EMIGRATI ITALIANI NEL CORSO DI 140 ANNI

Alcuni diventati italiani, "Fatta l'Italia" a partire dal 1870 dovettero emigrare all'estero
Furono più di 26 milioni di italiani "scacciati" dai nuovi governi e dalla miseria.
26 MILIONI !!!


“Siamo il disonore, la vergogna dei governi”, cantavano amaramente gli emigranti italiani
costretti a lasciare la loro terra e i loro affetti, per cercare lavoro e “fortuna” all’estero.
Si imbarcavano per la “Merica” (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Venezuela, Australia),
O varcavano le Alpi - anche da clandestini - diretti in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra.
Andavano a fare i lavori più umili e più pesanti, spesso disprezzati, insultati, criminalizzati, talvolta persino linciati.

 

Qui vogliamo riportare la Storia dell' EMIGRAZIONE ITALIANA, scegliendola dall'ampia letteratura
che esiste
(che possiedo) e che si riferisce a 3 epoche e in Paesi diversi.
Principalmente, in Francia, Germania, Svizzera, USA, Argentina, Brasile, Australia.

Quindi iniziamo con dei dati di alcune tabelle generali a partire dal 1861

ma più avanti alcune considerazioni sulle emigrazioni negli Stati Uniti, Argentina, Brasile
con dei documenti originali digitalizzati di quel periodo.
(dai "quaderni degli affari internazionali" del 1946)

che riportiamo nella 2nda pagina dedicate >>> QUI >>>

 


Seguono qui sotto,
quelle del FASCISMO, poi quelle dell'immediato 2° DOPOGUERRA

Fino ad arrivare a quella del 1961 L'EMIGRAZIONE del Sud verso il Nord
poi sciagura anche questa ma all'inverso L' IMMIGRAZIONE degli stranieri in Italia degli anni 2000

MA TROVEREMO ANCHE in fondo in fondo

DELLE NOTE POLITICHE - SUL DEBITO PUBBLICO IT.
E ALCUNE NOTE SULL'ATTUALE PANDEMIA - E COME SIAMO INFORMATI DAI MEDIA
se curiosi le potete leggere alla fine di queste pagine che seguono, in fondo
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INIZIAMO

ITALIANI EMIGRATI
DOVE E QUANTI IN 140 ANNI

(dal Libro-Agenda "FINO AL 2001 E ....RITORNO" di Francomputer - Copyright - deposito SIAE)

Anni

Francia

Germ.

Svizz.

Usa-Can.

Argent.

Brasile

Australia

Altri Paesi

1861-1870

288.000

44.000

38.000

-

-

-

-

91.000

1871-1880

347.000

105.000

132.000

26.000

86.000

37.000

460

265.000

1881-1890

374.000

86.000

71.000

251.000

391.000

215.000

1.590

302.000

1891-1900

259.000

230.000

189.000

520.000

367.000

580.000

3.440

390.000

1901-1910

572.000

591.000

655.000

2.394.000

734.000

303.000

7.540

388.000

1911-1920

664.000

285.000

433.000

1.650.000

315.000

125.000

7.480

429.000

1921-1930

1.010.000

11.490

157.000

450.000

535.000

76.000

33.000

298.000

1931-1940

741.000

7.900

258.000

170.000

190.000

15.000

6.950

362.000

1946-1950

175.000

2.155

330.000

158.000

278.000

45.915

87.265

219.000

1951-1960

491.000

1.140.000

1.420.000

297.000

24.800

22.200

163.000

381.000

1961-1970

898.000

541.000

593.000

208.000

9.800

5.570

61.280

316.000

1971-1980

492.000

310.000

243.000

61.500

8.310

6.380

18.980

178.000

1981-1985

20.000

105.000

85.000

16.000

4.000

2.200

6.000

63.000

------------ ------------ ------------ ------------ ------------ ------------ ------------ ------------ ---------------------------

PARTITI

6.322.000

3.458.000

4.604.000

6.201.000

2.941.000

1.432.000

396.000

3.682.000

TORNATI

2.972.000

1.045.000

2.058.000

721.000

750.000

162.000

92.000

2.475.000

RIMASTI

3.350.000

2.413.000

2.546.000

5.480.000

2.191.000

1.270.000

304.000

1.207.000

TOTALE COMPLESSIVO: ----- PARTITI 29.036.000-----TORNATI 10.275.000------ RIMASTI 18.761.000

ATTENZIONE ALLE CIFRE DEI RIMASTI: non significa ad esempio che in Svizzera vi sono 2.546.000 italiani, ma che hanno preso la residenza svizzera nell'arco di circa  140 anni  (coefficiente 5,6 - generazioni)  quindi (oriundi) con una media per ogni generazione che ha oscillato all'incirca sulle 456.000 unità sulla popolazione locale. (nell'anno 2000 su una popolazione di 8,5 milioni, circa un terzo era oriundo; dell'Italia il 16,2% (1.377.000). Ma oggi bisogna aggiungere anche ca. 61.800 italiani frontalieri).
Dunque bisogna in tutti i periodi sottrarre gli estinti (tenendo presente l'età media), ma nello stesso tempo aggiungere... (con un tasso di natalità locale - che è diventato negli anni sempre più basso) ....quelli nati  nei singoli periodi delle singole generazioni - e ovviamente procedere in forma esponenziale, i figli dei figli dei figli e così via (che ci danno appunto i 1.377.000 visti sopra.)

Per i Paesi d'oltreoceano non essendoci una stessa proporzione dei ritornati, di conseguenza in questi paesi sono aumentati gli oriundi (i figli e i figli dei figli). Comunque tenendo conto sia dei flussi migratori nei vari archi temporali accennati sopra e sia la durata della vita media, si può arrivare a definire molto da vicino l' effettivo numero oriundi italiani o italiani che vivono in quei Paesi;  per ottenere quest'ultimo dato si prendono innanzitutto le cifre dei soggetti partiti (quelli ad esempio nati in Italia ma residenti attualmente in America del Nord) e si tralasciano ovviamente gli altri, i precedenti,  di età matura all'epoca della migrazione (media di 26 anni)  che non consideriamo perchè già scomparsi). Pertanto avremo per l'America del Nord questi risultati: ad esempio: partiti dal 1946 al 1985: 158.000 + 297.000 + 208.000 + 61.000 +16.000 =740.000 -meno- l'11,62% dei tornati 85.988 = 654.012 soggetti nati in Italia,  residenti in America con relativi figli  (654.012 + numero figli in base al tasso di fecondità locale americano (media -anni 1946-1985- del 2,3). 
Calcolando tutte le fasce a partire dal 1861, il totale oriundi in USA sono circa 14 milioni. (Dall'annuario del Reader's Digest che riportava le tabelle del Servizio Americano di Immigrazione).
Diversa ma molto simile la situazione in Brasile; con il coefficiente 5,6 generazioni formatisi dal 1861 fino al 1985. Con un tasso fecondità locale del 3,8 hanno dato origine con i rimasti a partire dal 1861 (che erano inizialmente 1.270.000) con le sopradette 5,6 generazioni, nel 1985 sono diventati circa 20 milioni di oriundi.

Dalle ultime tabelle in circolazione nel 2020, sappiamo oggi che gli oriundi in tutti gli Stati hanno superato le stessa popolazione de
ll'Italia. Sono ca. 70.000.000. - Brasile 20.000.000, USA 14.000.000, Francia 5.000.000, Colombia 2.500.000, Uruguay 1.800.000, Perù 1.600.000, Canada 1.645.335, Venezuela 1.200.000, Australia 1.000.000, Messico 1000.000, Germania 800.000, Paraguay 700.000, Inghilterra 600.000, Belgio 300.000, il resto distrubuiti in altri Paesi del mondo.

Questi oriundi in quasi tutti questi Paesi, fondamentalmente
conservano tutti una immagine nostalgica dell'Italia, pur non avendola mai vista. Hanno tutti una atavica malinconia per le sue tradizioni, quelle culturali, artistiche, storiche, sportive, le canzoni italiane, oltre che essere legati spitualmente non solo ai tanti Santi delle contrade che loro non hanno mai abitato, ma materialmente amano anche il nostro "Made In Italy", per non parlare poi dei termini italianisti gastronomici, usando perfino i non dimenticati dialetti.

((((( Qui ricordo che il Ministero Istruzione dell'Australia per gli Italiani che sono in questo continente, ha istituito per le scuole frequentate dagli italiani, un supporto culturale con trasmissioni TV o video per i PC, in italiano, usando - dopo avermi chiesto il copyright il mio "Storiologia". Che ho ceduto gratis per tutto il Continente. E per allestire un progetto simile per le tante numerose comunità italiane in Brasile, in località che spesso hanno perfino il nome di una città italiana, me lo ha chiesto il portale ECCO del Brasile. (questo sia in Australia che in Brasile, ha comportato che ricevo moltissime e-mail dove mi chiedono di tutto)))).

ATTUALMENTE - Una nota dolente di questi ultimi anni secondo uno studio di Vladimiro Polchi,
gli italiani hanno nuovamente inziato a emigrare;
negli ultimi 4 anni ammontano a
ca. 1 milione.
(La Repubblica.it. 2 dicembre 2010).


LE EMIGRAZIONI DEGLI ITALIANI
DAL 1876 AL 1925 - PER REGIONI

ESPATRI MEDI ANNUI PER 1000 ABITANTI (1)
IN PERCENTUALE
( dal 1880 ------------------------------------------------------------------------ fino al 1900 ------------------------------------------------------------------------------ fino al 1927 )

VENETO + FR. 11.98 VENETO + FR. 20,31 VENETO +  FR. 33,85
PIEMONTE + V.A. 9.10 BASILICATA 16,52 BASILICATA 18,11
CASILICATA 5.98 PIEMONTE V.A. 9,94 CALABRIA 12,12
LIGURIA 5.03 CALABRIA 7,95 ABRUZZI M. 10,69
LOMBARDIA 4.98 ABRUZZI M. 6,52 CAMPANIA 10,61
TOSCANA 3.27 LIGURIA 6,05 PIEMONTE V.A 7,98
CAMPANIA 2.07 LOMBARDIA 5,77 TOSCANA 5,86
EMILIA R. 1.86 CAMPANIA 5,50 EMILIA R. 5,59
CALABRIA 1.77 TOSCANA 4,79 SICILIA 5,05
ABRUZZI M. 0.99 EMILIA R. 3,00 LOMBARDIA 5,03
SICILIA 0.34 MARCHE 2,00 MARCHE 4,77
MARCHE 0.32 SICILIA 1,66 LIGURIA 3,78
PUGLIE 0.29 PUGLIE 0,80 PUGLIE 1,85
LAZIO 0.07 SARDEGNA 0,20 LAZIO 1,36
UMBRIA 0.05 UMBRIA 0,15 UMBRIA 1,22
SARDEGNA 0.03 LAZIO 0,02 SARDEGNA 0,86

sotto nel dettaglio nello stesso 1880 fino al 1927

PROVENIENZA REGIONALE E LA LORO DESTINAZIONE

1a PARTE IN PAESI CONTINENTALI
2a PARTE PAESI IN TRANSOCEANICI

TOTALE DEI MIGRANTI ITALIANI DIVISI NELLA ....

1a TAB. - I PAESI DI DESTINAZIONE DIVISI IN DUE CORRENTI: EUROPEI E TRANSOCEANICI
2a TAB. - LA TIPOLOGIA DEI PARTENTI SECONDO LA PROFESSIONE,CONDIZIONE, SESSO


Le tabelle sopra sono inserite nella prima edizione della Enciclopedia Italiana Treccani - Anno 1934

-----------------------------
DAL VENETO CHE SARA' SEMPRE IN TESTA NELL'EMIGRAZIONE FINO AL 1925, PARTIRONO 3.632.000 VENETI

IL VENETO PRIMA DI ESSERE UNITA AL REGNO D'ITALIA SABAUDO
non conosceva l'emmigrazione
QUESTA INIZIO' SUBITO DOPO IL PLEBISCITO (1866) BURLETTA DETTO ANCHE
"LA GRANDE TRUFFA" > >

anche se i
giornali (tutti sabaudi) scrissero il giorno dopo:

" ...tutto si svolse con mirabile ordine e fra universali manifestazioni di gioia".

Questa UNIONE portò invece non gioia ma alla decadenza in pochi anni l'intera regione, e con essa perfino gli antichi patrizi (lo sfacelo di molti palazzi di Venezia e le stesse Ville Venete, si è verificato proprio in questo oscuro periodo).
Fermo anche tutto l'indotto, e con la popolazione ridotta alla fame ....
"... nelle nostre campagne sono poveri tutti, i fittavoli, i proprietari di fazzoletti di terra, incredibilmente poveri i braccianti, i salariati, gli artigiani..."
così scriveva D. Lampertico. .. Iniziano i grandi esodi migratori - visti sopra - 3.632.000 abitanti veneti (in forza lavoro, contadini, operai ma anche cittadini di Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Treviso, Belluno, Udine, allora anche Mantova ) emigreranno proprio dall' inizio 1866 fino al 1927)
L'ira del veneto, con una buona dose di ironia, fu espressa in tutta una serie di filastrocche, molto popolari. (ma quanta amarezza!)
"Savoja Savoja / i nà portà 'na fame troja/ Savoja Savoja / intanto noaltri...andemo via... vaca troja.."

con delle varianti dei cantastorie dell'epoca....

"....e col Regno di Sardegna
chi lo ha in tel cul 
se lo tegna! (se lo tenga)
Per non parlar di quel
Viva Savoja!
chè i n'à portà 'na fame roja" (fame troia)

(A. Moret, L'ultimo cantastorie, Vittorio Veneto, 1978)

qui un altra.............

Con san Marco comandava (quando comandava San Marco)
se disnava e se senava
(si faceva pranzo e si cenava)
Soto Franza, brava gente
(sotto la Francia che era brava gente)
se disnava solamente
(si cenava solamente)
Soto Casa de Lorena
(sotto la casa Lorena)
non se disna e no se sena
(niente pranzo e niente cena)
Soto Casa de Savoia
(mentre sotto Casa Savoia)
de magnar te ga solo voja (di mangiar hai solo voglia).

(Giuseppe de Stefano-G.Antonio Palladini -

Storia di Venezia 1797.1997 - vol II, pag 276, Supernova, Venezia, 1997).

Interi paesi emigrarono alla ricerca della tanto sognata "Merica". Per coloro che rimasero: fame, disperazione e perfino la tassa sulla miseria, la tassa sul macinato. E continueranno a emigrare nel primo dopoguerra, ma anche secondo dopoguerra, fino alla fine degli anni 1950, con gli uomini veneti "inviati" nelle miniere franco-belghe per dare carbone alle industrie piemontesi; e negli stessi anni '50 emigrarono pure le giovani donne venete verso le risaie lombarde e vercellesi a spaccarsi la schiena dentro l'acqua, anche se erano perfino incinte di 8 mesi.......

.... per fare la stagione del trapianto oppure la monda. Dormivano in fatiscenti capannoni anche in 100, su...

.....pagliericci di lola di riso messi a terra. Ricevevano una paga giornaliera che un piemontese in fabbrica prendeva in un paio di ore. Poi a fine stagione, le trovavi nelle pensiline delle stazioni in attesa di organizzati treni tutti per loro, con ai piedi il "premio gratifica": un sacchetto di riso di 10 chili.

Nelle campagne (alla conta dei primi anni '50, solo il 3% era un piemontese/lombardo. Negli anni '60 erano scesi all''1% - Le fabbriche nel triangolo industriale assorbirono tutti i lavoratori locali. (A Torino, Milano o a Biella con i suoi grandi lanifici, su 100 operai locali in età lavoro, vi erano 160 posti disponibili).

Poi solo dal 1961 (con una famosa legge - ne parleremo pià avanti) ci fu l'invasione dei meridionali. 5 milioni di giovani braccia che in pochi anni, resero misera tutta l'agricoltura meridionale.
E anche se al Nord gli stessi 5 milioni fecero decollare il "Miracolo Economico" si attirarano il disprezzo dei locali settentrionali perchè convinti che gli rubessero il lavoro e che erano proprio i "terroni" - lavorando spesso in nero - a far abbassare le paghe.
Ma all'industria soprattutto quella manifatturiera e delle catene di montaggio, andava bene così. Anzi, trovò quello che cercava, lavoratori a pochi soldi, non più sotto l'ala dei sindacati che in quegli anni organizzavano e poi guidavano gli scioperi a oltranza per le rivendicazioni salariali.

 

RITORNIAMO A UNA TABELLA DEGLI STESSI ANNI 1861-1985
LE EMIGRAZIONI CON I TOTALI USCITI-RIENTRATI
DISTINGUENDO UOMINI E DONNE - I RIMPATRIATI - E IL SALDO

Anni

Tot. Emigrati

Uomini

Donne

Rimpatriati

Saldo + o -

1861-1870

1.210.000

1.008.000

202.000

non noti

- 1.210.000

1871-1875

585.000

525.000

60.000

non noti

- 585.000

1876-1880

544.000

464.000

80.000

non noti

- 544.000

1881-1885

771.000

654.000

117.000

non noti

- 771.000

1886-1890

1.110.000

871.000

239.000

non noti

- 1.110.000

1891-1895

1.283.000

989.000

294.000

non noti

- 1.283.000

1896-1900

1.552.000

1.240.000

312.000

non noti

- 1.552.000

1901-1905

2.770.000

2.287.000

473.000

544.000

- 2.226.000

1906-1910

3.256.000

2.658.000

598.000

1.000.000

- 2.256.000

1911-1915

2.743.000

2.198.000

545.000

976.000

- 1.766.000

1916-1920

1.085.000

718.000

367.000

233.000

- 852.000

1921-1925

1.516.000

1.076.000

440.000

137.000

- 1.379.000

           

1926-1930

1.061.000

776.000

285.000

685.000

- 376.000

1931-1935

458.000

278.000

180.000

535.000

+ 77.000

1936-1940

421.000

314.000

107.000

535.000

+ 114.000

1941-1945

250.000

242.000

8.000

230.000

- 20.000

           

1946-1950

1.128.000

713.000

415.000

455.000

- 673.000

1951-1955

1.366.000

927.000

439.000

660.000

- 706.000

1956-1960

1.739.000

1.275.000

464.000

917.000

- 822.000

1961-1965

1.556.000

1.221.000

335.000

1.043.000

- 513.000

1965-1970

1.078.000

747.000

329.000

820.000

- 258.000

1971-1975

637.000

439.000

198.000

600.000

- 37.000

1976-1980

502.000

346.000

155.000

490.000

- 12.000

1981-1985

415.000

287.000

128.000

415.000

00 (fine di un'epoca)

           

TOTALI

29.036.000

22.253.000

6.780.000.

10.275.000

18.761.000

L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA INIZIA NEL 1991 CON L'ALBANIA - SEGUIRANNO ALTRI PAESI - OGGI SONO CA. 6.000.000

L'età  dell'emigrante italiano risulta quasi sempre avere una età media dai 16 e mai oltre i 45 anni;  la differenza tra uomini e donne partiti (prima del 1950) è la stessa all'incirca (nel 90% dei casi) con l'uomo nella condizione di celibe. Ma dopo il 1950 questa percentuale di non sposati cala al 70 %; significa che il 30 % si recava a lavorare all'estero temporaneamente, soprattutto nei Paesi Nord-Europei, pur avendo la famiglia in Italia.

Comunque tali cifre sia prima che dopo hanno creato schiere di nubili, e tali mancati matrimoni avevano provocato corrispondenti contingenti di mancate nascite sul territorio nazionale, contribuendo in grande misura a far diventare (come media) vecchia la popolazione Italiana proprio dove vi era stato il più massiccio esodo verso l'estero (che al Nord era a fine secolo l'80% e ancora nei primi 20 anni del '900 del 50%).

((((( Ecco perchè - proprio a partire dal 1927 (dove terminano le nostre tabelle) - oltre che incoraggiare il rientro e trattenere gli italiani in patria (dove stavano nascendo nuove opportunità di lavoro) MUSSOLINI prima creò l'Opera Maternità Infanzia (OMNI), poi con apposite strutture la rese anche responsabile della
Assistenza Sanitaria Infantile verso le madri e soprattutto i bambini, per debellare una mortalità che allora (prima del 1900 e anche dopo nei successivi anni) era ancora molto alta. In un anno su 5-600.000 morti, ca. 180-200.000 erano bambini sotto i 5 anni. La sanità prima del Ventennio fascista, da sempre era stata fatiscente o anche del tutto assente. Perfino nei confronti della numerose madri vedove della guerra '15-'18
Con delle campagne mirate si incoraggiò il matrimonio, le nascite e la creazione delle famiglie numerose, premiandole perfino pubblicamente. E ci fu pure l’introduzione della tassa sul celibato. La riproduzione era un dovere verso lo Stato e la mancata riproduzione un reato. E si puniva anche l'aborto considerato un crimine contro la stirpe.

Furono i contributi dell'OMNI utili per molte madri di modeste condizioni che - fin dalla nascita del loro bambino - potevano da allora in poi contare su preziosi aiuti economici e assistenziali ed anche sanitari, allevando figli - belli e sani - senza il timore delle ricorrenti malattie infantili.

E proprio per questo ci furono anche dei singolari "Concorsi di bellezza" per i bambini che crescevano sani e belli e robusti. Il caso volle che io piuttosto belloccio mia madre fu indicata per il 1° premio, con denaro in palio che non era poco 5000 lire - pari a 5 stipendi - Ma poi gli suggerirono di far vincere il secondo classificato essendo sua madre già vedova di guerra e molto bisognosa di quel premio molto più di mia madre che anche se non ricca, era abbastanza benestante; fra l'altro aveva fatto anche amicizia con questa donna, e quindi rinunciò benevolmente al premio, con gli esaminatori che gli dissero per la mancata vincita: "Si goda tutta la felicità di avere avuto -questo sì un "tesoro"- e di essere fortunata di poter allevare questo suo bel bambino - senza avere problemi economici" )))))


Dunque non solo la popolazione stava invecchiando al Nord già prima del ''27, ma poi - finito il fascismo - nel dopoguerra favorita dalla nuova legge del 1961 (che abbiamo già accenata sopra), questa facilitò l'esodo nel Sud da dove emigrò una intera generazioni visto che salìrono al Nord ca. 5 milioni di meridionali per lo più giovani 20-30enni. Dove fino allora in meridione non vi era mai stata una vera e propria migrazione verso Paesi esteri e neppure nella stessa Italia.

Infatti un aspetto sconosciuto alla maggior parte degli italiani di oggi è l'appartenenza regionale degli emigranti, pregiudizialmente considerati quasi tutti nativi del Sud. Invece scopriamo invece che....

.....prima degli anni 1880,
l'80% degli emigranti era del Nord,
il 7% del Centro e solo
il 13 % del Sud.

 
.... dal 1880 in poi dei 16.630.000 emigrati all'estero,
8.308.000 il 50 % erano del Nord (di cui 3.632.000 Veneti),
1.1819.000 (11%) del Centro
6.503.000 (39%) provenivano dal Sud.

Altro aspetto da non dimenticare: circa il 90 % degli emigranti del primo periodo (soprattutto Sud, Centro e Veneto) era ancora analfabeta e al loro arrivo alle frontiere venivano subito individuati avendo con sè il famigerato e umiliante "Passaporto Rosso" che li inquadrava come analfabeta e nella categoria della manovalanza adibita ai lavori più umili. (Concepito questo da Nitti, fu abolito nel periodo fascista nel 1928).
Enzo Biagi quello così lo definì “abbiamo inventato il passaporto rosso perché non si sapeva come dare da mangiare a tutti e perché si potesse andare a cercare fortuna altrove".

Sull'emigrazione del perioso fascista ne parleremo più avanti.

Vediamo subito quello dell'intero dopoguerra, dal 1950- al 1970 (anche se abbiamo già accennato a quello del '61) . L'alfabetizzazione già era migliore ma comunque rimaneva sempre a livelli oscillanti fra il 40 e il 50 %, soprattutto nella popolazione del Sud e del Veneto, sempre stato quest'ultimo un grande serbatoio di manodopera per il Vercellese la Lomellina ma anche per il nord Europa (soprattutto in Germania) e questo fino alla fine degli anni '70. (in un mio viaggio in Germania nel '65 quelli che incontravo - o mi fermavano perché vedevano la targa italiana) erano adibiti o nelle catena di montaggio delle fabbriche o a spazzare le strade e le stazioni. In una di queste a Colonia - l'ufficio del Turismo era proprio davanti al grande Duomo, ma non avevano nulla in italiano - ma ebbi la fortuna di incontrare le Gemelle Kessler, e furono proprio loro gentilmente a darmi qualche indicazione in italiano.
Di turisti lungo le strade tedesche non vi era nemmeno l'ombra di un auto italiana. E negli uffici turistici locali di ogni grande città, anche qui nemmeno l'ombra di una guida o una cartina dei luoghi scritte in Italiano. Ma pure in Francia (forse perché non hanno mai dimenticato il 1940), la stessa Torre Eiffel e il Louvre, non avevano una guida in italiano, mentre vi era quella perfino in esperanto.

Negli anni '60, anni del "Miracolo Economico" l''emigrazione nei Paesi del Sud America diminuì di molto, con una media partiti di soli 30.00 anno per l'Argentina e il Brasile, mentre aumentò in quelli Europei (come visto nella prima tabella). Negli anni '64,'65,'66 la destinazione fu Germania, Svizzera, Francia che registrarono un notevole aumento (ripettivamente agli anni sopra, pari a 90.00, 100.00, 20.000 lavoratori per lavori di bassa professionalità).
Anni in cui si aggiunse per la prima volta l'Australia che negli stessi anni toccò punte considerevoli fino a toccare una media di 10-13.000 anno).
Pur sottraendo forze giovanili tutti questi immigrati tuttavia giovarono all'Italia, in misura assai consistente, attraverso le loro rimesse, ossia il denaro in valuta pregiata che loro inviavano mensilmente o annualmente in patria come aiuto alle loro famiglie. Prendiamo il 1966 dove le rimesse degli emigranti italiani raggiunsero la cifra record di 903,9 milioni di dollari, che erano allora 565 miliardi di lire, che fu un notevole aiuto per il consolidamento economico dello Stato. Ma anche alle singole famiglie che con una certa intraprendenza (in quegli anni del "Miracolo Economico") si diedero da fare per aprire o negozi di ogni genere o in casa a fare prodotti artigianali di ogni genere, sarti, sartine, maglieriste, calzolai, meccanici per i tanti mezzi a due ruote (Vespe, Cucciolo, Ciclomotori ecc., elettricisti, venditori di legna che si improvvisarono venditori fornelli e bombole del gas liquido, ecc. ecc.

Ma in Italia, questi volenterosi iniziarono a dar fastidio alle grandi imprese, gelose del risveglio dell'operosità e intraprendenza degli italiani che a partire dagli anni del dopoguerra tutti ne avevano approfittato con la legge del '51 del "Commercio Libero" (chiunque -anche se era analfabeta - poteva aprire una attività commerciale senza alcuna licenza - e con pagamenti cliente-negoziante che di solito era in contanti, ma spesso anche a credito ("lo prenda signora, mi darà un tanto al mese").
Questi volenterosi italiani diedero vita a una "nuova società" (che possiamo già dire fin d'ora del "consumistica). Una miriade di negozi, e di artigiani che posero le basi di successivi fiorenti opifici o i dei nascenti famosi brand del "Made in Italy, come i Del Vecchio (occhiali - era un mantinit di un orfanotrofio, poco scolarizzato - oggi il più ricco d'Italia), il Borghi (un ex operaio), un Armani (era un 20enne commesso alla Rinascente), un Benetton (commesso pure lui ma con una sorella - che pure lei garzona-aiutante di una maglierista - a soli 17 anni decise di acquistare lei una banale macchina iniziando a casa notte e giorno a fare maglioni), così Valentino, Fiorucci, Missoni, Zoppas, ecc. ecc. Tutti, artigiani o negozianti di piccoli negozi che però diventavano sempre più grandi e noti con le loro produzioni, e tutto questo - con il consumismo in ascesa - iniziò a preoccupare i capitalisti e con loro anche i politici.

Solo uno l'industriale e politico, il senatore Piero Bassetti confessò in seguito: "Abbiamo capito subito e ci siamo resi conto che non avremmo saputo dirigere la nuova società italiana. Il Paese, fuori, era più forte della politica, e anche più intelligente. Non fare nulla (il quel periodo) fu la scelta migliore di tanti provvedimenti governativi. Il paese fu così lasciato nella logica della foresta e per fortuna ci è andata bene". (cioè si ritrovarono in breve "la pappa"già belle e pronta, sola da.... "mangiare"!!!). E la mangiarono !!!

Cosa fecero i gelosi politici, i capitalisti, le banc
he?: abolirono la legge '51 (quella del "libero commercio") e ne fecero una tutta nuova: nel '71, quando misero mano a una "controriforma" voluta ostinatamente da una corporazione molto legata ai politici locali", che con questa Legge proibiva le vendite e qualsiasi altra attività fatta in quel "modo casareccio", che loro con l'ipocrito opportunismo bollarono: che erano tutte "illegali"("della foresta").

Era LA NUOVA Legge dell' 11 giugno 1971, n. 426 - Disciplina del commercio - Registro degli esercenti il commercio

S'inventarono l'IGE e poi altre incombenze, quindi la fatturazione di ogni bene, pagamenti non più in contanti... (con i "libretti" del negoziante che usava il "segni" e il cliente pagava in contanti a fine mese) ...ma solo tramite banca. Facendo così chiudere migliaia e migliaia (ca. 400.000 in pochi anni) di negozi improvvisati creati con quella "legge della foresta", e loro diedero vita a 607 Supermercati che però erano tutti in mano solo a quattro grandi gruppi: 144 erano della Montedison (Standa), 61 della IFI Fiat (Sma) , 51 del gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 della La Centrale (Pam). Che presto diventarono un monopolio vero e proprio del grande capitale, delle banche e del consumismo. Che fece gola perfino a sinistra, quando questa si inventò le Coop, che inizialmenete era una "cooperativa" di soci "produttori con dei "punti vendita", ma ben presto - allargatisi i soci, attirati dai guadagni di questi punti vendita - diventò una vera potenza economica nella capillare distribuzione in quei territori che erano in mano proprio alla sinistra.

Questo interesse anche della politica a Dx come a SX era dovuta alla legge del '71 vista sopra- perchè da questa data, si poteva avere la licenza solo dal Comune tramite l'Assessore al Commercio, con i loro vigili pronti a intervenire chi vendeva "illegalmente" senza i requisiti imposti. Ovvio che al vertice di questi Comuni con i vari sindaci e assessori, vi era sempre un politico locale, che via via - se era scaltro - costruiva così il suo potente "feudo", che poi con i voti, andrò a formare il famoso "Manuale Cencelli"(con la proporzionale dei voti ricevuti nel proprio "feudo" vi era poi la spartizione delle poltrone in Parlamento).
Così in breve, il Parlamento, i Ministeri, le Commissioni, le Regioni, le Province, furono pieni di Presidenti, Vice Presidenti, Direttori generali, Segretari, Consiglieri, Burocrati, Assessori di vario genere nei Comuni. (oggi anni 2000 sono ca. 150.000). Che - dicevano tutti ipocritamente - "lavoriamo per il bene dell'Italia". E fu così che la "Nuova Italia" dei "padrini" nacque e prosperò e la si chiamò "razza padrona"
(by Scalfari).

Più dettagliati fatti sono descritti nelle pagine "Il Consumismo" >> http://www.storiologia.it/consumismo.htm >>>

 

ALTRE CONSIDERAZIONI
SULLA EMIGRAZIONE DEGLI ITALIANI - QUELLA LOCALE AFINO AGLI ANNI '60

Proprio negli anni sessanta a partire dal '61 vi era stata un'emigrazione, non più verso l'estero ma interna piuttosto selvaggia che si scatenò nella stessa Italia, quando con una nuova Legge fu abolita quella fascista interna che diceva durante il Ventennio: "chi non ha una casa e un lavoro non può fare il vagabondo o il disoccupato in un'altra città della nostra penisola". La autorità locali devono intervenire con dei "fogli di via" per rimandarli al paese di provenienza").

Da quel preciso momento dal Sud (dal '61) nell'arco di pochi anni, 5 milioni di lavoratori per lo più giovani
si riversarono
al Nord in quelle città che pur operose non avevano delle strutture idonee a riceverli. Molti dormivano nelle stazioni, nei parchi, sotto i ponti, e se un emigrante che lo aveva preceduto aveva trovato già un lavoro e anche un fatiscente rifugio in una-due stanze, in queste ci vivevano anche in 10-12 in attesa di un lavoro qualsiasi anche di pochi soldi, e spesso in nero nelle fabbriche, allora non ancora sindacalizzate.

E a vivere in veri e propri tuguri,
c'era una promiscuità di ogni tipo,
con una speculazione incontrollabile offrendo i locali a caro prezzo soffitte, cantine, sottoscala, cascine abbandonate.

Ma molti allo sbando si costruivano baracche e capanne
lungo gli argini del Po.
Mentre altri non solo a Milano, ma anche a Torino, vi erano le stazioni e le sottostazione usate per la notte come rifugi.
Ne piu né meno come oggi vediamo proprio a Milano, qui sopra.

Basta ricordare che solo a Torino ne giunsero nel 59, 62,000; nel '60, 84,000; nel '61, 80.000; nel '62, 65.000. (tot.291.000)

Ma spesso a Torino come a Milano, alcuni non affittavano neppure un tugurio ai meridionali. Lo dicevano chiaro e tondo nelle loro inserzioni “Non si affitta ai meridionali” così anche scritte nei cartelli affissi davanti ai portoni. Perché... chiassosi, vestiti di stracci e poco inclini all’igiene. Si arrivò perfino che un bar mise all'entrata un cartello con su scritto "vietato ai cani e ai meridionali". Che fece inorridire, ma non erano pochi i piemontesi e i lombardi insofferenti ai meridionali; e non avevano nessuna intenzioni di integrarli nelle loro città. Se ci fosse stato a Torino un Hitler li avrebbero addirittura mandati al "forno". Un "razzismo" Nord-Sud, pari a quello di 100 anni prima quando si volle unire le due Italie, la Sabauda e la Borbonica (detti "briganti".
((((( Ma anche pari a quella che stiamo assistendo in questi anni 2000 con gli stranieri, che pure loro vivono in una promiscuità di ogni tipo e sono oggetti di ogni tipo di speculazioni pur vantando e chiamandola una ("umana") accoglienza )))))

Chi la volle cancellare quella legge fascista lo si può solo immaginare - le pretese salariali dei lavoratori locali nel triangolo industriale erano diventate conflittuali; appoggiati dai nascenti e ostinati sindacati, che chiedevanoper i lavoratori paghe più alte e questo proprio nel momento che l'industria stava esplodendo, e proprio perchè pagava dei bassi salari. E l' alternativa per avere bassa manovalanza e a basso salari, furono proprio le emigrazione al nord dei meridionali.
Questi oltre che accontentarsi di paghe basse (calmierando così il costo del lavoro - spesso anche senza libretti di lavoro) venivano impiegati in lavori "tayloristici" nelle "catene di montaggio" (dove aveva detto Ford "ci possono lavorare anche analfabeti e perfino i deficienti") oppure sempre a pochi soldi venivano impiegati nelle campagne o nelle risaie vercellesi dove nel 1955-1960 i locali erano diventati per questi lavori faticosi pochisimi. Preferivano gli stipendi in fabbrica.


NEL NORD, i locali (nei tre comparti-industria e servizi) potevano disporre.... (citiamo la Torino-Fiat, Vercelli e Biella con le loro industrie tessili) di 160 posti di lavoro ogni 100 operai disponibili in età lavoro. Mentre nell'agricoltura, per lo più nelle risaie, che un tempo impiegavano i locali, questi - finiti tutti in fabbrica - erano ormai diventati in questo settore solo l'1%. Tutto il resto era il 20-30% meridionale, il 70-80% veneto. Tutti provenienti da un Meridione o da un Veneto che entrambi non erano riusciti a decollare in quasi 100 anni. (nelle statistiche economiche e quindi nel tenore di vita, i due territori erano entrambi in ogni voce alla pari, cioè carenti in tutto).
Questo Veneto si risollevò solo qualche anno dopo con il loro protettore politico clericale DC Mariano Rumor, che faceva più "miracoli" lui che non il veneratissimo Santuario di Monte Berico. Lui era diventato Segretario della DC (dal '64 in un ala chiamata "Dorotei"), poi 5 volte - dal '68 - Presidente del Consiglio, poi altri incarichi fino al 1974, quando poi fu coinvolto nello scandalo Lockheed. Ma tuttavia diventò Europarlamentare dal '79 al '94, e Senatore fino al 1990 anno della sua morte.
A Vicenza, se una volta si ricorreva al prete della parrocchia per ottenere qualche aiuto, con Rumor erano gli stessi preti a doversi raccomandare a lui per ottenere qualcosa..

Ma quel riversamento da Sud a Nord causò 5 fatali situazioni. 1) Una mancanze di risorse giovani nella (allora) ricca agricoltura meridionale... 2)... un repentino invecchiamento della stessa popolazione meridionale---. 3) ... dal 1985 in poi solo il meridione imboccò la tendenza inversa, quando...4)... scomparsi i vecchi nati negli anni 1910-1930 venuti a mancare negli anni 2000, questa naturale mortalità si è rivelata una fortuna per il Sud, perché.... 5)... proprio i cinque milioni trasferitisi nel Nord che sarebbero - se vi rimanevano - diventati vecchi nel loro paese di origine - dagli anni 1985-2000 in poi iniziarono a diventare vecchi al Nord.
Paradossalmente l'aiuto ricevuto dal nord facendo immigrare negli anni '50 e '60 nelle aree industriali le giovani popolazioni meridionali, dal 2000 in poi si presenta ora come un danno, delle cambiali presentate all'incasso, sotto forma di invecchiamento nella popolazione sia nativa sia la stessa meridionale che al Nord vi era salita. 

E una volta scomparsa questa vecchia, il Nord (che sta registrando anche la metà delle natalità rispetto al 1960) verrà a trovarsi senza avvicendamento delle giovani leve, che in aggiunta a un diverso stile di vita (vedi divorzi, bassa natalità, quindi alto calo demografico) questo porterà in una decina d'anni al sorpasso della popolazione giovane che vive nel Sud nei confronti di quella del Nord. Già nell'anno 2000 Sud e Centro avevano già registrato il sorpasso. Oggi 2020 il solo Sud (che fra l'altro ha solo l'1-1,5% di stranieri) sorpassa il Nord che ne ha invece di stranieri il 10-12% (che non sono anziani).

Con una popolazione locale anziana assieme alle "cambiali messe all'incasso" nel Nord cambierà anche la tipologia dei consumi fra le due entità territoriali. Una nel Sud in piena vigoria (consumatori giovani), l'altra nel Nord svigorita; diventati consumatori demotivati e con altre esigenza, oltre ad avere a disposizione scarsi mezzi economici, perchè questi soggetti in età pensione
o già in pensione, necessitano di servizi sociali mirati e adeguati alla loro età, oltre ad avere scarse risorse economiche di cui dispongono con le loro pensioni, dove l'inflazione ha fatto registrare tassi molto bassi, forse sì per alcune voci come il costo della vita, ma bisogna tenere conto di altri voci che sono aumentate in alcuni casi anche del 50% (assicurazioni, luce, gasolio per riscaldamento, tasse comunali, Ici, tasse rifiuti,  ticket sanità, ecc ) che non sono voluttuarie ma rientrano nelle spese correnti comuni (necessari oggi anni 2020) ad ogni singolo cittadino. 

Riguardo proprio al Veneto bisogna ricordare un punto dolente dell'emigrazione della sua gente subito dopo il dopoguerra verso le miniere del Belgio con la disumana e umiliante legge varata il 19 ottobre 1945. Questa era un'intesa del governo italiano con quello belga  che si impegnava a dare all'Italia, 24 quintali di carbone all'anno per ogni italiano che si recava a lavorare nelle sue miniere, dove nessun belga  ci voleva più scendere. Il governo con il successivo accordo del 23 giugno del 1946 lo ampliò e sottoscrisse l'impegno per favorire l'invio in Belgio di 50.000 italiani.
Il contingente necessario per questo scambio uomini-carbone, fu quasi interamente messo insieme nella popolazione Veneta (in territorio vicentino 23.000).
  

Scesero nelle miniere di Marcinelle a Charleroi affinchè potessimo avere carbone per le nostre acciaierie che andranno a far nascere da lì a poco "il boom"(!) italiano delle auto e del bianco domestico: fornelli a gas, stufe, lavatrici, frigoriferi ecc. ecc.
Ma proprio a Marcinelle in Belgio ci fu nel '56 una catastrofe quando in una enorme esplosione rimasero seppelliti nelle miniere moltissimi, ca. 300 minatori. che tenne con fiato sospeso tutto il Veneto.

E potremmo dire che ogni auto e ogni elettrodomestico bianco
prodotto negli anni del "miracolo" (!?) ,
aveva appiccicato un pezzo di carbone
bagnato dal nero sudore di un veneto
o in quella sciagurata circostanza di Marcinelle
anche bagnate dal loro sangue.

A futura memoria! Per non dimenticare!

 

TORNIAMO PER UN MOMENTO ALLA CRONOLOGIA SULL'EMIGRAZIONE DALL "'ITALIA UNITA" FINO AL 1911

1871 Primo censimento degli italiani all'estero. Lo pubblica Leone Carpi in un saggio Saggio (vedi sotto)
1875 Fondazione della Società per il Patronato degli Emigranti Italiani.
1876 Pubblicazione della prima statistica dell'emigrazione ad opera della Direzione Generale di Statistica.
Il ministri Finali propone una legge, non approvata, di disciplina e tutela dell'emigrazione.
1877 Firma del Trattato commerciale con la Francia.
1878 Presentazione di due progetti di legge DelGiudice, Minghetti, Luzzati per frenare l'emigrazione.
1882 Progetto di legge di Pubblica Sicurezza sull'emigrazione.
1885 Gli Stati Uniti varano una legge che proibisce l'ingresso di immigrati con contratti di lavoro già siglati.
1887 Introduzione in Italia della nuova tariffa doganale protezionistica. Scalabrini fonda la Congregazione Missionaria per gli emigrati.
1888 Decreto presidenziale francese relativo all'obbligo della dichiarazione di residenza in Francia per tutti gli stranieri. La Camera approva la legge Crispi sull'emigrazione (legge n. 5877 del 30 dicembre).
1898 Una legge francese permette agli stranieri di partecipare alle Società di Mutuo Soccorso.
1900 Il vescovo di Cremona, Geremia Bonomelli, istitutisce l'Opera di assistenza degli operai emigrati in Europa e nel Levante.
1901 Legge Luzzati sull'emigrazione (n. 23 del 31 gennaio) e istituzione del Commissariato Generale dell'emigrazione.
1902 Pubblicazione del Bollettino dell'emigrazione.
1904 Istituzione del Consorzio dell'emigrazione temporanea in Europa.
1907 Accordo di Stoccarda: i lavoratori edili italiani possono iscriversi alle organizzazioni sindacali tedesche.
1908 Primo Congresso degli italiani all'estero.
1910 Legge n. 538 per la riorganizzazione del Commissariato generale dell'emigrazione.
1911 Secondo Congresso degli italiani all'estero.

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Ma cos'era avvenuto in questi anni dal 1861 al 1911con l'emigrazione?
(prima di leggere cosa accadde nel Ventennio fascista, e anche dopo nel '36 con la conquista dell'Impero.

Il censimento generale di quel 1861 accertò l’esistenza di alcune comunità italiane, sia nei paesi d' Europa e bacino mediterraneo, sia nelle due Americhe: ed erano pochi gli italiani.....

Francia, 77.000
Germania, 14.000
Svizzera, 14.000
Alessandria d’Egitto, 12.000
Tunisi, 6.000
Stati Uniti, 500.000
Resto delle Americhe, 500.000

Questo nel 1861, ma già intorno al 1870 il movimento assunse la consistenza di un vero fenomeno di massa, raggiungendo una media annua molto alta nel periodo 1869-75. Ma cifre più sicure e fra loro comparabili si hanno solo a partire dal 1876, anno in cui, sotto la guida di L. Bodio, si iniziò a rilevare con una certa regolarità l’immigrazione italiana.


Nei primi anni, ancora disorganizzata e sporadica, l’emigrazione si mantenne intorno ad una media di 135.000 anno-unità di emigrati, diretti in prevalenza verso paesi europei e mediterranei; ma dal 1876, per l’aumentata offerta di lavoro del mercato oltremare, si sviluppa rapidamente l’emigrazione transoceanica e la media annua complessiva raddoppia, passando a 269.000 anno-unità e via via sempre più su. La Francia, seguita a una certa distanza dall’Austria, dalla Germania e dalla Svizzera, erano sempre il primo posto tra i paesi di destinazione dell’emigrazione continentale; ma poi l’Argentina e il Brasile, assorbirono la maggior parte dell’emigrazione transoceanica, ma subito dopo furono sorpassate dagli Stati Uniti verso la fine secolo.

Infatti l’incremento dell’emigrazione transoceanica, in valori assoluti e nei confronti di quella continentale (da 18,25% dell’emigrazione complessiva nel 1876 passa a 47,20% nel 1900). Questo spostamento soprattutto della direzione da America meridionale alla settentrionale, si devono mettere in relazione, sia per le mutate condizioni del mercato del lavoro nei paesi nord americani sia per una più accentuata partecipazione di alcune regioni d’Italia che favorirono e fecero aumentare l’espatrio.

Nei primi anni del Regno - fino al 1876 - erano emigrati soprattutto abitanti delle regioni settentrionali, socialmente più progredite e con una popolazione più numerosa; nelle regioni meridionali, meno densamente popolate, il fenomeno fu per lungo tempo irrilevante, a causa del loro isolamento, ma anche per un tradizionale attaccamento alla terra e alla casa, oltre che per minori necessità economiche, derivanti da una vita esclusivamente agricola e patriarcale. Poi in pochi decenni il rapporto si invertì sia a causa dell’intenso ritmo di accrescimento demografico sia per le poco floride condizioni economiche (in parte dovute alla tariffa protezionistica dell’87, che sacrificò l’agricoltura all’industria) e che non permettevano di assorbire l'eccesso di manodopera che era disponibile a nord ma soprtattutto al sud.

Negli ultimi anni del secolo XIX, la quota fornita all’emigrazione complessiva dall’Italia del Nord diminuì (da 86,7% nel 1876 al 49,9% nel 1900) mentre cresceva quella dell’Italia meridionale e insulare (da 6,6% si passò al 40,1%) e dell’Italia centrale (da 6,7 a 10%).

In questo primo periodo il fenomeno fu lasciato a se stesso (soprattutto agli "scafisti" che promettevano
che oltreoceano vi erano luoghi dove cadeva la "manna" dal cielo). Per arginare questo fenomeno speculativo si varò una legge che cautelava e garantiva le emigrazioni; si crearono organi pubblici, per fornire le necessarie informazioni ai desiderosi di espatrio, si stabilirono norme per l’assistenza sanitaria e igienica, per la protezione durante i viaggi e
nei porti e, successivamente, per la tutela giuridica nell’emigrazione una disciplina con dei veri e propri arruolamenti per l’estero.

Assistita, organizzata e diretta dove maggiori erano le possibilità di occupazione, l’emigrazione italiana, per quanto con andamento irregolare dovuto alle crisi attraversate dai paesi di destinazione, aumentò nei primi anni del secolo XX; la media annua nel 1901-13 sale a 626.000 emigranti e il rapporto con la popolazione del regno, nel 1913 tocca i 2.500 emigranti per ogni 100.000 abitanti, pari a un quarantesimo circa dell’intera popolazione. Ma soprattutto iniziò l’emigrazione dall’Italia meridionale e insulare che si sviluppò, giungendo a sorpassare quella dell’Italia settentrionale: 46% contro 41% dell’Italia settentrionale e 13% della centrale, su un totale di più di 8 milioni di emigranti nel periodo 1901-13.

Ciò spiega anche l’assoluto prevalere, nel periodo, dell’emigrazione transoceanica sulla continentale (il 58,2% contro il 41,8%). Gli emigrati dall’Italia meridionale, prevalentemente addetti all’agricoltura e braccianti, costretti all’espatrio dalla povertà dei loro paesi erano disposti ad accettare qualsiasi lavoro e anche (vendendo ogni cosa in patria) a stabilirsi definitivamente all’estero, nelle terre d'oltremare; al contrario, l'emigrazione dall’Italia settentrionale, più altamente qualificata e, in genere temporanea, era per lo più assorbita dai paesi europei. (ma con l'intenzione di far ritorno in patria).

Tra i paesi di destinazione dell’emigrazione continentale, la Svizzera passò al primo posto superando la Germania, l’Austria e la stessa Francia; poi nell’emigrazione verso paesi d’oltremare esplose quasi subito il primato degli Stati Uniti, dove si diressero, dal 1901 al 1911, oltre 3 milioni di italiani, contro i 951.000 dell’Argentina e i 393.000 del Brasile. Gli alti salari offerti al mercato nordamericano, rispetto a quelli dell'America Meridionale (quest'ultima era per lo più agricola), e la maggiore facilità di impiego e rapidità di guadagni consentita nella grande nascente industria degli Stati Uniti, concorsero a dirottare il flusso dell'emigrazione dall'Italia nel Nord America. (abbiamo già detto 3 milioni in un decennio!!!)

Ma il venire meno del vincolo fondiario in Italia, che legava prima il migrante alla terra, ma anche il diminuito costo dei trasporti navali (per i ritorno) favorirono una minore durata degli emigranti nella loro permanenza all'estero. E quindi molti lavoratori avevano deciso di investire i loro alti guadagni all'estero inviandoli in Italia, prevalentemente in acquisto di terre o in una casa di proprietà per quando sarebbero tornati in patria. Ce ne fu uno che aveva creato quasi un impero in america ; diventato anziano, lasciò tutto ai figli e nipoti e si imbarcò per ritornare a godersi l'Italia, dove anche qui con le tante rimesse di denaro che aveva fatto in 30 anni, aveva creato con i parenti un'altro suo impero. Putroppo non riuscì a goderselo, morì durante la traversata.

Questo carattere temporaneo, che già era dominante nell’emigrazione continentale e che cominciava - come abbiamo visto - ad estendersi anche nell’emigrazione transoceanica, si ripercosse beneficamente sull’economia italiana, perché gli emigrati tornavano, in genere con accresciute capacità di lavoro e di iniziativa, oltre essere muniti di capitali accumulati, già contando di rientrare in patria, molti di loro avevano lasciato le loro famiglie e a queste con l’invio di rimesse, avevano contribuito attivamente al saldo della bilancia dei pagamenti dell’Italia con l’estero.
Inoltre l’emigrazione italiana negli ultimi anni dell’anteguerra era ben diversa da quella avvenuta nell’ultimo venticinquennio del secolo XIX. Non si trattava più di masse prive di appoggio, o emigranti alla ventura in cerca di lavoro, ma di masse guidate e assistite, e capaci a loro volta di contribuire al miglioramento delle condizioni economiche e sociali della patria. L’emigrazione, ritenuta connessa alla struttura economica del paese con il ritmo di accrescimento della popolazione, fu fortunosamente e largamente così incoraggiata e protetta.

In quelle emigrazioni fine all' '80 c'erano stati vaghi interventi politici.

Qualcosina in meglio era eavvenuto dopo gli '80, mentre prima per gli italiani emigrare era stata una necessità. Tuttavia alcuni ceti dirigenti considerarono il fenomeno migratorio un'autentica calamità. I grossi proprietari terrieri, in particolare, vi vedevano sia il rischio di una diminuzione di manodopera oltre una rottura dei patti colonici, sia il pericolo di un crollo demografico che avrebbe conseguentemente aumentato i salari agricoli. In generale si può affermare che a una più netta opposizione della proprietà terriera meridionale fece da contrappeso una più favorevole posizione dei settentrionali, soprattutto del mondo imprenditoriale più attento ai benefici derivanti dalla libera circolazione della popolazione. (questo tornerà ad esserlo poi (e fu una manna) nel 1961 che vedremo più avanti)
In effetti furono favorevoli all'emigrazione solo gli armatori (detti già allora con dispregio "scafisti") per evidenti e diretti interessi economici, ma pure gli industriali manifatturieri e gli impresari in genere. In alcune circostanze, per esempio durante e dopo l'esplosione delle lotte bracciantili seguita alla crisi agraria, gli stessi agrari, pur avversando l'emigrazione in quanto responsabile dell'aumento dei salari, videro alcuni con favore uno sfoltimento della forza lavoro; l'emigrazione in quei casi diventava una insostituibile valvola di sfogo economico e un mezzo per il controllo sociale.

La stessa diversità di valutazione si ritrova nelle posizioni ufficiali delle forze politiche del tempo: opinioni favorevoli e sfavorevoli si fronteggiarono fino alla fine del secolo tanto all'interno della destra storica, naturale portavoce degli interessi della proprietà fondiaria, quanto fra le file della sinistra. Per esempio, i socialisti espressero spesso un giudizio severo poiché vedevano nell'emigrazione un mezzo attraverso il quale i contadini inseguivano quel sogno della "proprietà privata" e individuale della terra, e che essi invece avversavano. (imbevuti dal motto di Proudhon "la proprietà è un furto").
Più consideravano l'espatrio un danno per non poter dar vita a un'organizzazione di classe (proletaria) e di non poter quindi modificare la realtà sociale e politica, dove da questa gli emigrati fuggivano. Ma anche i gruppi cattolici erano severi sull'emigrazione per ragioni etiche e pure miravano come i socialisti al controllo sociale: l'additavano sia come occasione di alcolismo, di dissolutezza, di adulterio e quindi di dissoluzione dell'istituzione familiare, sia come veicolo attraverso il quale l'emigrante poteva entrare in contatto all'estero con le idee socialiste e anarchiche.

Fino al varo della prima legge sull'emigrazione, che avvenne poi nel 1888, prevalse un atteggiamento di diffidenza, puntualmente rispecchiato dall'ordinamento legislativo e dai provvedimenti amministrativi. Varie circolari, emanate nel corso dagli anni settanta in poi, vi é documentato un atteggiamento ostile basato su considerazioni economiche (aumento dei salari) ed etico-morali (dissoluzione della famiglia e dei valori cristiani). L'emigrante era addirittura considerato un soggetto "pericoloso" e il controllo dei suoi movimenti rientrava in una normativa poliziesca di controllo dell'ordine pubblico.

Ma partire proprio dal quel 1888, la grande emigrazione trovò un riconoscimento ufficiale in una legislazione che allineò l'Italia alle politiche migratorie del resto d'Europa. La legge riconobbe per la prima volta la libertà di emigrare - e riconosceva agli agenti e ai subagenti il diritto di reclutare gli emigranti. Ma però non prevedeva un intervento diretto delle forze governative per tutelare gli emigranti stessi, con provvedimenti e istituzioni di assistenza. Allo sbando erano prima e allo sbando rimasero.

Negli anni successivi invece finì per prevalere il fronte unitario di quanti videro nell'emigrazione una valvola di sfogo nei momenti di conflittualità sociale e uno strumento di miglioramento economico attraverso le rimesse. Con la legge del 1901 il Parlamento approvò finalmente un intervento organico destinato a riflettersi su tutta la legislazione successiva. In primo luogo la legge tutelò i momenti iniziali della partenza e del viaggio, vietando l'attività degli agenti, sostituiti dai 'vettori', ossia gli armatori o i noleggiatori. Al fine di meglio coordinare le attività di difesa e di tutela dell'emigrante, il fenomeno migratorio fu classificato nelle due categorie di emigrazione "continentale" e "transoceanica".
Venne costituito un Commissariato dell'emigrazione, organismo tecnico dipendente dal Ministero degli Esteri ma dotato di autonomia finanziaria e del potere di varare una propria legislazione e una normativa. Il Commissariato curò, attraverso l'attività dei Consoli, inchieste e rilevazioni sulle comunità degli italiani all'estero, che si affiancarono a quelle effettuate dalla Direzione Generale della Statistica. I risultati di quelle indagini comparvero regolarmente nel Bollettino dell'emigrazione, l'organo a stampa del COMMISSARIATO.

Ma i risultati furono anche questi inferiori alle attese. L'organizzazione consolare, affidata ad una rappresentanza diplomatica di estrazione sociale prevalentemente aristocratica, si dimostrò incapace di comprendere le vere condizioni e i problemi degli emigranti. A questa carenza si sommava l'assoluta mancanza di interventi di tutela nei paesi di arrivo: la legge non era riuscita a realizzare infatti nessuna forma di negoziazione e nessun accordo che agevolasse l'inserimento della manodopera immigrata nei mercati del lavoro estero. Quelli d'oltreoceano furono del tutto ignorati. Così molti italiani vissero indifesi e senza alcuna tutela della giustizia locale. E cen'era bisogno visto che stavano nascendo delle insofferenza verso chi rubava loro il lavoro ma anche per alcuni casi di malavita.
A causa proprio di alcuni elementi della malavita nostrana, approdata anche in America, e che agivano fuori legge, con furti, rapine, omicidi, nei confronti anche di intere comunità di italiani si scatenarono quelle inferocite locali con esecuzione extragiudiziale che suscitarono orrore. Ve ne furono tante (si parla di oltre un migliaio di queste aggressioni), ma una in particolare é ricordata (quella 1871 a Los Angeles) dove avvenne un massacro di Italiani (fra l'altro innocenti) che è passato alla storia come "linciaggio", una pratica che derivava da una legge fatta anni prima da Charles Lynch che esercitava
la sua giustizia e le condanne a morte senza alcun regolare processo, aizzando il popolo alle immediate bestiali vendette. Una pratica che poi usò anche il Ku Klux Klan per controllare gli afroamericani ribelli ma usato anche verso l'odio antisemitico.

La legge ricordata sopra (vaghe) diede però in Italia, spazio ad altri interventi assistenziali e di tutela che furono esercitate da associazioni private, sia laiche sia religiose. Del resto, la Chiesa si era mossa già (per suoi motivi) a partire dagli anni settanta: la Società di San Raffaele, promossa da monsignor Scalabrini, vescovo di Piacenza, e si era posta come primo obiettivo quello di seguire gli emigranti transoceanici per evitarne la "scristianizzazione". Gli "scalabriniani" si occupavano invece dell'emigrante difendendolo dalla rapacità delle compagnie di navigazione e degli intermediari al momento dell'imbarco, e aiutandolo ad integrarsi nelle città e nelle campagne del paese di arrivo, nonché nella ricerca dell'occupazione.
Un'altra istituzione cattolica, l'Opera per gli emigranti nell'Europa e nel Levante, fondata da monsignor Bonomelli nel 1900, rivolse la sua attenzione all'emigrazione continentale e temporanea. Nell'Opera Bonomelli così come nella Società Scalabriniana è evidente un analogo intento, quello di mantenere la fedeltà alla Chiesa Cristiana combattendo la laicizzazione all'estero.

Ma pure le forze laiche e socialiste alla fine costituirono le loro Società Assistenziali, la più importante delle quali fu certamente la Società Umanitaria di Milano che predispose una rete periferica di segretariati dislocati strategicamente nelle aree di più intensa emigrazione temporanea. Applicando i propri programmi pedagogico-educativi di solidarietà; e anche questa società "Umanitaria" cercava di favorire l'integrazione dell'emigrante.

La scelta di intervenire soprattutto in favore dell'emigrazione temporanea dipendeva dalla considerazione che quella fosse, grazie alla sua composizione prevalentemente operaia, più permeabile agli ideali del socialismo, ma ancora di più dall'assunzione di funzioni di delega del Commissariato ricordato sopra, il quale però si occupò quasi esclusivamente dell'esodo transoceanico.

 

ACCENNIAMO ORA ALLE.....

"migrazioni" IMPERIALI
del Ventennio Mussoliniano
(1936)

LA GUERRA IN ETIOPIA....i motivi
COME E COSA SI CONQUISTO'.....LA NARRIAMO IN ALTRE PAGINI >>>qui >>>

MA POSSIAMO SUBITO ACCENNARE ( anche se criticamente)
A UNO DEI PROTAGONISTI: INDRO MONTANELLI >>>>>

CHE VOGLIAMO ANTICIPARE CON QUESTE 2 PAGINE
QUANDO LUI SCRIVEVA SU "CIVILTA' FASCISTA"
DOVE ESPRIMEVA IL SUO PENSIERO DI..
"conquistatore" ....e che gli piaceva fare la guerra
"ci auguriamo che la guerra non finisca"
e di "razzista"
"con i negri non si fraternezza"
"noi abbiamo una nosta fatale superiorità"
"il bianco comandi"


tutto il resto nelle pagine dedicate INDRO MONTANELLI >>>>>

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Ma a parte queste esternazioni che sono del'36, se abbiamo già accennato il periodo del 2° dopoguerra, dobbiamo anche accennare al periodo appena precedente, cioé proprio a quel VENTENNIO MUSSOLINIANO.

Questo periodo é abbastanza evidenziato nella 1a tabella sopra. Dove nelle emigrazioni del ventennio vi troviamo per la prima volta un saldo non solo a pari, ma in alcuni anni perfino un saldo in positivo.
Significa che l'economia italiana di quel periodo non solo riduceva e tamponava l'emorragia delle forze lavoro giovani verso l'estero, ma fece in modo,  in pochissimi anni di far rientrare anche quelli che prima erano emigrati in cerca di un lavoro che in Italia mancava. Denigrare oggi tutto il ventennio, questo é dovuto solo a motivi strumentali e di parte.


Anche l'avventura in Etiopia - nonostante tante ombre per la sua conquista - fu per i tanti italiani che poi vi emigrarono un periodo florido. Le tante attivita che vi si svolsero trasformarono un paesino come Asmara in un città florida, con strade, palazzi, banche, chiese, commerci vari, e attività di ogni genere, che ancora oggi risulta essere una delle più moderne città in Africa.
Mio padre stesso, che in guerra era sotto proprio a Montanelli (ma lui la guerra la fece per un paio di mesi) poi con Starace ed era anche mio padre stesso (come Montanelli) a capo di Ascari. In Etiopia poi mio padre ci rimase, e con un ingegnere crearono proprio ad Asmara (con 30.000 italiani che vi erano arrivati) una floridissima impresa di autotrasporti. Poi dopo 4 anni, allo scoppio della guerra nel '40, gli requisirono i numerosi camion e lui stesso fu aggregato all'esercito. Come sappiamo finì male. Alla disfatta del '42, dopo El Alamein e Bengasi, nella sciagurata ritirata finì con la resa in Tunisia e fu uno dei 120.000 fatti prigionieri . Fu inviato nei campi di concentamento in Sud Africa in Rodhesia. Da dove fece poi ritorno in Italia solo nel marzo del 1946 !! Perse tutto ciò che aveva accumulato, soldi in banca, camion, capannoni ecc.; un valore di 10 case in Italia !! . Una emigrazione questa costata molto cara. 10 anni di vita buttati via!! Altro che Impero !!! con il famoso motto di Montanelli, "dobbiamo essere dei dominatori", "il bianco comandi"!!. - Dal '40 in poi ci fu la sciagurata guerra, e a comandare in Italia ci furono altri.

La nostra colonia Somalia alla Conferenza di Pace a Parigi, dove si facevano le spartizioni delle conquiste, pur cosciente De Gasperi di accettare l'idea di rinunciare ai possedimenti africani, sperando in un compromesso fece di tutto per indurre le potenze vincitrici a non umiliare l'Italia anche sul fronte coloniale.
Lui sperava in un protettorato sulla Somalia visto i tanti italiani che ci vivevano, ma messa ai voti dei convenuti, la scena fu tragicomica, la Somalia per 1 solo voto fu portata via all'Italia anche come protettorato.
Il tragicomico fu questo: quel voto fu dato dal rappresentante di Haiti, un tipo di cui le personalità più serie di Haiti ammisero, quasi scusandosi, che quella sera "era ubriaco e comunque non sapeva nulla della Somalia e nemmeno dov'era. Altra versione degli stessi fatti è quella data dall'Ambasciatore Tarchiani: "Quel rappresentante, ottenuto un relativamente lauto compenso per cambiare parere all'ultima ora, bevve un doppio whisky ed entrò nell'aula per votare contro.".
La Somalia fu portata così via all'Italia con una vera beffa. Tutti gli italiani dovettero lasciare ogni bene, fare letteralmente fagotto, e solo con gli effetti personali tornarsene in Italia.

 

Ma quel Ventennio fascista commise prima della guerra, dei gravi errori, fin dall'inizio e anche durante tutto il ventennio in Alto Adige. E se all'inizio aveva iniziato a contrastare l'emigrazione in altri Paesi, su questo territorio (dai locali mai considerato Italia) andò a incrementare nuovamente l'emigrazione e l'invasione di italiani proprio in Alto Adige.

FU UNA SINGOLARE EMIGRAZIONE (perfino imposta) per italianizzare tutto l'Alto Adige.
I locali sudtirolesi la chiamarono una "oppressione fascista". E quindi nacque di conseguenza una forte antitalianità. Addirittura ai locali fu data l'opportunità (o meglio dire una "cacciata") "invitandoli", se non gradivano gli italiani sul posto, , di andarsene in Austria lasciando i loro campi e le attività che avevano sul loro territorio nativo; e con una certa arroganza i fascisti sentenziavano "qui siamo in Italia", "qui ci siamo e ci restiamo". E per affermarlo in modo tangibile costruirono in ogni paese, monumenti all'Alpino, oltre imponenti "Monumenti alla Vittoria". (come quello a Bolzano, inaugurato con grande sfarzo ma con attorno gli sprezzanti sguardi degli altoatesini.


( poi proprio questo monumento durante il "terrorismo" degli anni '60
fu più volte il primo ad essere preso di mira dai "bombaroli" per disatruggerlo )


Si iniziarono a dislocare a Bolzano diverse industrie, la Lancia, Le Acciaierie, la Feltrinelli, la Montecatini e molte altre minori; fu costruito nella zona vicina via Resia un villaggio con tante casette di 4 abitazione ciascuna per gli operai, e via via che le fabbriche crescevano e diventavano operative vi emigrarono decine di migliaia di italiani per lo più provenienti dal vicino Veneto.
Nel territorio già esisteva una forte antitalianità per come fu "conquistato" l'Alto Adige". Il motivo era l'invasione del 1918, sempre stata considerata dagli altoatesini una illegittima invasione. Quella che aveva fatto perfino infuriare Wilson a Parigi, che nelle spartizioni di fine guerra non voleva attenersi a quelle previste da Sonnino con il suo "Patto di Londra", che lui lo considerò "carta straccia", "io non l'ho firmato, non c'ero, la guerra l'ho vinta io, quindi le spartizioni le faccio io". L'Alto Adige lui lo voleva "Autonomo" per motivi di lingua, di tradizioni, di stile di vita.

Il fatto increscioso di quella invasione fu questo: si era alla fine della guerra, ma un contingente di soldati italiani che erano sul confine di Ala, per un banale incidente (un cecchino aveva proditoriamente sparato su un italiano) fu dato l'ordine da un comandante locale (senza avvertire il Comando Generale a Padova che già stava firmando la resa con gli austriaci) di superare il confine e invadere il territorio, mentre gli austriaci - con le notizie che già giungevano da Padova da Villa Giusti, consideravano la guerra finita, e già stavano smobilitando senza neppure le armi addosso.

A Trento i militari austriaci prendevano già d'assalto i treni diretti al Brennero per far rientro in Austria. Salendo perfino sui tetti, ignorando che la ferrovia si snoda su decine e decine di gallerie dove poi molti ci morirono asfissiati.
E bisogna anche aggiungere che questa smobilitazione era quasi senza comandanti, la maggior parte di loro, piuttosto anziani erano stati falciati dalla pandemia "La Spagnola". E se in Italia questa aveva provocato a inizio novembre già 600.000 morti fra civili e militari, in Austria i morti erano già arrivati a ca. 2.000.000. Con un numero enorme proprio fra i vecchi ufficiali che erano al fronte. E questo provocò un ulteriore sbandamento delle truppe. (ma anche per seguita Vittoria dell'Italia a Vittorio Veneto . Che quando arrivò la notizia a Padova a Villa Giusti, il Comando Italiano non sapeva nemmeno dov'era questo paesino).

Gli italiani superato quindi il confine giunsero prima a Trento, proseguirono verso Bolzano e giunsero fino al Brennero senza incontrare grandi ostacoli di sorta. Ma lasciandosi però dietro una odiosa costernazione nelle popolazioni locali.
E se già prima vi era una ereditaria antitalianità, la inopportuna invasione contribuì a renderla ancor più marcata e odiosa.

Ma a contribuire maggiormente a quest'odio, ci si mise poi - come accennato già sopra - il Fascismo: per renderlo ancora più marcato, volendo italianizzare e potenziare il “carattere italiano” sul territorio; che in parte riuscì pure come numero, infatti in breve tempo ci fu la massiccia migrazione da altre regioni e se prima nel '18 l'A.A. contava ca, 7.000 italiani, nel censimento del 1961 se ne contavano ca. 130.000, per lo più nella città di Bolzano e nei suoi immediati dintorni.
Questa invasione fascista contribuì a far aumentare la odiosa antiitalianità, al punto che nell'invasione tedesca del '43 dopo la fine del Fascismo, i SudTirolesi si schierarono dalla parte dei nazisti e quando scesero dal Brennero si considerarono "liberati" dall'oppressione italiana (Una Italia che aveva perfino italianizzato i nomi di tutte le loro località, compresi i nomi delle loro montagne, dei laghi, delle valli, e aver imposto anche l'uso dell'Italiano nelle scuole).
Ma terminata la guerra, senza più Hitler alleato, con quel precedente trattato di Wilson a Parigi, pur non avendo concesso la piena autonomia (come lui desiderava) dove lui aveva solo imposto agli italiani che l'avevano invasa una vaga forma di tutela della minoranza tedesca. Che poi dai fascisti come abbiamo letto, fu disattesa e per nulla applicata.

Poi gli italiani finito il fascismo, nel corso del 2° dopoguerra ripresero la dominazione del territorio, accentuando ancor di più l'antitalianità, per lo più nella città di Bolzano e i suoi dintorni. Ma non nei paesini delle numerose valli, dove vi erano solo alcuni carabinieri e nelle scuole qualche maestra di italiano. Non ben accetti perché imposta. Quindi una antitalianità sempre presente proprio nella valli. E proprio qui - nelle valli - nacquero, si organizzarono e operarono i "bombaroli".

Mirando a quella Autonomia che voleva instaurare Winson nel 1918 il rancore - pur caduto il fascimo - via via nel successivo dopoguerra aumentò e sfociò poi appunto negli anni '60 con il "Terrorismo Antoatesino", con i numerosi attentati (in un giorno solo furon ben 300, su centrali elettriche, piloni, ferrovie, caserme di carabinieri, e in particolare nei vari paesi i monumenti all'Alpino e alla Vittoria italiana).

Sul terreno i terroristi lasciavano manifestini con inviti molto espliciti. "Italiani se volete vivere morire andate via!".

Io personalmente, uscito dai Paracadutisti nella Scuola dei Carabinieri Sabotatori di Viterbo, fui inviato proprio a Merano, e qui per oltre 4 anni nella ostili valli tirolesi dovetti contrastare l' antiterrorismo altoatesino.

E non fu questa una passeggiata turistica. Oltre a non dormire sereno, nelle ricognizioni nella valli, giravo sempre con scatolette di detonatori in tasca, per far brillare quelle cariche di esplosivo messe dai bombaroli e che erano rimaste inesplose.

Poi finalmente - per una pacifica convivenza - dopo 10 anni di terrorismo, l'Italia solo il 20 gennaio 1972 concesse l'AUTONOMIA che nella pratica si fondò su quell’Accordo di Parigi voluto da Wilson nel 1918.
E non indifferente sono tutt'ora i vantaggi ottenuti, visto che il 90% delle entrate delle tasse rimangono in Alto Adige, e solo il 10% vanno allo Stato Italiano. Ma ciononostante ci sono in giro ancora cartelli dove si dice chiaro e tondo "qui non é l'italia"; con in prima linea la figlia di quel KLOTZ, il capo del terrorismo ("il martellatore") che noi dell'antiterrorismo avevamo dato la caccia in Val Passiria dove lui abitava con la moglie e 6 figli, a San Leonardo. (che fra l'altro era anche il paese nativo di Andreas Hofer, il capo dell'insorgenza tirolese già nei primi anni dell'800.

Pur con tanti privilegi ottenuti, ancora oggi, quel passato di Hofer e di Klotz non è stato cancellato.
Si vedono in giro molte manifestazioni antiitaliane, guidate proprio dalla Klotz con il suo motto: "Il sud Tirolo non é Italiano"

Ma i compromessi in Italia sembra che non manchino mai.....
visto che alle elezioni di Bolzano, per prendere voti
nelle liste del PD renziano vi era la Boschi.
Che prima nel 2014 andava
all' "attacco della autonomia" anche in Trentino,
poi 4 anni dopo, in Alto Adige reclamizza con la Klotz
"Insieme per l'autonomia"

Che dal suo manifesto elettorale lo dice anche in tedesco.

FINE

RITORNIAMO ALLA EMIGRAZIONE ITALIANA
CIOE' A QUELLA DEL DOPOGUERRA (già in parte accennato più sopra)

Per non accentrare ma decentrare
l'immigrazione interna al Paese, una legge cancellava quella emanata durante il fascismo proprio sull''emigrazione interna (che - salvo quella fatta in Alto Adige - non era fatta male), ed era quella che diceva a tutte le autorita locali e agli organi di polizia municipali e nazionali .... "chi non ha una casa e un lavoro non può fare il vagabondo o il disoccupato in un'altra città della nostra penisola. Ma deve essere allontanato dalle autorità locali con un foglio di via".
Ne abbiamo già scritto sopra, ricordando questa famosa "Legge Fascista" abolita appunto nel 1961; e fu proprio questa a scatenare "l'emigrazione selvaggia" dal Sud al Nord in quelle città che non avevano le strutture idonee a riceverla. Ma fecero orecchie di veri "mercanti", i mercanti del lavoro del basso salario per favorire e far aumentare il capitalismo in Italia, che anche questo diventò "selvaggio" fino a quando, per le ostili rivendicazioni
sindacali sui salari si scatenarono delle sommosse verso chi invece voleva fare il cosiddetto "crumiro" e non voleva scioperare.

Famosa quella dell'anno '80, con la marcia dei 40.000 a Torino, che volevano tornare al lavoro, umiliando così il pretenzioso sindacalismo che ne venne poi fuori con le ossa rotte. Anche perché per l'alta tensione e per proteggere questi "arrabbiati" "crumiri", che nonostante i picchetti erano rientrati in fabbrica, fu dislocata la forza pubblica e si minacciava pure di far intervenire l'esercito per permettere il ritorno in fabbrica dei contestatori, visto che i "padroni" per rivalsa facevano o le serrate o peggio ancora licenziavano.
Già a maggio la Fiat aveva messo in Cassa d'Integrazione 75.000 dipendenti, innescando un braccio di ferro con i sindacati e anche col Governo. Che proprio il quel momento stava valutando di cedere l'Alfa Romeo ai Giapponesi in piena espansione nel loro settore auto. Ovviamente non gradito alla Fiat. Fino al punto che Agnelli si dimette per protesta, lasciando la direzione a Romiti. Che lui a luglio fa chiudere gli stabilimenti per ferie, ma che poi al rientro 14.469 operai trovano a casa la lettera di licenziamento. MOTIVO: il mercato è saturo. Ma é solo una messaggio al Governo che sta per firmare la cessione dell'Alfa alla Nissan Giapponese. La Fiat vuole rimanere la monopolista dell'auto, non vuole concorrenti in casa. Al limite é disposta facendo "beneficenza" ad acquistare lei (ovviamente a prezzo di favore) l'Alfa.

Il 27 settembre Cossiga in Parlamento stava votando la fiducia per la cessione dell'Alfa ai giapponesi, ma per un solo voto fu respinta; 298 NO - contro 297 SI - mancò 1 voto. Motivo: un parlamentare era assente perchè era andato al WC !!
Si disse che era una farsa, ma intanto la Fiat era salva!! Ma non ancora contenta!
.
A TORINO COMUNQUE SI FESTEGGIO'. Gli operai che erano entrati in sciopero ad oltranza su indicazione dei sindacati, smisero di farlo, ignorarono i loro picchetti e tornarono a lavorare senza il loro consenso.
Ma anche 40.000 colletti bianchi impediti ad entrare negli uffici, il 14 ottobre scesero uniti in piazza e sfilarono in città al grido "vogliamo tornare al lavoro". Ci furno tensioni, si chiese l'intervento della magistratura, delle forze dell'ordine e perfino dell'esercito, per contrastare le violenze dei picchetti dei sindacati che si ostinavano a sbarrare gli accessi in fabbrica. Sono guidati da LAMA, BENVENUTO, CARNITI che però sono coperti di insulti, di lancio di monetine. Per il sindacato fu una disfatta!!
Vi era stato anche l'intervento di Berlinguer per appoggiare l'occupazione della Fiat, ma fallì anche lui clamorosamente.

Si stava forse formando una "mina" vagante?. Un conflitto aperto (armato?). Una guerra civile con le masse di lavoratori e impiegati? Sono manifestazioni strumentalizzate e guidate in segreto dai poteri forti? Forse per disfarsi rendendo odiosi i sindacati? Per mettere alla porta i comunisti?
Lasciamo a voi questa risposta. Ma era nata la "Maggioranza silenziosa" senza l'appoggio dei sindacati.


Indubbiamente a Torino con questi accadimenti vi è stata una "nuova svolta" neoliberista, lo Stato fin d'allora potrà giocare in difensiva per alcuni anni, ma nulla potrà fare contro una economia liberista che lo stato non può più controllare. I politici dovranno cedere in fretta (o nell'ombra o dentro le sue segreteria) potere e funzioni a varie entità industriali e private a cui non interessa la ridistribuzione e ripartizione del reddito nazionale, interessa solo il proprio tornaconto. Quindi la nascita di questi nuovi poteri dimostra che il problema politico più importante nei successivi anni, non sarà come moltiplicare la ricchezza del paese, e come distribuirla a una larga fascia di cittadini, ma come fare a evitare che l'intero profitto vada solo a un gruppetto di una trentina di persone, lasciando milioni di italiani solo a subire e a guardare questi eventi impotenti.

Infatti l'inizio fu sordo ad ogni logica nazionale. Intanto inizia già UNO ad avere già in mano tutta l'editoria, l'ALTRO sta scalando con la sua televisione quella di Stato, ALTRI ANCORA monopolizzano la produaione di auto, le gomme, l'acqua minerale, la pasta, il latte, i dolciumi, i supermercati, i trasporti, le telecomunicazioni, l'energia elettrica, il petrolio ecc. ecc.
Sono poco più di 30 i padroni delle grandi imprese industriali che non faranno la ricchezza di un paese, faranno solo la ricchezza di 30 di loro, che nel selvaggio liberismo sono anche liberi di trasferire le loro impresa dove a loro conviene, in qualsiasi momento, spesso dopo aver pagato il Paese la loro crescita (con le svalutazioni - 6-7 volute dalla sola Fiat per vendere all'estero le sue auto, paralizzando in italia proprio l'importazione di quelle estere che venivano così a costare un 40% in più). Oppure gli stessi ricevendo incentivi governativi a spese della collettività, con i salvataggi, e perfino la detrazione dalle tasse dei costi di ricerca e di progettazione, o di quelli pubblicitari e quelli di marketing, questi tutti in Italia ma con i prodotti fatti all'estero fra l'altro con manovalanza a basso prezzo. Poi hanno pure il coraggio questi cinici di vendere i loro prodotti in Italia. (Ma questo modo di operare nei successivi anni lo faranno e lo vedremo
sempre di più).

Il problema del nuovo millennio, a livello nazionale (ma anche mondiale) dipenderà quindi dalla restaurazione dell'autorità dello Stato, se ne sarà capace e avrà ancora potere per riorganizzarsi con intelligenti politici.
Se tutta la ricchezza è appannaggio di una quota molto ristretta di soggetti che spesso hanno più convenienza a produrre all'estero, e hanno
con le tecnologie estromesso una larga fascia di salariati dal ciclo produttivo locale , aumenterà la povertà nel paese (con la disoccupazione) oltre l'inefficienza dei servizi (perché non ci saranno risorse) e non saranno certo le grandi multinazionali ad assicurare un minimo di reddito alla popolazione. E' una cosa che a loro non li riguarda. Anzi per salvaguardare la "propria impresa" (spesso nata o salvata con i soldi pubblici) ci diranno che sono "costretti" a produrre e operare in altri paesi. (E che questo è il "libero mercato").

NON DIMENTICHIAMO CHE PROPRIO L'ANNO 1980 ERA STATO IN ITALIA UNO DEI PIU' TENEBROSI.
Un anno da dimenticare !

Terremoto a Bologna (Strage alla stazione)
Terremoto in cielo ( Strage di Ustica - DC 9)
Terremoto in economia (compare la stagflazione)
Terremoto nelle banche (scandalo Italcasse)
Terremoto in Sicilia nella DC, ammazzato Mattarella
Terremoto nel commercio (" la ricevuta fiscale")
Terremoto nei prezzi (inflazione al 23 per cento)
Terremoto in America (Reagan travolge Carter)
Terremoto in Russia (L'Est si sta sgretolando - Polonia)
Terremoto in Italia nella Politica (franchi tiratori)
Terremoto a Torino (40.000 "ribelli" in marcia)
Terremoto e scandalo nel calcio (partite truccate)
Terremoto-vero Campania-Basilicata - 3000 morti
Teeremoto nell' INAM- nascono i Serv Sanit.Naz
Terremoto in Parlamento Cossiga si dimette
Terremoto nelle TV RAI . Nasce Canale 5 di Berlusconi
Terremoto dentro i terroristi ( parlano i pentiti - Peci & C)
Terremoto; l'unico evitato ! (morto Pecorelli - lui non parlerà più)

Tuttavia a Torino tornò la calma in quell' anno '80 - ma a quel punto gli industriali cambiarono strategie. In un primo momento - alleggerirono le forze lavoro interne dislocando presso lavoratori privati (i "terzisti") che non avendo problemi sindacali, potevano lavorare anche 24 ore su 24 con figli, madri, nonni tutti impegnati notte e giorno a fare dei singoli pezzi con macchinari forniti dalle stesse aziende - date in capitolato). Si pensi che solo al Torino i "terzisti" erano diventati 20.000. E la stessa Fiat che prima dava lavoro a 250.000 dipendenti, in breve tempo scese a 100.000.

Ma diventati anche questi "terzisti" "onerosi", si escogitò un'altra strategia - visto che i prodotti si potevano fare all'estero a bassi salari si iniziò una dislocazione degli stessi centri produttivi soprattutto quelli manifatturieri in altri Paesi. In breve tempo alcuni maggiori marchi italiani - questa volta sono loro a emigrare all'estero - non pagano nemmeno le tasse in Italia. Il prodotto "Made in Italy" "viene pensato" in Italia anche dentro un monocale, ma sia la produzione come le vendite vengono fatte nei Paesi esteri.
E i nostri attenti politici cosa dicono? Quello che dicono i produttori che "lo fanno per allargare il loro libero business".

Ne ricordiamo alcuni di questi marchi, ma la lista è in continua ascesa.
Con le relative conseguenze economiche in patria

forse presto l'Italia la acquisteranno e la caricheranno in blocco
con le sue opere d'arte, i porti con le navi comprese, aeroporti con aerei compresi,
autostrade caselli, grill compresi ecc. ecc.
e forse perfino il Colosseo, la Fontana di Trevi, che oggi con i mezzi che ci sono
si possono smontare e ricostruire ex novo dove si vuole.
Verso paesi ex poveri che stanno ora diventando mostruosamente ricchi

Ci si è messa anche la Chiesa ad andare all'estero !! Una San Pietro è già stata costruita in Africa
in Costa d'Avorio, ad Yamoussoukro - che é il 90% di religione islamica
(con i soldi (e all'insaputa) delle umanitaria offerte dei fedeli italiani

E' oggi la chiesa più alta e la più grande del mondo, più della stessa San Pietro;
la cupola raggiunge i 153 metri.
Pochi lo sanno: ma è meglio non farle sapere....certe operazioni "disastro"
Fu consacrata da Papa Giovanni Paolo II, il 10-9-1990
Ma da allora è rimasta sempre un "monumento in un deserto".
Senza Papi, Cardinali, Vescovi, monache e..... ne si vedono fedeli in giro.
Dall'alto così vuota, sembra un giocattolo-costruzione Lego
Un vero e propria "disastro" costato molto caro.
(Solo nel 2015, terminata una guerra civile di poveri
vi è stata una manifestazione religiosa cattolica nella piazza, fra le colonne del Bernini.
Nell'occasione erano poco più di 300.000 (più che altro curiosi). A Roma é la folla di 2 giorni.

Per chi lo ignora questa Costa d'Avorio non è un paesino nella foresta dell'Africa
Ha 6 milioni di abitanti con un litorale balneare che é 5 volte più grande di Rimini !!


non solo, ma possiede un enorme polo industriale, chimico e petrolifero enorme.
Dove dominano già i miliardari che danno vita in città a una ricca classe alta e media.


Anche se esistono nelle periferie baraccopoli di centinaia di migliaia di poveri

Questi poveri livoriani "islamici" ora immigrano in Italia e a Roma
pensano di prendersi fra non molto la San Pietro originale, per farci una moschea.
Anche se per momento li hanno convertiti a cristiani, perché utili ai tanti "Fratelli" in arrivo,
dove troviamo il Papa che gli bacia perfino i piedi.

del resto a fare proselitismo "per le persone pensanti" italiane
c'è anche AVVENIRE, che invita a leggere il Corano, "l'essenza dell'Islam"

Sembra che Prudhom avesse ragione, quando diceva "la proprietà é un furto"
Il Papa ultimamente ha detto: 'Il diritto alla proprietà privata non è intoccabile"
Insomma una bella "Patrimoniale" ci starebbe bene.
All'unisono con il "rosso" Renzi che memore degli slogan di una volta dei "proletari"
eppure é molto amico delle banche (vedi MPS)

--------------

ADESSO TORNIAMO UN PO' INDIETRO, Quando in Italia arrivò nel 2000 L'EURO.
MONTI uno degli artefici, si affrettò a dire ......

Monti iniziò a cantare .....VITTORIA !!

ma più tardi ammise.....
"ABBIAMO FATTO UN ENORME REGALO ALLA GERMANIA.
NOI ABBIAMO SVALUTATO LA LIRA DEL 600%.
https://scenarieconomici.it/romano-prodi-leuro-e-un-enorme-regalo-alla-germania/

di giorni ne sono passati ca. 7000,
e con il 600% di svalutazione non è stato per l'Italia una via "in-rose" ma cosparsa di "crisantemi"
FORSE ANCHE NEI PROSSIMI ANNI CON I GOVERNI "miracolosi"
E CON LE TANTE PROMESSE CHE IL PAESE SAREBBE CAMBIATO.
LA SITUAZIONE DOPO 20 ANNI E' CRITICA

LE CRISI ci sono state una dopo l'altra? Macchè !!

Infatti le correnti di pensiero sono diverse, anche nella stessa Confindustria
Il "super euro" come il "calo euro" ,
che o alto o basso è sempre un "problema".... drammatico in entrambi i casi

se l'Euro era basso é un problema....


se l'Euro era alto il problema é drammatico


alla fine le piccole imprese hanno detto "copiamo la Cina"
o aiutiamoli ad aprire la "Via della Seta" visto che sono già arrivati in Grecia.

E non solo loro, ma perfino gli Artigiani al loro Convegno Nazionale a Padova
hanno omaggiato gli intervenuti, con dei "cadò"....
ERANO TUTTI FABBRICATI IN CINA !!!
( un aiuto ovviamente anche alle piccole imprese artigiane della Cina )

Quanto alle crisi, ci dicevano - "c'è crisi a causa dell'aumento del costo del petrolio".
Nel 2002 Il Presidente della Conf. Amato: diceva come sopra:
"L'Euro debole è un problema drammatico
perchè tutti i prezzi delle materie prime (in primis il petrolio) li acquistiamo in dollari".

Ma è proprio così ? Qualcosa non quadra !!

Nel 2002 costava 28 $ a barile che quindi al cambio erano 33, 32 euro ( 64.512 ex lire )
Nel 2004 (31 dic.) costava molto meno a barile che al cambio erano 29,72 euro (57.574 ex lire)
La "favola" dell'aumento del costo del petrolio dove sta? Semmai lo paghiamo meno con gli euro!
Noi non seguitiamo forse a pagare il petrolio in dollari? che è vistosamente calato !!!
I dollari per ogni barile sono tanti ma solo perchè il dollaro è vistosamente calato !!!
(basta la semplice aritmetica e non la oscura matematica finanziaria per capirlo!!
Sono solo trucchetti dei nostri economisti.

E' un trucchetto gia fatto da Berlusconi quando inviò in tutte le case
il curriculum della sua persona e del suo governo berlusconiano:
per vantarsi dei suoi interventi economici riportava i salari in dollari (e non in lire) ,
così figurava agli italiani - con il dollaro basso - che gli stipendi erano aumentati.

Poi nella vera crisi è seguito tutto il resto, allarmante, critico

già a partire dal 2003

nel 2004

ma arriva ancora lui...nel 2006.....

Prodi che era diventato lui Primo Ministro (23-4-2005 - 16-5-2006)
(dopo le dimissioni del 2° e del 3° Gov. Berlusconi
(11-06- 2001 -23-4-2005) - 23-4-2005 - 16-5-2006)
ci furono non solo serie incomprensioni
ma anche delle tensioni sopra le righe più forti del normale

poi Berlusconi dovette dare le dimissioni sostituito proprio da Prodi
(ancora vivo perché il killer di coraggio non era stato trovato (16-5-2006 - 8-5-2008)
Ma due anni dopo
ritornò ancora lui (8-5-2008 - (poi ancora dimissioni) 16-11-2011).
Ma nel corso del suo mandato non mancarono le tante favolose promesse fatte agli italiani.

Durante il suo Governo, nella trasmissione Matrix del 10 febbraio,
il presidente del Consiglio Berlusconi citando alcune riforme (??!!) attuate (??!!) dal suo governo,
dice ridendo che "solo Napoleone ha fatto di più". (!!!!!!!!!!!)
Poi il 12 febbraio, durante una cena elettorale di imprenditori ad Ancona
- si corregge: ''Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo (!!!!!!!!!!!) della politica,
una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti.
Così dovete fare anche voi imprenditori''.
(e accenna al sacrificio nei Caraibi.... )
"Per le imprese in difficoltà, adotteremo l'idea di un mio amico
che ho incontrato sul suo panfilo nei Caraibi:
per far ritornare la sua azienda ad essere competitiva
ha invitato i dipendenti della sua azienda a lavorare qualche mese senza stipendio.
Gli operai hanno subito risposto con gioia al suo appello".

Così l'amico ha potuto continuare a fare le vacanze ai Caraibi sul panfilo,
e ad incontrare il suo amico Sivio.
Mentre gli operai nelle sue fabbriche lavoravano gratis con..... "gioia" !!

( Questa sarebbe l'idea di una delle sue "napoleoniche" (riforme !!!! ) o "miracoli di "Gesù".

Infatti già sul Messaggero 04/04/1995 avevo detto
"vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio.


e le parodie non mancarono nelle riforme
e con i riproposti vecchi politici - arrivarono i miracoli di "gesù".

ma non tutti sono d'accordo.....

ma qui come ottimismo supera se stesso..


Non sopporta i comunisti, da' alle stampe un libro che ricorda i loro crimini.
(Di Courtois: "Libro nero del comunismo" con i 100 milioni di crimini commessi, e vi si narra "che mangiavano i bambini")

Poi il
16-11-2011 darà le dimissioni.

ma alcune citazioni nel corso del suo mandato non possiamo dimenticarle
tutte "miracolose", "divine", "ottimistiche"

"La crisi non è così grave" (20/01/2009) - "La crisi non è così tragica, sono i media che esagerano" (07/03/2009)
"La crisi è solo psicologica" (03/05/2009) - "Crisi di qua, crisi di là, dovremmo chiudere la bocca
a tutti questi signori che parlano di crisi" (Giugno 2009)
- "La crisi è alle spalle, è iniziata la risalita, ma è lenta" (11/03/2010) -
"Crisi? Segni inducono all'ottimismo" (19/05/2010) - "Sulla crisi sono ottimista" (23/05/2010)
"Crisi superata grazie a scelte giuste ( !!!!!! ) del governo" (29/09/2010)

Durante il suo Governo TREMONTI, era ministro Economia-Finanze
dove ha ripromesso le stesse cose del 2001

Ma nel febbraio 2009 da Santoro, Tremonti se ne è uscito con queste frasi:
"''cosa consumi se non arrivi a fine mese?''
in netta contraddizione del suo "Gesù" che va dicendo in TV:
"... LA CRISI? UNA MODA PASSEGGERA.....NOI SIAMO UNA ECONOMIA FORTE...
I RISTORANTI SONO PIENI...I POSTI DELLE VACANZE IPERPRENOTATI.....
"


Poi Tremonti sempre da Santoro ha perfino sgomentato:
"Le formulette matematiche non servono
per risolvere la crisi qui bisogna riscoprire la Bibbia.''

CAPITO?? Siamo messi bene!
imprese in crisi, disoccupati, pensionati, call centeristi
pregate, pregate, pregate e leggete e riscoprite la Bibbia.

Tremonti dopo il febbraio, fa il Frate Indovino. E ci voleva poco nel farlo.
«Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008".
Il che è tutto dire».
Noi ce ne eravamo già accorti senza essere ministro dell'economia!!

Dopo le dimissioni di berlusconi brevi governi di bravi "politici pensanti"
MONTI (GOVERNO TECNICO) 16 Novembre 2011 - 25 Aprile 2013

poi gli succede
ENRICO LETTA 25 Aprile 2013 - 22 Febbario 2014 (dà le dimissioni)

ed eccoci alla novità
viene eletto uno di sinistra
MATTEO RENZI - 22 Febbraio 2014 - ma poi il 7 Dicembre 2016 darà le dimissioni

Ma tuttavia fece parlare molto di se'
anche quando si presentò come un antieuropeista
osteggiando alle spalle tante bandiere tricolori, ma non quella della UE

Il 14.11.2016 alla sua conferenza stampa a Palazzo Chigi
Renzi usò toni duri con l’Europa sui soldi da spendere, e si presentò
eliminando alle sue spalle la bandiera europea, prendendo le distanze dalle sue istituzioni.
Alla faccia degli art. 6 e 7 del Decreto del Pres. D. R. del 7-4.-2000,
che obbliga l’ esposizione nei Parlamenti della bandiera europea.
Renzi paradossalmente (!!!!) incassò applausi dal Front National di Marine Le Pen
.

https://www.facebook.com/watch/?v=10154974977456896

 

Ma poi proprio al Parlamento Europeo
fece dichiarazioni anche lui molto ottimistiche sull'Italia,
alla "berlusconiana" anche se poco credibili
baciando perfino le mani alla Merkel

Ma poi ebbe un "FACCIA A FACCIA", in TV DA MINOLI:
"Confesso: Talvolta sono troppo cattivo, un po' arrogante e talvolta impulsivo".

E concluse: "In questa intervista non ho detto neanche una bugia" >>>>>>>>>
GLI ITALIANI GIA' LO SAPEVANO


Non era nemmeno questa una bugia, per arricchirsi bastava tornare alla MPS . Un affare !!!

ERA IL 16 GENNAIO 2016 !!
il 4 DICEMBRE si fece il suo REFERENDUM
oggetto la cosiddetta riforma costituzionale Renzi-Boschi,
diretta a modificare sotto vari profili la seconda parte della Costituzione.
( a qualcuno sembrò un "plebiscito" stile Mussolini).
REFERENDUN fallito. Da' le dimissioni dal governo
sostituito da GIUSEPPE CONTE

(ne parleremo più avanti)

Stavamo arricchendo così tanto che nello stesso (suo) 2015, siamo precipitati al penultimo posto
(al 143 mo) dei governi più inefficienti del mondo, un calo vistoso perfino nel turirmo)
QUALCHE ANNO FA IL "BEL PAESE" ERA AL 1° POSTO NEL TURISMO MONDIALE
(avevamo anche un ministro del Turismo!!! Ma é andato pure lui in vacanza ai Caraibi)
ERAVAMO AL 1° POSTO, OGGI SIAMO AL 5° E PRESTO ARRIVEREMO AL 6°,
e prestissimo ci passerà davanti anche l'Africa Nera, l'Arabia e la Cina (già vicina......)

Oggi le mete attuali dei "Tour turistici" dei ricchi é - la inesistente fino a ieri - Dubai.
Con 3,5 milioni di abitanti (3 volte Milano) in forte crescita e dove oggi si fanno grossi affari.
(anche questa sembra una estemporanea giocosa costruzione Lego)

NELLA SITUAZIONE DI OGGI, PER CHIUNQUE, A DX COME A SX, NON SARA' PROPRIO FACILE CORREGGERE LA ROTTA, SALVO RICORRERE A PROVVEDIMENTI DURI E MOLTO IMPOPOLARI - CONTRO i "pretestuosi" FASCISTI! (basta essere all'opposizione e sei subito bollato "fascista".

O invece a correggere la rotta saranno proprio i duri "POPOLARI"?
Ricordiamoci che "il popolo anche irrazionalmente certe volte fa quello che vuole"

"E chi crede di poter trattare gli esseri umani come le formiche,
non solo non conosce gli umani ma nemmeno conosce le formiche".
(Granit, Neuroscienziato)

Si va avanti alla carlona. Con degli spot mediatici surreali.
Previsioni? Fra dieci anni forse se si farà (a ns. spese) andremo a passeggiare sull'inutile ponte dello stretto di Messina. Fra venti anni ammirermo le inutili costruite centrali nucleari (noi l'energia la prendiamo dalle centrali vicine della Francia). E viaggeranno sulla TAV solo i 10/15 milioni di stranieri d'accatto (e ci manca ancora che sbarcano i Turchi (sono oltre 70 milioni di abitanti) e l'Italia diventerà una "riserva" degli italiani, come gli indiani d'America.
E Dio ci salvi dalla Nigeria. Sono già 200.000.000 di abitanti. Nascono 5 milioni di bambini in un anno, quanto in Italia in 10 anni !!!!! . (a fine secolo la Nigeria con l'attuale tasso di natalità avrà 800 milioni di abitanti).

 

I politici si sono arricchiti con i loro "datori di lavoro" non col "popolo" che anno dopo anno l'hanno semmai ipotecato con il DEBITO PUBBLICO. ABBIAMO AIUTATO PERFINO LE BANCHE DOVE SI SONO PRIMA ARRICCHITI GLI STESSI "BANCHIERI"(!?) CON I SOLDI DI IGNARI INVESTITORI O PUBBLICI, POI SE NE SONO ANDATI A DUBAI A DIVERTIRSI.


Nel 2020 siamo arrivati a 2.530.000 miliardi di Debito P.
e forse con l'epidemia si correrè presto verso i 3.000 000 miliardi.

Con anche "la legge non è uguale per tutti" perché il cittadino non è più sicuro nè in casa e tantomeno fuori.
Vedi, violenze, stupri, rapine in ville, omicidi, sopraffazione, fatta da gente senza un lavoro, senza un reddito, e che vive nella più completa povertà, indigenza. Un operaio italiano l'hanno arrestato perchè in un supermercato si era messo in tasca 4 mele 5 noci per sfamarsi. Ma se avesse avuto l'immunità politica avrebbe potuto rubare l'intero Supermercato.

Ma questi politici dove vivono e come vivono? Risposta: nella indifferenza, nel menefreghismo, nella demagogia. Loro oltre il lauto stipendio e le pensioni d'oro, hanno la scorta e vivono tutti a spese nostre. Blindati, hanno proprio paura del "popolo sovrano" e dei "populisti", e lo sanno benissimo che il popolo o giovane o vecchio é "incazzato nero". Eppure non smettono di fare.... e alimentare il terrorismo mediatico .
E' inutile aspettare che i "parassiti" gli anziani "non produttivi" si suicidano per il bene del Paese, perdete ogni speranza, non lo faranno mai! Io ho 85 anni, sono ancora attivo, e quasi quasi mi metto a fare l'antico mestiere "l'antirerrorismo"!!!


il 7 dicembre 2016 nonostante un patto con Berlusconi (Nazareno)
RENZI dà le dimissioni, sostituto prima
il 9 Dicembre 2016 da PAOLO GENTILONI
poi dal 1° giugno 2018 da GIUSEPPE CONTE.

Ma durante il suo governo - secondo alcuni, pur senza alle spalle le bandiere della UE viste sopra - la piena accettazione di una sovranità di governo della BCE c'é stata. Ma una sovranità sull'Italia però, mica sulla Germania !!
Lui ha perfino omaggiato la Merkel
con un baciamani.

E' difficile che 17 Paesi rissosi come sono quelli Europei ... (figuriamoci in Germania !! - sarebbe come mettergli la "camicia di forza" ) ... che rinuncino al loro potere di formulare e correggere le proprie leggi di bilancio.
Questo può succedere solo in America, ma quegli Stati sono "uniti" da oltre 200 anni !!!! E hanno la Federal Reserve. E hanno la Yellen !!! (ne parleremo qui sotto, visto che sta per ritornare )
Noi siamo ancora agli staterelli medioevali; perfino nella stessa Italia ci sono 4-5 che pensano a dividerci per tornare autonomi come la Lombardia e come anche il Veneto, mentre nel Sud qualcuno vuole tornare perfino ai Borboni.
Ma nello stesso tempo alcuni sono anche (umanamente) favorevoli a una invasione di stranieri.

Forse hanno dimenticato
che i veri lombardi
in Lombardia
sono nemmeno il 30%,
e più della metà
sono anziani "improduttivi"


il resto sono immigrati
stranieri
che Sala dà loro sempre
il suo caloroso
benvenuto, offrendogli anche i pranzi collettivi oltre ...
una "orgogliosa sicurezza e accoglienza"......

 

..... e Sala pensa come la Boldrini,
velata e già integratasi
in quella che sarà la prossima Italia,
con il nuovo stile di vita di tutti noi,
anche nel vestire.
Addio minigonna e scollature sexi
fino all'ombelico.
In uso e di moda saranno presto i "veli"
forse neri come le nostre bigotte nonne.



Ma intanto nella stessa Milano di Sala (e non proprio in una zona nascosta)
sembra di essere sotto e sopra nella stazione di Torino degli anni '60.
Vi erano allora gli "stranieri" "terroni" (non erano stranieri) che non potevano nemmeno
entrare nei bar dove mettevano dei cartelli "vietato entrare ai cani e ai meridionali"-

DA NOI E SOLO NEL 1998 CERTE LEGGI SONO STATE FATTE
MA QUESTA VOLTA PER L'IMMIGRAZIONE STRANIERI
(non gradite a molti, oltre che essere molto vaghe per gli anni 2000 e successivi anni.
la LEGGE 189/02 (legge BOSSI-FINI) del 1998 >>>>>>

.
In Veneto
- che una volta erano loro a emigrare -
ora con i "vecchi improduttivi"
come in Lombardia,
con il pauroso calo di nascite
fra poco sarà tutto in mano straniera.

Recentemente alle iscrizioni di una scuola elementare padovana, su 24 scolari vi era 1 solo italiano !!!

E dove vivo io nel veronese lo è già il 50-60%.
( fate un piccolo calcolo demografico: fra 10-20 anni chi guiderà il Veneto ???? - Non la Moretti ma i "Moretti".


oppure... visto che come dice la Kyenge "Siamo l'italia, Siamo l'Europa"
Ho fondato "POTENZA AFRO-ITALIANA
avremo gli uomini per la sicurezza fatta con gli immigrati
Uniamoci e "faremo un "NUOVA RESISTENZA" verso gli Italiani razzisti, cattivi, fascisti
Poi con i Porti ancora più aperti
"ci facciamo un partito" ed "entriamo in Parlamento"

"Siamo l'Italia" - "Siamo l'Europa"

avranno pure il Papa a benedirli e a baciargli i piedi

e già qualcuno si prepara per il nostro bene
a "zittire gli altri" chiamati tutti "razzisti"

vinceremo ....!!!! vinceremo !!!

anche Renzi é contento.... vi è un tripudio di bandiere rosse
che porteranno voti alla "sua" sinistra

al Papa gli hanno già donato la "Falce e Martello"
QUALCUNO
LO CHIAMA GIA' "IL PAPA MARXISTA"
E GLI PIACCIONO ANCHE I "PESCIOLINI" ("rossi"?)
Per il momento farà indossare la mascherina, pure questa "rossa"

"nel bimillenario Colosseo e nella Basilica oggi vi sono "luci nuove"
e come dice anche "Avvenire" di "Persone pensanti"

con il Corano "che illumina il cammino dell'uomo"
(by Leoluca Orlando)

ma vi é anche un'alternatiìva....

 

 

TORNIAMO UN PO' INDIETRO

Perché Renzi diede le dimissioni.
7 novembre 2016

Un Referendum costituzionale (o plebiscito?) fallito.
Il Senato resta!

Da bravi italiani siamo riusciti a complicare oltre ogni immaginazione il corso delle riforme politiche anche con un netto NO al Referendum. Non si abolisce più il Senato ma questo diventa non si sa bene che cosa. Ma in fondo si trattava di un fatto secondario rispetto alla nuova legge elettorale che innovava e spazzava via la tradizionale frammentazione politica e dava la possibilita a un governo di governare. Ma questo lo si diceva solo.

Gli elettori erano stati chiamati a votare sulla riforma costituzionale ma con il sottinteso di votare quella elettorale che - se votata con un SI sarebbe stata forse cambiata, ma non si sa bene come e da chi.

Il dibattito diventò surreale perche si parlava di governabilita contra la rappresentanza delle minoranze che sarebbero state oggetto dello Italicum e non della riforme istituzionale,

Quello che invece gli elettori hanno però percepito benissimo è che la riforme erano personali - di Renzi - e che il NO avrebbe forse portato alla sua caduta; si sono così regolati di conseguenza dando un negativo giudizio su Renzi.
Ma non solo loro, molti politici si erano schierati allo stesso modo. Cosi sono stati per il NO la sinistra tradizionale, quelli emarginati dal PD, la destra (che prima lo aveva anche concordato), la Lega e, come al solito, i grillini, Anche se pare difficile che tutti questi abbiano avuto o hanno analoghe vedute istituzionali.

23 dicembre 2016

La sorpresa del referendum

Renzi era forse partito bene cercando un accordo con la opposizione, come il singolare "Patto del Nazareno" con Berlusconi (i grillini però non vollero partecipare). Ma in seguito l’accordo venne meno perchè Berlusconi lo vedeva quel referendum solo un mezzo di Renzi per prendersi da solo il potere (lui che - forse in cambio dell'appoggio - vagheggiava perfino una riabilitazione giudiziaria); mentre la sinistra PD l'accordo l'ha visto come una contaminazione diabolica.

Ma certo Renzi a quel punto non poteva più rinunciare: è andato avanti col suo progetto contando sul fatto che la voglia di cambiamento degli elettori sarebbe andata al di la' dei partiti, con un voto anticasta insomma (contro quell’accozzaglia che non vuole mai cambiare per mantenere il suo potere ).

Ma poi la prospettiva si è rovesciata: e poichè Renzi comunque era al governo da 2 anni la gente cominciò a identificare la casta in lui stesso. E votando contro ha cercato in ogni modo di tornare al tema proprio del referendum con un NO.
Nei momenti di crisi è impossibile prevedere movimenti di masse che non si riconoscono più nei tradizionali punti di riferimento. Ricorderei esempi storici (rivoluzione francese, russa, nazismo) o di attualita (Trump, Hofer Siryza, AFD).

Renzi con il risultato megativo del referendum si è poi dimesso.
Aveva detto "se perdo mi ritiro dalla politica, IO non sono come tutti gli altri"
Ma poi è diventato Senatore, proprio lui che voleva abolire il Senato !
- in più non essendo "come gli altri" - ha perfino fondato un suo partito che da allora nei numerosi sondaggi non è mai oltre il 2-3%. Una non preventivata sconfitta sia nel Referendum come anche nelle sua ottimistica speranza di avere al suo fianco nel SUO partito tanti "amici" e tanti "compagni". Macché, perfino i suoi toscani gli hanno girato le spalle infastiditi per queste azioni di governo staccata dal paese, e come elettori gli hanno detto no sia al referendum che al partito.


Ma non andiamo oltre perchè come al solito nella sinistra - fin da quando fu fondato il PCI nel '21, ci sono diversità di vedute, scismi, spaccature plateali, compromessi e subito dopo altre spaccature seguite da altre spaccature. E ne vedremo presto anche delle altre, non a quintali, non a chili - ma attualmente - in una sinistra fatta da "etti". Senza una convincente linea politica, ma proni ai "compromessi" impensabili solo qualche anno fa.

Alcune polemiche di Renzi, sono molto sterili, ma che si rifanno guarda un po' alla "casta" ("io non sono come gli altri"). E lo vediamo recriminare su tutto, impegnato a spazzar via proprio "gli altri", ma solo perché lui si sente di essere "altro" che ha il "valore della dignità". ed é quindi é alla ricerca di spazio e visibilità per i suoi temi. I rimpasti li vuole tutti i santi giorni, ma lo fa solo perché lui, vuole personalmente entrare nel governo. Per poi varare le leggi e modificare la Costituzione, e quindi salvare se stesso anche con un piccolo partito come il suo, senza linee ideologiche programmatiche. E lo potrebbe anche fare, perché "gli altri" sono confusi, privi di guide serie e di prospettive credibili, che dicono SI dove dovrebbero dire NO, e l'incontrario, solo per acconciarsi a fare "mediazioni" per salvare la propria poltrona.

Ma è forse una prospettiva che attrae gli italiani verso questi destini? Lascio a voi giudicare. Quel che è certo è che ne vedremo ancora delle belle, in un Paese che è stato in questo 2020 devastato dalla pandemia, economicamente, ma che ha anche seminato inquietitudini nelle famiglie per le paure dello (strombazzato) contagio, mentre i politici - soprattutto quelli locali nei loro cortiletti - sembra che interessa a loro solo le aperture delle proprie discoteche, dei propri campi di calcio, dei propri campi di sci, e di tutti quei settori imprenditoriali più o meno loro amici.

 

ECONOMIA - STATO - UN FUTURO POCO CHIARO

Draghi parla sempre di "riforme strutturali" e "Cessione della sovranità". Ma pochi capiscono cosa sono:

lo capisce.......

Un cittadino comune: solo l'1%.
Gli Imprenditori: solo il 5%.
I Politici locali: solo il 6%.
i Politici a Roma: solo il 10%.
E chi ne ha veramente capito qualcosa, afferma che occorreranno 25/50 anni per farle. E che servirebbe per farle un "duce"!


Io credo proprio (dopo la caduta di Renzi e ora forse anche del suo successore ) che sia poi LUI - Draghi - il.......
Prossimo Presidente del Consiglio o Presidente della Repubblica Italiana.
Garanzie?: Dipendono da chi è ottimista o pessimista. Il suo curriculum per qualcuno é una garanzia per altri invece é preoccupante: troppi i rapporti con gente che in qualche modo spesso criticava l'Italia per la sua politica finanziaria oltre che politica. Anche nella stessa BCE dove poi é approdato va dicendo:
"Le nazioni devono cedere la loro sovranità". - La politica forse non serve più". "Appartenere ad una "comunità finanziaria unica " porta a cedere la sovranità".


Lui é stato Governatore della Banca d'Italia, Direttore generale del tesoro, Presidente del Forum per la stabilità finanziaria, Presidente del Consiglio della stessa, Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, Vice Chairman e Managing Director di Goldman Sachs (dov'era perfino azionista). Lui fra l'altro non aveva risparmiato critiche sulla manovra finanziaria del governo Berlusconi nel 2008; poi diventò Presidente del Financial Stability Forum, infine nel 2011 é diventato Governatore della Banca Centrale Europea.
Ma dove oggi è subentrata la Lagarde
(Ma se in Italia ci sarà la sua scelta, ci diranno che é "per salvare la Patria", e con chissà quali altre mire, in tal caso se sceglieranno lui alcuni ci diranno anche qui che é "per salvare non solo l'Italia ma la stessa Europa")

(Ma - nel frattempo - la Merkel cosa dice? Gli lascerà acquistare titoli pubblici a suo piacimento?).

(Lei ha i ricordi dello spettro dell' iperinflazione della Repubblica di Weimar, dove stampavano moneta a palate).
Ma anche in Italia oggi ci sono sempre nuove euro-banconote BCE ( firmate da Draghi ). In TV seguitano a farci vedere le rotative sempre in funzione per stampare a "palate" gli Euro.
La BCE stampa tanta moneta che farà presto aumentare la liquidità dell' Euro. Una montagna !!!!
Draghi ha forse imparato dalla sua amica ebrea in USA Janet Yellen.

((((((((( Quello che sarà forse il nuovo Presidente Usa, Biden, sta facendo il "colpo grosso" . Vuol nominare la Janet Yellen Segretario del Tesoro, la donna più potente del mondo!!! Le Banche e la Borsa festeggeranno alla grande. Una nomina che farà forse tremare Trump e tutta la sua personale imprenditoria. Ricordiamoci che quando Ford osò esprimere dei giudizi pochi simpatici verso gli ebrei, lui dovette precipitosamente fare marcia indietro e scusarsi se non voleva andare sul lastrico. Motivo: tutte le banche ebree il giorno dopo minacciarono di non garantire le sue necessarie operazioni bancarie. Che avrebbero chiuso tutti i "rubinetti" del credito alla Ford.
La minaccia fu molto chiara. L'avrebbero distrutto. Mandato sul lastrico.
Ed anche Trump oggi alla brutta notizia ha avviato subito la transizione che porterà all'insediamento di Biden.
I dubbi sul voto in Michigan, Pennsylvania e Nevada, sono spariti !! Hanno tutti confermato i voti a favore di Biden,
La borsa ha festeggiato la nomina ed è subito salita )))))))))).

La Yellen è un personaggio con un pedigree insuperabile. Gradita anche ai democratici. Una delle donne più potenti del mondo. Il marito Akerlof nel 2001 ha vinto il premio Nobel per l'economia. Prima - nel 2004 - era la consigliera poi nel 2010 la vice, nel 2014 la Presidente della Federal Reserve. Ed é lì che si stampano i Dollari.
Lo ha insegnato anche a Draghi.

lui ha imparato e sa come si fa !!!

e da lei - dalla Yellen - ha imparato anche la Merkel....

(che fra l'altro ha una banca privata ignorata da tutti
ma che può stampare anche moneta).

La "solidità" degli USA delle riserve auree, sono sempre state le rotative che stampano dollari come i giornali (50.000 fogli/ora. 5 milioni di banconote ora, che se sono di 50 dollari fanno la somma di 250 milioni ora, 2,5 miliardi in un giorno, 75 miliardi in un mese, 900 miliardi in un anno).
( noi nella UE italiana li stiamo imitando, le rotative ce le fanno vedere girare ogni giorno, tutti i giorni in TV).
Nel '71 svincolando il dollaro dalla convertibilità in oro, gli USA da allora, hanno continuato a stampare denaro, senza una base “solida”, cioè... sull'aria fritta, cioè sulla carta. Nel '71 le riserve auree di tutto il mondo erano di 200.000 tonnellate di oro. Oggi il corrispettivo in oro di tutti i dollari che girano per il mondo ammonterebbe a 75.000.000 di tonnellate di oro. (ho scritto milioni!!!) L'oro oggi é invece la carta !!! Cioè aria fritta!!

Ma anche la Merkel ha i suoi assi nella manica proprio con la carta.
4 funzionari tedeschi, ognuno dei quali in rappresentanza di una delle quattro banche centrali nazionali, hanno chiesto alla Bce di tornare a riprendere le decisioni in materia di politica monetaria in un’ottica collegiale. Ora la Lagarde é filotedesca; la Leyen pure, come la Merkel che sarà forse la prossima al Consiglio europeo. Un tris che fa poker !!!

Questo strano Poker può partire all'assalto tedesco verso la Bce. La Merkel ha intenzioni di tornare al Marko. Le sue mire?:.... far perdere valore all'Euro e poi fagocitarlo. Se lo può permettere. La Germania é il vero pilastro della moneta unica, e non c'é niente di strano che la Merkel stia pensando di scaricare l’Unione Europea con i "suoi" Marki.

Sarà anche un bufala ma intanto se ne parla.... https://www.money.it/La-Germania-sta-stampando-Marchi
Presto allora saremo sul lastrico? Dovremo vendere Porti, Aeroporti, Spiagge, Isole, e perfino le intere Dolomiti dell'Alto Adige (molto spesso la Merkel vi soggiorna, a Solda, gli piace molto l'Alto Adige); e non per niente qualcuno in Germania sta già pensando di riprendersi proprio il ricco Alto Adige. Poi diranno i nostri "servili" politici - .... "dall'A.A. che è a totale autonomia, noi non ci ricaviamo mai nulla; quindi....ben venga! Incassemo della moneta ".
In Germania se concluderanno brinderanno col Prosecco italiano che lo pagheranno meno di una minerale.
Ed alcune importanti città tedesche dicono che ci starebbero bene le nostre opere d'arte nei loro importanti musei. Che in Italia sono sprecate. Nei musei italiani si vede sempre meno gente. E quella poca che ci va, non ha una cultura museale (che è anche "Storia"), soprattutto quelli in età giovanile. A scuola non hanno mai insegnato cos'è l'Arte, con l'A maiuscola! Noi che possediamo musei - per citarne uno - come quello al Palatino, quasi sconosciuto agli italiani, e che è il più importante del mondo, con quello del vaticano e quello del Louvre (che però è ricco solo per le spoliazioni fatte in ogni angolo d'Europa).

Ma sulla moneta vi è anche una singolare curiosità (anche preoccupante): in Germania pur uscita con una montagna di debiti dopo il disastro della guerra, si era tenuta (zitta zitta) la Banca Centrale (KfW -La Kreditantalt fur Wiederaufhau) che era, ed é ancora oggi privata, e che - zita zitta - ha conservato una sua facoltà - potrebbe emettere moneta senza limiti. Potrà fare quel che vuole quando un giorno (dalla Yellen ha imparato) si metterà a stampare i "suoi" EuroMark. Forse si comprerà l'Italia e il resto d'Europa.
Ricordiamo che la Bundesbank tedesca è la maggiore azionista della Bce. E la stessa la BCE (Banca Centrale Europea) è stata creata dai privati prendendo a modello proprio..... la Bundesbank. Ma nessuno ha mai accennato all'esistenza di questa KfW (la Kreditantalt fur Wiederaufhau). - Forse si può capire meglio ciò che ha detto la Lagarde insediandosi alla BCE "Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni").
Capito? "altri strumenti e altri attori".

Ma a stampare moneta (per salvare l'Italia) ci sta pensando anche un nostro carissimo imprenditore politico,

che é di nuovo in "campo".

Ha la sua casa editrice dove oggi con la crisi si stampano pochi libri, le rotative sono spesso ferme, ma le stanno già riscaldando, bisogna farle lavorare, e quindi questa è la sua "pazza idea", "stampiamo moneta". "Quella che a me é sempre piaciuta tanto, e penso piace anche a voi. ---- Basta!... andare in Europa a chiedere le elemosina con il piattino in mano".
https://www.lastampa.it/politica/2012/06/01/news/berlusconi-ecco-la-mia-pazza-idea-br-stampiamo-l-euro-con-la-nostra-zecca-1.36466851

la mia immagine sempre sorridente e giovanile sulla banconota sarà rassicurante .....
torneremo alle 500, poi anche alle 1000 della amata indimenticabile moneta dei nostri padri

che in loro onore chiamerò Berl-ira

 

CHI ADERI' ALLA MONETA UNICA

A parte l'INGILTERRA dove anche se non ha aderito all'Euro, ha conservato la sua Sterlina, loro ne hanno fatto a meno degli EURO, ma paradossalmente Londra è rimasta il fulcro del mercato degli Euro-Dollari. La sua Borsa è la più importante d'Europa e rimane il centro bancario internazionale più diversificato; e lì che si fanno le maggiori trattazioni.

Ma perché anche la SVIZZERA NON HA ADERI' ALL'EURO? (la risposta può essere illuminante).
La Svizzera, come sempre nella storia, si è sempre difesa bene mantenendo il suo status. Non ha aderito alla moneta unica, ma l'Euro si è rivelato sempre vantaggioso e non solo per il settore turistico svizzero. Perché tutti negozi e praticamente anche tutti gli hotel accettano pagamenti nella valuta europea. Questo perché i Paesi della zona euro hanno continuato ad essere i principali paesi che non sono solo dei "turisti" che guardano i panorami svizzeri, ma sono anche quei turisti che hanno i portafogli e spesso anche le valige piene non più di Lire ma di Euro. O con oscuri giri bancari.
(io ho un figlio ingegnere informatico, molto esperto in programmi di sicurezza informatica delle banche, che opera da alcuni anni proprio in Svizzera in un gruppo che cura numerose banche svizzere e anche russe. In Italia sono invece molto indietro sulla sicurezza. Per essere apprezzato nel suo lavoro - visto che abbiamo parlato fino ad ora di emigrazioni" - ha dovuto emigrare anche lui.

Ancora oggi la Svizzera è uno dei Paesi con una solvibilità elevata. Si é pure vista attribuire da tutte le agenzie di rating, la nota «AAA», la migliore !!! soprattutto grazie proprio alla sua ammirabile politica finanziaria. Le sue istituzioni sono solide, il livello di vita è elevato, le banche ben capitalizzate, il franco svizzero ha una buona reputazione a livello mondiale, le politiche economiche e fiscali sono prudenti, le sue istituzioni sono solide, il livello di vita elevato, le banche ben capitalizzate, così il franco svizzero ha quindi una buona reputazione a livello mondiale e, infine, le politiche economiche e fiscali sono solide e prudenti. Riguardo al tasso di indebitamento è moderato, basso, comunque subito solvibile. Merita insomma (ripetutamente) le 3 AAA di tutti i rating, che è la nota massima.

Guardiamo invece ora il nostro debito pubblico.
Secondo quanto comunicato dalla Banca d'Italia al 30 settembre 2020 oggi sfiora i 2.583 miliardi di euro. Si tratta del nuovo massimo storico. Nel 2019 il debito pubblico era di 2.410 miliardi.
Rammentiamo che questo è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri - quali individui, imprese, banche o Stati esteri che sottoscrivono un credito al ns. Stato acquistando obbligazioni o titoli di stato. (in Italia BOT, BTP, CCT, CTZ). E che servono a noi che li emettiamo a coprire il ns. fabbisogno monetario.

 

Ma chi ha creato il ns. debito pubblico italiano ????
Il debito pubblico italiano ha oggi superato in valore nominale i 2.583 miliardi di euro,
la sua incidenza sul prodotto interno lordo é enorme.
È un fardello che condizionerà le scelte di politica economica per i prossimi anni.
Che fin da ora non è per nulla prevedibile con la pandemia in corso.


Tuttavia qui sotto vediamo in che anni si è formato, e sotto la responsabilità di quali governi.
- - -
(gli anni precedenti al 2000, sono già tutti convertiti in euro (in milioni)

Anno - Governi
Inflazione
Debito
Rapporto debito/Pil
       
1970 --- Rumor, Colombo
5,1%
14.285
40,5%
1971 --- Colombo
5,0%
17.585
45,7%
1972 --- Andreotti
5,6%
22.008
52,2%
1973 --- Andreotti, Rumor
10,4%
27.499
54,0%
1974 --- Rumor, Moro
19,4%
34.361
53,2%
1975 --- Moro
17,2%
43.205
58,4%
1976 --- Moro, Andreotti
16,5%
52.909
56,8%
1977 --- Andreotti
18,1%
64.063
56,6%
1978 --- Andreotti
12,4%
81.810
61,5%
1979 --- Andreotti, Cossiga
15,7%
98.632
60,6%
1980 --- Cossiga, Forlani
21,1%
118.038
58,0%
1981 --- Forlani, Spadolini
18,7%
146.410
60,1%
1982 --- Spadolini, Fanfani
16,3%
186.961
65,0%
1983 --- Fanfani, Craxi
15,0%
235.520
70,3%
1984 --- Craxi
10,6%
284.825
74,4%
1985 --- Craxi
8,6%
346.005
80,5%
1986 --- Craxi
6,1%
401.499
84,5%
1987 --- Craxi, Fanfani, Goria
4,6%
460.418
88,6%
1988 --- Goria, De Mita
5,0%
522.732
90,5%
1989 --- De Mita, Andreotti
6,6%
589.995
93,1%
1990 --- Andreotti
6,1%
667.848
94,8%
1991 --- Andreotti
6,4%
755.011
98,1%
1992 --- Andreotti, Amato
5,4%
849.920
105,0%
1993 --- Amato, Ciampi
4,2%
959.713
115,1%
1994 --- Ciampi, Berlusconi
3,9%
1.069.415
121,2%
1995 --- Berlusconi, Dini
5,4%
1.151.489
120,9%
1996 --- Dini, Prodi
3,9%
1.213.508
120,2%
1997 --- Prodi
1,7%
1.238.864
117,5%
1998 --- Prodi, D'Alema
1,8%
1.255.415
114,3%
1999 --- D'Alema
1,6%
1.282.605
113,1%
2000 --- D'Alema, Amato
2,6%
1.301.121
108,6%
2001 --- Amato, Berlusconi
2,7%
1.360.228
108,3%
2002 --- Berlusconi
2,4%
1.371.595
105,4%
2003 --- Berlusconi
2,5%
1.397.371
104,1%
2004 --- Berlusconi
2,0%
1.449.606
103,7%
2005 --- Berlusconi
1,7%
1.518.556
105,7%
2006 --- Berlusconi, Prodi
2,0%
1.587.781
106,3%
2007 --- Prodi
1,7%
1.605.126
103,3%
2008 --- Prodi, Berlusconi
3,2%
1.671.001
106,1%
2009 --- Berlusconi
0,7%
1.769.255
116,4%
2010 --- Berlusconi
1,6%
1.851.252
119,3%
2011 --- Berlusconi-Monti
2,7%
1.907.392
120,8%
2012 --- Monti
3,0%
1.988.363
127,0%
2013 --- Letta (28.4.13--21.2.14)
1.2%
2.067.000
132,6%
2014 --- Renzi (feb. '14)
0,2%
2.134.000
132,4%
2015 --- Renzi (dic '16)
0,0%
2.170.000
132,6%
2016--- Gentiloni (dic '16...
0,1%
2.285.254
134,80%
2017--- Gentiloni (...giu '18
1,2%
2.328.697
134,10%
2018--- Conte (giu '18...)
1,1%
2.380.306
134,80%
2019--- Conte (al 30/9/20)
--?--
2.583.000
-----??-----

dove arrivarono .....i migliori "maghi" ?

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ORA SIAMO ALLA PANDEMIA DI QUESTO 2020
( non è che l'informazione ha fatto del suo meglio )
Anzi alcuni mettono i titoli sul loro giornali Web
che con ansia tutti vorremmo leggere
ma una volta cliccato il titolo trovi l'invito a pagare e fare l'abbonamento

Ti dicono "L'INFORMAZIONE COSTA..... BELLEZZA "

 

spesso noi scopriamo qualcosa su i giornali del passato
e facciamo dei raffronti con quelli odierni dei vari media
ma vi è sempre qualcosa che non ci convince

esempio raffrontando quella del 2018
(che sembra nessuno ricorda e c'erano anche allora i giornali)

o quella '69

MA OGGI COME STANNO VERAMENTE LE COSE?

POI SI LEGGE QUESTO...........

VORRESTI SAPERE QUALCOSA DI PIU' DALLE FONTI ISTITUZIONALI
IMPOSSIBILE !!!!! VANNO SOLO SUI GIORNALI DOVE DEVI PAGARE
(e che sono poi 3, tutti allneati al "pensiero comune" che è in alto
SE VUOI SAPERE DOVE, COME E QUANDO PUOI USCIRE
O COME PREVENIRE E PROTEGGERTI DEVI PAGARE !!!!
E MATTARELLA QUESTA LA CHIAMA "INFORMAZIONE".

ci sono poi quelle notizie inquietanti /queste invece le scrivono in chiaro)
che però queste ci allarmano

sentiamo dire "ci mancano posti letto"
ma scopriamo che nel 1981 erano più del doppio disponibile
ma a chi sono stati venduti? ai privati ?

Ci ribelleremo? Ma con chi? Coi vecchi?
Per qualcuno questi vecchi "hanno stufato" .
"Stiamo solo rovinando la vita ai giovani".

Infatti grida la signora, ma ricordatevi che anche per i giovani politici che "pensano"
forse dietro la loro porta c'é il Covid "amica" della "Signora" che porta solo LEI la "Corona"

E HO TROVATO ANCHE L'ORIGINALE PER I "PENSANTI"

O forse quei giovani che resteranno amplieranno le carceri - in divisa o senza - per metterci dentro altri giovani intolleranti, contestatari, bollati tutti fascisti, o chiuderanno in casa gli ultimi scampati "vecchi improduttivi" e sempre dissidenti del governo; e le cassandre o i negazionisti, li confineranno nelle isole; ma anche il bio-testamento e l'eutanasia sarà molto utile e forse verrà perfino incoraggiata per quelli che osano ad arrivare a fine mese, che pur sfamandosi con la Caritas, hanno fame già nella seconda settimana.
Va bene l'ottimismo, ma affidarsi solo alla provvidenza e alla Bibbia è un po' poco. Eppoi se dobbiamo affidarci solo alla provvidenza (COME NEI SECOLI BUI?) allora che cosa ci stanno a fare i politici, soprattutto quelli che dicono come quelli sopra appena visti, che "pensano", fanno anche loro le "cassandre" o si trasformano in "profeti biblici" - come afferma Tremonti , "leggete la Bibbia!". O come il Papa che dice "Pregate, Pregate, Pregate".

(E VA ANCHE DICENDO IL PAPA PROPOSITO DELLA TANTO DISCUSSA PATRIMONIALE: "Il diritto alla proprietà privata non è intoccabile" . Sembra di ascoltare Prudhom "la proprietà é un furto". Ovviamente "toccare" le proprietà degli altri, si può, escluse ..... (casa, palazzi, istituti religiosi altri adibiti ad alberghi, ecc, ecc. ) le proprietà della Chiesa, che è esente dall'IMU.
Sembra dire che nsomma una bella Tassa Patrimoniale ci starebbe bene. E' all'unisono (soprattutto quando é vestito di rosso) con il "rosso" Renzi quando una volta il suo ex partito era "proletario". Ma adesso stona visto che da qualche tempo invita a fare (ai proletari? ai poveri?) investimenti con quelle banche (che vengono risanate proprio dallo Stato, cioè da tutti noi) come una MPS.
Non per nulla che a Roma ai Parioli votano a sinistra e nelle periferie proletarie votano a destra. Che per la sinistra sono tutti dei "fascisti".


I giovani italiani (anche di sinistra e non solo "fascisti") hanno invece capito cosa devono fare..............."mettere le ali "

Avvertono da qualche tempo una minaccia alla nostra cultura, alla nostra identità, un malessere esistenziale in un luogo che non è più una Patria ma un territorio dove molti - senza un nome e da qualsiasi parte provengono - possono approdare - all'inizio anche protetti da una parte politica che da loro vuol prendere voti - poi alcuni si integrano da noi e possono anche fondare un Partito come il "Moviement African Power" ("potenza degli africani italiani"). "Presto saremo in Parlamento"!
Con questa prospettiva quale potrà essere il destino dei giovani in Italia? Quella di essere comandati da stranieri?

Alcuni intraprendenti quelli che si contraddistinguono dagli altri giovani italiani che guidati vanno nelle piazze a cantare "Bella Ciao" ma privi di idee, questi altri hanno invece veramente voglia di fare, sgobbando, e hanno detto "Ciao Italia" e sono andati all'estero, all'inizio anche per lavori umili (come abbiamo visto fare ai nostri emigranti del passato) pur di iniziare a far qualcosa in un Paese meno asservito.
E come i tanti che abbiamo visto sopra emigrare in Brasile, non li rivedremo mai più. (mio figlio compreso, che ormai da 10 anni, ingegnere d'informatica (oggi un grosso esperto nella sicurezza bancaria) oggi é all'estero dove poi ha visto le proprie competenze riconosciute, e guadagna il triplo rispetto a un suo collega in Italia sottopagato).
Il paradosso è anche questo: alcuni stranieri venuti in Italia che hanno ottenuto la cittadinanza voluta dalla Bellanova sono volati pure loro all'estero.

La ministra Bellanova che voleva dare la cittadinanza a 600.000 stranieri, ha fallito. L'hanno richiesta solo ca. 100.000
e solo ca, 10-12.000 quelli che lavorano nei campi. Si vede che la Bellanova ignora che lì ci sono i "caporali" che se i loro faticanti prendessero la cittadinanza, come farebbero poi a sfruttarli pagandoli in nero? Oppure non ha indagato abbastanza chi sono questi stranieri - giovani di un'altra generazione - che non hanno niente a che fare con la precedente usati nei campi.

Perfino gli stranieri più svegli e anche più acculturati, non approvano che i loro genitori si integrano, loro si sentono altro rispetto alla società che li ospita; per tradizione e per cultura loro si sentono in un mondo estraneo e non faranno mai parte nè vorranno subire la subalternità di chi li ospita. Un giorno ho parlato con alcuni di essi, che ho anche aiutato ed anche più volte invitati a pranzo, mentre- fra l'accattonaggio e altro - frequentavano l'Università di Padova. Non certo considerandomi un "razzista" affabilmente mi hanno elencato cosa hanno fatto gli arabi in passato fin dall'anno 1000. Quante esperienze, tecnologi e cultura, hanno riversato a coloro che - con le Crociate - li volevano distruggee e cacciare dalle loro terre, e che tornati sconfitti hanno poi potuto - quella cultura - riportare in occidente. Perfino Dante, quando scoprì la letteratura araba approdata in Sicilia, disse che finalmente anche in Italia poteva iniziare la vera letteratura.

Quindi non meravigliamoci se loro che non ci sono nati in Italia, sono nelle stesse condizioni di alcuni nostri giovani che pur nati in questa Italia, oggi hanno pure loro difficoltà di relazioni e vane sono le ricerche di autoaffermazione, sono (rispetto a un nostro glorioso passato - romano e rinascimentale) pure loro in crisi di identità e con la futura prospettiva perfino di un vuoto esistenziali. Ecco perché se ne vanno via. Di certo non fanno parte di quei giovani che vanno a fare i canterini nelle piazze e che quando alcuni se parlano non solo dicono nulla, ma offendono chi non è votato a quel nulla.
Cosa voglio dire con questo dopo aver citato sia i giovani stranieri come i nostri ? Che l'arma più potente di una bomba é la cultura, che i giovani colti sono in grado di ragionare e orgogliosi delle proprie radici che qualcuno vuole estirpare.

De resto sappiamo il perchè la scuola la si è lasciata ieri come oggi in condizioni precarie. "Guai se gli italiani pensano"
Già nel 1894. Il Min. P.I. Guido Baccelli nel fare la nuova "Riforma della Scuola" aveva affermato....
"... bisogna insegnare solo leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze in una unica materia di "nozioni varie", lasciando spazio al maestro, mentre per le donne rivalutare il più nobile e antico insegnamento, quello dell'educazione domestica; e mettere da parte infine l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti sono guai!".

 

I GIOVANI CHE HANNO LASCIATO L'ITALIA IN QUESTO ULTIMO DECENNIO

SONO 247.900 IN QUESTI ANNI 2009-2017
(ma 117.000 nel solo 2018, e da questa data fino al 2020 altri 182.154
(Istat,16 lug 2020)
(ma si prevede un altro boom con la pandemia in atto)

così distribuiti per Regione

REGIONE -- NUMERO --PERCENTUALE -- MEDIA SU 1000 ABITANTI

Lombardia 45.400 ----18,30% ----23,4
Sicilia 25.700 ---------10,40%---- 20,6
Veneto 23.300 --------9,40% -----24,3
Lazio 21.600---------- 8,70% -----18,5
Piemonte 18.100------ 7,30%----- 21,9
Campania 18.000----- 7,30% -----12,1
Puglia 14.800--------- 6,00%----- 14,8
Em.Romagna 14.60--- 5,90%----- 17,9
Calabria 9.600 --------3,90%----- 19,7
Toscana 9.100 --------3,70% -----13,2
Sardegna 8.600 -------3,50%----- 22
TN AAdige 8.500---- 3,40% ------38,2
FR.-V..Giulia 6.600 ---2,70% -----28,7
Liguria 6.400---------- 2,60%----- 23,4
Marche 6.000--------- 2,40% ----19,5
Abruzzo 4.800-------- 2,00%----- 16,8
Umbria 3.400--------- 1,40%----- 20
Basilicata 1.500------- 0,60%----- 11
Molise 1.300---------- 0,50%---- 18,3
Valle d'Aosta 600 -----0,20% ----24

TOTALE ITALIA 247.900 - media 19,5% dei giovani di oggi
(ma nel 2018 altri 117.000 e da questa data - come visto sopra - altri 182.1545 - in forte aumento )

Cosa ci potevamo aspettare?
Io nel 1985, con il Prof. Magnifico
(padre dell'elettronica in Italia, fondatore della relativa scuola a Vicenza....
(dove venne fuori anche Federico Faggin, l'inventore del Microprocessore (ma negli USA)
..... e anche fondatore di una Fiera dell'Elettronica a Vicenza)

Insieme mettendo i mie primi computer a disposizione
volevamo illustrare con una dimostrazione cos'erano i computer
in una Scuola Magistrale, dove si preparano i futuri insegnanti.
Ci trattarono piuttosto male, perfino umiliandoci....
""Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo, (!!!???)
del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale;
con quella figurativa (del computer) ci si potranno fare al massimo solo i giochi,
e forse, passata la moda, neppure più quelli!"".

E perfino un giornalista (forse era presente) si accodò
gli dava fastidio la insistente pubblicità che io facevo - scrisse:
"Caro Franco, lei legge troppa fantascienza; sopravviveremo anche senza i suoi miracolosi computer"
.

TUTTA QUESTA GENTE NON AVEVA CAPITO NIENTE !!!! NE' DOVE VIVEVA!!

ERA IL 1985 !!!!!
e da quei corsì magistrali, così preparati i futuri insegnanti, sono poi usciti alcuni studenti di oggi.
(che però possono mangiare, vestirsi bene, andare al mare o a sciare, andare negli stadi o per il calcio o per i concerti,
con i soldi dei padri e dei nonni, o sono figli di quei 150.000 che hanno stipendi pubblici)
L'Istruzione l'abbiamo vista !!! Impegnati più con le sedie a rotelle che non a fornire i computer e i collegamenti ai computer.
E senza collegamenti e i computer, la Didattica Digitale non si può fare !!!!! E' lapalissiano.
Ma è sempre per lo stesso motivo:
"Guai se gli italiani pensano"

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RISULTATO
abbiamo un primato che più negativo di così non poteva essere


TRISTE PER I GIOVANI FIGLI .... "PRODUTTIVI"...... ( ma all'estero )
DOLENTE PER L'ITALIA DEI VECCHI PADRI " IMPRODUTTIVI "......
quanti soldi sprecati da loro e dall'Italia per l'......ISTRUZIONE !!!!

Sono costati all'Erario Pubblico 18 miliardi di Euro.

AUGURI !!!

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VI RIMANDO ORA AI DOCUMENTI ORIGINALI
sulle EMIGRAZIONI......
.....le umilianti del passato

e le sciagurate....
DAL '46 IN POI >>>>>>>>>

 

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