DOPO AVER RAGGIUNTO IN RETE UN MILIARDO DI VISITE (vedi
E DOPO AVERE INSERITO LA MILIONESIMA PAGINA,
finalmente!!
"STORIOLOGIA" da oggi è TUTTA in un disco DVD ( vedi




QUI
la sua "STORIA DEL PARACADUTISMO"


Piuttosto vasta e lunga la carriera di artista di Franco Gonzato

Una passione iniziata da ragazzo. Proseguita (!?) nei 4 anni di servizio nei Paracadutisti. Continuata poi per qualche anno. Forse per un tempo decisamente breve: ma in quegli anni rivelando il suo mondo di sogni a colori (per lo più nel figurativo, soprattutto le montagne che scalava) partecipando con qualche successo a una trentina di mostre in Italia, esponendo in America, in Francia, in Spagna, in Inghilterra, sfoderando una vitalità artistica quantificata in decine e decine di tele, affermandosi prima con il figurativo, poi con l'intima sofferenza, con soggetti informali di nodi, di voli, di contorsioni, di pieghe.... Gonzato con la sua pittura, finisce per essere presente nella poderosa opera del BOLAFFI "Artisti del XX Secolo", oltre essere citato in altri prestigiosi cataloghi d'arte (Comanducci ecc. ecc.). Ma con la pittura non ha capitalizzato nulla, doveva essere ed è rimasto il dipingere un suo hobby; lo ha fatto invece nel mondo del lavoro, buttandosi a capofitto nel mondo commerciale, prima per venti anni nelle grandi aziende, infine nella sua azienda, la "Francomputer"
Infatti dopo aver accumulate le necessarie conoscenze commerciali, all'inizio degli anni '80 grazie al suo amico e concittadino Federico Faggin (l'inventore in California del microprocessore) è stato "stregato" dai computer (uno dei primi in Italia nei primi anni '80 a venderli (6000) e ovviamente a insegnarli; poi Internet: e anche qui uno dei primi ad essere presente in Rete - primi anni '90.
Tuttavia non ha mai smesso di dipingere, ma lo fa ora (anzi negli ultimi venti anni) come al solito per hobby, e per riposarsi dai suoi due altri hobby, cioè dopo ore e ore passate a leggere dentro la sua monumentale biblioteca (30.000 volumi), o ad ascoltare musica dentro la sua sala discoteca (27.000 dischi) oppure dopo essersi
impegnato ore e ore nelle tastiere dei suoi tanti computer per impreziosire sempre di più "STORIOLOGIA". (Scotolati - Corriere dei Berici)

A FONDO PAGINA
L'INTERO ARTICOLO
una interessante biografia
che sembra (anzi lo è) quasi un romanzo

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I suoi quadri?
Ha iniziato con il figurativo:

l'autoritratto in mezzo ai suoi libri

sua figlia

suo figlio...

sotto, la moglie di Franco, VITTORIA



 

PRIMO AMORE IN PITTURA: LE SUE AMATE MONTAGNE
(già istruttore di roccia e di sci nei Parà)


Tre Cime di Lavaredo - Rifugio Locatelli - Ricordo di un viaggio di nozze



Sotto le Torri di Vajolet (Gruppo del Catinaccio)


Millenni: due sono passati, un'altro sta passando


per Amstrong non è stato un sogno infantile impossibile


Il nipotino Andrea
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sotto, la moglie di Franco, Maria Vittoria
(in foto...)


.. al pennello


Maria (così si chiamava, quando Franco l'ha conosciuta)
poi Franco sposandola ha preferito chiamarla con il secondo nome "VITTORIA" ,
con lei accanto (in 50 anni!) fu "Vittoria" , nei due sensi

L'ULTIMO INTENSO PERIODO FIGURATIVO (andati a ruba ! )
QUI NELLO STILE MONET (e tanti altri)



raggiunto questo livello poteva continuare...
invece ... la svolta ...



Franco ("Storiologia") in Giappone

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Poi, il computer....

e per divertimento....


la recessione... andiamo male, oggi solo mezzo chip


la inutile corsa alla preferenza.... ( ovvero la "porcata" - decide Lui !! )


e dopo l'asinello .... le "gallinelle" (veline)


"Storiologia" On Line


stai calmo, arriviamo con la democrazia ....


la padovanella si è messa a fare la velina ...


mi sono modernizzata, invio i miei co..cc..ovo col telefonino...


adesso anche lui .....


la nuova generazione.... spotocratica


... e io vi dico miei servili collaboratori... presto farò ricco il mio paese


la TV, così dicevano... mentre adesso recita solo lui!


la esportiamo in blocco, guadagniamo di più ...


l'addio alla Lira


TV unicondicio.... adesso è tutta... SUA


Ultime notizie: "per i pensionati una pagnotta e due pesci azzurri".


...di fare un "Bunga Bunga"


... e un posto da ministro


Prof. Bue, mi sento la testa vuota


nucleare si, si, si ... poi tutti arrostiti con le patatine, come i nostri nonni

 

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INVITATO A PARIGI !!!

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L'ARTICOLO

"Il geniale imprenditore di "Francomputer" è al contempo inquieto artista.
E nella pause  sta scrivendo il "Diario del nostro secolo"

Poi ci ha preso gusto e ha cominciato andare a ritroso di due Millenni. Se lo incontrate lui è sulla soglia dei 70 anni, ma sembra che sia vissuto duemila anni, perchè se gli parlate, tutto gli è familiare, fatti, personaggi, eventi, scoperte, accaduti e vissuti in secoli e secoli lontani. E' un computer vivente!!

Non è alla fame: Tutt'altro parrebbe. Sfoggia senza vergogna una vastità di bellezze scioccanti possedute, non ereditate, ma bensì raggiunte e meritate.
I suoi 30 mila libri letti e suddivisi e ora come appesi. Una sterminata discoteca (27.000 composizioni, antica, classica, moderna). Le sue multicolori stanze riempite per ogni dove di centinaia di quadri. La sua casa-villa con delle miste colture verdi d'attorno con i tronchi di alberi che fanno a gara con le colonne... anche se non si vede proprio la piscina o il campo da golf.
A che servirebbero? Hollywood è lontana e il quadro di vita qui rappresentato più che ostentazione di ricchezza potrebbe titolarsi "Rabbia d'autore con vista".

La rabbia. O la volontà disperata di vivere perché dapprima la sorte fu desolatamente nera. Niente pane, niente affetti, niente amici, niente soldi, e niente studi ... anzi tante tragedie. Che fare? Come si ribalta il proprio "romanzo tragico" laddove sembra esistere soltanto un rassegnato "destino brutale?".
Reagendo. Imprimendosi la fiducia e relazionando d'attacco senza mollare. Non c'era altro da fare, soccombere o...(sfidando se stessi e la dura realtà) buttarsi a lottare.

Nato dentro una tipografia, primo mestiere il tipografo (esattamente il legatore di libri. Una fortuna dice lui "mi sono così passati per le mani migliaia di libri, il meglio dello scibile umano, e lì, sbircia oggi sbircia domani ho appreso cos'è l'arte, la musica, la letteratura, la storia , la filosofia, il mondo nel bene e nel male"). Sulle giovani spalle una lunga serie di drammi e di tragedie, non dovuta al fato ma agli uomini (la lunga guerra durata tutta la sua adolescenza, i morti in casa con i bombardamenti, poi sempre in casa il dramma dell'8 settembre, poi il padre che ritorna nel '46 dalla lunga prigionia (dal 1941), poi nella sua prima gioventù il suicidio del suo primo amore, stravolta dalla vergogna perchè violentata da un ergumeno) quindi per dimenticare, a 18 anni i primi lanci col paracadute (uno dei primissimi in Italia - il 142mo) poi ventenne volontario nei Paracadutisti Alpini (anche qui uno dei primissimi - il 131mo). Per Franco il Paracadutismo fu una vera avventura meravigliosa e magica della sua vita. Va ancora oggi ripetendo una bellissima frase "Dio non ci ha donato le ali ma ci ha regalato il "coraggio" di fare il paracadutista".

Dopo l'addestramento presso i carabinieri sabotatori di Viterbo, ecco Franco fare
Antiterrorismo in Alto Adige;  anni di fuoco, ovvero bombe, esplosivi, audacia, ovvero nell'ardimento dimenticare.

E così...non si sfugge, non c'è più  tempo per l'angoscia, la disistima, l'indecisione, si và! ......


... ci si butta, da 1000, da 2000 ....

... da 3000...

...da 5000 metri !! Sotto il lancio sul Cevedale (visto dal Gran Zebrù)
Un lancio, straordinario, stupendo, magico !! Che silenzio a 5000 metri !!

"Dio non ci ha donato le ali, però ci ha regalato il coraggio"

Allo sbaraglio, si è  coscienti che non si puo' nemmeno più  pensare, ma intanto è  subentrato forzatamente un aiuto alla propria affermazione.
E' forse uno stile di vita che in Franco Gonzato perdurò anche dopo questo addestramento e anni di vita militare (4) in quel corpo speciale, dove caddero negli anni di piombo anche i suoi amici più  cari, perfino il suo istruttore, Oreste Leonardi, il caposcorta di Moro. Ma più che stile lo preferisce definire "sdoppiamento di personalità", che tanto decisionismo gli consentì  altresì un'altra carica morale e materiale, quella di rimettersi a dipingere.
Una testa di cuoio, parà-antiterrorista che dipinge? Un'apparente contraddizione mentale, ma per lui era invece l'equilibrio raggiunto fra sensibilità e dinamismo, un conservarsi lo spazio per poter umanisticamente intervenire e non sentirsi per niente a disagio, fornendo anzi delle efficienti e mutevoli prestazioni manuali.

Ma per un tempo decisamente breve, anche dopo aver lasciato la vita militare: qualche anno, quasi un lustro, ma in quegli anni rivelando il suo mondo di sogni a colori, partecipando a una trentina di mostre all'ingiro, esponendo in America, in Francia, in Spagna, in Inghilterra, sfoderando una vitalità artistica quantificata in decine e decine di tele, affermandosi (lo troviamo sull'Annuario Bolaffi degli Artisti del XX secolo) rappresentando dopo il periodo figurativo, l'intima sofferenza, con soggetti astratti, informali, di nodi, di voli, di contorsioni, di pieghe....
Un eccesso forse che seppe troncare, non si sentiva all'altezza di proseguire in un campo gravato fin troppo dal peso delle culture secolari che andava scoprendo nei suoi tanti libri ma anche in tutti i musei d'Europa. Già perchè  cosa ti fa il nostro uomo? prende un Camper e via per mesi e mesi in giro per 25 Stati dell'Europa, dall'Olanda fino alla Grecia; "On the road", in contrade, città, paesi, gente diversa, cultura, stile di vita, curiosando, assimilando, portando a casa altre realtà, scoprendo tecnologie di mercato, capitalizzandole in termini economici ma anche esistenziali.
Un pittore mancato? No, c'erano altri settori da sperimentare, altra rabbia da consumare, altre realtà da scoprire, tanto valeva di nuovo (e chissà dove) rischiare.
Daccapo. Ordinatamente sopprimere le timidezze, affrontare sicuri, applicare l'aggressività perchè  - lui dice - "la società lo vuole", ma in verità si tratta ancora una volta di dimenticare il proprio passato e precario presente e pertanto e più  di prima...osare.
Diventando così (senza por tempo a dubbi) un perfetto rappresentante "di commercio", poi subito promosso a  "incarichi speciali",  bravo tanto da poter permettere di salire ancora di più, senza orari, senza orologi, per sveltire i tempi e non esserne schiavo, senza mai un giorno di ferie, senza mai un giorno di malattia, e sposato, col viaggio di nozze fra riunioni di lavoro, coi figli poi che nascono, senza la sua quotidiana presenza...ma con la consolazione minima dell'avanzamento di carriera. Nelle vendite strabiliava, decuplicava i fatturati delle ditte in ogni città d'Italia.
Lo soprannominarono "L'Attila delle vendite",
(qui a fianco è seduto proprio sul "Trono di Attila" nell'isola Torcello)
dove passava lui faceva terra bruciata alla concorrenza. Ma sempre operando con una volontà equilibrata, che è poi efficace nell'agire. Non caparbietà che è una forma cieca e ridicola dove si infrangono tutti i ragionamenti, ma con la ponderatezza, che è poi il buon senso. La persona ponderata, misura, calcola, esamina il pro e il contro di ogni cosa, poi si muove.
Ma Franco oltre che paracadutista era un rocciatore (istruttore), e come muoversi lo sapeva bene. Osare ma ponderare; ogni passo, ogni appiglio, ogni percorso.
Nell'audacia e nel dinamismo per essere vincenti bisogna non solo riflettere un po' ma bisogna riflettere molto.
(qui sotto alcune delle sue centinaia di arrampicate-scalate)


Quella a Sx (la Delago) l'ha scalata 5 volte;
quella centrale (la Stabler) 26 volte:
quella a dx (la Winkler) 5 volte.

Ben presto - e non poteva essere diversamente - da venditore a ispettore di tecnici  per tutta Italia in una grande multinazionale. L'ascesa. Per sè , per la famiglia (nel frattempo formata) e per la casa. Per poter anche ritornare di città in città colmo di libri, di dischi, di quadri e così direbbe....riequilibrare la coscienza, agire per vivere, ma operare per migliorare.
Un incontentabile.

PRIMA.... nei precedenti anni, per 4 anni lui era stato come detto sopra nei paracadutisti, a Merano. Lì tramite una fotografia che le aveva scattato, nel portagliela a casa, conobbe una bellissima fanciulla 17 enne, forse un po' troppo immatura e non certo con i suoi medesimi molteplici interessi, ma era cosi tenera, semplice, gioiosa e amabile, che sicuramente Franco l'avrebbe poi plasmata standogli accanto. Franco aveva allora proprio bisogno di tenerezze e di coccole dopo il tragico passato ricordato sopra, così sera dopo sera a casa della fanciulla sbocciò il reciproco e dolcissimo amore, anzi una grande passione. Nel Natale del '60 trascorso assieme (con lui ancora nei paracadutisti), lei per suggellare il suo amore gli regalò un braccialetto d'oro con la data e la sua dedica.
Il dono spinse ancor di più Franco a quella forte determinazione che aveva in corpo: quella di impalmarla e vivere con lei il resto della vita. Franco 3 mesi dopo, anche se con un po' di - anzi molto - rimpianto, lasciò il suo mestiere (che gli piaceva tanto, tantissimo) di "paracadutista" e il suo famoso reparto, per LEI, per affrontare con LEI questa volta all'esterno di una caserma un nuovo percorso, una nuova avventura: immergendosi nel mondo del lavoro! Fra l'altro quel momento era proprizio, era il 1961, il "boom economico" e per tutti gli italiani si stava aprendo un mondo di opportunita. Un mondo nè ostile nè favorevole, ogni uomo può agirvi se soltanto sa volerlo. E non c'è che un modo di agire: Volere....Cominciare.... Continuare. "Farò" non è nulla! "Faccio" ecco la soluzione...la sola!!! Per Franco questo era il "vangelo" !!

Nei suoi progetti esistenziali l'intenzione era quella di crearsi finalmente una famiglia con la persona alla quale credeva molto, che con gioiosa tenerezza lui amava tanto, e altrettanto lei che corrispondeva in un modo perfino possessivo.
Fu invece un fallimento, un disastro! perchè lì a Merano, Franco visse ancora - come se non bastassero le precedenti - una nuova sofferenza.

Ma come? Lui un guerriero paracadutista che soffre come un Romeo?!! Sì, per l'orgoglio ferito e per il vuoto in cui si ritrovò improvvisamente dalla sera alla mattina. Infatti, dopo un solo anno di paradisiaca passione, mentre di nascosto Franco faceva temporaneamente con tenacia (16 ore al giorno) lavori umili ma ben renumerati (quello era il passaggio obbligato per bruciare le tappe!! negli anni del "Miracolo Economico!!") la sua "Giulietta" la "bimba" repentinamente dall'oggi al domani non apprezzando le sue qualità reali e potenziali, nè capendo il bene che stava ricevendo, anzi buttandolo via, all'improvviso ripudiò l'ex "paracadutista" allora senza arte e nè parte ma pur sempre molto determinato ad emergere (stava proprio allora spiccando il volo, prima (essendolo stato nei paracadutisti) il fotografo, poi 4 mesi presso un grossista di alimentari, poi inserito in una grande multinazionale). La "bimba" si invaghì nelle vacanze in montagna di un bel tenentino accademico, uno di quelli con la costante fascia azzurra sul petto che attira tanto le donzelle falene attratte dalle luccicanti stellette.

Lei non seppe resistere, buttando al vento l'amore vero di Franco, le luccicanti stellette l'avevano ammaliata. Fu quello l'inizio del repentino abbandono. Improvviso. Dall'oggi al domani!
Lei sapeva benissimo cos'era per Franco: lei era tutto !! Ma anche a lei gli brillavano sempre di felicità gli occhi quando era con Franco: giuliva, cantava, rideva, ballava; era triste invece quando Franco gli mancava solo per qualche giorno o era assente una sola sera.
Eppure, dall'oggi al domani, senza aver commesso alcun "delitto", diede una bella pedata a Franco. Senza un preciso motivo. Senza una minima spiegazione. Avrebbe potuto dirgli "mi sono innamorato di un altro", Franco avrebbe potuto anche capire. Macchè!! Incaricò invece la madre per liquidarlo.
E Franco umanamente non meritava proprio un simile cinico trattamento.

Forse per il tenentino quella era solo l'avventura di una estate. Lei invece (o suo padre?) lo voleva per la vita; e Lui? "lui non mi voleva". Ed infatti
perchè ancora giovane militare accademico di carriera (forse sconsigliato dai suoi stessi superiori che gli ricordavano pure "guarda che la bimba ha avuto una relazione con un militare semplice!!!") lui faticava a pronunciarsi, stentava a concludere, infatti temporeggiò molto (!! 5 anni !!) a prenderla in moglie "lui non mi voleva" (scrive lei oggi, a corna e a disastro tragico avvenuto), ma lei sì, e soprattutto il suo autoritario padre (pure lui militare, maturo, con incarichi speciali, ma con gradi modesti, quindi al tenentino un sottoposto): la spingeva al "sì, sì, sì" - "pensa che sarai molto presto la moglie di un capitano e un domani la moglie di un generale!".
E forse poi spinse sull'altare a "fare il suo dovere" l'accademico tenentino un po' troppo perplesso, molto tentennante, e con il miraggio di tante stellette sulle spalline.

Al suo ritorno dalle vacanze in montagna, una sera in una delle sue consuete visite all'amata, nulla sospettando, Franco trovò la porta sbarrata, la madre della "bimba" sulla soglia a fermarlo "Franco.. non venire più", mentre dall'interno un grido lacerante "mandalo viaaa !! non lo voglio più vedereeeee!!!". Insomma, una bella "pedata".
La madre della "bimba" che si era già molto affezionata a Franco, settimane prima l'aveva già messo in guardia: "guarda che qualche malalingua cerca di dividervi". Gli fece addirittura ascoltare una sibillina telefonata "Signora non stia a incoraggiare sua figlia con quel Franco, la sua bella figliola può aspirare a molto molto molto di più, mentre quello è un ex soldato semplice, inoltre non ha arte nè parte, è solo un fallito". Chi era la maldicente? La sua parrucchiera! Che dai oggi dai domani riuscì a plagiarla in una sconfinata infantile vanità.

A Franco - per la seconda volta - gli crollò tutto il mondo addosso. Lui, gagliardo, ex istruttore di paracadutismo, ex istruttore di sci, ex istruttore di roccia, ex istruttore di nuoto (
nella foto qui a fianco), fotografo ufficiale dei paracadutisti e fino a pochi mesi prima con i commilitoni in caserma che pendevano sempre dalle sue labbra per il suo grande sapere ..... (in caserma si era fatto una biblioteca di circa 300 volumi - così erudito e carismatico, fino al punto che passò alle dirette dipendenze del generale della Brigata; che in una temporanea assenza del comandante, affidò per 40 giorni il comando del reparto dei paracadutisti proprio a Franco. Lui insomma nei Paracadutisti, in montagna, sulla neve, nei cieli, si sentiva come un re, godeva della stima non solo dei suoi colleghi, ma anche dei suoi superiori), ....si ritrovò solo a Merano ad essere una nullità; una nullità e per di più umiliata. La sciocchina amante di lustrini e piume di pavone, lo lasciava repentinamente senza un motivo, senza la benchè minima spiegazione, buttato fuori come un cane bastonato a leccarsi le ferite dentro una piccola modesta soffitta, in una Merano dove Franco non conosceva nessuno, solo LEI...

Franco si trovò così solo, e nella disperata solitudine, a considerare quanto è sporco il mondo e quanto poco valgono i buoni, puri e leali sentimenti. Questi fu difficile ricominciarli, o nuovamente credere nell'amore vero e nella vita. Per fortuna che lui era un paracadutista! un rocciatore! capace di osare ancora una volta e affidarsi (come fa un parà) un po' anche alla fortuna. Imprimendosi ancora una volta la fiducia e... relazionando d'attacco senza mai mollare.
Non c'era altro da fare, soccombere o... (sfidando se stessi e la dura realtà) buttarsi a lottare con il coraggio di un parà e la temerarietà di un rocciatore.
Il coraggio è del resto avventura, una sfida sul gusto dell'incerto e delle cose ancora da tentare. La temerarietà invece è una sfida a se stessi. E a Franco non gli mancavano nessuna delle due.
Inizia così la sua travolgente vita, prima come fotografo, poi di rappresentante di un grossista locale, indi quattro mesi dopo venditore di una grande industria alimentare italiana (Galbani). Così attivo e capace che dopo appena due anni e dopo aver decuplicato le vendite, notato, viene assunto da una grande multinazionale (Henkel); gli affidano tutta la costa romagnola e lui dopo solo un anno cosa fa?... non delude, col sorriso sulle labbra, decuplica anche qui le vendite! ed allora eccolo subito promosso ispettore vendite (trainer per i 170 venditori) per tutto il territorio nazionale. Pur seguitando ad abitare a Merano.

Poi, proprio lì a Merano ......
(
< galeotta ancora una fotografia (lui ex fotografo, era la sua tecnica per fare delle avances alle più belle donne sole a passeggio, dicendo loro "non ho mai visto una donna così bella, la prego si faccia fare una fotografia" 9 su 10 accettavano); così anche questa volta uno scatto estemporaneo sulla nota "Passeggiata di Sissi", quindi la consegna a casa sua e la ovvia reciproca conoscenza.
Tutto uguale come la precedente, la "bimba" "pupa" conosciuta proprio con la stessa avance, tramite una fotografia quando Franco era ancora nei Parà!! E che, come detto, a malincuore (non lo dimenticherà mai!!) aveva lasciato e ne era uscito per lei).

...... ecco spuntare un vero fiore di fanciulla, questa volta meno "bimba", meno "pupa", con meno cipria addosso, con nemmeno un velo di rossetto, un viso tutto acqua e sapone, con meno grilli per la testa, per nulla immatura, già indipendente col suo lavoro (diplomata infermiera professionale, strumentista in sala operatoria, assistente di un famoso primario del più famoso Centro Traumatologico d'Italia), lei da sola (i genitori a Bolzano) da alcuni mesi abitava in un suo grazioso miniappartamento, a 300 metri dal Castello di Sissi. Aveva tutti i suoi stessi interessi culturali, musicali, artistici ed anche sportivi, montagna, sci, mare, e tante tante letture. Non era certo la"pupa/bimba" con le sue giornate tutte vuote.

Era semmai una ragazza che dopo averlo conosciuto Franco aveva una ferrea fiducia in lui, lo apprezzava per quello che era veramente e non per quello che doveva apparire.
E anche Franco nei suoi confronti; perchè seppe questa volta - con quel solare sorriso - di aver trovato la ideale compagna della sua vita, non una viziata sciocchina pusillanime, amante dei belletti, dei lustrini e piume di pavone, ormai impigliata dalla sua parrucchiera nella rete dello sconfinato (patologico) amor proprio e nella infantile vanità, con la sua egocentrica certezza (che è poi l'egocentrismo infantile) di essere "la più bella del reame", l'unica!

 

Ma sbagliava, non era affatto..... l'unica !
Il nuovo amore di Franco... pur essendo molto bella ...

... la migliore virtù era la sua intelligente modestia
espressa con una squisita dolcezza...

... con un volto solare ma anche molto espressivo...

...seria, ma anche... molto splendente, rassicurante...

gioiosa, serena...ma anche sempre attenta ...

come Franco, anche lei amante dei viaggi, dell'arte, della musica, delle letture ...
e non ultima, la passione per la montagna, lo sci, il mare...

Inoltre era molto amante del suo interessante lavoro. Nel centro dove lavorava, il suo primario era all'avanguardia in Italia nei primi pionieristici interventi di "Osteosintesi" (uso dei chiodi nelle fratture ossee). Lei era la sua assistente strumentista e non raramente compariva con lui in Televisione, quando sotto i ferri c'erano dei personaggi importanti o famosi come i calciatori.

Non era insomma la "pupa"
"nullafacente",
"nullaleggente",
"nullastudiante"
"nullasportiva"
"nulladitutto",
solo adoratrice di cipria e permanente di permanente e cipria e amante del tempo con dentro solo il "nulla".

Quanto diverso era il nuovo amore!!! E Franco non voleva di certo lasciare in circolazione una donna così stupenda nel corpo, nella mente, nell'anima; non perchè vi erano in giro luccicante tentatrici stellette - a lei del tutto indifferenti, perchè lei (pur girandogli attorno tanti "mosconi") non era per nulla incline agli amori "usa e getta" o di stellette luccicanti, come la "pupa", lei con molta serietà mirava a crearsi una tradizionale famiglia. Ma anche Franco conoscendola era della stessa idea, era proprio lei la donna da sempre presente nei suoi progetti, era la donna che con la sua intelligente pazienza, con lui così dinamico (fin troppo!) e così intraprendente (faticoso a seguirlo!) l'avrebbe dovuta accompagnare nella sua frenetica e interessantissima vita; era proprio lei la incantevole e dolcissima donna che avrebbe desiderato trovare la sera a casa dopo una giornata frenetica; per amarla ma anche per parlare con lei di altre mille e mille interessanti realtà oggettive che circondano i viventi sulla Terra.
Le affinità, l'intesa, c'erano entrambe. Quindi....

Franco dopo una sola serata (e un'altra fotografia - questa volta insieme) trascorsa a dirsi reciprocamente tutto e quindi a scoprirsi (compresa la "pedata" ricevuta dalla "bimba") lui affascinato dal suo interessante mestiere e pure lei attratta dalla sua spericolata vita e dal suo dinamico lavoro. Dopo una sola domenica a sciare, e dopo un solo casto bacio, Franco la sera dopo (con in tasca già pronto nell'astuccio un bel "solitario") decise la sua vita: "ti voglio sposare!! subito! Fai pure le carte!". Pur sorpresa dalla improvvisa - ma molto determinata - dichiarazione, anche lei non ebbe dubbi nel decidere: "quasi quasi lo desidero anch'io". Franco a quel punto - lasciandola di stucco per la tempestività - gli infilò l'anello. Sparì il suo "quasi" e rimase solo il "lo desiderio anch'io".
Tre mesi dopo... Franco ... a pochi passi da casa sua, nella romantica chiesetta di San Valentino, con accanto il più bel parco d'Italia ("Castel Trauttmansdorff ", il castello di Sissi)...
la condusse all'altare.


Viaggio di nozze non esotico e festaiolo, ma molto spartano e molto intimo: nelle cuccette del Rifugio Locatelli, davanti alla "Trinità delle Dolomiti", le 3 Cime di Lavaredo, come suo desiderio e da Franco ovviamente condiviso.

poi ... - approfittando di un viaggio di lavoro nel Sud -
insieme nel romantico paradiso di Amalfi , Sorrento, Ravello.....

 

I suoi genitori, dopo aver conosciuto il dinamico e vivace Franco, gli fecero un gradito complimento: "siamo contenti, e siamo sicuri che con uno come te a nostra figlia non gli mancherà mai il pane". Non si sbagliarono!
Nel primo anno, come nido d'amore - pur avendo i mezzi - vissero nel miniappartamento come due passerottini. Lui spesso era in viaggio, e lei nelle assenze, quando era possibile, si faceva mettere le notti al Pronto Soccorso. In un anno guadagnavano insieme il costo di un appartamento di 150 mq.
Poi, in appena poco più di quattro anni, l'emarginato e spiantato Franco cacciato dalla sciocca "bimba-pupa" come un "fallito", aveva messo su famiglia con una stupenda donna, gli (<< ) erano nati due bambini e aveva già acquistato non una ma tre case (e fra queste una (<< ) piccola Villa Palladiana ("Villa Muzzi") a Vicenza dove poi si trasferì per fare il manager in una azienda municipale pubblica).
Poi ...
Poi ...venne tutto il resto!!
Altro che "fallito"!!! Semmai questo aggettivo per Franco è sempre stato un vero e proprio stimolo per decuplicare la già presente fiducia e tenacia che aveva in se stesso, ponderando e relazionando sempre d'attacco senza mai mollare. Lui sapeva benissimo come aveva prima vissuto, operato, agito, arrampicato, tuffato nel cielo. Non era certo stato nè un parassita della società, nè tantomeno un cascamorto di "bimbe". Nè era mai stato un perdente, tuttaltro. Così ad ogni successo invece di rallegrarsi con se stesso, come augurio successivo quell'aggettivo se lo ripeteva all'infinito, "io fallito?" e via un'altra sferzata, un altro attacco, un'altra vetta, un altro tuffo.
Era o no uno scalatore, un paracadutista, un ex guerriero?

La "bimba" solo un brutto e fastidioso ricordo di un tempo. Che inopportunamente dopo 50 anni esatti (28 sett.'61) è riemerso in una data nella curatissima agenda di Franco, come una breve e sciocca pausa nella sua esistenza avventurosa costellata di tante... "ascensioni" e di tanti... "lanci" nella sua dinamica vita.
Ma il farlo riemergere questo ricordo non ne valeva proprio la pena !!!!
E peggio ancora è stata l'infelice idea di volerla a 75 anni rincontrare. Perchè Franco ha appreso che la "bimba" non ha poi avuto una grande fortuna, ma semmai una esistenza piuttosto infelice: un marito infedele, poco leale, poi per alcuni anni paralizzato perchè colpito da un ictus, infine aggravandosi morto, nella sua piena maturità, lasciandola in ristrettezze economiche. Insomma quella cinica "pedata" non ha per nulla reso alla "bimba" meranese, che amava le tante stellette.
Una massima popolare dice
"Chi acquisisce felicità sulla infelicità altrui
nel resto della sua vita non può che ricevere tristezza".

Ma lasciamo perdere!!



Nell'anno del suo matrimonio con la stupenda fanciulla
(< qui in foto sull'Amalfitana) Franco diventa ispettore per tutta l'Italia per la grande multinazionale Henkel (reparto ingrosso, grandi utilizzatori). Iniziando così per 10 anni una frenetica e interessante vita.

 


Abbiamo detto che Franco è un incontentabile. Ma che si giova nel lavoro anche dell'acculturazione per non sentirsi soltanto un  mercante, ma un realizzatore sociale che ha improntato ormai la propria vita al passo veloce e quindi cambia e... cresce, da ispettore a manager organizzatore di una multinazionale, altri dieci anni per l'Italia e l'Europa, poi manager di un'importante azienda pubblica vicentina....(che in soli due anni ha poi rivoluzionato) e infine manager di se stesso... creando la Francomputer S.n.C. Primo in Italia (1980) a vendere e per dieci anni a dirci cos'erano e cosa servivano i computer. L'ultimo eccesso in fatto di evoluzione personale.

L'inizio fu veramente singolare. Ma lui era Franco!!
A fine anno del 1980 acquista nel centro di Vicenza una spaziosa tabaccheria. Passano soli pochi mesi e lui la stravolge con un'idea geniale. Si procura in America il "primissimo" Personal Computer IBM (in seguito mai arrivato in Italia- lo possiede ancora!) poi alcuni esemplari di TI 99 Texas Instruments, si fa arrivare alcuni progranni, tanti giochi, ci lavora notte e giorno per capirci qualcosa, poi li piazza al centro della tabaccheria, e fra un pacchetto di sigarette e l'altro, si diverte a scoprire i segreti e le potenzialità di quelle macchine; e da lì ha inizio la grande 'avventura!! E che avventura !!!


Bastava entrare per tanti motivi nella tabaccheria, poi una volta dentro si poteva sbirciare cosa stava facendo Franco al computer, si poteva avere da lui qualche informazione, e se l'interesse c'era, alla fine il curioso di computer se ne portava uno a casa.
Molti giovani non sarebbero mai entrati in un asettico negozio di macchine d'ufficio. Ma per il timore di passare da ignoranti anche molti non più giovani e anche professionisti non avrebbero mai varcato la soglia di un negozio tecnologico. Ma in una tabaccheria sì!! ed era molto semplice.


Il segreto delle vendite fu proprio questo. Fare avvicinare gli utenti al misterioso oggetto, poi a stregarli ci avrebbe pensato LUI... il Computer stesso.

E furono proprio stregati !! Così tanto che il negozio in breve tempo divenne troppo piccolo per contenere ogni giorno e a tutte le ore centinaia di clienti curiosi e centinaia di clienti effettivi oltre che soci del Club che Franco aveva creato in giro per tutta Italia.

Per ingrandirsi si presentò l'occasione che Franco non si fece scappare. Difronte al negozio, restaurarono un bel palazzo, sotto nei portici vi era un bel grande negozio, Franco lo acquista, lo arreda e ci trasferisce i suoi computer.
Quando apre, sbigottisce, i suoi concittadini, ed anche la stampa - che gli dedica pagine intere. Ma stupisce anche i suoi amici pur conoscendo che tipo era Franco. Anche se alcuni andavano dicendo "è matto!!", "crede troppo ai computer", e qualcuno cattivo sulla stampa che parlava sempre di Franco, o che riportava mezze pagine di martellante sua pubblicità, scrisse "caro Franco riusciremo a sopravvivere anche senza computer!". Questo qui non aveva capito proprio nulla!

 


 

Nel nuovo negozio, come suo carattere, Franco senza badare a spese, piazza tanti computer sulle scrivanie in modo da far smanettare i clienti, soprattutto i giovani. E sono proprio loro i primi ad acquistarli, e cosa molto importante sono loro i primi sponsor della ormai nata S.n.C. Francomputer che è anche il loro procacciatore di programmi, di listati, di periferiche, di giochi. Alla fine di computer Franco ne venderà 6000, di stampanti alcune migliaia. Di Programmi una montagna!!
Ma come mantenere i contatti con così tanti clienti per proporre le novità, le innumerevoli periferiche, i tanti programmi? A Franco non gli bastava più avere il Club che aveva ben presto fondato con circa 12.000 soci sparsi per l'Italia.
Ed ecco un'altra idea. Franco abbiamo detto all'inizio era nato dentro un tipografia. Ed allora cosa ti fa? Nel 1980 in Italia non esisteva nessuna rivista di computer, così a redigerla a confezionarla e addirittura a stamparla con i suoi computer è lui stesso, ogni mese, 80/100 pagine, con dentro le notizie e i listati di interessanti programmi che si procurava in giro per il mondo. Ogni mese con l'invio di una circolare a tutti i soci sparsi per l'Italia, Franco li avvisava dell'uscita del numero della rivista, elencava i contenuti, spiegava alcuni segreti, inseriva dei programmi listati, poi anticipava i giochi o le periferiche disponibili in negozio. Rispondevano quasi tutti, ordinando la rivista e mille altre cose che in giro non si trovavano.
Ebbe così tanta fortuna la rivista fatta in quel modo, che Franco ne allestì una per ogni più diffuso computer: Texas, Commodore, Sharp, Sega, Amstrad, Atari ( < quest'ultima a fianco nell'immagine). Oggi quelle riviste sono diventate dei veri e propri cimeli dei più popolari computer degli anni '80.
E non stampò solo riviste, ma anche 180 manuali tecnici o libri-istruzione dei programmi. Si procurava gli originali, poi senza badare a spese li faceva tradurre, e poi via con la stampa in centinaia e migliaia di esemplari.


Invitato ad una trasmissione televisiva di due ore dello staff di Piero Angela, assieme al padre del microprocessore Federico Faggin, lui Franco Gonzato fu presentato come un "imprenditore tracciante", visto che quel giorno, presente il ministro della Ricerca Scientifica Granelli, Franco presentò al mondo imprenditoriale, e illustrò a loro "cosa erano e cosa avrebbero fatto" in pochissimo tempo i computer che lui da vero pioniere già usava e vendeva ai primi coraggiosi utilizzatori in mezzo a tanti "colti" scettici.
Il ministro fece in quell'ambiente una scontata domanda a Franco "lei che è un pioniere e li utilizza cosa ci riserva il futuro dei computer?", Franco lasciò la platea di sasso "futuro? ma quale futuro, io non so cosa succederà domani mattina, quando mi arriverà dalla California un nuovo computer che può gestire in memoria un Data Base di 20 milioni di nominativi e permettere dei controlli incrociati. Provate a pensare un computer simile in dotazione all'Ufficio delle Imposte!"

Ancora lui, invitato dalla Camera di Commercio spiegò con la massima semplicità cos'erano e cosa facevano i computer. Questo gli valeva che i giorni seguenti il suo negozio era presa d'assalto. (in uno storico giorno, vendette 52 computer !!)
Erano poi così tanti i milanesi soci del Club o che piombavano a Vicenza al negozio di Francomputer, che alla fine Franco decise di aprire una succursale in piazza Duomo a Milano, nel mezzanino del Metrò, dove passano tutti i milanesi. Fu un altro - scontato - successo!! Ma Franco la chiama solo "fu una bella e grande soddifazione".

Sui modem sorvoliamo. Franco, fece il suo estemporaneo primo esperimento presso la sede di una grande Banca italiana. Filò tutto liscio, banca e filiali colloquiavano perfettamente tramite computer e telefono. Eppure, l'A.D. della banca presente all'esperimento, non fu per nulla convinto "va bene sì, ma "la cosa" non avrà futuro, la riservatezza delle operazioni bancaria non possono passare attraverso un banale doppino telefonico". Che lungimiranza!! Eravamo ancora in pieno medioevo tecnologico!
Lungimirante lo era invece un anziano 70enne, un certo Piero. Un anonimo cliente come i tanti del Club di Francomputer, che abitava a Roma, che spesso presentandosi solo come Piero telefonava per sapere le ultime novità sui computer e sui programmi. Appreso dalla rivista che Franco aveva il "Modem", che a Roma non esisteva ancora, un bel giorno telefona: "Sono Piero, guarda che parto da Roma e vengo a prendermi il Modem, vengo di persona così me lo spieghi ben bene". Due giorni dopo due macchine della Polizia scortavano un auto blu che si fermò davanti al negozio: entrò il personaggio "Ciao Franco, sono Piero da Roma, sono venuto a prendermi il Modem". L'anonimo Piero era il Presidente della Corte Costituzionale!

Così un certo Ugo: scriveva a Franco "ti invio duecentomila lire, ma se non bastano fammelo sapere; inviami tutto quello che hai e che trovi, qui sui computer siamo tutti nella piena ignoranza". L'anonimo Ugo era il Presidente della RAI, Ugo Zatterin. (lettere nello storico archivio di Franco).
Così un certo ingegnere di Cracovia. Volle sapere ogni cosa, alla fine si portò via un po' di tutto, compresi due computer completi. Solo nel compilare la fattura per l'invio tramite Valigia Diplomatica, Franco scoprì che l'aveva mandato papa Wojtyla in persona, molto interessato ai computer.

E ancora Medioevo quando in una famosa Fiera dell'Elettronica, nel suo stand, a uno dei sui Computer Texas, Franco lo fece parlare con un sintetizzatore simulatore vocale appena arrivato dagli Usa. Piombarono nel suo stand incuriositi quelli della RAI, e alla sera al Telegiornale, il computer di Franco con una voce ancora metallica salutava gli spettatori dal teleschermo: "Io sono il computer che parla, qui dalla Fiera dell'Elettronica saluto tutti i telespettatori della Radio Televisione Italiana".

Ancora Medioevo, quando Franco collegando al computer una banale telecamera da portone (allora erano a immagini fisse e sequenziali), oltre che a riprodurre le immagini sul monitor, le stampava. Erano le prime prove pionieristiche del nostro più moderno scanner di oggi.

Ancora Medioevo quando da Franco i primi Computer Atari, diedero l'avvio alla musica riprodotta in forma digitale, utilizzando il computer come sequencer, con vari software e interfacce MIDI. Un famoso pianista che stava tenendo un concerto a Vicenza, passando per caso davanti al negozio di Franco, incuriosito dalla miriade di suoni di pianoforte che ne uscivano, entrò a curiosare, poi volle provare qualche tasto della tastiera musicale collegata al computer e rimase piacevolmente sconcertato. Suonando una sua improvvisazionr sulla tastiera, la stessa veniva eseguita e appariva istantaneamente sul monitor con il rigo musicale completo di note, poi modificando due/tre parametri la si poteva riascoltare con un'altra cadenza, con un'altro tono, perfino con altri 16 vari strumenti, riproducendo le variazioni in mille modi diversi. Infine scegliendo un qualsiasi pezzo ovviamente memorizzato, lo stesso sempre con le note sul rigo musicale veniva subito riprodotto su un foglio bianco da una stampante. Il pianista era sconcertato: "metà della mia vita l'ho impiegata per ricopiare con la penna sulla carta pentagrammata le note che suonavo. Tutto tempo sprecato".

Ma anche nella musica leggera ci furono dei veri pionieri: Franco vendette un Atari a un ancora quasi sconosciuto Zucchero, ai Pooh, ai Mattia Bazar e in seguito a tanti tanti altri.

Medioevo tecnologico quando Franco spiegava cosa facevano e per che cosa erano utili i computer. I piu' grandi ostacoli li ha trovati in quelli che avevano proprio una cultura accademica, ma ormai cristallizzata. Ti ridevano in faccia architetti e ingegneri quando presentavi loro un Cad; ti facevano vedere con aria di sfida la matita, quella che secondo loro non sarebbe mai tramontata per disegnare un progetto. Così un famoso notaio, voleva anticipare i tempi. Acquistò due computer per il suo studio. Un mese dopo mi pregò di riprenderli indietro "mi diaspiace, ma le mie impiegate sono negate per il computer, preferiscono la macchina da scrivere".

Ma il piu' grande ostacolo fu nelle scuole di ogni grado: si era semplicemente compatiti quando dopo una dimostrazione, con supponenza affermavano "Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo, del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale; con quella figurativa (del computer) ci si potranno fare al massimo solo i giochi, e forse, passata la moda, neppure più quelli!". Che lungimiranza!!

E non erano i soli. Basterebbe leggere gli interventi dei migliori giornalisti sui giornali dei primi anni '80, che ignoravano del tutto i computer. (uno di questi Montanelli "I Computer? non so cosa siano, nè voglio saperlo; io ho la mia Olivetti Lettera 22").
A un famoso giornale, fu Franco a far scoprire e poi a vendere a un pioneristico redattore il suo primo computer con un modem incorporato. Singolare fu che questo redattore scriveva per il giornale articoli umanistici !! (arte, musica, teatro), non articoli scientifici.

A Franco gli tornavano a mente ciò che scrivevano all'inizio del '900 i redattori di materie scientifiche. Sulla stampa, Marconi fu da loro ridicolizzato per la sua invenzione. La Radio fu subito bollata da tutti i “colti” intellettuali: "...è utile solo agli imbecilli senza cultura". Dalla borghesia (colta) e dagli intellettuali (colti) fu rifiutata in blocco. "musica dalla radio? Ma volete scherzare? E' da plebei. Noi abbiamo l'intelligenza e una cultura, che ci permette di scoprire - cosa non possibile al plebe - il fascino e il piacere di un concerto. Se non è dal vivo non è un concerto!".
Più tardi, la stessa televisione fu dichiarata senza futuro proprio dai borghesi, perché adatta solo per gli ebeti plebei "tutti seduti a guardare una scatola, quando il mondo fuori corre, viaggia, vola, si diverte, fa viaggi, sport, ha i circoli di golf, di tennis, il club dell'auto, della boxe, della vela, del calcio, la mondanità. Ma si può essere così' stupidi? La Televisione? Si forse utile ai paranoici, ai visionari, ai poveri di spirito, ai vecchi delle case di riposo, a coloro che vivono fuori dalla realtà del mondo. Poveretti! La nostra realtà invece è il dinamismo del nostro secolo, non quel bussolotto." Dopo ci sedemmo tutti.

Ma questo è sempre accaduto, nell'arte, nella musica, nella letteratura, nella scienza, o nei prodotti più banali. C'e' nel colto sempre il rifiuto viscerale; è sempre estremamente supponente, per non dire sprezzante. Solo lui crede di avere il metro della valutazione tramite il suo scrigno di sapere che lui crede infinito e universale, e anche se vede l'utilità nella nuove realizzazioni, afferma subito con la sua dialettica che sono fuori dai canoni universali, che lui (e solo lui) crede (col poco sapere scolastico) già messi a punto e quindi definitivi.
Il motivo è sempre uno, il colto non vuole mai rimettere in discussione le sue conoscenze. Lo stupido invece (coraggioso, avventato, o perchè solo 15enne - e furono proprio questi 15enni, senza porsi tante domande, a far decollare i computer) non ha questi problemi, acquista, e da' normalmente il primo colpo al volano a una nuova idea, fa iniziare il mercato, lo incentiva, lo fa sviluppare.
Ma è così anche nella moda, solo un bizzarro che irresponsabilmente non teme critiche si mette l'orribile vestito creato da uno stilista "creativo” e “bizzarro" quanto lui, che puo' contare solo su questi "ribelli", non su quelli che hanno già codificato un costume, un canone, dei parametri estetici (scaturiti - dicono i “colti” - da un "attento sapere" e dalla "tradizione").

Una nota "fallimentare" (quindi anche questa da medioevo tecnologico) fu quando il bizzarro Franco (prima dell'avventura computer) mise in esposizione nel suo negozio le prime celle fotovoltaiche giuntegli dal Giappone sciolte a pacchettini. Lui si divertiva a costruire oggetti che poi funzionavano con i raggi del sole, con grande stupore dei clienti. Oppure a costruire pannelli per ricavarci luce e forza motrice. Franco credeva molto nel prodotto, fino al punto che ci spese soldi, lo pubblicizzò sui giornali. Furono soldi buttati via, un fallimento. Era troppo in anticipo nei tempi. Gli unici a interessarsi fu l'ENEL, di celle ne acquistarono alcune per fare degli esperimenti. Da Roma poi piombò uno del CNR, si fermò prima alla locale Camera di Commercio, chiedendo "ma è vero che qui a Vicenza in una tabaccheria si trovano in vendita celle fotovoltaiche?". Gli risposero di sì e gli indicarono la via dove c'era il negozio di "quel matto";fece così una visita a Franco. Le celle lui non le aveva mai viste, e rimase così incredulo quando Franco gli diede una radiolina che funzionava senza batterie ma solo ad energia solare, che alla fine Franco glie la regalò "se la porti a Roma! e la faccia vedere !!!".

Salvo la vendita di alcuni suoi strani giocattoli, la pubblicità non gli rese nulla, nessuno si fece vivo. Il pannello che era in vetrina (< vedi qui, in basso) non incuriosì e non interessò nessuno.
Franco purtroppo era in anticipo di 30 anni !!!!

Spremendosi le meningi per farci uscire nuove idee, andò - dopo pochi mesi - decisamente un po' meglio con i Computer, ma solo grazie ai giovani, con i "colti", con gli "accademici", avrebbe fatto solo la fame.

Sì, un po' meglio con i computer, fu un' avventura durata dieci anni; ma quando poi nel 1990 si ritirò dalle vendite nella sua villa per fare più solo programmi, volle fare anche il pioniere di Internet che proprio a inizio anni '90 stava affacciandosi alla ribalta. Franco ne divenne così esperto, nei protocolli e a fare siti e pagine web, che estese il suo orizzonte alle tante aziende, offrendo competenza e creatività nel fornire una loro presenza con un sito in rete o a farsi pubblicità con altri siti.
Ma anche qui Franco era troppo in anticipo. Dalla aziende (anche molto importanti) gli rispondevano: "No grazie, noi abbiamo i nostri tradizionali canali per farci conoscere, e altre forme per farci pubblicità". Che lungimiranza!!!
Perfino un suo amico albergatore; ieri: "No, no, grazie Franco, noi abbiamo una nostra tradizionale clientela"; Oggi invece: dal loro sito su Internet arriva il 90% delle prenotazioni.
Oggi perfino il muratore e l'idraulico di Franco hanno su Internet un loro sito.

Un'altra nota - questa invece simpatica - fu quando molti bambini rimasero incantati quando seguirono in TV, nella famosa trasmissione del sabato sera di Raffaella Carrà, le impacciate movenze del robot "Il Topo", che Franco aveva imprestato alla RAI per la trasmissione, dopo aver fatto con successo un'altra sorprendente Fiera dell'Elettronica. (lo possiede ancora!).

Franco quell'esperienza dei computer la definisce ancora una esaltante avventura decennale oltre che una precisa conquista territoriale. Aver introdotto per primo i computer in molte città italiane, industrie, scuole, banche, divenire a quel tempo l'unico fornitore di programmi, avvalersi di una pubblicità martellante (intere pagine di giornali e riviste) pro sè, essersi impadronito di conoscenze - per l'epoca ignote a tutti - e saperle fruttare e contattare, migliaia di clienti sparsi ovunque, impegnando tutta la famiglia appassionatamente in una stressante attività lavorativa senza soste, ma per tutti alla fine giovevole e appagante e mai banale.
Intanto cresce la famiglia; i suoi due rampolli, non potevano essere meno del padre. La figlia ( Susanna > ) primi passi sul computer a 13 anni, poi a 20 era già consulente dell'IBM sui nuovi AS-400. Ingegnere informatico il figlio ( Marcello > ) oggi esperto in linguaggio Java, per i programmi di telecomunicazioni sui telefonini, o quelli bancari, finanziari, industriali.


Dieci anni correndo così, dopodichè  il silenzio sulla maxigestione, una chiusura per eccesso di lavoro commerciale e la necessità del rilassamento per potersi (dagli abusi fisici) restaurare. Franco scelse di fare solo più i programmi, più redditizi come valore aggiunto, oltre che essere appagante visto che li faceva lui. Poi nelle pause un altro camper, e con i figli via per mesi e mesi in giro ancora in tutta Europa a fare il globe trotter,, poi al ritorno - sistemati i figli, pure loro nell'ambiente informatico - .....

.... una bella villa in campagna, e dentro a rinnovarsi, e ancora una volta l'ex paracadutista a riproporre se stesso.
E così l'amor di pittura ha ripreso a funzionare, come una liberazione dallo schema, come il coltivare piselli, o seminare  fiori, libero dagli affanni, dagli impegni e dalle ore, tra passeggiate nel giardino e nell'orto e le incursioni sulle tastiere dei suoi numerosi computer sparsi in casa ovunque (ne ha 60, di tutte le "epoche"), con due/tre sempre accesi, caldi, con fili e fili che si uniscono a paraboliche, telefoni, modem, trasmittenti, che come una ragnatela ma anche come un "filo di Arianna" - lui afferma - ti portano nella "vetrina del mondo", dentro quell'universo dove gli  uomini  creano, pensano, agiscono. Che è poi la vocazione degli umani, o almeno così dovrebbe essere".

Sarà la volta per credere di più nelle sue capacità naturali? Per ora è intensa la sua produzione artistica, per di più non si estingue l'abbisognamento del sapere in mezzo alla sua sterminata biblioteca, ma non è più una corsa al galoppo della sicurezza, vi è certezza d'aver superato le fondamentali prove, ora la pittura può diventare delicata poesia libera dai soffocamenti, risultare perfino un sereno conforto sentimentale; e il computer o meglio quella cosa che lui ora chiama "rete"; ed è quello che lui ha sempre cercato nel suo peregrinare e... (afferma senza il minimo dubbio) trovato: sentirsi in comunione e  cittadino del mondo.

Non male come vita. Come dire che non esiste l'impossibile, c'è ancora spazio per tutti, c'è sempre un libro aperto, un campo inviolato, con la fiducia e la volontà è doveroso e vitale per tutti renderlo fertile e sviluppato.

L'ultima "pazzia"? è stata quella di far partorire un sito dai suoi computer e poi metterlo nella Rete che nei primi anni '90 stava nascendo (pioniere anche in questo). Un insolito sito, una cronistoria bimillenaria del mondo e quindi dell'Umanità, anno per anno, con testi alla portata di tutti, senza tanta erudizione linguistica e redazionale, ma con qui e là qualche relativa verità filosofica attualistica, semplice, ma sufficiente per interessare tanti suoi amici ed ex amici-clienti che lo conoscono più da vicino o che da lui hanno per la prima volta visto un computer o appreso che cos'era Internet. Poche migliaia di pagine, e già c'era qualche sponsor interessato, ma che voleva poi lui dire cosa bisognava mettere o non mettere, e quindi l'ovvio rifiuto del "Franco libero". Anche perchè gli amici hanno cominciato a trattarlo quel sito come il sito da portarsi dietro nell'anno Duemila e anche nel dopo Duemila, così com'è, "naturale", senza "editor" e "visor" dall'alto; molto semplice ma singolare e degno di attenzione. E lui per non tradire questo gesto di affetto - inaspettato ma molto gratificante - ha deciso (subito, immediatamente!!! pagandosi perfino le spese) di non cederne i diritti a nessuno, di non svendersi per poi doverlo modificare, ma di servirlo così com'è. E intende -dopo la prima parte- riversare altri contenuti e ampliarlo a dismisura, forse 100 mila pagine, forse 200 mila, ma conoscendolo sono sicuro ne farà 1.000.000. Significa che terminate le prime pagine oggi disponibili,  fra qualche mese saranno tutte  in rete a beneficio di tanti amici che lo seguiranno in questa nuova avventura.

Da vero esperto informatico e maniaco della precisione con un programma astronomico ha fatto passare per giorni e giorni su un suo computer le 720.000 notti stellate alla ricerca di quella stella che brillava (??) a Betlemme (vedi l'anno 1 d.C.);  non contento, in alcune pagine dopo mesi di calcoli con i suoi computer, vi cita la popolazione che ci sarà  nei prossimi sessant'anni nelle città e nelle regioni d'Italia (ha le nascite di ogni città degli ultimi cento anni), o vi da  i minuti e i secondi dell'eclisse totale di Sole  del prossimo 2086 e perfino quello del 2187.

Lui al computer non scrive, gli parla, e sullo schermo vedi le parole trasformarsi in lettere, che riempiono pagine e pagine, poi fa un paio di clic, e "quelle" vanno per il mondo. E' cosciente dei suoi limiti e si schernisce che non sa scrivere, lui vuole solo raccontare, ha fretta, non corregge, fatta una pagina ne fa un'altra, sono piene di errori, ma lui va avanti, ha fretta di raccontare tutto. ("Abbiamo tutti - al massimo - 1000 mesi di vita, quindi ...")
Inoltre mi ricorda che per correggere "sono nati apposta gli scribacchini, che sanno fare solo quello";  lo diceva Napoleone che nello scrivere era proprio una frana. E altrettanto diceva Erasmo da Rotterdam a proposito di chi "nasce con la sola vocazione nel cercare un puntino fuori posto".

Invece a posto e dietro alle sue spalle lui ha una sterminata biblioteca, 30.000 volumi, molti rarissimi, introvabili (dal 1500 in poi, e non mancano circa duemila testi sull'informatica), 27.000 dischi, 100.000 giornali, dove cerca il fatto, il personaggio, puntando sicuro sul volume che ne parla, che ha già sfogliato e letto, e ricollega il fatto o il personaggio ad altri fatti e personaggi e spesso con il suo  vissuto di anni fa, e lo ricongiunge e lo riassume a suo modo con i suoi ricordi e la sua straordinaria e dinamica vita. Da fanciullo nel periodo della guerra, a Chieti è uscito vivo da sotto un bombardamento, vivo da un mitragliamento, ha visto fuggire a casa sua il re d'Italia, conosciuto di persona Montgomery, Churchill, Badoglio, Rommel, Togliatti, Moro, Pasolini, Giovanni XXIII, ha vissuto in prima persona e in trincea il terrorismo, il miracolo economico, fatto il manager del consumismo, il pioniere delle nuove tecnologie,  girato il mondo (ha tre milioni di chilometri di viaggi - che sono settanta giri intorno al mondo) infine è diventato un pioniere  dell'informatica. Ne ha da raccontare! Sta facendo a suo modo il suo diario, il diario di questo nostro secolo, ma anche  qualcosa di più, perchè non è solo il suo ma é anche il nostro stupefacente secolo.
(Corriere dei Berici - 7 Gennaio 1996 - Gabriele Scotolati)

 

Qui termina la singolare biografia di Franco. Con una curiosità. Franco non ha frequentato nessuna scuola. Salvo (negli anni della 2nda Guerra Mondiale) le elementari, ma queste tutte in una stessa aula, con un settantenne professore liceale di Greco e Latino da vari anni in pensione, richiamato in servizio essendo tutti gli altri al fronte.
Poi Franco, a 12 anni iniziò a lavorare, in tipografia, a rilegare libri.
E a leggerli
!!! Tanti !! Come dire... e infatti Franco dice:

"Se si vuole cambiare il proprio destino si può.
Basta imprimersi la fiducia e relazionare d'attacco senza mai mollare"

Lo abbiamo visto ! Più di così !!!

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Qui sotto i motti prediletti daFranco
per anni e anni, nel suo operare, l'ha avuta sempre incollata sul suo cruscotto


La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
La vita è una sfida, affrontala.

"LA VITA" - di Madre Teresa di Calcutta

Quanto allo spirito di avventura, al desiderio di cielo (come paracadutista)
e amore per le sue montagne (come scalatore e rocciatore)
questa è un'altra sua amata poesia; di Whirman

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La bella famiglia di Franco Gonzato oggi, con l'ultimo arrivato

i suoi computer

la sua passione: le montagne...



... e le Lavaredo... dove ci tornano ogni anno,
memori del loro viaggio di nozze.

il suo amato pastore tedesco Lorna

il suo giardino con il fiore più bello ... Vittoria
(anniversario dell'incontro - il prossimo 7 dicembre - 1962-2012)
Lei negli ultimi 50 anni ha così sempre commentato ridendo:
" fortuna mia, che la "pupa" ti ha dato una pedata
altrimenti dove lo trovavo io uno - non comune - come te!"

E ride, ride, ride di gusto, soddisfatta


la sua prediletta cabriolet
per correre a rigenerarsi nei monti

 

la sua biblioteca colma di "lustrini" e "piume di pavone"
(ne ha 4 stanze piene, libri rari, documenti, giornali d'epoca)
con il suo amato nipotino già emulo, già sulla buona strada della curiosità

ma Franco ricordandosi che è stato anche istruttore di sci nei parà,
dice: va bene il sapere, ma un po' di sport ci vuole proprio, fin dai primi anni ....


... eccolo qui, sopra, ANDREA BOLLA, lui l'erede di grandi vigneti...
sopra a divertirsi ma .......sotto anche a lavorare
eccolo qui alla sua prima vendemmia (2 anni 10 mesi - sett. 2011)

"buon sangue non mente!"
infatti Susanna ha sposato Matteo Bolla, fra l'altro anche lui
uomo dinamico e instancabile come Franco, e anche lui..... ex PARACADUTISTA !!

FINE
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ULTIMISSIME
AD ANDREA GLI E' NATA LA SORELLINA

Lo zio, Don Sisto, parroco di Grumolo delle Abbadesse alla notizia ha suonato tutte le campane. Mentre nonno Franco ha addobbato tutta la villa in rosa.

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Mentre a Locara (il paese del vino e dei Bolla) grande festa !!!

alle prossime immagini....

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Su Franco Parà, qui altre recensioni televisive e dei giornali > >

QUI in rete - il suo hobby - "STORIOLOGIA" > > >
( Oltre un miliardo di visite - al luglio del 2011 )

recensioni

 


Franco in postazione, accanto sua figlia Susanna che a 13 anni è già programmatrice
sotto a 16 anni, è la reginetta della Fiera dell'Elettronica



Franco Gonzato - telefono 0444 581071

e-mail storiologia@storiologia.it

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