QUANDO INIZIO' IL DOMINIO
DEL CRISTIANESIMO
Nel corso del IV secolo nell’impero romano si verificarono degli eventi che determinarono l’inizio della fine del paganesimo.
Molto significativa a tale riguardo fu la vicenda dell’Ara della Vittoria che Augusto aveva collocato nel 29 a.C. al centro dell’aula senatoriale.
Ancora nel corso del IV scolo si era continuato a offrirle sacrifici . Essa rappresentava le tradizioni dell’antica Roma pagana. Quando nel 332 Graziano ordinò di rimuoverla i senatori profondamente scossi inviarono a Milano una delegazione incaricata di esprimere la loro indignazione. Tale delegazione non fu nemmeno ricevuta dall’imperatore cristiano.
La rimozione dell’ara della Vittoria fu una catastrofe dell’aristocrazia pagana romana e fu altresì una vera e propria umiliazione per l’antico paganesimo romano.
Ma nel biennio 392-393 a Roma si respirava l’atmosfera di una restaurazione pagana che sembrava di varia intensità a quella di un trentennio prima voluta dall’imperatore Giuliano. Il fulcro di tale nuova restaurazione pagana era l’aristocratico Flaviano.
Le ricchezze sottratte ai templi e confluite nelle chiese furono restituite agli antichi proprietari i santuari pagani riaperti e restaurati ed inoltre l’Ara della Vittoria venne nuovamente collocata al centro del senato. Ma Teodosio imperatore cristiano non accettò tutto questo.
Egli nel 392 emanò una nuova e più rigorosa legge contro il culto pagano che giungeva a proibire sotto pena di morte qualsiasi espressione del paganesimo. Teodosio giunse al punto di proibire con tale legge perfino il quotidiano culto familiare degli antenati che consisteva nel tenere acceso un piccolo fuoco o una lampada. Si era ormai giunti allo scontro aperto tra cristiani e pagani.
Flaviano si pose alla testa del movimento di rinascita e di riscossa pagana affiancato dal figlio che portava il suo stesso nome.
In seguito all’azione di Flaviano i culti tradizionali pagani vietati dalla legge di Teodosio furono ripristinati ed inoltre un certo numero di personaggi importanti passati al cristianesimo tornarono al paganesimo.
Flaviano era un esperto delle arti etrusche della aruspicina e delle consultazioni del Libri Sibillini. Lui mise insieme un vero e proprio esercito deciso a opporsi alle leggi antipagane di Teodosio e a far rinascere il paganesimo.
Nella primavera del 394 Teodosio marciò contro l’esercito pagano nemico che sotto le insegne di Giove e di Ercole la guida di Flaviano si spiegò sulle rive del fiume Frigido presso Corinzia. La battaglia ebbe luogo il 6 settembre e si concluse con la piena vittoria di Teodosio e il suicidio di Flaviano.
Il cristianesimo aveva ormai vinto la battaglia contro il paganesimo in modo irreversibile.
Il trionfo di Teodosio fu annunziato al pari di quello di Costantino del 312 da un sogno. Il discorso che dopo la vittoria Teodosio nella curia senatoriale ci è stato riferito dallo storico Zosimo . Qualunque pubblico sostegno al culto pagano in tutte le sue espressioni e ai suoi sacerdoti di ogni genere venne abolito . Il rigore del cristiano si accompagnava qui alla ferma intenzione di punire duramente chiunque avesse appoggiato il tentativo di restaurazione pagana di Flaviano.
Una volta proibiti sacrifici solenni e pubbliche preghiere non venivano vietati tuttavia certe feste come i Saturnalia o gli spettacoli che erano troppo popolari .
Possiamo dire che in linea di principio non era ritenuto illegittimo sentirsi ancora pagani. Ma una volta abolito il pubblico sostegno, proibite le espressioni religiose pagane più solenni e significative e proibito il culto familiare e privato rimaneva veramente ben poco del paganesimo romano. Esso con tali decisioni veniva condannato alla folclorizzazione.
Inoltre quelle celebrazioni poi che di per sé richiedevano un apparato più costoso come le Olimpiadi caddero in disuso . Il computo degli anni secondo il ciclo quadriennale olimpico venne infine abolito a partire dal 395. (si iniziò a contare gli anni dalla nascita di Gesù. ANNO 0.)
Ma in seguito la situazione dei pagani divenne ancor più critica e difficile. Infatti ancora nel 399 gli imperatori Arcadio e Onorio emanarono una legge con la quale venivano vietati tutti i riti pagani considerati da questi due imperatori superstizioni da eliminare. Inoltre vennero poi abolite anche quelle feste pubbliche che anche se non erano considerate veicolo di superstizione pagane vennero abolite per ragioni di moralità. Secondo la legge del 399 di Arcadio e Onorio non era neppure necessario abbattere ulteriormente i templi pagani a condizione che non vi venisse custodito nulla di illecito.
Continuarono inoltre le violenze di gruppi organizzati cristiani. Gruppi di cristiani fanatici si organizzarono per abbattere o profanare le statue degli dei . Alcuni pagani non accettarono di subire passivamente la violenza dei cristiani cosicché confraternite pagane si riunirono per vendicare dei cristiani danneggiando le chiese. A loro volta i primi vescovi si diedero da fare per chiudere i templi pagani presenti nelle loro città. Ad esempio il vescovo Porfirio adottò con fermezza tutte le risorse legali per chiudere i templi pagani cittadini . Porfirio nemico giurato del paganesimo ottenne nel 402 il decreto di distruzione degli otto principali templi pagani della sua città. Fu l’esercito ad incaricarsi di tali distruzioni .Tuttavia dobbiamo dire che l’azione rapida e brutale di Porfirio causò per molti anni periodiche rivolte in città. A proposito di saccheggi dei templi pagani la lotta al paganesimo rendeva bene alle folle dei subalterni in cerca di cose da arraffare. Il problema degli edifici sacri pagani passati al demanio imperiale che cercava di riconvertirne l’uso continuò a costituire per molti decenni una grande irrisolvibile questione .
Infine un editto imperiale del 435 dispose la distruzione dei templi che erano rimasti intatti ma inutilizzati.
La cristianizzazione forzata e con essa l’obliterazione dei costumi e dei luoghi sacri pagani non si svolse sempre con il concorso dello stato e della forza pubblica ma più spesso attraverso l’azione di cristiani fanatici e soprattutto l’azione dei monaci organizzati dai vescovi.
Ad esempio Martino vescovo di Tours aveva intrapreso la cristianizzazione forzata delle campagne galliche e anche in quel caso i monaci avevano sostenuto un ruolo centrale . I monaci si incaricarono della distruzione anche di altri tipi di santuari ad esempio i boschi sacri .Dobbiamo dire che il ricorso alla violenza da parte di alcuni cristiani si era manifestato soprattutto già in Africa ben prima che il cristianesimo diventasse la religione ufficiale dell’impero romano .
Ad Alessandria a dar man forte ai gruppi di cristiani fanatici affluirono dagli eremitaggi del vicino deserto monaci selvaggi e insofferenti di qualunque disciplina i quali con nodosi bastoni giravano di villaggio in villaggio penetrando nelle case dei contadini e infrangendo tutti gli idoli pagani che riuscivano a trovare.
Spesso questi monaci non si limitavano a infrangere gli idoli ma colpivano anche i contadini pagani. Infine i vescovi ottennero il permesso di procedere direttamente alla distruzione delle immagini pagane sfuggite alla distruzione e che erano ancora oggetto di culto per i fedeli pagani .
Purtroppo dobbiamo mettere in evidenza che il passaggio dal paganesimo al cristianesimo non fu sempre un passaggio pacifico ma fu contrassegnato da comportamenti violenti non solo da parte dei fedeli cristiani ma anche dei vescovi e dei monaci.
Dobbiamo anche dire che in alcuni casi si giunse a violenze fisiche contro i fedeli pagani . Ciò è totalmente inaccettabile.Prof. Giovanni Pellegrino