UNDICESIMO CAPITOLO

UNDICESIMO CAPITOLO

Il Rio della Plata. - La Banda Orientale. - Storia della zona. - Parole di lord Canning. -
Indipendenza della repubblica dell'Uruguay. - Rosas, dittatore di Buenos Ayres.
- Rivera. - Oribe. - La famiglia Garibaldi a Montevideo. - Garibaldi insegnante e sensale


Se i Riograndesi avevano guadagnato la simpatia di Garibaldi a cagione del semplice fatto elio combattevano per la repubblica contro un potente impero, gli abitanti della Repubblica dell' Uruguay la meritavano in maggior grado per la valorosa costanza onde pervennero all'indipendenza, e la mantenevano contro il Brasile e contro la Confederazione Argentina, i quali miravano ad allungar la mano su quella piccola lingua di terra con la stessa avidità dei Portoghesi e degli Spagnoli d'altri tempi (*).
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(1) Uno sguardo alla carta dell' America Meridionale, se ne capisce subito le ragioni. Compresa fra i paralleli 30° e 35° latitudini sud e 55° e 61° all' occidente del meridiano di Parigi con 460 mila abitanti, la Repubblica dell' Uruguay, a pari condizione, era più popolata dell'Argentina e del Brasile, Stati limitrofi. Ha per frontiera a nord-est le altezze di Sant'Anna e i fiumi Cuareim, Yaguaron (che la separa dal Brasile), ad est la laguna Merim o i fiumi San Miguel i Chuy, a sud I'Atlantico e il fiume la Plata, a ovest il fiume Uruguay.
Come l' Italia l' Appennino, la catena della Guchilla Grande l'attraversa da nord a sud, e da questa si staccano speroni, qui nudi e sterili, là coperti di folti selve, che forniscono ogni specie di alberi per costruzione, dal famoso cedro bianco al salici rosso, e per l' ebanisteria l' alloro nero. E fra questi speroni si stendono li immensi pianure dove montagnole e colline coperte di frutti, cedri, melarance, e folti boschi di datteri e di fichi, e alberi medicinali rompono la monotonia dei verdi prati e delle fertilissime campagne coltivate a frutti e cereali. Il suolo poi sembra naturalmente irrigato dai numerosi torrenti e fiumicelli e dai grandi fiumi, quasi tutti navigabili e benefici anche quando straripano.
Lo stato costante di guerra e la scarsa ricchezza degli abitanti non li posero ancora in grado di scoprire tutti i tesori qui nascosti. Si sa che vi abbondano l'oro e l' argento, il rame, il piombo, il ferro, lo zolfo, il jais e vicino a Montevideo stessa esistono numerose miniere di carbon fossile.
Il clima delle città marittime è delizioso, il caldo temperato dalle correnti fresche dell'Atlantico, il freddo dalla corrente calda sottomarina che muovendo dal golfo di Guinea passa presso le suo coste.)


Quando Juan Diaz De Solis scoprì la prima volta il Rio della Plata nel 1512, le coste erano popolate da tribù selvagge di indiani. In un secondo viaggio (1515) lasciò due delle sue navi nella baia e con una terza, ingannato da segni amichevoli, scese a terra per cadere in un' imboscata. GIi indiani (della tribù Charruas) lo tagliarono a pezzi, e arrostitolo lo mangiarono sulle rive di un ruscello , che tutt' ora porta il nome di Arroyo de Solis.
Nel 1520 Ferdinando Magellano, passando dall' una all' altra riva della Plata, un suo marinaio superato una altura e scorgendo una montagna dominatrice della vasta lingua di terra che si bagna nell'Atlantico, gridò "monte-vide-io (io vedo una montagna), e due secoli dopo qui fu fondato dal Generale Don Bruno Mauricio Desavala, governatore di Buenos Ayres allora appartenente alla Spagna, la città di Montevideo.

Ma durante i due secoli intermedi il continente dell'America meridionale fu il teatro di continue lotte fra la Spagna e il Portogallo. I portoghesi nel 1624 fondarono Santo Domingo Soriano; gli spagnoli nel 1680, la colonia del Sacramento. La Spagna trattava le sue colonie (*) sulle rive della Plata press' a poco come l'Inghilterra trattava l' Irlanda, sterminandone gli abitanti, sfruttando i prodotti a beneficio della madrepatria, vietando l'esportazione, eccetto che colla Spagna, fomentando ire e guerre religiose col trapiantarvi la ricca e potente compagnia di Gesù.
(*) I vasti possessi della Spagna furono divisi in due viceregni, il Messico e il Perù. Il primo copriva una trentina di gradi di latitudine nel continente settentrionale, il secondo altrettanto nel meridionale, passando dietro e uscendo sotto il Brasile; il Perù poi fu diviso nelle province di Nuova Granata, Rio della Plata o Buenos Ayres, Venezuela, Chilì, Guatemala, Avana, Cuba inclusa e Porto Rico. Gli aborigeni di questi immensi terreni non furono estirpati come nel settentrione, ma soggiogati e assorbiti dai conquistatori. I creoli, discendenti da questa mescolanza di razze, furono universalmente esclusi dagl'impieghi pubblici, e soggetti alle soperchierie e alle estorsioni degli ufficiali spagnoli. Era dunque naturale che alla fine creoli e indiani facessero causa comune contro il comune oppressore; da ciò le sanguinose ribellioni e il nessun aiuto che ebbe la Spagna quando si trovò minacciata nelle sue colonie.

Impossessatisi i portoghesi del Brasile, di Rio Grande, e dei fiumi Uruguay, Parana e di quanti altri formano il Rio della Plata, era naturale che essi cercassero di far proprio l'immenso estuario di ben 300 chilometri di larghezza alla foce, dove quei fiumi sboccano in mare; mentre la Spagna e i popoli che poi si divisero le sue spoglie volevano rimanere essi padroni delle due sponde del grandioso fiume. Per il che il territorio conosciuto sotto il nome di Banda Orientale e ora Repubblica di Uruguay é stato sempre il pomo della discordia.

Quando la Spagna perdette tutte le sue colonie e la Francia risolse di aiutarla nel riconquistarle, con la mira di prendersela per sé, il principe di Polignac disse al ministro inglese lord Canning:
«La Francia deve associarsi alle altre potenze d'Europa per rigenerare un popolo, ora agitato e diviso da teorie assurde e pericolose; dobbiamo riunirlo sotto un governo monarchico o aristocratico.»
Canning rispose:
«Ogni popolo avere il diritto di scegliere la propria forma di governo, e l'Inghilterra di essere pronta a riconoscere una repubblica come una monarchia.»

Tale il concetto informatore della politica estera di Canning, come egli affermò in uno dei suoi ultimi discorsi. Canning non voleva la « Spagna colle Indie » e neppure che la Francia, col pretesto di domare la Spagna, si appropriasse delle sue colonie in America.
«Io - aggiungeva - ho chiamato il Nuovo Mondo ad esistere per aggiustare il bilancio del Vecchio.»

Memore anche dell'infelice tentativo degli inglesi (1806-1808) di conquistare per sé le colonie spagnole nella Plata, volle assolutamente che ne fosse riconosciuta l'indipendenza; anzi si vantò di essere il primo ministro europeo che riconoscesse l'indipendenza degli Stati dell'America del Sud.
Quando poi il Brasile si dichiarò indipendente dal Portogallo, sorse la questione se la
Banda Orientale dovesse appartenere al Brasile, che l'aveva nel 1821 incorporata col nome di Estado Cisplatino, ovvero al Portogallo o alla Repubblica Argentina; mentre invece gli abitanti di quel paese meditavano di non appartenere che a sè medesimi.

Si trattava dunque di cacciare i Brasiliani, e in Buenos Ayres vivevano molti "orientali" (come si chiamavano allora gli abitatori della Banda Orientale), e 32 di questi con a capo don Juan Antonio Lavalleja, avendo stabilite intelligenze con gente del paese, s'imbarcarono su due piccoli legni e scesero a Arenal Grande. Fornitisi di cavalli, mossero sulla capitale e incontrarono 200 soldati a cavallo, 20 dei quali brasiliani, gli altri orientali. Chiesto che cosa volessero, Lavalleja rispose: « A liberare la mia patria, e cacciarne lo straniero".
Poi spiegata, la bandiera nazionale vide i 180 orientali aggiungersi a lui e fare prigionieri i 20 brasiliani. Seguì poi un ingresso trionfale a Montevideo, dove la repubblica fu proclamata alle grida di " o libertad o muerte! " si improvvisò un esercito e si armò una squadra di barche.

Per il momento, salvo poi a dividersi, tutti gli abitanti delle due rive della Plata si unirono contro il Brasile, il piccolo naviglio era comandato da un bravissimo inglese, l'ammiraglio Brown, che sconfisse l'armata brasiliana e s'impossessò dell'isola di Martin Garcia, principale stazione navale sulla Plata.
Il generale Alvar con cavalleria, fanteria ed artiglieria, stando Lavalleya all'avanguardia con i suoi orientali, invade il territorio brasiliano; e dopo un anno e mezzo di guerra sconfigge i nemici a Itazuingo. In ultimo, accettata la mediazione amichevole dell'Inghilterra, la Repubblica Argentina e l'impero del Brasile riconoscono l'indipendenza assoluta della Repubblica dell'Uruguay ossia della Banda Orientale, lasciando facoltà agli abitanti di governarsi a loro piacimento, salvo la ratifica della costituzione per parte del Brasile e della Repubblica Argentina, allo scopo di vietare che nessun articolo contenesse cosa contraria alla loro reciproca sicurezza.

Cosicchè dal 27 agosto 1828 in grazia di questa "convencion de paz", fu dichiarata la indipendencia de la antigua provincia, a fin de que pudiera constituirse libremente en aquella forma de gobierno que juzzare conveniente a sus intereses, necesidades y recursos.
Fu convocata immediatamente un'Assemblea costituente che il 10 settembre 1829 approvava la costituzione. I commissari argentini e brasiliani la ratificarono a Rio Janeiro il 26 maggio 1830, e il 10 luglio dello stesso anno venne pubblicamente giurata.
Essa somiglia a quella degli Stati Uniti. La forma é repubblicana democratica rappresentativa. Il potesse legislativo risiede nell'Assemblea, composta della Camera dei deputati (43), dei senatori (13) eletti dal popolo; i senatori, uno per dipartimento. Il potere esecutivo é affidato a un presidente nominato ogni 4 anni (il 1° marzo) dalla maggioranza dell'Assemblea generale. Il potere giudiziario si componeva di un tribunale supremo, di 5 membri nominati dall'Assemblea generale, di giudici giure-consulti civili, criminali e commerciali, di giudici di pace, dell' alcade ordinario e di tenenti alcadi.
La costituzione dichiara che lo Stato orientale dell'Uruguay, associazione politica di tutti i cittadini compresi nel suo territorio, è e sarà sempre indipendente da ogni potere straniero e che mai sarà patrimonio di persona o di famiglia alcuna.

Si sarebbe pertanto creduta risolta la questione della Banda Orientale; ma i trattati non cambiano la natura delle genti, né sopprimono le umane passioni.

Un uomo d'ignobile sangue, che personificava in sé tutti i vizi dei selvaggi e tutte le ambizioni degli spagnoli governatori, era diventato governatore di Buones Ayres nel 1830 e più tardi, a furia di astuzie e di prepotenze, dittatore con poteri illimitati.
Costui, il ben noto Rosas, odiato e maledetto da tutti gli abitanti della repubblica Argentina, sebbene codardo in guerra, feroce in pace, seppe mantenersi al potere per ben 20 anni, durante i quali suo primo obiettivo era di ricongiungere sotto lo stesso governo le due rive della Plata.
Non osando però violare apertamente la "convencion de paz", garantita dal Brasile e dall'Inghilterra, cercò tutti i pretesti per far nascere litigi. Gli era principalmente specialmente in uggia la Repubblica Orientale perché dava asilo ai francesi e agli argentini che sfuggivano alle sue barbarie.
Egli pubblicò un decreto che puniva di morte l'emigrazione: ma erano ugualmente emigrati tutti gli uomini più validi e tutti venivano ricevuti a braccia aperte dal generale Fructuoso Rivera, allora presidente della Repubblica Orientale, uomo valoroso e colto, cavaliere compito, ma mediocre amministratore.

A poco a poco gli riuscì a Rosas di diminuire la popolarità di Rivera e di assicurare l' elezione a presidente ad un certo Oribe, intrigante e sedizioso. Rivera rimaneva però ugualmente comandante generale dell'esercito.
Oribe cominciò a perseguitare gli emigrati col pretesto che non si doveva inimicare uno Stato limitrofo e amico. Gli Orientali unitarios (così si distinguevano i partigiani dell' indipendenza assoluta dai federali che accarezzavano la confederazione) incaricarono Rivera di portare le loro lagnanze al presidente per questa aperta violazione dei sentimenti tradizionali dell'ospitale repubblica.
Oribe tolse al Rivera il comando dell'esercito e nominò a quel posto il proprio fratello Ignazio; il che insospettì ancor di più gli unitari.

Intanto in Francia il governo di Luigi Filippo, sdegnato delle persecuzioni di Rosas contro i sudditi francesi stabiliti a Buenos Ayres, mandò l'ammiraglio Le Blanc a bloccare Buenos Ayres se non fosse data soddisfazione. Ciò accadeva nel 1838. L'ammiraglio catturò parecchi bastimenti che tentarono di rompere il blocco ed entrare nella rada di Buenos Ayres e poi conduceva la preda nella baia di Montevideo e qui la metteva all'asta.
Rosas fece appello a Oribe e questi proibì la vendita.

Allora il paese si sollevò e col Rivera alla testa diede battaglia ad Oribe, e lo disfece a Palmar. Oribe radunò la Camera, rinunziò l'ufficio di presidente, chiese un passaporto per l'estero, e corse presso il suo alleato Rosas, protestando da Buenos Ayres che la sua dimissione era forzata e che si considerava sempre presidente della Repubblica di Uruguay.
Rosas lo nominò brigadiere generale e gli affidò l'esercito per combattere gli unitari allora radunati sotto Lavalle. Rivera , rieletto, rafforzò il blocco francese, e sembrava venuta la fine del Rosas e dell'amico, quando la Francia costretta a ritirare la sua squadra firmò il trattato Meckan che lasciava Rosas padrone della situazione (1840).

Poco dopo questi eventi, Garibaldi arrivava a Montevideo con la sua piccola famiglia e con i pochi scudi rimastigli dalla vendita delle pelli dei buoi scannati, la maggior parte dei quali gli erano morti lungo il viaggio o rubati. Gli ospitali repubblicani, che avevano visto di così malocchio lo sfratto dato agli emigranti da Oribe, l'accolsero con tante gentilezze e si può immaginare il benvenuto che gli diedero il Cuneo e la famiglia Antonini e il vecchio suo ospite.... Ma Garibaldi per non essere a carico di nessuno volle mettersi subito al lavoro. - Il dottor Odicini scrive: «Giustizia vuole si dica che, in quella capitale della Repubblica Orientale, Garibaldi trovò, appena sbarcato, il modo d'impiegarsi e di guadagnare il necessario per la sua famiglia con la medesima facilità che lo trova qualunque nuovo sbarcato il quale sia uomo onesto, attivo e con voglia di lavorare.

Montevideo è una città cosmopolita, ospitale per eccellenza, dove soffrono la miseria solamente coloro che per infingardaggine, oppure vergognandosi di lavorare, si danno ai vizii o al dolce far niente. Qui tutte le professioni, tutte le arti, tutte le industrie «sono libere e ogni straniero vi è ben accetto ed è ammesso all'esercizio del proprio mestiere.»
Garibaldi era esperto nell'insegnamento di alcune lingue e della matematica, se ne intendeva pure di grano e di formaggio; durante i primi due mesi nella sua dimora a Montevideo fece il professore e il sensale. "Di modo che - lasciò scritto nelle sue memorie - potei mantenere Anita in una modesta agiatezza".

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