ANNO 1986

CRONOLOGIA DELL'ANNO ( 1a parte )

 

L'INIZIO CON UNA PANORAMICA DELL'ANNO
POI ANDREMO AI SINGOLI MESI

In GENNAIO - Dopo gli attentati terroristici e la strage a Fiumicino, cresce la tensione sul terrorismo palestinese. Reagan accusa Gheddafi di essere il responsabile, invita  i Paesi europei a boicottare la Libia con sanzioni e con l'embargo. Gheddafi reagisce e la tensione invece di diminuire, cresce.

In FEBBRAIO - Di altro genere la tensione  a Palermo. Inizia in un bunker il maxiprocesso contro la mafia. 456 imputati; fra questi i componenti della "Cupola"; che il "pentito" Buscetta ha cominciato a "spifferare i nomi. (vedi febbraio)

IN MARZO - Era prevedibile, e infatti scoppia la "Crisi della Sirte" davanti alle coste italiane. Fra picche e ripicche "si sfiora un conflitto con la Libia e gli Usa, alle porte di casa nostra".
Mentre il "terrorismo -  che non è un filone unico- si è rimesso in moto... E "abbiamo ragione di temere fortemente...quindi cautela, riflessioni e responsabilità" afferma Craxi. E il terrorismo infatti colpisce ancora. (vedi marzo)

In APRILE - Un aereo in volo verso Roma proveniente da Atene, esplode in volo. Tre giorni dopo un attentato dinamitardo in una discoteca  di Berlino, dove resta ucciso un militare statunitense.  Reagan prende severe misure militari. "La Guerra - titolano i giornali-  ha sfiorato la Sicilia" (vedi aprile).

Sempre in APRILE mentre si guardava cosa stava succedendo a Sud, ecco un'altra inquietante notizia da Est. - 26 aprile IL REATTORE NUCLEARE DI CERNOBYL ESPLODE. Ma solo in ...

MAGGIO sapremo qualcosa. Il pulviscolo radioattivo con 100 milioni di curie invade l'Europa orientale. Sgomenta e angoscia l'Italia, che scopre che al vertice ci sono degli addetti molto superficiali, per non dire mediocri (vedi maggio).

GIUGNO - Primi scogli al governo Craxi; gli tolgono la fiducia, dopo averlo guidato per oltre 1000 giorni, durato il maggior tempo nella storia della repubblica. Ma continuano i malumori fra i ministri; e i franchi tiratori negli ultimi mesi erano ormai diventati una costante. (vedi giugno)

LUGLIO - Per tutto il mese la crisi di governo tiene banco. Tutto appare difficile, a Craxi, ma anche a Fanfani e Andreotti che devono rinunciare a formarne uno. Gli incontri dentro le segreterie politiche si fanno, ma i risultati non sono confortanti. (vedi luglio)

AGOSTO - Prima delle vacanze balneari Craxi ricuce lo strappo varando un governo senza tante novità; in pratica è una riedizione di quello precedente, che viene con le smorfie del caso accettato dalle solite alleanze, e dal maggiore partito, la DC, che però stipula un patto con Craxi; quello della "staffetta". (vedi agosto)

SETTEMBRE - Inizio di governo con gli scogli di una finanziaria. E avviene mentre sulle borse mondiali  si abbatte la ripercussione del crollo della borsa di New York. Dopo l'euforia dell'85 la battuta di arresto sulla borsa italiana era già iniziata in maggio, ma la crisi internazionale peggiora la situazione. I risparmiatori (ma anche le aziende) emigrano sui redditizi titoli di Stato. Ed ecco pronta la soluzione del governo. La tassazione! (vedi settembre)

OTTOBRE - Inizia una delle più intricate vicende di fine anni '80 e primi anni '90. La "scalata" del "corsaro" Gardini alla "MONTE EDISON" con una sua ambizione: creare un grande polo chimico. Scalata faticosa, perfino inutile, poi verrà travolto da una "valanga" e infine più tardi nel '92 "sommerso" dal "fango" di Tangentopoli (vedi ottobre)

NOVEMBRE - Se alla Montedison si fanno scalate più o meno non rivelate, alla Fiat di Torino le cose vanno un po' meglio. Termina "alla luce del sole" (ovviamente dentro i "salotti buoni") la lunga "questione Alfa Romeo". Iniziata tanti anni fa, nel settembre-ottobre 1980. La Fiat si assicura lo stabilimento dell'IRI di Pomigliano D'Arco, azienda ambita questa volta non dalla giapponese Nissan (come nell'80 quando si scatenò la "guerra" a Torino) ma desiderata dalla Ford. Che per la seconda volta, in Italia (la prima durante il fascismo) deve fare le valigie e tornare a casa con le pive nel sacco (vedi novembre)

DICEMBRE - Imbarazzi e costernazione e putiferio in Parlamento dopo la scoperta in un porto italiano del transito di armi americane destinate all'Iran. Il governo italiano minimizza dicendo che erano armi prodotte in Italia e che la loro destinazione non era l'Iran ma Israele.
Ma in America gli oppositori di Reagan non hanno dubbi sulla destinazione, ed infatti scoppia l'Irangate. Cioè di aver fornito armi all'Iran perchè impegnato in una guerra contro l'Iraq.
Più interessante invece apprendere dall'america che il dollaro ha toccato il suo minimo storico e che vale 1 dollaro circa 1350 lire. Il suo massimo negli scorsi anni aveva toccato le 2000 lire.

Toccano invece i vertici dei prezzi alcune "aree d'oro" di Milano. Il comune prima aveva rifiutato certe aree a un bassissimo prezzo, queste poi le ha acquistate una società immobiliare, che subito dopo le ha rivendute proprio al comune a un altissimo prezzo. Scoppiato lo scandalo, il Sindaco socialista Tognoli è costretto a dimettersi (ma poi diventerà - chi meglio di lui ! ) ministro addirittura delle Aree urbane il prossimo anno) e in comune come sindaco gli subentra il socialista Pillitteri (che è il cognato di Craxi). Tutto lo scandalo finisce in una bolla di sapone, e amici e parenti brindano all'anno nuovo.

TERRORISMO - Nel corso dell'anno diminuiscono i delitti delle forze eversive come le Brigate Rosse e C., ma aumentano quelle della mafia e gli attentati del terrorismo internazionale.

RELIGIONE - Svolta storica nei due mondi religiosi: la Cattolica e l'Ebrea. Papa GIOVANNI PAOLO II e il rabbino capo della comunità ebrea italiana TOAFF, pregano insieme nella sinagoga di Roma. E' la prima volta nella storia dei papi che questo accade.
E' invece molto criticato il successivo intervento del Papa rivolto ai cattolici durante le elezioni amministrative, invitando i fedeli convenuti a Loreto a dare "prova" di unità politica". I partiti dell'opposizione non hanno per nulla gradito questa interferenza nella politica italiana da parte di un pontefice.

I SINGOLI MESI

TENSIONI E ACCUSE ALLA LIBIA

9 GENNAIO - Dopo gli attentati dello scorso anno, ma soprattutto dopo l'attacco avvenuto all'aeroporto di Fiumicino, che ha provocato una strage (nello stesso giorno contemporaneamente è avvenuto anche un attacco all'aeroporto di Vienna) la tensione per le incursioni terroristiche su tutta Europa cresce. Allarmando tutti gli ambienti militari e politici.

Il 7 gennaio il Presidente americano Reagan, ha espresso la convinzione che dietro gli attentati ci sia Gheddafi, e ha invitato (ma quasi imposto) gli stati Europei ad adottare sanzioni economiche contro la Libia.
Il governo italiano si adegua: impone l'embargo sulle forniture di armi, e diffida quelle aziende che volessero sostituirsi a quelle americane che hanno troncato con la Libia tutti i rapporti economici e industriali, oltre che le relazioni diplomatiche.

Gheddafi regisce dichiarando che non ci sono prove, che le accuse sono infondate, e non solo minaccia gli Stati Uniti, ma diffida anche ai suoi alleati europei.
Craxi temendo il peggio si mobilita, il 14 vola in Egitto ad incontrare  Mubarack, invitandolo a fare da mediatore tra Italia e Libia (gli americani però non gradiscono questa sua interferenza).

L'America (non la Nato) ha già mobilitato la sua VI flotta del Mediterraneo. Ed intende effettuare delle manovre navali proprio nella acque interne - a 12 km dalla costa, cioè proprio al centro del Golfo della Sirte.  Per i libici è una vera e propria provocazione.

INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE SI o NO. - In ITALIA c'è sul tappeto delle discussioni parlamentari la diatriba dell'insegnamento della religione nelle scuole tra il ministro della pubblica istruzione Falcucci e il presidente della CEI Poletti.
Si deve votare un testo, che però è legato alla fiducia del governo. Si teme che sia bocciato, quindi si preferisce  farlo votare a voto palese. Sono pochi - perchè visti - quelli che non alzeranno la mano. Il documento così passa, e il governo è salvo.

MAXIPROCESSO MAFIA

10 FEBBRAIO - Tommaso Buscetta, nel 1984, dopo essere stato instradato dagli Stati Uniti in Italia, è il primo e il più importante degli ex mafiosi che per le rivelazioni che fa, viene chiamato "collaboratore della giustizia" o "pentito".
Ha iniziato a "cantare" già nel settembre del '84 e i magistrati con le sue indicazioni  hanno emesso centinaia di mandati di cattura. 456 imputati accusati di far parte dell'organizzazione mafiosa "Cosa nostra". Fra questi -si ritiene- dovrebbero esserci tutti i componenti della "Cupola", cioè il massimo vertice di Cosa nostra.
Fra le imputazioni: i delitti politici di mafia, quindi sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle indagini anche i *conniventi che sono dentro le amministrazioni dello stato, i referenti politici locali e "romani".

In un clima di tensione- si è arrivati dunque al processo, che si svolge  dentro una sala bunker, appositamente allestita presso le carceri dell'Ucciardone di Palermo. Tutto il processo si basa sulle indagini condotte da Antonino Caponnetto, da Giovanni Falcone (ucciso poi il 23 maggio 1992) e da Paolo Borsellino (che sarà ucciso pure lui due mesi dopo, il 19 luglio 1992).
Il presidente della corte Saetta che emetterà a fine processo la sentenza lo ammazzeranno invece prima (il 27 settembre 1988).
 
E se già prima il clima era pesante, con gli ultimi attentati dello scorso anno (giudice istruttore Carlo Palermo), l'uccisione del consigliere istruttore (Rocco Chinnici), del dirigente della squadra mobile Cassarà (in agosto), e  Giuseppe Montana (in luglio) considerato il braccio destro di Falcone, l'apertura del processo avviene in un clima di tensione superiore a quello che sta vivendo Gheddafi in Libia con le bombe in questi stessi giorni (anche lui rintanato in un bunker per le bombe americane che gli piovono sulla testa).
 
Infatti a Palermo negli attentati,  ultimamente, nell'eseguirli c'è stato un "salto di qualità". Non più omicidi con la lupara ma con quintali di esplosivo stipato alcune volte dentro auto, per far saltare in aria con un telecomando le sempre più frequenti auto blindate dei magistrati.
Rocco Chinnici, Carlo Palermo, poi Cassarà,  hanno inaugurato questa lunga sequenza, alcuni di loro sono rimasti vittime  e purtroppo hanno sempre coinvolto gli agenti di scorta  o degli innocenti passanti.

Quando poi nelle udienze di marzo entrerà una ferale notizia, la morte di Sindona avvelenato in carcere si staglia in controluce il terrore. Fra i tanti ospiti nelle stesse carceri dell'Ucciardone corre un brivido, anche perchè il penitenziario è ancora nelle mani delle cosche. Il cianuro, la rappresaglia, la vendetta dei clan potrebbero diventare concreti, con l'intervento  dei "soldati delle cosche", e degli "uomini d'onore". Insomma il messaggio per fare silenzio è chiaro.

Nelle udienze del 3 aprile, sul palco del bunker va in scena Buscetta e Contorno, da New York sono sbarcati con un Jet militare a Punta Raisi. Tutti si chiedono se confermeranno quanto detto al giudice Falcone. Inedite  e inquietanti le rivelazioni nell'udienza del 16 aprile. Viene chiamato LIGGIO che non vuole incontrare il "traditore" Buscetta, ma rivela e lo accusa di aver tentato a suo tempo un colpo di Stato con un famoso personaggio italiano della destra, ma che fu un golpe mancato... "io mi ero opposto di aiutarlo, determinando poi un odio implacabile, e questo fu poi l'origine di tutti i miei guai".
(Giornale di Sicilia, del 16 aprile 1986, prima pagina).

(Liggio, era stato catturato a Milano nel '74  da CESARE TERRANOVA il giudice stava conducendo la lotta alla mafia e con l'arresto di Liggio esultò: "li prenderemo tutti. Vinceremo la lotta!"; ma il 29 settembre del 1979, Terranova viene assassinato in un agguato a Palermo. Rivendicato da Ordine Nuovo (e chissà perchè O.N.).

Il maxi processo si protrarrà per 22 mesi di udienze, e si concluderà il 16 dicembre 1987, quando la Corte d'assise emetterà le sentenze dopo 35 giorni di permanenza in camera di consiglio; comminerà 19 ergastoli per tutti i componenti della Cupola, ad eccezione di Giuseppe Calò, condannato a 23 anni. 
Altri 338 condannati complessivi 2665 anni di carcere (media 8-10 anni cad.), 114 sono stati assolti.
Uno di questi appena scarcerato (Antonino Ciulla), dopo solo un'ora di libertà è caduto sotto una pioggia di proiettili. (indubbiamente per la sua assoluzione è stato incolpato dalla mafia come delatore).

"16 dicembre 1987 - La corte d'assise ha emesso la sentenza del processo a Cosa Nostra. Dalla lettura delle prime condanne emerge che i giudici hanno recepito quasi per intero la struttura dell'ordinanza di rinvio a giudizio, basata sul cosiddetto "Teorema Buscetta", che aveva come postulato l'esistenza di una "commissione", alla quale andava attribuita la responsabilità materiale e morale di tutti gli illeciti della mafia.
Gli ergastoli inflitti a Michele Greco, a Nitto Santapaola, a Pino Greco, a Bernardo Provenzano, a Salvatore Riina e ad altri componenti della "commissione" trovano nella sentenza punti di riferimento agli omicidi del generale Dalla Chiesa, Giuliano, Basile e dei mafiosi Stefano Bontade e Salvatore Inzerillo, uccisi negli anni più cruenti della guerra fra le "famiglie" della Sicilia orientale"
(Comun. Ansa del 16 dicembre 1987, ore 19,34)

Secondo queste tesi sostenuta dal "teorema Buscetta" la "commissione" era sostanzialmente una potente organizzazione unitaria, con una direzione rigidamente verticistica e piramidale i cui membri sono stati i mandanti responsabili di tutti i delitti commessi dall'organizzazione.

Delitti che si commetteranno ancora... (
ANTICIPIAMO QUALCOSA DEI PROSSIMI MESI E ANNI)....perché perfino nel corso del processo saranno altre centinaia i delitti e le esecuzioni "commissionate".  E altrettante dopo il processo.
Alcune esecuzioni saranno "eccellenti" e fra queste ricordiamo l'ex sindaco (DC) di Palermo Giuseppe Insalaco (il 12 gennaio 1988); il giudice Antonio Saetta presidente della sezione della corte d'appello di Palermo che sta in questo febbraio presiedendo  la corte del Maxiprocesso (ucciso il 26 settembre '88); il giudice  Rosario Levatino (il 21 settembre 1990); l'onorevole della DC andreottiana, Salvo Lima  (12 marzo 1992); e subito dopo  il giudice Giovanni Falcone (il 23 maggio 1992); poi due mesi dopo Paolo Borsellino (il 19 luglio 1992).

Dopo questi ultimi fatti che hanno sconvolto ma anche coinvolto molti personaggi, nasce un nuovo nucleo interforze, la DIA,  una superprocura per i coordinamento delle indagini; l'ossatura di una nuova politica nella lotta alla criminalità organizzata. 
Dal 1992 assisteremo a una serie di arresti e prende il via il 29 ottobre l'inchiesta della commissione antimafia, che intende fare luce sui rapporti tra mondo mafioso e mondo politico. Ci sono gli arresti del vicequestore Contrada, di Madonia, di Riina, di Santapaola, si catturano 207 latitanti ad elevato rischio criminale, si arresta Pulvirenti, si fa "quasi" luce sulla strage di Capaci, sulla morte di Lima, di Mattarella, Terranova,  La Torre, Dalla Chiesa, Pecorelli, e tanti altri;  e si scopre anche la rete mafia nel nord, da tutti i politici - scandalizzati - negata.

E mentre tutto questo accade, l'Italia politica e della grande imprenditoria viene sconvolta dalla tempesta di "Tangentopoli", dove nel mare di fango viene a galla di tutto; il connubio fra imprenditori e pubblici ufficiali, fra politica e grande finanza, fra partiti e cosche; ancora una volta nella melma  rispuntano i grandi nomi delle vecchie, nuove o nuovissime "cupole" che gestiscono gli affari e il potere; al nord mimetizzate, al sud più tracotanti perchè quasi intoccabili. 

Arriviamo e ci fermiamo al 1994, quando nello sconvolgimento dei partiti -che hanno creato un vuoto nei referenti vertici-   avviene un breve mutamento di rotta; (la Sicilia passa improvvisamente e totalmente dalla Dc (43%  alla destra berlusconiana 43%) ma anche questa modificazione non è indolore per l'"uomo nuovo", avviene fra "veleni" verbali, "perfidie" giudiziarie, ma anche con qualche bomba (di avvertimento?) in sei città italiane ai suoi supermercati Standa di Roma, Milano, Brescia, Trento, Firenze, Modena- 1 luglio). 
 
Fra bombe, voti, verità e menzogne seguitano a rispuntare le interconnessioni con le "occulte regie" di un non tanto lontano passato che, rispunta in ogni angolo (vedi il clamoroso rinvio a giudizio di Andreotti per "associazione a delinquere e mafiosa" il giorno stesso che Berlusconi si insedia al governo. Mentre il 4 agosto dalla Procura di Roma (e non di Milano) parte la richiesta di arresto per Craxi,  già riparato in Tunisia, da dove non tornerà più).

Se ne parla, i soggetti vanno in tribunale, si fanno i processi, ci sono condanne, si annullano le sentenze per "difetto di motivazione", per "vizi insanabili di forma", si scarcerano e si mandano in libertà i grandi boss mentre quelli che non lo sono in modo palese si dichiarano vittime di persecuzione politica, ma non giustificano gli improvvisi arricchimenti.
Spesso in un faida senza quartieri i magistrati inquisiscono altri magistrati e gli imputati spesso hanno più protezione e sono più creduti delle stesse vittime. Si sbandierano "rivelazioni agghiaccianti" poi subito dopo diventano bufale. Molta stampa, molti media ("democratici")  trasformano tutto in "verità", spesso senza bisogno di riscontri. Anche se qualche spruzzo di oggettività qualche volta appare qui e là, che non è rassicurante ma è però spesso la verità.

Il 31 gennaio 1994, quasi alla vigilia della "trasformazione": 
"La relazione semestrale sui servizi segreti inviata dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento contiene i seguenti punti: "interconnessioni" tra il crimine organizzato e non precisabili centri eversivi";  esistenza di elementi mercenari al servizio di "occulte regie"; residua attività dell'ultrasinistra e crescente attività dell'ultradestra; politica destabilizzante della mafia; infiltrazione mafiosa nel settore economico-finanziario; legami tra malavita organizzata e organizzazioni criminali emergenti. (Comunic. Ansa, del 31 gennaio 1994, ore 18,48).

Ma il 12 luglio si cambiano i vertici dei servizi segreti, il 13-23 luglio si tenta di varare il decreto Biondi, il 26 agosto si cambiano i vertici della polizia e quelli della Dia (Direzione Investigativa Antimafia).

Basta così. Il resto è cronaca dei nostri giorni - del 1995-96-97-98-99 e 2000!
(per chi è rimasto attento e non ha mai messo la testa sotto la sabbia)

 

MARZO - LIBIA - LA CRISI DELLA SIRTE

Il Golfo della Sirte (nel cerchietto la località scelta dalla flotta Usa per fare le manovre).

"24 MARZO - Da sabato scorso mezzi navali statunitensi partecipano a manovre al largo delle coste della LIbia. Alle manovre prendono parte ben tre portaerei - la Coral, la Saratoga, e la America- oltre a 27 altre navi e 240 aerei. Ieri alcuni aerei hanno passato il parallelo che corre tra i due punti estremi del Golfo della Sirte e che segna, secondo il governo di Tripoli, il limite delle acque territoriali libiche.
Gheddafi aveva definito il mese scorso questo parallelo "la linea della morte". Guai a varcarla.
Gli Usa invece considerano internazionali le acque della Sirte e riconoscono come territoriali solo le acque fino a 12 miglia dalla costa"
(Ib. ore 21,04).

(certo che aver scelto gli Usa l'interno del golfo della Sirte per far delle manovre navali, non è poi tanto strano che la Libia si sia allarmata e reclami).

Quale "la linea della morte". Pronta la reazione degli americani che vogliono (i libici dicono provocatoriamente perchè gli Usa danni non ne hanno ricevuti)  scorazzare all'interno della Sirte;
pronta  la reazione dei libici. 
" Tripoli . L'agenzia Iana afferma questa sera che caccia americani hanno bombardato con missili la regione della Sirte e che le difese antiaeree hanno risposto abbattendo tre caccia a reazione"
(Ib. ore 23,22)

Interviene Craxi. "Roma 25 marzo - "L'Italia non vuole guerre alle porte di casa. Gli scontri militari tra mezzi statunitensi e libici sono avvenuti in acque che il governo italiano considera internazionali; le esercitazioni Usa si sono svolte fuori dal quadro della Nato: il governo italiano ribadisce la necessità che la basi Nato non possono costituire punto di partenza di operazioni belliche fuori dell'ambito atlantico". Questi i punti principali della risposta data dal presidente del consiglio Craxi alla Camera alle interrogazioni relative agli scontri avvenuti ieri nel Golfo della Sirte. "Lo scontro - ha detto- è avvenuto in acque considerate universalmente internazionali mentre la Libia le considera interne. La pretesa è unilaterale. Noi consideriamo inammissibile che una controversia di questa portata possa essere affrontata con mezzi militari" (Ib. ore 13,17

Roma 28 marzo - Interviene Cossiga. "Il Presidente  ha incontrato al Quirinale il Segretario di Stato americano Shultz. "Nell'affrontare l'argomento della Sirte, Cossiga ha confermato la posizione critica alla pretesa dei libici di estendere la propria sovranità su una zona di acque internazionali, ma ha sottolineato al tempo stesso che le esercitazioni militari "non sono la maniera più appropriata per risolvere i problemi"; senza contare - ha sottolineato- che essa comportano rischi" (Ib. ore 17,16)

15 APRILE - "Tripoli è sotto le bombe dopo un attacco aereo americano" ha riferito il corrispondente della Nbc, in diretta alle ore 2 italiane.
"Numerose esplosioni e una intensa attività militare. Colonne di fumo si levano dal centro della città (ore 2,27)
Gli attacchi sono stati almeno tre o quattro. (ore2,59)
"Il portavoce della Casa Bianca ha confermato che un attacco aereo americano è stato lanciato contro obiettivi militari libici. Speakes ha accusato i libici dell'attentato contro una discoteca di Berlino ovest, in cui è rimasto ucciso un militare Usa. Alla luce di questo atto di violenza  e alla chiara evidenza che la Libia sta pianificando futuri attacchi, gli Stati Uniti hanno optato di esercitare preventivamente i loro diritti all'autodifesa" (Ore 02,55)

"Gli aerei sono partiti dalla Gran Bretagna, si sono uniti alle portaerei e volando a 70 metri dal suolo, hanno attaccato la caserma di Bab el Azizia, residenza di Gheddafi, il porto e l'aeroporto. Altri aerei hanno bombardato Bengasi. L'attacco è durato 12 minuti. La rappresaglia, decisa il 9 aprile da Reagan, è durata tra andata e ritorno, 14 ore
(ore 03,10)

"Fonti ospedaliere di Tripoli hanno reso noto che la figlia adottiva di Gheddafi, di 15 mesi, è rimasta uccisa nell'attacco. Due altri figli sono rimasti feriti" (ore 12,18)

Roma - ore 17,34 - Una motovedetta libica avrebbe sparato dalla distanza di quattro miglia alcuni colpi contro installazioni americane di telecomunicazioni che si trovano nell'isola di Lampedusa"

Lampedusa - ore 18,21 - Il medico di guardia dell'ospedale Giovanni d'Ignoto ha detto " Non ci sono feriti, non c'èstato un bombardamento, abbiamo avvertito due esplosioni, ma non ci sono prove che ordigni siano piovuti sull'isola" 

"Il Governo italiano ha comunque elevato la più ferma protesta per questo atto di ostilità contro l'Italia che nulla può giustificare" (ore 20,30).
Ma secondo altre fonti - il portavoce della regione militare della Sicilia - i due missili sarebbero caduti in mare a un miglio distante dalla costa.


19 APRILE . Craxi parlando davanti a 200 giornalisti nel corso di una conferenza ha detto: "Si impone una sorta di cessate il fuoco generale: diversamente tutto diventerà tremendamente pericoloso"...Sono cessate le operazioni militari, ma il fronte terroristico - che non è un filone unico- si è rimesso in moto... e abbiamo ragione di temere fortemente...quindi cautela, riflessioni e responsabilità".

22 MARZO - Muore in carcere avvelenato MICHELE SINDONA. Pochi giorni prima, il 18, era stato condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio Ambrosoli. Secondo le indagini, Sindona si è avvelenato, recitando la parte dell'avvelenato. (vedi - Sindona dal successo al decesso)

 

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