LA LIBERAZIONE IN ITALIA - Opinione

( "LA LIBERAZIONE" )

il 25 aprile l'avevano chiamata così i Partigiani
invece finì così....



"Firmata a Parigi la nostra dura condanna"
"Amaro silenzio in tutta Italia"
"un triste giorno per l'Italia".

 

EPPURE I PARTIGIANI del Nord della cosiddetta RESISTENZA
DISSERO CHE ERANO STATI LORO AD AVER FATTO LA "LIBERAZIONE"
(alcuni studenti, oggi poco informati, o informati male,
credono che con i partigiani abbiamo vinto perfino la 2a Guerra Mondiale)
(che per chi non lo sapesse stiamo ancora pagando i debiti negli anni 2000)

 

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..... TUTTO SUL VENTENNIO FASCISTA

VEDI POI ANCHE
LA GUERRA FASCISTA >
ma M. fece tutto da solo ? >>>>

giriamoci il mestolo dentro

 

Festa della Liberazione. Ma cosa significa? E' l' anniversario della Resistenza, che contribuì - così si afferma - alla "LIBERAZIONE DELL'ITALIA - Uomini che si erano rifiutati di rispondere al richiamo alle armi nella nuova RSI, e trattati come disertori, si rifugiarono in montagna per fuggire alle rappresaglie.
Ma divenne poi anche una guerra civile fra italiani. Soprattutto quando a Milano il 25, dopo la resa dei nazisti, e mentre gli angloamericani si erano decisi via terra a superare la linea della val Padana per raggiungere il 29 Milano.

Questa guerra civile fatta dal CLN contro i fascisti fu fatta per vari motivi, rancore, vendette, processi sommari; come fu - prima del 29 aprile '45 a Dongo - la fucilazione di Mussolini e i 15 gerarchi del fascismo, e l'esposizione di questa "Macelleria a Piazzale Loreto"; oltre ad altre cruenti azioni da dimenticare. Come la orribile strage a Oderzo (TV) dove, a guerra finita, 598 tra allievi ufficiali e militi della Guardia Nazionale Repubblicana furono fucilati dai partigiani e gettati nel Piave dopo essersi arresi e aver deposto le armi.
(Lo stesso Pertini disse riguardo a Piazzale Loreto, che "avevano disonorato la Resistenza". Ed anche lo stesso Parri scrisse "Fu esibizionismo di alcuni, i veri partigiani erano non più di un centinaio di migliaia (!!), ora si contano a milioni… speriamo che queste "scorie" si eliminino da sole".

La composizione politica di questi Partigiani era di diverse correnti, ma soprattutto una più numerosa delle altre, era quella comunista. Lottavano (dicevano) per liberare l'Italia dai nazisti. Ma con un comunicato di Parri con la sua direttiva n.16, i comunisti italiani erano invitati a fare una rivoluzione in Italia per far entrare da Est i Titini e i Russi, per far diventare l'Italia un satellite di Mosca. Parri andava dicendo "che era giunta l’ora di "scatenare l’attacco definitivo", "una "lotta ai padroni". "Fare una insurrezione generale".

Certo che ci fu la LIBERAZIONE, detta anche "RESISTENZA" fatta dai partigiani, ma la prima non fu fatta da loro ma dagli angloamericani il giorno dopo il 29, mentre la seconda (la Resistenza) rispetto ai grandi numeri della guerra angloamericana in Italia fu solo marginale. Il loro contributo fu praticamente irrilevante sul piano militare e perfino osteggiato dagli angloamericani stessi. Anche perché questi ultimi disponevano di ingenti risorse (*) di armamenti oltre che di uomini. E avevano in cielo migliaia di bombardieri pronti ad entrare in azione se fosse stato necessario.

Questo però non toglie che ci furono in molte contrade italiane le difese della popolazione dai nazisti, e non credo nemmeno che - perché avvenute in alcuni casi in un criticabile modo - si possa dire che diminuiscono il valore della Resistenza. Come in Abruzzo dove le bande di partigiani erano apolitiche ed ebbero la fiducia perfino dagli angloamericani. E' stato un momento alto della nostra democrazia ed è importante, opportuno, giusto ricordarla e celebrare i suoi ideali così come si è fatto per tanti anni per le celebrazione del Risorgimento. E’ necessario quindi che un popolo abbia delle feste che celebrino gli ideali ai quali la nazione tutta e lo Stato possano riconoscersi. (La "Resistenza fra Mito e Storia"- > Le Mappe >>>>>>>>>

Fin dall'inizio alcune azioni di partigiani (non più di alcune migliaia) fu osteggiata dagli angloamericani che operavano col metodo "tayloristico"; il loro "credo" ottimizzare al massimo le proprie risorse di mezzi e uomini (*), non concepivano minimamente una "guerra di bande" di disertori, simile a quella fatta dai partigiani.

Che nella sostanza disertori lo erano, sia questi che operavano a Nord come anche quelli a Sud. Erano tutti soldati andati allo sbando, che dalle caserme avevano imitato la fuga di tutto lo Stato Maggiore, Sabaudi e Badoglio compreso.
DISERZIONE O NO OGNUNO AGI' CON LA PROPRIA COSCIENZA O CON GLI INSEGNAMENTI RICEVUTI.
Ma anche nella 1a G.M. i contrari a fare la guerra all'Austria fino allora da 30 anni nostra amata alleata, non si presentarono alla chiamata, 500.000 italiani
disertarono e fuggirono all'estero.

Quando si va dicendo che la Resistenza ha ridato la libertà agli italiani è vero fino a un certo punto.
Furono invece gli americani con le loro risorse (*)
, (con Churchill che incitava "bombardare, bombardare, bombardare"). Così distruggevano le città, per liberarla dai nazisti !!!!.
Riuscendo così a dominare sull'Italia militare e a terrorizzare quella civile.

Ma vi era una consistente parte dei partigiani di sinistra che volevano far diventare l'Italia un satellite dell'URSS, ed erano anche in procinto di farlo con una RIVOLUZIONE mirando al progetto bolscevico. Non per nulla 5000 russi inviati in Italia erano entrati da Est e per questo scopo si erano uniti ai partigiani rossi italiani.

Togliatti nominato in seguito nel primo governo De Gasperi Ministro della Giustizia, varò un amnistia per tutti i crimini commessi
da alcuni.... fascisti ma anche da alcuni stessi partigiani. Gli americani non volevano sporcarsi le mani con un processo similie a Norimberga. Ma fatto questo condono, Togliatti era convinto che "per vent'anni saremo anche noi al governo". Ma non era d'accordo De Gasperi che tornato dagli USA con milioni di dollari in tasca e la promessa dei futuri aiuti del Piano Marshall, lo escluse dal Governo; questo fu un diktat imposto dagli americani, pena niente aiuti.

Questi ultimi iniziarono a dominare la politica italiana. Sia con gli aiuti che con il loro apparato militare mettendo 113 basi in Italia sotto l'ombrello NATO. Queste basi e i reparti speciali creati in Italia furono quelli che diedero l'apparente libertà all'Italia che ebbe anche una punizione: quella che si da ai vinti: di non poter creare un vero e proprio suo esercito.

(Io stesso ancora negli anni '50, entrato in questi reparti "della sorvegianza" ero stipendiato (10 volte superiore alla paga dei militari italiani) dalla Nato. E dentro questa erano severe le direttive a non far entrare in questi speciali reparti italiani degli elementi compromessi con la sinistra o che avevano in famiglia dei comunisti. Mentre gli ex fascisti agli Usa erano utili come lo furono gli ex nazisti in Germania per tenere a bada Stalin.)

Del resto in Italia ancora nel '53 quando la DC del Papa, li voleva alleati gli ex fascisti, fu De Gasperi e Scelba (con la sua "Legge Apologia") a opporsi. Ma fu la fine della carriera - dopo 7 governi- di De Gasperi. Mentre la DC proprio con il ritorno del MSI di Almirante riuscì a ritornare al Governo anche senza una maggioranza netta. Una destra quella di Almirante che lentamente inizierà a guadagnare voti, fino al punto che nel '94 sceso in campo Berlusconi questo si alleò proprio con la Destra di Fini che a Roma e a Napoli con la Mussolini avevano preso il 46% e il 44% dei voti (!!!) - "Se i votasssi a Roma, voterei Fini" - Berlusconi lo sdoganò e ne approfittò per "scendere in campo" proprio con Fini!!!
Nessuno gridò allo scandalo per il ritorno dei fascisti. Nè ci furono le indignazioni del tipo Segrè anni 2020.

 


UN BREVE INTERVALLO (anticipando i successivi anni)

Berlusconi nel presentarsi alle elezioni dopo il "Clima di Tangentopoli"
sui comunisti ci era andato giù duro. "Loro sono il male! - Noi siamo il bene"
- Pubblicò anche il "Libro nero del comunismo". (con i loro crimini)
E così lui vinse !! E se non avesse vinto, con i comunisti che (usciti indenni da tangentopoli) si erano già preparati con "la potente macchina da guerra" di Ochetto, lo avrebbero manadato Berlusconi sul lastrico avendo lui in quel periodo una enormità di debiti. Ma con gli spot delle sue TV e appoggi vari non dette ragione ai sociologi che dubitavano in una sua vitttoria. Anzi vinse alla grande !!
E lui disse: "Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore". (La Repubblica 27/11/1994)
E con in mano "il "Vangelo" di Silvio" gli italiani lo ebbero sul "campo" per oltre 20 anni).
Qui la sua "Discesa in campo" i preparativi >>>>>>>>

20 anni di "berlusconismo" Dove lui dice che ha "subito" “pressioni indebite” 86 processi, per un totale di 3672 udienze. Giusto o ingiuste, solo oggi ne sappiamo qualcosa dopo l'uscita del libro di Palamara sulla Giustizia.
https://www.ilgiornale.it/news/politica/sistema-condiziona-politica-italiana-e-contraddisce-i-1934122.html

Poi più tardi Berlusconi si alleò proprio con i comunisti del PD di Renzi ("Patto del Nazareno"). Ma due "galli nel pollaio" non potevano coesistere. Il secondo più egocentrico di lui si sentiva superiore. E ne approfittò con la vittoria alle Elezioni Europee. Prese qui un sacco di voti. A quel punto con lui al Governo, varò un Referendum per eliminare il Senato (ma qualche "falso" "amico" anche all'interno dello stesso PD, disse che quello era un SUO "Plebiscito". Che voleva comandare solo lui). Lui si ripromise di rottamarli questi avversari se avesse vinto. Ma lo perse il Referendum. Si dimise dal Governo e anche da Segretario del Partito. "Io non sono come tutti gli altri" - "vado a casa". Ma subito dopo....(anche se anni prima aveva detto "Non c'è più spazio per voi cari partitini dei veti, care persone che volete mettere le zeppe" ....fonda proprio LUI un "Partitino" tutto suo. E proprio LUI che voleva abolire il Senato, lo troviamo lì in poltrona a porre veti e ostracismo sui Governi Conte 1 e 2. "Se necessario noi lasciamo le poltrone" . Riuscì a mandare a casa Conte. Arrivo Draghi ( lui dice "merito mio se lui é adesso lì" e proprio lui che non ambiva poltrone, ne riceve un paio. La cosa strana è che con un partitino del 2%, ha in Senato il 10% dei votanti (che si permettono di far cadere i Governi). E' l'anomalia dell'Italia BELLEZZA !!!

E nel frattempo Fratelli d’Italia, un partito di destra (detto "fasssista") é il primo partito in assoluto al SUD.
Come nel Referendum del 1946 e come nell'anno 1994 Fini-ano e Berlusconi-ano.

Ma anche attualmente ci sono questi paradossi:
Scopriamo che alle ultime elezioni in un grosso Comune vicentino, a Malo, é stato messo proprio nella (odiata ) lista "fassssista..." della Lega salviniana.... ha preso i voti della maggioranza..... ed é diventato Sindaco un .... Musulmano !!!
Ma c'è anche un precedente: la Lega ha eletto il primo Senatore nero della storia repubblicana, Tony Iwobi, Nigeriano. Che già da anni nel partito di Salvini é il responsabile sul tema dell'immigrazione.
Ma come? La sinistra dopo aver favorito tanto sull'immigrazione con "aprite i porti" sperando poi nei loro voti per ricompensa, adesso nemmeno gli stessi immigrati sono irriconoscenti non seguono più la sinistra e votano invece a destra???. (ma questo già avviene in Francia e in molti paesi europei).



TORNIAMO AL '45
(*) Non dobbiamo dimenticare quante erano queste "Risorse" dei angloamericani. Ingenti !!!!! rispetto all'Italia.
116.314 carri armati (Italia 2.743), 2.933.254 automezzi (Italia 83.000), 129.538 mezzi cingolati (Italia 0), 774.038 cannoni (Italia 7.200), 2.300.000 mitragliatori (Italia ca. 100.000), 10.300.000 fucili (Italia ca. 5.000.000 con ancora i '91), 46.741 aerei (Italia 3.250 - solo 1800 operativi), 6000 mezzi navali ( Italia 105). Impiegarono gli angloamericani nelle 3 armi 18.700.000 uomini.
(i dati sono tratti da "Infografica", dello storico Jean Lopez, ed. Ippocampo)
L'efficienza e la preparazione fin dal 1939 dell'intervento USA nella guerra, sono descritti in questo raro e originale documento:
La Relazione del Comando Supremo dei 3 Comandanti Generali degli USA >>>>

(Prima della guerra, gli USA disponevano già 10 volte di più di uomini rispetto all'Italia. Entrati in guerra la potenzialità diventò di 40 volte. In un solo mese producevano l'armamentario che l'Italia aveva realizzato in 4 anni. Avevano 25 acciaierie in funzione ( in Italia 1). In 2 giorni venivano immatricolate auto che l'Italia produceva in 1 anno. Possedevano 21.679.000 telefoni, l'intera Italia 333.007. Solo New York ne possedeva il triplo: 1.072.889. Ed infine avevano delle risorse finanziarie quasi illimitate.

Quella di entrare nella 2a guerra mondiale, fu per l'economia americana un boom senza precedenti.

  1939 1941 1942 1943 1944 1945
PIL 91,4 126,4 161,6 194,3 213,7 215,2
Produz. Industriale 109 162 199 239 235 203
Entrate Bilancio 6,7 15,7 23,2 39,6 41,6 43,0
Acquisti beni/servizi d. stato 13,1 24,7 59,7 88,6 96,5 84,8
Reddito delle persone 72,6 95,3 122,7 150,3 165,9 171,9
Costruzione aerei 2.141 19.433 47.836 85.898 96.318 46.000
Costruzione carri 346 4.052 24.997 29.497 17.565 20.000
Costruzione navi Milioni ton. 1,5 2,5 7 16 16,3 -

(1) Più i 12 milioni di individui (donne/anziani)
mobilitati in servizi diversi (l'occupazione salì al più 60 %)

L'intervento fu un grande affare che gli USA aspettavano da tre anni.
(In USA ancora nel '40 non avevano ancora risolto i problemi causati dal '29 (caduta di Wall Street).
E come nella Prima Guerra Mondiale intervennero solo dopo tre anni nella nuova guerra,
quando - come allora - un Belgio era stato invaso, la Francia pure,
l'Inghilterra era agli estremi e l'Italia ormai quasi una nullità.

MA INTERVENNERO ANCHE CON TANTO CINISMO - QUELLO INIZIATO DA CHURCHILL
(incitando: "dovete bombardare, bombardare, bombardare")


I Bombardamenti in Italia anglo-americani furono 38.939, sganciarono 378.891 tonnellate di bombe corrispondenti a 1 milione di bombe che causarono 85.000 vittime civili. Mentre i morti in guerra 330.000.

Potevamo vincere questa guerra? PROPRIO A MILANO ???

altro che "Vittoria" !!!!! e "Liberazione" dei partigiani.
Questi ultimi scesero il 25 a Milano quando le trattative di resa dei nazisti era già avvenuta.
(Mussolini lo apprese con sgomento mentre era da Schuster "mi hanno tradito"!)
E quando gli angloamericani via terra avevano deciso di passare la linea del Po.

Li chiamarono "alleati" ma nel frattempo nelle file comuniste
ci si stava preparando per una"rivoluzione" "rossa" appoggiati dai Titini (Russia).

Fu perfino occupata la tipografia del Corriere della Sera per stampare i primi fogli
che annunciavano già la scontata vittoria.
"come a Berlino sventolerà in Italia la bandiera rossa"

Chiaro il comunicato di Parri con la sua direttiva n.16. Si era in procinto di fare una rivoluzione.
Che era giunta l’ora di "scatenare l’attacco definitivo". "Una insurrezione generale",
assieme ai Titini e Russi, per far diventare l'Italia un satellite di Mosca. Milano come Berlino.
Forse con un "Muro" su a Como e Varese, Torino, Arona (Lago Maggiore)
Di queste intenzioni gli angloamericani era più che informati.
E SICURAMENTE NON LO AVREBBERO PERMESSO.

Infatti quando il 29 entrarono a Milano furono piuttosto drastici
imposero subito la consegna delle armi e lo scioglimento delle bande partigiane.
La sfilata per le vie del centro non fu concessa; ma solo se fatta in borghese.

Non così in Francia dove sotto l'Arco di Trionfo gli angloamericani
con in testa Churchill, sfilò De Gaulle
lui che non aveva mai voluto un appoggio dei partigiani di sinistra.


Del resto gli angloamericani non consideravano gli italiani "alleati". Ma sempre "nemici".
E furono anche molto chiari nel loro comunicato:

"L'Amministrazione anglo-americana insediatasi non si limiterà solo alla sorveglianza bellica
ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana,
anche nel minimo particolare della vita del Paese
dove essa decide in modo e forma categorica ed "imperativa" (!!!!!!)

In più misero sul territorio italiano 113 Basi. Dove neppure il Presidente della Repubblica può entrare.
Le principali ancora oggi anni 2000, sono a:
A Vicenza a Camp Ederle - Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army.
A Pisa il più grande deposito logistico del Mediterraneo.
A Sigonella la Principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo

Le basi degli USA in Italia

Ma anche gli aiuti all'Italia con il Piano Marshall contribuì non poco a non dare ascolto
al "via i padroni" dei comunisti, con la loro minacciata "insurrezione" pro bolscevica
Finalmente gli italiani riuscirono a mangiare; "rossi" compresi.
(IL PIANO MARSHALL con tutti gli aiuti all'Italia, in natura e in denaro
città per città, e tutti i singoli NOMI dei beneficiari. (PIANO MARSHALL >> qui integrale >>>>>

A Parigi alla "Conferenza della Pace" gli Italiani non furono nemmeno ammessi.
Seguitarono a chiamarli "nemici". Nonostante l'accorato intervento di De Gasperi >integrale >>
(dopo tre giorni di anticamera) lui prese la parola il 10 AGOSTO dinanzi ai rappresentanti dei 21 stati vincitori).
E la sua parola davanti a tutti era quella di un vinto !
Infatti nel "Trattato di Pace"
l'Italia viene sempre chiamata la "nemica".
Era una nazione che si era arresa, con la consegna delle sue tre armi. Cioé "Sconfitta"
E non diero nessuna importanza a quella che i partigiani chiamavano una loro "Vittoria".

(il Trattato lo riportiamo in lingua originale onde evitare i noti errori di traduzione)
(ad es. "Italy, having surrendered unconditionally, signed terms of Armistice" )
("l'Italia si è arresa senza condizioni", anche se essa ha usato il termine Armistizio"

Nè si afferma in alcun punto che la "Resistenza" ha contribuito alla vittoria. I Partigiani sono del tutto ignorati)

( il TRATTATO DI PACE - INTEGRALE >>originale >>>>> )

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Altra imposizione "vietato la ricostituzione di un esercito".
Si sono poi in seguito nella UE formati sì i "Battlegroups Europei", ma solo sulla carta, puramente simbolici. I diversi Stati della Ue impegnano le poche Forze Armate solo in seno alla Nato mettendole a loro disposizione.
Bisogna andare dove dicono loro, magari in Paesi dove (come l'Italia)
si hanno ottimi rapporti commerciali.
E queste restrizioni ovviamente sono imposte dagli USA.
E se necessario dobbiamo combattere in Paesi a noi amici.
Del resto abbiamo dei precedenti, quando nel '42
anche i comunisti italiani essendo inquadrati nell'esercito fascista
dovettero zitti zitti andare a combattere i compagni "rossi" in Russia.

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Se volessimo fare una attenta e seria conclusione,
La "Resistenza" senza gli Angloamericani, non avrebbe potuto neppure cominciare.

Gli angloamericani volevano già a fine '44 la smobilitazione dei partigiani; e questi se la presero piuttosto a male ("dopo che abbiamo fatto tanto ci mandano a casa dove.... ci fucileranno subito come disertori"). Erano ancora pochi tuttavia continuarono a combattere e ostacolare il ritiro dei tedeschi. E proprio per queste loro utili azioni, alla fine gli americani li accettarono, dandogli perfino dei rifornimenti dal cielo, ma misero anche dei loro infiltrati, perché l'appartenenza di 3 quarti delle bande erano decisamente di sinistra e questo preoccupava non poco gli angloamericani. Soprattutto perché temevano che si sarebbero congiunti a Est con Titini. E all' inizio di aprile questo stava già quasi avvenendo a Trieste, Gorizia e dintorni.

Quanto al numero di uomini, Giorgio Bocca con la sua “Storia dell’Italia partigiana" ne traccia la consistenza.
Il 18 settembre 1943 i partigiani erano in tutto 1.500, di cui un migliaio di “autonomi”: bande di militari che avevano disertato dall'esercito della RSI. Nel novembre del 1943 erano 3.800, di cui 1.900 autonomi. La sinistra diventa consistente e maggioritaria nel 1944: al 30 aprile ci sono 12.600 partigiani, di cui 5.800 delle Brigate Garibaldi, organizzate dal Pci; 3.500 autonomi. Nel luglio 1944 c’è la stima ufficiale di Ferruccio Parri del CLN che li stima 50.000 combattenti: 25.000 garibaldini, 15.000 giellisti e 10.000 autonomi e cattolici. Nell’agosto del 1944 si arriva a 70.000 e nell’ottobre a 80.000, che però calano a 50.000 in dicembre a seguito dell'accennato comunicato di Alexander di sciogliersi.

Per quanto si riferisce però alle Brigate Garibaldi le accurate ricerche di Pietro Secchia (in "Il partito comunista italiano e la guerra di liberazione 1943-1945". Ricordi, documenti inediti e testimonianze, Milano 1973, pp. 1064 sgg.) hanno dimostrato che su 1673 nominativi censiti di quadri partigiani combattenti e di organizzatori della Resistenza, 168 provenivano dall'esercito (disertori) o dalla vita civile, mentre ben 1505 erano dirigenti e militanti comunisti che avevano già fatto anni di carcere o di confino. Quello comunista, era l'unico che anche durante il fascismo era riuscito clandestinamente a distendere un sistema di cellule ma solo nell'Italia settentrionale, si era organizzato, inquadrato, chiamava tutti alla lotta contro il fascismo, ma restava però legato all'idea totalitaria bolscevica, non tanto diversa dal fascismo, perché obbediva alle direttive emanate dalla Russia di Stalin. La loro lotta era una lotta contro la borghesia i proprietari terrieri e gli stessi funzionari che anche alla caduta del regime erano rimasti ben saldi nei loro posti ( che Stalin voleva tutti a casa, mentre Tito già reclamava la consegna di alcuni generali italiani per processarli come criminali di guerra).


Giorgio Bocca poi conta 80.000 uomini ai primi del marzo 1945, ma cita anche una stima del comando generale partigiano di 130.000 uomini al 15 aprile- Era quella forza prevista da Parri con il comunicato n.16 (Rivoluzione!) - Che non ci fu, anzi il primo ordine degli angloamericani il 29 aprile entrando a Milano, fu quello di sciogliere subito le bande di partigiani e di disarmarle. Dopo aver visto la "macelleria di Piazzale Loreto" avevano buone ragioni di farlo. Bisognava far morire sul nascere una "guerra civile". Quella "rivoluzione" che desiderava Parri. (ma contro chi? contro chi era stato fascista e che si sarebbe subito riciclato passando ai "nuovi democristiani" (DC, PSI e altri).

Tuttavia se l'invito di Parri avesse avuto un inizio, Churchill (come era già avvenuto in Grecia) era pronto a riempirci i cimiteri.
I Russi in quella eventuale rivoluzione,rimasero zitti zitti. "Perché avrebbero dovuto farlo? i patti di Yalta erano chiari" così disse Churchill.
E così sarebbe avvenuto anche in Italia, se solo ci provavano. Le risorse gli angloamericani le avevano!!.

Quanto a Giampaolo Pansa col suo best seller “Il sangue dei vinti" (con un po' di revisionismo) lui accenna anche ai “crimini” di alcuni partigiani, in particolare di quelli “rossi”, cioé quello che accadde prima e anche dopo il 25 aprile. In primis la "macelleria" fatta a Piazzale Loreto, che lo stesso Pertini poi disse che "avevano disonorato la Resistenza". Ed anche Parri scrisse "Fu esibizionismo di alcuni, i veri partigiani erano un centinaio di migliaia (!!), ora si contano a milioni… speriamo che queste "scorie" si eliminino da sole".
(Per fare numero la tessera la diedero anche a mio padre Gonzato Giuseppe rientrato dalla prigionia nel 1946!)
Tutti questi volevano o fare la "rivoluzione civile" o alla mala parata montare sul carro dei "liberatori".
Ricordiamo che come numero se erano come diceva Parri, i Partigiani erano 2 su 1000 italiani.

100.000, cioè 1 ogni 500 italiani mentre altri 40 milioni di Italiani, non fecero nulla !!! Al Sud meno di nulla.

Anzi nel resto del Paese, al Referendum
più della metà degli italiani, da Roma in giù, votarono a destra.
NORD ITALIA 3.362.125 - SUD ITALIA 5.930.371
QUI I VOTI-RISULTATI DELLE ELEZIONI DI OGNI SINGOLA CITTA' > dal '46 al '53 >>>

Dire che gli Italiani contribuirono alla vittoria non è affatto vero!! Lo scioglimento delle bande partigiane e il loro disarmo subito imposto dagli "alleati" oltre il loro irremovibile "Memorandum" "adesso comandiamo noi" ne è la reale testimonianza.
Ma questi 40 milioni di italiani avevano anche ragione a non fare nulla !!! Visto che gli angloamericani avevano le immense "risorse" ricordate sopra. Milioni di uomini ben organizzati e con una efficienza e una quantità di armi, di terra di mare e di cielo enormi. Oltre ad avere risorse alimentari che per noi affamati era opportunistico nel chiamarli "alleati". Inoltre avevano già capito che in Russia non c'era la "manna" né distribuivano "latte e miele".

Pansa documenta come i comunisti si battessero per obiettivi ben diversi da quelli di chi lottava per la democrazia e la "Liberazione dell'Italia dai Nazisti".. La guerra contro tedeschi e poi contro fascisti italiani, era soltanto il primo tempo di una lotta destinata a fondare una dittatura filosovietica. Pansa racconta come i capi delle brigate Garibaldi abbiano tentato di realizzare questo disegno autoritario. Ricostruisce il cammino delle bande guidate da Luigi Longo e da Pietro Secchia. Poi ricorda le prime azioni terroristiche dei Gap, l'omicidio anche di capi partigiani ostili al Pci, il cinismo nel fare attentati per provocare le rappresaglie nemiche, ritenute il passaggio obbligato per avviare in Italia l'incendio della guerra civile.

(oggi anni 2020 vediamo invece ancora sfilare coloro che in quel periodo non erano nemmeno nati o avevano il biberon in bocca)
Che la maggior parte dei partigiani fossero ostinati comunisti, ci viene anche oggi nella ricorrenza del 25 Aprile 2020. Ha manifestato il CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) cioè il movimento politico extraparlamentare marxista leninista e maoista. Che si battono ancora per un NUOVO 25 APRILE IN ITALIA (!!??)

Lo spauracchio fascista oggi deve essere mantenuto ancora vivo, bisogna mantenere una strategia di allarmismo, e dato che quelli che sfilano non sono i cosiddetti eroi di allora, sfilano - a comando - per opportunismo, perché godono di lauti finanziamenti pubblici, e quindi devono continuare a rendere permanente lo stato di belligeranza, ovviamente utilizzata dai politici di sinistra che non sanno come fare una vera opposizione e a loro - questi politici - si affidano per mantenere viva la ideologia di sinistra.
Ma spesso queste associazioni antifasciste e la comunità ebraica che anch'essa diede un contributo nella "Resistenza" non riescono a convivere nello stesso corteo.

Per fortuna che dopo quel 29 aprile - gli altri 40 milioni di italiani - che fascisti più o meno erano stati un po' tutti - dimenticando in fretta, ridiventarono tutti amici, si rimboccarono le maniche e iniziarono a come far risorgere l'Italia dalla sciagurata guerra. Dopo appena 10 anni lItalia era già ritornata ad essere il Paese più operoso d'Europa. E presto diventò il 4° 5° Paese più industrializzato. La guerra solo un brutto ricordo.

Eppure oggi - a distanza di 75 anni, qualcuno - facendo riemergere odi sopiti tra gli stessi italiani ( si fanno paradossalmente Commissioni contro l'Odio intanto lo si nutre) - alcuni sfilano con cartelli con il cappio di Piazzale Loreto per gli avversari, invitando a fare una "nuova resistenza" con una nuova "macelleria".
Ma sono - lo disse Togliati, i soliti "disgraziati". Nulla di più.


( in nome della bandiera 'Italiana, dicono ....!!!)


UN DISCRETO RESOCONTO SULLA RESISTENZA ITALIANA LA TROVATE IN RETE
https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana#Le_formazioni_partigiane

E a proposito delle intenzioni dei Titini, non si può non ricordare la X Mas di Borghese (lui sempre accusato di becero fascismo) con il suo Battaglione Barbarigo a inizio del 1945 andò a combattere in Friuli proprio contro i comunisti Titini che avevano intenzioni di entrare in Italia affiancandosi ai comunisti italiani in attesa dell'insurrezione (golpe) lanciata da Parri con la sua direttiva n.16.
Borghese (malvisto dagli stessi fascisti) non fuggì da Milano come gli altri, ma il 25 aprile pagò i suoi uomini, sciolse il battaglione e si arrese agli angloamericani e non finì anche lui col cappio al collo come gli altri gerarchi a Dongo.

Ma prima del 25 aprile e anche poi dopo in 25, cosa avvenne? Quante stragi vendicative ci furono?

Ci fu la strage di Oderzo. Il mattino del 28 aprile (!!!) , due giorni prima che vi entrassero gli angloamericani, alcuni del CLN e 2 ufficiali della RSI consegnarono le armi, firmarono un accordo davanti al parroco per evitare rappresaglie. Ma nel pomeriggio alcuni partigiani della Brigate Garibaldi e politicamente vicini al PCI. ritennero nullo l'accordo e prelevandoli dalle carceri, con un improvvisato tribunale di guerra, ca. 200 di loro di loro furono mandati a morte al Ponte della Priula e gettati nel fiume. Il CLN si dissociò, ma la strage era ormai stata fatta. - A fine guerra furono processati, condannati. Ma poi con l'amnistia togliattiana furono scarcerati. Sul luogo dell'esecuzione Oderzo volle mettere una lapide a ricordo. Già il giorno dopo era stata imbrattata da vernice rossa e in seguito anche distrutta, anche quella eretta 40 anni dopo. Si dovette aspettare il 30 aprile 2010 per metterne un'altra. 65 anni dopo.

E ci fu poi anche la strage di Schio il 6 e il 7 luglio 1945 (!!!) . Si era già fuori dal periodo di guerra, e uccidere era un vero e proprio crimine. Nelle carceri di Schio vi erano 91 persone ed alcuni fascisti. Senza alcun processo, da impazienti vendicatori, dentro uno stanzone del carcere vennero uccisi tutti sul posto, tra cui 14 donne. Al processo postumo risultò che solo 27 erano fascisti le altre vittime completamente estrane, erano in carcere per reati comuni. I presunti autori della strage ripararono in Jugoslavia. Ma con la l' amnistia di Togliatti nessuno fu poi processato. E anche qui quando con lapidi o si tengono delle commemorazioni ancora oggi - anni 2000 - non mancano le polemiche.

Nel libro “Il triangolo della morte” di Giorgio e Paolo Pisanò, sono riportati l’elenco delle vittime della frenesia giustizialista nell’area compresa tra Bologna, Ferrara e Modena. Giorgio Bocca parla di 15.000 vittime, Giampaolo Pansa di 20.000, Franzinelli di 10-15.000, Giorgio Pisanò: 50.000-45.000. Mentre TOGLIATTI in un colloquio con l’ambasciatore sovietico a Roma Michail Kostysley, riferisce che i fascisti fucilati a fine guerra furono 50.000. Inoltre Gianfranco Stella nel suo libro, indica in duemilatrecentosessantacinque donne uccise.

Nel metodo seguito, forse possiamo capirci qualcosa con la costituzione del "Comitato di Guerra, che indica una "Giustizia che doveva essere rapidissima nel giudicare e dare il corso alle sentenze di morte " .
Qui il memorandum che fu distribuito >>>>

Oltre quelle sopra, trovate in rete tutte le altre stragi compiute da quelli che lo stesso Togliatti disse di loro "sono dei disgraziati". Dove anche Pertini su Piazzale Loreto eveva detto "questi hanno disonorato la Resistenza".

Qui le altre stragi compiute dai "disgraziati".
La strage nel carcere di Cesena, Eccidio di Cadibona 11 Maggio 1943, La strage di Comacchio, La strage di Acqui Terme, La strage di Casteggio (PV), La strage di Stradella (PV) e dintorni, La strage di Zogno Val Brembana, La strage di Gazzaniga in Val Seriana, La strage di Graglia, La strage di Sordevolo, La strage del carcere di Imperia, La strage della corriera di Cadibona, La strage del carcere di Finalborgo (SV), La strage del carcere di Thiene, La strage del carcere di Busto Arsizio, Le stragi al Ponte della Bastia, I morti di Argenta, I massacri in provincia di Reggio Emilia, Gli eccidi in Liguria, L’eccidio di Urgnano (Bergamo), L’eccidio di Stremiz (UD), La corriera della morte, 19 Maggio 1945, Gli uccisi di Pescarenico (Lecco), La strage di Monte Manfrei (Savona), La strage di Rovetta (Bergamo), La strage di Lovere (Bergamo), I massacrati di Ponte Crenna (Pavia), La strage di S.Eufemia e Botticino Sera (Brescia), L’eccidio dell’Ospedale psichiatrico di Vercelli, Il massacro di Avigliana (Torino), I morti di Agrate Conturbia (NO), I feroci massacri del Biellese, Gli N.P della della X. trucidati a Valdobbiadene (Treviso), L’eccidio dei 7 fratelli Govoni, Gli uccisi del XIV Btg Costiero da Fortezza, La strage di Codevigo (Padova), I trucidati a Ponte di Greggio (VC), I massacri dei bersaglieri del “Mussolini” 18 Maggio 1945, La strage delle ausiliarie, Maggio 1945-1947, I morti della Divisione Alpina “Monterosa”, I trucidati della Divisione “Littorio”, I morti della Divisione “San Marco”, I caduti del 3° Rgt Bersaglieri volontari, I caduti dei Guastatori del Genio II Btg, Gli uccisi del Btg Volontari Mutilati “Onore e Sacrificio”, L’eccidio di Ozegna, Il massacro del Distaccamento “Torino” della Xmas, I trucidati della base operativa “Est” della Xmas, Il sacrificio della Scuola Sommozzatori della Xmas, I morti del Btg. “Sagittario” della Xmas, I massacrati del Btg. “Folgore”, Le stragi di Genova, Le stragi di Imperia, Le stragi di Milano, Le stragi di Varese, Le stragi di Como, Le stragi di Sondrio, Le stragi di Brescia, Le stragi di Pavia, Le stragi di Vicenza, Le stragi di Treviso, Le stragi di Padova, Le stragi di Bologna, Le stragi di Parma, Le stragi di Modena, Le stragi di Forlì, Le stragi del 3° Rgt M.D.T. “D’Annunzio” a Fiume, Gli uccisi del Btg “Montebello" a Sordevolo, Il sangue delle Brigate Nere a Como, Eccidio del carcere giudiziario di Ferrara, L’eccidio di Volto di Rosolina (Rovigo), Le stragi di Omegna. La strage di via Rasella che comportò la rappresaglia alle Fosse Ardeatine. E poi anche tragedia delle foibe e degli infoibati. - Dove ci sono due opinioni. A) Furono buttati dentro le foibe italiani rei di aver occupato durante il fascismo quei territori. B) Quelli di Tito li eliminarono perché avevano l'intenzione di occupare la Venezia Giulia in previsione della "Rivoluzione" "rossa" in Italia.

Come scrive Pansa, "il cinismo nel fare attentati - simile a quello di Via Rasella - era per provocare delle rappresaglie, e far sorgere in Italia tra la popolazione un odio senza fine per i nazisti e i fascisti; azioni ritenute il passaggio obbligato per dare l'incendio della guerra civile e per far trionfare il bolscevismo in Italia".
(Che si voglia oggi mettere una Lapide ricordo in via Rasella per ricordare la bella azione di quei partigiani, considerati eroici, é il colmo !!!).
QUESTE E ALTRE STRAGI - una per una - LE TROVERETE TUTTE IN RETE !!
Sempre ad opera di "disgraziati" come disse in seguito Togliatti.

QUI DEVO RICORDARE UN SINGOLARE EPISODIO, DOVE POSSO DIRE DI ESSERE STATO ANCHE 'IO UN "PARTIGIANO" - A SOLI 9-10 ANNI !! . MA NON SONO FRA QUELLI CHE SI CELEBRANO OGGI !! - NE' HO COMPIUTO DELLE STRAGI COME ALCUNE DI SOPRA. TUTT'ALTRO !!!

A 9-10 anni vivendo quasi dentro una tipografia mi trovai anch'io a fare il "Partigiano" senza volerlo. Abitavamo quasi dentro Palazzo Mezzanotte a Chieti, dove si era insediato il Comando Tedesco. Il paradosso era che da loro mio zio riceveva i terribili comunicati da stampare e da affiggere per la popolazione. Così in anteprima lui poteva informare chi correva dei gravi rischi. Alcuni decreti erano piuttosto rigorosi per la popolazione, con minacce e ritorsioni varie. Mio zio rischiava grosso già per questo, inoltre essendo un fervente antifascista in tipografia stampavamo oltre un foglio clandestino per incitare i cittadini a ribellarsi, anche dei volantini pure questi clandestini, stampati in un torchio a mano (quello che si usa per fare i manifesti da morto). A me poi il compito di scomporre subito la forma perché spesso - con i manifestini che giravano, qualche tipografia ci doveva essere che li stampava - vi erano improvvise perquisizioni nelle tipografie e guardavano proprio le forme. Se trovavano qualcosa, minimo era l'arresto e la deportazione in Germania. Io avevo anche il compito di distribuirli quel foglio e quei manifestini alle persone che mi indicava mio zio. Me li metteva dentro un grosso quaderno nella mia cartella di scuola, per portarli ad alcuni indirizzi dove non sapevo nemmeno chi ci abitava. Ma lui mi diceva ""tu vai lì in quella tal casa, con noncuranza appoggiati a quel vaso che vedrai a destra all'entrata e dimentica a terra il quaderno, poi vieni via senza fermarti". Solo in seguito ho poi saputo che in una certa casa dove qualche volta ci ero stato - vicino alla chiesa del Sacro Cuore - vi erano riunioni di alcuni partigiani della "Banda Palombaro". Che era la più attiva nel contrastare i nazisti. - Ma putroppo ci fu un giorno in città - il 3 dicembre '43 - una grossa retate di uomini - i primi partigiani d'Italia - e altri che si erano nascosti. Mio zio - anche se non lo era perché dispensato - temeva anche lui una possibile cattura. I miei nonni lo rinchiusero in un piccolo abbaino dietro la testata del loro grande letto matrimoniale, ed ebbero l'accortezza di mettere dietro questo un grande foglio di compensato bianco per non che chinandosi sotto il letto vedessero la fessura delle piccola porticina. Ma pericoloso ero diventato anch'io, perché potevo involontariamente dire qualcosa di compromettente (e questo anche se non grave era già accaduto). Mi rinchiusero così con lui e lì rimanemmo 6-7 giorni. E proprio in quegli stessi giorni in una retata (forse tramite un infiltrato) una ventina della "Banda Palombaro" in una di quelle case dove di solito io portavo i manifestini clandestini, li arrestarono e finirono tutti fucilati a Bussi nei pressi di Pescara; i cadaveri messi dentro una grotta fu fatta esplodere con la dinamite. Solo a fine guerra, recuperati i cadaveri, li rivedemmo a Piazza San Giustino, ma dentro 12 bare.


Ma chissà quanti altri si avvantaggiarono o ebbero salva la vita con quei nostri banali foglietti dentro un quaderno che io mi sfilavo dalla cartella !!! Facendo il "partigiano" già a 9-10 anni!!
Mio zio in forma clandestina ascoltava Radio Londra - e la stessa era ascoltata dall'Arcivescovo Venturi oltre ad avere lui contatti segreti con gli Alleati. Io e mio zio che spingevo in carrozzella eravamo sempre insieme - e quasi ogni giorno eravamo da lui per entrambi riferirci ciò che sapevamo. Lui perché aveva altri contatti e noi perché vivevamo dentro il comando tedesco a Palazzo Mezzanotte.


A proposito della "carrozzella" in quell'abbaino dove si era nscosto, mio zio aveva trovato una vecchia gamba di gesso e una carrozzella che era servita anni prima a mia nonna. Gli venne un'idea geniale!! Si fasciò una gamba, la ricoprì di gesso liquido e con la carrozzella (con il cuore in gola) lo accompagnai in tipografia dove dopo aver rintracciato la copia originale di un referto ospedaliero (se ne conserva in tipografia sempre una copia originale) ne stampò una con il referto e le sue generalità. Da quel momento spingendo la carrozzella iniziai ad accompagnarlo sera e mattina - percorrendo la piccola Via Arcivescovado - fin dietro la tipografia. Il cuore in gola l'avevamo sempre quando ci fermavano, ma ci andò sempre bene. Fino alla liberazione. Fatta anche dalla "Brigata la Maiella" (chiamiamola pure "Partigiana") ma anche questa era apartitica. Fu l'unica ad essere aggregata agli alleati, che risalì poi con loro la penisola liberando Bologna, Padova, Vicenza fino ad Asiago. Fu l'unica ad essere decorata di Medaglia d'Oro al valor militare. (un unicum dell'intera guerra di liberazione italiana).

Poi fummo proprio noi a comunicare l'8 giugno, a notte fonda a Venturi ciò che stava avvenendo dentro Palazzo Mezzanotte nel comando tedesco. Stavano frettolosamente smobilitando fuggendo in gran sordina con armi e bagagli, abbandonando ogni altra cosa. Stava insomma per avverarsi la "Liberazione" - E anche questa fummo i primi il giorno dopo a saperlo - proprio mentre eravamo da Venturi e lui aveva dei contatti con gli "alleati". E fui proprio io.....(il "gioioso fanciullo" come poi lui mi chiamò alla Messa di Ringaziamento, per dare un tocco di commozione, con il turibolo mi fece benedire dall'alto della scalinata la folla sottostante) ....Alle ore 18-19 appresa da lui la notizia ero stato proprio io a correre per l'intero Corso gridando a destra e sinistra come un forsennato "stanno arrivando gli americani !!! sono quasi alla Villa !!!" - Anche se poi scoprimmo che erano "Italiani" i paracadutisti della Nembo) (quelli che alla sfilata delle forze armate del 2 Giugno la Boldrini non saluta perchè "sono fascisti" - forse ignora questo storico episodio della Liberazione !! )
.
(molti particolari di questa mia presenza a Chieti negli anni di guerra sono riportati in
CHIETI CITTA' APERTA >>

All'inizio della resistenza i partigiani come letto sopra erano non più di 1500; poi dopo la massiccia diserzione della chiamata alle armi nella RSI, dei 187.000 richiamati 87.000 non si presentarono (disertarono) andando così pure loro a ingrossare le bande partigiane nelle montagne, dove diedero inizio a una vera spontanea (cosiddetta) "Guerra Patriottica" contro i nazisti. Ma nelle file di una certa sinistra (la "rossa") la guerra era soprattutto contro gli odiati fascisti.

Ma all'inizio erano ancora tutti apolitici e dentro questi disertori vi era di tutto: anarchici, monarchici, socialisti, liberali, repubblicani, comunisti. Questi ultimi, erano però in molti, in primis la Brigata Garibaldi. Ed era la più attiva, quella in attesa dell'insurrezione voluta da Longo. Obiettivo: la trasformazione da "Guerra Patriottica" in "Lotta di Classe", "Una guerra contro il Capitalismo", pari a quella bolscevica. Ma che era contrario - creando non poco scontento nella sinistra estrema - lo stesso Togliatti, rientrato dalla Russia (volendo rispettare gli accordi di Yalta) lui era più orientato a una politica soft, di unificazione (scontentando molti suoi "compagni" piuttosto intransigenti). Infatti al suo rientro si era messo a disposizione del Re e di Badoglio.
Entrato poi nel governo provvisorio Togliatti come Ministro della Giustizia, andò il 26-6-46 a varare (gli alleati forse non volevano sporcarsi le mani) l'amnistia per tutti: sia per i fascisti come per quei comunisti che avevano "disonorato la resistenza". Buoni o cattivi, il fascismo morì quel giorno, nè vi erano più le ragioni per creare un "antifascismo". (Prima tutti erano stati fascisti - e tutti nel '36 con gli anni ruggenti credevano nel fascismo, che per loro era il presente e il futuro dell'Italia, ci credevano e ragionavano con passione fascistica giornalisti e intellettuarli,- basta scorrere i nomi - compresi i futuri intellettuali e uomini politici del dopoguerra - diventati poi - anche se di SX - anche Presidenti della Repubblica).

Togliatti aveva anche lui simili intenzioni e mire. Non dimentichiamo il suo appello già nel '36: ""Appello ai compagni in camicia nera" "Giovani fascisti! "Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - "" E' ora di prendere il manganello !!!!!". Non dimentichiamo che Mussolini era stato lui stesso un Socialista, operante con i metodi "fascisti socialisti", sempre stati questi - prima del 1920-21 - irruenti e violenti negli scioperi contro i "Padroni" (le famose (ma fallimentari) "Settimane Rosse".
Quello di Mussolini era un socialismo ben inteso diverso. E lo espresse poi - purtroppo tardi - nel '44, quando varò
"La socializzazione delle Imprese" (Operai nei consigli di amministrazione, e anche una spartizione dei profitti). Che i comunisti criticarono (ma solo perché questa idea mussoliniana sarebbe diventata un loro concorrente), ma poi alla cosiddetta "Liberazione" quelli del CLN la volevano applicare. Purtroppo i "Padroni" che avevano prima anche appoggiato i partigiani, per prima cosa al CNL appena insediatisi a Milano, imposero subito la cancellazione della "Socializzazione".
E se quel giorno a Piazzale Loreto, finì il "fascismo", con la cancellazione della "Socializzazione" finì anche il "comunismo bolscevico".
I "Padroni" tornarono a fare i "Padroni" !!!

Lontanissimi in Italia l'avvento di un vero "Socialismo Sociale". Che avrebbe dovuto essere un "Comunismo serio" "diverso". Ci provò subito nel dopoguerra ADRIANO OLIVETTI. Ma fu osteggiato sia dai "Padroni" e sia dai "Comunisti". Per entrambi lui era uno scomodo concorrente. Ed infatti ebbe vita breve. Morì in circostanza strane a 58 anni. La sua "utopia" a Ivrea e non solo a Ivrea, rimase un sogno per tutti.

Quello che era stato invece applicato in Russia si dimostrò subito essere una "politica della repressione" per i dissidenti, portata avanti da incapaci funzionari del partito staliniano. Non era un territorio la magnificata Russia tanto magnificato dove si distribuiva latte e miele; per i poveracci si distribuiva solo miseria con i Gulag, per i dissidenti a fare i "turisti" in Siberia.
Nella quantità e nella tecnologia degli armamenti non si risparmiarono; socì la sfida spaziale con gli USA (che venne quasi umilita) quando lanciarono nel '57 prima lo Sputnik (orbitante per 1440 volte intorno alla Terra), subito dopo il cane Laika, ed infine nel '61 Gagarin il primo uomo nello spazio. L'impatto mediatico fu enorme.
Ma in quanto a libertà, il mondo rimase inorridito nello stesso periodo quando nel '56, ci fu una insurrezione liberale antisovietica spontanea in Ungheria, una sollevazione armata antisovietica, che fu duramente repressa dall'intervento delle truppe sovietiche con i carri armati inviati da Mosca. Morirono 2.700 ungheresi, pro e contro la rivoluzione e circa 250.000 i feriti.


In Italia, si seppe molto poco, la Stampa era in imbarazzo, solo "L'Avanti!" pubblicò gli articoli con i terribili fatti perché il suo giornalista Fossati era in quei giorni proprio a Budapest. E proprio nei Socialisti di Nenni (lui prese le difese del popolo rivoltoso ungherese) avvenne la rottura dentro il PSI. Dicendo che "bisognava fare un socialismo diverso da quello sovietico". Alimentando anche un forte dissenso anche dentro il partito di Togliatti.
Giorgio Napolitano (responsabile allora del Comitato Centrale del PCI), non condannò gli insortii di Budapest, ma la qualificò come controrivoluzionari. "L'intervento sovietico è avvenuto per impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione; e ha contribuito alla pace nel mondo".

L' "Unità" tramite Orfeo Vangelista, scrisse "L'intervento sovietico è un dovere sacrosanto senza il quale si ritornerebbe al terrore fascista".
Anche Luigi Longo sostenne la tesi che era una rivolta imperialista: "L'esercito sovietico è intervenuto in Ungheria allo scopo di ristabilire l'ordine turbato dal movimento rivoluzionario che aveva lo scopo di distruggere e annullare le conquiste dei lavoratori". (ma quali conquiste''???)
Alcuni intellettuali comunisti deplorarono l'intervento sovietico nel "Manifesto dei 101". E alcuni si dimisero.

Ma non era finita lì. Mentre in Italia era in atto un "68", non nelle piazze ma nelle Università, che ebbe vita corta con un "riflusso" per ascoltare musica alla Baglioni & C, in Cecoslovacchia, iniziò un' altra rivolta, detta la "Primavera di Praga" iniziando una resistenza armata ad oltranza. Il 16 gennaio1969 un giovane studente in piazza San Veneceslao si cosparse il corpo di benzina e si diede fuoco, lasciando a terra uno scritto "Se il nostro popolo non darà sostegno alla richiesta di libertà, una nuova torcia s’infiammerà”. Purtroppo la rivolta fu domata e si chiuse con l'invasione di 5000 cingoli di carri armati sovietici e il paese occupato. 500mila furono arrestati perché dissidenti all’interno dello stesso partito comunista. (non erano pochi !!!!)

Si dovrà aspettare il 1989 con la caduta del Muro di 156 km (detta anche "Cortina di ferro" o "striscia della morte" perchè si moriva chi lo scavalcava. Un muro al di là del quale c'era un Paese che si diceva: si ditribuiva "latte e miele", e che era diviso dai Paesi dove invece era risorta tutta l'Europa Owest, Italia compresa. A quel punto l'intero blocco sovietico iniziò a vacillare e sarebbe crollato definitivamente nel 1991. E cosa c'era oltre il muro? Il NULLA !! O meglio la miseria e la repressione delle libertà fatta con i carri armati che abbiamo visto sopra in Ungheria e poi in Cecoslovacchia.
Repressioni di libertà che hanno impedito a un Paese di creare un vero "socialismo Sociale" (alla "Olivetti").

TORNIAMO A NOI NEL PERIODO DEL DOPOGUERRA

Togliatti inascoltato in quel '36, lasciò l'Italia per andare a prendersi la cittadinanza in Russia (dicendo con disprezzo che gli italiani erano solo dei"mandolinisti" mussoliniani). In Russia visse con la moglie e il figlio Aldo (che a Mosca questo non ne voleva sapere né di comunismo, né del bolscevismo, ne voleva sentirsi dire che era lui "figlio di Togliatti". - Quando tornò in Italia, con il padre a fare il Segretario del PCI, Togliatti abbandonò la madre di Aldo, l'ebrea Rita Montagnana, per andare a vivere con l'amante in more uxorio con Nilde Jotti. Aldo, reagì a suo modo, introverso e chiuso, lo fermarono al porto mentre stava per imbarcarsi per gli Stati Uniti. Sembò una beffa. Il padre lo fece visitare da uno psichiatra, ed essendo imbarazzante quella sua tentata fuga - lo fece chiudere in manicomio (senza un cognome). Dove vi morirà dopo 50 anni !!!! nel 2011, dimenticato da tutti.

Del Togliatti in Russia si è sempre saputo molto poco. Quando con i nazisti ci fu l'invasione degli italiani in Russia, molti dei nostri connazionali (che erano di SX) disertarono e furono accolti da "amici" russi. Dopo molti anni, abbiamo saputo che molti di loro si erano integrati e avevano preso la cittadinanza russa, proprio con l'appoggio di Togliatti. Ma lui fin da quando era rientrato in Italia nel '44 non volle mai parlare di questi imbarazzanti fatti. Ovviamente per chiaro opportunismo.

Togliatti con il suo PCI del dopoguerra (ma agì con tanta doppiezza) entrato poi nel Governo Provvisorio, votò con la DC anche il mantenimento dei "Patti Lateranensi". (l'Art.7). Era ottimista e convinto e lo disse pure "con questo voto saremo per almeno 20 anni sui banchi del Governo". (lui però temeva a ragione che avendo la nuova Italia dato il voto alle donne, con queste ancora tutte casa e Chiesa, avrebbero ascoltato i loro parroci (che andavano mettendo i manifesti di scomunica sulle porte delle loro chiese) e quindi avrebbero votato in massa DC).
Si rese perfino ridicolo quando lui Togliatti rese pubblico il suo manifesto::"Il PCI non è ateo". (vedi "Circolare" sotto)
Doppiezza perché da una parte predicava sostegno a una democrazia parlamentare e si affratellava pure con i nemici cattolici, dall'altra operava - sempre sotto la guida (e i soldi) dell'Urss bolscevico (staliniano) - per una instaurazione della "dittatura del proletariato" e per colpire proprio la Chiesa e Papato (che da sempre era il nemico nel DNA comunista)
.
L'Italia di sinistra aveva sempre disprezzato Papato e Preti, soprattutto quando nel '29 gli ipocriti prelati avevano chiamato Mussolini "Uomo della Provvidenza".

Togliatti anni prima - abbiamo sopra accennato - si era preso la cittadinanza in Russia, affermando che in Italia "si sentiva un "miserabile mandolinista; e di valere 10.000 volte di più del migliore cittadino italiano".

(CIRCOLARI DI TOGLIATTI > il rapporto con il figlio e quello con NILDE IOTTI , e altro >>>>
Poi rientrato in Italia nel 44, lui, Capo del Comunismo Italiano diventò il "Capo dell'antifascismo" ma tuttavia si mise con opportunismo a disposizione del Re e di Badoglio, ricevendone il Ministero di Giustizia, dove varò l'amnistia per tutti. (col consenso degli angloamericani, che non volevano in Italia fare una "Norimberga" e sporcarsi le mani nel comminare condanne a destra come a sinistra)

Ma appena dato questo voto al Governo e fatta la sua 'amnistia Togliatti fu estromesso dal Governo. Il veto arrivò perentorio dagli USA. Gli italiani bene e male governata da una DC bigotta..... (dopo aver dato Papa Pacelli perfino il benservito nel '53 a De Gasperi considerato "irriconoscente" per non aver voluto alle elezioni i voti della destra) ....rimboccandosi le maniche, con la politica quasi del tutta assente nelle strategie oltre che politiche anche in quelle economiche riuscirono a superare i successivi 10 anni di miseria, giungendo al "Miracolo economico". (questo perchè ognuno poteva aprire una attività commerciale, artigianale senza le "scartoffie" - Vedi questi particolari anni del "MIRACOLO" ---- assieme ai risultati di tutte le Elezioni - città per città > dal '46 al '53 >>>>).
Miracolo che durò però poco, fino a quando i politici iniziarono a legiferare (con intralci burocratici, creando le "annone" comunali, poi provinciali e poi anche regionali) in ogni attività commerciale, imprenditoriale con le loro "caste" nei vari loro "feudi" dispensando mille favori ai loro "amici" allineati al loro partito. Inutili i vari tentativi di colloqui e accordi fra avversari. Prima con Togliatti e Degasperi. Più tardi con Berlinguer e Moro. I tentativi di questi quattro politici furono ostacolati in tutti i modi anche se c'era della buona volontà, e finirono anche piuttosto male. (quella di Moro, già prevista perfino nei particolari ( vedi il profetico film Todo Modo - in Rete ).

Ma da allora andò male anche l'intera politica italiana. - Moro - che infatti stava varando un Governo con dentro i comunisti (inviso non solo dagli americani ma anche dai molti "amici" del suo stesso partito) nelle sue accorate lettere prigioniero nella BR, fu profeta - La politica italiana - sia a sx come al centro, con le sue "caste" nei vari "feudi" si sarebbe avviata alla sua autodistruzione. E infatti si trasformarono in "nuovi padroni", guardando più alle banche e ai capitalisti che non al proletariato.

Il "socialismo" del PCI gramsciano del 1921 non avrebbe mai immaginato negli anni 2000 un Renzi leader di un PC, che (chissà per quale "miracolo") aveva preso alle Elez. Europee il 40% dei voti "ancora ideologici", ma che poi si autodistrusse in un Referemdum (plebiscito) (autoreferenziale, con mire "autoritarie", volendo fare "il Sindaco d'Italia" ), e che poi deluso (chissà perchè infastidito? ma cosa si aspettava dagli italiani?) molla tutto nel 2017 ("me ne vado" "non mi occuperò più di politica") e - fra scissioni, divisioni, polemiche e senza andare a parlare con gli ex amici di partito o a fare un congresso nello stesso - va a fondare un suo "personale" partito dell'1-2% (una bravata ad effetto) che non ha avuto proprio niente da dire agli italiani. Semplicemente perché non ci sono più le vecchie ideologie di Renzi e nemmeno nel PD.

Non ha capito una cosa molto semplice: che favorendo il liberalismo economico, il sistema di mercato, la borghesia parassitaria, le banche, con solo il SUO "pensiero unico" (ma un pensiero unico con gli squali non è mai esistito!) ha distrutto e si è fatto abbandonare da quel zoccolo ideologico che ne costituiva la forza. Nè ha capito le sue stesse plateali contraddizioni: "Intendo assumermi precise responsabilità. È un gesto di coraggio e dignità. Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica".(Repubblica.tv, 12 gennaio 2016).
"Non è personalizzazione, ma serietà. Se io perdo, con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, ma smetto proprio di fare politica".

(Che tempo che fa, 8 maggio 2016). - "Io non sono come gli altri, se gli italiani diranno No, prendo la borsettina e torno a casa". (Quinta Colonna, 25 gennaio 2016).
Ora eccolo ancora lì, con l'1-2%. Non ha fatto i conti con il "fuoco amico"..... perché? - Ma è possibile che i suoi ex amici non lo votano? Ma perché ? Diede lui la risposta!!!.....

....nel "FACCIA A FACCIA", il 9 nov 2016, da MINOLI: dove parla dei suoi difetti e si confessa "Sì, talvolta sono troppo cattivo, un po' arrogante e talvolta impulsivo".
https://www.affaritaliani.it/entertainment/minoli-non-basta-renzi-al-debutto-del-faccia-a-faccia-su-la7-4-di-share-448780.html

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TORNIAMO BREVEMENTE AI FATTI DEL '45

MILANO IL 25 APRILE 1945 ERA ORMAI IN GINOCCHIO


ogni giorno MILANO aveva pianto i suoi morti

uno scempio ......

oltre lo scempio di GORLA dove si vergognò perfino la MORTE >>>>>>>>>>>>>

e ci mancò poco che finisse così...

NON VI FURONO SOLO LE DISTRUZIONI VISTE SOPRA
ma .... VI E' LA OSCURA IPOTESI CHE ....
Le 2 bombe atomiche sganciate sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima
nella Pianura Padana già molto prima se i comunisti avessero tentato il "golpe" aiutati da Est.
(c'era allora ancora Roosevelt ma morto lui il 12 aprile Truman se ci fosse stata pronta la bomba atomica,
lui l'avrebbe usata. Voleva farla finita con la guerra in Italia)
(lo fece poi in Giappone)
(gli esaltati "rossi" italiani aspettavano che la "Bandiera Rossa" sulle macerie sventolasse come a Berlino)
Gli americani temevano infatti che questa era nell'aria con la direttiva n. 16 di Longo ("insurrezione").
E temevano che non solo a Berlino ma anche a Milano avrebbe sventolata la Bandiera Rossa.
I "rossi" italiani attendevano solo il segnale !!!!

"MILANO ATTENDE IL SEGNALE PER L'INSURREZIONE POPOLARE"
"LA BANDIERA ROSSA SVENTOLA GIA' A BERLINO"

Ecco perchè gli angloamericani non oltrepassarono il Po fino al 20-22 aprile.

(con i generali che erano impazienti. Ma loro non erano Politici. Russia e USA stavano discutendo sul dopo !!)

Harris ancora in febbraio apprese qual'era la potenza distruttiva dell'Atomica
e aveva chiesto di usarle subito in Italia.
Avuto il NO perchè non pronte, si accontentò di fare con i suoi soliti borbardieri
e suo carico di bombe
di radere al suolo e fare un massacro a Dresda.

Risparmiando (!!) così Milano che però - lo abbiamo visto sopra - era già quasi tutta distrutta.

vedi il Bomber Harris >>>>>

VOGLIAMO QUI RICAPITOLARE L'APRILE 1945?

A inizio aprile gli angloamericani sono fermi sull'oltrepò. E in Svizzera ci sono già trattative con i tedeschi per una resa (che avverrà poi con Wolff il 24-25).
Si è tutti convinti che in Italia la guerra stia per finire. Le bande partigiane ne approfittano e scendono dai monti e convergono su Milano. Non ci sono quasi più tedeschi, in ritirata, ma ci sono i fascisti e questi per tanti motivi (rancori, ingiustizie e le varie rappresaglia da loro patite nei rastrellamenti) sono i loro UNICI obiettivi.

Prendono in mano la situazione con un Governo provvisorio. Il CLN. Ma la componente comunista ha altre mire, guarda a Est, a Tito e ai Russi (e a dar lor man forte in Italia ce ne sono nelle loro file già 5000 di russi - diranno poi che era "per liberare l'Italia dai fascisti e dai..... nazisti". Che però erano già in ritirata)).
Longo aveva già lanciato la "Direttiva Insurrezionale" a tutti i "rossi".
Tuttavia questa non era una maggioranza tale che avrebbe dovuto impensierire gli angloamericani. Perché erano pochi - solo dopo dissero che erano centinaia di migliaia - Nelle varie "storia della liberazione" quei pochi furono poi esaltati come se fossero "tutto il popolo italiano")

Nell'occasione vi furono invece molti altri italiani, furbi che diedero quasi subito inizio al "voltafaccia" e poi anche alla
"Grande Abbuffata" >>>>> con gli ex beni dello Stato fascista; quasi subito, poi li troveremo anche in prima fila per ricevere gli aiuti del Piano Marshall QUI TUTTI I NOMI >>E CITTA' PER CITTA' >>>

Diciamo solo che Longo e i "suoi partigiani" confidavano ottimisticamente in una spontanea rivolta operaia che sarebbe scoccata, magicamente, da una serie ininterrotta di scioperi e manifestazioni.
(ma se fosse veramente avvenuta il cinico Churchill ci avrebbe riempito i cimiteri com'era avvenuto in Grecia).

Una volta superato il Po, gli angloamericani a Milano il 29 dopo aver visto con orrore a Piazzale Loreto la "macelleria" di "spettacolare bellezza", sciolgono non solo le bande partigiane ma le disarmano. Iniziano a comandare loro. Ai milanesi gli danno i badili in mano, i camion e il pranzo al sacco, per sgomberare notte e giorno le macerie di quello scempio da loro stessi prodotto. Macerie che andranno a formare in città l'attuale montagnola del Monte Stella, superficie di 370.000 metri, alta 50 metri. Dove oggi vi é un Parco e vi nascono i fiori.
A Milano non esisteva più nemmeno un negozio di alimentari aperto. Ci pensarono i "nostri" ora "alleati" a sfamare i milanesi, partigiani di SX compresi. A Piazzale Duomo il cardinale Schuster benediva l'arrivo del "ben di Dio", che era invece il "Ben degli americani". Insomma a Milano si ritornò finalmente a mangiare!! Con lo scampato pericolo dei Russi.

Ma una nuova scampata "guerra civile" che aveva subito spezzato il Paese in due (con qualche comunista che andava dicendo, "per fortuna che abbiamo nascosto le armi")..... ci fu con l' attentato a Togliatti subito dopo le elezioni del '48. A scongiurare una rivoluzione civile fu lo stesso Togliatti invitando i suoi "rossi" di "andare a casa". (ma anni dopo Cossiga, rivelerà "ma anche noi non saremmo rimasti con le mani mano, avevamo anche noi le armi non consegnate al disarmo di Milano". (inoltre era stata anche formata per tali evenienze anche la segreta "forza speciale" "Gladio"!)
Nel '53 la DC va poi al governo con l'appoggio dei fascisti di Almirante. Danno il benservito a De Gasperi (che era contrario a quei voti) e mettono al Governo Pella, che terrorizzato da una imminente invasione di Tito a Trieste, mobilita l'esercito e fa anche i richiami dei congedati. Volato in America, fa un annuncio che lascia sconcertato perfino lo stesso cinico Truman. Pella ha affermato
"Se occorre utilizzare la Bomba Atomica in Veneto utilizziamola pure se è per sbarazzarsi dei "rossi" italiani assieme a quelli di Tito". Truman a quel punto invitò invece il Governo Italiano a sbarazzarsi di Pella; Truman è per l' "Atomo per la pace". Anche se lui ha dato inizio alla"Guerra Fredda". I Patti di Yalta dovevano essere rispettati !! Non era più l'aprile del '45 quando se l'atomica fosse stata disponibile lui forse avrebbe accontentato Harris.

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TORNIAMO UN PO' INDIETRO

Nel 1943 Badoglio alla radio comunicò alle ore 19,45 dell'8 settembre del '43 l'armistizio (che non era un armistizio - fu lui a chiamarlo tale, ma era una "Resa incondizionata" con consegna delle 3 armi ) in segreto già firmato il 3 settembre).
Ma nello stesso giorno 8, la "Resa" era già stata comunicata al mondo da Eisenhower via radio Algeri alle 17:30. Hitler attraverso la radio-algeri lo apprese prima ancora degli italiani. La sera stessa alle ore 20 i tedeschi scesi dal Brennero erano già a Bolzano. Dove qui dalle caserme con i soldati rimasti senza comandanti, prima li rinchiusero dentro lo stadio quelli di lingua italiana, poi li deportarono in Germania. Ma non i sudtirolesi, affiancati ai cosiddetti per loro "liberatori".

Ecco il testo di Badoglio in Radio alle 19,45 : "Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza". Ma non dice chi ora sono i nemici !!

Ma già il 25 luglio, dopo l'arresto di Mussolini e lo sciogliento del partito fascista, aveva detto "divieto di costituire qualsiasi partito; tassativamente vietato far uso di distintivi, emblemi, e ogni altro vessillo. Unico emblema nell'ora attuale che deve riunire ed affratellare tutti gli italiani è quello della bandiera tricolore" (Badoglio - Dalla prima pagina, Gazzetta del Popolo del 30 luglio 1943)

Ma poi dopo l'8 settembre nell'ora più critica, che doveva riunire ed affratellare tutti gli italiani, proprio chi aveva invitato ad affratellarsi e portare la bandiera tricolore, all'alba del 9 si era dato a una ignobile fuga.
(qui tutti i particolari del "Gran Pasticcio" dell'8 settembre >>>>

ed anche "L'ambiguo 8 settembre" >>>>>>>>>>>

QUI "La resa, la DIFESA (mica tanta) DI ROMA, e la fuga >>>>>>>>>>>>>>>>>>>

E poi danno tutta la colpa agli italiani, "fascisti" e "antifascisti"; diventati in quel momento entrambi gli ultimi della ruota del carro!!!

FACCIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI
PRIMA DI PROSEGUIRE

 

LA PRIMA E' QUESTA:
L'ENTRATA IN GUERRA:

La dichiarazione di Guerra alla Francia, Mussolini la dichiarò dal balcone a parole, ma il vero e proprio atto formale lo fece Vittorio Emanuele III. Lui ne aveva tutte le facoltà di poter decidere, senza l'approvazione nè di Mussolini né del suo Governo fascista. Poichè occorre tenere presente, che in politica estera, la Corona godeva di una larga autonomia, consentita dall'art.5 dello Statuto Albertino, ancora ispirato a princìpi assolutistici. (qui viene riportato l'originale >>>>>)
In particolare l' Art. 5. - Il RE ha il potere esecutivo. E' Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di pace o di alleanza" . - E'
l'Art. 65. - Il Re nomina e revoca i suoi Ministri .

Questi princìpi V.E. III li usò proprio nel 1940 (quando andava dicendo in mezzo ai suoi generali leccapiedi: "chi è assente ha sempre torto") Princìpi che usò per "entrare" in guerra "a fianco" della Germania, e (ricordiamo ma è noto) che poi usò lo stesso art. 5, per "uscirne" il 25 luglio 1943, quando destituì e fece arrestare Mussolini.
Tutte le dichiarazioni di guerra furono sempre dichiarate e firmate da V.E. III. (compresa quella dichiarata paradossalmente alla fino allora "alleata" Germania, fatta però solo il 13 ottobre del '43, (ma su invito fatto dagli USA) quando ormai il potere era tutto in mano angloamericano sbarcato in Sicilia.
Ma lui il Re- ci vendette agli americani - voleva salire sul carro del vincitore, chiamandoli "alleati". Quelli che poi bombardarono l'Italia per 2 anni, fino all'aprile del 1945 e che avevano sempre rifiutato - compreso a Parigi alla Conferenza di Pace - (COSI' NEL TESTO ORIGINALE >>>>>> ) di chiamare "alleati" gli Italiani. Dove anzi precisarono - proprio a Parigi - che il cosiddetto "armistizio" così tanto decantato dagli italiani non era tale ma una vera e propria "RESA INCONDIZIONATA CON LA CONSEGNA DELLE TRE ARMI" - Era la Resa - dissero e ribadirono - di un "Nemico" !!.


Ma una dichiarazione di guerra firmata dal Re fu anche quella fatta nel 1915 ignominiosamente all'Austria - annullando la neutralità - stracciando i patti di alleanza da 30 anni firmati e da lui sempre rinnovati. Lui in gran segreto perfino dal governo con l'ebreo SONNINO. Quest'ultimo si era recato a Londra a firmare il famoso "Patto di Londra" con la "triplice Intesa" alleandosi con Inghilterra, Francia, Russia per dichiarare guerra all'Austria.

Alla notizia l'Imperatore e il Kaiser diedero al Re del "farabutto", del "vigliacco", dello "spergiuro".
Cadorna era già pronto a Verona con le sue truppe da inviare sul Reno in Germania per difendere l'Austria; ma arrivò il contrordine: dovette invece assalirla !!!!!!!
Il resto è noto (solo in parte) con tante nostre celebrazioni per la vittoria sull'Austria. Con il "contentino" dato a Parigi. Ma che alla fine la nostra vittoria risultò essere solo una "Vittoria Mutilata".
Ci guadagnammo solo l'Alto Adige (nemmeno contemplato da Wilson nelle sue linee di spartizioni). Fu invece invaso dopo un pretustuoso attacco ad Ala. Mentre il Trentino era già stato offerto all'Italia prima dell'inizio delle (improvvise e inaspettate) ostilità volute da Sonnino.
La poi tanto celebrata vittoria la ottenemmo dopo aver fatto morire al fronte 600.000 italiani.
La beffa fu poi che proprio alla conferenza di Pace a Parigi, Sonnino nemmeno vollero ascoltarlo, i suoi patti erano carta straccia; Wilson fu esplicito " in quei patti io non c'ero, io non ho firmato nulla, quindi quei Patti non valgono nulla"!!

 

Nella 1a G.M. ecco cosa aveva scritto il Re
"l'Italia osserverà verso i suoi alleati un'attitudine amichevole, rispondente al Trattato della Triplice Alleanza"...........
poi gli voltò le spalle e si unì alla Francia e Inghilterra.

Nella 2a G.M. dopo l'8 settembre con una RESA già firmata il Re scrisse a Rahn .....
"confermo la decisione di continuare a combattere fino alla fine a fianco della Germania,.... dica al Fuhrer che l'Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte".
Poi - anche qui - gli voltò le spalle e si unì agli angloamericani

LA REALTA' E' QUESTA

* Nel '15-'18 il Re ci vendette agli Inglesi e francesi,
* nel 1940 il RE ci vendette ai tedeschi,
*
nel 1943 il Re ci vendette agli americani.

IL RE CON LA SUA AUTORITA' E LE SUE PREROGATIVE
POTEVA DESTITUIRE, ARRESTARE MUSSOLINI
QUANDO E COME VOLEVA
ED E' QUELLO CHE POI FECE IL 25 LUGLIO.

MUSSOLINI DUNQUE
NON POTEVA DICHIARARE NESSUNA GUERRA

LA DICHIARO' IL RE ASSIEME A TUTTI GLI ITALIANI ALLORA TUTTI FASCISTI
(gli imprenditori, tutta la stampa, e anche dentro i GUF i futuri uomini politici dal dopoguerra, fino al 2000)

(uno che a quanto pare sapeva, era Palmiro Togliatti,
che all'indomani del 25 aprile, sapeva chi era stato il vero responsabile della sciagurata guerra
al Re gli voleva dare la giusta punizione. Ma gli "alleati" si voltarono dall'altra parte).
Togliatti avrebbe visto volentieri con i "macellai" di Piazzale Loreto
appeso anche lui. Anzi doveva lui essere il primo!!

INOLTRE RIGUARDO ALLA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI

Non fu Mussolini tantomeno i fascisti a fare la deportazione nel ghetto di Roma, (il rastrellamento fu fatto il 16 ottobre del '43) e non vi partecipò nessun italiano; fu Kappler a escluderli, perchè considerati "traditori"
quindi non era presente nessun fascista, nemmeno uno dei 150.000 "arditi".
Del resto Mussolini fin dal 25 luglio era già decaduto e il Partito fascista era stato disciolto.
Mentre il nuovo governo del 25 luglio - il RE e Badoglio - non avevano
affatto abrogato ma avevano tenuto in vigore le Leggi Razziali.
Ne tantomeno l'avevano abrogata prima di darsi alla fuga l'8 settembre.

Tuttavia prima - anche se c'erano le Leggi, gli italiani
(anche se si vuol far credere che erano tutti antisemiti, e far ricadere tutte le colpe agli italiani )
non avevano mai infierito sugli ebrei (furono solo messi in disparte dai posti pubblici).
Fino al 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male.
Fino a quando i tedeschi a Roma il 16 ottobre intervennero nel ghetto.
Solo con il "tradimento" dell'8 settembre i nazisti usarono le maniere forti e le deportazioni.
Al nord alcuni fascisti della RSI si unìrono ai Nazisti per dare la caccia agli Ebrei facendo i rastrellamenti.
Ma spesso erano delle delazioni di fanatici fascisti repubblichini, o fatte per denaro..

Ma le delazioni ci furono anche negli stessi ebrei a Roma nel Ghetto.
Per incassare la taglia dai tedeschi non esitarono a fare delazioni per quelli che si erano nascosti
indicando i loro nomi e indirizzi di facoltosi ebrei che abitavano non al Ghetto ma a Roma.
Famosa una giovane ebrea !!!! (amante di un fascista) che diventò una attiva delatrice (!!!)
CELESTE DI PORTO ne fece arrestare 20. Che finirono poi alle Ardeatine !!!

 

Del resto traditori c'erano anche fra i fanatici fascisti, verso altri fascisti. Il fascistissimo Galeazzo Ciano
(anche se indicato futuro "successore" di suo suocero) finì fucilato a Verona dai suo stessi ex amici.

 

Quanto ai campi di concentramento in Germania e in Polonia, lì i deportati,
ne morivano a centinaia, a migliaia. Di ogni nazionalità.
Lì morivano per l'età, per la fame, per il freddo, per malattie varie, polmoniti, tifo, malaria.
Per smaltire tutti quei cadaveri allestirono dei forni crematori.

Anch'io quand'ero a Chieti, dove prima morivano 1-2 persona al giorno
a fine '43 e inizio '44 - con 100.000 sfollati in città, ne morivano 30 al giorno.
Mio nonno che aveva una falegnameria, tutti i giorni era impegnato a fare con 4 assi
numerose e semplici casse da morto. Poi con i carretti tirati a mano (anche della "Nettezza Urbana")
si portavano al cimitero di sant'Anna spesso in una fosse comune di 10-15 salme.
Non avevamo ancora gli utili forni crematori. Dove oggi invece si paga per farsi cremare.

MA OLTRE A QUESTE IMPRESE "REALI" VI E' ANCHE
LA "BEFFA" SUL PATRIMONIO NON LASCIATO DALLO STESSO RE

(i particolari du queste pagine......>>>>il tesoro del Re >>>>>>
)

"La causa (BEFFA) trae la sua origine nella XIII disposizione transitoria della Costituzione, varata nel dicembre 1947. Una disposizione che si  articolava in quattro punti: al 3° si avocavano allo Stato repubblicano tutti i beni della decaduta famiglia reale sul  territorio nazionale.
Ma poiché Vittorio Emanuele III è morto il 28 dicembre 1947, e la Costituzione è andata in vigore il 1° gennaio 1948, lo Stato per
sole 38 ore e 30 minuti. !!!!! non ha potuto avocare  tutto il patrimonio di Vittorio Emanuele ormai appartenente agli eredi e quindi non avocabile.
Inoltre ai Lloyds di Londra, vi era depositata una assicurazione sulla vita accesa oltre 50 anni prima da Umberto I. (che erano   diventate con gli interessi 3 miliardi di lire) erede beneficiario era suo figlio Vittorio Emanuele III che però non volle mai ritirare,   lasciò la somma in deposito a Londra, né ritenne di doverla mai trasferire in Italia,  neppure  quando proprio lui firmò la dichiarazione guerra contro l'Inghilterra.

LA BEFFA FU COMPLETA.

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Riguardo alla declamata "DIFESA DI ROMA", dopo la fuga del Re e di tutto il suo Quartiere Generale, abbandonando l'interro esercito italiano; il giorno dopo un migliaio di partigiani comunisti
si vollero ribellare agli occupanti tedeschi, ma era una follia....

..... scontrarsi con l'efficente apparato militare tedesco. Ci furono solo scaramuccie di alcuni
rimettendoci anche la vita; e si svolse per qualche ora nella totale indifferenza dei romani.
Tra un ferito e l'altro qualcuno non interessato e nemmeno curioso (non il solo)
ben vestito trova anche il tempo di guardare dall'altra parte (vedi a SX) e fumarsi una sigaretta.

Finita la "follia" nella stessa sera, tutti i cinema e i teatri della capitale erano aperti.
Calvi di Bergolo (lasciato il 9 a Roma dal Re, degno erede) non trovò di meglio il giorno dopo (il 10)
di consegnare i residui reparti militari italiani ai tedeschi aggiungendo pure che .....
"era non solo patriottico ma era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".
!!!!!!!!

Cosa avrebbero potuto capire tutti gli altri italiani?

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L'ANTIFASCISMO

I fascisti erano da combattere con alcuni antifascisti che nacquero nel '43, proprio all'indomani dell'8 settembre. Soprattutto se erano di sinistra.
Questi ultimi, fascisti lo erano stati da un ventennio. Ma - benchè fossero fascisti - non erano tutti criminali. Perché fino allora gli italiani erano stati tutti fervidi fascisti. Nel '34 al plebiscito, fascisti lo erano
il 99,85%.

Quanto ai "Partigiani" ("antifascisti") furono tutti quelli che non si presentarono alla chiamata alle armi nel nuovo governo a Nord, nella RSI, e quindi dichiarati "disertori" che in base alla convenzione militare di tutti i Paesi, erano passibili di fucilazione. Nè mai questi partigiani furono dagli angloamericani considerati "alleati". Infatti per prima cosa quando liberarono Milano il 29 aprile '45, imposero la consegna della armi e lo scioglimento di tutti quei gruppi che si consideravano loro i "liberatori".
Partigiani considerati veri "alleati" degli angloamericani
furono solo quelli del gruppo sorto in Abruzzo lo stesso giorno dell'8 settembre 1943, detti i "Patrioti della Maiella" (l'unica formazione decorata con medaglia d'oro al "Valore Militare).
Ma poi alla fine della guerra, i partigiani si considerarono (soprattutto a sinistra) un po' tutti (Parri dice un milione di "scorie") perfino quelli che avevano ancora il ciuccio in bocca. In seguito - e fino ad oggi - anche quelli che non erano ancora nati dai loro nonni e padri tutti ferventi "fascisti", rarissimi gli "antifascisti soprattutto dopo il '36 quando ad ammirare Mussolini erano un po' tutti nel mondo. Americani e Inglesi.

(anche nella Prima Guerra Mondiale ci furono 5-600.000 disertori, ma non salirono sulle valli, ma scapparono all'estero).

"Fascisti" erano tutti gli italiani. TUTTI !! Anche con nomi eccellenti
Lo era Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Aldo Moro, Indro Montanelli, Pietro Nenni, Pietro Ingrao, Pintor, Alessandro Natta, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Carlo Bo, Emilio Taviani, Giorgio Almirante e tanti altri: erano 21enni che avevano vissuto il "Ventennio" partecipando alle manifestazioni del regime, frequentando le Università (GUF) e anche scrivendo in diversi fogli fascisti.
(molti li ritroveremo dal dopoguerra in poi (fino ad oggi) nelle file del PCI, della DC, del PSI ecc.)
Furono questi, assieme agli altri italiani, giornalisti, borghesi, industriali ecc. a sollecitare Mussolini, prima la Guerra in Somalia, poi a voler intervenire (
"perché ci siamo alleati a fare?") all'ultimo momento a fianco di Hitler nella sua ormai quasi vittoriosa guerra in Francia. E prima di tutti fu proprio il RE con il suo "gli assenti hanno sempre torto".
Hitler, dopo la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Austria, e aver resa anche una Inghilterra inerte, stava dominando e egemonizzando l'intera Europa. A quel punto scattò l'allarme!! In primis in USA. Ma come fare per intervenire? Hitler in mare - alle navi che rifornivano l'Inghilterra - aveva evitato ogni incidente.

Ma cosa sarebbe accaduto in USA, visto che ancora nel '40 tutti i suoi problemi della "Grande depressione" non erano stati ancora risolti? In più il popolo americano non voleva una guerra in Europa (il 90% !!)
A convincere i riottosi americani a intervenire in guerra ci fu
oscuro attacco a Pearl Harbour > > del 7 dicembre del '41. Oltre a dichiarare gli USA guerra al Giappone, dopo aver violato il principio di reciproca neutralità - che la Germania aveva fino allora rispettato non volendo incidenti - navi americane aprirono il fuoco contro sommergibili Tedeschi creando così dal 10 dicembre in poi un reciproco stato di guerra tra i due Paesi.
Ma anche l'alleato Mussolini (ormai succube di un Hitler) il giorno dopo dal balcone di Palazzo Venezia
davanti a una folla festante che applaudiva annunciò la impari e sciagurata di guerra contro gli USA.
(Il giornalista, Ansaldo, con ironia, scrisse : "Ma il Duce l’ha mai visto l’elenco dei telefoni di New York? Qui ci sono 1.072.889 apparecchi, negli Stati Uniti 21.679.000 mentre nell'intera Italia 333.007. In USA vengono immatricolate in due giorni le auto che noi immatricoliamo in un anno. In un solo mese producono l'armamentario che in Italia invece abbiamo realizzato dal 1939 in poi" )

Sappiamo - vedendo le altre nostre pagine - come andò a finire con l'attacco alla Francia, con già Hitler alle porte di Parigi. E come finì la sciagurata guerra fatta poi alla Grecia (voluta soprattutto da Ciano, con mire incofessabili, voleva lui fare il Duce. (fu infatti proprio poi lui - assieme al Re - che appoggiò il 25 luglio la distituzione di Mussolini). Con gli USA ormai alle porte. (un appoggio dato alla destituzione di suo suocero che poi Ciano pagò caro - fu fucilato a Verona).

Qualcuno (poi pentito dell'appoggio dato a Hitler in Francia) stava già tramando a Roma dentro le Stanze Reali,
fin dal 13 maggio '43, dove proprio il Re scriveva "
Bisognerebbe pensare molto seriamente alla possibile necessità di sganciare le sorti dell'Italia da quelle della Germania».
(QUI tutto il documento chirografato originale del Re >>>>>>)
(questo "complotto" andrà poi a segno il 25 luglio, e proprio dentro Casa Savoia con l'arresto di Mussolini.
Ciano sperava di prendere il suo posto. Ma commise il grande e clamoroso errore di rifugiarsi
Lui e sua moglie Edda dai tedeschi a Monaco con Mussolini liberato al Grann Sasso, e i tedeschi diffidenti (lo crediamo bene) nei suoi confronti lo consegnarono ai vecchi ex amici. A Verona lo processarono e lo fucilarono per "alto tradimento". Finì così a 40 anni l'uomo che aveva tante ambizioni).


Eppure quando poi il 9 luglio '43 gli americani sbarcarono in Sicilia, a Feltre il 16 luglio con un Mussolini mogio mogio che incontrava Hitler,
il Generale Ambrosio, chiese al Comando Tedesco l’invio in Meridione di alcune divisioni per fermare gli angloamericani. Erano questi i considerati "invasori" i "nemici", forti di 2 590 navi di ogni tipo e 4 900 aerei di cui 3 200 bombardieri che non risparmiarono con le loro bombe le città siciliane (ma in seguito anche tutte le città italiane). Pochi giorni di battaglie e in Sicilia ci fu la resa totale agli "invasori".

Che furono però accolti come "liberatori" e visto che l'Italia era divisa in due, dopo un paio di mesi i "separatisti" (leader del M.I.S. era Finocchiaro Aprile) volevano perfino una "Stella" cioè diventare uno Stato Americano. (vi erano già le bandiere con lo stemma siciliano e la stella statunitense; a New York si stampava perfino una rivista siciliana con la stella con un nome abbastanza singolare "Nuovo Mondo".
Il nuovo "Colombo" (questa volta all'incontrario) era Charles Poletti (Detto il "Padrino" -
nella foto a dx ). Governatore militare statunitense della Sicilia col grado di Colonnello.
Fu lui - nell'ambiguità del tempo - a "scoprire" la Sicilia e a favorire con i boss in Usa lo sbarco
sull'isola .


I separatisti del resto avevano anche delle buone ragioni;
il 19 ottobre 1944, a Palermo le truppe badogliane (del Regno del Sud) spararono sulla folla causando un massacro: 30 i morti, 150 feriti, migliaia gli arresti).
QUI IL RESOCONTO E I PROCLAMI DI QUEI GIORNI >>>>>>>>>>



Il 29 agosto Eisenhower atterrò a Catania accolto da Montgomery. Poi lo stesso Montgomery iniziò a risalire dalle Puglie la penisola verso Pescara, per cacciare i "nostri alleati" tedeschi che erano - perchè chiamati dall'Italia a Feltre - accorsi per impedire lo sbarco in Sicilia dei "nemici" (poi chiamati "alleati").
( più dettagli di questo periodo - compresa la famosa....
"FUGA" dei reali..... dove abitavo io >>>>

Nel frattempo il 3 settembre l'Italia a Cassibile stava firmando l'armistizio, reso poi noto solo il giorno 8.
Ma se non lo firmavano vi erano già cinquecento aerei pronti per bombardare Roma.
Ma non era un "armistizio" ma una "Resa incondizionata" con "disarmo totale" cioè la consegna ai "VINCITORI" delle 3 armi, Esercito, Aviazione, Marina. ("nemici" dunque disarmati altro che "alleati" !!! )

Ma si può ben dire che da quel giorno del '43 iniziò la vera guerra in Italia, con i bombardamenti delle varie città, e la formazione della RSI in Alta Italia, che diede inizio - con le diserzioni nella stessa - alle bande di partigiani. La lotta si trasformò in guerra tra italiani ex fascisti con quelli che erano diventati improvvisamente "antifascisti".
Poi gli italiani visto che gli angloamericani vincevano e avevano una gran fame, via via montarono sul "carro dei vincitori", che impropriamente (ma loro non l'avevano mai acconsentito) chiamarono"ALLEATI".
Questi poi appena giunti a liberare Milano, il 29, per prima cosa chiesero il disarmo delle "Bande di Partigiani" e la consegna delle loro armi. ( altro che "alleati".)
La cosiddetta "Liberazione" fu fatta insomma dagli Angloamericani !!!!!!!!
Il cardinale Schuster
(lui che fino allora aveva sempre benedetto i gagliardetti fascisti, e fatto tante Messe ai soldati in partenza per l'invasione dell'Etiopia, della Francia e della Russia) iniziò a benedire a Piazza del Duomo, i camion di aiuti alimentari, chiamandoli "Doni di Dio", ma erano invece semplicemente doni americani.

Alla Conferenza di Pace a Parigi >>ORIGINALE QUI >>, dove
l'italia non fu nemmeno invitata a partecipare, i "Vincitori" seguitarono a chiamare gli italiani "Nemici". Non "ALLEATI" !!!




Nel '43 vi furono nelle stesse file fasciste della RSI anche degli antifascisti. Ma nella costituzione della RSI, a fianco degli alleati nazisti (altrimenti la diserzione veniva punita o vi erano ritorsione nei loro congiunti), i fascisti erano chiamati a fare i rastrellamenti dei disertori (partigiani); ma alcuni di questi aggregati come (improvvisati) giustizieri di italiani a quel punto disertarono dandosi pure loro alla macchia, fuggendo sulle montagne aumentando così il numero di partigiani.
Perfino quando alcuni reparti di italiani furono inviati in addestramento in Germania, al loro rientro in patria, molti di loro disertarono e andarono ad ingrossare le file di partigiani. (e paradossalmente molti anche a morire nei rastrellamenti fatti da nazisti affiancati dai fanatici italiani fascisti della RSI).

Perfino Serse, il fratello del già famoso Fausto Coppi, che era stato costretto - pena la deportazione in Germania - a prestare servizio nella RSI, il fratello Fausto si trovò a dare la caccia a suo fratello.

A fare il partigiano come disse Ciampi (pure lui disertore) "esserlo, fu istintivo" era il non voler combattere i propri connazionali. Ma anche i Repubblichini dissero quasi le stesse cose che "era istintivo" nel voler rimanere nei ranghi di quel partito che li aveva allevati fin dalla nascita, e che era un disonore rompere quel giuramento che affermava "ad ogni costo difendere la Patria". Insomma non volevano rinnegare pure loro quell'impegno.

Se Churchill voleva che gli italiani si azzannassero tra di loro, era perfettamente riuscito nell'opera.
Certi padri iniziarono a dare la caccia ai figli che avevano allevato, e i figli a dare la caccia ai padri che li avevano traditi dopo aver per vent'anni insegnato contro chi bisognava - per fare l'Italia forte - "combattere e morire".

Del resto in questo periodo '43-'45 i nemici, gli aggressori, erano gli "angloamericani" che bombardavano senza sosta le nostre città. E quindi -per alcuni - era anche questo "istintivo" combatterli. Anche se alcune bande di partigiani furono a inizio '45 più impegnati contro alcuni fascisti che non contro gli stessi nazisti (già in fase di resa). (la canzone allora era "Bella Ciao" (una vecchia canzone del 1918, quando avevamo "vinto" dopo - con il voltafaccia di Sonnino- aver invaso la nostra ex alleata Austria) che termina dicendo che combatte contri gli "invasor". Ma non si era ben capito nel '43 chi erano gli "invasor", i tedeschi? (che noi avevamo chiamato in Italia) o gli americani sbarcati in Sicilia e che avevano inziato a bombaradre tutta l'Italia?
I nazisti stavano ormai ritirandosi, gli angloamericani considerati capitalisti invece minacciavano di prendersi quell'Italia che i comunisti volevano con una rivoluzione far diventare bolscevica, al grido "via i padroni", "il proletariato comandi!" -
Il giornale che vedremo qui più avanti non aveva dubbi;
"E' a Mosca che si gettano le basi della Nuova Europa"!!

(questa ambiguità - oggi anno 2019 - c'è ancora nelle nostre piazze, dove si canta ancora "Bella Ciao", ma non si capisce chi siano gli "invasor" se gli italiani che la abitano e bisogna cacciarli e mandarli a vivere nelle grotte (come durante la discesa dei barbari) , oppure le centinaia di migliaia di profughi che non si devono cacciare ma accoglierli e che stanno sempre più entrando in Italia e che gridano "siamo anche noi italiani", "questa é la mia terra", "voglio la cittadinanza", "voglio pane lavoro e soldi" !!! "Presto saremo anche noi al Governo"!!

Quanto detto sopra fino a quando gli angloamericani (con le potenti risorse) non diventarono "invasor" come si disse quando sbarcarono in Sicilia; ma poi questi vincevano, ed allora dalla sera alla mattina li chiamammo non più "invasor" ma "alleati".

ALLEATI? lo stesso Eisenhower alla firma - detto "armistizio" - ( era questa invece "una resa incondizionata" con consegna delle 3 armi) non prevedeva nessun passaggio al loro fianco, perché considerava questa una decisione contraria al codice d'onore militare. Cioè rifiutava (diffida più che lecita) chi fino al giorno prima, il suo nemico per opportunismo montasse sul loro carro, il carro del vincitore. (questa era del resto una logica vigente in ogni esercito).
Ma sappiamo come andò a finire. Ci considerammo noi "alleati " e perfino anche "liberatori".

Poi seguì anche la farsa. Indottrinati dall'ex fascismo (soprattutto dentro i GUF) furono tutti quelli che poi (con vari compromessi - e amnistie) andarono al potere politico come capi di partiti, nel Governo, ed anche come emeriti Presidenti della Repubblica (fino ad oggi, visto che abbiamo ancora un Giorgio Napolitano che non fece la Resistenza "non feci la resistenza perché ero nei GUF".

(ma in "LA GUERRA FASCISTA >>>> leggeremo anche tutti i nomi degli altri che troveremo con la nuova pelle di "antifascisti", subito, ma anche nel corso degli anni successivi fino ai nostri giorni.

 

Con anche un paradosso nella stessa SEGRE'. Proprio LEI, che tornata viva da Auschwitz, si era sposata nel '55 con Alfredo Belli Paci un fascista, convinto anticomunista, che Almirante nel '79 lo candidò nelle liste forti, di credenti, identitari al fascio mussoliniano. INSOMMA UNA PARADOSSO !! UNA INCOERENZA!!! DELL'INCREDIBILE !!
(ne parliamo più dettagliatamente a metà di queste pagine >>>>>



Ci sarà forse un fascismo vivo forse nella memoria di pochi nostalgici, che è sempre evocato a sproposito dagli antifascisti. Fino al punto che a distanza di 70 anni c'é più un ossessionato fascismo nella mente degli antifascisti che non in quella degli stessi fascisti. Che non esistono più, perché gli antifascisti di oggi non lo hanno nemmeno conosciuto il fascismo, perché non erano ancora nati. E quelli di allora - i partigiani - erano nemmeno 1 su 500 italiani. (lo scrive Parri !).
Ma sembra quando la Segré va predicando fra i ragazzi delle scuole che questi debbono odiare i parenti perché lo ha stabilito lei ricordando le nefandezze di alcuni di loro. Molti ragazzi nelle foto degli album di famiglia se trovano i loro bisnonni, nonni e padri vestiti da squadristi o da figli della lupa, come dovrebbero guardarli sputandogli sopra? Ma la Segrè insiste, sponsor la sinistra, si indigna per il ritorno del fascismo. Suo marito se non si fosse ritirato nel MIS
nel 79 perchè aveva preso pochi voti (dato il clima del '79) se ci fosse rimasto con il successo che ebbe il nuovo MIS in seguito, chiamato AN da Fini, l'avremmo ritrovato al suo fianco con Berlusconi nel '94

In Italia prima del '38 non ci fu mai una persecuzione né una deportazione degli Ebrei. Tutto iniziò dopo la caduta di Mussolini, a partire dal Ghetto di Roma fatto il 16 ottobre 1943 dai nazisti. In seguito nella RSI a Milano, ma sempre dai nazisti, forse con qualche fanatico fascista (ma anche al Ghetto c'erano fanatici ebrei fascisti che facevano delazioni su i loro amici ricchi ebrei. Ho detto a Milano non fascisti; infatti quando la Segrè rientrò in italia, si innamorò e sposò proprio un fascista, che era un fanatico anticomunista, che entrò nelle file del nuovo partito di Almirante, che lo candidò alle elezioni nella sua lista; dove però ottenne l'ultimo posto; lui diede la colpa ad Almirante di averlo messo ultimo nella lista; prendendo solo una manciata di voti, infuriato iniziò lui e la moglie ad avere simpatia a sinistra, diventando ovviamente antifascista. (non ebbe la pazienza di aspettare la risalita del MSI-AN di Fini nel 94, che con Berlusconi (pur fervente anticomunista) avrebbe senz'altro avuto qualche sognato incarico. (Belli è poi morto nel 2008).
Mussolini (e il Re le firmò) varò le famose Leggi Razziali solo per non avere nei posti di comando, nelle banche, nelle scuole e nelle istituzioni gli ebrei che erano simpatizzanti della sinistra. Pericolosa per l'appoggio che i 5,5 milioni di ebrei avevano dato ai russi, nella Rivoluzione del '17 , ma soprattutto
perché avevano dichiarato ancora nel 1933 la Guerra alla Germania (Hitler non contava ancora niente, era salito al governo da pochi giorni) .....

.....e la volevano strangolare non solo economicamente ma volevano annientare il popolo germanico con una deportazione di massa, ed evirare tutti i tedeschi;
"Per salvare l'umanità la Germania deve morire.

Per questi allarmanti motivi e anche perché in Germania non avevano dimenticato che un ebreo, nel 1915, aveva fatto scatenare una guerra mondiale, dopo che l'ebreo SONNINO, all'insauta del Parlamento italiano, si era segretamente alleato con Francia, Inghilterra e Russia, per dichiarare improvvisamente guerra all'Austria e alla stessa Germania, nonostante l'Italia avesse dichiarato giò da un anno la sua neutralità ed erano ancora in vigore i trattatti dei Savoia con l'Impero Austo-ungarico.
Quel "voltafaccia" fu una tragedia quando la guerra si estese su tutto il mondo, causando 50 milioni di vittime. Alla conferenza di pace che seguì a Wersailles - l'italia che andava dicendo che avevo vinto la guerra - fu trattata a Parigi da "nemica". Abbandonò perfino la Conferenza. E quando ci rientrò per avere i suoi compensi, ottenne quasi nulla. Wilson fece lui le sue spartizioni, e non come le aveva decise Sonnino con il "Patto di Londra". L'Italia ottenne solo Trieste. Ed anche il Trentino (che però era stato già offerto all'italia dall'Austria nel '15 se rimaneva neutrale. Mentre poi si prese anche l'Alto Adige con una inopportuna invasione da Salorno fino al Brennero, mentre a Padova era stata già firmata la resa, e che mandò in bestia Wilson, che aveva invece deciso che il Sud Tirolo doveva rimanere del tutto autonomo. Risultato: morirono 650.000 italiani per ottenere quasi un nulla. Altro che "Vittoria", che si chiamò poi "mutilata". Ottenne ZERO, innescando le ostilita degli Alto Atesini che dal '60 in poi avevano scatenato il "Terrorismo Altoatesino".

QUESTI I FATTI, avvennero prima dell'apparizione di Hitler sulla scena Europea e mondiale.
Nulla ancora a vedere nemmeno con la successiva nascita - che però la favorì - del Fascismo di Mussolini - che nel '19 aveva però sfruttato il malcontento degli italiani tornati da quella "guerra infame" che li aveva usati e poi abbandonati al loro destino di "nullafacenti" e i continui scioperi inconcludenti delle "Settimane Rosse" della sinistra, che si era divisa in tante correnti, fino alla nascita del PCI nel '21..

Un antifascismo odierno fatto a vanvera nella "nuova" sinistra che é oggi presente non nel proletariato, non nei sobborghi delle città, ma nei rioni bene delle grandi città, o a Capalbio, e che sono presenti nei mercati finanziari e nelle banche. Che non ha più nulla a che vedere con la sinistra del '43-'48. Tantomeno con il così tanto amato bolscevismo, che voleva essere "Socialismo Sociale" la lotta alle "disuguaglianze". (oggi se lo aspira lui Salvini e va a lui a Mosca, apriti cielo, è un pericolo per l'Italia. Un tradimento!!)
Il "Socialismo Sociale" con in Russia Stalin era diventato solo una UTOPIA.
Adriano Olivetti, che fu un rivoluzionario scomodo a sinistra come a destra, si diede da fare dentro nelle sue fabbriche inaugurando il “capitalismo dal volto umano”. E a proposito di UTOPIA, proprio lui scrisse "Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare"

Compromessi vari e amnistie fecero il miracolo, del "vogliamoci tutti bene". E su questo miracolo ex fascisti e antifascisti vi si adagiarono. Convivendo. Anche se ci furono alcuni periodi "caldi", come il '68, e la "strategia della tensione" degli anni '70-78. Rientrata poi con il "riflusso".

Oggi il "populismo" ricorrente in certe segreterie di alcuni partiti, anche questo viene chiamato con disprezzo fascismo. Dimenticando la sinistra che fu proprio il movimento populista - con la Rivoluzione d'Ottobre a dar vita al bolscevismo in Russia (erano allora 5,5 milioni in Russia , "buttando fuori a calci i zaristi e chi stava al potere" con il motto " il potere al popolo". Ma che subito dopo diventò "Il potere a Stalin", che volle anche sbarazzarsi di tutti quegli - a lui ostili- ebrei che avevano resa possibile la Rivoluzione del '17. Voleva comandare solo lui, e iniziò - con gli ebrei ribelli- a fare loro terra bruciata - il primo - dopo che era morto Lenin - fu Lev Trockij, uno dei capi ebrei. - Stalin iniziò la epurazione degli ebrei inviandone 2 milioni nei campi di eliminazione di Auschwitz-Birkenau in Polonia. La Segrè questi li ha dimenticati, alla sinistra italiana l'antiebraismo di Stalin a lei a i "rossi" è del tutto sconosciuta.
(sulla Segré vedi questa singolare pagina >>>>>

Dimenticato anche che "fascisti" era un becera nomina data nel 1890 - proprio a quelli della sinistra barricadera che lottava contro i "Padroni" con le barricate. Questo prima ancora della nascita di Mussolini. Ed anche dopo nato, fu anche lui nelle file della sinistra a fare il "fascista". Nomina che poi gli rimase - impropriamente e paradossalmente - quando fu lui schierarsi contro una sinistra poco sociale.

Questi antipopulisti nostrani oggi non esaltano più le virtù naturali del popolo, ma vogliono con lo stesso populismo crearsi un "idea forza" scagliandosi contro i cosiddetti "razzisti", legittimando il multiculturalismo, l'immigrazione illegale; e che l'invasione di clandestini é una operazioni umanitaria, che lo ius soli e la cittadinanza é necessaria, questi ci indicano il "nuovo stile di vita che presto sarà nostro".... da questi venuti di fuori con altri ideali, religioni, rappresentazioni mentali e appunto con altri "stili di vita".
Li vogliono "aggregare" e "dislocare" in ogni angolo del Paese.
Che via via diventa una "silenziosa" vera e propria occupazione del territorio. Pronti a riprodursi e ad essere in pochi anni una maggioranza che entrerà nelle amministrazioni locali prima.... e nazionali dopo.
Più che sardine assomigliano ai "Salmoni", che sfidando le onde dei fiumi risalgono le correnti e vanno a monte a despositare le uova per le successive generazioni.

Dove il vecchio motto di Mussolini "Dio, Famiglia e Patria" é anch'esso buttato alle ortiche perché è una antiquata oscenità fascista, perché oggi si é per il prioritario interesse mondialista e europeista. E oggi l'Italia lo è diventata. Siamo quasi servi degli USA e di quella Europa che è ormai la nostra "badante" economica-finanziaria, tutta Germanica e Francese.
Noi - piccolo cortile da sempre - l'ultima ruota di questo carro.
Ma anche il "Carletto" (Marx) predicava pressappoco la stessa zuppa: "abolizione della famiglia e delle proprietà privata, quali espressione dello stato borghese" (Pag. 1 del manifesto dei comunisti - Il Capitale)...

Putroppo lo stato borghese se oggi ha abolito la "Famiglia, Dio e Patria", non ha di certo abolito la proprietà, anzi l'ha resa in molti settori un suo esclusivo monopolio. Fatto da soli? No ! Hanno la complicità di molti politici che fanno leggi a personam, e poi in quella greppia mangiano, ci fanno i loro congressi, il proprio partito personale, e possono perfino permettersi di finanziare coloro che scendono nelle piazze o sbarcano nelle isole a incensare i loro benefattori e a dire questi disgraziati ciò che (nell'ombra) vogliono che si dica. Così portano (riconoscenti) voti alla greppia di chi ha aperto a loro i porti. "


TORNIAMO ALL'ARMISTIZIO

Il comunicato dell'8 settembre di Badoglio era molto ambiguo, generò confusione presso tutte le forze armate italiane in tutti i vari fronti sui quali ancora combattevano. A molti sembrò la fine della guerra. Per i tedeschi era invece un chiaro "tradimento" di quelli che fino al giorno prima erano alleati, con un "Patto d'Acciaio". (dove non era contemplata una "unilaterale" resa da uno dei contraenti).
Ma le resa ci fu il 3 settembre una resa appunto unilaterale non contemplata dal quel "Patto D'Acciaio" fatto dall'Italia con i tedeschi. Eppure prima il 22 LUGLIO nell'incontro di Feltre il gen. Vittorio Ambrosio, capo di Stato Maggiore Generale, aveva chiesto e ottenuto dal Comando tedesco alleato l’invio in Meridione di alcune divisioni tedesche per combattere l'invasione angloamericana.

Quindi la resa fatta dal Re e da Badoglio il 3 e resa pubblica poi l'8, fu considerata un tradimento nei loro confronti.

Ed infatti poi all'alba del 9, proprio Badoglio, con i reali e i generali ("altrimenti ci tagliano la gola" quindi sa benissimo che é un tradimento!!) si diedero alla fuga e lasciarono allo sbando senza precisi ordini l'intero esercito. 815.000 soldati italiani vennero catturati dall'esercito germanico. Mentre più della metà dei soldati in servizio nella penisola fecero come i Reali - buttarono le divise nelle pattumiere e si diedero alla fuga pure loro.
Al processo per la mancata difesa di Roma, Badoglio disse in seguito: "per non fare diventare i reparti italiani bersaglio dei bombardieri (anglo-americani)". Ma allora chi erano i nemici??? Visto che vi era l'intenzione di bombardare Roma, lui si preoccupava degli italiani alleati dei tedeschi che erano a Roma.
E la resa (armistizio) fatta 5 giorni prima allora cos'era?

Inoltre suo genero Calvi di Bergolo, il giorno dopo la fuga - il 10 - non essendoci stato lo sbarco angloamericano, lui a Roma (con opportunismo) consegna i rimasti reparti italiani ai Tedeschi (!!!) dicendo a loro, che "era non solo patriottico ma era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".
E la resa (armistizio) fatta 5 giorni prima allora cos'era?

Come scrisse Fenoglio: Badoglio "non seppe darci un ordine; di ordini ne è arrivato un fottio, ma uno diverso dall’altro, o contrario. Resistere ai tedeschi - non sparare sui tedeschi - non lasciarsi disarmare dai tedeschi - uccidere i tedeschi - autodisarmarsi - non cedere le armi”. Cosa fare? non sparare più agli americani? La sinistra ci andò giù duro: "Iniziò a colpire i tedeschi e con loro gli odiati fascisti".
Ma non eravamo alleati dei tedeschi? Fino al giorno prima Re e Badoglio avevano assicurato Rahn "lotteremo con voi fino in fondo". "Dica al Furher che l'Italia non capitolerà mai,  è legata alla Germania per la vita e per la morte" 
Fino al 12 ottobre (paradossalmente) alleati lo eravamo ancora!!!


Il 13 ottobre Il governo Badoglio, sollecitato da Eisenhower che riteneva insostenibile quella ambigua situazione (cioè bisognava dire finalmente agli italiani contro chi dovevano combattere, non gli americani anche se bombardavano, ma quei tedeschi che erano ancora in Italia, pur essendo stati invitati a scendere in Italia dagli italiani stessi).
Disse Eisenhower "per difendere gli italiani, nel senso di farli divenire combattenti regolari, sarebbe assai più conveniente per l'Italia dichiarare guerra alla Germania". (soprattutto dopo i gravi fatti di Cefalonia).

Lì a Cefalonia qualcuno si appellò alla Convenzione di Ginevra, ma i tedeschi risposero "alla lettera", che quelli non erano prigionieri, ma disertori e traditori. L'armistizio loro non l'avevano firmato e l'Italia formalmente non aveva dichiarato guerra alla Germania. Per i tedeschi l'Italia era sempre un alleata, e chi disertava, quella era la "regola", così era (è) scritto molto chiaro nella convenzione di Ginevra, che non hanno firmato solo i tedeschi, ma tutte le nazioni, Italia compresa.

A quel punto Badoglio dichiara in un modo quasi rocambolesco, "Guerra alla Germania". E quindi i tedeschi (ns. ex alleati, e già intervenuti con i loro rinforzi, perché da Ambrosio chiamati) da quel momento iniziarono a trattare gli italiani (anche formalmente) come traditori e disertori.

( paradossamente - non avendo loro mai dichiarato guerra all'Italia, a distanza di tanti anni siamo ancora alleati dei tedeschi)


Molti soldati non sanno da giorni e giorni se con i tedeschi si è in guerra, se si è in pace, o cos'altro. Ma anche una dichiarazione di guerra formale dell'Italia (dell'Italia badogliana) alla Germania non era giuridicamente valida, perchè il governo italiano era "prigioniero" di un esercito (l'anglo-americano che "giuridicamente" era considerato a tutti gli effetti il nemico-occupante) e addirittura l'Italia con questo nemico aveva firmato una "resa incondizionata" e la consegna delle armi.
Una favola quella di dichiararsi "alleati". Nessun vincitore permette al suo nemico di chiamarsi alleato. E i vincitori al Trattato di pace a Parigi nel loro testo seguitarono a chiamarci e a ripeterci "nemici", "nemici", "nemici".

Intanto il Regno del Sud di Badoglio diventa (non formalmente) “cobelligerante".... (attenzione: non "alleata" quindi non una vera e propria posizione giuridica, questa mai riconosciuta dagli angloamericani, nè subito né poi a Parigi).... sotto la “Commissione alleata di controllo” che non soltanto verifica e sorveglia su quello che si è fatto, si fa e si farà, ma esercita una totale autorità di direzione e di comando.(AMGOT) (Badoglio stesso infatti scrisse "noi non contiamo più nulla!" "comandano loro" ). Ma non si era arreso? Cosa si aspettava? Di comandare lui?

Di conseguenza i tedeschi, al Centro e al Nord (con il nuovo “Stato nazionale repubblicano d’Italia” (dal 1° dicembre "RSI") lo abbiamo detto trattano gli italiani- ex alleati - come traditori o disertori, passibili di fucilazione( in base alle vigenti disposizioni del codice militare di guerra (articoli 137 e 160). (di ogni esercito).

Ma gli stessi tradimenti e diserzioni contro l'arruolamento per combattere i tedeschi e i fascisti avvennero anche nel SUD, nel Governo Badoglio, con lo slogan "Non si parte" che portò a rivolte e tumulti sanguinosi (decine e decine di morti, centinaio di feriti, centinaia di migliaia di denunciati (200.000 secondo le cifre ufficiali)).
Fu forte nel Sud il contrasto con i partiti antifascisti e della Resistenza al Nord (il cosiddetto "vento del Nord" al Sud non attecchiva). Ci fu solo una resistenza passiva contro la cosiddetta Italia fascista con un comitato che diventerà un Movimento Indipendentista (ELVIS) Siciliano guidato da Finocchiaro Aprile. Che però il 3 ottobre fu arrestato e messo al confino quando era riuscito a metter insieme quasi mezzo milione di iscritti.

Nel Sud vi era un forte "disimpegno" che trovò nel movimento "Uomo qualunque" di Giannini la sua forza fino al punto che poi questo, alle elezioni del '46 ottenne più voti della DC a Napoli e a Roma, mentre a Palermo, Foggia, Lecce, Bari, Catania, Messina e Salerno (con i monarchici e gli ex fascisti) divenne il primo partito.
(prova ne sia che sia al Referendum tutto il Sud votò Monarchia, poi alle elezioni del '48 e del '53 alla DC si affiancarono perfino quelli del MSI dove in alcune città presero il 23% vedi elezioni tutte le città d'italia >>>>

Intanto a Nord - in una vera e propria guerra civile - nascono gli oscuri Tribunali di Guerra Partigiani che procedono alla fucilazione di esponenti fascisti repubblichini, politici fascisti, militari, collaborazionisti. Numerosi gli attentati con violenze e rappresaglie contro reparti tedeschi e fascisti. Ma alcuni di questi anche sconsiderati provocavano poi le (considerate "legittime" !?") rappresaglie tedesche del 10 a 1 (come a Via Rasella-Ardeatine).

Da notare che questi successivi "Tribunali di guerra" furono istituiti subito anche dal nuovo CLN governo provvisorio, per punire i responsabili dei crimini. Si voleva fare (autonomamente) come a Norimberga. Processarli e condannarli a morte.

(Ma vi furono anche singolari trattative. Mai raccontate dalla vulgata resistenziale. Queste trattative vennero iniziate proprio da alcuni capi fascisti, che pur essendoci su di loro delle scontate condanne a morte, clandestinamente ebbero contatti con i capi di tutti partiti (compresi i comunisti). Singolare, perché come poi raccontò Pino Romualdi, sul Borghese del 6 giugno 1971, i contatti e gli incontri vari in gran segreto ci furono anche molto prima del 25 aprile. Con i vari Bonomi, Orlando, Nati, Ruini, con incontri perfino nella clandestinità; ci fu insomma una intesa fra capi fascisti e capi antifascisti su cosa fare del dopoguerra; incontri avvenuti fra tutti i gruppi, superando al loro interno ostilità, proteste, minacce di scissioni di socialisti, democristiani, monarchici, comunisti (questi ultimi con alcuni gruppi che erano ostili ad ogni perdono, e furono poi quelli che poi agirono autonomamente (????) nelle fucilazioni a Como e alla "macelleria" di Piazzale Loreto).
(Ma chi volle l'uccisione di Mussolini? «Londra aveva suonato la musica, ed il PCI era andato a tempo!» (By Leo Valiani) >>>>>

Si era pattuito a quegli incontri segreti che si sarebbe concessa una amnistia generale sia a favore del responsabili di crimini di alcuni fascisti e sia a quelli attribuiti ad alcuni partigiani comunisti.

E infatti - dopo la liberazione - con il primo provvisorio Governo (con i precedenti contatti detti sopra e dopo aver fatto dei compromessi) fu messo come Ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti (!!!) . Gli angloamericani pur favorevoli a certi severi provvedimenti non volevano sporcarsi le mani nelle varie punizioni o condanne. Così Togliatti fu da loro appoggiato a quel dicastero e potè varare la sua AMNISTIA per tutti, per i fascisti e per i compromessi partigiani. (ma poi si cominciò a dire - autoingannandoci - che la liberazione d'Italia e anche la seconda guerra mondiale l'avevano vinta i partigiani).

L'amnistia e le scarcerazioni di alcuni fascisti provocarono una frattura fra la base del Partito Comunista Italiano e il suo segretario Togliatti, il quale dovette più volte fornire - agli irrisoluiti - giustificazioni e spiegazioni in merito all'interno del Partito.
Non poteva di certo spiegare che i condoni ai fascisti, erono imposti (o meglio graditi) ai "liberatori", perché - come in Germania gli ex nazisti - entrambi erano utili a tenere a bada i russi a est. (la guerra fredda iniziò infatti allora).
Degli antifascisti si fidavano poco (dicevano "chi ha tradito e cambiato bandiera una volta lo farà un'altra volta")


Il provvedimento portò subito alla scarcerazione di 30.000 già detenuti. E fra questi vi erano 300 grossi nomi, gerarchi, giornalisti, funzionari, anche se alcuni di loro non avevano commesso nulla di grave, ma solo perchè erano appartenuti al Partito Fascista
. Ma in mezzo a loro vi erano anche detenuti di altri gruppi del CLN (ma non comunisti), che stavano pure loro organizzando la resistenza, finiti poi in galera per (ambigue) spiate.
(Infatti all'epoca della strage di Via Rasella, nelle carceri di Regina Coeli prelevati e poi finiti alla Fosse Ardeatine vi erano grossi nomi di altre formazioni partigiane. Ma che erano - guarda caso - contrari alla linea estremistica che volevano invece i Gap).
Uno di questi era Giuseppe Cordero MONTEZEMOLO lui il capo, il promotore, l’anima e la guida del Fronte militare clandestino che si era formato a Roma (FMCR) con 12.000 patrioti. Le sue disposizioni ammettevano solo la guerriglia esclusivamente al di fuori del territorio urbano per evitare ritorsioni nemiche (cioè le successive rappresaglie sui civili) una impostazione opposta a quella del Partito comunista, che praticavano la lotta aperta senza quartiere anche all’interno delle mura cittadine. E quella di Via Rasella fu una di quelle.
Nemmeno i tedeschi sapevano che Montezemolo era un capo della Resistenza, ma non si sa da chi, finì su una lista, messo in galera, poi prelevato a Regina Coeli venne fucilato alla Fosse Ardeatine. Per i Gap era un contendente in meno.

Fu insomma - con l'amnistia - dichiarato poi il "non procedere". Tutti innocenti !! . Anzi molti di loro furono reintegrati (Azzolini, Acerbo, Polverelli, Rolandi, Ricci, Amicucci, Gray, De Vecchi, Tarchi, Pini, Curtti, Lauro, Frignani, Albini e tanti altri. Centinaia e centinaia di personaggi che non solo tornarono in seguito a fare i prefetti (anzi ne nominarono altri 127), o a guidare le loro imprese, ma anche a fare i capi politici nei successivi anni fino ai nostri giorni anni 2000.
Dalla Jugoslavia rientrarono in Italia (amnistiati) anche i comunisti; poi alcuni di loro furono perfino premiati.
Gaetano Azzolini (lui che era stato Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "tribunale della razza" nel 1957 diventò perfino Presidente della Corte di Cassazione !!
Ma qualcosa del genere -come l'amnistia - era stato fatto anche prima; proprio per i fatti di Via Rasella. Pochi giorni dopo la nefandezza con il decreto legge n. 96 del 5 aprile 1944, e poi con il n. 194 del 12 aprile 1945, gli attentati  il decreto li considerò come "legittimi atti di guerra".
Insomma i partigiani potevano anche uccidere impunemente. Infatti di attentati ne fecero ancora, e a Como fecero poi l' em plein con Mussolini e i suoi gerarchi, finiti poi a Piazzale Loreto "in un scenario naturale di spettacolare bellezza".

Si deve però convenire che ancora a inizio '46, il clima era ancora quanto mai pesante, confuso e piuttosto grave; da una parte si parlava di fare un Referendum Monarchia-Repubblica, da un'altra parte fare un Colpo di Stato, e da un altra parte ancora (nell'estremismo di sinistra - con dentro perfino un fantomatico Movimento Cattolici Comunisti)- Togliatti pur di prendere voti diramò un manifesto dicendo che "il partito Comunista non é ateo" >>>>) e ci si preparava a una rivoluzione, che ad alcuni di loro sembrava essere giunta a portata di mano. Si stavano appunto "gettando le basi a Mosca".

 

Ma non tutti erano d'accordo, perchè perfino il capo dei socialisti Nenni (pur essendo pure lui un "barricadero") andava ripetendo "O la Repubblica o il caos".
Cosicchè fascisti e antifascisti trovarono poi il giusto modo di non far precipitare nel caos l'Italia. Anche se i voti sia nella Costituente come poi nelle elezioni del '48 e del '53 (vedi > città per città > ) riservarono alcune sorprese sia agli uni come agli altri anche se non così drammatiche. Per fortuna! così ritornò in Italia l'ordine e la tranquillità. Ex fascisti e antifascisti insieme avviarono l'Italia alla ripresa. (non era ancora nata la Boldrini !!! La più amata dagli italiani antifascisti smemorati !!)

Fino al 29 aprile la realtà era che l'Italia era divisa in due, e con due ideologie diverse: il Sud era monarchico e di destra. Il Nord era liberale e di sinistra. (la Costituente e poi le elezioni lo confermarono - di poco !!). (furono comunicati solo i risultati, a favore della Repubblica, ma non fu proclamata subito la Repubblica. E nei risultati ci fu qualche dubbio mai chiarito. Fra l'altro non votarono quelli dell'Alto Adige e quelli di Trieste).

Inoltre a Sud - come dissero i loro risultati - si era tentato di staccarsi da quella Italia ancora Unita dai Sabaudi, per ritornare a quella borbonica. Soprattutto in Sicilia, dove fiorì l'indipendentismo. (addirittura ambivano a diventare uno degli Stati Uniti - In Usa i siciliani avevano perfino dato vita a una rivista ("Nuovo Mondo" e il distintivo con la stella nella bandiera siciliana-Usa).

Ma non è che in Sicilia erano tutti filo-americani. Allo sbarco In Sicilia la maggior parte non solo si arrese ma fecero festa agli occupanti (finalmente si mangiava) mentre altri piccoli gruppi di siciliani volendo contrastare l'invasione, ci lasciarono la pelle. Patton che era il comandante generale diede vita alla 45ma divisione killer che non doveva avere pietà "se si arrendono e alzano le mani, sparate, non voglio nessun prigioniero". E i suoi sottoposti sparavano; fra gli altri - come a Canicattì dove fu lui a iniziare impugnando la pistola e sparare, ci fu anche il massacro a Biscari, dove fu compiuto una carneficina di italiani che si erano già arresi.
Patton e i suoi uomini finirono sotto processo nell'autunno '43 alla corte marziale Usa. Gli americani non volevano passare come dei giustizieri, temevano il danno d'immagine. Ma Patton fu poi discolpato, mentre i suoi uomini si difesero dicendo che avevano eseguito i suoi ordini.
Ma ancora nel 2002 negli USA ci sono ancora i verbali aperti su quel «massacro di Biscari».
Patton poi morì in un curioso incidente d'auto a fine 1945. Qualcuno avanzò l'ipotesi di una eliminazione perché era diventato molto scomodo. Forse si voleva evitare un processo tipo Norimberga, dove finirono sulla forca chi aveva eseguito gli ordini.



 

Messo poi al bando l'indipendentismo (come già detto sopra) Giuliano il "braccio armato" dell'ELVIS (era colonnello!) fu fatto passare per "bandito" poi anche ucciso a tradimento. Finocchiaro Aprile (era lui che guidava l'ELVIS) più volte finito in carcere e al confino, alla fine diventato accomodante, divenne deputato del "contentino" dato alla ribelle Sicilia con l''Autonomia Regionale", guidata però da Roma (!!).
(gli angloamericani avevano quasi appoggiato l'indipendentismo, erano perfino quasi onorati che i siciliani ambivano a diventare uno Stato degli Usa. Ma per i precisi patti sulla nuova cartina d'Europa fatti con Stalin, abbandonarono al loro destino questi "sognanti" siciliani. Pur lasciando a loro le armi e gli ingenti i mezzi di trasporto utilizzati nello sbarco.

 

Mentre a Nord la situazione era molto diversa. Nel '43 era sorta sì il CLN interpartitico, con PCI, DC, PdA, PLI, PSIUP quindi con diverse estrazioni ideologiche, che volevano operare con qualche potere di governo e avevano anche la volontà di condurre la guerra di liberazione (anche se non gli era stato mai chiesto) a fianco degli angloamericani.
Per una forte componente di sinistra dentro queste bande, soprattutto viva nelle file del proletariato, i cosiddetti "alleati" diffidavano, e soprattutto furono ancora di più sospettosi quando Togliatti rientrato dalla Russia si mise al comando del PCI, che era una delle più forti compagini nei gruppi partigiani. A Washington si allarmarono non poco. E minacciaro pure - come avevano già del resto fatto in Francia) di non far più giungere in Italia più nessun aiuto di sorta. Marshall a Washington era stato molto chiaro!!

 

Non dobbiamo però dimenticare che - anche se in clandestinità - ci furono di soppiatto molti accordi con alcuni capi fascisti, di cosa fare dopo la liberazione con chi da una parte come dall'altra si era comportato da criminale. (una futura amnistia insomma che abbiamo già brevemente accennata).
Ma soprattutto vi erano stati e vi furono accordi con alcuni capi dei "Poteri Forti" in Italia (senza distinzione se fascisti o antifascisti). Questi - i maggiori industriali d'Italia - avevano contribuito non poco sovvenzionando con soldi e mezzi i movimenti partigiani di ogni fede politica. Perfino Valletta della Fiat, pur fornendo materiale ai tedeschi, era in stretto contatto con gli inglesi. (alcuni partigiani quando si presentarono per arrestare pure lui, Valletta dimostrò (con i testimoni inglesi) che era un antinazista e come tale si era sempre comportato. "e adesso andate a lavorare" col disdegno liquidò così i suoi accusatori che volevano arrestarlo.

Quando entrarono gli angloamericani a Milano, i "Poteri Forti" si fecero subito subito vivi e si imposero. Per prima cosa nello stesso giorno di Piazzale Loreto, vollero dal CLN la cancellazione della Socializzazione delle Aziende varata da Mussolini (anche se questa era stata a suo tempo apprezzata dalla sinistra perchè era socialisteggiante - ma poi la osteggiarono perché non volevano anche qui avere dei concorrenti).
Cosicchè proprio il partito che odiava i "Padroni", il 29 aprile si ritrovò di nuovo sotto i "Padroni" dalla sera alla mattina. E il proletariato - che doveva eliminare i padroni - seguitò zitto zitto a fare...... il proletariato.
Inoltre gli angloamericani, sempre nello stesso giorno, imposero il disarmo e lo scioglimento di tutte le bande partigiane. Per loro i partigiani di ogni colore, erano italiani, quindi tutti "nemici".
E alcuni di questi italiani lo erano anche nei confronti di altri italiani; avendo innnescato una guerra civile al grido di "Bandiera Rossa Trionferà".

Alcuni gruppi di questi partigiani cominciarono ad essere coinvolti in molte violenze contro i cittadini. Alcuni di questi gruppi erano caduti sotto l’influenza di elementi trotzkisti che li spingevano ad azioni anarchiche e a organizzare gruppi di azione proletaria per scopi poco chiari.
(non per nulla con i partigiani rossi, collaboravano anche 5000 elementi giunti dalla Russia).
Lo stesso Togliatti a Roma il 26 AGOSTO '45 , ha un colloquio con l’ambasciatore sovietico Kostylev che poi informa il proprio ministero degli Esteri Russo: era fin da Piazzale Loreto in poi preoccupato della degenerazione; «Togliatti ha detto che è preoccupato dell’allarmante fenomeno della degenerazione del movimento partigiano al nord". Arresti arbitrari. Tribunali segreti. Delitti politici brutali. Ecco perchè poi si fece promotore di provvedimenti di clemenza, con la sua amnistia
Ricordiamo che ancora in luglio vi era stato l'eccidio di Schio, a maggio i sette fratelli Govoni nel "Triangolo della morte" dove alcun autori (G. e P. Pisanò) indicano indicano in circa 4.500 i morti causati dalla "giustizia partigiana" scatenatasi in Romagna. (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Stragi_partigiane_in_Italia)
O nel recente (e scomodo) libro di Giampaolo Pansa, "La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti" .
E per chi ha fegato per guardare http://stragipartigiane.blogspot.com/
Addirittura premiarono Roberto Bentivegna (ex fascista nei GUF poi entrato nei GAP) autore della strage di Via Rasella che in quel modo, dice la motivazione "ha con indefessa attività e intrepido ardimento contribuito alla vittoria degli angloamericani" (!!!!!!???).

Del resto lo stesso Giorgio Napolitano (in Parlamento, il 16 maggio 2006) ha chiamato quel periodo «Zone d'ombra, eccessi, aberrazioni». Questo per far dimenticare la retoria di 60 anni su cosa era stata la lotta di "alcuni" partigiani e di "alcune" bande terroristiche comuniste - (i "tribunali del popolo") che poi hanno trasmesso ai posteri come “guerra di liberazione.
Non voglio qui giudicare ma solo ricordare, fatti sempre negati da una certa parte politica e da certi partigiani.

Ma non dimentico neppure i crimini dei fanatici fascisti e le loro nefandezze contro i responsabili di sabotaggi e attacchi vari fatti con le formazioni paramilitari della Rsi, durante rastrellamenti o gli interi villaggi distrutti come a Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Boves e tante altre, Ne dimentico le persecuzioni di alcuni fanatici della RSI verso gli ebrei.
vedi https://ricordare.wordpress.com/perche-ricordare/186-le-controversie-sullolocausto-e-ora-di-un-dibattito-serio/
L'ANPI riguardo ai crimini dei fascisti-nazisti conteggia 110.000 i caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all'estero. Ma non esiste un elenco di questi caduti, pur esistendo i municipi e anche i parenti che avrebbero dovuto segnalare i loro cari periti.

Poi i compromesi furono tanti, gli accordi pure. Lo sciogliemento delle bande una cosa fatta e la consegna delle armi pure.
Anche se molti patti non furono poi rispettati. Soprattutto la consegna delle armi, che molti della sinistra non si attennero, in attesa di altre occasioni per fare la loro "Rivoluzione" o un'altra "Guerra Civile". E ci si andò anche vicino quando ci fu l'attentato a Togliatti nel '48. Ma anche questa era solo ipotetica, perché gli angloamericani sarebbero sicuramente intervenuti con le buone e le cattive.

Eppure ancora oggi - anni 2000 (dopo 70-75 anni) - tutti i cosiddetti "antifascisti" vanno dicendo che il Fascismo si macchiò di infami crimini. (si parla di 8.000 di loro) Dimenticando quelli dei "rossi" ricordati sopra.
Ma poi c'era stato Togliatti a varare l'"AMNISTIA" per tutti.
E per tutti significava anche per i crimini di alcuni suoi partigiani, e a questo Togliatti ci teneva molto visto le sue preoccupazioni per il "fenomeno della degenerazione" in atto. Aveva capito che era meglio collaborare se voleva ritagliarsi anche lui "un posto al sole" nel futuro governo. (come poi faranno molti in seguito, fino ad oggi)

I crimini dei fascisti (per vari motivi e anche questi sconsiderati ) nel corso dei suoi 20 anni furono in totale 45. Dal '43 al '45 ovviamente furono molto di più, ma furono - anche se fa male a dirlo "legittime" condanne a morte di fascisti o nazisti che davano a loro la caccia, che per loro era legittima perché erano dei disertori nell'esercito che si era costituito a Nord. E i partigiani erano tutti disertori. (e - vogliamo anche qui essere realisti - guai se non si fossero costituite queste bande - i nazisti sarebbero diventati i padroni dell'intero nord! Mussolini fece infatti fatica a imporre alcune leggi - ma lui era diventato una nullità, solo ormai un succube di Hitler)
Ma altrettante condanne - come detto sopra - furono comminate anche nel Sud, nell'esercito (non certo fascista) che volle ricostituire Badoglio, soprattutto in Sicilia dove ci furono rivolte e tumulti sanguinosi con decine e decine di morti, migliaia di feriti e 200.000 disertori e che pure loro si diedero alla macchia. A fare - come li chiamarono poi, non i "partigiani" ma li chiamarono "banditi". (Giuliano & C.)

Tuttavia sia da una parte come dall'altra i veri responsabili di efferati atti non ne fu condannato a morte nemmeno uno. Una parte si era già presa la sua soddisfazione con PIazzale Loreto, con quelli che ci finirono appesi non certo dopo un regolare processo. Quella fu solo gratuita "macelleria" fatta dai cosiddetti "Patrioti". Ma solo di "alcuni" patrioti rossi. Perfino il non tanto pacifista Pertini ne fu scandalizzato, commentando "abbiamo infangato la Resistenza". ( e se lo diceva lui !!!).
Il "piazzaloretismo", fu semplicemente una codardia che si scagliava contro un fascismo e contro gli uomini del fascismo che erano ormai già caduti nella polvere. E che aveva - con gli angloamericani alle porte - le ore contate.

I cosiddetti "alleati" ne furono scandalizzati. Ma la "mattanza" era stata solo opera di alcuni gruppi di appartenenza politica deviata durante una guerra civile che operando non come "pacificatori degli italiani"; fascisti o antifascisti, andarono al di là di tutte quelle aspirazioni sociali che gli italiani desideravano.
Purtroppo questi "pacificatori" avevano come modello da imporre solo il bolscevismo; ma proprio in Russia che aveva come radice e il nome Socialismo, di Socialismo Sociale era stato fatto nulla. In 20 anni Stalin aveva - come uomo solo - imposto una dittatura peggiore del fascismo. Ci fu non la "pacificazione" delle masse, ma anche la degenerazione burocratica per la cieca obbedienza al Capo. Un Capo che aveva subito strangolato il partito di Lenin e di Troskij; l'Opposizione Unificata l'aveva schiacciata, i dirigenti imprigionati nei gulag e passò anche alle armi i compagni di partito, i capi militari e chiunque contrastava la sua popolarità. (un Mussolini al cubo!!)
Ecco perché nel corso degli anni successivi - morto Stalin - fallì il "bolscevismo". Nè si parlò più di Stalin. E via via nemmeno più di "Comunismo" e nemmeno "Sinistra". Fino al punto di chiamarsi (paradossalmente) "democratici".

Il Comunismo in Italia, dal '21 in poi, era rimasto sempre ai margini della società, sempre in lotta con il fascismo mussoliniano, contrastandolo proprio con quella stessa "violenza fascista" com'era allora prima del '19 il "fascismo socialista"..

L'occasione per emergere in Italia fu solo verso la fine della sciagurata guerra, nel '43. Ma lo fecero nel modo sbagliato. Con provocazioni, attentati e proclami incitarono gli italiani solo a fare una guerra tra di loro, una guerra civile.
Poi erigendosi con un Governo Provvisorio a salvatori della patria, con i loro "tribunali del popolo" procedettero non solo a pene e sanzioni ma a condanne a morte senza un processo. E questo non fu un buon inizio per essere graditi al popolo italiano, ex fascista ed anche antifascista. Non era quella di certo una "Giustizia"!


Ma a salvare la loro faccia, con e per la "pacificazione", ci fu l'amnistia togliattiana. Un po' di "giustizia" fu fatta !!!
Il freno a quella deplorata barbaria lo misero gli stessi "alleati" che per prima cosa nello stesso giorno di Piazzale Loreto, imposero lo scioglimento delle bande e la consegna di tutte le armi. Altrimenti i rossi italiani - con una sicura fallita rivoluzione, avrebbero fatto la fine che fecero in Grecia. Dove Churchill ci riempì i cimiteri.



Il "comunismo bolscevico" in Italia finì quel giorno.
"Resa senza condizioni". (erano nemici!!)
I comunisti dovettero abbassare le bandiere rosse. Il partito rimasto col nome Comunista (ma presto sparirà anche questo) servì in seguito solo a fare opposizione, spesso senza una coerenza. Tanto per farla ! Le "bandiere rosse al vento" sventolarono poco. Fino al punto che più tardi anche in Russia cessarono.



Togliatti fatto il "lavoro sporco" (l'amnistia) ( gli angloamericani non avevano avuto intenzione di sporcarsi le mani) fu poi nel successivo governo presto mandato a casa. E i processi non si fecero più. Alcuni (ca 300) erano ancora detenuti, ma nel '50 erano stati già tutti scarcerati.
L'Italia potè brindare a "tarallucci e vino". Non certo come nell'anomalo processo di Norimberga.

Vedi qui >> nel Processo anomalo di Norimberga >>> e i nomi degli inquisiti in Italia >>>>>>>>

Ma vedi anche in rete l'ampia documentazione su "I MISFATTI D'ITALIA" e "Memoriale della Farnesina" qui in rete >>>>>>>

TUTTAVIA TOGLIATTI E I SUOI "COMPAGNI" INCISE non di poco SUL VARO DELLA NS. COSTITUZIONE
(che riportiamo interamente QUI - tutti i lavori, i componenti dei vari partiti, i principi ecc. >>>>>

Sembrerebbe che qualcuno al tavolo dei lavori erano presenti forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione Russa da cui prendere molte indicazioni e infatti hanno preso a modello proprio quella Sovietica per scrivere la Costituzione Italiana. (non dimentichiamo che i partiti di SX era come numero superiori a quelli della DC & C.
"La formulazione di molti articoli (il 1° è uguale!) risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei Ns Padri che hanno scritto la Costituzione". ------- LA NOSTRA entrerà in vigore il 1° GENNAIO 1948
>>>>>>
QUELLA SOVIETICA ERA INVECE STATA VARATA IL
27 febbraio 1947 >>>>>L'ORIGINALE RUSSA>>>>>>

 

Fra i tanti paradossali interventi di carattere legale del dopoguerra ( e questo ancora nel 1949 !!!! )
Più che singolare da sembrare una beffa. E quella narrata e subìta da "Franco", che in quel l'8 settembre 1943 si era trovato anche lui - come tanti italiani - nel dubbio se disertare o non disertare,
e che ancora - appunto - ancora nel 1949 finì sotto un processo "farsa".

I motivi:
Caio
nel '43 non si era presentato, disertò e andò sui monti a fare il partigiano.
Tizio
invece volente o nolente (pena la condanna di diserzione) si presentò e fu inquadrato nei Repubblichini. Altro non poteva fare, le loro famiglie avrebbero ricevuto ritorsioni,
Caio
da' poi la caccia e ammazza  tutti quelli che hanno le mostrine come Tizio.
Tizio
dà la caccia a tutti quelli senza mostrine che sono stati dichiarati "ribelli disertori".


Entrambi per ambigui ordini superiori da una parte come dall'altra - sono costretti ad ammazzarsi l'un l'altro. Italiani contro Italiani !!
Scandaloso lo era, ma - senza voler assolvere gli uni e gli altri - dobbiamo considerare che la caccia dei nazifascisti ai partigiani con degli esasperati rastrellamenti e uccisioni era motivata dal fatto che alcuni partigiani provocavano con i loro attentati (dove secondo alcune fonti perirono ca. 10.000 fascisti e nazisti).
Ma la stessa esasperazione vi era anche nelle file partigiane che pure loro persero quasi 20-30.000 uomini. Vittime di vari attacchi ai tedeschi durante i loro rastrellamenti.
Ma non sempre le motivazioni di alcuni attacchi di partigiani furono limpide, soprattutto verso i fascisti; alcuni agirono per vecchi rancori, altri per vendette, altri ancora per emulazione, non attenendosi agli ordini dei loro capi.
Come avvenne poi a Piazzale Loreto, dove alla "macelleria" tutti i presenti (fascisti e antifascisti) presi da una collettiva isteria - o per il bisogno di una catarsi - (questa sì per una liberazione da esperienze traumatizzanti fino allora vissute) applaudirono pure.
Appeso dopo essere stato giustiziato sul posto, ci finì anche Starace, che da tempo era stato emarginato da ogni incarico politico di rilievo. A Milano era diventato un signor "nessuno". La sua uccisione fu solo vendetta.
Per aver inventato "il saluto romano" che aveva oscurato quello fatto a "pugno chiuso".

(dunque ribellarsi da una parte come dall'altra era giustificato?
vedi qui il singolare " processo pericoloso!" UNA FARSA
>> quello fatto a Franco >>>>

Ma c'è anche la singolare storia di mio padre: Giuseppe Gonzato. Partito nel '35 per andare a conquistare l'Etiopia, nel marzo del '36 con Starace era a Gondar e Lago Tana. Fondato l'Impero nel '36, lui e molti altri italiani (30.000) vi rimasero, creando la "Nuova Asmara" (ancora oggi una delle più moderne città dell'Africa).
Lui assieme a un ingegnere del ramo, crearono una impresa di trasporti ottenendo un grande successo. Per 4 anni si diedero molto da fare. In una sua visita in Italia nel '38, aveva detto a mia madre "faccio ancora un paio di anni, poi metto su una bella casa all'Asmara e vi mando a chiamare tutti. E ripartì per l'Etiopia.
Ma poi nel '40 allo scoppio della guerra, l'Alto Comando Militare gli requisì i camion e lui stesso lo aggregarono all'esercito combattente.
L'avventura africana finì come sappiamo male. Mio padre con i suoi camion raggiunse prima la Libia, poi ci fu la ritirata in Tunisia dove in 120.000 dovettero arrendersi agli inglesi. Lui finì in un campo di concentramento in Sud Africa. Dove vi rimase fino al 1946.
Ma appena tornato in Italia, dalle autorità militare mio padre fu mandato sotto processo per diserzione, non avendo risposto alla chiamata alle armi fasciste del 1940. E nemmeno - avendo la residenza in Piemonte - a quella Repubblichina sorta nel '43.
(se il fascimo nel '43 già non esisteva più e la RSI nel '45 pure, non si capisce chi guidava questa Autorità Militare del dopoguerra (era fascista o antifascista? ).

Nessuno dall'Africa nel '40 aveva comunicato al Distretto militare del suo paese che mio padre era stato "aggregato". Risultava invece che non si era presentato alla chiamata alle armi in entrambi i due eserciti, prima nel '40, è poi nel '43
Lui per discolparsi, dato che nessun campo di concentramento rilascia un diploma di "internato" chiamò dei testimoni compreso anche Messe, che era il suo generale a Tunisi. Fu alla fine poi prosciolto. Ma quanto alla "Diaria" di 3 anni di prigionia gli dissero che ."era stato a vitto e alloggio dagli inglesi e nulla gli era dovuto perchè "si era arreso". (colpa sua insomma la resa, non di Messe).
Fra l'altro Messe che si era arreso con tutti i suoi uomini - non condivise la sorte dei suoi soldati con la prigionia, fu invece accolto (!!??) a Londra!! Poi stranamente, dopo l'8 settembre, sarà lo stesso MESSE, rientrando da Londra in Italia a novembre '43 a coordinare (sic. !!) con la nomina a Capo di Stato Maggiore lo sbandato esercito "ottosettembrino" del Governo regio-badogliano). (che strano personaggio quel Messe e che strana guerra !! (fra l'altro anche in Russia aveva lasciato l'esercito allo sbando, sostituito, nemmeno fece le consegne al suo sostituto e rientrò in Italia).

Mentre riguardo ai danni subiti (requisisione dei camion, autovetture, perdita degli immobili, terreni, anche qui a mio padre nulla gli era dovuto perché "avevamo perso la guerra" e di conseguenza anche le Colonie.
Si salvarono i depositi bancari che lui aveva in una banca italiana all'Asmara ma con sede in Italia dove qui vi affluivano i depositi dei conti correnti etiopi. Erano 290.000 lire. Nel '40 con questa cifra si potevano acquistare in Italia 8-10 appartamenti. Nel 1949 - dopo tante peripezie di carattere burocratico - quando mio padre li potè incassare - con la forte svalutazione - non erano sufficienti ad acquistarne nemmeno uno di appartmento. Anni e anni di alacre lavoro finiti nel nulla. Mio padre ci mori dal dolore. Sono anche questi i risvolti di una guerra sciagurata.


TORNIAMO AL 1943.
Churchill fin dal primo momento (fine '43) diffidava dei partigiani perché la maggior parte di quelli a Nord erano di sinistra, che volevano fare "l'insurrezione" con mire bolsceviche. Verso la fine del '44 gli angloamericani con un comunicato di Alexander le volevano perfino sciogliere queste bande.
Mandarli tutti a casa.
Lo stesso Churchill che aveva dato ospitalità in inghilterra a De Gaulle, con quest'ultimo nell'organizzare la Resistenza in Francia, contro i nazisti, non volle che lui si appoggiasse a elementi di sinistra. E infatti quando poi entrarono a Parigi alla Liberazione, sotto l'Arco di Trionfo De Gaulle e Churchill erano in testa alla sfilata delle forze armate. ( non così a Milano - che ai partigiani disarmati concessero solo una sfilata in abiti borghesi e tantomeno alcun elemento angloamericano).

All'inizio i primi partigiani le armi se le erano procurate mediante attacchi alle caserme o le recuperavano negli scontri se questi andavano a buon fine. Poi ebbero alcuni appoggi dagli angloamericani mediante aviolanci di materiale bellico, di viveri e quant'altro necessario. Ma con dentro anche qualche infiltrato che riferiva quanto avveniva in questa "guerra di arrabbiati" e quali intenzioni avevano. Preoccupati verso la fine del '44 gli aviolanci ebbero una battuta d'arresto, cessarono del tutto. In un proclama Alexander li voleva sciogliere le bande e c'era pure un ordine al disarmo. Non era certo una buon invito. Come sarebbero finiti tutti questi latitanti tornando a casa?
Rimandarono. Ma dopo aver fatto (a Roma) con i capi partigiani degli accordi ben precisi.

Nel gennaio-aprile 1945, gli angloamericani ripresero gli aviolanci organizzando 865 lanci di materiale da guerra ai partigiani del nord.

Ricordo ciò che ho già accennato un po' sopra...
E gli accordi li attuarono subito dopo la "loro" "liberazione" entrando Domenica 29 Aprile a Milano, sciogliendo tutti i gruppi partigiani, e facendosi consegnare tutte le armi; e solo da questo giorno l'Italia fu liberata dai nazisti ormai in ritirata dopo la già avvenuta resa di Wolf.
Le sfilate esultanti di partigiani a Milano ci furono, ma con i loro capi in abiti borghesi, senza armi in mano e senza essere preceduti o seguiti da nessun angloamericano "liberatore".

Ma a noi piace ingannarci, e si continua a credere che l'Italia l'abbiamo liberata noi. Anzi se interroghiamo i giovani di oggi, noi italiani abbiamo vinto la Seconda Guerra Mondiale. ( come la Prima, anzi molto peggio).

 




Mentre nella liberazione della Francia,
il 25 agosto 1944
ai Champs Elysees
e sotto l'arco di trionfo,
nell'entrare a Parigi gli angloamericani
fecero sfilare in testa al corteo
Charles De Gaulle,
nella sua divisa come
Capo della lotta di liberazione francese.....
( Lui si era sempre opposto
al suo interno ai partiti comunisti e socialisti)

.....con a fianco un soddisfatto Churchill
.

Lui ad avergli dato ospitalità per anni in Inghilterra,
suo grande ammiratore
e come lui nemico tenace dei bolscevici
.

Ricordiamoci che i comunisti francesi applaudirono quando Hitler invase la Francia, li aiutarono a depredare perfino il Louvre. (questo perché Hitler era allora ancora alleato di Stalin).
Sull’Humanité all'inizio dell'occupazione tedesca, e sui muri i manifesti del Partito comunista francese, invitavano il lavoratore francese ad accogliere i soldati tedeschi «quali rappresentanti della seconda patria del socialismo». Inutile dire che a goderne furono anche i comunisti italiani, furono pure questi a sollecitare Mussolini a intervenire in Francia, beffeggiandolo pure "guarda come si fa, tu non ha capito mai niente del socialismo. Guarda invece Hitler!! Guarda com'é accolto dai nostri compagni!!!".

Questi comunisti obbedivano agli ordini di Mosca, ancora legata a Berlino dal patto Molotov-Ribbentrop dell’agosto 1939, ed erano convinti che la collaborazione con la Germania in quel momento avrebbe creato le condizioni per una rapida conquista del potere. (non immaginavano ancora una invasione di Hitler della Russia). E quando gli angloamericani non erano ancora intervenuti in Europa.


A Milano quel giorno era Domenica 29 APRILE


Tuttavia dopo lo scioglimento, ma solo più tardi (come "contentino"- ma non si sa ancora da chi voluto o sollecitato - per alcune azioni a loro gradite) fu rilasciato ai partigiani italiani un "Certificato al Patriota": Vennero consegnati dalle autorità, controfirmato da un ufficiale alleato e da un comandante partigiano insieme ad una misera pensione.

All'inizio - in attesa della tanto declamata insurrezione - si cantò "Bandiera Rossa", ma proprio perché parlava di "Avanti popolo alla riscossa" e "il comunismo trionferà" (inno che era dell'800 dei socialisti) che fu proibita all'indomani della liberazione degli angloamericani. - Fu invece tollerata la canzone "Bella Ciao"; che era anch'essa una canzone che derivava dalla guerra '15-'18 in occasione della liberazione di Trieste. E che dice "una mattina ho trovato l'invasor".
"Invasori" chi erano? I nazisti che avevamo chiamato di scendere in Italia per contrastare "l'invasione americana in Sicilia"? - O gli "invasori" il 29 aprile erano questi "americani" che avevano invaso la Lombardia e Milano? Che misero fine alla paventata "insurrezione" di Longo
che voleva che sulle macerie di Milano sventolasse come a Berlino la "Bandiera Rossa" e che trionfasse anche in Italia "il comunismo e la libertà".
(qui - siamo impaziali - tutti i canti dei Comunisti e dei Fascisti >>>>>>>


(Il "contentino" fu che fra le persone che godettero poi dei benefici INPS, (erano solo ca. 30.000 - poi 130.000 - ma a richiederla diventarono poi 650.000) vi erano anche i responsabili della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini contro gli italiani). Compresi quelli della "Strage di Porzus" e quelli della "Strage di Schio" che il 7 luglio 1945 - due mesi dopo la fine della guerra, partigiani della "Brigata Garibaldi" massacrarono mitragliandoli dentro una stanza 54 detenuti ritenuti fascisti tra cui 17 donne, la più giovane di 16 anni (!!!). E questa fu una vendetta belle e buona, un odio per vecchi rancori. Alcuni erano solo parenti di chi era stato fascista.
Il capo banda fu condannato a morte da un tribunale di guerra. Ma poi venne l'amnistia Togliattiana. E in seguito fu anche premiato.
Ancora oggi a Schio - anni 2000- ad ogni commemorazione - da entrambe le parti - ci sono sempre forti contestazioni.
Da ricoradre anche l'eccidio (75 morti) del 13 maggio all'Ospedale Psichiatrico di Vercelli. (altre sono elencate qui in rete
https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Stragi_partigiane_in_Italia

Si è anche sempre parlato molto (celebrandoli come vittime) dei famosi 7 FRATELLI CERVI fucilati dai "fascisti" per aver loro dato rifugio a partigiani sovietici in Italia. Ma nessuno ha mai ricordato i 7 FRATELLI GOVONI, trucidati dai "partigiani" (Brigata Garibaldi) l'11 maggio, a fine guerra), 13 giorni dopo la "Liberazione"!!!!
Solo in seguito Fausto Bertinotti, riconobbe l'innocenza dei 7 fratelli Govoni. ("non hanno fatto niente, sono solo vittime, ma non come attori della storia"- quindi bastava anche non essere attori per essere fucilati).
I 7 fratelli Govoni non erano mai stati fascisti. Erano solo dei contadini che si erano in precedenza opposti alle razzie dei loro raccolti. Alcuni di quei responsabili non furono mai puniti, mentre altri ripararono all'estero.
Ed anche in Piemonte ci furono scellerati delitti (vendette); fu sterminata una famiglia intera di contadini, per il solo fatto di non aver
fornito farina e grano ai "patrioti" affamati quand'erano allo sbando sulle montagne.

Come al solito in tutte le celebrazioni la verità storica passa in seconda piano. Tutti i ricordi della guerra partigiana (ma sono molto pochi chi può veramente ricordare, avevano allora più o meno 6-8-10 anni, tutti gli altri si sono abbeverati a una vulgata) servono solo per dirci - l'hanno sentito dire - che l'Italia era stata prima fascista e grazie proprio alla retorica resistenziale si vuole far passare gli italiani tutti fascisti. E che anche tutti gli italiani erano dei "razzisti".
Chi invece aveva sotto il fascismo fatto carriera (e poi la conservò), chi aveva fatto grandi affari (e poi continuò a farli) rimase zitto zitto (ma possediamo un poderoso volume di 800 pagine dove sono riportati i profili e le immagini dei 2000 ferfidi assertori e ricostruttori proprio nel periodo fascista italiano > > > > > . C'é di tutto; i più noti industriali e banchieri italiani, apprezzati notabili, professionisti, famosi intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori, maturi nobili, principi, conti e marchesi, ecc. Tutti ex fascisti. (che nel dopoguerra e fino al "93 zitti zitti hanno poi fatto la "grande abbuffata" > > > > > >

Parlare di antifascismo come un ideale unico non ha mai avuto un fondamento: in realtà vi era stata alla nascita del fascismo solo UNA breve opposizione democratica socialista (borghese, liberale -
appoggiata dagli industriali) e UNA opposizione comunista (dal '21 ex socialisti, votati al bolscevismo prima leninano poi staliniano), che guardava e aspirava solo al rovesciamento del capitalismo. Era infatti di Lenin il motto «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe»).
Fra i due opposti poli con divergenti opinioni,
l'opposizione proprio della borghesia fu breve, così la riforma politica e sociale in senso progressista. Nel "Programma" del '19 di Mussolini non fu dalla borghesia respinta ma semmai - dopo l'errore della sinistra con il "Biennio rosso" con gli scioperi selvaggi e le occupazioni delle fabbriche - la borghesia poi appoggiò proprio quel programma di San Sepolcro.

 

In quel clima, nel '21 i nuovi borghesi si appoggiarono proprio al nuovo partito fascista, che prometteva più legalità e si schierarono proprio con Mussolini con il loro consenso i "fervidi assertori e ricostruttori" .
Questi l'antifascismo lo lasciarono alla sinistra e questa si pentì come vedremo, con Togliatti, che avrebbe voluto lui fare il vincente facendo suo il "programma del '19").
Questo consenso al fascismo
degli italiani importanti fu molto più ampio e autorevole di quanto si pensi e si legga in alcuni libri di storia dalla memoria corta o del tutto assente oltre che manichea.
Se vogliamo essere onesti, e non negare la realtà, mai gli italiani si sentirono così italiani e così fieri di appartenere all'Italia. Un dinamismo sociale e nazionale, oltre che imprenditoriale (si pensi al Made in Italy) e alla immensa opera di Beneduce (IRI, IMI, FIM, le Partecipazioni ecc.) Beneduce non era nemmeno iscritto al fascismo, era un "Socialista ben inteso", tanto da dare il nome a sua figlia "Idea Socialista".

Beneduce, che era un tecnico raffinato, creò settori di interesse nazionale mirando a sganciare la finanza dall'Industria. La prima fu l' IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale (che assieme alla successive STET, Finmare, Finsider, Finmeccanica, Fincantieri e Finelettrica.) va a creare (e le ereditammo tutte nel dopoguerra) per controllare 1000 società per azioni, con oltre mezzo milione di dipendenti. Il maggior gruppo industriale del mondo (escludendo gli USA). L'IRI fece scuola in tutto il mondo. Non solo, ma aveva dato origine a una classe manageriale competente, creando una preziosa struttura di tecnici. L'Italia mai prima di allora aveva goduto di un prestigio internazionale così ampio. Copiato in tutto il mondo, soprattutto in America del Sud, Brasile Argentina, per il suo impegno come argine al bolscevismo sovietico. Ma guardavano all'Italia anche in USA visto che non avevano risolto gli effetti della crisi del '29. Infatti nacque in USA la fascistica Legione d'Argento. (solo l'intervento nella guerra fu poi il suo "toccasana").
Ma anche Winston Churchill e Gandhi, espressero delle simpatia per questo regime di Mussolini.

Un Opera quella di Beneduce che rimase quasi tutta intatta del dopoguerra, con l'erede di Beneduce, ENRICO CUCCIA che aveva sposato sua figlia Idea Socialista. Cuccia (che non rilasciò mai un intervista) fu sempre onnipresente con la sua Mediobanca - lui il fondatore e il patron e amministratore fin dal 1949. - Iniziò da allora la GRANDE ABBUFFATA del dopoguerra >>>>>> ( che nel '73 Scalfari chiamò "la Razza Padrona"). Uno Stato che in pochi anni con tanta spregiudicatezza privatizzò tutto, aziende strategiche, istituti di credito, o dando in gestione-concessione per quattro soldi, beni del demanio, beni pubblici, telefonia, elettricità, industrie navali, porti, autostrade.
Uno smembramento dell'IRI lo aveva iniziato già Prodi nel '93 quand'era lui il Presidente dell'IRI (ma anche consulente della Goldman Sachs). Durante la sua presidenza cedette
29 aziende del gruppo, tra le quali poi anche l'Alfa Romeo nel 1986; poi ci fu la liquidazione di Finsider, Italsider e Italstat; e la tentata vendita della SME.

Salito Prodi al Governo, Presidente IRI diventò Gian Maria Gros che dal 1997 al '99 guidò l'intera liquidazione dell'IRI. E fu lui a vendere le autostrade ad Atlantia S.p.A. (Poi Autostrade S.P.A.). Dove dopo cinque anni, fu lui stesso (!!!) a presiedere proprio il fondo di chi le possedeva. Una anomalia tutta italiana.

Torniamo a Cuccia, solo lui sapeva a chi erano andati tutti i soldi e i benefici dati dal Fascismo in 20 anni. Solo lui sapeva la struttura di quell'impero industriale e finanziario creato dal suocero. E nel dopoguerra ne costruì un altro, un impero tutto suo. Ma con una grave lacuna (sulla potenzialità dell'informatica - lui non aveva capito cos'era) e quindi appoggiò la vendita della nascente Olivetti Informatica agli USA. Azienda (la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio) smembratasi con la prematura (e strana) morte di Adriano Olivetti nel 1960, a soli 58 anni, e pochi mesi dopo moriva a 37 anni (anche questa una strana morte) Mario Tchou, lui il genio cinese che con i migliori giovani dell'Università di Pisa avevano contribuito a costruire il primo computer del mondo (il 101, della serie ELEA).
Di queste due tragedie Carlo De Benedetti nel 2013 dichiarò a Radio24: "In Olivetti c'era la convinzione che i due fossero stati uccisi dai servizi segreti americani, per favorire l'IBM".

Ma anche gli Agnelli erano contrari al grande sviluppo che stava promettendo l'informatica in Italia. Possedendo azioni della Olivetti, gli Agnelli seguiti da altri azionisti se ne disfecero affossando l'industria di Ivrea che aveva già 36.000 dipendenti, e un know out nello specfico settore di caratura mondiale. (in Italia si voleva che la "Grande Industria" fosse una sola: la Fiat).
Dopo la vendita della Olivetti Informatica alla General Electric, rimasto quasi disoccupato, emigrò in USA anche Federico Faggin (era anche lui un giovane preparato nell'elettronica) che era stato per le sue capacità - prima ancora di laurearsi - assunto da Adriano Olivetti in persona già a 19 anni. Così in Usa lui andò a inventare il Microprocessore facendo nascere e decollare la Sylicon Walley e tutta l'informatica americana.

Poi dal 1980 in Italia iniziò l'offensiva neoliberista.
E nel 1992 la stessa IRI fu trasfomata in società per azioni. Nacque così il Capitalismo predatore, la burocratizzazione, il soffocante predominio della finanza; vengono privatizzate tutte le quasi 1000 società aziende statali che si erano formate, non solo nelle grandi industrie dell'acciaio ma anche negli altri settori, compreso quello alimentare. Rallo e Venier nel 92 firmarono il volume "Il disastro di una Nazione", descrivendo la "smobilitazzione delle aziende di Stato, la liquidazione del "deprecato" Stato imprenditore-banchiere". Ovviamente per diventare " Imprenditore-Banchiere Privato".

Fu una politica a cui la sinistra si omologò rapidamente. Vedi gli aiuti alle Banche, dopo i loro intrallazzi verso ignari risparmiatori. Si fece sì - guidata da Pier Ferdinando Casini - una Commissione di Inchiesta per fare luce sull'allegra finanza. Ma i risultati sono poi stati secretati. E Casini (lui ex DC, poi nelle file di Forza Italia, poi fondatore della UDC, trasmigra infine alla sinistra con Renzi che l'ha candidato Senatore indipendente del PD. Una bella carriera in 38 anni consecutivi nei vari partiti, da deputato e senatore.

Attualmente - anni 2021 - va al Governo Draghi. Proprio lui contribuì in maniera significativa allo smantellamento dell'IRI. E' singolare che lui oggi parla di "ricostruzione nazionale". Nel volume "Italia del Futuro" Filippo Burla questa sua voglia di rinascita la descrive come "Un nuovo "IRI 2" per promuovere lavoro, formazione e sviluppo". L'Italia a causa del Covid a questa "rinascita" ventilata da Draghi, ci spera molto. Sperando che al "nuovo Beneduce" non gli mettono i bastoni nelle ruote i suoi ex "amici" della UE.

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FURONO PROPRIO QUELLE INIZIATIVE DI BENEDUCE
narrate sopra
NEL CAMPO ECONOMICO, INDUSTRIALE E BANCARIO
CHE FECE INSOMMA DECOLLARE IL FASCISMO IN ITALIA.

DA SOLO MUSSOLINI AVREBBE FATTO BEN POCO
COME POCO AVREBBE POTUTO FARE
ANCHE NELL DICHIARAZIONE DI GUERRA NEL 1940.




LA RESISTENZA IN UNA SCIAGURATA GUERRA
Ma di questa guerra, vogliamo essere un po' realisti ?

o giriamo il mestolo dentro la pentola
degli italiani.... ieri "fascisti" e..... oggi tutti "antifascisti"....
.... senza voltarci?

 

LA RESISTENZA PARTE SECONDA >>>>>>>>>

 

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