INIZIO DELLA UMANA CONOSCENZA

100.000 ANNI FA
iniziava l'avventura

"L'Universo ha elargito un grande dono all'uomo: con i suoi migliori atomi ha creato una parte di sè stesso dentro la sua mente per studiare lo stesso universo e soprattutto per capire se stesso". (Maxwell)

"Se non sai quello che è stato, da dove viene tutto quello che c'è, non puoi trovare te stesso e costruire il futuro che ti viene incontro".(Proverbio Cinese)

"sebbene il mondo nel suo complesso progredisca, la gioventù deve ricominciare tuttavia sempre da capo e rifare dal principio alla fine". (J.W.Goethe)

"SI SIAMO NOI I TUOI ANTENATI, SOLO QUATTRO OSSA....
La storia è una delle materie più importanti per la formazione culturale e umana. Dimostrate sempre una intelligente curiosità.
E non dite che non vi interessa nulla, sareste un cattivo ospite di questa terra. Una offesa a noi i vostri progenitori, che dalle nostre mille e mille tombe gridiamo:
"... ma come, siamo scampati a mille uragani, a mille fiere, a mille malattie, a mille pesti, a mille terremoti, a mille battaglie, per arrivare a te, scampando a mille inferni, a mille difficoltá, a mille miserie, a mille stenti; abbiamo nonostante tutto scheggiato mille pietre, dipinto mille caverne, scritto mille papiri, poi mille e mille libri, e con questi abbiamo accumulato e poi lasciato a te in ereditá mille saperi.... e tu che ora vivi negli anni 2000, ci ringrazi così? dici che non ti interessa nulla!"


C'e' un universo e un mondo da esplorare, e "questo universo, ha elargito il dono piu' grande - quello di aver creato con i suoi migliori atomi una parte di se stesso dentro la mente dell'uomo per studiare il resto di sé".

Abbiate sempre il coraggio di sapere!
e insieme a questo, anche quello di servirsi di quei migliori atomi e quindi anche della propria ragione!

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"100.000 ANNI FA . Sono gli anni dove l'evoluzione tecnologica negli ominidi prende il sopravvento. E non è più la biologia che domina il destino dell'uomo. Ma il prodotto del suo cervello: la cultura. Già allo stadio dell' Homo habilis (3 milioni a.C.), l'esperienza acquisita per i successivi ominidi diventò prioritaria, ma erano cognizioni trascurabili, ci vollero altri 29.000 secoli, pari a 116.000 generazioni, per giungere a una perfetta padronanza delle gambe e delle mani, e soprattutto del cervello.
Da questo momento, 100.000 ANNI FA , dalle varie sollecitazioni dell'ambiente, l'uomo riceve da altri uomini, delle risposte culturali, non più biologiche. L'evoluzione, la selezione naturale, l'adattamento fisiologico a uno squilibrio qualsiasi, sono fenomeni che non intervengono più, perchè non sono più necessari alla sua sopravvivenza, lui con una attenta osservazione inizia ad elaborare strategie, ad architettare soluzioni a lui vitali anche dove queste sono carenti o del tutto assenti. Con il vantaggio di rimanere stabile in un luogo e in questo vivere in unione con altri suoi simili. Nascono dunque le abitazioni, scopre l'agricoltura, un insieme di accessori, un insieme di prodotti, ma innanzitutto affinando il suo linguaggio ha modo di scambiare rappresentazioni mentali, culturali.
L'ominide ha sì sempre continuato nella sua nuova evoluzione culturale fino l'Homo sapiens di Neandertal (100.000 a.C.), ma poi con il definitivo Homo sapiens sapiens di Cro Magnon (40.000 a.C.) la sua cultura diventa superiore e trionfante rispetto a tutti i suoi antenati.

Allo stato in essere, non dobbiamo avere la presunzione di aver già capito tutto; solo da qualche decina di anni sappiamo qualcosa di come è composto il principale organo di ogni essere vivente, il cervello, e sappiamo che sono gli ioni delle nostre sinapsi che ci permettono di ricevere o non ricevere le informazioni, e sono proprio le particelle subatomiche e solo queste, che ci permettono di indagare sull'universo come sull'uomo. Ci siamo permessi perfino di manipolarle queste particelle. Basta infatti uno dei tanti banalissimi farmaci per mettere in disordine o in ordine la mente del più sapiente uomo, sia esso uno scienziato, sia esso un religioso. Siamo oggi appena agli inizi della neuroscienza. Cerchiamo dunque di ricordare spesso un'altra verità di Maxwel "Le uniche leggi della materia sono quelle che la nostra mente deve architettare e le uniche leggi della mente sono architettate per essa dalla materia".

A circa 100.000 ANNI FA, fisiologicamente l'Homo sapiens sapiens é completo. E dopo una cosciente e "caparbia" volontà ha voluto rimanere sempre eretto, pur con alcuni inconvenienti fisiologici che ancora oggi sono causa di disturbi.


Abbiamo detto "volontà", perchè il processo evolutivo non aveva ancora fisiologicamente modificato le ossa della sua postura; ancora oggi la colonna vertebrale dell'uomo non è "ingegneristicamente" una costruzione perfetta, cioè non proprio adatta a camminare eretta su due gambe, presenta -lo abbiamo appena accennato- degli inconvenienti fisiologici, perchè la struttura è poco resistente per sorreggere il peso di tutto il busto con la testa. Ma questo ominide nel voler insistere la sua deambulazione eretta, in un tempo relativamente breve, con una colonna vertebrale nata per stare in orizzontale o al limite curva, la sua postura eretta ha dato origine a schiacciamenti delle vertebre, a dislocazione o degenerazione dei dischi intervetebrali, alle cosiddette infiammazioni, alle sciatiche, alle ernie, ai dolori nella regione sacrale, alle scoliosi, alle discopatie, e perfino a una fragilità nelle ginocchia. Nonostante erano già passati circa 5-6 milioni di anni da un primo tentativo, pur riuscito in questi ultimi anni, quasi metà del genere umano ancora oggi nello stare eretto - per breve o lungo tempo - soffre di mal di schiena. Questo perchè per darci un portamento, per equilibrare il peso, abbiamo curvato nella parte inferiore della schiena la colonna vertebrale, che ha assunto una forma a S nella zona dell'osso sacrale. Nessun altro organismo presenta questa flessione all'indietro, non esistono altri animali quadrupedi che stanno eretti con questo accorgimento volutamente espresso dalla volontà. Mentre tutti gli altri animali che sono veramente bipedi (es. struzzi, polli ecc.) hanno un baricentro "ingegneristicamente" quasi perfetto.

Questa "volontà cosciente", assieme all'uso delle mani e del linguaggio, segnò l'inizio di molte altre scoperte che portarono a iniziare il progresso dell'uomo.

Sono queste le prime micro-evoluzioni "culturali" dovute al suo cervello più organizzato, e questa nuova organizzazione diede origine alla neocorteccia, la parte più recente del nostro cervello. Non è diventato più grande, ma questa parte é soltanto più organizzata perchè è stato sollecitata a diventare tale; e se prendiamo gli ultimi studi della neuroscienza, il nostro cervello diventa ordinato e si creano delle particolari aree, solo dopo molte specifiche (culturali) INFORMAZIONI introdotte. Cioè dopo averle viste, oppure sentite tramite un linguaggio. E dopo pensate e ricordate per muoverci nel nostro mondo.


Immagini del cervello di una persona che si applica a compiti diversi, rilevate alla Pet del centro dell'Università di Los Angeles. Si noti la maggiore attività del metabolismo nel LAVORO, dove occorre, vedere e sentire, poi pensare e ricordare, indi agire.

LE INFORMAZIONI - Solo con le informazioni nascono le ramificazioni neurali, con i gangli, gli assoni (uniscono due neuroni), i dendriti, le sinapsi, con gli impulsi (afferenti) della periferia al sistema centrale, che fanno prima i depositi, poi le associazioni, poi le comparazioni di quanto già immagazzinato, se immagazzinato; poi con i sistemi nervosi sensoriali entrano in azione con altri impulsi (efferenti) "le risposte" in base alle esperienze negative o positive già fatte; possono essere risposte dell'agire o non agire, del difendersi o aggredire, dello scappare o affrontare il pericolo (e ancora oggi) di parlare o... starsene zitti, se si ha l'impressione che la risposta è troppo istintiva non sufficientemente razionale, cioè già vagliata con diverse ipotesi, che sono poi il frutto di tutte quelle informazioni che abbiamo in precedenza inserite - e alle volte siamo quasi certi di averle inserite dentro il nostro cervello, ecco perchè alcune volte nascono dei dubbi, o addirittura di non eseguiamo quella certa azione.
In un tuffo da un aereo in volo, l'istinto di conservazione ci trattiene, ci crea dubbi e timori, anche quando abbiamo un paracadute (i dubbi provengono dall'amigdala dove ci sono le antiche informazioni acquisite dai nostri primi abitanti, e sono "guardinghe", perché sono preposte a difendere la specie dall'estinzione ("istinto di conservazione"); ma se superiamo questa fase (ma alcuni proprio non ci riescono - e lo so per esperienza per aver fatto l'istruttore di paracadutismo) nei successivi lanci - dopo aver convinto la parte più antica del nostro cervello con quella più recente dove è depositata la nuova informazione che ci dice che nella caduta ho un paracadute che si apre, e quindi non c'è nulla da temere - l'istinto primordiale (neuroni con le antiche informazioni conservate nel nucleo dell'amigdala, sito in profondità nei due emisferi cerebrali) viene inibito dall'informazione più recente che nella sua nuova logica razionale ha vagliato e spazzato via tutti gli antichi dubbi. Ma se non faccio crescere il dendrite della nuova informazione - ripetendomi più volte che ho un paracadute (l'informazione con una analisi razionale) - ha il sopravvento la risposta del cervello antico (mirante alla conservazione) e dice... "no, non devi buttarti!". Fa cioè il suo dovere, innesca la difesa, ci trattiene da una decisione improvvisa per noi e per la specie pericolosa; ma se insistentemente noi gli segnaliamo l'analisi razionale, l'amigdala spegne (inibisce) la reazione di paura e ci lascia agire, cioè ci buttiamo.

C'entra poco la quantità di materia grigia, la superiorità del nostro cervello è dovuta alla ricchezza di connessioni interneuronali sviluppate e mantenute con l'apprendimento, l'esperienza, l'istruzione, la cultura, piuttosto che all'estensione di talune aree corticali o al numero delle cellule della corteccia cerebrale.
Ripetere più volte l'informazione, significa far crescere le "strade"
gli assoni e le "stradine" con i dendriti e poi percorrerle, è più queste strade e stradine sono percorse, maggiore è la velocità di connessione con altri neuroni o intere zone di neuroni che contengono le informazioni che sono necessarie ad una risposta dopo aver fatto una domanda.
Es. a scuola impariamo una poesia dopo che l'abbiamo ripetuta tante volte, creando così una buona "strada" associativa verso quei neuroni che hanno ricevuto più volte le ripetute informazioni. Ma se per anni non ripetiamo quella poesia, non la ricordiamo più. Questo perché le connessioni se non usate tendono a regredire a regredire, fino a scomparire del tutto. E' come una città, che isolandosi da altre città, le strade cadono in disuso, ci crescono le erbacce, scompaiono del tutto, con la conseguenza che gli abitanti -isolandosi- non avendo più informazioni dal di fuori, entrano in declino e si impoveriscono. Anche quando un volenteroso vorrebbe uscire, rompere l'isolamento, non lo può più fare perchè non esistono più strade ma solo più una impenetrabile foresta. Così i cervelli ! (di alcuni). L'atrofia, il non uso, precede di poco la morte dei neuroni, dei dendriti, di alcune o di tutte le aree cerebrali. Se poi c'è un trauma, una ischemia, il processo letale delle cellule neuroniche è ancora più accelerato.

In polemica con Cartesio, Locke negò che esistono idee innate e che "l'intelletto prima del processo cognitivo è completamente privo di ogni nozione, è tabula rasa, una pagina bianca su cui non è scritto proprio nulla" (lo vediamo nell'immagine che segue - di Eccles - che è così!). Cartesio se poteva dire "io penso quindi io sono" è perchè aveva introdotto delle informazioni apprese da altri, aveva interagito. Se nasceva e viveva in una foresta da solo, senza contatti umani, non avrebbe mai potuto nè pensare nè esprimere un concetto. Locke senza avere la PET anticipa la Neuroscienza di duecento anni. La PET (é la Tomografia ad Emissione Protoni), nella corteccia cerebrale, soprattutto nella neocorteccia, individua i neuroni che hanno o non hanno una informazione bioelettricamente depositata negli stessi; evidenzia la formazione o non formazioni di dendriti, assoni e sinapsi che le stesse informazioni se ricevute hanno creato fra un neurone e l'altro per fare associazioni, dare una risposta a una domanda, o autoassociandole farsi una domanda, porsi un dubbio o esercitare la propria creatività mettendo tanti associazioni di informazioni insieme in un modo diverso da come le abbiamo nesse nei "magazzini". I tanti "magazzini" sono la nostra "CONOSCENZA".

LA CONOSCENZA - "Ogni nostra conoscenza -affermava Locke- ha origine dall'esperienza esterna (tramite i sensi); dall'esperienza derivano le idee semplici che l'intelletto poi elabora e sintetizza costruendo con esse le idee complesse. La riflessione non è un'attività spirituale: non è altro che "senso" interno".
Locke anticipa intuitivamente il meccanismo neuronico. Lui allora non poteva certo immaginare che tutti i nostri sensi in effetti non sono altro che impulsi biolettrici scaturiti dalla polarizzazione-depolarizzazione di una sinapsi, che converte ioni in quanti, e li trasmette tramite gli assoni alle singole aeree del cervello, che decodificano l'impulso, da biochimico a elettrico (
a livello di sinapsi, l'azione chimica cede il posto all'impulso elettrico), da analogico a digitale, e depositano nel neurone la sequenza di impulsi in "quanti"; questa sequenza prende il nome di engramma (che assomiglia molto alle etichette codice barre di una scatola di pelati comprata al supermercato, che ci dice - tramite 7 impulsi elettrici - che cos'è, dove è stata prodotta, chi l'ha confenzionata, la quantità, la qualità, il costo, la scadenza ecc. - Ovviamente se questa etichetta è stata messa sulla scatola).

Cartesio poteva sì dire "io penso e dunque io sono" ma si dimentica che lui può pensare solo perché ha interagito con un suo simile, cioè ha ricevuto tramite un linguaggio (mimico o verbale) delle informazioni, che gli permettono di pensare. Senza informazioni non potrebbe nè pensare e tanto meno pensare di essere. Cartesio è insomma -nelle sue esperienze, nelle sue conoscenza, nei suoi pensieri - é sempre debitore di qualcuno che aveva esperienze e conoscenze.
E' da bambini che inizia questa lenta trasformazione da creature che appena sanno, a creature che sanno di sapere, il che è l'essenza dell'autocoscienza. Ma non lo hanno appreso da soli, hanno bisogno di interagire con altri: all'inizio col padre e la madre, poi con gli amici di scuola, infine con l'ambiente in cui vivono. Se l'ambiente è culturalmente ricco ci si avvantaggia rispetto a coloro che vivono in un ambiente povero di esperienze e di conoscenze. Solo così si può imparare tramite un linguaggio (verbale o mimico), e con questo ricevere informazioni, e con le acquisite informazioni pensare, cioè scoprire e rappresentarci il mondo che ci circonda. E questo si chiama "conoscenza" (il sapere).
"Perfino il libero arbitrio è un fatto di esperienza. E' qualcosa che ciascuno di noi prova. Nessuno avrebbe immaginato che il libero arbitrio esistesse se non ne avesse fatto esperienza, con il che io intendo la capacità di effettuare delle azioni in base alle informazioni-esperienze introdotte, o almeno il tentare di effettuarle"
(John Eccles, Nobel 1963, La conoscenza del cervello, Piccin editore, Padova).

Tutta la nostra storia, nelle varie arti e mestieri è una dimostrazione di come il cervello sappia elaborare l’ immaginario percettivo generando logiche interpretative con cui vengono affrontate le problematiche osservate o udite per dimensionare un pronostico anticipativo degli eventi ma anche esplorare il futuro.
Oggi le "neuroscienze cognitive" hanno iniziato a comprendere le basi neurologiche per mezzo delle quali il cervello acquisisce una percezione significativa del mondo generando una percezione sensoriale che altro non è che lo scenario delle nostre
possibili bio-elettriche interazioni con l’ ambiente in cui viviamo.
E queste primissime conoscenze, questi primi dendriti che portano le informazioni ai nostri neuroni, iniziano a formarsi già dopo tre giorni dalla nascita. Dopo 7, 12, 15, 21 giorni hanno già una sviluppata ramificazione (le "strade" e "stradine").

Bisogna ad ogni costo sviluppare al bambino queste "stradine" - fornendogli tante informazioni e soprattutto con metodo, non facendolo rispondere come un pappagallo, a domanda risposta (questo si chiama nozionismo). Se non si assume questa funzione di guida nello svolgimento delle azioni è probabile che il loro comportamento sia disorganizzato e incapace di seguire delle regole. Perchè lui sì inizia a introdurre ma anche a dividere nei due emisferi Dx e Sx ciò che riceve.
Ci sono bambini che riescono ad acquisire uno stile di pensiero e di comportamento calmo e riflessivo, mentre altri, (ma attenzione, solo all'osservatore, genitori o insegnanti) appaiono instabili anche dal punto di vista comportamentale e cognitive (difficoltà di attenzione, iperattività).
Questi mostrano incostanza nell’impegno e pertanto i risultati apprenditivi (familiari o scolastici) sono molto variabili, e spesso preoccupano il genitore. Ma non per questo hanno un intelligenza inferiore alla norma. Salvo che abbiano carenze patologiche (e questo lo può scoprire solo un neurologo, non la fattucchiera), questi bambini hanno caratteristiche comportamentali e cognitive (mentali) che li inducono ad agire in questo modo. Sono agli occhi di un superficiale osservatore, la difficoltà di attenzione (svogliatezza) la iperattività (il continuo muoversi). Gli studiosi nutrono il sospetto che le difficoltà di attenzione e iperattività siano dovute ad una particolare modalità di sviluppo del cervello del bambino. Ci possono essere sì motivi riconducibili a fattori di natura ereditaria e neuro-biologica, ma anche allo sviluppo della famosa parte Dx della nostra neocorteccia cerebrale, dove - dopo le informazioni e il movimento di queste - nasce la disposizione d'animo, il nostro carattere, che non sempre può essere allegro, chiassoso, ma sobrio, taciturno, poco incline all'euforia.
Un carattere che può essere per alcuni sgradito, ma non per questo lo si deve commiserare con un "poverino, è così timido".
(Napoleone a 5 anni era silenzioso e iperattivo, si isolava e giocava sempre a far la guerra, da solo!! - Maxwell il grande scienziato per via dei suoi silenzi nei primi anni di scuola era soprannominato dai suoi compagni, «lo scemo». Lo stesso Einstein il grande fisico e matematico, alle scuole elementari era sempre assente nè capace di risolvere banali esercizi di aritmetica. E addirittura quando aiutava il nipotino gli sbagliava i suoi semplice compiti. Restiamo in Italia, e prendiamo lo statista De Gasperi...
a 10 anni era un ragazzo isolato, silenzioso, i propri coetanei lo tenevano in disparte, diffidenti quanto i loro genitori. Le poche volte che Alcide s'incontrava con loro non era certo socievole, e non per nulla gli affibbiarono il nome di "polenta fredda". Lui era semplicemente poco espansivo, più intento a osservare che non a partecipare. I suoi insegnanti preti per questa sua poca espansività consigliarono i genitori a farlo studiare come prete. Riuscirono a mandarlo a un collegio vescovile, ma appena sedicenne, già attento alle problematiche sociali, volle uscirne per fare.... politica. Più tardi scriverà: "Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, la considerano come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione". I suoi silenzi, la sua concentrazione, lo fecero poi diventare un grande statista.

(seguita a leggere, ma soprattutto ciò che descriviamo poi 26.600 ANNI FA)

Le aree di Dx della nostra neo-corteccia cerebrale, infatti, sono responsabili del mantenimento della concentrazione, del controllo del comportamento e della pianificazione delle azioni da eseguire. E ha bisogno di silenzi (riflessione).
Per analizzare l’attività e la conformazione cerebrale oggi si utilizzano principalmente tre modalità: l’elettroncefalogramma, o EEG (
con cui si registra l’attività elettrica delle cellule cerebrali), la Tomografia a Emissione di Positroni, o PET (con cui si quantifica il livello di zuccheri, il carburante, utilizzati dal cervello per svolgere la propria attività), e la Risonanza Magnetica (con cui si “fotografa” la struttura del cervello).
Le cellule cerebrali comunicano tra di loro tramite delle sostanze biochimiche, chiamate neurotrasmettitori: normalmente, nelle aree frontali del cervello si riscontra una massiccia presenza di due neurotrasmettitori chiamati dopamina e norepinefrina.
Le aree del cervello Dx, quando lavorano a pieno regime, sono in grado di porre adeguati freni inibitori al comportamento, consentendo di controllare la propria impulsività, di pianificare le proprie azioni e di mantenere l’attenzione (internamente come esternamente) per lunghi periodi di tempo (i silenzi). Pertanto si osservano: alterazioni del comportamento, incapacità di ritardare le risposte impulsive, e spesso cadute attentive. Ma non è un male !! (soprattutto se ha 5-6-7 anni - lui sta costruendo il "suo mondo", il SUO !!! Non una fotocopia del "nostro", genitore, maestro, zia, nonno e parenti e conoscenti vari ).
"Si rovina un ragazzino nel modo più sicuro, se gli si insegna a considerare il “pensare allo stesso modo” più alto del “pensare in un altro modo”.
(F. Nietzsche).

LA CREATIVITA' - Tutti i sensi potenzialmente a posto, poi l'ambiente, l'istruzione e una grande assimilazione di informazioni mettono in luce e utilizzano in modo corretto (alcuni bene, altri male) quello che abbiamo immagazzinato con un certo metodo. Alcuni lo fanno disordinatamente; altri nel disordine (pensando più a lungo) sono ancora capaci di fare poi ordine; mentre altri ancora nell'associarle le informazioni in un certo modo creano qualcosa, di completamente diverso da un suo simile pur avendo ricevuto le stesse informazioni.
Il sapiente dà una risposta a una domanda quasi meccanica (nozionistica); Il sapiente-intelligente invece a una domanda dà una risposta con molte altre informazioni collaterali; mentre il sapiente-intelligente-creativo (il genio, l'inventore, lo scopritore) dà invece una risposta senza che nessuno abbia fatto una domanda, esprime (nel pensiero, nell'arte, nella scienza) quello che lui ha creato all'interno, che è il frutto di varie associazioni (ovviamente se le ha immagazzinate e ha fatto un grande lavoro di assemblamento... in silenzio).

La creatività di Mozart è impostata tutta sulle 7 note che tutti noi conosciamo, soltanto che lui nel creare i suoi capolavori le sette note le ha disposte in un modo diverso da tutti gli altri; a 7 anni perfino da quelle che gli insegnava suo padre. La creatività di un tizio che ha inventato la radio, può essere ripresa da caio, come quel prigioniero che in un campo di concentramento costruì una piccola radio con un po di filo metallico, una scatola di sardine e la grafite di una matita; ma gli fu possibile solo perchè aveva precedentemente appreso da tizio qualche nozione di come costruire una radio. Il primo - tizio- è un creativo, mentre il secondo - caio - ha solo utilizzato - anche se brillantemente - alcune fondamentali nozioni apprese appunto da tizio.
Se gli uomini dopo aver inventato la ruota si fossero fermati lì, una Ferrari non sarebbe mai nata. E così anche Marconi con la radio..."Se non avessi avuto conoscenza della scoperta delle onde di Herz, la radio lo costruita sì io, ma - sono sicuro -
con le stesse conoscenze l'avrebbe più tardi scoperta un altro" (Lo confessa Marconi).

Tuttavia a prescindere dalle invenzioni, siamo tutti debitori verso qualcuno.
Si tutti. Prima di tutto della nostra esistenza perché noi non ci siamo fabbricati con le nostre mani; debitore per il sapiente-intelligente che ci organizza una piccola porzione di sapere che favorisce le nostre connessioni mentali se facciamo un confronto costante e quotidiano e debitore verso quel sapiente-intelligente-creativo che via via con lui e dopo di lui ci ha permesso di avere oggi a nostra disposizione le più alte tecnologie. Anche se si tratta di una semplice cioccolata calda, una penna biro, o una scatoletta nel taschino che ci permette di dialogare con un amico a mille chilometri di distanza. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi.
Tutti dobbiamo avere un sentimento di grandissima e di umile riconoscenza verso l'uomo arcaico come per l'uomo moderno.
Ricordiamoci che ciò che è rivoluzionario non è mai nato da una formula. Sì, alle volte - direte voi - ci si mette anche il caso, "ma Il caso favorisce la mente preparata" (Pasteur). La stupidità non ha mai creato nulla.
"La necessità è spesso madre delle invenzioni, anche questo è vero, ma il padre è la creatività, e la conoscenza è la levatrice". (J. Schattke).

In certi gruppi umani, antichi e moderni, e così anche in intere nazioni, è accaduta la stessa cosa: alcune hanno avuto dei sapienti-intelligenti-creativi, altre li hanno solo utilizzati, e altre ancora hanno fatto nulla. Spesso non per destino ma per una scellerata apatia, ovvero mancanza di volontà. Di conseguenza assenza totale di CREATIVITA' e GENIALITA'.

LA "GENIALITA'" - Se consideriamo la genialità come un aspetto fondamentale della creatività, è possibile ammettere che in alcune persone dotate di particolari doti di genialità, si evidenzia una peculiare attività di connessioni sub-corticali che generano peculiari livelli di integrazione delle aree cerebrali superiori, favorendo combinazioni “innovative” con concetti già acquisiti, capaci di modificare il punto di vista tradizionale delle più vecchie acquisizioni mentali, permettendo in tal modo di intravedere, prevedere e creare nuove soluzioni. La "genialità" non é conformista. L'uomo comune guarda le cose nuove con occhio vecchio, la genialità osserva le cose vecchie con occhio nuovo. Anzi, "La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai a quella precedente" (A. Einstein).

Purtroppo la genialità non sempre viene condivisa; da che è mondo essa al contrario rischia spesso di essere considerata dai contemporanei una inutile stranezza (un es. Beethoven a suo tempo); addirittura stupidità (un es. la vaccinazione immunitaria); irrazionalità (un es. tentare di far volare in cielo un oggetto da 100 tonnelate); o pura follia (un es. la possibilità di parlare con vostra zia in Australia con una piccola scatoletta in mano (il cellulare!).

Ma attenzione, non è la quantità di neuroni che sono presenti nella nostra "materia grigia" che formano un "buon" cervello e la "creatività". Solo da pochi decenni (Eccles, Nobel '68) conosciamo queste ramificazioni e la loro funzione. Il metro delle precedenti osservazioni dei paleoantropologi dell '800, era quello della capacità cranica. A maggior volume si pensava corrispondesse un grado superiore d'intelligenza. Era una cantonata.
Oggi con la neuroscienza sappiamo che non é così. Einstein aveva solo 1400 cc. di materia grigia; il grande Dante 1420. Entrambe sotto la media di un uomo degli ultimi 40.000 anni. Perfino di molto inferiori al cervello dell'uomo di Neandertal vissuto 100.000 ANNI FA (infatti alcuni di essi avevano 1700-1800 cc.)
Questo perchè vivendo in un ambiente culturale ricco, le informazioni depositate nei neuroni hanno fatto"germogliare" rami dendritici e sinapsi verso altri neuroni. Ogni neurone può - se vengono immesse informazioni - far "germogliare" 10.000 rami dendritici esplorativi verso i circa 100 miliardi di neuroni di cui siamo dotati fin dalla nascita (vuoti!); ripetiamo ognuno di essi ha la stessa potenziale capacità di sviluppare altri 10.000 "germogli", creando così una intricata "rete" di "strade" e "stradine" (cioè dieci milioni di miliardi di "connessioni" - è insomma un "internet" un po' più grande, ma molto simile. E nel cercare un ricordo, dobbiamo agire come facciamo con Google, dobbiamo impostare bene la nostra "ricerca" in modo tale da non creare una grande confusione di risposte. Se su Google cerchiamo solo "Michelangelo" si accavallano risposte con gli hotel che si chiamano Michelangelo, ma se mettiamo "Michelangelo pittore scultore" le risposte sono mirate al grande artista perchè la ricerca avviene in una particolare area dove sono memorizzati i pittori e scultori. Idem nel nostro cervello: la domanda se é mirata, la risposta viene cercata e subito trovata in quella particolare area dove noi (con metodo) abbiamo depositato i pittori e gli scultori e assieme ad essi (nelle "stradine" vicine a quest'area, e su altri neuroni) sono associate particolari loro opere. Ecco perchè spesso ricordando l'opera ci viene in mente anche il pittore, o all'incontrario; il Giudizio Universale o la Pietà ci richiama Michelangelo, associandolo al Giudizio U. e alla Pietà. Ovviamente se noi abbiamo messo insieme bene le due informazioni.
E questo è il metodo per avere padronanza della nostra "conoscenza" cioè quanto abbiamo appreso con delle informazioni, soprattutto con una particolare attenzione e non alla rinfusa. La forte o debole attenzione rilascia più o meno la scotofobina, una molecola polipetdidica di 15 amminoacidi "è quella che insegna", cioè l'informazione è catturata, codificata, categorizzata, classificata e scritta con degli impulsi elettrici in un "engramma". Più o meno, si imprime, e in seguito viene riportata come l'abbiamo introdotta. E se l'abbiamo introdotta male la risposta è confusa o del tutto assente.

Se un soggetto dispone alla nascita 100 miliardi di neuroni, questo grande numero é insignificante se poi non ha costruito con le informazioni la "rete" che gli serve per fare associazioni, elaborazioni e quindi dare delle risposte. E' nutile costruire una città se non si fanno poi strade verso altre città e paesi. Così i computer, a cosa servirebbero 100.000.000 computer se poi non li colleghiamo a una rete e se questa non ha rimandi ad altre informazioni dove in qualche luogo queste sono state depositate. (e meglio ancora se sono state depositate bene).
Nel caso del nostro cervello il buon Dio ci ha dato sì tutti i neuroni alla nascita, ma le strade ci ha detto "costruitevele voi", e "fatele bene!" .

Ed è ciò che i nostri progenitori, circa 100.000 ANNI FA, hanno cominciato a fare, con un continuo travaso di esperienze, conoscenze, sapere, da un uomo all'altro, seguendo quella tipica formula cinese che dice "se io so una cosa che tu non la sai, e tu ne sai un'altra che io non la so, se ce le scambiamo, dopo, ognuno di noi saprà due cose".
Se gli prestiamo molta attenzione, impariamo qualcosa in più; se non lo facciamo introduciamo dei pezzettini che servono poco o a niente.
Non meravigliamoci poi se un nostro simile sa qualcosa in più di noi.

Insomma 100.000 ANNI FA inizia l'avventura umana.
Ora qui cerchiamo di riassumerla in poche righe:

100.000 ANNI FA - L'Homo sapiens comparve, nelle sue forme più arcaiche, quando ancora erano presenti gruppi di Homo erectus. I reperti più antichi sono presenti in Africa - Omo, Ngaloba, Laetoli, Kanjera, Border Cave, Djebel Irhaoud - e risalgono a oltre 200.000 ANNI FA ; questi possono essere riallacciati alle forme più arcaiche europee - Ehringsdorf, Krapina, Saccopastore, Ganovice, Vindja -, del Nordafrica - Ateriani - e della Palestina - Skhul, Qafzeh -, attribuite a un periodo compreso fra 150.000 e 80.000 ANNI FA .
Per altri studiosi, le non poche affinità morfologiche, nonché la continuità culturale con l'Homo erectus, ha fatto ipotizzare l'unicità della specie sapiens con tre sottospecie (Homo sapiens erectus, Homo sapiens neanderthalensis, Homo sapiens sapiens) e con numerose forme locali.

85.000 ANNI FA circa - Dalla fusione di ceppi diversi ebbero comunque origine, durante il glaciale di würm, due sottospecie ben caratterizzate: i neanderthaliani (homo sapiens neanderthalensis) e in seguito i cromagnonidi homo sapiens sapiens, che hanno sì in comune con i primi l'architettura anatomica e la grande capacità cranica, ma hanno qualcosa in più: gli amminoacidi
.
Questo primo europeo neanderthaliani, contrariamente a quello che é rimasto in Africa, in assenza di quello che mangiava in precedenza, ha ripreso la dieta carnea (vive infatti nuovamente di solo di caccia).
Lo confermano i resti delle sue mandibole, dei suoi denti consumati, delle sue ossa; un organismo dove troviamo pochi amminoacidi essenziali (questi presenti solo nell'alimentazione mista, e soprattutto nella vegetale).
80.000 ANNI FA circa - Non sono bastati altri 20.000 anni, la sua fronte ci dice, che per quanto avesse un cervello ancora piu' grande del ns. (1600cc) era poco utilizzato, stimolato, mal nutrito, forte assenza di sostanze essenziali. E' inadatto a sopravvivere alle mutate condizioni climatiche, non assimila informazioni che riceve, non sviluppa ramificazioni sinaptiche, associative, qualitative, strategiche. (non ha in sostanza alcuni importanti mattoni chimici, nè possono esserci con quella sua dieta solo carnea).

65.000 ANNI FA circa - quello di neandertal, risalito e proveniente dall'Africa in due massicce migrazioni, non evolvendosi con l' alimentazione disponibile, molto povera di zuccheri e vitamine, é condannato all' estinzione.
60.000 ANNI FA circa - in africa, invece sta evolvendosi il suo antenato, il suo progenitore, con meno capacita' cranica (1300- 1400 c.c.) ma ha un cervello ben alimentato e pronto ad essere sollecitato da migliaia di informazioni di cui l'ambiente e ricco.
Nella sua dieta, ce lo confermano i suoi denti, ha bilanciato ormai da 40.000 anni carne e vegetali ricche di sostanze (con i famosi 8 amminoacidi essenziali e le vitamine che alterna o contemporaneamente unisce alle proteine animali).
Ha così sviluppato il senso dello spazio, del tempo, coordinato i comportamenti del gruppo, che si muove d'ora in avanti, in ogni direzione, padrone ormai del suo ambiente e del territorio che lo circonda ma anche quello in cui si trasferisce con delle emigrazioni.


Le grandi migrazione - I puntini indicano massicci stanziamenti rimasti tali fino ad oggi.

45.000 ANNI FA circa - Le grandi emigrazioni lo portano poi a una comparsa poligenetica nei vari continenti partendo da un'origine policentrica individuata nella zona della Rhodesia, una vera culla dell'intera umanita' .
Solo da circa 12.000 anni si sono definite le razze attuali. Nulla si sa di preciso circa il vero centro d’origine della specie umana. Sicuramente è l’Africa, come emerge dai lavori del gruppo di Cavalli Sforza. Quindi la tesi più attendibile é la teoria monogenista, che considera l’umanità derivata da un unico ceppo.

40.000 ANNI FA circa - 5 mila anni e sono bastati per diffondersi nuovamente come i predecessori, in tutte le zone dei continenti, occupandoli, vivendoci, modificando subito i territori dove fanno i primi intelligenti insediamenti fissi.
Uno di questi gruppi, percorrendo la zona costiera mediterranea dell'Africa arriva in Spagna ai Pirenei; sono i Baschi, vi s'insediano. Sono tutt' ora il piú antico popolo europeo (le ricerche sul dna fatte da Cavalli Sforza oggi lo confermano).
Altri gruppi attraverso il medio oriente, l'India, giungono fino la limite delle terre poste ad Est, in India, Cina, Giappone, Manciuria.
In particolare una di queste migrazioni giunge nel grande territorio mesopotamico, fino alle rive del mar caspio, dove le condizioni erano le più ideali per degli stanziamenti fissi.

38.000 ANNI FA circa - Compaiono in vari stanziamenti più culture, molteplici strumenti per il fabbisogno quotidiano, e poi i culti, i riti e (avendo più tempo) persino manifestazioni artistiche, sotto forma di sculture, pitture, graffiti sulle pareti.
In Europa ne lasciano alcuni resti; li ritroveremo in Dordogna (scoperti nel 1968), sono di quel ceppo e prendono il nome di "cro magnon". e' l'alba dell'umanita', é l'"homo sapiens" che inizia a dominare il pianeta. E non e' piu' solo sapiens, ma...

" home sapiens-sapiens "

L’homo sapiens sapiens si identifica in Europa con l’uomo di cro-magnon (cro-magnon: località della Francia sud-occidentale, nel dipartimento della Dordogne, nel comune di Les eyzies-de-tayac-sireuil, 40 km a sud di Périgueux, alla sinistra del fiume Vézère, nota per il ritrovamento di fossili umani da parte di Lartet nel 1868. Si tratta di cinque scheletri ben conservati, uno dei quali è di un feto) diffuso però in tutti i continenti, Americhe e Australia comprese.
Apparve circa 35.000 anni orsono e rappresenta l’ultima tappa verso l’uomo moderno: dotato di qualità intellettive superiori che si manifestarono nelle tecniche di lavoro, di caccia e di guerra. Fu il primo anche ad esprimersi attraverso pitture e graffiti di cui sono adorne le grotte in cui abitò.

35.000 ANNI FA circa - Una importantissima mutazione fisiologica, che avviene solo nell'uomo, fa abbassare nella sua gola la laringe, che va a creare una vera e propria camera vocale, dove puo' modulare a suo piacimento i suoni che emette. E' una grossa importante novita'.
Non potra' piu' bere e respirare contemporaneamente, come fanno gli scimpanzé, ma in compenso ora puo' articolare e modulare i suoni laringei, concepirne alcuni per esprimere varie espressioni con i suoi simili.
E ' la nascita del LINGUAGGIO che via via crea fonemi; ancora oggi ne bastano solo 40 per articolare una lingua, 122 per articolarle e parlarle tutte.
Il linguaggio che si sviluppera' con le sue funzioni descrittive e dialettiche, dara' immensi vantaggi selettivi, permettendo di unire tribu' e dare inizio a quelle grandi comunita' che andranno a creare, famiglie, clan, tribù, popoli.
Questa novità, porta l'apparato fonatorio a creare modulazioni con l'aria dei polmoni con i movimenti della lingua, quindi ad emettere suoni sillabici, molto particolari, inizialmente i primi furono molto occlusivi.
Al principio si pronunciò solo la "p", é la piu' semplice consonante dopo la chiusura della bocca, basta spinger fuori aria e aggiungere subito dopo i 7 suoni non occlusivi, che sono le 7 (5) note vocali.
Nasce poi la "b", la "m", poi le palatali "c", le dentali "t", "d", "g"; che accoppiate alle vocali formano le prime parole fatte con queste sillabe gutturali (un bambino nei primi mesi ripete pari pari tutto l'intero processo che stiamo descrivendo qui ora).
Se si sfoglia un dizionario sanscrito, babilonese o caldeo, troviamo che quasi tutti i vocaboli risentono di questo iniziale periodo, sono tutti di 1 o 2 facili sillabe occlusive. (rarissimi quelle fatte da tre sillabe, devono passare altri 20.000 anni).
Un bambino, nei primi mesi non ha ancora la laringe bassa, e per quanto intelligente, non potrebbe mai articolare parole simili alle nostre (come una "sc") lo fa, e lo puo' fare solo dopo 8/20 mesi (quando la laringe è diventata perfetta ed è nel posto giusto).
L' embriologia, conferma che noi dal concepimento fino alla nascita, ripercorriamo tutti gli stadi dell' evoluzione avvenuta nell' intero processo del mondo biologico. E dalla nascita anche l'intero processo verbale e quindi cognitivo.
La laringologia e la fonologia confermano, che dal momento della nascita ripercorriamo l'intero processo che parte proprio da questi 30.000 anni fa (prove e riprove di fonemi) (es. in ogni lingua il semplice vocabolo che impara subito il bambino padre/madre seguono questa logica palatale).
Ma le testimonianze oggi ci giungono anche nell'esaminare i resti dei nostri antenati; prima di 30.000 ANNI FA circa la posizione della nostra laringe era in alto, quindi ai nostri antenati gli era impossibile il linguaggio come l'intendiano noi.
Le scimmie invece la laringe l' hanno conservata - anche quando sono adulte - in alto, non la modificheranno piu' e non parleranno mai finche' la laringe si trovera' in quella posizione. Perché la faringe e la laringe non coincidono per poter modulare dei suoni fonici, quindi articolare parole mettendo insieme varie sillabe.

29.000 ANNI FA circa - Nascono nei gruppi, le prime parole semplici, accoppiate di sole due sillabe, poi tre, ma significative per comunicare, dare un nome alle cose attorno, o nominare le stesse se sono assenti sul posto.
La vita e le esperienze hanno portato un forte sviluppo nelle ramificazioni neuroniche. Il linguaggio e l' immagazzinamento di questo (sottoforma di parole), sviluppano una particolare zona neurale l'"area di Broca".
I
n quest'area, la ricombinazione dei circuiti, modificati da una rete sempre piu' ricca di segnali, va a creare la sede di questa particolare funzione: é l'area del complesso suono modulato dei fonemi...si forma cioè il linguaggio articolato.
Prendono vita i primi colloqui, le idee, la coscienza del se'; (creature che appena sapevano, sapevano di sapere) e' l'alba dell' homo sapiens-sapiens. l'inizio della storia dell' umanitá; "é l' aurora del pensiero".
Molte cose le sa e le fa subito, pero' senza vagliarle, pagando alle volte a caro prezzo questo suo handicap (l'improvvisazione) ma ora diventando piu' guardingo, altre informazioni le trattiene, le immagazzina diversamente. Si abitua a selezionarle e anche a riporle.
Nel farlo, riserva una parte del suo cervello a queste informazioni segrete, gli dedica un'area sempre piu' grande fino a dividere in due il suo cervello cognitivo (due vani specifici dx e sx).
Alle volte accade che si comporta come quell'avaro, che nasconde i "suoi" soldi in ogni angolo impensato di casa sua, e non sa piu' quanti ne ha, e all'occorrenza non ricorda neppure dove li ha nascosti .
Eccles (nobel 63 neuroscienza) scopre come e perché le ns. scelte avvengono nel buio della coscienza, alle volte con risposte immediate e alle volte le stesse diventano lunghe, piene di dubbi e d'incertezze.

Il motivo: l' emisfero sx é dominante, il dx non é dominante; tutte le informazioni sono riposte nei due emisferi in forma speculare, ma non sempre si puo' accedere in quello dx velocemente per fare i confronti che necessitano (e che sia speculare non ci sono più dubbi, recidendo il corpo calloso che divide i due emisferi, nessuna informazione va persa né da una parte né dall'altra, ma manca il confronto, l'analisi, in sostanza si eliminano le riflessioni, e si è invasi da dubbi).
Nell'emisfero sx, si trova quello sensoriale immediato che a domanda da' risposta senza interessare l'emisfero dx, che essendo anch'esso fornito delle passate esperienze, inizierebbe a vagliarle con piu calma per le necessarie comparazioni.
Sperry/Granit (nobel '67) scoprono qualcosa in piu' (ora la tomografia conferma), l'emisfero sx é quello che comunica col mondo con la parola. (e lí che troviamo il linguaggio che é giovane, ha solo 30.000 anni).
Nell'emisfero dx invece abbiamo il mondo celato, esperienze di percezioni, i propositi, le memorie segrete, l'immaginazione, le emozioni, i sentimenti. (ed è vecchio di oltre un milione di anni, cioé cose riposte quando non aveva la fatica del linguaggio - ciononostante da migliaia di anni le ha già sperimentate).
In poche parole, nei due emisferi sono giunte le stesse informazioni, ma alcune per motivi di vulnerabilita' sopra accennati sono state riposte nel dx, quasi occultate, nascoste, e se non usate spesso anche dimenticate.
Le ha messe il soggetto, ma all'occorrenza spesso sono così ben nascoste, che non tutte vengono subito fuori a fare il loro dovere, magari vengono fuori dopo (il senno del poi). Questo perché non usandole si sono atrofizzate.

Edelman, (nobel '72) dirà qualcosa di più, con le tomografie (tep); quello sx è emozionale impulsivo; quello dx é analitico. E' quest'ultimo che confronta, vaglia, decide con calma (e qualche volta sbaglia se gli chiediamo in fretta la risposta).
Sbaglia, perché certe esperienze le abbiamo messe alcune volte con noncuranza o seppellite perchè ritenute ostili o insignificanti. E sbaglia pure quando dalla risposta abbiamo fretta (infatti quanti di noi dicono: "e pensare che questo lo sapevo" - Questo accade spesso quando non abbiamo messo dentro l'informazione con "metodo").
Infatti sbaglia anche quando le nostre informazioni riposte sono "pacchetti", (notizie al prese al volo, già confezionate da altri; non ns; esperienze) inseriti dentro senza una analisi critica piu' approfondita, curata, sezionata, (e' come acquistare sempre al supermercato le lasagne al forno precotte (o altro), sappiamo cosa sono, ma non sappiamo affatto come si preparano; siamo abulici, ingoiamo solo, e se chiudessero tutti i negozi rischieremmo di morire di fame per l'incapacità di farle).
Negli argomenti, molte persone si comportano cosi', ne abbiamo tanti esempi, parlano, discutono, ma ad una nostra approfondita attenzione ci si accorge che hanno solo idee "precotte", non sanno come si "cucinano" ; sono gli abulici che hanno solo "ingoiato" sapere confezionato a "etti".
Gli "etti" sono ad es. i tipici "pacchetti" televisivi di personaggi noti, largheggiano in competenze scientifiche legiferando su tutti campi anche di non loro competenza e le propongono agli abulici come verita' assolute. (danno l'impressione di sapere tutto con il loro modesto "etto" di sapere).
Spesso affidandoci al carisma del personaggio, assorbiamo in modo passivo la sua soggettività e inseriamo la sua verità come ci viene propinata prendendola interamente a "pacchetto", senza un'analisi ("l'ha detto lui, quindi basta e avanza").

Al momento del bisogno, siamo convinti che il concetto che esprimiamo sia un lavoro del nostro cervello, invece é un "pacchetto" un "precotto" preconfezionato da un saccentone, che però - questo é il guaio - ci ritorna nel cervello sempre a galla fornendoci delle risposte stupide come quelle.
Che tutte queste pseudo-verità non abbiano costruito una ns. formazione culturale, lo si puo' subito verificare andando in certi solitari paesini di campagna o di montagna rimasti ancora nell'arcaico (sono 11.000 solo in italia).
Tengono magari accesa la tv anche 14 ore al giorno, che gli propina modelli e stili di vita, ciononostante alcuni vivono ancora nell'arcaico, nessun miglioramento di vita, perché quei pacchetti non servono a nulla, sono stupidi come le persone che le hanno propinate).
Dicono quelli magari di star bene, ma non sanno cos'e' il piacere di un concerto, di una tovaglia bianca, un teatro, piazza s. Marco, gli Uffizi, un buon ristorante; vivono nell' arcaico ma con la tv accesa che sciorina mondi lontani senza spiegare come costruirli. (Musil fu per mesi e mesi tenente a Palù (Tn); li' nel 1916, scrisse in "La Valle incantata" "ho la sensazione che questa valle mi ghermirà la vita; é la morte "bianca" che ucciderà i miei pensieri e il mio esistere, dentro questo mondo remoto, arcaico, senza contatti col mondo". Lui, scrittore, che aveva due lauree e veniva dalla opulente e colta vienna, era sgomento) (aveva la paura di atrofizzare le "stradine". Cioè di cessare di esistere, senza degli scambi culturali).

26.600 ANNI FA circa - il nostro antenato in questo periodo ha scoperto che l'uomo cresce a somiglianza di cio' su cui fissa i propri pensieri, nasce la curiosità, l'attenzione, la comparazione e quindi nasce la riflessione, che sembrano ai più dei "silenzi".
Inizia - fin da bambino - anche a creare un suo cantuccio, dove mette cio' che vede e sente, poi analizza elabora, riassembla, ricrea, e alcune veritá le fa solo sue, autonome, ha una visione del mondo tutta sua diversa dagli altri suoi simili...... perfino verso chi gli sta insegnando qualcosa (sono i silenzi di certi bambini che spesso preoccupano i genitori e gli stessi insegnanti. E magari hanno solo 5 anni!! ma i grandi pretendono da lui una mente di uno già di 10, 15, 20).

E' il carattere!

26.580 ANNI FA circa - Se prima l'occhio vedeva e l'orecchio sentiva e il cervello era quasi cieco, ora é quest'ultimo che "vede" anche se l'occhio e l'orecchio riportano ben altre verità sul mondo che lo circonda, é il cervello ora che domina perché ogni cosa la analizza, fa comparazioni con messaggi già residenti che sono il frutto di tante esperienze già fatte, negative o positive.
Deve comportarsi necessariamente così, non puo' esprimere giudizi verbali dettati dal suo pensiero (a domanda risposta immediata) a chi superiore a lui lo rimprovera; lui si abitua a rispondere altro, non si espone, e spesso cela il suo mondo interiore. Insomma se ne sta zitto.
E' una forma di ipocrisia, ma è esistenziale; si sente a disagio, ma neppure può entrare in conflitto dicendo al soggetto odioso che gli sta davanti, quello che pensa realmente di lui, deve adattarsi al forte, al potente, al prode... cioe' ubbidire se vuol vivere.
il nostro antenato, ha gia' capito cosa sono i rapporti sociali, la coabitazione tranquilla, l'armonia del gruppo, e rallenta-inibisce quelli che sarebbero gli impulsi che comprometterebbero la sua esistenza. Lo isolerebbero dal gruppo.
La sua societa' è anche questo, inibizioni che si formano davanti a un padre, madre, insegnante, capo clan, che fa divieti, proibizioni, "leggi", e spesso opera in un modo oppressivo e punitivo se si va oltre certe regole da lui fissate, e spesso dalla maggioranza del gruppo accettate (o meglio subite).
Il nostro uomo nel pensiero utilizza un'area, quella di "Wernicke" un vero "centro elaborazione dati", e li' assorbe le frasi, i discorsi degli altri, mentre le sue risposte vengono (solo in parte) da quella di "Broca" dove ricompone quello che ha udito nel passato e nel presente. E lo fa in silenzio.
Nell'area Wernicke c'e' pensiero, creazione di idee, strutture di linguaggi, nell'altra (Broca) semplici segnali motori vocali. E solo in parte, perche' non dice tutto cio' che pensa, ma occulta, cela, trattiene cose che agli altri possono essere sgradite.

Il nostro avo, ha quindi scoperto situazioni particolari, il dualismo tra le cose che ascolta e quelle che il suo sapere invece costruisce (il mondo esterno e il suo mondo interno). Sono due mondi con due feed-back diversi, spesso in conflitto.
Ma non si ferma qui, fa anche un'altra scoperta in questo dualismo (giusto-sbagliato - bene-male) scopre l'empatia, capacita' di immedesimarsi in un'altra persona (calarsi nei suoi pensieri, e agire quindi in un altro modo, che spesso non è il suo).
In questa proiezione distingue cio' che provoca gioie o dolori agli altri, e si prodiga per le prime e si astiene nel provocare i secondi, si da' una sua norma di vita; sta insomma nascendo...

L'uomo etico

L'etica e' un'insieme di regole, obblighi, diritti, doveri, dovuti al "carattere", al "comportamento", al "costume", alla "consuetudine", ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati, che permette a una società di sopravvivere. E sono necessari quando i suoi membri presentano degli interessi alle volte in conflitto con i propri, e occorre dunque adattarsi.
Tradizionalmente, l'etica e' stata sempre interpretata come una "moralita' prestabilita", al di la' di qualunque analisi naturalistica, un universo deterministico caro a molte religioni.
E' invece molto piu' complessa. - Oggi sappiamo molto di piu', tutte le risposte etiche richiedono una quantita' elaborata di informazioni (messaggi) sia a livello "cognitivo" che a livello "volitivo" (le prime non sempre identiche da paese a paese, con culture spesso diverse, spesso semplicemente imposte dal potente di turno. Quello che è bene per uno è male per un altro. In un paese un certo comportamento è una regola, in un altro è peccato - ad es. la poligamia).

Cognitiva é l'educazione che la nostra società ci propone, volitiva è invece l'efficienza biochimica del nostro apparato neurobiologico (ecco perchè a un figlio svogliato diamo farmaci, un atleta prende la "bomba", un manager gli ansiolitici, un'angosciata degli antidepressivi.- Gli premiamo la volontà).
Ma l'efficienza biochimica é data anche da una volontà vigilante, é fare l'analisi critica su ciò che qualcuno vorrebbe mettere dentro nella nostra fortezza mentale appena siamo un po' distratti.
Questo perche' l'informazione e' un messaggio prima biochimico, subito dopo bioelettrico .
L'attenzione, significa mettere in moto le interazioni fra milioni di cellule, che contengono informazioni su quell' argomento specifico, di cui ci sta parlando un soggetto magari non all'altezza dell'argomento trattato, e nonostante questo spesso la introduciamo quell'informazione come se costituisse una verita' elaborata da noi.

Il nostro avo, invece non fa piu' controllare i propri pensieri, desideri e azioni dall'esterno con metodi suggestivi oggettivistici, ma li filtra, ha una vigile attenzione, li analizza, li vaglia con il suo metro che via via diventa infallibile; che e' quello di pensare a lungo. Piu' a lungo pensa, migliore strategia adotta, perche' ha passato in rassegna ogni altra sua esperienza fatta con l'attenzione.
Ha scoperto, nella capacita' dell' attenzione, la chiave della liberta' della volontà, sa che l'attenzione volontaria crea il movente, mentre il movente non crea attenzione. Ne fa tesoro e ascolta, vigila, esamina, vaglia. (chiamiamola dunque riflessione).

Una definizione che un etica (o morale) si basi su questi fattori "'elaborazione dell'informazione" non é gradita a un credente ma costui dimentica che i dogmi stessi (quelli che lui ha introdotto) sono essi stessi una informazione imposta a lui da altri soggetti che hanno creato una sequenza di informazioni, spesso perfino astratte, vaghe, nemmeno sezionabili razionalmente, quindi non verificabili se vere o false.
Infatti i dogmi assurgeranno nei vari popoli con connotati diversi, con magie o religioni diverse, e trasmesse con assertori diversi, con riti, simboli, comportamenti e.... morali diverse, contraddittorie, spesso anche opposte.

Hanno un unico scopo, propiziazione e conciliazione di poteri, che in questo momento sono incomprensibili al nostro "progenitore" per dirigersi e controllarsi da solo dentro il suo immenso mondo interiore ancora giovane, poco sperimentato; incapace di competere con chi ha avuto invece molti contatti, altre esperienze. E' cioé ricco di cultura.
Dunque scopre il mondo ostile! E dei culti (l'incolto) fa un'azione magica, religiosa. - tutti i riti, e le preghiere costituiscono una forma di pressione (di modifica) sulla sua realtà esterna, spesso ostile, e nel mondo naturalistico, accettata come fatalità.
Scopriamo oggi, che in certe religioni primitive, era essenziale (e lo è ancora) il rito, mentre i miti, i credi, i dogmi sono costruiti a posteriori, d'importanza in alcuni casi del tutto secondari o solo corollari al mito.(sono parole, parole, parole)
In tribu' scoperte di recente scopriamo che non hanno nessuna di queste "morali intellettuali" ma solo quelle naturalistiche, senza tabu', pregiudizi, regole divenute poi dogmi infallibili propinati alla gente dal potente di turno, in epoche diverse.
"Religione" significa in occidente "un legame", che unisce il fedele alla divinità, mentre questo legame è completamente estraneo in altre grandi dottrine storiche (come ad esempio il buddhismo)
E non sfugge che alcune religioni rimangono monoteistiche (un solo dio personale come quello giudaico cristiano da temere come punitore e nello stesso tempo divinizzarlo, mentre altre sono rimaste politeistiche, come quella giapponese che ha una miriade di dei (circa 800).
Comune a tutte le religioni; sono comuqnue i bisogni insoddisfatti, il mistero angoscioso del dolore e della morte, la precarieta' dell'esistenza, che fa trovare in esse una risposta "compensatrice", l'accettabilita' dell'ineluttabile.

Evemero di Messina nella piu' antica "storia delle religioni" che si conosca, scrisse "che fu la paura, la prima a creare gli dei del mondo e a darci poi l'angoscia dei sensi di colpa". E a fare le prediche furono e sono uomini; gli affabulatori non sono mai mancati. Spesso i sacerdoti parlano in una lingua diversa (ieratica) da quella del popolo; per atterrirlo meglio, o per rendere piu' esoterico il suo ammonimento.
Religioni con dottrine, dogmi e leggi non tutte eguali, visto che alcune di queste, come ben sappiamo, costruirono diverse organizzazioni sociali e morali (vedi la poligamia, la vacca sacra, le carni immonde, il celibato, il giorno festivo per uno e non per l'altro ecc, peccato per alcuni, misticismo per altri, spesso in conflitto fra di loro - perché ognuno di essi afferma "la mia legge è più sacra, più divina, più vera della tua").

Ma al di la' di ogni preoccupazione confessionale, le informazioni sulla storia delle varie ideologie religiose, affascinano nella loro origini e nel loro divenire storico, soprattutto come prodotto del pensiero.
Da esse - sempre molto attente alle debolezze dell'uomo - nasce il fatto etico-ideale, lo stato interiore (valori) e l' uomo scopre l'espressione piú alta della vita spirituale della comunitá umana, che ora sta iniziando a vivere una fase nuova.

26.000 ANNI FA circa - Dunque scopre, che un azione giusta, genera sentimenti piacevoli, la sbagliata ha conseguenze opposte, scopre la condizione interiore ció che e' bene e ció che é male. - prova disagi e felicita'.
E' l'ora (ne danno testimonianza i reperti) dove si formano le filosofie, le religioni che poggiano o meglio sono ancora espressioni di una sacralitá naturale, che va nascendo da un' etica ideale che ogni essere umano ambisce.
Per creare e dialogare col suo interiore lo abbiamo visto, ha bisogno di silenzi con l'esterno, ha bisogno di quella che chiameremo poi ascesi, misticismo, contemplazione, che sono viaggi nell'interiore.
Non abbiamo dubbi, che il nostro avo sta imparando che esiste qualcosa al di la' del mondo reale, infatti ognuno di noi, in determinate situazioni va oltre questo confine, lo avverte come bisogno in modo chiaro, anche se lo vede in una forma indefinita e astratta. Si é scettici quando l' esistenza è positiva e ci si crede immortali, ma quando si è deboli e tutto appare caduco, ci si rivolge al Cielo.

Come rispondere a questi atteggiamenti?
Che forse l' universo ha creato ( a caso ?) una parte di se stesso per studiare il resto di se', e questa parte, studiando se stessa, trovo' il resto dell' universo nel suo mondo interiore.
A
lcuni riflettono quando fanno queste osservazioni, e sono aiutati a comprendere le prime virtu' morali, subordinando le proprie azioni a quelli dei nudi arcaici principi più impulsivi e pragmatici.
Altri non capiscono il grande mistero, non hanno colloqui con il mondo interiore; passeranno questi 26.000 anni inutilmente, rimarranno animali, cioé incapaci di afferrare che l' evoluzione ha creato invece questo mondo che sentiamo dentro di noi. E spesso e' una necessità ricorrere ad esso per sopravvivere.
Mentre altri soggetti come noi, si' impareranno a parlare, si' vivranno con noi e come noi, ma agiranno solo con le loro intenzioni, rimarranno animali con sembianze umane gratuite; sono quelli che chiamiamo amorali.
Usano solo l'emisfero sx, quello che Eccles e Sperry definiscono il "mondo materialistico" impulsivo che mai chiede mutuo soccorso a quello dx, quello delle sensazioni piú sottili, che gli amorali non comprendono.
Questi ultimi nascono, si riproducono, ma sono gli abulici del pensiero, i superficiali, sono quelli che ritengono faticoso indagare il mondo, a non darsene una ragione filosofica. Vivono e basta, l'interrogarsi per loro è un disagio, oltre che - dicono - una fatica inutile.
Quell'uomo del mondo dx, sta riordinando le imprese intellettuali, le emozioni, il senso della gioia alle volte sofferta, l'altro del mondo sx invece "morde e fugge"; rimane solo un ruminante e basta, spesso anche aggressivo.

25.000 ANNI FA circa - E' l'alba della psiche umana: l'insieme delle funzioni sensitive, affettive mentali. - l'individuo dx ha esperienza del se', l'individuo sx ha solo quella della realtà esterna che crede essere stata costruita essenzialmente solo per lui. Gli altri suoi simili nemmeno li considera.
Alcuni colgono l'attimo migliore; sanno che la felicita' dipende da come guardano le cose, dalla presa di posizione nei confronti della realta' che li circonda (anche se alle volte ostile e non facile a cambiarla).
Altri invece hanno atteggiamenti diversi per le cose in se stesse; hanno sempre sensazioni che la vita non va per il meglio, sono insoddisfatti del mondo nel suo complesso (sono i pessimisti e i cinici, o operano a "spinta").

Il primo sa che è lui che deve cambiare, controlla le emozioni, gli istinti animali, dá peso e valore all' esplorazione e poi alla riflessione, analizza l'effettivo rapporto che lui ha con la realta' del mondo e dei suoi simili.
Il secondo ha e conserverá fino ai nostri giorni, senza migliorarsi, le ostilita' verso il mondo e gli individui che lo circondano. (costui ha sempre una insufficienza ghiandolare organica, non conosce l'appagamento, vuole sempre tutto, e anche se ottiene tutto, è sempre insoddisfatto, perchè sa di non aver lottato).
Sono gli incontentabili. Hanno tutto ma si muovono per avere sempre di piu'.
Come uno scoiattolo, che mette via così tante noccioline che non riuscirà mai a mangiare nella sua breve esistenza. Così l'incontentabile, metterà via tanti miliardi che non riuscirà a spendere mai. Eppure entrambi non possono stare fermi, uno gira sempre "la ruota", il secondo gira vorticosamente il mondo dimenticando che é ospite su questa terra per solo - al massimo - mille mesi.
Gli incontentabili, inizialmente e arcaicamente con i beni procuratisi sopravvivevano meglio, creano quindi una necessità per vivere, ma poi costoro hanno preso il gusto di portare via agli altri i beni; ma é un falso appagamento, una pura illusione di sentirsi più forti, spesso quasi immortali. Non hanno delle grandi necessità materiali, hanno perfino il superfluo, eppure spesso solo la rapina li appaga.

Ed ecco da una parte i felici che rallegrano il mondo, lo migliorano, lo "creano", dall'altra i cinici, apatici, abulici, inquieti, ansiosi, collerici, egoisti, ipocriti.... ..i malati del cosmo, e sono quelli che lo "sciacallano".!
Osservate il cinico, l'egoista; il mondo gli appartiene, è suo, lui non si interroga, prende cio' che vuole, non rispetta chi è etico, chi si e' dato norme morali sociali e personali, spesso anche nei suoi confronti.
L'etico riuscira' persino a comprenderlo, a perdonare e aiutarlo. Nasce la solidarieta' umana verso chi dalla natura ha avuto cosi' poco (questi "cinici" sono appunto carenti di endorfine, quindi sono in loro assenti certe emozioni).
Carenti, perche' ora conosciamo, che questi fenomeni di non eticita' sono 10 vie inibitorie spinali e sopraspinali, il cui mediatore chimico e' il gaba, la glicine, le ENDORFINE (così le interpretazioni funzionaliste di Freud vanno tutte in soffitta).

Riflettiamo prima di metterci nelle mani di un ciarlatano, il comportamento umano dipende in ultima analisi da alcune sostanze biochimiche, e un neurologo lo sa; affidatevi a lui! sempre!
In una forte depressione (che è un forte calo del livello della serotonina il 5-hiaa (angoscia persistente), o di Endorfine, il ciarlatano o anche l'amico piu' caro, non possono darci nessun rimedio a parole, il neurologo si ! lui sa il meccanismo chimico.

25.000 ANNI FA circa - nel ns villaggio arcaico troviamo membri che discutono per la prima volta di etica e di norme, è l'inizio del "comportamento morale", si mettono freni al dominio dei sensi, a fame, sesso, libertá, possesso di beni.
Altri, i ribelli, gli antisociali, gli amorali, che devono però per leggi varie sottostare a quelle norme, reagiscono con l'angoscia o la rabbia, e per mitigarla, ricorrono perfino agli alcaloidi.
In questi troviamo alcuni composti psicotossici, la mescalina, (molte analogie con la micidiale ecstasy moderna) con la capacitá d'inibire paure, fame, fatica, favorire la comunicazione, far diventare "leoni" anche quelli che sono nati "pecore".
Ricavata da un cactus che cresce in Messico, la mescalina fu riscoperta nel 1912 dall'americana Merck, poi somministrata ai soldati Usa, inviati a vincere nella 1a guerra mondiale in Europa.
Passando poi agli oppiacei, in India fu incrementata la produzione (fu fatta perfino una guerra per empossessarsene ("La guerra dell'Oppio). Poi in tempo di pace se ne proibì nuovamente il consumo. Ma nella 2nda G.M. si incentivo' nuovamente la produzione, e poi a guerra finita messa nuovamente al bando.
Purtroppo la produzione - dopo cosi' tanti "consumatori" che l'avevano provata- iniziò - nonostante i divieti - a rifornire il mercato privato e a far nascere le cospique ricchezze dei marcotrafficanti. La situazione attuale e' abbastanza nota.

Le ENDORFINE - Sono un gruppo di sostanze prodotte dal cervello nel lobo anteriore dell'Ipofisi, classificabili come neurotrasmettitori, dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche molto simili a quelle della morfina e dell'oppio.
Ma perchè mai il ns. cervello ha questi recettori? Perché il ns. cervello ne produce spontaneamente una sua quantità tale da mantenere (se occorre) gli impulsi nell'azione o (se soddisfatto) lo stato di quiete.
Le endorfine - prendono il nome da morfine, nome datogli Candace Pert neuroscienziata e farmacologa statunitense che ha scoperto questo recettore per gli oppiacei, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello.
E' questo un meccanismo arcaico, perfetto, del sistema neurochimico che mantiene (regola) il livello corrispondente (non produzione nella conquista, oppure produzione nell'appagamento) è un gene-equilibrio della nostra psiche arcaica.
Se il nostro avo è costretto a fare lo schiavo (solo ubbidire) e non ha quindi possibilita' di desiderio - azione - appagamento, costui per mettere a tacere l'aggressivita' che ha addosso ricorre ai succedanei, agli alcaloidi.
E anche se ha tutto (il benessere facile) non ha comunque motivazioni nelle tre situazioni perché non c'é conquista, emozione, soddisfazione, ricorre paradossalmente anche lui agli alcaloidi.
Questi due stati patologici, detti di deprivazione psicologica, succede a entrambi i nostri avi, e si trascinera' fino ai nostri tempi (nello schiavismo e poi, sembrerebbe strano, anche nella civilta' che ad alcuni ha dato il benessere (non conquistato).
Altrettanto fa la noradrenalina che è anch'esso un neurotrasmettitore nel sistema nervoso, rilasciato dai neuroni noradrenergici durante la trasmissione sinaptica in quelle zone dove risiedono i controlli dell'attenzione e delle reazioni e che Insieme all' epinefrina, provoca la risposta di attacco o fuga dal pericolo.

In questo arcaico dramma (in astinenza di alcaloidi) scoprono un altro succedaneo della beatitudine o eccitazione interiore: il suono, la danza, il movimento, il ritmo.
E' possibile? si', il ritmo fa (o non fa) produrre al cervello la "endomorfina", una dopamina che e' un neurotrasmettitore connesso alla noradrenalina e associata all'umore.
La musica non é fatta solo di cio' che ascoltiamo, ma ha 1) infrasuoni (sotto i 20 hz) 2) gli ultrasuoni (sopra i 20.000 hz); e in mezzo 3) la gamma di cio' che effettivamente udiamo.
Sia 1 e 2 sono suoni sublimali, che se ascoltati per molto tempo e ripetuti con un certo ritmo (battute) hanno cadenza simile a quella sistolica, fanno (quasi) lo stesso effetto di un'iniezione di morfina.
Favorendo la produzione di queste coramine, queste amine stimolano oppure non stimolano il cuore, quindi i centri respiratori (quelli che danno la non naturale calma o eccitazione all' umore).
Al nostro stregone di villaggio tutto cio' (la sublimazione) non sfugge, tanto che la musica diverra' un rito codificato: possesso e patrimonio di stregoni, religioni, gruppi sociali avanzati. Insomma ne hanno intuito l'importanza.
Ci sono in questo periodo gia' strumenti: canne di bambu' (americhe), corni (india,nepal; cina), tamburi (africa, asia m.) con le stesse potenzialita' di alte frequenze del suono dei ns. attuali strumenti.
Lo possiamo verificare nelle stesse tribu' arcaiche della Guinea, isola di Manum, in Nepal, nel Bengala, Giava, Anatolia, dove si usano ancora oggi, legni, corni, tamburi, canti, cori che hanno celati molti suoni sublimali.
Non a caso diranno gli antropologi che la musica divenne un linguaggio multilingue legato inconfondibilmente agli stati d'animo di un gruppo o di un singolo che ascolta. La musica infatti non ha bisogno di un alfabeto.
Nel ritmo troviamo elementi che si accoppiano e agiscono sulla serotonina, il neurotrasmettitore che governa il nostro umore, l'ansia, il sonno, la veglia, l'azione, in una parola, tutto il comportamento.

Il movimento fa aumentare i battiti del cuore che cosi' pompa e porta in circolo piu' rapidamente sostanze che abbiamo o non abbiamo nel sangue assunte e disciolte naturalmente o artificialmente.
L' alcool e' una di quelle: e agisce anche come un vasodilatatore, fluidifica, ma anche disorganizza e influisce sui neuropeptidi, sconvolgendo la trasmissione sinaptica del cervello, fino al punto da sconvolgerlo (vedi etilismo acuto).
E avviene dunque che il suono che percepiamo consciamente e inconsciamente, ritmato, veloce, soprattutto ripetitivo, cadenzato, si accoppia all'alterato battito del cuore che si adatta alle battute.
Abbiamo poi la vista che percepisce (ieri dei fuochi oggi le luci stroboscopiche). Alcune luci anch'esse cadenzate al ritmo, hanno lo stesso effetto, amplificano il non ritmo naturale attraverso un altro senso, la vista.
Se poi contemporaneamente introduciamo psicofarmaci eccitanti estasianti, questi moltiplicano per due per quattro per otto gli effetti del comportamento disinibito che diventa pseudo sociale.

Siamo nella piena fase eccitatoria, si é nel delirio, dove la musica diventa con le quattro componenti (più l'eccitante) come vento per la barca a vela, la fa andare veloce su un virtuale mare calmo. Ma il vento se diventa forte si trasforma in tempesta, la barca a fatica si governa, e certe volte diventa impossibile farlo e si rischia il naufragio. Siamo oltre la soglia di quel vento!
E non sono usanze arcaiche! gli psichiatri Bricolo e Schifano che guidano oggi a Pd un equipe di osservazione-terapia ai guai provocati dalle micidiali "droghe"; dicono:
"se l'effetto della pastiglia e' uguale a 1, con musica, ritmo, alcol, luci e movimento l'effetto diventa 7. E non esistono carreggiate, ma solo la strada, tu ci vai, e corri, ma corri veloce verso il baratro".
Prima: sensazioni intensissime, felicitá, armonia con gli altri; spariscono noie e si ha senso di fratellanza magari con altri soggetti molte volte simili a noi e sotto gli stessi collaterali effetti dissociativi.
Dopo: la partecipazioni e' illusoria, soprattutto in soggetti che son legati poco alla comunicazione; hanno timidezza (ma non é un male!) o sono frustrati e si sentono messi da parte da certi falsi stili di vita.
Dice Schifano "il messaggio che diamo e' questo "e' meglio divertirsi, ballare e stare con gli amici "se ci sei", ma non e' un bene farlo "se sei fuori". nel primo caso tutto e' autentico e sano, nel secondo vogliamo solo barare con noi stessi".

Nel secondo, e' una finzione e le conseguenze sono gravissime, finito l'effetto si ritorna ad essere quelli di prima, con una aggravante perche' ancora una volta si e' visto il proprio fallimento.
Questi soggetti sono quelli che ricercano ad ogni costo la comunicazione, il divertimento, la fuga dalla timidezza, ma e' tutta una illusione, un barare con se stessi ! essi sono fatti diversi ma vogliono assomigliare ad altri.
Dopo, hanno l'effetto del povero che vuole partecipare alla festa del ricco; finita la festa, ritorna ai suoi stracci, e qui inizia la sua pena, odia e disprezza la sua e l'altrui condizione. E alla fine (é tipico) ce l'ha anche con tutto il mondo.
Il ns. poteva divertirsi in mezzo ai suoi simili, ma vuole volare artificialmente in alto e spesso cade sempre piu' giu'. nella cartella clinica e' quella che si chiama "dispercezione" della realta'.

Criminalizzare allora nei tempi moderni la musica, le discoteche, i giovani, la notte? no! ma solo l'abuso alcol, le sostanze pericolose, gli psicofarmaci (paradisi artificiali), e alcuni locali. - e rispettare e dare soprattutto fiducia al ns carattere, che non sempre è male se è diverso dagli altri.
Dove ci sono queste tentazioni, basta non andarci o se si vuole andarci basta non barare con se stessi! - vivere un'atteggiamento che non e' nostro, è barare.
La musica, la compagnia, la danza dev'essere una componente della felicitá, non un surrogato, ne' un'illusione cercata in fondo al bicchiere o negli effetti di un diabolico eccitante.
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24.000 ANNI FA circa - La musica, la melodia, il ritmo hanno in questo periodo ancora una grande importanza per l'uomo primitivo, un potere magico che non deve essere sperperato o surrogato in una bevuta. La musica, i suoni, l'ascolto, sono sempre un simbolo di identita', sono i mezzi piu' belli e piu' efficaci per esprimere impressioni, desideri e gioia, non per sostituirli e confonderli, ma semmai arricchirli.
Ricordiamoci che in Egitto nel 3000 a.C. La musica era chiamata "hy", cioè gioia.

Facciamoci caso: nella forma cosi' deviata sia nel mondo arcaico che nell' attuale ne usufruiranno poi 3 mondi diversi: i deprivati mistici, i deprivati schiavi e infine traslato, i deprivati anche (che paradosso!) se hanno il benessere.
In entrambi i casi, il comune denominatore e' la deprivazione dei desideri, (azione costrittiva), l'impedimento per conquistarli (azione punitive del più forte e più ricco) o l'insoddisfazione (se i desideri si sono appagati senza lottare).
il primo rinuncia alla lotta, il secondo é soccombente perche' é costretto a rinunciare alla lotta (si sente sconfitto con se stesso) mentre il terzo e' soccombente perche' sa di non aver conquistato nulla (é umiliato innanzitutto con se stesso e non accetta la sconfitta).
Ed e' tipico che ai succedanei della felicitá (un alcaloide e un certo tipo di musica) vi ricorrano sia quelli che non possiedono nulla (gli schiavi di una volta) sia quelli che hanno tutto (onori, soldi; bellezza, successo - gli schiavi moderni).
Entrambi devono far tacere tutte le spinte, che provengono da un mondo arcaico lontanissimo (di lotte) e per farlo, illudendosi, partecipano all'eccitazione generale senza averne i meriti.
Alcuni "cacciatori" inetti, apatici, sanno di partecipare a un' euforia fasulla, e cessata la festa, zitto l'ultimo tamburo, arriva lo stato di angoscia, di vuoto, di inquietudine. - e' il confronto che agita l'anima.
C'e' un motivo neurocerebrale! il cervello non si spegne subito, seguita a produrre l'eccitazione ancora per quasi un' ora e piu', e a quelli (agli inetti) nell'ora di silenzio manca la musica o l'oppiaceo.
Uno di questi vive solo nel mondo sx, ha rifiutato il dx, ed essendo limitato nella analisi, é incapace di acquietare l' ipereccitabilitá; é un perdente, e sentendosi tale ricorre sempre più spesso ai succedanei.
Vorrebbe rientrare in quella "pecora" che lui era prima della danza, ma ha nelle orecchie i suoni, e il cervello seguita a produrre noradrenalina, quindi, mangia, si buca, beve e si illude.

23.000 ANNI FA circa - Il nostro "guerriero inetto", del nostro villaggio arcaico, ha partecipato a molte danze, ha barato molto con se stesso e in proporzione aumenta il vuoto, e mangia sempre di piu quella "roba".
Abbiamo gia' esplorato l'universo di queste foglie, china, stricnina, oppio, papaverina, canapa, ne assumeranno cosí tanti di alcaloidi, che in alcuni scheletri che riporteremo poi alla luce, gli troveremo le ossa "imbottite".
Alcuni di loro volevano entrare nel modo piu' breve nel mondo degli spiriti eletti, e gli eredi che ci hanno lasciato pretendono anche loro di sentire e farci sentire l'alleluia.
Molti approfittano di questi deboli, ad ogni latitudine. Perfino la maggior parte di certi insegnamenti mistici sfruttano questi stati di coscienza particolari alterata. Un terreno fertile dove molti ciarlatani ci sguazzano.
Se ne incontrate uno di questi deboli, sull' "autostrada del fumi spirituali" statene certi, nel suo liquido cerebro-spinale l' EEG (elettroencefalogamma) registrera' lo SCA ( uno stato di coscienza alterato).
Dobbiamo pero' avere rispetto per tutti, perche' ogni uomo ha (alle volte suo malgrado) la propria finestra aperta nel suo singolare mondo - rispettiamolo purche' lui non ci obblighi anche a noi di entrare nel suo mondo distorto.
In un laboratorio di San Francisco al Langley porter hospital, all'Eeg e sulla Pet , si analizzano i cervelli di alcuni monaci trascendentali del Tibet.
Digiuni, meditazioni, ascesi, monotonie, freddo, ipoglicemia, ritmi cardiaci rallentati, sono i segreti delle esperienze trascendentale, perfettamente oggi in laboratorio riproponibili con psicofarmaci appropriati.
Non sono stati inutili questi monaci zen, hanno permesso con le analisi di capire i neuro trasmettitori che in passato i proto-monaci indiani avevano messo insieme con tanto mistero.

25.000 ANNI FA circa - Ritorniamo nuovamente nel villaggio arcaico, dove avvengono in modo impressionante, scoperte sia nel mondo interiore, che in quello esterno, che coinvolge ogni componente dei vari gruppi.

L'accelerazione e' enorme, ogni cosa ha ora un suo nome. Ogni evento, conoscenza, fatto, lo si puo' riferire, descrivere, illustrare, discutere, migliorare, quindi apprenderlo o farlo apprendere ad altri.
Nascono le idee. "io ho un'idea tu ne hai un'altra, se ce le scambiamo, entrambi abbiamo da questo momento 2 idee". cosi via!. 2-4-8-20. idee (nasce la collaborazione, la sinergia!)
SINERGIA, significa "lavorare insieme", cioé uno scambio di informazioni che potenzia i singoli effetti, idee che vanno accumulandosi in forma esponenziale e subito possono essere trasferite anche tutte in blocco a chi ne è del tutto privo. Il risultato è che nel "lavorare insieme" qualsiasi attività ottiene risultati superiori a quelli derivanti dalla somma dei suoi singoli componenti.

Avviene anche un altro evento straordinario: in una buia grotta una femmina e un maschio nel delicato processo di identificazione scoprono assieme qualcosa di diverso nel proprio mondo interiore.
Dopo la scoperta della conoscenza del mondo del se' dell'"io", i due stanno scoprendo e formando il mondo del "noi", sta nascendo il... sentimento reciproco del donarsi monogamo.
Non e' un animalesco rapporto sessuale, ma e' un' intima, un'unica identita' dei due che non la vivono singolarmente, ma la condividono piu' che nell'intimita' fisica in quella interiore; si aprono e si confidano i propri pensieri, con gli sguardi, gli occhi negli occhi.
Forse nel piccolo bagliore di un fuoco acceso dentro la grotta, ognuno dei due scorge nelle labbra dell' altro un sorriso, negli occhi un lampo di felicitá, un' espressione di gioia intensa, una emozione nuova.
E in questo totale processo di identificazione di questo "noi", i due esseri costruiscono una struttura piu' massiccia, intensa, si annodano piu' saldamente.

E' indubbiamente l'attimo dove..... nasce l' AMORE.
Nasce un legame piu' duraturo, che ora liberi di costruire insieme una vita con un suo fulcro e una precisa direzione, porta a vivere il loro "noi" insieme, uniti. - é....il "matrimonio".
Non è ancora celebrato, non è una istituzione, perche' non è solo una unione di corpi e di beni, ma è una unione di emozioni e di felicita' condivisa dal quel "noi" di due individui che subito avvertono essere un' unione pura, una incarnazione.
Da questo periodo ci giungono queste prime testimonianze, sono le prime cellule di una societa'. Non ancora una istituzione, ma è un anelito interiore, il bisogno di una comunanza di vita nel profondo.
Quale emozione piu' grande scoprire in una tomba le prime manifestazioni di questi affetti, con oggetti simbolici che indicano la "comunione" di due esseri che si sentono uniti con l'anima?
Perfino i componenti del loro clan hanno rispetto verso questa unione affettiva. Proviamo ancora oggi commozione nello scoprire recentemente due giovani inumati in una tomba abbracciati l'uno all'altro. (vedi GLI AMANTI DI MANTOVA > >

Tanti di questi "noi", tanti di questi rapporti piu' etici che giuridici (che non esistono ancora), vanno a costituire la famiglia, un clan, un parentado; una istituzione sociale di base che porta così alla nascita della società umana.
Ma anche lì, in quella grotta, qualcuno era assente, e non ha ricevuto il raggio di quel particolare "fuoco" acceso. - era fuori, forse a unirsi con qualche animale, e rimanendo lui tale, ha perso l'attimo piu' cosmico.

Alcuni anche nel buio di una grotta hanno trovato la luce, altri anche se fuori all'aperto hanno visto solo del buio.

20.000 ANNI FA circa - Nella famiglia viene iniziata la suddivisione dei compiti, ci si organizza nelle funzioni che ogni singolo ha nella tribu', nasce la cooperazione di giovani e vecchi, prima d'ora questi ultimi erano considerati quasi inutili al gruppo.
Nei reperti delle esumazioni, troviamo solo da questa data, i primi scheletri di persone anziane, perché prima non erano considerati, venivano ritenuti buoni a nulla, quindi né inumati ne' venerati.
Nella tribu', questa figura, il vecchio, non piu' impegnato nella caccia, scopriamo che va assumendo un' importanza determinante per il gruppo e il futuro della stessa società umana.
E' infatti lui, questo anziano, a raccogliere le molteplici notizie, i fatti; a osservare la cronologia degli avvenimenti del mondo (è lui libro, giornale, radio, tv, del villaggio).
E' sempre lui a ricombinare le notizie a metterle in associazione, a creare quindi nuove strategie di organizzazione, a raccontare agli altri le storie e le esperienze dei singoli, quindi a immagazzinare le esperienze indirette.
Nasce la cultura verbale, il racconto di gesta, di felici periodi e di cose che lui non ha mai visto, ma che sa che esistono, di cose che non ha mai fatto ma sa come si fanno; è il vecchio saggio!
Ed è ancora lui a rendere ricca la comunità; al ritorno della caccia i singoli fra di loro si conoscono poco, lui invece li conosce tutti, vede gli umori, osserva i visi, le espressioni, le gioie e i dolori.
Con i suoi occhi, indaga, e coglie le sfumature in quelli degli altri, spesso mette a disagio chi è osservato, lui intuisce cio' che è nascosto (e quel disagio turbatore millenario resiste ancora tutt'oggi. Lo sguardo di un nostro simile molte volte ci paralizza, ci causa perfino un indefinito malessere).
Ci sono mille ragioni per cui un essere umano storna gli occhi in mille modi e il nostro vecchio ora le ha comprese tutte, lo chiamiamo vecchio "stregone" in effetti è il primo psicologo!
Nell' impossessarsi di questi codici comportamentali, il nostro vecchio diventa agli occhi di ognuno un lettore dell' animo altrui, capisce intenzioni, verita' e menzogne gia' al primo sguardo.
Ci sono situazioni sociali che impongono determinati comportamenti, che intimamente un individuo non metterebbe in pratica, ma ci e' costretto per motivi di opportunità.
Repertorio di gesti che abbiamo ereditato (nonostante il recente linguaggio), che pero' a un' attento, acuto e allenato osservatore non sfuggono, rivelano l'effettivo stato d'animo di un suo simile per quanto lui si sforzi di celarlo.


L'interazione sociale implica stabilire rapporti di comunicazione fra gli individui con il linguaggio, ma restano (ancora oggi) sempre i gesti e gli sguardi, che vanno a condizionare alcune simpatie di un individuo verso un altro.
L' uomo puo' avere grande rispetto, ammirazione sociale, apprezzamento estetico per un' altro suo simile, ma se quello fa un solo gesto dissonante, lo allontaniamo e lo condanniamo senza appello, spesso senza darci una precisa ragione. (quello/a mi è antipatico/a! Non so perché ma è così").

Al vecchio non sfugge più nulla, e guadagna carisma, diventa lo stregone, poi lo sciamano, poi il mago, poi il profeta, il sacerdote, lo psicologo, infine il neuropsicologo; oggi a quest' ultimo basta un farmaco o la pet per capire molte cose di un suo simile.
Il nostro avo ha piume, fronde e totem vari, gli altri via via, paramenti, frange, ricami, altari sacrificali, il lettino psicanalitico ed infine quello piu serio la tomografia (pet) a cui sfugge quasi piu' nulla. (e si è appena agli inizi della neuroscienza).

Ora seduto su una panca in una posizione centrale del campo, il "nostro" avo domina. E' osannato, riverito, avvicinato con timore riverenziale. Lui è sussiegoso ma cordiale, serio ma anche gioviale, ma spesse volte il suo sguardo è impenetrabile, sembra vagare oltre i confini del mondo e dei suoi simili che lo circondano.
Ha tempo e ha l'opportunità per riflettere, diventa sempre più attento, e la stessa attenzione la rivolge al mondo circostante, s'interroga sui fenomeni che dominano il mondo.
Nelle notti, insonne, osserva il cielo fuori dalla sua capanna, scopre che la luna (insancrito=mon) dopo vari giorni è ritornata su quel colle, scopre la periodicità, afferra la nozione del tempo più lungo, quello oltre il quotidiano. E ha un'idea:
Prende un bastone e ogni notte fa una tacca (in sanscrito - tag=giorno ), dopo 28 tacche-notti, la luna è ancora lì su quel colle allo stesso punto: il bastone é ora diventato la "misura" del tempo, quello di un mese (in sanscrito, mas=mese) e significa "
misura").
La radice arcaica mas=misura di un mese - segue tutte le lingue, mensis in latino, messen in tedesco, in inglese measure e dal sanscrito mas-mon=misura luna, da' il nome a luna e mese (moon-month), che sara' poi mutuato nell'inglese.
il ns. vecchio vede nelle 4 fasi, una fase ogni 7 tag (giorni - oggi ancora in tedesco!) nasce cosi' la set-mas. (sett-imana). Continua ad osservare, e fa una scoperta ancora piú interessante e strabiliante.
Dopo 13 mas (dopo 13 bastoni-misura) la luna è nella stessa posizione nel cielo! Intuisce tutto, dalla grotta chiama tutti fuori; predice che quella sera la luna sorgerà esattamente in quel preciso punto del cielo.
Spiega, col suo bastone in mano il fenomeno, tracciando per terra, per farsi capire, un cerchio (il percorso) e "cerchio-anello" in sanscrito è "anu". - è nato l'anno, l'anno lunare dei mesi ("anu" del "mas" del "mon").

E perchè mai 7 tag (giorni)? Oltre che le fasi della luna, in cielo ci sono 5 stelle che non erano fisse ma vagavano (dal sanscrito vag= errante) poi in greco = planos poi pl(i)aneta.
Sole, luna e i cinque pianeti erano quindi 7 corpi celesti allora conosciuti e ad ognuno di loro e poi anche ai 7 giorni furono dati i nomi degli dei e delle dee allora ritenuti importanti.
Per 25.000 anni i nomi non cambieranno piú. Non in italia, dove nel 321 d.C. si modificherà il 7mo giorno, il millenario giorno del sole, in domenica=giorno del signore(= da dominicus).
Non così in altre parti del mondo, dove rimane (in occidente) ancora oggi la domenica il giorno del sole, cioé in tedesco son-tag, in inglese sun-day. Paesi refrattari ai cambiamenti papali o dei potenti di turno (Costantino).
In seguito sumeri e babilonesi fecero qualcosa di più i pianeti passavano attraverso conglomerati di stelle cui diedero il nome di immaginari animali = zoe = in sanscrito animale-zoes = zoo = greco zodiakos.

La Luna, le stelle, il Sole, erano incognite senza risposta per millenni. Ma ora quel vecchio ha i suoi segreti, conosce le leggi del cielo e il suo prestigio dentro la comunità sale proprio " alle stelle".
Compaiono le prime manifestazioni artistiche, consistenti in incisioni di complesse interpretazioni, cioè le pitture e le figure di animali molto schematizzati, dove appare già l' artista, l'arte in se stressa ma anche l'arte soggettiva dell'osservatore.
Non artisti qualunque, simili raffigurazione artistiche si possono fare solo se si utilizza un riflessione molto sviluppata, che va a creare una autocritica realistica che porta ai successivi miglioramenti.

23.000 ANNI FA circa - l' industria litica procede a passi di gigante, ritocchi bifacciali della selce, bulini, punte peduncole, lamelle a punte, dorsi a foglia di salice che diventano veri coltelli, raschiatoi per scuoiare, pulire.
A questi anni (col radiocarbonio) risalgono i primi e i piu' antichi resti umani trovati sul continente americano, a Yuha in California e in Peru' nelle grotte di Ayacucho. La provenienza è ancora un mistero.
Un altro insediamento viene registrato in Messico a Sandia, a Clovis e a Folsom, dove inizia lo sviluppo di quelle tre culture paleolitiche che si svilupperanno e conosceremo molto piu' tardi.
Dai resti archeologici conosciamo che entrambe le tre culture, prima che diventassero atzeche, maya e incas, rimasero in quella bassa condizione arcaica per oltre 23.000 anni circa.
In Europa, nello stesso periodo si sta sviluppando invece nel circondario della Loira, la cultura Solutreana, cui seguirá subito dopo tremila anni, quella pù tecnica, la Magdeliana a Bourrdelleis.
Contemporaneamente in Cina, sulla grande piana fertile del Gansu e dello Shandong troviamo degli insediamenti umani lungo tutto il bacino del grande fiume giallo dove..... si usano, si modellano ossa, si inventa l'ago e la cruna, coltelli a foglia di lauro, e abbandonate le grotte, le popolazioni danno inizio alle prime costruzioni con massi abbastanza squadrati e stuccati di fango

21.000 ANNI FA circa - Grandi migrazioni avvengono sempre in forma errante, dall'Africa verso le zone dell'asia minore, sulla zona del Tigri-Eufrate, sull' altipiano iranico, e nella vicina India dove si sviluppa una avanzata cultura.
in tutte queste aree citate, in poco piu' di 20 mila anni, si distribuiscono e vengono ora registrate queste presenze. Si sta diffondendo insomma sui vari continenti l'uomo cro-magnon.

20.000 ANNI FA circa - a Roc de sers, compaiono alcuni pregevoli bassorilievi scolpiti su roccia; in Dordogna troviamo un bisonte scolpito sulla superficie di un osso scapola di una renna, ...e' la prima scultura in assoluto.
A le Chaffaud ritroviamo invece su un osso piatto il primo vero quadro portatile della storia umana, dove realisticamente viene dipinto e vi figurano due renne che sono al pascolo.
A Savignano, troviamo la prima scultura di una venere tutto tondo; nelle grotte di Montebello in Abruzzo bellissime decorazioni geometriche ornano una parete interna, è la prima pittura parietale non realistica ma astratta.

18.000 ANNI FA circa - I gruppi di uomini vivono associati in orde, si cibano di selvaggina e vegetali e iniziano a vivere nelle prime costruzioni, mentre i nomadi vivono dentro capanni mobili, grandi e piccoli pali riuniti e coperti da grandi pelli, facili da trasportare in altri luoghi.

17.000 ANNI FA circa - Iniziano pratiche rituali per la caccia, magie; credenze in una dea della fecondità; vicino ai primi insediamenti compaiono le prime inumazioni con ricchi corredi funebri; (cibo, recipienti, utensili, ornamenti, armi varie ).
In una inumazione, troviamo uno scheletro con un bastone che sembra dalle incisioni essere fatto per il comando (e vi troviamo incise 28 tacche!!!); forse è un capo, uno stregone, il saggio che si era messo anche lui a contare i giorni della luna (che abbiamo accennato sopra).

15.000 ANNI FA circa - In Abruzzo, sulla costa, e nell'interno, rintracciamo insediamenti temporanei, con la stessa cultura bertoniana, segno evidente di un nomadismo solo stagionale dovuto alla caccia.
Presenze a Romito e Praia a mare in Calabria, a Tagliente nel veneto, ad Arene in Liguria; sono abitazioni ancora in grotte ma alcune sono già all'aperto, con pareti costruite con sassi.
< A Lescaux, alle pareti di una caverna, troviamo la prima pittura parietale di un realismo straordinario, l'abilita' dell'artista è gia' notevole e inoltre usa il colore ! E' il primo impressionista.

14.000 ANNI FA circa - mutano le condizioni climatiche per un migliaio di anni; ha inizio una desertificazione nelle grandi foreste; ed e' spopolamento della grande selvaggina che ora diventa sempre piu' rara cacciala in alcune aree.
Sulle coste abruzzesi, alcuni fanno le prime esperienze della raccolta di molluschi. Sono di questo periodo la comparsa in grotte di resti di conchiglie mai trovate prima negli insediamenti anche in prossimità della costa. Privi di selvaggina ci sia arrangia anche con i molluschi.
Le grandi prede migrano verso nord, ora ci si ciba di piccoli animali che prima erano scartati: lepri, volatili, pesci, molte varietà di vegetali con i loro vari apporti di sostanze molto preziose all'organismo.
Q
uesto fenomeno del cambiamento di dieta, avviene contemporaneamente in tutti i continenti, dovuto al contemporaneo peggioramento climatico e alla fuga della grande fauna, che crea una crisi alimentare nella dieta carnea.
La fame è molta, a fine sera si è a digiuni ed ecco raccogliere sparpagliati per terra anche dei piccoli granuli caduti da certe spighe dorate (in sanscrito sparpagliato è ghran = grano).

La successiva coltivazione avvenne occasionalmente per un errore che la natura ogni tanto commette.  Nella sua forma selvatica, la pianta regolarmente giunta alla maturazione, il suo baccello inizia ad aprirsi facendo cadere i semi che si disperdono sul terreno pronti a rinascere la successiva stagione. Probabilmente non avendo altro da mangiare gli abitanti si misero (facendo concorrenza agli uccelli) a raccogliere con tanta pazienza i chicchi sul terreno sparpagliati. La lingua sanscrita diede il nome all'oggetto  con il verbo chiamando il chicco  gran  o ghan , che significa appunto disperso, sparpagliato.

Di tanto in tanto la pianta selvatica annuale subisce per alcune ragioni (es. clima non ottimale) un mutamento che ne determina accidentalmente l'estinzione quando la spiga (o il baccello) perdono la capacità di aprirsi. Il chicco non cade e la pianta  marcisce con il suo stelo assieme ai suoi potenziali semi. Quando questo accade, non solo a terra non ci sono chicchi da raccogliere ma l'anno dopo in questo terreno ovviamente non vi cresce più nulla. L'osservazione avvenuta forse in più stagioni, portò alla grande scoperta.
Se l'uomo interviene su questa piantina prima che marcisce e provvede al momento giusto a raccogliere i chicchi  battendo la spiga con i baccelli non aperti, non solo ottiene il prodotto da utilizzare nell'alimentazione ma può usarne anche una parte per la successiva e necessaria seminagione. Inoltre lo può fare tagliando le spighe, e portarle  a casa, senza perdere neppure un chicco. E cosa più interessante e pratica,  seminarli  vicino dove è la sua dimora.
Iniziò tutto così. I primi proto-agricoltori iraniani da raccoglitori si trasformarono in coltivatori seminatori dopo aver sgranato (!!) da queste spighe (i chicchi) i semi,  assicurandosi così non solo la pappa quotidiana ma anche il prossimo raccolto se fatto con intelligenza. Cioè ripetere manualmente quello che prima faceva da se' la piantina; cresceva, maturava, cadeva, e l'anno dopo tornava nuovamente a germogliare. 
Altrettanto accade alla piantina del riso, ai piselli, alle fave, alle lenticchie,  e a molti altri cereali, legumi e tante varietà di verdure.


Scoprono cosi' la fonte piu' economica degli alimenti energetici (una fonte del fabbisogno proteico) sono carenti di amminoacidi essenziali, ma uniti a grassi o bacche creano importanti capolavori di "alta cucina".
Tracciamo i confini dove crescono i cereali (grano, riso e mais) e scopriremo che proprio lì coincidono anche le frontiere delle civilta'; (e con le frontiere alimentari e linguistiche cambiano anche i gusti ).
L 'apporto dei cereali nell'alimentazione, comporta l'introduzione nell'organismo di importanti "mattoni", s'inizio' per fame, ma fu un "terno secco" per tutto l'organismo umano, che ora corre verso una accelerata evoluzione esponenziale.
In Cina, ancora spontaneo cresce nelle grandi paludi il riso, ha maggiori proteine del grano, ma ha nei suoi confronti una carenza molto significativa, è la prolamina.
è la proteina che consente invece alla farina del grano la panificazione, ma il riso ha piu' amidi e questi hanno uno speciale zucchero, l' amilosio che ha un grande potere energetico (come tutti i zuccheri) sul cervello. Inoltre viene mangiato anche crudo, non cosi' il grano.
Per agire, alcune proteine hanno bisogno di vitamine (alcune solo solubili solo nei grassi - oggi tanto denigrati) messi insieme apportano acidi grassi linoleici molto necessari al cervello.
Presi singolarmente i cereali (grano, riso, mais) hanno fattori limitanti (come lisina, metionina, cistina) ma combinati con leguminose e i grassi (oli vegetali, grassi animali, latte) formano grandi capolavori alimentari non solo per il gusto ma capolavori per il cervello.

Tracciamo anche qui i confini dell' ulivo, della colza, del mais (tre olii) e abbiamo le 3 civiltà. Senza acidi grassi e i lipidi non si hanno le membrane cellulari del sistema nervoso, non si forma la guaina mielinica che devono difendere gli assoni, nè si forma il glia che riveste il neurone. (la mielina evita i corti circuiti elettrici, come due cavi elettrici senza guaina),
il cervello è sprovvisto di riserve lipidiche, eppure piu' della metà della sua materia disidratata è costituita da lipidi; significa che il cervello ha bisogno di grassi. Va dunque sempre "oliato" !!!
E ha bisogno soprattutto di zuccheri (il carburante, utilizzato dal cervello per svolgere la propria attività) e qui abbiamo la grande importanza che assunsero i frutti zuccherini. (Si attribuisce allo zucchero a buon mercato l'esplosione psico-tecnologica avvenuta a fine '700 e intero '800).

E veniamo alla sinapsi, che sono le vescicole sinaptiche che con i mediatori interagiscono con i recettori. Alcuni recettori, come la beta-endorfina è composta da 20 amminoacidi, e 5 sono di encefalina. Sono 5 amminoacidi essenziali non prodotti dall' organismo spontaneamente, quindi ne siamo carenti se non li introduciamo con dei particolari alimenti.
Il nostro avo non conosce ancora la chimica, ma prova e riprova mette assieme alimenti che sono essenziali alla neurologia, alla morfologia, alla fisiologia, e va a creare la nostra vita nel suo complesso !

Scopre una "bomba energetica", quando mette insieme latte e cereali (riso-latte o farina-latte) che mutuandosi vanno a formare due amminoacidi essenziali per il cervello.
Tutte le culture, tutte le civiltà, in seguito a una lunghissima selezione, hanno finito per ovviare a deficienze alimentari disponibili, elaborando validissime combinazioni riequilibranti (molte volte arraggiandosi, spesso casuali, ma che per il cervello furono un terno secco).

12.000 ANNI FA circa - sulle coste troviamo, databili a questo periodo, i primi depositi di gusci di molluschi (ma indubbiamente anche pesci) segni anche qui evidenti della scarsità di altri cibi nella zona. Ma anche qui si veriifica un terno secco nell'evoluzione dell'uomo.
E' un salto qualitativo cerebrale, e avviene proprio sulle coste marine; lo iodio diventa per il metabolismo una fonte preziosa dell' aminoacido tirosina. (il sale marino o il salgemma salisburghese che diventera' poi una preziosa sostanza-moneta).
Si formano quindi degli insediamenti terra-mare, i proto-palafitticoli, e le risorse alimentari che ora hanno attorno (un altro terno!) hanno i preziosi sali minerali per le sinapsi del cervello (sodio, potassio, fosforo, iodio).
In questi insediamenti si sviluppano con l'agricoltura ulteriormente gli alimenti vegetali. Sono nuovi alimenti con nuove vitamine; alcune di enorme importanza nei precursori dei neuromediatori; necessari per addizionare anche opportuni fattori di crescita, mentre altre (A-C-E) hanno una funzione antiradicale (antiossidante) e preservano dalla distruzione i neuroni.

I PRIMI INSEDIAMENTI

11.000 ANNI FA circa - In molte altre zone centrali intensa è la migrazione in forma nomade (che pero' non ripaga le molte energie spese) verso il nord, all'inseguimento dei grandi animali che migrano verso pascoli migliori.
E' l'era mesolitica. Non tutti vanno all' inseguimento degli animali in fuga, alcuni rimangono nelle loro sedi, si accontentano di quello che fornisce l'ambiente.
In Iraq, sul Caspio ma anche tra il Tigri e l'Eufrate infatti nascono i primi sedentari, e per un motivo ben preciso: lì esiste il "Paradiso Terrestre", con tutti gli animali che diventeranno presto di allevamento, e tutte le produzioni vegetali che oggi noi conosciamo. Altro che terno, qui hanno fatto Tombola!! (vedi > > IL PARADISO TERRESTRE > > )
In Cina, (nella zona oggi moderna del Honan a sud del fiume Giallo) si parla nelle tradizioni, di Shen Nung, il divino coltivatore, il primo che incominció a dissodare la terra, che insegnò a coltivarla, a fare incroci, innesti, quindi a creare nuove varietà di piante, più produttive, con più succosi frutti.
In America, anche se ancora molto incerta l'origine (se spontanea o importata) anche qui si trovano i primi insediamenti agricoli, le prime testimonianze di una cultura molto arcaica che inizia una proto-agricoltura.

10.000 ANNI FA circa - in Europa, i primi insediamenti che abbozzano una agricoltura li troviamo in Puglia, poi stranamente si spostano dopo alcuni anni verso la Calabria verso il Lazio, Umbria, Toscana, Abruzzo.

9.500 ANNI FA circa - In Iraq troviamo una macinella per il grano, gia' segno di un'agricoltura con cereali. A Gerico, troviamo il primo insediamento umano fisso, dove sorge una vera e propria città.
A Shamra in Siria, ritroviamo alcuni forni per il pane, arpioni, ami, punteruoli, silos per conservare cereali. In Iraq vicino al mar Caspio i primi addomesticamento di animali (cane, pecora, conigli, maiali, mucche, oche) e allo stato selvatico,
qui l'origine di quasi tutti i frutti e le varietà di verdure che si conoscono al mondo, compresa tutta la varietà di cereali, riso, grano, segala, soia, granoturco; compresi gli agrumi, i legumi, il cotone, il tabacco, il tè, la canna da zucchero, gli olivi;   la stessa vite è stata specificatamente individuata come originaria di questa zona, nel Turkmenistan, sulle sponde del Caspio. Noto come "Paradiso Terrestre", o "giardini" (questo etimo nacque qui,  e indicano ancora oggi gli orti e i frutteti locali - Mentre in lingua caldea questi stessi giardini sono chiamati "paradis". (lo mutuerà la Bibbia per indicare un posto di felicità e la nascita dell'uomo).

 

8.500 ANNI FA circa - A Gerico le capanne, ora sono case in muratura, prima rotonde poi diventano rettangolari di 3 x 4 metri, con mattoni crudi, rivestiti di intonaco di fango e dotati di un tetto a terrazza.
Sempre a Gerico, troviamo dei falcetti, e una città gia' considerevolmente abitata, e persino una costruzione-torre alta 8 metri; mentre alcune case sono giá dipinte all'esterno con vari colori.

8.300 ANNI FA circa - nell'area mesopotamica appare una novita', la ceramica modellata; le prime coppe, le stoviglie, i contenitori, vasi, impressi o dipinti. E' un "boom industriale" che presto si diffonde su tutta Europa.
Dal medio oriente la tecnica arriva in Europa via mare e via terra tramite le popolazioni nomadi. Esemplari di queste lavorazioni asiatiche li troviamo in italia e nel sud Danubio
Di queste correnti artistiche della ceramica, in italia ne arrivano quattro, quella detta nera lucida a la Masseria, quella rossa a Stentinello, quella impressa a Monterado, e a nastro lineare al Fiorano su al nord.
La nuova tecnica si espande come un fulmine ai 4 venti. Gerico col sistema ceramico fa ora anche mattoni cotti al sole, poi al forno: nasce la nuova città con una topografia simile a quelle attuali (oggi ancora esistente).

7.900 ANNI FA circa - siamo certi, col carbonio14 che nel villaggio di Scaramella in Puglia nasce il 1° insediamento italiano di agricoltori fissi che iniziano a coltivare sul luogo vari tipi di cereali, inoltre si dedicano all'allevamento di piccoli animali domestici.
I nomadi dal medioriente non hanno portato solo ceramiche, ma hanno portato tecniche agricole che ai poveri pastori italiani che vi abitavano imprimono un nuovo e dinamico ritmo evolutivo al corso della loro storia.
Che ci sia una vera rivoluzione nei cereali ci è dato saperlo dal ritrovamento proprio in Puglia del primo chicco del trinitum (il grano duro); ricco di glutine (quello che ci da' il 15% di proteine).

7.700 ANNI FA circa - sono passati solo 300 anni e giù su al nord al Fiorano i pastori coesistono con i nuovi arrivi di agricoltori e danno vita ad una omogeneitá culturale, e naturalmente a una assimilazione genetica come stirpe.
I nuovi arrivati hanno con se' nuovi e piu' progrediti mezzi, fra cui spiccano i primi oggetti di selce, i primi falcetti per i raccolti, poi seguiranno piu' tardi quelli migliori in ossidiana.
Questi processi culturali com' è ovvio non ebbero luogo simultaneamente in tutte le parti del continente, ma col nomadismo in diversi periodi, diedero vita a diversi aspetti e a diverse fasi di lento oppure veloce sviluppo nei vari territori.
Talmente diverse, lente e cosi' poco mutuanti in alcune zone che a distanza di 7000 anni esistono ancora tribu' che non hanno assimilato nulla delle nostre antiche civiltà, ma hanno conservato solo la propria, quella arcaica.
Gli Ainu' tutt'oggi sono in periodo neolitico, conoscono solo 600 vocaboli, non conoscono i verbi che esprimono passato-futuro, non sanno contare, e non hanno nessun tabu' sessuale, convinti che il sesso sia la parte del nostro corpo più apprezzabile e adorabile perchè vi si genera la vita.

7.300 ANNI FA circa -A Catal-huiuk, (in Turchia) appaiono nei resti archeologici 12 strati della città. In quello di questo periodo possiamo ritrovare molte cose interessanti di quel tempo, che ci indicano il tipo di civilta'.
Resti di scheletri di addomesticate pecore e cani, coltivazione intensa dell' orzo, grano, piselli, ceci, arachidi, mandorle; molte ceramiche lucidate che ora alcune appaiono egregiamente dipinte.
Presso la punta della Mortola (nella provincia di Imperia) è stato scoperto un bivacco all'aperto di cacciatori e pescatori, risalente a circa 7000 anni a.C. , a giudicare dallo strumentario raccolto in una piccola area che corrisponde al fondo di una capanna: utensili in forma triangolare, punte e lamette a dorso, bulini e microbulini ecc., in parte usati per armare arpioni in legno.
Un altro bivacco, infine, è stato individuato a Pian del Re presso san Romolo, nei pressi della necropoli a tumuli assieme a quelle successive dell'età del ferro; altre tracce mesolitiche provengono dalle zone circostanti.

6.900 ANNI FA circa - Se in occidente i nostri stanziali hanno appena fabbricato alcuni oggetti in selce, nel vicino oriente sta decollando l'ossidiana che porta cambiamenti notevoli negli utensili; l'ossidiana è più resistente per certi usi.
I riflessi di questa scoperta si sentiranno in occidente solo dopo qualche centinaia di anni, merito di popolazioni erranti fuggite per guerre o per terribili pestilenze dall' Asia

6.700 ANNI FA circa - In Anatolia esista gia' la metallurgia (a martellatura) ma sono segreti che vengono custoditi fin quando i popoli del mare stermineranno gli ittiti e la peste fara' il resto.

L'età dei metalli

Per centinaia di migliaia di anni, gli umani hanno lavorato per sfaldatura e levigatura dei materiali non plastici come la selce, l'ossidiana, il basalto, la quarzite, ecc. questi minerali si sfaldano, si scheggiano perché gli strati costituti da ioni, uniti tra loro da legami ionici non possono scorrere uno sull’altro per pressione. Gli strati ionici non sono deformabili plasticamente e per battitura gli strati non si deformano ma si scheggiano e si frantumano.
Diversamente da questi materiali, i metalli e le leghe sono formati da atomi, uniti tra loro da legami covalenti estremi. gli strati di un metallo o di una lega possono scorrere uno sull’altro per pressione e pertanto sono deformabili plasticamente per battitura senza scheggiarsi e rompersi. Battendo un pezzo di ferro meteoritico o di rame o di oro, ecc., gli umani si sono accorti che non si sfaldava ma si piegava o si assottigliava, assumendo la forma voluta. Con l'estensiva utilizzazione della plasticità dei metalli e delle leghe per produrre manufatti metallici, inizia la rivoluzione produttiva dell'età calcolitica (da chalcos il nome greco del rame).
E questa rivoluzione diventa straordinaria quando inizia la fusione dei metalli, prima quelli più teneri, rame, stagno, piombo ecc. poi i più duri come il ferro, oro, argento.
Tradizionalmente si distinguono tre età calcolitiche in cui si impiega il metallo: età del rame, età del bronzo (in cui si impiega fondendolo una lega di rame e stagno) e l'età del ferro.
Il passaggio dall'età calcolitica a quella del bronzo ha richiesto tempo nelle varie zone.
La transizione è stata lenta nel medio oriente perché probabilmente frenata dalla scarsa presenza di giacimenti di stagno, ma rapida in occidente dove lo stagno era più abbondante.

L'Influenza della produzione tecnologica dei metalli.

I metalli, e in generale tutti i minerali ferrosi, sono risorse strategiche, vitali, con altissimo valore di scambio nei baratti. Gli oggetti metallici sono talmente costosi che una volta fuori uso sono riciclati per battitura o per fusione, contrariamente agli oggetti in pietra o ceramica che una volta rotti sono eliminati.
L
e armi in bronzo hanno contribuito a creare i grandi imperi: l'egitto faraonico, l'assiro-babilonese, la creta minoica, il regno ittita ecc. nelle civiltà nate su terreni alluvionali (come l'Egitto lungo le rive del nilo e la Mesopotamia tra il Tigri e l'Eufrate) i potenziali giacimenti mineralii sono coperti dai sedimenti alluvionali e pertanto non si trovano facilmente. Questo contribuisce a spiegare le guerre dei faraoni per impadronirsi dei giacimenti metalliferi della Nubia e della penisola del Sinai, della Palestina e della Siria. Si spiegano le guerre espansive delle varie popolazioni della mesopotamia verso occidente, la presenza di vaste comunità di commercianti assiro-babilonesi in Anatolia e Siria e le frequentazioni di orientali nell'europa occidentale.
All'incirca nel II millennio a.C. tre potenze, l'Egitto, l'impero Ittita e gli Assiro-babilonesi, si contendono, con fasi alterne, la parte mediterranea dell'attuale Sinai, Israele, Libano, Siria cioè della cosiddetta mezzaluna fertile che dalla penisola del Sinai si estende fino al delta dell'Eufrate e del Tigri.

Il passaggio dall'età del bronzo a quella del ferro avviene intorno al 1 300 a.C. in Anatolia, attorno al 1.200 ac in Egitto e con un ritardo di 200-300 anni nell'Europa occidentale. Questo non vuol dire che il ferro non fosse conosciuto prima ma solo che il ferro non era prodotto dagli umani prima del 1.200 a.C. ad esempio la presenza di ferro meteoritico è ben documentata in Egitto, in Mesopotamia e in Anatolia da ritrovamenti di scavo anteriori al 1300 a.C. Il ferro meteoritico si distingue dal ferro metallurgico perché il ferro meteoritico è molto ricco in nichel.

Con l'età del ferro si entra nella storia documentata da fonti letterarie scritte.
L'età del ferro esplode attorno al 1.200 a.C. con le grandi migrazioni di quelli che gli egizi chiamarono i popoli del nord e del mare. In un secolo tutti gli equilibri del vicino oriente sono sconvolti e in questo una parte non secondaria hanno certamente avuto le nuove armi in ferro.


6.713 ANNI FA circa = 4.713 a.C.

il 1° gennaio di quest'anno 4713 a.C. è la data inizio nell'ambiente astronomico del giorno giuliano. Per una convenzione adottata da tutti gli scienziati e gli storici, gli anni sono tutti numerati progressivamente. Quindi questo anno 6.713 corrisponde e lo nominiamo 4.713 a.C. . - i successivi anni noi li riportiamo usando il tradizionale a.C. / d.C.

4.600 a.C. circa - A questa data risalgono i piu' antichi reperti di Catal-hujuk in Turchia (ancora esistenti); case quadrate monocellulari, con scale di legno spesso retraibili, che portano al tetto da dove si entra, quindi senza finestre, per evitare l'ingresso ad animali selvatici o assalti di altri uomini.- a catal hujuk appaiono anche piccoli edifici come luogo di culto, sulle pareti, pitture e rilievi che rappresentano teste di toro, con molteplici figure femminili molto stilizzate.
Sempre a Catal h., in pietra, quindi scolpite, ritroviamo le famose statuette di donna in atto di partorire, verosimilmente un luogo di culto per la fertilita' femminile

4.440 a.C. circa - Nella difficile scultura si opera ora con una nuova tecnica per fare statuette in serie, utilizzando dei calchi e colandovi argilla liquida, che poi viene seccata al sole.
Catal hujuk e' ora una citta' affascinante e pur non possedendo risorse naturali i suoi commerci sono fiorenti, come ci attestano reperti di questa citta' scomparsa. - ossidiana non ne aveva, (veniva dalla Siria) ma la sua industria litica produce oggetti che troveremo sparsi in tutta Europa. Di alcuni manufatti ne scopriremo 50 modelli diversi.

4.410 a.C. circa - Si diffonde l'agricoltura e l'allevamento, che e' gia' in stato molto avanzato e con molti riflessi socio-economici nelle comunita', ma e' in arrivo ben altro dall' asia minore.

La metallurgia, sta fabbricando attrezzi che entrano subito nell' uso comune e che portano a una rivoluzione nell' agricoltura, nelle costruzioni e nella guerra.
Nell'agricoltura compaiono vanghe per dissodare, accette per tagliare tronchi, i primi coltelli-pugnali, le prime lance, punteruoli, raschietti per scuoiare, chiodi etc

4.300 a.C. circa - A Catal hujuk, a questa data si fanno risalire alcuni specchi di ossidiana trovate in alcune sepolture femminili, ma appare anche il rame e la vanita' femminile aumenta in proporzione al riflesso di questo metallo.
La bellezza esplode, come la vediamo in alcune statuette d'argilla; acconciature in trecce, o raccolti in una crocchia, e si indossa una specie di due pezzi su piccoli seni. Dal piombo e dal rame si fanno anche ciondoli e altri ornamenti per le donne; e come ci attestano alcune pitture murali, compaiono anche numerose fuseruole e pesi per il telaio, quindi e' nata la tessitura.

4.150 a.C. circa - Da quel luogo, partono e si diffondono queste tecniche, questo stile di vita gia' organizzato e forse felice, visto che il benessere e' il piu' alto di ogni altro luogo conosciuto.
L'interno delle case e' accogliente, 20-25 mq, contengono il focolare, il forno per il pane, cassettoni incorporati nelle pareti, e grandi panche-letti per sedersi e dormire. Ricco il corredo di stoviglie; ciotole di marmo scavate con un diametro superiore ai 60 cm, per uso mortai, per contenitori d'acqua, per granaglie, per olii e altri alimenti di uso comune.
Poi inspiegabilmente Catal hujuk scompare e su una estensione di 13 ettari cala il silenzio, come e perche' e' ancora un mistero da scoprire (se degli scavi vi si potranno ancora fare)

3.800 a.C. circa - Di quel poco che conosciamo, abbiamo i resti di un'agricoltura avanzata, grano da amido, farro, frumento, orzo nudo, due tipi di piselli, ceci. (negli scheletri ora troviamo denti sani).
La caccia e' in declino, gli avanzi lo testimoniano, la dieta e' ora bilanciata, mista, proteica, vitaminica, calorica.

3.600 a.C. circa - La loro usanza di seppellire i propri cari sotto il pavimento della cucina ci ha restituito e ha permesso di fare preziose e importanti analisi del dna sui loro resti.
Diventa preziosa per noi oggi l' usanza di seppellire i defunti con il loro corredo; ci ha restituiti intatti tutti gli oggetti personali degli uomini e delle loro donne di quel tempo.
Ma corriamo nella zona dove poi sorgerà Baghdad fra 4337 anni (nel 762 d.c) é li' in quel punto che confluiscono le principali sequenze preistoriche delle grandi civiltà:
è una piana fertile, attraversata da due grandi fiumi il Tigre e l'Eufrate, ideale il clima per gli insediamenti, ma molto critica quando questi strariperanno nella post-glaciazione. sommergendo ogni cosa, uomini e cose.

3.574 a.C. circa - Sara' proprio quest' anno che come accertera' poi Woolley a Ur, che si verifica quello che verra' ricordato come il DILUVIO, in varie leggende sumere (Gilgamesh) o ebree (Noè).
Del diluvio (ma ve ne sono ben tre in questo periodo) Woolley scopre scavando, che le città e i villaggi sono ricoperti da 3/5 metri di limo alluvionale; una conferma ai vari contenuti leggendari.
Woolley scopre l'intera citta' di Ur, 2000 tombe di benestanti, 15 di reali, officine, scuole sotto una coltre di fango che coprì con 8/10 metri di acqua un'area grande 8 volte la pianura padana.
Da Ur usciranno tesori d'arte notevoli di cui oggi sia il Louvre che il Brithish Museum di Londra fanno sfoggio nelle loro sale. Ma la mesopotamia non e' solo Ur, poco lontano riserva altro.

3.570 a.C. circa - E' qui' che nasce una citta' immensa, le sue rovine coprono una superficie di circa 3 ettari, non ne sappiamo ancora quasi nulla (è una recente scoperta) per di piu' ostacolata dalle tante guerre in loco.
Si chiama Tell es Sawwan; e a 12 km da questa, nasce contemporaneamente quella che invece conosciamo bene, Samarra, e non lontano, Uruk, Uqair, Kirkuk, e... Gawra.
A Gawra troviamo un' edificio imponente, il piu' grande fin' ora scoperto, 18 x 19 metri, con 17 vani e con un salone centrale di 13 metri x 3. Sara' di modello in tutta l'area.
Sempre a Gawra (20 strati di rovine ancora tutte da scoprire) troviamo il primo mattone a piccole dimensioni, che fara' poi da modello e scuola in tutto il mondo, è il mattone attuale .
In una piccola tomba di Gawra troviamo sepolto il corpo di un fanciullo e nel suo corredo uno zufolo d'osso con due, quattro e sei registri (il più antico strumento musicale a noi pervenutoci).
Ma la meraviglia viene dalla gia' citata Sawwan, troviamo bellissimi esemplari di vasi e 50 statuette fatte in alabastro, che rappresentano donne con voluminose mammelle.

3.555 a.C. circa - Troviamo in questo periodo, la nascita di Ninive, ma essendo a soli 22 km dalla citata Gawra, oggi si pensa essa sia stata una semplice citta' sorta vicina alla prima, una copia che poi si é in seguito sviluppata.

3.554 a.C. circa - Torniamo all'abitante dell'Europa; lui deve accontentarsi ancora delle grotte, delle capanne, su pali infissi nell'acqua dove vi costruisce sopra la sua fragile residenza.
Sono i palafitticoli (le prime sono sorte a Varna, sul mar nero, alla foce del Danubio - si pensa che alcuni gruppi abbiano risalito il Danubio, poi spostandosi sempre a nord, nel corso di 2000 anni, siano giunti fino al Veneto, Austria, portando con se le nuove tecnologie edilizie, agricole, fusione metalli, tessitura, ceramiche ecc.). Costruzioni con una fondamentale necessità alla soluzione del problema di come vivere in pace, tranquilli, senz' essere aggrediti da fiere animali o da "fiere" umane.
Dalla terramare dove questi spondali le avevano costruite anche con la finalitá di non essere sempre invasi dalle acque delle mareggiate, le diffusero in seguito soprattutto sui laghi.
I palafitticoli adottano questa particolare tecnica di costruzione e ne troveremo i resti sulle sponde dei laghi della Savoia, nel Giura, in Boemia, in Croazia, al nord Italia alla data 2000 a.C.
In Italia le troviamo a Rivoli, Ivrea, Oleggio, Lagozza,(lago Magg.) Biandronno (l. Varese), a Sabbioni (l. Como), Lago d'Iseo, Peschiera (lago di Garda) e altri; ma una in particolare ci dice moltissimo.
Nel 1929, a Ledro (Tn), nel prosciugare il lago per una centrale elettrica, venne alla luce un intero villaggio con una base di 10.000 pali, forse inghiottito da una grande piena lacustre
Ma non c' erano solo pali, ma con essi tutti gli oggetti riferibili all'uso umano di un periodo di circa 1000 anni; nel 1967 al compimento degli scavi, è sorto un raro museo. Vi sono oggetti litici preistorici e quelli che vanno fino alla civilta' del bronzo, comprese tutte le varie culture di ceramiche di quel periodo (molto molto interessanti- assolutamente da visitare !!!).
La scomparsa di questo villaggio, si pensa, sia stata improvviso, visto che in alcune ciotole si e' conservato cio' che contenevano; l'ultimo pasto (verdure, vari cereali, ghiande, pane, acini d'uva (quindi é presumile conoscessero il vino e perfino un distillato). Oltre resti di tessuti, quindi conoscevano il lavoro d'intreccio.

3.500 a.C. circa - Sempre in italia, e non lontano dalla val di Ledro troviamo un altro tipico insediamento di questo periodo, quello della val Camonica ( che inizia dalla sponde del lago d'Iseo) che ha le stesse caratteristiche di costruzioni.
Ed e' anche il maggior complesso mondiale di scene incise sulla roccia riguardanti tutti gli aspetti di vita di questa popolazione preistorica, una vera galleria d'arte. (140.000 figure con la tecnica della martellatura o attraverso graffiti. realizzate lungo un arco di tempo di ottomila anni, fino all'età del ferro (I millennio a.C. ). quindi durante tutta l'età del rame, la comparsa della ruota, del carro, le prime forme di metallurgia, di allevamento animali, di tecniche di agricoltura avanzate).
Il complesso di questa arte rupestre è una delle più ampie collezioni dell'età preistorica del mondo. Il primo patrimonio dell'umanità riconosciuto dell'unesco in italia).

Poi improvvisamente, verso l'anno 1000 a.C. queste tipiche abitazioni palafitticole e l'usanza di abitare vicino ai laghi, fiumi o lagune, cadono in disuso, anche se ne rimangono alcune in veneto.
La piu' vistosa pervenutaci e che non abbandonerà mai tale usanza e tecnica impareggiabile fino ai giorni nostri, è la citta' di Venezia, ai suoi pali non rinuncera' mai ne' con i mattoni ne' con i marmi, ne' col cemento.

Nella zona ligure, l'arrivo dei colonizzatori neolitici sulle coste liguri coincise con un periodo climatico, detto atlantico, che si manifestò con una fase temperata frammentata in episodi secchi e umidi, ripetutisi più volte.
Il manto vegetazionale era dominato da macchie, boschi a roverella, quercia, leccio, nocciolo, frassino, ontano, carpino nero. La fauna selvatica comprendeva ancora, ma in misura sempre più ridotta, cervo elafo, orso bruno, lupo, uccelli; i molluschi e pesci continuavano ad essere raccolti per scarsità di cibo, così come i frutti spontanei. Le principali basi dei nuovi venuti dal medio oriente sono finora state individuate in Provenza, presso Montpellier e Nizza e soprattutto nella caverne del Finalese (Arene, Candide e Pollera). Ben presto la pratica dell’agricoltura si diffuse, anche se limitata dalle condizioni difficili del territorio; pur con oscillazioni notevoli da zona a zona e secondo il periodo considerato, sulla riviera di ponente furono coltivate varietà di frumento e di orzo e leguminose (cicero e veccia). Le derrate venivano conservate nei contenitori di ceramica e non erano quindi più soggette all' attacco dei roditori (che in ogni luogo abitato con avanzi di derrate e con le derrate stesse si moltiplicano a dismisura. Una femmina di topo può generare nell'arco di due tre anni 1 milione di topi).
Con la ceramica, spesso decorata da ornamenti geometrici e talvolta dalle forme eleganti, veniva pure fabbricato, vasellame d'uso comune (tazze, bicchieri, piatti ecc), oltre a idoletti e altri oggetti.
Le forme della ceramica, diverse da cultura a cultura, contrassegnano col loro nome caratteristico i gruppi umani che le produssero.

3.540 a.C. circa E' anche il periodo della cultura delle tombe megalitiche, sorte come manifestazioni di una intensa concezione magica-religiosa, che si riversava nei confronti dei morti. Sono i dolmen, i menhir, i cromlech come quelli di stonehenge. Ma molto meno monumentali appaiono in quasi tutti i territori dell' intera Europa.
Menhir quando compaiono massi eretti sul terreno, Dolmen se sono appoggiate su un basamento, Cromlech quando sono disposti in circolo (forse con scopi astronomici).

3.500 a.C. circa - Nella metallurgia, la lavorazione del metallo e' ancora nella fase della iniziale martellatura; sconosciuta e' ancora la tecnica della fusione, ma e' quasi alle porte. Non e' sconosciuta nella zona della Cilicia a Mersin e a Non Nok Tha nel sud est asiatico. Mentre in Europa dovremo attendere altri 1500 anni per vedere questa rivoluzionaria tecnica.
In Mesopotamia inizia la prima fusione del rame, mentre troviamo la prima ruota in una tomba: (è curioso, perché viene da un giocattolo di un bambino inumato) e da una in incisione ci viene tramandato il primo vomere in bronzo per un aratro.
Subito dopo in Mesopotamia e in Egitto compare: la prima ruota rotante del vasaio e i sigilli piani per imprimere un segno di fabbrica su giare di ceramica (la griffe è vecchia !).
3.200 a.C. circa - In Egitto e Mesopotamia ferve lo sviluppo stanziale, fisso, soprattutto agricolo. C'e' anche una prima organizzazione sociale e con notizie riportate più tardi il 1° faraone, Merner (o Mene).
Documenti di questo periodo, riportano le dinastie precedenti (detto predinastico), dove si narra una unificazione di territorio compiute da re scorpione, una specia di grande capo, forse per regolamentare alcune opportune necessita' nell' attivita' agricola, nei corsi d'acqua, nelle costruzioni varie.

3.100 a.C. circa - A Sumer nascono le citta' di Uruk, Eridu, Obeid, Lagash. Da Uruk nascono le prime storie mitologiche "dei 12 re". Il governo e' impostato su una conduzione sacerdotale, che oltre che governare atterrisce con le ire divine chi non si sottomette ai loro regolamenti.
Non di meno in Cina; quasi contemporaneamente si narra di precedenti 12 imperatori prima dell' arrivo di Huang-ti, il mitico e (questo sì perché esistono iscrizioni) storico " imperatore giallo".
Nella odierna zona russa, in Ucraina a Kiev compare la cultura detta di tripolje neolitica e del rame. Si concludera' nel 2000 a.C. con la cultura kurgan (tombe a tumuli)

3.000 a.C. circa - In Grecia, appaiono i primi stanziamenti a Mimini, Creta, Troia. In Cina troviamo le prime coltivazioni del riso, in Egitto del grano, entrambi hanno barche fatte a forma di canoa. (presenze umane con i primi fuochi, sono databili anche 500.000 anni prima, ma stanziali e organizzate solo in questo periodo).
Troviamo in Egitto in questa data un termine per la musica, denominata "hy", che significa anche "gioia". In uso, arpe, oboi, flauti, lire, liuti, membranofoni (tamburi) e sistri in metallo.

2.975 a.C. circa - Ufficialmente tramite reperti si registra il primo faraone della 1a dinastia; Udimu, che compare su una scultura rupestre nella sua prima campagna militare (in assoluto è la 1a guerra storica per la difesa).
Nella val Uadi Maghara altri rilievi rupestri di una successiva campagna militari del faraone Semerkhet. E' una guerra vittoriosa sui popoli del vicino Sinai. (é la 1a guerra fuori dai confini di uno Stato. Ma questa volta di aggressione).

2.900 a.C. circa - Nella Mesoamerica, in Honduras primi accenni di coltivazione del mais.
Anche in Mesopotamia fondendo due metalli teneri (rame-stagno) si ottiene il bronzo e i primi oggetti metallici in serie a fusione tramite degli stampi in argilla.

2.875 a.C. circa - In Mesopotamia l'arte della scultura ha raggiunto vertici altissimi, come si puo' vedere al Louvre; una incredibili raffinata plasticitá in quelle di Lagash o nei mosaici della stele di Ur.
La civilta' sumerica è ormai sviluppata, avanzata, organizzata, il saggio del villaggio viene sostituito dal re, da una corte di funzionari, coltivatori, artigiani, mercanti e soprattutto dai tanti onnipresenti sacerdoti.
Sta sorgendo un mondo e una vita complessa: nasce l'organizzazione dello scambio delle merci, la distribuzione dei raccolti ed infine l' istituzione dell' erario. (le tasse).

L'ECONOMIA, I COMMERCI SONO SCIENZE ANTICHE.
INIZIA IN QUESTI ANNI
LO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SOCIETA' DEGLI UOMINI.
(VEDI LA PAGINA DEDICATA > > >


In Egitto dopo un'assetto politico-economico-sociale crescono le esigenze, si cercano spazi vitali ed ecco le spedizioni in Nubia a sud, in Libia a nord, nel Sinai a est. Iniziano varie guerre di conquista di altri territori !

2.860 a.C. circa - Si fanno i primi segni per contare i sacchi o altro, mutuando forse da quella prima "tacca" su quel bastone; a una tacca fatta in un certo modo, si da' un significato inequivoco.
L'insieme di questi segni sono fatti inizialmente con segni pittografici, dove si rappresentano eventi con un disegno; quasi ideografico, non ancora con ideogrammatico.



La scrittura da pittografica si trasforma in ideografica; a Sumer, cuneiforme su argilla; in Egitto diventa geroglifica su pelli e cortecce di alberi, in Cina su ossa e gusci di tartaruga.
Sono di questi anni in Egitto, i primi documenti riportati su fogli di papiro; dipingendo i vari segni con inchiostro, si utilizza l'uso dei simboli ideografici, detti ieroglifici o ieratica (da hieros=sacro).
In Mesopotamia, prima a Babilonia, poi a assira, dopo alcune iscrizioni soltanto su monumenti, appaiono invece le prime tavolette di argilla morbida sulle quali vengono impresse dei segni a cuneo orizzontali-verticali.
In Cina, su ossa, sempre col sistema dell'incisione, vengono adottati dei segni ideografici, piu' tardi vengono fatti con l'inchiostro su carta: segni che fino ad oggi solo in parte saranno modificati.
La curiosità è che i segni diffusisi su tutto il grande territorio, non avranno mai una rispondenza sillabica (infatti é molto comune vedere cinesi che parlano lingue diverse quindi incomprensibili, ma si capiscono scrivendo questi segni).

2.825 a.C. circa - In Egitto a Sumer nascono le unita' di misura della lunghezza (cubito, palmi, pollici, piedi) e del peso il siclo la mina (1 kg ca.).
Le prime barche in egitto hanno al centro la vela quadra

2.800 a.C. circa - I Sumeri dividono il giorno in 12 coppe (coppe d' oro = "oru") appoggiate in terra dentro un cerchio dove i raggi solari entrando in ognuna di esse formano (una =1 oru- due 2=ori - dodici 12=ori).
In Egitto, invece ad Abusir, un' obelisco al centro della piazza fa ombra in un cerchio, dove sono messi dei gnomoni che segnalano (ovviamente solo di giorno) le 12 posizioni di oru (ora questo obelisco è a piazza s. Pietro)

2.740 a.C. circa - L'Assiria adotta due sistemi di numerazione, decimale (come le dita della mano) per misure lineari. - sessagesimale per i volumi (capacita') dei liquidi e dei cereali vari.
Sessagesimale era il contenitore massimo (60 kg - era una legge) del carico di grano di un asino sufficiente a sfamare in un giorno 60 operai. - Diviso 2 volte e poi ancora due volte corrispondeva a 4 giare (vasi) di 15 mina ciascuna (una mina era la razione di un operaio . ca. 1 kg).
Un sacerdote del Sole, mutua questo sessagesimo per il conteggio del tempo di un giorno. Divide il cerchio in orizzontale e in verticale ottenendo 4 quarti di cerchio. I quattro quarti del cerchio, li sbarra con altre 28 righe e ottiene complessivamente nel cerchio i 60 minu (é la ns. ora divisa in 60 minuti).
Il sistema sessagesimale si presume era in uso da molto tempo. perche' 60? perche' puo' essere diviso in parti uguali in 2, 4, 5, 6, 10, 12, 15, 30, 60 eliminando le difficili frazioni.
Lo stesso cerchio (ricordiamoci l' anu in sancrito del vecchio saggio letto in precedenza) poteva essere diviso in 360 gradi che era 6 volte 60, cosi' lo stesso anno; per molto tempo dai sacerdoti fu diviso proprio in 360 giorni (360 gradi).

2.720 a.C. circa - In Egitto abbiamo pitture dei primi strumenti musicali. Sulla custodia di una lira è raffigurato un orso che danza, un asino che suona la lira, uno sciacallo un tamburello.

2.710 a.C. circa - In Egitto i primi folium=foglie ricavati dalla pianta del papiro (paper). sono utilizzati per la scrittura (inglesi-tedeschi seguiteranno fino a oggi a dire "paper" per dire carta).
(dopo Baghdad e l'apparizione della carta in grandi fogli, l'uso pratico era il quarto. Sara' Du Cange nel 1078 a nominarla per la prima volta quartola, quarta; in latino charta).
(codice sara' mutuato da codex, (radice della pianta), libro=librum dalla pianta stessa (la sezione ad anelli), e volume conservera' erroneamente il nome da volvere, volvumen=rotolo avvolto.

2.700 a.C. circa - In Egitto, viene edificata la prima mastaba (piramide tronca), mentre il faraone Nubnefer crea in 22 distretti (sepat) la prima organizzazione amministrativa di un territorio fiscale.

2.690 a.C. circa - Ad Uruk in Mesopotamia regna Gilgamesch; che e' il protagonista del piu' antico poema epico della storia. (la Bibbia vi prendera' similmente e abbondantemente del materiale e molti fatti storici).

2.685 a.C. circa - In Cina, dopo una migrazione verso la Mongolia (che era avvenuta circa 20.000 anni prima) questo popolo torna a insediarsi sulle rive del fiume Giallo.
Regna in questo periodo il piu' antico sovrano della storia cinese, Huang-ti "l'imperatore giallo", considerato dai cinesi il mitico creatore della scienza musicale (zufoli di canne a 12 note).

2.650 a.C. circa - In Egitto l'antico regno inizia con Nebka, che fonda la capitale Menfi; seguira' il faraone Zoser I°.
In Mesopotamia Mesilim fonda la grande e mitica citta' di Umma. - sempre in Mesopotamia, ad Uruk inizia una serie di sovrani. il primo e' Ur-nungal I° che viene considerato il figlio erede di Gilgamesh, che governera' per circa 30 anni. Questa la cronologia dei re precedenti e quelli che seguirono: Meskiakhasheir - Merkar - Lugalbanda - Dumuzi - Gilgamesh - Ur-nugal - Utulkalamma - Labasher - Nunadana - Melamana - Lugalkiaga - Uruk ii - Enukduanna - Enshakushanna - Lugalkingenesdudu - Lugalkisalsi - Huruk iii (2350-2325).

2.620 a.C. circa - Egitto - Zoser 1°, fa innalzare a Saqqara dall architetto Imhotep la prima piramide a gradoni e fa scolpire sulle rocce nella valle Uadi i bassorilievi delle sue epiche battaglie in Asia.
Sempre in Egitto, inizia la IV dinastia al cui capostipite si mette Snefru, 24 anni di regno; rimane nella storia come l'autore delle spedizioni nella Nubia in Libia e nel Sinai
A Dahshur in Egitto, nel regno di Snefru, sorge la prima vera piramide "ottusa"; gli subentra nel regno il faraone Cheope che a El-ghiza nel 2540 edifica la sua piramide.

2.550 a.C. circa - Mesopotamia - sotto il re Mesanepada, sorge la nuova citta' di Ur - fara' costruire anche la prima "ziqqurat", il famoso tempio religioso mesopotamico a forma di torre (da ziqqur=elevare) - dopo Mesanepada - regna Aanepada - Meskiagnunna - Elulu - Balulu.

2.540 a.C. circa - Cheope a El-ghiza, oltre che alla sua piramide (di 500 mq, alta 137 metri) fa sorgere accanto anche due complessi urbani: la citta' operaia e la zona dei grandi palazzi reali.
Si costruisce sempre a El-ghiza, su ordine di Chefren, dove ha regnato 25 anni, la seconda grande piramide; davanti a essa il grande simulacro monumento rupestre della Sfinge.

2.510 a.C. circa - Anche in Europa, inizia l'eta' del bronzo, mentre a Creta inizia la civilta' protominoica; nella zona Egea il cicladico, in Grecia e nelle vicine isole l'elladico. - Su questi tre territori inizia una gara di civilta' e culturale.
Vari gruppi di studiosi collocano queste tre civilta' con pochi anni di scarto e tutti iniziano la cronologia temporale quando queste culture sono arrivate al loro massimo apogeo.

2.502 a.C. - Dopo un incendio, sorge Troia 2a; mentre in italia il c14, ci rivela il primo insediamento della cultura italiana del gaudo, a Buccino, vicino a Salerno, anche se è una cultura ancora molto arcaica.

2.500 a.C. - Sono dell' India le prime costruzioni di case a due piani (harrap); in italia la prima sara' costruita ad Ostia (nel 149 d.c.)- in questo periodo avvengono i primi insediamenti di gruppi indoeuropei in Russia.
In Peru' (a Chicana) una civilta' sacerdotale-contadina coltiva il fagiolo, la zucca, il cotone, il mais, il pomodoro, il peperone (l' Europa conoscera' questi prodotti solo dopo 4000 anni - nel 1516 qualche anno dopo la scoperta dell'America).
Anche in Messico vive una civilta' contadina con governi sacerdotali. Come in quella degli Incas non ci sono conoscenze della ceramica né tantomeno quella della fusione del bronzo, e nemmeno per l' oro e il ferro; entrambi i due metalli ci sono ma lavorati con il martellato.

2.490 a.C. circa - Egiziani e Sumeri scoprono la fermentazione dell'uva e del luppolo che in breve diventa il vino e la birra.
Sono inventati ed entrano in funzione in zona i primi telai verticali per l' ordito, con un meccanismo a pesi.
la tecnica per la distillazione per ricavarci alcool la si trova subito dopo ogni insediamento umano. e proprio anche a Ledro (vedi 3548) ne scopriremo una quantita' enorme rispetto agli abitanti stanziati.
L'alcool come sappiamo é uno stimolante capace di rispondere agli appetiti psichici dell'umanitá da quando esiste. e ha fatto scorrere molto inchiostro fra gli studiosi. Ma l'ultima parola e' quella medica; anzi del neurologo e del neuroscienziato. Sono solo loro a sapere esattamente che cosa avviene quando ingeriamo sostanze alcoliche in eccesso, e quali sono gli effetti devastanti nelle nostre aree neuroniche.
Studiosi storici, filosofi, sociologi, giuristi, e tossicologi si sono occupati del corpo, altri si sono interessati dello spirito, altri preoccupati per l'anima.
Ciascuno ha rilevato nel proprio campo gli effetti buoni, altri quelli cattivi nell'alcool. Alcuni lo considerano un alimento, altri un tossico, la grande quantitá un veleno che puù dare anche la morte (etlismo acuto).
L'alcool rimane una droga utilizzata da millenni nell'autoterapia psico-fisica e del comportamento che alcune societá (ancora oggi) tollerano mentre altre invece la condannano (come nell' islam).
Peguy affermava che esistono dai tempi antichi due gruppi in contrapposizione nella societá, gli alcolisti e gli antialcolisti. La stessa bibbia ne parla (alternando bene e male) per ben 200 volte.
Per le ragioni che abbiamo spiegato piu' sopra, sembra che la priorita' nella ricerca o conquista di un territorio per un insediamento umano sia stato sempre quello di aver disponibile sul luogo frutti per poi produrre alcool.
La comprensione dei motivi e' comunque stranamente difficile, perché biologicamente nessun animale accetta di bere spontaneamente alcool in qualsiasi forma, solo l'uomo "intelligente" , (e solo alcuni - perchè circa la meta' della popolazione non sopporta l'alcool - anche qui esiste un dualismo incomprensibile).

2.480 a.C. circa - A El-ghiza, il faraone micerino inizia la sua piramide, mentre in siria potente e prospera sta sorgendo a opera di igrish una grande citta'; e' Ebla. (ne scopriremo la bellezza e la sua straordinaria cultura solo nel 1970, quando verra' dissepolta).
Al palazzo reale di Ebla Giovanni Pettinato e Paolo Matthiae (archeologi di fama mondiale ed epigrafisti decifratori) troveranno decine di migliaia di tavolette di argilla che facevano parte della biblioteca reale sepolta da 4460 anni. Un tesoro culturale immenso. Hanno scoperto i primi vocaboli della storia (conosciuti fino a oggi) il sumerico-eblaita.
Di Ebla sono i dizionari di lingue diverse, trattati commerciali, opere letterarie, il primo trattato di non proliferazioni armi, e la prima tavoletta della corruzione.
Commovente la tavoletta di un ragazzo povero che studia nella capitale; scrive al padre contadino di mandare al suo maestro (che lo snobba perchè rispetto agli altri lui lo tratta come figlio di zoticoni) pingui canestri di alimenti prelibati, per ricevere maggiori attenzioni.
E che il padre abbia fatto subito il suo dovere, ce lo conferma un' altra tavoletta del figlio soddisfatto; gli scrive che dopo i doni il maestro ora gli dedica molto piu' tempo e che gli studi (dopo le regalie) sono ovviamente migliorati.

2.460 a.C. circa - re Eannatum, in Mesopotamia, fonda a Lagash la prima scuola per scribi, che diventera' presto il centro piu' importante di diffusione di tutta l'intera cultura mesopotamica.

2.440 a.C. circa - Sulle coste libanesi operano in questo periodo i proto-fenici, subito dediti ai commerci. Fondano, fiorenti mercati sulle coste africane, italiane e spagnole, fondano grandi città costiere: Tiro, Sidone, Berytus, Biblo, tutti classificati "i porti d' oro del mare ".

2.410 a.C. circa - Ad Abusir, Nyuserra inizia la costruzione del grande tempio del culto solare. Si crea la casta di sacerdoti (oltre 2000), dediti solo alle esatte misurazioni solari e stellari.
la scuola di lagash in mesopotamia da' subito i primi frutti; lo scriba enikgal scrive ed inventa il complesso sistema amministrativo burocratico del regno e una precisa mappa fiscale. il suo primo pensiero sembra quindi essere quello di far pagare le tasse ai cittadini.

2.371 a.C. - Il mitico Sargon I° di Akkad, s'impossessa con le armi di Lagash, Umma; e fonda il suo regno semita di Akkad a nord di Sumer (tra i fertili fiumi Tigri e l' Eufrate). - Sargon I° conquista Uruk; controlla tutto il Sumer.
In Egitto si scrive il grande famoso papiro "testo delle piramidi" e le "massime di ptahotep" (museo egizio di Torino- visitatelo!! quando un extraterrestre approderà sulla terra, la prima tappa per conoscere qualcosa del nostro pianeta, la farà proprio al museo Egizio di Torino, oltre a quello del Louvre, del Cairo e di Londra).

2.250 a.C. circa - si registra la completa distruzione di Ebla, il suo palazzo reale e la grande straordinaria biblioteca di tavolette ( che ritroveremo intatte nel 1964-1977)
In egitto, inizia la XI dinastia con Antef I, che fonda la citta' di Tebe, mentre si ricostruisce per la terza volta Troia, dopo un' ennesima distruzione ( ne subira' 14)

2.100 a.C. circa - Ad Ur, merito di re Urnammu si promulga il 1° "codice legislativo", il piu' antico, e quindi anticipa quello di Hammurabi; si esegue pure il 1° ritratto scolpito che si conosca.
Dall'Egitto un testo letterario le profezie di Ipu; vi si narra l' imminente fine del mondo (nel 2050 a.C.) a causa della malvagita' degli uomini, della corruzione, dell'indifferenza umana nel sociale. - E' il primo degli apocalittici, e nemmeno l'ultimo !!

2.050 a.C. circa - Passa l'anno fatidico per gli egiziani, il mondo non e' affatto finito, anzi inizia proprio adesso l'opulenza egiziana, il lusso, lo sviluppo delle arti e della cultura. - In questo periodo vengono compilati scritti bellissimi, testi poetici, satirici, letterari, religiosi. sono questi che ci offrono una interessante descrizione della vita che si svolge in questo periodo sulle sponde del Nilo.

2.030 a.C. - A destra del Tigri invece sorge un piccolo stato indipendente fatto di semiti, e' Assur, ben presto diventa una delle citta' piu' importanti del territorio.-
In Gran Bretagna si elevano i grandi menhir di stonehenge.

1.995 a.C. - Creta domina politicamente tutto l' Egeo. si edificano le citta' di Cnosso, Fiesto, Mallia. Ma arrivano dal nord sul Peloponneso (attica) dei nuovi popoli, sono gli Achei. - ma dalle ultime ricerche, sembra che 2000 anni prima, gli stessi Achei - provenienti dall'antica Tracia - erano gia' giunti a Creta e a Troia duemila anni prima e che proprio loro avevano fondato sia Cnosso che Troia.

1.990 a.C. - appaiono le prime lavorazioni del vetro, primi mantici per fucine, in nord europa si usano i primi sci di legno, mentre a Carnac in bretagna si innalza il grande tempio megalitico.

1.894 a.C. - Viene fondata la citta' di Babilonia dal re amurrita Sumu-abum, regno indipendente ma destinato a divenire presto un grande impero, che dominera' la zona per quasi 300 anni.

1.854 a.C. circa - Alla fine del periodo postglaciale si verifica un grande disgelo e una (la terza) grande innondazione in tutta la mesopotamia.
E' il mitico "diluvio" narrato nell'epopea di Gilgamesh, (Utnapishtim e' il loro Noé), e varie versioni sono in India (Manu), in Cina (Yu), in Grecia (Deucalione), ebrea (Bibbia).
in egitto di diluvi neppure l'ombra, non succede proprio nulla, anzi porta questa postglaciazione una grande e lunga siccita' in zona (come da papiri storici dell'epoca).

1.850 a.C. circa - In Anatolia, un popolo s' impone sugli altri e presto sara' un' importante regno. Sono gli Ittiti! - hanno con se' cavalli che provengono dagli altipiani iranici, che guidano con briglie e morso.
E' una grande rivoluzione nell'arte della guerra, infatti gli aggrediti fuggivano terrorizzati non appena avvistavano i nemici sopra questi animali che minacciosi gli venivano incontro.
Segue una grande scoperta subito dopo, sono i primi carri con ruote a 4 raggi. Sul perno delle stesse poggia una piccola piattaforma con su un uomo che con dei finimenti guida il cavallo (sono le prime bighe).

1.845 a.C. - Dall' Egitto fiorisce un' importante e straordinaria letteratura; "il racconto di sinhue", il "dialogo dello stanco della vita con l'anima", ed anche "il naufrago". ( tutti straordinari! )

1.815 a.C. - Adad I°, conquista Assur e fonda il 1° impero assiro, mentre a Creta si iniziano le costruzioni dei piu' antichi e famosi palazzi di Cnosso e Festo, di cui ci rimane ben poco (salvo quelli oggi ricostruiti per il turismo)

1800 a.C. circa - In Egitto viene scoperto casualmente il lievito da un'impasto per pane, tenuto accidentalmente forse troppo a lungo fuori dal forno, che fermentando, liberava gas, si gonfiava. Messo a cuocere questa pasta il pane diventava piu' soffice e spugnoso.
Nello stesso periodo, la produzione dell'alcool viene per legge regolamentata, forse dopo certi misfatti commessi sotto l'influsso di grosse bevute.

1.792 a.C. - Babilonia inizia il suo grande regno grazie a re Hammurabi, che in 40 anni sbaragliera' gli Assiri; dominera' il suo impero e presto lo estendera' dalla Siria al golfo Persico.
Hammurabi, a Babilonia promulga il codice di leggi; autonomia dello stato regio rispetto per il potere sacerdotale; leggi-doveri dei cittadini, tutela e diritti delle donne.
Fra questi molte leggi sulla proprieta', sulle costruzioni, sui cippi di confine, sulle regole dell'acquisto, vendita, caparre, restituzioni, affitti, e paghe ai lavoratori, rimodernate sono vigenti ancora oggi.

1.750 a.C. - Secondo testi biblici, gli ebrei, il popolo semitico al seguito di Abramo che guida la spedizione da Babilonia e da Ur in Caldea, emigra alla terra di Canaan in Palestina.

1.720 a.C. - Un popolo (gli Hyksos) iniziano scorrerie in Asia e verso l'Egitto, dominandolo e portandovi il cavallo, il carro, le prime armi in bronzo che gli egizi ancora ignoravano.
Di questa data e' la distruzione di Ur da parte del re babilonese Samsuilana. C'e' anche l'apparizione in Iran di un popolo sconosciuto, i Cassiti, con il loro primo re Gandash.
1.710 a.C. - A seguito delle pressioni degli Hyksos gli ebrei dalla Palestina, dopo pochi anni migrano verso l'Egitto, seguendo il capo Giacobbe, figlio di Isacco, nipote di Abramo.

1.705 a.C. circa - In Egitto, nel papiro Smith sono esposte alcune tecniche chirurgiche: esami clinici del corpo umano, patologie, diagnosi e cure di varie malattie note ai medici di quel tempo.

1.690 a.C. - A Babilonia, nasce la scuola per l' osservazione delle stelle; nascono 2 correnti astro-nomo (=legge matematica degli astri), e astro-logo (=sapere empirico degli astri).
Gli stregoni e i sacerdoti, non vogliono perdere il loro dominio sugli individui, "snobbano" gli scienziati. - Questo accadra' spesso nel periodo teocratico e in tutto il medioevo - è un rifiuto della scienza per non cedere il proprio scettro del sapere, spesso costruito a proprio piacimento.
Tuttavia le teorie scientifiche su Babilonia dilagano, i sacerdoti resistono, i tabu' sono il loro forte (come da noi nel medioevo si proibirà al popolo la lettura dei testi scientifici con la punizione dell' inferno - "sono libri perniciosi, bruciateli!" ).
Iniziano le dispute di scienziati-sacerdoti; questi ultimi decisero che poichè Sole e Luna influivano fortemente sulla terra e sulla vita dell'uomo con le stagioni lo supposero anche per stelle e pianeti.
Vennero elaborate (mutuando i dati precisi dagli astronomi) ipotesi intricate, immaginosi sistemi riguardo all'influsso delle stelle per predire il futuro a gente priva di una istruzione.
Nasce cosi' l'astrologia, che propina ancora oggi queste amenitá. Ma la gente ingenua desidera fortemente sicurezza derivante dalla predizione del futuro fatta da maghi e cialtroni.
Gli astrologi non si aggiornarono piú. Ancora oggi sono riportate nello zodiaco le stesse costellazioni che erano presenti in questo 1682 a.C. che sono invece molto variate nel tempo e che quindi non corrispondono affatto ai nostri anni e mesi solari e lunari.
In seguito ci fu la rivoluzione copernicana che distrusse il mondo geocentrico in cui era nata l'astrologia, le inferse un duro colpo e pose fine all'astrologia come scienza arcaica. Ma per i "seguaci" non cambio' nulla. ci credono ancora! Resiste come passatempo o forma di superstizione e affascina (oggi nel 2000) milioni di persone nel mondo civilizzato. Ignorando il moto della precessione degli equinozi.
Cioe' non si tiene conto che alcune costellazioni non coincidono piu' con i segni e che l'equinozio di primavera retrocede di 50"26 all'anno (cioe' un giro intero ogni 26.000 anni ).
Infatti a distanza di 3680 anni il sole il 21 marzo si trova nella costellazione dei pesci: si dice pero' che esso entra nell'ariete. Cioé scivolata davanti la costellazione

1.680 a.C. circa - Prime scuole e primi metodi di elaborazioni matematiche, calcolo area superfici piane: triangolo, quadrati, rettangoli, cerchio, agrimensura per terre per canali, poderi etc.
Dalle tavolette (a Londra) della scuola di Lagash, sono riportati i problemi, con figure geometriche che l' alunno doveva svolgere a scuola (un vero e proprio compito in classe).

1.650 a.C. circa - In Siria, a Ugarit, appare un' iscrizione redatta in una nuova scrittura; l' ALFABETO N. 1; questa iscrizione costituisce l' esempio scritto del piu' antico documento a noi pervenutoci.

1.620 a.C. - Nell' argolide in Grecia, inizia il periodo miceneo. sorgono le citta' di Micene, Argo, Tirinto, Epidauro -
in Cina viene redatto il libro delle mutazioni (i ching).
I ching = trattato filosofico vecchio gia' di 4 mila anni con i suoi 64 esagrammi (una linea spezzata e intera =yin yang) con cui i cinesi interpretano ogni cosa. (arriverà in europa nel 1679). L'ha con se' padre Bouvet, gesuita in Cina; lui conosce il grande matematico Leibniz, che rimane fulminato nell' intuire le possibilita' potenziali di questo testo millenario - scopre dal grande cerchio dei 64 esagrammi, che se sostituiva la linea spezzata con lo 0, e con la linea intera un 1 poteva rappresentare ogni tipo di informazione umana. Leibniz cosi' crea il suo sistema binario, ridono in molti ("è solo una cineseria!") ma non Boole nel 1855 che ci costruisce la logica binaria e su questa Neumann nel 1946 lo usa per creare il linguaggio macchina dei computer).
( I-CHING E IL COMPUTER VEDI > > >

1.600 a.C. circa - Due importanti testi scientifici compaiono in Egitto: il papiro Rhind (di matematica) e il papiro Smith (medicina-chirurgia) un minuzioso esame clinico del corpo umano e le sue malattie.

1.570 a.C. - A Creta, un terremoto catastrofico distrugge l' isola. - in Egitto a Luxor, Tebe e a Karnak si edifica il tempio al dio Amon e il complesso delle tombe nella valle dei Re.

1.520 a.C. - In Italia, si sviluppa la cultura terramare (nei litorali) e quella lacustre (nei laghi) perfezionando le palafitte; segue la civilta' appenninica. Prime conoscenze del bronzo.

1.510 a.C. - In Italia si impiega la ruota; la piu' antica ritrovata è quella nel villaggio palafitticolo di Mercurago, sul lago maggiore, di legno, con un mozzo nel centro.
In pieno sviluppo la cultura appenninica dall'Emilia alla Calabria con stanziamenti all'aperto e in grotte; prevalentemente a economia pastorale e in parte mista

1.490 a.C. - Popolazioni si stanziano nelle valle dell' Indo, spingendo verso sud le popolazioni daravide; saranno loro i primi colonizzatori e gli abitanti dell' India, indipendenti.

1.462 a.C. - Su Creta ricostruita, regna re Minosse. Fra 12 anni (1450) gli Achei la invaderanno e distruggeranno questa civilta' che si assimilera' poi a quella di Micene e dell'Argolide.

1.460 a.C. - In Egitto il faraone Tutmosi III vittorioso fa erigere il tempio di Tebe a Karnak dopo aver con sette campagne di guerre conquistati territori in Asia fino all'Eufrate

1.450 a.c - A questa data risalgono i mitici regni di Pandione ad Atene e di Minosse a Creta. Forte colonizzazione delle isole egee da parte di cretesi prima, micenei dopo.
In quest' area minoica, esplode l'isola-vulcano di Thera (odierna-santorino) distruggendo anche Creta e tutto cio' che avevano lasciato integro gli invasori achei.

1.420 a.C. circa - Fabbri armeni mettono a punto la tecnica della produzione del ferro. Diventa (per le armi che si possono fabbricare) subito un vero segreto di stato, custodito gelosamente per oltre 300 anni.

1.415 a.C. - Inizio della decadenza minoica e inizio del periodo miceneo II (tardoelladico) dove oltre a imporsi Micene s'affiancano i centri di Argo, Tirinto, Sparta, Pilo, e la stessa Atene.

1.410 a.C. - A Biblo (Libano) appare un testo molto piu' perfezionato di quello di ugarit; vi sono 29 lettere alfabetiche mutuate da quella babilonese, assira, ittita.

1.400 a.C. circa - In Armenia nascono nuove tecnologie della fusione del ferro e per la prima volta i "calici", danno forma a un bicchiere in metallo indistruttibile, appunto i calici.

1.395 a.C. - In Egitto il faraone Amenofi III fa costruire i colossi di Memnone, il tempio di Mut a Karnak e il grandioso tempio di Amon a Luxor. Vi lavora l'architetto Haie (vedi 1385).
1.390 a.C. - Gli achei micenei popolano la Grecia e danno inizio allo splendido primo periodo in Tessaglia, Beozia, Attica, Laconia, Rodi, Cipro e asia minore su terreni fertili, boscosi.
La Grecia non ha ancora lo squallore di terra arsa; foreste e colture sono diffuse; sará poi in seguito desertificata e senza piu' humus organico.

1.385 a.C. - Egitto: e' di quest'anno la tomba intatta dei coniugi Haie (scoperta nel 1903 da schiaparelli) con tutte le suppellettili; (ora integralmente al Museo Egizio di Torino - da visitare assolutamente)

1.372 a.C. - Morto il faraone Amenofi III, gli succede Amenofi iv (con la stupenda moglie Nefertiti) é lui ha imporre su tutto l'Egitto il culto religioso del disco solare Aton al posto di Amon.
L' Egitto, con il faraone Amenofi adotta il culto monoteistico di Aton dio del sole, e il suo sommo sacerdote sara' nel 1347 il giovane Tutankamon. Salito al trono, Tutankamon ritorna con la sede a Tebe, e da' l' avvio ad una grande restaurazione religiosa-politica che alla sua precoce morte pero' causera' attriti con gli Ittiti.
Morto Tutankamon nel 1352 la vedova vorrebbe sposare il figlio del re ittita, per iniziare una politica di pace. Ma giunto in egitto viene assassinato da una fazioni di sacerdoti.
Nella cultura sia egiziana che mesopotamica la ferocia sono i temi ricorrenti delle sculture e bassorilievi, mentre in forte contrasto nei testi letterari fioriscono poemi pieni di umanità. (é un po' come nel nostro Romanticismo dopo le Rivoluzioni, quella francese in particolare)

1.348 a.C. Grandi spedizioni del nuovo faraone Eie, poi Harmhabe, verso gli ittiti, dove re Muwatallu trasferisce la sua capitale da Hattusha alla piu' sicura zona Dattasha.
1.347 a.C. - Viene terminata la grande e ricca tomba del faraone Tutankamon che verrà poi riscoperta intatta e con tutti i favolosi tesori nel 1922 da Carnarvon e Carter (oggi al Cairo).

1.320 a.C. A Biblo compare una lunga iscrizione dove si fa uso di un alfabeto come quello di Ugarit ma perfezionato, 22 segni che utilizzeranno i greci, etruschi, latini, indiani e arabi.

1.310 a.C. In fermento tutta l'area egiziana e mesopotamica. Scontri e 30 anni di guerre reciproche senza esiti con ittiti, mitanni (annientati), assiri, siriani, cassiti, babilonesi.
N
ella logorante guerra, si schierano contro gli egiziani anche gli ebrei, per motivi di intolleranza religiosa verso quel popolo ospitante che adora il dio sole da secoli.

1.292 a.C. il faraone Ramses II°, fa l'epurazione degli stranieri dall' Egitto; la tribu' immigrata ebrea è costretta a lasciare il paese; é l' "esodo "; lo guida nella grande marcia verso la "terra promessa" Mose'.
Durante l'esodo nel deserto verso la terra di Canaan, si registra la storica composizione dei dieci comandamenti, i primi 5 libri della Bibbia; detti appunto del Pentateuco.

1.260 a.C. In egitto Ramesse ii dopo tanto spargimento di sangue, fa costruire a Tebe a e Karnak imponenti edifici, mentre a Luxor fa scavare nella roccia i templi di Abu Simbel.

1.250 a.C. circa - La tribu' ebrea dopo una marcia nel deserto di 40 anni morto Mose', arriva con Giosue' alla terra di Canaan, la conquista e fonda la " nazione ebraica "; la fede é a jahvè.
Q
uesta conquista non è indolore, perché la loro religione deve fondersi con quella esistente che da religione profetica orale segna il "passaggio" alle sacre scritture.
Q
uesta fusione (perdendo alcune tradizioni) continuera' fino al 586 a.C. (vedi) fino al crollo politico; e dopo questo, la fede trovo' proprio nelle sacre scritture, la sua "direzione".

1.235 a.C. - In India vengono compilati i "libri dei Veda ", il piu' antico documento religioso indo-ario, giunto fino a noi. Inni, melodie, formule sacrificali, magiche e propiziatorie.
Nei Veda (= il sapere) c' e' la designazione complessiva della letteratura religiosa degli indiani, una "raccolta" di tutte le fonti verbali delle dottrine religiose piu' antiche, dottrine che presentano un sorprendente parallelismo con quelle successive cristiane, dogmatiche riguardo la sacra scrittura e sono redatte nell' antico "sanscrito vedico".
Nell' Atharva-Veda sono frammisti le smirti=tradizioni dei saggi e le shruti=rivelazioni dei brahmani con l'elenco dei riti degli scongiuri, delle formule magiche, e le benedizioni con le aspersioni di acqua, in uso vari sacrifici o riti collettivi.

1.210 a.C. - L'impero Ittita si sfalda sotto gli attacchi dei "popoli del mare". Questi fondano Tiro, Sidone.- - in Grecia compare il popolo dei Dori che assimilano ora i micenei giá ex minoici.

1.209 a.C. - Lo sfascio ittita e una grande peste semina sgomento e morte in Frigia; molti lasciano il paese; uno è capo di una spedizione navale in cerca di nuove terre, ha nome TIRRENO.
La spedizione di Tirreno, lasciate le acque egee, entra nel mare che prendera' il suo nome; e conoscendo bene il minerale ferro, lui ittita, occupera' quella zona toscana che é ricca di questo minerale.
I proto-etruschi si stanziano nelle colline toscane metallifere, portando con la loro cultura, l'alfabeto di Ugarit(n. 1), il calendario ittita, l'agricoltura mesopotamica, usi e costumi del loro paese.

Nel frattempo in Europa, negli stessi anni vanno stanziandosi i nuovi arrivati indoeuropei che andranno a formare i protocelti, i proitalici, i protoveneti, i protogermani.

1.184 a.C. - Una lega di sconfitti micenei, scacciati dai dori, invadono Troia; un anonimo o piu' anonimi (Omero? forse! incerta l'esistenza) poetizzerà poi gesta romanzate nell' Iliade e nell'Odissea.
Mentre la Grecia inizia una civiltà mutuata da piu' culture in sfascio (minoica, ittita, micenea) a Babilonia domina il regno anch' esso divenuto mitico di Nabuccodonosor.
A
Babilonia vengono costruiti i famosi stupendi e rigogliosi "giardini" pensili; in lingua caldea sono chiamati "paradis " (lo mutuerà la bibbia per indicare un posto di felicita').

1.130 a.C. - In Cina, alcune tribu' migrano verso la Mongolia, nella Siberia, e a sud ovest verso la Corea; qui portano la loro cultura dopo l'arcaico periodo Tangum (2333-1122) nasce l'unita' coreana.

1.100 a.C. circa - E' il periodo d'oro delle conquiste di re Nabuccodonosor; entra in Babilonia; saccheggia Susa e asporta la statua del dio Marduk rubato dagli elamiti a Babilonia.
Gli assiri perdono tutti i possedimenti ad opera di elamiti aramei, mentre i babilonesi con Nabuccodonosor estendono il loro dominio che diventera' immenso e plurisecolare.

1.050 a.C. circa - Ritorno drammatico dei filistei a Silo in Palestina dove fra l'altro asportano l'arca santa o arca dell'alleanza contenenti le tavole del decalogo di Mosé.
Presso gli ebrei, ad opera di Samuele viene proclamato re Saul. Forma un governo monarchico in guerra con i filistei (popoli del mare) aggressivi, dominatori, nati veri guerrieri.
A Saul, re degli ebrei, morto in battaglia contro i filistei (che intendono come loro impadronirsi delle terre palestinesi) gli succede re David, da sempre in contrasto con i filistei.

1.000 a.c circa - In Italia si sta sviluppando l'inizio dell'eta' del ferro e varie nuove culture che i locali assimileranno rapidamente con i vari influssi orientalizzanti nelle popolazioni locali, portati dagli etruschi-ittiti.
Si sviluppano in italia le culture dei colli laziali e di Terni; la Villanoviana che va dall'Emilia sino in Campania; la Picena in Abruzzo; l' Apula/Daunia in Puglia, quella di Timmari nella Lucania .

1.000 a.c circa - In Grecia è il periodo di transizione; dal submiceneo a quello chiamato medioevo ellenico. Il dissolversi delle monarchie permettono di porre le prime basi delle polis o citta' stato.

1.000 a.c circa - In meseoamerica inizia il periodo preclassico. Predomina la cultura olmeca nel Messico e nello Yucatan. Dominante l'aristocrazia teocratica. Primi scritti geroglifici.
Nella cultura olmeca appaiono le prime raffinate sculture in pietra e in giada e le prime architetture a piramidi. Si elabora un calendario (che sarà preso come base dai successivi Maya).

990 a.C. circa - In Grecia, insediatisi i dori iniziano le prime basi delle citta'-stato (le polis) mentre appare in Italia (in Toscana) e in Germania (Hallestadt) il ferro, merito degli etruschi (ittiti).
Notevole la produzioni di Hallestadt.

 

986 a.C. circa - Alla stele d'Hiram, compare l'alfabeto n. 2 (fenicio, piu' evoluto di Ugarit) composto solo da 22 lettere, usate poi da greci, successivamente dai latini, in parte dagli arabi e indiani (mentre gli etruschi in Italia usano ancora il n.1 - ma ne fanno poco uso; solo per le iscrizioni funerarie, rarissimi i testi letterari).

980 a.C. circa .- David re di Giudea e Israele fonda la sua capitale politica - la Gerusalemme ebrea e vi pone la sede dell'"arca dell' alleanza". Suo figlio Salomone presto lo vedremo dominare la scena politica.
Re David inizia il tempio di Gerusalemme che finira' poi suo figlio Salomone, che edifichera' nel 950 a.C. il grandioso palazzo reale. Qui scrivera' i famosi "proverbi" poi riportati nella Bibbia.
Dopo la morte di Salomone iniziano guerre interne fra le 10 tribu' ebraiche per il dominio unico del regno, che provoca così lo scisma, la spaccatura, giudaica e israelitica.

926 a.C. circa - Roboamo, figlio di re Salomone è la discordia nelle 10 tribu', che gli si ribellano e con un loro re Geroboamo costituiscono il nuovo regno di Israele con capitale Sichem.
La fazione di Roboamo invece riunisce le tribu' di Giuda, poi Simeone e Beniamino le aggregano e vanno a formare il nuovo regno giudaico con capitale Gerusalemme.

(e sara' qui fra 925 anni, dentro questa comunità del regno giudaico che operera' poi Gesù Cristo (ebreo della tribù di David), attirandosi le ostilita' degli israeliti che lo denunceranno. In seguito ottenuta la condanna a morte di questo messia dichiarato impostore, sarà condannata nel 70 d.C. l'intera sua dottrina dalla "legge" religiosa che impone il regno di israele.

891 a.C. circa - Primo documento di un arcontato in Grecia; - Dopo la morte dell'ultimo re Codro viene istituito un governo con un magistrato saggio e insigne, come sostituto del sovrano attico.

880 a.C. circa - In Assiria, nasce il periodo di re Assur-nazipal, che conquistera' la Mesopotamia con capitale Ninive; vi farà costruire grandi palazzi reali (raccoglierà e ci conserverà moltissime vestigia del passato. Stupendi i monumenti che lui ci ha lasciato (già millenari), altri da lui fatti fare (oggi a londra), ma non sono indolori le sue conquiste in zona, oltre al resto, fa ardere vivi in un sol colpo 10.000 prigionieri. (un Hitler anti litteram).

855 a.C. circa - In Fenicia va sul trono l'ultimo re della dinastia, che i greci identificheranno in Pigmalione che uccise Sicheo primo sposo di Didone fondatrice di Cartagine.

853 a.C. circa - Il condottiero Salmanassar assiro, a Qarqar conduce una sanguinosa guerra contro la lega siro-palestinese, con 70.000 uomini, 4.000 carri, 2000 cavalieri, 1000 cammelli.

850 a.C. circa - A Sparta, Licurgo elabora e fa applicare la sua severa costituzione; leggi-discipline con precise divisioni delle classi sociali in dirigenti, cittadini, liberi e iloti (=schiavi). (vedi STORIA DI SPARTA > >

849 a.C circa - In Sardegna si sviluppa in questo periodo la civiltà Nuragica soprattutto nella zona di barumini a su nuraxi, nonche' i primi bastioni del villaggio di Santu antine (molte altre informazioni sulla civiltà nuragica in questo stesso sito VEDI > > )

848 a.C. circa - In Assiria, è re Salmanassar; ci lascera' stupende sculture, fra cui le 16 grandiose porte in bronzo del famoso tempio di Enli a Balawat (tutte ammirabili oggi al museo di Londra).
Sempre re Salmanassar fonda Assur con le ciclopiche mura e vi innalza il grande monolitico obelisco nero, con gli stupendi bassorilievi delle sue gesta (oggi a Londra).

830 a.C. circa - In Italia, forte sviluppo dell'eta' del ferro nella zone metallifera toscana, ad opera degli Etruschi; i primi Stanziamenti a Tarquinia, Veio, insieme a quelli di una seconda ondata, a Capua, Pontecagnano, Sala C.
Insediamenti che dopo pochi anni, con queste nuove culture, dalla toscana emigrano nel bolognese e arrivano ad Este, che diventa il primo insediamento di Etruschi nella P. Padana.

814 a.C. circa - Mercanti di Tiro fenici, fondano nel golfo di Tunisi, Cartagine. Qui la borghesia creera' un potente impero commerciale, quasi tutto impostato sull'apoliticita' (gli affari sono affari !!)
Secondo Timeo di Tauromenio quest'anno avviene la fondazione di Roma.

810 a.C. circa - In Grecia, si adotta l' alfabeto fenicio (il 2), dove ci sono anche i segni indicanti foneticamente le 7(5) vocali (ma non lo adotta ancora l' etrusco, ancora isolato in italia con l'alfabeto n.1)

805 a.C. circa - Prende una nuova fisionomia la Grecia, ora divisa in tre grandi gruppi con vari dialetti; ionico in Attica e Ubea, Eolico nella Tessaglia Beozia, e Dorico nel peloponneso.
In grecia l'aumento della popolazione e le scarse risorse danno inizio a vaste colonizzazioni che andranno a interessare tutto il Mediterraneo e il mar Nero.
Con la crescente importanza dell'economia commerciale non piu' agricola e pastorale nascono nuove esigenze economiche oltre che politiche.
Dai gruppi tribali di saggi dell'antica comunità agricola arcaica si sviluppa ora un regime oligarchico dominato dalla nuova aristocrazia commerciale-produttiva.

798 a.C. circa - In India compare il Brahmana, testo religioso che indica per la prima volta, "che la salvezza sta nella vita spirituale" troviamo il primo accenno alla "trasmigrazione delle anime" verso il Paradiso.

785 a.C. circa - In Cina, compaiono i tre (nuovi) testi fondamentali della cultura poetica, filosofica e storica cinese il libro dei documenti (shu-ching), dei mutamenti (i-ching), delle poesie (chik-ching) (Per gli strabilianti I-CHING vedi QUI > >

776 a.C. circa - Si svolge per la prima volta ad Olimpia, la "prima olimpiade" che ripetuta ogni 4 anni segnera' d'ora in avanti l'unita' di misura dei periodi cronologici della vita greca. (VEDI ANTICA GRECIA > >
Primo olimpionico é Corebo; iniziano queste competizioni sportive che verranno poi proibite dopo 1170 anni da Teodosio, che le considerava pagane e quindi anticristiane.

770 a.C. circa - Un gruppo di greci dell' Eubea (eretriesi e calcidesi) sbarcano nell'isola di Pinecusa (Ischia). Si va configurando un vero assetto etnografico della penisola italiana. Soprattutto nei Colli Laziali, e nella futura Roma.
Appare netta la distinzione sul piano linguistico un po' meno quello culturale. E' il Tevere a fare da linea di demarcazione e restera' questa linea immutata per alcuni secoli.
Agli insediamenti italici del nord forse di provenienza settentrionale indoeuropea, nel centro autoctono (italioti), dopo quello etrusco vanno ad aggiungersi ora quelli greci.
Coloni greci dell' Ubea, e poi altri ancora (con nuove culture e l' alfabeto n. 2) approdono in italia a Cuma, altri ancora colonizzano Reggio Calabria e i dintorni.

Nel nuovo alfabeto che sbarca nel sud d'italia proveniente dalla Grecia compare una novità, dei segni indicanti delle vocali che andranno a modificare molti scritture.


753 a.C. 21 APRILE - Nelle vicinanze del Tevere su due sponde sono stanziati 2 gruppi tribali, detti di Albalonga, entrambi con un rex=capo; dove si creó forse una tollerante politica comune.

Sono familiae tribali che unite in gruppi diventano gentes, comandati da capi patres, e l'unione di questi gruppi prenderanno la denominazione piu' ampia di populus.

Il capo di un gruppo tecnico-sacerdotale dovette occuparsi del grande fiume e fare il ponte che univa queste gentes. Si chiamera' questa autorita' pontefice da pontem facere.
Il 21 aprile dal preesistente villaggio di capanne di queste tribu' tribali, vicino al ponte (p. Sublicio) che le univa una all'altra, Romolo le aggrega politicamente. E' questo il giorno della fondazione di Roma.
Così la leggenda!
Ma altri scrittori romani indicano la fondazione nel 875 (Ennio), nel 748-747 (Fabio Pintore), nel 729 (Cincio Alimento), mentre Timeo la colloca nel 814 in contemporanea con la fondazione di Cartagine.
Mentre secondo l. Cassio Emina, M. Terenzio Varrone, T. Pomponio Attico, Taruzio, questa è la data, secondo tradizione, della fondazione di ROMA, l'inizio del regno di Romolo, dopo il ratto delle sabine, lo scontro, e la successiva alleanza con il re Tito Tazio.

Secondo altre leggende. si racconta nell'Eneide, che Enea, figlio della dea Venere, fuggito da Troia, dopo varie peregrinazioni nel Mediterraneo, approdò nel Lazio fondanovi Roma.
Altra leggenda; Re Amulio padre di due gemelli, questi furono abbandonati dentro una cesta sul fiume Tevere. Approdati sulle rive sabbiose del Velabro, furono raccolti e allattati da una lupa, (secondo alcuni la LUPA era forse una prostituta, così chiamavano all'epoca le prostitute). Una volta cresciuti vollero fondare una nuova città. La versione di Plutarco come quella di Livio è la seguente: sembra che i due fratelli ognuno volesse dare alla città il proprio nome, ne nacque una rissa e Romolo fu ucciso. La città, di forma quadrata fu quindi fondata sul Palatino e Romolo divenne il primo Re di Roma.

La prima Roma non è affatto una città quadrata ma un'agglomerato di villaggi di capanne dislocate sulle varie alture (i colli) onde evitare le disastrose piene del fiume.
Fino all'incendio all'epoca di Nerone la città si svilupperà verso l'alto ma anche verso il fondovalle (l'extraurbana) dove buona parte dei resti saranno poi sepolti dalla successiva costruzione del foro Augusto/Traiano (gli attuali "fori").



vedi CRONOLOGI DI ROMA DAL 34.000 A.C. AL 476 D.C. > >

 

740 a.C. circa - Nella zona orientale invece troviamo genti parlanti ancora dialetti indoeuropei; gli umbro, sabelli, falisci, sabini, latini, osco, sanniti, peligni, marrucini, apulo-lucani, dauni, japigi, bruzi.
Ma dal Tevere all'Appennino toscano e fino a Bologna la colonizzazione etrusca ha mutato e influenzato in tre secoli cultura, lingua, anche se ha conservato nella scrittura il vecchio alfabeto fenicio (il n. 1), il calendario del tutto errato e tante altre tecnologie che avevano con se all'epoca del loro sbarco.
L'espansione etrusca ha portato a far nascere nel centro toscano, l'Etruria, ma gia' i primi contatti con i confinanti romani insediati sul Tevere vanno a mutare la politica colonizzatrice di entrambi, con una netta dominanza dei romani, che presto si unificheranno, eliminando nello stesso tempo via via il loro alfabeto, usi e costumi e tecnologie nei vari campi.

737 a.C. ANNI FA circa - Altri greci di Corinto fondano Siracusa, Naxos, Messina. I megaresi fondano Lentini, i calcidesi nel '29 Catania; gli achei nel '20 Sibari e Crotone. E' l'inizio della MAGNA GRECIA.

 

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