MASSIME, PENSIERI, DISCORSI, FRASI LAPIDARIE DI
BENITO MUSSOLINI

 

(((( A FONDO PAGINA ....
COSA DICEVANO DI MUSSOLINI NEL MONDO

da vivo e...... dopo morto
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E ANCHE COSA MUSSOLINI
AVEVA REALIZZATO NEL VENTENNIO





dire che erano irrazionali quelle di ieri può essere anche vero,
purchè non si dimentichi che il "popolo" e gli "intellettuali" italiani di allora (tanti)
e folle oceaniche applaudivano chiamandolo il "formidabile oratore"
così come applaudono quelli di oggi sia a SX come a DX, al varco del giudizio di domani
(anzi, subito, viosto che alcuni nelle piazze quando parlano non si possono nemmeno applaudire...
arrivano le "sardine" che "democraticamente" disturbando dicono:
"ti lasciamo libero di parlare ma non libero di farti ascoltare".
Bastano un centinaio di questi, che vanno da una città all'altra
e la "democrazia" è salva, Bellezza.
SE SCENDONO ALCUNI ITALIANI IN PIAZZA ALLORA SONO DEI FASCISTI,
MENTRE GLI ALTRI SONO INVECE INTOCCABILI


Tutto simile a quel "fascismo" nelle piazze del 1882, di stampo socialista. Tutto simile a quel "
fascismo" ribelle nelle piazze del 1891 (Fascio dei Lavoratori):
E così anche "Fascio operai" si erano chiamate le numerose organizzazioni di sinistrra che scendendo pure loro nelle piazze avevano fatto capo all’Associazione Internazionale dei Lavoratori. E "fascisti" si chiamarono quelli di Milano (1899; Fascio Democratico Cristiano). Così anche gli interventisti (1914; Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale), che scendevano nelle piazza contro chi inneggiava alla guerra e avevano un solo grido «Noi dobbiamo sterminare la borghesia", "morte ai padroni".
I risultati di tutti questi interventi nelle piazze era solo quello - con le buone e le cattive - di zittire gli avversari. Fin quando tutti ne ebbero abbastanza con quel concludere mai nulla. Quando poi da queste "Vandee" i Capi volevano essere uno solo iniziarono pure le defezioni: scissioni, nuovi partiti, nuovi Capi. Ci fu un esodo con numerosi passaggi, con armi e bagagli, al nuovo fascismo di Mussolini (pure lui socialista, ma mirando a un "socialismo Sociale")
ALBERTINI e non un analfabeta, ma direttore del Corriere d. Sera scrisse:
"Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" .

E a Milano il fascismo fu interpretato e acclamato così....nel '32

poi così...nel 36

poi così.....

" La folla che mi contempla ammirata mi guarderebbe allo stesso modo sul patibolo " - Napoleone

Mussolini fu anche lui profeta: "Io potente? Basterà un titolo su un giornale e ti ritrovi nella polvere".
Andò peggio. Finì appeso con un gancio da macellaio in un distributore di benzina.
E tutti coloro lo avevano prima sempre acclamato, erano lì a Piazzale Loreto a battere le mani.

"IN UNO SCENARIO DI SPETTACOLARE BELLEZZA"

Pertini - non certo fascista - disse invece
"HANNO COSI' DISONORATO LA RESISTENZA"

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volendo essere imparziale seguono poi
LE CITAZIONE DI STALIN E DEL SUO COMUNISMO
E QUALCOSA DI HITLER

e pure qualche citazione degli EBREI

IN FONDO....
COSA DICEVANO DI MUSSOLINI NEL MONDO

da vivo e...... dopo morto

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E cosa MUSSOLINI
aveva realizzato nel Ventennio

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la sua voce >>>>>>>>>>>>
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« Il Fascismo è tutto il popolo italiano»
(Dal discorso pronunciato dal Palazzo Municipale di Vercelli, il 28 Settembre 1925). - V, 136.

 

MA GIA' ALLA NASCITA DEL FASCISMO i maggiori giornali italiani, così si erano espressi:
ALBERTINI direttore del CORRIERE DELLA SERA: "Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" - (gli italiani ovviamente erano i borghesi)

LA STAMPA di Torino: "Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".

E la sciagurata guerra che poi seguì? Fu una guerra che tutti gli italiani volevano, fascisti e non fascisti ( di questi ultimi pochi), e prima di tutti la volle il Re.
(avendone solo lui il potere, fu lui a firmare "La Dichiarazione di guerra" alla Francia, alleandosi di fatto a Hitler.

Mussolini la dichiarò dal balcone a parole, ma il vero e proprio atto formale lo fece Vittorio Emanuele III. Solo lui poteva farlo. Lui ne aveva tutte le facoltà per decidere, senza alcuna approvazione nè di Mussolini né del suo Governo. Poichè occorre tenere presente, che in politica estera, la Corona aveva sempre goduto di una larga autonomia, consentita dall'art.5 dello Statuto Albertino, ancora ispirato a princìpi assolutistici.
(Art. 5. - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato:
comanda tutte le forze di terra, di mare e di cielo; dichiara la guerra; fa i trattati di pace, d’alleanza)
(statuto Albertino originale >>>

Questi princìpi V.E. III infatti li usò proprio nel 1940 (andava dicendo in mezzo ai suoi generali leccapiedi: "chi è assente ha sempre torto") e li usò per "entrare" in guerra "a fianco" della Germania, e (ricordiamo ma è noto) usò poi lo stesso art. 5, per "uscirne" il 25 luglio 1943, destituendo e arrestando Mussolini e sciogliendo il partito fascista; poi l'8 settembre firmando anche la "Resa". Era quindi nei suoi poteri!! E lo era sempre stato, come nel '22 quando diede il Governo a Mussolini (ma lo fece solo perché la sua corona stava traballando).

Mussolini nel '40 fino allora (per 1 anno) era rimasto "neutrale", incerto, tentennante ma anche apprensivo. E ne aveva le ragioni, se Mussolini NON si fosse affiancato a Hitler, lui - dopo la Francia, - sarebbe sceso dalle Alpi e dal Brennero per dare una lezione allo "sleale socio" che tergivisando con la sua "non belligeranza" non aveva rispettato il "Patto d'Acciaio". E l'avrebbe anche accusato - e a ragione - di "tradimento" se (come Mussolini aveva intenzione di fare) lui avesse chiesto aiuto alla Francia e Inghilterra. Queste due per come poi finirono, Hitler e le sue armate in Italia ci sarebbe venuto a passeggiare.

E quindi GUERRA FU. Sciagurata. Anche se la borghesia già ci vedeva i lucrosi guadagni, come quelli realizzati nella Prima Guerra Mondiale.
(infatti i giornali scrivevano "L'Italia contribuirà con tutte le sue forze"! "
era questo ancora il Corriere della Sera a scriverlo!

Mentre Appelius una penna molto seguita scriveva sul Bertoldo:
"Ma perché mai allora ci siamo alleati a Hitler? chi aspira spara, e chi non spara, spira".
Ed era così ottimistico che scriveva pure:
" Uniamoci ! che fra poco passeggeremo sulle vie di Parigi e di Londra"

Se anche Prezzolini spingeva all'azione gli italiani, Berto (che fra l'altro non era un fascista!) li offendeva pure: "starsene inerti a guardare gli avvenimenti è la cosa piu' vile che si possa fare". E così molti altri, fior di intellettuali, a dire le stesse cose sui giornali.

 

Entrambi questa stampa che si leggeva era la più diffusa in Italia.
NON SOLO GLI ITALIANI MA ANCHE
i rappresentanti di tutta la Borghesia italiana che lo appoggiarono.
(li abbiamo visti già tutti insieme a collaborare in
"La Nazione Operante" >>>> )
Vi era dentro della gran "bella gente":
Un Re che non voleva perdere il trono
280 Industriali Commendatori - Cavalieri del Regno -
6 Principi
, 45 Conti, 4 Duchi, 15 Marchesi, 18 Nobili
182 Professori, 182 Avvocati
65 Militari, 26 famosi Scrittori e giornalisti.


Ricordiamo qui anche Margherita Sarfatti. Una donna - che oggi non è molto ricordata perchè scomoda. E questa è una nota non certo gradita né ai comunisti, né agli ebrei, oggi svisceratamente antifascisti. La Sarfatti era proprio ebrea. E ha avuto questa donna un ruolo fondamentale nella fondazione del Partito Nazionale Fascista di Mussolini collaborando accanto a lui (e ne fu anche amante) per ben 10 anni a Milano. Proprio a lei si deve lo sviluppo del fascismo, fin dal primo giorno di San Sepolcro con locali messi a disposizione da suoi amici ebrei. La stessa Sarfatti abbiamo detto era proprio ebrea, molto ricca, di ceto sociale alto. (Suo padre era amico di Papa Pio X. Gran Finanziere, fu il fondatore della Società di Vaporetti di Venezia. Lui a trasformare anche l'isoletta del Lido in una prestigiosa località turistica di Venezia).
Fu lei la Sarfatti la finanziatrice del Partito. Lei la fondatrice della Rivista "Gerarchia", ed ancora lei la coordinatrice del movimento fascista. UNA EBREA !!
La sua biografia su Mussolini - "DUX" - ebbe un successo così strepitoso (16 edizioni, 1.500.000 copie vendute), che da allora in poi si disse di lei - e fu indicata -
"La donna che inventò Mussolini". Ne fece un "mito" quando incaricò lo scultore Wildt di farne un busto. Lo stesso Mussolini fu il primo ad apprezzare e complimentarsi per quel busto-ritratto: "Magnifico, é così che mi sento". Non ebbe più bisogno di guardarsi allo specchio, ma guardava solo più quel busto e quel viso così magnetico e volitivo che fu, nei discorsi, negli atteggiamenti, da allora in poi il suo viso.

Ma Mussolini sarà poi tradito da quella stessa Borghesia capitalistica
quando nel '44, '45 appoggiò (in incognito) perfino gli stessi partigiani.
Anche se poi si precipitò subito . il 28 aprila - a far eliminare dagli "alleati"
La "Socializzazione" che se era invisa ai comunisti perché perdevano il contatto con il proletariato, era invisa dai capitalisti, che non avevano di certo intenzione di far partecipare
il proletariato ai loro profitti.

Era quella stessa borghesia capitalistica che negli "anni venti" avevano visto Mussolini come
il loro protettore per aver salvato l'Italia da una possibile rivoluzione bolscevica.
E ci mancò poco che proprio nel '45, con una "Rivoluzione" annunciata
loro, i "rossi" si appropriassero dell'Italia appoggiati da Tito e da Stalin.

Quanto al RE, lui già il 15 maggio del '43, aveva meditato seriamente
di togliere il potere a Mussolini e sganciarsi dai tedeschi.

(anche se lo aveva già pensato nel '39 - vedi poi più avanti)
( qui le sue 6 pagine chirografate >>>>>> )

 

VALE PERO' QUI LA PENA DI RIASSUMERE BREVEMENTE
QUANTO E' STATO GIA' DESCRITTO IN ALTRE PAGINE

Quando la guerra in Polonia si era conclusa in un modo fulmineo, tutti si chiesero "ora cosa farà Hitler" con le sue 60 divisioni, staranno con le mani in mano? Lo stesso Mussolini rimase in spasmodica attesa. E ne aveva le ragioni. Due funzionari a Dresda, avevano riferito in un banchetto, che "nello spazio vitale della Germania, figurava l'Alto Adige e la pianura padana con lo sbocco sull'adriatico fino a Trieste. (Hitler si affrettò a dire e rassicurare il suo alleato dicendo che i due non erano sobri che avevano bevuto un po' troppo, quindi di stare tranquillo).
Tuttavia Mussolini aveva inviato quattro divisioni al Brennero. Poteva forse essere l'occasione per sciogliersi dall'abbraccio mortale col nazismo. Mettendosi con Francia e Inghilterra?
Per evitare la "padella" Mussolini sarebbe caduto nella "brace". Se la Francia aveva capitolato in un mese e l'appoggio datogli dall'Inghilterra a Dunquerque durò solo 5 giorni.... (Il Corriere d. Sera del 24 giugno- parlerà di "vera e propria diserzione degli inglesi dai campi di battaglia sul suolo francese") ..... per invadere l'Italia a Hitler sarebbero bastate poche ore. In Alto Adige, i Sudtirolesi, già si stavano organizzando per dargli il benvenuto.

Mussolini tergivisando un po' fece pervenire al Führer una lettera in cui gli spiegava che l'Italia non poteva intervenire a fianco della Germania, perché troppo sprovvista di mezzi bellici e di materie prime. Era mancato il coraggio per lo sganciamento, e di fatto si rimandava il problema. Hitler chiese allora immediatamente al governo italiano di specificare le sue necessità di approvvigionamenti e il 26 agosto Mussolini riunendosi con i capi militari, alla riunione venne fuori una lista di richieste alla Germania che avrebbe avuto del comico, se la situazione avesse permesso di ridere. In sostanza, l'Italia denunciava una enorme carenze di materie prime ed armamenti per un quantitativo equivalente a 17.000 (diciassettemila!) treni merci, che sarebbero occorsi 2 anni per inviarli.

Mussolini aveva optato per questa furbata, che però rivelò anche la sua infelice "impreparazione bellica". Hitler non era in grado di garantire all'Italia un tale flusso di rifornimenti, e continuò per la sua strada. Ma ora sapeva che quelll'Italia delle 9 milioni di baionette era tutto un bluff. Gli scrisse di fare allora, solo pubblicità al suo oculato operato. Per Mussolini fu una situazione umiliante. E furono i mesi peggiori di Mussolini, che cercava di capire dov'era il male minore. Ma non fu facile. Mentre tutti gli italiani, dal più stupido al più intelligente, oltre che il Re e Ciano, erano tutti convinti che bisognava salire sul carro del vincitore.
Ma cosa ci dirà poi Grandi? "Il 31 agosto 1939 Mussolini non voleva entrare in guerra e vi entrò solo in giugno 1940 non spinto dal dovere di solidarietà con la Germania ma bensì da un calcolo del Re sabaudo, che doveva però in seguito mostrarsi errato. Dunquerque non è stata la sconfitta dell'Inghilterra. Dunquerque è stata la sconfitta dell'Italia. Sembra un paradosso, ma è così. Senza la sconfitta britannica Mussolini non sarebbe entrato in guerra, malgrado la sua (poca) alleanza con la Germania. Egli entrò in guerra spinto solo dalla paura che aveva della Germania e di finire come gli inglesi".
(archivio Grandi, b. 152, fasc. 199, sottofascicolo 6, ins.3, 1 agosto 1944, f.86).

Dunque c'era il RE - e fu prorio lui a firmare la Dichiarazione di Guerra alla Francia. Lui aveva già dimenticato la "congiura" di pochi mesi prima. Un "Golpe" per scaricare Mussolini e poi rompere anche l'alleanza con Hitler.

In questa congiura - prebellica - erano coinvolti Dino Grandi, Italo Balbo e, addirittura, il principe Umberto e il genero Ciano, per sfiduciare Mussolini, far cadere il regime, e poi prendere contatti con gli angloamericani per una eventuale resa. Ne diede notizia, all’epoca, un corrispondente da Roma un giornale di Bogotá. Accennando a una "congiura delle barbette" che, facendo perno su UMBERTO, DINO GRANDI e ITALO BALBO, e DE BONO e anche CIANO (tutti antitedeschi) miravano a provocare un voto di sfiducia nel Gran Consiglio fascista per consentire al Re di destituire Mussolini, sganciarsi dai tedeschi e formare un nuovo governo presieduto dal maresciallo Badoglio e da personalità ostili al fascismo o da fascisti di forte tendenza antitedesca. Poi avrebbero richiesto aiuto agli USA.
Montanelli sul CorSera, scrisse che quella della "Congiura delle barbette" era una notizia degna di un giornale di Bogotà. Ma sappiamo poi il seguito. La "barbetta" Balbo morì in uno strano incidente a inizio guerra; la "barbetta" Grandi dovette dopo il 25 luglio far fagotto per non finire come la terza "barbetta" De Bono, fucilato a Verona come "traditore", assieme a Ciano. Aveva ragione il giornalista di Bogotà! Come sarebbe andata a finire non lo sapevano in Italia, ma a Bogotà già lo sapevano.

Grandi confiderà che "l'Ordine del Giorno" presentato poi nel famoso 25 luglio '43 al Gran Consiglio lo aveva scritto già in Grecia, che lo aveva già in tasca. Sempre da Bogotà rivelarono pure che Umberto era andato da Pio XII a chiedere consiglio per quella degradante obbedienza agli ordini di Hitler. Il Papa ascoltò e sconsigliò il Golpe, temendo che lo sconvolgimento avrebbe condotto a una guerra civile fra fascisti e antifascisti ( chiamati pagani comunisti bolscevic, i "senza Dio") e qui non sbagliava, per come poi andarono i fatti nel '45.

Ma l'alleanza e la guerra poi ci fu, fra l'altro firmata paradossalmente dall'antitedesco Ciano con Ribbentrop a Milano. Il piccolo Re con i grossi stivali (di sette leghe, che gli serviranno poi nel '43 per scappare) smise all'improvviso di essere un insofferente antitedesco e firmò poprio lui la Dichiarazione di Guerra alla Francia; solo lui ne aveva i poteri, non Mussolini che lo fece solo a parole dal balcone; la frase del Re che girava negli alti comandi militari era "gli assenti hanno sempre torto".
Si partì così per la Francia anche se Montanelli poi scrisse nell' " L'Italia dell'Asse", Rizzoli ed. 1981- "I più fecero come chi scrive, cioè nulla. Ci lasciammo portare dagli avvenimenti quasi dissolvendoci in essi, e SENZA CONTRIBUIRVI né in un senso né nell'altro. Quelli di noi che vennero richiamati alle armi, cioè quasi tutti, non furono soldati traditori, ma nemmeno buoni soldati".
"SENZA CONTRIBUIRVI" ?? ma il giornale dove lui scriveva contribuiva eccome con Hitler :. "Il Corriere della Sera, proprio del 24 giugno in prima pagina scriveva "L'Italia contribuisce in modo positivo a modificare profondamente la situazione strategica e il rapporto delle forze in questo teatro della guerra....E troveranno il loro GIUSTO COMPENSO, come hanno già trovato il leale riconoscimento del nostro alleato". (all'uscita del giornale la Francia stava già capitolando). E il vincente Hitler poi, al Trattato di Pace a Parigi, non volle accanto a se nessun Italiano. Altro che "Giusto compenso" questi furono per l'Italia umilianti e irrisori!!" perché, molti come Montanelli avevano fatto nulla"; e questo lo aveva capito anche Hitler, non c'era bisogno che lo dicesse Montanelli.

E a far nulla ci furono anche tutti quelli che fino a quel momento lo avevano appoggiato, ricevuto benefici. Oltre che in Francia, in Grecia e in Russia con l'esito disastroso che sappiamo. Per Mussolini era troppo tardi per tirarsi indietro, contro l'Italia c'erano tutte le potenze (che l'Italia sottovalutava) che avevano deciso di fermare l'egemonia nazista, quando quella fascista era già naufragata molto prima del 25 luglio 1943, cioè quando il Paese si sentì estraneo nella guerra e finalmente capì che Mussolini era un uomo senza piu' consensi, perdente, e soprattutto solo, non essendosi circondato da persone capaci e intelligenti, ma solo di consiglieri che non operavano con realismo nelle situazioni così critiche. Anzi i consiglieri, i capi, si boicottavano l'un l'altro. Vedi nelle tre Armi. Guidate da gente di bassa levatura, con dentro dirigenti e generali,  nobili e gerarchi che volevano "dirigere", fare loro i "Generali". E che ritroveremo subito -dopo l'8 settembre- a guidare l'antifascismo per ritornare a fare i dirigenti e i generali. E poi c'erano - come detto - i tanti "Montanelli" che parteciparono "senza contribuirvi".

Questo significa che (alla vigilia dell'entrata in guerra) Mussolini era solo, ma non se ne era reso conto.

Eppure nel discorso del 25 ottobre 1938 a Napoli, se analizziamo bene le sue parole, lui era già in questa solitudine. E' uno statista perdente! La situazione precipitava davanti a una realtà oggettiva del Paese che dimostrava subito quanto effimeri, artificiali, e come erano sempre suonati falsi, gli accenti eroici, i toni di sfida di una certa ottusa propaganda.
Era quello di Napoli, già il discorso della sconfitta, soltanto che lui non se ne era reso ancora conto, anche se lo aveva intuito: gli italiani che "contavano" invece sì;  non per nulla questa intuizione la esternò con amarezza proprio in questo discorso: "....quel mezzo milione di vigliacchi borghesi e capitalisti che si annidano nel paese". Infatti, quelli che proprio lui aveva fatto diventare ricchi, gli avevano già allora voltato le spalle fin dal '39..
Un  "25 luglio" infatti - come ricordato sopra - era stato già concepito fin dal 19 ottobre del 1939 e quasi dagli stessi uomini del successivo '43: Grandi, il Re, Badoglio, il principe Umberto, Balbo, De Bono, l'ingenuo Ciano e con loro - dietro l'ambiguo sipario - il mezzo milione che Mussolini aveva chiamato a Napoli "vigliacchi".

Non poteva finire per come poi finì, detto "SCENARIO DI SPETTACOLARE BELLEZZA"

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LE FRASI E I DISCORSI PIU' NOTI

"Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto,
si dà al popolo l'illusione di essere sovrano.

(M. la "Dottrina del fascismo" e S.e D., vol. VIII, pag 79-80)

«Non possiamo dare la libertà a coloro che ne approfitterebbero per assassinarci. »
(Dal discorso alla " Sciesa „ di Milano, pronunciato il 4 Ottobre 1922). -- Il, 333.

« Per noi fascisti le frontiere, tutte le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 16 Marzo 1938). - XI, 228.

"Noi vogliamo difendere, con le unghie e coi denti, la Valle del Po; noi vogliamo che la Valle del Po resti repubblicana in attesa che tutta l'Italia sia repubblicana. Il giorno in cui tutta la Valle del Po fosse contaminata dal nemico, il destino dell'intera nazione sarebbe compromesso; ma io sento, vedo, che domani sorgerebbe una forma di organizzazione irresistibile e armata che renderebbe praticamente la vita impossibile alle armate anglo-americane. Faremo una sola Atene di tutta la Valle del Po".
(Discorso di M. al Teatro Lirico a Milano, il 16 dicembre 1944)

Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109).


il popolo non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa
dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla.
Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna.
I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale"

(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109)

Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per referendum? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso.
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.110).



"Quando mancasse il consenso, c'è la forza. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà , metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli".
(Disc. Risposta al Ministero delle Finanze, 7 marzo 1923 - S. e D., vol III, pag 82

I tempi incominciavano già a farsi maturi per una nuova Europa e l'Italia non poteva lasciarsi attardare in altre vane logomachie diplomatiche. Di lì a qualche tempo, una cosa potrà ormai considerarsi come decisa se una nuova barricata dovrà, un giorno, levarsi in Europa, il posto dell'Italia è già scelto dall'altra parte di essa.
(Quaderni dell'Ist. Naz. di Cultura Fascista. - N.VI, pag 7)

« La stampa più libera del mondo intero é la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; é libero perché, nell'ambito delle leggi del Regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti, a Palazzo Chigi, il 10 Ottobre 1928). - VI, 250 e 251.



« Il Governo si considera come lo stato maggiore della Nazione che si affatica nell'opera civile della pace. Il Governo é insonne perché non permette che i cittadini siano dei poltroni; il Governo é duro perché considera che nello Stato non abbiano diritto di cittadinanza i nemici dello Stato; il Governo é inflessibile, perché sente che in questi tempi di ferro solo le volontà inflessibili possono marciare. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, il 28 ottobre 1925). -- V, 164 e 165.


L'individuo tende ad evadere continuamente. Tende a disubbidire alle leggi, a non pagare i tributi, a non fare la guerra. Pochi sono coloro - eroi o santi - che sacrificano il proprio io sull'altare dello Stato. Tutti gli altri sono in stato di rivolta potenziale contro lo Stato.
(Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109)

"Voi sapete che io non adoro la nuova divinità: la massa. E' una creazione della democrazia e del socialismo. Soltanto perchè sono molti debbono avere ragione?. Niente affatto. Si verifica spesso l'opposto, cioè che il numero è contrario alla ragione.
(Intervista rilasciata a Ludwig, 1928, pag 197)

« Nel segno del Littorio, noi abbiamo vinto. Nel segno del Littorio, noi vinceremo domani. »
(Dal discorso pronunciato a Bari, il 6 Settembre 1934). - IX, 126.

«Bisogna accostarsi alla guerra con purità di pensieri e di opere. »
(Dall'articolo « Battisti pubblicato sul Popolo d'Italia del 12 Luglio 1917). - 1, 256.

« Non esaltiamo la guerra per la guerra, come non esaltiamo la pace per la pace. »
(Dal discorso pronunciato all'Augusteo di Roma, il 9 Novembre 1921). - II, 202.

« Non possiamo accettare la morale umanitaria, la morale tolstoiana, la morale degli schiavi. Noi, in tempi di guerra, adottiamo la formula socratica: superare nel bene gli amici, superare nel male i nemici. »
(Dal discorso pronunciato alla " Sciesa ,, di Milano, il 4 Ottobre 1922). - II, 328.

« Tra i popoli, nonostante le predicazioni, nonostante gli idealismi, ci sono dei dati di fatto che si chiamano razza, che si chiamano sviluppo, che si chiamano grandezza e decadenza dei popoli, e che conducono a dei contrasti, i quali spesso si risolvono attraverso la forza delle armi. »
(Dalle dichiarazioni fatte al Parlamento, il 6 Febbraio 1923). - III, 54.

« Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla. »
(Dall'articolo scritto per la voce . Fascismo , dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 77.

«La storia ci dice che la guerra é il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità.
Forse é il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 26 Maggio 1934). - IX, 98.

" Non bisogna essere preparati alla guerra domani, ma oggi."
(Dal Gran Rapporto tenuto ai Tre Poggioli, il 25 Agosto 1934). - IX, 114.

« La guerra che va dal 3 Ottobre al 5 Maggio può di pieno diritto dirsi " fascista „ perché é stata condotta e vinta coll'animo del Fascismo: rapidità, decisione, spirito di sacrificio, coraggio e resistenza oltre i limiti umani. »
(Dalla prefazione al libro, Guerra d'Etiopia, del Maresciallo P. Badoglio). - XI, 14.

«Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: é già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà. »
(Dall'articolo . Forza e Consenso, pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79.

« Se si vuole chiarire l'atmosfera europea, bisogna in primo luogo fare tabula rasa di tutte le illusioni, di tutti i luoghi comuni, di tutte le menzogne convenzionali che costituiscono ancora i relitti del grande naufragio delle ideologie Wilsoniane. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, l' 11 Novembre 1936). - X, 201.

« Chi non è con noi è contro di noi. »
(Dal discorso pronunciato al Costanzi di Roma, il 24 Marzo 1924). - IV, 81.

« O Fascismo o antifascismo. »
(Dal discorso pronunciato al Costanzi di Rema, il 24 Marzo 1924). - IV, 81.

« Noi marceremo con passo sicuro e romano verso le mete infallibili.»
(Dal discorso pronunciato a Perugia, il 30 Ottobre 1923). - 111, 239.

«Agite con me, collaborate con me per dare agl'Italiani il senso gioioso, eroico e umano della vita. »
(Dal discorso pronunciato al Costanzi di Roma, il 24 Marzo 1924). - IV, 82.

«Periscano tutte le fazioni, ma sia grande, sia rispettata la Patria italiana. »
(Dal discorso pronunciato dal balcone di Palazzo Chigi, il 10 Aprile 1924). - IV, 87.

« Guai a coloro che volessero fermare nel suo fatale cammino la generazione che ha assunto
nelle trincee i suoi privilegi di nobiltà, i suoi titoli di grandezza. Indietro non si torna ! »
(Dal discorso pronunciato al Politeama Fiorentino di Firenze, il 26 Aprile 1924). - IV, 99 e 100.

« Per la causa della Rivoluzione fascista, siamo pronti a vivere, pronti a combattere e pronti a morire. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza del Duomo di Milano, il 28 Ottobre 1924). - IV, 329.

« Si tiene duro e si dura. »
(Dal discorso pronunciato al Gran Consiglio, del 12 Febbraio 1925). - V, 19.

« Noi vogliamo che l'Italia sia grande, sia sicura, sia temuta ! »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 24 Maggio 1925). - V, 84.

« Il Fascismo, consacrato dal sangue dei nostri Martiri, è invitto e invincibile. »
(Dalle parole rivolte ai Sindaci d'Italia a Palazzo Chigi, 1'8 Giugno 1925). - V, 108.

«Bisogna essere di qua o di là. »
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 115

«Tutto il potere a tutto il Fascismo ! »
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 117.

« La bandiera della Rivoluzione fascista è affidata alle mie mani. »
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 118.

« Vivere è la lotta, il rischio, la tenacia. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, l'11 Dicembre 1925). - V, 239.

« L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai ! »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 5 Febbraio 1926). - V, 269
.
« Quando spara il cannone è veramente la voce della Patria che tuona. »
(Dal discorso pronunciato a Palazzo Littorio, il 7 Aprile 1926). - V, 312
.
« Fermarsi significa retrocedere. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza De Fer rari di Genova, il 24 Maggio 1926). - V, 342.

« Io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza del Politeama Ariosto di Reggio Emilia, il 30 Ottobre 1926) -- V, 455.

« Unica è la fede: l'amore di Patria; unica è la volontà: fare grande il popolo italiano. »
(Dal discorso pronunciato a Villa Glori, il 30 Ottobre 1927). - VI, 109.

«Stiamo penetrando in ambienti e in fortilizi che parevano chiusi alle nostre conquiste:
soprattutto stiamo penetrando nelle anime. »
(Dal discorso pronunciato al III Congresso dei Sindacati Fascisti in Roma, il 7 Maggio 1928). - VI, 163.

«L'Italia è fascista e il Fascismo è l'Italia. »
(Dal discorso pronunciato alla I Assemblea Quinquennale del Regime in Roma, il 10 Marzo 1929). - VII, 27.

« Le mie parole vengono dopo i fatti.»
(Dal discorso pronunciato all'Assemblea del P.N.F. in Roma, il 14 Settembre 1929). - VII, 127.

«Noi siamo un popolo che sale. »
(Dal discorso pronunciato al Congresso dei Mutilati in Roma, il 4 Novembre 1929). - VII, 164.

« Un secolo intero ci appartiene. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza della Signoria di Firenze, il 17 Maggio 1930). - VII, 204.

« O l'amicizia preziosa o l'ostilità durissima. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza della Signoria di Firenze, il 17 Maggio 1930). - VII, 206.

« Noi siamo contro la vita comoda !»
(Dalla nota VI dell'articolo scritto per la voce . Fascismo' dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 91.

« Si rinnovano gli istituti, si redime la terra, si fondano le città. »
(Dal discorso per lo Stato Corporativo, pronunciato a Roma, il 14 Novembre 1933). - VIII, 273.

« Il credo fascista è un credo eroico, nella forza della volontà umana, intelligente e operante. »
(Da un articolo scritto per i giornali dell'Universal Seroice e riprodotto sul Popolo d'Italia del 2 Gennaio 1934). - IX, 8.

« Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo. »
(Dal discorso pronunciato alla II Assemblea Quinquennale del Regime In Roma, il 18 Marzo 1934). - IX, 43.

« Solo Iddio può piegare la volontà fascista, gli uomini e le cose mai. »
(Dal discorso pronunciato a Roma, premiandosi gli agricoltori per l'XI Vittoria del Grano, il 3 Dicembre 1934). - IX, 151.

«E': l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono
entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.»
(Dal discorso pronunciato per l'inaugurazione della Provincia di Littoria, il 18 Dicembre 1934). - IX, 154.

« A coloro che pretenderebbero di fermarci con carte o parole, noi risponderemo col motto eroico delle prime squadre d'azione ed andremo contro chiunque, di qualsiasi colore, tentasse di traversarci la strada. »
(Dal discorso pronunciato a Eboli, il 6 Luglio 1935). - IX, 198.

«Noi tireremo diritto. »
(Parole pronunciate dal balcone di Palazzo Venezia, l'8 Settembre 1935). - IX, 215.

« Nessuno pensi di piegarci senza avere prima duramente combattuto. »
(Dal Discorso della Mobilitazione, pronunciato il 2 Ottobre 1935). - IX, 219.

« Chi ha del ferro ha del pane; ma quando il ferro è ben temprato trova, probabilmente, anche l'oro. »
(Parole pronunciate all'Ateneo di Bologna, il 25 Ottobre 1936). - X, 189.


«Noi siamo gli imbalsamatori di un passato, siamo gli anticipatori di un avvenire. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, il 1 o Novembre 1936). - X, 208.

« I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono per portare le armi degli altri. »
(Dal discorso pronunciato a Messina, il lo Agosto 1937). - XI, 129.

« Roma doma.»
(Dalle parole rivolte ai Giovani Fascisti in Roma, il 5 Settembre 1937). - XI, 147.

«L'Italia ha una volontà sola, un'anima dura e marcia diritto. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 16 Marzo 1938). - XI, 228.

«Tutte le frontiere, e le metropolitane e le coloniali, sono indistintamente sacre, devono essere
vigilate e difese contro qualsiasi, anche potenziale minaccia. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 25 Maggio 1935). - IX, 191.


« Noi siamo sicuri del nostro futuro, perchè a questo scopo affiniamo tutte le energie, organizziamo
tutte le forze, perchè non ci faremo mai sorprendere dagli avvenimenti. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza del Duomo di Milano, il 24 Maggio 1930). - VII, 210.

« Più che guardare al passato siamo sempre intenti verso il futuro. »
(Dal discorso pronunciato dal balcone del Palazzo Comunale di Littoria, il 19 Dicembre 1932). - Vili, 147.



« Un gagliardetto non è un semplice pezzo di stoffa:
un gagliardetto è un'anima, un gagliardetto è un ideale. »
(Dal discorso pronunciato alla Casa della Gente di Mare in Genova, il 24 Maggio 1926). - V, 338.

« La vera, la sovrana grandezza di Garibaldi è in quel suo carattere di Eroe nazionale nato dal popolo e, in pace e in guerra, sempre rimasto col popolo. Le guerriglie d'America non sono che un preludio. Digione un epilogo.
Fra i due periodi giganteggia Garibaldi che ha un solo pensiero, un solo programma, una sola fede: "L'Italia ". »
(Dal discorso pronunciato sul Gianicolo, il 4 Giugno 1932). - VIII, 60 e 61.

« Il garibaldinismo è nello spirito con cui si affrontano i disagi della guerra, e nella volontà disperata di vincere per cui si va " alla morte „ come " allo splendido convito „ della canzone leopardiana. »
(Dall'articolo , Torna, torna Garibaldi , pubblicato sul Popolo d'Italia del 2 Febbraio 1918). - 1, 302.

« Noi creeremo, attraverso un'opera di selezione ostinata e tenace, la nuova generazione. »
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 117.

"
Roma, costituì una delle forze che iniziarono la Rivoluzione. »
(Dalle parole rivolte agli operai del Porto di Genova, al Palazzo del Viminale, il 7 Gennaio 1923). - III, 45.

«Genova insieme con Roma e con Milano ha il vanto di aver dato il tracollo alla bilancia, di avere fugato
la viltà dei governi inetti e inefficienti e di aver spinto il popolo verso la prova suprema. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza De Ferraci di Genova, il 24 Maggio 1926). - V, 339.

«Voglio che Genova si slanci verso l'avvenire con l'impeto con cui Balilla lanciò il suo sasso.»
(Dal discorso pronunciato nella Piazza De Ferrari di Genova, il 24 Maggio 1926). - V, 343.

« La nostra Genova deve compiere e compirà un nuovo poderoso balzo verso il suo più grande futuro. »
(Dal discorso pronunciato a Genova, il 14 Maggio 1938). - XI, 288.

« Camerati Genovesi: l'Italia fascista vi segue e vi onora perché sa di poter contare sul vostro coraggio, sul vostro spirito di iniziativa, sul vostro non mai smentito patriottismo e sulla vostra tenacia veramente ligure, più dura delle rocce che voi avete frantumato per allargare il respiro della vostra città, più paziente delle lunghe navigazioni alla vela. »
(Dal discorso pronunciato a Genova, il 14 Maggio 1938). - XI, 288.

« Il gerarca deve avere in sé, moltiplicate, quelle virtù che egli esige dai gregari. »
(Dal discorso pronunciato al Foro Mussolini, il 28 Ottobre 1937). - XI, 171.

«Non é gerarca colui che non sa scendere in mezzo al popolo per raccoglierne i sentimenti
e interpretarne i bisogni. »
(Dal discorso pronunciato al Foro Mussolini, il 28 Ottobre 1937). - XI, 171.

« Chi dice gerarchia dice scale di valori umani; chi dice , scale di valori umani, dice scale
di responsabilità è doveri; chi dice gerarchia dice disciplina. »
(Dallo scritto, Breve preludio', pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.

« La storia ci offre un panorama di gerarchie che nascono, vivono, si trasformano, declinano, muoiono. Si tratta di conservare i valori delle gerarchie che non hanno esaurito il loro compito; si tratta di innestare nel tronco di talune gerarchie elementi nuovi di vita; si tratta di preparare l'avvento di nuove gerarchie. È in questo modo che si salda l'anello fra passato e avvenire.»
(Dallo scritto, Breve preludio,, pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.

« Lo Stato é, alle sue origini, un sistema di gerarchie. »
(Dall'articolo . Stato, anti-Stato e Fascismo ', pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - Il, 292.

« Perché le gerarchie non siano categorie morte, é necessario che esse fluiscano in una sintesi, che convergano tutte ad uno scopo, che abbiano una loro anima, che si assomma nell'anima collettiva, per cui lo Stato deve esprimersi nella parte più eletta di una data società e deve essere guida delle altre classi minori. »
(Dall'articolo , Stato, anti-Stato e Fascismo ., pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - II, 293.

«La storia degli Stati, dal tramonto dell'Impero romano al crollo della dinastia Capetingia, al declinare malinconico della Repubblica veneta, é tutto un nascere, cresce, morire di gerarchie. »
(Dall'articolo . Stato, anti-Stato e Fascismo ', pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - II, 293.

«Nella silenziosa coordinazione di tutte le forze, sotto gli ordini di uno solo, é il segreto perenne di ogni vittoria. »
(Dall'articolo . Elogio ai gregari , pubblicato nel numero del Febbraio 1925 di Gerarchia). - V, 29.

«Una politica veramente europea e diretta al mantenimento della pace non si può fare
senza la Germania, e, peggio ancora, contro la Germania. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, il 7 Giugno 1933). - VIII, 208 e 209.

«L'Italia fascista guarda l'eroica Nazione nipponica con vivo e profondo senso di simpatia, e segue con la più sincera ammirazione la costante ascesa dell'Impero del Sol Levante
verso i suoi immancabili destini di gloria e di prosperità. »
(Dal messaggio inviato al Primo Ministro giapponese, il 20 Marzo, 1938). - XI, 233.

« Il giornalismo é il parlamento quotidiano, la tribuna quotidiana, dove uomini venuti dall'università,
dalle scienze, dall'industria, dalla vita vissuta vi sviscerano i problemi con una competenza
che si trova assai difficilmente sui banchi del Parlamento. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, l'8 Giugno 1923). - III, 146 e 147.

« Il giornalismo é una scuola di vita. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti al Cova di Milano, il 27 Ottobre 1923). - III, 221.

« Desidero che il giornalismo si renda conto delle necessità storiche, di certe ineluttabilità storiche;
desidero che il giornalismo collabori con la Nazione. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti al Cova di Milano, il 27 Ottobre 1923). - III, 222.

«Se si vuole, come si vuole, che il giornalismo sia una missione, ebbene, ogni missione é accompagnata irrevocabilmente da un senso altissimo di responsabilità. Al di fuori di qui non c'é missione, ma c'é mestiere. »
(Dal discorso pronunciato al Congresso del Sindacato Nazionale della Stampa in Roma, il 27 Gennaio 1924). - IV, 28.
.
«Il giornalismo italiano fascista deve sempre più nettamente differenziarsi dal giornalismo degli altri paesi, fino a costituire, non soltanto per la bandiera che difende, la risoluta, visibile e radicalissima antitesi. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti, a Palazzo Chigi, il 10 Ottobre 1928). - VI, 251.

«La funzione della stampa sia una funzione di combattimento, per il quale le intelligenze devono essere preparate e guidate unicamente da una incrollabile fede che sola può vincere qualunque ostacolo e qualsiasi difficoltà. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti a Palazzo Venezia, l'8 Maggio 1937). - XI, 93 e 94.

« In Italia, a differenza di altri Paesi, il giornalismo, più che professione o mestiere, diventa missione di una importanza grande e delicata, poiché nell'età contemporanea, dopo la scuola che istruisce le generazioni che montano, é il giornale che circola fra le masse e vi svolge la sua opera di informazione e di formazione. »
(Dalle parole rivolte ai giornalisti, a Palazzo Chigi, il 10 Ottobre 1928). - VI, 250.

« I giornalisti debbono essere moralmente e tecnicamente preparati.»'
(Dalle parole rivolte ai giornalisti, a Palazzo Chigi, il 10 Ottobre 1928). - VI, 250.

« A voi, giovani d'Italia; giovani delle officine e degli Atenei; giovani d'anni e giovani di spirito; giovani che appartenete alla generazione cui il destino ha commesso di "fare" la storia ; é a voi che io lancio il mio grido augurale."
(Dall'articolo, Audacia », pubblicato sul Popolo d'Italia del 15 Novembre 1914). - I, 10.

« La forza e la passione dei giovani contemperata dalla saggezza delle lunghe esperienze vissute, é destinata a formare la tempra nuova e necessaria dell'anima italiana. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, il 22 Dicembre 1928). - VI, 288.

Il problema dei giovani si pone da sé. Lo pone la vita, la quale ha le sue stagioni, come la natura.»
(Dal discorso pronunciato in Piazza Venezia, il 17 Ottobre 1932). - Vili, 120.

« Noi vogliamo che i giovani raccolgano la nostra fiaccola, si infiammino della nostra fede
e siano pronti e decisi a continuare la nostra fatica. »
(Dal discorso pronunciato in Piazza Venezia, il 17 Ottobre 1932). - VIII, 121.

«La giovinezza é un dono divino, che però la maturità consapevole degli anziani deve
salvaguardare dalle insensate dissipazioni e dalle malcerte precocità. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, il 22 Dicembre 1928). - VI, 288.

«La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato, ma la forza senza la giustizia
non può e non deve essere la nostra formula di governo. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 9 Dicembre 1928). - VI, 285.

« Roma é forte, ma giusta; e, mentre punisce i trasgressori delle sue leggi,
premia coloro che sono stati fedeli."
(Dalle parole rivolte al Sultano del Gimma, a Palazzo Venezia, l'8 Aprile 1938). - XI, 251.

« L'obbiettivo della nostra marcia sul terreno economico é la realizzazione di una più alta
giustizia sociale per il popolo italiano. »
(Dal discorso pronunciato a Bari, il 6 Settembre 1934). - IX, 125.

«Che cosa significa più alta giustizia sociale? Significa il lavoro garantito, il salario equo, la casa decorosa; significa la possibilità di evolversi e di migliorarsi incessantemente. Significa che gli operai, i lavoratori, devono entrare sempre più intimamente a conoscere il processo produttivo e a partecipare alla sua necessaria disciplina. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, il 6 Ottobre 1934). - IX, 129.

«La scienza moderna é riuscita a moltiplicare le possibilità della ricchezza;
la scienza, controllata e pungolata dalla volontà dello Stato, deve risolvere l'altro problema:
il problema della distribuzione della ricchezza in modo che non si verifichi più l'evento illogico,
paradossale ed al tempo stesso crudele, della miseria in mezzo all'abbondanza. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, il 6 Ottobre 1934). - IX, 130.

«In Goethe sono riunite le migliori doti dell'anima, della cultura e della civiltà del popolo tedesco.
Egli personifica la espressione più alta dello spirito tedesco. »
(Dal discorso pronunciato all'Istituto Italiano di Studi Germanici in Roma, il 4 Aprile 1932). - VIII, 41.

« Il carattere di un Governo é segnato dalla sua origine e dal suo programma, più ancora che dai suoi uomini.»
(Dal discorso pronunciato al Gran Consiglio del Fascismo, a Palazzo Venezia, il 22 Luglio 1924). - IV, 217.

«Governare é una cosa complessa, che pone giorno per giorno dei problemi gravi da risolvere.
Ogni giorno c'é una nuova fatica, una nuova pena, una nuova responsabilità. »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza del Duomo di Milano, il 28 Ottobre 1924). - IV, 332.

« Il Gran Consiglio resta non solo il consesso supremo del Regime, ma un organo squisitamente
rivoluzionario, che garantisce, al disopra degli uomini, la continuità storica della Rivoluzione. »
(Dalla prefazione agli Atti del Gran Consiglio, riprodotta sul Popolo d'Italia del 13 Gennaio 1933). - VIII, 155.

«L'opera del Regime, e soprattutto, quindi, quella del Gran Consiglio, deve inflessibilmente essere diretta ad evitare che la lettera corrompa lo spirito, che la materia mortifichi l'ideale, che i piccoli bisogni, interessi, appetiti degli individui, possano prevalere sugli interessi generali del popolo.»
(Dalla prefazione agli Atti del Gran Consiglio. riprodotta sul Popolo d'Italia del 13 Gennaio, 1933) - VIII, 155.

«L'imperialismo é il fondamento della vita per ogni popolo che tende ad espandersi
economicamente e spiritualmente. »
(Dal discorso pronunciato all'adunata di Piazza San Sepolcro, il 23 Marzo 1919). - I, 374.

«Per il Fascismo la tendenza all'impero, cioé all'espansione delle nazioni,
é una manifestazione di vitalità; il suo contrario, o il piede di casa, é un segno di decadenza. »
(Dall'articolo scritto per la voce " Fascismo " dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 88.

« Popoli che sorgono o risorgono sono imperialisti, popoli che muoiono sono rinunciatari. »
(Dall'articolo scritto per la voce " Fascismo " dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 83.

« Imiteremo alla lettera coloro i quali ci fanno la lezione. Essi hanno dimostrato che, quando si trattava
di creare un impero o di difenderlo, non tennero mai in alcun conto l'opinione del mondo. »
(Dal discorso pronunciato a Cagliari, 1'8 Giugno 1935). - IX, 196.

« Nella dottrina del Fascismo l'impero non é soltanto una espressione territoriale o militare
o mercantile, ma spirituale e morale. »
(Dall'articolo scritto per la voce "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 88.

« L'impero chiede disciplina, coordinazione degli sforzi, dovere e sacrificio. »
(Dall'articolo scritto per la voce . Fascismo b dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 88.

«L'Italia ha finalmente il suo impero, Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano, perché questa é la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane.
« Impero di pace, perché l'Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi e forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. « Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell'Etiopia. »
(Dal "Discorso dell'Impero" , pronunciato a Roma il 9 Maggio 1936). - X, 117 e 118.

« Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero, lo feconderà col suo lavoro
e lo difenderà contro chiunque con le sue armi. »
(Dal "Discorso dell'Impero" pronunciato a Roma il 9 Maggio 1936). - X, 119.

« Il nuovo Impero é stato fatto dal popolo; é impresa di popolo, e tutto il popolo italiano, qualora si trattasse di difenderlo, balzerebbe in piedi come un sol uomo, pronto a qualsiasi sacrificio, capace di qualsiasi dedizione. »
(Dal Gran Rapporto tenuto in Roma, ai pie' del Tempio di Venere, il 30 Maggio 1936). - X, 143.

« Tutta la Nazione oggi é su un piano diverso e più elevato: il piano dell'Impero. »
(Dal discorso pronunciato a Bologna, il 24 Ottobre 1936). - X, 184.

« L'impiegato é un soldato, é un milite che mette tutte le sue energie al servizio dello Stato e della Nazione. »
(Dalle parole rivolte agli impiegati dello Stato in Roma, il 3 Gennaio 1924). - IV, 11.

« Quella che si chiama " politica " non è che una parte, nella vita complessa di una collettività umana. Al di sotto o al di sopra di quella detta comunemente " politica " ci sono mille forme d'attività - silenziose e ignorate - che avviano un popolo alla grandezza. »
(Dall'articolo , Navigare necesse pubblicato sul Popolo d'Italia del Il Gennaio 1920). - II, 52.

«L'uomo del Fascismo é individuo che é Nazione e Patria, legge morale che stringe insieme ifidividui e generazioni in una tradizione e in una missione, che sopprime l'istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per instaurare nel dovere una vita superiore.»
(Dall'articolo scritto per la voce "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 68.

« Lo Stato fascista organizza la Nazione, ma lascia poi agli individui margini sufficienti; esso ha limitato le libertà inutili o nocive e ha conservato quelle essenziali. Chi giudica su questo terreno non può essere l'individuo, ma lo Stato. »
(Dall'articolo scritto per la voce "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 87.

« L'individuo nello Stato fascista non é annullato, ma piuttosto moltiplicato, così come in un reggimento un soldato non é diminuito, ma moltiplicato per il numero dei suoi camerati.»
(Dall'articolo scritto per la voce a Fascismo , dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 87.


«L'individuo non esiste, se non in quanto é nello Stato e subordinato alle necessità dello Stato. Man mano che la civiltà assume forme sempre più complesse, la libertà dell'individuo sempre più si restringe. »
(Dal discorso pronunciato all'Assemblea del P.N.F. in Roma, il 14 Settembre 1929). - VII, 147.

« Gli individui sono classi secondo le categorie degli interessi; sono sindacati secondo le differenziate attività economiche cointeressate; ma sono prima di tutto e soprattutto Stato.»
(Dall'articolo scritto per la voce "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 71.

«Gli industriali italiani, per quanto riguarda il progresso tecnico, la ricerca scientifica,
la modernità degli impianti, non hanno nulla da invidiare alle altre Nazioni.»
(Dal discorso pronunciato a Roma, davanti ai dirigenti industriali, il 15 Ottobre 1934). - IX, 135.

« I bambini: sono essi la primavera della nostra stirpe, l'aurora della nostra giornata,
il segno infallibile della nostra fede. »
(Dal discorso pronunciato nella Sala del Gran Consiglio di Venezia, il 4 Giugno 1923). - III, 115.


«L'insurrezione sta alla Rivoluzione come la tattica sta alla strategia.
L'insurrezione non é che un momento della Rivoluzione. »
(Dal discorso pronunciato in Piazza Venezia, il 17 Ottobre 1932). - VIII, 120.


« Il Fascismo non crede alle Internazionali rosse che muoiono, si riproducono, si moltiplicano, tornano a morire. Si tratta di costruzioni artificiali e formalistiche, che raccolgono piccole minoranze, in confronto alle masse di popolazioni che vivendo, muovendosi e progredendo o regredendo, finiscono per determinare quegli spostamenti d'interessi, davanti ai quali
vanno a pezzi le costruzioni internazionalistiche di prima, seconda e terza maniera. »
(Dal discorso pronunciato a Trieste, il 6 Febbraio 1921). - Il, 148.

«Le fedi che sorgono sono necessariamente intransigenti,
mentre sono transigentissime le fedi che declinano e muoiono.»
(Dal discorso al Parlamento del 10 Dicembre 1921). - II, 215.

« La nostra intransigenza non é formale, è sostanziale; e a questa intransigenza non rinunceremo mai. »
(Dal discorso pronunciato all'Assemblea del P.N.F. in Roma, il 28 Gennaio 1924). - IV, 45.

« Anche la necessaria intransigenza deve essere intelligente. »
(Dal discorso pronunciato al Gran Consiglio del Fascismo, il 22 Luglio 1924). - IV, 221.

" La parola d'ordine é questa: intransigenza assoluta ideale e pratica."
(Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 117.

«Se é lecito che le fedi tramandate possano talvolta tralignare, le fedi che sorgono devono
essere necessariamente intransigenti e intolleranti. »
(Dal discorso pronunciato dal Palazzo Municipale di Vercelli, il 28 Settembre 1925). - V, 137.

« Il Fascismo ha vissuto perchè ha sempre stroncato sul nascere le tendenze, le correnti ed anche le semplici differenziazioni: il suo blocco é monolitico. Il Fascismo vinse e vincerà finché conserverà quest'anima ferocemente unitaria e questa sua religiosa obbedienza, questa sua ascetica disciplinà. »
(Dal . Viatico per il 1926 , pubblicato nel numero del Gennaio 1926 di Gerarchia). - V, 249 e 250.

« Si continua ad essere intransigenti. Intransigenti, perché non si può fare a meno di essere intransigenti, quando si é fascisti; perché non si può fare a meno di essere intransigenti contro tutti i residui del vecchio regime; perché soprattutto non si può fare a meno di essere intransigenti contro le forze democratiche,
massoniche, demagogiche, plutocratiche che tentano di accerchiare il Partito. »
(Dal discorso pronunciato a Palazzo Littorio, il 7 Aprile 1926). - V, 308.

« Sulle rive del Tevere è nata l'Italia, sulle rive dell'Isonzo é rinata. »
(Dal "Diario di Guerra"). - I, 227.

« Il valore del soldato italiano é consacrato nelle undici battaglie dell'Isonzo, é consacrato dai numerosi cimiteri che da Saga a Monfalcone segnano le tappe del nostro sacrificio. »
(Dall'articolo L'Offerta , pubblicato sul Popolo d'Italia del 2 Novembre 1917). - I, 277.

«Tutti gli istituti d'arte, dai teatri al museo, dalla galleria all'accademia, debbono essere considerati come scuole, come luoghi, cioé, destinati non alla sola coltura e molto meno alla curiosità, ma preparati per educare il gusto e la sensibilità, per alimentare l'immaginazione, per tenere desta la meraviglia, per raffinare tutte le doti più alte e potenti dell'anima. »
(Dal discorso pronunciato in Campidoglio, il 20 Maggio 1924). - IV, 132 e 133.

« Bisogna che ad un certo momento l'operaio, il lavoratore della terra possa dire a se stesso e dire ai suoi: se io oggi sto effettivamente meglio, lo si deve agli istituti che la Rivoluzione fascista ha creati. »
(Dal discorso per lo Stato corporativo, pronunciato a Roma, il 14 Novembre 1933). - VIII, 268.

«Noi non creiamo degli istituti soltanto per dare forma ai nostri schemi dottrinari, ma creiamo degli istituti
che devono dare a un certo momento dei risultati positivi, concreti, pratici e tangibili. »
(Dal discorso per lo Stato corporativo, pronunciato a Roma, il 14 Novembre 1933). - VIII, 269.

« Fra tutte le nazioni del mondo l'Italia è quella che è più " nettamente,, individuata, da tutti i punti di vista.
I suoi connotati sono categorici. »
(Dall'articolo "Alle Alpi Giulie!" , pubblicato sul Popolo d'Italia del 22 Febbraio 1920). - II, 57.

«Sogniamo e prepariamo - con l'alacre fatica di ogni giorno - l'Italia di domani, libera e ricca, sonante di cantieri,
coi mari e i cieli popolati dalle sue flotte, colla terra ovunque fecondata dai suoi aratri. »
(Dal discorso pronunciato al Rossetti di Trieste, il 6 Febbraio 1921). - 11. 150.

«Nessuno può ignorare l'Italia. »
(Dal discorso pronunciato al Costanzi di Roma, il 24 Marzo 1924). - IV, 72.

« L'Italia esiste e rivendica pienamente il diritto di esistere nel mondo. »
(Dal discorso pronunciato a Palazzo Littorio, il 7 Aprile 1926). - V, 312.

«L'Italia fascista é un'immensa legione che marcia sotto i simboli del Littorio verso un più grande domani.
Nessuno può fermarla. Nessuno la fermerà. »
(Dal discorso pronunciato a Palazzo Venezia, il 27 Ottobre 1930). - VII, 233.

« L'Italia fascista si affaccia al meriggio del ventesimo secolo, come l'unica nazione che ha una parola
ed una dottrina di salvezza e di vita da dare a tutti i popoli civili della terra. »
(Dal discorso pronunciato a Cuneo, il 24 Agosto 1933). - VIII, 235.

«L'Italia fascista deve tendere al primato sulla terra, sul mare, nei cieli, nella materia e negli spiriti. »
(Dal discorso pronunciato in Piazza Venezia, il 28 Ottobre 1933). - VIII, 256.

«L'Italia fascista ha tali forze di ordine spirituale e materiale, che può affrontare e piegare qualunque destino. »
(Dal discorso pronunciato nel Foro Italico di Palermo, il 20 Agosto 1937). - XI, 141.

" La conquista dell'Impero é destinata, non già a ritardare quello che deve essere lo sviluppo politico,
economico, spirituale dell'Italia meridionale, ma ad accelerarlo."
(Dal discorso pronunciato a Potenza, il 27 Agosto 1936). - X, 163.

«Primo pilastro fondamentale dell'azione fascista è l'italianità. Noi siamo orgogliosi di essere italiani.
Noi intendiamo, anche andando in Siberia, di gridare ad alta voce: " siamo Italiani! „ »
(Dal discorso pronunciato a Trieste, il 20 Settembre 1920). - 11, 100.

«Non ci vergognamo più di essere italiani: ne abbiamo l'orgoglio !
Abbiamo l'orgoglio di essere italiani e di appartenere a questo popolo,
che ha trenta secoli di civiltà, che era grande quando là non erano ancora nati:
questo popolo che ha dato per ben tre volte al mondo il sigillo della sua potente civiltà. »
(Dal discorso pronunciato dal balcone del Palazzo Municipale di Catania, l'11 Maggio 1924). - IV, 122 e 123.

« Se le masse lavoratrici rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'é grandezza di popolo,
né dentro, né oltre i confini della Patria. »
(Dall'articolo "Discorso da ascoltare", pubblicato sul Popolo d'Italia del 1° Maggio 1919. - II, 14).

«Noi ci sentiamo fratelli in ispirito con coloro che lavorano. »
(Dal discorso pronunciato al Comunale di Bologna, il 3 Aprile 1921). - II, 161.

« Non ci può essere una grande Nazione capace di grandezza attuale e potenziale se le masse lavoratrici
sono costrette ad un regime di abbrutimento. »
(Dal discorso pronunciato al Comunale di Bologna, il 3 Aprile 1921). - II, 161.

« Con un proletariato riottoso, malarico, pellagroso non vi può essere un elevamento dell'economia nazionale. »
(Dal discorso pronunciato all'Augusteo di Roma, il 9 Novembre 1921). - II, 204.

« Solo da canaglie e da criminali noi possiamo essere tacciati di nemici delle classi lavoratrici; noi che siamo figli di popolo; noi che abbiamo conosciuto la rude fatica delle braccia; noi che abbiamo sempre vissuto fra la gente del lavoro che é infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. »
(Dal discorso pronunciato a Cremona, il 26 Settembre 1922). - II, 324.

« Amo gli operai che sono una parte integrante della vita della Nazione. »
(Dalle parole rivolte agli operai del Poligrafico di Stato in Roma, il 28 Gennaio 1923). - III, 50.

« I lavoratori devono amare la Patria. Come amate vostra madre, dovete, con la stessa purezza di sentimento,
amare la madre comune: la Patria nostra. »
(Dalle parole rivolte ai portuali di Bari a Palazzo Chigi, il 10 Aprile 1923). - III, 101 e 102.

« È anche nell'interesse degli operai che la produzione si svolga con ritmo ordinato, vorrei quasi dire solenne. »
(Dal discorso agli operai della "Fiat ,, di Torino, pronunciato il 25 Ottobre 1923). - III, 217.

« Le sorti del popolo lavoratore sono intimamente legate alle sorti della Nazione, perché il popolo lavoratore é parte di questa Nazione. Se la Nazione grandeggia, anche il popolo diventa grande e ricco,
ma se la Nazione perisce anche il popolo muore. »
(Dal discorso pronunciato a Perugia, il 30 Ottobre 1923). - IIl, 237.

«La classe lavoratrice é la potenza, la speranza, la certezza dell'avvenire d'Italia. »
(Dal discorso pronunciato allo Stabilimento Tosi di Legnano, il 5 Ottobre 1924). - IV, 305.

« Se la Nazione é oppressa, la massa operaia é oppressa. Se la bandiera della Nazione é rispettata, anche gli operai che appartengono a quella Nazione sono rispettati.
La gerarchia delle Nazioni si riverbera sulla posizione delle loro classi operaie. »
(Dall'articolo « Fascismo e Sindacalismo n, pubblicato sul numero del Maggio 1925 di Gerarchia). - V, 91.

« La Nazione, intesa nel suo complesso di forze politico-morali, non può prescindere dal destino delle moltitudini che lavorano, poiché il suo interesse immediato e mediato é di inserirle nel suo organismo e nella sua storia. »
(Dall'articolo « Fascismo e Sindacalismo », pubblicato sul numero del Maggio 1925 di Gerarchia). - V, 92.

«Operai! Chi é testimonio immediato della mia fatica sa che non ho che una passione: quella di assicurarvi
del lavoro, di aumentare il vostro benessere e di elevarvi moralmente e spiritualmente. »
(Dal discorso pronunciato agli operai milanesi al Colosseo, il 28 Aprile 1928). - VI, 158.

«Nel sistema fascista, gli operai non sono più degli "sfruttati ", secondo le viete terminologie,
ma dei collaboratori, dei produttori, il cui livello di vita deve essere elevato materialmente e moralmente,
in relazione ai momenti ed alle possibilità. »
(Dal discorso pronunciato all'Augusteo di Roma, il 22 Giugno 1928). - VI, 231 e 232.

«Adoriamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita. »
(Dall'articolo "Discorso da ascoltare", pubblicato sul Popolo d'Italia del 1o Maggio 1919). - II, 11.

«Chi dice lavoro, dice borghesia produttiva e classi lavoratrici della città e dei campi.
Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime, ma tutela
di tutti gli interessi che si armonizzano con quelli della produzione e della Nazione. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 16 Novembre 1922). - III, 14.

« Il lavoro é la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita. »
(Dal discorso agli operai della " Fiat,, di Torino, pronunciato il 25 Ottobre 1923). - III, 218.

« Solo con il lavoro e con la collaborazione fra tutti gli elementi della produzione si aumenterà il benessere individuale. Fuori di questo, fuori di questi limiti é la miseria individuale e la rovina della Nazione. »
(Dal discorso agli operai della "Fiat „ di Torino, pronunciato il 25 Ottobre 1923). - III, 218.

« Il lavoro tranquillo, ordinato, intelligente, deve diventare la norma fondamentale di vita di tutti i buoni cittadini italiani. »
(Dal discorso pronunciato nel Piazzale della Vittoria di Vicenza, il 23 Settembre 1924). -- IV, 277.

«Un'ora sola di lavoro perduto in un'officina, é già una grave fattura di ordine nazionale. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, l'11 Marzo 1926). - V, 296.

«Se il secolo scorso fu il secolo della potenza del capitale, questo ventesimo
é il secolo della potenza e della gloria del lavoro. »
(Dal discorso pronunciato a Milano, il 6 Ottobre 1934). - IX, 130.

« Nel campo fascista il lavoro, nelle sue infinite manifestazioni, diventa il metro unico col quale si misura
l'utilità sociale e nazionale degli individui e dei gruppi. »
(Dal discorso pronunciato in Campidoglio, il 23 Marzo 1936). - X, 61.


« Le leggi sono degli strumenti e la loro efficacia é in relazione diretta con l'energia e la tenacia
di coloro che questi strumenti impugnano. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 16 Maggio 1925). - V, 70.

«Bisogna distinguere le leggi: vi sono le leggi di natura morale che sono veramente immutabili; ma vi sono le leggi che interessano l'economia, che interessano la vita dei popoli, che interessano i rapporti degli individui, dei gruppi e delle collettività fra i popoli che non possono essere né eterne, né immutabili, né perfette. »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, 1'11 Dicembre 1925). - V, 232.

« Per dare savie leggi a un popolo bisogna essere anche un poco artisti. »
(Dal discorso pronunciato nel Palazzo della Permanente di Milano, il 15 Febbraio 1926). - V, 279.

«Tutta la legislazione del Governo fascista é stata diretta a un solo scopo: quello di
migliorare materialmente e moralmente il popolo italiano. »
(Dal discorso al III Congresso nazionale dei Sindacati fascisti in Roma, il 7 Maggio 1928). - VI, 164.

« La legislazione sociale del Regime fascista é la più avanzata del mondo: va dalla legge
sulle otto ore all'assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi. »
(Dal discorso pronunciato alla I Assemblea Quinquennale del Regime in Roma, il 10 Marzo 1929). - VII, 16.

«La Leva fascista: Non si tratta soltanto di una cerimonia, ma di un momento importantissimo di quel sistema di educazione e preparazione totalitaria e integrale dell'uomo italiano che la Rivoluzione fascista considera come uno dei compiti fondamentali e pregiudiziali dello Stato, anzi il fondamentale. »
(Dalle dichiarazioni fatte al Parlamento, il 28 Marzo 1928). - VI, 156.

« La libertà non é solo un diritto, ma é un dovere. »
(Dal discorso pronunciato al Senato, il 27 Novembre 1922). -- 111, 32.

« La libertà non é un fine; é un mezzo. »
(Dall'articolo "Forza e Consenso", pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 78.

« La libertà non é, oggi, più la vergine casta e severa per la quale combatterono e morirono le generazioni della prima metà del secolo scorso. Per le giovinezze intrepide, inquiete ed aspre che si affacciano al crepuscolo mattinale della nuova storia ci sono altre parole che esercitano un fascino molto maggiore, e sono: ordine, gerarchia, disciplina. »
(Dall'articolo "Forza e Consenso", pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79.

«Ma che cosa é questa libertà? Esiste la libertà? In fondo, é una categoria filosofico-morale.
Ci sono le libertà: la libertà non é mai esistita ! »
(Dal discorso pronunciato al Parlamento, il 15 Luglio 1923). - III, 196.

« La libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe. »
(Dal discorso pronunciato nell'atrio del Municipio di Torino, il 24 Ottobre 1923). - III, 214.

« Se per la libertà s'intende di sospendere ogni giorno il ritmo tranquillo, ordinato del lavoro della Nazione, se per libertà s'intende il diritto di sputare sui simboli della Religione, della Patria e dello Stato, ebbene, io Capo del Governo e Duce del Fascismo, dichiaro che questa libertà non ci sarà mai! »
(Dal discorso pronunciato nella Piazza Belgioioso di Milano, il 28 Ottobre 1923). - III, 225.

«La libertà non é un diritto: é un dovere. Non é una elargizione: é una conquista.
Non é una uguaglianza: é un privilegio. »
(Dal discorso pronunciato al Costanzi di Roma, il 24 Marzo 1924). -- IV, 77.

« Il concetto assoluto di libertà é arbitrario. Nella realtà non esiste. »
(Dal discorso pronunciato al Cova di Milano, il t Ottobre 1924). -- IV, 291.

« Il Governo fascista ha ridato al popolo le essenziali libertà che erano compromesse o perdute; quella di lavorare, quella di possedere, quella di circolare, quella di onorare pubblicamente Dio, quella di esaltare la Vittoria e i sacrifici che ha imposto, quella di avere la coscienza di se stesso e del proprio destino, quella di sentirsi un popolo forte, non già un semplice satellite della cupidigia e della demagogia altrui. »
(Dalle parole rivolte ai rappresentanti dei Sindacati agricoli in Roma, il 30 Luglio 1925). - V, 124.

« Se la libertà dev'essere l'attributo dell'uomo reale, e non di quell'astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il Fascismo é per la libertà. È per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell'individuo nello Stato.»
(Dall'articolo scritto per la voce "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana Treccani). - VIII, 71.

" Il libro ha qualche volta il valore di una ambasciata ".
(Dal discorso nella Sede della Società Italiana degli Autori in Roma, il 1- Agosto 1926). - V, 375.

«La lotta é l'origine di tutte le cose perché la vita é tutta piena di contrasti. »
(Dal discorso pronunciato al Rossetti di Trieste, il 20 Settembre 1920). - li, 99.

« Rinunziare alla lotta significa rinunciare alla vita. »
(Dal discorso pronunciato a Palazzo Chigi, il 20 Dicembre 1923). - III, 290.

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MASSIME DI PACE E DI GUERRA

"Non bisogna essere preparati alla guerra domani, ma oggi"
(Dal gran rapporto di Mussolini tenuto ai Tre Poggioli, 25 agosto 1934 - S. e D. vol. IX, p. 114)

"La pace, per essere sicura, deve essere armata."
(Discorso di M. a Genova , 14 maggio 1938 - V. e D. XI, p. 287)

"La nostra pace più sicura, sarà all'ombra delle nostre baionette!"
(Discorso di M. in Parlamento, 29 gennaio 1926 - D. e S. vol. V, p. 300)

"Per fare una politica di pace non è necessario passare per gli ambulacri della Società delle Nazioni"

(Disc. di M. a Milano. 1 novembre 1936 - S. e D. Vol. V, p.201-2-3)

"...io dichiaro perchè tutti intendano che l'Italia segue una politica di pace, di vera pace, che non può essere dissociata dalla giustizia. Di quella pace che deve ridare l'equilibrio all'Europa, di quella pace che deve scendere nei cuori come una speranza ed una fede.....nessuno è nemico peggiore della pace di colui che fa di professione il pacifichista o il paciafondaio....ma la partita è decisa fin dal principio....poichè la vittoria è per noi..."
(Discorso di M. a Torino 23 ottobre 1932)

"Noi non possiamo accettare la morale umanitaria, la morale tolstoiana, la morale degli schiavi. Noi in tempi di guerra, adottiamo la formula socratica: superare nel bene gli amici, superare nel male i nemici"
"Discorso di M. alla "Sciesa" di Milano, 4 ottobre 1922 - S. e D., vol. II, p.328)

"La storia ci dice che la guerra è il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità. Forse è il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna"
(Discorso di M. al Parlamento, 26 maggio 1934 - S. e D. vol. IX, p. 98)

"Il giornalismo italiano è libero perchè serve soltanto una causa e un Regime; è libero perché, nell'ambito delle leggi del Regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione"
(M. "Il giornalismo come missione", 10 ottobre 1928 - S. e D., vol. VI, p. 250)

"Le parole sono bellissima cosa, ma moschetti, mitragliatrici, navi, aeroplani e cannoni sono cose ancora più belle; poichè o Camice nere il diritto, se non è accompagnato dalla forza, è una vana parola..."
(Discorso di M. a Firenze, 17 maggio 1930 - S. e D., vol. VII, p. 206)

"La politica estera italiana, mentre intende salvaguardare gli interessi nazionali, vuole anche
costituire nello stesso tempo un elemento di equilibrio e di pace in Europa"

[I primi sei mesi di Governo, M. 8 giugno 1923. "S. e D.", vol. III, pag. 135.)

"Dopo vent'anni la vittoria riconosciuta del Fascismo coincide con l'inizio della vera pace
secondo giustizia per tutti. Nel cielo politico dell'Europa la zona dello azzurro tende a distendersi.
Gli uomini responsabili lavorano a questo scopo"

(Discorso di M. a Roma 9 novembre 1938)

"Nella lotta delle Nazioni e dei Continenti non ci si può fermare; chi si ferma è perduto."
(Discorso di M. a Genova, 14 maggio 1938)

"Siamo forti per terra, per mare e per cielo come non fummo mai; io vorrei che alcuni melanconici stranieri, eternamente sfasati di fronte alla realtà italiana, assistessero a questa manifestazione e udissero il vostro grido che ha il rombo del ciclone e dell'uragano"
(Discorso di M. a Udine del 20 settembre 1938)

"La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti; essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: Vincere ! E Vinceremo per dare finalmente un lungo perido di pace nella giustizia all'Italia, all'Europa, al Mondo"
(Discorso di M. "dichiarazione di guerra" del 10 giugno 1940)

"Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta,
ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia".

(Discorso di M. del 18 novembre 1940)

"E' questa un'altra giornata di decisioni solenni nella storia d'Italia, e di memorabili eventi destinati ad imprimere un nuovo corso nella storia dei continenti. Le potenze del Patto d'acciaio, l'Italia fascista e la Germania nazionalsocialista, sempre più strettamente unite, scendono oggi a lato dell'eroico Giappone contro gli Stati Uniti d'America. Il Tripartito diventa un'alleanza militare che schiera, attorno alle sue bandiere, 250 milioni di uomini, risoluti a tutto pur di vincere. Né l'Asse né il Giappone volevano l'estensione del conflitto: un uomo, un uomo solo, un autentico e democratico despota, attraverso una serie infinita di provocazioni, ingannando con una frode suprema le stesse popolazioni del suo paese, ha voluto la guerra e l'ha preparata, giorno per giorno, con diabolica pertinacia.
I formidabili colpi che sulle immense distese del Pacifico sono già stati inferti alle forze americane mostrano di quale tempra siano i soldati del Sol Levante. E' un privilegio combattere con loro. Oggi il Tripartito nella pienezza dei suoi mezzi morali e materiali è uno strumento poderoso per la guerra, è il garante sicuro della vittoria : sarà domani l'artefice e l'organizzatore della giusta pace tra i popoli.
Italiani e italiane! Ancora una volta in piedi! Siate degni di questa grande ora. Vinceremo!
"
(Discorso di M. l'11 dicembre 1941)


"Le direttive della politica estera del Fascismo sono note. Non temete o non credete agli isolamenti; di quando in quando salta su l'ultimo degli imbecilli a dire che l'Italia è isolata. Ebbene, o signori, bisogna scegliere: o voi volete, come dite di volere, una politica di autonomia, e allora saranno inevitabili periodi più o meno brevi di cosiddetto isolamento: o voi vorrete legarvi indissolubilmente, e allora avrete perduto la vostra autonomia"....
" ... Non si può fare una politica estera se il Paese non è disciplinato e se il Paese non è armato.
" ... Non si ha il diritto di credere alle ideologie umanitarie pacifiste. Bellissime, notate, bellissime in teoria, utopie magnifiche, poetiche. Ma la realtà dei fatti ci ammonisce di essere assai vigilanti e di considerare il terreno della politica estera come un terreno di mobilità massima. Per essere pronti a tutti gli eventi, è necessario avere un Esercito, una Marina, un'Aviazione."

( "Cinque anni dopo San Sepolcro", 24 marzo 1924. "S. e D.", vol. IV, p. 71-72.)

"Bisogna che l'Aviazione sia così numerosa e così potente che l'urlo dei suoi motori copra qualunque altro rumore nella Penisola e la superficie delle sue ali oscuri il sole".
(Dal discorso di M. al Parlamento il 26 maggio 1927 - Scr. e Disc. vol VI, pag. 72)

"La guerra dall'alto deve essere condotta in modo da scompaginare i dispositivi del nemico, dominare il cielo, fiaccare il morale delle sue popolazioni."

(Dal discorso di M. pronunciato al Senato, il 30 marzo 1938. - Scr. e Disc. vol. XI, pag 247)

«Il Fascismo non crede alla vitalità e ai principi che inspirano la così detta Società delle Nazioni. In questa Società le Nazioni non sono affatto su un piede di eguaglianza. E' una specie di santa alleanza delle Nazioni plutocratiche del gruppo franco-anglo-sassone per garantirsi - malgrado inevitabili urti d'interessi - lo sfruttamento della massima parte del mondo."
[Secondo discorso di M. a Trieste, 6 febbraio 1921. "S. E D.", vol. V, p. 148.)

" L'areopago ginevrino è una specie di premio di assicurazione delle Nazioni arrivate contro le Nazioni proletarie."
(Il primo anniversario della Marcia su Roma, M. 28 ottobre 1923. "S. e D.", Nel. III, p. 226.)

"Allo stato degli atti la Società delle Nazioni è un duetto franco-inglese; ognuna di queste potenze ha i suoi satelliti e suoi clienti, e la posizione dell'Italia fino a ieri, nella Lega delle Nazioni, è stata di assoluta inferiorità."
(La situazione politica internazionale, M. 16 novembre 1923. "S. e D.", vol. III, p. 269.)

"I Trattati di pace non sono eterni. Soprattutto non sono eterni i trattati di pace, come quello del Trianon, che fu ispirato da calcoli politici, che l'esperienza e il tempo hanno già condannato".
(Parole di M. rivolte a De Peaker, il 17 ottobre 1932 - S.e D. vol VIII, p. 118)

"Un voto del Gran Consiglio ha suscitato l'interesse di tutti i Paesi: rimanere ancora nella Società delle Nazioni? Ora io vi dichiaro che noi rimarremo ancora nella Società delle Nazioni; specialmente oggi, che essa è straordinariamente malata, non bisogna abbandonarne il capezzale. Alla Società delle Nazioni troppo universalistica, accade che le sue istruzioni perdono di efficacia con l'aumentare delle distanze"
(Disc. di M. "Al popolo di Torino", 23 ottobre 1932 - S.e D. Vol. VIII, p.216)

"Se si vuole chiarificare l'atmosfera europea bisogna in primo luogo fare tabula rasa di tutte le illusioni, di tutti i luoghi comuni, di tutte le menzogne convenzionali che costituiscono ancora i relitti del grande naufragio delle ideologie wilsoniane.
"Una di queste illusioni è a terra: è l'illusione del disarmo. Nessuno vuole disarmare per primo, e disarmare tutti insieme è impossibile ed assurdo. Eppure quando si riunì a Ginevra la Conferenza del disarmo, la regia funzionò in pieno. Questa regia consiste nel gonfiare le vesciche sino a farle diventare delle montagne. Su queste montagne si concentra per alcuni giorni tutto il fuoco dei proiettori della pubblicità mondiale, poi ad un certo momento, da queste montagne esce un minuscolo topo che va a finire nei labirinti di una procedura che, in fatto di trovate fertili, non ha precedenti nella storia.
"Per noi fascisti abituati ad esaminare con occhio freddo la realtà della vita e della storia, altra illusione, che noi respingiamo, è quella che passa sotto il nome di sicurezza collettiva. La sicurezza collettiva non è mai esistita, non esiste, non esisterà mai. Un popolo virile realizza nei suoi confini la sua sicurezza collettiva e rifiuta di affidare il suo destino alle mani incerte dei terzi.
"Altro luogo comune che bisogna respingere è la pace indivisibile. La pace indivisibile non potrebbe avere che questo significato: la guerra indivisibile; ma i popoli si rifiutano, e giustamente, di battersi per interessi che non li riguardano.
"La stessa Società delle Nazioni si basa sopra un assurdo che consiste nel criterio dell'assoluta parità giuridica fra tutti gli Stati, mentre gli Stati si differenziano almeno dal punto di vista della loro storica responsabilità.
"Per la Società delle Nazioni il dilemma si pone in termini chiarissimi: o rinnovarsi, o perire. Poichè è estremamente difficile che essa possa rinnovarsi, per nostro conto può anche tranquillamente perire.
Per fare una politica di pace non è necessario passare per gli ambulacri della Società delle Nazioni"

(Disc. di M. a Milano. 1 novembre 1936 - S. e D. Vol. V, p.201-2-3)

«L'organo che crea, coltiva, espande, apologizza il, sistema della "finzione" come metodo e pratica di vita, è la Società delle Nazioni. Finzione è la sua universalità, poiché vi mancano numerose e potenti Nazioni dei mondo. Ma il paradossale della faccenda è che a ferire il principio della universalità, è stata precisamente l'America che, dopo aver inventato la Società delle Nazioni ad uso esterno, si è sempre rifiutata energicamente di prendervi parte. Il padre abbandonò la sua creatura appena nata e la trovatella ha iniziato la sua vita
col marchio di questa permanente infelicità.
"Finzione è nella Società delle Nazioni il principio della uguaglianza fra gli Stati aderenti. Quando nelle sale o negli ambulacri ginevrini si dice che gli Stati sono uguali e che, quindi, il voto della Gran Bretagna vale quello della Liberia, la gente si mette a ridere. Vero è che di quando in quando si dànno ai rappresentanti dei piccoli Stati delle soddisfazioni di carattere formale e spettacolare come redigere un rapporto sui danni della mosca tropicale o presiedere un'assemblea, ma chi dirige effettivamente la macchina, chi prepara tutto - discorsi e mozioni - sono gli uomini del Segretariato che sono gli uomini delle tre grandi Potenze societarie e precisamente Francia, Inghilterra, Russia.
Finzione somma il pacifismo della Società delle Nazioni. I popoli si angustiano tutte le volte che di una questione di una certa gravità viene investita la Società delle Nazioni. Può scattare l'articolo 16, il quale reca fra le sue pieghe il principio e l'applicazione della guerra universale.

(M. Il Popolo d'Italia 24 luglio 1937)

"Possibilità di creare gli Stati Uniti d'Europa? Per domani è necessario un arbitrato fra gli Stati. La unione almeno di un continente. Dopo la unione degli Stati, si deve spingersi verso la unione dei continenti, ma ciò è in Europa straordinariamente difficile, perché in Europa ogni popolo ha un volto speciale, lingua, costumi, tipi. Una certa percentuale, diciamo x, rimane in ogni popolo completamente originale e si oppone per prima all'unione.
In America è indubbiamente più facile unire quarantotto Stati, con la stessa lingua, e senza una storia secolare."

(M. nei "Colloqui" di Ludwig - pag. 62).

"Fondare l'Europa? Si, sono più vicino a questa idea che cinque anni fa, ma il tempo non è ancora maturo. Prima bisogna lasciare che la crisi operi ancora più profondamente. Delle nuove rivoluzioni verranno. Solo esse formeranno il nuovo tipo dell'europeo".
(id. pag. 145).

"Francia - Voglio far salire l'odio degli italiani per la Francia a vette inaccessibili, quando l'avrò battuta la distruggerò tutta e su molte città metterò il sale." ...."I Francesi sono un popolo abbietto".
(Da "Diari" di Ciano, già in Paolo Monelli, "Mussolini piccolo borghese", pag 204 e 161)

"La Germania - I tedeschi debbono farsi guidare da me;
in politica è fuori discussione che io sono più intelligente di Hitler"

(Ib. pag. 209

"L'America - E' un paese di negri e di ebrei, elemento disgregatore della civiltà"

(Ib. pag. 160)

"Stati Uniti: a meno di improvvisi mutamenti, possibili in un paese di autentici isterici come l'America, la possibilità del suo intervento deve essere considerata come una realtà del domani....I marinai ed aviatori italiani sono orgogliosi di dovere fra breve combattere a fianco con i loro camerati germanici"
(Lettera di M. a Hitler, 27 agosto 1940 - "Lettere e Documenti" . King. F. Syndicate, N.York, 1946, pag,.56)

"Il sigor Roosevelt non ci può -anche dichiarandoci formalmente la guerra - fare un male maggiore di quanto ci abbia fatto sin qui. La sua dichiarazione di guerra avrebbe quindi lo scopo di sollevare il morale degli inglesi che è molto depresso, ma l'effetto di questo eccitante sarebbe di breve durata.(Quantunque mi ripugni di scendere in dettagli di carattere personale, bisogna pur trovare drammatico il destino del mondo anglosassone che nell'ora più difficile della sua storia è affidato a un uomo colpito a 44 anni da paralisi infantile come Roosevelt e a un uomo notoriamente alcolizzato quale Churchill)"
(Lettera di M. a Hitler, all'indomani dell'attacco alla Russia. "Lettere e Documenti" ib. pag 107)

"L'Inghilterra - Il pensiero anglo-sassone è la peste del mondo. Gli Inglesi, un popolo che pensa col culo" ... "Vi informo che ieri ho mandato una dichiarazione a Hitler per assicurarlo che non intendo restare con le mani alla cintola e che a partire dal 5 giugno sarò pronto a dichiarare guerra all'Inghilterra"
(Ib. pag. 160-161 e 215)


"La "Stimmung" del popolo italiano è ottima, come, Fuhrer, saprete anche da alte fonti. Soprattutto il popolo italiano è consapevolmente deciso a marciare sino in fondo col popolo tedesco e a sostenere tutti i sacrifici necessari per il conseguimento della vittoria":
(Lettera di M. a Hitler, all'indomani dell'attacco alla Russia. "Lettere e Documenti" ib. pag 107)


"...desidero ripetervi che la mia decisione di marciare con voi sino in fondo è incrollabile. E aggiungere che il popolo italiano, nei suoi ceti responsabili è pienamente convinto che sino in fondo bisogna marciare, qualunque cosa accada"
(lettera di M. a Hitler, 8 marzo 1943 - ib. pag. 145)


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LE CITAZIONE DI STALIN E IL SUO COMUNISMO
(qui la sua biografia >>>> )

„Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'imperialismo.“
„So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.“

„Il socialismo non significa miseria e privazioni, ma distruzione della miseria e delle privazioni, organizzazione di una vita agiata e civile per tutti i membri della società.“

„L'umanità è divisa in ricchi e poveri, in proprietari e sfruttati, ed astrarre noi stessi da questa divisione fondamentale; e dall'antagonismo tra poveri e ricchi significa astrarsi da fatti fondamentali.“

„[Dopo la presa del potere di Hitler in Germania] Il fascismo è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario.“
„La vittoria del socialismo in un solo paese, anche se questo paese è capitalisticamente meno sviluppato e il capitalismo continua a sussistere in altri paesi, sia pure capitalisticamente più sviluppati, è perfettamente possibile e probabile.“

„Il fascismo è una forza reazionaria che sta cercando di preservare il vecchio mondo con la violenza. Cosa possiamo fare con i fascisti? Vogliamo metterci a discutere con loro? Vogliamo cercare di convincerli? Ma questo non avrebbe nessun effetto su di loro. I comunisti non idealizzano affatto il metodo della violenza. Ma loro, i comunisti, non vogliono essere presi di sorpresa, non possono sperare che il vecchio mondo esca volontariamente di scena, vedono che il vecchio sistema si sta difendendo con la violenza ed è per questo che dicono alla classe operaia: rispondete alla violenza con la violenza, fate tutto il possibile per impedire che il vecchio ordine morente vi schiacci, non consentite che vi incateni le mani, quelle mani con cui rovescerete il vecchio sistema. Come vede i comunisti considerano la sostituzione di un sistema sociale con un altro non come un processo spontaneo e pacifico ma come un processo complesso, lungo e violento. I comunisti non possono ignorare i fatti.“

„I capi vanno e vengono, ma il popolo rimane. Solo il popolo è immortale.“

„Chi sono i bolscevichi? Sono i combattenti che per primi vanno in battaglia e per ultimi si ritirano.“
„Parimente, quando ha esaurito tutte le miserie, le privazioni, le tempeste, i ruggiti, le catastrofi, le agonie, contro un uomo rimasto ancora in piedi, la Fatalità sorride, e l'uomo, divenuto ebbro all'improvviso, barcolla.“

„Il rivoluzionario non è mai il prodotto di privazioni estreme.“

„Non è il censo, né l'origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società.“


(prima dell'invasione) - „La stampa straniera si esercita periodicamente nell'affermare che l'obiettivo dell'Armata Rossa è quello di sterminare il popolo tedesco e di distruggere lo Stato germanico. Si tratta di una stupida bugia […]. L'Armata Rossa non ha né può avere obiettivi così idioti.

(prima dell'invasione) „So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer, [Adolf Hitler] pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo.“
„La potenza tedesca è tale che se anche la Russia riuscisse a difendersi da sola, sarebbe molto difficile per l'Inghilterra e per la Russia unite demolire la macchina bellica germanica. L'unica cosa che potrebbe sconfiggere Hitler, e forse senza bisogno di sparare un sol colpo, sarebbe l'annuncio dell'entrata in guerra degli Stati Uniti.“

(a invasione avvenuta) L'obiettivo dell'Armata Rossa è di cacciare gli invasori tedeschi dal nostro territorio e di liberare il suolo tedesco dagli invasori fascisti. È assai verosimile che la guerra di liberazione del suolo tedesco porti all'abbattimento e alla distruzione della cricca hitleriana. Auspichiamo questo risultato. Ma sarebbe ridicolo identificare la cricca di Hitler con il popolo tedesco. La storia dimostra che gli Hitler vanno e vengono, ma che il popolo tedesco e lo Stato tedesco rimangono.“
„Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.“

„La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.“

„Nel regime socialista, che, per il momento, esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori né sfruttati. I prodotti vengono ripartiti secondo il lavoro compiuto e secondo il principio: "Chi non lavora non mangia."“
„L'istruzione è un'arma, il cui effetto dipende da chi la tiene in mano ed a chi essa è rivolta.

„Il Vaticano […] è un centro reazionario, uno strumento al servizio del capitale e della reazione mondiale; sono essi che sostengono quest'organizzazione internazionale di sovversione e di spionaggio. Il fatto è che molti preti cattolici e missionari del Vaticano sono delle spie matricolate di livello mondiale. Per mezzo loro l'imperialismo ha tentato e tenta di raggiungere i suoi scopi.“
„Il Partito non è un circolo di discussioni.“

„[…] la questione delle credenze religiose va considerata con molta cautela, bisogna agire con grande circospezione, poiché non si possono offendere i sentimenti religiosi di un popolo. Questi sentimenti sono stati coltivati da secoli negli uomini; bisogna quindi agire con grande cautela, tanto più che l'atteggiamento adottato in materia influisce sulla compattezza e l'unità del popolo.“

„Vogliamo comandare [i prezzi], ma non ci siamo ancora riusciti […]. Le leggi dell'economia politica non sono create dallo Stato, esse sono oggettive.“

„In Germania non può scoppiare una rivoluzione perché per farla bisognerebbe calpestare i prati.“

„Nell'armata Sovietica ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.“

„Lo sciovinismo nazionale e razziale è un residuato dei costumi misantropici del periodo del cannibalismo.“

„Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta.“

„Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki […] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo..“

„Penso, compagni, che l'autocritica ci è necessaria come l'aria, come l'acqua.“

„Indicatemi un paese dove il governo non appoggi i capitalisti, i grandi proprietari fondiari, i kulak e gli altri ricchi, ma i contadini lavoratori. Un governo simile non c'è e non c'è mai stato al mondo. Solo da noi, nel paese dei Soviet, esiste un governo che difende a spada tratta gli operai e i contadini colcosiani, che difende tutti i lavoratori della città e della campagna contro tutti i ricchi e gli sfruttatori.“

„Anche gli aristocratici russi un tempo si trastullavano con la lingua francese alla corte dello zar e nei salotti. Essi si inorgoglivano del fatto che, parlando russo, inciampavano nel francese, che sapevano parlare russo solo con accento francese.“

„Vi furono un tempo dei «marxisti», nel nostro Paese, i quali asserivano che le ferrovie rimasteci dopo la Rivoluzione d'Ottobre erano ferrovie borghesi, che sarebbe stato sconveniente per noi marxisti utilizzarle, che avrebbero dovuto essere divelte e che occorreva costruire delle ferrovie nuove, «proletarie.»“

„Come è noto, tutte le parole di una lingua messe assieme ne formano il cosiddetto patrimonio lessicale. La cosa principale nel patrimonio lessicale di una lingua è la sua parte fondamentale, che comprende anche, come suo nocciolo, tutti i vocabili radicali. Esso è molto meno esteso del patrimonio lessicale della lingua, ma vive molto a lungo nel corso del secoli, e dà alla lingua una base per la formazione di nuove parole. Il patrimonio lessicale riflette lo stato della lingua: quanto più ricco e vario è il patrimonio lessicale tanto più ricca e sviluppata è la lingua.“

„La bandiera della indipendenza nazionale e della sovranità nazionale è stata gettata a mare: non vi è dubbio che questa bandiera toccherà a voi di risollevarla e portarla in avanti, a voi rappresentanti dei partiti comunisti e democratici, se volete essere i patrioti del vostro paese, se volete essere la forza dirigente della nazione. Non vi è nessun altro che la possa levare in alto.“

„La corruzione, la privazione e la dissolutezza sono state totalmente eliminate, e hanno ceduto il passo a una nuova e stabile società conforme alle vere tradizioni nazionali del nostro popolo.“
„Il denaro consacrato alla beneficenza non ha merito se non rappresenta un sacrifizio, una privazione.“

„Di sera avveniva una cosa strana: le venti famiglie diventavano una famiglia, i figli diventavano figli di tutti. La privazione della casa diventava una privazione comune, e gli anni felici nell'Ovest erano un sogno comune.“

„Nella miseria la vita stessa è una offesa!“

„Come protestante, la mia religione mi sembrava misera, non però la mia vita. E ora, da cattolico, la mia vita è misera, non però la mia religione.“

"Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'uguale condivisione della miseria.“

Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.“

„Noi possiamo conoscer Dio senza conoscere le nostre miserie; o le nostre miserie, senza conoscer Dio; oppure Dio, e le nostre miserie, senza conoscere il mezzo per liberarci dalle miserie che ci struggono. Ma noi non possiamo conoscere Gesù Cristo, senza conoscere tutto insieme, e Dio, e le nostre miserie, e il rimedio delle nostre miserie, perché Gesù Cristo non è semplice* mente Dio, ma è un Dio riparatore delle nostre miserie.“


Fonte con altre numerose citazioni....
https://le-citazioni.it/autori/stalin/
https://le-citazioni.it/frasi/2045252-stalin-il-socialismo-non-significa-miseria-e-privazioni/

HITLER
(In audio il discorso originale di Hitler al Reichstag, trasmesso in diretta negli USA)
(Era il 1° settembre 1939, ore 10.00 - Iniziava la 2a Guerra Mondiale)


( Hitler discorso delle ore 10, 1° settembre, 1939)

(richiede plug-in RealAudio(r) o RealPlayer(r))

Seit 5.45 Uhr wird jetz zaruckgeschossen....Wer selbst sich von den Regeln einer...
....HUMANEN KRIEGFUHRUNG...

...entfernt, kann von uns nichts andres erwarten, als dass wir den gleichen Schritt tun. Ich werde diesen Kampft, ganz gleich gergen wen, so lange fuhren, bis die sicherheit des Reiches und bis seine Rechte gewaahrleistet sind ........"
(
"Dalle ore 5,45 rispondiamo  al fuoco...Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti").

 

“La povertà e la spietata realtà mi forzarono a decidere prontamente.”

“Quando la ragione tace e tocca alla violenza la decisione suprema, la miglior difesa consiste nell'assalto.”

“La Dea della Pace può solo marciare a fianco del Dio della guerra e ogni grande azione della Pace
ha bisogno dell'aiuto e della protezione della forza.”

“C'è chi mi dice: attento! Ti ritroverai vent'anni di guerriglia! Ed è una prospettiva che mi rallegra:
una guerra permanente porterà la Germania ad uno stato di allerta continua!”

„Se non rispettassimo le leggi naturali, imponendoci col diritto del più forte, verrebbe il giorno il cui le bestie feroci ci divorerebbero di nuovo – poi gli insetti mangerebbero le bestie feroci, e infine solo i microbi sopravviverebbero.“

“Il Vaticano predica la bontà... ma sotto questo slogan ha bruciato milioni di persone... Con la nascita del Cristianesimo la ricerca scientifica ha subito un arresto.”

„Il cristianesimo è stata la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell'amore. Il suo segno è l'intolleranza.“

„Il cristianesimo è un'invenzione di cervelli malati, un insieme di mistificazioni ebraiche manipolate dai preti; è la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell'amore; è intollerante, inganna il popolo, contraddice la ragione e lo sviluppo scientifico.“

„Il cristianesimo costituisce il peggiore dei regressi che l'umanità abbia mai potuto subire, ed è stato l'Ebreo, grazie a questa invenzione diabolica, a ricacciarla quindici secoli indietro.“

„Quando si tratta degli Ebrei, ignoro qualsiasi sentimento di pietà. Saranno sempre il fermento che anima i popoli gli uni contro gli altri.
Seminano zizzania dappertutto, tanto fra gli individui quanto fra i popoli.“
“Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.”
“Perciò io credo di agire nel senso del Creatore del mondo: in quanto mi difendo dagli ebrei,
lotto per le opere del Signore.”

„Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza al primo venuto, senza tenerne in considerazione la razza.“ — (dal Mein Kampf)

„Lo Stato non è un'associazione di contraenti economici, in uno spazio vitale determinato per perseguire i propri scopi economici ma è piuttosto l'organizzazione di una comunità di esseri fisicamente e spiritualmente solidali, per rendere possibile la conservazione della specie e il raggiungimento dei suoi scopi di esistenza. L'Economia è solo uno dei tanti mezzi che servono al raggiungimento di quella meta“ — (dal Mein Kampf)

„Lo Stato nazionale ripartisce i suoi abitanti in 3 classi: cittadini, appartenenti allo Stato e stranieri. La nascita conferisce solo l'appartenenza allo Stato. Il giovane appartenente allo Stato ha l'obbligo di ricevere l'educazione scolastica prescritta ad ogni Tedesco. Così si assoggetta all'educazione necessaria per diventare un membro del popolo consapevole della razza e della nazionalità; più tardi dovrà adempiere le esercitazioni fisiche ordinate dallo Stato ed infine entrare nell'Esercito. Quando il giovane, sano e virtuoso, ha terminato il servizio militare, gli viene conferito il diritto di cittadinanza. L'essere uno spazzino cittadino di un tale Reich sarà onore più alto che l'essere re in uno Stato estero. Il cittadino è privilegiato di fronte allo straniero. Ma quest'alta dignità comporta dei doveri: chi non ha onore né carattere può sempre essere privato di tale onore e così ridiventa un semplice appartenente allo Stato“ — (dal Mein Kampf)

„Verrà un giorno in cui sarà più grande onore avere il titolo di cittadino del Reich in qualità di spazzino che essere re in uno Stato straniero, e questo giorno verrà certamente, poiché, in un mondo come il nostro, che permette la mescolanza delle razze, uno Stato che dedica tutti i suoi sforzi allo sviluppo dei migliori elementi razziali deve fatalmente diventare il padrone del mondo.“ — (dal Mein Kampf)

„Chi vuole vivere deve lottare.
Chi si rifiuta di combattere in un mondo di eterno conflitto,
non merita di vivere.“ — (dal Mein Kampf)

„L'individuo di razza mista diventa incerto e prende decisioni non completamente valide. Già la stessa Natura compie delle selezioni… le razze bastarde sono destinate alla sconfitta.“
(dal Mein Kampf)

„La lettura del Mein Kampf io la renderei, per legge, obbligatoria. Fuori dal contesto in cui fu concepito e scritto, quel libro è un caciucco di coglionerie.“

„Non fondo molto sull'avvenire degli Americani. Ai miei occhi, è un Paese marcio. A ciò si aggiunge il problema delle razze e delle ineguaglianze sociali. È quel che ha causato la rovina di Roma, eppure si trattava di una costruzione solida e che rappresentava qualcosa.
Inoltre, i Romani erano animati da grandi idee.
Niente di simile nell'Inghilterra di oggi. Quanto agli Americani, inutile parlarne.“

 

Su MUSSOLINI...

“Provai profonda ammirazione per il grande uomo a sud delle Alpi, che pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti con il nemico interno all'Italia, ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi della Terra è la decisione di non spartirsi l'Italia con il Marxismo, ma di salvare la sua patria...”

„Mussolini è il primo uomo politico del mondo, a cui nessuno può paragonarsi nemmeno lontanamente.“

„Mussolini è una di quelle figure solitarie di tutti i tempi che non sono prodotti della storia, ma sono essi stessi artefici della storia.“

 

“L'unica difesa sicura è l'attacco. Attaccate sempre!”

“La degradazione della razza e del sangue è il peccato mortale di questo mondo e la fine dell'umanità che vi si abbandoni.”

“Può perfino capitare che una parte del popolo creda veramente che un ebreo possa esseretedesco o inglese, francese o italiano... ma questa è solo un'illusione.”

“Una riforma sociale deve fare tre cose: innanzitutto abbattere i muri che separano fra loro i diversi ceti sociali, per aprire ad ognuno la strada dell'ascesa sociale; quindi creare un livello generale di vita tale da garantire un minimo di sopravvivenza anche ai più poveri; infine provvedere affinché tutti possano essere partecipi dei benefici...”

“Tutta la saggezza del mondo resta inefficace se la forza non si pone al suo servizio per tutelarla e sostenerla.”

“L’abilità ricettiva delle grandi masse è solo molto limitata, la loro comprensione è piccola; d’altro lato la loro smemoratezza è grande"

“Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza senza tenere in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco è diverso dall'avere in sangue la razza tedesca.”

“O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile.”

“Lo scopo supremo dello Stato nazionale è quello di conservare quei primordiali elementi di razza che, quali donatori di civiltà, creano la bellezza e la dignità d'un'umanità superiore.”

“L'attività della cosiddetta 'stampa liberale' è l'opera dei becchini del popolo. E non è il caso di parlare dei bugiardi fogli marxisti: per essi la bugia è una necessità vitale, come per il gatto i topi.”

«Il popolo tedesco a suo tempo è sopravvissuto alle guerre con i romani. Il popolo tedesco è sopravvissuto all'emigrazione dei popoli. Poi, il popolo tedesco è sopravvissuto alle grandi lotte del primo e del tardo medioevo. Il popolo tedesco è sopravvissuto anche alle lotte religiose del periodo successivo. Il popolo tedesco è sopravvissuto quindi alla guerra dei trent'anni. E dopo, il popolo tedesco è sopravvissuto alle invasioni napoleoniche, alle guerre di liberazione, persino ad una guerra mondiale, persino ad una rivoluzione – e sopravvivrà anche a me.“


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Iniziano le "Olimpiadi" della morte; ci sono le prime gare eliminatorie, le finali.
La "finalissima" chiuse i "giochi" con la Bomba Atomica.

Ecco cosa disse TRUMAN:
"Il mondo sappia che la prima bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, una base militare. Abbiamo vinto la gara per la scoperta dell'atomica contro i tedeschi. L'abbiamo usata per abbreviare l'agonia della guerra, per risparmiare la vita di migliaia e migliaia di giovani americani, e continueremo a usarla sino alla completa distruzione del potenziale bellico giapponese.


In Germania i nazisti usavano i forni,
in Giappone i forni li buttavano dal cielo: era meno raccapricciante !!!!
Sono perfino riusciti a creare uomini a loro immagine e somiglianza
cioè dei mostri
" se siete impressionabili non guardate queste pagine >>>>>

BBC- 14-8-45 "Londra, New York, Washington e altre città americane hanno festeggiato, e ringraziato Dio nella chiesa di San Patrizio eseguendo l'"Alleluia" dal "Messia" di Haendel"

"Al ritorno dalla sua raccapricciante missione il pilota colonnello Tibbits è stato decorato".
(Comun. Ansa, 8 agosto, ore 03.30)

(all'Italia è andata anche bene. HARRIS con il suo "Bomber Command" che seguitava a bombardare l'Italia come in Germania, quando seppe che c'era ai primi di marzo in cantiere le bombe atomiche, aveva chiesto di usarle subito per sganciarle sulla Pianura Padana. Ma in febbraio non erano ancora pronte. Inoltre non c'era ancora Truman, che poi diventato Presidente, voleva terminare in fretta la guerra In Italia. Ecco perché gli angloamericani fecero melina sulla Lineaa Gotica fino in Aprile.
(fatti e documenti sono QUI >> Harris >>>

Con l'impiego della bomba A, si sarebbero eliminati sia i tedeschi (già meno pericolosi, e forse già in trattative con gli Usa, tali da allarmare Stalin)  e sia i bolscevichi dall'Italia del Nord (partigiani rossi che gli alleati temevano
si unissero a quelli dell'Est di Tito - già a Trieste, per poi invadere la Pianura Padana.
Come avvenne in Giappone, la bomba fu sganciata lì, ma il botto doveva sentirlo la Russia, che si illudeva di spartire con gli Usa l'Europa e l'Oriente. Tre mesi prima questi erano i patti.


E quell'''Italia del
"Siamo forti per terra, per mare e per cielo"?
Non era vero !!! Non lo "fummo mai". Gli italiani nei primi tre anni si allearono con il più forte, poi scoperto che perdeva e che l'altro era ancora più forte, e un altro a Est un'altrettanto forte,
gli italiani- per andare o di qua o di là - si scannarono pure fra di loro per due anni !!!

E non è neppure vero che gli americani sono venuti in Italia ad "aiutare gli italiani" (come ora va dicendo un premier di scarsa memoria) , semmai sono venuti ad aiutare dei perdenti, non aveva mai creduto che eravamo "
forti per terra, per mare e per cielo".
Forti lo erano loro, si erano per ben 3 anni preparati.

Intervenire dopo 3 anni risultò un grosso affare per gli USA
dopo che dal 1929 al '41 non aveva risolto nessun suo problema.

Quanto all'Unione Europea attuale, in crisi, speriamo solo che la Francia abbia dimenticato quel 10 giugno 1940, e la Germania l'8 settembre 1943, (ma anche "Il Patto di Londra" di Sonnino" del 1915).
L'Italia che ieri come oggi si trova in mezzo, verrebbe stritolata. Addio esportazioni a Est, e addio importazioni a Ovest (il Nord italia importa molta energia elettrica proprio dalla Francia, prodotta dalle centrali nucleari che non producono solo energia ma anche plutonio).

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qualche citazione e proverbi degli EBREI


da...
https://aforisticamente.com/proverbi-ebraici-yiddish/

Amico non è colui che ti asciuga le lacrime, ma colui che non ti fa piangere.
Un libro dà la conoscenza, ma è la vita che dà la comprensione.
Dio non poteva essere ovunque, per questo ha creato la madre.
Le lacrime di un bambino raggiungono il cielo.
Se il destino di un uomo è annegare, annegherà anche in un bicchier d’acqua.
Dalla felicità alla sofferenza è un passo; dalla sofferenza alla felicità è un’eternità.
Quello che non vedi con i tuoi occhi non inventarlo con la lingua.
Una parola detta al momento giusto è come un diamante incastonato nell’oro.
Sulla porta del successo troverai due scritte: ENTRATA e USCITA.
Il saggio ascolta una parola e ne comprende due.
Una madre comprende ciò che un bambino non dice.
Non è bene vivere soli, neppure in Paradiso.
Due ebrei, tre opinioni.
Uno dei più grandi misteri della vita è come il ragazzo che non era abbastanza buono per sposare tua figlia possa essere il padre del nipotino più intelligente del mondo.
Se tutti andassero in una direzione, il mondo intero si ribalterebbe.
Il cuore dell’uomo è un posto libero: puoi edificarci un paradiso o scavarci un inferno.
Annunci
L’uomo deve vivere, fosse solo per curiosità.
Solo l’amore ci dà il sapore dell’eternità.
La gente fa i piani e Dio ride.
Non essere troppo dolce per non essere mangiato; non essere troppo amaro per non essere vomitato.
Il denaro non rende felici, ma si piange di meno.
Un pessimista, di fronte a due mali, sceglie entrambi.
Dio non ha mai ordinato a nessuno di essere stupido .
Una pace cattiva è meglio di una guerra buona.
Tra coloro che stanno in piedi, non sederti; tra coloro che stanno seduti, non stare in piedi. Tra coloro che ridono, non piangere; tra coloro che piangono, non ridere.
La tristezza chiude le porte del paradiso, la preghiera le apre, la gioia le abbatte.
Quando l’uomo pensa, Dio sorride.
Tutte le spose sono belle; tutti i morti sono pii.
Due gatti danno da fare a un leone.
Dio non è ricco; tutto ciò che fa è prendere a uno e donare a un altro.
I bambini e il denaro fanno un mondo bello.
La stupidità cresce senza bisogno di pioggia.
In un litigio, lascia la porta aperta per una riconciliazione.
Quando un padre aiuta un figlio, entrambi sorridono; ma quando un figlio deve aiutare suo padre, entrambi piangono.
Un uomo giusto che sa di essere giusto non è giusto.
Ai cavalli controlla i denti. A un essere umano il cervello.
Annunci
Non aprire un negozio se non sai sorridere
Non vendere il sole per acquistare una candela.
Un pazzo può fare più domande in un’ora di quante risposte un saggio riesca a dare in un anno.
Per fortuna Dio vive in alto, altrimenti la gente gli avrebbe infranto le finestre.
La ragazza che non sa ballare, dice che l’orchestra non sa suonare.
Un buon amico è spesso meglio di un fratello.
Se hai soldi in tasca, sei bello, intelligente e canti anche bene.
Un uomo saggio sa quello che dice; uno stolto dice quello che sa.
Se la sua parola fosse un bastone, non ci si potrebbe appoggiare sopra.
Mezza verità è una menzogna intera.
I problemi sono per l’uomo ciò che è la ruggine è per il ferro.
Se i ricchi potessero assumere dei poveri perché morissero al posto loro, i poveri si guadagnerebbero bene la vita.
Se non potete essere grati per quello che avete ricevuto, siate riconoscenti per quello che vi è stato risparmiato.
Se il cavallo avesse qualcosa da dire, imparerebbe a parlare.
Non lasciare mai un ristorante a mani vuote.
Conoscere la Torah non ti impedisce di peccare.
Tutti i suoi denti dovrebbero cadere tranne uno per farlo soffrire.
Una persona pigra deve fare un compito due volte.
Chi tace è la metà di un pazzo; chi parla è un pazzo completo.
Una malattia immaginaria è peggio di una vera.
Annunci
Se è fatto al momento giusto, non è un peccato.
Se la stupidità fosse un albero, tu saresti un bosco!
Essere senza denaro è sempre un errore.
Meglio essere una persona saggia all’Inferno che un pazzo in paradiso.
L’inchiostro si asciuga rapidamente. Le lacrime no.
Meglio un Ebreo senza barba che una barba senza Ebreo.
Tutto ruota intorno al pane e alla morte.
Tre cose non si possono nascondere: l’amore, la tosse e la povertà.
Meglio un dolore al cuore che la vergogna davanti agli uomini.
Dio è un padre; la fortuna è un patrigno.
Le donne sanno parlare due lingue: una prima del matrimonio e una dopo il matrimonio.
Una parola è come una freccia. Entrambe hanno fretta di colpire.
Sulla facciata che mostriamo agli altri manifestiamo il nostro potenziale; attraverso i nostri figli riveliamo la nostra realtà.
Ero scontento di non avere scarpe finché ho visto uno senza piedi.
Meglio un’oncia di fortuna che una libbra d’oro.
È meglio il morso di un amico che il bacio di un nemico
Il ricco porta Dio in tasca, il povero nel suo cuore.
Anche il cane sdentato afferra l’osso.
Una goccia di amore può portare un oceano di lacrime.
Meglio essere maledetto che compianto.
Annunci
Se un povero mangia un pollo, uno dei due è malato.
Di due individui, uno spacca la legna, l’altro brontola.
Ci preoccupiamo del passato, ci stressiamo del presente, ci spaventiamo del futuro.
Il giusto cade sette volte e si rialza.
Il mondo intero poggia sulla punta della lingua.
Lo stolto casca di schiena e si rompe il naso.
La gioventù è un errore, la mezza età una battaglia, e la vecchiaia un rimpianto.

CITAZIONI

Il docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, George L. Mosse,
nel suo libro “Il razzismo in Europa”, a pag. 245 scrive:
«Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista
nei territori sotto il suo controllo. Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti,
le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere e ottenere la nazionalità italiana.
Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini,
e solo quando i tedeschi occuparono l’Italia»

Stephen S. Wise, presidente del Congresso Ebreo Americano e del Congresso Ebreo Mondiale, disse in un comizio di New York nel giugno 1938: «Non sono un cittadino americano di fede ebrea, sono un Ebreo… Hitler nei suoi scritti ha ragione in una cosa. Chiama gli Ebrei una razza e noi siamo una razza.»

Il termine "razzista" "Untermensch" derivava dal titolo del libro dell'americano ebreo Theodore Lothrop Stoddard del 1922 "The Revolt Against Civilization" - "La rivolta contro la civiltà: la minaccia del sotto uomo". "Ciò che oggi affligge il mondo é il processo razziale, che ha giù distrutto le grandi civiltà del passato e che minaccia di distruggere il nostro. Tale riesame del problema è stato tentato nel presente libro" Bisogna agire! Siamo noi il "popolo prediletto". (LOTHROP STODDARD. Brookline, Massachusett, 30 marzo 1922)

Lenin ha scritto: “Il fatto che gran parte della media intellighenzia ebraica si sia stabilita nelle città russe ha reso un bel servizio alla rivoluzione e furono loro, in quell’ora fatidica, a salvare la rivoluzione” (O evreiskom v Rossii [Sulla questione ebraica in Russia], Mosca, Proletarii, 1924, p. 17).


da.....
https://www.frasicelebri.it/argomento/ebraismo/


“I pagani non conoscono Dio, e amano solo la Terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio, e amano solo la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio, e non amano la Terra.”
BLAISE PASCAL
[Tag:cristianesimo, dio, ebraismo, paganesimo, terra]

“Gesù è nato ebreo e da ebreo è morto.”
AMOS OZ
[Tag:ebraismo, gesù]


“La Massoneria è un'istituzione ebraica, la cui storia, i gradi, gli incarichi, le parole di passo, le interpretazioni, sono ebraiche dall'inizio alla fine.”
MARCO PIZZUTI
[Tag:cospirazione, ebraismo, massoneria]


“Per i mercanti dell’odio esistono quattro livelli di individui cui rivolgere la loro avversione. Forse penserai che i cristiani siano al livello più alto. Non è così, perché anche voi credete nell’unico vero Dio e quindi, come gli ebrei, siete un Popolo del Libro.”
FREDERICK FORSYTH
[Tag:cristianesimo, ebraismo, terrorismo]

“Io non credo nella religione professata dalla chiesa Ebraica,dalla chiesa Romana, alla chiesa Greca, dalla chiesa Turca, dalla chiesaProtestante, e nemmeno da qualsiasi chiesa che io conosca... Ciascuna di queste chieseaccusa le altre di miscredenza; e dal canto mio, io non credo a nessuna di loro.”
THOMAS PAINE


[Tag:ateismo, cattolicesimo, ebraismo, protestantesimo, religione]
“Se la religione ebraica avesse inventato l'Aldilà avrebbe avuto più clienti.”
JEANNIE BERLIN - Rose
[Tag:aldilà, credente, ebraismo]


“Ebraismo e cristianesimo, compreso anche l’Islam, trasudano tutti e tre nettare di bontà e pietà e compassione solo fintanto che non hanno per le mani sbarre e manette, potere, cantine da tortura e patiboli.”
AMOS OZ
[Tag:cristianesimo, ebraismo, islam]

“Il hassidismo appariva allora come il movimentodinamico e rivoluzionario dell’ebraismo. Il suo appello alla gioia, alla realizzazione attraverso la gioia, al sogno e al fervore infiammava i giovani, scuoteva i rassegnati.”
ELIE WIESEL
[Tag:ebraismo]

“Quanti del pubblico sono cristiani osservanti della Pasqua? (applauso). Quanti sono ebrei osservanti della Pasqua ebraica? (applauso). Quanti sono Pagani osservanti le vacanze primaverili? (applauso selvaggio).”
JAY LENO
[Tag:cristianesimo, ebraismo, paganesimo, pasqua]


“Allontanandosi dal giudaismo originario, il cristianesimo ha dovuto porsi problemi che Gesù non aveva.”
CORRADO AUGIAS
[Tag:cristianesimo, ebraismo, problemi]

“All’inizio i primi cristiani dovevano strappare i loro fedeli alle religioni della classicità, greca e romana, che avevano diffuso la rappresentazione del sacro, spesso con opere di notevole o addirittura grandioso valore artistico. Dovendo competere su quel terreno, non si poteva passare da una tale abbondanza alla nuda severità dell’ebraismo,...”
CORRADO AUGIAS
[Tag:cristianesimo, ebraismo, paganesimo]


“Io non posso prendere i miei convincimenti cattolici, il mio articolo di fede, e legiferare con esso per il Protestante o l'Ebreo, o l'ateo.”
JOHN FORBES KERRY
[Tag:ateismo, cattolicesimo, ebraismo, protestantesimo]


“Gesù era ebreo, sì, ma solo per parte di madre.”
CARROLL O'CONNOR - Archie Bunker
[Tag:ebraismo, gesù]


“Nella polemica, anche dura, che opponeva la tradizione giudaica alla/alle nascenti comunità cristiane che andavano progressivamente separandosi da essa, cominciò a circolare la diceria che Maria fosse una donna di strada e che il vero padre di Gesù fosse un soldato romano, di nome Pantera.”
CORRADO AUGIAS
[Tag:cristianesimo, ebraismo]


“La struttura trinitaria è sicuramente una delle cause che fanno nascere una religione diversa da quella ebraica.”
CORRADO AUGIAS
[Tag:cristianesimo, ebraismo]

“Leggendo la Bibbia ebraica non si può non restare impressionati dal fatto che, sebbene non parli di teologia, il suo punto centrale è la lotta contro l'idolatria.”
ERICH FROMM
[Tag:bibbia, ebraismo, teologia]

 

 

COSA DICEVANO NEL MONDO DI MUSSOLINI
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E cosa MUSSOLINI
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