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UNO DEI GRANDI PROBLEMI OGGI....
(E NON SOLO DA OGGI)
DA RISOLVERE IN ITALIA....
E' QUELLO...... DI UNA RADICALE
RIFORMA COSTITUZIONALE

NATA IN MODO PIUTTOSTO ANOMALO
POGGIANTE SU UNA INTERPRETAZIONE DI QUELLA CHE FU CHIAMATA
"LIBERAZIONE" partigiana

(così la si celebra ancora oggi)
(alcuni studenti, oggi poco informati, o informati male,
credono che con i partigiani abbiamo vinto perfino la 2a Guerra Mondiale)


UNA "LIBERAZIONE" - SI DICE - POGGIANTE SULLA "RESISTENZA" DEI PARTIGIANI.
(Uomini che si erano rifiutati al richiamo alle armi nella nuova RSI.
Trattati come disertori, si rifugiarono in montagna per fuggire alle rappresaglie).
E se dalla RSI erano considerati "disertori",
una parte di italiani (di SX ma che guardavano a Est), furono questi invece indicati come "patrioti".

Dalle Valli questi "patrioti" scesero a Milano il 25 aprile, mentre vi era già la resa dei nazisti,
con gli angloamericani che dopo la pattuita resa di Wolff....
(che sconcertò Mussolini "ci hanno trattati sempre da inferiori e adesso ci hanno anche traditi")
.....si erano decisi via terra a superare la linea del Po per raggiungere il 29 Milano.

((((( NON E' CHE NELLA PRECEDENTE GUERRA TUTTO ERA FILATO LISCIO)
Il Generale Cadorna nella Prima Guerra Mondiale, molto autoritario, oltre che anche lui passare per le armi i disertori per alcuni attacchi falliti, compresa Caporetto, impose una sua spietata disciplina. Attribuendo alla scarsa combattività di alcuni reparti, accusati di vigliaccheria, con una disciplina brutale operava con punizioni eccessive. Fino al punto di arrivare alla fucilazione di soldati ritenuti codardi, scegliendone a caso uno ogni dieci. Provocando un angoscia dagli effetti devastanti agli innocenti che si erano invece impegnati. )))))


Questa fu poi la vera "Liberazione"
(o meglio la nuova "invasione" degli "ex nemici",
che gli italiani per opportunismo chiamarono subito i "ns alleati"
.
("finalmente adesso si mangia" - con gli aiuti poi del Piano Marshall furono accontentati!)
Il Cardinale Schuster che prima benediva i gagliardetti
accolse i primi aiuti "americani" in Piazza Duomo benedicendoli come "gli aiuti di Dio".)

MA MILANO GLI ANGLOAMERICANI CON I LORO BOMBARDAMENTI.... L'AVEVANO RIDOTTA IN MACERIE.
Anche se evitarono l'uso di una Bomba Atomica
e la distruzione totale di Milano.

Arthur Harris (lui il capo del Bombard Comand) a febbraio saputo la potenza dell'atomica voleva usarla subito !!
Lui voleva sbarazzarsi dei nazisti, dei fascisti e dei Titini a est in un colpo solo.
Mancò poco che Milano diventasse così....

Gli dissero di NO ma solo perchè a febbraio le atomiche non erano ancora pronte >>>HARRIS . i documenti >>>>>

Inoltre in febbraio in USA c'era ancora Presidente Roosevelt, morto poi il 12 aprile.,
Diventato Presidente Truman, sappiamo che lui
voleva far finire subito la guerra in Europa ad ogni costo.
Sicuramente Truman avrebbe accontentato Harris. Quello che andò poi a fare in Giappone 4 mesi dopo.

Harris voleva bombaradre Milano ugualmente con i suoi bombardieri, già pronti. Gli si disse ancora NO.
Perchè gli angloamericani avevano intenzione di invadere via terra la Val Padana.
Harris il 13-14 febbraio con i suoi
529 "Lancaster" già pronti per Milano, andò a rovesciare su DRESDA
migliaia di bombe incendiari e bombe-mina da 2.000 kg.
Dresda fu trasformata in un'unica enorme lingua di fuoco causando 200.000 morti.


MA IN APRILE MILANO ERA GIA' COSI' RIDOTTA.......

OLTRE L'INFAME BOMBARDAMENTO DI GORLA
(vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA dove si vergognò perfino la morte ).
(Il pilota doveva distruggere una fabbrica, ma si trovò su una direttrice errata, e per non tornare a casa con le sue bombe,
le sganciò su una scuola, uccidendo 184 bambini e 10 maestre. Il pilota James B. Knapp fu perfino premiato.
Probabilmente da giovane aveva studiato per entrare nella civiltà degli umani.
Invece lui e tanti altri rimasero "bestie". Anzi peggio: pagati per uccidere!! E le bestie questo non lo fanno.



Il "PARTIGIANO",
Lui era un combattente anomalo, che letteralmente significava "di parte", che lottava a fianco di un popolo sotto oppressione, una difesa di natura civile, una lotta di forze (formando bande) contro un potere costituito in Italia non gradito come quello della Rep. Sociale, alleata ai Nazisti. Ma dobbiamo anche dire che non tutti gli italiani si riconobbero in questi "patrioti", perchè una gran parte di essi volevano fare una loro "rivoluzione" che avrebbe portato l'Italia sotto il potere boscevico, quello staliniano.

Due terzi di questi uomini erano legati alla sinistra. Parri nell'emanare la sua direttiva n. 18, invitava i comunisti italiani a fare "L'insurrezione generale" lui mirava a far diventare l'Italia un satellite di Mosca e andava dicendo "che era giunta l’ora di "scatenare l’attacco definitivo", "una "lotta ai padroni". (non per nulla che ca. 5000 Titini erano già con loro in Italia)
A contrastare questi partigiani fin dall'inizio c'erano stati gli angloamericani sbarcati in Italia. Già nel novembre del 44 Alexander voleva far sciogliere quelle bande; gli angloamericani non concepivano minimamente una "guerra di bande" di disertori, come quelle fatte dai partigiani, ex soldati andati allo sbando, che dalle caserme pure loro (giustamenete o no) avevano imitato la ignominosa fuga del 9 settembre del Re e di tutto lo Stato Maggiore, Badoglio compreso..
Poi ci furono degli accordi segreti, i partigiani rimasero nelle valli e in certi casi gli angloamericani sfruttarono le loro incursioni. Paracadutando perfino a loro dei rifornimenti. Ma dentro nelle loro file avevano messo dei loro infiltrati e quindi sapevano ogni mossa e sicuramente l'annunciata rivoluzione non l'avrebbero permessa. In Grecia vi era già stata una simile insurrezione comunista, ma ci riempirono i cimiteri con Stalin zitto zitto a guardare "perché avrebbe dovuto intervenire?, i patti di Yalta era precisi" disse Churchill.
Ma volendo imitare la Berlino liberata dall'Armata Rossa, a Milano erano già pronti !!!! Attendevano il segnale.

I partigiani il 25 entrando a Milano avevano già formato un loro governo. Fu perfino occupata la tipografia del Corriere della Sera per stampare i primi fogli scrivendo come su L'Unità, che "l'Insurrezione era già in atto", verso la Vittoria. "e come a Berlino sventolerà in Italia la bandiera rossa". - "I lavoratori abbiano il controllo sulla produzione"!!!! " Il popolo si governi da sè" (come in Russia?)

(il comando CLN voleva applicare il famoso testo della"socializzazione" fatta da Mussolini nel '44.
(che però a loro non era gradita perchè "un era un concorrente)
che contemplava la "spartizione di utili" con gli operai")
Ma alla "liberazione" qusta non era affatto gradita dagli industriali industriali.
E per prima cosa - ovviamente - chiesero di non applicarla.

poi ci fu lo scenario.........."di spettacolare bellezza"..............

La famosa "macelleria di Piazzale Loreto" che indignò non solo gli angloamericani
ma perfino Pertini: lui disse che
"avevano disonorato la Resistenza".
Ed anche lo stesso
Parri scrisse "Fu esibizionismo di alcuni;
i veri partigiani erano non più di un centinaio di migliaia (!!),
ora si contano a milioni… speriamo che queste
"scorie" si eliminino da sole"
.

In alcune contrade italiane i partigiani dopo aver eliminato alcuni presidi nazisti
misero in ognuna dei propri comandi, dichiarandole "Repubbliche".
Autonome rispetto ai comandi militari.

Queste prime repubbliche nascono in uno zodiaco di incertezza, difficoltà, contraddizioni, confusioni.

"Le amministrazioni fasciste sono sostituite da nuove amministrazioni,
che dovevano esser veri rappresentanti degli interessi della popolazione"

(Qui le MAPPE e i nomi delle "Repubbliche" "Partigiane" >>>>>>

Dopo essere rimasti in stallo oltre PO'
gli angloamericani smisero di bombardare la Val Padana e finalmente a metà Aprile
decisero di intervenire via terra con il loro potente esercito.


Quando entrarono a Milano gli angloamericani insediandosi furono piuttosto drastici. Imposero subito la consegna delle armi e lo scioglimento di tutte le bande partigiane. La sfilata per le vie del centro non fu concessa; solo se fatta in borghese. Non così in Francia a Parigi dove sotto l'Arco di Trionfo gli angloamericani con in testa Churchill, sfilò con al suo fianco De Gaulle, lui che non aveva mai voluto - nella resistenza - un appoggio dei partigiani di sinistra.

Poi proprio a Parigi così finì l'Italia della
cosiddetta "liberazione"



"Firmata a Parigi la nostra dura condanna"
"Amaro silenzio in tutta Italia"
"un triste giorno per l'Italia".


(((((( Ma l'aveva già capito TOGLIATTI che la Rivoluzione non si doveva fare
rientrato dalla Russia opportunisticamente
prima si mise a disposizione del Re e Badoglio,
poi entrò perfino nel 1° Governo De Gasperi come Ministro))))

L' "utopia-sogno" dei "Partigiani Comunisti" in Italia fini in quel 29 aprile 1945.
Il comunicato dei "Liberatori" fu piuttosto esplicitto:


"L'Amministrazione anglo-americana insediatasi
non si limiterà solo alla sorveglianza bellica
ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana,
anche nei minimi particolari della vita del Paese dove essa
decide in modo e forma categorica ed "imperativa" (!!!!!!).

(((((( E inziarono a mettere le loro BASI sul territorio italiano
Iniziarono a dominare la politica italiana. Sia con gli aiuti che con il loro grande apparato militare
mettendo 113 basi in Italia sotto l'ombrello NATO.
Queste basi e i reparti speciali creati in Italia furono quelli che diedero l'apparente
libertà all'Italia che ebbe anche però una punizione:
che si da' di solito ai vinti: di non poter creare un vero e proprio suo esercito. ))))))

 

Poi in italia ci fu concesso il REFERENDUM, seguito dai LAVORI DELLA COSTITUENTE >>>>>>>
Ma ricordiamo che nel redigere la COSTITUZIONE
alla Costituente su 556 uomini
vi erano SOLO 21 DONNE !!!!!!

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AL REFERENDUM COSI' SI VOTO'....

A FAVORE DELLA REPUBBLICA VOTI 12.718.641 - A FAVORE DELLA MONARCHIA  VOTI 10.718.502
( uno scarto di 2.000.139 voti )
MA LE SCHEDE NULLE FURONO 1.498.136
Non votarono, le Province Bolzano, Trieste e tutta la Venezia Giulia, pari a 1.625.000 voti.

i risultati furono molto singolari in alcune Regioni.....
In quelle del Centro e del Sud si ebbe un netto appoggio alla Monarchia e al MSI
(5.927.000 a favore Monarchia- 3.358.000 a favore Repubblica)
,
come vediamo sopra - in Sicilia, in Puglia, in Campania e in Abruzzo....
in queste elezioni ci furono non poche sorprese......
DIAMO QUI ANCHE I RISULTATI CITTA' per CITTA' >>>>DI 5 ANNI DI ELEZIONI >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Parteciparono 166 partiti

qui ad esempio in Abruzzo ....

Riguardo alla Ns. COSTITUZIONE (fu presa a modello quella SOVIETICA dell'anno precedente... > QUI in originale >>>

E proprio per questo motivo sarebbe ora di esaminare i vecchi contenuti e di emanare una nuova di Costituzione. Eliminando quella parte che già allora era anomale
, ma (dopo 73 anni) non é nemmeno più adatta ai nostri tempi né a certe ideologie.

Come ad es. il Ns Art. 41 ("controllo dell' economia Pubblica e Privata" - di stampo Stalinista) (che per fortuna fu disattesa).
o l'odiato Art.67 : "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
Ricordiamo che anche il ns. ART. 1 fu discusso a lungo in Italia......
In Russia vi era invece questo....
* Art. 1 "L'Urss é uno stato socialista degli operai, alla conquista della dittatura del proletariato" ma si aggiunse e si precisò all'...
* Art. 6 . "La terra, il sottosuolo, le acque, le foreste, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti per ferrovia, per via d’acqua e per via aerea, le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi imprese agricole organizzate dallo Stato (sovchoz, stazioni di macchine e trattori, ecc.), nonché le imprese comunali e il complesso fondamentale delle abitazioni nelle città e nei centri industriali, sono proprietà dello Stato, cioé patrimonio di tutto....IL POPOLO (!!! sic !!!!). Che agli ordine di un capo popolo del Partito, doveva allineare e far lavorare nei
Kolchoz uomini e donne ...... anche se erano incinte di 8 mesi ....

 

Mentre nella....... (possiedo tutti i lavori)
NS. COSTITUZIONE >>> QUI TUTTI I LAVORI DEI COSTITUENTI >>>>>
QUI LA "CARTA" FINALE CON i PRINCIPI FONDAMENTALI - TUTTI GLI ARTICOLI >>>>
... si afferma....

* Art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, "fondata sulla libertà e sul lavoro" (proposta da Fanfani)
Mentre Nenni e Togliatti volevano mettere dei "lavoratori". Ma fu cancellata.
nel corso del dibattito vi furono oscillazioni per trovare la formula da adottare: all’interno della Commissione, ovviamente soprattutto a sinistra, si giunse a proporre la dizione “stato socialista di operai e contadini”, che era propria la caratteristica della Costituzione sovietica. Al diritto si accompagnava il dovere com'era scritto nella Costituzione russa: «chi non lavora non mangia». Fu rifiutata perché ritenuta troppo classista e troppo comunista; la proposta che invece prevalse, peraltro con l’appoggio di Ruini, fu quella dell’onorevole Basso e di altri: “l’Italia è una Repubblica democratica di lavoratori”. Fanfani, per sottolineare il distacco da strutture totalitarie di comunismo, riuscì invce a completare l’articolo con “Repubblica Democratica fondata sulla libertà e sul lavoro”, anche se alla maggioranza sembrò che l’esigenza di libertà fosse già implicita nell’espressione “Repubblica democratica”. Tuttavia fu applicata interamente quella di Fanfani.
seguì......
* Art. 41: "L'iniziativa economica privata è libera".
* Art. 46: "La Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori alla gestione delle aziende".

( Ricordiamo che nel dopoguerra si varò la Legge n. 51, del "Commercio Libero" ognuno in Italia era libero di aprire
* un negozio,
* una attività artigianale,
* un' azienda agricola,
senza tante scartoffie burocratiche.

E fu proprio questa libera iniziativa
che nell'arco di pochi anni andò a creare il "Miracolo Economico" Italiano.
Basti dire che i consumi passarono da 7.920 miliardi del '51 ai 15.578 miliardi del '61.
Vi erano soggetti che senza studi, dopo aver fatto il garzone (Benetton), il martinit (Del Vecchio), il commesso alla Rinascente (Armani) e tanti altri, crearono imprese sempre più grandi. Dimostrando che erano più bravi di chi li amministrava. Vi fu un solo politico (Bassetti) onesto, che confessò "a fare una ripresa così gagliarda noi politici non ci saremmo mai riusciti, abbiamo quindi lasciato fare tutto agli italiani, e per fortuna ci è andata bene".
Ma questo "Miracolo" diede ben presto fastidio alle banche e ai politici loro protettori; via via questi (con il loro pacchetto di voti locai) iniziarono ad insediarsi nei propri "Feudi", dentro i comuni, le province per regolare l'economia, quel mercato dalle "uova d'oro",- con una nuova Legge - dicendo ipocritamente che era da migliorare quella precedente, ma solo perchè dalle loro mani non passava del denaro. Perfino i datori di lavoro davano ai dipendenti le "Buste paga" con dentro il contante.
Le banche con i politici accanto reagirono " e noi cosa ci stiamo a fare?" Non si sa se furono le banche parassite dei politici oppure parassiti furono i politici parassiti delle banche.
Fu così che nel 1971, fu ripresa e riapplicata proprio una delle tante VITUPERATE leggi fasciste del 1926 (che però adesso andava bene!!) ma con ben precisi scopi. Era queste la Legge 426 n. 558 e n. 425. Motivo si disse: che quella varata nel '51 era risultata negativa (dei maldestri..non efficienti..) ...e che quella "fascista" del '26 era molto migliore. ( nessun antifascista ebbe da ridire!!!) - Il profumo dei soldi piaceva a tanti, forse a troppi. Nacquero - facendo chiudere ca. 500.000 negozi - le grandi catene distributive, 607, tutte in mano a solo quattro grandi gruppi: 144 erano della Montedison (Standa), 61 della Ifi Fiat (Sma) , 51 del gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 (La Centrale -Pam). Perfino alla SX che si inventò le Coop, che erano inizialmente Cooperative, ma poi diventarono anche loro Società per azioni.)
I PARTICOLARI SUL "MIRACOLO ECONOMICO" QUI >>>>>

 

TORNIAMO ALLA NS. COSTITUZIONE
Anche nella formazione del tipo di Costituzione la Ns. come quella russa non è PRESIDENZIALE ( Questa é un regime consigliabile nei paesi con lunghe tradizioni democratiche, in cui non esiste nessun pericolo di colpi di stato o di soluzione autoritaria, come negli Stati Uniti, in Inghilterra ecc.) (Il presidente è democraticamente eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di Stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare.

La ns. é PARLAMENTARE.
(((((( Il presidente del Consiglio gode di una maggioranza in parlamento, è proposto e sostenuto da un partito o da una coalizione. Se il presidente va in minoranza, si torna a votare --- Il presidente della Repubblica, come succede anche oggi in Italia, è solo il “guardiano della costituzione”, controlla che il Presidente del Consiglio segua le procedure previste dalla legge, legittimi i decreti legge con un voto in Parlamento entro 60 giorni.)))).
Anche in RUSSIA era Parlamentare
Art. 42 " Il Soviet elegge il Presidente del Soviet e due Vicepresidenti.

Art. 47 "A difetto di una decisione concorde di ambedue le Camere, il Presidium del Soviet Supremo dell'U.R.S.S. discioglie il Soviet Supremo dell'U.R.S.S. e indice nuove elezioni.
Mentre nella nostra - molto simile - fu inserito, per gli italiani elettori..... il più odiato articolo.
UNA VERA E PROPRIA TRUFFA NEI CONFRONTI DEGLI ELETTORI.

* Art.67 "ogni membro del Parlamento esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
Che rende legittimo per i parlamentari il passaggio a un gruppo parlamentare diverso da quello originario, relativo alla lista di elezione.

Questo favorisce le odiose "migrazioni", il "cambio di casacca" dei Parlamentari eletti con un partito, che entrano in un altro o in un altro gruppo facendo mutare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. E' detto anche “trasformismo". Che rischia di allontanare i cittadini dalle istituzioni. Questo parlamentare "voltafaccia" cambia linea politica e non agisce più secondo coscienza.
Alcuni elettori non sanno più nemmeno a quale gruppo appartiene un parlamentare che lui ha votato in buonafede.
E' detto anche "mercinomio", perché alcuni lo fanno dopo aver ricevuto un compenso in denaro da un capo di Partito che è ricco, oppure riceve la promessa di un Sottosegretariato, e perfino la poltrona di Ministro. Alcuni di questi "il transfughi" sono diventati anche famosi. Emigrati già da due tre partiti, sono diventati decisivi alla maggioranza con un solo voto. Poi questo "furbate" sono diventate sempre di più patologicche (ieri e poi via via anche oggi - 20 di questi trasfughi riuniti in un "partitino" - non eletti dagli elettori - sono anche riusciti a far cadere un Governo !!!
Ne fanno eleggere un altro, e poi possono anche dire "questo l'ho fatto io !!"

In Germania nel Bundestag c’è il divieto mandato imperativo. Dove i rappresentanti "voltafaccia" possono essere revocati in qualsiasi momento. Cioè mandati a casa !! O come quello americano o svizzero, che si basa su un vincolo fiduciario tra parlamento e governo.
I parlamentari che hanno abbandonato il proprio gruppo in questa legislatura sono stati ca. 200.

Questa non è più Democrazia del Popolo Italiano, ma “viviamo in una democrazia malata“ un sistema fatto da parlamentari che si garantiscono reciprocamente e dove spesso i controllori sono al tempo stesso anche i controllati.
Non cè da meravigliarsi oggi se la Sinistra - che ha approfittato con il "partitino" di sopra, non ha più una sua fisionomia e ormai nuota nel mare magnum di un globalismo liberal-democratico che contraddice la sua specificità identitaria del dopoguerra. Ne' dobbiamo meravigliarsi se la Destra invoca spesso il responso popolare per una "Democrazia Decidente" che è ormai questo un bisogno diffuso dagli elettori.
Il "cambio casacca" é considerata dagli elettori una "truffa" nei loro confronti. "Io voto tizio perchè ha la mia stima e lo credo capace di prendere le mie parti, e invece me lo ritrovo dall'altra parte". Cioè un vero e proprio "tradimento" per non dire una vera e propria "truffa".
Ma che a molti sta bene così. Perchè così anche questi "molti" ne possono così approfittare.
Questo "tradimento" "mercinomio" iniziò negli anni '70. Poi quando nei primi anni '90 ci fu "tangentopoli" scoprimmo tutti che era una prassi normale dentro la Politica dare e ricevere tangenti. Una vera e propria collusione fra politica e imprenditoria. La tangente era diventata una sorta di "tassa". Craxi , segretario del PSI, si scagliò contro stampa e magistratura dicendo che stavano creando un "clima infame". Ma in questo clima ci fu una pioggia di avvisi di garanzia a politici e imprenditori. Craxi portato in aula poi ammise sì di aver ricevuto finanziamenti illeciti, ma si giustificò sostenendo che lui non era il solo ma "che tutti facevano così". A quel punto fu sempre più vicina la prospettiva di un suo arresto (che infatti poi si verificò, ma fu lesto a fuggire all'estero).
Ma già numerosi era stati gli arresti, le confessioni, e anche i suicidi. Il più clamoroso fu Gardini (dopo che era stato dato il via la Processo Cusani (tangenti Enimont).
Nel trambusto seguito dopo "Mani Pulite", con quasi tutti i partiti coinvolti elettoralemente e ridotti al lumicino, scese improvvisamente in campo Berlusconi e vinte le elezioni nel 1994, il suo governo inviò degli ispettori per indagare le scorrettezze commesse dai magistrati della Procura di Milano con Mani pulite. Insomma che era "giustizialismo". (Una difesa per la sua futura politica'?)
Erano stati 64 i parlamentari invischiati in storie di corruzione. Le autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari e ministri a partire dal 1994 furono 580e, 104 richieste di autorizzazione a procedere. Ci fu una media annua di 252 Sentenze della cassazion e 365 persone l'anno denunciate per corruzione e concussione tra il 1984 e il 1991. 1076 delitti con 1991 persone tra il 1992 e il 1996.
Il "sistema": partiti corrotti assicuravano la riproduzione della corruzione, socializzando i loro amministratori ad accettare le tangenti come comportamento politico normale, imponendole come tacita regola nei rapporti tra amministratori pubblici e imprenditori privati.
I politici corrotti così facendo acquisivano consensi elettorali tramite una gestione clientelare della cosa pubblica e l'investimento di una parte delle tangenti per la creazione di personali macchine di potere.
Questo fecero emergere gli effetti della corruzione sulle democrazie. Intaccando i principi di eguaglianza di diritti e trasparenza nel funzionamento della amministrazione pubblica, modificandone la stessa natura, oltre che gli esiti, della competizione elettorale. Con la corruzione, il personale politico premiava le doti di spregiudicatezza di alcuni soggetti, oltre all''abilità ad usare loro stessi il ricavato delle tangenti nella politica.

CON TANGENTOPOLI SEMBRO' TUTTO FINITO.? UN RITORNO ALLA NORMALITA'? MA NEMMENO PER SOGNO. SI AFFILARONO SOLO LE ARMI. CHE DIVENTARONO DA ALLORA IN POI ANCOR PIU' MICIDIALI, OLTRE CHE PIU' FURBERSCHE. SI POTEVA CREARE UN PARTITINO DI UNA VENTINA DI POLITICI GIA' USCITI DAL PARTITO DOVE PRIMA ERANO STATI ELETTI, E "COMPRATI" (QUINDI NON ELETTI DAI LORO ELETTORI) E CON QUESTI TRASFUGHI PERFINO PROVOCARE UNA CADUTA DI UNA LEGGE O ADDIRITTURA BOCCIARE UNA MAGGIORANZA.
GRAZIE ALL'INFAME 'ART. 67
TORNIAMO ALL'INIZIO
Gli esiti del voto del REFERENDUM delinearono il reale panorama politico italiano del momento:

Scarsa fu la consistenza dei partiti minori. La Democrazia Cristiana (DC) assumeva un peso preponderante e, sul versante avverso, il Partito Comunista (PCI) diventò il suo vero antagonista.
Ma una forza rielevante fu anche il partito socialista (PSI) - ma che in seguito si distaccò polemicamente dalla sinistra, camminando con le proprie gambe.
Infine nel '94 con un "Palazzinaro" sceso in campo, costui si unì a una destra che più destra di così non poteva essere, con Fini e la Mussolini, e se ne fregò altamente della "Legge Scelba". (gli antifascisti tutti zitti !!)

IL PADRE della Costituzione e PRESIDENTE DELLA COSTITUENTE fu l'EBREO Umberto TERRACINI. Lui era stato uno dei fondatori nel 1921 del Partito Comunista Italiano (!!!!) . Gli ebrei allora erano presenti nelle Università, nel giornalismo, nel mondo della cultura, della finanza e nelle libere professioni, ma assai meno presenti nelle grandi cariche direttive al vertice dello Stato. Tuttavia furono poi diversi iscritti al Partito Fascista dopo la riunione di San Sepolcro del 1919. Man mano che il regime si consolidava e acquistava consenso, la percentuale di ebrei con la tessera fascista diventò più numerosa, anche se fu meno significativa una vera e propria adesione sincera all’ideologia fascista.
Solo quando nel 1931 il regime impose il giuramento di fedeltà al fascismo ai docenti universitari, gli ebrei furono solo 6 dei 14 professori ordinari che rifiutarono il giuramento, con il risultato di dover abbandonare la cattedra.

Solo in seguito
a partire dal 1933 il Congresso Ebraico Americano fu messo in allarme attraverso il DAILY EXPRESS del 24 Marzo 1933. Fu
insomma una guerra dichiarata. Infine anche il famoso "piano Morgenthau" (eliminazione di tutti i tedeschi) (vedi qui >>>>> ....ma anche QUI >>>>> ....dove fu lanciato "un piano di smembramento della Germania con la castrazione di 48 milioni di uomini tedeschi, mirando a una estinzione biologica di tutto il popolo tedesco". E aggiunse: "Basterebbe impedire per i secoli la capacità e la facoltà di generare per liberare l’umanità da un immensa sventura".
E questo progetto fece scattare la dura reazione di Hitler con il suo razzismo e l'odio di tutti i tedeschi verso gli ebrei.


Ma una donna in particolare fu accanto a Mussolini in quella riunione del 25 marzo in piazza San Sepolcro, MARGHERITA SARFATTI. Era una donna - oggi non molto ricordata perchè scomoda e non certo gradita né ai comunisti, né agli ebrei, oggi svisceratamente antifascisti.
La Sarfatti era ebrea. Molto ricca, di ceto sociale alto. (Suo padre era amico di Papa Pio X. Gran Finanziere, fu il fondatore della Società di Vaporetti di Venezia. Lui a traformare il Lido in una località turistica). Questa donna ebbe un ruolo fondamentale nella fondazione del Partito Nazionale Fascista di Mussolini collaborando accanto a lui per ben 10 anni a Milano. Definita un’anticipatrice del fascismo, ma di un fascismo borghese.
E proprio a lei si deve lo sviluppo del fascismo, fin dal primo giorno di San Sepolcro con i locali messi a disposizione da suoi amici ebrei industriali. Fu lei la Sarfatti - oltre che amante - la finanziatrice del Partito. Lei la fondatrice della Rivista "Gerarchia". Ed ancora lei la coordinatrice iniziale del movimento fascista. Quando Mussolini divenne poi capo del governo, la Sarfatti toccò il cielo con un dito: ne influenzò sempre di più il giudizio, guidò l’esperienza della rivista di teoria politica e scrisse la Biografia “Dux”, che ebbe un successo così strepitoso (fu tradotta in 19 lingue - in Giappone 300.000 copie) che da allora si disse di lei - e fu indicata - "La donna che inventò Mussolini".

Avendo un legame con la Costituente di cui parliamo in queste pagine, ricordiamo brevemente cosa avvenne in quella riunione in piazza San Sepolcro, nella sala prestata dal Circolo degli Industriali. Lì' si misero le prime basi del Fascio milanese. "Fascio" era un termine legato ancora alla sinistra spontaneista e rivoluzionaria (fin dal1893).
Perfino lo stesso Mussolini era uno che incitava le masse lavoratrici agli scioperi; finì anche in prigione.

Mussolini nel suo programma di San Sepolcro era stato irredentista, antiparlametarista, antisocialista, anticlericale. E proprio per questo la riunione fu un po' burrascosa. Vi si intrecciavano rivendicazioni nazionali e rivendicazioni sociali. Si chiedeva una Costituente del Popolo, il suffragio universale, il voto alle donne, l'istituzione di referendum popolare, l'abolizione del Senato, il servizio militare obbligatorio, ed infine la limitazione dello Stato alla direzione della nazione dal punto di vista civile e politico.
In campo economico mirava allo scioglimento delle società anonime, la soppressione della speculazione di borsa e bancaria, imposta sul capitale, la confisca dei beni delle congregazioni religiose. Si prevedeva la giornata lavorativa di 8 ore, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, la concessione di terre ai contadini, la nazionalizzazione delle industrie di guerra ("avete fatto i soldi con la guerra? adesso é ora che pagate !!!"
Ovvio che alcuni temi non incontrarono l'adesione dei dirigenti del Circolo Industriale che avevano offerto la sala, ma Mussolini - molto opportunista - ritoccò e addolcì alcuni temi che tuttavia rimasero dominanti. Vi era del resto un nutrito consenso della masse (stanche degli scioperi selvaggi che non approdavano a nulla) e un consenso anche della nascente nuova borghesia.
"Masse" e le "élites" UNITE !!! : le prime erano deluse e guardavano all'uomo forte, le seconde rialzarono la testa.
Alle elezioni del novembre dello stesso 1919, Mussolini si presentò con una lista. Ma fece fiasco, prese solo 4795 voti, contro i 170.000 dei Socialisti e 74.000 dei Popolari. L' ironia dei socialisti fu tanta, e quel successo li rese ancora più aggressivi con degli scioperi selvaggi. Fu il nuovo allarme per gli industriali, che fondata la Confindustria, uniti iniziarono ad adottare le "serrate". Non solo, ma iniziarono a far affluire dei fondi nelle casse del Fascio. Non proprio nella misura del successivo 1921, ma fu sufficiente per far sviluppare a Mussolini il suo movimento e il suo giornale, dove con opportunismo lui gli diede il sottotitolo "Dei Lavoratori e dei Produttori". Trovò inoltre sostegno presso le autorità locali, l'esercito, la polizia, i carabinieri. Tutti costoro non è che preferivano la sovversione fascista, ma sicuramente allontanavano una rivoluzione di tipo sovietico.
Si costituirono gruppi di giovani e giovanissimi, figli della borghesia agraria, delle classi medie, ex combattenti, gli Arditi, ex estremisti, i tanti disoccupati che con la crisi e con le "serrate" non avevano più uno stipendio. Furono proprio questi gruppi che diedero vita allo "squadrismo", con le loro "spedizioni punitive", in
410 città e paesi d'Italia; assalto alle Camere del Lavoro, alle Case del Popolo, alle sedi di Sindacati, distruggendo tutti quei simboli del socialismo.
Un "Libro Cronaca" anche fotografica delle distruzioni - in queste rarissime pagine di MATTEOTTI >>>>>>
( CHE GLI COSTO' LA VITA !!)

Mussolini in persona, questa fase di azioni violente non le incoraggiò affatto, temeva che avrebbero preoccupato gli ambienti economici, i dirigenti politici, il Governo, il RE; era preoccupato di non poterle più controllare. Ma ormai in diverse città come a Ferrara, Bologna, Ravenna, Roma, erano sorti i "ras", Federzoni, Farinacci, Grandi, Balbo, Bottai ed altri che agivano col terrore. Poi vi era anche il megalomane D'annunzio che voleva far lui la Marcia su Roma. Mussolini tentò dei "patti di pacificazione" con gli avversari socialisti. Ma i "Ras" li fecero fallire. (alcuni si ritenevano perfino superiori a Mussolini - E infatti più avanti ci fu anche l'occasione per sostituirlo).
Mussolini non solo era deciso a normalizzare il partito scaricando i violenti, ma era deciso ad eliminare chi prima "nel patto" e poi nella "crisi Matteotti" aveva tentato di scalzarlo. Un pamphlet antinazionalista (sinistra fascista) puntava il dito su Federzoni "l'uomo senza scrupoli che sta lavorando per scalzare Mussolini". E più avanti sarà proprio Mussolini a scaricare l'irriducibile Farinacci che ad ogni piccolo incidente era pronto a sguinzagliare i suoi "squadristi" "giustizieri" per far menar loro le mani e distruggere ogni cosa.
Nella successiva 'Italia dei "2000 Migliori ""uomini della nazione operante"" di giovani squadristi ven'erano ben pochi. Su 2000 solo 32.

Nel 1921, prima ancora della famosa "Marcia su Roma", nella segreteria dei Fasci su 151.000 aderenti, si contavano 18.000 proprietari agrari, 4000 industriali, 14.000 commercianti. 15.000 impiegati, 7.000 funzionari, 10.000 professionisti, 20.000 studenti appartenenti alla borghesia, oltre a operai disoccupati.

IL CONSENSO: il 21 aprile 1925 sui principali quotidiani dell'epoca fu pubblicato "Il Manifesto degli intellettuali fascisti", redatto da GIOVANNI GENTILE. Il primo documento ideologico della parte della cultura italiana che aderì al regime fascista.

POI..... via via si aggiunsero gli italiani importanti (nobili, attempati professionisti, professori, scrittori, militari, grandi industriali, che lo appoggiarono e ne ricevettero benefici (non solo durante ma poi .....anche dopo il fascismo, cambiando solo la camicia).

i "MIGLIORI DELLA NAZIONE OPERANTE > i NOMI e la loro biografia >>>>.
Principi 6, Conti 45, Duca 4, Marchesi 15, Nobili 18, Professori 82, Avvocati 182, Militari 65, Commendatori e Cavalieri del Regno 280, Scrittori e giornalisti 26.

VI STUPIRETE LEGGENDO anche questi famosi nomi di vari settori dell'Italia Artistica, Letteraria, del Teatro, della Musica ecc. (che si dichiararono patrioti) e che aderirono alla RSI.
https://www.youtube.com/watch?v=XXrAtdvDgfE

 

TUTTO QUELLO CHE POI SEGUI' LO TROVATE IN
QUESTA TABELLA CON ALTRI 61 FILES >>>>>>>

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TORNIAMO ALLA COSTITUENTE

I 75 della Costituente terminarono i lavori nell' Assemblea
e dopo dibattito su alcune modifiche si ebbe la finale approvazione, il 22 dicembre 1947.

TERRACINI Presidente della Costituente fu poi nominato senatore del PCI;
vi rimase per nove legislature; e per 2 volte fallì la nomina a Presidente della Repubblica.
S
volse poi un ruolo marginale nello scacchiere istituzionale. Mori nel 1983, a 88 anni.

DUNQUE LA SINISTRA - OLTRE CHE NEI LAVORI
ALLE ELEZIONI DEL 2 GIUGNO DEL '46 ERA PIUTTOSTO CONSISTENTE
(
La matrice “antifascista” comune fu uno dei principali fattori di colleganza della sinistra).

Mentre in seguito in tutti i suoi congressi i missini ribadirono la volontà di riformare il Parlamento superando il bicameralismo imperfetto,
con l'introduzione delle rappresentanze delle categorie produttive messe fuori dalla stanza dei bottoni dalla furia antifascista.
Ma mettere in discussione la Costituzione. Era considerato più che un reato, era semplicemente probito.
Anche se vi furono vari interventi anche in seguito. Montanelli il 4 dicembre 1982 sul Giornale, scrisse:
"L'attuale sistema basato sulla partitocrazia é cotto e da esso non possiamo aspettarci più nulla".

Sempre nel 1983, il 7 febbraio, intervenne anche Eugenio Scalfari, su Repubblica,
quando ad Amalfi i missini organizzarono un convegno per le riforme, dove intervennero anche socialisti,
democristiani, radicali, e perfino alcuni dei vecchi appartenenti al CLN. Ma il tema risultò: tabù.
" Fino a quando questo sistema continuerà, si accrescerà il degrado delle istituzioni, lo spreco di ricchezza pubblica,
la corruttela della Pubblica Amministarzione e ild distacco della gente dalla casta di governo.
Quei partiti che avranno compreso questa realtà ne trarranno vantaggio per loro e per il Paese.
Quelli che invece resteranno a puntellare i meccanismi del nuovo feudalesimo rischieranno
di ridursi come ossi di seppia, gusci vuoti, macchine di potere senz'anima e senza futuro"
(Scalfari)

Ci furono in seguito varie Commissioni bicamerali nel 1983 (Pres. Bozzi); nel 1992, Pres. Jotti poi De Mita;
nel 1997 Pres. D'Alema. Commissioni tutte fallite.
Ma già nell'1983 era intervenuto Gianfranco Miglio, dopo un lavoro profondo. Tabù fu anche questo lavoro.

La crisi di un "Sistema" venne poi con Tangentopoli.
Mario Cervi nel '95 (negli "Italiani negli anni di fango") scriveva:
"....i partiti e i loro emissari lucravano su tutto; sugli appalti, sui progetti sui permessi che per un'opera
dovevano volta a volta essere dati, sulle fornitura, sull'approvazione di una determinata legge,
su tutto ciò, che comportasse o facilitasse un flusso di denaro
".

MA NON ERA FINITA LI' !! LO SI E POI VISTO ANCORA OGGI.
DIETRO IL FORMALISMO COSTITUZIONALE ED ISTITUZIONALE SONO ANCORA AVANZATI
E SI SONO NUOVAMENTE IMPOSTI I "POTERI FORTI"
IN APPARENZA LEGITTIMATI DAGLI STESSI PARTITI, SPINTI DAI (loro) MAS MEDIA
CONFONDENDO INTERESSI PERSONALI E LOBBISTICI.

CHISSA' SE TORNEREMO A RITROVARE IL SENSO DI UNA REPUBBLICA CHE TORNI
AD ESSERE VERAMENTE AD ESSERE "COSA DEL POPOLO"
RIPARTENDO DAI FONDAMENTALI PRINCIPI:
SELEZIONE MERITOCRATICA DELLE CLASSI DIRIGENTI,
VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE,
VALORIZZAZIONE DEI CORPI INTERMEDI.

UN "SOGNO" PER QUELLA NOSTRA "COSTITUZIONE"

CHE BENIGNI DISSE UN GIORNO "E' LA PIU' BELLA CHE ESISTE".

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ALLE ELEZIONI PER L''ASSEMBLEA COSTITUENTE DEL 2 GIUGNO
VI ERANO QUESTI PARTITI

seggi 229 PCI e PSI
contro seggi 207 della DC

i nomi dei singoli deputati - e il gruppo di appartenenza - sono elencati QUI >>>>>

OGGI NON E' PIU' COSI' - E DA MOLTO TEMPO
LO CAPISCONO soprattutto LE DONNE DI OGGI
(che non sono più 21 come ieri)
LO CAPISCONO ANCHE I BAMBINI !

E A PROPOSITO DI DONNE .....

VI FURONO DUNQUE 21 DONNE CHE PARTECIPARONO ALLA COSTITUENTE.
( 9 della DC - 9 del PCI - 1 del PSI - 1 dell'UQ )
(Le donne in Italia nel '46 erano 12 milioni).
(In Italia - e anche qui c'entra poco il fascismo - nel plebiscito del 1866 in Veneto, le donne volevano votare. Dai Sabaudi giunse il netto NO. Molte donne inviarono lettere di protesta al Re Vittorio Emanuele II. Invano!!! I Sabaudi - com'era loro tradizione misogina - ignoravano la parte femminile nella vita del Regno. Salvo le loro donne: Principesse e che diventarono anche Regine e Imperatrici.
Le donne venete rimasero con l'amarezza e l'umiliazione
. Prima avevano tentato anche le donne Lombarde nel '61, ma con lo stesso risultato. Nel '65 si andò nuovamente alla carica in Parlamento, su proposta di Petruzzi, ma l'onorevole Boncompagni sul progetto si oppose e fu perfino sprezzante ....“I nostri costumi non consentirebbero alla donna di frammettersi agli elettori, per recare il suo voto” , e dichiarò la donna non eleggibile ponendola allo stesso livello di analfabeti. Al pari di falliti e condannati
(art. 26 della legge 2248 del 20 marzo).
Ancora nel 1880 Agostino Depretis al Governo, tornò al progetto, ma Giuseppe Zanardelli si oppose, ribadendo che "l'impegno civile e politico é di natura maschile, mentre quella femminile - da sempre - si é sempre occupata della famiglia dei figli. O al massimo possono essere votate nelle istituzioni di beneficenza".
Insomma per le donne non poter votare equivaleva a non esistere. Nonostante "esistessero" già allora in Italia molte suffragette. Che invece avevano ottenuto il voto in altri Paesi. (vedi sotto la tabella)
Oltre il non appoggio delle donne socialiste che su ordine del loro partito
(salvo quelle citate)
presero sempre meno parte a queste discussioni, si mise contro anche Papa Pio X. Lui ancora nel 1905 affermava: “non elettrici, non deputatesse, perché è ancora troppa la confusione che fanno gli uomini in Parlamento. La donna non deve votare ma votarsi ad un'alta idealità di bene umano. Dio ci guardi dal femminismo politico.”
Prima dell'Italia il voto alle donne era stato concesso a questi Paesi
PRIMA DELLA GUERRA ........................................................................NEL DOPOGUERRA COME IN ITALIA

Nuova Zelanda 1893
Australia 1901
Finlandia 1906
Norvegia 1913
Islanda 1913
Danimarca 1915
Austria 1918
Germania 1919
URSS 1915
Canada 1917



Gran Bretagna 1918
Austria 1918
Germania 1919
Paesi Bassi 1919
USA 1920 (in alcuni Stati)
Svezia 1921
Spagna 1931
Portogallo 1931



Giappone 1945
Francia 1946
Belgio 1948
Grecia 1952
Svizzera 1971 (!!!)

.

 

All'avvento del Fascismo, si prevedeva la concessione di un voto alle donne ma limitato, spettante alle madri o vedove di caduti in guerra e alle donne istruite. Poi il 22 novembre 1925 il fascismo fece entrare in vigore una legge che per la prima volta rendeva le italiane elettrici ma solo in ambito amministrativo (Sindaci nei Comuni ecc.). Quindi non nell'ambito politico, che rassicurò così gli uomini e i Sabaudi sempre stati ostili. Ma poi anche questa legge fu resa inutile dalla riforma podestarile.

Nell'Ottobre 1939 le iscritte alle Piccole italiane erano 1.622.766; Giovani italiane, 441.254; Fasci femminili, 774.181; In più fu creato sempre per le donne l'Opera  Nazionale per la Protezione e l'assistenza alla Maternità e all'Infanzia (ONMI); furono assistite 1.713.978 madri, bambini, fanciulli e adolescenti; vennero concessi 3.686.220 provvedimenti assistenziali. In più furono per lo più furono solo donne ad occuparsi di case per anziani, colonie climatiche marittime e montane, sanatori, asili o a fare le insegnanti e nelle scuole elementari nei piccoli paesi.
Fu poi un tripudio di gioventù femminile quando ci furono le imponenti e festose riunioni del "Sabato". Per la prima volta nelle tante piazze d'Italia, comparvero le giovani donne, in pantaloncini corti che scoprivano ("ignude" - "scandalo" !!!) le loro verginee gambe (se sopra il ginocchio!!! doppio scandalo!!!) , che avevano addosso quelle corte, attillate magliettine, dove nei loro petti premevano al vento i turgidi giovanili seni: "scandalo"!!. "Mai.... - dissero i preti - si erano visti "spettacoli così indecenti".

.
Anticipando gli Hot Pants - qui a fianco - furono bollate come delle vere "tentazioni di Satana".
Ma probabilmente a questi censori nel vedere quei fiori di bellezze femminili gli saliva il sangue alla testa e non riuscivano a contenere le voglie nel basso ventre.

Ma per i bigottii preti la misogenia, l''avversione, la repulsione nei confronti delle donne era atavica, per il solo fatto che erano donne. Dovevano andare in giro solo con i veli neri in capo e anche il vestiario fino alle caviglie pure questo nero (E i Colori? Giammai. Erano civetterie! Che attiravano gli sguardi e invitavano l'abbraccio del diavolo-serpente in persona.
Non si parlò più di donne fino al 1943. Ma tuttavia le donne negli anni di guerra - con gli uomini al fronte - divennero la spina dorsale in tutte le attività civili. Poi nel '43 quando si formarono le bande partigiane, molte furono anch'esse coinvolte nella Resistenza con seri pericoli. Si occuparono a supportare i partigiani non solo quelle di Sinistra ma anche le Democristiane. La prima creò poi "l'Unione Donne Italiane", la seconda il "Centro Italiano Femminile". E furono proprio Alcide De Gasperi (Democrazia Cristiana) e Palmiro Togliatti (Partito Comunista) a dar vita al "diritto al voto delle donne" per le future elezioni. Con il decreto n. 74 datato 10 marzo 1946, le donne potevano considerarsi cittadine italiane con pieni diritti nelle prime elezioni amministrative del 10 marzo 1946, e poi in quelle politiche che si tennero il 2 giugno 1946. Oltre ad entrare - contemporaneamente alcune di loro nella Costituente (anche se furono solo 21 - 9 della DC - 9 del PCI - 1 del PSI - 1 dell'UQ ).

Queste le DONNE nella Costituente anche se poche furono battagliere (anticipando la Meloni) e molte di loro nel corso degli anni lasciarono anche il segno !!
Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, De Unterrichter Jervolino Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, M. Guidi Cingolani, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livi, Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Togliatti Maria, Nicotra Fiorini, Noce Longo, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, M. Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.

Nella Costituzione fu inserito la FAMIGLIA (come torna oggi a fare la Meloni) . E non c'entra proprio niente che prima c'era Mussolini e il fascismo, col suo Motto "Famiglia, Dio e Patria").
((((( Quanto alla PATRIA . Per chi non lo sa, fu proprio lui il RE a trascinare la Patria in una sciagurata guerra. - Fu infatti lui a firmare la Dichiarazione di Guerra, con la sua autorità e le sue prerogative (con il suo Statuto Albertino sempre in vigore). E solo lui poteva dichiararla e lo fece. Mussolini contava poco, inoltre temporeggaiva perchè sapeva che non eravamo preparati - non rispettando il Patto d'Acciao - aveva dichiarato la neutralità, per un intero anno, con il Re che invece andava dicendo in mezzo ai generali "chi é assente ha sempre torto". Ma anche tutta la stampa e gli italiani erano favorevoli soprattutto quando Hitler era arrivato alle porte di Parigi. "ma allora cosa ci siamo alleati a fare". "Chi non spara spira e chi spira non spara".
Mussolini non avrebbe potuto dichiarare nessuna guerra!!!! Solo annunciarla a parole dal balcone a cose fatte. Mentre se il Re fosse stato contrario avrebbe potuto destituire e arrestare Mussolini, quando e come voleva. (Con le sue prerogative dello Statuto Albertino sabaudo - ed é quello che poi fece il 25 luglio del '43 !!!!)
Ma allora - nel '40 - a lui gli andava bene così. Correre in aiuto di Hitler il vincitore. (che gradì l'intervento, e lo dimostrò poi alle Trattative di Pace con la Francia , non invitando nemmeno l'italia).
Ma anche le industrie delle armi, sollecitavano l'intervento alla guerra, per ripetere gli anni d'oro del 1a G.M. (Fiat e Ansaldo-Edison decuplicarono le loro aziende da 4.000 operai a 40.000). Nel '40 erano impazienti di partecipare alal nuova guerra, anche se costruivano carri armati detti "dell' 'Upim- reparto giocattoli" di 1 ton, quando vi erano in giro carri da 20-30-50 ton. Quando andammo in Russia ci andammo autotrasportati (cioè con le 2 gambe, o nella steppa con le 4 gambe dei muli).
Come sappiamo finì male. Eppure con il Piano Marshall (qui i documenti >>> ) la stessa Fiat e la Ansaldo-Edison ricevettero nel 1951 ognuna aiuti pari 30 milioni di dollari che gli permise in breve tempo di far decollare in Italia il loro "geloso"mercato delle auto. "Geloso" perchè fecero mettere il dazio del 40% sulle auto importate dall'estero. E non contente fecero svalutare la lira 6-7 volte. Così erano loro a poter vendere le auto all'estero))))).
Torniamo alla FAMIGLIA . Prima il RE - aveva sempre previsto nessun dovere dello Stato verso la FAMIGLIA, e aveva sempre sancito – con il suo ordinamento economico e sociale – l’inferiorità della donna. Ma non solo lui, tutti i re Sabaudi non avevano mai dato il voto alle donne”.
Fu inserito nella Costituzione anche - con ad ognuna la sua - la libera "RELIGIONE" (come torna oggi a fare la Meloni) ed essendo allora l'Italia ancora molto bigotta, soprattutto le donne, che ricevevano il diritto a votare anche loro. Ma per paura di perdere voti......
Togliatti fece pubblicare un manifesto molto singolare. "Non siamo atei"!!
E citiamo anche all'Art. 52 la parola "PATRIA" (come torna a fare oggi la Meloni) che "é sacro dovere del cittadino difenderla".
Se oggi queste 3 basi del nostro convivere viene enunciato dalla Meloni,
apriti cielo, subirto si scagliano quelli di sinistra:...
"sono cose fasciste!!".
Ma "FAMIGLIA, RELIGIONE, PATRIA" deve forse sparire dal nostro ordinamento solo perchè la invoca la Meloni?? Ma se restiamo senza, dove andremo a finire? In Arabia senza nemmeno muoverci dalle nostre città? Con gli stranieri forse saliti al Governo, a fare le loro leggi (dice la Kyenge "la Nostra Costituzione") che noi italiani dovremo poi rispettare se non cambiamo subito quella che abbiamo. La tanta celebrata "Resistenza" questa volta la farranno loro. Il "vai fuori invasor" di "Bella Ciao" saremo noi italiani.
Quel parroco che oggi canta in chiesa "Bella ciao", non fa un favore alla Chiesa, tuttaltro, allontana chi vorrebbe andare in chiesa e pensa liberamente e diversamente da lui. La" nuova resistenza" ora è un'altra, ed é contro la chiesa.

Gli italiani si ribelleranno? Ci saranno i nuovi "Partigiani", Sì ...ma non più contro "gli invasori"
ma contro gli Italiani "residenti" - "cattivi", "razzisti" "fascisti".

Già girano cartelli dove sembra che i "Barbari ora siamo noi italiani" !!!
"con i migranti per fermare le barbarie"


Ci diranno a noi italiani: "Siamo noi l'Italia" !! "Siamo noi l'Europa" !!.
Qualcuno sarà contrario, reagirà?
Ci saranno le ronde degli stranieri per difendersi dagli "italiani cattivi".
Ci saranno ricorsi alla UE per gli italiani "cattivi"?

Se già ora, con i suoi 36 fratelli in Congo, la Kyenge (con gli scafisti) li farà sbarcare in Italia, lei in breve tempo - potrà ben dire fondando il suo l'Afro Italian Power... "Con la Cittadinanza che ci daranno facciamo un partito ed è fatta" - "Così entriamo in Parlamento". - "Noi siamo l'Italia!" - "Siamo l'Europa!".
Un certa signora nostra spesso va dicendo ...."i migranti sono il ns. nuovo elemento umano", che ci daranno presto a noi "un nuovo stile di vita". I ns. maschi stranieri saranno così contenti di avere più di una donna. E' normale dalle loro parti. Il padre della già citata Kyenge ha 5 mogli e 36 fratelli. Se ognuno di questi farà come il proprio padre (36 figli con 5 donne = 180 figli, e questi 180 con 5 donne avranno 900 figli, a loro volta - ognuno dei 900 x 5 x 36 - avremo 32.400 figli. In sole due generazioni !!

Alcuni già hanno bisogno, e invocano e aspettano un "Giustiziere Sociale".

"E' giunta l'ora!" "Siamo il futuro". "Avremo una TV tutta nostra".

ha poi gridato "Io sono fiera di essere musulmana".
"Avremmo bisogno di un giustiziere sociale"

Ma se lo dicesse in piazza la Meloni, apriti cielo,
verrebbe tacciata di "razzismo",
insultata e processata per incitazione all'odio.

(Ma abbiamo già oggi un politico di origine africana (Nigeria) eletto al Senato della Repubblica
Nominato responsabile federale del Dipartimento Immigrazione (!! ti pareva !!!)
E' Toni Iwobi, all'anagrafe Tony Chike Iwobi. (sarà forse lui a curare gli sbarchi!!).

 

Dalla Nigeria? Che voi credete essere un Paese povero? Così anche la Costa d'Avorio?
Sbagliate !

questi non sono affatto i Paesi della FAME !!!

I fuggiaschi che sbarcano da noi che chiamiamo "profughi di guerra".... fuggono da questo Paese non perchè povero, ma perché hanno gli osceni e insaziabili capitalisti che hanno solo loro in mano i ricchi introti delle risorse che ha il Paese.... - Quelli che fuggono sono dei non accetti, dei diseredati, e per carità non andiamo dicendo che in Italia questi poveracci queste "nuove risorse" ci daranno presto a noi un "nuovo stile di vita". L'Italia ha un passato che ha formato una ricca e operosa civiltà, con i suoi simboli, le sue tradizioni, la sua cultura, e con gente geniale in ogni campo. Se questi profughi me la estirpano questa civiltà io mi sentirò offeso come italiano, e penso con me tanti altri italiani, che riconoscono una certa serietà e coerenza quando è una donna - la Meloni (l'unica!) - a parlarci dei pericoli di questo lento italico sradicamento.
Non possiamo nè dobbiamo abbandonarle queste eredità del passato, andremmo incontro all' estinzione del Popolo Italiano.

.... anche il Papa si è già allineato chiamandoli i "ns. fratelli"- "San Pietro splende di luci nuove"
Con loro - i migranti - sono "Un nuovo stile di vita" !! Baci anche i loro piedi !!!

del resto AVVENIRE fa pubblicità all'Islam, per le "Persone Pensanti".....

La trascendenza teologica sta andando in soffitta, bacia sì i piedi dei "fratelli" musulmani,
ma anche a SX si danno da fare, gli donano il nuovo simbolo
"della pace e dell'amore nel mondo" ...."Pesciolini" e la "falce e martello" (...d'oro !!)

( qualcuno lo ha già bollato come "il Papa rosso" )

Ma il declino della Chiesa ci è dato anche da queste brutte notizie......

In Olanda hanno messo in vendita la Cattedrale di Utrecht, per mancanza di fedeli.
https://www.tempi.it/olanda-utrecht-cattedrale-santa-caterina-eijk/

MA ANCHE IN ITALIA, SI E' INIZIATO A VENDERE ALL'ASTA ALCUNE CHIESE
https://www.realestatediscount.it/edifici-di-culto/chiesa/

Ma non preoccupatevi non verrà a mancare in giro l'Acqua Santa e l' Ostia.
A Lourdes( Madonna di Fatima) già si vendono ricchissime ampolle di acqua benedetta.
Le potete far arrivare anche al Vs. domicilio con Amazon e fra poco anche da Facebook Shops.
Prossimamente anche l'ostia per la comunione arriverà a casa.
Come prima la Messa via radio, arriverà anche la benedizione via telefonino
Mentre qualcuno pensa già di far arrivare sangue per le "Madonne Piangenti".

ALTRE NOTIZIE E INIZIATIVE SORPRENDENTI - SPERANDO NEI MIRACOLI
(Come a Ceuta in Nord Africa, dove ci sono 8000 migranti con 1000 bambini
che sono respinti dalla Spagna.
Fra di loro gira una immagine invitante del Papa con su scritto "Venite"!
Perfino gli spagnoli cristiani sono allibiti.

Ma anche a OltreTevere si attendevano un miracolo, e hanno sperato,
che in Africa gli islamici si convertissero tutti al cristianesimo. E proprio in Costa d'Avorio,
a Yamoussoukro, con il denaro destinato a progetti umanitari in Italia
hanno invece costruito..... una nuova San Pietro.
UNA PAZZIA!!! PENSATE UN PO' QUANTO E' COSTATA !!
(Michelangelo e il Bernini si rivolteranno nella tomba)

La sua imponenza é incredibile !!!! oggi é la chiesa più GRANDE e PIU'ALTA DEL MONDO
più della stessa San Pietro; la cupola raggiunge i 153 metri.
Ma questa Cattedrale oggi è diventata un "monumento nel deserto".
Non si vede in giro gente, nè compra souvenir con Gesù, Madonne, Santi
.

Mentre invece proprio a Roma sono approdati molti livoriani, accolti come "nostri fratelli"
ma questi sperano di trasformare presto la vecchia San Pietro in una loro Moschea.......

Offrendoci così una "vita" che in Italia "presto sarà lo stile di vita di tutti noi"
(Boldrini)

A Strasburgo nel cuore della Ue si sta costruendo la più grande moschea d’Europa.
Se SALA verrà nuovamente eletto, oltre che fare le cene per 10.000 stranieri...


in ossequio verso l’Islam vuol fare lui una grande moschea.
A Istanbul la grande Santa Sofia è già stata trasformata da chiesa in moschea.
Sarà così fra breve anche per il Duomo di Milano?
( dove vivono 70.000 musulmani - una città nella città)?

In Turchia sono scesi in piazza contro Erdogan, ma a Milano é d'accordo anche la Chiesa.

Vi é infatti un'apertura, storica, che porta la firma dell’arcivescovo di Milano, Angelo Scola.
"C’è “almeno un 20% di alunni stranieri nelle nostre classi. E l’idea, ragionata
é di istituire e celebrare anche “una festa musulmana" nelle scuole milanesi,
inserirle nella dimensione pubblica.
Identificare l'Islam con i terroristi è una insopportabile generalizzazione".

Dal Centro Islamico di Milano e Lombardia parte l'iniziativa (come fa la Segrè per la Shoah) di tenere lezioni sull'Islàm nelle Scuole, - e poi fare con le scolaresche delle "escursione didattiche" alla Moschea del Misericordioso a Segrate.
Del resto abbiamo visto sopra AVVENIRE fa pubblicità all'Islam, per le "Persone Pensanti".....

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Anche dentro i conventi e i seminari - essendoci in Italia pochissime vocazioni
il Papa promuove i "nostri fratelli". Che presto saranno tanti Ns. confessori !!!
(non saranno.... ma ci sono già" - anche le "nostre insegnanti")

 


Quegli italiani "cattivi" se non sono di sinistra li chiamano tutti fascisti, razzisti, che non vogliono l'integrazione né la umana SOLIDARIETA', né la LORO libertà. Ma alcune libertà a SX se la prendono solo loro e la esercitano aprendo i confini e i porti a tutti. Così i "turisti" ospiti in Italia con le restrizioni in corso causa Covid, sono e saranno sempre di più e causeranno - se dovesse esserci un nuovo "state tutti a casa"- l' apartheid degli italiani. Noi tutti chiusi in casa; e dopo i morti di Covid avremo nelle statistiche i morti di fame o per essere diventati.......al chiuso.... psicopatici e autodistruttivi.
Io sarò forse un becero tradizionalista, un antiquato nostalgico che ama la bellezza delle donne. Ma non mi pento di questo.
Preferisco vedere la tradizionale bellezza italiana, soprattutto quando dalle loro labbra c'è il sorriso, che ti fa felice la vita.


Non apprezzo la "fatwa"che può riguardare l'aspetto della vita individuale, norme sociali e religiose del mondo islamico. Migliaia di "fatawa" sono emesse sulle situazioni quotidiane, come il matrimonio o l'uso imposto del velo.

La Sx accusa la Meloni che a proposito di religione lei ha una figlia fuori dal matrimonio !!! (che orrore!!!!). Togliatti lasciò la moglie e andò a vivere more uxorio con Nilde Jotti > ex camerata e insegnante fascista >>tessera n. 1105040 >>> ; lui aveva anche un figlio che però non andava d'accordo con la sua politica AMBIGUA; lo fermarono mentre stava fuggendo imbarcandosi per l'America. Per evitare lo scandalo Togliatti lo fece sparire dalla circolazione e lo rinchiuse in un manicomio dove ci morì.
HO DETTO "AMBIGUA" (come la SX del '1919; quella di ieri e di oggi) NEL '36 VEDENDO IL TRIONFO MUSSOLINIANO IN AFRICA, CON TUTTI GLI ITALIANI ORGOGLIOSI E FESTANTI PER L'IMPRESA CHE AVEVA DATO ALL'ITALIA UN IMPERO, TOGLIATTI VOLEVA DIVENTARE FASCISTA ASSIEME CON I SUOI "COMPAGNI".
Allora i festanti e orgogliosi "Fascisti" erano tutti gli italiani. TUTTI !! Anche con nomi eccellenti. Frequentavano i GUF, o erano sempre presenti alle manifestazioni giovanili soprattutto in quelle sportive, dove si ebbero in quegli anni dei grandi risultati non solo in Italia ma nel mondo.
Vi erano dentro nei GUF (Gruppo Universitario Fascista) < Giorgio Napolitano, < Aldo Moro < Eugenio Scalfari, , Indro Montanelli, Pietro Nenni, Pietro Ingrao, Pintor, Alessandro Natta, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Carlo Bo, Emilio Taviani, Giorgio Almirante, Giovanni Gronchi, Enrico De Nicola, Giovanni Leone, Carlo Azeglio Ciampi, e tanti altri; erano poi nel dopoguerra tutti 20-25enni allevati nel "Ventennio" partecipando alle manifestazioni del regime, frequentando le Università (GUF) e molti (Scalfaro, Moro, Montanelli ....scrivevano pure in diversi fogli fascisti.
Proprio Montanelli su "Civiltà Fascista" scriveva
quando ci fu la Guerra in Eritrea: "Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi era ora !!" - " Nessuno di noi si augura che la guerra finisca, abbiamo un solo desiderio: continuare!" - Ecco uno dei tanti che volevano una nuova guerra !! Continuarla! Poi anche lui disse che aveva fatto il Partigiano. MONTANELLI: Civiltà Fascista" in queste pagine > > > ;
Lui stando in Africa diceva agli altri "niente amorazzi", poi non si fece mancare una bella somala di 12-13 anni !!!!
"L'avevo comprata assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire. (...) Era un animalino docile" - Tutto fare" (Intervista Enzo Biagi Rai nel 1982)

Con questi "figli del Gran Babbo" di allora, che poi cambiarono in fretta e furia casacca, cosa dovrebbero fare i giovani di oggi? Rinnegare questi padri e nonni e sputargli addosso? O se contriti dovrebbero piangersi addosso, solo perchè - loro malgrado - sono figli e nipoti di quei fascisti, quando lo erano tutti? Di allora, é lunga la lista di nomi dei "Fervidi assertori" della "Nazione Operante" fascista, con dentro tanta "bella gente", Principi 6, Conti 45, Duca 4, Marchesi 15, Nobili 18, Professori 182, Avvocati 182, Militari 65, Commendatori e Cavalieri del Regno e molti altri ancora compresi tanti politici di oggi ancora viventi ).
Di cui abbiamo l'intero elenco, foto e biografie comprese.... TUTTI ELENCATI QUI >>>>>>>

E così anche la lista dei SENATORI DEL FASCISMO >>>>>>>>>>>>
TOGLIATTI in quel '36 vedendo (come oggi) sgretolarsi tutta la sinistra italiana, del tutto sparita, nè bastavano di alcuni le infami accuse rivolte ad alcuni gerarchi del fascismo, TOGLIATTI cambiò strategia, lanciò il suo singolare Proclama ai "Compagni" per farli diventare dei "violenti fascisti" come prima del '19 e come quelli di Mussolini nel dopo '19.

 

Erano anni - quelli prima del '19 - quando lo stesso Mussolini pochi anni prima era ancora uno della "vecchia guardia", un Socialista d'assalto, esortava il proletariato a fare scioperi contro i padroni, usando la violenza; e proprio per questo agire lui e i suoi socialisti - già da anni - avevano la nomea di "fascisti".
Lui scriveva su il Popolo (n. 2736, 27 giugno 1909) "La Forza é l'espressione dell'autorità, la violenza é l'espressione della rivolta. La prima é del mondo borghese, l'ultima dell'organizzazione proletaria. Ci sarà un grande urto in cui i due nemici misureranno le loro forze in una battagila decisiva".
E Mussolini nell'organizzare gli scioperi, la violenza non se li faceva mancare. Finì perfino in galera. Ma la tomba della sinistra si aprì quando ci furono le fallimentari "Settimane Rosse". Il padronato si era unito e praticava a oltranza le serrate ed erano diventati quindi inutili i picchetti dei sindacati; così gli operai restavano a casa senza stipendi, poi dissero "basta!".
Mentre i padroni si trovarono alla riunione di San Sepolcro, ascoltarono Mussolini che anche lui aveva ormai cambiato strategia. La esternò quando fece il sottotitolo del suo giornale Il Popolo: "Dei lavoratori e dei produttori". E questo fu il suo collante vincente.

Ma nel fare poi il Fascismo nel '19 e in seguito, a Mussolini gli rimase il DNA di questo "fascismo socialista-comunista violento" (col manganello come auspicava Togllatti sopra). Solo che il suo questa volta fu usato poi contro i suoi avversari che avevano iniziato (illusi) dal '21 in poi a volere imitare la rivoluzione del '17 e il comunismo dell'Est. Lo credevano possibile in Italia. (come lo credettero possibile farlo poi ancora nel '45 - Usando i vecchi sistemi del '97-'17 quand'erano loro i "fascisti" della SX).
Lenin aveva rimproverato alla sinistra, di "essersi fatto scappare Mussolini, l'unico che poteva fare una rivoluzione in Italia" .
Poi Togliatti non riuscendo nel '36 con quel suo proclama visto sopra a trascinarli come voleva lui, se ne tornò in Russia deluso, accusando gli italiani di essere solo dei "mandolinisti".
Ma poi tornando in Italia nel '44, per opportunismo si era poi messo a disposizione di Badoglio e del Re (pur criticato da alcuni dei suoi irriducibili "compagni"). Dopo - formatasi la Repubblica - (sempre criticato) entrò perfino nel primo Governo De Gasperi come ministro della giustizia. Ma dopo il varo della sua Amnistia, - fatta la pulizia per tutti, partigiani e fascisti (gli americani non volevano sporcarsi le mani come a Norimberga)- ci rimase poco al Governo (veto USA) mentre lui sperava di restarci per almeno 20 anni. A quel punto tornò a fare il comunista e a imitare i Russi, quando lì il "Comunismo Serio" (cioè il Socialismo Sociale) si era ormai trasformato a Est in un mostruoso opprimente bolscevismo staliniano che stava mandando ( e la mandò ) in rovina la Russia.
Tuttavia Togliatti partecipò ai lavori della Costituente, al varo della Costitituzione, e anche alle prime elezioni Politiche del 2 Giugno '46, e a quelle del '48. Ma non riuscì ad imporsi anche se si era imparentato con il PSI. Netta fu la vittoria della DC.
Proprio dopo le elezioni del '48, Togliatti subì un attentato.
Stava per scoppiare in tutte le piazze d'Italia un'altra "guerra civile", e forse - da tanto tempo attesa - la "rivoluzione". Molti che avevano nascoste le armi, tornarono ad imbracciarle (qualcuno ottimista disse "finalmente è arrivata la nostra ora"). Ma Cossiga dirà in seguito "non non saremmo rimasti a guardare, le armi le avevamo nascoste anche noi !! - Inoltre gli angloamericani avevanoa già messo le basi in quasi tutte le città critiche.
Togliatti dall'ospedale calmò gli animi e invitava: "Andate a casa", "State calmi". Buonista tutto ad un tratto? NO! Fu realista! Sapeva cosa era accaduto in Grecia: il tentativo rivoluzionario rosso, lo stroncarono e ci rimpirono i cimiteri. Ed é quello che sarebbe accaduto in Italia, sia nel '45, come nel '48. Togliatti si dimostrò piuttosto realista (o accomodante!)
OGGI - RIGUARDO A CERTI DIRITTI da offrire l'Italia agli stranieri, ci sarebbe molto da discutere se prendiamo come esempio gli ebrei oggi presenti in Italia ( che sono ca. 45.000). Con il loro cosmopolitismo, hanno anche in Italia le loro "chiese" dette "sinagoghe" un termine ebraico che significa "casa dell'assemblea"; hanno le loro scuole per gli studi ebraici e accademici; e un proprio modus vivendi, inteso appunto come “modo di vita”. Questo perché vi é stata in Italia una "Intesa delle  comunità israelitiche" con diversi indirizzi politici in materia di rapporti tra Stato e Comunità ebraiche. Una conquista di diritti che è stata definita il «diritto alla diversità». Anche con il diritto di osservare le loro proprie leggi. Come il riposo sabbatico, le festività religiose ebraiche, il matrimonio ebraico e la famiglia, il rispetto delle prescrizioni religiose  come garanzia della libertà di essere ebrei, la tutela del sentimento religioso, gli enti ebraici ed il loro regime giuridico. Tutte cose secolari che sono diventate attuali per la necessità di una maggiore democrazia all’interno delle strutture dell’ebraismo italiano, e il bisogno di calarsi nella realtà del concreto sviluppo storico e giuridico contemporaneo. Tutto ciò erano considerati come condizioni indispensabili ad assicurare la stessa sopravvivenza delle istituzioni ebraiche in Italia, con l’abbandono di alcune forma di tutela di Stato stesso ed il ritorno all’autonomia delle comunità nel quadro dei "Princìpi" dettati dalla Costituzione. Quindi anche senza farci entrare la collaborazione dello Stato, la riforma strutturale iniziò ad essere attuata.
Questo saggio di diritto, integrale lo riportiamo..... QUI >>>>>> > in ben 550 pagine!!! >>>>>>>>
Oggi questi stessi diritti non li possono pretendere gli stranieri. Né si possono mettere a confronto con gli ebrei. Non hanno una storia alle loro spalle. Sono di diversi Paesi. Sono degli sbandati senza alcun diritto. In quello della famiglia? Ma per carità. - Diritto applicando le proprie Leggi? Ma quali? ma nemmeno per sogno!! Lo leggiamo ogni giorno dalle cronache come fanno ad applicare quelle leggi che noi consideriamo tribali e che ci fanno alcun volte inorridire.

Inoltre consideriamo che gli ebrei che si sono integrati da anni nel contesto sociale e culturale del Paese, sono una piccolissima minoranza della popolazione italiana, circa 45.000, cioè l’uno su mille - e quindi non creano alcun fastidio alle altre comunità italiane. Mentre ora gli stranieri in Italia sono circa 6.000.000. I cui paesi di origine figurano: Marocco, Egitto, India, Bangladesh, Pakistan, Costa d’Avorio, Eritrea, Guinea, Egitto, Sudan, Marocco, Mali, Algeria,Tunisia, Romania, Albania.
(dati Istat - ultimo 26 Maggio 2021). Oltre ai migranti irregolari (che si stima potrà arrivare a superare i 750.000 nel gennaio del 2021) Questi non sappiamo nemmeno chi sono. Apprendiamo solo che provengono da Paesi distanti tra di loro anche di 4-5 mila km. Senza alcuna affinità, legami nella lingua, religione, cultura. Giungono da noi allo sbaraglio in una situazioni di irregolarità.
Dunque la stragrande maggioranza di questa popolazione è destinata a restare in Italia senza documenti, in mezzo alla strada, senza la possibilità di trovare casa o lavoro se non in nero o illegale. E a fare cosa? Una popolazione che è spinta verso la progressiva invisibilità. E che negli ultimi mesi del 2021 con i nuovi numerosi sbarchi si è registrato un aumento costante.
A sinistra non riuscendo a confrontarsi con quelli che si preoccupano della situazione corrente dell'immigrazione, si rifugiano nel chiamare "razzisti" tutti coloro che evidenziano il problema. Così prendono voti dagli stranieri, come è accaduto nelle ultime elezioni interne, dove hanno votato 50 stranieri senza cittadinanza che non parlavo nemmeno italiano.


COSA SARA' DELL'ITALIA FRA QUALCHE ANNO...
NESSUNO OSA FARE DELLE PREVISIONI.
(salvo fare della fantapolitica - che accenniamo in fondo)

MA SARA' DURA PURE PER GLI ACCOGLIENTI
CHE CI VANNO DICENDO.........

"i migranti sono l'elemento umano,
che ci offrono uno stile di vita...
che presto sarà lo stile di vita di tutti noi"!!!


CI SARA' - come lei - IL VELO PER TUTTI ?
BASTA I 2 PEZZI NELLE SPIAGGE MARINE?
E basta con gli apostrofi rosa (') nel deret' ano !!!

FACCIO I MIEI AUGURI !!!

e NEL NUOVO "stile di vita" é COMPRESO ANCHE QUESTO?
"Per le donne-cristiane è un-grande onore essere stuprate da islamici"

“Essere una Sabaya (schiava sessuale degli islamici) è il più grande onore per le cristiane”, ha scritto Abu Khalid.
http://voxnews.info/2015/01/02/imam-per-donne-cristiane-un-grande-onore-essere-stuprate-da-islamici/



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TORNIAMO ALLE DISCUSSIONI DELLA COSTITUENTE

ma prima vorrei ricordare il famoso "armistizio".
(che non era un "armistizio" ma una....
"Resa senza condizioni, con consegna delle 3 armi, Marina, Avizaione, Esercito")
Fu chiesto dal Re e da Badoglio il 3 settembre (divulgato poi l'8).
Il 3 il Re ricevendo Rahn (un po' preoccupato, forse qualcosa sapeva sulle trattative in corso),
Il Re gli disse "confermo la decisione di continuare a combattere fino alla fine a fianco della Germania....
dica al Fuhrer che l'Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte"


Poi nel comunicato all'Italia dell'8 settembre, ci una una ambigua precisazione:
" La guerra continua da ogni parte essa proviene".
(PIU' AMBIGUA DI COSI' NON POTEVA ESSERE)
(io personalmente ricordo che la sera dell'8 settembre facemmo festa con i tedeschi
eravamo tutti convinti che la guerra era finita!!!).

IN ITALIA INVECE STAVA INIZIANDO !!! E QUESTA VOLTA ANCHE FRA ITALIANI !!

Ricordiamo che al Patto d'Acciaio fatto dall'Italia con la Germania, al Punto 3 si affermava "in caso di guerra con un'altra Potenza, la Parte contraente si porrà immediatamente come alleata al suo fianco e la sosterrà con tutte le sue forze militari, per terra, per mare e nell'aria".
Mentre al punto 5 "le Parti contraenti si obbligano fin da ora, nel caso di una guerra condotta insieme, a non concludere armistizi e paci se non di pieno accordo fra loro".
Con lo scoppio della guerra in Polonia, l'Italia si dichiarò per circa un anno "neutrale" ("non belligerante") non ripettando il punto 5. Poi su pressioni di buonaparte degli italiani più influenti e soprattutto del RE, questi avvalendosi delle sue prerogative con il Suo Statuto Albertino, nel '40 (anche se non sollecitato da Hitler) il Re stesso firmò la dichiarazione di Guerra contro la Francia, quando Hitler era già con le sue armate alle porte di Parigi. (infatti Hitler non volle poi la presenza dell'Italia alla Conferenza di Pace con la Francia, ritenendo ininfluente il concorso degli italiani.

Prima ancora della Dichiarazione di Guerra del Re, Mussolini aveva scritto una lettera a Hitler. Gli da' perfino dei consigli non da poco conto, quasi lo bacchetta. "Non è sicuro che si riesca a mettere in ginocchio Gran Bretagna e Francia" - " Gli Stati Uniti non permetterebbero una totale disfatta delle democrazie. Inteverrebbero". (Lettere/Documenti Mussolini-Hitler, King Features Syndacate, New York, 1946))
Ma poi ci fu l'entrata in guerra contro la Francia.
Il Re se non fosse stato d'accordo poteva benissimo sostituire Mussolini, perfino farlo arrestare (come poi fece il 25 luglio del '43). Ma lui andava dicendo in mezzo ai generali "chi é assente ha sempre torto". E fu così che dichiarò guerra alla Francia (questa già in difficoltà, quando l'apprese, sgomenta disse che era "una cortellata alle spalle". Infatti sapendola neutrale non aveva messo alcuna difesa sulle Alpi, impegnata com'era nella difesa della stessa Parigi.

Ma non era stato solo il Re a voler intervenire. Il Corriere della Sera, il 24 giugno...scrisse...
"L'Italia contribuisce in modo positivo a modificare profondamente la situazione strategica
e il rapporto delle forze in questo teatro della guerra....E troveranno il loro giusto compenso. (all'uscita del giornale la Francia stava già capitolando - Ndr).

Sappiamo poi come finì. La guerra poi proseguì, offrendosi l'Italia - anche qui non richiesto - per l'intervento in Russia con 250.000 soldati. Dove poi qui ci fu una totale disfatta dell'Italia.

Anche se l'anno prima di questa disfatta ne aveva subita già una in Grecia. Una guerra questa voluta da Ciano, che credeva facile l'impresa, e forse fu fatta per voler stupire Hitler a cose fatte, e anche per far credere che lui era più bravo del suocero.

Ciano (convincendo Mussolini e il Re) sembra che volesse (con molto astio personale) rivaleggiare con Hitler, dopo l'ininfluente (e maltrattato) contributo dato dall'Italia nella sconfitta della Francia. Voleva la "sua ora di successo".
CI FU UNA RIUNIONE: "COME ATTACCARE LA GRECIA" "come spezzare le reni alla grecia" ...>>>>>>>>>

Ma poi si rivelò una tragica avventura. Hitler - pur furioso per non essere stato informato - dovette andare in loro aiuto non volendo avere la Grecia alle spalle per la prevista (ma mai accennata a Mussolini) invasione della Russia.
E proprio per questo aiuto all'Italia fatto in Grecia (ma molto intralciato in Jugoslavia) Hitler fece l'invasione in Russia con 3 mesi di ritardo. Prima di aver conclusa la sua avanzata, le armate furono sorprese dal rigido inverno (40 gradi sotto zero) quando erano quasi alle porte di Mosca, dove poi subirono le prime perdite che compromisero l'intero progetto nazista fino alla totale disfatta.
A quel punto con i russi quasi vincenti, l'intero scenario belligerante cambiò quando fu presa la decisione in America di intervenire nella guerra europea (aiutando paradossalmente la Russia). E nello stesso tempo presero la decisione di sbarcare anche in Italia, non prima di averla massicciamente bombardata. Churchill fu cinico: "Bombardare. bombardare, bombardare!! Dobbiamo terrorizzare gli italiani, per rivolgersi contro i tedeschi che hanno in casa".

Il 20 luglio del '43 alla riunione di Feltre i generali italiani e lo stesso Mussolini chiesero di far intervenire in Italia alcune armate per fermare sulla "battigia" il previsto sbarco degli angloamericani in Sicilia. Nelle stesse ore di quella riunione di Feltre, Roma veniva bombardata dagli angloamericani. La notizia fece subito il giro del mondo.
Scesi dal Brennero i tedeschi andarono a contrastare inutilmente lo sbarco. (Che avvenne in un modo cinico: Patton non faceva prigionieri ma li faceva subito fucilare. Biscari subì uno di questi primi massacri. Gli alti comandi rimasero inorriditi, preoccupati per la cattiva immagine. Per questi fatti incresciosi mandarono sotto processo Patton e i suoi generali giustizieri, ma solo questi ultimi furono condannati, Patton fu assolto. Fu però chiamato per lo sbarco in Normandia, ma senza dargli grossi incarichi, non si fidavano più. Il 9 giugno Patton rimase ucciso in uno strano incidente con un mezzo americano. (Molti dissero che fu un complotto per eliminare un personaggio che era diventato molto ma molto imbarazzante).

Tornando ai tedeschi, erano intervenuti perchè come abbiamo visto a Feltre gli italiani li avevano chiamati, e questi nell'accorrere si misero in una critica situazione scendendo nel Sud Italia. Rischiavano di essere intrappolati se gli angloamericani avessero risalito la penisola. Ed infatti proprio questo avvenne quando Montgomery giunse fino ai confini abruzzesi: sul Sangro. Dove per 10 mesi entrambi i due eserciti rimasero ad affrontarsi. Fino - ai primi di giugno del '44 - alla liberazione di Chieti e quasi in contemporanea quella di Roma e negli stessi giorni lo sbarco in Normandia.
Nell' 8 settembre ci fu la Resa senza condizioni e consegna delle 3 armi, Marina, Esercito, Aviazione- (chiamato impropriamente, ma solo da noi "armistizio").
Una resa che i tedeschi la ritennero però un tradimento in base al punto 5 del Patto d'Acciaio che era stato stipulato.

Ma da quel momento gli italiani - anche se continuamente bombardati - scelsero di allearsi con gli angloamericani. Scatenando però una guerra civile anche tra italiani. Soprattutto al Nord con i Partigiani, che davano la caccia non solo ai tedeschi (già in fase di resa a Milano) ma anche agli stessi italiani; i nuovi antifascisti contro i fascisti (come lo erano stati tutti in precedenza); ma i motivi erano ben altri: dettati da vecchi rancori, vendette personali, processi sommari come poi fu quello a Piazzale Loreto. Ma al tempo stesso la SX aveva coltivato il sogno "di unirsi ai russi".

Disertori erano considerati tutti quegli italiani che non si erano presentati alla chiamata alle armi della costituita Repubblica Sociale che si era formata al Nord. E questa si appellava alla Convenzioni di Ginevra dove si afferma che bande di armati che compiono azioni belliche contro eserciti regolari sono proibite dalla stessa Convenzione e sono passibili di esecuzione sommaria sul campo, senza processo. E infatti così agirono con le rappresaglie dando la caccia a tutte quelle bande di partigiani.

DISERZIONE O NO BISOGNA DIRE CHE OGNUNO AGI' CON LA PROPRIA COSCIENZA. CON GLI INSEGNAMENTI RICEVUTI PRIMA. NON ERA IMMORALE SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE. PER 20 ANNI TUTTI I GIOVANI ITALIANI ERANO STATI FASCISTI. PRONTI A DIFENDERE LA PATRIA COME GLI AVEVANO INSEGNATO. MICA POTEVANO SPUTARE ADDOSSO AI LORO PADRI O GIRARE DA SE STESSI UN INTERRUTTORE PER SPEGNERE LE LORO COSCIENZE.
DOPO L'8 SETTEMBRE LE SCELTE POSSIBILI FURONO DUNQUE SOLTANTO TRE: stare "di quà, o stare "di là" cioé disertare e darsi alla macchia". INOLTRE PER MOLTI VI ERANO GIA' STATI ANNI DI GUERRA ALL'ESTERO E DI COMBATTERE ALCUNI NON NE VOLEVANO PIU' SAPERE. INOLTRE OGNI GIORNO CON I BOMBARDAMENTI VEDEVANO DISTRUTTE LE LORO CITTA'.

UN ESEMPIO PER TUTTI
(oltre la camorosa "BEFFA" ricevuta del dopoguerra da FRANCO (che qui raccontiamo >>>

FU LA SCELTA CHE FECE IL VALOROSO ASSO DELL'AVIAZIONE LUIGI GUERRINI

Oggi (ANNI 2015) a Fidenza gli é stato dedicato un monumento, con sopra il suo caccia un jet dell’Aermacchi
Il sindaco PD della cittadina emiliana, Andrea Massari ha così commentato “Luigi Gorrini è stato un asso autentico dell’arte aviatoria, ma penso però che abbia combattuto per la parte sbagliata della storia". (!!!!????



GORRINI oltre a prestare servizio nella Regia Aeronautica, dopo l'8 settembre servì sotto le insegne dall’Aeronautica della Repubblica Sociale. Prima aveva difeso i cieli della Patria (come era suo dovere) attaccando con il suo caccia e difendendo dai bombardamenti americani molte città italiane. Lui sostenne 212 combattimenti contro gli aerei angloamericani, 24 vittorie individuali e 5 lanci con il paracadute, in uno, colpito rimase anche ferito. Numerosi i bombardieri americani da lui colpiti e distrutti dal '43 al '45 durante la militanza nella RSI, su Roma, Milano e altre città.
Fu la sua una scelta quella appartenere alla RSI e difendere la Patria. E - per fortuna - gli risparmiarono Piazzale Loreto. Solo nel 1958 gli consegnarono la meritata Medaglia d’oro al Valor militare. E' morto nel suo letto nel 2014 a 97 anni !!!

Ma cosa avrebbe dovuto fare Luigi Gorrini dopo l'8 settembre? unirsi agli angloamericani ed essere anche lui l'autore dello scempio che abbiamo visto sopra? avrebbe dovuto anche lui bombardare le città italiane? Fare delle stragi come fecero i (poi) cosiddetti "alleati"?.

La spinta che mosse molti giovani - come Gorrini - ad andare a Salò, fu uno scatto d'orgoglio, pur sapendo che era una guerra persa. Questi nella loro gioventù erano stati tutti "balilla", e per l'onore (parola ormai desueta) d'Italia non ritennero giusto il tradimento dell'8 settembre. E nemmeno potevano girare l'interruttore delle loro coscienze.
Mentre chi scelse di disertare e stare da un'altra parte, non erano di certo filoamericani ma la maggior parte filo russi, che volevano (con una insurrezione) aprire le porte a Est per far entrare i Titini e i bolscevici, con il loro motto leninista- staliniano: "BISOGNA STERMINARE LA BORGHESIA COME CLASSE""
Eppure poi ci é piaciuto autoingannarci dicendo che la seconda guerra mondiale l'abbiamo vinta con la "Resistenza". No!! furono gli americani con le loro imponenti forze e dopo averci terrorizzati con i loro bombardamenti, per prima cosa entramdo a Milano, fecero sciogliere subito le bande di partigiani e con la consegna delle loro armi.

VEDI la sua storia su
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Gorrini



Tuttavia questa attività eversiva dei disertori viene ricordata come la "Lotta Partigiana". Che non solo fu messa al bando dalla RSI con le sue rappresaglie, ma non era gradita dagli stessi Angloamericani (che avevano già tentato nell'inverno del '44 di scioglierle- temendo appunto una insurrezione dei comunisti a favore della Russia).
E infatti appena avvenuta la "liberazione" di Milano il 29 aprile del 45, la prima cosa che fecero fu quella di disarmare e sciogliere tutte le bande che si erano in precedenza costituite e avevano (autonomamente) perfino CREATO UN LORO COMANDO TERRITORIALE. - CLN)

La sfilata della "Vittoria" per le vie del centro non fu concessa; ma solo se fatta in borghese. Non così in Francia dove sotto l'Arco di Trionfo gli angloamericani con in testa Churchill, sfilò De Gaulle, lui che non aveva mai voluto un appoggio dei partigiani di sinistra.

Queste bande - soprattutto quelle di sinistra - volevano trasformare con una rivoluzione l'Italia in un satellite della Russia con la direttiva n.19 di Parri, che li incitava con proclami insurrezionali "che era giunta l’ora di "scatenare l’attacco definitivo", "una "lotta ai padroni". "Fare una insurrezione generale".
Era stata perfino occupata la tipografia del Corriere della Sera per stampare i primi fogli che annunciavano già la scontata vittoria. "come a Berlino in Italia sventolerà la bandiera rossa". Oltre gli inviti che faceva il foglio di "Italia Libera".

Ma questa "utopia" comunista in Italia fini quel giorno. In quel 29 aprile 1945. Inutile dire che se solo ci avessero provato, i "liberatori" (con i grandi mezzi che disponevano) sicuramente non lo avrebbero permesso!! Soprattutto dal cielo dove i Bombardamenti anglo-americani erano già stati 38.939, sganciando 378.891 tonnellate di bombe corrispondenti a 1 milione di bombe che causarono 85.000 vittime civili. Mentre i morti in guerra furono 330.000.
Potevamo vincere questa guerra? PROPRIO A MILANO ???
Il loro comunicato fu perentorio con l' irremovibile "Memorandum"....
"adesso comandiamo noi".


"L'Amministrazione anglo-americana insediatasi non si limiterà solo alla sorveglianza bellica ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana, anche nel minimo particolare della vita del Paese dove essa decide in modo e forma categorica ed "imperativa" (!!!!!!)

"Liberazione dei Partigiani"?
NO ! NON CAMBIAMO LE CARTE IN TAVOLA
nella "TRISTE" realtà finì invece così....


FU VERAMENTE UN TRISTE GIORNO !!!!
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RITORNIAMO ORA ALL'ASSEMBLEA DEL PROGETTO COSTITUZIONALE

con alcune precisazioni molto valide anche oggi

( Meuccio Ruini e il “compromesso " )

All’atto della presentazione in Assemblea del progetto costituzionale Ruini fu molto chiaro
sull’idea di ordinamento della Repubblica che era emersa dai lavori della Commissione:

"Deve rimanere fermissimo il principio della sovranità popolare
che é l’elemento decisivo che dice sempre la prima e l’ultima parola".

Per la sua struttura universale e fluente, non può direttamente legiferare e governare…
....ma la sovranità del popolo si esplica, mediante il voto,
nell’elezione del Parlamento e del Referendum”.

(mentre oggi si formano "partitini" con i "cambio di casacca". Parlamentari eletti con un partito, che entrano in un altro o in un altro gruppo facendo mutare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. E' detto anche “trasformismo".
Nell'ultima legislatura sono stati ben 181 i parlamentari su 975. E questa non è più la Democrazia del Popolo Italiano, ma un sistema egemonico dei partiti che si garantiscono reciprocamente o dove spesso i controllori sono al tempo stesso anche i controllati.
In certi casi, sembra che Ruini, nei suoi discorsi e nei suoi scritti, affronti i problemi odierni. Rileggendo il lavoro fin qui compiuto, anche chi scrive è rimasto colpito dall’attualità di alcuni argomenti e dal perdurante valore dei suggerimenti e dei moniti dati dal Presidente della Commissione: sulla forma di governo, sulla deriva partitocratica (e sulla rilevata inutilità di dar vita a nuovi “partitini”), sul decentramento e il federalismo, sul significato profondo degli strumenti di democrazia diretta e sul rischio di “inflazionarli”, e sull’indipendenza della magistratura, ecc.

Nel suo lavoro di Costituente Ruini mirava ad inserire quale presupposto e concezione dominante della redigenda Carta Fondamentale un “piano di democrazia integrale”: “una Costituzione deve essere Costituzione; non perdersi nelle nuvole della filosofia; non dimenticare mai che la sua struttura è essenzialmente giuridica; ma deve ispirarsi ad un complesso di esigenze etico-politiche ed etico-sociali; senza le quali sarebbe costruzione sterile e vana. Sono esigenze di tre ordini: tener conto delle libertà individuali (e cioè informarsi allo spirito liberale); degli ordinamenti basati sulla sovranità popolare (ed è il concetto di democrazia in senso più proprio e ristretto); delle aspirazioni e delle riforme sociali”.
Carlo Costamagna lo studioso, giurista di grande valore, scienziato della politica, scrisse: "Le decisioni di ogni tipo, ordine e grado sono state prese esclusivamente dalle segreterie politiche dei partiti incuranti perfino del mandato che il popolo ha creduto di dare ad un determinato partito politico con il voto. In pratica si é assistito, e per molti versi si assiste ancora, un singolare e poco dignitoso balletto".

(Li abbiamo recentemente visti dentro un "partitino".
Parlamentari votati dagli elettori in un partito, e che dopo hanno cambiato casacca (entrano in un partitino, ne fanno uno personale, o vanno a chi offre di più: poltroncine o quant'altro)
Tutti quelli che hanno cambiato casacca li trovate QUI >>>>

Questi "transfughi" dopo qualche mese dentro un "gruppo misto" (in attesa di essere contattati)
entrano a far parte di un "partitino", fino al punto da essere decisivi
per il voto negativo di una maggioranza).

Ma Mattarella cosa fa? LUI GARANTISCE CHE SIA APPLICATO L'ART. 67 DELLA COSTITUZIONE (!!!)
CHE SIGNIFICA POTER "TRADIRE" UN ELETTORATO CHE HA DATO FIDUCIA A UN PARTITO.
CHE IN TERMINI DEL VIVERE CIVILE E' UNA "TRUFFA".
UNA TRUFFA "GARANTITA" SEMPRE DI PIU'. FINO ARRIVARE A 181 TRANSFUGHI.
CHE PER CONVENIENZA, E' SEMPRE DI PIU', SONO IN DISONOREVOLE ASCESA.
Perchè si "mangia" di più. In incarichi, poltrone e "argiant".

Prosegue Costamagna: in molte parti nella Costituzione esalta i diritti astratti degli individui, ma di fatto, questi diritti li consegna tutto al potere delle mani dei partiti, dei loro capi, degli apparati burocratici mediante l'applicazione della "democrazia indiretta". - "Tutti i cittadini nominalmente sono elettori. Ma alle cariche pubbliche, a comincaire da quella di deputato, sono i partiti che designano i titolari facendone i servi della propria volontà. Non al corpo elettorale, ma ai deputati dei partiti che spetta perfino la nomina dello stesso presidente della Repubblica che pur dovrebbe essere il Capo dello Stato, espressione vivente dell' unità nazionale."
Ancora Costamagna: "Il rifiuto del presidenzialismo avrebbe sottratto ai partiti potere e controllo sulla società civile. Insomma la Costituzione fu il prodotto degli interessi politici e "privati" di una parte di italiani in opposizione ad un'altra.
E su questo presupposto la Repubblica si è rivelata un inganno dal momento
che il primo tradimento perpetrato dalla Costituzione materiale,
che ne ha retto le sorti ed è stato contro il bene comune dell'Unità nazionale".
Sempre Coastamagna: "Pur ammettendo il "Referendum" sulla materia legislativa ordinaria e dello Stato, lo ha in modo tassativo escluso per l'atto costituzionale. La "Sovranità Popolare" non conviene nè in linea di fatto né in linea di diritto, quello dei partiti é qualcosa di più e di meglio".
Una battuta famosa (attribuita a Calamandrei (Gruppo Autonomista)...
"La Costituzione é scritta metà in latino e metà in russo.”

(volendo far riferimento alle due anime politiche principali: quella cattolica e quella social-comunista).



Nel corso della discussione in Assemblea Nitti (Unione democratica) disse che il testo costituzionale...
“voleva contemperare le tendenze più opposte....il catechismo e la dialettica marxista”
Il liberale Lucifero (Blocco della Libertà) denunciò nel suo intervento “si é commerciato un po’”, e ancora...
.... “qualcuno ci vuol mettere qualche cosa delle sue ideologie, forse per andare lui a dir fuori: «Questo l’ho messo io"
. Pietro Nenni a proposito delle istituzioni "Sembra di guidare una macchina con lo stezo rotto".
Una espressione più tipica di Costituzione è di essere «scritta» non in leggi, con disposizioni multiple e varie;
ma un testo-documento unico, che diventano leggi di leggi.

Il giurista Calamandrei che temeva che l’accordo si traducesse in una coalizione tripartitica (tra democristiani, socialisti e comunisti) di lunga durata, definendo un “pateracchio” questa convergenza di forze politiche nella quale....
“per compensare le forze di sinistra di una rivoluzione mancata, le forze di destra non si opposero ad accogliere nella Costituzione una rivoluzione promessa”.

 

Ancora Costamagna: "nella Costituzione si configurava soprattutto come il prodotto della Repubblica dei partiti, legittimata non dal consenso popolare ma dalla forza più o meno ricattatoria degli apparati politici. Nuovi egoismi rispondenti a logiche estranee agli interessi popolari nazionali le cui forme più evidenti erano date dal partito democristiano e dal partito comunista i cui referenti non erano in Italia" .Togliatti (PCI) da una parte, lamentava il “deteriore” metodo negoziale (secondo il leader comunista, questo era stato adottato da Ruini in seno al Comitato di Redazione col fine di ampliare il consenso) che aveva annacquato i testi delle sottocommissioni; dall’altra, sosteneva, come diceva Basso, che la ricerca di far confluire su “un terreno comune” correnti ideologiche e politiche diverse non comportava una mercificazione delle proprie posizioniIl Presidente della Commissione, Meuccio Ruini, espose il proprio pensiero sulla questione del “COMPROMESSO” con grande chiarezza, dimostrando il proprio spessore di politico e di Costituente: “Le grandi idee animatrici debbono accompagnarsi col senso della realtà, della concretezza, delle possibilità effettive, ma la parola «compromesso» grava come un incubo. Vi è una parola che ha aleggiato qui, ed è stata ripetuta come un ritornello: la parola “compromesso”. Vi devo confessare che, nella mia relazione, avevo messo un brano che trovavo molto bello, ma poi l’ho tolto per paura della parola.

La parola
“compromesso” gravava come un incubo e minacciava di avvelenare ogni linea d’azione.Che cosa significa in origine compromesso? Vuol dire, nel suo etimo, che parecchi fanno promessa insieme, assumono un impegno, stipulano un patto; e non c’è nulla di male, ed è necessità elementare di vita. Vi è bensì un senso deteriore, una deformazione che l’onorevole Ghidini ha messo molto bene in luce, ed è il baratto, il mercato, la combinazione oscura di interessi, non d’idee. Per evitare l’equivoco, liberiamoci pure della parola. Cambiamola; parleremo di patto, parleremo d’accordo, parleremo di convergenza di pensiero e di forze sopra punti determinanti.

In realtà, nella nostra Commissione, non ci sono state trattative esplicite, ma accostamenti nella discussione.
Né bisogna dimenticare che esistono compromessi di fatto, non negoziati che vanno al di sopra della volontà,
compromessi storici che si delineano da sé stessi; e sarà così, io credo, anche della nostra Costituzione”I valori fondamentali che fondarono l’innegabile accordo intercorso tra le varie forze politiche per giungere ad una Costituzione democratica e garantista (fu su questi punti che si ebbe la maggiore convergenza) sono essenzialmente tre il forte sentimento di difesa dell’unità nazionale, il rispetto per la tradizione risorgimentale, la lotta antifascista. Infatti, se l’obiettivo primario era certamente raggiungere “unione, pacificazione, concordia” (V. E. Orlando), non era possibile rifondare lo Stato prescindendo dalla struttura dello Stato liberale, che, in quel momento, rappresentava l’unico approccio organizzativo utilizzabile.Inoltre, la convergenza verso il garantismo sulle libertà fondamentali era una sorta di “assicurazione sul futuro”: i maggiori partiti (DC e PCI) cercavano di garantirsi contro il rischio di trovarsi in minoranza una volta terminata l’approvazione della Carta.

Anche altri fattori di aggregazione determinarono il c.d. “compromesso” alla Costituente e, del resto, come sottolinea lo stesso Presidente dei 75, ciò fa parte della storia umana, della politica e della loro evoluzione: “Ogni Costituzione è un’opera di circostanze più che di logica giuridica.

Più spesso è il frutto di transazioni, di compromessi; ma la transazione è lo stato finale dell’opera costituente”.Su alcune questioni non fu possibile realizzare un accordo ma in molte altre, malgrado le diversità di opinioni sottolineate, anche in Assemblea, dal susseguirsi di  voti e controvoti, l’esito finale fu positivo; Ruini evidenziò l’importanza di questo sforzo da parte della classe politica scrivendo: “la nostra Costituzione vivrà in quanto sarà riuscita ad essere, al di fuori dei negoziati consapevoli delle parti, il compromesso richiesto dal momento storico”
Ci si soffermerà, in particolare, sulle differenze tra quanto Ruini si sarebbe atteso e quanto, in realtà, è divenuto parte integrante della Carta Fondamentale e sulle prospettive di riforma della Costituzione che già alcuni (tra i quali anche il politico reggiano) avanzavano nel primo periodo dopo la sua approvazione: “Raccolgo le postille in due serie: la prima si chiede «che cosa è la Costituzione?»; e l’altra: «Esiste una crisi della Costituzione?».

Fanno capo ad un’ultima impostazione: «se e come si può e si deve ripensare e rivedere la nostra Costituzione»“In democrazia, ha detto Lincoln, vi è un solo modo di imporre le proprie idee, ed è convincere gli altri. Non ci sono riuscito!!.”    (Meuccio Ruini)


In parte, la Carta Costituzionale non riuscì precisamente come Ruini l’aveva pensata: egli stesso dichiarò, in un ampio articolo pubblicato alla fine dell’estate del 1947, quando ancora la Costituente non aveva terminato i propri lavori, che avrebbe preferito un testo più semplice e più breve, contenente solo quelle norme essenziali che tutti i cittadini avrebbero dovuto conoscere e capire; questo requisito era forse quello su cui maggiormente lottò Ruini durante tutto il suo impegno di Costituente tanto che lo mise come primo obiettivo nel discorso tenuto durante la conferenza stampa svoltasi in occasione della sua elezione a Presidente della Commissione: “Si fa strada anche in Italia, nell’opinione comune, l’esigenza che la Costituzione nuova sia chiara, semplice e breve… La Costituzione chiesta dal popolo deve essere tale che il popolo stesso la possa facilmente comprendere… Dovrebbe essere letta ed appresa a memoria dai fanciulli delle elementari. Né può essere troppo lunga". E ancora:

“É necessaria una Costituzione che, adattandosi al costume del popolo, cerchi di migliorarlo”
É nota, dunque, e più volte ripetuta la critica di Ruini all’eccessiva lunghezza della Carta Costituzionale (“È troppo ampia ed estesa; pretende di regolare tutto, la Carta italiana. Non esito a confessare che alla Costituente sostenni e cercai di fare il possibile perché fosse più sobria… Qualcosa ottenni; chi fruga negli atti dell’Assemblea può constatare che riuscii a rinviare alle leggi di attuazione molte norme" -“Ma questa esigenza di scrivere tante cose nella Costituzione è sentita specialmente in paesi come il nostro che non hanno un solido senso di autodisciplina”.

 

Ruini avrebbe altresì desiderato che le affermazioni generali di principio e le norme non aventi un preciso valore precettivo fossero collocate in un preambolo che avrebbe avuto la funzione di indicare al legislatore la via da seguire. Infatti, riteneva che si sarebbe maggiormente dato risalto alle esigenze economiche e sociali se queste fossero state tenute separate dalle disposizioni inserite nel preambolo; la nuova Carta Fondamentale avrebbe dovuto, pertanto, essere divisa in due parti: una prima, che costituisse una sorta di impegno con la neonata democrazia, non più intesa come soltanto politica, ma anche economica; ed una seconda, che contenesse aspirazioni ed esigenze, oltre che istruzioni su come attuarle, della nuova Repubblica.

“Bisogna rispettare la Costituzione: amarla, non esaltarla; farne la nostra legge e l’idea, non un idolo". E ancora: “Per ciascuna o almeno per molte norme della nostra Costituzione occorrerebbe: ricordare e rivedere come vennero formulate; quali dubbi e discussioni si svolsero alla Costituente e se e come almeno alcuni punti hanno ancora motivo di essere esaminati; se e quali questioni vennero dopo la Costituente, o soltanto ora, sollevate e discusse; e se vi sono ragioni ed esigenze di essere ora e anche per il domani considerate”

.

Abbandonata definitivamente la questione del preambolo, è evidente l’importanza dell’art. 1, primo cardine della Costituzione che consacra i principi di repubblica, di democrazia, di sovranità popolare, di lavoro; proprio questa funzione di “presentatore dei valori costituzionali” indusse Ruini a ritenere che sarebbe stato opportuno modificare il primo articolo con la dizione di “democrazia fondata sulla libertà e sul lavoro”

Riguardo ai rapporti tra Parlamento e Governo, Ruini sottolineò l’esigenza di dare nuovo impulso (ed elasticità) alle rispettive autonome competenze, anche sotto il profilo della produzione legislativa: “Oggi, con il moltiplicarsi dei rapporti di vita associata, si rende necessario deferire in notevole parte compiti legislativi al governo; non senza vigilare come li adempie; bisogna altresì riconoscere cha la facoltà – io mi pento di averla fatta accordare – alle Commissioni parlamentari di legiferare direttamente ha fatto eccessiva e non buona prova e converrà circondurla a limiti e cautele, o sopprimerla.
Tuttavia, avrebbe voluto che la seconda Camera, il Senato, fosse, secondo un suo vecchio convincimento, una camera elettiva di rappresentanza delle competenze e degli interessi economici, professionali e culturali
. Gli studi compiuti sulle altre Costituzioni lo portavano a dichiarare che il bicameralismo presupponesse una diversità effettiva tra i due rami del Parlamento: entrambi avrebbero dovuto trarre origine dalla sovranità popolare ma senza essere dei doppioni.

I tratti differenziali di Camera e Senato sottolineati dalla nostra Carta Fondamentale si limitavano esclusivamente al numero dei deputati e dei senatori e alla differente durata delle due camere ma, nelle idee di Ruini, molti altri avrebbero potuto essere gli elementi per caratterizzare la diversità tra i due istituti: dall’elezione di parte dei senatori dai consigli comunali, alla rappresentanza di interessi, non solo economici, che avrebbe offerto uno “specchio delle forze vive del paese"

“Un problema aperto di grande valore è poi quello della bicameralità del Parlamento, che non esiste più in non pochi paesi, e negli altri le due Camere non hanno identiche e reiterate attribuzioni, come avviene quasi soltanto in Italia; si è fatta strada in un numero consistente di paesi la formazione di una seconda Camera a base di rappresentanza di interessi economico-sociali e culturali; io proponevo questo criterio, non per riprodurre il nefasto corporativismo fascista, ma per corrispondere ad esigenze imprescindibili del nostro momento storico…". -

Inoltre, “Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che proposi alla Costituente e fui il suo primo presidente; credo che, così com’è, potrebbe adempiere anche di sua iniziativa compiti di dar parere e proporre disegni di legge e provvedimenti che attengono a materie di cui è competente… tenendo in ogni modo presente la (purtroppo non facile) possibilità che sia sostituito dal più elevato e complesso ramo, cui pure ho accennato, del Parlamento…”

Ulteriori preoccupazioni sorsero quando il regime parlamentare si trasformò (sin dai primi anni della Repubblica) in regime partitico; in una prospettiva di revisione costituzionale, Ruini individuò il problema: “Il Parlamento: è il potere basilare, ma non può eliminare gli altri, coi quali deve «cooperare»; esercitando sempre le funzioni legislative ma non esclusivamente”D’altro canto, il potere esecutivo (“ostaggio” delle segreterie di partito) avrebbe necessitato di maggiore competenze tecniche e di una netta scissione tra gli organi di direzione politica e la dirigenza dei ministeri: “conviene esaminare se non vi sono troppi ed improvvisati ministri…l’amministrazione va distinta (pur coordinandola) dal governo; e bisogna, finalmente, affrontare la sistemazione, che, malgrado tanti tentativi da tanti decenni, non si è riusciti a varare in relazione alle esigenze che si fanno oggi sentire…".

Avrebbe altresì desiderato che il capo dello Stato venisse eletto direttamente dal popolo “così che si sarebbe svolto, più armonicamente, tra i due piloni del Parlamento e del Capo dello Stato, «l’arco di ponte», come fu chiamato, del governo di gabinetto”.



Ruini era infatti fermamente convinto che l’attribuzione di ampi poteri, solo in parte, come la possibilità di sciogliere le Camere, approvati nel testo definitivo, al Capo dello Stato, avrebbero offerto maggiori garanzie democratiche; riteneva che democrazia non fosse sinonimo di governo debole ma, piuttosto, che autorità e forza di governo fossero requisiti fondamentali per offrire un funzionamento “normale” e una garanzia di difesa democratica.
Era invece sua preoccupazione che il Presidente della Repubblica venisse a trovarsi nella posizione di un re fainéant che sarebbe stata più tipica di un capo ereditario.

“Il Capo dello Stato: che deve, proprio per salvaguardare il regime democratico parlamentare aver funzioni, non solo decorative, ma di guida e di coordinamento degli altri poteri dello Stato; è il «capo» come dice la Costituzione; e se allora quando facemmo la Costituzione non precisammo del tutto le sue attribuzioni, dichiarai, presiedendo i Settantacinque, che avrebbero dovuto «definirle ed adeguarle»…". -
Tuttavia, il timore che le sue proposte venissero intese come un eccesso opposto al conservatorismo nostalgico della figura monarchica, lo portarono ad accogliere soluzioni nuove e di mediazione.

Anche la soluzione del problema religioso accolta dalla Carta avrebbe meritato, secondo Ruini, revisioni e modificazioni: si è detto del duro scontro in Assemblea riguardo alla “costituzionalizzazione” dei Patti Lateranensi e il Presidente dei 75, pur essendo consapevole del fatto che “la proposta di modifica dell’articolo costituzionale susciterebbe nuove ed anche non superabili difficoltà" riteneva che fosse indispensabile “procedere ad accordi col Vaticano per modificare alcune norme [dei Patti] che sono chiaramente superate o in contrasto con i principi della nostra Costituzione”.

Nessuna carta costituzionale contiene un sistema così completo e definito di garanzie di libertà, anche se la seconda parte della Costituzione, l’ordinamento della Repubblica, ha presentato gravi difficoltà. Avevamo tutto da fare. Non abbiamo risolto con piena soddisfazione tutti i problemi istituzionali”

Principale preoccupazione di Ruini nel periodo post-costituente fu quella di dare attuazione alla Carta Costituzionale:
“Resta sempre fermo che la nostra Costituzione deve essere attuata. Vivo è l’allarme che non lo sia.

Già pochi anni dopo l’entrata in vigore della Carta Fondamentale, il problema dell’attuazione delle norme costituzionali era stato posto all’attenzione del legislatore, dei giuristi e anche dell’opinione pubblica: “Ultimo, ed in certo senso primo, fra i problemi da affrontare, a sintesi di tutti gli altri: la Costituzione, come deve e può essere attuata. Il vegliardo che presiedé i Settantacinque insiste perché, predisponendo ben rapidamente un piano organico di attuazione, si proceda:
a) all’immediata applicazione delle norme che non sono ancora ma si debbono e si possono senz’altro applicare;
b) siano redatte le disposizioni di legge e regolamento necessarie per applicare altre norme costituzionali;
c) siano con avvedimento e cautela precisati i punti in cui, proprio per garantire l’attuazione del testo costituzionale, si rende indispensabile adattarlo ad esigenze concrete della REALTA' che si muove”.

In un’intervista ad un noto giornale, Meuccio Ruini prese posizione sulla pressante questione dell’attuazione, anche con affermazioni prive della “diplomazia” che spesso caratterizza i discorsi dei politici: “La nostra Costituzione non è applicata in più norme ed in più istituti; io l'ho affermato e deplorato più volte; e lo ripeto ora… Vi sono errori e responsabilità. Si è lasciato che dell’attuazione del testo costituzionale facessero bandiera e monopolio partiti che intendono valersi della Costituzione per promuovere al di là di essa un regime diverso e contrario. Errori e responsabilità… [si è scritto] che la nostra Costituzione sia ormai soltanto «defunta». No; è viva e funziona nelle sue linee essenziali, malgrado le deplorevoli lacune parziali di applicazione”.


Lo stesso Ruini, nel periodo immediatamente successivo all’entrata in vigore della Carta, si era fatto promotore, quale Presidente del Senato, di iniziative legislative volte a dare esecuzione ai precetti costituzionali: “Nella prima seduta del nuovo Senato ebbi occasione di aprire la discussione sulle comunicazioni del Governo ed elencai una sessantina di leggi ordinarie, costituzionali, alle quali si doveva porre mano. Ben poche di esse sono state in sette anni approvate: altre, presentate spesso in più edizioni (come la legge sindacale), dormono ancora; per molte, la maggior parte, non è avvenuta neppure la presentazione”.
Sono numerose le norme delle quali Ruini lamentava la mancata applicazione: le disposizioni sui diritti e le libertà fondamentali, in palese contrasto con l’ancora vigente legislazione fascista, la quale, tuttavia, per ritardi del legislatore e per l’inefficienza della neonata Corte Costituzionale, stentava ad essere eliminata dall’ordinamento (“potrebbe e dovrebbe la magistratura ordinaria e sovrattutto la Cassazione dichiarare abrogate le norme incompatibili con il nuovo disposto costituzionale"; le indispensabili leggi di attuazione “per la stampa, per le associazioni sindacali e gli scioperi”; e anche nella seconda parte della Carta, “basterà indicare che ancora non esistono istituti cui la Costituzione ha dato risalto: il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Corte Costituzionale”; infine, riteneva Ruini, era necessario attuare la struttura decentrata dello Stato col sistema delle “Regioni su cui incisivamente insiste la Costituzione”.
Circa vent’anni dopo l’entrata in vigore della Carta, Meuccio Ruini, pur riconoscendo l’avvenuta attuazione di numerosi istituti, affrontò ancora il problema della mancata applicazione della Costituzione; “Non pochi articoli non sono attuati; si può per alcuni ritenere che si tratti solo di ritardi di attuazione, per altri di superamento”.
Un accenno particolare merita l’art. 11 della Costituzione, nel quale si intravede la concezione di Ruini in merito ai rapporti internazionali che la Repubblica avrebbe dovuto instaurare: è stupefacente (e quasi incredibile) constatare che nel lungimirante pensiero di Ruini, sin dalla fase antecedente all’entrata in vigore della Carta Costituzionale, fossero contenuti i germi dell’Unione Europea e delle modificazioni, politiche, economiche e sociali, che l’unificazione avrebbe comportato.
Sulle prospettive di revisione costituzionale Ruini fornisce il suo prezioso consiglio,
improntato, come di consueto e come è evidente nelle sue opere, alla moderazione e al “buon senso”:
la Costituzione Italiana – ammette – non è perfetta ed è segnata dal periodo storico in cui è stata approvata;
da ciò discende che la Costituzione non è intangibile ed immodificabile, ma che occorre porvi mano col medesimo studio e con lo spirito che animò i padri fondatori della Repubblica.

_________________________________________

Queste pagine non pretendono assolutamente di essere un dettagliato racconto
del pensiero e del lavoro di Meuccio Ruini;
tuttavia, chi scrive, si augura di aver fornito ai lettori qualche spunto
affinché siano stimolati a dedicare una più approfondita
e meditata riflessione sulle questioni che qui si sono accennate.

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In altre parole, parafrasando il Presidente dei 75, questo lavoro è un’“esortazione a pensarci su”:

Ruini Meuccio, Le confessioni pel domani (da un ultraottuagenario), Ricordi di pensiero e di vita e per la storia di domani, bozza inedita conservata in Archivio Meuccio Ruini (c/o Biblioteca “Panizzi”-Reggio Emilia).

Ruini Meuccio, Postille: se e come si può e si deve ripensare e rivedere la nostra Costituzione, appunti, bozze, corrispondenza e materiale inedito conservato in Archivio Meuccio Ruini (c/o Biblioteca “Panizzi”-Reggio Emilia)

IL TESTO FINALE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA >>>>>

 

RITORNIAMO ALLE DONNE CITATE SOPRA

Una certa emancipazione della donna era avvenuta nel corso delle 1a G.M. Prima tutta casa e famiglia
furono loro a sostituire in quasi tutte le attività i 5-6 milioni impegnati nel fronte.
Ne dopoguerra nel ventennio del fascismo, abbiamo visto come erano esplose le giovani fanciulle, nelle attività sportive, ricreative, e soprattutto nel loro vestire. Basta veli e vestiti neri fino alle caviglie. Sbocciò la giovinezza. Non solo ma le scuole diffuse fece fare anche un salto di qualità nell'istruzione. (ricordiamo che ai primi anni del '900, l' analfabetismo era del 48,6%).

Poi con al 2nda G.M. la donna - con gli uomini in guerra - le donne tornarono ad essere le "tuttofare" nelle varie attività. Nei trasporti, nel commercio, nle''agricoltura, nelle industrie, perfino nelle acciaierie. Non solo ma anche - con gravi rischi - diventarono utili anche ai partigiani per i loro fabbisogni quotidiani e nella logistica.
Entrambe anche queste attività furono una vera e propria emancipazione. Sorsero nella SX l' Unione Donne Italiane e nella DC Centro Italiano Femminile. Subito dopo il dopoguerra, il Governo Provvisorio - alle contemporanee elezioni politiche e del Referendum, fu concesso per la prima volta in Italia. "Il VOTO ALLE DONNE".
Nella stessa Assemblea costituente entrarono 21 donne (9 della DC - 9 del PCI - 1 del PSI - 1 dell'UQ). - Nonostante poche alcune si distinsero e lasciarono anche il segno.

Dobbiamo poi arrivare agli anni '60, per ritrovare una gran voglia di emancipazione della donna. Nei successivi anni '60, col "Miracolo Economico" con un ritorno alla normalità della vita civile, con già una alimentazione più che soddisfacente, e con già i figli di quelle donne del periodo fascista, la voglia di vivere di questi giovani fu dirompente. Non solo nell'analfabetismo (che dal 48,6%, passo al 5,2%) ma in tutti quei settori che sempre più stavano offrendo una "vita più bella", "una vita più spensierata", una vita "più attiva". Sono gli anni che le donne scoprono i cosmetici, i profumi, il vestire della moda nascente dei vari stilisti (Fioruccci, Valentino, Armani, Gucci, Prada ecc). Anni dove compaiono nel vestire (non più il nero dei bigotti tutta chiesa e la casa come tana) i tanti "Colori", merito di Benetton. Il tutto rallegrato dal divertimento della nuova musica, i nuovi divi della canzone, con i pomeriggi e le serate danzanti. (solo più tardi le discoteche) e le tantissime riviste settimanali per sole donne. (4-5-6 milioni a settimana)

Nel '68 proprio dai nuovi giovani comparvero le manifestazioni studentesche, per ottenere proprio nelle scuole, delle migliorie chieste a quei politici ancora incapace di guidare un Paese che invece aveva iniziato a camminare da solo. Non ottennero molto, anzi nell'arco di un paio d'anni ci fu il "riflusso". Dei giovani maschi però, non dalle donne!!!
Imparata la lezione dai maschi, furono proprio loro a dar vita a manifestazioni di piazza, chiedendo tutti quei diritti che non avevano avuto le loro mamme e le loro nonne. Nella sostenza una "evoluzione della famiglia".
Fu dirompente. In pochi anni l' "Emancipazione Femminile" fu un fatto compiuto. Venne poi la vincente "Legge sul Divorzio", poi la "Legge sull'aborto".
(TUTTO QUESTO PERCORSO CON VARI LINK SONO RIPORTATE IN QUESTE PAGINE "DONNE E SOCIETA'" >>>>>>

Alcune di quelle donne sopra menzionate:
ADELE BEI (PCI) - nominata poi senatrice, in Senato, bollò la "connivenza governativa di certi partiti proprio a SX pari al precedente schiavistico sfruttamento padronale".
(e non aveva ancora visto il 2000 !! Con le "accoglienze" di certi "buonisti")

FILOMENA DELLI CASTELLI (DC) aggiunse "Avevamo finalmente potuto votare e anche a far eleggere delle donne. Non saremmo state più considerate solo casalinghe o lavoratrici senza voce ma fautrici a pieno titolo della nuova politica italiana”.

TERESA MATTEI (PCI): "In Parlamento sentimmo delle battute infelici: "Le donne? Ma durante il ciclo mensile come farete a giudicare con serenità?". Lei era la più giovane deputatessa - aveva 25 anni, ma già capiva l'ottusità di certi politici.

LIVIA MERLIN (PSI): "Ho cercato di essere materna con loro, buona con loro, il fatto è che la loro cattiveria non è diretta verso i vecchi ma soprattutto verso se stessi: non comprendono, i pazzi, che la politica non è un mestiere, è una missione.


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Sembra proprio questo nostro periodo con Draghi. Nei partiti che fanno politica per mestiere, senza persone di sicura competenza il divario é abissale. Abituati con i tanti quaccherequa ai livelli di scontro fra di loro, senza nessuna verità in tasca, adesso c' è sgomento. Tutti i leader sono in difficoltà, cercano visibilità negli incontri con Draghi ma si trovano a disagio perché lui non segue le abituali liturgie. Con loro Draghi é glaciale. Parla poco. Anzi non parla affatto e tira diritto. SCONTENTA TUTTI e non ACCONTENTA NESSUNO.
Chiude i discorsi e zitto zitto ti fa un Commissario.
L'istituto Morning Consult ha posto il premier italiano al secondo posto della graduatoria mondiale dei capi di Stato e di governo.
Ma iniziano anche gli italiani ad apprezzarlo.

NON SAPPIAMO ANCORA SE DRAGHI -
CON A FIANCO UNA DONNA, LA MELONI - SARA' IN GRADO DI FARE
GLI ACCENNATI CAMBIAMENTI COSTITUZIONALI.
NE' SAPPIAMO SE SARA' LUI IL NUOVO PdR....

perché all'orizzonte è spuntato .... un giovane.....(86 anni nel 2022- con qualche problema)
(lo fa per non far sparire del tutto "Forza Italia" sempre in calo.)
( Io "voglio un partito nuovo ..... Unico !! " )
Progetto: IL COLLE!!


per andarci implorerà i voti dello sfasciacarrozze, che poi salito il Colle gli ripagherà il favore.
INFATTI LUI CI SPERA TANTO AL COLLE ........ E L'ALTRO SPERA DI RITORNARE..COME PdC (!!!)
(che smacco per Salvini che si è dato tanto da fare ! Dovrà tenere il moccolo!!)
( inoltre sparirebbe il partito della Meloni !!!!! - La sua ascesa impensierisce tutti: DX e SX)
(OGGI 26-6-2021 E' AL 1° POSTO - DAVANTI A TUTTI)

E pensare che LUI appena ieri nei confronti dei comunisti

(poi ci fu il famoso patto del Nazareno - falsi amici)
ma poi non fu molto tenero con Renzi (come non lo era stato prima con Prodi)

Quando si hanno degli interessi, per soldi si fanno anche delle "Gorla".

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Riguardo a GRILLO ..non so cosa sta facendo sta deludendo i suoi elettori, sta distruggendo
ciò che aveva creato. Appena ieri accettando Conte (per risorgere), adesso va dicendo che...
"Non ha una visione politica, nè capacità manageriali".
Forse perchè lo voleva usare solo come testimone per riprendere voti...
sempre con lui al comando.

E' LA DEMOCRAZIA BELLEZZA !!!!!!

FACCIO I MIEI ......
AUGURI
CARI ITALIANI CORAGGIO .... VOI CHE RESTATE

((((( Io da molto tempo ho superato i fatidici " 1000 MESI > > > > ", e sono quindi già pronto per il viaggio...........
Ma prima ho fatto una cosa saggia mentre si celebra la.... "giornata del migrante" - "bisogna accogliere i ns. fratelli".
Purtroppo molti di questi "fratelli" non sappiamo chi sono, sono allo sbando, nè sappiamo come vivono.
Ma ultimamente ho preso atto come vivono. Ma a mie spese !!!

Primo atto: Avevo dato a mia moglie il mio portafoglio da mettere in borsa; eravamo in un negozio di calzature.
Chinandosi per misurarsi le scarpe aveva appoggiato la borsa. Al momento di pagare la borsa era sparita.
Due giorni dopo mi hanno chiamato i carabinieri, visto che la borsa con i documenti era stata a loro consegnata.
Nel momento del rilascio, hanno aperto un armadio pieno di altrettante 270 borse rubate.
Sono rimasto senza fiato !

Poi ho subito due furti nella villa che abito. Ma nell'ultimo, il terzo, mi hanno sfasciato ogni cosa, buttati a terra tutti i volumi della biblioteca, credendo di trovarci dietro qualcosa di nascosto, .non avendo trovato nulla di nulla..... in 3 per vendetta hanno orinato e defecato sul tappeto del mio soggiorno.
Pensate un po' se ero in casa!! Io che ho fatto antiterrorismo !! Come sarebbe finita? Con io che andavo in galera per aver reagito!! ??


Così dopo 3 furti e con l'ultimo traumatizzante, ho venduto ogni mio avere cedendo il tutto ai miei figli e nipoti. (non ho aspettato la legge di Letta! )
Io e mia moglie lasciata la villa abbiamo preso in affitto un piccolo appartamentino vicino a mia figlia pur lei possedendo una grande casa del '600 di 1000 mq. che l'abita con i figli e con suo marito che cura i suoi grandi vigneti nel veronese.

Questo perché non ho più fiducia nelle istituzioni che dovrebbero salvaguardarci.

(volevo denunciarli. Ma contro chi? Inoltre non avendo rubato nulla, se lo fai si mettono a ridere. Eanche se rubano, sono liberi ugualmente. A pagare siamo sempre noi.

Oggi è toccato a me, ma domani potrebbe toccare a VOI !! Anche peggio di me:

Questo per dire.... che può importarmi proprio nulla di cosa faranno Draghi e la Meloni
ma immedesimandomi in VOI che restate, e cosa i due forse realizzeranno....,
dovrebbe - eccome!
- importare a VOI !!!!

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E non state a scrivermi che sono un "becero fascista" sareste degli "ottusi"
anche perchè altri "ottusi" mi scrivono che sono un "becero comunista"
Gente "poco intelligente" che non ha letto nè ha capito nulla della mia Storia d'Italia di ieri e di oggi.

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Anche Platone... oggi lo chiamerebbero "fascista" - "razzista"

il Grande GIACINTO AURITI.......

(gli anni sono tutti già convertiti in euro (in milioni)

Anno - Governi
Inflazione
Debito
Rapporto debito/Pil
       
1970 --- Rumor, Colombo
5,1%
14.285
40,5%
1971 --- Colombo
5,0%
17.585
45,7%
1972 --- Andreotti
5,6%
22.008
52,2%
1973 --- Andreotti, Rumor
10,4%
27.499
54,0%
1974 --- Rumor, Moro
19,4%
34.361
53,2%
1975 --- Moro
17,2%
43.205
58,4%
1976 --- Moro, Andreotti
16,5%
52.909
56,8%
1977 --- Andreotti
18,1%
64.063
56,6%
1978 --- Andreotti
12,4%
81.810
61,5%
1979 --- Andreotti, Cossiga
15,7%
98.632
60,6%
1980 --- Cossiga, Forlani
21,1%
118.038
58,0%
1981 --- Forlani, Spadolini
18,7%
146.410
60,1%
1982 --- Spadolini, Fanfani
16,3%
186.961
65,0%
1983 --- Fanfani, Craxi
15,0%
235.520
70,3%
1984 --- Craxi
10,6%
284.825
74,4%
1985 --- Craxi
8,6%
346.005
80,5%
1986 --- Craxi
6,1%
401.499
84,5%
1987 --- Craxi, Fanfani, Goria
4,6%
460.418
88,6%
1988 --- Goria, De Mita
5,0%
522.732
90,5%
1989 --- De Mita, Andreotti
6,6%
589.995
93,1%
1990 --- Andreotti
6,1%
667.848
94,8%
1991 --- Andreotti
6,4%
755.011
98,1%
1992 --- Andreotti, Amato
5,4%
849.920
105,0%
1993 --- Amato, Ciampi
4,2%
959.713
115,1%
1994 --- Ciampi, Berlusconi
3,9%
1.069.415
121,2%
1995 --- Berlusconi, Dini
5,4%
1.151.489
120,9%
1996 --- Dini, Prodi
3,9%
1.213.508
120,2%
1997 --- Prodi
1,7%
1.238.864
117,5%
1998 --- Prodi, D'Alema
1,8%
1.255.415
114,3%
1999 --- D'Alema
1,6%
1.282.605
113,1%
2000 --- D'Alema, Amato
2,6%
1.301.121
108,6%
2001 --- Amato, Berlusconi
2,7%
1.360.228
108,3%
2002 --- Berlusconi
2,4%
1.371.595
105,4%
2003 --- Berlusconi
2,5%
1.397.371
104,1%
2004 --- Berlusconi
2,0%
1.449.606
103,7%
2005 --- Berlusconi
1,7%
1.518.556
105,7%
2006 --- Berlusconi, Prodi
2,0%
1.587.781
106,3%
2007 --- Prodi
1,7%
1.605.126
103,3%
2008 --- Prodi, Berlusconi
3,2%
1.671.001
106,1%
2009 --- Berlusconi
0,7%
1.769.255
116,4%
2010 --- Berlusconi
1,6%
1.851.252
119,3%
2011 --- Berlusconi-Monti
2,7%
1.907.392
120,8%
2012 --- Monti
3,0%
1.988.363
127,0%
2013 --- Letta (28.4.13--21.2.14
1.2%
2.067.000
132,6%
2014 --- Renzi (feb. '14)
0,2%
2.134.000
132,4%
2015 --- Renzi (dic '16)
0,0%
2.170.000
132,6%
2016--- Gentiloni (dic '16...
0,1%
2.285.254
134,80%
2017--- Gentiloni (...giu '18
1,2%
2.328.697
134,10%
2018--- Conte 1 (giu '18...)
1,1%
2.380.306
134,80%
2019--- Conte 2
0,6%
2.409.000
135,70%
2021--- Draghi (in carica)
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sopra il Parlamento in Italia (con poltrone uso letto)

sotto il Parlamento Inglese (in panche - con molti anche in piedi)

ma (anche se sduti) abbiamo noi gli stipendi più ricchi d'Europa

(e anche se uno é stato condannato il Vitalizio non lo perde )

 

Scovo questa implorazione fatta da Cromwell
ai parlamentari nel 1653.

 

E CI STA BENE ANCHE QUESTA (attualistica con il "CORONA Virus")

 

VALE LA PENA LEGGERE ANCHE QUESTE PAGINE
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Si diede lo
"JUS SOLI - la "CITTADINANZA"
e "L'INTEGRAZIONE" agli stranieri

(fu la sua rovina !!!! )

La fine avvenne già 378 d.C. ad Adrianopoli, in Tracia, quando i Romani furono sconfitti dai "barbari" traci, e fu messo imperatore proprio un Trace, cui poi seguirono altri 30 imperatori stranieri.

Si impossessarono così del potere. E per Roma fu la fine. Nel 476 l'Impero Romano, cessò di esistere.

All'inizio si erano sfruttati gli schiavi, poi li trasformarono in servi, in liberti, in impiegati nell'esercito, con a capo generali pure loro stranieri fino a diventare loro Imperatori. Ma nei loro Paesi, Francia, Germania, Inghilterra.

I Romani vivendo una vita al di sopra dei propri mezzi, da tempo si stavano avviando alla decadenza.
Prima i romani avevano sopportato le fatiche, i pericoli, le circostanze critiche. Poi con le tante conquiste incominciò la pigrizia, la voglia di ricchezza. Ben presto entrambi furono l'origine di tutti i mali. Cambiò così il Potere Militare, l'economica, la Politica, la Religione ed anche la Morale. E in quanto a moralità il Cristianesimo nascente approfittò sempre di più nel partecipare all'angoscia dei cittadini più umili che subivano l'arroganza dei ricchi altezzosi.
I preti iniziarono a non tollerare certe licenziose libertà all'interno della società, indicando che la stessa era degenerata, diventata troppo opulenta, egoista, materialista, lasciva, immorale, dissoluta, degradata; e soprattutto miscredente.
Ci fu l'addio a tutte le culture precedenti: Aristotele, Prassitele, Fidia, Democrito, Euclide. Addio Olimpiadi, Filosofi, Astronomi, Scienziati, Medici, Giardinieri, Giocolieri, Attori di teatro, addio alla Musica, all'Arte. Iniziò un mondo opaco, triste, fatto di silenzi, senza colori, sempre più grigio, infine nero, buio. Più tardi ci furono sì dei bagliori: ma erano i falò, l'inizio dei roghi dell'inquisizione e delle Crociate, al grido di "Dio lo vuole".
Il meccanismo dell' "integrazione" degli stranieri fu la sua rovina quando
questi furono in numero e in forza tale da potersene fregare di ogni politica inclusiva. E questo rappresentò ben presto la fine dell'Impero Romano.

Furono perfino abbandonate le campagne non vi era più bisogno di braccia. Tutto arrivava dai paesi mediterranei; in città i cittadini stavano diventando tutti stranieri. Le romane nel frattempo volevano godersi la vita, i figli erano troppo impegnativi. La denatalizzazione a Roma stava creando grossi problemi. Non vi era più un ricambio nella gente locale. Solo stranieri.
Le forniture ormai arrivavano dai Paesi conquistati, o erano in mano agli intrallazzatori. Alcuni - interessati a questo "accoglimento" di stranieri e alla manodopera a buon mercato - andavano dicendo che bisognava integrarli, dargli la cittadinanza, farli diventare cittadini romani fin dalla nascita con gli stessi diritti. E che se voleva il romano mantenere la propria ricchezza aveva bisogno di loro.
Nacque anche una "casta" di trafficoni scafisti, con le loro fatiscenti navi facevano la spola in Libia, Egitto, Marocco a raccogliere e poi a riversare su Roma migliaia di clandestini senza arte ne parte. Altri faccendieri locali li piazzavano nei vari settori agricoli o artigiani; per altri ancora - nell'attesa - creavano lucrosi centri di raccoglimento sempre gestiti da loro, e questi reietti senza fissa dimora girovagando rimanevano oziosi tutto il giorno in città, con molti di loro a chiedere la carità per sfamarsi. Ma anche in cuor loro a coltivare vendetta per lo schivismo che prima avevano subito.
E' MARZIALE a lasciarci una esatta "fotografia" nelle sue memorie: "... Stanno costoro in ogni luogo, si aggirano fuori e perfino dentro le terme, ti vengono vicino mentre sei dal barbiere, dal macellaio, mentre ti fermi a parlare con gli amici o quando sei fermo agli incroci con la carrozza; ti vengono ad infastidire in casa, nel foro, ai giochi, e ce ne sono centinaia nelle strade dove vendono di tutto; t'importunano, e si arrabbiano poi se non gli compri nulla; altri impietosendoti chiedono la carità; insomma Roma è oggi una sola immensa bottega". (diremmo noi oggi di "vu' cumprà").


Ma ben presto queste popolazioni di emarginati, pur con la cittadinanza, più che integrarsi dopo un po' iniziarono a comportarsi come i romani si erano comportati nei loro territori, quando li depredavano, conquistandoli con la forza e la sottomissione.


Risultato: nel III secolo Roma contava già la metà di abitanti che c'erano al tempo di Augusto, una metà erano stranieri (diventati "cittadini" con la cittadinanza, mentre l'altra metà diventava sempre più inabile e vecchia.
Il Cristianesimo con i preti bandì i costumi le belle vesti che con i vari colori abbellivano le donne. Il NERO - a cominciare dagli stessi preti - cominciò ad essere l'unico "colore" lugubre che vi era in giro; banditi i profumi, i gioielli, i vari ornamenti e la cura del corpo nelle centinaia di terme. Le stesse capigliature dovevano essere avvolte pure queste in un panno nero. Le passeggiate nel Foro (le movide) presto finirono, perché ormai sembravano dei funerali.

In breve Roma divenne una città di soli 30.000 vecchi che si aggiravano nei fori deserti, in decadimento, dove si prendevano marmi e quant'altro per costruire da alllora in poi cattedrali. Nel foro iniziarono a crescere erbacce fino al Ventennio fascista quando si intraprese la valorizzazione del "Grande" passato, aprendo la Via dell'Impero (da Palazzo Venezia al Colosseo).

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SICURAMENTE AVETE TROVATO QUALCHE PARALLELO CON I FATTI DI OGGI !!!

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UNA SINGOLARE PAGINE DI FANTAPOLITICA
ANNO 2035

QUANDO I VENETI APRIRONO LE OSTILITA' CONTRO I TROPPI STRANIERI RESIDENTI NEL VENETO
scritta appunto da un (ipotetico) giornalista straniero
su il "Corriere della Repubblica Veneta Comunitaria" >>>>>>

 

SEGUITE ANCHE LA PAGINA DOVE SCRIVO SU
GIORGIA MELONI >>>>>>

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