L'ITALIA DEL NON FARE

 

IL FOTOVOLTAICO

IN ITALIA
nell'80 - furono ignorate le "ENERGIE ALTERNATIVE"

e subito dopo anche i.... COMPUTER

 

A raccontare come si iniziò (a non) scoprire l'"ENERGIA ELETTRICA DAL SOLE "
in Italia sembra una storia incredibile.

Io sottoscritto Franco, ritiratomi come "globe trotter" (2 milioni di km. pari a 50 volte il giro del mondo)
Nel 1980 acquisto una grossa Tabaccheria sul Corso della città, che aveva anche la licenza di libreria e di giocattoli.

( Ma solo dopo qualche mese questo NEGOZIO era diventato piuttosto SINGOLARE)
(poi ancora di più quando aprii il successivo negozio, grande il quadruplo -
vedi più avanti)


Qui sopra quando poi iniziai a vendere i primi Home Computer Texas
creando anche un Club che in Italia raggiunse i 12.000 soci

Presi questo negozio per stare io fermo e vendere solo sali e tabacchi e qualche quaderno? Dopo aver girato mezzo mondo? Dopo aver visto migliaia e migliaia di negozi? Ma nemmeno per sogno!! Passarono soli pochi mesi e la tabaccheria la stravolgo. Inizio a farlo dalla entrata-vetrine, a mie spese; le faccio sostituire per averle più grandi e una maggiore visibilità per le cose che io avevo in mente di fare.

E infatti subito cerco di arricchirlo mettendo molti altri articoli, che nel mio girovagare - in tutte le 100 città italiane e anche in 25 capitali di Paesi all'estero - avevo ammirato e dove vi erano e vedevo anche alcuni articoli molto singolari.

Proprio all'estero, in un mio viaggio in Olanda, nella famosa città dei "Mulini a Vento" Kinderdijk, c'era un un negozio che vendeva articoli per i turisti; e fra questi - attinenti proprio all'ambiente - c'erano dei piccoli "Mulini a Vento" che funzionavano con il Sole, tramite una cella solare fotovoltaica al centro delle pale, che così giravano all'infinito. Entrato, non solo ne acquistai diverse per il mio negozio, ma rivolgendomi al negoziante che le aveva realizzate, lui fu molto gentile nell'esaudire una mia richiesta; cioè volevo sapere - per rifornire il mio negozio in Italia - dove potevo procurarmi quelle celle qualora eventualmente avessi ottenuto successo anche nel mio negozio. Già stavo pensando a come utilizzarle per altri singolari giocattoli.

Queste prime celle al silicio, provenivano dal Giappone, prodotte dalla Sharp. Che erano già state usate nei viaggi spaziali, quindi fino allora non erano mai state messe in vendita. Ma queste celle non erano per niente una invenzione recente; già nel 1884 Charles Fritts aveva installato il primo impianto fotovoltaico su un tetto di New York. INCREDIBILE !!

Ma il petrolio di Drake e Rockfeller come abbiamo visto.....
nelle pagine delle primi auto elettriche >>del primo '900 >>>>
, misero fine ad ogni altra "innovazione" alternativa. Rockfeller campò 100 anni, morì dopo aver creato (con le sue "Sette Sorelle") un impero monopolistico mondiale nel campo delle motorizzazione che iniziò a muoversi ormai più solo lui con il suo petrolio e benzina. Per un secolo intero !!!!!

Io preso subito contatto con la Sharp, me ne feci arrivare qualche centinaio, in pacchettini da 100 pezzi, tutte grezze, da poterle utilizzare in tanti altri modi, dopo aver creato da una cella per ottenere energia un polo negativo e uno positivo.
Ed infatti quando mi giunsero, capito il meccanismo molto semplice - dai due poli collegavo anche un piccolo motorino e iniziai a fare delle giostrine, delle altalene, delle automobiline che si muovevano o direttamente con il sole, oppure quando erano in vetrina lo sostituivo con una banale lampada da 100 W. (ma nella ovvia incredulità dovevo spesso andare in strada con l'oggetto in mano per far vedere che era il Sole, e solo il Sole il vero protagonista).


La novità e lo stupore dei clienti fu grande. E le vendite pure. Dovevo perfino prendere delle prenotazione per soddisfare le richieste. Ma poi quando con 36 celle messe in serie e in parallelo inizio a fare un PANNELLO per ricavarci anche luce elettrica e forza motrice dal SOLE. (1 pannello eroga 0,5 Volt, 36 pannelli erogano 18 Volt ) non solo la gente comune, ma tutti rimasero increduli e perfino sbigottiti. La vetrina sempre piena di gente a guardare, soprattutto quando c'erano i raggi del sole, che facevano muovere tutto quello che avevo creato. Sembrava a tutti - fino allora - una cosa impensabile, perfino inconcepibile.

A quel punto io inizia a credere proprio molto nel prodotto, nel "silicio fotovoltaico" e al suo impiego, fino al punto che ci spesi soldi e lo pubblicizzai sui giornali, con un titolo accattivante. "Siamo pronti per impianti di energia elettrica dal sole".
Ma era solo io pronto!!. gli altri mi davano del "visionario", un giornalista scrisse "Lei Franco legge troppa fantascienza", e un altro scrisse "ma se fosse vero quello che Lei va raccontando, allora l''ENEL cosa ci sta a fare? si sarebbe già data da fare in quella che lei Franco chiama "Energie Alternative, e inizierebbe a buttare giù i tralicci che ci sono e a eliminare le centrali delle dighe o a petrolio".

Paradossalmente fu proprio l'ENEL ad acquistarmi un certo quantitativo di celle per fare degli esperimenti nelle scuole.
(fattura nello storico archivio di Franco)

qui la mia ottimistica e molto "azzardata" pubblicità....

Furono soldi buttati via, un vero e proprio fallimento!!! Fatto il "Pannello" l'avevo perfino messo in vetrina
lo guardavano tutti ma nessuno osava chiedermi che cos'era o come funzionava.

Nulla ! Ero troppo in anticipo nei tempi. C'era tanta ignoranza, ed anche nessuna voglia di sapere.
Queste "nuove energie" sarebbero state le uniche a fonirci una vera indipendenza energetica.
Ma gli eredi di Rockfeller la ostacolarono per l'intero secolo. Come vedremo più avanti.

Salvo la vendita degli singolari giocattoli, non incuriosì e non interessò proprio nessuno.
E non è che questa era l'idea di un "visionario" è che ero in anticipo sui tempi di.... 30 anni !!!!
(come non essere amareggiato nel vedere solo oggi, dopo 30 anni - interi tetti ricoperti di pannelli)

Da Roma era piombato a Vicenza uno del CNR, si fermò prima alla locale Camera di Commercio, chiedendo
"ma è vero che qui a Vicenza si trovano in vendita celle fotovoltaiche?". Gli risposero di sì e gli indicarono
la via dove c'era il negozio - dissero - di "quel matto". Venne così da me. Le celle lui non le aveva addirittura
mai viste, mai presa una in mano, e rimase incredulo quando Franco gli diede in mano una radiolina che
funzionava senza batterie, un mulino a vento che girava all'infinito, e una Pila accesa, tutto ad energia solare;
Alla fine gli regalai la Pila, dicendogli "la porti a Roma! e..... "illumini" con questa pila la "Ricerca".
Ma a Roma Politici e addetti, ignorarono tutto ciò che io invece mi sarei aspettato da loro.
Le "innovazioni"... e le "Alternative" nemmeno minimamente prese in considerazione.
Quel "matto" a Vicenza? E' un visionario!! Legge troppa "fantascienza".

Solo un mio amico elettricista - che mi aveva insegnato qualcosa sull'elettricità,
capì la grande importanza, e se la pubblicità avesse fatto presa
lui era pronto ad aiutarmi e ad affiancarmi nell'impresa.
Gli diedi così anche un certo numero di celle per creare altri pannelli.
Invano, sempre senza successo le vendite. Perdevamo solo del tempo!!
Ma poi lui ebbe la visita di un arabo, e questo molto interessato poi venne da me,
voleva più celle possibili. Ebbi a quel punto l'occasione di disfarmi di tutte quelle che io avevo.
Così avrei messo fine all'insuccesso; in più gli diedi anche l'indirizzo dove procurarsene delle altre .
Lui andò a piazzarle nei deserti di Dubai. Ha fatto fortuna, oggi é un grande industriale del fotovoltaico.

(in Italia purtroppo inizieranno a interessarsi solo 30 anni dopo!! - Ero troppo in anticipo sui tempi!! )
( oppure non si voleva proprio cambiare nulla - le lobby sono potenti !!!)

Come non era cambiato nulla quando già nel 1901 le "Auto Elettriche" che erano nella costruzione
del motore 10 volte più semplici, e andavano già a 107 all'ora e avevano una autonomia di 200 km.
Scomparvero. Furono eliminate per favorire quelle che andavano a petrolio e benzina.
Drake ma soprattutto Rockfeller (che campò 100 anni) dominò
con le sue "7 Sorelle" per l'intero secolo, tutta motorizzzazione mondiale.
vedi
le prime auto elettriche >>del primo '900 >>vi stupiranno >>,

 

Ma per me era destino che il SILICIO cambiasse la mia vita.
Spremendomi le meningi per far uscire delle nuove idee, andai - dopo pochi mesi - decisamente meglio e alla grande, scoprendo il ....
COMPUTER

In negozio avevo un cliente particolare, un Prof.di Filosofia, autore di vari libri. (uno in particolare su Plotino). Ma ero anch'io amante di filosofia e un giorno gli dissi che avevo seguito le conferenze fatte a Recoaro Terme a ricordo della presenza di Nietzsche in cura. Lui non lo sapeva, se l'era persa, ma io che ero presente mi ero procurato tutte le relazioni della conferenza che lui volle perché desiderava leggerle. Fra l'altro gli parlai di un mio ex collega a Milano, che anche se era addetto al grande Computer IBM (allora erano i 360, enormi, analogici a transistor). L'addetto - pur essendo un grande matematico - era (strano a dirsi) come me un amante di Nietzsche. E fu proprio accennando a lui e al computer che il professore ebbe l'occasione di dirmi che aveva un figlio negli Stati Uniti, che da poco aveva realizzato il microprocessore a circuito integrato (con il SILICIO !!)

Suo figlio era nientemeno che FEDERICO FAGGIN". capo progetto Fairchild che aveva già realizzato il 4004 della Intel, con il primo suo microprocessore e poi seguirono tutti gli altri microprocessori alla Zilog da lui fondata. Con questi stavano iniziando a costruire i primi Computer. A costruirne uno molto singolare si era dedicata anche la IBM (già dominante con il suo 360).

Quando lui venne per una breve visita in Italia (era il 1980! ), il padre me lo presentò, lo incontrai e mi raccontò che negli USA con la sua invenzione stava decollando l'informatica proprio con l'IBM, con "Il computer da scrivania!!". Stanno approntando il primo PC 80 alla IBM. Un computer che opera come quelli che occupano una stanza intera. Ma anche tante altre industrie si stanno buttando a costruire piccoli computer anche con scopi ludici. Fra questi i Texas (che erano allora all'avanguardia nella componentistica elettronica - e lo sono ancora oggi), ma anche altri come il Commodore ecc ecc.

Io nei precedenti anni avevo già preso confidenza con un grande IBM 360, ero sempre in relazione con quel capo centro (filosofo) e dato che io giravo tutta l'Italia, al rientro lui mi voleva sempre accanto, perché avevo tutte quelle informazioni che mi procuravo e che lui desiderava avere, che poi lui inseriva nel grande computer per ricavarne una massa di altri dati. Quel genere di lavoro mi aveva affascinato e la gigantesca macchina pure. Anche se poi - come ricordato sopra - io e lui parlavamo di filosofia e di Nietzsche.
"Ora - mi diceva Federico Faggin - negli USA stanno nascendo alla IBM i Personal Computer che operano e hanno capacità di memoria quasi quasi come i grandi".
Ed ecco la mia idea geniale: tramite lui mi feci arrivare dall'America il primo PERSONAL COMPUTER - PC IBM 80, era un prototipo. Fu il primo e anche l'unico che arrivò in Italia. Negli USA l
'anti Trust con l'IBM era stato implacabile: gli bloccarono la produzione. Perché con i suoi 360, stava monopolizzando l'intero settore informatico. Ma a dire il vero la stessa IBM ci credeva poco al "Computer da Scrivania" , i loro "programmatori grandeur" erano abituati ai grandi 360.
Per questo motivo e a causa del Trust ci fu una crisi, un totale arresto nella produzione, mentre gli altri - liberi dal Trust - invece fu in breve tempo un trampolino di lancio per tutta la loro produzione nel settore.

Tuttavia quando arrivò il mio PC lo misi in bella mostra e in funzione nel mio nuovo grande negozio che non esisteva nè a Milano né a Roma, avendolo allestito con tante scrivanie per farlo toccare come novità assoluta" e lo era!!! , ma nessuno salvo alcuni giovani ragazzi - si interessò. I grandi (quelli che sanno già tutto) lo snobbavano, mentre per i giovani sembrava un arnese troppo professionale oltre che costoso, anche se mi riempivano il negozio per toccarlo, provarlo, desiderarlo. Conclusione non ne vendetti nemmeno uno; così questo PC IBM 80, in Italia rimase del tutto sconosciuto. Quelli vagamente un po' interessati ma anche realisti mi dicevano "Franco caro, non é ancora il momento per importarli e venderli, sarebbe come voler importare dei libri in una nazione analfabeta".


Proprio perchè non esisteva un negozio simile nemmeno a Milano, ed erano molti quelli che venivano a Vicenza a comprarsi un Computer da me, aprii una succursale nel Mezzanino della M.M. in Piazza Duomo a Milano. Fu un grande successo, ne vendetti ca. 1000 a professionisti e a tutti coloro che cominciarono a interessarsi di informatica.

Ma per lo più il computer lo usavo solo io. E ce l'ho ancora come cimelio !! ". Ed era perfino rivoluzionario quel primo PC. Aveva la tastiera senza fili, a infrarosso, e aveva non solo i dischi per memorizzare (una novità), ma anche un vano per infilarci le cartucce con dei dati o con dentro programmi già realizzati (simili alle chiavette odierne) e anche altre cartucce con dentro dei giochi così avrebbero attirato anche i giovani. Una meraviglia già allora. Per grandi e piccini.

Ho detto sopra che la stessa IBM ci credeva poco al suo Personal. E dovendo - per farci qualcosa - programmarlo in linguaggio macchina questo era molto difficile da imparare. Non certo alla portata di tutti.
Per
la cronaca il "Liguaggio Macchina" con i suoi 64 esagrammi binari e diadici che compongono la "Tabella" (ad uso del "linguaggio macchina", fatto di tanti 1 e 0 ) che è poi la memoria di un computer - pochi sanno che questa tabella era stata creata dai cinesi già 2000 anni fa.............
VEDI I CHING >> e la sua singolare storia nei particolari >>>>>

Quindi essendo molto difficile programmare in "linguaggio Macchina", per rendere utilizzabile questo "Personal" affidarono a uno studente di "trasformare (a farlo era una noia infinita) le migliaia di stringhe in binario e convertirle ognuna con una parola molto usuale; cioè creare un sistema operativo molto "semplice" per fornire i comandi alla macchina. - Infatti l'acronimo é "Beginner's All-purpose Symbolic Instruction Code", é appunto il BASIC che significa "Semplice". Così semplice che l'IBM, una volta realizzato il suo primo PC (ma bloccato dal Trust) , non volle tenerselo per sè e nemmeno pensò di brevettarlo.

(CURIOSITA': di questi "basic" per chi aveva tempo, ne erano stati creati non uno ma vi erano già 160 versioni. Io stesso - con il computer Sharp che forniva il linguaggio macchina, spendendo ore e giorni per farlo - ne avevo compilato uno, così se poi facevo un programma interessante, il mio cliente era costretto ad acquistare da me il computer Sharp perchè solo con questo era utilizzabile il mio Basic. Creavo insomma - e non solo io - una mio egoistica - anche se comprensibile - dipendenza.

Mentre invece, lo studente - migliorando sempre di più il suo Basic - per i tanti programmi che si andavano realizzando con altri computer - arrivò a renderlo quasi universale. Del resto i costruttori e poi i venditori veniva comodo, se giravano moltissimi altri programmi nei loro computer era perchè via via gli utilizzatori li creavano con quel Basic dello studente.

Questo studente, non essendo stato questo suo BASIC brevettato dall'IBM, all'inizio lo distribuì gratis, e chi stava costruendo computer potevano così dire che su i loro computer giravano una infinità di programmi (detti impropriamente "compatibili IBM"). Ma a quel punto quello studente che era - BILLY GATE - creò la Microsoft, e seguitò a fornire per qualche tempo - gratis - l'utilizzo
del suo Basic ai 5 continenti.

I programmi che c'erano in giro ben presto erano quasi tutti fatti con questo Basic e molti venditori nel vendere anche altri computer - essendo gratis - questo programma Basic lo copiavano tranquillamente per farlo usare dai loro clienti.
Ma a un certo punto lo studente Billi Gate, lo migliorò, ci fece anche le finestre
(le "Window" che fra l'altro era una idea carpita dal computer Apple - e furono inutili le rimostranze) e così il "Nuovo Programma" anche se con un altro nome, lo brevettò e ci mise il Copyright. Ben presto gli ispettori mandati da Billy Gate, sguinzagliati per tutti i negozi di computer del mondo, a questi fecero pagare cara la violazione del Copyright. A un mio collega gli costò 20 milioni per averlo copiato - come al solito lo facevano tutti prima.

Nasce così l'impero di Billy Gate. Incontrastato. Ma era anche legittima la sua pretesa. Era semmai stata la improvvida IBM a disfarsi di lui e del suo sistema operativo.

"Torniamo alla pubblicità vista sopra che io avevo fatto per il mio primo IBM. Furono tutti soldi sprecati!! - Stavano nel frattempo uscendo i vari Home Computer, Texas, Commodor, Atari, Sega, Sharp; in USA l' Altair 8800 lo vendevano già in scatola di montaggio.

Il mio Computer PC IBM 80, altro che novità assoluta in Italia!!!" e il "sogno di tutti !!!" come dicevo nella mia pubblicità sopra. L'Italia era indietro!!! Salvo gli Home Computer, che per i giovani fu una vera attrazione, e nell'arco di un paio d'anni prosperarono, non così in altri ambienti. I giovani via via creavano anche dei giochi; che nel programmarli è molto più complesso che nel fare ad esempio un programma per geometri come i "Calcoli per travi in cemento armato".


Ma il mio IBM non fu un acquisto sprecato, tutt'altro!!! Mi servì eccome!! Con il tempo che avevo a disposizione ebbi - prima di tutti gli altri - tutto il tempo per capire cosa era, cosa poteva fare, e a chi poteva interessare un computer. Oltre ad avere tempo per fare moltissimi programmi spesso con l'aiuto degli stessi clienti che stavano diventando pià bravi di me. Ed essendo dentro un negozio reso accattivante, e molto frequentato, non mi mancavano i curiosi che davano una sbirciata al "matto" chino su quella macchina "infernale" di cui tutti parlavano ma che nessuno conosceva. A dire il vero a un famoso Notaio, che voleva modernizzarsi, ne vendetti 2 di computer. Ma appena un mese dopo, mi chiese se li riprendevo indietro, le sue impiegate preferivano usare le abituali e solite macchina da scrivere.

Fra i clienti del mio negozio mi capitò un neolaureato uscito dal primo corso di laurea in Scienze dell'Informazione all'Università di Pisa, condotta dal Prof. Alessandro FAEDO; si laurearono in Italia solo 5 e lui di Vicenza era uno di questi primi laureati che venendo nel mio negozio iniziò ad approfondire le mie conoscenze. A un certo punto, volevamo assieme aprire un negozio per la vendita di soli computer, ma lui era fissato proprio sui grandi che non costavano poco, 2-3 milioni. E che quasi nessuno comprava. L'interesse era zero. E se qualcuno era disponibili facevano la fine del Notaio detto sopra.

Faggin in una nuova visita, raccontandogli la mia delusione e il mio fallimento commerciale sull'IBM, mi disse "lascia stare i computer professionali e quelli ora usciti anche compatibili, in America stanno spopolando gli Home Computer, buttati su questi, vedrai che in breve anche in Italia ci sarà il boom; e punta soprattutto sui giovani!! In America loro sono migliaia a comprarli e addirittura ci sono i componenti in scatola di montaggio per costruirsi un computer "fai da te", dove poi moltissimi giovani realizzano programmi d'ogni genere. I "Compatibili" invece costano molto e dureranno anche poco perchè diventano subito obsoleti. Mentre gli Home costano solo un decimo e i giovani minimo se lo tengono per 2-3-4 anni. Punta su questi !!, così preparerai i giovani anche per quelli che verranno dopo, più professionali.".

Così cambiai registro e andando controcorrente, come voleva invece il mio Laureato fissato sui Personal compatibili (ancora molto cari), feci quindi arrivare alcuni esemplari di Home Computer TI 99 Texas Instruments, i Commodore, poi qualche Atari, Sharp; con alcuni progranni; dal Giappone il Sega che aveva tanti giochi; e infine anche l'Amstrad, che aveva già un monitor incorporato. I giovani con quest'ultimo non avevano più bisogno nell'usare un computer e occupare la TV di casa. Fondai anche un Club, che presto ebbe in Italia 12.000 iscritti. Fondai anche una rivista che riportava dei listati. La prima in Italia, oggi tutte al Museo dell'informatica a Torino, il MuPin. Fondato da un ex cliente, del mio negozio, quand'era lui ancora un ragazzo e che oggi oltre che professore di Informatica all'Università, é anche un direttore dell'BM.

Vicenza con quel mio negozio diventò la città con più computer d'Italia. Con computer che costavano anche da 5 milioni di lire


notare l'ultima riga....
" C'é gran bisogno di conoscere l'informatica, ma la scuola é in ritardo"


Io di Computer ne vendetti comunque molti, soprattutto quando gli stessi giovani -ormai abili sulla tastiera - in seguito diventati esperti iniziarono ad acquistare dei veri Personal Computer. E a diventare ben presto i primi "Informatici". In seguito anche dei Capi Centri nelle amministraziojni, nell'industria, nelle banche.

Io un giorno volli fare una dimostrazione portando dei computer in un Istituto Magistrale; ma non solo dimostrarono poco interesse ma la Preside alla fine quasi mi umiliò ".... dicendomi...... "Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo, del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale; con quella figurativa (del computer) ci si potranno fare al massimo solo i giochi, e forse, passata la moda, neppure più quelli!".
Una Professoressa fu ancora più irriverente:
"dite voi che la didattica digitale tramite il computer sarà il domani dei nostri studenti, bravi !! così poi a noi ci daranno un calcio nel sedere e ci lasceranno a casa". ED ERA UNA SCUOLA MAGISTRALE !!! PER I FUTURI INSEGNANTI !!! NELL' ANNO 1983!!

E a proposito di "giocattolo", lo considerarono tale anche i POLITICI. Alla finanziaria votarono l' introduzione dell' IVA su i computer con il 34%, considerato un "oggetti voluttuario", un "giocattolo". Io mi infuriai, scrissi una indignata lettera ai giornali che la pubblicarono su 3 colonne. Dicevo che dovevano vergognarsi, di tornare a studiare. Che i computer erano solo una tappa, come una volta lo era stata la scrittura, poi la stampa. E profetizzavo, che la "Didattica con la Logica Verbale" sarebbe diventata secondaria e che domani i computer entreranno perfino nelle Scuole Elementari, e l'Insegnamento sarà proprio la "Didattica Digitale". La lettera arrivò sui banchi del Parlamento. Misero il computer al 22% di IVA. Ma altro interessamento o incentivi non ci furono proprio. Solo tanto disinteresse. Era il gennaio del 1983 !!! - 40 anni fa !!!!
(la integrale lettera "Orrore".... é qui in rete >>>>>>>>>).

Non per nulla che siamo sempre rimasti con la scuola negli ultimi posti rispetto agli altri Paesi. Nel 2013 ultimi !!!
Vedi le tabelle in LA SCUOLA >>>>>>>>>>>>
Un Paese che prima vantava il più grande patrimonio scolastico del mondo, che ha insegnato a leggere e scrivere e nell'esplosione nel Rinascimento l'Arte, a tutti i Paesi che ci sono oggi, ma che ora è ridotta all'ultimo posto.

Anche se un Professore nel 1985, pubblicò un interessante articolo- Offrendo anche preziosi apprendimenti di base;
in sintesi lui scriveva:
"L'INFORMATICA A SCUOLA, SARA' SEMPRE PIU' PRESENTE: ....."Nessuno ormai dubita che la scuola deve avvicinarsi al mondo del computer sin dalle elementari. I bambini ormai già vivono in un ambiente informatizzato e certamente vivranno in un modo sempre più ampiamente informatizzato. La scuola non può ignorare questa realtà. Occorre senza dubbio una alfabetizzazione informatica". (era anch elui in anticipo sui tempi)
L'intero articolo >>MOLTO MOLTO INTERESSANTE e MOLTO MOLTO ATTUALE ......é QUI >>>>>>>>>>>

 

Ma ricordiamoci che ancora nel 1894. Il Min. P.I. Guido Baccelli nel fare la nuova "Riforma della Scuola" (!!!!!!! ) aveva affermato....
"... bisogna insegnare solo leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze in una unica materia di "nozioni varie", lasciando spazio al maestro, mentre per le donne rivalutare il più nobile e antico insegnamento, quello dell'educazione domestica; e mettere da parte infine l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti per noi sono guai!".
E in quanto all'obbligatorietà e al diritto rimase sulla carta. Quel diritto e dovere per tutti, nelle intenzioni doveva essere il motore per migliorare la crescita sociale e culturale. Ma in quella Italia del '94 vi era ancora la grande differenza delle classi sociali, e solo questa al suo interno mirava all'istruzione dei propri figli. Mentre 2 milioni di bambini di 7-8 anni di gente povera, erano impegnati in attività lavorative nelle citta o nei campi.
Negli anni nel primo '900 nei vari opifici, i bambini di 7-8-10 anni impiegati nelle varie mansioni erano numerosi. Nella mia città a Biella e dintorni, con le sue numerose aziende tessili, il numero di bambini occupati (ovviamente analfabeti) erano circa 1000 su una popolazione di ca. 20.000 abitanti, ed erano quasi tutte in centro - Rivetti, Fila, Maglificio Biellese, Cerruti, Sella, Piacenza ecc. ecc. (una mia zia a 7 anni era già ai lanifici Piacenza "attaccafili". Un'altra a 8 anni ai lanifici Sella "sfilacciatrice" - anni 1915-19)

QUESTA SOPRA LA SITUAZIONE CHE C'ERA A INIZIO '900
VEDIAMO POI QUELLA CHE CI SARA' SARA' SUBITO DOPO

Nei primi anni '900, nell'italia intera vi era tanto analfabetismo, gli stessi insegnanti
nelle miserabili sedi, non erano capaci di scrivere nemmeno "SCUOLA"



in alcune zone del meridione
e del Veneto per la non frequenza alle scuole l'analfabetismo aveva punte del 75-80%.
Quanto alle donne - in ogni regione d'Italia (sempre nel '900) erano analfabete il 90-95%.
(enorme il divario con i Paesi germanici e del Nord, dove gli alfabetizzati erano già il 98%
Solo a partire dal "ventennio" "fascista" con la "Riforma Gentile" (obbligatoria)
in pochi anni tutti iniziarono ad andare a scuola e sapevano leggere.
( Erano i padri di coloro che oggi si chiamano "antifascisti" )


Una mia fortuna, nei Computer, fu quello di incontrare il Prof. Magnifico, uno scienziato dell'elettronica, lui a istituire la Fiera dell'Elettronica a Vicenza, lui a fondare in città l'Istituto Tecnico di Elettronica (dove suo allievo era stato proprio Federico Faggin - che - prima ancora di laurearsi, per la sua bravura, era già stato subito assunto da Adriano Olivetti a Ivrea, dove qui era stato creato il primo computer a transistor - ma poi morto per un malore Olivetti (non si ancora oggi le cause), poi pochi mesi dopo (anche qui un mistero) moriva anche il genio che aveva accanto. L'Azienda di questo importante settore elettronico - che avrebbe con molto anticipo, potuto creare in Italia la informatica "Ivrea Walley", ma fu "svenduta" dagli Azionisti Agnelli & C alla General Elettric in USA. (In italia doveva esserci una sola grande industria: la Fiat). E anche Federico Faggin se ne andò in America a inventare poco dopo il microprocessore e a far decollare negli USA l'informatica alla Silicon Walley. (un grande cervello perso !! e che proprio solo grazie al sottoscritto feci conoscere anche in Italia (mentre negli USA era famosissimo) organizzando una simpatica manifestazione alla fiera dell'Elettronica in suo onore , col lo Staff di Piero Angela; 2 ore trasmesse anche in TV.
Il Ministro presente oltre che premiare Faggin diedero anche a me la simpatica nomina di " Imprenditore Tracciante".
Anche se gelai e allarmai imprudentemente la platea, quando il Ministro mi chiese "Lei che li conosce e li usa, cosa ci riserverà il computer "domani".????

I risposi: "Un "domani"? Proprio domani mattina mi arriva un potente computer che costa 5 milioni', ma che é in grado di memorizzare i nomi e indirizzi dell'intera popolazione italiana comprese tutte le loro attività e le aziende. Lei si immagini se tutti questi dati anagrafici di ogni famiglia e azienda sono inseriti e a disposizione dell'Ufficio delle Entrate. In pochi secondi sulla tastiera e saprebbero tutto di noi" !!!!!!
Per vs. curiosità, in seguito - ma solo dieci anni dopo - seppi da un programmatore governativo (un mio ex cliente degli anni precedenti), che l'introduzione dei dati era stata fatta. Completata. Ma che (ovvio per motivi politici) discrezionalmente non ancora utilizzati per ottenere i mirati riscontri negli Uffici delle Entrate.

Ma non accennavo solo al Computer da 5 milioni, ma che mi sarebbe arrivato dalla Motorola un "telefonino" (il cellulare Dynatac - costava 300.000 lire; pesava mezzo chilo; era ricordo il 1983 !). Solo nel 1990 la Italtel ne produsse uno, il "Rondine" - ma in Italia - seguì la sorte dei computer - non decollò mai.

Ma oltre al vero e proprio computer, feci conoscere altre strepitose novità e che oggi sono di uso comune. Come quando feci conoscere il MODEM. Proprio a Vicenza una azienda aveva realizzato per comunicare i vari dati giornalieri con le piattaforme marine dell'Agip; un aggeggio particolare, funzionava in radiofrequenza (con una banale "radio amatore") sia su linea telefonica come anche in una linea dedicata (lo possiedo ancora - in Italia dei bravi tecnici realizzavano anche queste novità mondiali. Inutilmente)


E proprio usando la linea telefonica e il computer, mi venne in mente di proporlo a una banca per mettere in contatto la sua sede con una sua filiale. Una grande banca italiana fu curiosa e ci andammo per una dimostrazione. Funzionò tutto perfettamente, connettendo Sede e Filiali; ma poi giunto l'A.D. ci disse, "Bene, ma per noi "questa roba" non potrà mai essere usata e tanto meno utilizzata , i nostri conti non possono circolare su un banale filo telefonico".
Il Modem, lui lo chiamava "questa roba". Ma non così un certo MARIO a Roma (uno del mio club), mi telefonò "domani vengo a Vicenza da te a prendermi quel Moden che ho visto nella tua rivista, così me lo spieghi bene, Qui a Roma nessuno sa cos'è". Scortato da due pantere della polizia, entrò nel mio negozio un arzillo 70enne: "Ciao Franco, sono Mario, mi sono venuto a prendermi il Modem. Spiegamelo!!". Era il Presidente della Corte di Cassazione.
Curioso anche un anomalo giornalista
(lui scriveva sul suo giornale solo articoli d'arte e di musica). Si interessò al Computer e al Modem. Lui diventò un "Pioniere". Tre mesi dopo la redazione a Vicenza e la Tipografia a Verona colloquiavano via modem.

Ma furono novità anche lo "Scranner" che allestii con una banale telecamera usata nei portoni; i miei clienti restavano stupefatti il vedersi sullo schermo del computer e poi subito dopo uscire da una stampante la loro immagine.
E Novità fu anche il "Sequenzer MIDI Musicale". Un famoso pianista passando davanti al negozio dove uscivano delle note, entrò, curioso volle cimentarsi anche lui a suonare la tastiere e vedere subito le note sullo schermo; ma rimase stupefatto nel vedere che ogni nota che appariva sullo schermo
(comprese le sue tante variazioni) veniva riportata su un foglio dalla stampante. Lui amaramente commentò "...e io che ho speso quasi una vita nel riportare a mano tutte le note sulle partiture".

Sulla musica leggera, fu invece un cantautore emergente. Zucchero. Gli portai il computer e il sequenzer a casa in Versilia. Lui però alla mia consegna non c'era, mi accolse sua madre, quasi infastidita "ma ancora questi aggeggi, ma mio figlio non ne ha abbastanza di quelli che ha, ne ha ormai piena una stanza'??". No! Lui Zucchero presto diventò un pioniere del MIDi.

 

RITONO A ME. Se - con il " fotovoltaico" - non andò bene la prima "avventura" , la seconda "avventura" con i computer mi ha dato molte soddisfazioni oltre che personali anche quelle economiche, avendo venduto ca. 6000 computer e delle montagne di programmi, a Banche, Industrie, Istituzioni varie, a grandi personaggi e a migliaia di giovani che oggi sono questi i più bravi!!

E molto più bravi di me - nel corso dei miei 10 anni - diventarono anche i miei due figli MARCELLO >>>> e anche SUSANNA >>>> con programmi innovativi nelle grandi industrie (Fiat ecc.) e banche Italiane, poi in un gruppo di banche Svizzere (tuttora). (Susanna alla sera gli facevo dare la "Buonanotte" da un "Robot" che mi ero procurato in California, detto il "Topo". L'aveva portato in Fiera, e ci girava con un codazzo di ragazzini. Anche questo andò in TV, alla RAI e proprio qui lo volle Raffaella Carrà nellà sua trasmissione del "Sabato Sera" che ebbe un grande successo.

Ma moltissimi altri particolari di questa mia "avventura" - per chi è curioso - sono all'interno di questa "Storiologia".
nella Home pagina "nell'immagine Franco chi è?...... Forse direbbe qualcuno troppo "autocelebrative"; ma non è così; infatti 2 dove potrei farla - rifiuto qualsiasi chiamata anche con compensi in varie interviste ai giornali e alla TV, che proprio qui si meravigliano e mi dicono che hanno la coda di quelli che vorrebbero "APPARIRE". Io rispondo sempre " allora prendete uno della fila, e fate a meno di me".

E' del resto "GRATIS" e senza alcun compenso sono anche le visite su questa "Storiologia" (fino a quando me lo potrò permettere).
Poi che sarà sarà..... sono a metà strada tra gli 85 e i 90 anni !! E ci spero poco in qualche aiuto . Vuol dire presto manderò al macero "Storiologia". Farò così
il "tracciante" verso il "nulla" con qualche anticipo su alcuni soggetti che hanno fatto il "nulla" anche in vita.

Un piccolo contributo sarebbe stato però gradito, visto che migliaia di studenti di scuole di ogni grado ci vanno dentro. Un contributo che - non pretendo di più - potrebbe essere pari a quello di una donna delle pulizie nelle stesse scuole, o pari a quello che diamo a un ragazzo straniero sceso dai barconi. NULLA!!

Non così all'estero: il Ministero della Pubblica Istruzione mi ha chiesto il Copyright del sito, per metterlo a disposizione in quelle scuole dedicate agli immigrati Italiani, che vogliono sapere tutto sull'Italia. Io l'ho ceduto gratis. (ora molti italiani entusiasti, scoperto l'indirizzo mi scrivono).

Altrettanto l'ho concesso alla Comunità di Italiani in Brasile. Dove gli oriundi sono 30 milioni. ( ed anche qui poi le e-mail sono diventate a migliaia).

 

Purtroppo negli anni 80 io ero in Italia !!!
Essendo uscito Paracadutista nella Scuola Carabinieri Sabotatori di Viterbo e aver fatto dentro un reparto speciale della Nato, dell'antiterrorismo, avrei potuto anch'io dedicarmi all'ambiente politico e ad affiancarmi ai loro intrallazzi e non perdere del tempo sui computer. Come faceva Andreotti & C., (dopo la morte del fastidioso Moro) curando i loro "Feudi" andavano nei paesini a curare lo sviluppo della coltura dei "Lupini" o delle "Noccioline" , altro che Computer !! E lì - con promesse varie - prendevano voti a valanghe. Altrettanto iniziò a fare un'altro arrampicatore suo concorrente con altri discutibili metodi in giro per l'Italia. ( "La Dazione ambientale" ) Metodi che che presto sfociarono in "Tangentopoli". Lui per difendersi disse "...ma lo fanno tutti!!!!". Ci furono plateali arresti, galere e suicidi, nella Dc, nel PSI. Ma non é che cambiò molto. Si fecero solo più furbi. Fino a quando ci fu lo sfascio, quando inaspettatamente, sparì una "sfasciata" sinistra, e l'Italia si mise in mano a una Destra di un noto imprenditore, che più che altro curò le sue aziende, le TV che aveva creato; da lì si promuoverva da solo, e andava dicendo "fate come me e diventerete ricchi come me" - "seguite il mio Vangelo!!". Le "Innovazioni", "programmi di sviluppo", "le alternative", "la diffusione dell'informatica"? NULLA.
Anzi !!! Nel '90 un giovane giornalista da un suo Telegiornale venne fuori riportando una notizia quasi blasfema dicendo: "Grande crisi nei Computer non si vendono più. E' finita la miracolistica aspettativa di questi aggeggi".

Ed era purtroppo vero!. Era terminato del tutto l'interesse per l'informatica. Crisi che avvertii anch'io. Non ne vendevo più uno. A quel punto volevo vendere il negozio. Nessuno lo voleva. Nel chiuderlo - fu una umiliazione!! - dovetti consegnare al Comune la licenza. (che avevo fatto fatica a ottenere. All'inizio volevano perfino sanzionarmi, perchè - per vendere computer - non possedevo la licenza di Macchine d'Ufficio. Fui costretto a fare il Corso alla Camera di Commercio. E qui si finì nel ridicolo: ai miei esaminatori avevo venduto e insegnato a loro i primi Computer, e nella stessa Camera di Commercio io stesso avevo fatto a tutti loro e agli imprenditori una dimostrazione.
La mia promozione per il possesso della Tab. 14, finì così in una farsa.

Con la chiusura finiva così la mia "Avventura". E per altri 10 anni finì anche l'informatica. Ci voleva il Covid, per scoprire la Didattica Digitale, con un aspetto anche questo ridicolo, i ragazzini conoscevano i computer meglio dei loro professori.

Mi dedicai al mio Hobby usando la mia grande biblioteca. Inventandomi - con l'avvento di Internet nel '95 - "Storiologia" non inutile, perché ebbe subito milioni di visitatori. Anche qui - ero stato "tracciante", avevo visto lontano visto che 5 anni dopo, fu creata Wikipedia.

Indubbiamente (forse!!) io devo aver sbagliato qualcosa. Ma anche perché nessuno mi ha aiutato. Un professore si offerse di collaborare; ma quando gli disse che doveva farlo gratis, perchè il mio sito era in Rete gratis, mi rispose "mi dispiace, ma per farsi una Cultura costa" e fini lì. I "sapienti" non si scomodano !!

Oggi - anni 2021 - il Ministero dello Sviluppo insieme al Ministero dell’Istruzione forniscono delle linee guida per la creazione di siti scolastici (!!!!!!!) . Per organizzare le informazioni con contenuti ben definiti nel progetto. (!!??????)
Speriamo che le "linee guida" non siano come quello di Baccelli (citato sopra) "Devono solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti per noi sono guai!".

Si devono essere forse accorti che migliaia di studenti di scuole di ogni ordine e grado sono già anni che visitano "Storiologia". E sono corsi al riparo.

 

SALUTI CORDIALI A TUTTI
FRANCO

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(MA NON MI SONO DIVERTITO SOLO CON I COMPUTER.....

FRANCO PITTORE >>>>


FRANCO PARACADUTISTA E SCALATORE >> a metà pagina >>


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