IL RICORDO DI UNA CARISSIMO (MA SFORTUNATO) AMICO
ORESTE LEONARDI


Ricevo volentiere l'invito di Filippo Boni, di voler ricordare -
con una mia testimonianza l'amico
ORESTE LEONARDI

MA ANCHE RICORDARE IL PERIODO POLITICO Di QUEL.....TRAGICO DOPO MORO

QUANDO BARBARAMENTE FURONO UCCISI .......

MATTARELLA, DALLA CHIESA, FALCONE, BORSELLINO


POI LA SICILIA ..... NEL '94 VOTO' BERLUSCONI

A ventanni, ero uno dei primi paracadutisti civili (il 142mo in Italia). Poi in procinto di fare il servizio militare nel '57, ovviamente scelsi di andare volontariamente nel plotone (di appena 50 uomini) di paracadutisti alpini....formatosi in Italia a Viterbo da appena due anni (in precedenza esisteva la famosa Folgore, quasi tutti morti al El Alamein). - Era un Plotone per l'impiego in una località-ambiente fatto di bellissime montagne e valli .... ma dove vi eraa nche la nascita del "Terrorismo Altoatesino". E quindi fummo impiegati per l'antiterrorismo. Io personalmente per oltre 4 anni.

Perchè diventai paracadutista.
A Pasqua del '40, cioè prima dello scoppio della guerra - ero partito da Biella, come ogni anno per le vacanze a Francavilla a Mare, e a Chieti, ero ospite dei miei nonni e zii. Come al solito alle vacanze scolastiche ci raggiungevano poi mia madre con mio fratello e sorella di 6 anni più grandi di me. Ma la guerra scoppiata in Italia il 10 giugno, che si era detto che sarebbe stata breve, poi continuò, quindi i miei nonni - visto che non andavo ancora a scuola - mi trattennero a Chieti. Nel frattempo anche mio padre era stato richiamato, e con la sciagurata guerra 2 anni dopo cadde in Tunisia prigioniero lui e altri 120.000. Inviato nei campi di concentramento in Sud Africa, a guerra finita tornò nel 1946). Mia madre a Biella rimase sola con mio fratello e sorella.

La guerra aveva comiciato a non avere mai fine. Così restai a Chieti anch'io fino al 1946, 6 anni. In una casa accanto a Palazzo Mezzanotte, dove vidi arrivare il 9 settembre '43 prima tutti i Reali e il Governo in fuga; poi nello stesso palazzo vi si intallò il 9 settembre il Comando tedesco. Per Chieti iniziò la tragedia con i bombardamenti anglo-americani. Ma per colpire il palazzo del comando tedesco, le bombe colpirono anche la nostra casa adiacente. Crollarono tutti i soffitti, ed io dovetti uscire da sotto le macerie. Poi gli angloamericani dopo 9 mesi combattuti - gli uni contro gli altri sulla linea del Sangro - il 9 giugno liberarono Chieti e si installò nello stesso Palazzo Mezzanotte il comando americano. Dopo averci bombaradati per 10 mesi li accogliemmo come "liberatori". Ma avevano montagne di alimentari e fare gli ipocriti ci si guadagnava.

La "liberazione" non fu fatta dagli anglo-americani, ma avvenne con i Paracadutisti della Folgore, della Nembo. Io - avendo saputo prima di tutti il loro arrivo da Radio Londra nella tipografia di mio zio - gli andai incontro, "svegliando" dal letargo tutta la città; io poi in spalla a uno di loro percorsi tutto il corso, e arrivati in piazza essendo quasi le 9 di sera, con loro affamati, ne invitai 4-5 a casa mia lì accanto per rifocillarli. (a noi non ci mancava di sicuro mai il pane, era mio zio che stampava le tessere anche false, d'accordo con il podestà per darle ai 100.000 sfollati che si erano rifugiati a Chieti)
In quella circostanza parlando parlando i Parà mi affascinarono e mi stregarono con i loro racconti, le loro gesta e le loro visite sulle nuvole. Molti di loro poi morirono pochi giorni dopo nella cruenta battaglia di Filottrano. Fui costernato. Ma mi avevano ormai stregato, e quindi promisi a me stesso che appena grande avrei fatto anch'io il paracadutista. E infatti a 18 anni appena compiuti, quindi libero nelle mie scelte, lo diventai prima come civile uno dei primi in Italia (il 142°), poi a 20 anni andai volontario proprio alla resuscitata Folgore, che allora era a Viterbo.


Ero anche qui a Viterbo uno dei primissimi paracadutisti in Italia (il 131mo). Arrivai dunque al Centro Militare di Paracadutismo per il Corso di circa tre mesi - che era piuttosto intenso come attività - sia dentro che fuori la palestra, che allora era la sede dei CARABINIERI SABOTATORI.
Comandante era il medaglia d'oro colonnello Mautino, uno dei sopravissuti ad El Alamein, mentre il nostro Capo Istruttore dei Sabotatori era il Serg. Magg. ORESTE LEONARDI, che aveva 10 anni più di me. Un uomo straordinario !!! Indimenticabile !!!


Nei tre mesi vissuti con lui - per i molti interessi culturali che io avevo e per essere già un paracadutista civile - ebbi il privilegio di diventare molto amico di Oreste, fino al punto che alcune sere uscivo con lui, e cosa strana (prima dei lanci noi non prendevamo ancora la lauta indennità) alcune volte pagava lui al cinema dove andavamo o nelle trattorie e pizzerie. dove andavamo. Dove
Lì parlavamo, non solo di cose militari ma di tutto. Essendo un uomo colto, io ascoltavo lui e lui ascoltava me. Una empatia perfetta.

E devo dire che non solo era un amico, lui Oreste era un uomo eccezionale, severo ma sempre gentile e garbato, non il solito istruttore militare che nella sua arroganza grida anche a sproposito ad ogni minima mancanza.
E amico lui mi rimase (terminato il Corso) anche dopo, quando - davanti alla porta dell'aereo - era
lui rassicurante che ti dava l'amichevole pacca sulle spalle prima di buttarti giù dall'aereo nei favolosi lanci che facevamo.
E quando dico amico, intendo dire, che un uomo così, mite e buono, oltre che intelligente, lo si vorrebbe accanto a noi come amico per tutto il resto della nostra vita. Qualcuno - che citeremo più avanti - presto lo capì anche lui.

Essendo io volontario (infatti rimasi poi nei ranghi per più di 4 anni). Finito il Corso, Oreste, poco prima che partissi per Merano (dove allora stava nascendo il terrorismo altoatesino) mi fece una proposta che anche lui stava valutando. Quella di accettare insieme un invito ricevuto da Montreal dal Corpo Forestale Canadese dello Stato per fare il "Pronto intervento" nelle sterminate foreste canadesi per spegnere gli incendi. Era una proposta allettante, perché pagavano molto ma molto bene (4 volte sopra la media) però bisognava vivere almeno sei mesi fuori dal mondo, in piccoli gruppi allestiti in apposite sperdute radure per le immediate emergenze, che erano appunto un lancio di paracadutisti attrezzati per spegnere i focolari.

A me però mi attirava di più Merano - anche perché avevo già fatto amicizia con 4 altoatesini che me ne vantavano le bellezze e soprattutto (io che amavo le montagne) perché c'erano le Dolomiti; ma anche perché - proprio a Merano - vi aveva prestato servizio militare anni prima mio fratello e ne era rimasto entusiasta del luogo, me ne parlava sempre, e quindi decisi per tale destinazione. Ma anche Oreste rifiutò quell'offerta dei canadesi.
Ma anche il Comandante del mio plotone Caiazza - visto che ero molto sveglio - mi voleva a Merano per affidarmi - disse - un incarico molto particolare e così decisi per l'Alto Adige. Dove lui mi mise infatti come addetto alla Sussistenza; io ogni giorno a fare la spesa giornaliera, io ad approntare il pranzo e la cena. Pur continuando a svolgere le attività di reparto. Abbastanza rischiose. Soprattutto fuori nelle Valli dove stava nascendo il terrorismo.

In particolare nella Val Passiria, dove c'era il "bombarolo", quello che iniziò il terrorismo, Klotz, che abitava a San Leonardo, con moglie e sei figli. Ricordo che a San Leonardo vi era nato anche l'eroe tirolese Adreas Hofer, un oscuro locandiere, che però guidò le milizie nell'insurrezione tirolese, perchè l'Imperatore d'Austria, era passato dalla parte di Napoleone e lui voleva libero il suo Sud Tirolo, compiendo attentati per cacciare gli invasori. Gli diedero la caccia, fin quando il 28 gennaio 1810 gli italiani di Napoleone catturarono lui con i suoi bombaroli e lo portarono a Mantova, in galera. Lui per niente preoccupato e sempre combattivo e fiero, traquillizzava i suoi amici, dicendo che quello che avevano fatto era giusto, patriottico; ma lui lo precessarono e il 20 febbraio 1810 fu fucilato proprio a Mantova. Non volle nemmeno la benda nè la sedia per l'esecuzione ("io muoio in piedi, io sono Andreas Hofer!!").
Se avesse conosciuto quest'uomo così orgoglioso e indomito, Napoleone, lo avrebbe non solo salvato dalla morte ma l'avrebbe premiato. Ovvio che diventò un mito per i Sud Tirolesi. Per l'annessione "rapina"
fatta alla fine guerra"15-'18 (quando Wilson aveva deciso che l'A.A. doveva rimanere autonomo, un protettorato), ed anche poi la sudditanza che poi nel ventennio impose Mussolini in Alto Adige, alimentò l'antitalianità, che poi sfociò nel '60 durante quel mio periodo di antiterrorismo.
.
Anche se il periodo fu impegnativo e rischioso, le soddisfazioni non mi mancarono: le scalate sulle dolomiti, i lanci in alta montagna, e anche l'ambiente umano - soprattutto nelle valli tirolesi - certo, piuttosto
chiuso ma onesto e leale. Salvo qualche nostalgico che seminava il terrore con gli attentati. E ce ne furono tanti di attentati. 300 in un famoso giorno del Sacro Cuore. Poi altri, su centrali elettriche, ferrovie, tralicci, ponti e anche caserme soprattutto di carabinieri.

Fra l'altro ero diventato artificiere e quando veniva trovato qualche bomba inesplosa io a disinnescarla. Il pericolo correva sempre sul filo e le minacce per noi italiani non mancavano. Ho detto pericoli, ma anche lutti nei miei compagni, a causa di incidenti vari. E proprio in Val Passiria, nel gennaio del '61, 4 dei nostri furono travolti da una valanga. Io, quel mattino, non ero con loro, non mi ero unito per una improvvisa forte sinusite, ed ero stato ricoverato all'ospedale di Verona. Quando vi arrivai, non sapevo ancora cos'era accaduto ai miei compagni; me lo riferì il dottore quando lui seppe da dove venivo; costernato era lui ma il più demoralizzato ero io. Ne avevo abbastanza di 4 anni pericoli. Per cosa poi, per l'Italia che in quello stesso anno stava brindando all'inizio del consumismo? E fu lì nei 10 giorni di cura all'ospedale, che decisi il mio destino. Non andai via da Merano ma cambiai vita.


Anche perché dopo più di quattro anni - se avessi continuato anche in tempo di pace - non mi vedevo per il resto della vita, in una caserma seduto in una scrivania di qualche fureria. Guardando fuori e leggendo i quotidiani nazionali ero invece attirato da un'altra vita. Questo perché fuori c'era ed era iniziato il "boom economico" dei primi anni sessanta, chiamato "Miracolo".
Per tutti gli italiani si stava aprendo un mondo dalle condizioni favorevoli, soprattutto per chi - puntando con iniziative sulla propria intraprendenza - desiderava migliorare il suo stato sia economico che sociale; insomma stavano cambiando in Italia molte cose, ed era il momento propizio per chi voleva approfittare delle mille opportunità che si stavano aprendo. E io ne approfittai.

Fu così che decisi - anche se a malincuore - di congedarmi nel marzo del '61. Fu una scelta che anche se mi aveva dato delle soddidfazioni, me le diede poi anche diede dopo. Ma anche perché lavoravo 12-14 ore al giorno. (vedi qui la mia avventurosa biografia > > )
Diventai un capace rappresentante, che moltiplicava i fatturati, poi, dopo circa due anni dopo aver incontrato in un albergo, il Direttore Generale di una multinazionale, parlando un po' con lui che era in vacanza, dicendomi che avevo delle ottime qualità imprenditoriali, a un certo punto lui mi propose - con una paga doppia - di fare il suo rappresentante per il Trentino Alto Adige. Per i risultati ottenuti anche qui nell'arco di 2 anni (10 volte di più del precedente venditore) fui poi chiamato in sede a Milano e sempre quel direttore, mi promosse "Ispettore con Incarichi Speciali" per tutto il territorio nazionale; dove ho poi visitato per 10 anni tutte le città italiane dove operavano 170 tecnici rappresentanti. Pur seguitando io ad abitare a Merano.

Lui era il Dr. Morpurgo un ebreo scampato alle deportazioni, ma non suo padre che nei lager ci morì. Lui il figlio si era salvato dai rastrellamenti a Milano solo perché ancora 16enne studiava in un collegio svizzero. Per il lavoro svolto con successo, ero diventato suo amico; e quando spesso a fine settimana da Milano facevo l'andata e ritorno a Merano dal sabato al lunedì, mi affidava sua moglie e il figlio per portarli a sciare nelle località bolzanine.

Nel corso delle mie galoppate anche nelle irrequiete valli altoatesine, un giorno del gennaio '63, salendo al Passo Sella, una valanga di neve aveva ostruito la strada, con io fermo al di quà e le altre auto al di là ferme anche loro. Ad un tratto vedo una persona che scavalca i mucchi di neve e viene verso di me mentre io sto facendo il dietrofront per tornarmene a valle. Era Oreste Leonardi, e non poca fu la mia e la sua sorpresa.

Oreste Leonardi da tempo assunto come guardia del corpo dall'On. Aldo Moro che la famiglia era in vacanza il Val Gardena. Oreste aveva a bordo le due figlie grandi che lui aveva accompagnato a sciare a Passo Sella perché mancava neve in Val Gardena. Mi chiese dunque - a causa della strada ostruita - se gentilmente le potevo portare a valle. Alloggiavano in una villetta messa a disposizione dai proprietari dell'Albergo Posta di Santa Cristina, fra l'altro dove alloggiavo io.

Cosa che feci volentieri. Ed ebbi così l'occasione di conoscere così Moro la sua gentile e squisita moglie Eleonora e i quattro loro figli di 17, 14, 11, 5 anni, Fidia, Anna, Agnese e Giovanni. Lui Moro - dopo che Oreste gli raccontò l'amicizia che avevamo stretta a Viterbo, e anche i miei 4 anni di antiterrorismo in Alto Adige - fu di una gentilezza estrema, e senza mettermi in alcun imbarazzo mi trattenne a fare qualche chiacchiera proprio su quello spinoso argomento del terrorismo altoatesino che stava inquietando il Governo Italiano.
Io che Moro lo avevo sempre visto in televisione non mi sembrava vero di parlare con lui in un modo così amichevole. Anzi alla fine dell'incontro nel salutarmi mi disse anche "se viene a Roma ci passi a trovare".

Poi con Oreste ci ritrovammo al bar-ristorante a fare due chiacchiere, a ricordare i bei tempi di Viterbo e gli spettacolari lanci.
E proprio ricordando quei tempi, Oreste a un certo punto mi fece una singolare proposta.....

Per la cronaca: nello stesso febbraio '63, Segni aveva sciolto le Camere e fissato le elezioni politiche per il 28 aprile. Che poi si svolsero con molti contrasti all'interno della DC (Fanfani, Andreotti & C.) per l'apertura ai socialisti che aveva intenzione di fare proprio Moro.
Lui inizialmente era stato indicato come Presidente del Consiglio, infatti a elezioni concluse gli venne dato l'incarico. Ma si rivelò vano il tentativo di formare il 18 giugno il suo primo governo con aperture a sinistra.
Di conseguenza rinunciò all'incarico. Anche se poi il successivo 5 dicembre riuscirà a formare il suo primo governo organico di centrosinistra; e sarà poi proprio Moro a guidare un quadripartito, DC-PSI-PSDI-PRI. Poi ne seguirono altri 4. Fino alla sua tragica conclusione che tutti sappiamo (vedi la mia biografia di Aldo Moro e i fatti del '78 >>>> )


Che ci fossero dei pericoli Oreste in confidenza non me li nascose. Vi erano dentro nella stessa DC che contrastavano l'operato di Moro. E il motivo era per quei colloqui che lui aveva con gli esponenti della sinistra, come Berlinguer e Nenni. Le intenzioni erano quelle di una partecipazione diretta a un nuovo governo di centrosinistra, detto "organico".
Per Zaccagnini che era presente: era un "orrore"!

Infatti la Dc viaggiava già con le sue "correnti", e queste volevano ognuna nel proprio territorio comandare nel proprio "feudo". Spesso in contrasto con la Roma politica ma anche con la Roma Papalina. Fra questi a dominare, c'era Andreotti, Fanfani, Rumor forti del loro consenso elettorale (Manuale Cencelli docet) e quindi forti (e insofferenti) nella segreteria Dc guidata da Moro. (Nel link sopra su Moro abbiamo anche una registrazione viva voce, quando lui rifiutò la carica di presiedente e non di segretario della DC - Ma anche quando espresse i suoi timori) sulla politica in generale).
Quei "pericoli" non me li nascose Oreste e le capii molto bene in seguito quando uscì il film "Todo Modo".
Un singolare film.
Pochi conoscono questa pagina di Storia retroattiva sulla "Fine di Moro".

LA FINE DI MORO FU PROFETICA NEL FILM "Todo Modo". ERA IL 1976. C'ERA UNA EPIDEMIA ("Ebola") DI UN MISTERIOSO VIRUS CHE CAUSAVA NUMEROSE VITTIME, OSPEDALI PIENI, VACCINAZIONE IN TENDE, MASCHERINE PER CHI USCIVA, ALTOPARLANTI PER LE STRADE "state a casa". https://www.youtube.com/watch?v=xFvh2n17dTQ
In un Eremo ci fu un ritiro di capi DC per pagare le colpe. Uno di questi, processato, giustiziato ALDO MORO.

AL RADUNO VI GIUNSERO NUMEROSI CAPI POLITICI, GRANDI INDUSTRIALI, BANCHIERI, DIRIGENTI, TUTTI LEGATI ALLE VARIE CORRENTI NATE DENTRO LA DEMOCRAZIA CRISTIANA. DOVE ALCUNI VOLEVANO COMANDARE. FARE I BOSS. VENGONO ACCUSATI, SI CELEBRANO PROCESSI, COME QUELLO AD ALDO MORO, CHE IN GINOCCHIO CHIEDE PIETA' "HO AGITO PER IL BENE DI TUTTI". INVANO, VIENE GIUSTIZIATO.

 

Il film "Todo Modo" fu ricavato da un romanzo di Sciascia, regista Petri (con uno straordinario Mastroianni, G.M. Volontè, oltre a M. Melato) era uscito nel 1976, proprio durante la Presidenza della DC di Aldo Moro ( era il periodo in cui si iniziò già parlare di un possibile compromesso storico tra DC e PCI). (entrambi in fibrillazioni per una nuova Europa senza o con gli oltreatlantici.

Moro era interpretato dall'attore Gian Maria Volonté. Nel film non si cita mai il nome Moro, ma la rassomiglianza, nel parlare, negli atteggiamenti, nella postura, era impressionante. La fisicità, il modo curiale di comportarsi e perfino il ruolo rivestito in quel momento proprio da Moro segretario della DC, non lasciavano spazio a dubbi in merito. L'uomo politico del film era proprio l'uomo della DC. A capo della DC !
La Stampa
(nr. 150, Anno 110, 27 giugno 1976) uscì con un titolo "Nel film di Elio Petri vilipendio a Moro?"; infatti il film suscitò polemiche e pur con le pressioni della DC per impedirne la diffusione, ritenuto infamante, uscì ugualmente nelle sale; ma la pellicola fu subito sequestrata e bruciata. Ma uscì in Francia il 19 gennaio 1977 e negli Stati Uniti nell'ottobre 1977.
(Sembra che ora ve ne siano copie in giro restaurate. Alla Cineteca di Bologna e Torino. Ma alcuni spezzoni sono presenti anche su You Tube - Una sintesi su WIKIPEDIA >>> ).

Nel film - nel corso di un ritiro spirituale per espiare la sete di potere e gli annessi reati di corruzione, vi sono uomini politici, affaristi, banchieri, tutti legati alla DC. Ma uniti nella lotta per la spartizione del potere. Vi sono varie "j'accuse" all'intera classe politica, una drammatica resa dei conti e allo stesso tempo una critica feroce alla stessa DC e alle ambigue riflessioni sui rapporti tra Chiesa e Stato e tra potere e spiritualità.
Nella sostanza era un vero e proprio processo con un finale che affermava che "Qualcuno deve pagare".
Vi sono nel corso del film diversi omicidi, dopo aver fatto loro un processo, Moro era fra questi processati: viene accusato di varie nefandezze, poi fatto inginocchiare a terra piagnucolante; lui si discolpa dicendo che ha una missione da compiere per il bene del Paese, ma é brutalmente giustiziato da una raffica di mitra alla schiena.

Per come andranno poi le cose un anno dopo, la sua fine era già nell'aria,
dunque il film fu una profezia? Giudicate voi!

Ritorno a Leonardi e come già accennato - al tempo di quel fortuito nostro incontro - era diventato da un po' di tempo proprio l'uomo di scorta di Moro. Che indubbiamente una volta conosciuto l'uomo, MORO lo volle sempre accanto a se.
Fino a formare in seguito, proprio nel '76 (uscita dell'inquietante film) una scorta con una squadra di 5 elementi.

Mi ricordo che la moglie Eleonora (detta Norina - 1915-2010 - anche lei gentilissima in quell'incontro in Val Gardena) (sempre appartata dalla politica e dalla mondanità) ricordandolo dopo la tragedia disse, che lui Oreste Leonardi "era diventato uno di famiglia", tanto era affezionato a tutti loro, non solo per dovere professionale, ma per il rapporto umano che ne era nato, per la sua lealtà e onesta discrezionalità, virtù che erano del resto nel carattere dello stesso Moro, un uomo sì mite e buono ma politicamente un mediatore tenace. E proprio per queste affinità proprio Moro, Oreste Leonardi lo aveva voluto e lo avrà poi sempre accanto a se per quasi venti anni, fino alla tragica fine.

Leonardi mi disse cosa stava bollendo in quei giorni di febbraio nella pentola della politica. Nè mi nascose l'aria che tirava in quel periodo, la famosa "strategia della tensione". L'estremismo che vi era in giro per l'Italia, faceva presagire nulla di buono.
In quel breve incontro con Moro, visto che nel colloquio lui aveva avuto per me molti apprezzamenti, Leonardi prevedendo la malvista ascesa di Moro alla Presidenza del Consiglio, si era prevista per lui una maggiore scorta, quindi - avendomi conosciuto molto bene a Viterbo - ma anche per aver fatto 4 anni di antiterrorismo in Alto Adige, mi propose di affiancarlo.
Ero onorato di riceverla questa proposta e incarico ma davanti ad alcune mie perplessità e dubbi nel tornare a fare il militare (volendo io tergivisare) aggiunse che ci avrebbe pensato lui a farmi rientrare in servizio, anche perché nel cerchio della scelta dell'uomo per la scorta era solo lui che decideva.
Io pur lusingato di ricevere tale sua proposta - premettendogli che io nel lavoro stavo andando molto bene professionalmente ed economicamente - gli dissi che ormai avevo fatto la mia scelta di vita e che quindi pur non sgradita la sua proposta declinavo la sua offerta. Alla fine ci salutammo.
Se io allora avessi accettato la sua proposta oggi non so se sarei qui a raccontarla.

Essendo Ispettore per l'intera Italia, quando andavo Roma per una due settimane, avendo l'indirizzo di Moro, più di una volta ci siamo incontrati. Uno degli ultimi incontri fu nel 76. Oreste mi espresse alcune sue preoccupazioni. Moro in questo periodo era spesso contestato dal suo stesso partito, la DC. (ecco perchè - e proprio nel '76 - fecero quel "maledetto" film "Todo Modo" - Che fu Profetico.)

Le preoccupazioni di Oreste paradossalmente non erano i personaggi di sinistra, ma dello stesso partito DC. Non solo, ma lui mi espresse alcune diffidenze verso chi svolgeva dei compiti di guardaspalle di politici dentro la stessa DC. (che fra l'altro alcuni erano usciti proprio da Viterbo dove lui come già detto era stato istruttore al Reparto Carabinieri Sabotatori).

Leonardi si era già fatto - come autista - affiancare da un giovane autista 23 enne Domenico Ricci, quando Moro era diventato Ministro della Giustizia. Poi via via nella sua ascesa politica Leonardi prese per la scorta gli altri tre Raffaele Jozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera. Costoro assieme a lui andarono all'appuntamento con la morte.

Nel 78, il 16 marzo, mentre Moro si stava recando alla Camera dei Deputati - (riunita quel giorno per votare un governo di solidarietà nazionale, presieduto da Andreotti e del quale avrebbero fatto parte per la prima volta dalla nascita della Repubblica anche esponenti della sinistra). Quel mattino balzò nella cronaca nera il drammatico rapimento in via Fani, da parte delle BR dello stesso Aldo Moro dopo che ne era stata sterminata la sua scorta. Poi dopo 55 giorni di prigionia, seguì la barbara e tragica fine dello stesso Moro il 9 maggio, dopo il fumoso dibattito e lo scontro tra la linea di fermezza e la linea favorevole alla trattativa per salvargli la vita. Famoso il "No" alle trattative di Andreotti & C.

Secondo il racconto del brigatista Morucci, Oreste Leonardi fedele a quel rapporto che si era instaurato con Moro, per proteggerne la sua incolumità, pur colpito a morte nel sedile anteriore, arrivò fino al punto - fedele fino alla fine - di girarsi per far abbassare Moro e proteggerne la sua incolumità; che gli riuscì pure, ma purtroppo Moro fu poi rapito e in seguito come già ricordato ucciso.


Tutte le trattative per il rilascio fallirono.
Il più accanito a non cedere fu Andreotti.


Non posso qui raccontare come in quei giorni io ne rimasi sconvolto. Per la tragica fine dei suoi 5 angeli custodi e in seguito di Moro.

Ma soprattutto scioccato per l'uomo che avevo come amico
, l'uomo che mi aveva preparato
e accompagnato a fare i bellisimi lanci,
mai più ripetuti in Italia. (su montagne di 3-4-5000 metri !!) (altre immagini le troviamo qui >>>>

Ciò che mi ha sconcertato è stato l'agguato e la sua morte. Nella Scuola Sabotatori di Viterbo, Oreste mio istruttore, fra i suoi insegnamenti c'era quello di non sottovalutare mai il nemico, mai abbandonare le armi, ma tenersele molto strette e in quei mesi del 1978 la tensione era molto alta, anzi altissima.
Mi sono meravigliato che proprio lui non abbia adottato certi accorgimenti insegnatimi che poi a me erano stati utili quando andai a fare antiterrorismo in Alto Adige, dove c'era Klotz "il bombarolo della Val Passiria" che seminava bombe ed era inafferrabile. Noi che giravamo in perlustrazione le valli dando a lui e ai suoi amici la caccia, avevamo sempre il terrore di un cecchino o di saltare un aria in una caserma - com'era già avvenuto. Il nostro Winchester l'avevamo in mano sempre carico, sempre pronto, anche nelle pause. Tanto è vero, che accadevano incidenti anche mortali tra di noi, quando per una disattenzione ci partiva un colpo.

MA SONO PIU CHE SICURO CHE IL PERICOLO LEONARDI LO PERCEPI' - SOPRATTUTTO PER IL CLIMA E PER IL FAMOSO FILM ACCENNATO SOPRA "TODO MODO" - NON PER NULLA LUI AVEVA RICHIESTO UN AUTO BLINDATA - CHE GLI FU PERO' NEGATA - MA DA CHI? E' UN MISTERO !! Ancora oggi. . - MORO QUALCUNO LO VOLEVA MORTO !!!

E sono anche convinto che Oreste forse conosceva chi impose l'alt alle sue auto. E proprio per questo con spari ben precisi e ben direzionati - per rapire Moro - lui dovettero sopprimerlo, scaricandogli da molto vicino i mitragliatori. E sono sicurissimo che quelli non erano dei principianti, ma gente addestrata come e meglio di me. (forse... dallo stesso Oreste a Viterbo !!!! ).

Ma il mistero è rimasto !! Mi sono poi letto i memoriali, di Moro, le sue accorate lettere ai suoi ""amici" (mica tanto), e avevo anni fa (sono 25 anni che esiste Cronologia e poi Storiologia) riportato in alcune pagine certe mie attente analisi e valutazioni sui fatti. Queste nelle varie inchieste che seguirono, le vidi riportate pari pari nei vari processi che seguirono. Ad avvisarmi, scrivendomi, fu un noto giornalista che aveva letto sia le mie pagine come quelle del processo. A quel punto cancellai dalla rete le mie pagine non volendo prima o poi essere chiamato per confermarle. Ma stranamente andarono poi nel cestino della carta straccia anche quelle della Commissione d'inchiesta. Qualche manina ci doveva essere stata. Forse ero stato troppo allusivo con dei sottintesi. E ad avvisarmi fu proprio lo stesso giornalista che era rimasto sconcertato.
Non aggiungo altro. Chi vuol capire, capisce.

ma ricordo ora anche questo.....

In Sicilia, qualcuno aveva anticipato Moro, in una coalizione di centro-sinistra con i socialisti e anche l'appoggio esterno del Partito Comunista Italiano.

Era PIERSANTE MATTARELLA
che era stato eletto
Presidente della Regione Siciliana il 9 febbraio 1978 in una coalizione proprio di centro-sinistra (quello che voleva appunto fare Moro) con l'appoggio esterno del Partito Comunista Italiano. Mattarella varò diverse riforme e leggi regionali, sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, sulle oscure unità sanitarie, sull'urbanizzazione del territorio, sugli appalti nei vari settori, sull'agricoltura con i poderi in mano alle cosche, ecc.ecc. Tutte invise agli speculatori che prima operavano con illeciti e abusi anche dentro gli stessi enti preposti e dove ovviamente fu turbato tutto il sistema degli appalti pubblici e le autorizzazioni che allegramente davano gli enti vari. Tutto questo agitò le varie cosche di Cosa Nostra che sul territorio facevano ciò che volevano con l'appoggio di certi discutibili politici.
Non solo, ma in una occasione (vi era già stato l'omicidio di Impastato) il mattino del 9 maggio 1978 (!!??) MATTARELLA pronunciò un durissimo attacco-discorso contro Cosa Nostra. Rammentiamo che quello era lo stesso giorno in cui fu trovato morto Moro in via Caetani. E sui giornali non si scrisse quasi nulla sulla scioccante requisitorie fatta da Mattarella. Ma di certo ....non era passato inosservato a qualche suo nemico. (lui che era della stessa corrente DC di Moro),


Il 6 gennaio 1980, PIERSANTE MATTARELLA con la moglie Irma, figli e suocera stavando andando a messa; mentre era ancora al volante della sua auto fu freddato da precisi colpi di pistola. A soccorrerlo il fratello Silvio, l'attuale nostro Presieìdente della Repubblica.
Si disse che era un attentato terroristico politico, altri che era di mafia, altri ancora dei neofascisti. In altre indagini investigative a partire da quello data, vi partecipò GIOVANNI FALCONE che spiccò anche due mandati di cattura. Ed iniziò con BORSELLINI ad indagare a fondo. Troppo a fondo...... il 23 maggio del '92 Falcone morirà anche lui nella strage di Capaci.
(e due mesi dopo un'altra strage fu fatto fuori Borsellino)

Anni dopo il collaboratore di giustizia Buscetta garantì che non erano stati i fascisti a uccidere sia Mattarella sia Falcone sia Borsellino. "Garantisco che i fascisti in questo omicidio non c’entrano e che mai Cosa Nostra avrebbe usato dei fascisti per ammazzarli".
Ma vi era un certo Ciancimino, collaboratore di Andreotti e di Salvo Lima (era lui in Sicilia a raccogliere montagne di voti per Andreotti - 240.000). Ma poi anche Lima era stato ucciso da un killer con tre colpi di pistola il 12 marzo 1992 (due mesi prima di Falcone).


I collaboratori di giustizia rivelarono in seguito nei processi, che proprio quelli della corrente adreottiana di Lima, si erano lamentati dell'operato di Mattarella e della sua requisitoria contro Cosa Nostra e che - dissero - indubbiamente avevano poi agito per eliminarlo.
(nel '96 quando si aprì il processo ad Andreotti, l'ispettore di polizia Bonferraro, rivelò che Lima era in effetti in rapporto di affari con il palazzinaro miliardario Vassallo, tanto da abitare gratis da 18 anni in un palazzo di proprietà proprio del Vassalli.
(dichiarazioni ritenute veritiere nella sentenza della Corte d'Appello nel processo che ci fu poi a carico di Andreotti).

Torniamo un po' indietro. Il Generale DALLA CHIESA (dopo il delitto Mattarella) fu poi inviato in Sicilia (si disse per combattere la mafia), ma lui........ (ricordiamo qui che a 27 anni era il comandate della locale caserma dei carabinieri a Corleone !! I capi mafiosi lui li conosceva tutti.) .......prima di partire da Roma incontrò Andreotti e nel suo diario il 6 aprile 1982 annota "Con lui sono stato molto chiaro, che non avrò riguardo verso quella parte dei suoi grandi elettori". Fu una minaccia?
Quando poi lui arrivò in Sicilia nessuno delle autorità locali e delle istituzioni, lo incontrò per prendere con lui un banale caffè e per dargli il "benvenuto". E lui si confido col figlio "sono stato mandato in Sicilia contro la Mafia, ma non posso far niente se i più legati alla mafia sono democristiani".

E anche in una intervista con Bocca gli disse "sono stato lasciato solo, così potranno dire che io sono stato ucciso dalla Mafia".

Quando Dalla Chiesa fu poi realmento ucciso insieme alla moglie il 2 settembre '82, i veri boss della vera Mafia dissero "non siamo stati di sicuro noi, lui non aveva ancora fatto niente contro di noi". E a noi i problemi politici (avevano dunque già capito!) non interessano più di tanto".

Montanelli fu invece caustico "Inchiesti il Parlamento, se vuole, ma su sé stesso". Ma a Roma furono tessute le lodi al Dalla Chiesa morto, dicendo che "da vivo a Roma non vi era stato nessun disaccordo". Che era stato insomma la Mafia a eliminarlo.

 


Falcone e Borsellino entrambi erano molto impegnati nelle indagini sui delitti Mattarella e Dalla Chiesa (oltre anche su Lima), ed entrambi erano arrivati alle conclusioni che vi erano vicinanze tra politici e mafiosi.
Ma non solo operanti a Roma e in Sicilia, ma che vi erano legami tra Cosa Nostra e l'ambiente industriale del NORD ITALIA.
Di di preoccupazioni ne avevano molte, da non essere più sereni come ci appaiono in tante altre immagini precedenti. Tuttavia entrambi inziarono altre indagini seguendo delle piste che portavano non solo a Roma nell'ambiente politico ma anche al Nord soprattutto a Milano. Il 21 maggio del '92 (due giorni prima della strage di Capaci quando Falcone fu eliminato - in una intervista che scomparve, ma esisteva un nastro ritrovato poi dalla famiglia, che fu poi - 8 anni dopo - tramessa da Rai News 24 il 19 settembre 2000 alle ore 23) Borsellino in quella intervista fece riferimento ad alcune e indagini in corso sui rapporti tra Vittorio Mangano e Marcello Dell'Utri.

Ma perché Falcone era stato eliminato 2 giorni prima della intervista di Borsellino? Anche lui a Palermo stava indagando a fondo sull'omicidio Mattarella, su quello di Dalla Chiesa, e si era aggiunto anche quello di Lima assassinato il 12 marzo '91, lui Falcone fu improvvisamente trasferito a Roma con altri incarichi. Poi il 23 maggio '92 mentre per motivi personali stava tornando a Palermo fu fatto saltare in aria, lui, la moglie e tre uomini di scorta a Capaci sull’autostrada che va dall’aeroporto a Palermo.

Ovvio che Borsellino ebbe subito dei brutti presentimenti che espresse a se stesso in una sua agenda (l'"Agenda Rossa") "Uccideranno anche me, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica, forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri".

Non sbagliò la previsione. Dopo appena due mesi dalla morte di Falcone, mentre visitava la madre in Via D'Amelio, messa accanto alla sua macchina un auto inbottita da 80 kg di tritolo saltò in aria anche lui con i suoi 5 uomini della sua scorta.
Le cause?: Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino erano stati tutti e tre lasciati soli.


Il giudice Ayala in TV fu enigmatico ma anche implacabile "Dire mafia è troppo poco per spiegare queste stragi. La morte di Mattarella, di Falcone, e poi quella di Borsellino, assumono un significato politico". E ancora " i provvedimenti del governo sono stati solo di facciata e non servono a combattere quella mafia che è cresciuta grazie prprio ai governi che si sono succeduti e di cui quello attuale prosegue la politica".
Claudio Magris, scrisse invece sul "Corriere" delle amare verità: "la mafia è diventata parte del corpo che dovrebbe combatterla, si è intrecciata con gli organi dello Stato e del mondo politico fino a rendersi indistinguibile da esso"
Mentre il giornalista Giuseppe Fava - e la pagò cara!! - fu assassinato pure lui - dopo che - scioccando chi leggeva - aveva scritto: "I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono Ministri, i mafiosi banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione". E uno che scriveva così, doveva essere subito eliminato !!

E tutti quei voti della DC siciliana che raccoglieva l'andreottiano Lima (240.000 voti) dove poi finirono? Dopo lo scandalo Tangentopoli, con la DC e PSI finiti alle sbarre? "Sceso in campo" Berlusconi lui se li è presi tutti con la sua Forza Italia, dappertutto, Caltanissetta, Siracusa, Catania, Messina, e perfino la stessa Palermo ha tradito la DC votando compatta per Berlusconi.
"La Repubblica" titolò in prima pagina " La Sicilia si consegna a Forza Italia". ---- QUI LA FAMOSA DISCESA IN CAMPO >>>>>

Ad Arcore si era visto fin dagli anni '70 un palermintano - Dell'Utri - come segretario, poi un altro palermitano - Vittorio Mangano - come "stalliere", ma entrambi "protettori" della famiglia Berlusconi a Villa Arcore.

Tutto questo nell' ambito politico; ma la mafia ora di chi era? Totò Riina in carcere a un suo vicino di cella confiderà : "Ma perché mai Silvio Berlusconi ad Arcore si è messo dentro uno stalliere?" Facendo riferimento a Vittorio Mangano, presentatogli da Marcello Dell’Utri (che sono entrambi di Palermo). Mangano lo si chiama stalliere ma in realtà era lì per la sicurezza della villa e dei suoi figli piccoli, che accompagnava personalmente a scuola e giocavano con sua figlia Cinzia (oggi é detenuta per mafia).
Mangano verrà poi arrestato nel 1980 e condannato. Tra il 1999 ed il 2000 avrà ben quattro condanne dai giudici di Palermo: una all’ergastolo per duplice omicidio, altre due per mafia ed estorsione ed ancora una per traffico di droga.

Quanto a Dell'Utri, già funzionario di una banca poi promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo, era salito da Palermo ad Arcore a fare il segretario di Berlusconi e alla EdilNord, é fu proprio lui a chiamare per la tranquillità nella villa di Arcore il pregiudicato Vittorio Mangano e fatto assumere da Berlusconi. Mansioni: "responsabile alla sicurezza per evitare che i suoi familiari fossero vittima di sequestro di persona (non certo certo - uno del suo calibro - un semplice "stalliere", come si vuol far credere).

Perché Mangano - altro che stalliere! - era un mafioso, un boss di Porta Nuova a Palermo, che aveva già a suo carico tre arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida come "persona pericolosa". (diranno in seguito Berlusconi e dell'Utri che non ne erano a conoscenza).
Nel 1980 Dell'Utri diventa amministratore di Publitalia '80. Poi nel 1993 insieme a Silvio Berlusconi fondano Forza Italia, che vince le elezioni nel' 94. Nel 1996 è deputato al Parlamento nazionale, nel 1999 è parlamentare europeo, nel 2001 viene eletto Senatore della Repubblica. Nel 2008 viene accusato - e iniziano numerosi processi a suo carico - per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Lui fugge all'estero, in Libano

Ma c'é poi nel 2014 la Condanna definitiva in Cassazione: 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Il 9 maggio 2014, dopo una lunga udienza (durata dalle 14:00 fino a sera) e dopo quattro ore di camera di consiglio, la 1a sezione penale della Corte di cassazione ha respinto il ricorso degli avvocati di Dell'Utri, confermando quindi in via definitiva la condanna che era già stata inflitta il 25 marzo 2013 dalla Corte d'Appello di Palermo. E a seguito della pronuncia della Cassazione, la Procura generale di Palermo emette un mandato di cattura a carico di Dell'Utri, assieme ad altri documenti trasmessi al governo libanese ai fini dell'estradizione. Espulso, Dell'Utri finisce in carcere a Rebibbia. Non dirà mai nulla contro Berlusconi. E lui nella sua TV lo ringrazia pubblicamente chiamandolo perfino "eroe".

L'inizio della storia di Berlusconi é singolare.
Ma non privo di ostacoli, anche se lui - sempre sorridendo - ha una notevole resistenza ma anche un certo fascinoso potere sulle folle. E altrettanto sorride quando penne cattive scrivono qualcosa su di lui. Ma nel vendicarsi lui non si sporca mai le mani.

Partiamo dall' inizio.....

Suo padre, Luigi Berlusconi é un collaboratore “fedelissimo” di una piccola banca a Milano, la banca Rasini. Sembra questa essere una banca dove molti mafiosi siciliani vi portano del denaro fra i quali Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano e tanti altri. Forse per trasferire poi i soldi in Svizzera. Dove poi in effetti ci sarà una banca collegata.

Quando Luigi Berlusconi diventa direttore generale di questa piccola banca è lui a finanziare tutte le operazioni di suo figlio Silvio 30 enne che subito inizia la sua carriera imprenditoriale. Il 29 settembre 1968, in vista di un grande progetto immobiliare, nasce a Milano la Edilnord, dove il maggior pacchetto azionario è posseduto dalla Fininvest Servizi Spa di Milano- Vi hanno partecipato i capitali della stessa Banca Rasini, e una società costituita a Lugano 10 giorni prima. Oltre a una società “gemella” sempre aperta in Svizzera della Edilnord.

(qui ricordiamo che in incognito a Milano viveva LIGGIO giunto da Corleone, perchè lì era da tempo ricercato.
LIGGIO- Lui é il capostipite della mafia di Corleone. Ed é rimasto il semidio della mitologia mafiosa siciliana. I suoi picciotti erano RIINA e PROVENZANO, BADALAMENTI. Quand'era già ricercato per vari reati, nella sua Corleone comandava la locale caserma dei carabinieri un certo DALLA CHIESA 27enne (che abbiamo già citato e ne riparleremo).
Liggio per essere l'autore anche di vari omicidi, divenne presto la "primula rossa" della mafia. Arrestato e processato nel '69 fuggì da una clinica romana dov'era in cura. Si trasferisce in Lombardia a Milano qui nell'ombra e sotto falso nome si mise ad organizzare i numerosi sequestri di persone che avvennero in quel periodo nei primi anni '70.
Come un banale commerciante di vini, viveva e abitava a Milano, in un bella villetta con laghetti e piscine attorno (acquistata (?) Ma da chi? ) amato e riverito dai vicini. E fu lì nel '74 che venne poi arrestato. Ricomparve - sigaro in bocca nel febbraio dell'86 all'apertura del maxiprocesso a Palermo, impostato da 2 magistrati che indagano sulla mafia: FALCONE e BORSELLINO. Nell'ambiente mafioso, qualcuno (la Barbera) chiedeva "in alto" "di farli trasferire quei due" - "fuori al più presto" perché stanno facendo "molti danni" con le loro indagini sui rapporti e le trattative tra Stato e mafia, e che i due, con dei traditori "pentiti" (uno di questi Buscetta) stavano "perseguitando" i padrini che erano in carcere. Bisognava alleggerire subito il 41 bis. ( sappiamo già come finirono i due!! Falcone e Borsellino. Prima che facessero ..... molti danni).

* "in alto"??? Marco Travaglio in seguito (11 gennaio 2012) parlò "di leggi proposte e approvate da parte di governi nel corso degli ultimi 15 anni, che potrebbero aver favorito Cosa Nostra. Come quella del secondo governo Berlusconi che stabilizzava il 41 bis rendendone di fatto più facili le revoche".


Torniamo nel '70 la Banca Rasini diventa improvvisamente un po' palermitana con socio Azzaletto, che 7 giugno 1974 diventa poi lui il Direttore Generale sostituendo Luigi Berlusconi, ed acquisisce una banca la Brittener Anstalt, e la società Nassau Bank, con dentro nomi che diventeranno famosi Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e il cardinale Marcinkus.

Con Marcello Dell’Utri, la precedente società viene trasformata in Milano 2 SpA. Che ha iniziato da qualche anno a costruire su un grandissimo terreno numerose villette. Che in breve tempo diventa un centro di belle case per 4.000 abitanti, che nell'arco di 6 anni diventeranno 10.000, con un centro commerciale, sportivo, piscine, campi di gioco, scuole materne ed elementari, e perfino un centro sanitario per anziani. Quest'ultimo nasce su un terreno che un conte ha venduto a un prete interdetto dalla Curia, don Luigi Maria Verzè che su 46.000 mq l'abile prete costruisce e si unisce alla Milano 2 di Berlusconi, che via via si ingrandisce fino a diventare il famoso Ospedale San Raffaele di Milano. In questa Milano 2, Berlusconi fa perfino dirottare gli aerei che la sorvolavano (cosi può dire nella pubblicità-vendite "Milano 2" - "E' un Oasi di pace") (con il mio direttore Generale, con lui interessato, andammo una domenica a visitare una di queste villette, e lì c'era Berlusconi. lui in persona illustrava l'immobile e ne trattava anche personalmente la vendita).

Su questo immenso impero immobiliare sorto così in fretta e per incanto, desta anche delle curiosità. Il primo a farsi delle domande è Bocca che nel marzo 1976 scriverà: “Milano è la città in cui un certo Berlusconi di 34 anni che costruisce Milano 2, cioè mette su un cantiere che costa 500 milioni al giorno. Chi glieli ha dati? Non si sa. Chi gli dà i permessi di costruzioni e dirottare gli aerei dal suo quartiere? Questo lo si sa, anche se si ignora il resto. Come è possibile? Noi saremmo molto curiosi, molto interessati a sapere dal signor Berlusconi la storia della sua vita: ci racconti come si fa a passare dall’ago al milione o dal milione ai cento miliardi”.
Faranno indagini anche tre finanzieri, ma non trovarono nulla di strano. Ma poi (conosciamo i nomi) li troviamo assunti dallo stesso Berlusconi nelle sue società. E uno - in seguito alla sua "discesa in campo" anche nella politica - perfino eletto nelle liste di Forza Italia.

Fin dal '73 era stata acquistata Villa Arcore, la favolosa villa, un milione di mq. con parco, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreno, opere d'arte all'interno per centinaia di milioni, la cui proprietaria era Annamaria una ragazzina minorenne rimasta orfana (per un clamoroso fatto che era avvenuto: il padre Casati Stampa ha ammazzato la moglie, il suo amante e si è suicidato) rimasta orfana fu lei che ereditò la villa. Curatore della minorenne è Cesare Previti un avvocato anche di Berlusconi. Ed è lui ad acquistarla, non solo per una cifra irrisoria (500 milioni) e nemmeno in denaro, ma in azioni di una società appositamente creata ma non quotata in borsa che da lì a poco fallisce, e alla ragazzina orfana danno ciò che è rimasto. Poco!

Con Marcello Dell’Utri, la precedente società immobiliare viene ancora trasformata.
Lui seguita a fare la spola Palermo Milano, con un aereo privato in un indiscreto scalo privato milanese.
Nella precedente casa di via Rovani ora diventata sede delle sue società, alcune intestate a prestanomi, Berlusconi, oltre ad aver ricevuto minacce di rapimento del padre Luigi e del figlio Silvio, la casa subisce un attentato con una bomba. Un avvertimento?. Trasferitosi a Villa Arcore qui é Dell'Utri a suggerire di far arrivare da Palermo "uno stalliere": Vittorio Mangano, per stare tranquilli da sequestri o estorsioni di mafiosi. Non sarà cosi. Perché sarà proprio questo Mangano a farl le estorsioni anche con gli ospiti di Berlusconi. Che alla fine se ne disfano lo denunciano e lo mandano sotto processo.
Nel luglio ’88 la Fininvest compra per 769 miliardi il 70% della Standa dalla Iniziativa Meta, controllata Montedison. Ma gli interrogativi anche qui come ha fatto tanti soldi? e sono molti gli interrogativi simili a quelli di Bocca.

Idem quando tra il 1989 e il 1991 inizia una battaglia fra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti per il controllo della Mondatori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica, e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso e Epoca) e tutto il settore libri. Con una sentenza di un giudice Berlusconi strappa la Mondatori al suo concorrente. Gli lascia solo Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi.
I due politici Martelli e Craxi con quest'ultmo che ha impresso al PSI un'altro corso che non era quello di Nenni. Ha scritto perfino un nuovo "Vangelo socialista" e sulla bandiera al posto della Falce e Martello, mette un grande garofano rosso. I suoi toni quello di un decisionista. E in effetti nel corso dei suoi ca. 4 anni di governo farà
ottime riforme. Diventa anche il padrino politico della Fininvest, intimo amico e perfino il testimone di nozze al secondo matrimonio di Berlusconi; un'amicizia che lui ricambia con sostanziosi "regalini". Soprattutto quando in seguito nel '90 Craxi con il cosiddetto "decreto Berlusconi" gli liberalizza le sue Televisione. Che da quel momento inizia a trasmettere in diretta in tutta Italia.

Questa inizialmente era nata via cavo all'interno di Milano 2 per intrattenere la sera gli abitanti del nuovo ricco quartiere. Era insomma una forma di Teatro Interno. Le norme vigenti erano che si autorizzavano solo quelle via cavo per certi tipi di trasmissione, e quindi erano vietate quelle esterna per il pubblico via etere.
A infrangere queste norme, fu proprio un mio conoscente nella mia città, Biella, Giuseppe Sacchi che il 20 aprile 1971, la Registra perfino in tribunale il 30 aprile 1971 come "Telebiella A-21 Tv, giornale periodico a mezzo video"). E da il via alle trasmissioni.
Ma viene subito denunciato alla Polizia postale. Un Pretore aprì un procedimento penale a carico dell'imprenditore biellese. La difesa sostenne che per la scarsità delle frequenze via etere il divieto non può essere invocato e che pertanto è ammessa. Il Sacchi fu assolto. E perfino la Corte Costituzionale con la sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 affermò la legittimità delle trasmissioni-ripetizioni via etere da parte delle emittenti private, purché sorte in ambito locale.
Da quel momento nacquero numerose TV dette "private" in tutta Italia. Quasi 1000. Nacque perfino una associazione per le TV con trasmissioni private in alternative a quelle della RAI che era detentrice di un vero monopolio sulla diretta. Infatti nessuna TV privata poteva trasmettere in diretta, altrimenti era considerato illegale. Aldo Grasso la chiamò: "La TV del sommerso".

Berlusconi anche lui aveva creato inizialmente Telemilano, poi Canale 5, Italia 1 e Rete 4, spesso passandosi l'una e l'altra alcune trasmissioni registrate di successo, che per la grande diffusione che avevano nella popolosa Lombardia, economicamente rendevano dei bei soldi con la inserita pubblicità. Ma erano sempre locali. Faceva gola averle in diretta via etere e a diffusione nazionale. Soprattutto quando vi erano grandi manifestazioni sportive, concerti, avvenimenti vari, che avrebbero potuto attrarre milioni di spettatori su tutta la penisola.
La situazione si sbloccò proprio per le TV di Berlusconi nel 1990, quando la Fininvest che gestiva le tre reti, dovette sospendere una trasmissione in diretta per ordine di 3 pretori di Roma, Torino e Pescara, ma con l'amico Craxi al Governo, e attraverso i cosiddetti poi "decreti Berlusconi", fu data la possibilità ai tre network di trasmettere in diretta a livello nazionale. Facendo nascere anche i Telegiornali perfino in tempo reale. Nasce così in un baleno un grande impero televisivo.

Arriviamo al 1992, quando vi è fu lo sconquasso politico, con Tangentopoli detta anche "Mani Pulite". Alla sbarra partiti storici come la DC e il PSI che danno vita a inchieste giudiziarie, che via via durante il processo con un pubblico ministero agguerrito
, Di Pietro, rivelarono un sistema corrotto che coinvolgeva in maniera collusa molti politici. Che non erano solo mafiosi, ma c'erano in tutti i gangli della politica e della imprenditoria italiana, ma soprattutto quella milanese.
Si iniziò con un certo Chiesa (direttore della Baggina, il ricovero dei vecchi milanesi) che aveva intascato una mazzetta, quello che poi Craxi definì "un mariuolo isolato" dentro il suo partito PSI, ma poi lo stesso Chiesa - messo "sotto torchio" fu un fiume in piena, disse che il sistema delle tangenti era molto esteso rispetto a quello che andava dicendo Craxi e che le tangenti erano una abituale "tassa", che gli andava poco nelle sue tasche, ma molto ai politici specialmente quelli al governo come il suo PSI e la DC. Poi Chiesa via via iniziò a fare pure i nomi delle persone coinvolte. Così iniziarono indagini in tutta Italia. Ci fu un' ondata di arresti e di avvisi di garanzia a politici e imprenditori di primissimo piano che furono inquisiti e travolti da una pioggia di avvisi di garanzia. Furono iniziati 72 procedimenti. Si scopri così che le tangenti non andavano solo ai partiti, ma anche ai singoli politici per i propri affari personali. Questo clima accusatorio dei politici - detto subito "infame" -portò alcuni di loro al suicidio.
Deaglio stimò che ci furono 1.300 fra condanne e patteggiamenti definitivi. E che quel giro delle tangenti avevano generato A)10.000 miliardi di lire annui di costi per i cittadini; B) un indebitamento pubblico fra 150.000 e 250.000 miliardi di lire; C) 15.000- 25.000 miliardi di interessi annui sul debito. Una montagna di denaro!!!

L'ex presidente dell'ENI, Gabriele Cagliari, dopo oltre quattro mesi di carcere preventivo e quattordici interrogatori si uccise nel bagno della sua cella. Tre giorni dopo si uccise - lui grande sportivo detto "il corsaro" - RAUL GARDINIi, presidente del gruppo Ferruzzi-Montedison (una eredità della moglie, che Gardini aveva trasformato in un colossale Impero (tanto da fargli dire "la chimica sono io"!). Coinvolto pure lui nelle indagini su una presunta colossale tangente Enimont si sparò un colpo durante la notte prima del suo interrogatorio in tribunale. (ma molti dissero che era stato "zittito" per non far rivelare a chi era andata la colossale tangente).
Ci fu poi il processo a Cusani, fu lui stesso a chiedere di essere giudicato, ma poi pur parlando molto, fece tanti silenzi volendo rispettare la memoria di Gardini suo datore di lavoro e coordinatore dei suoi affari. Fu assolto.

Molti ministri furono portati alla sbarra, e tra questi clamorosamente il capo del PSI BETTINO CRAXI che si difese, ma non convinse; anzi per difendersi ammise di aver preso sì qualcosa per il partito ma disse anche che le tangenti "le prendevano tutti" anche quegli ipocriti che ora lo stavano giudicando. (che lo attesero alla porta del suo Hotel per buttargli delle monetine).
Così anche Forlani della DC, sostenne un interrogatorio patetico con la bava alla bocca. Cossiga fu impietoso: "Penoso! Ecco che gente abbiamo allevato !!!!")
Il 5 marzo 1993 il Ministro della Giustizia varò un decreto legge che depenalizzava il finanziamento illecito ai partiti. Insomma si voleva dare un "colpo di spugna. L'opinione pubblica che seguiva alla TV tutte le varie fasi del processo e che scrivevano sui muri "Di Pietro facci sognare" - "Di Pietro tieni duro!" gridò allo scandalo. Il Presidente della Repubblica Scalfaro per la prima volta nella storia repubblicana rifiutò di firmare un simile decreto-legge.

Ma non dimentichiamo che due mesi dopo, il 27 maggio proprio del '93 ci fu la strage di via dei Georgofili a Firenze. Ma perché?

Una "strategia stragista”, parole dette dalla corte d’Assise d’appello di Firenze che ha condannato all’ergastolo Francesco Tagliavia per questi fatti a Firenze.
Ma -13 giorni prima- il 14 maggio del 1993 - vi era stato anche l'attentato (90 kg di tritolo) a Maurizio Costanzo in via Fauro (lui di canale 5 !! ma era stato uno dei più acerrimi oppositori dell’impegno in politica (la "discesa in campo" del suo datore di lavoro di Arcore) .
Costanzo era molto impegnato nella lotta alla mafia e aveva l'anno prima ospitato proprio Giovanni Falcone, bruciando in diretta sul palco una maglia con su scritto "Mafia made in Italy".- Questo proprio quando Dell’Utri in Sicilia stava siglando un nuovo patto ("cambiali"?) con Cosa Nostra per dare voti a Forza Italia. (ULTIMISSIME: Berlusconi indagato come mandante di questo attentato a Costanzo. Repubblica.it. 26 settembre 2019 - !!!)

https://www.repubblica.it/politica/2017/10/31/news/mafia_e_stragi_del_93_berlusconi_indagato-179825283/

Dalla brutta situazione di Tangentopoli, critica per la DC e il PSI, sia il PCI-PDS come anche la LEGA entrambi vennero fuori più puliti, furono infatti poco coinvolti; guadagnando per questo motivo delle simpatie popolari. Così il PCI stava già preparandosi alle future elezioni del '94 - come disse Occhetto: "con una formidabile macchina di guerra". Perfino i sociologi li davano vincenti, (sbagliando clamorosamente). Anche se alcuni scrivevano, che i comunisti non erano stati coinvolti solo perché non erano nelle poltrone del potere, come lo era invece Craxi.
Tuttavia queste intenzioni di rivincita, come anche le simpatie nascenti dei due partiti, ma soprattutto nel PCI occhettiano, allarmarono il grande imprenditore ormai di ogni cosa in Italia, Silvio Berlusconi. Se fossero andate al potere le sinistre lo avrebbero massacrato, fatto fallire tutte le sue imprese, lo avrebbero mandato sul lastrico, visto che con le banche lui e le sue società erano pure in una situazione espositiva molto critica.
Per MEDIOBANCA  l'esposizione netta della Fininvest nel 1992 era di 3.428 miliardi. Mentre per "Il Mondo" il 10 gennaio del '94, scriveva che a fine '93 era esposto di 3.800 miliardi. (la rivista digitalizzata é qui nelle pagine della "discesa in campo")

Ed ecco la sua necessità piuttosto pressante, urgente, per la sua "discesa in campo".
QUI LA FAMOSA DISCESA IN CAMPO >>>>>


Ma ebbe anche lui qualche problema subito dopo. Una "immaginaria" giustizia recapitò un avviso a comparire a Silvio Berlusconi il 22 novembre 1994, annunciato dal Corriere della Sera (direttore Paolo Mieli) con un vero e proprio scoop in prima pagina, mentre il Capo del Governo Berlusconi era a Napoli a presiedere una Conferenza Internazionale sulla criminalità organizzata (!!!) . Una notizia dalle conseguenze politiche devastanti. I giornali di mezzo mondo diedero la notizia con grande enfasi. E questo "fantomatico" scoop del Corriere della Sera causò poi l’allontanamento della Lega da Forza Italia.
Qualcuno scrisse "la disperazione porta alle volte anche al "suicidio". Ma forse dietro c'era un altro progetto, non completamente riuscito

All'inizio Bossi aveva definito i due alleati "una porcilaia fascista"; ma poi aveva partecipato all'alleanza; infine dopo sei mesi ci ha ripensato e vuol cambiare alleati e progetti, andare su un'altra strada, dalla parte opposta, a SX.

(ma sbagliò, lo ritrovremo a Villa Arcore, in canottiera a fare nuovamente l'alleanza) Non era dunque vero ciò che diceva Mussolini che " basta un titolo su un giornale e ti ritrovi subito nella polvere". Lui tornò all'ovile.

Ma prima vi erano stati tutta Italia una serie di attentati incendiari -pur non facendo grandi danni - che colpirono 6 supermercati della Standa del gruppo Fininvest: a Roma, Milano, Brescia, Trento, Modena e Firenze. Un avvertimento della mafia siciliana? Erano delle intimidazione? Una minaccia? Volevano un nuovo progetto Politico? Una Sicilia libera? E chiedevano qualcosa in cambio?
Maroni (Lega) dirà; "Una intimidazione a Berlusconi? No, direi piuttosto un' intimidazione al suo governo". Chiaro?

Ricordiamoci che prima in Sicilia - proprio con l’apporto fin da '92 di Marcello Dell’Utri (quando ci fu anche qui un attentato intimidatorio alla Standa di Catania nel 1993) il boss mafioso Leoluca Bagarella, cognato del capomafia Totò Riina, lui “sapeva già in anticpo della discesa in campo di Silvio Berlusconi per le politiche del 1994 e decise di dare il suo sostegno a Forza Italia, ma di fatto darlo a Marcello Dell’Utri. Che voleva dire prendere in Sicilia il 45-50% dei voti degli ex democristiani. Ma a che prezzo?

Ed infatti Forza Italia con Alleanza Nazionale di Fini, in Sicilia alle elezioni del '94 prese un sacco di voti, pari pari a quelli che prima prendeva Andreotti tramite il suo Lima, il 45%. Ci furono voti berlusconiani su tutto il bacino elettorale della DC. Una intera sostituzione politica sull'isola.
Ma a che prezzo? Non lo sapremo mai ! Forse.
Tuttavia poi tutto procedette in modo tranquillo. Ovvio che un patto fu fatto. Con i pentiti a parlare sui tanti precedenti delitti eccellenti: Mattarella, Dalla Chiesa, Lima, Falcone e Borsellino. Ma a raccontare anche tante "favole", anche se alcune imbarazzanti verità, ma che presto furono definite "delle stupidaggini".

Lasciamo a voi informarvi su altri sviluppi di tutte queste vicende.
Piuttosto oscure, leggendo queste pagine in rete >>>>>


TORNIAMO UN PO' INDIETRO NEL TEMPO
VISTO CHE ABBIAMO ACCENNATO A MORO E A ORESTE LEONARDI
e anche perchè c'é un motivo.....


Pio XII nell elezioni del '53 ambiva molto ai voti dei fascisti - e liquidò in malo modo De Gasperi. Lui pur essendo della Dc era contrario ai voti degli ex fascisti. Lui ne aveva anche le ragioni; nel ventennio i fascisti all'"austriacante trentino" gli distrussero il giornale, lo arrestarono, lo perseguitarono e lui trovò rifugio per 10 anni in Vaticano. Papalino?? ma non più di tanto. Nel '29 quando il clero trionfante applaudì Mussolini "l'uomo della provvidenza", lui pur vivendo dentro il Vaticano non era fra i tanti papalini un entusiasta del "Patto". Tuttavia alla fine della guerra, salì al governo 6 volte. La prima volta perfino con l'appoggio del comunista Togliatti. Poi dopo aver varata la sua "Amnistia" sui criminali fascisti e comunisti (gli alleati non volevano sporcarsi le mani) - su consiglio di Washington fu lasciato a casa. Un centrosinistra - per il bene del Paese - moriva prima ancora di iniziare

Poi De Gasperi appunto nelle elezioni del '53 (lui sempre un DC ma controcorrente con i papalini) era contrario all'appoggio nella stessa DC dei voti del MSI. La Legge varata dal suo amico Scelba ("Reato Apologia del Fascismo") gli andò in parte un po' in aiuto. Ma la disfatta poi subìta dalla DC - nonostante la "Legge Truffa" fatta da loro in casa, fece infuriare Pio XII che proprio dalla destra si aspettava dei voti.
Fu la disgrazia per De Gasperi. - E nulla poté fare anche la sinistra di Togliatti e il socialista Nenni, che prima De Gasperi aveva voluto amichevolmente incontrare per fare accordi con la sinistra per il bene del Paese.

Ma questo incontri aveva fatto infuriare Pio XII che dai voti dei fascisti si aspettava che la SUA DC andasse al governo con una netta maggioranza. Si verificarono però poi due anomalie nei risultati; 1) la "Legge Truffa" fatta in casa dalla Dc non funzionò per soli 50.000 voti. 2) non funzionò nemmeno la "Legge Scelba", perchè proprio con i voti fascisti la DC andò ugualmente al Governo anche con una risicata maggioranza e non come avrebbe voluto, per comandare solo con la Democrazia Cristiana, vista bene anche da Oltre Tevere.

De Gasperi in quel '53 fu punito, lui che era stato al Governo 7 volte, non gli affidarono nemmeno un dicastero. Lo mandarono a casa, dove morì poco dopo. Come Capo del Governo misero Pella un DC fanatico, ma gradito anche a quella che doveva essere una "controcorrente": i "fascisti" di Almirante graditi al Papa.
Pella temendo una ipotetica entrata "dei senza Dio", i comunisti di Tito a Trieste, concentrò l'esercito italiano in armi a Est; poi in una azzardata dichiarazione in USA rilasciò questa folle dichiarazione.....
"che preferiva una guerra atomica in Italia piuttosto che far unire i comunisti italiani con quelli di Tito".
Con queste scellerate idee - non certo di geopolitica mondiale - durò poco: 4 mesi.


(((( (NOTA: della "Legge Scelba" nel '94 Berlusconi se ne fregò altamente, prese con sè Fini e la Mussolini che a Roma e Napoli avevano preso nelle Elezioni Comunali il 47-46%.

(C'era anche allora la Segré, ma non si scandalizzò nè commentò che i fascisti - proprio con una Mussolini - erano tornati. Eppure lei tornata da Auschwitz, sposò proprio un fascista - Alfredo Belli Paci - nel 1979 candidato nelle liste di Destra Nazionale di Almirante, in quanto anticomunista. Finì ultimo della lista. La colpa la diede ad Almirante per non averlo bene appoggiato, e lui e la moglie diventarono comunisti. Se avesse aspettato il '94, probabilmente avrebbe avuto un posto nel governo berlusconiano).
Belusconi - con Fini e la Mussolini - - con la DC e il PSI in disgrazia per Tangentopoli, si scagliò contro i comunisti,
vinse e fece fallire il dispiegamento della "gioiosa macchina di guerra della vittoria " che aveva preparato per la riscossa Occhetto del PD. Che sicuramente ne avrebbe aprofittato per distruggere l'impero berlusconiano, visto che le sue aziende erano in quel momento esposte con le banche con 3.800 miliardi ("Il Mondo" il 10 gennaio del '94) . (la rivista digitalizzata é qui nelle pagine della "discesa in campo" >>>>) - Berlusconi dovette sceglire o la padella o la brace, scendendo in campo". Confidandosi con Biagi gli disse; "caro Biagi, se non entro in politica, mi fanno fallire".
E così l'"Unto del Signore scese in campo

 

CONTRO
OGNI PREVISIONE -
e con un saluto alla "Starace"
VINSE

 

 

 

 

Di promessse ne fece molte.

Oggi più nessun degli attuali "antifascisti" oserebbe dire che quelli di Forza Italia erano "fascisti". Era il "Popolo" - che inaspettatamente - ogni tanto fa quello che vuole !! Ma anche Berlusconi fece quello che voleva;nelle primarie del 2013, il 15 gennaio 2014 fece il famoso "Patto del Nazareno" con MATTEO RENZI segretario del Partito Democratico; una sinistra, che non era più "loro il male noi il bene". - Fu fatto per una "riforma elettorale", in "profonda sintonia" (!!!!). Soprattutto - modificando la Costituzione - per creare una "Camera delle autonomie" senza elezione diretta dei rappresentanti. - Ci furono molte contestazioni, poi con l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, Forza Italia dichiarò concluso il Patto del Nazareno.
Tuttavia diventato Presidente del Consiglio, fu richiesto da Renzi un Referendum per queste riforme dette di "Renzi-Boschi". Una consultazione dove perse con un 59,12% di NO. non entrò in vigore. In conseguenza Renzi rassegnò le dimissioni da Presidente del Consiglio. (molti italiani dissero che quel Referendum era un "plebiscito", dove se vinceva avrebbe comandato solo lui !!).

 

 

Torniamo al 1976-78 - quando ci fu un'altra "impaziente" "controcorrente": nella DC
ED ECCOCI NUOVAMENTE A MORO

UN MARTIRE RACCONTATO IN QUESTE MIE PAGINE >>>>



Aldo Moro volle incontrare amichevolmente un esponente della sinistra, BERLINGUER, per fare accordi per il bene del Paese. Voleva far nascere un Centro-Sinistra ??. ORRORE. Bisogna eliminarlo !!!!!
E fu eliminato.... come nel film "TODO MODO" di solo un anno prima che aveva anticipato perfino nei particolari la tragica fine di Aldo Moro.
(Moro profeta - aveva nelle sue accorate lettere già previsto la dissoluzione della politica).

Ma Tangentopoli venne poi utile - forse fu anche un bel pretesto - per spazzare via la "Razza padrona" Per essere sostituita con un "unico padrone". Ma Berlusconi a partire dal '94 anche se vinse le elezioni, incontrò sempre accesi avversari. Dal 1994 al 1995, dal 2001 al 2006, dal 2008 al 2011. Un duro avversario: Prodi che vince le elezioni del 2006, ma Berlusconi contesta il risultato ma tuttavia Prodi va al Governo. E attende la rivincita.
Gli chiedono: "a quando la spallata finale?". La risposta di Silvio Berlusconi "il governo non cadrà, non ora, e neppure domani", "Con i miei, non ho nessuna voglia di tornare a casa. "Ma sono
troppo sotto nei sondaggi per rischiare nuove elezioni". La sinistra vorrebbe disfarsi di questo signore, ma per farlo occorre trovare qualcuno disposto a sferrargli il colpo mortale". (na Libero riporta queste frasi come se lo volesse far lui)
(Al governoci tornerà, ma solo nel 2008 fino al 2011).



(Imputato in oltre venti procedimenti giudiziari. Il 1º agosto 2013 viene condannato a
quattro anni di reclusione ( condonati dall'indulto) per frode fiscale.
Il 27 novembre 2013 avviene anche la sua decadenza dalla carica di senatore
ed é interdetto ai pubblici uffici per due anni.
Tuttavia Forbes lo ha classificato 12º nella sua lista delle persone più potenti del mondo
per via della sua dominazione della politica italiana.

Ora - anni 2020 - tornato in campo, ha in mente di risalira la china
e di stampare lui la moneta della Nuova Italia.

Eliminare l'Euro, e rimettere in circolo con una sua "pazza idea"
la "BER-LIRA", con l'immagine del suo giovanile raggiante sorriso
https://www.lastampa.it/politica/2012/06/01/news/berlusconi-ecco-la-mia-pazza-idea-br-stampiamo-l-euro-con-la-nostra-zecca-1.36466851



E cosa c'entra tutti quanto sopra?
Con il dramma vissuto dal "mite" Aldo Moro? Lui fu il .... "Primo Martire" di una Italia allo sfascio".
Nel 2020 siamo arrivati a 2.530.000 miliardi di Debito Pubblico, oltre 5 milioni di stranieri in Italia, oltre 600.000 che non sappiamo chi sono, 5 milioni di poveri, e ci voleva anche la pandemia Covit per peggiorare le cose.

I giovani italiani (anche di sinistra e non solo "fascisti") hanno invece capito cosa devono fare..............."mettere le ali ".
Avvertono da qualche tempo una minaccia alla nostra cultura, alla nostra identità, un malessere esistenziale in un luogo che non è più una Patria ma un territorio dove molti - senza un nome e da qualsiasi parte provengono - possono approdare - all'inizio anche protetti da una parte politica che da loro vuol prendere voti - poi questi stranieri si integrano da noi e possono anche fondare un Partito come il "Moviement African Power" ("potenza degli africani italiani"). "Presto saremo in Parlamento"!
Con questa prospettiva quale potrà essere il destino dei giovani in Italia? Quella di essere comandati da stranieri?

Alcuni intraprendenti quelli che si contraddistinguono dagli altri giovani italiani che guidati vanno nelle piazze a cantare "Bella Ciao" ma privi di idee, mentre questi altri hanno invece veramente voglia di fare, sgobbando, e hanno detto "Ciao Italia" e sono andati all'estero, all'inizio anche per lavori umili (come abbiamo visto fare ai nostri emigranti del passato) pur di iniziare a far qualcosa in un Paese meno asservito.
E come i tanti che abbiamo visto sopra emigrare in Brasile, non li rivedremo mai più. (mio figlio compreso, che ormai da 10 anni, ingegnere d'informatica (oggi un grosso esperto nelle sicurezze bancarie) oggi é all'estero dove poi ha visto le proprie competenze riconosciute, e guadagna il triplo rispetto a un suo collega in Italia sottopagato).
Il paradosso è anche questo: alcuni stranieri venuti in Italia che hanno ottenuto la cittadinanza voluta dalla Bellanova sono volati pure loro all'estero.

La ministra Bellanova che voleva dare la cittadinanza a 600.000 stranieri, ha fallito. L'hanno richiesta solo ca. 100.000 e solo ca. 10-12.000 quelli che lavorano nei campi. Si vede che la Bellanova ignora che lì ci sono i "caporali" che se i loro faticanti prendessero la cittadinanza, come farebbero poi a sfruttarli pagandoli in nero? Oppure non ha indagato abbastanza chi sono questi stranieri - giovani di un'altra generazione - che non hanno niente a che fare con la precedente usati nei campi.

Perfino i giovani stranieri della nuova generazione, più svegli e anche più acculturati, non approvano che i loro genitori si integrano, loro si sentono altro rispetto alla società che li ospita; per tradizione e per cultura loro si sentono in un mondo estraneo e non faranno mai parte nè vorranno subire la subalternità di chi li ospita. Un giorno ho parlato con alcuni di essi, che ho anche aiutato ed anche più volte invitati a pranzo, mentre - fra l'accattonaggio e altro - frequentavano l'Università di Padova. Considerandomi un amico e non un "razzista" affabilmente mi hanno elencato cosa hanno fatto gli arabi in passato fin dall'anno 1000. Quante esperienze, tecnologie e cultura, hanno riversato a coloro che - con le Crociate - li volevano distruggee e cacciare dalle loro terre, e che tornati sconfitti hanno poi potuto - quella cultura - riportare in occidente. Perfino Dante, quando scoprì la letteratura araba approdata in Sicilia - dove Federico II aveva trasferito intere biblioteche da Baghdad - disse che finalmente anche in Italia poteva iniziare la vera letteratura.

Quindi non meravigliamoci se loro che non ci sono nati in Italia, sono nelle stesse condizioni di alcuni nostri giovani che pur nati in questa Italia, oggi hanno pure loro difficoltà di relazioni e vane sono le ricerche di autoaffermazione, sono (rispetto a un nostro glorioso passato - romano e rinascimentale) pure loro in crisi di identità e con la futura prospettiva avverono perfino un vuoto esistenziali. Ecco perché se ne vanno via. Di certo non fanno parte di quei giovani che vanno a fare i canterini nelle piazze e che quando alcuni se parlano non solo dicono nulla, ma offendono chi non è votato al loro nulla.
Cosa voglio dire con questo dopo aver citato sia i giovani stranieri come i nostri ? Che l'arma più potente di una bomba é la cultura, che i giovani colti - i nostri e gli stessi stranieri - sono in grado di ragionare e sono orgogliosi delle proprie radici che qualcuno vuole estirpare. Volendoli trasformare tutti in pecore servizievoli.

Ai nostri giovani del resto sappiamo il perchè, la scuola la si è lasciata ieri come oggi in condizioni precarie. "Guai se gli italiani pensano" (sulla SCUOLA OGGI vedi le mie pagine >>>>>>>>>>
Già nel 1894. Il Min. P.I. Guido Baccelli nel fare la nuova "Riforma della Scuola" aveva affermato....
"... bisogna insegnare solo leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze in una unica materia di "nozioni varie", lasciando spazio al maestro, mentre per le donne rivalutare il più nobile e antico insegnamento, quello dell'educazione domestica; e mettere da parte infine l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti sono guai!".

FINE

 

Negli anni seguenti della tragedia Moro sono rimasto molto amareggiato per aver visto entrare nel dimenticatoio sia dei media che degli italiani tutti la barbarica fine del mio caro istruttore ORESTE LEONARDI.
In rete, sono quasi l'unico a ricordarlo, e quei pochi che frettolosamente lo fanno non disdegnano di mettere le mie immagini, dove ricordo lui e anche i suoi quattro suoi colleghi: Raffaele Jozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera, Domenico Ricci. Uccisi da.....

...... QUELLI CHE LE BRIGATE ROSSE CHIAMARONO
"LA FAMIGERATA SCORTA COMPOSTA DA AGENTI DEI FAMIGERATI CORPI SPECIALI"



Ora sono lieto di avere riportato alla luce questi miei ricordi e nell' aver accettato l'invito di Filippo Boni.
Che - pur nel nostalgico dolore che mi ha fatto rivivere - tuttavia ringrazio di tutto cuore.
ORESTE LEONARDI meritava questo e altro.
E la sua famiglia pure.

FINE - FRANCO GONZATO (BIOGRAFIA >>>>>>

 

MA ANCHE COSA GLI SCRIVONO I SUOI LETTORI - ABBASTANZA INTERESSANTE >>>>>
DOVE NON MERITO NEANCHE UN BRAVO CHE DI SOLITO SI DA' ALLA DONNA DELLE PULIZIE >>>>

 

HOME PAGE STORIOLOGIA