ANNO 1995

CRONOLOGIA DELL'ANNO ( 1a PARTE )

 

23 APRILE
ELEZIONI AMMINISTRATIVE
43 milioni di italiani al voto.

Dalle urne il vero ribaltone!

Ovvero le
 ELEZIONI delle "BEFFE"

Prima vince (ma solo con i sondaggi) il Polo della Libertà, o così sembra. Poi, finito il vero spoglio delle schede, la vittoria viene assegnata al centrosinistra. E' un cambiamento radicale, rispetto alle previsioni e ai risultati delle elezioni politiche precedenti.

Clamorosamente smentite le previsioni elettorali di queste elezioni, cui si aggiunge fino all'ultimo minuto anche l'ultima beffa con la disfatta degli exit pool.
Alla chiusura delle urne gli exit pool assegnavano il successo al Polo della Libertà e a Forza Italia,  con 8 regioni contro 7. Dunque festa fino all'alba.

Poi al mattino del 24 aprile, al termine dello spoglio delle schede, arriva il contrordine e la sorpresa: con il "cappuccino delle beffe". Il risultato finale é l'inverso, con 9 a 6. 

Nella maggioranza delle regioni in cui si é votato ha vinto il blocco di Centro-sinistra con - esclusa la Lega che ottiene il 6,4 per cento-  il 48,6 per cento dei consensi contro il Centro-destra che si ferma al 40,7.
Preoccupanti le oltre 3 milioni di schede nulle o bianche.

Il primo partito, come numero di suffragi, é il PDS con il 24,9 per cento, mentre Forza Italia, che ottiene il 22,4 per cento dei voti, é il secondo.
Dopo aver esultato il Centro destra nella notte con champagne per la presunta vittoria, al mattino il Centro sinistra brinda col cappuccino, ma dopo lo spoglio reale che "regala" a loro la vittoria.

Il Polo contesta il risultato denunciando gravi irregolarità negli scrutini in tutte le regioni.
Invece la vittoria del centrosinistra viene confermata anche dopo il controllo di verifica.
Poi verranno le elezioni politiche del ì96. E la sinistra bisserà il successo.

Baget Bozzo non aveva capito nulla (vedi le sue affermazioni nel 1994) e Pilo, il "mago" dei sondaggi con le sue previsioni non ne ha imbroccata una.

 

I MESI DELL'ANNO

 

GENNAIO

9 GENNAIO - Fallisce un ulteriore incontro di Berlusconi e Scalfaro, che ribadisce di non voler rinviare alla Camera il suo governo, nè ha intenzione di volere ricorrere alle urne.

13  GENNAIO - Dopo varie consultazioni del Capo dello Stato per dare l'incarico a formare un nuovo governo, Scalfaro lo affida a LAMBERTO DINI ex ministro del Tesoro nel governo Berlusconi.

17 GENNAIO - Giura il nuovo governo presieduto da LAMBERTO DINI. Otto giorni dopo il nuovo premier otterrà la fiducia alla Camera con 302 voti a favore, 39 contrari (di Rifondazione comunista), e 270 astensioni ("benevoli", come sono definite dalla stampa  i voti del Polo).

Per la prima volta i ministri sono solo 19, scelti in base alla professionalità esercitata nel settore di competenza. Un governo dunque di "tecnici", ma che comunque dovrebbe rimanere in carica solo per i tempi concordati. I partiti, infatti, continuano a scontrarsi alla ricerca di difficili alleanze dopo il grande fallimento di quelle messe insieme dal Polo (Ccd. ma soprattutto Lega e missini, insofferenti entrambi l'uno dell'altro)

20 GENNAIO - Destano clamore e molta impressione il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche mandate in onda dal Tg3 nell'ambito del processo contro Giulio Andreotti. Sono del giudice Corrado Carnevale soprannominato il giudice "ammazza sentenze", che esprime ad Andreotti dei durissimi giudizi nei riguardi dei giudici Falcone e Borsellino, assassinati (si è sempre detto)  dalla mafia, come del resto il generale Della Chiesa.

23-29 - FIUGGI - "Congresso storico" della DESTRA ITALIANA. E' l'ultimo convegno sotto le insegne del  logo MSI. iL PRIMO DEL NUOVO CORSO. Nasce infatti Alleanza Nazionale (AN) voluta da FINI che ne esce segretario.
Non mancano i dissidenti fortemente nostalgici di Mussolini e del fascismo del ventennio, nè mancano nel corso del convegno gli interventi sul palco di PINO RAUTI e  TEODORO BUONTEMPO che si lanciano in una accorata esaltazione degli ideali politici con un discorso nostalgico.

Questa opposizione  provoca (non formalmente) una vera e propria scissione, anche se contenuta. PINO RAUTI e altri iscritti, confermano la propria netta opposizione allo scioglimento del partito.   Sono infatti 1507 voti su 1679 che accettano la nuova linea politica di Fini, che senza mezzi termini aveva annunciato che chi non si atteneva al nuovo statuto doveva considerarsi fuori dal partito.   In sintesi la nuova linea Fini la esprime con questa frase "Noi non siamo figli del fascismo".
Al termine RAUTI e PISANO non entrano nel nuovo partito e convocano un congresso di dissidenti per dar vita a una nuova formazione. L''intenzione é quella di rimanere fedeli agli ideali del Movimento Sociale. Altri iscritti, confermano la propria netta opposizione allo scioglimento del partito. 

Titoli e sottotitoli dei quotidiani

2 Lamberto Dini sembra essere il favorito alla guida del nuovo governo, restano in corsa anche Carlo Scognamiglio e Mario Monti.
Il '95 inizia con la lira al minimo, dagli inizi del '94 ha perso il 7% nei confronti del marco.
La Regione Lombardia nella bufera dopo la pubblicazione di una telefonata che prova l'esistenza di trattative tra i partiti nelle nomine per le Usl.3 Improvvisa impennata dell'inflazione che giunge al 4,1% su base annua.
Il pm Carlo Nordio invia un avviso di garanzia al presidente della Lega delle Cooperative Gianfranco Pasquini, che si autosospende, e al Presidente del Comitato veneto della Lega, Giuseppe Fabbri.
5 Mentre la crisi è in stallo, Buttiglione non esclude, in caso di elezioni immediate, che il Partito popolare si presenti con il Pds.
7 La ripresa dà impulso alle importazioni, ma la bilancia commerciale resta in attivo.
Scalfaro convoca Berlusconi per il 9 gennaio. Intanto Previti, con una dichiarazione, cerca di allentare la tensione tra il presidente del Consiglio e il Quirinale.
8 Cresce la tensione all'interno della Lega. Roberto Maroni incontra i dissidenti della Lega, dalla quale sono usciti altri sei parlamentari.
9 Il lungo colloquio tra il Presidente Scalfaro e Silvio Berlusconi non è servito a trovare soluzioni alla crisi; intanto le «colombe» del Polo sostengono che il nuovo governo potrebbe essere guidato da un esponente della maggioranza che non sia Berlusconi, purchè sia fissata al più presto la data delle elezioni.
La lira precipita al minimo storico, il marco raggiunge quota 1.056,50.
10 Il Polo delle Libertà cambia posizione sulla crisi di governo: o un Berlusconi-bis o le elezioni subito. Pds, Popolari e Lega Nord chiedono un governo super partes che affronti le questioni più urgenti.
Nuovo minimo della lira che a New York raggiunge quota 1.061 sul marco.
11 La Corte costituzionale giudica ammissibili i referendum sulla legge Mammì, sulle trattenute sindacali, sulla liberalizzazione degli orari dei negozi e sulla estensione del sistema maggioritario a tutti i Comuni.
La procura della Repubblica di Roma convoca Massimo D'Alema e Achille Occhetto per il 17 gennaio, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti finanziamenti delle cooperative al Pci-Pds.
13 Il Presidente della Repubblica affida a Lamberto Dini l' incarico per la formazione del nuovo governo. Il Presidente incaricato dichiara che i suoi ministri saranno tecnici sganciati dai partiti, e che l'esecutivo avrà un programma ben definito: manovra correttiva, riforma del sistema pensionistico, legge elettorale per le regioni e riforma dell'informazione.
14 Lamberto Dini annuncia che ridurrà il numero dei ministri. Antonio Di Pietro non entrerà a far parte dell'esecutivo. I due schieramenti si dichiarano favorevoli a Dini, solo Rifondazione è contraria.
15 Si incontrano Scalfaro e Dini per discutere della composizione dell'esecutivo. Anche i sottosegretari non saranno parlamentari, contrariamente a quanto richiesto da Fini, che li voleva scelti tra i rappresentanti del Polo delle libertà.
16 L'indice Mibtel di Piazza Affari sale del 4,5%, sull'onda dell' entusiasmo seguito all'incarico a Lamberto Dini.
Secondo le rilevazioni Istat il Pil è cresciuto del 3,7% rispetto al corrispondente periodo del 1993.
17 Il governo Dini giura al Quirinale. E' composto da ventidue tecnici, in gran parte professori universitari.
D'Alema e Occhetto davanti ai giudici romani nell'ambito dell'inchiesta sulle cooperative rosse.
23 Dini a Montecitorio dichiara che il suo sarà un governo di tregua e che considererà esaurito il suo mandato non appena i quattro impegni programmatici saranno portati a termine.
24 Sale la produzione industriale ma cala l'occupazione particolarmente nella grande industria.
25 Il governo Dini ottiene la fiducia dalla Camera con 302 voti a favore, 270 astensioni e 39 contrari.
A Fiuggi si apre l'ultimo congresso del Msi, nasce Alleanza nazionale; lo strappo col passato causa la rottura con la componente capeggiata da Pino Rauti e Giorgio Pisanò. Per la prima volta sono ospiti del Congresso alcuni rappresentanti del Pds.
30 L' Inps decide di non rimborsare gli arretrati e di non corrispondere gli aumenti al milione di pensionati interessati dalle sentenze della Corte costituzionale.
31 Nel Partito popolare è scontro aperto. Rocco Buttiglione si incontra con Berlusconi ma esclude una svolta a destra del Ppi. Beniamino Andreatta avrebbe convinto Prodi a scendere in campo come leader di un'alleanza di centro-sinistra e insieme alla «sinistra» del partito chiede le dimissioni del segretario.

FINE GENNAIO

 

FEBBRAIO

3 FEBBRAIO - Fatto il governo, ora si parla di possibili elezioni con la formazione di una nuova coalizione di centro-sinistra da contrapporsi a quella di centro-destra.
A sconvolgere gli schieramenti, è l'annuncio di ROMANO PRODI che ufficializza la sua decisione di "scendere in campo" e candidarsi come leader.
(Nel 1978 Prodi è stato ministro dell'Industria nel governo Andreotti, poi presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e nel 1993)

7 FEBBRAIO - Pronta la risposta del segretario del PPI, ROCCO BUTTIGLIONE che apre improvvisamente verso il partito di Berlusconi e i suoi alleati (CCd, UDC e Lega) e, afferma, "nessuna alleanza nè con Prodi, ma neppure con Alleanza Nazionale di Fini".
Contestazioni all'interno del Ppi, con l'ala sinistra che chiede un congresso straordinario,  per "contarsi".

*** Dopo le condanne a Craxi, non si accennano a placarsi le polemiche tra colpevolisti e innocentisti.
Sopra il singolare intervento di Lo Giudice.

*** Ha destato nel corso del mese - il giorno 7- scalpore,  l'identificazione dei responsabili (esecutori e mandanti) degli attentati a Firenze avvenuti il 27 maggio 1993 (Torre dei Pulci, Georgofili). Sono incolpati Leoluca BAGARELLA e Giovanni BRUSCA entrambi due esponenti della mafia latitanti.
Restano da capire le motivazioni, che non sono per nulla chiare; cioè a che cosa serviva alla mafia un attentato a Firenze nel maggio del '93. Mentre era in corso a Milano una "strage" di indagati a Tangentopoli (seguito da 6 suicidi, fra cui quello di CAGLIARI, presidente dell'ENI, e subito dopo da quello di Raul GARDINI). 
In Gennaio, il 29 c'era stata a Milano la "bomba" dell'avviso di garanzia a Craxi, e il 27 marzo a Palermo era partito l'avviso ad Andreotti per "attività" mafiosa in base alle dichiarazioni di un "pentito" fatte il  9 aprile;  "Sarebbero TOMMASO BUSCETTA e FRANCESCO MANNOIA i "pentiti" che avrebbero cominciato a parlare dei rapporti tra mafia e politica e avrebbero coinvolto Giulio Andreotti" (Comun. Ansa, 9, aprile 1993, ore 19.31) e dalle dichiarazioni fatte il 20 aprile "Il "pentito" BALDASSARRE DI MAGGIO  parla di un incontro che sarebbe avvenuto in Sicilia e in cui TOTO' RIINA avrebbe baciato Giulio Andreotti e Salvo Lima" (Comun. Ansa, 20 aprile, '93, ore 15.21)

In ottobre al Palazzo di Giustizia era iniziato il processo Montedison-Cusani. - A Milano nello sfascio politico che ne seguiva, si costituiva in gran segreto un nuovo movimento politico; quello di Berlusconi, mentre in Sicilia contemporaneamente  era già nato il movimento con vari nomi "L'altra Sicilia", "Sicilia Libera",  "Forza Sicilia", che poi confluirà alle elezioni politiche del '94,  al Polo di Forza Italia, che sull'isola fece una ottima "vendemmia" di voti, travasandosi l'intero 42,2% della DC (Andreottiana!!!) dentro il proprio carniere.

Proprio su Andreotti,  in questi giorni di febbraio 1995, gli arriva il (fantomatico) "conto" da pagare che qualcuno (chi? resta un mistero!) aveva messo (tempestivamente) all'"incasso" proprio nel  1993 (che abbiamo appena letto sopra), facendo scendere in campo il pentito Buscetta & C, che per sei anni si accaniranno (senza prove) su Andreotti (che andrà completamente assolto nel 1999, in ottobre - ma ormai elettoralmente finito - fra l'altro gli avevano ucciso Lima e Salvo, quelli che gli procuravano in Sicilia i voti democristiani).

Buscetta diventò collaboratore di giustizia durante le inchieste coordinate dal magistrato Giovanni Falcone. In precedenza riuscì ad evadere dal carcere quando gli venne concessa la semilibertà e si nascose nella villa dell'esattore Nino Salvo, sotto la protezione dei boss Stefano BONTADE e Salvatore INZERILLO.

Chi era Bontade. - Al processo per concorso esterno in associazione mafiosa, la Cassazione ritiene pienamente provato l'incontro avvenuto tra Bontate e l'allora imprenditore Silvio Berlusconi e Dell'Utri (all'epoca collaboratore di Berlusconi). L'incontro sarebbe avvenuto nel 1974 a Milano, dove fece seguire l’arrivo di Vittorio Mangano (il cosiddetto stalliere) presso l’abitazione di Berlusconi come "protezione" perché Berlusconi «temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona»(*); fu Dell'Utri a mettere Berlusconi in contatto con Bontade e Vittorio Mangano, che sarebbero stati i garanti della sicurezza di Berlusconi. Inoltre si ritenne provato che Bontade si servì di Dell'Utri come tramite per gli investimenti di denaro sporco sulla piazza di Milano e in aziende pulite dell'Italia settentrionale.
(http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/06/29/news/mafia_dell_utri-5239029/?ref=HREA-1)
Dell’Utri come Andreotti: “Mediò tra la mafia e Berlusconi, ma c’è la prova solo fino al 1977.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/marcello-dellutri-mediatore-berlusconi-mafia/206848/

Chissà perchè Buscetta iniziò proprio pochi mesi prima (20 aprile '93) a fare il pentito e a scagliarsi contro Andreotti?  
Restiamo ai fatti. Prima  la DC andreottiana aveva il 42.3 % dei consensi, che poi andarono pari pari al nuovo schieramento presentato in Sicilia alle elezioni  del '94 dove appunto poi vinse il Polo di Forza Italia con AN con il 42,4%.

Singolare nomi che ricorrono.
ANTONIO INZARANTO, era nativo del piccolo paese di Misilmeri.
GIUSEPPE AZZARETTO era pure lui nativo del piccolo paese di Misilmeri.

Il PRIMO (Inzaranto) era  il marito della nipote prediletta di TOMMASO BUSCETTA, ed era il proprietario e amministratore di Retesicilia Tv e della Trinacria TV le cui  assemblee dei soci le troviamo poi nel milanese, a Segrate, nel costituito Palazzo 5, dove nasce il 13 dicembre 1980  Canale 5. Poi le quote di Retesicilia Tv e  Trinacria Tv, a partire dal 16 dicembre dell'83 vengono trasferite dalla Par.Ma.Fid alle holding di (un grande imprenditore)   per poi essere acquisite dalla Rete 10 srl sempre dello stesso imprenditore.
http://web.archive.org/web/20030504075922/www.lapadania.com/1998/settembre/30/300998p10a2.htm

Il SECONDO (Azzaretto) era invece il fondatore e il proprietario della Banca RASINI con Carlo Rasini stesso (sempre nativo di Misilmeri) a Milano che aveva alle sue dipendenze Luigi Berlusconi: banca che poi concesse  ingenti capitali a suo figlio. Poco più che 24 enne fonda la Cantieri Riuniti Milanesi. Poco più 26enne costituisce la colossale impresa edilizia per realizzare un impresa colossale a Milano su 2.712.000 metri quadri per un un'intero quartiere modello.
Banca singolare, la Rasini, piccola, con uno sportello solo a MIlano, con capitali siciliani. Tra i suoi clienti principali si annoveravano i criminali Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano,
Stefano Bontade, Salvatore Inzerillo. La stessa banca ha una quota alla Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figurano nomi destinati a divenire famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus della banca vaticana Ior, e Vittorio Mangano (il famoso stalliere).

La Rasini fu poi indagata dalla Criminalpol ( e in seguito da questa fatta chiudere ma rinacque in Svizzera).
I soldi di un altro successivo colossale finanziamento al giovanissimo imprenditore per creare un altro grande quartiere a MIlano provengono dalla svizzera Privat Credit Bank controllata da Tettamanti e da Giuseppe Pella, che è dentro la Intercharge Bank, la Banca Svizzera Italiana e la Finazierungesellenschaft fur Residenzen AG di Lugano. 
http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi

 

Resta però la singolarità che le accuse ad Andreotti partirono  in un particolare giorno;

20 MAGGIO 1994 - "Roma- Il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera. La votazione per appello nominale ha dato il seguente risultato: 366 sì, 245 no. (Comunicato Ansa, del 20 maggio, 1994, ore 20.47)

21 MAGGIO 1994 - 17 ORE DOPO - "Palermo - La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio del senatore a vita Giulio Andreotti per i reati di concorso in associazione per delinquere semplice e mafiosa" (Comunicato Ansa, 21 maggio 1994, ore 14.02) 

 

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE
1 Il governo Dini ottiene la fiducia dal Senato. Il Presidente del Consiglio annuncia immediate consultazioni con sindacati e imprenditori per discutere e mettere a punto la riforma previdenziale.
Dopo l'incontro con Buttiglione, Berlusconi dichiara che esiste tra i due un'intesa per un percorso comune e annuncia elezioni a giugno.
Bossi dichiara che non saranno possibili nuove intese con il centro-destra se non sarà varata al più presto una legge antitrust.
2 Romano Prodi, ex presidente dell'Iri, annuncia che si candiderà alle prossime elezioni come possibile leader del centro-sinistra contro Berlusconi. Buttiglione boccia la candidatura di Prodi e lo accusa di buttare il Ppi nelle braccia del Pds.
3 Il presidente del Consiglio Dini, in visita a Washington, illustra a Clinton gli obiettivi del suo governo: manovra-bis e riforma delle pensioni.
4 Buttiglione sceglie Berlusconi, la frattura nel Ppi tra i sostenitori della candidatura di Prodi e i sostenitori della leadership di Berlusconi si fa sempre più profonda.
5 Prodi pensa ad una «squadra» di cui facciano parte Veltroni e Di Pietro. Buttiglione invita ad uscire dal Ppi coloro che si schierano con Prodi.
7 Alla direzione del Ppi la sinistra chiede un congresso straordinario, mentre la linea resta quella del segretario: no alla candidatura Prodi, accordi con Forza Italia, Ccd, e Ucd, ma nessun accordo con Alleanza nazionale.
Bossi espelle dalla Lega i deputati che non hanno votato la fiducia al governo Dini e quelli che hanno proposto una mozione di sfiducia nei suoi confronti.
8 Il governo Dini dichiara che le elezioni regionali dovranno tenersi il 23 aprile e che le riforma del sistema elettorale per le Regioni dovrà essere varata in tempo utile; esclusa ogni possibilità di rinvio del voto.
11 Al congresso della Lega, l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni dichiara di voler abbandonare il partito e di dimettersi anche da deputato, perchè favorevole all'accordo con il Polo. Intanto Massimo D'Alema, intervenendo al congresso della Lega, propone al Carroccio un accordo elettorale.
12 Al congresso del Carroccio, il presidente della Camera Irene Pivetti interviene duramente contro i fuoriusciti della Lega.
13 L'intervento della Pivetti al Congresso della Lega suscita numerose polemiche. Cesare Previti ne chiede le dimissioni.
Romano Prodi annuncia che il simbolo del centro-sinistra sarà un ulivo.
14 Sulle elezioni regionali è scontro nel Polo. Berlusconi le vorrebbe in autunno dopo le politiche che a suo avviso dovrebbero tenersi a giugno; Fini, come Progressisti, Lega e Popolari, chiede che sia mantenuta la data del 23 aprile.
Arrestato Calogero Mannino con l'accusa di associazione di stampo mafioso.
15 Manovra-bis a rischio: il Polo minaccia di non votarla perchè contrario a nuove imposte.
16 La lira nella bufera, titoli di Stato e borsa sono in difficoltà.
Dini accelera la manovra economica, della quale farebbe parte anche l'Irpef, con l'obiettivo di attenuare la gradualità dell'imposta; maggiori detrazioni per i redditi minimi.
17 Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge sulla par condicio. Il garante per l'editoria potrà imporre repliche e rettifiche, saranno vietati gli spot denigratori e limitati i sondaggi.
La lira ancora in ribasso, la Banca d'Italia è costretta ad intervenire.
19 Massimo D'Alema, intervenendo al Congresso dei cristiano sociali, propone , una riforma federalista dello Stato e lancia l'idea di una nuova formazione politica che aggreghi tutte le forze di sinistra e si allei con il centro.
20 La manovra economica aggiuntiva sarà di 20mila miliardi, di cui 15mila di nuove entrate e 5mila di tagli alla spesa. I sindacati sono preoccupati per l'effetto che potrebbe avere sull'inflazione, per questo Dini si è impegnato a convocare le parti sociali, prima della stesura definitiva.
Aumenta ancora la produzione industriale, a dicembre ha raggiunto un nuovo massimo storico con un +5,5% rispetto a novembre.
21 Accelera l'inflazione, la Banca d'Italia alza il tasso di sconto.
Crolla la lira, penalizzata dalla debolezza del dollaro e dalle notizie sull'aumento dell'inflazione.
Summit dei ministri finanziari del governo Dini: le preoccupazioni per la crisi finanziaria accelerano l'iter della manovra.
22 Silvio Berlusconi chiede che le elezioni politiche si tengano a maggio in concomitanza con le regionali e non esclude che i deputati del Polo abbandonino il Parlamento. Sulla manovra fa capire che potrebbe astenersi.
23 Varata la manovra economica-bis, che supera i 20mila miliardi. Potrebbe costare 500mila lire annue a famiglia, ma libera 3mila miliardi per il Mezzogiorno.
Pds, Ppi e Lega sosterranno la manovra in Parlamento; critico l'atteggiamento del Polo, che rimanda la decisione sul voto alla discussione in aula.
24 Duro scontro tra il Polo e il Quirinale. Berlusconi chiede elezioni al più presto e accusa il Presidente della Repubblica di calpestare gli interessi del Paese.
Fissata la data delle elezioni regionali per il 23 aprile.
Crollo della lira, scambiata a 1.120 contro il marco.
25 La bilancia dei pagamenti in rosso nel primo mese del 1995.
Il Polo prepara la mozione di sfiducia al governo Dini.
26 Da Praga, Scalfaro dichiara che al suo ritorno incontrerà i rappresentanti del Polo e tenta di raffreddare i toni della polemica con l'ex maggioranza sulla data del voto.
27 Ennesima bufera finanziaria e fuga dalla lira, che cala a picco.
Il presidente del Senato fa appello al senso di responsabilità dei gruppi parlamentari, perché la manovra finanziaria sia approvata al più presto anche in Senato. Il Fondo monetario internazionale giudica positivamente la manovra.
28 Anche Dini lancia un appello al Senato perché approvi la manovra al più presto, per superare la drammatica emergenza finanziaria.
La Banca d'Italia giudica positivamente la manovra economica del governo.
Domanda record per la Fiat che, per far fronte alle richieste, chiede ai sindacati di ricorrere al sabato lavorativo.

FINE FEBBRAIO

MARZO

2 MARZO -  Come sospetto complice di Cosa nostra GIULIO ANDREOTTI viene rinviato a giudizio dalla procura di Palermo. Contro di lui ci sono le accuse del "pentito" TOMMASO BUSCETTA  fin daL 20 APRILE '93 , quando, come abbiamo letto nella precedente pagina, iniziò a "parlare".

La "congiura" o "guerra" se di congiura e guerra si trattò, durerà (quella su Andreotti) fino all'ottobre del 1999;  nel frattempo l'autorevole senatore della DC è stato distrutto se non politicamente di certo elettoralmente nei lunghi sei anni. Periodo in cui era in atto una totale ridefinizione della geografia politica del Paese, dopo che erano crollati leader e partiti storici,  e dallo sfacelo esordivano i parvenu, con nuovi movimenti detti "nuovi", ma tra riciclaggi di uomini e ritorno a vecchie idee, apparvero meno nuovo di quanto sostenevano di essere.

Questa "guerra" ha segnato - o volutamente  ha  voluto causare con chissà quali mezzi (la storia alle volte impiega un secolo per scoprirli! Dell'Unità d'Italia sappiamo quasi nulla!) - uno spostamento dell'elettorato italiano a una nuova anomala destra. Affrancando prima la (assopita ma non scomparsa) destra storica; accaparrandosi una buona parte di orfani socialisti; prendendo ai cattolici l'ala destroide; infine alleandosi a quei leghisti che sembravano disgustati di tutti e di tutti  (destra-sinistra-centro- ma poi furono anche loro degli opportunisti nell'accettare il patto con quelli che prima chiamavano un socio "capitalista mafioso" (celebri gli attacchi sulla "Padania") e l'altro socio "forcaiolo fascista".
Dimostrando che i "denti stretti" degli "arrabbiati" danno sempre volentieri i voti a quelli che offrono qualcosa da masticare. 

Dall'altra parte, a  sinistra,  non capace di raccattare i socialisti sbandati  (ormai più individualisti destroidi che internazionalisti) sono rimasti gli unici come forza politica  a contrapporsi. Ma anche loro prendendo pezzi di Dc sinistroidi. 
Offrendoci cosi - i due poli - l'attestazione che un centro non è mai esistito in Italia, che i moderati sono solo dei "pendolini", che non stanno mai fermi, oscillano a destra e poi a sinistra a secondo come vanno i propri personali affari.

Il clamoroso esempio ci viene dal Veneto: prima tutta DC rumoriana, poi tutta Leghista bossiana, poi quasi tutta  Forzista berlusconiana con qualche innesto rautiano comenciniano (ex Ordine Nuovo), e domani forse tutta "doghiana" (Venezia ha già  pronto il nuovo Doge "ombra", il nuovo "governatore" della Serenissima (ovviamente il referente sarà il "ghe pensi mi" di Arcore).

Da questo momento  i due blocchi sono i due antagonisti e protagonisti della  nuova politica italiana. A questi due sono legati i destini della nuova società italiana, che si avvia ad entrare nel nuovo secolo con un bipartitismo per nulla definito, ondivago, con continui movimenti trasformistici. Come a inizio del secolo.
E non stanno mancando nemmeno quelle battaglie che si stanno svolgendo  all'insegna dei più duri scontri ideologici, e che molti credevano non più concepibili.
Ma se riflettiamo nemmeno più plausibili in una società moderna che crediamo divenuta prosperosa, istruita, razionale.
Non ci manca che una guerra civile, poi l'Italia tornerà nuovamente a fare  un salto all'indietro di duecento anni! Non paga di averne fatti già due: nel 1915-18 e nel 1940-45.

 

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE
1 Le forze del Polo dicono sì alla manovra-bis e propongono che la riforma previdenziale sia varata con una legge delega. La proposta è decisamente respinta dal Pds.
L'Iri cede l'Ilva all'imprenditore Emilio Riva;
il consiglio di amministrazione dell'azienda di Stato ha giudicato infatti positivamente la proposta dell'imprenditore milanese
.
2 Giulio Andreotti è stato rinviato a giudizio per associazione mafiosa. Il processo si aprirà a Palermo il 26 settembre.
Forte speculazione sui mercati valutari, lira di nuovo in ribasso.
Il ministero del Tesoro invita l'Ina ad individuare un gruppo di investitori italiani e stranieri, per realizzare la privatizzazione entro giugno.
3 Il Polo annuncia che voterà contro la manovra-bis, dopo che Dini ha rifiutato di varare la riforma previdenziale con una legge delega e di continuare sulla riforma il confronto con le parti sociali.
Il no del Polo della libertà alla manovra provoca una nuova caduta della lira.
4 Il presidente Dini dichiara che la proposta di riforma previdenziale sarà presentata entro il 15 marzo.
Il ministro del Bilancio Masera avverte che la tempesta finanziaria che si è abbattuta sulla nostra moneta ha già bruciato 4mila miliardi e potrebbe mandare in fumo i risparmi degli italiani.
6 Ucciso Domenico Buscetta, nipote di Tommaso. E' l'ottava vittima di mafia a Palermo in dieci giorni.
7 La manovra-bis ottiene il sì del Senato, favorevoli Progressisti, Lega e Popolari, contrari Forza Italia, Ccd, An e Rifondazione comunista.
Il dollaro, in netto ribasso su tutti i mercati, trascina in basso la lira.
8 Rocco Buttiglione si allea con il Polo della libertà per le elezioni regionali del 23 aprile: simbolo e liste uniche tra le forze di centro ed accordo con An per la quota maggioritaria. Durissima reazione della sinistra del Ppi.
Lamberto Dini annuncia che la Stet sarà privatizzata prima delle ferie estive e sembra guardare di buon occhio la proposta di Mediobanca-Banca di Roma, Comit-Credit per la costituzione di un consorzio.
9 Nel Ppi è guerra aperta, per il Consiglio nazionale si prevede la resa dei conti tra la sinistra e il segretario.
Dopo la cordata guidata da Mediobanca, anche Imi, Cariplo e San Paolo scendono in campo per la privatizzazione della Stet.
Il presidente della Confindustria propone il mantenimento delle pensioni di anzianità anche nel futuro assetto previdenziale, purchè siano pagate dopo i 60 anni. Gli industriali, chiedono anche che non sia approvato alla Camera l'emendamento del Senato sulla cassa integrazione.
11 Sconfitto Rocco Buttiglione al Consiglio nazionale del Ppi, che boccia l'ipotesi di un accordo con il Polo e con An. Scoppia la polemica sui voti: contestata l'esclusione dal voto di quattro consiglieri inquisiti.
12 Il segretario del Ppi non si dimette, nonostante la sua linea politica sia stata bocciata dal Consiglio nazionale, al quale non si presenta.
13 Accordo di massima sulla prima parte della riforma previdenziale tra governo e sindacati: separazione tra assistenza e previdenza. Nuova contabilità per l'Inps.
La lira perde fortemente contro tutte le valute europee, particolarmente sul marco quotato 1.200 lire.
14 I probiviri del Ppi accolgono il ricorso di Buttiglione contro il Consiglio nazionale, che aveva bocciato l'accordo con il Polo della libertà. La sinistra rifiuta la decisione e annuncia l'elezione di un nuovo segretario.
15 Lamberto Dini pone la fiducia sulla manovra economica per evitarne lo stravolgimento. L'annuncio del presidente del Consiglio non tranquillizza i mercati.
16 Il governo Dini ottiene la fiducia dalla Camera, sei i voti di scarto, contrari il Polo della libertà e una parte di Rifondazione comunista, favorevoli Progressisti, Lega, Ppi e i dissidenti di Rifondazione.
Lieve recupero della lira.
17 Venerdì nero per la lira, sul mercato finanziario italiano si è abbattuta una vera bufera.
20 Recupero della lira dopo il venerdì nero.
21 Palazzo Madama vota a grande maggioranza la fiducia al governo Dini, la manovra economica è ormai legge.
Ulteriore recupero della lira, in ripresa anche la borsa.
22 Bene i conti pubblici nel '95, che superano addirittura gli obiettivi, per quanto riguarda il saldo al netto degli interessi.
23 Gerardo Bianco è eletto segretario dal Consiglio nazionale del Ppi. Il giudice respinge il ricorso di Bianco e conferma Buttiglione segretario legittimo; giudica, però, valide le votazioni del Cn contrarie alla linea politica del segretario.
24 Accordo tra governo e parti sociali sul metodo di lavoro per la riforma delle pensioni.
26 La sinistra del Ppi conferma Bianco segretario.
27 Il presidente del Consiglio dichiara di volere procedere rapidamente nelle privatizzazioni, già pronto il calendario: seconda tranche di Ina e Imi a giugno, Enel a luglio, Stet ad ottobre ed Eni entro fine anno.
28 Gli ex ministri Vito Lattanzio e Rino Formica sono agli agli arresti domiciliari per la «Tangentopoli» barese.
29 Fissata la data nella quale si terranno i 12 referendum popolari, ammessi dalla Corte costituzionale: l'11 giugno. Al Parlamento restano settanta giorni per legiferare ed evitare i referendum.
Secondo i dati Istat, l'occupazione nel nostro paese è calata dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 332mila posti di lavoro in meno.
I sindacati, presentano al presidente del Consiglio la loro proposta di riforma pensionistica: un sistema misto che ha come linea di demarcazione tra sistema contributivo e retributivo la maturazione del diciottesimo anno di contribuzione.

FINE MARZO

 

APRILE

 

PPI come nel 1923

Ex DC in due tronconi. Il rinato Partito Popolare si spacca in due.
"aria di tradimenti" 

Per le elezioni regionali dello scorso mese, e dopo un incontro (i maligni dicono "mellifluo") con SILVIO BERLUSCONI, il segretario del PPI ROCCO BUTTIGLIONE ha scelto di allearsi con il Polo della Libertà, va a destra!!! . Ma il suo partito si spacca in due, con l'ala sinistra in rivolta che non approva la decisione e chiede la convocazione del Consiglio nazionale per esprimere il parere sulla "svolta" a destra che non è di sicuro nella tradizione dei "popolari" di Don Sturzo.

(In realtà non è proprio così:
Era solo Don Sturzo (e solo dopo) e qualche suo seguace antifascista ma non la maggior parte degli elettori del suo partito.
Il 20 ottobre del 1921, al Congresso di Venezia i Popolari si "presentarono" sì come antifascisti, ma non condannarono il movimento fascista. Anzi il 18 gennaio del '22 a Firenze, Don Sturzo attaccò Giolitti e auspicava che il fascismo "sappia difendersi dalle insidie giollittiane e dagli abbracciamenti democratici".
Il 20 dicembre del 1922 a Torino
Don Sturzo criticò violentemente lo stato liberale e democratico.
Il 12 aprile del 1923 sempre a Torino Don Sturzo fu sì critico col fascismo, ma poi si pronunciò a favore di una collaborazione "condizionata", tattica e non ideologica. Mussolini invitò ad essere più chiari.  Ed infatti seguì un chiarimento non proprio chiaro da Don Sturzo, e così il 24 aprile sempre del '23 il PPI si spacca in due.
Il 25 giugno il "Corriere d'Italia" importante organo cattolico invita Don Sturzo a  "non creare impicci all'autorità ecclesiastica". (insomma, levati dai piedi)
Il 3 luglio successivo il gruppo di "cattolici nazionali" pubblica il suo manifesto di completo consenso al governo Mussolini. Il 10 luglio Don Sturzo si dimette perchè la sua posizione è ormai insostenibile con la destra del suo partito e con gli ambienti ecclesiastici. E' ormai un isolato, dai suoi elettori e dai dirigenti del partito.  Il 28 giugno del '25 dall'esilio invia un inutile messaggio. Ma l'8 gennaio del '26 i suoi popolari decidono di abbandonare l'Aventino, rientrano a Montecitorio e si aggregano al "carro" mussoliniano. Poi con l' 11 febbraio del '29 - con i Patti Lateranensi l'opera è completa.
 L'Azione Cattolica invita i suoi aderenti a votare compatti al successivo plebiscito, E i cattolici lo faranno in massa. . (altro che politica di destra !!! Mussolini era diventato addirittura per i cattolici "l'uomo della provvidenza".

Nel rinato PPI, ora vogliono contarsi. I componenti del Consiglio chiamati ad esprimersi,  con 102 "no" e "99" "sì", fanno passare la linea della sinistra, che fa capo a MARINI, BIANCHI, ANDREATTA, BIANCO, BINDI, JERVOLINO.
Accusando delle irregolarità sull'esito del voto, BUTTIGLIONE rifiuta di dimettersi ed esautora dal loro ruolo MARINI e GARGANO. Sostituito anche il direttore de Popolo, BORGOMEO. Ci si rimette al collegio dei probiviri, che il 14 marzo si esprime a favore della linea di Buttiglione, ma non si risolve la questione di fondo. 
L'ala sinistra convoca allora un suo consiglio nazionale dove partecipano 115 consiglieri che eleggono in contrapposizione a Buttiglione, segretario GERARDO BIANCO. Immediata la reazione del segretario che questa volta è lui ad essere esautorato, che oltre che ricorrere in tribunale, espelle dal partito i 114 consiglieri. Si apre un contenzioso anche per l'uso del simbolo. 
Siamo arrivati alle "lotte di cortile!".

L'esito infausto alle elezioni con il nuovo alleato, provoca poi la definitiva spaccatura dentro il PPI, e il 23 luglio, il gruppo guidato da BIANCO si separa da quello di BUTTIGLIONE che ha dato vita nel frattempo al CDU, il gruppo dei Cristiani Democratici Uniti, e ribadisce la sua strategia; di costruire un grande centro insieme ai CCD (di CASINI e MASTELLA), con la Lega, e di guardare all'istituzione di un regime semipresidenziale alla francese, corretto da un federalismo di tipo nazionale. Strategia che mette non poco in imbarazzo l'alleato Berlusconi, che tutto vuol fare, meno che prendere ordini da caotici microcosmi non in formazione, ma in continua disgregazione come quelli della DC.

I Popolari di BIANCO che invece alle ultime elezioni alleandosi con il Centro-sinistra hanno ottenuto un buon risultato, vanno per un'altra strada e vogliono dimostrare che la "dote" cattolica è saldamente rimasta nelle mani degli avversari di Buttiglione.
I veri cattolici, non ci capiscono proprio nulla!


Formalmente abbiamo così in Italia, due costole della ex DC, una a destra e una a sinistra, con quest'ultima che intende alle prossime elezioni politiche del '96, schierarsi in modo massiccio contro il Polo, alleandosi con l'Ulivo che comprende i comunisti di D'Alema, Rifondazione comunista di Bertinotti e un variegato centro di Prodi (che si candida come leader della coalizione). Tutti insieme danno vita allo schieramento del centro-sinistra antiberlusconiano con il nome ULIVO.

Ma i colpi di scena dentro i due tronconi della Dc, non mancheranno, prima e dopo le elezioni del '96.
Altre incomprensioni, litigi, migrazioni, altri "tradimenti" e "insulti" di stampo eretico.

Il 23 di questo mese si va alle elezioni. Con voto finale a sorpresa, che abbiamo accennato a inizio anno. La vittoria va al centrosinistra dopo una presunta vittoria del centro-destra; che aveva nel corso della notte (con gli exit-pool fasulli) festeggiato già la vittoria.

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE
3 Antonio Di Pietro lascia la magistratura, è lo stesso magistrato ad annunciarlo in un convegno su «Mani Pulite». Intanto il generale della Guardia di Finanza, Cerciello, accusa Di Pietro di avere indotto alcuni funzionari delle Fiamme gialle a tirarlo in ballo; dure accuse del generale a tutto il pool di Milano, accusato di avere fatto pressioni perchè si facesse il nome di Berlusconi.
4 Secondo i dati dell'Istat l'inflazione è in crescita e si avvicina al 5%.
5 Dini dichiara che la riforma delle pensioni sarà varata entro il 23 aprile, il rinvio è volto ad evitare strumentalizzazioni elettorali.
Continuano le oscillazioni della lira.
6 La relazione del governo sull'andamento dell'economia nel '94 conferma la notevole crescita della produzione, sostenuta dall'aumento delle esportazioni e dei consumi delle famiglie. La crescita stenta però a trasferirsi all'occupazione.
7 Lira in ripresa sul marco.
8 Il presidente del Senato afferma, a Torino, che dopo le elezioni regionali e una verifica sulla possibilità di varare la riforma pensionistica, il governo dovrà considerare esaurito il suo compito.
9 Padova vota per il posto vacante alla Camera: il candidato del centro-sinistra, Saonara, batte il candidato del Polo della Libertà, Giovanni Negri. Allarme nel Polo.
11 Il presidente della Bundesbank, in visita a Roma, afferma che i mercati necessitano di credibilità e disciplina, la mancanza delle quali è causa della sottovalutazione della nostra moneta e della sopravvalutazione del marco.
12 Accordo tra governo e sindacati sulla previdenza integrativa, che sarà facoltativa e basata su una parte della liquidazione di fine rapporto; non completamente soddisfatta la Confindustria.
Il ministro del Lavoro, Tiziano Treu, ha presentato ai sindacati il «pacchetto occupazione»: lavoro interinale alla francese, part-time sdoppiato, estensione dei contratti a termine, lavoro di coppia. Obiettivo: rendere più fluido il rapporto tra domanda e offerta.
13 Nel corso di una trasmissione televisiva, Berlusconi afferma che Di Pietro non era convinto dell'avviso di garanzia a lui inviato dal pool, come gli avrebbe detto il magistrato in un incontro privato.
14 Il Procuratore capo di Milano, Borrelli, dopo le dichiarazioni televisive di Berlusconi, accusa Di Pietro di «colpevole silenzio».
Sventato attentato al Procuratore aggiunto di Milano Gerardo D'Ambrosio.
18 Al processo Cerciello, un detenuto conferma le accuse a Di Pietro, sulle presunte pressioni sui testimoni, perchè fosse fatto il nome di Berlusconi.
L' Eni formalizza la cessione del 70% dell'Enichem Augusta alla tedesca Rwe Dea.
19 Produzione industriale in salita. In febbraio l'indice Istat segna un incremento del 7,3% sullo stesso mese dello scorso anno.
Il dossier della privatizzazione Stet all'esame del consiglio di amministrazione dell'Iri. Berlusconi propone la fusione tra Stet e Fininvest, è subito polemica.
21 Cresce ancora l'inflazione, che in aprile tocca quota 5,3%, ma lira e borsa non ne risentono.
22 Il ministro di Grazia e Giustizia, Mancuso, accusa Di Pietro di avere interferito con la Procura bolognese, durante le sue indagini sulla «Uno bianca», svolte come consulente della Commissione parlamentare stragi. I presidenti delle Camere rispondono che le Commissioni d'inchiesta hanno lo stesso potere dell'autorità giudiziaria.
24 Il centro-sinistra vince le elezioni amministrative, smentendo le previsioni degli exit polls. Il Pds (24,9%), superando Forza Italia (21,4%), diviene il primo partito, An cresce meno del previsto. Il centro-sinistra vince in 9 regioni, il Polo della Libertà in 6.
Molto numerose le schede nulle o bianche, si prevedono contestazioni e ricorsi.
25 Il governo vara un decreto legge per il rilancio dell'edilizia residenziale, stanziati 1.400 miliardi.
26 Spaccatura nel Polo: Fini non va al vertice convocato da Berlusconi e afferma che le elezioni a giugno sono impossibili.
27 Intesa di massima tra governo e sindacati per le pensioni: nel 2012 i trattamenti previdenziali saranno calcolati sui contributi versati e non saranno collegati ai salari. Disincentivati coloro che decidono di andare in pensione tra i 55 e 61 anni. - 

FINE APRILE

 

MAGGIO

4-11  MAGGIO - Ritorna sui  banchi del Parlamento, anche se in un altro forma, la polemica che aveva suscitato l'ex ministro della Giustizia Biondi del governo Berlusconi,  inviando all'indomani dell'arrico di un avviso di garanzia allo stesso Berlusconi, una ispezione al pool  di Mani Pulite.
 A provocarla questa volta è il ministro della Giustizia MANCUSO (che è comunque dello stesso raggruppamento di Biondi - cioè di FI) nell'ordinare una nuova inchiesta sui metodi di Mani Pulite e  l'avvio a un'azione disciplinare ai magistrati che ne fanno parte. Nell'esporla al Senato, usa toni durissimi, e nell'illustrarne i motivi con la sua dotta requisitoria, i toni sono accorati, perfino singhiozzanti e drammatici.

Afferma Mancuso che è "un atto dovuto" dopo i risultati  che erano emersi nell'ispezione voluta dal suo predecessore Biondi. Il pool, avrebbe abusato della carcerazione preventiva, violato il riserbo delle indagini,  intimidito gli ispettori, non tutelato gli indagati; infine riserbo violato e di aver commesso tante irregolarità procedurali. 

Lo stesso governo di cui Mancuso fa parte, critica il suo duro intervento;  i progressisti, i leghisti e rifondazione chiedono le sue dimissioni. Naturalmente solidali i deputati del Polo della Liberta: del resto dal loro governo era partita la prima fase di questa azione che allora fu definita "delegittimazione della magistratura" per bloccare processi e le indagini in corso che coinvolgevano  alcuni personaggi della politica, imprenditori e persino i familiari  dello stesso Berlusconi oltre che lui stesso.

20 MAGGIO -  A Milano i magistrati di Mani Pulite, con l'accusa di corruzione e favoreggiamento chiedono il rinvio a giudizio per SILVIO BERLUSCONI in relazione alle tangenti pagate alla Guardia di Finanza per società del gruppo Fininvest.
Ma nello stesso giorno la Cassazione, in seguito alla denuncia di Mancuso (riportata sopra) mette sotto inchiesta il procuratore capo SAVERIO BORRELLI e altri magistrati del pool milanese.
Il tempismo dell'operazione voluta da Mancuso è da centrometrista!

27 MAGGIO - Il leader della Lega. UMBERTO BOSSI, annuncia che ha l'intenzione di fondare il Parlamento del Nord. Una specie di "governo ombra" che controlli quello centrale.
Il 29 luglio la Procura di Mantova iscrive d'ufficio sul registro degli indagati il leader leghista con l'accusa di "attentato all'unità dello Stato".

31 MAGGIO -  In Veneto il PM Carlo Nordio invia 24 ordini di comparizione a esponenti del Pci-Pds, dopo l'inchiesta sulle Coop, le cooperative rosse. 

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE
3 Primo, decisivo tentativo di porre un freno alla crescita della spesa pubblica. Il disegno di legge relativo riceve il via libera dalla commissione Bilancio del Senato, che l'approva in sede deliberante.
I mercati esteri trascinano la ripresa industriale, a gennaio il fatturato è aumentato dal 20,7% rispetto allo stesso mese del '94.
4 Il Guardasigilli chiede al Csm un'azione disciplinare nei confronti del pool di «Mani pulite» e ordina un'altra ispezione, per accertare se ci sono stati abusi di carcerazione.
5 Slitta l'incontro finale tra governo e sindacati sulle pensioni; lo slittamento permetterà di introdurre misure contro l'evasione contributiva.
Rialzo record della lira, dopo la conclusione delle consultazioni sulle pensioni.
7 Nei ballottaggi per comuni e provincie il centro-sinistra fa il pieno, eleggendo la maggioranza dei Presidenti delle province e dei Sindaci.
8 Raggiunto l'accordo sulle pensioni tra governo e sindacati. L'intesa non è siglata dalla Confindustria, che giudica insufficiente l'accordo.
9 L'Iri annuncia che collocherà la Stet sul mercato entro l' autunno.
10 La Corte costituzionale dichiara illegittima la parte della par condicio che vieta gli spot nei trenta giorni precedenti i referendum.
L'Eni si avvia alla privatizzazione con un utile record, il più alto di tutta la sua storia.
11 Nuovo contratto per oltre un milione di dipendenti della scuola. Gli attuali scatti automatici di anzianità saranno sostituiti, dal '96, da un sistema per fasce di stipendio che sarà accelerato sulla base di criteri di merito.
12 La riforma delle pensioni arriva in Parlamento.
14 Dini convoca Mancuso per scongiurare una crisi di governo dovuta alle recenti iniziative del Guardasigilli.
15 Il Garante per l'editoria e la radiodiffusione fissa tempi e regole per la trasmissione degli spot elettorali in prossimità dei referendum; tempi, spazi e prezzi dovranno essere uguali per entrambi i fronti. La soluzione non piace ai partiti.
Lira e borsa in recupero.
16 Il Cerved rivela che sono un migliaio al giorno le imprese che si iscrivono alle camere di commercio nel primo trimestre del '95, però si registra un passivo di circa 7mila unità tra imprese iscritte e cancellate.
La Camera approva la legge quadro sugli appalti di lavori pubblici, numerose le novità, resta l'Autorità di vigilanza; la legge non dovrebbe incontrare ostacoli al Senato.
19 Secondo i dati Istat la produzione industriale è ancora in crescita: in marzo ha fatto segnare un +0,9% rispetto al mese precedente, +8,7% rispetto allo stesso mese del '94.
20 La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, con l'accusa di corruzione e favoreggiamento, in merito al presunto pagamento di tangenti alla Guardia di Finanza in occasione di verifiche fiscali a Videotime, Mondadori, Mediolanum e Telepiù.
Un avviso di incolpazione giunge alla Procura milanese dal Procuratore generale della cassazione, in seguito alla denuncia del ministro Mancuso contro i magistrati del pool.
22 L'inflazione torna ai livelli del '92, l'incremento dei prezzi al consumo sale al 5,5% dal 5,2% di aprile e dal 4,1% del maggio '94.
24 L'intervento del governo non serve a mettere d'accordo i partiti sui referendum TV; è rottura sul numero delle reti controllabili da ciascun soggetto e sulla definizione di tali reti.
25 A febbraio, per la prima volta dall'agosto del '90, cresce l'occupazione nella grande industria: rispetto a gennaio segna +0,1%; in calo anche la cassa integrazione.
Prende quota la trattativa tra la Fininvest e la News corporation, per il passaggio di proprietà delle tre reti e della concessionaria di pubblicità, dopo l'incontro tra Berlusconi e Murdoch.
26 Arrestato su richiesta della Procura di Torino Marcello Dell'Utri, numero uno di Publitalia, accusato di false fatturazioni e frode fiscale.
Il governatore della Banca d'Italia, di fronte ai rischi di ripresa dell'inflazione, decide di alzare il tasso ufficiale di sconto al 9%.
28 All'assemblea federale della Lega Nord, Bossi propone tre Parlamenti: uno a Nord e uno al Sud, che controllino quello centrale per le scelte che riguardano le diverse parti del paese; il segretario della Lega sostiene che si potrebbe anche arrivare ad una «rottura della legalità» per introdurre il federalismo.
29 Gli avvocati si asterranno dalle udienze civili, penali ed amministrative fino a sabato 24 giugno; per i penalisti lo sciopero non finirà, fino a quando non verrà approvata la riforma della custodia cautelare.
I lavoratori dei ministeri dovranno lavorare dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio; reazione degli statali in disaccordo con i nuovi tempi dettati dal ministero della Funzione pubblica.
L'aumento del tasso ufficiale di sconto non spiazza la lira, che tiene su tutti i mercati.
30 Lamberto Dini illustra il percorso per «agganciare» Maastritcht alla fine del triennio: la manovra del '96 sarà di 32mila miliardi e sarà seguita da altre due di peso decrescente.
Il governo approva gli obiettivi triennali dei conti pubblici: si punta sul rientro dell'inflazione, che dal 4,7% medio di quest'anno dovrebbe scendere nel '96 al 3,5%.
Il Garante per l'editoria Santaniello ammonisce la Fininvest perché non si ripetano nelle sue reti atteggiamenti che infrangano le regole fissate per il periodo referendario.
31 Per il Governatore della Banca d'Italia il nemico da battere è l'inflazione, per bloccare la quale si è detto disposto a ritoccare ulteriormente i tassi di sconto. Fazio critica anche l'eccessiva dualità della riforma pensionistica.

FINE MAGGIO

 

GIUGNO

Il giorno 3 finisce sul registro degli indagati il Pm DI PIETRO, il 6 tornano a Milano gli ispettori del ministro della giustizia Mancuso per fare accertamenti sul pool di Mani Pulite.

Per l'intero mese tutte le prime pagine dei giornali si occupano della "bufera" che sta investendo questa volta il "mattatore" di Mani Pulite: il Pm ANTONIO DI PIETRO

Dopo le ispezioni e dopo le molte polemiche sulle stesse; prima corrono voci diffamanti contro la sua persona, poi Panorama (che è del Gruppo di Berlusconi) rivela che l'ex ministro della difesa sempre del governo Berlusconi, senatore Previti, avrebbe fatto pervenire  ancora nello scorso ottobre prima della caduta del governo, un dossier (di un certo fantomatico Mister X) su Di Pietro all'ispettorato del ministero di Grazia e Giustizia con circostanziate accuse sull'ex magistrato.

Il nome di Di Pietro viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Brescia, che intende accertare alcuni ruoli avuti da Di Pietro; sull'abuso d'ufficio nell'inchiesta sulla Guardia di Finanza; una presunta concussione; una altrettanto presunto prestito di denaro ricevuto da un indagato.
Il 22 le voci sono così insistenti su tre avvisi di garanzia, che si diffonde anche la falsa notizia che il Pm Di Pietro è stato arrestato.
L'ex inquisitore di Mani Pulite, consegna alla Procura un esposto e querela contro ignoti per le voci diffamanti e nello stesso tempo consegna anche un memoriale di 121 pagine, nel quale racconta  la sua verità su tutte le accuse calunnianti.

11 GIUGNO - Gli italiani sono chiamati alle urne per esprimersi su 11 referendum. Uno che riveste un particolare carattere politico è quello sulle concessioni Tv, che dovrebbe abrogare la famosa Legge Mammì; quella che permise a Berlusconi di proseguire quasi indisturbato il suo cammino nella  conquista delle televisioni commerciali, permettendogli di allargare quell'impero che poi -secondo alcuni- gli ha permesso di "scendere in campo" alle elezioni del '94, e, con l'uso gratuito e personale dei suoi media vincerle e diventare un soggetto politico; ed anche ora pur non essendo al governo, è avvantaggiato dai suoi media nel fare opposizione.
Ma il quesito referendario, così come viene proposto dalla scheda, boccia la revisione della legge Mammi, dando ragione alla forza politica guidata da Berlusconi stesso. Altrettanto NO al quesito sulle concessioni della pubblicità - che secondo le Tv commerciali - sono solo queste a poter permettere di tenere in piedi alcuni canali che offrono agli italiani intrattenimento ma..... anche informazione.

NO anche alla liberalizzazione delle licenze commerciali e all'apertura dei negozi in orari diversi o festivi (forse qualche singolo commerciante l'apertura festiva l'avrebbe anche desiderata, ma a contrapporsi sono le grandi catene distributive, che dovrebbero pagare poi i dipendenti).
(Pochi anni dopo saranno invece proprio le catene distributive a volere le aperture festive).

24 GIUGNO - A Cannes i due litiganti dentro il PPI, ROCCO BUTTIGLIONE e  GERARDO BIANCO concludono la lite all'interno del partito e se lo spartiscono.

26 GIUGNO - Dal Brasile, il 25, il presidente della Repubblica SCALFARO ha lanciato  un appello ai politici di non "demolire Mani Pulite", il 26 il ministro MANCUSO si risente e apre una polemica per quella che ritiene una interferenza, e il presidente del Consiglio DINI polemizza a sua volta con il guardasigilli.

TITOLI E SOTTOTITOLI SUI GIORNALI DEL MESE
1 Berlusconi smentisce le voci che lo vogliono prossimo a lasciare la politica e conferma la sua leadership.
La Corte costituzionale dà lo stop alle sentenze che fanno saltare i conti pubblici: se il bilancio statale non consentirà di estendere un trattamento privilegiato a tutti quelli che ne hanno diritto, il privilegio deve essere cancellato per tutti.
2 Da Brescia filtrano notizie secondo cui Di Pietro sarebbe iscritto per la seconda volta nel registro degli indagati.
Il documento di programmazione economica 1996-98, dopo il via libera del governo e del Capo dello Stato, è pronto per l'esame della Camera. Obiettivo da raggiungere: un fabbisogno di cassa del settore statale di 63.100 miliardi nel '98, contro i 130.000 di quest'anno.
3 Di Pietro presenta alla Procura di Brescia un esposto-querela-memoria perchè indaghi sull'origine delle notizie che hanno portato i magistrati ad indagare su di lui.
Il Garante per l'editoria ammonisce, nuovamente, la Fininvest dopo averla condannata a trasmettere gratuitamente tredici spot del comitato per il «Sì» sui referendum relativi al sistema televisivo. La Fininvest non intende trasmetterli e il Garante minaccia l'oscuramento.
5 Prosegue, a Brescia, l'inchiesta sul caso Di Pietro; dopo l'incontro con il procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli, i magistrati di Brescia, hanno acquisito nuovi documenti su Giancarlo Gorrini, l'imprenditore ex titolare della Maa assicurazioni, che dichiarò di avere prestato cento milioni all'ex pm.
Il presidente della Confindustria, Abete, ha dichiarato che entro l'autunno l'economia italiana dovrà raggiungere tre obiettivi: apprezzamento della lira, contenimento dell'inflazione e riduzione dei tassi di interesse.
Il deficit dello Stato ha segnato un calo di tredicimila miliardi nei primi cinque mesi del '95, rispetto allo stesso periodo del '94.
6 Arrestato l'ex ministro dell'Interno Antonio Gava, nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti pagate da alcuni imprenditori della penisola sorrentina. Con Gava sono finiti in carcere I'ex-sottosegretario Francesco Patriarca e il vice presidente dell'Unione industriali di Napoli Corsicato.
Il Fmi giudica troppo graduale la riforma previdenziale e chiede interventi correttivi nei prossimi anni.
7 Il ministro degli Interni, Brancaccio, si dimette per motivi di salute. Intanto il ministro della Giustizia, Mancuso, rivela davanti alla Commissione Stragi di essere oggetto di minacce di morte.
Il Tar della Lombardia sospende l'ordinanza con cui il Garante per l'editoria aveva condannato la Fininvest a trasmettere gratuitamente tredici spot compensativi del fronte del «Sì» per ripristinare la par condicio; deciderà il Consiglio di Stato.
8 Partirà il 16 giugno il concordato di massa firmato da Augusto Fantozzi. Obiettivo: assicurare alle casse dello Stato 11.500 miliardi quest'anno e 4mila nel '96. Sono interessati otto milioni di contribuenti.
Giovanni Coronas, capo della polizia durante gli anni di piombo, è stato nominato ministro degli Interni da Lamberto Dini; sostituisce il dimissionario Brancaccio.
9 Un decreto legge e due disegni di legge sono stati messi a punto dal ministro del Lavoro Treu per affrontare l'emergenza occupazione. Il decreto proroga fino al 31 luglio i trattamenti per mobilità e cassa integrazione e rifinanzia i contratti di solidarietà; agevolazioni per il part-time. I disegni di legge prevedono norme per la riforma del collocamento e la flessibilità.
11 Gli italiani al voto su dodici quesiti referendari. Vincono i «no» nei referendum sul sistema televisivo. Vince il «sì» sul quesito relativo alla privatizzazione della Rai. Si salva il doppio turno nelle elezioni comunali.
Lira e Borsa in difficoltà, dopo i risultati dei referendum.
14 Dini annuncia in Senato che, anche se si dovessero tenere le elezioni ad ottobre, sarà il suo governo a predisporre la Finanziaria per il '96.
19 Il presidente Dini annuncia a Wall Street che presto sarà presentata la Finanziaria '96, che dovrebbe essere approvata entro settembre.
Rotte le trattative tra governo e sindacati dei piloti, confermato lo sciopero del 23 giugno, nonostante l'ordinanza che vieta le agitazioni fino al 24 giugno.
20 Vertice dello schieramento di centro-sinistra con il candidato premier dello schieramento: affidato a Veltroni e allo stesso Prodi il compito di proporre il pacchetto delle regole da approvare prima del voto: antitrust, par condicio, legge elettorale a doppio turno, garanzie rispetto all'art. 138 della Costituzione; la proposta sarà poi sottoposta al confronto con il Polo della libertà.
21 All'assemblea dell'Abi, il presidente del Consiglio Dini e il governatore della Banca d'Italia Fazio chiedono che sia accelerato il processo di privatizzazione delle banche.
Accelerazione dei prezzi nel mese di giugno.
22 A Brescia si diffonde la voce dell'arresto di Di Pietro e di un avviso di garanzia a Borrelli, notizia che viene immediatamente smentita dal pm Salomone.
24 Leoluca Bagarella, probabilmente il successore di Riina alla testa della «cupola» mafiosa, è stato arrestato in una operazione congiunta della Dia e della Polizia.
25 Rupert Murdoch, propone a Berlusconi uno «scambio azionario» per l'acquisto del 51% di Mediaset, società che controlla la Fininvest, da accompagnare all'ingresso del Cavaliere nella News Corporation.
26 Tensione tra il Quirinale e il ministro Mancuso. Dopo le dichiarazioni del Presidente Scalfaro a proposito di un possibile tentativo di demolizione dell'opera dei magistrati del pool milanese, il ministro della Giustizia invia una nota ufficiale al presidente della Repubblica, in cui sostiene che le ispezioni ministeriali e la riapertura del caso Cagliari attengono ai suoi doveri di Guardasigilli.
27 Resi noti i dati Istat sull'occupazione: ad aprile è cresciuta di 313mila unità rispetto a gennaio.
Il ministro dell'Industria Clò dichiara che il governo affronterà la fiammata inflazionistica con interventi che si baseranno su un'azione di coordinamento delle tariffe pubbliche, non ci saranno invece il blocco delle tariffe ed interventi di carattere fiscale.
28 E' scontro aperto sul caso Mancuso. La maggioranza che appoggia il governo ne chiede le dimissioni. Il ministro replica che se ne andrà solo se si dimetterà tutto l'esecutivo.
La Montedison torna in utile e chiude il primo trimestre del '95 con un utile netto di 40 miliardi.
29 La riforma delle pensioni approda in aula a Montecitorio in un clima incandescente. Il capogruppo dei Progressisti alla Camera accusa la destra di mettere in pericolo l'approvazione della riforma.
30 Viene fissato per martedì 4 luglio l'incontro tra Polo e centro-sinistra per discutere sulle regole da approvare prima delle nuove elezioni.

FINE GIUGNO

 

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