Un Governo Retto dal Popolo

gli STATI UNITI D'AMERICA

PREAMBOLO PER UNA DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA
(bozza originale di Thomas Jefferson )

Documento della
dichiarazione di indipendenza
degli Stati Uniti d'America

Premessa


La causa prima della dichiarazione dell'indipendenza fu una proposta del 7 giugno 1776 dei rappresenti dello Stato della Virginia, chiedente che il congresso proclamasse le colonie unite Stati liberi e indipendenti. L'8 giugno fu rimandata la definitiva risoluzione intorno a questa proposta al 1° luglio, ma al tempo stesso venne eletta una commissione, perchè preparasse la dichiarazione dell'indipendenza; commissione composta di G. Adams, dr. Franklin, Tommaso Jefferson, Ruggero Sherman e Roberto R. Livingston. Il compilatore della dichiarazione è il Jefferson, la minuta del quale con alcune correzioni, venne presentata al congresso (la minuta-bozza la riportiamo sopra) che riprese il 1° luglio la discussione su quel soggetto, e la sera del 4 approvò la dichiarazione dell'indipendenza. Essa fu sottoscritta, lo stesso giorno, solo dal presidente Giovanni Hancoch; e dai rimanenti più tardi. Nel 1789 la dichiarazione dell'indipendenza fu depositata nel « Dipartimento degli affari esteri », che oggi si chiama « dipartimento di Stato », dove adesso si trova in uno stipo di acciaio. Il documento è scritto su pergamena che qui riproduciamo interamente digitalizzato. Dandone poi in fondo la traduzione e le firme leggibili.


Sottoscrizione della dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America, Filadelfia 4 luglio 1776
(Affresco al Campidoglio di Washington nella Sala dell'Indipendenza)


testo definitivo nella originale pergamena (immagine di circa 1 mega)
(sotto la traduzione italiana)

le firme


traduzione in italiano

"Quando, nel corso degli umani eventi, diviene necessario per un popolo spezzare i legami politici che lo hanno unito ad un altro, ed assumere, fra le potenze della terra, la posizione distinta e paritaria a cui le leggi della Natura e di Dio gli danno diritto, il giusto rispetto dovuto alle opinioni dell'umanità esige che esso dichiari le ragioni che lo costringono a separarsi.
Consideriamo verità evidenti per sé stesse che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono stati dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili; che, fra questi diritti, vi sono la vita, la libertà e il perseguimento del benessere. Che per garantire questi diritti, vengono istituiti fra gli uomini dei governi che derivano dal consenso dei governati il loro giusto potere. Che ogni qualvolta una forma di governo diviene antagonistica al conseguimento di questi scopi, il popolo ha diritto di modificarla e abolirla, e di creare un governo nuovo, ponendo a base di esso quei principi, e regolando i poteri di esso in quelle forme che offrono la maggiore probabilità di condurre alla sicurezza ed alla felicità del popolo medesimo. La prudenza consiglierà, in fatto, di non cambiare per motivi tenui o transitori governi stabiliti da tempo; l'esperienza dimostra, invero, che gli uomini sono più inclini a sopportare i mali, finché sono tollerabili, che a riprendere la giusta direzione, abolendo forme alle quali sono adusati. Ma quando una lunga serie di soprusi ed usurpazioni, volti invariabilmente ad un unico scopo, offrono prova evidente del disegno di un governo di assoggettare il popolo a condizioni di dispotismo assoluto, é diritto e dovere del popolo di abbattere quel governo e di creare nuove salvaguardie per la sua sicurezza futura.
Tale é stata la paziente sofferenza di queste Colonie; e tale é la necessità che le costringe a mutare il loro precedente sistema di governo.
La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetuti soprusi ed usurpazioni, diretti tutti all'unico scopo di instaurare il dispotismo assoluto sui nostri Stati.
A dimostrazione di ciò, esponiamo i fatti al mondo ignaro e imparziale...

(qui Jefferson inizia la "serie" di EGLI con le dure e violente accuse):

EGLI ha rifiutato di dare il suo assenso alle leggi più opportune e necessarie al bene pubblico [...].

EGLI ha ripetutamente disciolto Assemblee rappresentative che si erano riunite allo scopo di opporsi con virile fermezza alle sue violazioni del diritto del popolo [...]. 

EGLI ha reso i Giudici dipendenti dal suo esclusivo arbitrio [...]. 

EGLI ha mantenuto fra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dei nostri Corpi legislativi. 

EGLI ha ostentato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile e ad esso superiore. 

EGLI si è accordato con altri allo scopo di assoggettarci ad una giurisdizione estranea alla nostra costituzione e sconosciuta alle nostre leggi (si allude al parlamento inglese - Ndr. ), dando il suo assenso alle loro presunte disposizioni legislative, vale a dire: [...] ad interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo; ad imporre su di noi tributi senza il nostro consenso [...].

EGLI ha fomentato la rivolta al nostro interno ed ha tentato di far marciare contro gli abitanti delle nostre zone di frontiera gli spietati indiani selvaggi, il cui ben noto metodo di guerra consiste nel massacro indiscriminato della gente di ogni età, sesso e condizione. (Capoverso di Jefferson soppresso) 

EGLI ha intrapreso una guerra crudele contro la stessa natura umana, violando i suoi più sacri diritti alla vita e alla libertà nelle persone di una gente remota che mai gli aveva recato offesa, facendola catturare e trasportare in schiavitù in un altro emisfero o mandandola incontro ad una morte miserevole durante il suo trasporto colà [...]. Deciso a conservare aperto un mercato in cui si vendono e si comprano uomini, egli ha prostituito il suo diritto di veto al fine di votare al fallimento ogni tentativo di proibire o limitare per via legislativa questo esecrando commercio. E acciocchè non mancasse a questo corteo di orrori nulla di infame.

EGLI sta ora incitando proprio quella gente a prendere le armi contro di noi [...]").

"NOI pertanto, rappresentanti degli Stati d'America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell'universo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente dichiariamo e proclamiamo, in nome e per autorità dei buoni popoli di queste Colonie, che queste Colonie Unite sono e devono di diritto essere Stati liberi ed indipendenti".

"NOI investiti della grande responsabilità nel firmare questa Dichiarazione ci impegniamo con le nostre vite, le nostre fortune, e il nostro sacro onore"

Thomas Jefferson - 4 Luglio 1876

 

I rappresentanti delle tredici colonie britanniche del Nord America riuniti al congresso di Filadelfia approvano questa bozza di una dichiarazione di intenti presentata dal 33enne Thomas Jefferson e iniziano -con la guerra d'indipendenza- il loro cammino verso l'emancipazione.

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11 ANNI DOPO, NEL 1787 NASCE
La Costituzione
dei 13 Stati Uniti d'America

 

17 settembre 1787

PREAMBOLO

"Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di perfezionare ancor più la nostra Unione, di garantire la giustizia, di assicurare la tranquillità all'interno, di provvedere alla comune difesa, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d'America.

ARTICOLO I°

Sezione 1.
Tutti i poteri legislativi conferiti col presente atto sono delegati ad un Congresso degli Stati Uniti, composto di un Senato e di una Camera dei Rappresentanti.

Sezione 2.
La Camera dei Rappresentanti sarà composta di membri eletti ogni due anni dal popolo dei vari Stati, e gli elettori di ciascuno Stato dovranno avere i requisiti richiesti per essere elettori della Camera più numerosa del Parlamento dello Stato.
Non può essere Rappresentante chi non abbia raggiunto l'età di 25 anni, non sia da sette anni cittadino degli Stati Uniti e non sia, nel periodo delle elezioni, abitante dello Stato in cui sarà eletto.
I Rappresentanti e le imposte dirette saranno ripartiti fra i diversi Stati che facciano parte della Unione secondo il numero dei loro abitanti; numero che verrà determinato aggiungendo al totale degli uomini liberi - compresi quelli sottoposti a prestazione di servizio per un periodo limitato ed esclusi gli Indiani non soggetti a imposte - tre quinti del rimanente della popolazione.
Il computo effettivo deve essere fatto entro tre anni dalla prima riunione dei Congresso degli Stati Uniti, e successivamente ogni dieci anni, secondo le norme che verranno stabilite per legge.
Il numero dei Rappresentanti non supererà quello di uno per ogni trentamila abitanti, però ciascuno Stato avrà almeno un Rappresentante; e fino a che quel computo non sarà effettuato, lo Stato del New Hampshire avrà il diritto di eleggere tre Rappresentanti, il Massachusetts otto, il Rhode Island e le Piantagioni di Providence uno, il Connecticut cinque, lo Stato di New York sei, quello del New Jersey quattro, la Pennsylvania otto, il Delaware uno, il Maryland sei, la Virginia dieci, la Carolina del Nord cinque, la Carolina dei Sud cinque, la Georgia tre.

Quando nella rappresentanza di uno Stato rimarranno seggi vacanti, gli organi del potere esecutivo indiranno le elezioni per ricoprire tali seggi.

La Camera dei Rappresentanti eleggerà il suo Presidente e le altre cariche ed essa sola avrà il potere di mettere in stato di accusa il Presidente o i membri dei Congresso.

Sezione 3.
Il Senato degli Stati Uniti sarà composto da due Senatori per ogni Stato, eletti dalla Legislatura locale per un periodo di sei anni; ed ogni Senatore disporrà di un voto.
Immediatamente dopo la riunione successiva alla prima elezione, i Senatori saranno divisi in tre classi, in numero possibilmente eguale. I seggi dei Senatori della prima classe diverranno vacanti allo scadere del secondo anno, quelli della seconda classe allo scadere del quarto anno, quelli della terza allo scadere del sesto anno, in modo che ogni due anni venga rieletto un terzo del Senato;
e ove nell'intervallo tra le sessioni della Legislatura di ciascuno Stato, in seguito a dimissioni o per altra causa qualsiasi, alcuni seggi rimangano vacanti, l'Esecutivo potrà procedere a nomine provvisorie fino alla prossima sessione della Legislatura, che conferirà i seggi vacanti.

Non potrà essere Senatore chi non abbia compiuto l'età di 30 anni, non sia da nove anni cittadino degli Stati Uniti, e non sia, nel periodo della elezione, abitante dello Stato in cui debba essere eletto.

Il Vice-Presidente degli Stati Uniti sarà Presidente del Senato, ma non avrà voto, salvo nel caso in cui, in sede di votazione, l'assemblea sia pariteticamente divisa.

Il Senato nominerà le altre sue cariche, come pure un Presidente protempore, il quale presiederà in assenza del Vice-Presidente, o quando questi svolga le funzioni di Presidente degli Stati Uniti.

Il Senato avrà il potere esclusivo di giudicare gli atti d'accusa contro membri del Governo e parlamentari. Ove si riunisca per tale scopo, i suoi membri presteranno giuramento o impegneranno la loro parola. Ove si debba giudicare il Presidente degli Stati Uniti, presiederà il Presidente della Corte Suprema; nessun accusato potrà essere dichiarato colpevole senza una maggioranza dei due terzi dei membri presenti.

Le condanne pronunziate in tali casi non avranno altro effetto se non di allontanare l'accusato dalla carica che occupa e di interdirgli, negli Stati Uniti, l'accesso a qualsiasi carica onorifica, di fiducia o retribuita; ma il condannato potrà nondimeno essere soggetto o sottoposto ad incriminazione, processo, giudizio o punizione secondo le leggi vigenti.

Sezione 4.
La data, i luoghi e le modalità delle elezioni dei Senatori
e dei Rappresentanti saranno fissati in ogni Stato dalle relative Legislature; ma il Congresso potrà in qualsiasi momento emanare o modificare queste norme, salvo per quanto riguarda i luoghi in cui i Senatori debbono essere eletti.
II Congresso si riunirà almeno una volta all'anno e tale riunione dovrà aver luogo nel primo lunedì di dicembre, a meno che non venga fissato per legge un altro giorno.

Sezione 5.
Ciascuna delle due Camere sarà giudice delle elezioni, dei risultati e dei requisiti dei propri membri. Il numero legale per ciascuna delle due Camere sarà costituito dalla metà più uno; qualora non si raggiunga il numero legale, ciascuna Camera può aggiornare la seduta di giorno in giorno, ed essere autorizzata a costringere i membri assenti ad intervenire, ricorrendo a quei mezzi e comminando quelle sanzioni cui essa riterrà opportuno ricorrere.
Ciascuna Camera elaborerà il proprio regolamento, punirà i suoi membri per condotta scorretta, e potrà, a maggioranza di due terzi, procedere ad espulsioni.
Ciascuna Camera redigerà un verbale delle proprie sedute e lo pubblicherà periodicamente, ad eccezione di ciò che crederà debba rimanere segreto; i voti favorevoli e contrari dei membri di ciascuna Camera, sopra una qualsiasi questione, saranno, su domanda di un quinto dei membri presenti, inseriti a verbale.
Nessuna delle due Camere, durante la sessione del Congresso, potrà, senza il consenso dell'altra, rinviare la seduta per più di tre giorni, nè spostarla ad un luogo diverso da quello in cui seggono le due Camere.

Sezione 6.
I Senatori e i Rappresentanti riceveranno per le loro funzioni un'indennità che verrà determinata per legge e pagata dal Tesoro degli Stati Uniti. In nessun caso, salvo che per tradimento, fellonia e turbamento della quiete pubblica, essi potranno essere arrestati, sia durante la sessione, sia nel recarsi a questa o nell'uscirne; nè per i discorsi pronunziati o per le opinioni sostenute nelle rispettive Camere potranno essere sottoposti a interrogatori in alcun altro luogo.
Nessun Senatore e Rappresentante, per tutto il periodo per cui è stato eletto, potrà essere chiamato a coprire un qualsiasi ufficio civile alle dipendenze degli Stati Uniti che sia stato istituito, o la cui retribuzione sia stata aumentata durante detto periodo; e nessuno che abbia un impiego alle dipendenze degli Stati Uniti potrà essere membro di una delle due Camere finché conservi tale impiego.

Sezione 7.
Tutti i progetti di legge relativi all'imposizione di tributi debbono aver origine nella Camera dei Rappresentanti; il Senato però può concorrervi, come per gli altri progetti di legge, proponendo emendamenti.
Qualsiasi progetto di legge che abbia ottenuto l'approvazione del Senato e della Camera dei Rappresentanti, deve essere presentato, prima di divenire legge, al Presidente degli Stati Uniti. Questi, qualora lo approvi, vi apporrà la firma; in caso contrario, lo rinvierà con le sue osservazioni alla Camera da cui è stato proposto, e questa inserirà integralmente a verbale tali osservazioni e discuterà di nuovo il progetto. Se dopo questa seconda discussione, due terzi dei membri della Camera interessata si dichiarano in favore del progetto, questo sarà mandato, insieme con le osservazioni del Presidente, all'altra Camera, da cui verrà discusso in maniera analoga; e se anche in questa sarà approvato con una maggioranza di due terzi, diverrà legge. In tali casi, però, i voti di entrambe le Camere debbono esser dati per appello nominale, e i nomi dei votanti pro e contro saranno annotati nei verbali delle rispettive Camere. Se entro dieci giorni (escluse le domeniche) dal momento in cui gli sarà stato presentato, il Presidente non restituirà un progetto di legge, questo acquisterà forza di legge come se egli lo avesse firmato, a meno che il Congresso, aggiornandosi, non renda impossibile che il progetto stesso gli sia rinviato; nel qual caso il progetto non diventerà legge.

Tutte le ordinanze, deliberazioni o voti, per i quali sia necessario il concorso delle due Camere (salvo che si tratti di aggiornamento) debbono essere sottoposti al Presidente degli Stati Uniti, e da lui approvati prima che entrino in vigore; oppure, se egli li respinge, debbono nuovamente essere approvati dai due terzi delle due Camere, conformemente a quanto prescritto per i progetti di legge.

Sezione 8.
Il Congresso avrà facoltà:
Di imporre e percepire tasse, diritti, imposte e dazi; di pagare i debiti pubblici e di provvedere alla difesa comune e al benessere generale degli Stati Uniti. I diritti, le imposte, le tasse e i dazi dovranno però, essere uniformi in tutti gli Stati Uniti;
Di contrarre prestiti per conto degli Stati Uniti;
Di regolare il commercio con le altre nazioni, e fra i diversi Stati e con le tribù indiane;
Di fissare le norme generali per la naturalizzazione, e le leggi generali in materia di fallimenti negli Stati Uniti;
Di battere moneta, di stabilire il valore di questa e quello delle monete straniere, e di fissare i vari tipi di pesi e di misure;
Di provvedere a punire ogni contraffazione dei titoli e della moneta corrente degli Stati Uniti;
Di stabilire uffici e servizi postali;
Di promuovere il progresso della scienza e delle arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori e agli inventori il diritto esclusivo sui loro scritti e sulle loro scoperte;
Di costituire tribunali di grado inferiore alla Corte Suprema;
Di definire e di punire gli atti di pirateria e di fellonia compiuti in alto mare, nonchè le offese contro il diritto delle genti;
Di dichiarare la guerra, di concedere permessi di preda e rappresaglia e di stabilire norme relative alle prede in terra e in mare;
Di reclutare e mantenere eserciti; nessuna somma, però, potrà essere stanziata a questo scopo per più di due anni;
Di creare e mantenere una Marina militare;
Di stabilire regole per l'amministrazione e l'ordinamento delle forze di terra e di mare;
Di provvedere a che la milizia sia convocata per dare esecuzione alle leggi dell'Unione, per reprimere le insurrezioni e per respingere le invasioni;
Di provvedere a che la milizia sia organizzata, armata e disciplinata e di disporre di quella parte di essa che possa essere impiegata al servizio degli Stati Uniti, lasciando ai rispettivi Stati la nomina degli ufficiali e la cura di addestrare i reparti secondo le norme disciplinari prescritte dal Congresso;
Di esercitare esclusivo diritto di legiferare in qualsiasi caso in quel distretto (non eccedente le dieci miglia quadrate) che per cessione di Stati particolari, e per consenso del Congresso, divenga sede del Governo degli Stati Uniti; e di esercitare analoga autorità su tutti i luoghi acquistati, con l'assenso della Legislatura dello Stato in cui si trovano, per la costruzione di fortezze, di depositi, di arsenali, di cantieri e di altri edifici di utilità pubblica;
Di fare tutte le leggi necessarie ed adatte per l'esercizio dei poteri di cui sopra, e di tutti gli altri poteri di cui la presente Costituzione investe il Governo degli Stati Uniti, o i suoi Dicasteri ed uffici.

Sezione 9.
L'immigrazione o l'introduzione di quelle persone che gli Stati attualmente esistenti possono ritenere conveniente di ammettere, non potrà essere vietata dal Congresso prima dell'anno 1808; ma può essere imposta sopra tale introduzione una tassa o un diritto non superiore ai dieci dollari per persona.
Il privilegio dell'
habeas corpus non sarà sospeso se non quando, in caso di ribellione o di invasione, lo esiga la sicurezza pubblica.
Non potrà essere approvato alcun decreto di limitazione dei diritti del cittadino, né alcuna legge penale retroattiva.
Non potrà essere imposto testatico o altro tributo diretto, se non in proporzione del censimento e della valutazione degli averi di ciascuno, che dovranno essere effettuati come disposto più sopra nella presente legge.
Nessuna tassa e nessun diritto potrà essere stabilito sopra merci esportate da uno qualunque degli Stati. Nessuna preferenza dovrà essere data dai regolamenti commerciali o fiscali ai porti di uno Stato rispetto a quelli di un altro; e le navi dirette ad uno Stato o provenienti dai suoi porti non potranno essere costrette ad entrare in quelli di un altro Stato o a pagarvi alcun diritto.
Nessuna somma dovrà essere prelevata dal Tesoro, se non in seguito a stanziamenti decretati per legge; e dovrà essere pubblicato periodicamente un rendiconto regolare delle entrate e delle spese pubbliche.

Gli Stati Uniti non conferiranno alcun titolo di nobiltà; nessuna persona che occupi un posto retribuito o di fiducia alle dipendenze degli Stati Uniti potrà, senza il consenso del Congresso, accettare doni, emolumenti, incarichi e titoli da un sovrano, da un principe o da uno Stato straniero.

Sezione 10.
Nessuno Stato potrà concludere trattati, alleanze o patti confederali; o accordare permessi di preda o rappresaglia; o battere moneta; o emettere titoli di credito; o consentire che il pagamento dei debiti avvenga in altro forma che mediante monete d'oro o d'argento; o approvare alcun decreto di limitazione dei diritti del cittadino, alcuna legge penale retroattiva, ovvero leggi che portino deroga alle obbligazioni derivanti da contratti; o conferire titoli di nobiltà.
Nessuno Stato potrà, senza il consenso del Congresso, stabilire imposte o diritti di qualsiasi genere sulle importazioni e sulle esportazioni, ad eccezione di quanto sia assolutamente indispensabile per dare esecuzione alle proprie leggi di ispezione; e il gettito netto di tutti i diritti e di tutte le contribuzioni
imposte da qualsiasi Stato sulle importazioni e sulle esportazioni sarà a disposizione della Tesoreria degli Stati Uniti; e tutte le leggi relative saranno soggette a revisione e a controllo da parte del Congresso.
Nessuno Stato potrà, senza il consenso del Congresso, imporre alcuna imposta sulle navi in base al tonnellaggio, mantenere truppe o navi da guerra in tempo di pace, concludere trattati o unioni con altri Stati o con potenze straniere, o impegnarsi in una guerra, salvo in caso di invasione o di pericolo così imminente da non ammettere alcun indugio.

ARTICOLO 2°

Sezione I.
Il Presidente degli Stati Uniti d'America sarà investito del potere esecutivo. Egli rimarrà in carica per il periodo di quattro anni, e la sua elezione e quella del Vice-Presidente, eletto per lo stesso periodo, avranno luogo nel modo seguente:
Ogni Stato nominerà, nel modo che verrà stabilito dai suoi organi legislativi, un numero di elettori, pari al numero complessivo dei Senatori e dei Rappresentanti che lo Stato ha diritto di mandare al Congresso; nessun Senatore o Rappresentante, però, nè alcuna persona che abbia un pubblico incarico o un impiego retribuito dagli Stati Uniti, potrà essere nominato elettore.
Gli elettori si riuniranno nei rispettivi Stati e voteranno a scrutinio segreto per due persone, delle quali una almeno non dovrà appartenere allo stesso Stato degli elettori; Essi compileranno una lista di tutti coloro che hanno ottenuto voti e del numero dei voti raccolti da ciascuno; questa lista sarà da essi firmata, autenticata e trasmessa, sotto sigillo, alla sede del Governo degli Stati Uniti, indirizzata al Presidente del Senato. Il Presidente del Senato, in presenza del Senato e della Camera dei Rappresentanti, aprirà le liste autenticate e quindi si procederà al computo dei voti.
La persona che avrà ottenuto il maggior numero di voti sarà Presidente, sempre che questo numero rappresenti la maggioranza del numero totale degli elettori nominati: e se vi sarà più di uno che abbia ottenuto tale maggioranza, con un egual numero di voti, allora la Camera dei Rappresentanti procederà immediatamente a scegliere uno di essi per Presidente, mediante scrutinio segreto; qualora invece nessuno raccogliesse la maggioranza, la Camera procederà in modo analogo a eleggere il Presidente tra i cinque che abbiano raccolto il maggior numero di voti. Nell'elezione dei Presidente, tuttavia, i voti saranno dati per Stato e la rappresentanza di ciascuno Stato avrà un solo voto. Il numero legale sarà costituito a tale scopo dalla rappresentanza, composta di uno o più membri, dei due terzi degli Stati, ma per la validità dell'elezione saranno necessari i voti della metà più uno di tutti gli Stati. In ogni caso, dopo l'elezione del Presidente, la persona che abbia raccolto il maggior numero di voti degli elettori sarà nominata Vice Presidente. Se due o più candidati si trovassero con egual numero di voti, il Senato eleggerà fra questi il Vice Presidente a• scrutinio segreto.
Il Congresso può determinare l'epoca per la designazione degli elettori, e il giorno in cui questi dovranno dare i loro voti; giorno che dovrà essere lo stesso per tutti gli Stati Uniti.

Nessuna persona, che non sia per nascita o comunque cittadino degli Stati Uniti nel momento in cui questa Costituzione sarà adottata, potrà essere eleggibile alla carica di Presidente; né potrà essere eleggibile a tale carica chi non abbia raggiunto l'età di 35 anni e non sia residente negli Stati Uniti da 14 anni.
In caso di rimozione del Presidente dalla carica, o di morte, o di dimissioni, o di inabilità ad adempiere le funzioni e i doveri inerenti alla sua carica, questa sarà affidata al Vice Presidente, ed il Congresso potrà provvedere mediante legge, in caso di rimozione, di morte, di dimissioni o di inabilità sia del Presidente che del Vice Presidente, dichiarando quale pubblico funzionario dovrà adempiere le funzioni di Presidente e tale funzionario le adempirà fino a quando la causa di inabilità cessi, o venga eletto il nuovo Presidente.
Il Presidente riceverà per i suoi servizi, a epoche stabilite, un'indennità che non potrà essere aumentata nè diminuita durante il periodo per il quale egli è stato eletto; ed egli non dovrà percepire, durante tale periodo, alcun altro emolumento dagli Stati Uniti o da uno qualsiasi degli Stati.
Prima di entrare in carica, il Presidente dovrà fare la seguente dichiarazione, con giuramento o impegnando la sua parola d'onore: "Giuro, (o affermo) solennemente che adempierò con fedeltà all'ufficio di Presidente degli Stati Uniti e che con tutte le mie forze preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti ».

Sezione 2.
Il Presidente sarà Comandante in Capo dell'Esercito, della Marina degli Stati Uniti e della milizia dei diversi Stati, quando questa sia chiamata al servizio attivo degli Stati Uniti; egli può richiedere il parere per iscritto del principale funzionario di ciascuno dei dicasteri esecutivi su ogni argomento relativo ai doveri dei loro rispettivi uffici, e avrà anche l'autorità di concedere diminuzioni di pena e grazia per tutti i crimini compiuti contro gli Stati Uniti salvo nel caso dei procedimenti di incriminazione da parte della Camera.
Egli avrà il potere, su parere e con il consenso del Senato, di concludere trattati, purchè vi sia l'approvazione di due terzi dei Senatori presenti; designerà, e su parere e con il consenso del Senato, nominerà gli ambasciatori, i ministri e i consoli, i giudici della Corte Suprema e tutti gli altri pubblici funzionari degli Stati Uniti, la cui nomina non sia altrimenti disposta con la presente Costituzione, e che debba essere stabilita con apposita legge; ma il Congresso può, mediante legge, devolvere quelle nomine di funzionari di grado inferiore che riterrà opportuno, al solo Presidente, alle Corti Giudiziarie, ovvero ai capi dei singoli dicasteri.
Il Presidente avrà il potere di assegnare le cariche che si rendessero vacanti nell'intervallo tra una sessione e l'altra del Senato, mediante nomine provvisorie, le quali avranno validità fino al termine della sessione successiva.

Sezione 3.
Il Presidente informerà di tanto in tanto il Congresso sulle condizioni dell'Unione e raccomanderà all'esame del Congresso quei provvedimenti che riterrà necessari e convenienti; potrà, in contingenze straordinarie, convocare entrambe le Camere, oppure una di esse, e, in caso di dissenso tra le Camere circa la durata dell'aggiornamento, potrà fissare quella che gli parrà conveniente; riceverà gli ambasciatori e gli altri diplomatici; avrà cura della piena osservanza delle leggi e sanzionerà la nomina di tutti i funzionari degli Stati Uniti.

Sezione 4.
Il Presidente, il Vice Presidente e ogni altro funzionario civile degli Stati Uniti saranno rimossi dall'ufficio ove, in seguito ad accusa mossa dalla Camera, risultino colpevoli di tradimento, di concussione o di altri gravi reati.

ARTICOLO 3°

Sezione l.
Il potere giudiziario degli Stati Uniti sarà affidato ad una Corte Suprema e a quelle Corti di grado inferiore che il Congresso potrà di volta in volta creare ed istituire. I giudici della Corte Suprema e quelli delle Corti di grado inferiore conserveranno il loro ufficio finché terranno buona condotta, e ad epoche fisse riceveranno per i loro servizi un'indennità, che non potrà essere diminuita finché essi rimarranno in carica.

Sezione 2.
Il potere giudiziario si estenderà a tutti i casi di diritto e di equità che si presenteranno nell'ambito della presente Costituzione, delle leggi degli Stati Uniti e dei trattati stipulati o da stipulare, sotto la loro autorità; a tutti i casi concernenti gli ambasciatori, gli altri rappresentanti diplomatici ed i consoli, a tutti i casi che riguardino l'ammiragliato e la giurisdizione marittima; alle controversie in cui gli Stati Uniti siano parte in causa; alle controversie tra due o più Stati, tra uno Stato e i cittadini di un altro Stato, tra cittadini di Stati diversi, tra cittadini di uno stesso Stato che reclamino terre in base a concessioni di altri Stati, e tra uno Stato o i suoi cittadini, e Stati, cittadini o sudditi stranieri.
In tutti i casi che riguardino ambasciatori, altri rappresentanti diplomatici, o consoli e in quelli in cui uno Stato sia parte in causa, la Corte Suprema avrà giurisdizione esclusiva. In tutti gli altri casi sopra menzionati la Corte Suprema avrà giurisdizione d'appello, sia in diritto che in fatto, con le eccezioni e le norme che verranno fissate dal Congresso.
Il giudizio per tutti i crimini, salvo nei casi di accusa mossa dalla Camera dei rappresentanti, dovrà avvenire mediante giuria; e tale giudizio sarà tenuto nello Stato dove detti crimini siano stati commessi; quando il crimine non sia stato commesso in alcuno degli Stati, il giudizio si terrà nel luogo o nei luoghi che saranno stati designati per legge dal Congresso.

Sezione 3.
Sarà considerato tradimento contro gli Stati Uniti soltanto l'aver impugnato le armi centri di essi, o l'aver fatto causa comune con nemici degli Stati Uniti, fornendo loro aiuto e soccorsi. Nessuno sarà dichiarato colpevole di alto tradimento, se non su testimonianza di due persone che siano state presenti a uno stesso atto flagrante, ovvero quando egli confessi la sua colpa in pubblico processo.
Il potere di emettere una condanna per altro tradimento spetta al Congresso; ma nessuna sentenza di tradimento potrà comportare perdita di diritti per i discendenti, o confisca di beni se non durante la vita del colpevole.

ARTICOLO 4°

Sezione 1.
In ogni Stato saranno attribuiti piena fiducia e pieno credito agli atti, ai documenti pubblici e ai procedimenti giudiziari degli altri Stati; e il Congresso potrà, mediante leggi generali, prescrivere il modo in cui la validità di tali atti, documenti e procedimenti debba essere determinata, nonché gli effetti della validità stessa.

Sezione 2.
I cittadini di ogni Stato hanno diritto in tutti gli altri Stati a tutti i privilegi e a tutte le immunità inerenti alla condizione di cittadini.
Qualsiasi persona accusata in uno Stato di alto tradimento, di fellonia o di altro crimine e che si sia sottratta alla giustizia e sia trovata in altro Stato, sarà - su richiesta degli organi esecutivi dello Stato da cui é fuggita - consegnata e condotta allo Stato che abbia giurisdizione per il reato ad essa imputato.
Nessuna persona sottoposta a prestazioni di servizio o di lavoro in uno degli Stati, secondo le leggi ivi vigenti, e che si sia rifugiata in un altro Stato, potrà, in virtù di qualsiasi legge o regolamento quivi in vigore, essere esentata da tali prestazioni di servizio o di lavoro; ma, su richiesta dell'interessato, verrà riconsegnata alla parte cui tali prestazioni sono dovute.

Sezione 3.
Nuovi Stati potranno essere ammessi nell'Unione per decisione del Congresso; ma nessuno Stato nuovo potrà essere costituito entro la giurisdizione di qualsiasi Stato già esistente; e nessuno Stato potrà essere formato dalla riunione di due o più Stati già esistenti, o di parte di essi, senza il consenso della Legislatura degli Stati interessati, oltre che del Congresso.
Il Congresso avrà l'autorità di disporre del territorio e, delle altre proprietà appartenenti agli Stati Uniti e di stabilire tutte le norme e le misure che in detto territorio si ritenessero necessarie. Nessuna disposizione della presente Costituzione potrà essere interpretata in modo pregiudizievole a qualsiasi diritto che possa essere accampato dagli Stati Uniti o da uno dei singoli Stati.

Sezione 4.
Gli Stati Uniti garantiranno a ogni Stato dell'Unione la forma di governo repubblicana, e proteggeranno ogni Stato contro qualsiasi invasione; e - su richiesta degli organi legislativi o del potere esecutivo (quando il legislativo non possa essere convocato) - contro violenze interne.

ARTICOLO 5°

Il Congresso, ogniqualvolta i due terzi delle Camere lo riterranno necessario, proporrà emendamenti alla presente Costituzione, oppure, su richiesta dei due terzi delle Legislature dei vari Stati, convocherà un'Assemblea per proporre gli emendamenti. In entrambi i casi, gli emendamenti saranno validi a ogni effetto, come parte di questa Costituzione, allorché saranno stati ratificati dalle Legislature di tre quarti degli Stati, o dai tre quarti dell'Assemblea di cui sopra, a seconda che l'uno o l'altro modo di ratifica sia stato prescritto dal Congresso; tuttavia resta stabilito che nessun emendamento, prima dell'anno
1808, potrà modificare in alcun modo i capoversi primo e quarto della Sezione 9 dell'Articolo 1, e che nessuno Stato, senza il suo proprio consenso, potrà essere privato della parità di rappresentanza nel Senato.

ARTICOLO 6

Tutti i debiti contratti e le obbligazioni assunte prima della presente Costituzione, saranno validi per gli Stati Uniti sotto la presente Costituzione, come lo erano sotto la Confederazione.
La presente Costituzione e le leggi degli Stati Uniti che verranno fatte in conseguenza di essa, e tutti i trattati conclusi, o che si concluderanno, sotto l'autorità degli Stati Uniti, costituiranno la legge suprema del Paese; e i giudici di ogni Stato saranno tenuti a conformarsi ad essi, quali che possano essere le disposizioni in contrario nella Costituzione o nella legislazione di qualsiasi singolo Stato.
I Senatori e i Rappresentanti sopra menzionati, i membri delle Legislature dei singoli Stati e tutti i rappresentanti dei potere esecutivo e di quello giudiziario, sia degli Stati Uniti, che di ogni singolo Stato, saranno tenuti, con giuramento e con dichiarazione sul loro onore, a difendere la presente Costituzione; ma nessuna professione di fede religiosa sarà mai imposta come necessaria per coprire un ufficio o una carica pubblica degli Stati Uniti.

La ratifica da parte delle Assemblee di nove Stati sarà sufficiente a far entrare in vigore la presente Costituzione negli Stati che l'abbiano in tal modo ratificata.

Redatto in Assemblea, per unanime consenso degli Stati presenti, il giorno diciassettesimo del settembre dell'anno dei Signore 1787, e dodicesimo dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America.
In fede di che abbiamo qui sotto apposto le nostre firme.


GEORGE WASHINGTON
Presidente e Deputato per la Virginia

Controfirmato:
WILLIAM JACKSON, Segretario
New Hampshire JOHN LANGDON - NICHOLAS GILMAN
Massachusetts NATHANIEL GORHAM - RUFUS KING
Connecticut WILLIAM SAMUEL JOHNSON - ROGER SHERMAN
New York ALEXANDER HAMILTON
New Jersey WILLIAM LIVINGSTON - DAVID BREARLEY - WILLIAM PATERSON - JONATHAN DAYTON
Pennsylvania BENJAMIN FRANKLIN - THOMAS MIFFLIN - ROBERT MORRIS - GEORGE CLYMER - THOMAS FITZSIMONS - JARED INGERSOLL - JAMES WILSON - GOUV. MORRIS
Delaware GEORGE READ - GUNNING BEDFORD, JR. - JOHN DICKINSON - RICHARD BASSETT - JACOB BROOM
Maryland JAMES McHENRY - DANIEL OF ST. THOMAS JENIFER - DANIEL CARROLL
Virginia JOHN BLAIR - JAMES MADISON, JR.
North Carolina WILLIAM BLOUNT - RICHARD DOBBS SPAIGHT - HUGH WILLIAMSON
South Carolina JOHN RUTLEDGE - CHARLES COTESWORTH PINCKNEY - CHARLES PINCKNEY - PIERCE BUTLER
Georgia WILLIAM FEW - ABRAHAM BALDWIN



Fonte:
"La Nostra Costituzione e il nostro Governo",
scritto da Cathryn Secker- Hudson dell'Università di Washington,
pubblicato e distribuito gratuitamente dal Dipartimento di Stato degli USA
Edizione in italiano dell'United States Information Service (Usis, Roma)

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Ripercorriamo questo lungo cammino.

* LE BASI DELLA REPUBBLICA - * IL PROGETTO E LA RATIFICA DELLA COSTITUZIONE
* LA COSTITUZIONE: ORIGINE DELLE AUTORITA' DEL GOVERNO
* LE RESPONSABILITA' DEL CITTADINO - * IL GOVERNO FEDERALE

LE BASI DELLA REPUBBLICA

Le fondamenta della democrazia americana, sulle quali in questi ultimi oltre 200 anni si sono andati costruendo il benessere e lo sviluppo degli Stati Uniti, vennero gettate nel 1787, a Filadelfia, nella Pennsylvania, da un gruppo di 55 dirigenti politici. Nella primavera di quell'anno, questo gruppo di eminenti americani, provenienti da 12 delle 13 originarie colonie britanniche tenne una serie di riunioni per mettere fine ad una crisi negli affari della giovane nazione.
Sei anni prima, con la guerra rivoluzionaria, era stata conseguita l'indipendenza, e nel 1781 i 13 Stati, nell'intento di assicurarsi reciproci vantaggi, avevano ratificato un accordo che fu definito « Articoli della Confederazione ». Ma i 6 anni trascorsi avevano dimostrato che questi « Articoli della Confederazione » presentavano difetti fondamentali.
Perciò, nel febbraio 1787, il Congresso Continentale chiese agli Stati di inviare dei rappresentanti a Filadelfia per rivedere quegli Articoli. Questa adunanza, detta « Assemblea Costituente », fu aperta formalmente il 25 maggio 1787, nella Independence Hall, lo storico edificio dove nel 1776 era stata firmata la Dichiarazione d'Indipendenza Americana (che abbiamo visto sopra in apertura) , e dove la famosa Campana della Libertà aveva fatto risuonare la notizia.

I dibattiti dei 55 delegati terminarono il 17 settembre. Con il loro lavoro essi crearono le fondamenta della democrazia americana, che durano ancora fino ai nostri giorni : la Costituzione degli Stati Uniti.
Sebbene i 55 dirigenti riuniti a Filadelfia rappresentassero popolazioni che avevano interessi diversi, e per quanto avessero origini, occupazioni e posizioni differenti, essi erano però completamente d'accordo sull'obiettivo che si proponevano. E questo obiettivo fu indicato, con semplicità e brevità, nel preambolo della Costituzione. (in inglese sono in tutto, 52 parole)
Il preambolo dice : « Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di ancor più perfezionare la nostra Unione, di stabilire la giustizia, di assicurare la tranquillità interna, di provvedere alla difesa comune, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d'America ».

Lo strumento per conseguire tutti questi scopi doveva essere un Governo emanante dal popolo; un Governo che funzionasse per i governati e con il loro consenso. Sebbene già in quell'epoca il popolo inglese avesse conseguito un certo grado di autogoverno, tuttavia questa concezione americana di Governo completamente popolare era rivoluzionaria a confronto dei tipi di Governo che a quel tempo detenevano il potere nei diversi paesi del mondo.
Le persone che andavano a sistemarsi nel Nuovo Mondo, nell'America settentrionale, o almeno molte di loro, lasciavano la madrepatria per sfuggire ad una qualche forma di oppressione, oppure per liberarsi da sistemi economici in vigore nel continente, che ostacolavano le loro speranze ed i loro sforzi per migliorare le proprie condizioni. Quella gente aveva fiducia nella propria capacità di trattare i propri affari ed era mal disposta verso ogni cosa che potesse ostacolare la libertà di farlo. Questa prevenzione era così radicata che, ad esempio, lo Stato del Rhode Island non volle inviare rappresentanti alla Costituente di Filadelfia, perchè temeva che un forte Governo nazionale potesse menomare la sua indipendenza.

Il popolo che doveva eleggere e controllare il Governo stabilito dalla Costituente era un popolo che aveva origini, ideali e interessi assai differenti. Mentre i più erano venuti dall'Inghilterra, alcuni provenivano dalla Svezia, dalla Norvegia, dalla Francia, dall'Olanda, dalla Prussia, dalla Polonia e da altri paesi. Tutti avevano partecipato all'opera di colonizzazione del Nuovo Mondo. Le loro fedi religiose erano diverse ed erano spesso fortemente sentite. C'erano Cattolici, Anglicani, Calvinisti, Protestanti dissidenti, Ugonotti, Luterani, Quaccheri, Ebrei ed alcuni erano agnostici. C'erano nobili, ricchi e potenti, e c'erano poveri debitori, dimessi dalla prigione come servi legati alla soddisfazione dei loro debiti. C'erano agricoltori, commercianti, meccanici, mercanti, marinai, soldati, avventurieri, fabbri, arsenalotti, tessitori, falegnami e via dicendo.

Numerose ed aspre erano le divergenze di vedute, come ci si poteva aspettare da una popolazione che comprendeva ogni genere di persone, tutte ugualmente fiere della libertà di pensiero e dell'indipendenza di azione. La Rivoluzione che aveva dato alle Colonie l'indipendenza dalla Corona Britannica era stata contrastata da una minoranza di colonizzatori. Coloro che formavano questa opposizione avevano avuto ragioni diverse per opporsi alla guerra di rivoluzione, ma non erano neppure d'accordo su quello che si sarebbe dovuto fare in caso diverso.

Da quei tempi, il carattere composito del popolo degli Stati Uniti si è ancor più accentuato. La popolazione dei 13 Stati originari si estese decisamente verso ovest fino ad attraversare tutto il continente. Nuovi cittadini intanto affluivano nel paese da oltre gli oceani. Gruppi di colonizzatori attraversavano la catena delle Montagne Rocciose e raggiungevano le sponde dell'Oceano Pacifico, 3 mila miglia ad ovest dei territori costieri dove s'erano insediati i primi coloni. I pionieri e coloro che li seguivano occupavano una regione ricca di abbondanti risorse naturali. C'erano buoni raccolti e pascoli a volontà. C'erano vaste risorse di legname, giacimenti di carbone, di rame, di ferro e di petrolio ed un potenziale idrico ben distribuito.
Queste risorse furono sviluppate da gente originaria di molte nazioni, gente che nella nuova nazione portava non soltanto capacità e competenze tecniche, ma anche costumi differenti.

Col progredire dello sviluppo nazionale, si sviluppavano anche interessi particolari che erano collegati con le particolari attività degli individui e con il loro ambiente commerciale. L'armatore di Boston che si impegnava nel commercio internazionale, era un sostenitore della libertà di commercio. Un fabbricante di vasellame dello Stato del
l'Illinois, nella parte centro-occidentale, che cominciava a produrre e già incontrava la forte concorrenza delle fabbriche straniere, si batteva per ottenere una tassa di importazione che proteggesse il suo prodotto sul mercato nazionale. Il coltivatore di granturco nello Stato del Nebraska appoggiava più basse tariffe di trasporto, nonchè alti prezzi per il granturco, mentre quello che ne estraeva l'amido voleva comprarlo a buon prezzo; d'altra parte le compagnie ferroviarie cercavano d'ottenere le tariffe più alte possibili per le merci trasportate.

Col trascorrere degli anni, sorsero anche divergenze di carattere regionale. Il punto di vista del banchiere di New York differiva spesso da quello del coltivatore di cotone del Sud e da quello dell'allevatore di bestiame del Texas e dei tagliaboschi dell'Oregon. Nessuno di questi tre era, a sua volta, molto d'accordo con gli altri due.
La somma di esperienza di autogoverno che il popolo s'era formata al tempo in cui fu scritta la Costituzione, era bensì d'aiuto, ma non c'era da trarne altro beneficio che quello di un generale orientamento. L'Assemblea Costituente istituita in base ai precedenti Articoli della Confederazione, aveva portato il nome di « Governo Federale ». Ma i poteri che gli erano stati concessi erano così limitati che non poteva far altro che proporre agli Stati i provvedimenti da adottare nei casi di interesse nazionale. Non aveva potere di imporre tasse, di formare un esercito, nè di legiferare in maniera vincolante per gli Stati, a meno che questi, individualmente e specificamente, lo consentissero. Le poche righe che erano state stilate per delimitare le zone di competenza fra i Governi degli Stati ed i Governi locali erano molto vaghe. Dalla esperienza acquisita con questa Confederazione, non s'era ricavato alcun altro insegnamento se non la dimostrazione che quello era un tipo di unione federale che non funzionava affatto in modo soddisfacente.

Esisteva tuttavia localmente, nelle città piccole e grandi e negli Stati, una notevole esperienza in fatto di autogoverno. Le amministrazioni cittadine e comunali, dal Maine alla Georgia, avevano un prezioso passato di funzionamento effettivo e prospero. Nelle città minori del nord-est, le decisioni della comunità venivano prese durante riunioni cittadine, nelle quali ogni individuo avente diritto di voto aveva la possibilità di esprimere la sua opinione, se lo desiderava, su qualsiasi argomento in discussione, e quindi di votare secondo coscienza. Ogni Stato aveva un governatore ed una assemblea di Stato eletta con voto popolare.
Il problema di organizzare la pubblica amministrazione sorto negli Stati Uniti dopo la Rivoluzione, non appare difficile, se paragonato ai tempi nostri. Non si deve però sottovalutare il nuovo compito di sviluppare e definire i principi in base ai quali la nuova Repubblica doveva funzionare, e funzionare in maniera da ottenere l'adesione e l'appoggio delle popolazioni di 13 Stati. E poi, oltre i problemi del momento, c'era da considerare il futuro.

Gli autori della Costituzione non potevano certamente pronosticare quello che sarebbe avvenuto fra due secoli e provvedervi in anticipo; essi previdero però che vi sarebbero stati grandi cambiamenti ed inserirono, pertanto, nella Costituzione un articolo che contemplava la possibilità di emendamenti ogni volta che ciò si rendesse necessario. Il tempo trascorso ha dimostrato la saggezza di tale decisione. Gli emendamenti, aggiunti dopo la ratifica, mantengono la Costituzione moderna ed efficace.
Nonostante le difficoltà che i suoi autori dovettero affrontare, la Costituzione tracciò lo schema di un tipo di governo che ha servito bene il popolo per più di un secolo e mezzo. Gli elementi fondamentali della Costituzione furono concepiti così saldamente, da potersi applicare tanto ai bisogni, relativamente semplici, dei Tredici Stati Originari, quanto alle necessità complesse ed incredibilmente varie, degli odierni Stati Uniti. Basterà ricordare che gli Stati Uniti hanno una popolazione di oltre 250.000.000 di abitanti, cui si aggiungono dal 1959 i 1.530.000 abitanti dell'Alaska (49° Stato dell'Unione) e i 1.100.000 delle Hawai (50° Stato). Governi dunque di 50 Stati, 3.068 Amministrazioni di Contea, migliaia di Municipi e di unità minori di governo locale. Alcuni degli Stati hanno una superficie più vasta di quella di molte nazioni d'Europa. Ogni Stato è diviso in zone chiamate Contee, suddivise, a loro volta, in zone minori dette Comuni. Ci sono centri abitati di tutte le dimensioni, dalla grande città di New York con una popolazione superiore ai 10 milioni di abitanti, tra i quali ci sono persone che provengono praticamente da ogni nazione del mondo, e che sostiene una spesa annua di molti miliardi di dollari per i servizi municipali, fino ad un villaggio del Dakota del Sud che ha una popolazione di 6 persone.

Ogni circoscrizione politica ha il suo governo locale ed ogni governo locale è autonomo nell'ambito dei poteri che gli sono specificamente attribuiti. Salvo che in condizioni eccezionali, il governo dello Stato non può interferire nelle decisioni di una amministrazione cittadina o di contea quando questa agisce nei limiti del proprio statuto. Allo stesso modo gli Stati godono in maniera esclusiva di ampi diritti e il Governo Federale non può interferire nel loro esercizio da parte dello Stato.
Sorgono frequentemente questioni che interessano la competenza di più di un governo locale. In questi casi si stabilisce normalmente di concertare dei provvedimenti comuni. Il sistema delle scuole pubbliche in tutta la Nazione è completamente sotto la giurisdizione dei singoli Stati. Ma il Governo Federale li aiuta con sovvenzioni in denaro, perchè il saper leggere e scrivere e il livello di istruzione pubblica sono questioni che riguardano la Nazione, oltreché i singoli Stati.
In molti casi, tanto il Governo Federale quanto le Amministrazioni degli Stati intervengono per aiutare le Amministrazioni municipali, come, ad esempio, quando si tratta del risanamento dei rioni malsani o della costruzione di case popolari. Di quando in quando, i singoli Governi si trovano a disputare tra loro circa l'estensione dei rispettivi poteri e giurisdizioni. Queste divergenze vengono portate davanti ai Tribunali perchè ascoltino le parti ed emettano una sentenza od un lodo arbitrale, oppure le dispute vengono composte da una legge che definisce la materia contesa.

Nonostante la crescita e lo sviluppo degli Stati Uniti, che sono senza confronti, la struttura dell'autogoverno creata dalla Costituzione ha superato tutte le prove ed ha dato al popolo degli Stati Uniti che la controlla, benefici effettivi e durevoli.

PROGETTO E RATIFICA DELLA COSTITUZIONE

L'Assemblea costituente che si riunì per stilare la Costituzione - documento fondamentale della Repubblica degli Stati Uniti - fu veramente unanime soltanto su un concetto fondamentale. Tutti i delegati si rendevano conto della categorica necessità di costituire un Governo centrale efficiente. Durante gli otto anni della sua esistenza, la Confederazione dei Tredici Stati originari aveva decisamente dimostrato di essere deficiente e inadeguata. Gli effetti della mancanza di un'autorità centrale, capace di esercitare un certo controllo sugli Stati, erano incontestabili. Avevano cominciato già a manifestarsi segni di separatismo. Esistevano manifestazioni di sfiducia fra gli Stati che, se non controllate, minacciavano seri contrasti per il futuro. La preoccupazione che gli Stati dimostravano ciascuno per i propri affari, indipendentemente e qualche volta a detrimento della Unione, stava ad indicare chiaramente che, in caso di attacco, avrebbe potuto essere impossibile organizzare la indispensabile difesa comune.

Le opinioni a proposito dell'estensione dei poteri da accordare al Governo Federale che ci si proponeva di costituire erano però molto divise. Potenti forze in tutti i tredici Stati erano gelose della loro nuova libertà e non disposte a mettersi sotto il dominio di un'amministrazione centrale. Altri gruppi insistevano perchè fosse istituito un governo centrale forte con poteri supremi in materia di comune interesse per tutti gli Stati.
Oltre questo importante punto di divergenza, ne esistevano molti altri. Ogni delegato tendeva ad essere prima di tutto fedele al proprio Stato, ai suoi interessi particolari ed anche a tutelare gli interessi materiali del gruppo di persone che rappresentava, fossero proprietari di piantagioni, piccoli agricoltori, industriali, piccoli commercianti, oppure operai. Costumi, opinioni politiche e fedi religiose erano differenti.
I dibattiti in seno alla Costituente non avevano limiti. Via via che essi proseguivano, determinate esigenze comuni, capaci di superare le divergenze dei punti di vista, vennero finalmente alla superficie. I punti che emergevano chiaramente erano i seguenti:

* Tutti gli Stati si erano trovati in una situazione di svantaggio, a cui si poteva ovviare, a causa della debolezza degli Articoli della Confederazione.
* Tutti gli Stati avevano in genere le stesse necessità, e idee simili circa le leggi, le libertà e l'autogoverno.
* Nessuno Stato era abbastanza forte da difendere il proprio commercio con l'estero.
* Nessuno Stato, agendo da solo, poteva affrontare con successo il problema degli Indiani d'America.
* Nessuno Stato poteva, da solo, dare incremento al sistema delle vie d'acqua interne.
* Tutti gli Stati avevano bisogno di una buona rete interstatale di strade per il commercio, i trasporti ed il servizio postale.

Per quattro mesi i delegati continuarono a discutere gli argomenti controversi, a difendere i loro interessi particolari e ad esaminare i metodi da seguire. Ci furono momenti nei quali alcuni temettero che la Convenzione finisse per affondare in un mare di parole, prima di raggiungere un risultato qualsiasi. Alcuni rappresentanti degli Stati minori abbandonarono addirittura la Costituente perchè temevano, con le idee che si venivano formando circa un Governo centrale, di cadere sotto il dominio degli Stati più grandi.
Attraverso una serie di compromessi, si riuscì tuttavia a comporre le divergenze. I timori degli Stati minori furono eliminati con il dar loro, in una delle Camere del Congresso, una rappresentanza uguale a quella degli Stati più grandi.

In tal modo, ogni Stato, indipendentemente dalle dimensioni, avrebbe avuto due seggi in Senato. Nello stesso tempo, fu fatta una concessione agli Stati più grandi e più ricchi, i quali erano per questo fatto destinati a pagare al Governo Centrale la parte maggiore delle tasse, stabilendo una proporzione tra il numero degli abitanti e la rappresentanza nella Camera. Fu stabilito inoltre che la Camera nella quale la maggioranza dei seggi sarebbe toccata agli Stati più grandi, avrebbe avuto l'esclusività dell'iniziativa delle leggi per l'aumento degli introiti federali.
Tra i Delegati alla Costituente sulle cui spalle ricadeva la grave responsabilità di dar forma durevole alla nuova democrazia, erano numerosi esponenti di colonie, forniti di grande talento. Il più noto era George Washington, che presiedeva la Costituente. Era uomo di profondo intelletto e di ampie vedute, e la sua esperienza come Comandante in Capo degli eserciti continentali gli aveva procurato una conoscenza dettagliata delle popolazioni dei diversi Stati e dei loro problemi.
Benjamin Franklin, uomo di studi, scienziato, ed abile diplomatico, esercitava una forte influenza. E così James Madison della Virginia, il Governatore Morris di New York e James Wilson della Pennsylvania.
Alexander Hamilton, un giovane Federalista di New York, brillante ed aggressivo, era un sostenitore eloquente di un forte governo centrale.

Questi uomini e gli altri delegati traevano le loro idee da molte fonti. Molte idee e molti principii provenivano dalla consuetudine costituzionale inglese. Ampiamente si attinse anche agli statuti coloniali. Questi statuti erano familiari ai cittadini dei nuovi Stati e molti di essi li approvavano. La Dichiarazione di Indipendenza era una guida importante per non perdere di vista quelle che dovevano essere le caratteristiche fondamentali del futuro governo; che esso, cioè, dovesse essere al servizio del popolo e preservarne i diritti basilari. Erano d'aiuto anche le costituzioni degli Stati, così come lo erano gli Articoli della Confederazione, perchè, se non altro, aiutavano ad evitare di ricadere negli errori trascorsi.

Oltre a ciò, molti delegati avevano le loro proprie idee ben chiare sulle varie forme politiche di governo. I filosofi politici di altre nazioni ebbero anch'essi la loro influenza. Gli scritti del filosofo francese Montesquieu e quelli del filosofo inglese John Locke suggerirono al Governatore Morris e ad alcuni delegati l'idea di dividere il potere del governo fra tre rami distinti, legislativo, esecutivo e giudiziario.
Dopo una lunga, calda estate trascorsa nelle discussioni, alla fine fu chiesto al Governatore Morris di redigere il progetto finale della Costituzione. Morris terminò questo lavoro alla metà di settembre del 1787 ed allora il documento fu sottoposto alla firma dei delegati. Alcuni di questi erano assenti ed altri pochi si rifiutarono di firmare. In totale 39 delegati posero la loro firma. Rimaneva il passo finale: sottoporre le copie del documento ai singoli Stati per la loro approvazione formale, cioè per la ratifica. Perchè il progetto di Costituzione fosse valido, occorreva la ratifica di esso da parte di almeno nove Stati.

Ma, sin dal momento in cui l'ultimo delegato ebbe firmato la Costituzione, apparve chiaro che alla ratifica non si sarebbe arrivati nè tanto presto nè senza opposizioni. Il Delaware fu il primo Stato a ratificare; la sua assemblea legislativa fu unanime nell'approvazione e così fecero quelle del New Jersey e della Georgia. Nella Pennsylvania e nel Connecticut l'approvazione venne con buona maggioranza. Nel Massachusetts la controversia fu aspra e coloro che erano favorevoli alla ratifica, vinsero con un margine inferiore al 10 per cento su un ordine del giorno che proponeva anche talune modifiche.
Prima che un anno fosse trascorso, il Maryland, la Carolina del Sud e il New Hampshire avevano dato la loro approvazione, le ratifiche avevano raggiunto il totale richiesto di nove e la Costituzione entrava in vigore.
Però tre Stati importanti e potenti, lo Stato di New York, la Virginia e la Carolina del Nord, nonchè il piccolo Stato del Rhode Island, si astenevano ancora dall'approvare.
Dei sei componenti la delegazione che aveva rappresentato la Virginia alla Costituente, tre s'erano rifiutati di firmare il progetto. La popolazione dello Stato, che era la più numerosa della Confederazione, era divisa sulla questione. Ma l'influenza del nome di Washington fece finalmente prevalere, con uno stretto margine, la tesi favorevole alla ratifica.

A New York, Alexander Hamilton, James Madison e John Jay si adoperarono per mutare tanti pareri quanti occorrevano per ottenere l'approvazione. Essi scrissero ottantacinque saggi con i quali sostenevano a spada tratta le ragioni per approvare. Questi articoli furono raccolti e stampati sotto forma di un volume intitolato « Il Federalista » ed offrono anche oggi un pregevole studio sul sistema americano di governo. Molti studiosi di storia sostengono che si dovette a questi tre uomini il margine di tre voti, 30 contro 27, con il quale l'Assemblea dello Stato di New York fini per ratificare la Costituzione.
La Carolina del Nord diede, alla fine, anch'essa l'approvazione. Il Rhode Island resistette finché divenne evidente che la sua condizione di piccola nazione circondata dalla nuova Repubblica sarebbe stata alla lunga insostenibile. Approvò finalmente, nel maggio del 1790.

E così fu adottato dagli Stati membri il documento fondamentale di un tipo nuovo di governo. Non fu redatto se non dopo un dibattito lungo ed esauriente, e anche molti di coloro che lo appoggiarono lo fecero con forti riserve. La storia della sua approvazione da parte degli Stati fu ricca di opposizioni, e, anche dopo che era stato votato ed era entrato in vigore, vi furono molti che dubitavano ancora che fosse opportuno adottarlo. E' probabile che la Costituzione abbia tratto forza ed efficacia dal fatto di non essere stata presentata come un documento definitivo e perfetto, da considerare immutabile, bensì come uno strumento di autogoverno per un popolo libero, strumento tale da poter essere modificato o completato per adattarlo alle necessità del futuro.

Dopo che la Costituente fu approvata, come prescritto, da nove Stati, il popolo incominciò ad organizzare il nuovo Governo. Il primo passo fu l'elezione del Congresso. I membri della Camera dei Rappresentanti vennero eletti con il voto di tutti i cittadini elettori, mentre i senatori vennero prescelti, in numero di due per ogni Stato, dai membri degli organi legislativi di ciascuno degli Stati. Poi i votanti, ciascuno per il proprio Stato, scelsero un gruppo di eminenti cittadini quali elettori Presidenziali.
Gli elettori si riunirono per scegliere il primo Presidente e il primo Vice Presidente degli Stati Uniti.
New York divenne la capitale temporanea della Nazione, ed in quella città l'eroe della Rivoluzione e principale statista dell'Unione, George Washington, prestò giuramento come Presidente il 30 aprile 1789.
John Adams del Massachusetts fu il primo Vice Presidente. Gli Stati del Maryland e della Virginia donarono ciascuno una striscia del loro territorio per la capitale della Nazione. Il territorio fu chiamato Distretto di Columbia e divenne sede della Capitale del Governo Federale, Washington.

LA COSTITUZIONE:
ORIGINE DELLA AUTORITA' DEL GOVERNO


Nel sistema amministrativo americano, la Costituzione è la legge fondamentale del Paese e la fonte del potere. Essa definisce e limita la sfera d'azione del Governo Centrale ed assegna ai suoi tre rami - esecutivo, legislativo e giudiziario - doveri e responsabilità proprie di ciascun d'essi. Con la Costituzione, il popolo americano - e cioè il corpo elettorale - è investito dell'autorità suprema.
La Costituzione contiene la garanzia delle facoltà e dei diritti fondamentali dell'individuo, di cui esso non può essere privato in nessuna circostanza.
Il sistema di governo degli Stati Uniti è definito Repubblica Federale - e la parola « Federale » significa « per accordo fra eguali ». La Repubblica è composta del Governo Nazionale e di 50 distinti governi di Stato.
La parte principale della Costituzione originaria si riferisce alla struttura del sistema Federale. Le materie sulle quali il ramo Legislativo può legiferare sono precisamente elencate. I poteri e gli obblighi del Presidente, come Capo del ramo Esecutivo, sono anch'essi descritti e comprendono il potere di tenere i rapporti con le Nazioni straniere, quello di nominare Ambasciatori, Ministri e Consoli e quello di ricevere le credenziali dei rappresentanti delle altre Nazioni.

I PRINCIPI DI GOVERNO

Oltre alle disposizioni sopra dette, la Costituzione sancisce anche la seguente serie di principi che sono di importanza essenziale:
I tre principali rami del potere - il legislativo, che progetta ed approva le leggi; l'esecutivo, che governa e applica le leggi; e il giudiziario, che interpreta le leggi e giudica le controversie - sono dichiarati nella Costituzione separati e distinti l'uno dall'altro e istituiti allo scopo di rappresentare il popolo in tre bene individuati settori. L'autorità che è conferita a ciascuno di essi è deliberatamente limitata, allo scopo di impedire che ciascuno divenga dominante con l'acquistare troppo potere. Questo principio di eguaglianza mette ciascuno di essi in condizione di poter essere di freno agli altri.
La Costituzione, le leggi debitamente approvate dal Congresso e i trattati accettati dal Presidente e approvati dal Senato, sono la suprema legge del Paese.
Tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge ed hanno uguale diritto di esserne protetti. Tutti gli Stati sono eguali e nessuno di essi può ricevere favori speciali dal Governo Nazionale.
Ogni Stato deve riconoscere e rispettare le leggi degli altri Stati.
Ad ogni Stato è garantita una forma di governo repubblicana, nella quale l'autorità suprema spetta al popolo. Il popolo delega i poteri di governo ai rappresentanti che esso elegge.
Il popolo americano deve avere sempre il diritto di cambiare anche la Costituzione, attraverso i suoi rappresentanti al Congresso e con l'approvazione, da parte dei tre quarti degli Stati, delle modifiche proposte.

LA PROCEDURA PER GLI EMENDAMENTI

Gli autori della Costituzione, pur essendo consapevoli che di quando in quando sarebbe stato necessario emendare tale documento perchè potesse durare e tenersi al passo con lo sviluppo della Nazione, non vollero però rendere tanto facile la procedura per gli emendamenti, così che questi potessero venir apportati con rapidità, senza un maturo esame e senza l'approvazione di una larga maggioranza del popolo.
E vollero anche evitare una procedura che si prestasse al gioco di un gruppo di minoranza che tentasse di impedire le modifiche necessarie.

Perciò furono escogitati vari metodi con i quali è possibile emendare la Costituzione. Uno di questi è che il Congresso prenda l'iniziativa di un emendamento con una maggioranza di due terzi in entrambe le Camere. Un altro è che i corpi legislativi di due terzi degli Stati propongano un emendamento facendone domanda al Congresso. In quest'ultimo caso, il Congresso è obbligato a convocare una speciale assemblea nazionale per discutere e predisporre la modifica che è stata richiesta. Tanto con l'una che con l'altra procedura, l'emendamento deve sempre ricevere l'approvazione dei tre quarti degli Stati prima che possa entrare in vigore.
Oltre a ciò, quando l'emendamento viene sottoposto agli Stati per l'approvazione finale, il Congresso può scegliere due vie : chiedere ai corpi legislativi dei singoli Stati che prendano essi una decisione sull'argomento, oppure ordinare agli Stati che convochino speciali assemblee, con la partecipazione di delegati eletti dal popolo, perchè siano queste a decidere.

Quello ora accennato è il sistema diretto per adattare la Costituzione alle mutate circostanze, ma si può soddisfare a questa esigenza anche in altre maniere. La giurisprudenza, in quanto insieme di applicazione dei principi costituzionali a nuove necessità nazionali, è un fattore essenziale di questo processo di adattamento. Il modo per risolvere la questione dell'esercizio delle comunicazioni radio, televisive, telefoniche e telegrafiche, quella dell'amministrazione delle ferrovie e delle linee aeree e di molte altre attività che implicano interessi nazionali e interstatali, sono tutte questioni la cui soluzione è stata ispirata dai principi enunciati dalla Costituzione e su di essi fondata. Tutta una serie di sentenze delle Corti che spiegano il significato delle varie parti della Costituzione in quanto debbano essere applicate a particolari controversie e situazioni, ha avuto come risultato che si è venuto formando, in veste organica, un sistema di diritto costituzionale. Con questa integrazione, la Costituzione, con i suoi principi fondamentali, viene in realtà ad essere ampliata e ad acquistare praticità e finezza di dettaglio senza che del documento originario siano alterati nè la lettera nè lo spirito.

L'insieme delle leggi approvate dal Congresso assomma ad un enorme complesso legislativo che ha come fondamento il testo e i principi generali della Costituzione. Dato che le leggi emanate dal Congresso per completare le disposizioni della Costituzione, oppure per adattarne i principi a situazioni nuove sono di carattere molto generico e largamente comprensivo, gli enti governativi che hanno il compito di metterle in esecuzione, quando le applicano, devono emanare norme interpretative. Ognuna di queste norme ha forza di legge, sempre però subordinatamente ad una contraria decisione di un Tribunale. Esse rappresentano una ulteriore espansione del processo di sviluppo costituzionale ed interessano larghi settori della popolazione.
Esistono oggi negli Stati Uniti molti enti governativi. Esiste una grande quantità di leggi e di regolamenti dei quali, naturalmente, gli autori della Costituzione non avevano previsto la necessità. L'avvenire potrà apportare molti altri cambiamenti del genere. Però essi dovranno anzitutto corrispondere alle intenzioni e agli scopi della Costituzione, a giudizio del ramo giudiziario del Governo.
Infine, può accadere, talora, che il potere giudiziario sentenzi che un certo atto del Congresso o di uno Stato o di un pubblico ufficiale, oppure di un Tribunale minore, è incostituzionale perché in contrasto con le disposizioni del documento fondamentale; in tal caso l'atto è invalido.

LA « CARTA DEI DIRITTI »

In tutto il periodo dello sviluppo e dell'adattamento della Costituzione, e cioè nei primi 170 anni della sua esistenza, o fino al 26 febbraio 1951, gli emendamenti adottati furono 22. I primi 10, chiamati « Carta dei Diritti », si trovavano al principio dell'ordine del giorno nei lavori del Primo Congresso e furono approvati rapidamente. (Ogni due anni viene rinnovato il Congresso, attraverso le elezioni di tutti i membri della Camera dei Rappresentanti e di un terzo dei Senatori ed ogni Congresso viene distinto col numero progressivo della sua elezione).
La « Carta dei Diritti » garantisce espressamente certe libertà individuali che il Primo Congresso stimò non fossero adeguatamente contemplate negli articoli della Costituzione. Molta parte della opposizione contro la ratifica della Costituzione era venuta proprio dal fatto che il progetto della proposta Costituzione non garantiva specificatamente questa libertà. La questione fu discussa in un grande dibattito quando i delegati del Massachusetts si riunirono per approvare il documento che era uscito dalla Costituente di Filadelfia. Il risultato del dibattito fu che gli esponenti del Massachusetts notificarono la loro intenzione di rimediare al difetto, alla prima occasione, per mezzo di emendamenti.

I dieci emendamenti che compongono la « Carta dei Diritti » (
"BILL OF RIGHT") sono la base delle libertà individuali, libertà che sono gelosamente custodite negli Stati Uniti da circa due secoli.

Preamble
The conventions of a number of the States having at the time of their adopting the Constitution of the Constitution, expressed a desire, in order to prevent misconstruction or abuse of its powers, that further declaratory and restrictive clauses should be added: And as extending the ground of public confidence in the Government, will best insure the beneficent ends of its institution.

Amendment I
Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the government for a redress of grievances.

Amendment II
A well regulated militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear arms, shall not be infringed.

Amendment III
No soldier shall, in time of peace be quartered in any house, without the consent of the owner, nor in time of war, but in a manner to be prescribed by law.

Amendment IV
The right of the people to be secure in their persons, houses, papers, and effects, against unreasonable searches and seizures, shall not be violated, and no warrants shall issue, but upon probable cause, supported by Oath or affirmation, and particularly describing the place to be searched, and the persons or things to be seized.

Amendment V
No person shall be held to answer for a capital, or otherwise infamous crime, unless on a presentment or indictment of a Grand Jury, except in cases arising in the land or naval forces, or in the militia, when in actual service in time of war or public danger; nor shall any person be subject for the same offence to be twice put in jeopardy of life or limb; nor shall be compelled in any criminal case to be a witness against himself, nor be deprived of life, liberty, or property, without due process of law; nor shall private property be taken for public use, without just compensation.

Amendment VI
In all criminal prosecutions, the accused shall enjoy the right to a speedy and public trial, by an impartial jury of the State and district wherein the crime shall have been committed, which district shall have been previously ascertained by law, and to be informed of the nature and cause of the accusation; to be confronted with the witnesses against him; to have compulsory process for obtaining witnesses in his favor, and to have the assistance of counsel for his defence.

Amendment VII
In suits at common law, where the value in controversy shall exceed twenty dollars, the right of trial by jury shall be preserved, and no fact tried by a jury, shall be otherwise re-examined in any court of the United States, than according to the rules of the common law.

Amendment VIII
Excessive bail shall not lie required, nor excessive fines imposed, nor cruel and unusual punishments inflicted.

Amendment IX
The enumeration in the Constitution, of certain rights, shall not be construed to deny or disparage others retained by the people.

Amendment X
The powers not delegated to the United States by the Constitution, nor prohibited by it to the States, are reserved to the States respectively, or to the people.

traduzione

Il 1° emendamento garantisce la libertà di culto religioso, di parola e di stampa, il diritto di riunione pacifica e il diritto di rivolgere petizioni al Governo.
Il 2° emendamento garantisce al popolo il diritto di tenere e portar armi per la sicurezza nazionale.
Il 3° emendamento garantisce che forze armate non vengano acquartierate in abitazioni private senza il permesso del proprietario.
Il 4° emendamento garantisce che non vengano effettuate perquisizioni o arresti di persone, perquisizioni di domicilio, sequestri di beni o documenti senza un apposito mandato.
Il 5* emendamento proibisce che sia processata qualsiasi persona per reato grave, se non dopo formale accusa da parte di una Grande Giuria; proibisce che una persona possa essere processata più di una volta per lo stesso reato; proibisce che venga inflitta alcuna pena senza regolare processo; e dispone che l'imputato non può esser costretto a testimoniare contro se stesso. Inoltre dispone che non può essere fatto esproprio di proprietà per uso pubblico, se non dietro giusto compenso.
Il 6° emendamento prescrive che si facciano processi rapidi e pubblici alle persone accusate di infrazioni alla legge, nel distretto nel quale è stato commesso il reato; prescrive che il giudizio venga celebrato con una giuria imparziale, dopo che l'accusa sia stata chiaramente esposta; assicura il patrocinio dell'accusato; dispone che i testimoni a favore di questo siano obbligati a presentarsi al processo e che tutti rendano la loro testimonianza in presenza dell'accusato.
Il 7° emendamento dispone che tutte le cause nelle quali il valore del bene oggetto di controversia superi i venti dollari siano giudicate da una giuria.
L'8° emendamento proibisce che alle persone implicate in procedimenti penali criminali si chiedano cauzioni eccessive, che s'impongano multe esorbitanti, e che vengano applicate punizioni crudeli o inusitate.
Il 9° emendamento stabilisce che i diritti che non sono specificati nella Costituzione non per questo vengano tolti al popolo.
Il 10° emendamento dichiara che i poteri non delegati agli Stati Uniti, né proibiti agli Stati della Costituzione, sono riservati agli Stati medesimi oppure al popolo.




L'ESSENZIALE TUTELA DELLE LIBERTA' DELL'INDIVIDUO

Lo scopo di questi emendamenti è evidente: essi offrono alle libertà dell'individuo protezione contro il pericolo di un governo oppressivo o dittatoriale. Col diffondersi dell'ideale democratico nel mondo, molti popoli hanno modellato le loro nuove costituzioni sul documento americano e sulla « Carta dei Diritti ».
Anche nelle condizioni d'emergenza della guerra, quando si accordano all'Esecutivo poteri straordinari, e quando la censura sulle informazioni trasmesse all'estero diventa necessaria per ragioni di sicurezza, negli Stati Uniti non è stata mai violata la libertà di stampa e neppure quella dei cittadini di criticare la politica e le decisioni del Governo.

E' avvenuto abbastanza recentemente, che diversi piccoli gruppi di cittadini, che erano contrari ad alcuni provvedimenti del Presidente, esercitassero il loro diritto di riunione, portando le loro proteste fino a Washington, proprio alla porta della Casa Bianca e lì si schierassero allineati inalberando dei cartelli. Ebbene, l'unica misura presa fu l'invio di diversi poliziotti delle forze del Distretto di Columbia per proteggere i dimostranti da reazioni e per impedire che disturbassero il transito degli altri cittadini sul marciapiede.
In virtù della « Carta dei Diritti », ad una persona accusata di reato deve essere data ogni opportunità di difendersi. Si presume l'innocenza dell'individuo sino a che la sua colpevolezza non venga dimostrata in un processo, pubblico ed equo.
La « Carta dei Diritti » ribadisce solennemente il principio che in tutte le questioni di Governo il supremo potere rimane nelle mani del popolo.

Gli emendamenti che vennero successivamente apportati alla Costituzione, dopo i dieci che formano la «Carta dei Diritti», riguardano diversi argomenti. Si limitarono i poteri del Governo Federale in materia giudiziaria; si cambiò il sistema di elezione del Presidente; si vietò la schiavitù; si estese il diritto di voto a tutti i cittadini che fossero in possesso dei necessari requisiti; fu data facoltà di tassare i redditi individuali e si dispose che l'elezione dei Senatori degli Stati Uniti avvenisse per voto popolare invece che per scelta dei corpi legislativi degli Stati, come era stato stabilito prima.
Il diciottesimo emendamento proibì la vendita di bevande alcoliche negli Stati Uniti, ma fu in seguito abrogato dal ventunesimo emendamento.
Il diciannovesimo emendamento conferisce alle donne il diritto al voto e il ventesimo rivede la decorrenza e il termine delle funzioni del Presidente, del Vice Presidente, dei senatori e dei membri della Camera dei Rappresentanti
Il ventiduesimo emendamento (del 1951) limita la durata del mandato presidenziale a due periodi successivi.

La Costituzione originaria degli Stati Uniti ed i suoi emendamenti costituiscono di per se stessi un documento di autogoverno popolare, che mostra insieme pregi e difetti. Costituzione ed emendamenti dimostrano anche che quando i criteri di amministrazione sono buoni, essi possono essere applicati a qualsiasi complesso di situazioni si venga a creare, purchè il popolo, che tiene le redini del potere, affronti le proprie responsabilità e operi compatto in uno spirito di conciliazione e di collaborazione.
Gli articoli della Costituzione e gli emendamenti (sopra non citati) sono - in lingua originale)


LE RESPONSABILITA' DEL CITTADINO

Come dimostra la storia degli Stati Uniti e quella di altre democrazie, i vantaggi e le libertà dell'autogoverno sono accompagnati dai doveri e dalle responsabilità connesse con il fatto di essere cittadino. Il cittadino è obbligato a sovvenire ai bisogni finanziari del suo governo, con il pagamento delle tasse. E' suo dovere obbedire alle leggi ed ai regolamenti, alla formazione dei quali egli stesso ha partecipato. Questo è l'aspetto, per così dire, passivo delle responsabilità del cittadino. Vi sono altri obblighi, altrettanto tassativi, di carattere più attivo.
Principale fra le responsabilità attive è il saggio uso della facoltà di votare. Gli elettori intelligenti tengono ben chiaro in mente il principio democratico del maggior bene per il maggior numero. Nel decidere come darà il suo voto, il cittadino ha il dovere di tenersi bene informato su tutte le questioni che interessano la comunità, dal piccolo problema del miglioramento d'una strada della città dove abita, fino ai problemi di portata nazionale, dai quali dipende l'orientamento che prenderà il suo Paese negli anni avvenire.

In base alla Legge sull'Addestramento ed il Servizio Militare tutti gli uomini che hanno compiuto i 18 anni vengono iscritti nelle liste di leva. L'iscrizione, la visita e la selezione vengono effettuate dal Selective Service System. Anche le donne possono prestare servizio in corpi ausiliari femminili su base volontaria. Durante l'ultima guerra, cittadini eminenti degli Stati Uniti, forniti di cognizioni e di capacità particolari, ma inabili agli obblighi militari, offrirono la loro opera al Governo per aiutare la trasformazione dell'industria
alle esigenze di guerra. Altri, a migliaia, in tutto il Paese, servirono senza compenso negli uffici leva e svolsero altre attività patriottiche.

In tempo di pace, il desiderio del cittadino americano di rendersi utile alla comunità si riflette in numerose attività comunali, cittadine, di Stato e nazionali. Gruppi di cittadini si uniscono di loro iniziativa in associazioni di vicinato e queste esercitano una parte influente nel decidere questioni d'interesse civico. Associazioni tra genitori ed insegnanti collaborano con la direzione delle scuole su questioni connesse col sistema scolastico e con gli orientamenti dell'istruzione pubblica. Altre organizzazioni, alcune delle quali hanno carattere nazionale, dibattono problemi del giorno e prendono quindi pubblicamente posizione; questo sistema ha avuto spesso un effetto notevole sull'azione di pubblici ufficiali eletti.

Oltre a quelli che si dedicano alla politica, v'è una parte sempre maggiore di cittadini che abbraccia la carriera dell'amministrazione governativa. Queste persone, con lo studio e con l'esperienza, sono divenute esperte nell'uno o nell'altro dei molti campi soggetti all'azione del governo. Molte città degli Stati Uniti hanno come capi delle amministrazioni cittadine tecnici che sono dirigenti di professione e non politici. Inoltre un numero sempre maggiore di cittadini di ambo i sessi che hanno raggiunto ottime posizioni nelle attività private assumono cariche pubbliche a puro titolo di dovere patriottico.

Le giurie dei Tribunali Federali, di Stato, di Contea e di Città sono composte di cittadini. Le cosiddette Grandi Giurie che sono corpi speciali dotati di poteri straordinari, comprendono cittadini che sono stati scelti in virtù di provate capacità direttive, intelligenza ed esperienza. Queste Grandi Giurie esaminano le prove presentate dalla pubblica accusa contro persone denunciate per azioni criminose e decidono se l'imputazione richiede un'incriminazione e un processo, oppure se la persona deve essere liberata. Questa incombenza, e la responsabilità che l'accompagna, per quanto gravi, sono di importanza minore rispetto al potere di investigazione che hanno le Grandi Giurie e che è assai vasto. Esse, infatti, se ritengono che la situazione lo richieda, possono disporre una istruttoria su qualsiasi situazione che dia adito al sospetto di corruzione o di crimine. Possono imporre la nomina di giudici istruttori speciali, di loro fiducia, perchè dirigano le investigazioni. Infine, possono obbligare qualsiasi pubblico ufficiale a comparire davanti a loro per essere interrogato sotto giuramento.

I REQUISITI PER LA CITTADINANZA

Dato che in una democrazia l'autorità definitiva, il potere supremo, spettano alle urne e a chi esercita il voto, questo costituisce il maggiore diritto e insieme la massima responsabilità del cittadino. E poichè nessuno che non sia cittadino può votare, vale la pena di indicare con precisione i requisiti che conferiscono la cittadinanza.
E' cittadino degli Stati Uniti e dello Stato nel quale risiede chi è nato negli Stati Uniti e sottoposto alla loro giurisdizione. Ove siano soddisfatte talune condizioni, sono pure cittadini i figli nati da genitori americani mentre sono in viaggio o vivono all'estero. Il Congresso ha accordato, per legge, la cittadinanza alle popolazioni delle Hawaii, di Portorico e delle Isole Vergini.

LA NATURALIZZAZIONE

Una persona nata in paese straniero può acquistare la cittadinanza per mezzo della naturalizzazione. Allo straniero non è fatto alcun obbligo di nazionalizzarsi nè viene punito se non lo fa. Risiedono attualmente negli Stati Uniti circa oltre tre milioni di persone che, pur non avendo la cittadinanza, godono la stessa libertà di pensiero e di azione che loro spetterebbe se fossero cittadini, possono mandare i figli alle scuole pubbliche e godere dei benefici dei vari servizi della comunità. Alla condizione di straniero sono legati però taluni svantaggi. Alcuni posti sono accessibili soltanto ai cittadini ed alcuni Stati esigono la cittadinanza dalle persone che chiedono l'abilitazione per esercitare l'avvocatura o la medicina. Spesso chi non è cittadino viene escluso dai vantaggi offerti dalle leggi destinate ad aiutare i vecchi. gli ammalati o i disoccupati. Infine lo straniero non può ricoprire un pubblico ufficio, nè di quelli elettivi, nè di quelli a cui si accede per nomina.

Lo straniero che desidera essere naturalizzato come cittadino degli Stati Uniti deve avanzare domanda di naturalizzazione presso uno degli uffici del Servizio Immigrazione e Naturalizzazione. Perchè egli possa farlo occorre che abbia compiuto i 18 anni e risieda legalmente e ininterrottamente negli Stati da 5 anni. Per i mariti e per le mogli di cittadini americani tale periodo viene ridotto nella maggior parte dei casi a 3 anni. Norme speciali si applicano quando si tratta di ex combattenti delle forze armate.
Chiunque faccia domanda di naturalizzazione deve: 1) firmare personalmente la richiesta; 2) dimostrare di capire la lingua inglese; 3) possedere requisiti morali e di buona condotta; 4) dimostrare di conoscere gli elementi della storia nazionale ed i principi e la forma di governo in vigore negli Stati Uniti.

Quando il Tribunale concede la naturalizzazione l'individuo presta giuramento di fedeltà agli Stati Uniti, si obbliga a prestare servizio effettivo o ausiliario nelle Forze Armate o a svolgere un lavoro di importanza nazionale nel campo civile, rinunciando alla fedeltà verso sovrano, governante, governo o paese straniero. Come documento per comprovare la sua nuova cittadinanza, il nuovo cittadino riceve un certificato di naturalizzazione. D'ordinario, egli può allora votare e prendere parte attiva al Governo.
Tuttavia, la cittadinanza non comporta automaticamente il privilegio del voto. E' vero che la Costituzione dichiara che nessun cittadino può venire privato del voto a causa della razza, del colore, della religione o del sesso; però rientra nei poteri dei singoli Stati la possibilità di fissare delle condizioni minime che devono essere soddisfatte prima che il cittadino possa recarsi alle urne. Nella maggior parte degli Stati un elettore deve avere 21 anni e deve aver soggiornato abbastanza entro i confini dello Stato per avere la qualifica di residente. Taluni Stati negano il diritto di voto alle persone incapaci e mentalmente malate, e a quelle che abbiano riportato condanne per reati gravi. Alcuni Stati richiedono anche che il cittadino sia capace di leggere e scrivere.

L'essenza effettiva delle facoltà e del potere accordati all'elettore sta nel privilegio di votare e nell'uso saggio e regolare che egli sa farne. Le occasioni nelle quali egli può esprimere un'opinione con il voto sono numerose e di diversa natura. In un'elezione generale, il votante fa la sua scelta nella lista dei candidati, tanto che trattisi di eleggere un assessore municipale, un sindaco, un senatore, il governatore di uno Stato, il deputato che dovrà rappresentare il distretto dell'elettore alla Camera dei Rappresentanti, i senatori che dovranno rappresentare al Congresso lo Stato al quale egli appartiene, oppure, infine, che si tratti di eleggere il Presidente della Repubblica.
Nelle elezioni di primo grado, il cittadino ha il diritto di eleggere i candidati, e questi si presenteranno alle elezioni generali come candidati eletti dal partito politico al quale egli appartiene. Il sistema della elezione di candidati, cioè della doppia elezione, viene adoperato in quelle competizioni elettorali nelle quali si prevede di raccogliere un grande numero di voti, perchè non sarebbe pratico stampare sulla scheda i nomi di tutti gli aspiranti alla carica. In certi casi un aspirante diventa ufficialmente candidato eletto perchè nelle elezioni di primo grado ha avuto più voti di altri aspiranti del suo partito. In altri casi, invece, lo diventa a richiesta di un determinato numero di elettori, i quali abbiano firmato una mozione per questo scopo.
C'è un terzo modo per diventare candidati, quello cioè di essere prescelti nei congressi dei partiti. Per cominciare dai più importanti, si hanno i congressi dei partiti politici che vengono convocati ogni quattro anni per eleggere i candidati dei singoli partiti alla Presidenza ed alla Vice Presidenza degli Stati Uniti.
La cosa avviene nel modo seguente: la maggior parte degli elettori americani dà la sua adesione all'uno
o all'altro dei principali partiti politici ed il singolo cittadino, partecipando alle elezioni di partito che avvengono con votazione popolare, elegge i delegati al Congresso nazionale del partito; spesso il cittadino indica ai delegati che risultano eletti qual'è il candidato che essi devono appoggiare. Al congresso, i delegati approvano il programma, o « piattaforma », in nome del quale il partito farà appello al popolo quando si terranno le elezioni generali, e quindi scelgono i candidati che dovranno essere gli esponenti nazionali del partito, i suoi portabandiera, per così dire.

In tutto questo procedimento : scelta dei candidati, elezioni, governo, il singolo elettore rappresenta sempre l'elemento decisivo.
Anzi in qualche Stato avviene che, con una determinata procedura, l'attività legislativa è attribuita direttamente al cittadino elettore. E' infatti previsto che se un forte numero di elettori presenta una petizione in favore di una data legge, l'intervento del corpo legislativo dello Stato non è più necessario. La domanda viene allora sottoposta a tutti i cittadini dello Stato che hanno diritto al voto nello Stato perchè decidano, o durante le elezioni generali oppure in uno speciale referendum; e basta che la proposta sia accettata dalla maggioranza perchè divenga legge. A un vero e proprio referendum ricorrono molti Stati quando vogliono avere un'indicazione dei desideri del corpo elettorale. Una iniziativa di legge, molto importante che, per esempio, richieda una forte spesa da finanziare per mezzo di una emissione speciale di obbligazioni da parte dello Stato, viene proposta dalla maggioranza del corpo legislativo e poi viene sottoposta a tutti gli elettori perchè l'approvino o la respingano. Anche se è stata già approvata dalla maggioranza del corpo legislativo, una legge che venga poi sottoposta a referendum non diventa valida se non è approvata da una maggioranza del voto popolare.
Si può ricorrere al sistema del referendum anche quando si voglia conoscere l'opinione del popolo a proposito di una questione che si presenta al Governo di uno Stato oppure a quello di una città. Tale potrebbe essere il caso di importanti modifiche all'ordinamento scolastico, o la trasformazione di un sistema stradale municipale, oppure dei cambiamenti in seno allo stesso Governo. Quando i votanti hanno espresso i loro desideri, agli Stati e alle amministrazioni municipali non resta che conformarvisi.
In qualcuna delle comunità minori del New England dura ancora il sistema di governo per mezzo delle assemblee cittadine. Tutta la popolazione che ha il diritto di voto funziona in questi casi da corpo legislativo e una o più volte l'anno si raduna per votare direttamente sul modo di risolvere i diversi problemi della città.

I PARTITI POLITICI

La politica, in America, si basa sul cosiddetto sistema dei due partiti. Il partito politico è in sostanza quell'organismo che permette alle opinioni del cittadino di esprimersi e di convogliarsi verso concreti risultati. I due maggiori partiti, il Democratico e il Repubblicano, sono quelli che eleggono una vasta maggioranza dei funzionari pubblici sia Federali che statali. Dopo l'ultima guerra, gli esponenti dei due partiti si sono trovati d'accordo riguardo alla politica estera - che è detta perciò « bipartitica ». Ma spesso i partiti si trovano in contrasto sulle questioni interne contingenti.
Di quando in quando si costituiscono altri partiti minori coi voti di gruppi i quali trovano che le due grandi organizzazioni politiche non esprimono le loro vedute. Se, da una parte, un solo « terzo partito » è riuscito finora ad arrivare ad una elezione nazionale, dall'altra va tenuto conto del fatto che le critiche del terzo partito ai due dominanti hanno spesso avuto come risultato modifiche programmatiche importanti e nuovi orientamenti nel pensiero politico. I terzi partiti hanno costretto inoltre le organizzazioni politiche esistenti a rivedere, aggiornandole, le loro concezioni politiche nei riguardi dei problemi del momento.
In passato, il solo terzo partito che conseguì successo nazionale, fu il partito Repubblicano, che nel 1860 vinse le elezioni Presidenziali. Quel successo repubblicano segnò la fine dei Whigs come grande organizzazione politica e li sostituì come partito importante.
I terzi partiti esercitano la loro influenza maggiore nell'ambito degli Stati e dei municipi, dove i problemi organizzativi sono meno vasti e dove il fatto di trovarsi più vicino airappresentanti del Governo locale, e più a contatto con problemi del luogo che non hanno bisogno di passare attraversola politica dei partiti, ha un effetto sull'opinione del votante.

La maggiore o minore saggezza che mette l'elettore nel dare il suo voto dipende anzitutto dalla sua intelligenza e anche dal fatto che egli si tenga più o meno informato circa gli affari pubblici.
La libera circolazione delle notizie, sottratte a qualsiasi censura, è, negli Stati Uniti, un elemento fondamentale per la democrazia e costituisce un aiuto inestimabile per l'elettore. Negli articoli di fondo, la stampa di informazione può prendere posizione in un modo o nell'altro, a proposito delle questioni di interesse pubblico, ma la tradizione giornalistica americana vuole che tutta la parte riservata alle notizie si limiti ad una esposizione pura e semplice dei fatti.
L'elettore americano può disporre di abbondanti e diverse fonti di informazione : i giornali, le riviste e gli opuscoli, i giornali cinematografici, la televisione e la radio.
La stampa degli Stati Uniti, per mezzo delle sue cronache e dei suoi articoli, tiene il pubblico continuamente informato della maniera con la quale il governo amministra gli affari del giorno. Si pubblicano e si diffondono per radio e televisione discorsi e dichiarazioni dei rappresentanti del governo, brevi biografie delle personalità più in vista, e riassunti delle discussioni che si svolgono alla Camera e al Senato, le conferenze stampa dei Ministri e di chiunque è in grado di illuminare l'uno e l'altro aspetto dell'attività amministrativa e politica.

Viene pure riferita, con immediatezza e dettaglio, una grande varietà di altri fatti ed eventi connessi con gli affari pubblici. Ci sono poi gli articoli di fondo, quelli firmati da scrittori specializzati, ed altre corrispondenze scritte appositamente, che esaminano, spiegano, criticano, oppure plaudono a questo o a quell'aspetto della vita pubblica. Il risultato è che l'elettore americano ha un quadro completo di tutto ciò che è noto ed anche di ciò che sta venendo alla luce.
Numerose e diffuse riviste degli Stati Uniti sono dedicate esclusivamente alla divulgazione di notizie. Altre pubblicazioni popolari, a grande diffusione, dedicano molte pagine ed articoli alla discussione di questioni di attualità e di fatti nuovi che si presentano negli affari locali, nazionali o internazionali. Le reti televisive e di radiodiffusione e le stazioni autonome emettono in media un giornale radio ogni ora, e, oltre a questo, una buona parte del programma è riservata ai corrispondenti che trasmettono i loro commenti ai
fatti del giorno. Per radio e per televisione vengono anche diffusi i discorsi più importanti pronunciati, su argomenti di pubblico interesse, da personalità del Governo. Spesso vengono organizzate speciali serie di convegni che includono anche contraddittori tra personalità della vita pubblica e specialisti in economia, finanza, amministrazione, urbanistica ed in qualsiasi altro campo di interesse generale.

Si pubblicano anche riviste commerciali specializzate in determinati settori, le quali spesso discutono in maniera esauriente l'azione del governo in quel dato settore che interessa i lettori. Certamente ne questo materiale, nè, in genere, molto di quello che viene pubblicato in una forma o nell'altra è del tutto esente da preconcetti e influenze. Una certa parte è influenzata in maniera aperta e facilmente indentificabile. Tuttavia l'elettore attento ha tutta la possibilità di familiarizzarsi profondamente con ogni aspetto di qualsiasi problema e quindi di pesare con cura gli argomenti che vengono presentati a favore e quelli contrari.
Diverse associazioni e circoli si riuniscono per ascoltare conferenze e discutere questioni in contraddittorio. Nella sola New York si calcola che esistano oltre 10.000 di questi gruppi.

Durante le campagne elettorali, i partiti politici compiono un grande sforzo organizzato, con discorsi, pubblicazioni e con tutte le forme della propaganda, per esporre ai votanti i problemi attuali, per convincerli che il programma in base al quale essi si propongono di affrontarli è quello buono, e per persuaderli che i loro candidati, se eletti, assolveranno perfettamente il loro mandato.
Il detto secondo cui - in una democrazia - "il popolo ha il tipo di governo che si merita", deriva proprio dal fatto che in un regime democratico viene offerta al popolo ogni possibilità di autogovernarsi e che di tale opportunità egli può fare buon uso oppure non curarsene. Una popolazione che sia sveglia, coscienziosa e saggia nell'esercitare il suo potere politico, si fa servire dal suo governo bene e in modo efficace.

IL GOVERNO FEDERALE

Il breve preambolo della Costituzione - (le abbiamo lette all'inizio - le famose 52 parole) riflette la saggezza e l'esperienza dei 39 firmatari, guidati da statisti lungimiranti come George Washington, Benjamin Franklin, James Madison e Alexander Hamilton. Essi riuscirono a riassumere i grandi scopi dell'Unione Federale, con inequivocabile chiarezza. Gli autori della Costituzione ebbero tanto coraggio e tanta fiducia in se stessi da parlare in nome di tutto il popolo americano. Da allora in poi, i sei scopi principali, che il popolo ebbe presenti come altrettanti obiettivi, quando si dette la Costituzione, sono sempre rimasti i principi che hanno guidato il Governo degli Stati Uniti.

" . . perfezionare ancor più la nostra Unione...."

Questo problema di « ancor più perfezionar l'Unione » fu uno dei più difficili tra quanti, nel 1787, i 13 nuovi Stati dovettero affrontare. Era, naturalmente, chiarissimo a tutti che, in pratica, qualsiasi unione sarebbe stata migliore di quella che esisteva in virtù degli Articoli della Confederazione.
I costituenti vollero che gli Stati continuassero ad avere tutti i poteri che erano loro necessari per soddisfare alle necessità locali e per fare tutto ciò di cui le rispettive popolazioni avevano particolarmente bisogno e volevano avere nella loro vita quotidiana, purchè tali poteri non contrastassero, in certe determinate maniere, con la necessità e con il benessere di tutto il popolo dell'Unione. Era questa « l'Unione » alla
quale gli uomini del 1787 pensavano, e sulla quale discussero così a lungo e con tanta costanza.
Il potere lasciato ad ogni Stato di legiferare in materia di interessi locali viene riconosciuto al punto che spesso due Stati confinanti hanno leggi assai differenti sulla stessa materia.

La questione dei « diritti degli Stati » condusse, nel 1861, ad una guerra fra gli Stati, durata quattro anni. La popolazione degli Stati settentrionali voleva che il Governo Federale regolamentasse la schiavitù nei nuovi Stati, mentre quella degli Stati meridionali insisteva che il diritto di possedere schiavi era una materia che ogni Stato, vecchio o nuovo, aveva il potere di regolare da solo. Gli Stati favorevoli alla schiavitù tentarono la secessione e il Governo nazionale ricorse alla forza per mantenere l'Unione. I secessionisti furono sconfitti dopo una lotta senza quartiere, e la schiavitù fu abolita. Passati quegli anni tempestosi, gli Stati continuarono ad amministrare i propri affari come prima, dato che la Costituzione garantiva ad ogni Stato una forma repubblicana di governo.
Una Unione di 50 Stati sparsi sopra un grande paese con tanti problemi ed interessi differenti, non può mai essere « perfetta » ; ma l'Unione che i Padri della Costituzione disegnarono è stata d'immenso e duraturo vantaggio per il popolo degli Stati Uniti.

" . . . garantire la Giustizia . . . "

La Dichiarazione d'Indipendenza fu una guida delle più importanti che i Padri della Costituzione seguirono.
Questo grandioso documento della libertà umana enunciava il principio che « tutti gli uomini sono creati uguali » e dotati di alcuni diritti che mai debbono essere loro tolti, e tra questi, i diritti alla « vita, alla libertà e al perseguimento del benessere ». Negli Stati Uniti tutti sono eguali di fronte alla legge. Che uno sia famoso ed un altro sconosciuto, che uno sia ricco ed un altro povero, agli occhi della legge tutti sono eguali. Questi e quelli devono obbedire alla legge, ed hanno lo stesso diritto ad essere protetti dalla legge.

Chiunque sia trovato reo d'infrazione alla legge, è tenuto, come afferma la Costituzione, a sottostare alla punizione, qualunque sia la posizione che occupa o la sua influenza nella società. La stessa eguaglianza di trattamento è assicurata all'individuo quando porta davanti ai tribunali le sue dispute personali o commerciali. Il sistema giudiziario della Nazione è tale da dare facile accesso ad un complesso di organi che favoriscono il pacifico componimento delle controversie e che amministrano la giustizia.

" . . . assicurare la tranquillità all'interno . . . "

Una delle ragioni per adottare la Costituzione Federale era stata quella di rendere possibile agli Stati di mantenere rapporti più amichevoli fra loro; un'altra di assicurare la pace interna, dando al Governo Federale una forza sufficiente a proteggere la popolazione dall'aggressione nemica. Con il quarto Articolo della Costituzione, il governo degli Stati Uniti si assumeva il compito di proteggere ciascuno Stato dall'invasione ed anche, nel caso che uno Stato lo richiedesse, di proteggerlo da episodi di violenza all'interno.
Dal 1815, gli Stati Uniti non sono stati invasi, neppure in parte, da alcuna Potenza straniera. I governi degli Stati si sono dimostrati in genere abbastanza forti da mantenere la legge e l'ordine nei rispettivi confini senza bisogno d'aiuto, cosicchè raramente al Governo Federale è stato chiesto d'intervenire a protezione contro violenze interne. Ma si ha sempre la possibilità di disporre di tutta la potenza di un Governo Federale forte per « assicurare la tranquillità all'interno », così come per proteggere la Nazione contro ogni possibile minaccia da parte di altre nazioni.

" . . . provvedere alla comune difesa...."

Molti pericoli provenienti da altre nazioni minacciarono il popolo degli Stati Uniti nei primi tempi della sua esistenza. Gli Inglesi possedevano il Canadà, i Francesi la Luisiana, e gli Spagnoli la Florida, il Texas ed il Messico. La nazione, giovane e debole, era dunque circondata da territorio appartenente a nazioni europee che non erano troppo amiche, e che per di più principiarono, dopo poco che il Governo Federale aveva incominciato ad organizzarsi, a combattere l'una contro l'altra in una lunga serie di guerre europee. Lo scopo della « difesa comune » previsto dalla Costituzione, divenne perciò molto importante, ma il Governo Federale non potè provvedervi che molto lentamente perchè una gran parte delle energie nazionali era assorbita dall'organizzazione dei nuovi territori che si aprivano alla colonizzazione ad Ovest dei tredici Stati fondatori, ed anche per la necessità di risolvere i grossi problemi provocati dalla ostilità delle tribù indiane viventi in quei territori.

Il dovere di provvedere ad un'adeguata difesa del paese e della popolazione è condiviso dai rami legislativo ed esecutivo del Governo Americano. Al Congresso è attribuito il potere di dichiarare la guerra, di mantenere un Esercito ed una Marina, e pagarne le spese. Il Presidente della Repubblica è il Comandante in capo. La politica degli Stati Uniti ha lo scopo di promuovere rapporti pacifici fra le Nazioni, ma pure di mantenere un Esercito, una Marina ed un'Aviazione potenti allo scopo di assolvere l'impegno costituzionale di provvedere alla difesa comune.

" . . . promuovere il benessere generale . . . "

Alla fine della guerra d'Indipendenza, il popolo americano si trovava in condizioni molto difficili. Moltissimi giovani, dei quali c'era estremo bisogno per i lavori agricoli, per lo sviluppo edilizio, per il funzionamento delle aziende, delle fabbriche e dei cantieri d'un paese in rapido sviluppo, erano stati impegnati, per sei anni o più, negli eserciti del Generale Washington. Gli affari della maggior parte dei centri produttivi dei tredici Stati erano paralizzati. L'ammontare dei debiti contratti dalla nazione e dagli Stati era tale da aver ridotto al minimo il valore della moneta. Le privazioni derivanti da questo stato di cose erano diffusissime.
Il primo compito che il Governo Federale dovè affrontare fu quello delle misure da prendere per porre su basi solide l'economia del paese.

La Costituzione Federale, nel dare al Congresso i poteri di legiferare per il bene comune del popolo, dispone, nella sezione ottava del primo Articolo, che « Il Congresso avrà facoltà di... imporre e percepire tasse... pagare i debiti pubblici e provvedere alla difesa comune e al benessere generale degli Stati Uniti ».

L'esercizio di questo potere fiscale rese possibile al Governo di soddisfare i suoi debiti di guerra e rivalutare la moneta. Furono nominati un Ministro per il Tesoro, uno per gli Affari Esteri, uno per la Guerra, ed uno per la Giustizia. Questi furono i primi Ministeri creati per costituire il potere esecutivo. Al Tesoro fu attribuito l'incarico di curare gli affari finanziari del Governo, al Ministero degli Esteri o Dipartimento di Stato, quello delle relazioni del popolo americano con le altre Nazioni, al Ministero della Guerra di occuparsi dell'Esercito e della Marina, ed al Ministero della Giustizia di fornire all'Amministrazione la consulenza legale e di agire come pubblico ministero federale.
Man mano che il Paese si espandeva geograficamente e l'economia diventava sempre più complessa, furono aggiunti altri servizi di governo sempre nell'interesse del « benessere pubblico ». Se ne parlerà dettagliatamente quando, nei capitoli seguenti, verranno descritte le attività dei vari Dipartimenti o Ministeri.

" . . . salvaguardare, per noi stessi e per i nostri posteri,
il dono della libertà . . . "


Uno degli scopi principali che il popolo si proponeva quando adottò la Costituzione Federale era quello di assicurarsi che la libertà che s'era appena guadagnata non andasse perduta. I Padri della Costituzione, nell'attribuire i poteri al Governo Federale, fecero bene attenzione a proteggere i diritti e le facoltà del cittadino, con il mettere limiti tanto ai poteri del Governo Federale quanto a quelli degli Stati.
Così il cittadino degli Stati Uniti, purchè rispetti la legge, può muoversi liberamente, godere in tutta sicurezza della vita e dei beni, e rivolgersi ai Tribunali per avere giustizia e tutela ogni volta che si sente leso nei suoi diritti.
E' un fatto significativo che gli articoli più perentori della Costituzione e la Carta dei Diritti vietano in modo assoluto qualsiasi invasione nella sfera degli specificati « diritti inalienabili » dell'individuo, senza nessun riguardo alle circostanze. Il carattere degli uomini che redassero il documento, e il desiderio popolare che indusse a far adottare ben presto i primi dieci emendamenti, stanno a dimostrare che la preoccupazione principale fu quella di salvaguardare le libertà dell'uomo e, in secondo luogo, quella di delegare al Governo i poteri necessari per amministrare.
Quel primo scopo fu indicato chiaramente in una frase della Dichiarazione d'Indipendenza:
« . . i governi sono stati istituiti tra gli uomini allo scopo di garantire questi diritti
e derivano la loro giusta autorità dal consenso dei governati ».

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I SUCCESSIVI EMENDAMENTI (1794 - 1992)

I primi 10 emendamenti li abbiamo già riassunti (in italiano e in originale) sopra

 

Amendment XI

Proposed by Congress March 4, 1794
Ratified February 7, 1795

The judicial power of the United States shall not be construed to extend to any suit in law or equity, commenced or prosecuted against one of the United States by Citizens of another State, or by citizens or subjects of any foreign State.

Amendment XII


Proposed by Congress December 9, 1803Ratified June 15, 1804

The electors shall meet in their respective States, and vote by ballot for President and Vice-President, one of whom, at least, shall not be an inhabitant of the same State with themselves; they shall name in their ballots the person voted for as President, and in distinct ballots the person voted for as Vice-President, and they shall make distinct lists of all persons voted for as President, and of all persons voted for as Vice-President and of the number of votes for each, which lists they shall sign and certify, and transmit sealed to the seat of the Government of the United States, directed to the President of the Senate; The President of the Senate shall, in the presence of the Senate and House of Representatives, open all the certificates and the votes shall then be counted; the person having the greatest number of votes for President, shall be the President, if such number be a majority of the whole number of Electors appointed; and if no person have such majority, then from the persons having the highest numbers not exceeding three on the list of those voted for as President, the House of Representatives shall choose immediately, by ballot, the President. But in choosing the President, the votes shall be taken by States, the representation from each State having one vote; a quorum for this purpose shall consist of a member or members from two-thirds of the States, and a majority of all the States shall be necessary to a choice. And if the House of Representatives shall not choose a President whenever the right of choice shall devolve upon them, before the fourth day of March next following, then the Vice-President shall act as President, as in the case of the death or other constitutional disability of the President. The person having the greatest number of votes as Vice-President, shall be the Vice-President, if such number be a majority of the whole number of Electors appointed, and if no person have a majority, then from the two highest numbers on the list, the Senate shall choose the Vice-President; a quorum for the purpose shall consist of two-thirds of the whole number of Senators, and a majority of the whole number shall be necessary to a choice. But no person constitutionally ineligible to the office of President shall be eligible to that of Vice-President of the United States.

Amendment XIII

Proposed by Congress January 31, 1865Ratified December 6, 1865

Section 1. Neither slavery nor involuntary servitude, except as a punishment for crime whereof the party shall have been duly convicted, shall exist within the United States, or any place subject to their jurisdiction.

Section 2. Congress shall have power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Amendment XIV

Proposed by Congress June 13, 1866Ratified July 9, 1868

Section 1. All persons born or naturalized in the United States, and subject to the jurisdiction thereof, are citizens of the United States and of the State wherein they reside. No State shall make or enforce any law which shall abridge the privileges or immunities of citizens of the United States; nor shall any State deprive any person of life, liberty, or property, without due process of law; nor deny to any person within its jurisdiction the equal protection of the laws.

Section 2. Representatives shall be apportioned among the several States according to their respective numbers, counting the whole number of persons in each State, excluding Indians not taxed. But when the right to vote at any election for the choice of Electors for President and Vice-President of the United States, Representatives in Congress, the executive and judicial officers of a State, or the members of the Legislature thereof, is denied to any of the male inhabitants of such State, being twenty-one years of age, and citizens of the United States, or in any way abridged, except for participation in rebellion, or other crime, the basis of representation therein shall be reduced in the proportion which the number of such male citizens shall bear to the whole number of male citizens twenty-one years of age in such State.

Section 3. No person shall be a Senator or Representative in Congress, or elector of President and Vice-President, or hold any office, civil or military, under the United States, or under any State, who, having previously taken an oath, as a member of Congress, or as an officer of the United States, or as a member of any State legislature, or as an executive or judicial officer of any State, to support the Constitution of the United States, shall have engaged in insurrection or rebellion against the same, or given aid or comfort to the enemies thereof. But Congress may by a vote of two-thirds of each House, remove such disability.

Section 4. The validity of the public debt of the United States, authorized by law, including debts incurred for payment of pensions and bounties for services in suppressing insurrection or rebellion, shall not be questioned. But neither the United States nor any State shall assume or pay any debt or obligation incurred in aid of insurrection or rebellion against the United States, or any claim for the loss or emancipation of any slave; but all such debts, obligations and claims shall be held illegal and void.

Section 5. The Congress shall have power to enforce, by appropriate legislation, the provisions of this AMENDMENT.

Amendment XV

Proposed by Congress February 26, 1869Ratified February 17, 1870

Section 1. The right of citizens of the United States to vote shall not be denied or abridged by the United States or by any State on account of race, color, or previous condition of servitude.
« il diritto al voto dei cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato o limitato dagli Stati Uniti né da alcuno degli Stati per ragioni di razza, di colore o di precedente condizione servile ».

Section 2. The Congress shall have power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Amendment XVI

Proposed by Congress July 12, 1909Ratified February 3, 1913

The Congress shall have power to lay and collect taxes on incomes, from whatever source derived, without apportionment among the several States and without regard to any census or enumeration.

Amendment XVII

Proposed by Congress May 13, 1912Ratified April 8, 1913

The Senate of the United States shall be composed of two senators from each State, elected by the people thereof, for six years; and each Senator shall have one vote. The electors in each State shall have the qualifications requisite for electors of the most numerous branch of the State legislature.

When vacancies happen in the representation of any State in the Senate, the executive authority of such State shall issue writs of election to fill such vacancies: Provided, That the legislature of any State may empower the executive thereof to make temporary appointments until the people fill the vacancies by election as the legislature may direct.

This amendment shall not be so construed as to affect the election or term of any senator chosen before it becomes valid as part of the Constitution.

Amendment XVIII

Proposed by Congress December 18, 1917Ratified January 16, 1919

Section 1. After one year from the ratification of this AMENDMENT, the manufacture, sale, or transportation of intoxicating liquors within, the importation thereof into, or the exportation thereof from the United States and all territory subject to the jurisdiction thereof for beverage purposes is hereby prohibited.

Section 2. The Congress and the several States shall have concurrent power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Section 3. This AMENDMENT shall be inoperative unless it shall have been ratified as an amendment to the Constitution by the legislatures of the several States, as provided in the Constitution, within seven years from the date of the submission hereof to the States by Congress.

Amendment XIX

Proposed by Congress June 4, 1919Ratified August 18, 1920

The right of citizens of the United States to vote shall not be denied or abridged by the United States or by any States on account of sex.

The Congress shall have power by appropriate legislation to enforce the provisions of this AMENDMENT.

Amendment XX

Proposed by Congress March 2, 1932Ratified January 23, 1933

Section 1. The terms of the President and Vice-President shall end at noon on the twentieth day of January, and the terms of Senators and Representatives at noon on the third day of January, of the years in which such terms would have ended if this AMENDMENT had not been ratified; and the terms of their successors shall then begin.

Section 2. The Congress shall assemble at least once in every year, and such meeting shall begin at noon on the third day of January, unless they shall by law appoint a different day.

Section 3. If, at the time fixed for the beginning of the term of the President, the President-elect shall have died, the Vice-President-elect shall become President. If a President shall not have been chosen before the time fixed for the beginning of his term, or if the President-elect shall have failed to qualify, then the Vice-President-elect shall act as President until a President shall have qualified; and the Congress may by law provide for the case wherein neither a President-elect nor a Vice-President-elect shall have qualified, declaring who shall then act as President, or the manner in which one who is to act shall be selected, and such person shall act accordingly until a President or Vice-President shall have qualified.

Section 4. The Congress may by law provide for the case of the death of any of the persons from whom the House of Representatives may choose a President whenever the right of choice shall have devolved upon them, and for the case of the death of any of the persons from whom the Senate may choose a Vice-President whenever the right of choice shall have devolved upon them.

Section 5. Sections 1 and 2 shall take effect on the 15th day of October following the ratification of this AMENDMENT.

Section 6. This AMENDMENT shall be inoperative unless it shall have been ratified as an amendment to the Constitution by the legislatures of three-fourths of the several States within seven years from the date of its submission.

Amendment XXI

Proposed by Congress February 20, 1933Ratified December 5, 1933

Section 1. The eighteenth AMENDMENT of amendment to the Constitution of the United States is hereby repealed.

Section 2. The transportation or importation into any State, Territory, or possession of the United States for delivery or use therein of intoxicating liquors, in violation of the laws thereof, is hereby prohibited.

Section 3. The AMENDMENT shall be inoperative unless it shall have been ratified as an amendment to the Constitution by conventions in the several States, as provided in the Constitution, within seven years from the date of the submission hereof to the States by the Congress.

Amendment XXII

Proposed by Congress March 21, 1947Ratified February 27, 1951

Section 1. No person shall be elected to the office of the President more than twice, and no person who has held the office of President, or acted as President for more than two years of a term to which some other person was elected President shall be elected to the office of the President more than once. But this AMENDMENT shall not apply to any person holding the office of President when this AMENDMENT was proposed by the Congress, and shall not prevent any person who May be holding the office of President, or acting as President, during the term within which this AMENDMENT becomes operative from holding the office of President or acting as President during the remainder of such term.

Section 2. This AMENDMENT shall be inoperative unless it shall have been ratified as an amendment to the Constitution by the legislatures of three-fourths of the several States within seven years from the date of its submission to the States by the Congress.

Amendment XXIII

Proposed by Congress June 17, 1960Ratified March 29, 1961

Section 1. The District constituting the seat of government of the United States shall appoint in such manner as the Congress may direct:

A number of electors of President and Vice-President equal to the whole number of Senators and Representatives in Congress to which the District would be entitled if it were a State, but in no event more than the least populous State; they shall be in addition to those appointed by the States, but they shall be considered, for the purposes of the election of President and Vice-President, to be electors appointed by a State; and they shall meet in the district and perform such duties as provided by the twelfth AMENDMENT of amendment.

Section 2. The Congress shall have power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Amendment XXIV

Proposed by Congress March 27, 1962Ratified January 23, 1964

Section 1. The right of citizens of the United States to vote in any primary or other election for President or Vice-President, for electors for President or Vice-President, or for Senator or Representative in Congress, shall not be denied or abridged by the United States or any State by reason of failure to pay any poll tax or other tax.

Section 2. The Congress shall have power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Amendment XXV

Proposed by Congress February 19, 1965Ratified February 10, 1967

Section 1. In case of the removal of the President from office or of his death or resignation, the Vice-President shall become President.

Section 2. Whenever there is a vacancy in the office of the Vice-President, the President shall nominate a Vice-President who shall take office upon confirmation by a majority vote of both Houses of Congress.

Section 3. Whenever the President transmits to the President pro tempore of the Senate and the Speaker of the House of Representatives his written declaration that he is unable to discharge the powers and duties of his office, and until he transmits to them a written declaration to the contrary, such powers and duties shall be discharged by the Vice-President as Acting President.

Section 4. Whenever the Vice-President and a majority of either the principal officers of the executive departments or of such other body as Congress may by law provide, transmit to the President pro tempore of the Senate and the Speaker of the House of Representatives their written declaration that the President is unable to discharge the powers and duties of his office, the Vice-President shall immediately assume the powers and duties of the office as Acting President.

Thereafter, when the President transmits to the President pro tempore of the Senate and the Speaker of the House of Representatives his written declaration that no inability exists, he shall resume the powers and duties of his office unless the Vice-President and a majority of either the principal officers of the executive department or of such other body as Congress may by law provide, transmit within four day to the President pro tempore of the Senate and the Speaker of the House of Representatives their written declaration that the President is unable to discharge the powers and duties of his office. Thereupon Congress shall decide the issue, assembling within forty-eight hours for that purpose if not in session. If the Congress, within twenty-one days after receipt of the latter written declaration, or, if Congress is not in session, within twenty-one days after Congress is required to assemble, determines by two-thirds vote of both Houses that the President is unable to discharge the powers and duties of his office, the Vice-President shall continue to discharge the same as Acting President; otherwise, the President shall resume the powers and duties of his office.

Amendment XXVI

Proposed by Congress March 10, 1871Ratified July 1, 1971

Section 1. The right of citizens of the United States, who are eighteen years of age or older, to vote shall not be denied or abridged by the United States or by any State on account of age.

Section 2. The Congress shall have power to enforce this AMENDMENT by appropriate legislation.

Amendment XXVII

Proposed by Congress September 25, 1789Ratified May 7, 1992

Section 1. No law, varying the compensation for the services of the Senators and Representatives, shall take effect, until an election of Representatives shall have intervened.

 

FINE

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FONTI: Queste informazioni sono contenute nell'opuscolo edito in italiano dall'USIS
(United States Information Service - Italia - Roma)
E sono basate sul libro "La Nostra Costituzione e il nostro Governo", scritto da Cathryn Secker- Hudson dell'Università di Washington
, pubblicato e distribuito gratuitamente dal Dipartimento di Stato.
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DA WASHINGTON A OBAMA

Sono 44 i presidenti che in 214 anni si sono avvicendati alla Casa Bianca.
Elenco completo

(partito: R=repubblicano; D=democratico: F=federalista; L=liberale)

1 George Washington: 1789-1794; 1794-1797 - (F)
2 John Adams: 1797-1801- (F)
3 Thomas Jefferson: 1801-1805; 1805-1809 - (R)
4 James Madison: 1809-1813; 1813-1817 - (R)
5 James Monroe: 1817-1821; 1821-1825 - (R)
6 John Quincy Adams: 1825-1829 - (D)


7 Andrew Jackson: 1829-1833; 1833-1837 - (D)
8 Martin Van Buren: 1837-1841 - (D)
9 illiam Henry Harrison: 1841-1841 -(L)
10 John Tyler: 1841-1845 -(L)
11 James Knox Polk: 1845-1849 - (D)
12 Zachary Taylor: 1849-1850 -(L)


13 Millard Fillmore: l850-1853 -(L)
14 Franklin Pierce: 1853-1857 - (D)
15 James Buchanan: 1857-1861 - (D)
16 Abraham Lincoln: 1861 - 1865 -(R)
17 Andrew Johnson: 1865-1869 - (D)
18 Ulysses Simpson Grant: 1869-1872; 1872-1877 - (R)


19 Rutherford Birchard Hayes: 1877-1881 - (R)
20 James Abram Garfield: 1881-1881 - (R)
21 Chester Alan Arthur: 1881-1885 - (R)
22 Grover Cleveland: 1885-1889; - (D)
23 Benjamin Harrison: 1889-1893  - (R)
24 Grover Cleveland: 1893-1897 -(D)


25 William McKinley: 1897-1901 - (R)

26 Theodore Roosevelt: 1901-1904; 1904-1909 - (R)
27 William Howard Taft: 1909-1913 - (D)
28 Woodrow Wilson: 1913-1916; 1916- 921 - (D)
29 Warren Gamaliel Harding: 1921-1923 - (R)
30 John Calvin Coolidge Jr: 1923-1929 - (R)
31 Herbert Clark Hoover: 1929-1933  - (R)


32 Franklin D. Roosevelt: 1933-1937; 1937-1941; 1941-1944; 1944-1945 -(D)
33 Harry Spencer Truman: 1945-1949; 1949-1953 - (D)
34 Dwight David Eisenhower: 1953-1957; 1957-1961 - (R)
35 John Fitzgerald Kennedy: 1961-1963 (D)
36 Lyndon Baynes Johnson: 1963-1965; 1965-1969 - (D)


37 Richard Nixon: 1969-1973; 1973-1974  - (R)
38 Gerald Rudolph Ford: 1974-1977 -(R)
39 James Earl Carter: 1977-1980 - (D)


40 Ronald Wilson Reagan: 1980-1984; 1984-1988 - (R)
41 George Bush: 1988-1992 - (R)
42 William Jefferson (Bill) Clinton: 1992- 1996; 1996 - 2000 (D)
43 George Bush (figlio di George) 2000 - 2004; 2004 - 2008 (R)


44 Barack Hussein Obama 2009 - . . . .
(D)

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VEDI:
LA NASCITA DEGLI STA
TI UNITI D'AMERICA

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... STORIA DEGLI STATI UNITI

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prenditi un minuto e
SCOPRI COS'E' L'ANEURISMA
ne vale la pena !!!

Ci sentiamo tutti sani, forti e belli poi... all'improvviso...
il "killer silenzioso" ci mette KO

( UNA MIA RECENTE ESPERIENZA !! > > > )
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