STATI UNITI

GUERRE? ARRIVA L'AMERICA !


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Crollarono  tre imperi storici, e dallo sfacelo nascevano nuovi stati e risorgevano vecchie nazioni, ma da un altro punto di vista tutti i belligeranti europei nell'incapacità di mettersi d'accordo, uscirono dal conflitto tutti sconfitti, in quanto la guerra segnò - se non la causò direttamente - uno spostamento della potenza internazionale dall'Europa all'America da un lato, alla Russia sovietica dall'altro.
Per rimanere i due blocchi (con in mezzo una pausa di venti anni) da quel momento in avanti, padroni assoluti dell'Europa.

 

6 APRILE 1917: GLI USA ENTRANO IN GUERRA
QUALI LE VERE MOTIVAZIONI?

Nel 1823 il presidente degli USA, il repubblicano James Monroe nella sua celebre Dichiarazione affermo' a chiare lettere che da quel momento mai piu' gli Stati Uniti sarebbero intervenuti negli affari europei e che altrettanto doveva fare l'Europa rispetto agli USA. Fu l'inizio della linea di non intervento statunitense, della totale non-ingerenza in qualsiasi affare europeo.


"L'America agli americani" aveva gridato al Congresso, naturalmente non si riferiva a quelli che vi erano nati, ma a quelli che l' avevano "colonizzata"  l'America.

Questi i tre punti essenziali di quel discorso:
1) Nessuna ulteriore colonizzazione da parte di potenze europee in America.
2) Qualsiasi tentativo di estendere la propria influenza sarà interpretato come un atto ostile.
3) Gli Stati Uniti non interferiranno mai negli affari europei se gli europei rispetteranno i primi due punti

The Monroe Doctrine

Enunciated by President James Monroe, December 2, 1823.

In the discussions to which this interest has given rise, and in the arrangements by which they may terminate, the occasion has been deemed proper for asserting as a principle in which rights and interests of the United States are involved, that the American continents, by the free and independent condition which they have assumed and maintain, are henceforth not to be considered as subjects for future colonization by any European power... We owe it, therefore, to candor and to the amicable relations existing between the United States and those powers to declare that we should consider any attempt on their part to extend their system to any portion of this hemisphere as dangerous to our peace and safety. With the existing colonies or dependencies of any European power we have not interfered and shall not interfere. But with the governments who have declared their independence and maintain it, and whose independence we have, on great consideration and on just principles, acknowledged, we could not view any interposition for the purpose of oppressing them or controlling in any other manner their destiny by any European power in any other light than as the manifestation of an unfriendly disposition toward the United States.

 

Una politica che duro' quasi 100 anni, poi  abbandonata nell'aprile del 1917 allorche' il presidente Wilson decise di entrare in guerra contro la Germania dichiarando di voler combattere "per i valori che sono sempre stati piu' cari ai nostri cuori: la democrazia, il diritto dei popoli piegati dall'autoritarismo, i diritti e le liberta' delle piccole nazioni".
(ma quando Massimiliano sbarcò in Messico, la sua "ingerenza" la pagò cara).

Ma quali furono le vere motivazioni americane? I rapporti fra USA e Germania si fecero tesi gia' nel 1915 quando un transatlantico inglese, il Lusitania, in servizio da New York a Londra fu silurato da un sommergibile tedesco causando la morte di quasi 2000 persone tra cui 138 americani. Fu un episodio che indignò' gli USA, ma che influì non eccessivamente  nella decisione di entrare in guerra, come a volte è stato invece erroneamente sostenuto.
Wilson invio' una dura protesta all'imperatore tedesco, ma gli USA continuarono a mantenere regolari rapporti diplomatici con la Germania (tra l'altro poco dopo il Lusitania, anche un altro transatlantico in rotta verso New York venne affondato dai tedeschi: l'Arabic.)

Nel suo intervento al Congresso  per giustificare di volere l'entrata in guerra, Wilson attacco' duramente la decisione tedesca, resa effettiva dal 1 febbraio 1917, di riprendere la guerra sottomarina illimitata definendola "guerra contro tutte le nazioni". Inoltre la guerra sottomarina rischiava di produrre una forte diminuzione dei commerci fra USA e REGNO UNITO. Tuttavia per tutto il mese di febbraio, nonostante la decisione tedesca , il Congresso statunitense (come del resto quasi tutta l'opinione pubblica) era in larga maggioranza contrario ad entrare in guerra. La vera motivazione della decisione americana di abbandonare la Dottrina Monroe va cercata altrove, e precisamente in quello che e' passato alla storia come "telegramma ZIMMERMAN" dal nome del ministro degli esteri tedesco.

Questi, nel gennaio 1917 trasmise via cavo, tramite un messaggio cifrato, all'ambasciatore tedesco in USA, Bernstoff, la notizia dell'imminente decisione tedesca di dare avvio ad una nuova dura guerra sottomarina e l'assoluta volonta' di mantenere gli USA neutrali. Se si fosse visto che cio' non avveniva, diceva Zimmerman, era necessario avviare un'alleanza sia col Giappone sia col Messico in funzione antiamericana. Il Messico aveva duri contenziosi col governo degli USA per il possesso di territori nel Texas e in Arizona, e piu' volte uomini armati messicani avevano superato il confine con gli USA, alimentando una pericolosa guerriglia, tanto che dovette intervenire proprio l'esercito americano per placare i pericolosi focolai di rivolta.

Zimmerman nel telegramma esprimeva l'intenzione di alimentare queste tensioni, concedendo al Messico armi e denaro per costringere così gli USA, nel caso di un loro intervento in Europa, a dover fronteggiare un pericoloso fronte interno.
Ma a parte questo, negativa in maniera considerevole per gli USA sarebbe stata anche un'eventuale alleanza della Germania col Giappone, con il quale i rapporti statunitensi da tempo si erano deteriorati per ragioni commerciali. Anche in questo caso gli USA, se scendevano in guerra in Oriente, avrebbero dovuto combattere con un nuovo e indesiderato avversario.

Zimmerman invio' il suo telegramma in codice tramite la Svezia, paese neutrale, visto che gli USA, non concedevano alle potenze in guerra di trasmettere sul territorio americano con il cavo sottomarino che univa USA ed Europa, che era  di proprietà americana. 
Qui entro' in gioco l'Inghilterra. Dall'inizio della guerra , gli inglesi, avevano messo a punto una formidabile arma per captare i messaggi nemici; un ufficio di decrittazione chiamato STANZA 40, capace di intercettare e poi decifrare i codici del nemico. Cio' permise in varie circostanze agli inglesi di conoscere in anticipo le mosse tedesche e di poter predisporre le adeguate contromisure. Nella STANZA 40, lavoravano abilissimi tecnici elettronici, alle dipendenze di ALFRED EWING, che riuscirono durante la guerra a catturare piu' di ventimila comunicazioni nemiche. (la STANZA 40, resa ancora piu' potente, svolse un ruolo fondamentale anche nella SECONDA GUERRA MONDIALE).

Gli inglesi intercettarono quindi il telegramma Zimmerman, pur non riuscendo inizialmente a capirne tutto il contenuto perche' trasmesso dai tedeschi con un nuovo codice rispetto alle precedenti comunicazioni. La totale decrittazione, pote' avvenire, quando l'ambasciatore Bernstoff, ritrasmise il telegramma al presidente messicano Carranza. Una volta decifrato il messaggio e intuitone l'importante contenuto, gli inglesi lo resero subito noto al presidente americano Wilson; eravamo alla fine del febbraio 1917. Fu allora che l'intero congresso degli STATI UNITI, si indigno' con la Germania e decise di prevenire al piu' presto le sue mosse giudicando pericolosissime le intenzioni tedesche di allearsi con Messico e Giappone. Inoltre il testo del telegramma, senza naturalmente raccontare del ruolo della STANZA 40, ufficio che doveva restare segretissimo, fu dato alla Stampa. Così anche l'opinione pubblica americana nell'apprendere, reagì con sconcerto e indignazione alle intenzioni tedesche. Di lì a poco venne la definitiva decisione del Congresso di votare a maggioranza per l'ingresso in guerra contro la Germania. 
Il telegramma Zimmerman, piu' di ogni altra cosa (o almeno così sembra) riuscì a motivare questa scelta. ( * )


(by - GIACOMO PACINI)

( * ) La seconda motivazione è che gli gli Stati Uniti entrano in guerra per difendere l'ideale democratico. Sarò bene precisare come e quando la democrazia stellata sentì questo imperativo bisogno di difendere l'ideale democratico. La guerra scoppia il 2 agosto 1914; l'America interviene il 2 aprile 1917; debbono dunque passare tre lunghi anni prima che gli Stati Uniti si accorgano che il Belgio democratico è sommerso, che la Francia democratica è svenata e che l'Inghilterra è agli estremi.
Tre anni dunque, di insensibilità politica, ma tre anni di lucrosissime forniture all'Intesa. Insensibilità che non era stata scossa nemmeno dall'affondamento del Luisitania. Solo quando la guerra sottomarina imperversa falciando anche la marina mercantile americana (impedendo i lucrosi affari a nemici e amici), solo allora Wilson alza la voce e dichiara al Senato che la guerra mette in costante pericolo i diritti (quelli di vendere?) degli Stati neutrali. Egli però non indice la crociata per il trionfo della Democrazia, ma insinua prima la proposta di una pace bianca, senza vincitori e senza vinti; indubbiamente lo muove l'interesse, non la commozione di calpestati ideali. Poi continuando gli affondamenti di naviglio americano, il 2 aprile 1917 l'America finalmente vota la guerra e soltanto allora sciamano per il mondo i messaggi democratici contro l'imperialismo austro-tedesco.

La stessa lunga attesa di entrare in guerra (con l'imperativo democratico) avvenne pure nella Seconda Guerra Mondiale, a fine 1941; dopo tre anni dall'annessione dell'Austria, dall'invasione Cecoslovacchia, della Polonia, e dopo due anni dall'invasione del Belgio e della Francia.

 

Questa pagina (per Storiologia)
è stata offerta da Franco Gianola
direttore di http://www.storiain.net

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