carissima .....SUSANNA

 

Susanna Bolla: Carissima, grazie dei complimenti che mi fai per i miei spericolati lanci......

Tu amando tanto la montagna, anche come scalatrice,
conoscendomi dalle immagini pure come rocciatore,
mi chiedi qual'é stata la vetta scalata che più mi ha affascinato e che tu vorresti fare.

Eccoti una mia risposta. E ancora grazie per gli apprezzamenti.

Avrai visto nella mia BIOGRAFIA >>>> che la montagna che più mi ha "stregato" sono state le...
TRE CIME DI LAVAREDO

Che negli intervalli tra un'ascensione e l'altra non ho mai mancato di dipingerle.....davanti e dietro...



Nel suo paradisiaco scenario ho trascorso nel Bivacco la Luna di Miele quando mi sono sposato.....

 

 

 

 

 

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... AL LAGHETTO.... CHE MERAVIGLIA ...


...... poi ci sono ritornato più volte con moglie e figli ancora piccoli....


poi diventati grandi ci ho portato ..... anche i loro figli ......cioé i mie nipoti.....

che imparono così anche loro ad ammirare il Creato - come il nonno -
ed anche a fotografare e filmare i bellissimi ricordi

......poi ci ho festeggiato le Nozze d'Argento, e ultimamente anche le Nozze d'oro.....
sempre nelle cuccette del bivacco, tenendoci per mano e riportando in vita 50 anni
di bellissimi ricordi... oltre che rivedere gli spettacolari tramonti....

..... e le stupende albe....


poi nella notte.... sempre insieme, con un dito a toccare le stelle in cielo.

..... quando possiamo ci ritorniamo ogni anno. Sempre dormendo nel Bivacco e non
nel Rifugio, grazie all'ospitale amico gestore HUGO RIEDER

(qui sotto in foto che io chiamo "l' Imperatore delleTorri").


qui il risveglio al mattino
.... dalla finestra della "PIU' BELLA CASA DEL MONDO"....
... con fuori un paesaggio mozzafiato....
(non é Dubaj !!! )


Delle 3 Cime ne ho scalata una, quella centrale, ma non me ne vanto troppo
perché l'ho salita nella parte meno impegnativa, che come difficoltà non va oltre il 2° grado.
E proprio per questo c'è sempre tanta folla della domenica.... con.... le scarpette.

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Ma la montagna che per me è stata la più affascinante ed emozionante...
.... oltre essere stata anche la più bella scalata della mia vita, é lo spigolo della Torre Delago,
una delle Torri del Vaiolet nel massiccio del Catinaccio. Un altro scenario stupendo !!
( merita una salita (di poco più di 1 ora) fino al laghetto )

Essendo già un esperto scalatore piemontese ....(ero stato già sul Bianco, Cervino, Rosa ecc. vivendo lo stesso periodo giovanile di Wanter Bonatti che ogni domenica su quelle montagne non stupiva solo me ma tutto il mondo alpinistico) ... Poi volontario nei Paracadutisti, ogni anno per 4 anni, e ogni volta per 40 giorni ho sempre fatto con una guida l'aiuto istruttore di roccia proprio in queste Dolomiti del Catinaccio, soprattutto sulle Torri di Vajolet, che ho scalato...... quella a Sx la Delago 3°-4° grado, 3 volte; la centrale (la Stabler 3° grado, 12 volte; quella a dx la Winkler - 5° grado, 2 volte, la piccola ma tosta a sinistra, la Piaz- 6° grado 1 volta.
Quelli che ho portato su, mi scrivono ancora oggi dopo 60 anni per ripetermi sempre "Franco, Grazie! E' il mio ricordo più bello della mia intera vita!".

Questo sotto era il mio Paradiso....e sotto a destra .... la mia "tana".

a sinistra la Torre Delago........ e qui sotto la salita nel suo insieme....


La Torre Delago non é molto difficile (al massimo 3° 4° grado)
ma salendola, partendo dal suo terrazzo base....


che vediamo qui sopra .... e qui sotto indicata nelle frecce rosse....

.... la scalata si inizia da qui e si continua fino alla vetta a 2800 m.
MA.... per ca. 3-400 metri lo spigolo salendolo é molto esposto; si hanno sempre sotto i piedi quasi 1000 metri di strapiombo verso la sottostante Valle di Tires a 1800-1300 m.
(il Parco dei "Monti Pallidi" - anche questo é un Paradiso dolomitico senza eguali - d'estate e in inverno).

La scalata è stupenda, più difficile é l'ultimo pezzo (qui lo spigolo per le difficoltà sarebbero di 5°-6° grado)
ma per fortuna a DESTRA c'è un caminetto ......

....infine si arriva in cima....
( qui sotto con la famosa e brava guida del luogo Toni Gross, di cui mi avvalevo in tutti i corsi)

... poi la discesa a corda doppia ( a goccia d'acqua )....
per coloro che vogliono scendere fino a Tires.
E' da infarto....quasi 1000 metri sotto i piedi.....
Io forse ero il meno impressionato, perché come sai ho
fatto lanci anche da 5000 metri, sui ghiacciai.....

... ma scendere con la corda fa molto più effetto.... non lo si fa in un attimo.



La Torre Delago ti ho già detto non é molto difficile (al massimo 3° 4° grado) ma salendola ti appaghi come nessuna altra vetta.
Sia nel salirla che nel discenderla, i brividi che la Torre ti riserva ci sono tutti e sono abbondantemente assicurati.


Non esiste niente di simile in giro nelle ns. montagne. E ne ho scalate più di 100. Ti dirò cara Susanna che ho la gigantografia di questa ascensione in una parete del mio salone, e nel rimirarla spesso ripercorro la scalata palmo a palmo, facendomi i complimenti.... da solo.
"Credimi nel guardarla mi sento sempre "vivo", anche a 85 anni. Una salutare nostalgia in questa nostra "Avventura in Terra", dove fissando lo sguardo da lassù sull'orizzonte non ci si sente "talpe" dentro la tana, come invece molti, come tali.... ci vivono rintanati per la intera loro vita .

come aveva ragione il mio amico Walter Bonatti....


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Ti suggerisco Susanna di andarci una domenica, sali dalla Val di Fassa al GARDECCIA,
vai al Rifugio Vajolet, poi al rifugio Re Alberto, sulle sponde del coreografico laghetto,
dove anche qui non ho dimenticato di dipingerlo...con le vette sia davanti che dietro.....

......e dove da qui, proprio dal laghetto, iniziano le scalate verso.... il "Paradiso".
Merita spendere una giornata......
una delle tante che viviamo nei nostri miseri 1000 mesi >>>>>>.
Infatti Einstein che ne sapeva qualcosa sullo "Spazio-Tempo", diceva....

"... i mesi e i giorni trascorrono, e il tempo non è una illusione ...
... meglio approfittare fino all'ultimo istante ".


Io ogni istante ne ho sempre approfittato. Spesso oltre i limiti. Vedi i miei lanci >>>>
Ogni tanto (ma ultimamente purtroppo un po' meno, causa Covid), tuttavia....
prendo il mio quarantennale "carroccio" e volo al Gardeccia
(qui sotto) o alle Lavaredo.
Mi prendo in anticipo un po' di Paradiso.



COME MONTAGNA INVECE SCALATA LA PIU' STUPENDA E STATA QUELLA DEL...
GRAN ZEBRU'
DOPO AVERCI FATTO IL LANCIO SUL SUO GHIACCIAO.....(del Cevedale)

..... HO SCALATO COSI' LA PIU' BELLA MONTAGNA A PIRAMIDE
( lo afferma anche Messner che questa è la più bella cima di tutte le nostre Alpi )



La sua vetta ai miei tempi era un sogno (ma oggi.....


è crollato tutto a causa il riscaldamento del pianeta....

oggi la sua vetta assomiglia a una banale collinetta.

 

Susanna sei soddisfatta? - Auguri per le favolose ascensioni !!!
E Grazie ancora dei tuoi graditi complimenti.


Ti ricordo che il mio "vangelo é sempre stato questo......

Ma qualche settimana di pausa me la prendo anche io
e per non prendermi troppo sul serio
grazie a un amico PECORAIO vado in una baita, sul luogo dove ho fatto....... molti lanci.


All'ALPE DI SIUSI - con LO SCILIAR DIETRO e il SASSOLUNGO DAVANTI

per un mese lo aiuto a pascolare i "veri" caproni.....
per "purificarmi" dai "falsi", quelli che purtroppo si incontrano nella vita quotidiana.
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E proprio per questo ti metto anche quest'altro "Vangelo" ..... per chi ama la montagna.....


Ma fai sempre molta attenzione
. Molti pagano la superficialità e credono di essere più capaci di quello che sono.
Proprio in una delle Torri fui testimone di una immane tragedia.
Uno della nostra fureria, si era aggregato a una cordata sul Catinaccio. Lui diceve di essere bravo.
Anche se malvolentieri la guida lo accettò perchè era un personaggio; fra l'altro il più giovane Ingegnere d'Italia.
Nello scendere dal Catinaccio, in una cordata di 4, al terzo uomo gli cadde un martello;
non avvisò la guida che era avanti e imprudentemente per andarlo a prendere
si slegò
per andare a raccoglierlo, ma scivolò nel pendio ghiacciato per ca. 30 metri;
si fermò ferito su uno spuntone roccioso davanti a un baratro. Il 4° uomo,
l'ìngegnere, anche lui invece di avvisare la guida
si slegò pure lui per portargli soccorso, e scivolò anche lui
ma oltrepassando lo spuntone, cadde dal baratro della Torre Emma, un volo a piombo di 400 metri.
Toccò poi proprio a me andare a raccoglierlo, portandolo nella notte all'ospedale Milit. di Bolzano.
Qui essendo già l'una di notte passata, lo adagiammo frettolosamente all'obitorio a andammo a dormire.
Il mattino sentimmo delle grida strazianti. Erano i genitori giunti a Bolzano che ancora ignoravano la ferale notizia.
Ignari, trovarono il figlio disteso all'obitorio, ancora vestito da rocciatore,
con legato il berretto che teneva insieme il cervello della sua testa fracassata.
Era l' Ing. JOSTI - La Domenica del Corriere, dedicò una copertina a questa tragedia.

Mai sottovalutare la montagna !!! Nè sopravvalutare la propri bravura !!!.

CIAO !!!

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