento per le parole pronunciate da Berlusconi.
Gasparri pero' tiene a sottolineare "AN non finira' isolata, le regionali hanno dimostrato che siamo indispensabili per far vincere il Polo". Infine, facce scure e delusione palpabile nell'entourage radicale; dopo le regionali ecco una nuova sconfitta per il partito della Bonino. A parlare e' oggi solo Pannella "la responsabilita' del non quorum e' di Berlusconi , di quello che nel 1994 si presento' come alternativa liberale al regime dei partiti e che ora ne diventa l'erede". 

23 MAGGIO - CIAMPI INVOCA UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE. AMATO APRE AL POLO. Il Presidente della Repubblica, constatato il fallimento dei referendum, invoca la concordia fra le forze politiche per arrivare ad un accordo che porti a creare una nuova legge elettorale. "Serve un'iniziativa dei Poli " dice Ciampi "per promuovere una normativa che possa dare stabilita' all'esecutivo". Berlusconi accoglie l'invito di Ciampi al dialogo ma precisa "io do tempo un mese alla maggioranza per mettere in piedi una proposta concreta, anche se credo che oggi la cosa migliore sia un governo tecnico al di sopra delle parti". Amato tiene allora a sottolineare che lui se ne andra' "solo in caso di voto di sfiducia",ma poi usa toni concilianti verso il centrodestra "se c'e' la volonta' si puo' pensare di modificare l'attuale legge elettorale per andare verso il modello tedesco. Il Polo vuole che per riaprire un dialogo sia abolita la Par Condicio? E' un'ipotesi percorribile".
Intanto pero' Bossi frena Berlusconi "io sono certo che Forza Italia non vuole un governo tecnico" tuona il Senatur "a noi non interessano patti con una sinistra moribonda ne' ci interessano scambi fra Par Condicio e legge elettorale".
Ma Forza Italia smorza subito l'accenno di polemica "la Lega fa delle piccole provocazioni, possiamo garantire che col Governo non ci saranno ne' baratti ne' inciuci". Ed oggi, a testimonianza della solidita' del legame fra FI e Lega, si viene a sapere che il Carroccio,contrariamente a quanto deciso prima delle elezioni, otterra' assessorati nelle regioni del Nord. In AN cosi' comincia a montare il timore di un progressivo isolamento.

Fini: "E' vero che io sui referendum ho perseverato pero' se nel Polo abbiamo marciato divisi ora dobbiamo colpire uniti e mandare a casa Amato". La Russa ribadisce "AN e' il secondo partito del Polo, percio' non credo che il risultato dei referendum possa mutare qualcosa nell'alleanza di centrodestra". Nella maggioranza intanto con analoghi problemi devono fare i conti i DS , da un lato pressati dai centristi che chiedono "il ridimensionamento della sinistra e la guida della coalizione", dall'altro incalzati da Bertinotti che avverte "se i DS non recedono dalle posizioni neocentriste, per la sinistra non c'e' futuro". Oggi Veltroni nella riunione di segreteria si e' pure detto disposto "a dimettersi se questo serve ad entrare in una fase politica nuova", ma il partito gli ha rinnovato la fiducia. Ma e' al centro che continuano ad infittirsi i contatti . D'Antoni "qui nessuno vuole rifare la DC, ma e' evidente che siamo entrati in una fase nuova, e' finita la transizione, si va verso la Terza Repubblica". E' un ritorno alla politica dei due forni con un blocco di centro alleato a suo piacimento o con la destra o con la sinistra? "Macche' " risponde Mastella "solo che ora la sinistra deve prendere atto della sconfitta".

24 MAGGIO - LEGGE ELETTORALE: IL POLO FRENA AMATO. UN accordo fra le forze politiche, come auspicato da Ciampi, per arrivare "ad una nuova legge elettorale" si allontana. In un comunicato congiunto Polo e Lega fanno sapere che "non ci potra' essere dialogo con un Governo illegittimo. L'unica soluzione e' il voto anticipato". Bossi, fautore della linea intransigente, spiega "l'unica soluzione e' sciogliere le Camere, poi chi vincera' le elezioni fara' la legge elettorale. Ad oggi non esiste alcuna possibilita' di fare la riforma.".
AN intanto ritrova la sintonia col resto del Polo "Amato non rappresenta nessuno, il dialogo e' inutile e ci farebbe solo trascinare in discussioni infinite". Nella maggioranza intanto Veltroni prova a far uscire i DS dall'angolo: "io non capisco perche' ci siano dei nostri alleati che esultano per le nostre sconfitte. Se il centro si vuole aggregare e' un bene, ma credo che cio' debba avvenire restando all'interno della coalizione".
Infine il segretario DS dice addio al maggioritario: "ora ritengo si possa pensare ad un'intesa col Polo per un sistema tedesco con soglia al 5% e premio di maggioranza".

25 MAGGIO - IL POLO "ABOLITE LA PAR CONDICIO SE VOLETE IL DIALOGO". Il Centrodestra valuta positivamente l'invito di Veltroni "a cercare un'intesa per dare vita al modello elettorale tedesco" ma ribadisce: "se confronto ci deve essere bisogna farlo in aula, ma la maggioranza deve rinunciare ad una legge illiberale come la Par Condicio". E se Bossi torna a ripetere che "non esiste spazio per il dialogo", Casini lo invita "a comprendere che una larga intesa sulla legge elettorale e' necessaria". Nella maggioranza intanto PPI e Democratici si dicono "disposti a modificare la Par Condicio" incontrando pero' l'opposizione di Cossutta secondo cui "la legge non si tocca" e del diessino Vita , che e' fra i firmatari della Par Condicio, che accusa il Polo di "voler abolire una legge che sancisce pari opportunita'".
Ma intanto aleggia sempre di piu' il fantasma del Grande Centro. Un convegno organizzato dal banchiere Pellegrino Capaldo e' oggi l'occasione per una nuova reunion degli ex DC. Cossiga "la DC non rinascera' ma ora vale la pena tentare la ricostruzione di un grande partito popolare d'Italia". Andreotti "io non ho piu' ambizioni politiche ma credo che in Italia la cosa piu' auspicabile sia la proiezione di quello che in Europa e' il PPE"; ovvero una grande alleanza che va da FI al PPI.
Andreotti poi continua "noi non siamo reduci, quando mi dicono: tu sei un ex DC io rispondo: no io sono sempre un democristiano", e la platea va in visibilio.

*** FORMIGONI, UN GIURAMENTO "LUMBARD". Nel giorno dell'insediamento del governo regionale della Lombardia, Formigoni presidente rieletto lo scorso 16 aprile, decide di far giurare la sua giunta (e lui stesso) sul "popolo lombardo".
Il Presidente e gli assessori hanno infatti promesso di "essere fedeli alla Lombardia e al suo popolo e di rispettarne statuto e leggi". (??). Secondo il Ministro per i rapporti col Parlamento, Patrizia Toia, quello di Formigoni "e' un atto di gravita' inaudita, non vorrei che questa carnevalata facesse parte del pegno pagato dal Polo a Bossi" .
Si dicono sorpresi anche i vertici di AN, per La Russa " e' stato un giuramento fuori luogo, strampalato e avventuristico. Mi pare frutto di elucubrazioni da apprendista stregone. Per simili iniziative bisognerebbe almeno avvisare le forze politiche della coalizione". Ma Formigoni respinge tutti gli attacchi "come al solito a sinistra ci si scandalizza per nulla, quanto a La Russa e' bene che sappia che gli assessori di AN erano stati avvertiti 24 ore prima del giuramento. Comunque io non posso stare a rispondere a questo o quello esponente della partitocrazia". 

26 MAGGIO - AN ACCUSA FORMIGONI - Cresce il malumore dentro AN per la formula scelta da Formigoni nel far giurare la giunta lombarda. Gustavo Selva, capogruppo alla Camera afferma : "sapevamo che creando giunte con la Lega avrebbero potuto esserci questo tipo di problemi. Ma Alleanza Nazionale vigilera' con attenzione". La Russa "Sentirmi dare di partitocrate da uno che, come Formigoni, viene da un passato che tutti conosciamo [la DC], mi pare davvero paradossale".
Ma il Presidente della Lombardia schiva la polemiche :"io sono stato eletto dai Lombardi ed e' al popolo lombardo che devo rispondere. L'unita' nazionale e' certo un valore ma non credo che la Costituzione sia un dogma".

28 MAGGIO - "NO ALLA SFILATA DEI GAY NELL'ANNO DEL GIUBILEO". Gli omosessuali hanno il diritto di organizzare a Roma, nell'anno del Giubileo, una loro manifestazione? E' quello che AN chiede in una interrogazione parlamentare fortemente critica verso il cosiddetto Gay-pride, che ha il patrocinio del Comune, previsto per il prossimo 8 luglio a Roma. Risponde in aula Amato: "ritengo la manifestazione dell'8 luglio inopportuna, ma purtroppo c'e' la Costituzione e non la si puo' vietare". Si scatena il caos; mezzo Parlamento si infuria. "Come puo' Amato dire : purtroppo c'e' la Costituzione?" attaccano Verdi e Cossuttiani.
Per Rifondazione: "ad essere inopportune sono le parole di Amato, il suo e' oscurantismo". Dura anche l'ala laica di FI "Amato dice delle cose indecenti". Piu' cauti i DS: "la manifestazione dell'8 luglio e' legittima ed e' pure patrocinata dal Comune, Amato sbaglia". Plaudono invece ad Amato i cattolici dei due Poli: "i gay scegliendo Roma per manifestare vogliono deridere la Chiesa" nota il CCD. D'accordo col Presidente del Consiglio e' anche il neopresidente del Lazio Storace, che durante la campagna elettorale si era guadagnato l'importante (e forse decisivo) appoggio della Chiesa promettendo il suo impegno per evitare la sfilata dei gay nell'anno del Giubileo. Il Cardinale Ruini illustra infine la posizione del Vaticano: "nessuno di noi e' contro il diritto di manifestare, ma farlo a Roma nell'anno del Giubileo e' una chiara provocazione". 

29 MAGGIO -  VIOLANTE RICHIAMA FORMIGONI. Le polemiche per il "giuramento lumbard" di Formigoni non si placano. Il Presidente della Camera, Violante ,e' fortemente critico : "io francamente non conosco la formula adottata dalla giunta lombarda, ma credo sia davvero bene evitare atteggiamenti di quel genere che non fanno altro che accentuare spinte contrarie all'unita' nazionale". Ma Formigoni rigetta di nuovo le accuse "qui si continuano a creare polemiche sul nulla. Se Violante vuole davvero contribuire ad alimentare il sentimento nazionale dovrebbe rendersi conto che e' giunto il momento di eliminare quel centralismo e quella burocrazia che oggi soffoca gli Italiani".
Intanto mentre AN ribadisce che "quella di Formigoni e' stata una goliardata", Forza Italia smorza le polemiche "Formigoni ha solo voluto riaffermare in senso federalista l'unita' d'Italia".
Tuttavia il Leghista Borghezio avverte "Violante non vuole capire dove va il senso della storia, ma sappia che il bello deve ancora venire"

30 MAGGIO - *** OGGI A CREARE TENSIONE E' PURE UN' ALTRA "SFILATA". Ciampi ha deciso quest'anno di ripristinare la parata militare (abolita 12 anni fa) per la ricorrenza della Festa della Repubblica organizzando per domenica 4 giugno una sfilata militare lungo i fori imperiali con i soldati italiani che sono stati impegnati in missione di pace all'estero. E per l'occasione il Presidente della Repubblica ha invitato a Roma tutti i presidenti di regione, di provincia e i sindaci delle maggiori citta'. Ma l'iniziativa non ha trovato tutti consezienti.
Bossi "io domenica 4 giugno saro' a Pontida, perche' la mia festa la celebro li, dato che li e' la mia identita'".
Formigoni fa sapere "io non posso garantire la mia presenza, anche perche' ancora non ho avuto l'invito". Gentilini, sindaco di Treviso, e' piu' eplicito "io non andro' a Roma a fare la comparsa. Le sfilate lungo i Fori imperiali mi ricordano la Roma di Mussolini, ma oggi la capitale cosa e'?".
E Cecotti, sindaco di Udine, "a Roma sono alla frutta se hanno bisogno di mettere in piedi simili iniziative. Io me ne restero' a casa".
I DS commentano "Le reazioni degli amministratori di centrodestra del Nord dimostrano che si va verso una pericolosa leghizzazione del Polo che denota un totale disprezzo per le istituzioni". 

31 MAGGIO - GAY PRIDE: AMATO PROVA A SMORZARE LE POLEMICHE Pressato dalla sua maggioranza (per Veltroni "se si impedisce il Gay-Pride l'Italia diventa un caso mondiale di intolleranza"), il Presidente del Consiglio corregge quanto detto pochi giorni fa in merito alla sfilata dell'orgoglio omosessuale: "il corteo si fara", dice Amato "posso garantire che nessuno lo proibira', io in aula non avevo parlato di divieto, avevo solo detto che per me era una manifestazione inopportuna". Verdi e Rifondazione pero' non si dicono soddisfatti : "i gay hanno tutto il diritto di manifestare. E' il Gay-Pride e' diventata questione prioritaria, perche' qui si sta mettendo in discussione uno dei capisaldi dello stato: la sua laicita'". Mastella risponde : "nessuno mette in discussione il diritto di manifestare, pero' la scelta dei gay di scendere in piazza a Roma nell'anno del Giubileo sa di provocazione. Sarebbe come se qualcuno andasse alla Mecca a brindare con lo champagne".  AN intanto ribadisce "quella manifestazione non va fatta a Roma, e' una questione di rispetto e Amato non puo' rimangiarsi quanto detto tre giorni fa". 
*** FORZA ITALIA : "NEL POLO NESSUNO SNOBBERA' LA FESTA DELLA REPUBBLICA". Pisanu rassicura sulla presenza degli amministratori polisti del Nord alla parata militare voluta da Ciampi per la Festa della Repubblica: "Tutti gli esponenti di Forza Italia del Nord saranno presenti alla sfilata del 4 giugno. Nel Polo nessuno ha mai messo in dubbio l'unita' nazionale".
Bossi allora, pur dicendosi d'accordo con Pisanu, tiene a sottolineare: "Forza Italia fa bene ad assicurare la sua presenza alla parata del 4 giugno. La sinistra con questa storia ha provato a dividermi dal Polo. Io il 4 giugno andro' a Pontida, ma se pensano di incrinare con questi trucchetti la mia alleanza con Berlusconi si sbagliano di grosso".
Formigoni intanto attacca il centrosinistra: "io non ho mai detto che non voglio andare alla Festa della Repubblica, mi ero limitato a dire di non aver ricevuto l'invito. La maggioranza cerca di creare una polemica strumentale e patetica". Infine sulla questione Veltroni stuzzica Fini "i silenzi del leader di AN proseguono. Fini sta con Ciampi o con Bossi che promette di riunire i suoi a Pontida?" Risponde il leader di AN "la celebrazione del 4 giugno appartiene a tutti, poi Bossi puo' fare quello che vuole".


Formigoni che esterna...
  

1 GIUGNO -   FAZIO "L'ITALIA PERDE COLPI". E' uno scenario poco rassicurante quello descritto dal Governatore della Banca d'Italia nelle sue consuete Considerazioni Finali. "La nostra economia" dice Fazio "non tiene il passo e perdiamo competitivita' verso tutti i paesi industriali. Non e' piu' tempo di aspettare , servono un piu' deciso contenimento della spesa corrente e interventi strutturali nel mercato del lavoro ma anche una definitiva riforma del sistema previdenziale". Sono parole che colgono di sorpresa la maggioranza che le reputa "ingenerose", ma che soprattutto fanno riemergere interrogativi su quale potra' essere la tanto attesa collocazione politica di Fazio. Alla luce di quanto il Governatore ha detto pare difficile possa essere lui (come auspicano i centristi) il candidato premier del centrosinistra nel 2001. Nella maggioranza non si nasconde una forte delusione, secondo il Sottosegretario Micheli "il Governatore ha fatto un'analisi poco riguardosa che ignora gli sforzi fatti nel risanamento e nella riduzione del deficit". Per Letta, ministro dell'Industria: "sarebbe bene ricordarsi in che condizioni era l'Italia otto anni fa". Di tutt'altro tenore invece i commenti del Polo: "Fazio ha sancito il fallimento della sinistra".
La Loggia "e' chiaro che solo con Silvio Berlusconi si potra' arrivare ad un rilancio dell'economia, e' evidente ormai la necessita' di mandare a casa la sinistra".

Si dice poi entusiasta per le parole di Fazio il Segretario della CISL D'Antoni (che glissa sul richiamo al taglio delle pensioni) "il progetto del Governatore concorda con il mio, io non voglio tirare Fazio per la giacca, a me interessa vedere che esiste un buon programma da attuare. E credo che cio' avverra' presto". E l'indiretta conferma di quanto sia attesa la "scesa in campo" di Fazio la da' il fratello del Governatore, Pasquale che fa sapere "Antonio forse restera' alla Banca d'italia ma vi posso dire che le gerarchie ecclesiastiche da tempo lo vorrebbero in politca".

((((( sull'uscita di scena di FAZIO, lo scandalo e la sua caduta, vedi la nota del 18 novembre > > >

 

2 GIUGNO - AMATO "SARO' IO A SFIDARE BERLUSCONI". Il Presidente del Consiglio lancia con forza la sua candidatura a leader del Centrosinistra per il prossimo anno ed avverte i centristi : "non e' affatto detto che debba essere un cattolico a guidare la coalizione , non capisco l'ossessione che parte della maggioranza ha su questo punto".
Poi Amato attenua l'allarme sulla salute dell'economia lanciato ieri da Fazio "il Governatore ha ragione nel dire che si potevano ridurre le spese, ma oggi ritengo sia prematuro parlare di pensioni, anche' perche' " e chiama in causa la sua maggioranza "quando lo scorso inverno D'Alema propose la riforma per poco non venne linciato". -

BERLUSCONI "IL POLO RISANERA' L'ITALIA". Il leader del Centrodestra in un incontro con la stampa estera parla gia' da futuro Premier: "ieri Fazio ha detto cose che noi sosteniamo da tempo. E' chiaro il fallimento della sinistra, cosi' come e' chiaro che saremo presto noi a rimediare a tutti gli errori di questa maggioranza, sono sicuro che a partire dal prossimo anno il Polo riuscira' a dimezzare la disoccupazione".
Poi Berlusconi, provocato dalla domanda di un giornalista inglese che gli ricorda che "in nessun paese europeo un uomo che controlli imprese editoriali e tv potrebbe diventare Capo del Governo" , annuncia "il primo provvedimento che varero' non appena al Governo sara' una legge sul conflitto di interessi, cosi' la sinistra la finirà di speculare su questa faccenda". 

3 GIUGNO - CLINTON "SI ALLA DEVOLUTION", BOSSI "IO LO DICO DA SEMPRE". Il Presidente degli Stati Uniti, in visita in Europa, rilascia una dichiarazione che va a ripercuotersi nell'aspro dibattito che c'e' in Italia intorno a quali devono essere i nuovi poteri delle regioni. "La sovranita' nazionale" dice Clinton "viene arricchita dalle voci locali. Oggi in Europa tornano a risuonare nomi antichi quali Catalogna, Slesia, Rutenia, Piemonte e Lombardia. Stiamo assistendo ad una decisiva e fondamentale devoluzione di poteri verso il basso".
Parole che richiamano subito alla mente le esigenze di cui si fa portatrice la Lega. Bossi commenta "finalmente anche gli Americani ci danno ragione. Chissa' se adesso la sinistra aprira' gli occhi e capira' che noi non siamo eversori ma solo contro il centralismo".

MA I RAPPORTI GOVERNO-REGIONI RESTANO TESI. Visco, Ministro del Tesoro, richiama "all'ordine" le regioni: "le vostre spese sono fuori controllo e gravano in modo preoccupante sul bilancio dello Stato". Nel mirino c'e' la Lombardia di Formigoni dove, dice Visco, "negli ultimi tre anni le spese sono cresciute del 9,7% contro un tasso medio del 6%. Cosi' facendo si rischia di creare una spirale pericolosa, bisogna capire che federalismo non significa abolizione di ogni vincolo di spesa". Non si fa attendere la stizzita replica di Formigoni "sfido Visco a dimostrare con dati reali cio' che dice. Il Ministro fa solo della propaganda". 

4 GIUGNO -  IL GIORNO DELLA PARATA AI FORI IMPERIALI Ciampi e' riuscito a ridare lustro alla Festa della Repubblica, la sua decisione di ripristinare la parata militare lungo i Fori Imperiali si e' rivelata un successo. Dopo essere stati passati in rassegna dal Presidente, oltre 6000 militari e 350 automezzi hanno "sfilato" per le vie di Roma. E nella Capitale , per un giorno, si sono ritrovati uniti politici, sindaci e presidenti di regione. Sono rientrate dunque tutte le polemiche, l'unico assente e' stato Bossi. Ciampi "giornate come quella di oggi sono la testimonianza della fiducia della gente nelle istituzioni". Per Veltroni "e' stata una celebrazione di pace e di Unita' nazionale", mentre Fini la definisce "una giornata splendida".
BOSSI "IO SONO FEDELE ALLA MIA VERA PATRIA". In un giorno che ha visto i maggiori leaders accantonare (almeno per 24 ore) qualunque diatriba, e' stato il comizio di Bossi da Pontida a surriscaldare il clima politico. Il Senatur e' su di giri :"mi davano del matto, ed ora perfino Clinton mi da' ragione!".
Ed ancora "nessuno dica che Pontida e' contro Roma, mi auguro pero' che non avvenga l'inverso. Pure noi della Lega siamo fedeli alla patria, ma alla patria con la P maiuscola , non a quella che da' via libera a clandestini e delinquenti".
Poi Bossi profetizza "la sinistra e' finita, alle prossime elezioni spazzeremo via uno stato morto".

E COMPAIONO I "CARABINIERI PADANI". Sul palco con Bossi erano presenti anche carabinieri di professione guidati da Antonio Savino (segretario dell' Associazione Nazionale dell'Arma), poliziotti del Siap e agenti di polizia penitenziaria; e' la prima volta che cio' accade.
Borghezio cosi' li ha presentati alla folla "eccoli! Questi sono i nostri poliziotti e i nostri carabinieri e sono con noi contro la delinquenza specie se immigrata. Governo di Roma e' ora che tu apra le orecchie". E dal palco, Mastrulli , rappresentante dell'Opsa, sindacato di poliza penitenziaria, ha arringato la folla: "mi inchino ai popoli della Padania cui porto il saluto mio e dei miei ottantamila uomini, siamo tutti parte di un popolo che odia l'illegalita' soprattutto quella degli extracomunitari".
Un carabiniere, che sceglie l'anonimato, spiega "essere venuti al comizio di Bossi non vuol dire aver voluto sfidare i nostri superiori , ma nelle caserme siamo stanchi di essere subordinati ad ufficiali feroci e centralisti". 

5 GIUGNO -  IL CASO DEI CARABINIERI "PADANI". Nella maggioranza ci si dice "stupiti" per la partecipazione di esponenti dell'Arma al comizio di Bossi. I DS :"comincia a preoccupare sul serio l'atteggiamento della Lega, temiamo che piano piano stia venendo fuori quel patto segreto col Polo di cui si e' sempre negata l'esistenza". Per Nando Dalla Chiesa : " quei carabinieri trasformatisi in comizianti devono essere immediatamente licenziati". Savino, leader degli esponenti dell'Arma presenti ieri a Pontida, si difende "la Lega ci ha invitati e noi siamo andati. Tutti noi siamo fedeli alla patria , ma non potete continuare ad ignorare il malessere che c'e' nelle caserme"

AMATO "BOSSI HA FRAINTESO CLINTON". "Mi sono vergognato"; usa toni duri il Presidente del Consiglio nel commentare il modo con il quale sono state interpretate le parole di Clinton che auspicavano una maggiore devoluzione di poteri verso il basso. "E' ridicolo" sostiene Amato "ridurre quanto detto da Clinton alle polemiche di casa nostra. Tutto cio' mi ha fatto vergognare. Quando Clinton ha saputo l'interpretazione data alle sue parole si e' messo a ridere". Ma Bossi rilancia "la verita' e' che Clinton era quello che fino all'anno scorso teorizzava l'Ulivo mondiale, poi si e' reso conto di che gentaccia si tirava dietro. Clinton ha capito che la Lega in Italia ha contribuito a far saltare gli equilibri del centralismo". 

6 GIUGNO - AMATO-BERLUSCONI: PROVE DI DIALOGO Tutto ruota intorno alla Par Condicio; Berlusconi ne chiede l'immediata abolizione ed in tal caso, promette il leader del Polo, "si potrebbe intavolare sul serio un dialogo con la maggioranza che ci possa portare a creare una nuova legge elettorale. Ma deve essere cancellata una legge assurda come la Par Condicio che fa si che un partito come Forza Italia che e' oggi al 35% abbia lo stesso spazio di un partito dell'0,1%". Amato si dice allora disponibile ad accogliere l'appello di Berlusconi :"io ho sempre dubitato dell'attuale Par Condicio. Ritengo che la visibilita' vada data alle coalizioni piu' che ai partiti". Ma nella maggioranza si alzano gli scudi, secondo il PPI "l'abrogazione della Par Condicio non e' al momento un'ipotesi percorribile", mentre per Vita "Berlusconi ha pretese inaccettabili".

DS NEL CAOS, LA SINISTRA INTERNA ROMPE CON VELTRONI Spaccatura nella direzione DS; la sinistra interna decide di lasciare la segreteria e mette sotto accusa Veltroni : "il partito deve finirla di orientarsi verso il centro e recuperare sul serio i veri valori di sinistra. Non e' possibile continuare a passare da una sconfitta all'altra, dobbiamo mettere in discussione la linea uscita dal Congresso di Gennaio". La maggioranza della direzione ha comunque ribadito la fiducia a Veltroni ma in 56 hanno deciso di votargli contro ed a sorpresa Salvi, Ministro diessino del Lavoro, ha scelto di astenersi e di non votare a favore del Segretario. Veltroni "la sinistra interna si e' gia' rassegnata a perdere e ha in mente solo il ritorno ad una politica d'opposizione, ma io non staro' qui a rifare il PCI".

  7 GIUGNO - AMATO: "BASTA COL TIRARE A CAMPARE" E' un Amato dai toni decisi e sferzanti quello che , in un'intervista al Corriere, avverte "a me non interessano azioni di breve respiro, percio' se davvero la maggioranza si fosse gia' rassegnata alla sconfitta allora e' meglio lasciar perdere tutto piuttosto che tirare a campare". Ed accusa "da tempo ormai il Centrosinistra e' lontano dalla gente,e' troppo litigioso e non ha alcun tessuto reticolare per tenere contatti con la societa'. Berlusconi riesce a farsi capire piu' di noi, ma se la comunicazione televisiva puo' anche bastare ad un'opposizione che punta su messaggi brevi ed efficaci cio' non basta a noi che dobbiamo rendere conto del nostro operato. E comunque " conclude Amato "non e' un fatto solo televisivo, io fui il primo a dire che Berlusconi non era un fenomeno finto". E Fabio Mussi, uno dei piu' tenaci avversari di Berlusconi, ammette "purtroppo e' vero, il leader del Polo comunica meglio di noi. Il nostro linguaggio e' un idioma straniero per milioni di italiani". Cossutta condivide le parole di Amato "putroppo mi sembra che nei DS ci sia rassegnazione io pero' credo che la sinistra non parta battuta, ma ora e' urgente chiarire chi dovra' essere a guidarci nel 2001". Poi il Presidente dei Comunisti Italiani lancia una proposta "perche' non pensare ad un uomo come Cofferati alla guida del centrosinistra? Mi sembra abbia le doti necessarie". 

8 GIUGNO - MAGGIORANZA, IMPAZZA IL TOTOPREMIER. Non ottengono effetto gli appelli di Amato ad una maggiore coesione del Centrosinistra. La proposta fatta ieri da Cossutta di candidare Cofferati a Premier nel 2001 si scontra con il fuoco di sbarramento nei centristi. Per l'Udeur "Cofferati sarebbe l'eutanasia del Centrosinistra. Il candidato deve essere non solo di centro, ma molto di centro anzi fortissimamente di centro", mentre secondo Castagnetti "e' ormai evidente che senza un centrista la vittoria ce la sogniamo".
Ma anche Cacciari giudica sbagliata la proposta di Cossutta ed ironizza "a Cofferati potremmo dare il collegio di Sesto San giovanni, dove Forza Italia prende il 70% dei voti operai.....Con Amato perderemo, ma almeno lo faremo con onore". Boselli pero' si dice sicuro che "Amato e' e resta il candidato migliore per battere il Polo", mentre per i DS il nome che potrebbe mettere tutti d'accordo e' quello di Giovanni Bazoli, cattolico Presidente di Banca Intesa.

Mastella pero' , che continua a sognare la candidatura di Fazio , frena "Bazoli? A dire il vero io lo conosco solo per aver letto il suo nome sui giornali". E , visto il clima da tutti contro tutti che si respira nella maggioranza, un deputato di Forza Italia, a Repubblica, rivela "Gia' da oggi i burocrati dei vari ministeri ci stanno telefonando per accreditarsi con noi. Quelli del Centrosinista danno gia' per persa la partita, ormai a noi basta stare fermi ed aspettare".  

9 GIUGNO - AMATO "SONO PRONTO A DIMETTERMI". "Basta con il totopremier!". Il Presidente del Consiglio decide di troncare ogni discussione su chi dovra' essere il candidato del Centrosinistra nel 2001. Amato mette in chiaro che "o fra un anno ci saro' io alla guida della coalizione oppure me ne vado subito. Se vogliono un altro candidato Premier per il 2001 me lo dicano e a quel punto non resterei un minuto di piu', perche' il mio Governo sarebbe del tutto delegittimato". Veltroni concorda con Amato "non si puo' continuare con questo balletto di nomi, semmai del Premier ne riparleremo dopo la Finanziaria". Il PPI "a noi pare necessario affidare la guida della coalizione ad un centrista tuttavia adesso e' giusto lasciar perdere le liti".  Ma lo scontro pare solo rimandato.

11 GIUGNO - IL NORD SFIDA IL GOVERNO - I Presidenti di regione del Nord hanno stipulato, in un incontro a Genova, un'intesa che, per usare le parole di FORMIGONI, "portera' ad una diversa mappatura degli aiuti statali alle regioni". I termini dell'accordo prevedono che il Piemonte "ceda" di fatto 47mila abitanti al Friuli e la Lombardia 50mila alla Liguria. In questo modo, spiega ancora Formigoni "Friuli e Liguria non saranno piu' penalizzate come avveniva sotto il Governo D'Alema. Da oggi vogliamo essere noi a ridistribuire gli aiuti statali alle imprese". Per Maroni "oggi si e' fatta la prima concreta prova di federalismo, abbiamo dato uno smacco a Roma e al Governo centrale. E questo e' solo il primo passo". 

12 GIUGNO - SCONTRO GOVERNO- REGIONI DEL NORD "E' un'intesa eversiva": non usa mezzi termini il Ministro Bersani nel commentare il patto stipulato fra i Governatori del Nord per una diversa ripartizione degli aiuti statali. "Si va verso una deriva incostituzionale" continua Bersani "di questo passo potremmo anche abolire la Conferenza fra le Regioni e quelli del nord potranno cosi' riunirsi direttamente nelle sedi di partito".
Gli risponde Formigoni "Il Ministro dice cose incomprensibili, io proprio non riesco a capire che cosa mai abbiamo fatto di anticostituzionale o eversivo. Noi semmai ci siamo finalmente posti sulla via di un vero federalismo. Anzi annuncio che presto io chiedero' una devoluzione totale sulla sanita', sulla scuola e sulla formazione professionale".
Bassanini pero', Ministro della Funzione Pubblica, riduce la portata delle parole di Bersani: "la ripartizione dei fondi statali decisa dalle regioni del Nord e' un'idea che gia' aveva avuto Amato. Di eversivo non c'e' nulla, ma non riesco nemmeno a capire come possano i presidenti di regione descrivere la loro intesa come uno smacco per il governo". -

12 GIUGNO - AMATO "AVVISA" LE REGIONI DEL NORD - Monito del Presidente del Consiglio ai Governatori polisti del Nord: "non sono le regioni che si possono sostituire allo Stato". "E' singolare" continua Amato "sentir dire da esponenti leghisti che la redistribuzione della popolazione fatta dai presidenti del Nord ai fini degli aiuti di stato sia uno smacco per il governo, in quanto e' stato proprio il Governo a dare il via a questa iniziativa". E Ghigo, Presidente del Piemonte, oggi concorda con Amato: "si , e' vero quello che dice il Presidente del Consiglio, la nostra iniziativa ha avuto la collaborazione del Governo. Ora pero' e' meglio per tutti abbassare i toni". Formigoni pero' tiene a precisare che "l'iniziativa delle regioni ha ovviato ai limiti dell'azione dello Stato", mentre per Tremonti "siamo in una situazione paradossale: l'altroieri un Ministro ha definito eversiva l'intesa fra le regioni, oggi viene invece fuori che l'idea e' partita da Amato".

  13 GIUGNO - AMATO "BASTA LITI NELLA MAGGIORANZA" E' l'ennesimo appello che Amato fa alla coalizione : "dobbiamo finirla con le liti adesso servono progetti politici, perche' io voglio vincere le elezioni del 2001, per cui basta coi fiumi di parole. A causa dei nostri continui litigi abbiamo fatto si che un centrodestra, che sulle questioni economiche e' ancora piu' diviso di noi riuscisse a creare un forte blocco sociale". Ma nella maggioranza tarda a tornare il sereno; per Parisi "e' giusto smetterla di litigare, ma non si puo' non rilevare che quello di Amato non e' il nome giusto per il 2001. Serve un'altra figura". Mastella avverte "se si continuano a ignorare le richieste del mio partito dovremmo riconsiderare la nostra collocazione politica. Le alleanze non sono eterne". Potrebbe nascere un riavvicinamento fra Uduer e Polo? L'ex Presidente della Camera, oggi nell'Udeur, Irene Pivetti lo conferma "al momento per noi sono aperte entrambe le possibilita' di alleanza, sia a destra sia a sinistra".

15 GIUGNO - MASTELLA "PRONTO AD APRIRE LA CRISI DI GOVERNO". Si addensano nubi sul futuro del Governo: "siamo stanchi di essere ignorati" accusa Mastella "l'Udeur e' un partito essenziale per la coalizione, ma questo sembra non contare". Si profila dunque un ritorno nel Polo? "Non lo so" dice Mastella "io non tramo con Berlusconi anche se i miei rapporti con lui sono tornati buoni, dico solo che sono stanco della presupponenza della sinistra". Gli risponde Veltroni "semmai siamo noi ad essere stanchi di subire dik-tat da partiti che valgono poco piu' dell'1%".
BAZOLI "NON GUIDERO' IO IL CENTROSINISTRA". In una intervista concessa al Direttore del Corriere della Sera, Giovanni Bazoli, il Presidente di Banca Intesa , mette fine alle voci che lo vorrebbero come candidato Premier del centrosinistra nel 2001. "Non saro' io a guidare la coalizione" dice Bazoli "gia' due mesi fa mi avevano proposto di diventare ministro, ma ho rifiutato. Devo separare la mia attivita' di banchiere da qualunque incarico politico".

16 GIUGNO - LEGGE ELETTORALE: IL CENTROSINISTRA SCEGLIE IL MODELLO TEDESCO. La maggioranza ritrova l'unita' e fa la sua proposta per una nuova legge elettorale: "315 deputati eletti col maggioritario a turno unico e gli altri 315 col proporzionale sulla base di liste plurinominali bloccate e con soglia di sbarramento al 5%".E' l'addio al maggioritario puro e il via libera al modello tedesco: "nella scheda elettorale" dicono i leaders del Centrosinistra "sara' presente l'indicazione del Premier. Rinviamo al confronto parlamentare la scelta su un eventuale premio di maggioranza". Dopo giorni di aspre polemiche dunque, il Centrosinistra riesce ad elaborare un documento comune e a "gettare la palla" nel campo del Polo. Per Veltroni infatti "ora Berlusconi non ha piu' alibi, voleva una proposta e noi l'abbiamo fatta. Se poi per arrivare ad un accordo col Polo si deve mutare la Par Condicio siamo diposti a farlo". E Mastella, che ha sancito la pace coi DS, aggiunge "se pure stavolta il Centrodestra dira' di no ad un accordo se ne assumera' le responsabilita' davanti al Capo dello Stato e ai cittadini".

BERLUSCONI "LA SINISTRA HA ACCOLTO LE MIE PROPOSTE". "Mi hanno attaccato in tutti i modi" dice il leader di Forza Italia "ed ecco che oggi varano un documento che finisce con l'accettare tutte le mie proposte". Ma l'improvvisa ritrovata unita' della maggioranza ha colto di sorpresa il Polo, per Maroni "il documento della sinistra e' una trappola, loro vogliono solo seminare zizzania nel centrodestra". Gli da' ragione Tremonti "non c'e' da fidarsi di queste conversioni della maggioranza, dato che fino a ieri erano contro il modello tedesco".  

17 GIUGNO - LEGGE ELETTORALE: IL POLO FRENA E' il giorno dei dubbi nel Centrodestra: "ci dobbiamo muovere con cautela prima di accettare la proposta presentata ieri dalla maggioranza". In realta', fatti due calcoli, nel Polo ci si e' cominciati a rendere conto che, considerando l'accordo con la Lega, se alle prossime elezioni si votasse di nuovo con l'attuale legge (il "Mattarellum") per la sinistra sarebbe impresa ardua al Nord conquistare anche solo un seggio. Da qui emerge una minore disponibilita' a cambiare legge elettorale, per Bossi infatti "quella della sinistra e' una mossa da disperati. Si aggrappano al modello tedesco riprendendo un progetto del Polo, ma oggi i tempi son cambiati. Quello di Veltroni e' un trucco per sopravvivere al Nord, dove si sono accorti che non avrebbero preso nemmeno un parlamentare". Estrema prudenza anche in Forza Italia "al momento dal Centrosinistra e' arrivato solo un documento generico, e il Polo deve fare attenzione a non farsi prendere nella ragnatela da chi ha come unico interesse quello di ritardare il voto". E la maggioranza puo' cosi' stuzzicare il Polo "e' evidente che non hanno mai avuto volonta' di fare una nuova legge".  Veltroni nega poi che dietro la proposta di ieri ci sia un tentativo di mettere in difficolta' il Centrodestra "da parte nostra non c'e' stata nessuna furbizia. Noi abbiamo elaborato un progetto di legge elettorale che tiene conto dell'esito dei referendum. Ora gradiremmo sapere se davvero nel Polo c'e' la disponibilita' a trovare un accordo". 

18 GIUGNO - TEMPI LUNGHI PER LA LEGGE ELETTORALE - Tramonta l'ipotesi di un accordo fra i Poli in materia di legge elettorale. Per il Centrodestra "la proposta della sinistra sembra fatta apposta per farsi dire no". A questo punto pare difficile si possa sbloccare entro breve tempo la situazione di stallo. La maggioranza accusa "il Polo voleva una proposta, adesso ce l'ha e non risponde, rifugiandosi in scuse risibili". Per Urso, AN, pero' "quella dei DS e' una proposta che manca di chiarezza essendo per meta' maggioritaria e per meta' proporzionale". 

20 GIUGNO - LODO MONDADORI: BERLUSCONI ASSOLTO Berlusconi e Previti non saranno processati per corruzione. Il GUP Rosario Lupo nell'udienza preliminare ha sentenziato che non ci sono elementi per andare in tribunale: "il fatto non sussite, le prove sono insufficienti e contradditorie". E' un vero colpo di scena che nemmeno gli avvocati di Berlusconi si aspettavano tanto che prima del verdetto del GUP facevano sapere di aver gia' pronto un comunicato di protesta contro il rinvio a giudizio che giudicavano pressoche' certo. (Berlusconi in passato voleva pure denunciare il GUP Lupo alla Corte Europea dei Diritti Umani). Ed invece Lupo ha smentito i pronostici: Berlusconi, Previti ( oltre agli avvocati Acampora, Pacifico, e Metta) non subiranno il processo.
E' una sconfitta per il Pool di Milano che aveva chiesto il rinvio a giudizio del leader del Polo giudicando "comprata" la (ormai famosa) sentenza del 1991 emessa dal Giudice Metta che assegno' la Mondadori a Silvio Berlusconi. Secondo il Pool vi furono dei sospetti passaggi di denaro dai conti di Previti a quelli di Metta.
I COMMENTI Berlusconi e' raggiante "ogni volta che un giudice terzo prende in esame le cause mossemi da certi PM non puo' non assolvermi. Io non dimentico che l'attuale maggioranza tramite il Governo si era pure costituita parte civile contro di me, cio' mi spinge ad impegnarmi ancora di piu' per eliminare le storture di questo paese".

Per La Loggia "ormai e' evidente a tutti che le mosse del Pool di Milano avevano una sola valenza: quella politica". Concorda AN "oggi crolla la macchinazione anti Berlusconi, finisce l'inverno giustizialista e si prepara la stagione che portera' il Polo al Governo del paese". Ma per Leoni, DS, "i commenti degli esponenti del Polo denunciano totale mancanza di senso dello Stato e delle istituzioni", gli fa eco Angius "se un giudice condanna e' un reprobo, se assolve e' un benemerito; ecco la cultura del Polo". Di Pietro si chiede "chissa' se adesso Berlusconi si rendera' conto che nessuno lo ha mai perseguitato?". 

21 GIUGNO - VOLA L'ECONOMIA. E' il miglior risultato degli ultimi anni per l'economia italiana: il PIL e' cresciuto nei primi mesi del 2000 di un 3% in piu' rispetto al 1999 e , secondo l'Istat, continuando cosi' e' realistico pensare che ci si possa avvicinare alla media europea del 3,5%. Esulta Amato : "vengono smentiti tutti i pessimismi. Questi risultati dimostrano che se la coalizione non se lo proibisce da sola puo' davvero pensare di vincere nel 2001". Poi il Premier si lancia in una ormai celebre profezia (che a dire il vero non ha portato molta fortuna ai suoi predecessori) "credo che in Italia sia possibile creare nei prossimi quattro anni almeno un milione di posti di lavoro".

22 GIUGNO - FORMIGONI "SONO PRONTO A FORZARE LO STATUTO". Il primo incontro fra Amato e i Presidenti di regione si risolve in un nulla di fatto e i rapporti fra il Governo e il Nord continuano a peggiorare. Formigoni accusa "Il Governo non ci ha ascoltato su nulla. A questo punto ogni regione giochera' la sua partita forzando il piu' possibile il proprio statuto e cercando cosi' di superare una Costituzione ormai logora. Lo ripeto: io voglio una regione con pieni poteri su sanita' scuola immigrazione e la creazione di una polizia regionale". Immediata la risposta del Governo "quelle di Formigoni sono manovre propagandistiche che interpretano il federalismo in una visione da repubblichetta. E' ora di lasciar perdere questa gara a chi e' piu' bravo".

EPURAZIONI IN RAI? BUFERA SU GASPARRI - Sul periodico On-Line Destra.It, diretto da Gasparri, in un articolo intitolato "Tolleranza Zero" compaiono diversi nomi di giornalisti RAI da "accompagnare alla porta dopo la vittoria del Polo alle prossime elezioni politiche," questo perche', si legge ancora, "e' ora di preparare le bonifiche in RAI".  Si scatena un polverone: i DS "non si sa se ridere o piangere per questa iniziativa di pessimo gusto che dovrebbe far riflettere gli Italiani su cosa li attende in caso di vittoria del Polo". Duro anche il Sindacato Usigrai "l'uso delle liste di proscrizione credevamo appartenesse al passato e pensavamo che tutte le persone di buon senso lo sapessero". Si dice stupito anche Casini "vanno rispettate le opinioni di tutti, articoli come quello di Destra.it sono demenziali". Ma Gasparri si difende "l'articolo lo ha scritto un mio collaboratore in piena autonomia. Io piuttosto ringrazio tutti questi critici per la pubblicita' che mi hanno fatto". 

  24 GIUGNO - E' MORTO ENRICO CUCCIA - Si chiude un'epoca; a 93 anni se ne va il maggiore simbolo della grande finanza del dopoguerra. Enrico Cuccia e' stato per oltre 50 anni "il grande sacerdote del capitalismo italiano", come oggi numerosi commentatori lo ricordano. Fu Beneduce, di cui sposo' la figlia, ad indirizzarlo verso la finanza, poi nel dopoguerra , dopo aver fondato Mediobanca con Raffaele Mattioli, Cuccia ha contribuito a segnare la storia del capitalismo italiano.
*** MEZZA MAGGIORANZA CONTRO I DS. PPI e il resto dei centristi del Governo si dicono "sconcertati" per il documento sull'era della strategia della tensione presentato ieri dai DS. Mastella lo definisce "un grave autogol per la sinistra, un episodio davvero sgradevole". Ma e' polemico anche Mancino, Presidente del Senato: "secondo quelle tesi alcuni dovrebbero chiedere scusa per aver portato la democrazia in Italia, mentre i DS sembrano nati solo dopo la caduta del Muro di Berlino". Parole di fuoco giungono dall'opposizione, secondo Silvio Berlusconi "non si puo' non provare un senso di pena per il documento dei DS. La loro e' una sconcertante rilettura della storia che fa uso della piu' rozza propaganda", e Selva, AN , ribadisce "il mio partito non ha nulla da nascondere, chissa' se gli eredi del PCI possono dire la stessa cosa?". Intanto oggi il Ministro della Giustizia Fassino prende le distanze dalla relazione presentata dai suoi compagni di partito "quel documento impegna solo chi lo ha scritto". Per la sinistra DS pero' "contro la relazione si sono fatti dei gran polveroni, ma nessuno ha smentito sui fatti quelle tesi" e il Segretario dei Comunisti Italiani, Diliberto, concorda "i parlamentari DS hanno scritto delle verita' storiche,piuttosto mi pare che in AN ci sia qualcuno che ha la coda di paglia". 

25 GIUGNO - FINANZIARIA SENZA TASSE NE' TAGLI "Siamo ad una svolta storica", cosi' il Presidente del Consiglio si e' espresso presentando il DPFE (Documento Programmazione Economica Finanziaria) . "Come tutti possono notare" ha proseguito Amato "per la prima volta nel DPFE non si parla ne' di tagli ne' di nuove tasse, dopo 10 anni di manovre e contromanovre ci avviamo finalmente a varare una Finanziaria che non toglie, ma da' agli italiani". Tra le misure principali vi sono l'aumento delle pensioni minime, l'esenzione Irpef per la prima casa, aiuti alle imprese e la restituzione totale dell'Eurotassa. Il Governo gongola "si apre una nuova era, e' la prima Finanziaria che non prevede inasprimenti tributari. E tutto grazie alla nostra opera di risanamento". -
MA IL POLO NON CI STA. "Lo sapevamo" attacca il Centrodestra "la sinistra tira fuori una Finanziaria dal sapore smaccatamente elettorale". Per Tremonti "altro che risanamento!. La loro e' solo propaganda, ma si illudono se pensano di ricavarne vantaggi elettorali". Critico e' anche il Presidente di Confindustria D'Amato :"sono deluso, speravo di vedere progetti finalizzati a rendere competitivo il paese". Divisi infine i Sindacati : per Cofferati "e' un DPEF piu' che positivo", ma D'Antoni lo boccia "mancano iniziative efficaci contro inflazione e disoccupazione".

26 GIUGNO - FINANZIARIA: E' SCONTRO E' ironica la risposta di Amato alle critiche fatte dall'opposizione al DPEF :"certe prese di posizione sono state dettate piu' da ragioni di presenza vocale che da ragioni sostanziali, io credo" continua il Presidente del Consiglio "che sia ora di distinguere fra chi fa spot e chi invece da' vita a programmi concreti, altrimenti si rischia di dare in mano il paese a chi fa la reclame migliore, il che non significa che sia anche quello che sa governare meglio". Indispettita la replica del Polo "qui gli unici a fare spot siete voi del Governo". Tremonti riparte all'attacco "quella di Amato e' solo una manovra con fini elettorali che elude ogni speranza di cambiamento ed ogni concreta riforma". 
RINASCE L'ULIVO "Ulivo- Insieme per l'Italia", con questo nome il Centrosinistra si presentera' alle prossime elezioni politiche. Una sigla che va ad accontentare sia i nostalgici del 1996 sia chi quattro anni fa non c'era (la dicitura "Insieme per l'italia" e' stata infatti proposta da Mastella). Veltroni "finalmente siamo riusciti a ricompattarci, adesso rivediamo un barlume di speranza per le prossime elezioni". Concorda Parisi "con l'unita' finalmente ritrovata non e' piu' proibito pensare di vincere". Ed intanto pare sempre piu' probabile che possa essere Amato a guidare fra un anno la coalizione, visto che nessuno dei nomi alternativi, Fazio, Bazoli, Cofferati, si e' detto disponibile. 


3 LUGLIO -
"SI DIA VITA ALLA CAMERA DELLE REGIONI" Nel giorno in cui la Commissione Affari Costituzionali ha deciso di accogliere le richieste dei "Governatori" del nord per garantire alle regioni una maggiore autonomia fiscale, Formigoni lancia una nuova proposta "e' ora di dare vita ad una Camera per le Autonomie che prenda il posto del Senato. Le regioni devono avere un posto fisso in Parlamento. Io credo che senza questa seconda Camera o salta il federalismo o salta l'Italia". I Presidenti di regione del centrosinistra fanno allora sapere "di concordare sulla necessita' di una Camera delle Autonomie", ma, dice l'emiliano Errani , "non si possono annunciare questi progetti federalisti senza prima averne gli strumenti".
Anche Ghigo, Presidente del Piemonte, frena gli "ardori" di Formigoni "La Camera delle Autonomie ci vede tutti unanimi, ma gia' il fatto che la Commissione Affari Costituzionali abbia cominciato ad accogliere parte delle nostre richieste e' un fatto positivo". Ma Galan , Presidente del Veneto, commenta "io Ghigo lo capisco, ma le sue posizioni minimali mi rattristano. Qui serve una vera riforma costituzionale".

ITALIA , PSICODRAMMA CALCISTICO Crudele sconfitta per la Nazionale Italiana nella finale degli Europei di calcio. In vantaggio fino a 30 secondi dalla fine contro la Francia, viene prima raggiunta all'ultimo tuffo e poi superata nei tempi supplementari. Svanisce cosi' il sogno, che pareva ormai a portata di mano, di ritornare campioni d'Europa a 32 anni dall'ultimo successo. I giocatori azzurri in lacrime "beffa tremenda, ormai ci sentivamo gia' campioni". Ma il Presidente della Repubblica li rincuora e decide di nominare i 22 componenti della Nazionale "Cavalieri del Lavoro": "la nostra squadra" dice Ciampi "ha comunque tenuto alto l'orgoglio italiano, tutta Italia le sara' grata". 

4 LUGLIO -
POLITICA NEL PALLONE - Puo' una partita di calcio scatenare una battaglia politica capace di oscurare qualunque altro tema? Naturalmente si, specie se il capo dell'opposizione e' anche il Presidente di una delle maggiori squadre italiane. La partita in questione e' la finale del Campionato Europeo sciaguratamente persa dall'Italia quando si trovava ormai ad un passo dal trionfo. Ma per Berlusconi e' sbagliato parlare di destino avverso, la sconfitta ha un solo colpevole: l'allenatore.
E a Dino Zoff il leader del Polo riserva strali che spesso ha risparmiato ai suoi piu' tenaci avversari politici: "mi sono vergognato a vedere la partita" dice Berlusconi "e' stata una cosa indegna che chiunque avrebbe visto, Zoff ha lasciato del tutto libero Zidane, ovvero la fonte del gioco francese, non lo ha mai fatto marcare . Io davanti alla tv mi agitavo come un leone in gabbia, ma ditemi voi come si puo' fare un errore simile? Lo ripeto: e' stata una cosa indegna che anche un dilettante avrebbe visto. Ma d'altronde l'intelligenza se non la si ha, non la si ha".

Si scatena una bagarre: Veltroni, appena sapute le parole del leader del Polo, commenta: "Berlusconi col suo solito modo grottesco cerca di cavalcare l'onda della delusione italiana ed offende non solo Zoff, ma tutti i giocatori e i 22 milioni di italiani che hanno visto la partita". Per il Ministro Melandri "Berlusconi dice cose gravi. Ciampi ha perfino nominato gli azzurri Cavalieri del Lavoro!" mentre Diliberto ricorda a Berlusconi "che dovrebbe piuttosto preoccuparsi di uno come Bossi che pur di essere contro l'Italia ha detto di tifare Francia". Anche gli alleati oggi "abbandonano" il leader del Polo, La Russa si chiede "ma che partita ha visto Berlusconi?", mentre Casini fa del sarcasmo "prima Bossi che dice di tifare Francia, ora questa uscita di Berlusconi; questi Europei ci hanno procurato solo danni". Cosi' mentre Zoff fa sapere di non avere per il momento intenzione di rispondere.
Berlusconi definisce "scandalosa la strumentalizzazione che la sinistra sta mettendo in atto. Io ho vinto 6 scudetti e 3 coppe dei Campioni e nemmeno mi posso permettere di fare una critica tecnica?". 

5 LUGLIO - ZOFF "ME NE VADO, NON VOGLIO LEZIONI DA BERLUSCONI". Non gli e' riuscito con Amato, ce l'ha fatta con Zoff; le parole di Berlusconi provocano le dimissioni dell'allenatore dell'Italia e quella che pareva una polemica di un giorno diviene un caso nazionale che va a riempire tutte le aperture dei TG e le prime pagine dei giornali. "Berlusconi mi ha offeso come uomo" dice un mesto Zoff "mi ha ferito nell'orgoglio denigrando il mio lavoro. Cio' e' profondamente ingiusto, percio' ho deciso di non continuare. Me ne vado e me ne assumo tutte le responsabilita'. Ci saranno delle speculazioni su di me, ma non mi interessa". Immediate le reazioni , naturalmente politiche. Veltroni "Zoff col suo gesto ha voluto rimarcare l'indipendenza dello sport dalla politica. Quello di Berlusconi e' stato un tentativo inaudito di strumentalizzare il sentimento popolare". Mastella ironizza "Berlusconi scelga se fare il politico o il CT, in tal caso noi potremmo scegliere Zoff come leader" e Diliberto spera "che adesso Berlusconi non voglia scegliere anche la prossima Miss Italia". Ma il Cavaliere non ci sta ad apparire come il "carnefice" di Zoff e parte all'offensiva: "siamo davanti alla piu' incredibile opera di strumentalizzazione che ricordi. La sinistra si butta sul calcio per distrarre la gente dal suo fallimento, dalla poverta', dalla disoccupazione. Se davvero Zoff si dimette per colpa mia siamo all'assurdo. Io non mi pento di quello che ho detto ieri, anzi semmai sono io che devo ricevere delle scuse. Con quello che ho vinto col Milan mi devo sentir criticare da chi il calcio lo conosce solo per le figurine!".

6 LUGLIO  -
CALCIO E POLITICA: E' ANCORA POLEMICA. Mentre Giovanni Trapattoni viene scelto come nuovo CT della Nazionale , nel mondo politico lo scontro, accesosi dopo le accuse di Berlusconi a Zoff, non si placa. Per La Loggia e Pisanu "non si ha memoria di una strumentalizzazione cosi' vergognosa come quella messa in atto dalla sinistra intorno alla storia di Zoff". Ma un deputato azzurro, Dario Rivolta ,si dice convinto che "la Nazionale di Zoff era il simbolo di una Italia timida e rinunciataria, non certo il modello di paese che ha in mente Berlusconi!".
Ed oggi, con un articolo sul Messaggero,interviene anche D'Alema "Berlusconi ha usato un tono aggressivo e intollerabile , ha parlato della Nazionale di calcio come se fosse una delle sue proprieta'. Se l'aver conquistato otto regioni gli produce tali effetti di arroganza non e' difficile immaginare a cosa potra' condurre una sua vittoria politica". E' infine Gianni Rivera, Sottosegretario alla Difesa ed ex idolo delle folle milaniste,che prova a chiudere la polemica "Berlusconi e' riuscito nel suo intento: far parlare di se. Ma ad agevolarlo ci hanno pensato gli esponenti della sinistra seguendolo sul suo terreno. D'altronde Berlusconi e' uno che punta sempre al presenzialismo e alla teatralita', solo lui poteva trasformare quello che era un semplice raduno del Milan di cui ben pochi si sarebbero accorti [e durante il quale Berlusconi ha appunto lanciato il suo attacco a Zoff] in un affare nazionale". 

7 LUGLIO - LEGGE ELETTORALE: LA PROPOSTA DEL POLO Giunge oggi, dopo giorni di dibattito interno (oscurati anche dalla bufera calcistico politica) la risposta del Polo alla proposta fatta dalla maggioranza circa venti giorni fa per una nuova legge elettorale. Il Centrodestra ha presentato dieci emendamenti al progetto del Centrosinistra,chiedendo di introdurre un premio di maggioranza per la coalizione che superera' il 40% dei voti e di estendere l'eventuale nuovo sistema di voto della Camera anche al Senato. "La sinistra ci deve dire se e' disponibile ad accettare le nostre condizioni" affermano i leaders del Centrodestra. Abbottonato il primo commento di Veltroni: "valuteremo la proposta del Polo e poi daremo una risposta comune". - 
HAIDER "SPERO CHE IN ITALIA VINCA IL POLO". Torna a far sentire la sua voce il leader ultranazionalista austriaco che tra due giorni, invitato dal Sindaco di Jesolo, sara' in Italia. "So che il vostro paese non ama le sanzioni UE contro l'Austria" dice Haider " Dai frequenti contatti che ho con le regioni del ricco nord ho constatato che c'e' una crescente popolarita' verso di noi. Per questo mi auguro che alle prossime elezioni politiche possa prevalere il Centrodestra, allora forse l'UE si rendera' conto che le sanzioni contro l'Austria sono inutili. O forse puniranno anche l'Italia?".  

8 LUGLIO - BERLUSCONI "AL VOTO IN AUTUNNO". Il leader del Polo lancia un ultimatum alla sinistra "la proposta fatta ieri dal Centrodestra sulla legge elettorale e' da prendere o lasciare. Percio' vogliamo che la maggioranza renda nota la sua opinione prima che il Parlamento chiuda per i lavori estivi". Poi Berlusconi aggiunge "comunque credo che le elezioni politiche si debbano in ogni caso tenere in autunno o con una nuova legge elettorale o con l'attuale. I sondaggi ormai parlano chiaro: il Polo ha oltre 20 punti di vantaggio sulla sinistra". E Bossi gli fa eco "Pur di andare alle urne sono perfino disposto a votare la Finanziaria del Governo, io credo che quando si andra' al voto la gente punira' questa sinistra. Loro stanno cercando di annullare tutte le differenze, sono i nuovi nazisti". 
Rabbiosa la risposta della maggioranza: "noi non accettiamo ultimatum". Veltroni :"Berlusconi non puo' dirci: prendere o lasciare. Noi la nostra proposta per una nuova legge elettorale l'abbiamo fatta oltre due settimane fa, mentre solo oggi il Polo riesce , faticosamente, a trovare una posizione comune". Per Parisi "la fretta che il Polo ha di andare alle urne testimonia che in loro comincia a subentrare il timore di poter essere battuti qualora si votasse alla naturale scandenza della legislatura".

IL GIORNO DEL GAY PRIDE - La tanto discussa giornata "dell'orgoglio omosessuale" si e' svolta. Per le vie di Roma hanno sfilato oltre 200mila persone al grido di "noi non siamo diversi ma uguali agli altri". Il corteo e' stato molto folcloristico ma non ha fatto registrare incidenti ne' si sono avute le tanto temute provocazioni alla "morale cattolica". Nel corteo, a manifestare solidarieta' verso i gay, vi erano , oltre a molti cittadini comuni, anche numerosi esponenti della maggioranza di Governo fra cui Veltroni, il Ministro Belillo, Cossutta e una delegazione dei Verdi. Ma secondo Storace, Presidente del Lazio, : "la presenza nel corteo di uomini della Maggioranza e di un ministro e' stata immonda".
Usa toni piu' pacati Berlusconi "manifestare e' legittimo , ma questo evento e' stato un errore nell'anno del Giubileo". Il CCD mette sotto accusa la RAI per aver trasmesso in diretta il Gay Pride "sono andate in onda immagini oscene e sguaiate di un immorale corteo" e il Presidente della Commissione di vigilanza Rai Landolfi (AN) rincara la dose "RAITRE trasmettendo il corteo del gay pride ha fatto le prove del funerale del servizio pubblico".
Dalla maggioranza si ribatte: "nel Polo c'e' una mentalita' retrogada e oscurantista". Il Ministro Belillo attacca Storace "lui dice che e' immondo essere stati al corteo dei gay? io dico che a uno come Storace non basta il doppiopetto per ripulire il suo linguaggio dell'intolleranza". Per Veltroni "l'assenza di esponenti del centrodestra alla manifestazione fa capire che nella destra italiana esistono ancora pulsioni di intolleranza. A New York coi gay manifesto' pure Rudolph Giuliani".


9 LUGLIO -
*** HAIDER IN ITALIA Da oggi Jesolo ha un cittadino (onorario) in piu': Joerg Haider. Renato Martin, ex leghista ed oggi Sindaco della cittadina veneta, ha infatti consegnato al leader ultranazionalista austriaco le "chiavi d'oro" della citta' in segno "di amicizia e apertura verso la Carinzia". Mentre si svolgeva la simbolica cerimonia esponenti di Rifondazione e dei centri sociali hanno duramente contestato Haider, che ha pero' sostenuto di non doversi preoccupare "di qualche comunista richiamato dalla pensione".
Poi lo stesso Haider ha ribadito quelli che sono i suoi auspici per le prossime elezioni politiche in Italia "spero vinca il centrodestra, confido che gli Italiani siano per una svolta politica".  Durissimo il commento della sinistra: "quello che e' avvenuto e' vergognoso, il Sindaco di Jesolo ha provocato un'intera citta' per una sola opera di propaganda".
Secondo Bettin ,consigliere regionale dei Verdi, "aver invitato Haider in piena stagione estiva significa offendere il Veneto" . Ma il Sindaco di Jesolo si difende "il mio Comune e' stato il primo a votare una mozione di solidarieta' ad Haider per le sanzioni europee", e a chi sostiene che l'invito fatto al leader ultranazionalista sia stato dettato da ragioni di "marketing" Martin risponde "e' vero che molti nostri turisti vengono dall'Austria ed in particolare dalla Carinzia, ma nella mia scelta c'e' stato ben altro".


10 LUGLIO -
HAIDER-FORZA ITALIA: AMICI...MA NON TROPPO E' ancora Haider ad agitare il dibattito politico italiano, mentre Mussi (DS) ha presentato un interrogazione parlamentare per sapere "quali meriti Haider ha acquisito per diventare cittadino onorario di Jesolo", il capo dell'estrema destra austriaca tuona "le sinistre europee sono state un fallimento totale. Io invece sono affidabile e coerente e questo e' il segreto del mio successo".
Poi, a proposito di politica italiana, rivela "io piaccio a Forza Italia, ma Berlusconi si trova davanti ad un problema nei suoi rapporti col FPOE [il partito di Haider]. Dovesse infatti risultare che Forza Italia ha stima per me , Berlusconi rischia di rimanere isolato nel Parlamento Europeo. Tuttavia vi posso dire che i sostenitori di FI hanno grande simpatia per la mia persona e credo che Berlusconi lo dovrebbe dire apertamente".

Non appena sapute le dichiarazioni di Haider, Folena (DS) attacca "ci piacerebbe sapere quale e' la linea di Berlusconi: quella di chi cerca di accreditarsi presso l'opinione pubblica moderata o quella di chi invita in Italia gli esponenti dell'estrema destra radicale austriaca?".
Stizzita la replica di Bonaiuti,portavoce del Cavaliere: "noi non conosciamo Haider, ne' comprendiamo il motivo delle sue dichiarazioni. E poi da sempre FI e' in prima fila contro ogni razzismo e xenofobia" (esclusi gli extracomunitari. Vedi due giorni dopo, il 13. Ndr) , gli fa eco Pisanu "nessuno di FI conosce Haider ne ha intenzione di conoscerlo". 


11 LUGLIO -
CAMERA DELLE REGIONI: SI DI AMATO In visita a Milano Amato fa una significativa apertura sul fronte del federalismo : "sono tra i piu' convinti sostenitori di quella che oggi si chiama devolution" dice il Presidente del Consiglio "in uno Stato decentralizzato si lavora meglio e proprio per questo ritengo sia auspicabile dare vita ad una vera e propria Camera delle Regioni". Amato viene incontro cosi' ad una richiesta fatta giorni fa da Formigoni, cui pero' il Presidente del Consiglio non manca di riservare alcune stoccate polemiche . "Formigoni e' un po' il Giamburrasca delle istituzioni" ironizza Amato "per carita' c'e' bisogno anche di quelli come lui, l'importante e' però, lo dico sorridendo, non dargli sempre ragione".
Formigoni risponde "dovessi replicare con una battuta sarei molto piu' incisivo di Amato, percio' lascio perdere. Comunque lo voglio prendere in parola: e' favorevole alla devolution? Bene, allora trasferisca alla Lombardia tutti i poteri e le competenze sulla sanita' e sulla scuola. Se adesso si rimangia le parole si dimostrera' un quaquaraqua'".
Bossi pero' liquida cosi' le frasi di Amato "macche' aperture! il suo e' solo un bluff. Amato e' un furbacchione che cerca di evitare il fulmine che lo incenerira'. Basta rileggersi quello che in materia di federalismo lo stesso Amato diceva fino a qualche tempo fa". E che i rapporti fra Governo e regioni del Nord siano ben lungi dal migliorare lo testimoniano le parole del Ministro degli Affari Regionali Agazio Loiero, secondo il quale "il potere che e' nelle mani dei presidente di regione e' mostruoso. Francamente mette i brividi sentir parlare di voler andare oltre la Costituzione, io dietro l'attivismo delle regioni del Nord vedo solo il disegno leghista delle due Italie". Immediata la replica di Formigoni "i brividi semmai li mette Loiero con le sue dichiarazioni. Noi abbiamo gli stessi poteri che avevano i presidenti di regione negli anni 80. E secondo Loiero questi sarebbero mostruosi?".


12 LUGLIO -
DEVOLUTION: IL POLO SFIDA AMATO "Il Premier venga in Parlamento a fare le sue proposte" , nel Centrodestra si valuta positivamente l'apertura di Amato sulla devolution ma , scrivono i leaders del Polo in un comunicato congiunto, "se vuole fare sul serio deve assicurare sostegno alle nostre proposte in materia e non limitarsi a fare il gioco delle parti". Per la Lega pero' "Amato fa solo propaganda" e Maroni aggiunge "le parole di Amato mi ricordano quelle che Craxi pronuncio' 10 anni fa a Pontida sul federalismo. In entrambi mi pare di vedere la stessa intenzione: rubare voti alla Lega". E' scettico anche Tremonti che avverte "la vera devolution la fara' il Centrodestra coi referendum popolari che presto presenteremo". Intanto il Ministro della Funzione Pubblica, Bassanini, spiega "Amato non ha fatto nessun annuncio elettorale. Nel centrodestra c'e' chi, vedi Formigoni, ha l'insopportabile vezzo di stravolgere i fatti per piegarli alle sue esigenze di propaganda: la Camera delle Regioni ad esempio non e' affatto un progetto del Polo, di essa si parla infatti da anni".

*** HAIDER A JESOLO, LA CONDANNA DI AMATO "Un grave errore", cosi' il Presidente del Consiglio, rispondendo all'interrogazione presentata due giorni fa da Mussi, definisce la decisione del Sindaco di Jesolo di nominare Haider "cittadino onorario". "Dio non voglia" prosegue Amato "che in Italia iniziative come quella di Jesolo possano finire con l'assumere valenza nazionale". 
Berlusconi stavolta dice di concordare con Amato "le sue critiche all'iniziativa di Jesolo sono giuste ed io ribadisco di non conoscere affatto Haider", mentre per Pisanu "nominare Haider cittadino onorario e' stata una vera stupidaggine che tra l'altro ha consentito alla sinistra di dire...una cosa di sinistra".
Bossi pero' va controcorrente "la maggioranza ha dato vita alla solita strumentalizzazione alzando un polverone per creare problemi nel Polo. Fanno cosi' perche' sanno che la sconfitta e' vicina. Haider e' come De Gaulle, e' un nazionalista. Con lui sono d'accordo soprattutto su una cosa: l'Europa e' dominata da un potere losco e oscuro. Siamo in mano a delle lobby".


13 LUGLIO -
 *** D'ANTONI VERSO FORZA ITALIA? Lo rivela Repubblica: Sergio D'Antoni, segretario della Cisl, sarebbe pronto a prendere la guida del Polo, qualora Berlusconi diventasse Presidente del Consiglio. Dunque il leader cislino avrebbe scelto il centrodestra per la sua "scesa in campo", anche se, sempre secondo Repubblica, il suo obbiettivo e' quello di riunire i moderati dei due schieramenti dando vita al progetto che istituirebbe il PPE d'Italia (come tempo fa auspico' Andreotti). Interpellato sulla questione D'Antoni ne' conferma ne' smentisce limitandosi ad un laconico "vedremo".

14 LUGLIO -
IMMIGRAZIONE, CRESCE LA POLEMICA "Dobbiamo riaprire le frontiere" annuncia il Ministro Bianco "e dare vita ad un decreto che consenta l'ingresso di almeno altri trentamila extracomunitari. D'altronde se puntiamo allo sviluppo economico dobbiamo per forza ricorrere alla linfa vitale degli immigrati". Dura la risposta di Fini "il Governo vuole aumentare i flussi asserendo che al nord manca la manodopera, ma dovrebbe spiegare agli Italiani che fine hanno fatto le centinaia di migliaia di clandestini che sono entrati in Italia. Si sono integrati o sono rimasti clandestini?". Gasparri rincara la dose "la sinistra persevera con una politica folle in materia di immigrazione scavalcando le regioni e ignorando le loro richieste di un maggior coinvolgimento nella determinazione dei flussi. Presto l'Italia rischia di diventare una terra di nessuno".

15 LUGLIO -
IMMIGRATI: LE REGIONI "IL GOVERNO NON CI DEVE SCAVALCARE" La questione immigrazione approfondisce il solco che separa il Governo dalle regioni del Nord: "vogliamo essere noi a decidere quanti stranieri far entrare" attaccano i Presidenti del Polo. "Basta con sanatorie e ingressi facili" sbotta Formigoni "solo noi Presidenti possiamo valutare quelle che sono le esigenze reali di ciascuna regione e percio' solo noi possiamo evitare che gli ingressi siano casuali".


16 LUGLIO - IMMIGRAZIONE: AMATO ATTACCA IL POLO "Voi aprite la strada agli Haider", cosi' Amato reagisce alla dure bordate che il Centrodestra ha lanciato nei giorni scorsi contro la politica del Governo in materia di immigrazione. "Quella del Polo" prosegue Amato "e' un'aggressivita' unilaterale che cerca, sfacciatamente, di corteggiare l'elettorato. Quando, come fa il Polo, si cavalcano la paure si finisce per andare verso un'esasperazione dopo la quale c'e' solo la pena di morte". Immediata la piccata replica del Centrodestra: "accusarci di volere la pena di morte e' ridicolo" commenta Scaojola (FI) "e continuare a paragonarci ad Haider e' patetico". Secondo AN "oggi Amato non ha fatto altro che dimostrare la sua grandissima debolezza politica".

17 LUGLIO - IMMIGRAZIONE: SCINTILLE FORMIGONI-ALBERTINI "Deve essere il Comune a decidere di quanti immigrati ha bisogno Milano", a parlare e' il Sindaco della citta' capoluogo della Lombardia , Gabriele Albertini. "Dato che sono le metropoli a sopportare il peso maggiore dell'immigrazione" continua Albertini "credo che debbano essere i Comuni piu' che il Governo o le regioni a stabilire le quote di immigrati". Frase questa che suona come critica a Formigoni, che da settimane ribadisce di voler essere lui a stabilire il numero di immigrati da far entrare in Lombardia. E il Presidente Lombardo non fa mistero di non aver gradito le parole di Albertini :"per favore non scherziamo " dice Formigoni "perche' il federalismo e' una cosa seria e non si puo' giocare al gioco dello scavalco. Qui non si fa una gara a chi ha piu' poteri".
*** AMATO "POLO SCHIZOFRENICO SULL'IMMIGRAZIONE". Continua il botta e risposta fra Amato e il Centrodestra, e la questione immigrati resta l'oggetto dello scontro. "Vedete" dice Amato "io lo dico da anni ai miei concittadini: non potete pretendere di non fare figli e di non avere l'immigrazione, altrimenti la pensione poi chi ve la paga?. Su questi temi dovremmo evitare atteggiamenti schizofrenici, sapeste quante volte mi e' capitato di ritrovarmi a cena e di sentir parlare della necessita' di liberarsi degli immigrati mentre magari una ragazza filippina con le trine al collo portava i piatti in tavola". 
(Amato è convinto che se gli italiani fanno più figli (e li allevano a fare i camerieri)   gli immigrati non sbarcheranno più; perchè prima di partire controllerebbero i dati Istat della demografia e delle natalità italiana. Ndr.)
Risponde il Polo "il Governo non ci ha ancora spiegato che fine hanno fatto le migliaia di immigrati che sono entrati illegalmente in Italia".
(risponde il Direttore Generale dell'INPS Fabio Trizzino al meeting di Loreto ricordando che "solo 400.000 degli 800.000 che hanno il permesso di soggiorno per lavoro, risultano iscritti all'INPS" oltre ai 400-500.000 clandestini di cui non si sa cosa facciano". E così smentisce anche Amato e le sue pensioni. Ndr.) 

18 LUGLIO - "VOGLIAMO LA SECESSIONE", GELO IN AULA "Noi vogliamo la secessione! E di tutta la Padania, non solo di una parte", parola di Roberto Fontan, deputato leghista. E' una frase che il parlamentare del Carroccio ha pronunciato al culmine di un diverbio avuto in aula con il Verde Boato durante una discussione sulle modifiche agli statuti delle regioni con autonomie speciali.
La maggioranza si indigna "la Lega ha ribadito, e lo ha fatto in aula, di essere secessionista. Dunque non e' vero , come dice il Polo, che vi ha rinunciato".
Per Mussi "il deputato leghista non ha detto il falso. False sono semmai le rassicurazioni del Polo sulla Lega, il loro accordo e' un pericolo per l'Italia".
Dal Centrodestra , mentre Forza Italia e AN sperando che la polemica si sgonfi scelgono di non rispondere, Pagliarini respinge le accuse "come sempre si creano dei caos intorno a quella che era una semplice battuta, a noi interessa solo che la gente sia padrona a casa sua. Nulla di piu'".
*** I SAVOIA: "PRONTI A GIURARE SULLA COSTITUZIONE" Fino a poco tempo fa faceva sapere che "mai si sarebbe piegato a giurare fedelta' alla Repubblica", ora ha cambiato idea: Vittorio Emanuele, figlio di Umberto di Savoia, pur di poter rientrare in Italia si dice disposto "a riconoscere la Repubblica Italiana. Giurero' sulla Costituzione, per far vedere che sono disposto a rispettare le leggi del vostro paese". Il Ministro della Giustizia Fassino giudica "molto importante questa dichiarazione . Ora potrebbe essere agevolato il dibattito in Parlamento intorno al progetto di legge che prevede il rientro dei Savoia". E con Fassino concorda l'intero arco delle forze politiche con la sola eccezione dei cossuttiani e di Rifondazione. Sulla questione si divide invece il mondo della cultura , per Galante Garrone "l'erede dei Savoia non puo' pensare di cancellare le responsabilita' della sua dinastia leggendo una formuletta", mentre per Carlo Bo "il loro rientro sarebbe un segno di maturita' della nostra Repubblica. I Savoia attuali sono personaggi irrisori". "Non si puo' far finta che i Savoia non abbiamo fatto parte della storia d'Italia" e' l'opinione di Montanelli; "Tornino pure, ma lo facciamo nella loro patria onoraria: Brindisi" dice con amara ironia Luigi Pintor. (Dove scapparono l'8 settembre. Ndr.)

19 LUGLIO - IMMIGRATI: CIAMPI APRE ALLE REGIONI - Nel giorno del primo incontro ufficiale col Capo dello Stato, i Presidenti di regione vedono accolta una delle loro piu' pressanti richieste in materia di immigrazione: "le regioni hanno pieno titolo" dice Ciampi "di intervenire nelle politiche di accoglienza e di integrazione degli extracomunitari". Fatta questa apertura pero' il Capo dello Stato fa conoscere anche la sua netta ostilita' ad ogni ipotesi di creazione di "polizie regionali" (come piu' volte Formigoni aveva auspicato) :"la sicurezza dei cittadini e' e resta un'irrinunciabile funzione statuale" dice secco Ciampi. Intanto oggi Bossi e Tremonti hanno presentato un loro progetto di legge sull'immigrazione che chiede l'abolizione della Turco-Napolitano, codice fiscale obbligatorio per ogni extracomunitario e la possibilita' di usare le armi per fermare gli ingressi clandestini. I due riservano poi parole di fuoco nei confronti di Amato: "e' da dementi" dice stizzito Tremonti "sostenere che la manodopera immigrata risolva il problema delle pensioni e quello demografico". Secondo Bossi inoltre "la sinistra sta cercando di cancellare ogni differenza, dando vita ad un vero e proprio nazismo rosso. Per loro il bianco diventa nero e viceversa, noi invece siamo per le diversita' dei popoli". La maggioranza replica: "dal Polo arrivano proposte da operetta, solo degli irresponsabili possono pensare che sia possibile utilizzare le navi da guerra per fermare i clandestini". Folena si dice poi preoccupato " per i toni da pulizia etnica usati da Bossi, finora certe frasi le avevo sentite solo da Le Pen". 

20 LUGLIO - UMTS: GOVERNO BATTUTO Troppe assenze fra le file della maggioranza, Polo e Lega sono riusciti a far approvare (per un solo voto) una loro mozione sull'impiego dei proventi ricavati dalle vendite delle licenze UMTS (i telefonini cosiddetti di terza generazione). Il Governo aveva intenzione di investire almeno il 10% di quanto incassato(si parla di circa 20mila miliardi) in favore delle imprese e della formazione, mentre il Polo chiedeva, ed e' quello che e' stato approvato in aula, che l'intero ricavo andasse a risanare il debito pubblico. Tuttavia la sconfitta subita dalla maggioranza non e' tanto grave sotto il piano tecnico (il testo bocciato oggi puo' essere ripresentato in Senato o nel DPEF), quanto sotto quello politico. Il Polo ha infatti voluto dimostrare che se il Centrosinistra non serra le fila anche l'approvazione della Finanziaria e' a rischio.  Mussi richiama duramente i parlamentari della maggioranza "e' evidente che alla Camera non ci possiamo permettere un numero elevato di assenze, specie quando l'intera opposizione e' presente".
Esultano invece i leaders del Polo, per Fini "oggi si e' sancito un rilevante atto politico", mentre secondo FI "se il Centrodestra si mobilita puo' mettere a segno dei colpi importanti". 

21 LUGLIO - MAGGIORANZA-POLO: E' SCONTRO FRONTALE La vittoria ottenuta ieri dal Polo sulla votazione per i telefonini UMTS surriscalda il clima politico: dal Giappone, dove si trova per il vertice del G8, Amato attacca : "ieri alla Camera la maggioranza ha avuto una piccola defaillance, ma quello del Centrodestra e' un atteggiamento grave perche' distruttivo". Pronte le repliche del Polo: prima quella di La Loggia secondo cui "Amato dimentica che il suo Governo e' la madre di tutti gli inganni politici", poi di Berlusconi che definisce Amato " una controfigura dei comunisti che si trova a capo di un Governo ridotto a fare spot su cose che mai potra' realizzare".
Veltroni risponde allora affidandosi alla cabala: "anche Prodi fu definito controfigura dei comunisti, chissa' che per noi non sia di buon auspicio", mentre Mussi e' piu' duro "Berlusconi e' un cafone rivestito, a lui le volgarita' scappano in modo naturale".  Ad aprire un nuovo fronte della polemica ci pensa poi Castagnetti: "a quel che si dice " afferma il Segretario del PPI "Berlusconi avrebbe intenzione di diventare il prossimo Presidente del Partito Popolare Europeo. Ma cio' e' impossibile, perche' quando ho accennato la cosa agli alleati europei loro sono scoppiati a ridere". Frase questa che fa infuriare il Cavaliere il quale sbotta "Castagnetti sei solo un servo sciocco dei comunisti" e il portavoce di Berlusconi, Bonaiuti, rincara la dose "Semmai e' Castagnetti che deve fare attenzione: lui, essendo alleato con gli eredi del PCI potrebbe pure essere espulso dal PPE".
*** DI PIETRO: "MEDIASET EVASE IL FISCO" In una giornata in cui i rapporti fra maggioranza e opposizione hanno toccato il punto piu' basso , Di Pietro getta ulteriore benzina sul fuoco. L'ex PM accusa "nel 1994 Mediaset si servi' indebitamente della legge Tremonti per frodare il fisco di oltre 200 miliardi. Le carte che ho consultato testimoniano una enorme differenza fra l'imponibile dichiarato dalla societa' e l'imponibile accertato. Questa e' inoltre la prova piu' lampante di conflitto di interessi perche' tutto cio' avvenne con Berlusconi Presidente del Consiglio". Ma Mediaset respinge ogni illazione "Di Pietro o e' in malafede o non sa leggere le carte" . Berlusconi commenta "per fortuna uno come Di Pietro sta dall'altra parte e non con noi", ma l'ex PM non demorde "e' vero quello che dice il leader del Polo, io sto da un'altra parte,quella della legalita'". 
(Ndr. Non fu (certo) una frode. Ma una Legge preparata dal Governo Berlusconi-Tremonti, il mese dopo l'insediamento al Governo e votata dal Governo Berlusconi-Tremonti; ovviamente ci guadagnò Berlusconi. Fu insomma un caso! (vedi l'intera storia qui)

22 LUGLIO - "RIUNIREMO LE DUE ITALIE" I Governatori del Polo sanciscono il "Patto per il Sud". A Catanzaro i Presidenti di Regione del Centrodestra hanno presentato un documento con il quale si impegnano a fornire di "risorse investimenti e strutture il Meridione".
"Da oggi parte il vero federalismo" dice un raggiante Formigoni "se la Lombardia e' la porta di ingresso sui mercati mondiali la Calabria e' una portaerei sul Mediterraneo. Noi garantiremo sgravi fiscali per quegli imprenditori che vogliono investire al Sud, anche se " conclude il Presidente della Lombardia "naturalmente bisogna anche che sia garantita la sicurezza a chi ha voglia di investire". Tuttavia il fronte delle regioni del Polo conosce una polemica defezione: Raffaele Fitto, Presidente della Puglia, ha infatti deciso di non presentarsi a Catanzaro. Il suo e' un gesto di chiara polemica verso i "Governatori" del Nord i quali secondo Fitto "stanno dando una forte impostazione politica alla questione federalista, ma il Sud non e' pronto per queste accellerazioni. E i protocolli d'intesa che sono stati firmati oggi " continua il presidente pugliese "sono solo manifestazioni di volonta', vanno pero' resi davvero operativi".

*** VERSO UNA NUOVA GUERRA DELLE TV? Seat- Tin-it (gruppo che fa capo a Telecom) starebbe per comprare Telemontecarlo. Lo rivela Panorama, e la notizia non viene smentita dagli interessati. Seat acquisterebbe il 70% di TMC dall'attuale proprietario Vittorio Cecchi Gori (che rimarrebbe socio di minoranza). La notizia suscita immediate reazioni politiche. Mediaset accusa "se una tale intesa ci fosse sarebbe contro la legge e stravolgerebbe il mercato televisivo. Ma forse le leggi valgono solo per noi". La tv del Biscione fa riferimento alla norma che vieta ai titolari di concessioni pubbliche nelle telecomunicazioni (come Telecom) di possedere partecipazioni in aziende televisive. "Dove sono oggi i custodi della legalita'?" si chiede polemicamente Mediaset. E' invece positivo il giudizio del ministro delle Telecomunicazioni Cardinale "vedo con favore l'operazione di Seat. D'altronde oggi chi opera nelle tv puo' entrare nelle telecomunicazioni, percio' deve valere anche il contrario". Secondo i DS infine "tutto cio' che puo' dar vita ad un vero pluralismo televisivo va visto con favore". 

23 LUGLIO - SI RIACCENDE IL DIBATTITO SUL CONFLITTO DI INTERESSI La notizia delle trattative fra Seat e TMC e le accuse lanciate due giorni fa da Di Pietro contro Mediaset riportano alla ribalta l'annosa questione del conflitto di interessi. "Chi e' proprietario di imperi economici non puo' diventare Presidente del Consiglio" sostiene Veltroni. Secondo il Segretario DS e' giunta l'ora "di accellerare nell'approvazione della legge che regola il conflitto di interessi [legge che giace a Palazzo Madama da due anni] ma ad essa bisogna apportare una integrazione visto che attualmente Confalonieri non puo' entrare in politica , mentre il proprietario di Mediaset si. Io credo invece che sia da evitare un Presidente del Consiglio che, quando deve decidere su materie quali i telefonini o le privatizzazioni, si trovi nelle condizioni di scegliere se diventare piu' povero o se, come sempre accade, arricchirsi". E' irata la risposta di Forza Italia "la sinistra, ormai allo sbando, riporta a galla dopo averla ignorata per mesi la questione del conflitto di interessi. Ma ormai non riusciranno a delegittimare Berlusconi, la loro linea non ha consenso nel paese".

*** HAIDER "VOGLIO UN'EUROPA DELLE REGIONI" Si sono appena placate le polemiche per la nomina di Haider a cittadino onorario di Jesolo che il leader ultranazionalista austriaco torna di nuovo ad agitare i palazzi della politica italiana. Haider, che domani sara' ancora in Italia stavolta a Venezia, dichiara a Libero (il nuovo giornale di Vittorio Feltri) "sogno una Europa delle Regioni i cui confini siano segnati dalla comune identita' culturale e politica. C'e' ad esempio una comune cultura che unisce la Carinzia al Veneto e al Friuli Venezia Giulia. E' uno stile di vita, un modo di concepire la quotidianeita', percio' non e' importante che si parli la stessa lingua, perche' l'identita' culturale e' qualcosa di piu' forte".
Parole che, pur senza dirlo esplicitamente, fanno pensare ad una sorta di teorizzazione di una maxi regione che unisca Carinzia Veneto e Friuli. "Mi pare una grossa imbecillita'" commenta secco il Presidente della Camera Violante con il quale concorda Fini "Haider ha tirato fuori un'idea strampalata alla quale siamo del tutto contrari". Ed anche Galan, presidente del Veneto, stronca le parole di Haider "lui dimentica due Guerre Mondiali ed un Risorgimento. Gli interessi comuni e le identita' si possono valorizzare anche senza il ridisegno di alcunche'".  

24 LUGLIO - BERLUSCONI "LA SINISTRA VUOLE IL GOVERNO DEGLI INCAPACI" "I DS stanno cercando di evitare la quarta e decisiva sconfitta", ecco perche', secondo Berlusconi, Veltroni e' tornato a parlare del conflitto di interessi. "La sinistra" prosegue il Cavaliere "vuole il Governo degli incapaci, fatto da quei funzionari di partito e politici di mestiere che non essendo stati in grado di fare i propri interessi pensano di poter gestire quelli degli Italiani". (Solo chi fa bene i propri interessi, fa poi bene quelli degli altri. Ndr.) Ma la maggioranza respinge le accuse "noi vogliamo solo che l'Italia si adegui alle norme europee. Leggi che regolano il conflitto di interessi sono presenti in tutte le democrazie".

*** HAIDER "DESTRA ITALIANA, CI VUOLE PIU' CORAGGIO" Piu' breve del previsto la visita di Haider a Venezia. Il leader carinziano e' stato "messo in fuga" dall'insolita contestazione organizzata da un esponente dei Verdi e da un giovane dei centri sociali, i quali, a nuoto, hanno raggiunto l'hotel in cui l'austriaco stava tenendo la sua conferenza stampa costringendolo ad una precipitosa interruzione. Tuttavia il capo del FPOE, nelle poche dichiarazioni rilasciate, aveva fatto in tempo a ribadire il suo sostegno verso il Polo per le prossime elezioni politiche: "Se dovesse essere necessario non ho problemi ad appoggiare il Polo per battere definitivamente la sinistra". Ma Haider non ha pero' mancato di criticare il Centrodestra perche', a suo giudizio, "non ha abbastanza coraggio nel fare cio' che promette e nel difendere le sue idee. Molti di coloro che ci ammirano non lo dicono apertamente perche' temono di essere bastonati dalla sinistra". Il Presidente del Friuli, Antonione (Polo) intanto giudica "sbagliato continuare ad invitare Haider in Italia, cosi' come sbaglia lui a venire consentendo che le sue visite vengano strumentalizzate a fini elettorali". 

25 LUGLIO - VELTRONI "NESSUNA NORMA PUNITIVA ANTIBERLUSCONI" Il Segretario dei DS prova ad attenuare le polemiche sorte dopo la sua richiesta di "accellerare l'iter di approvazione della legge sul conflitto di interessi". "Mi stupisce" dice oggi Veltroni "lo stupore del Polo, in quanto io mi sono limitato a ripetere tesi che sostengo da anni. Ho sollevato un problema di merito,ma non ho mai avuto in mente un emendamento che impedisca a Berlusconi di diventare Presidente del Consiglio".
Ma Forza Italia accoglie con freddezza le parole di Veltroni "la sua e' una marcia indietro che non basta. La verita' e' che hanno tirato fuori di nuovo questa storia del conflitto solo perche' e' la loro ultima arma dopo il fallimento dell'opera di aggressione politico giudiziaria contro Berlusconi".
Intanto torna a far sentire la sua voce Di Pietro "l'unica norma possibile a questo punto e' quella che prevede l'istituzione di un blind-trust i cui gestori siano individuati da una autorita' indipendente e non attraverso una vendita diretta o simulata". Poi l'ex PM ne ha anche per la sinistra "le norme che ho in mente per risolvere la questione del conflitto di interessi varrebbero naturalmente per tutti e non solo per Berlusconi. Ma su un tema come questo per troppo tempo la sinistra e' stata assente. Purtroppo qui fra aggregazioni centriste e dialoghi intorno alla piscina a conchiglie di Ceppaloni mi pare si stia andando verso un ritorno alla Prima Repubblica". 

26 LUGLIO - *** LOMBARDIA, APPROVATO IL REFERENDUM SULLA DEVOLUTION La Commissione Affari Istituzionali della Lombardia ha votato a maggioranza la delibera che approva lo svolgimento del cosiddetto "referendum sulla devolution". Spettera' ora a Formigoni scegliere in quale data verra' tenuta la consultazione che chiedera' ai cittadini lombardi "il loro parere sul trasferimento alla regione dei poteri su sanita' istruzione formazione professionale e polizia locale". Per Formigoni "qualora vincessero i SI sarebbe un fortissimo segnale politico".
Esprime soddisfazione la Lega "questo tipo di referendum era nei patti sanciti col Polo, ora bisogna tenerlo al piu' presto", mentre forti dubbi provengono da AN "calma" dice La Russa "la questione del referendum deve ancora essere discussa". Maroni pero' sottolinea "erano prevedibili le resistenze di AN, ma i patti iniziali erano altrettanto chiari". 


28 LUGLIO - CIAMPI: "IL CONFLITTO DI INTERESSI VA REGOLATO" Il problema del conflitto di interessi va risolto prima delle elezioni; e' l'auspicio che Ciampi rivolge alle forze politiche. "Tutti avvertono l'importanza della questione" dice il Capo dello Stato "la Camera ha gia' esaminato il disegno di legge ed adesso il provvedimento e' fermo alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Mi auguro possa arrivare al piu' presto in aula". Berlusconi si dice pienamente soddisfatto delle parole del Presidente "Ciampi ha chiesto che venga approvata la legge gia' votata alla Camera, ovvero la legge che fu presentata ai tempi del mio governo". Berlusconi poi boccia ogni ipotesi di blind-trust "quelli sono solo metodi per impedire al Capo dell'opposizione di candidarsi alla guida del paese. I veri presidenti incompatibili sono semmai quelli che, come Dini, D'Alema e Amato non hanno avuto alcuna legittimazione elettorale". (come aveva detto Di Pietro - Berlusconi la legge se la vuole fare da sè. ).

*** LOMBARDIA: PORTABORSE E AUMENTI DI STIPENDIO Portaborse personale e aumenti di due milioni nello stipendio per ogni consigliere regionale della Lombardia. E' quanto ha approvato il Consiglio della Regione votando, a scrutinio segreto, una proposta giunta dalla maggioranza di centrodestra. Ma il voto ha lacerato il Polo: Fini in persona ha chiesto ai suoi consiglieri di votare contro sostenendo che "ogni ipotesi di aumento e' folle" e se Forza Italia ha invece ribadito il suo assenso, a votazione ultimata anche la Lega ha fatto sapere di essersi dissociata e di aver "votato compattamente contro". Dunque i no degli esponenti di AN e della Lega si sarebbero dovuti aggiungere ai no dei gruppi di opposizione che hanno definito la proposta del Polo "immorale visto le cifre che gia' guadagnano". Tuttavia alla fine la delibera e' stata approvata con 36 voti favorevoli e 30 contrari. Chi sono stati i franchi tiratori? AN e Lega hanno davvero votato no, oppure i si in eccesso vengono dall'opposizione che ha cercato di mettere in difficolta' il Polo? Saperlo e' impossibile visto che, su richiesta del CCD, il voto e' stato segreto. 
La sinistra accusa "oggi si e' firmata una pagina vergognosa. E' peggio di tutti e' l'ipocrisia di AN e della Lega. Noi non toccheremo una lira di questi aumenti", ma AN respinge le accuse "la sinistra strumentalizza tutto, noi abbiam votato per il no".


29 LUGLIO - PORTABORSE A IOSA - AUMENTI DI STIPENDIO IN LOMBARDIA. SCAMBIO DI ACCUSE. Restano senza nome i franchi tiratori che ieri con il loro voto hanno dato via libera agli aumenti di stipendio e a portaborse personali per i consiglieri della Lombardia. La Vicepresidente del Consiglio regionale , Viviana Beccalossi (AN), pero' un'idea se la e' fatta: "Forza Italia e Lega sono state indisciplinate, noi di AN abbiamo detto no", ma il Carroccio nega "tutti i nostri consiglieri hanno dato voto contrario". Intanto il numero due dei DS, Pietro Folena attacca: "quella di ieri e' una vicenda che dimostra l'esempio della cultura di Governo del Polo.
Aver deciso di istituire la figura del portaborse e' una vera vergogna nazionale". Dal centrosinistra poi si ironizza "Formigoni un giorno si e l'altro pure rilascia dichiarazioni. Oggi perche' non fa sentire la sua voce?". Infine , visto l'alzarsi dei toni della polemica, Berlusconi in persona spiega "a me avevano presentato la vicenda come la necessita' di assumere un assistente per tenere i rapporti col territorio. Ma se si tratta di aumenti di stipendio sono contrario anche io". 

*** FORZA ITALIA: DUE MILIARDI DI FIDO ALLA LEGA Forza Italia garantisce, tramite la Banca di Roma, due miliardi alla Lega. Lo rivela Repubblica mostrando un documento, firmato da Giovanni Dell'Elce, amministratore nazionale di FI, che incarica la Banca di Roma di aprire "un credito complessivo di due miliardi in favore del movimento politico Lega Nord, valido fino a nostra revoca". Dell'Elce , interrogato dalla stessa Repubblica, spiega "non c'e' niente di strano, noi abbiamo garantito alla Lega, nella massima trasparenza, un fido. Non appena la Lega avra' ottenuto i rimborsi elettorali, ce lo restituira'". Per l'ex leghista Formentini pero' "ora e' chiaro il motivo del ritorno della Lega ad Arcore: il partito ha l'acqua alla gola dal punto di vista finanziario". 

30 LUGLIO - LA LEGA "NIENTE DI SCANDALOSO DIETRO I DUE MILIARDI DI FI" Promette querela la Lega dopo la rivelazione di Repubblica dei due miliardi di fido dati dalla Banca di Roma, dietro garanzia di FI, al Carroccio. Maurizio Balocchi, tesoriere del partito, accusa: "non vedo cosa ci sia di scandaloso in quei due miliardi! E comunque quereleremo sia la Banca di Roma sia il giornale Repubblica per aver rivelato una cosa privata. Era solo una normale operazione bancaria, ma Repubblica l'ha trasformata in una montatura. Quei due miliardi ci servono solo per supplire ad una momentanea carenza di liquidita', visto che Violante , pur potendolo fare, non ha ancora erogato i rimborsi elettorali".
Nella maggioranza pero' si commenta con sarcasmo "La Lega si fa dare due miliardi proprio dalla Banca di Roma. Ma come? Roma non era ladrona una volta?". E Mussi si chiede "ci piacerebbe sapere cosa tiene uniti Polo e Lega, oltre naturalmente alla fedelta' fideiussioria".
La notiza del fido di due miliardi non e' piaciuta nemmeno ad AN, Mirko Tremaglia commenta "Se la fideiussione e' avvenuta per uno scambio di amicizia puo' andar bene, altrimenti sarebbe il segno del degrado in cui e' finita la politica". 
*** L'ESPRESSO, titolo di copertina a caratteri cubitali: "ECCO COME BERLUSCONI HA FATTO I SOLDI", FININVEST QUERELA. "Ecco i segreti dell'impero Fininvest" L'Espresso rende noto un documento stilato dalla Banca d'Italia su incarico della Procura di Palermo che, secondo il settimanale, farebbe per la prima volta luce sulla nascita delle fortune della Fininvest. Le 22 holding che controllano la societa' del Biscione , scrive l'Espresso, risultano ufficialmente fondate da una casalinga vedova di un funzionario della Banca Rasini (istituto in cui lavorava il padre di Berlusconi). La Rasini poi fu incorporata dalla Popolare di Lodi dove, sempre secondo l'Espresso, le stesse 22 holding, ufficialmente per errore, vennero classificate come "servizi di parrucchiera e saloni di bellezza". L'Espresso poi, continuando a citare il rapporto di Bankitalia, parla di "aumenti di capitale di provenienza ignota alcuni dei quali avvenuti addirittura in contanti" tramite i quali la Fininvest pote' diventare il colosso mediatico che e' ancora oggi. "Ma da dove vengono questi finanziamenti?" si chiede il giornale. Viene poi descritto un complesso scenario fatto di vorticosi giri di denaro passati attraverso numerosi conti correnti senza che sia chiaro chi ne sia stato l'ordinante e la creazione di societa', quali la Ponte srl o la Palina srl che risultano prive , si legge nel rapporto, "di qualunque giustificazione contabile o amministrativa" e sulle quali transitarono decine di miliardi pure essi di ignota provenienza. Durissima e' la reazione della Fininvest a quanto pubblicato dal settimanale: "l'Espresso sara' querelato. Ha innalzato a testo evangelico un dossier che contiene solo una successione di fatti contabili dai quali non emerge alcun reato".  Inoltre alcune contabilità accidentalmente sono andate bruciate, quindi non si può ricostruire nulla.

31 LUGLIO - FINI, MONITO AI PRESIDENTI DEL NORD "Nessun federalismo a due velocita'". In una lunga intervista al Corriere, il segretario di AN avverte le regioni del Nord :"attenti a non fare l'errore culturale di liquidare lo Stato proprio nel momento in cui e' inevitabile la cessione di sovranita' verso l' Europa e le regioni. Sicurezza legalita' e infrastrutture le puo' garantire solo lo Stato". Inoltre, prosegue Fini "e' determinante che il Sud non diventi il serbatoio di energie per il Nord finendo col creare un problema di immigrazione interna". Pur senza citarlo quindi, Fini pare cercare di porre un freno all'attivismo di Formigoni il quale non fa attendere la sua risposta "bhe' mi auguro che Fini" dice il Presidente Lombardo "non confonda la presenza dello Stato con quella di un potere centrale spendaccione ed esoso. Fini e' un importante sentinella del Sud, ma alla stessa maniera io ho il dovere di andare incontro alle speranze di cambiamento espresse dai cittadini lombardi". 
*** INTANTO SORGE UN PROBLEMA INTERNO IN AN. Storace e Alemanno decidono di dimettersi dall'esecutivo nazionale. "Da tempo sosteniamo che serve una destra piu' forte e radicata" dice Storace (quello che va dicendo Haider. Ndr)  "noi ora chiediamo un vero congresso". Dopo il successo dello stesso Storace nel Lazio, dunque, l'ala "sociale" di AN chiede maggiore considerazione, perche' "se non fosse stato per quella vittoria le elezioni regionali sarebbero state molto negative per noi". Nel mirino di Storace e Alemanno c'e' la cosiddetta ala "liberale e modernizzatrice" rappresentata da Urso e Matteoli, che "ha fatto finire AN ai suoi minimi storici, basti pensare all'esperienza con l'elefantino di Segni". Fini cerca di minimizzare " sono solo piccole turbolenze".

 
La pagina  ..."Papa Boys Day"
..."Giubileo della Gioventù

1 AGOSTO - AN: STORACE CONTRO FINI Le dimissioni di Storace e Alemanno dall'esecutivo Nazionale di AN? Per Fini restano "solo chiacchere estive". "Conosco il mio mondo e percio' non mi preoccupo" afferma il leader di AN. Secondo Storace pero' "l'atteggiamento di Fini e' ingeneroso e inadeguato ad affrontare i problemi posti. Io " continua il Presidente del Lazio "credo che solo una destra forte e radicata nella sua identita' possa contribuire alla sconfitta della sinistra". Ed oggi anche Gasparri e La Russa invitano Fini: "a non considerare con dalemiano disprezzo il dibattito interno" anche se, sottolinea Gasparri, "quelli che si credono indispensabili dovrebbero usare le vacanze per rinfrescarsi le idee". Intanto alla luce dello scontro in AN, Don Gianni Baget Bozzo (L'ex prete del PSI ora di FI) giudica Fini "un laeder ormai delegittimato" e lancia una provocazione :"a questo punto il futuro e' il partito unico del Polo". 

2 AGOSTO - SCONTRO DENTRO AN: FORZA ITALIA DIFENDE FINI Nessun partito unico del Polo, perche' Fini sapra' risolvere i problemi all'interno di AN. E' questa la convinzione che esprime ufficialmente Forza Italia, sconfessando quanto sostenuto ieri da Baget Bozzo. Per Urbani "parlare di partito unico e' ormai antistorico, le discussioni interne invece sono spesso vitali". Ma in AN le acque restano agitate: il capogruppo alla Camera Gustavo Selva mette sotto accusa Storace e Alemanno: "mi pare che loro diano ascolto a quelli che un tempo si chiamavano camerati, ma AN ormai e' un partito di destra moderno senza alcuna nostalgia neofascista o antisistema". Parole che provocano l'offesa reazione di Storace "a noi non servono difensori della democrazia, tutti in AN abbiamo firmato le tesi di Fiuggi". Alemanno invece avanza un sospetto "non vorrei che nel Polo si stia cercando di emarginare l'ala sociale". 

3 AGOSTO - COSSIGA: "AMATO SERVILE". Aver sentito il Presidente del Consiglio parlare di "connivenze e bugie dello Stato" nell'era delle stragi fa infuriare Cossiga. "Amato si e' comportato in modo fanciullesco e servile per assicurarsi il consenso dell'attuale centrosinistra" sbotta l'ex Presidente della Repubblica. "Dove si trovava Amato in quegli anni?" prosegue Cossiga, "forse era intento a costruirsi un avvenire politico alla spese del PSI e di Craxi della cui prematura scomparsa continua subdolamente ad approfitare?".
Ma il Presidente del Consiglio rigetta le accuse "non capisco il tono delle critiche. Io ho parlato di connivenze all'interno dello Stato e di bugie, e i depistaggi sono stati ormai accertati e sentenziati. Per questo proprio chi come me era Stato ha il dovere di esprimere il proprio rammarico".

Ed intanto "a sostegno" di Amato giungono le parole di Andreotti che, in un'intervista a Repubblica, ammette: "effettivamente ai tempi della guerra fredda in alcuni apparati c'era la convinzione di essere in una guerra santa e che in nome dell'anticomunismo tutto fosse meritorio". 

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