CRONOLOGIA DELL'ANNO

 

COSA OTTENNE L'ITALIA DAL PIANO MARSHALL
TABELLA (ORIGINALE DEGLI USA)
DEGLI AIUTI PER CITTA', E NOMI DEI BENEFICIATI > > > > >

 

L'ITALIA CONTA 47.224.000 ABITANTI

7.581.622 sono analfabeti, 13.037.627 sono privi di titolo di studio ma sanno leggere qualcosa, 24.946.399 con Licenza Elementare (3a e 5a),  3.514.474  con Media inferiore,  1.379.811   Diplomati, 422.324 i laureati di cui solo l'8% (34.000) con una laurea scientifica (1 ogni 1400 abitanti).

Attivi il 41,2%, di cui in Agricoltura il 42,2%, Industria 32,1%, Servizi il 25,7 %
Il prodotto lordo: Agricoltura il 19,5% Industria 36,2%, Terziario 34,2%, Amm.ne Pubblica 10,1 % .
Nella popolazione italiana quelli che lavorano sono 19.456.000 (41,2 %) i non attivi 27.767.000 ( 58,8 %)

Risultano circolanti in Italia 480.777 autoveicoli di cui 439.610 vetture, 13.217 autobus, 161.177 autocarri (di cui 125.000 residuati della guerra adattati)

Sono stati prodotti nel 1949, 86.054 autoveicoli di cui 65.379 autovetture e 20.675 piccoli autocarri di vario tipo. Nessun camion.

COSTO DELLA VITA: Stipendio operaio circa 25/30.000. Costo giornale £ 20, biglietto del Tram £ 20, Tazzina Caffè £ 30, Pane £ 100/110 al kg, Latte £ 75/80, Vino al litro £ 110/120, Pasta al kg £. 130/140, Riso al kg £ 120/130, Carne bovina al kg. £ 800/810, Burro 1300, Zucchero al kg £ 275, Benzina £ 116, 1 grammo di Oro £ 918.
Una normale PENSIONE non supera le 4.500 lire al mese. Meno di un sesto di uno stipendio di un operaio.

Una Lambretta Innocenti (molto simile alla fortunata Vespa della Piaggio) costa Lire 125.000.
La Innocenti con una nuova catena di montaggio ne produce quest'anno 300 al giorno (110.000 all'anno)


Una piccola Radiomarelli, mod. comune costa Lire 18.360, 26.000 mod. Lusso.

I prezzi degli alimentari ribassati dal 1949 al 1950
(comunicato Ansa del 16 maggio 1950, ore 09.00)

"Roma, 16 maggio - Se si considerano i prezzi medi nazionali di vari generi alimentari al chilogrammo, nel marzo del 1949 e nello stesso mese del 1950 si hanno rispettivamente, in lire, le seguenti cifre: pane 101 e 94, pasta 132 e 130, riso 126 e 114, farina di frumento 130 e 104, farina di granoturco 85 e 71, marmellata 385 e 310, carne bovina 805 e 719, carne suina 785 e 703, salame 1.510 e 1.306, pesce fresco 436 e 410, latte al litro 79 e 71, olio di oliva al litro 655 e 428, vino al litro 110 e 93, parmigiano al chilogrammo 1.393 e 1.234, pecorino 964 e 946, provolone 893 e 840, burro 1.313 e 1.144, lardo 642 e 410, strutto 606 e 411, zucchero 275 e 261, frutta fresca 118 e 97. Sono rimasti stazionari i prezzi delle uova (lire 25 l'uno) e gli ortaggi (nedia lire 62 al chilogrammo). Sono aumentati i fagioli, da 104 a 125; le patate, da 33 a 45; la conserva di pomodoro, da 260 a 271; e il caffè tostato, da 1.132 a 1.496".

Altra novità: sono dichiarate fuori corso, con la legge del 5 gennaio 1950 n. 3 del ministro del Tesoro i biglietti am-lire di tutti i tagli. Banconote stampate negli Stati UNiti durante la guerra e introdotte in Italia dall'Amg - Allied Military government (comunicato Ansa 3 marzo 1950, ore 13.00)

SI VOLA IN AMERICA - Nella notte del 5 luglio da Roma Ciampino con a bordo personalità civili, militari e diplomatiche italiane ed americane, è partito un aereo Dc 6, per New York.
Il volo
della società LAI, inaugura la prima linea area per l'America. Con scali a Shannon in Irlanda e a Gander (Terranova-Canadà) l'aereo è giunto a New York dove è stato festeggiato con numerosi ricevimenti di alte personalità nei due giorni di pemanenza. (Ib. 10 luglio, ore 18)
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9 GENNAIO - A Modena scoppiano gravi incidenti con 6 morti e un centinaio di feriti in una manifestazione sindacale. L'Apparato repressivo del ministro degli interni SCELBA va alla carica per disperdere i manifestanti.

12 GENNAIO - ALCIDE DE GASPERI si dimette per le reazioni ostili dei liberali sulla legge fondiaria della Sila.

27 GENNAIO - De Gasperi vara il suo VI governo democristiano, repubblicano, socialdemocratici.

14 FEBBRAIO - Fiducia con violenti zuffe alla Camera per il nuovo governo De Gasperi che passa con 314 voti a favore 189 contrari e con 12 astenuti. Al Senato 176 a favore contro 110.

1° MARZO - Agitazioni di vaste proporzioni con morti e feriti e occupazione delle terre incolte di proprietà dei latifondisti in meridione. Sull'esempio seguono altre occupazioni in Lombardia, Emilia, Lazio, Marche. Poi le agitazioni si estendono nelle aree industriali di Genova e Venezia. Il Consiglio dei Ministri emana disposizioni alla forza pubblica per stroncare le agitazioni senza alcuna esitazione. I poliziotti sono dotati di armi di pronto impiego.

5 MARZO - Viene costituita dai sindacalisti socialisti la UIL, dal gruppo che e' stato espulso dalla CGIL assieme a quelli della FIL (socialisti cattolici) che andranno a loro volta a costituire un autonomo sindacato il 1° Maggio.

24 MARZO - Sull'esempio del recente 5 marzo,  un gruppo di sindacalisti di destra del MSI costituiscono il loro sindacato lavoratori, la CISNAL.

1° MAGGIO - Alla manifestazione dei lavoratori oltre a quelli sopra, si presenta anche il nuovo sindacato su posizioni cattoliche, la CISL.

2 LUGLIO - In un discorso Alcide De Gasperi denuncia di esservi in Italia una "Quinta Colonna" con appoggi economici stranieri per destabilizzare il governo italiano. Chiaro l'accenno ai gruppi comunisti, e altrettanto chiaro l'offensiva per fermare le sinistre che sono ritenute responsabili di quelle manifestazioni che danno origine ai gravi incidenti in vari luoghi del Paese.

5 LUGLIO - Viene ucciso il "bandito" SALVATORE GIULIANO, esponente di un gruppo politico eversivo che vuole l'indipendenza della Sicilia, ma che ultimamente era stato considerato un capo banda senza colore politico. La cattura e la morte sono in un primo momento attribuiti alla Polizia, poi si saprà che è stato tradito dal cugino Salvatore Pisciotta che a sua volta verrà messo a tacere in carcere con un caffé avvelenato. (vedi 1943 indipendentismo siciliano)
"La versione ufficiale che il bandito Giuliano fosse rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri era stata già posta in dubbio, dopo pochi giorni, dal giornalista Tommaso Besozzi in un'inchiesta pubblicata sul settimanale "L'Europeo", intitolata "Di sicuro c'è solo che è morto".

Dopo qualche mese, la madre di Giuliano, Maria Lombardo, denunciò alla Procura della repubblica di Palermo che ad uccidere in effetti il bandito era stato Gaspare Pisciotta. Nell'aprile del successivo 1951, Gaspare Pisciotta, mentre veniva processato davanti alla Corte d'assise di Viterbo, assieme a numerosi altri ex gregari della banda Giuliano, per la strage di Portella della Ginestra compiuta il primo maggio del 1947, rivelò che aveva ucciso Giuliano nel sonno, all'interno della casa dell'avvocato De Maria: i carabinieri, appostati all'esterno, avevano poi rivestito il cadavere e lo avevano portato nel cortile.
In seguito a questi fatti, venne aperto a Palermo un procedimento penale contro Gaspare Pisciotta per l'omicidio di Giuliano nonché contro il capitano Antonio Perenze, il brigadiere Giuseppe Catalano ed i carabinieri Roberto Renzo e Pietro Giuffrida per favoreggiamento verso Pisciotta, falsità ideologica in atto pubblico, frode processuale e falsa testimonianza.

Il 9 aprile del 1954 Gaspare Pisciotta fu ucciso con un caffè avvelenato mentre era rinchiuso in una cella del carcere Ucciardone di Palermo. La sezione istruttoria della Corte d'appello di Palermo, con sentenza del 20 settembre 1954, dichiarò di non doversi procedere contro Pisciotta a causa del decesso; derubricò per Perenze il reato di favoreggiamento in quello di rifiuto di obbedienza che venne dichiarato estinto per sopravvenuta amnistia; dichiarò altresì di non doversi procedere contro Perenze, Catalano e Giuffrida per il reato di frode processuale perché il fatto non costituiva reato, e contro Renzi per non aver commesso il fatto; dichiarò ancora l'assoluzione di Perenze dal reato difalsità ideologica in atto pubblico per aver agito in stato di necessità; e, infine, per il reato di falsa testimonianza, dichiarò assolti Perenze, Catalano, Renzi e Giuffrida, per avvenuta ritrattazione". (Da "Mezzo secolo di vita italiana", del mitico trentennale direttore dell'Agenzia Ansa, Sergio Lepri - 1994)

3 AGOSTO - CGIL, CISL, e UIL decidono di unirsi per avviare trattative congiunte con gli industriali e le forze politiche per avviare un programma economico.

10 AGOSTO - Viene istituita la Cassa per il Mezzogiorno, che dovrebbe essere il principale strumento per favorire lo sviluppo del Sud. La Legge a cui si aggiungerà quella del 1957, la 637, prevedeva degli incentivi finanziari e somme anche a fondo perduto per i nuovi insediamenti sia industriali che agricoli, e verrà prorogata in successivi interventi fino al 1984. Insieme alla Cassa, venne varata anche la legge stralcio per lo sviluppo della Maremma e del delta Padano.

21 OTTOBRE - Si vara la Legge sulla riforma agraria con l'espropriazione di terre incolte e l'assegnazione ai contadini. Sarà un fallimento per l'eccessivo frazionamento che impedisce agli assegnatari di dotarsi di macchinari e per la mancata creazione di strutture cooperative. In pratica ci si riduce a consegnare terreni per una appena sufficiente autoproduzione e autoconsumo.
"I 500.000 ettari di 8000 proprietari terrieri (che lo Stato pagherà per l'esproprio) saranno divisi tra 100.000 famiglie di contadini. Il criterio è quello di scegliere i terreni che assorbano più mano d'opera.
Sono infatti terreni di aeree depresse, incolti, usati per la caccia al cinghiale, ma che tuttavia per gli ex proprietari sarà una vera pioggia di miliardi.
Ad esempio dei 20.000 ettari che possiede il principie Torlonia nel Fucino e a Canino, in cambio della terra scorporata riceverà secondo la legge un quarto del valore in contanti, 2 miliardi e 850 milioni circa, cifra che casa Torlonia non ha mai toccato con mano neppure ai tempi fortunatissimi del banchiere fondatore; e i tre quarti in titoli al 5 per cento, negoziabili e redimibili a 25 anni. Si dice a Roma, che "finalmente il principe potrà diventare ricco"
. (Articolo di Ugo Zatterin sul settimanale Oggi n. 13, del 20 marzo 1950)

(presto dedicheremo alcune pagine su quella famosa ma fallimentare "riforma agraria")

1° NOVEMBRE - PIO XII proclama solennemente il Dogma dell'Assunzione di Maria. E' l'Anno Santo della Madonna pellegrina che toccherà e mobiliterà in ogni contrada d'Italia le parrocchie con una partecipazione collettiva imponente delle masse con negativi risvolti di carattere propagandistico nel mondo politico dell'opposizione, che, ricordiamo con il decreto del Sant'Uffizio del 1949 é stata scomunicata in tutte le sue forme. Le scene di misticismo in queste manifestazioni riescono a creare delle manifestazioni di psicosi collettiva altissima e si segnalano in varie parti d'Italia effigi della madonna che piangono a cui viene data una giustificazione precisa: "un pianto di dolore nel vedere insinuarsi nella società italiana cristiana gli "anticristi comunisti", "l'ideologia russa, "i senza Dio".

ALTRE NOTIZIE

L' ITALIA ANNI '50 - In questi anni il Paese, con alle spalle una guerra distruttiva su uomini e cose, con i processi di ristrutturazione in corso e con una politica di austerità, ma anche di massimo rigore nello stroncare le agitazioni che si svolgono in varie parti del Paese, di cui la cronaca ci dà una lunga serie di episodi repressivi, l'Italia cambia volto; si avvia a una trasformazione epocale; da Paese in prevalenza agricolo si trasforma, con la riconversione di molte aziende in precedenza dedite alla produzione bellica, in Paese industriale grazie a uno sviluppo economico intenso, in certi casi selvaggio e senza regole, che si farà poi impetuoso verso la fine del decennio, quello che poi verrà chiamato " il miracolo economico italiano".

Una voce che dissentiva, dall'endemico statalismo imperante, c'era, ma non era ascoltato. Eppure aveva già diagnosticato il male, e ne prescriveva la cura. Vedi "quel
"rompiscatole" di DON STURZO"

Le condizioni per dare impulso a questo fenomeno di ripresa, sono molteplici, ci sono inizialmente gli aiuti economici americani, la riconversione degli apparati industriali e una austerità che paradossalmente colpisce le piccole strutture e il mondo agrario lasciato ai margini dello sviluppo, ma non colpisce quel settore che uscito organizzato e potenzialmente forte proprio dalla produzione bellica, ora punta tutto sulle esportazioni di beni opulenti (il 35%), sulla motorizzazione di massa e, con l'appoggio di alcune mirate scelte politiche, su quella da diporto e non sulla produzione di beni di consumo primari,

Il grande mercato delle uve di Alba nell'anno 1950
Il trattore é ancora sconosciuto. Solo carretti! ! ! !

 

altresì relegando la produzione di camion e di trattori (1% come numero rispetto all'America) a quantità perfino inferiori al 1928 come vedremo nei vari anni che seguiranno. Ancora nel 1955 il rapporto produzione quantità auto camion era in Italia ancora di 20 a 1, in Inghilterra 4 a 1, Germania 7 a 1, Francia 6 a 1, Usa 5 a 1 e in Giappone (!) 1 auto ogni 2 camion prodotti.








Poi una fra le tante condizioni che andranno a favorire la nascita del "miracolo economico" (ovviamente il miracolo fu per pochi) fu il libero (selvaggio) commercio nelle attività economiche.


<<< Si stabilisce che chiunque puo' aprire negozi e spacci
di vendita sul territorio nazionale. Abolita la legge
del 1926, che richiedeva determinati requisiti.

Chiunque senza alcuna concessione, licenza, permesso, autorizzazione, e spesso in condizione di analfabetismo (il 78 % degli alimentaristi non aveva la licenza elementare e il 68% non possedeva una calcolatrice a mano ancora nel 1957) puo' intraprendere una attivita' economica, artigianale, industriale o aprire un negozio o uno spaccio di vendita di qualsiasi genere e in qualsiasi luogo. Partì cosi' il "Paese di Bengodi".
E' infatti decaduta la legge mussoliniana del 1926, che per quanto criticabile era in linea con i Paesi europei. Queste vecchie leggi obbligavano un commerciante ad avere un certo tipo di conoscenze innanzitutto a carattere scolastico ma anche di idoneita' sanitaria se commercializzava sostanze alimentari. Piu' era necessario avere qualche rudimento di conoscenze fiscali ed era "gradito" se possedeva qualche competenza sui prodotti che vendeva.

Dal giornale che leggiamo qualcuno espresse nella discussione alla Camera il proprio dissenso, dicendo che si sarebbe instaurata la "legge della Jungla". Ma il ministro Lombardo, tacito' i pessimisti, affermando che "prima del 1926, non esisteva la Jungla, e non vi e' alcuna ragione che debba esistere da oggi in avanti con la soppressione di quella legge". Appare chiaro che e' un ragionamento dettato piu' dall'antifascismo che non da una visione seria del problema, e questo alle soglie della seconda meta' del secolo quando in America era gia' esploso il consumismo (e fra poco anche la contestazione delle nuove generazioni beat= cioe' gli scontenti) e l'Italia presto ne andra' a mutuare l'alienante modello.

Abbiamo dunque una vera rivoluzione sia nel comparto produttivo che in quello artigianale, commerciale e distributivo. Chi ha iniziativa e idee, parte con un nulla e nel percorso crea e rimangono delle strutture che in seguito andranno sempre di piu' a polverizzare la distribuzione con aggravi di costi e una persistente notevole carenza innovativa strutturale, come i trasporti che vengono effettuati con i carretti a traino animale, all'incirca come nei mercati rionali dell'antica Roma. (la foto nella precedente pagina)

Abbiamo una totale assenza della grande distribuzione self service come i supermercati, gia' una realta in America da venti anni, che del resto non potevano nascere in Italia se prima non si confezionavano i vari prodotti in scatole o i contenitori, ma fabbriche del genere erano del tutto assenti. Verra' poi fra tredici anni, nel 1963, la legge sanitaria del confezionamento degli alimentari; tempo un anno alle industrie per adeguarsi, ma con le varie numerose proroghe "per smaltire le scorte" (!? -non si capisce quali visto che tutto era sfuso e bastava solo confezionare) si arriverà poi al 1967.
Per giustificare questi ritardi, si fece presente che il non decollo era dovuto alla fobia degli italiani per il prodotto in "scatola chiusa". La pubblicità di un prodotto fece fortuna insistendo  proprio su questo slogan  "io non compro a scatola chiusa".
Ma era un alibi, utile a molti.  Mancava una programmazione industriale nel campo alimentare, nel campo distributivo, nell'imballaggio (del tutto inesistente) e nel trasporto (fortemente carente).

L'obbligo della nuova legge del '67 sara' quello che imporrà finalmente di confezionare in contenitori: riso, pasta, zucchero, farina, latte, olio, burro, biscotti, ecc. ecc.). Diventerà il boom delle poche industrie dei macchinari, e che portò all'eliminazione di parecchie aziende che non si erano adeguate al mercato (erano quindi le infrastrutture e le scelte politiche di interventi sulle industrie specifiche a non fare decollare il comparto delle piccole e medie aziende e non gli italiani! Il grosso degli investimenti e degli aiuti era ormai appannaggio solo dei grandi complessi industriali).
(vedi anche IRI e FIM, LA GRANDE "ABBUFFATA")

La selezione fra i piu' capaci (nel Far West della distribuzione) in questi anni avviene non solo darwinisticamente ma anche con la spregiudicatezza dei non capaci che operano nei vari settori in modo selvaggio, approssimativo, avventuriero e senza scrupoli. Da questi soggetti nasceranno coloro che creeranno in seguito con il pieno sviluppo del libero (selvaggio) mercato, grandi aziende, grandi negozi, grandi imprese, spesso con metodi molto discutibili che porteranno le stesse piu' tardi (negli anni '90) a monopolizzare e condizionare il mercato, con il genere, le quantita', le qualita' standard e quindi i prezzi, estromettendo senza pieta' i piccoli commercianti dal circuito distributivo. Si arrivera' al punto (anni '90) che un prodotto che non ha una grande rotazione nell'arco dell'anno viene soppresso, standardizzando quindi i prodotti disponibili esposti, gli unici che per questo motivo danno un alto valore aggiunto. Ne ho una esperienza personale; quando abbiano iniziato a computerizzare i magazzini, diventando velocissima l'individuazione delle rotazioni dei prodotti, e quelli anche se ottimi ma a bassa rotazione venivano depennati. La loro giacenza costava troppo, quindi  eliminati o sostituiti con prodotti altamente reclamizzati anche se scadenti in qualità).

Durera' questa Jungla, questo Far West, circa 21 anni, fino a quando (dopo che i prodotti ormai avevano una confezione) (il 14 giugno del 1971) si disciplinerà il commercio (diventati forti i primi avventurieri, temevano questi dai nuovi, l'invasione di campo e la perdita di certi monopoli) con la legge 426 (il REC).
Questo quando i negozi alimentari erano ormai diventati 479.000 (con 1,2 addetti di media ogni punto vendita - con un negozio alimentare ogni 100 abitanti. Cittadini che nel frattempo avevano a disposizione pure circa 500.000 bancarelle dei mercati rionali o settimanali).
Disciplina anche per gli artigiani di ogni genere, nel frattempo diventati 980.000, dove anch'essi non avevano alcuna norma, obblighi di fatturazione, ne' alcun vincolo sanitario perfino coloro che manipolavano alimenti (non esiste ancora un Ministero della Sanità- Istituito solo nel 1958). E' il momento che con la legge 426 si disciplina il commercio sulla carta, ma non si frena affatto questo tipo di imprenditoria spontanea, spesso pionieristica, improvvisata, superficiale, fatta da chi non ha arte ne' parte, spesso inidonea, avventuriera e totalmente senza le pur minime regole.

Da questo momento, dal varo della legge, gli esclusi agli esami furono pochi. Perchè era sufficiente per l'idoneita' avere appena la licenza scolastica d'obbligo assolta in gioventu', quindi anche la terza elementare. Oppure era esente dagli esami se il soggetto richiedente aveva esercitato almeno per due anni l'attività. Significò quindi mantenere lo stato quo, attendendo l'estinzione naturale o la selezione concorrenziale.

Una selezione naturale -e vi contribuì- fu l'introduzione dell'IGE, poi diventata IVA, che rese per alcuni soggetti la vita difficile e non in grado, data l'istruzione, di seguire complesse procedure fiscali di una normativa sempre piu' complessa che non richiedeva soltanto una vaga conoscenza delle regole e degli obblighi di legge, ma si rese necessaria l'assistenza di un commercialista.
Ma fra questi esclusi nasce la "Terza Italia", il commercio e la produzione in nero, quella dell'economia sommersa, dell'artigianato terzista, che comincio' a usare il sottoscala per impiantare un laboratorio e lavorarci con tutta la famiglia per 15 ore al giorno e paradossalmente rifornire (e la mettera' poi in crisi) anche la grande industria, sempre piu' appesantita dalle rivendicazioni sindacali, oneri sociali e le varie contestazioni sulla quantita' e qualita' del lavoro (vedi sotto in Cultura, il pensiero di Wiener, il cibernetico).

Non dobbiamo poi dimenticare che a contribuire in modo decisivo a questa jungla (durata anni e che si accentuò ancor di piu') fu l'abolizione di una legge mussoliniana in pieno miracolo economico nel 1961: la Legge della Emigrazione Interna che ogni comune fino a questa data faceva rispettare rigorosamente.
Cioe' se non si aveva una casa e un posto di lavoro fisso con tanto di dichiarazione del datore di lavoro si veniva respinti con un foglio di via della Questura al paese d'origine.
L'abolizione di questa legge, e quella del libero commercio, stravolse il Paese. L'emigrazione selvaggia ando' a colpire le grandi citta' del triangolo industriale, sconvolgendo l'urbanizzazione, le strutture sociali, la qualita' della vita, che spesso divento' per molti una vita di randagi, con veri e propri affollamenti in vetuste catapecchie senza servizi, o con le stazioni ferroviarie trasformate in dormitori (basterebbe ricordare Porta Nuova a Torino, o gli appartamenti delle strade limitrofe, dove dormivano in una stanza in 10))

Dal sud, dal Veneto, dalle Valli e dalle campagne si riversarono nelle grandi citta' circa otto milioni di soggetti, che andranno con la manodopera non qualificata a soddisfare le necessita' della grande industria (le catene di montaggio), dei servizi, del libero commercio o a sostituire nelle campagne piemontesi e lombarde quelle forze lavoro che avevano abbandonato i campi per andare nella piu' redditizia "fabbrica", che si rivelera' fra pochi anni in certi settori produttivi come la "fabbrica dell'alienazione" che aveva preconizzato e ironizzato Charlot in Tempi Moderni. Ma piu' scientificamente Wiener, che leggeremo sotto in Cultura.

IN ITALIA AL CENSIMENTO del 4 Novembre 1951 abbiamo il quadro preciso di alcune scellerate scelte politiche del passato; cioè a quelle nuove si aggiunsero tutte quelle sbagliate dell'intero mezzo secolo precedente e ancora più indietro, mentre altri Paesi nel frattempo erano decollati. Li possiamo vedere nei suoi aspetti piu' mortificanti nel quadro "Istruzione in Europa" nei link "curiosita'" di questo sito, oppure vedi anno 1963.

DON STURZO, si agita, critica queste scelte e non sopporta "l'aria greve e soffocante dello statalismo. Una triste eredità che viene da periodo dell'unificazione e che è stata intensificata nel periodo fascista e che ora incombe su tutti come una necessità fatale"

IN ITALIA IN QUESTO 1951, 7.581.622 sono analfabeti, 13.037.627 sono privi di titolo di studio ma sanno leggere qualcosa, 24.946.399 hanno la Licenza Elementare (3a e 5a) e 3.514.474 possiedono la Licenza Media inferiore , mentre 1.379.811 sono i Diplomati e 422.324 i laureati di cui solo l'8% (34.000 soggetti) con una laurea scientifica. Il tutto su un totale di 47.500.000 di abitanti.

FINE

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