PALMIRO TOGLIATTI ( BIOGRAFIA 2
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UN FASCISMO TUTTO SOCIALISTA, POI MUSSOLINIANO
POI UN TOGLIATTI
GELOSO CHE AMBIVA LUI

FARE IL "PROGRAMMA DI SAN SEPOLCRO"


UN CONFRONTO

<<<<<vedi anche un'altra biografia su TOGLIATTI
ed anche la sua voce...
("per quella sciagurata guerra (del '40) , dovevamo prendere per il collarino il RE"

 

Il 1919-1920 furono i due anni che diedero vita alle sciagurate "settimane Rosse" - con 1800 e 2000 scioperi in Italia. Quelli organizzati dai sindacati della C.G.d.L contavano 3.500.000 lavoratori.
Per alcuni fallimenti in alcuni scioperi e nelle occupazioni delle fabbriche sempre voluti dai socialisti violenti, si erano create delle spaccature dentro gli stessi Socialisti (i "riformisti), perché gli industriali - unendosi - avevano reagito con le loro serrate. E a quel punto le spaccature ci furono anche dei lavoratori nei confronti dei loro sindacati.
La rivoluzione d'Ottobre in Russia aveva rafforzato i massimalisti e ispirato varie ribellioni convinti che anche per l'Italia per fare la "Lotta di Classe" era giunta l'ora. Infatti il grido ricorrente era "Viva Lenin", e vi era una vera e propria esaltazione del Bolscevismo, e sempre più spesso da loro comparvero le bandiere rosse.
Questi socialisti MASSIMALISTI guardavano al modello sovietico mentre i RIFORMISTI il loro obiettivo era di fare alcuni accordi col padronato, facendogli riconoscere il sindacato dentro le aziende per concordare insieme orari di lavoro, stipendi e altri accordi di massima.
A quel punto i capi dei "massimalisti" accusavano non l'incapacità degli operai a fare le lotte, ma l'incompetenza dei loro dirigenti politici e sindacali; accusavano i "riformisti" che dimostravano sempre di più essere più accomondanti e più dialoganti con l'odiato padronato.

Fatte queste accuse dentro i socialisti seguì la scissione proprio dei "massimalisti" che andarono a fondare nel '21 a Livorno il Partito Comunista, convinti dell'incompatibilità tra socialismo e democrazia. Uno dei fondatori del PCI fu il 30enne Gramsci che guardava alla Rivoluzione Russa e il suo obiettivo era proprio quello di bolscevizzare il suo partito e insieme anche l'Italia.
Uno dei capi era PALMIRO TOGLIATTI, anche se dicevano di lui che era poco trascinatore; ci fu infatti qualche esitazione quando proprio lui andò al vertice (dopo l' arresto di Gramsci), e pur essendo allineato alle sue strategie rimase poi sempre un mediatore fra le tante anime del partito, mentre Gramsci sempre sfidando la dura linea della repressione fascista - criticava non solo Mussolini ma anche lo stesso Stalin. Ma Gramsci cadde poi in disgrazia (nel '26 Mussolini subì un attentato) e arrestato fu pure lui per attività cospirativa; nel '28 fu condannato a 20 anni al confino prima a Tuti poi a Ustica; di anni in galera ne scontò 19; morì all'alba del 27 aprile del '37 nella clinica Quisisana di Roma, a 46 anni. (Mussolini due anni prima - perché era molto malato - gli aveva concesso la libertà condizionata).

Anche TOGLIATTI come Mussolini era stato un "fascista socialista violento" molto simili a quelli della fine '800 come furono poi anche quelli all'inizio del '900.

Un "Fascio Operaio" era nato già nel 1871, ed era un'associazione di sinistra che lottava contro la povertà dei lavoratori. Ci fu anche un periodico settimanale, che contestava le politiche del Governo, promuovendo scioperi. Fondatori erano Giacomo Tirale e Luigi Zambini. Nel loro programma figuravano: l'istruzione obbligatoria, la municipalizzazione dei servizi pubblici, la gestione statale delle ferrovie, l'imposta progressiva sui redditi, il miglioramento economico dei salariati e gli orari.

Poi nel 1893 ci furono anche i FASCI sorti in Sicilia anche questi di sinistra con un proletariato composto da braccianti agricoli, minatori e operai che i sindacati facevano scendere in piazza per fare scioperi e occupazione di fabbriche, terre e rivendicazioni varie.
Quelle del dicembre 1893 furono tragiche.

Al Governo dimissionario Giolitti, gli era subentaro Crispi. E fu lui - con un decreto del Re - che decise di reprimere duramente con un intervento militare e uno stato d'assedio per le violenze dei fasci siciliani. Che abbiamo detto fu tragico: spari sulla folla, arresti di massa, esecuzioni sommarie in molte località della Sicilia. (oltre un centinaio furono i morti). Seguirono altre dure repressioni.

La stessa repressione pochi anni dopo - nel 1898 - ci fu in quella di Milano. Moti e barricate a Porta Venezia, Porta Vittoria, Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Garibaldi, con i rivoltosi che protestavano per le condizioni di lavoro, l'aumento del pane e altro. Nella repressione si "distinse" (fu poi anche premiato e nominato grande Ufficiale) BAVA BECCARIS.....

....che ebbe pieni poteri da Re Umberto I, e LUI non solo fece usare i fucili contro la folla ma usò i cannoni alzo zero. Fu una strage: 118 morti. Coprifuoco per diversi giorni. Furono sciolte 109 Camera del Lavoro, soppresse 429 associazioni. Arrestate 2000 persone con 1140 di loro deferiti al tribunale di guerra e poi condannati. Il 4 giugno 1899 Umberto I - per i fatti di Milano - volle concedere un amnistia, ma ormai era troppo tardi. Pochi mesi dopo, 29 luglio 1900, a Monza, l'anarchico Gaetano Bresci - vendicò i morti di Milano - una sua pallottola la indirizzò proprio a lui a ... re Umberto I.

Questo era dunque il clima che si era respirato, e "si respirava" ancora nei primi anni del '900. Ma anche nei successivi anni, quando vedremo pure il socialista Mussolini parteciparvi nel 1908 - dove fu anche arrestato - in seguito a uno sciopero di braccianti. Per la sua irruenza nei suoi lunghi comizi nelle piazze, lo chiamavano già Duce, e per questa fama che a lui non gli dipiaceva affatto, diventò a Forlì, direttore del settimanale "Lotta di classe". E nel farlo - lui sempre violento e manesco (a uno gli voleva spaccare la faccia - e per questo anche qui finì in galera per qualche giorno) - non poteva che essere nominato come i socialisti precedenti: cioè "fascista". Poi gli fu affidata anche la direzione del giornale Avanti.

Ricordiamo che ancora nello stesso 1893 (visto sopra) Costa, Bovio, Cavallotti volendo dare forza alla plebe organizzarono il FASCIO della Democrazia (e fu proprio da lì che partirono poi i fatti tragici di Milano di Bava Beccaris, che fece poi chiudere - come già letto sopra - molti sindacati di sinistra delle cosiddette Camere del Lavoro.
Ciononostante tornarono alla ribalta, infatti anche de Ambris fondò un FASCIO per combattere il tanto odiato Sindacato Milanese.
Il 5 ottobre 1914 pure Filippo Corridoni (Unione dei Sindacati Italiani (USI) fonda i FASCI di Azione Rivoluzionaria con membri della sinistra intransigente massimalista (un PCI ancora in fasce).

E sempre con una linea violenta "fascitoide" a dicembre dello stesso anno furono fondati i FASCI AUTONOMI di Azione Rivoluzionaria di BENITO MUSSOLINI, ex direttore dell'Avanti, ma poi il 29 novembre, oltre essere espulso dal giornale fu cacciato anche dal Partito Socialista Italiano, per essersi dichiarato interventista in quella guerra che i socialisti massimalisti dicevano voluta "dai borghesi" e non dal popolo. (ma non in Germania dove gli stessi socialistI erano diventati interventisti, come i fascisti di Mussolini in Italia.).

Prima ancora della fine della guerra, nel 1918 questo "Fascio Autonomo" di Mussolini ottiene un discreto successo, radunando tutti quelli che erano stati e lo erano ancora interventisti, di destra e di sinistra riformista, compresi i nazionalisti e i futuristi.
Ma di "fasci" oltre quello di Mussolini, se ne formeranno poi altri: il "FASCIO nazionale italiano", il "FASCIO romano per la difesa nazionale", la "Federazione dei FASCI di resistenza". Per tutti, gli obiettivi era quello di creare un "Comitato italiano di resistenza interna" con una mobilitazione civile, e la formazione di gruppi di volontari usando la "disciplina della forza" (anche questa fascistoide) molto simile a quella degli stessi combattenti; in particolare gli Arditi che proprio nella guerra erano stati i più aggressivi e i più "fascistodi".

Poi al termine della guerra diffusasi il concetto di "vittoria mutilata", quando sembrò che "Wilson" a Parigi applicasse solo all'Italia certe sgradite spartizioni; dove i convocati abbandonarono pure la Conferenza di pace. Ma anche quando tornarono a Parigi non fu gradito il discorso rinunciatario di Bissolati, e con gli ex interventisti e gli Arditi pensarono di fondare i "FASCI italiani di combattimento", con a capo Mussolini.
(((((Simbolo il
"Fascio Littorio", che sembra che derivasse da quell''organismo politico del romano Aurelio Vittore che sotto quel simbolo lottava per la grandezza di Roma, che nel 360 i borghesi indolenti - utilizzando gli ex schiavi stranieri perfino nell'esercito - anche come comandanti - nell'agire così stavano sempre di più lasciando Roma in mano proprio ai Barbari. E lì iniziò la decandenza dell'impero. I barbari - imparata a Roma l'arte della guerra - tornarono dove erano stati deportati per fondare i loro imperi )))))


Fino al 1914 - abbiamo detto - i socialisti erano dei violenti, chiamati "fascisti" e spesso finivano in galera, schedati (come lo stesso Mussolini). Del resto fascismo e socialismo avevano la stessa matrice ideologica e se in seguito nel dopoguerra nacquero le successive "squadracce fasciste" queste sorsero come reazione alle "squadracce rosse" quelle che volevano trasformare l'Italia in una succursale dell'URSS, dopo aver ammirato le "Bandiere Rosse" della vittoriosa Rivoluzione d'Ottobre del '17.

(ma quell'ammirazione c'era anche nel secondo dopoguerra; all'inizo di Aprile del 1945 con la direttrice n.19 di Longo. Lui poco prima della "Liberazione", incitava a fare la Rivoluzione e già gridavano a sinistra "anche a Milano, dopo Berlino, sventolerà la Bandiera Rossa" - "La vittoria é vicina".

 

ALTRO CHE EPILOGO !!!
ALTRO CHE BANDIERE AL VENTO !!!

IL 27 APRILE
"ancora un ultimo sforzo e sarà vittoria"

POCHE ORE DOPO, IL 28 APRILE

"I PARTIGIANI TRASMETTONO GLI APPELLI DEI LORO COMANDI"
( ma l'insurrezione che voleva Longo non è affato divampata )

FU TUTTA UNA AMARA ILLUSIONE !!!


Non avevano fatto i conti con gli angloamericani, che per prima cosa entrati a Milano il 29 aprile sciolsero subito, immediatamente le bande di partigiani e imposero immediatamente la consegna delle loro armi. Né furono contenti che di essere chiamati "Alleati". Poi preso loro il Comando in tutti i settori, non permisero di fare nemmeno la sfilata accanto a loro. I partigiani se la fecero da soli ma sfilando in borghese. Non come De Gaulle a Parigi dove lui sfilò sotto l'Arco di Trionfo seduto accando a Churchill. (ma De Gaulle non aveva mai voluto accando a se
partigiani di SX).

Ma cosa avvenne subito dopo? Visto che i nemici avevano perso e si erano arresi, ed era anche sfumata (non avendo più le armi) la tanto attesa (vista sopra) "rivoluzione" di Longo? che anche i partigiani rossi salirono sul carro dei vincitori (chiamandoli "alleati"), e con loro....dissero (e ancora oggi é scritto sui libri) che avevano fatto la "Liberazione", perfino vinta la Seconda Guerra Mondiale - Ma non furono poi trattati tali a Parigi alla conferenza di Pace. Noi eravamo i "perdenti", eravamo i "nemici". Nonostante l'accorato l'intervento (dopo 3 giorni di anticamera) quando prese la parola e ci fu il quasi piagnucolante e umile intervento di DE GASPERI........ >>>>in originale qui il suo accorato discorso >>>.
Come nemici (e non "alleati") a Parigi la pagammo anche cara, con i debiti di guerra fino al 1984 !!! (non c'é errore).
E in quanto al nostro Impero Coloniale, questo nelle spartizione dei vincitori, non ci diedero nemmeno un "Protettorato".
Anzi l'Impero finì perfino nel ridicolo (anche questa é una comica storia nel link De Gasperi sopra accennato).

ALTRO CHE VITTORIA
Chiamata "Liberazione" dei Partigiani !!!!!!!!!!!!!!!!

AMARO SILENZIO

La Stampa a Londra : "rassegnatevi!!! "

TUTTO IL TRATTATO DI PACE (IN ORIGINALE) LO TROVATE QUI >>>>>>>>>>



Un po meno accondiscendente a quella salita sul carro e a quell falso "abbraccio" con gli EX NEMICI, era stato invece PALMIRO TOGLIATTI; lui seguitò - in cuor suo - a vederli (e non sbagliò) gli angloamericani non "alleati" ma solo "padroni dell'Italia" nell'immediato e anche in futuro.
Anche se poi subito dopo (voluto forse proprio dagli USA) lui entrò inaspettatamente (altri dicono opportunisticamente) mettendosi a disposizione del Re e di Badoglio. E poi anche nei governi provvisori di De Gasperi, lui credeva di essersi guadagnato quel posto al Governo (per la "svolta di Salerno" - quando era rientrato in Italia).
Lui già per questa "Svolta" aveva ricevuto non poche critiche dai "compagni" irriducibili contro il fascismo.

(ma non dimentichiamo, che lui ammirava quel famoso discorso di Mussolini di San Sepolcro. L'avrebbe voluto fare lui. E lo ribadì ancora nel 1936 - ma invano, di comunisti non c'erano più in giro in Italia. Sconfortato se ne tornò in Russia).

Ma poi rientrato e messo al Governo lui credeva di restarci per almeno 20 anni. Ma ci rimase poco. Messo al Ministero della Giustiza, lui andò a varare una singolare amnistia; scagionava di ogni reato tutti i fascisti ma anche quelli che a sinistra si erano infangati con Piazzale Loreto, l'attentato di Via Rasella e molti altri oscuri fatti crinìminosi. Si disse che a quel ministero Togliatti fu mandato proprio su suggeriemnto degli USA per fare quell'amnistia - per non infangarsi loro le mani come avevano già fatto a Norimberga.
Dopo un viaggio negli USA di De Gasperi, al suo ritorno lui gli tolse ogni incarico. A quel punto Togliatti tornò a fare il massimalista
, odio per gli USA e per De Gasperi che alle elezioni del '48 fece poi il pieno di voti. Togliatti già aveva intenzione di tornarsene in Urss, ma a pochi mesi dalle elezioni ci fu un attentato contro di lui che scatenò nuovamente i "rossi", quelli che alla Liberazione volevano fare una rivoluzione.(lo accenniamo più avanti). Lui sempre realista, quasi in coma, dal letto di ospedale, invitava a "stare calmi", "andate a casa". Abbiamo deto "realista" perchè sapeva bene come era finita un tentativo di rivoluzione in Grecia. Churchil li aveva mandati quasi tutti al cimitero.

In questi primi mesi del dopoguerra, nei governi provvisori, in Parlamento il clima era sempre stato battagliero, da entrambe le parti, antifascisti (per lo più "rossi") che si scagliavano contro gli ex fascisti per i loro crimini e per la sciagurata guerra, mentre gli ex fascisti si scagliavano contro di loro per le non meno criminali gesta di alcuni durante la resistenza. I vecchi rancori esplodevano in risse, con scontri e anche botte come in un ring.

E già qui Togliatti - amante del quieto vivere - smorzava queste dispute. Che gli valsero un vago appoggio degli angloamericani. Non per nulla erano stati disposti che lui si aggregasse ai governi provvisori; per un motivo molto semplice:
gli ex fascisti (compresi anche i tedeschi) erano utili per tenere a bada i comunisti che erano arrivati a Berlino. Ma non dovevano infierire troppo nemmeno contro i comunisti per non rompere tutti gli accordi per le spartizioni fatti con Stalin. Ecco perché nel '48 alle elezioni Togliatti viene messo al ministero di Grazia e Giustizia, dove lui andò a varare l'amnistia per tutti (rientrarono in Italia anche i "rossi" che erano fugggiti in Jugoslavia).
Ma assolto questo ingrato compito (ma per qualcuno gradito), fu poi subito messo da parte. Quando subì subito dopo l'attentato a fargli gli auguri di pronta guarigione c'erano anche gli angloamericani; oltre tutta l'Italia. Che aveva ormai capito che il "quieto vivere" doveva essere questo il punto d'arrivo. E in effetti, sparirono tutte le rancorose dispute e tutti si tirarono su le maniche per risorgere dalle macerie fisiche e morali. (fino a far nascere pochi anni dopo il "Miracolo Economico", di cui parleremo più avanti).

 



TORNIAMO AL 1914 per capire il fascismo che ne seguì.

Prima - alla vigilia della Guerra Mondiale - e poi nel dopoguerra Mussolini aveva abbandonato del tutto quel tipo di socialismo marxista. Anche perché questo - e lo disse poi anche Gramsci - era già morto come dottrina - esisteva solo il rancore contro la borghesia, contro i "padroni". Gramsci si aspettava dai suoi "compagni" italiani una rivoluzione del tipo Ottobre '17 fatta in Russia, ma che iniziata da Lenin, morto lui, prese poi un'altra brutta strada - non certo del "Socialismo Sociale" - con Stalin e la sua bolscevica dittatura più solo "Stalinista".

Quello di Mussolini invece fondando i "Fasci italiani di combattimento" questo era diventato proprio un "Socialismo Sociale", "socialdemocratico", comunque con spinte socializzatrici in una forma "riformista". Anche se nel tentativo di realizzarle pure lui dovette poi fare il "dittatore" perchè molti comunisti in Italia ambivano a una dittatura di tipo stalinista. E Mussolini con i suo Fasci, nell'opporsi dovette ricorrere e ritornare a quel precedente "fascismo della forza" di stampo socialista come negli anni precedenti che abbiamo visto sopra, e dove negli scioperi c'era anche lui nelle file dei socialisti sediziosi e violenti, finendo perfino in galera).

((((( Mussolini ci ritornerà nel 1944 a questa "Socializzazione" (l'entrata dei lavoratori nella gestione delle imprese con anche la spartizione degli utili) che a una certa sinistra andava anche bene, ma altri la ricusarono perché sarebbe diventata un concorrente. Anche se Hitler - questa socializzazione in Italia - non lo avrebbe mai permessa, le industrie italiane gli facevano comodo, stavano infatti tutte lavorando a pieno ritmo per il suo esercito.

Per queste interferenze di Hitler sulle iniziative di Mussolini, lo stesso gli inviò una lettera QUASI ANGOSCIATA per le troppe ingerenze illecite dei comandi militari tedeschi, che screditavano lui e il suo Governo e toglievano alle autorità civili italiane l'autonomia necessaria. Ma ormai, fin dalla infelice campagna in Grecia, lui era diventato succube di Hitler. Anzi temeva che se lui vinceva, l'Italia sarebbe caduta tutta in mano sua.
(QUESTA LETTERA CHE ABBIAMO IN ORIGINALE CHIROGRAFATA
LA RIPORTIAMO INTERAMENTE QUI >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

(non dimentichiamo che il 13 marzo 1938 dopo l'annessione dell'Austria. Mussolini era preoccupato per quei confini fissati nel 1919, dopo la prima guerra mondiale in Alto Adige. Qui la popolazione tirolese - favorevole all'annessione alla Germania - avrebbe sicuramente supportato una invasione hitleriana. In un simposio a Monaco, un Gaulathier si era lasciato sfuggire una frase sibillina: "Che nei progetti di Hitler c'era l'intenzione di scendere dal Brennero liberare i tirolesi dell'Alto Adige e proseguire verso Verona e il mare Adriatico fino a Trieste". Allarmato Mussolini chiese spiegazioni: Hitler rispose che "quel Gaulathier era ubriaco" e che aveva lui "ben altri progetti" .
Tuttavia Mussolini - anche se tranquillizzato da Hitler pur stipulando con lui il Patto D'Acciao, aveva ordinato la costruzione del "Vallo Alpino del Littorio", (ribattezzata " Linea di "non-mi- fido"). E proprio vicino al confine fece costruire nuove caserme a Malles, Sluderno, Merano, Bressanone, Dobbiaco, vari bunker sulla linea di confine e a Bolzano sud una linea anticarro.
Mussolini inquieto andava dicendo: "se Hitler farà un solo passo sul confine, gli scateno la reazione dell' Inghilterra e della Francia". Era ancora in ottimi rapporti con entrambe. E a Ciano disse "per una simile alleanza (con la Francia) dovrò forse digerire un limone acerbo".


Ma poi Hitler iniziò la sua Guerra in Polonia. Mussolini con il "Patto"stipulato doveva essere al suo fianco. Ma si dichiarò "neutrale", "non belligerante", deludendo molto Hitler.
Mussolini sapeva di non essere preparato per una guerra. Hitler gli mandò a dire di cosa allora aveva bisogno. Mussolini gli inviò un elenco di materiale che sarebbero occorsi 500 treni merci per due anni interi. (una pazzia!!!)
(abbiamo qui la lettera-domanda e richiesta originale >>>>>>>>>>>>>>>>>).

Hitler gli rispose che era impossibile accontentarlo, gli inviò - qualora si fosse alleato - solo qualche contraerea di cui l'Italia era del tutto sprovvista. Poi da solo - nel '40 - Hitler proseguì quanto lui aveva programmato: l'invasione della Francia.
A quella lettera di aiuti negati, Hitler aveva quasi ironicamente aggiunto di limitarsi a fare solo una buona pubblicità alla sua impresa. Ma ora Hitler sapeva che l'esercito di 9 milioni di baionette non esisteva, che la forza di Mussolini era tutto un bluff. Con la sua singolare richiesta di quell'enorme materiale, Mussolini aveva rivelato che l'Italia era "nuda".

Tuttavia il 2° settembre Mussolini tranquillizza l'Italia.
("l'Italia non prenderà alcuna iniziativa militare")

Ma ricordiamo anche questa singolare lettera ..........Di MUSSOLINI
(molto realistica e molto profetica la conclusione ).

Mussolini dichiarandosi "neutrale", "non belligerante" la sua decisione non era stata molto gradita da alcuni italiani
IL RE, gli "acciaisti", i produttori di armi, i giornali - e gli italiani che li leggevano- volevano questo intervento e volevano rispettare quell'alleanza. ("ma allora che ci siamo alleati a fare" - "chi non spara spira" - "se ci sbrighiamo ad andarci anche noi, fra poco passeggeremo nelle vie di Parigi e Londra" mentre il Re andava dicendo fra i suoi generali... "Chi è assente ha sempre torto". -
Alla fine - in base al suo Statuto Albertino - fu lui il Re a dichiarare guerra alla Francia, solo lui poteva farlo e se non avesse voluto la guerra poteva far cadere immediatamente il governo fascista e perfino arrestare il Mussolini. (Infatti usando queste sue stesse preogative lo farà poi il 25 luglio del '43).
Mentre poi
dissero che la Guerra l'aveva voluta Mussolini !! Mentre lui si limitò a dirlo dal balcone a cose fatte, ma non da lui.
Il Re comunicata la Dichiarazione, baldanzosamente si mise in capo la bustina pronto partire per il Fronte.
Gli "acciaisti", i produttori di armi, potevano adesso gioire!! A loro sembrava tutto facile. Ma le brutte sorprese non mancarono, quando per l'inefficienza logistica (era giugno e credevano i loro generali di essere al mare) malvestiti per una bufera di neve furono bloccati sulle Alpi.



EPPURE MUSSOLINI SCRIVEVA A HITLER "SONO PROFONDAMENTE CONVINTO"......che.....
"La Gran Bretagna e la Francia non capitoleranno mai.
Gli Stati uniti non lo permetterebbero"
.

(abbiamo qui delle originali lettere di Mussolini a Hitler, e da Hitler a Mussolini, e alcune al Re e Badoglio.
Sono 67 documenti in copia dattiloscritta ma anche con le bozze originali scritte di pugno da Mussolini. Erano in un cartella con su scritto "segrete". Furono pubblicate negli USA nel febbraio 1946: dalla "King Featurea Syndicate di New York. Il volume giunse anche in Italia, Rizzoli lo pubblicò nel giugno dello stesso anno. Un libro poi sparito dalla circolazione, perfino nelle Biblioteche Pubbliche, insieme a tanti libri, riviste, opuscoli, giornali, del periodo fascista. Io personalmente ne ho rintracciati parecchi dalle bancarelle (nella più grande mensile fiera dell'antiquariato e libri d'Italia, a Piazzola d. Brenta. Dove ho trovato centinaia di volumi e riviste, come Gerarchia, il DUX della Sarfatti, ecc ecc. con impresso ancora il timbro della Biblioteca che li aveva eliminati. (Si vede che vi era un Direttore antifascista e nulla sul Ventennio doveva apparire nella Storia d'Italia).

.

MA ALTRETTANTO AVEVA FATTO POI PER L'INVASIONE ALLA RUSSIA.
( abbiamo quest'altra lettera originale inviata da Mussolini a Hitler ) .
Dove non solo gli consiglia di fare una PACE ma che .....
"la Russia non potrà mai essere annientata e nemmeno essere conquistata".
( gli suggeriva di fare invece un "vallo orientale", un MURO (lo fece poi Stalin)).

... to e tenuto. Le avanzate estive e le ritirate invernali, non possono
ripetersi, nè durare a lungo, senza condurre ad un esaurimento
- sia pure reciproco - ma a tutto ed esclusivo vantaggio degli angloamericani.
Bisogna quindi in un modo e nell'altro liquidare il capitolo russo.

 

Con queste due lettere, la Storia che ci raccontano, é tutto ben tutta diversa.
che il "criminale" era stato Mussolini
Mentre proprio lui cercava di evitare l'intervento degli USA
E con molto realismo cercava anche di metter fine alla guerra di Hitler alla Russia.

MA ERA CIRCONDATO DA GENTE INFIMA CHE VOLEVANO LA GUERRA !!!!!
Alla fine ha pagato solo lui, gli altri, tutti sul "carro del vincitore".
(chiamato pure "alleato" dimenticando come avevano ridotta Milano,
un cumolo di macerie con i loro selvaggi bombardamenti a tappeto).

(Ma - su quel carro - lui l'aveva previsto in un discorso a Bari l'anno prima, dove si scagliò...
"contro quei 500.000 opportunisti traditori borghesi che volevano la guerra".


l'opera dei "liberatori" ......

A GORLA LA "MORTE" SI COPRI' PERFINO IL VISO

L'infame giornata di GORLA >>>>>>>

 

MA ORA QUI DOBBIAMO ANDARE MOLTO INDIETRO...AL 1821, AL 1870, AL 1914, al 1933 e al 1940

Napoleone nel 1821 quasi sul letto di morte a Sant'Elena, ricorda la sua ambiziosa visione:

"il mio sogno era quello degli Stati Uniti d'Europa.
Avevamo bisogno di un' unica legge europea, un' unica giustizia, un unico esercito, tasse, lavoro, sistema monetario, pesi e misure uguali, viaggiando - come in USA - ognuno si sarebbe sentito in una patria comune. Io volevo fare questo ed era l'unica soluzione che mi piaceva. Ma spedito a perire qui a Sant'Elena, io muoio precocemente; ma tale unione dovrà venire un giorno o l'altro per forza di eventi. L'Europa non è più una tana di talpe.
Passerà una generazione, ma poi i giovani vendicheranno l'oltraggio che io ora soffro qui"
(Sant'Elena - Memorie ).

Di generazioni da allora ne sono passate 8 !!! L'abbiamo unita per una moneta comune, ma non politicamente e nemmeno per sogno dotarsi di un proprio esercito. Anzi (paradossalmente) quando decidono gli USA di fare una loro guerra, in base ai trattati stipulati, noi europei dobbiamo contribuire con le proprie forze armate in ogni parte del mondo, anche se prima certi Paesi non ci avevano fatto nessun torto, ne' ci erano nemici.

(Mattarella va ancora dicendo oggi, anno 2021: "Serve in Europa una politica estera e una difesa comune"

Nel lontano 1870 a porre fine a certe velleità della Francia - con un Napoleone III che si credeva Napoleone, fu la Germania prussiana vincendolo a Sedan.
La Francia oltre che sconfitta perse la ricca Alsazia e la Lorena e da qui iniziò il risentimento nazionale. Nacque un odio infinito per i tedeschi e si viveva l'attesa di una rivincita. Ma ci furono dei governi instabili, non certo impavidi e tali da sfidare una sempre più potente Germania.

Con quella guerra vinta, dal 1870 e fino al 1914 la Germania era diventata una potenza economica enorme.
Vi erano dei potenti cartelli nei vari settori industriali, e la sua consistenza militare era la più forte in Europa.
Anche l'Inghilterra era in crisi, non avendo uno sbocco delle sue esportazioni non solo in Francia ma anche negli USA. Che fin dalla loro Guerra di Indipendenza del 1787, ha formato i suoi Stati, rompendo tutti i contatti con i loro cugini.


L'Italia a inizio '900 aveva (firmata più volte nel corso degli anni) .......

la "Triplice Alleanza" con l'Impero Austriaco e la Germania. Dopo l'attentato a Sarajevo, l'Austria per la ragioni che voleva impossessarsi di quei territori - dichiarò guerra alla Serbia.
L'Italia con la "Alleanza" avrebbe dovuta intervenire al suo fianco. Ma si mantenne neutrale per tutto il 1914. Poi all' inizio del 1915, ci fu un repentino "voltafaccia" che l'imperatore lo considerò un "tradimento"-

In Italia l'ebreo SONNINO con il Re e all'insaputa dello stesso Parlamento, aveva stipulato il "Patto di Londra", la cosiddetta "Triplice Intesa" con Francia, Inghilterra e Russia.
Fu l'inizio della 1ma Guerra Mondiale. Cadorna che si era già preparato e già in partenza per difendere sul Reno la Germania dalla Francia, dovette improvvisamente cambiare nemico e schierarsi contro l'Austria e la Germania.

La Guerra si svolse cruenta negli anni 1915, '16, '17, sia in Italia, in Francia, in Germania, in Austria. Ma poi nel '17 la Russia dopo la Rivoluzione di Ottobre, abbandonò la "Triplice" e quindi la guerra.

A fine 1917, la Francia era quasi con l'acqua alla gola nella lotta; l' Inghilterra era quasi alla fame e il finale era dunque tutto ancora molto incerto. Mentre la Germania era ancora molto forte come potenza militare. Anche se non lo era nell'ambiente politico, propensi a venire a patti pur di salvare le loro poltrone.

Ma ecco che a decidere le sorti della guerra entrano gli USA. Fu ignorato il "Patto Monroe" che fin dal 1823 il presidente degli USA aveva gridato al Congresso "L'America agli americani" - "mai gli Stati Uniti interverranno negli affari europei". Fu l'inizio della linea di non intervento statunitense, e della totale non-ingerenza in qualsiasi affare nei sempre litigiosi "cortiletti" europei.

Ma poi a fine 1917, inizio 1918, trovarono che intervenire in Europa era una grossa opportunità per la loro economia in forte espansione e quindi vi era una necessità per le esportazioni dei loro prodotti.
Eppure in precedenza la sua indipendenza industriale era stata considerata un fondamento dello sviluppo e della prosperità dell'America, il
loro interesse si era sempre concentrato su problemi interni, e non su quelle lotte di "cortile" che - estranee alla vita americana - avrebbero prima o poi condotto l'Europa al disastro.

Ma il presidente Wilson decise di entrare in guerra contro la Germania dichiarando di voler combattere "per i valori che sono sempre stati piu' cari ai nostri cuori: la democrazia".
(ovviamente: a casa degli altri - mentre non fu di certo adottata quando sterminarono a casa loro i pellirossi che erano a casa propria).

Preparato a Fort Riley un contingente di truppe a inizio '18, sbarcarono in Spagna, per poi dirigersi nei territori di guerra.
(Ma vi sbarcò anche una sconosciuta malattia che già alla partenza a Fort Riley aveva seminato vittime. Il nonno di Bill Gate (!!!!) , che era addetto alla filantropica "Rockefeller Foundation" intervenne - ma senza alcuna conoscenza della strana malattia - con un suo vaccino e lo somministrò alle truppe. Questi militari - come già detto sopra - subito dopo furono imbarcati per l'Europa.
Ne morirono molti anche in mare durante il trasferimento, poi soprattutto sbarcando in Spagna (che non era impegnata in guerra, ma che diede poi il nome alla pandemia "La Spagnola". ( QUI maggiori dettagli >>>>>>>>>>>>>>
Non conoscendo i rimedi per combatterla le conseguenze furono terribili.

Caus˛ 20.000.000 di morti. In Italia ne morirono 650.000 fra civili e militari (tanti quanto in 5 anni di guerra!!) mentre al di lÓ delle Alpi nei ranghi dei nemici, fra gli austriaci di morti la Spagnola ne caus˛ il triplo, 2.000.000. L'80% fu nei ranghi superiori, piuttosto anziani. E con le truppe allo sbando perchè rimaste senza comandanti, subito furono diposti alla resa che permise all'Italia a Vittorio Veneto "la tanto celebrata" Vittoria.
La Storia Italiana non menziona mai questa alleata, divenuta decisiva, mentre la Storia tedesca invece attribuisce a questa calamitÓ la disfatta (oltre quella politica - mentre sulla militare fino allora non aveva subito alcun ulteriore scacco - la sua intera flotta marittima
venne a trovarsi a Cape Flow. E piuttosto di consegnarla al nemico la affondò tutta.
Nei testi italiani l'epidemia la troviamo citata solo nella Storia della Medicina, alla voce Storia delle pandemie, oppure in "Storia della Peste e delle epidemie nel mondo" di William H.. Mc. Neil.(Ed. Einaudi - 1982- a pag 262 e seg.). Dove si dice "Non bisognerebbe ignorare queste variabili perchÚ si rischia di forgiare una falsa mentalitÓ vincente non dovuta nÚ a mezzi nÚ a forze, ma solo ai capricci della natura. Il mito dell'efficienza, della razionalitÓ non garantisce a priori i risultati previsti, c'Ŕ di mezzo il caso e l'imprevedibilitÓ; e ne è padrona solo la Natura, non gli uomini".

Finì dunque la guerra con la Vittoria. Che Wilson la ritenne solo sua, per l'intervento degli USA. Fu poi lui alla conferenza di Pace a Parigi a fare le spartizioni. Quelle che erano state pattuite a Londra da Sonnino furono considerate "carta straccia". ("io non c'ero, e non ho firmato alcun patto di spartzione").
Inoltre a Parigi - furono conteggiati - i debiti per gli aiuti forniti (fino all'ultimo spillo) ai vincitori (all'Italia debiti fino al 1984 - e non è un errore). Queste punizioni in denaro furono accolte con tanta soddisfazione-rivalsa (un vendetta per il 1870) dalla Francia per le enormi penalità date alla Germania. Che fu messa per anni letteralmente in ginocchio. Ma fu poi aiutata, con altri prestiti-debiti durante la provvisoria Repubblica di Weimar. Durante questa, gli ebrei che avevano in mano tutte le banche e tutta la finanza tedesca, fecero affari d'oro. Ma anche le banche ebree in USA che inviavano denari a Weimar al 5% le vedevano poi al ritorno aumentati del 12-20% a spese dei tedeschi.

In USA alla BORSA nel dopoguerra e nei successivi 10 anni, sembrò esserci una "corsa all'oro". Stavano diventando tutti ricchi. Azioni che salivano del doppio in pochi giorni. E fra queste anche quelle fasulle degli speculatori. Il più esperto giornale finanziario seguitava a dire per giorni che non bisognava allarmarsi, che era tutto regolare, ma pochi giorni dopo crollarono del 50% le sue azioni, poi fallì pure. Ci fu insomma il ........
famoso crollo di Wall Street >>>>>>>>>>> che mise in ginocchio l'intera America.

E nostante i tanti rimedi, ancora nel 1939 i problemi della "depressione" non erano ancora stati risolti. (la soluzione a questi mali fu poi quella di intervenire nella guerra in Europa. Sperando di ripetere un'altra "corsa all'oro" come nella 1ma G.M.

L''industria tedesca nel frattempo era tornata a inizio anni '30, a risorgere alla grande. Ricostituendo i vari cartelli da soli - con al vertce un mago della finanza, Schratt, esautorarono gli interventi finanziari degli ebrei e tornarono alla grande nelle loro produzioni.

Roosevelt non senza difficoltà, nel 1935 aveva varato il New Deal; un controllo rigoroso dei cambi; controllo della produzione; blocco dei salari; autarchia, isolazionismo; sussidiarietà, previdenza sociale, protezionismo che nella sostanza era una "pianificazione autoritaria".
Ma era la stessa che la Germania con quel genio di Schacht, un economista di fama mondiale aveva già inaugurato in Germania nel 1933: con la Reichsverband, e che Hitler nel '34 chiamò poi Wirtschaftslenkung ("imprese private guidate") e ne ne facevano parte 29 grandi organizzazioni industriali e 50 territoriali. Fra le quali l' Adler Sa, Aeg, Astra, Auto-Union, Bmw, Messerschmitt, Simens, Aeg, i Krupp, i Junker, Metall Union, la Daimler Benz, Opta Radio, Optique Iena, Photo Agfa, Puch, Rheinmetall Borsig Ag, Schneider, Dornier, Erla, Goldschmitt, Heinkel, Solvay, Steyr, Telefunken, Valentin, Vistra, Volkswagen, Zeiss-Ikon, Zeitz, Zeppelin. La Deutsche Bank, la Commerz Bank, la Dresder Bank. I grandi colossi chimici Farben, gli Henkel, i Schnitzler, i Bosch, i Thyssen, i re della gomma Conti, dell'acciaio Voegler, delle Assicurazioni Allianz. E tanti tanti altri gruppi.
Non era tutto questo di certo una "creatura" di un caporale che aveva fatto la quinta elementare. Era - non avendo molti voti - stato messo lì, ed era utile il suo "populismo" - e fu messo proprio per questo al Governo, lui da ogni pulpito, con la sua veemenza, sollecitava il popolo il riscatto delle dure punizioni monetarie fatte alla Germania. Ripeteva nei comizi certe frasi anche 10 volte. Se la folla applaudiva, lui la ripeteva per altre 20 volte..
Quando Hitler lo misero e salì le scale del Reichstag nel '33', tutta la politica economica era stata già pianificata, con una struttura economica altamente organizzata, già tutta razionalizzata; infatti Schratt aveva già adottato il controllo dei cambi e una rosa di provvedimenti dove c'era materia tecnica da far impallidire i più grandi economisti del mondo. Un lavoro di anni, fatto assieme alle migliori menti dell'alta finanza tedesca. E vi era l'espressione di tutto un intero "potente" mondo economico che voleva e... stava egemonizzando economicamente l'intera Germania, con una pianificazione mai vista nel mondo. Poi Hitler - esaltatosi per i risultati improvvisatosi dittatore - impose ai grandi industriale del ferro e dell'acciaio un colossale riarmo. E una volta ottenuto questo iniziò a pensare per prendersi proprio con le armi gli "spazi vitali".
Nel 38, la Germania stava perfino alleandosi con l'Inghilterra per boiocottare le esportazioni dagli USA.

MA TORNIAMO AL FATIDICO 1933. Proprio quando i grandi industriali tedeschi compatti diedero vita alla rivoluzione economica vista sopra, e messo (perché a loro comodo) al Governo Hitler, iniziarono in USA gli ebrei di tutto il mondo - allarmati - a voler scatenare una "Guerra economica" alla Germania. Ma non solo economica, gli ebrei volevano la distruzione della Germania e l'estinzione di tutti i tedeschi. E per farlo, gli uomini di questa razza ariana bisognava castrarla tutta.


(vedi qui i link esterno >>>>MORGENTHAU >>> ------ e QUI >>>>KAUFMAN >>>>>>

A quel punto- pochi mesi dopo - diventato Furher e salito al potere, iniziò Hitler a fare prima lui una "guerra Economica" poi via via dichiarò pure lui una guerra razzista agli ebrei, compresa
"l'eliminazione di tutto il popolo ebraico". Cercando di anticipare ciò che volevano fare gli ebrei con i tedeschi. Hitler iniziò dalla Polonia.

Anche in Italia ci furono singolari interventi giornalistici che plaudivano lo scoppio della guerra in Polonia, punirla per aver accolto 4 milioni di ebrei che poi portavano via terre e ricchezze varie ai polacchi:

CORRIERE DELLA SERA, 11 GIUGNO 1939 - PAOLO MONELLI:
Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi. Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre pi¨ numerosi. Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti. La Polonia paga oggi il filo di una politica troppo accogliente per secoli."

CORRIERE DELLA SERA, 1 NOVEMBRE 1938 - GUIDO PIOVENE: :
"Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'Ŕ di giudaico nella cultura.
Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei Ŕ il risultato di una tenace battaglia".

LA PROVINCIA GRANDA, 4 AGOSTO 1942 - GIORGIO BOCCA:
"Questo odio degli ebrei Ŕ la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, pu˛ sorridere l'idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?"

ALDO MORO 1943 (Articolo citato "Storia Illustrata, gennaio 1998, pag.45):
" La razza Ŕ l'elemento biologico che, creando particolari affinitÓ, condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che Ŕ il primo elemento discriminativo della particolaritÓ dello stato"

SANTA MILIZIA (settimanale), 11 febbraio 1939 - BENIGNO ZACCAGNINI (futuro DC)
Articolo: "Problemi razziali: il meticciato" - "La razza pu˛ considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioŔ fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi".


Per riprendersi lo "spazio vitale" che gli era stato tolto, Hitler iniziò la sua guerra proprio in Polonia a Danzica. Poi la estese alla Francia, all'Inghilterra e poi anche alla Russia, con l'aiuto (ma tardivo) di una Italia insignificante nonostante l'impiego di uomini male equipaggiati . Il Re ignorando la "Neutralità" fatta da Mussolini che non si sentiva preparato per una guerra, e aveva perfino deluso Hitler - fu invece proprio Vittorio Emanuele III, rompendo con la Francia..... (come quando con il Patto Sonnino aveva nel 1915 ignorato la vecchia alleanza con gli austriaci )...... - e lo poteva fare solo lui e non Mussolini - che l'avrebbe potuto anche arrestare, come poi fece il 25 luglio del '43)... - e fece in base al suo Statuto Albertino la Dichiarazione di Guerra alla Francia ( una "coltellata alla schiena" dissero i francesi, visto che con la neutralità, loro tranquilli - avevano sguarnito la difesa alle Alpi per riversarsi alla Marna.


Le truppe italiane messe insieme alla belle e meglio, 300.000 uomini impreparati, senza un comando unico, con duchi e principi e generali che litigavano dove attaccare, se fare una guerra difensiva o offensiva. Mentre a Torino bombardavano senza essere infastiditi da una contraerea. Partirono dalle Alpi piemontesi (e in quelle marittime) vestiti in malo modo, quasi estivo - che con quel "marittimo" credevano di andare forse al mare) - incapparono in una funesta bufera di neve che li fermò prima di iniziare. Così iniziò la sciagurata (e infame) guerra di una Italia imbelle, non proprio amica ma semmai terrorizzata da un Hitler che - con gli italiani fascisti-acciaisti, ma anche con l'invidia di chi scriveva sui giornali, ammiravano Hitler che era quasi alle porte di Parigi ("ma allora cosa ci siamo alleati a fare?") stava vincendo dappertutto e a pochi km da Parigi. E infatti poi Hitler conquistatela non aveva per nulla gradito l'intervento degli Italiani. E all'armistizio non li volle neppure alla Conferenza di Pace a Parigi.

Poi oltre a tutto il resto (guerra perdente alla Grecia, intervento tragico in Russia, - si arrivò alla funesta conclusione prima con l'arresto di Mussolini il 25 luglio del 43, poi la inutile RSI tutta sotto il comando tedesco, e infine al '45 con PIAZZALE LORETO - ma con il Re - ancora salvo! invece di finirci solo lui come vero e unico responsabile della sciagurata guerra solo da lui all'inizio dichiarata.

((( Sul motivo della esposizione a Piazzale Loreto, non si é mai detto nulla. IL MOTIVO: Nel piazzale ogni giorno vi era sempre un camioncino tedesco con un singolare e simpatico personaggio, un corpulento sergente tedesco chiamato bonariamente Sandrun. Ad attenderlo ogni mattina vi erano sempre donne e bambini perché distribuiva del latte che lui andava a procurarsi nelle campagne. Mentre erano tutti dietro al camioncino, alcuni partigiani misero davanti sotto il mezzo una grossa bomba che esplodendo uccise il Sandron e alcune donne e bambini. Il comando tedesco era deciso a fare una rappresaglia (era la prima volta che accadeva questo a Milano) prelevando dal carcere 15 uomini da mettere al muro. Ci furono delle trattative per non fare quest'altra strage. Mussolini in persona intervenne telefonando a Hitler, che gli rispose che si sarebbe interessato. Ma poi nello stesse ore ci fu un altro attentato di partigiani che non fece vittime ma solo dei feriti. Ma a quel punto naufragarono le trattative, Hitler non si fece più sentire e la rappresagli fu portata a termine mettendo al muro i 15.
I corpi di questi rimasero in piazza per due giorni, nessuno osava andarli a rimuovere. Fin quando arrivarono le carrette della nettezza urbana a portarli via.
Quando poi arrivarono assieme a Mussolini e la Petacci anche gli altri corpi dei gerarchi uccisi a Dongo, scelsero proprio questa piazza per esporli appesi a un distributore....
"così terminava lo scenario naturale di spettacolare bellezza", ma che indignò lo stesso Pertini "questi hanno infangato la Resistenza". ))))


Fascisti in Italia fino al '39, lo erano tutti. Le piazze d'Italia erano tutte stracolme, una partecipazione massiccia di popolo forse per opportunismo, ma lo era anche per finalmente vivere in pace in reciproca armonia. Lo si era cominciato a fare dal '36 in poi, dopo la guerra vittoriosa in Etiopia. Ci furono affermazioni mondiali negli sport italiani, ma anche in altri settori dove l'inventiva e la creatvità italiana era invidiata da tutto il mondo. (non per nulla fu creato il Made In Italy per distinguere i prodotti e il loro stile in tutti gli altri Paesi).

Inoltre - creando l'Impero - erano finite le infami sanzioni e si era cominciato a mangiare, a divertirsi, nei cinema (fu creata Cinecittà), nei teatri, uscirono tanti settimali femminili, tanti balli e la musica alle tante sagre di paese, vi erano le colonie al mare con migliaia di bambini giulivi, poi al sabato nelle città vi erano le grandi riunioni di giovani; e......

 

..... per la prima volta comparvero anche le giovani donne, che sfoderavano le nudi gambe al vento e dalle camicette i turgidi seni. Mai si erano visti tante bellezze dalla notte dei tempi. ( "bellezze" che i preti con la loro atavica misogenia dicevano essere delle "oscenità", "tentazioni del diavolo").


Mai c'era stato un tenore di vita così alto, una simile fama dell'Italia con i tanti nuovi progetti in molti settori. Uno fra tutti quello di voler ospitare nel'42 l'Esposizione Universale. Fu creato fin dal '36 un progetto straordinario, non solo efficiente per la manifestazione, ma anche dal lato monumentale. Quello dell'EUR. Un modernissimo nuovo quartiere su 400 ettari di estensione, che poi al termine, dell'Esposizione sarebbe diventato un terzo polo a sud di Roma, con l'intenzione poi di trasferirvi vari ministeri, enti, banche ecc. Si iniziarono i lavori nel '37, ma poi furono interrotti dalla guerra. Quando teminò, l'EUR diventò il "Campo dei Miracoli" dei grandi speculatori.
E quei nomi dei fortunati che li possedevano quei campi e quelli che poi li acquistarono per 4 soldi per poi rivenderli a 1000, chi erano????
Sorse un ricorrente motto.... come in tante altre attività (come quelle aziende e banche del Parastato create da Beneduce, sorte durante il fascismo.... "Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato". Non lasciarono tracce!!!. Fu una "Grande Abbuffata" >>>>>>

Resta il fatto che a nessuno in quegli anni d'oro, veniva in mente di fare dell'antifascismo. (come abbiamo visto nemmeno Togliatti). Nè di dare del "criminale" a Mussolini - Poi (quasi a volersi sdebitare per in non atteggiamento negativo in Africa nel '39 ci furono, i Patti d'Acciao; poi il non rispetto degli stessi (con la "neutralità") non volendo Mussolini una guerra alla Francia (deludendo Hitler); poi terminata la misera avventura, fu trascinato su tutti gli altri errori fatti nei sciagurati fatti riportati sopra. E fu poi solo Mussolini e una dozzina di gerarchi a pagare. Il Re non solo fu rimesso sul trono, ma quando poi decadde con il Referendum, lui andò a morire in esilio il 28 dicembre 1947 e per 81 ore beffò la Repubblica che nasceva il 1° gennaio 1948. Non lasciando testamento tutti i suoi beni passarono ai legittini eredi.


Eppure proprio in quel '36 LIFE gli dedicava la copertina e aggiungeva:
“Mai come oggi l’ Italia è stata così unita attorno al suo Duce.
Mai come oggi la situazione politica interna del paese è stata cosi salda.
Il gigantesco prestigio del Duce è stato, se possibile, ancora innalzato alla sfida che egli ha lanciato contro la Gran Bretagna e le altre potenze societarie….
Per le classi operai il Duce è diventato un vero e proprio idolo”


 

L'INTERVENTO DEGLI USA IN EUROPA.
Nel '42 negli USA il 90% degli americani non volevano un intervento in Europa. Ma poi per l'indignazione della (oscura) giornata di PEARL HARBOUR >>>>>non proprio imprevista >>>>>>>
......tutti gli americani iniziarono ad essere a favore di un intervento in Europa. Perfino i comunisti americani sollecitavano di dare un aiuto a Stalin, di fornirlo di materiale bellico per sconfiggere i nazisti che erano quasi giunti alle porte di Mosca.
Gli USA oltre che sbarcare in Africa, li fornirono gli aiuti. Come del resto voleva fare quello sfegatato anticomunista Churchill ("se per vincere mi devo alleare col diavolo, io mi alleo col diavolo"). Anche se entrambi non pensavano che aiutando i russi questi tallonando poi i nazisti, sarebbero poi arrivati fino a Berlino. Che rappresentò un grosso problema quando ci furono poi le spartizioni dell'Europa (Est e Owest). E nacque poi anche un altro problema quando gli USA posero fine alla 2nda G.M. con l'Atomica in Giappone. I Russi fino a giorno prima - per accordi presi - non avevano mai dichiarato guerra al Giappone. Quindi anche qui non ci fu nessuna spartizione in Oriente con loro.

 

Ora se dovessimo fare delle considerazioni; alcune sono queste:

* Se la Germania di Hitler vinceva la guerra, lui avrebbe sicuramente coronato il successo di Napoleone. Un' unica Europa, e sarebbero spariti i litigiosi (da sempre) "cortiletti". Forse l'Italia con il debole Mussolini sarebbe diventata un semplice "protettorato" della Germania. E per come si riprese la Germania nel dopoguerra, la sua potenza sarebbe oggi enorme.
* SE non ci fosse stato l'intervento degli USA, Stalin forse da solo dopo aver vinto Hitler in Russia, inseguendolo fino a Berlino, avrebbe conquistato facilmente anche tutto il resto d'Europa che era in uno sfascio totale. Sicuramente avremmo avuto un trionfale rientro in Italia di TOGLIATTI, a capo dei boscevici, come del resto era avvenuto con Tito in Jugoslavia. Avremmo avuto anche qui sì una Europa Unita ma tutta rossa. Con un futuro simile a quello che poi ebbe in seguito la Russia staliniana. Non certo invidiabile come vita quella bolscevica, come poi avremmo scoperto nel 1989 alla caduta del Muro.
* Con l'avvenuto l'intervento massiccio americano in Europa, abbiamo sì vinto la guerra con il loro aiuto, ma poi ci é costata la loro dominazione oltre le numerose istallazioni di Basi operative nella penisola. L'Europa Unita (militarmente, politicamente ed economicamente) è rimasta solo un "sogno Napoleonico". Siamo infatti nel 2020 ed é ancora tutta da fare !!
* Ma poi ultimamente - abbiamo visto - la stessa potente USA che nel voler portare la "loro" "democrazia" anche in Paesi ancora chiusi nelle loro ataviche autonomie, intervenendo militarmente, hanno commesso alcuni errori. Il primo fu in Corea; seguito poi dalla cocente disfatta in Vietnam. Poi in Medio Oriente con l'invasione nell' Iraq di Saddam - primo loro amico contro l'Iran, poi improvvisamente (pretestualmente) diventato nemico mirando ai suoi pozzi petroliferi. Infine fu anche ucciso.
* Infine, ultimi come grandi errori (oltre quello ventennale in Afghanistan) sono iniziate alcune interferenza (per lo più economiche) con la Cina. Che negli ultimi 15-20 anni dopo aver conciliato liberismo e comunismo, ora cammina spedita verso una futura egemonia che potrebbe mettere in crisi quell'arrogante dominio mondiale degli stessi USA.

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RITORNANDO ALLA SOCIALIZZAZIONE DEL '44, nell'aprile del '45 i capi dell "Resistenza Partigiana" a Milano la volevano adottare questa "Socializzazione"; ma a imporre immediatamente la cancellazione di quella legge - (Mussoliniana più che fascista) furono questa volta i "padroni" nello stesso giorno che entravano a MIlano gli angloamericani; i "padroni" non intendevano dare agli operai né la gestione delle loro imprese, né tantomeno spartire con loro gli utili.)))))) E questa fu la prima amara sconfitta di una certa sinistra nei giorni della liberazione.

E TORNANDO AL 1919:
MUSSOLINI con un gruppo di reduci e intellettuali interventisti, nazionalisti, anarchici e sindacalisti ex socialisti, ma anche con alcuni industriali del Circolo dell'Alleanza Industriale (fra l'altro c'erano 5 ebrei e fu proprio uno di questi - Cesare Goldmann, a mettere a disposizione i locali per quella riunione.....dove Mussolini espose il suo "Programma".
(QUI.... IL PROGRAMMA DI SAN SEPOLCRO.... e tutti i nomi dei partecipanti >>>>>>>>> )
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UNA PARENTESI. --- A San Sepolcro, comparve anche MARGHERITA SARFATTI. Una ricca, elegante, intelligente, bella donna. Era ebrea, molto ricca, di ceto sociale alto. (Suo padre era amico di Papa Pio X. Gran Finanziere, fu il fondatore della Società dei Vaporetti di Venezia. Lui a trasformare anche l'isoletta del Lido in una prestigiosa località turistica.

Questa donna ebbe un ruolo fondamentale nella fondazione del Partito Nazionale Fascista di Mussolini collaborando accanto a lui per ben 10 anni. Lei la finanziatrice del Partito. Lei la fondatrice della Rivista "Gerarchia". Ed ancora lei la coordinatrice del movimento fascista. Idolatrava Mussolini e ovviamente ne diventò presto anche amante. (ma quando poi iniziò il "regno" della Petacci - lei fu capace di ritirarsi in disparte senza fare chiasso. Nè gli diventò mai nemica.
La Sarfatti fu definita un’anticipatrice del fascismo, ma di un fascismo molto borghese e non quel "socialismo fascista violento". Allora il termine "fascista" era dato a loro quando agivano con le violenze nelle varie manifestazioni scioperistiche proletarie.

Fu proprio alla Sarfatti che si deve lo sviluppo del fascismo, fin dal primo giorno di San Sepolcro con i locali messi a disposizione proprio da suoi amici ebrei industriali.
Quando Mussolini nel '22 divenne poi capo del governo, la Sarfatti toccò il cielo con un dito: ne influenzò sempre di più il giudizio, guidò l’esperienza della rivista di teoria politica "Gerarchia" e infine (prima edizione 1926) scrisse la
biografia su Mussolini - "DUX" - che ebbe un successo così strepitoso, che da allora la Sarfatti fu indicata - "La donna che inventò Mussolini". Ma non fu solo l’autrice del libro, ma fu una protagonista e indubbiamente la pigmalione del fondatore del fascismo. Lei ne fece una celebrità mondiale. Fu accanto a Mussolini per 10 anni, partendo proprio dalla riunione di San Sepolcro.
Su DUX lei - in un racconto molto umano - inizia
da quando Mussolini nacque a Dovia, raccontando la miseria di casa Mussolini, i suoi primi anni di scuola, la vita grama che fece prima e dopo, quando volle abbandonare l'Italia e andare a fare in Svizzera mille mestieri (il cioccolataio, il muratore, il facchino) per guadagnarsi da vivere, in un ambiente molto ostile, e sempre senza soldi in tasca, fino al punto di andare a dormire sotto i ponti, dove venne proprio per questo motivo arrestato dalla Gendarmeria Svizzera come vagabondo.
La biografia DUX ebbe un successo strepitoso, non vi era famiglia in Italia che non ne avesse una copia in casa. 1.500.000 copie subito vendute in Italia, tradotta in 19 lingue, un successo negli USA (500.000 copie) e perfino in Giappone dove ne furono stampate 300.000 copie. In Italia - dal 1926 al 1933 ne furono fatte altre 15 edizioni con 100.000 volumi ognuna.
Un successo tale che da allora - come abbiamo già detto sopra - si disse di lei - la donna che inventò Mussolini.
Non come Anna Kuliscioff che aveva definito negli anni prima Mussolini "una testa calda".
Anche se si doveva a lei e a Turati - nel 1895 - la nascita del più antico partito formato e organizzato della sinistra in Italia, con un socialismo "riformista", dove poi simpatizzò anche Mussolini. Ma poi con Turati il sodalizio si incrinò, per essere lui diventato nel 1914, con un voltafaccia - e dopo l'espulsione di Mussolini dai socialisti - un "non interventista" e nuovamente votato come "massimalista" alla "lotta di classe dei lavoratori" di stampo bolscevico.
QUI accenniamo alla biografia DUX della Sarfatti >>>>>>>>>>>>>>>

AL SAN SEPOLCRO Mussolini aveva radunato tutti assieme i suoi affiliati (tutti i partecipanti visti al link sopra)

Tutti accomunati nel fermare l'attività bolscevica. Tanto più che con le prime notizie che giungevano dalla Russia, questa non era poi quel paradiso che i comunisti ammiravano tanto. Lenin dovette richiamare in fretta e furia i manager zaristi se voleva far funzionare nuovamente le fabbriche. Gli uomini del suo partito non potevano tutto ad un tratto fare i dirigenti o comandare nelle industrie.

Con il suo "Programma" Mussolini a San Sepolcro riuscì a unire alcuni borghesi-padroni e i lavoratori (e abilmente al suo giornale diede il sottotitolo "Dei produttori e dei lavoratori". Questi ultimi erano esasperati per gli inutili ricorrenti inviti della sinistra a scioperare o a occupare fabbriche e pure esasperati quando i padroni (dopo aver fatto una loro associazione) iniziarono a fare le "serrate", a chiudere le fabbriche prima ancora degli scioperi. O con scioperi o con le serrate gli operai non lavoravano più: che voleva dire essere senza stipendi; cioè fare la fame più nera.

Le "serrate" fatte dai produttori e possidenti di terre, erano una loro rivalsa dovute ai timori che le loro proprietà venissero espropiate per finire in mano allo Stato"; e non come dicevano (falsamente) ai lavoratori e ai contadini.

Mussolini dopo il Convegno, si presentò alle elezioni, ma ne venne fuori quasi umiliato, raccolse pochi voti meno di 5.000 suffragi. (Albertini del Corriere, lo considerò "finito". Qualcuno lo voleva anche in galera, ma sempre lo stesso Albertini scrisse "NO, altrimenti ne fate un martire". Un giornale socialista cinicamente scrisse "è stato trovato un cadavere nei navigli".

Mussolini a quel punto voleva quasi abbandonare la politica. Trionfarono invece i Socialisti che presero il 32% dei voti e 156 seggi (anche se subito iniziarono a dilaniarsi fra le varie correnti per spartirsi quei seggi - creando così delle correnti che diedero poi vita nel '21 al PCI. E fecero presto a far tornare nelle piazze il clima della violenza. Ma anche il neonato Partito Popolare Italiano (abolito il clericale "non expedit") di don Sturzo anche se lui poteva cantare vittoria con il suo 20% dei voti e 100 seggi; ma non era pratico di politica. In più non ammirava Mussolini e i suoi fascisti. - (Ma con il successo che poi in seguito ebbe Mussolini con il Concordato, lo stesso Vaticano disse a Sturzo di non intralciare i buoni rapporti che si erano instaurati con Mussolini. Di togliere il disturbo e di andarsene all'estero. Così anche tutto il Vaticano si unì poi al fascismo, fatto dall' "Uomo inviato dalla Provvidenza" l'11 febbraio del 1929, il giorno della Madomma di Lourdes. Che fu chiamato così "Il Miracolo".

Ma tornando al '21, al 7 novembre, Mussolini che non si era arreso affatto a quel suo precedente insuccesso - né si considerava "finito" - come aveva detto Albertini - Tornò in campo, ma questa volta senza alcuni insofferenti che ambivano a prendere il suo posto. Mussolini da questi falsi amici prese subito le distanze e con i più fidati va a Roma e fonda il PARTITO NAZIONALE FASCISTA, trasformando così il movimento in un Partito, abbandonando le posizioni del sindacalismo rivoluzionario, accettando alcuni compromessi con le forze più moderate, con i rurali, con i latifondisti, con i possidenti terrieri, tutti decisi a difendere i propri beni dai comunisti che al grido di Marx volevano (utopisticamente) far "fuori i padroni.... dare le terre ai lavoratori..... eliminare la borghesia".

Mussolini con il suo nuovo PNF giunse in breve ad avere 300.000 iscritti, mentre i PSI in crisi via via iniziava il suo calo, registrando poco meno di 200.000 iscritti. Le varie correnti socialiste e comuniste nate iniziarono a non pagare, anzi a distruggersi tra di loro. Non così invece il PNF che vide entrare nelle sue file proprio dei riformisti, i padroni, e ovviamente anche i lavoratori che finalmente potevano tornare a lavorare e a prendere nuovamente uno stipendio.

E se nel '19 a San Sepolcro - i consensi a Mussolini era ancora di pochi, poi, dopo le seguite (fallimentari e sciagurate) "Settimane Rosse" con i Socialisti dilaniati dalle correnti che ambivano ad elaborare delle nuove strategie, altri socialisti più realisti, più accorti, si affiancarono nel '21 proprio al PNF di Mussolini che ben presto assieme alla borghesia e al sempre umiliato proletariato, diventarono - chi era ancora socialista - sempre di più dei socialisti transfughi, e fervidi assertori del Fascismo. (e in seguito furono poi tanti. TANTA BELLA GENTE !!!! E TANTI FERVIDI ASSERTORI
.... ECCOLI QUI TUTTI I 2000 NOMI E LA LORO BIOGRAFIA >>>>>>>>>>>>>>

E tanti altri diventarono Senatori del Fascismo QUI TUTTI I NOMI >>>>>>

Ed anche dentro i LITTORIALI dei GUF, quanta bella gente !!!! "Perfino "libera" di criticare lo stesso fascismo", "che con disinvoltura vi circolavano dentro" (scrisse Bottai in seguito, nel '54).

 

C'era Giorgio Napolitano......Aldo Moro e tanti altri......
..... VEDI QUI TUTTI I NOMI >>> sarà per chi legge, una sorpresa >>>>>>>>>>>>>....

 

 

Aveva aderito al Fascismo nel 1919 al San Sepolcro, anche un certo Salvatore Segrè, dirigente d'azienda pure lui ebreo. Era diventato perfino uno degli animatori del primo nucleo dei Senatori Fascisti". Temendo poi le "leggi razziali" nel '40 scrisse a Mussolini, per essere discriminato, ricordandogli che lui si era convertito al cattolicesimo, era diventato fascista già nel '19 e che era immutata la devozione al fascismo; inoltre scriveva che "si onorava di non appartenere più alla razza ebraica". (lettera originale chirografata QUI >>>>>>>>>>>>>>>>>> )
Era diventato Senatore nel 1924, e lo era ancora ( !!! ??? ) perfino all'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana nel 1948. Morì l'anno dopo il 7 giugno 1949 a 84 anni.

Singolare anche la carriera di Giuseppe Azzariti. Gran parte della sua opera fu svolta presso l'Ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia del Fascismo di cui fu responsabile dal 1927. Ebbe ruolo non indifferente nella promulgazione delle cosiddette "Leggi Razziali". Nel 1938 aderì al "Manifesto della Razza". Divenne presidente della Commissione del "Tribunale della Razza" (era lui che emanava condanne e le discriminazioni. Nel luglio del 1943 lo troviamo però nel Ministro di grazia e giustizia nel primo Governo Badoglio. E riprese questo servizio nel Governo della Repubblica Sociale Italiana il 22 dicembre 1944. Poi collabora con Togliatti quando diventa lui ministro della Giustizia (!!!) nel '45-46. Il 3 dicembre 1955 Azzariti venne nominato Giudice Costituzionale poi Presidente della Corte Costituzionale il 6 aprile 1957 rimanendo in carica sino al 5 gennaio 1961 giorno della sua morte. (gli sono state dedicate strade in diverse città d'Italia. La Segrè non ha mai avuto nulla da ridire. Lei si è indignata solo quando hanno proposto una via ad Almirante, dove suo marito Alfredo Belli Pace ex fascista e fanatico anticomunista, era un militante proprio nel MSI di Almirante che lo candidò alle elezioni del '79. Che però risultò ultimo Diede la colpa ad Almirante che lo aveva messo ultimo nella lista delle preferenza. Adirato lui e la moglie passarono alla Sinistra.

Oggi esiste a Catelfidardo una Via Stalin e nessuno dice niente. Ma chi era un Santo del bolscevismo??
E a Cavriago esiste sia il Parco con annesso monumento a Lenin. Santo pure lui. E nessuno dice niente!!!


Ma altrettanto fervidi assertori come quelli di sopra diventarono i maggiori giornali italiani, che così si espressero: ALBERTINI direttore del Corriere della Sera (facendo una marcia indietro rispetto alle elezioni precedenti, dove aveva scritto "Mussolini? Ha perso. E' ormai un Fallito!!"):
Scrisse nel '22....."Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -
La Stampa di Torino: "Un governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".
I due giornali non erano "Il corriere dei Piccoli", ma erano i due più diffusi giornali d'Italia!! E i più letti dalla borghesia.

E non erano solo i due direttori; ad affiancarsi c'erano tutti i reducisti, che avevano preso sì le medaglie in guerra ma che poi tornati a casa erano tutti disoccupati, e oltre che derisi dalla sinistra (" ben vi sta, bei fessi che siete stati, nell'andare in guerra"), davanti alla nazione si sentivano umiliati anche se sul petto avevano le "patacche" di eroi. E ad affiancarsi c'erano anche molti prefetti e anche forze dell'ordine che - zitti zitti - negli scontri di piazza dei fascisti contro la sinistra - non intervenivano. Chiudevano gli occhi e asciavano correre.
Di queste spedizioni punitive fasciste - giuste o sbagliate - ve ne furono tante. Fatte con i vecchi metodi socialisti: sempre stati "fascistoidi", cioè usando sempre la violenza, era del resto nel loro DNA.
(di tutte queste dettagliate manifestazione violente, con un ampio corredo fotografico, furono nel '23-24 riportate in un libro da Giacomo Matteotti (che poi pagò molto caro per questo libro e per le foto come testimonianze):

(Vi sono elencati tutti le spedizioni punitive fasciste avvenute in 410 città e paesi d'Italia, dove furono devastati (tutti elencate con le immagini): 10 sedi di giornali, 25 Case del Popolo, 59 Camere del Lavoro, 85 Cooperative, 43 Leghe di Contadini, 36 Circoli operai, 17 Circoli di cultura, 34 Sezioni socialiste, 12 Associazioni varie.
Questo rarissimo libro - che abbiamo in originale - lo abbiamo riportato integralmente...
I fatti e la impressionante galleria di immagini >>>>>>>>>

Prima - nel '22 - c'era stata la famosa Marcia su Roma. Fu un colpo di Stato? No, questa non fu molto ostacolata come qualcuno sperava. Il Re (opportunista) forse temendo di essere messo anche lui da parte, non volle dichiarare lo stato d'assedio, come qualcuno suggeriva, ma chiamò Mussolini a Roma affidandogli la Presidenza del Consiglio: - il più giovane nella storia dell'Italia unita.
Con un Governo di coalizione - non avendo una netta maggioranza - il Governo comprendeva anche elementi dei partiti moderati di centro e di destra, reducisti, militari; erano insomma molto pochi gli esponenti del fascismo. Ma Mussolini quasi subito potenziò i legami che univano le forze sociali ed economiche (esercito, borghesia, lavoratori). L'anno dopo - e anche qui fu abile - creò la sua milizia (gli squadristi) per la "Sicurezza dello Stato" liberandosi di 5000 reazionari comunisti. Non pago, soppresse poi i partiti, creando anche il Tribunale Speciale per i sovversivi. Che pagò pure, il consenso infatti aumentò. Ma la ciliegina sulla sua torta di questo sempre più ampio consenso, la mise poi quando nel '29 andò in Vaticano a firmare il Concordato. Pochi mesi dopo ci fu un Plebiscito: il 99,85% degli italiani si espressero per il fascismo. E pur non messi in catene, liberamente votarono fascismo!! E questa volta - pur non votando - in consenso venne anche dalle donne bigotte che su indicazione dei loro Parroci, convinsero i loro mariti a votare fascismo.

PALMIRO TOGLIATTI era invidioso di questo grande successo, avrebbe voluto lui ottenere quel risultato. (anche Lenin, quasi moribondo - andava dicendo: "con Mussolini avete perso l'unico uomo che sarebbe riuscito a fare la vera "rivoluzione socialista" in Italia".
Ma Mussolini non aveva affatto tradito la "rivoluzione socialista", lui la fece solo in un altro modo; mentre Lenin aveva fatto la sua, ma per fortuna dell'Italia la fece solo a est. Anche se Lenin fu profeta quando parlò dei pericoli per la degenerazione staliniana. Infatti morto lui - Stalin iniziò il bolscevismo "stalinista" della Russia, che poi terminò solo nel 1989 con un fallimento.

I comunisti fin dal 21 al '36 - rimasti sempre inconcludenti si erano in Italia persi per strada. Proprio nel '36 con la nascita dell'Impero, l'impresa aveva suscitato nel popolo italiano un enorme entusiasmo; gli italiani stavano godendosi quel successo; insieme a un benessere, con il Made in Italy che stava conquistando il mondo. Ci furono poi i successi nello Sport, nelle Olimpiadi, nel Calcio (2 Coppe del mondo). La Radio poi, sviluppatasi in quegli anni fu un mezzo sorprendente per la pubblicità. La Radio dall'inizio degli anni '30 era diventata il nuovo mezzo della pubblicità. Fu proprio durante il Giro d'Italia che iniziò con successo a trasmettere degli spot pubblicitari. E da quel giorno non smise più - Mussolini da scaltro giornalista che era, la utilizzò subito per i famosi discorsi dal balcone (che venivano trasmessi in tutte le piazze d'Italia approntate con gli altoparlanti). Nell'impresa poi del '36, in tutte le chiese d'Italia, si celebrarono i Te Deum di ringraziamento.
Molti antifascisti si sciolsero come neve al sole. Alcuni scrissero al Duce "Ieri ero un tuo avversario, oggi pentito offro a te i miei servigi". ARTURO LABRIOLA che si era impegnato tutta una vita nella propaganda antifascista, perseguitato, picchiato, esonerato all'Università, poi fuggito all'estero; ora da Parigi chiedeva scusa a Mussolini.
Venne il turno di SEM BENELLI altro intransigente sul fascismo. Poi fu la volta di LUIGI ALBERTINI che era stato buttato fuori dal Corriere della Sera; lo seguì il filosofo BENEDETTO CROCE che era così "antifascista" che aveva contribuito alla guerra persino con l'oro della sua medaglietta; e clamorosamente anche VITTORIO EMANUELE ORLANDO, anche lui telefonò da Parigi "Sono a sua disposizione!". Per non sottacere il gesto di GUGLIELMO MARCONI che offrì anche lui la sua medaglietta di senatore e poi si era offerto volontario per combattere in Africa.

Il Re diventa per merito di Mussolini Imperatore; é il primo Savoia a diventarlo e gli é riconoscente e lo fa platealmente....
"Duce, molti, generali e ammiragli, discutono su di lei, ma lei vada avanti: ci sono io alle sue spalle...e ci sarò sempre. Vada avanti, le dico". (Poi ricordiamo - prima il 25 luglio '43 lo destituì e lo face arrestare, poi l' 8 settembre - lui fu il primo ad andare indietro!! Fuggendo da Roma!!! ).

In Italia c'erano anche Croce, Orlando, Albertini, Labriola, abbagliati dal diffuso successo pure loro abbandonarono anni di lotte plaudendo, unendosi più o meno sinceramente a Mussolini. Ma anche l'’antifascismo dei pochi militanti del PCI era del tutto scomparso, perché anche alcuni di loro furono trascinati da quell'entusiasmo. Né potevano i pochi rimasti di certo sperare in un crollo del regime.

 

Poi nel Plebiscito del '34 il Fascismo aveva ottenuto il 99,85% dei voti dagli italiani. (più ancora di quello sopra accennato, fatto nel dopo il Concordato del '29 con il 98,43%.)

Con questo plebiscito del '34 si era quasi alla vigilia della guerra coloniale in Africa, dopo l'Incidente di Ual Ual, che l'Italia attaccò il 3 ottobre 1935 quando invase l'Etiopia. La Società delle Nazioni condannò l'attacco italiano e furono approvate le sanzioni nei suoi confronti, proibendo sia le importazioni che le esportazioni. Gli italiani senza più minerali e anche denari, iniziarono la raccolta dei metalli; poi ci fu anche la campagna "Oro alla Patria", con plateali donazioni di vari personaggi che donavano le loro fedi nuziali. Furono raccolte complessivamente 37 tonnellate di oro e 115 di argento.

Nonostante tutto, terminata nel '36 l'avventura, conquistato l'Impero e diventato il Re anche Imperatore fu questo il periodo d'oro del fascismo. Ci fu insomma un trascinante fervore generale che coinvolse un po' tutti gli italiani. L'Etiopia come territorio era 4 volte l'Italia. La colonizzazione per gli italiani che a fine guerra vi rimasero era più che promettente. Mio padre stesso, mise all'Asmara una impresa di trasporti, che nel 1940 era già dotata di capannoni e 5 camion 3RO. Infatti all'Asmara (che aveva allora 20.000 abitanti, approdarono 30.000 italiani, che trasformarono in breve con il loro alacre lavoro la città che ancora oggi è la più moderna dell'intera Africa.
(inutili le critiche e le ostilità dimostrate da quei Paesi europei per l'avventura italiana in Africa, proprio loro che già da anni avevano colonizzato con ogni mezzo Paesi e Paesi annientando popoli interi. L'Inghilterra aveva già (rapinato) un impero pari a 50 volte più grande della sua stessa isola.
Ma nell'impresa dell'Italia in Etiopia, Francia, Inghilterra (che si erano alleate in questa congiura delle sanzioni per fermarla e strozzarla ) proprio loro due che per più di un secolo (da Napoleone in poi) erano state reciprocamente nemici e si erano fatti la guerra due volte. La conseguenza in Italia furono le privazioni di tanti materiali ma anche di derrate alimentari, e queste privazioni permisero l'abbraccio di Hitler a Mussolini visto che lui non partecipando alle dure sanzioni, si precipitò ad aiutare l'Italia, sperando - con le sue forze belliche - una sua futura alleata per ciò che lui aveva in mente di fare, e proprio contro la Francia e l'Inghilterra.

Ma - come già accennato sopra - quando poi Hitler la invase la Francia, fu deluso; Mussolini nonostante i patti fatti, rimase "neutrale" - "non belligerante". Lui sapeva di non essere preparato per una guerra. Hitler gli mandò a dire di cosa allora aveva bisogno. Mussolini gli inviò un elenco di materiale che sarebbero occorsi 500 treni merci per due anni interi.
(abbiamo qui la lettera-domanda e richiesta originale >>>>>>>>>>>>>>>>>).

Ma non "neutrale" era una vasta frangia degli italiani. Soprattutto quelli che sapevano che con le guerre si guadagna molto con le forniture (come era avvenuto nella precente 1ma G.M. Alcuni allora avevano decuplicato le maestranze e le produzioni (vedi Fiat, Ansaldo ecc.).
Tutti questi volevano l'intervento e speravano di marciare vittoriosi alla fine di quella guerra nelle strade della ostile Francia e Inghilterra. Ma anche molti giornali spingevano all'intervento.
Fatta dunque la dichiarazione, Mussolini tenne solo il discorso a cose fatte. Questa avventura italiana fini piuttosto male, anche per le gelosie dei comandanti che avevano preso il comando dei vari reparti. Alla prima mossa sulle Alpi, furono paralizzati da una tremenda bufera di neve. Risultato, risultò insignificante l'aiuto che volevano dare gli italiani ai nazisti, fino al punto che poi Hitler non volle gli italiani alla Conferenza di Pace a Parigi per le spartizioni. La guerra (disse!) l'aveva vinta solo LUI !!!
Risentiti, a Roma, Ciano e i gerarchi vari, - senza nemmeno avvertire Hitler (che si infurò a quella notizia - sapremo più avanti perché) - vollero riscattarsi dichiarando quasi all'inizio dell'inverno del '40, una guerra alla Grecia.

QUI LA RIUNIONE SEGRETA PER AGGREDIRE LA GRECIA >>>> ORIGINALE >>>>>>>>>

La spedizione fu sciagurata per l'Italia. Malvolentieri dovette andarci Hitler ad aiutarla prima che fosse troppo tardi. Ma perché? In quei mesi, all'insaputa di Mussolini Hitler stava preparandosi in aprile per una invasione alla Russia e non voleva di certo avere alla sue spalle una Grecia in mano agli inglesi. Ma questo intervento (ostacolato dagli Iugoslavi) gli costò uno sciagurato ritardo di due mesi, che compromisero poi la spedizione in Russia.
Iniziata l'invasione solo il 21 giugno, il glaciale inverno in anticipo (40 sotto zero) sorprese e bloccò tutte le armate naziste prima di arrivare a Mosca. Da quel momento la Germania andò incontro a una disfatta, retrocedendo e sempre incalzata dai russi fino a Berlino. Dove non gli rimase altro da fare a Hitler che quello di suicidarsi.



MA TORNIAMO AL 1936.
CON L'ITALIA ENTUSIASTA DELL'IMPERO
E SEMPRE IN FESTA.


Proprio in questo 1936, TOGLIATTI piuttosto geloso di quei successi del fascismo mussoliniano, si rifà vivo in Italia per incitare i suoi "Compagni".
Ma non li chiama "Compagni" .... ma "Giovani fascisti", "Appello ai Fratelli in camicia nera", "vogliamo far proprio il programma fascista del 1919". "dobbiamo anche noi usare i suoi metodi, e prendere il manganello!"
Ma suoi "compagni" in Italia erano rimasti molto pochi. E lui inascoltato se ne tornò in Russia, non prima di aver bollato tutti gli Italiani di essere dei "mandolinisti" e che lui si "sentiva di valere diecimila volte di più del migliore italiano".
(Citato in: Paolo Granzotto, tratto da «Il Giornale» del 1º maggio 2002. Riportato il 21)

Palmiro - (così lo chiamò sua madre perché nato nel giorno delle Palme- e Palmiro significa "Uomo della Pace") ma solo dopo lo fu in parte (essendo anche un realista oltre che un opportunista) si dimostrò un uomo di pace. Tuttavia lui stando a Mosca si aspettava sempre un riscatto in Italia. Da vero comunista ambiva il "Potere al Popolo" ottenuto con una "rivoluzione" simile a quella dell'ottobre '17 in Russia. Ma che era impossibile fare in Italia. La Russia non era l'Italia!!
Una rivoluzione che nell'aprile del '45 con i suoi rossi voleva ancora fare a Milano Parri con il suo comunicato n.19.
Ma solo una piccola parte era rossa, come quella sfuggita di mano a Piazzale Loreto (che indignò perfino Pertini: "hanno disonorato la Resistenza"); L'Italia nonostante la caduta del fascismo era ancora tutta nera (soprattutto da Roma in giù (vedi poi il referendum - di tutte le città >>>>> )- e pure nera era la veste dei preti della nascente democristiana DC. Entrambi queste "due nere" erano centristi (compresi i socialisti che abbandonarono poi la Sx). Per realismo e opportunismo, perchè dagli USA arrivavano le derrate alimentari, ma anche i tanti Dollari. Vedi i nomi e a chi andarono tutti quei dollari !!!
>>>>MARSHALL >>TUTTI I NOMI..... IN TUTTE LE CITTA' D'ITALIA >>>


A Mosca TOGLIATTI ci visse fino al 1943, poi rientrò in Italia, e pur molto criticato dai suoi "Compagni" (con la "svolta di Salerno") si mise (!!!???) a disposizione del Re e di Badoglio. Opportunista (ma qualcuno dice anche cinico) riuscì ad entrare nella Costituente, nel governo provvisorio, poi in quello DC di De Gasperi (più opportunista di così!!) , dove ottenne perfino il Ministero della Giustizia, dove lui emanò l'"Amnistia" per tutti i reati politici (forse su indicazione degli USA, che - né con i gerarchi fascisti né con quelli di Piazzale Loreto - non si volevano sporcare le mani come a Norimberga). E infatti fatta Togliatti la "singolare" amnistia (che finì a tarallucci e vino) De Gasperi tornato dagli USA con pacchi di dollari - e su suggerimenti di questi - escluse Togliatti da ogni incarico (lui che sperava di rimanere al Governo per almeno 20 anni!). E lui tornò ad essere quello di prima. Il bolscevico che ambiva la rivoluzione in Italia.

Ma non dimentichiamo che Toglietti era un componente nella Assemblea Costituente che poi mandò in vigore il 1 gennaio 1948 la nuova Costituzione Italiana. E CHE PRESE A MODELLO QUELLA RUSSA varata l'anno precedente. Fu proposta proprio da Togliatti. Quella sovrana del 1918 della Russia, era impostata sulla classe operaia secondo i principi della "dittatura del proletariato". Fu ritoccata nel 1936. Ma fu senza sostanziali cambiamenti così anche quella poi varata nel 1947 subito nel dopoguerra (varata sempre sotto Stalin). Quest'ultima Togliatti la lodò nella Assemblea Costituente, come esempio per fare una buona costituzione Italiana. E il modello poi varato fu poi proprio quella russa e Togliatti aveva precisato "Riproporremo qui che la Repubblica italiana venga denominata all'Art. 1, "Repubblica di uno Stato degli operai e dei contadini".

Ma questo modello varato in Russia diceva sì che era in mano a DEGLI OPERAI ma era invece - come anche nelle precedenti costituzioni- in mano allo Stato Sovrano". Alcuni fondamentali diritti sociali e individuali erano solo formali. Vi era come base economica: l'abolizione della proprietà privata, che prendeva la forma di proprietà statale (anche se c'era scritto che era "patrimonio del popolo"; oltre esserci la liquidazione del sistema capitalistico e l'abolizione dei mezzi privati di produzione.
I Lavoratori dovevano solo ubbidire ai Commissari del popolo che a sua volta dipendevano dall'Ufficio politico del partito (il Politburo).
La proposta togliattiana tuttavia passò, ma poi Fanfani (pur sempre appoggiato dal PCI, PSIUP e da una parte della sinistra della DC) volle cambiare con un piccolo distinguo in ""La Repubblica democratica italiana é FONDATA SUL LAVORO").

Ancora nel 1997, Berlusconi aveva criticato che "la nostra Costituzione del 1948 aveva preso a modello la Costituzione Sovietica del '47" e volle soffermarsi sull'ART. 41 della nostra, dove si dice sulla Carta molto chiaro, che "L'iniziativa economica privata è libera" (non dello Stato) . Ovviamente lui difendeva la sua libertà nel suo sempre più crescente impero, privato, sull'ediliza, giornali, TV ecc. (che non era certo dello Stato - Quando decise di "scendere in campo", aveva detto: "Lo devo fare, perchè se vincono i rossi, quelli mi portano via tutto".

Ma ancora oggi vi è qualcuno che afferma "che la nostra è la Costituzione più bella" mentre altri dicono che "è vecchia che é tutta da rifare".Ovvio secondo le proprie convenienze, sia a Dx come anche a SX.
- Dicono che é necessario rifarla perché la Carta è una legge fatta molti anni fa, oltre essere stata sotto l’influenza di forze politiche molto ideologizzate.

Ognuno faccia le sue considerazion. Noi QUI riportiamo in originale quella Russa >>>>>>>>>>>>

Tornando alle tanto attese e poi rimandate rivoluzioni, non scoppiò nemmeno quando, pochi giorni dopo le elezioni del '48, TOGLIATTI subì un attentato. L' Italia fu invasa da scioperi, si fermò l'intera nazione, treni e fabbriche ferme, piazze in tutta italia affollate di scioperanti, e con la Celere con i suoi "scelbini" pronti ad intervenire. Alcuni ex partigiani avevano già dissotterrate le armi, quelle armi che a Milano erano stati costretti a consegnare alla "Liberazione" agli angloamericani. Ma anche Cossiga disse in seguito "anche noi le armi le avevamo e anche noi saremmo intervenuti". Ed era vero: in certe sacrestie furono rinvenute una montagna di armi. Inoltre si stava già formando (Cossiga e Taviani furono uno dei padri) in gran segreto la GLADIO (Stay-behind) che solo nel 1990 ne fu rivelata l'esistenza, anche se Aldo Moro nel suo memoriale durante la sua prigionia nella BR, l'aveva accennata. Questa organizzazione (con lo zampino degi USA) era nata proprio per contrastare una eventuale rivoluzione (o "guerriglia") dei comunisti in Italia appoggiati dai Titini e dai Russi. Era del resto a loro noto che 5000 di loro erano già in Italia pronti ad unirsi ai rivoltosi. Si disse poi che erano presenti solo per aiutare i partigiani che volevano una Italia Libera. (ma dai giornali di quei giorni- visti sopra - si invocavano le Bandiere Rosse al vento"

Togliatti, quasi in coma, dal suo letto d'ospedale (smise di fare il bolscevico) calmò i bollenti spiriti...."Calma, non perdete la testa", "state calmi !! Andate a casa"!! - Generoso? No, fu "realista" lui sapeva cosa era già avvenuto in Grecia; i rivoltosi rossi, Churchill li mandò tutti al cimitero, con Stalin - zitto zitto - attenendosi ai patti di Yalta fatti con Churchill. (le spartizioni).
La stessa sorte sarebbe accaduta in Italia, forse anche più cruenta, visto che gli USA (oltre ad avere il Comando in tutti settori vitali in Italia, avevano già messo prudentemente in varie città molte basi con ingenti risorse di truppe e di armi. Li avrebbero - i rivoluzionari - sicuramente pure loro mandati tutti al cimitero.

PASSIAMO AD ALTRO. - TOGLIATTI quando era rientrato in Italia aveva ripudiata la moglie RITA MONTAGNANA, figlia dell'ebrea CONSOLINA SEGRE (“sovversiva” e “di razza ebraica” - così scritto nelle note nell’Archivio di Stato). Lei aveva sposato civilmente Palmiro nel 1924; con lui per 20 anni aveva condiviso tutte le battaglie politiche, in Russia e in giro per l'Europa, ed aveva avuto da lui anche un figlio nel '25, Aldo.

Che crescendo - nell'aspetto somigliava tutto suo padre - ma a Mosca lui il padre non l'aveva mai avuto accanto, in tre anni l'aveva visto poche volte, sempre assente e in giro per i suoi impegni politici. Gli era perfino diventato antipatico. E - forse per rivalsa - di certo non era diventato un comunista anche se non era un anticomunista. Ma in quegli anni di purghe antisemitiche - lui che era ebreo da parte di madre - temeva di essere catturato dagli staliniani come un presunto cospiratore. Viveva quasi isolato, in silenzio, in una stanza d'albergo e giocava a scacchi perfino da solo! Quasi un autistico di fatto.

Ma era un buon ragazzo, conosceva 3 lingue e leggeva nella sua solitudine molti libri. A Mosca prese anche una laurea in ingegneria. Poi rientrati tutti in Italia, Aldo non dimostrò essere di certo un comunista; e come in Russia anche in italia il padre era sempre assente, non perdeva tempo con suo figlio Aldo; ma ripudiata poi anche la madre, il tempo TOGLIATTI lo usò per andare a vivere con la Iotti.

Fino al punto che Aldo (ma il padre era già morto nel '64) un giorno lo sorpresero in un porto mentre si stava imbarcando per raggiungere l'America.
Il figlio di Togliatti che fugge in America? Scandalo !! Zitti, zitti, in sordina, se ne occupa il Partito Comunista di Modena, (come faceva in Russia Stalin) lo fecero visitare da uno psichiatra e lo rinchiusero con un falso cognome, solo con il nome e un numero: "Aldo n.227", in una clinica privata (uno dei manicomi, appena chiusi con la Legge Basaglia). Lì in incognita ci resterà fino a quando - dimenticato da tutti - vi morirà a 86 anni nel 2011.
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Tornando proprio a Togliatti dopo il suo rientro in Italia, come detto sopra, la moglie nel '48 l'aveva ripudiata (lui già 55enne) e si era unito "more uxorio" con NILDE IOTTI una giovane bella donna di 27 anni...
ex giovane FASCISTA tessera n. 1105040 >>> eccola qui >>>

.....scandalizzando non solo i preti (che dicevano di Togliatti "ecco il rovina famiglie!", ma anche i suoi stessi compagni "ma cosa c'era bisogno del "more uxorio", poteva in silenzio come fanno tutti farsela amante e morta lì'. Adesso andranno tutte le nostri mogli bigotte a votare la DC".

Fra l'altro ricordiamo che la Iotti era atea.
Ma Togliatti si precipitò a dire che il.....
"comunismo italiano non é ateo" - "non é anticlericale"


vedi qui sotto il suo (ridicolo) manifesto


Da tesserata fascista che era in gioventù, dopo l'8 settembre del '43, la 23enne IOTTI si era interessata di politica, avvicinandosi al PCI (ma si dice anche alla"resistenza"). Nel 1946 si era iscritta al PCI di Reggio Emilia, e nello stesso anno iniziò la sua relazione con Togliatti.

Con lui fece poi parte della Commissione incaricata della stesura della Costituzione. Nel 1948 entrò nella Camera dei Deputati e ne diventerà Presidente (fu prima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprirla questa carica per 3 volte consecutive, per 13 anni dal 1979 al 1992, ma rimase comunque a Montecitorio, ma poi a causa della sua salute la Iotti diede le dimissioni il 18 Nov 1999; ma pochi giorni dopo il 4 dicembre morì per arresto cardiaco all'età di 79 anni.
La Iotti, dimostrando grande passione nel suo lavoro istituzionale, oltre alla sua tenacia, alla sua competenza e alla sua sensibilità, fu un grandissimo esempio nel fare politica..... come pochi/e !!! Mai una volta alzò la voce anche con i rozzi e i villani parolai che in Parlamento accando a lei erano seduti nelle poltrone.


Lui, Palmiro TOGLIATTI era morto nel 1964 a 71 anni. Si era recato a Yalta con la Iotti per una vacanza, ma anche per incontrare a Mosca Breznev che voleva deporre Chruscev che aveva deteriorati i rapporti con la Cina di Mao. Ma Togliatti non fece in tempo a incontrarlo, alcuni giorni dopo fu colpito da un grave ictus; e morì alcuni giorni dopo.
Tuttavia, prima non aveva criticato la politica di Chruscev quando lui volle stroncare nel sangue con i suoi carri armati la "Rivolta d'Ungheria" del '56. E probabilmente non avrebbe criticato nemmeno la "Primavera di Praga" del '68 stroncata anch'essa nel sangue. (che però fu giustificata e per nulla criticata anche da molti comunisti in Italia, che dissero "erano dei ribelli". Ma ai funerali di Jan Palach (che si era dato fuoco per protesta) erano in 600.000 (tutti ribelli?)

Togliatti poco prima di morire - anche se era rimasto un fedele di Mosca - aveva già sancìto la destalinizzazione dichiarando che «Stalin aveva divulgato tesi esagerate e false, forse perché vittima di una quasi disperata prospettiva persecutoria " (l'Unità 15 marzo 1956).
Alla sua morte alla segreteria del Partito in Italia, si fronteggiarono le due linee politiche di Amendola (più a destra) e Ingrao (più a sinistra). Alla fine andò alla guida del PCI Luigi Longo fino al 1972 quando poi divenne segretario ENRICO BERLINGUER. Che con i primi oscuri attentati a partire dal '69 che avevano allarmato tutti i partiti, volle proporre un "Compromesso Storico", tra comunisti e i cattolici. (voleva comportarsi come ai vecchi tempi Togliatti, per il bene dell'Italia. Ma non aveva fatto i conti con alcune correnti della DC (che iniziano ad aver fastidio di quel Moro.
(QUI un sunto sul "Compromesso storico" >>>>>>>.


Ci furono incontri cordiali di Berlinguer con Moro e la SUA corrente democristiana. E incontrava persino Almirante. Lui non intendeva affossare la borghesia, ma guardava ai dialoghi e appunto a un compromesso, prendendo le distanze dall'Unione Sovietica. Anche se alcuni "compagni" non approvavano. Ma Berlinguer voleva in questi anni di colloqui anche superare la grave crisi del periodo della strategia della tensione dove - gli italiani anche dentro gli stessi partiti - non sapevano se i bombaroli erano elementi di destra o di sinistra. Questo perché nelle due fazioni ognuna era rimasta con le proprie oscure convinzioni ideologiche. Ma ancora nel periodo 1974-76 sia Moro che Berlinguer , contro la "strategia delle tensione" miravano a una solidarietà nazionale, trasformandola in una strategia dell' "attenzione reciproca". Moro lo disse anche: "non voleva i processi in piazza". (ma nel '76 un processo lo fecero con il singolare film TODO MODO (ne parleremo più avanti), che fu profetico per quello che accadde poi nel '78)

Ricordiamo che il terrorismo finì in Alto Adige (dove io avevo operato per quasi 5 anni) e iniziò in Italia con l'attentato alla Banca dell'Agricoltura di Milano (gli autori furono piuttosto oscuri). E proseguirono i bombaroli partendo dall'80. A Trento ero presente in incognito alle riunioni sul retro del Bar del Teatro sociale, dove Curcio & C, diedero vita alla BR. Non vi erano proletari ma figli di papà (ma il curioso era che vi era gente di SX e di DX). Infatti Pier Paolo Pasolini scrisse "i giovani, antifascisti e fascisti sono tutti uguali, l'Italia ha una nuova nazione, ambigua, vitale, contemporanea". La chiamarono la contestazione la "Primavera abbagliante".

Ma quando ci furono le occupazioni delle Università anche nel resto d'Italia, queste non erano ribellioni di operai. Non così in Francia dove nella contestazione era presente
il movimento operaio (nel "Maggio francese")
Eppure questi giovani nostrani andavano dicendo ai politici nostrani "Ragazzi...facciamo paura! Capite? "loro" hanno paura di noi!!! "
(>>>>>>qui la loro voce in piazza >>>>>>>

In Italia durarono e combinarono molto poco. (andò meglio la contestazione per "liberazione della donna", "imparata l'arte" le donne la usarono, scesero in piazza nel '72 e da sole nel '74 vinsero!!

Pochi anni di ribellioni quella dei maschi e con il "riflusso" c
hi per paura chi per opportunismo alcuni giovani si erano messi a fare i delatori per salvarsi loro dalla galera) si tornò così al privato solo per divertirsi, guidati dai accorti matusa operanti nel consumismo dei giovani "i giovani vogliono sembrare tutti uguali, vestendo tutti l'eskimo, paradossalmente proprio ora che potrebbero scegliere in piena libertÓ  nel vestire, nel parlare, nel divertimento, nei gusti musicali; sono loro ad alimentare la "cultura di massa". Non sono solo gli anni dei Beatles, ma anche dei cantanti nostrani. Nelle riunioni di giorno e di notte per le ore vuote della noia, qualcuno si portava la chitarra e si improvvisava cantante. Nel '72, nella "Contestazione" fa anche il suo ingresso CLAUDIO BAGLIONI con la canzone "Piazza del popolo" in una manifestazione studentesca dispersa dalla polizia. Ma anche lui abbandona e nel riflusso inizia a cantare "Piccolo grande amore"; ed è fatta! Il suo grande amore d'ora in avanti sarà soltanto per le canzoni orecchiabili. Le canzoni della "Contestazione" sono sparite. Stanno nascendo le discoteche, i grandi concerti negli stadi, pieni e stracolmi di giovani. La "ribellione"? solo più un fastidioso ricordo.
Troviamo anche un 'altro personaggio - che se lui avesse fatto un provino in una casa discografica l'avrebbero subito bocciato. Ma lui é LUCIO BATTISTI
, che è anche autore di altre canzoni; ora alcune le canta lui che ha una voce stridula, rauca e persino sfiatata, e canta come vuole, come quando cantano tutti i giovani e hanno in mano una chitarra. Lui non si lascerà mai gestire dai discografici e dai produttori, lui si gestisce tutto da solo e canta a suo modo, fresco e personale, divertendosi pure. Fece finire del tutto la "Primavera abbagliante".

Quelli del '68 erano degli studenti, che volevano "la scuola per tutti". Loro volevano studiare per il futuro e per il bene di una Italia Nuova. Dagli anni 2000 in poi, molti li troveremo nelle poltrone del Parlamento.
Giudicate voi se avevano studiato bene !!!!




In quegli incontri DC e PCI alcune distanze in certe "personali convergenze" erano già avvenute dentro le varie correnti democristiane. Moro era dal 1963 che dominava la politica, e queste aperture a Sx non erano certo ben viste da alcune altre correnti democristiane.
A partire proprio dal 1963 lui era poi diventato 5 volte Presidente del Consiglio, con alcuni governi i più longevi della Repubblica. (1966-68) Ancora all'inizio del 1978 Moro era sempre più convinto di un "compromesso storico" con apertura a sinistra della DC, Anche se vi era un (non tanto velato) disaccordo delle due potenze Usa e Russia. (Il Time in USA aveva fatto un titolo che suonava come un avvertimento "La minaccia Rossa").

Ora QUI ricordiamo che già nel 1976, era uscito un film molto singolare (ma molto molto profetico) che pochi conoscono essendo sparito dalla circolazione. (ma qualcosa si accenna su Wikipedia). Era "Todo Modo", Vi si svolgeva un processo di tutti i potenti democristiani, riuniti in un convento, per accusarsi l'un l'altro per l'influenza che essi avevano nel partito. E uno di questi potenti, che veniva processato era proprio Moro. Fu incolpato della sua troppa influenza, condannato, messo in ginocchio e ucciso a bruciapelo con una pallottola. (inquietante!!).

Il film fu tolto dalla circolazione (anche se vi erano attori famosi - Volontè impersonava Moro). Ma quando - nei miei giri per l'Italia - nel'77 incontrai a Roma Oreste Leonardi, che era il "custode" di Moro, lui era ancora molto preoccupato; fino al punto che aveva richiesto un' Auto blindata. Richiesta - e questo lo inquietò ancora di più - che non venne accolta.


Il 16 marzo del 1978, mentre Moro si stava recando in Parlamento le BR uccisero i cinque uomini della scorta fra i quali ORESTE LEONARDI, caposcorta, mio istruttore alla Scuola Sabotatori di Viterbo, prima di partire io a fare per alcuni anni di antiterrorismo. Essendo anche un suo carissmo amico, mi aveva fatto conoscere la famiglia Moro e già nel '63 mi voleva con lui per ampliare la scorta. Se avessi accettato non sarei qui a scrivere.
Lo ricordo con affetto, con le mie paure e i fatti messi in relazione....... QUI >>>>>>

Quel 16 marzo, sequestrarono Moro e dopo 55 giorni di prigionia lo uccisero e fecero trovare il suo corpo in Via Caetani.
Nelle sue lettere dal carcere da Moro abbiamo ricevuto oltre che la sua eredità intellettuale anche una profezia sulla fine dei democristiani e dei "socialisti" di Craxi (anche questo amante del potere, senza i fastidiosi "compromessi morotei e berlingueriani".
Poi tutti scomparvero nella famosa "Tangentopoli". Tutti finiti schiacciati e stritolati da quello stesso meccanismo che si erano creati chiamato "La Razza Padrona" e amanti delle lucrose "tangenti".

E nel vederli sbavare per difendersi, o fuggire all'estero per non andare in galera, Cossiga era stato impietoso. "una DC da lapidare", "l'amico (Craxi) che si difende dicendo che tutti i partiti facevano così", ora "eccoli lì questi poveracci, sono i politici che ci siamo allevati!!"- "schiacciati e stritolati dallo stesso meccanismo che avevano proprio loro creato".

Già prima di tangentopoli, Craxi aveva dato a Cossiga per le sue note "picconate" del "mentecatto". Cossiga rispose e le ulteriori "picconate" furono ancora più distruttive, scrisse "....il nuovo "amico" ha le voglie di "raddrizzare l'Italia" con il qualunquismo, con il "rimedio incorporato", ma non prima per˛ di aver "creato la sua casta con il diritto di fare strame di tutto e di tutti, di degradare la politica in affarismo, di arricchirsi con le tangenti, di spartirsi il bottino, di cuccarsi gli incarichi pi¨ lucrosi, di occupare gli enti pubblici e taglieggiare le aziende private, e persino di mandare in Parlamento non soltanto i propri cavalli, come si limitava a fare Caligola, ma anche i propri asini, gli sciacalli e le jene..."

Ma sull'inizio del terrorismo, si ha una data: Era appena finito il terrorismo in Alto Adige (dove avevo operato) e tutto iniziò con la strage di Piazza Fontana nel dicembre del '69. (da questa data fino al e il 1982 si contarono più di mille "azioni", 118 morti, 179 feriti). Nel '70 erano nate le Brigate Rosse (Br). Ci furono tentativi di golpe (Borghese) , sequestri, uccisioni di carabinieri, poliziotti, magistrati, politici, sindacalisti, giornalisti (nel '77, 4 pallottole colpirono alle gambe Montanelli (che di sicuro non era uno di SX). E dopo il delitto Moro, ci fu il giornalista MINO PECORELLI con il suo OP una rivista d'assalto. Nel '81 in un covo delle BR, in via Monte Nevoso comparvero nascoste lettere scritte da Moro molto compromettenti. Il Gen. Dalla Chiesa (che in seguito sarà pure lui ucciso) è lui ad averle in mano, ma alcune (50) sparirono. Destinazione Andreotti. Pecorelli ricostruisce il ritrovamento e chi le ha fatte sparire e con le sue indagini é arrivato ad alcune conclusioni: ma non fa in tempo a pubblicarle, viene fatto fuori anche lui.

Prima - dopo il ritrovamento - aveva scritto: "...Ora c'Ŕ solo da immaginarsi...quale sarÓ il Generale dei CC che sarÓ trovato suicida con la classica revolverata che fÓ tutto da sŔ .... o con il solito incidente d’auto radiocomandato nelle curve.... o la sbadataggine di un camionista... o l' incidente d'elicottero ... Purtroppo il nome del Generale dei CC Ŕ noto: AMEN" .
(lui scrivendo queste cose si scavò la fossa!!)

MORO POTEVA SALVARSI ? Cossiga con il "suo" Piano "emergenza Moro".......aveva deciso di formare l'Unis, l'Unità d'intervento speciale con un particolare battaglione di Paracadutisti.....Voleva creare e rendere subito operativo il gruppo operando in piena autonomia rispetto a chi stava gestendo la crisi, ma.... ("ingenuamente .... e si capisce anche perché" - lo afferma Cossiga - Corriere 15 marzo 1998) "...per correttezza lo sottoposi ad Andreotti per l'approvazione. "Piano che non diventò mai operativo, e gli uomini non scesero mai in campo (potevano intralciare i "disegni" degli altri"?
(i particolari sono qui sotto nella Biografia Di Moro >>>>>)

Pecorelli lo aveva già anticipato scrivendo  "Cossiga... il Ministro non poteva decidere nulla su due piedi... doveva sentire pi¨ in alto... e qui sorge il rebus: quanto in alto??". (anche lui aveva firmato la sua condanna a morte!!!)

 

Abbiamo visto che dal Movimento studentesco con occupazioni delle università, erano seguiti i cosiddetti detti "anni di piombo" o della " strategia della tensione" Se era un «terrorismo di sinistra», o una «eversione di destra» c'é ancora un velo - (Mattarella ancora nel 2021 afferma "Bisogna fare piena luce sugli anni di piombo". (dopo 43 anni !!!)



Tutto il resto che poi seguì, è la nostra storia, scritta qui in altre pagine.


( MORO, morto come un martire ----QUI >>biografia >>>>>

( COSSIGA il "Picconatore" ----- QUI >>>>>>>>>>

(vedi QUi un' altra BIOGRAFIA su TOGLIATTI >>>>>>>>>>>>>>>

 

UN ACCENNO
AL "MIRACOLO ECONOMICO" IN ITALIA.


Accenniamo subito ai primi anni del dopoguerra, quando l'Italia non solo aveva le città in macerie e i tanti debiti di una nazione sconfitta, ma vi era molta fame in giro. Nonostante gli aiuti del Piano Marshall, erano poche le industrie che davano lavoro e quindi pochi gli stipendi. Vi erano ancora nel '49 le tessere. Molti beni essenziali erano ancora razionati. Vi era sì la Borsa Nera, ma erano dal '40 che la gente aveva venduto ogni cosa di valore, per avere in cambio qualcosa da mangiare e nel dopoguerra non aveva più nulla da vendere.
Ciononostante i nuovi improvvisati politici, alle prime elezioni si presentarono con 165 partiti- per creare una "Nuova Italia", non più - dissero - "fascista". La gente li aveva votati senza nemmeno conoscerli e aveva subito avuto una delusione, e nei loro confronti perfino del risentimento. Perché molti erano impreparati alla politica, erano solo dei parolai, che erano giunti a quelle poltrone solo perché avevano fatto la Resistenza o neppure fatta perché imboscati. Non avevano una minima visione, non del futuro, ma nemmeno idee di cosa fare il giorno dopo. Alcuni era
no perfino analfabeti, altri senza nemmeno un titolo di studio.

Del resto in Italia con 47.500.000 abitanti, di analfabeti ne aveva ancora nel 1951, 7.581.622, altri 13.037.627 erano privi di titolo di studio pur sapendo leggere qualcosa, altri ancora 24.946.399 avevano una Licenza Elementare (di 3a o di 5a) e solo 3.514.474 possedevano la Licenza Media inferiore. I Diplomati erano 1.379.811 e solo 422.324 i laureati (1 ogni mille abitanti!).

Il commercio languiva, l'artigianato era quasi del tutto assente, e solo i contadini con i loro orti, i pollai, le conigliere, le vacche e i maiali riuscivano a mangiare e a far mangiare chi aveva ancora soldi.



Ma ecco nel '51 un quasi sconosciuto politico ha un'idea: propone una legge che stabiliva che chiunque poteva aprire negozi e spacci di vendita di qualsiasi genere o fare dell'artigianato, sull'intero territorio nazionale.
UN COMMERCIO LIBERO !!! Senza alcuna licenza.

Vi era già questa libertà prima ancora del fascismo, ma poi nel '27 era stata abolita per permettere il commercio solo a chi aveva dei minimi requisiti nel suo settore ed anche una minima istruzione. Si tornò così in Italia a prima del '27. (non ebbero altre idee).

MA FU UNA LEGGE TOCCASANA PER L'ITALIA.
Un vero "MIRACOLO ECONOMICO", tutto improvvisato!!
(anni dopo un politico confessò "a fare una ripresa così gagliarda - noi non ci saremmo mai riusciti, abbiamo quindi lasciato fare tutto agli italiani con quella legge del '51 per fortuna ci è andata bene" . LA RIPRESA CI FU ECCOME !!! E FU PROPRIO GAGLIARDA !!!

Pochi come me hanno avuto l'occasione di vedere questa Italia risorgere. Nel '57 ero uscito Paracadutista nella Scuola Sabotatori di Viterbo. Inizialmente fui destinato a fare antiterrorismo in Alto Adige fino al 1961. Poi fui promosso Ispettore con "Incarichi Speciali" per tutto il territorio Italiano per 10 anni (!!). Ho così avuto modo di conoscere l'intera Italia, tutte le città, e quindi anche parlare e conoscere le diverse popolazioni, tutte impegnate con la loro voglia di rinascere con una impresa che si disse poi straordinaria, "Miracolosa". (il "Miracolo Economico").

Con questa liberalizzazione nel giro di qualche anno, già nel '58 i negozi alimentari erano diventati 479.000. E vi erano anche (pure queste improvvisate) 500.000 bancarelle nei mercati rionali giornalieri, dove si vendeva di tutto, mercanzia di ogni genere, alimentari, frutte e verdure, stoviglie, piatti, tegami, o abbigliamento nuovo o anche usato. Gli improvvisati negozi o bancarelle per rifornirsi ricorrevano ai contadini che fornivano loro frutta e verdura, conigli, polli, salumi, prosciutti. Di artigiani ne sorsero anche questi ca. 500.000. In molte case si improvvisarono e poi operavano sarti, sartine, maglieriste, cucitrici, ricamatrici, stiratrici. Che in pochi anni si trasformarono in negozi e in aziende. E furono queste aziende nate in casa o nei garages che andarono poi a creare dei veri e propri imperi produttivi.
Nel modenese a Carpi lo sviluppo della maglieria fu straordinario; da artigiane casalinghe (quasi in ogni casa imitandosi l'un l'altra) presto aprendo dei propri locali si trasformarono in capi di aziende. Che andarono poi a creare un vero impero. Diventarono 200-250 le aziende dove lavoravano 40.000 donne. E' poi diventata del settore la terza città d'Europa, la prima in Italia. Vi nacquero nuovi brand, nuove tecnologie e tante industrie che portano ancora oggi il nome della donna che le aveva create. Un formicaio laborioso. Ma essendo quasi tutta "Rossa" a chi faceva notare che il capitalismo e la proprietà privata in Russia non esisteva ed era proibita, loro rispondevano "ma qui siamo a Carpi mica in Russia". La stessa cosa dissero poi nel Riminese, quando ex pescatori con il turismo di massa iniziarono a usare le loro casupole come pensioncine che nell'arco di una sola decina d'anni diventarono veri e propri Alberghi (ca. 3-4.000).

Tutti improvvisati, spesso senza studi, ma capaci, geniali, molto intraprendenti, iniziando proprio dall'artigianato. Un fratello di 20 anni e sua sorella di 17, fanno i garzoni, ma imparata subito l'arte si mettono in casa a fare maglioni e a venderli in giro, Crearono un impero! (i due erano i Benetton).
Un altro, con la sorella che anche lei fa la maglierista, non avendo sempre a disposizione le lane di vari colori, il fratello con gli avanzi dei vari gomitoli si inventa - e ottiene un successo strepitoso - confezionando maglioni a righe di cento colori (era Missoni).
Un altro uscito dall'orfanotrofio dei Martinit a Milano, va a fare il garzone in una occhialeria e imparata anche lui l'arte si fa un negozio tutto suo e poi va a costruire anche lui il suo impero nel Cadore (era Del Vecchio - oggi l'uomo più ricco d'Italia).
Borghi anche lui giovanissmo come i suoi fratelli, garzoni del padre, costruiscono i primi fornelli con le bombole; poi creano l'impero (Ignis) delle cucine, lavatrici, frigoriferi.
Un giovane industriale di Biella, 20enne che ha ereditato una grande industria tessile biellese, la Cerruti, si mette a fare per primo anche i vestiti pronti. Va a Milano alla Rinascente a venderli. Qui guardando le vetrine scopre un abile 20enne che nelle vetrine in Piazza Duomo, non mette dei manichini ma usa uomini e donne in carne e ossa; Cerruti va dentro parla con lui e se lo porta via; era Giorgio Armani e con lui il Cerruti inizia a fare in Italia e all'Estero le prime sfilate dette poi "di Moda". E così nacquero tanti tanti tanti altri geniali imprenditori con i loro brand oggi noti in tutto il mondo.

A partire dal '57, quel "Commercio Libero" aveva già creato il "Miracolo economico" dell'Italia tutta. Ci fu il cosiddetto BOOM ECONOMICO: l'anno del PIL più alto della storia d'Italia. Nel 1958 era + 5,3; nel 1959 + 6,6; nell'60-'61 si viaggiava con il + 8,3. Il possesso della TV nelle famiglie italiane passò dal 12% del '54-'55, al 50%, frigoriferi da 12% al 58%, lavatrice da 3% al 25%, auto da 300.000 a 4.800.000 (!), moto da 700.000 a 5.000.000 . E già nel '61 si mangiava il doppio rispetto al 1951 ( VEDI STIPENDI E BENI DI CONSUMO ANNI '51-'61).

Ma metto già qui una tabella significativa: 1951.1961

Tutti i pagamenti per gli acquisti avvenivano in contanti. I negozianti ti offrivano i nuovi fornelli, la radio, la lavatrive, le TV, la bicicletta, la moto, il giradischi, i vestiti e quant'altro; te li offrivano e ti dicevano "lo prenda, lo prenda, mi pagherà poco alla volta". Perfino negli alimentari si usava il "libretto" con il "segni" della spesa di ogni giorno, che poi si saldava a fine mese con gli stipendi pure questi messi in contanti dentro la busta paga.

Ma tutto questo stava facendo ingelosire le banche, perchè da loro non passava del denaro. I politici e le banche avrebbero dovuto rimanere a guardare? Giammai !! E le banche con i politici accanto reagirono. Non si sa se furono le banche - fornendo contributi ai partiti - oppure se furono i partiti a dare contributi alle banche. Tuttavia inizia a instaurarsi un patto scellerato, fra i primi e i secondi. Pensano a delle nuove leggi. La prima fu quella che proibiva la vendita sfusa di alimentari (pasta, riso, legumi, olio, zucchero ecc. ecc.).

Poi nel 1971 ci fu il ritorno alla VITUPERATA legge fascista del '26 (adesso anche se era fascista ora andava più che bene!!) ma con ben precisi scopi. Quella di mettere sotto controllo tutti coloro che maneggiavano soldi. Si inventarono l'IGE (poi l'IVA), fatturazioni obbligatorie, pagamenti tramite banca, e così anche gli stipendi, le chiusura domenicali. I negozi dovevano avere la licenza dal Comune dove furono creati i vari Assessori, alla Sanità, ai Trasporti, all'Agricoltura, al Turismo, al Commercio con 14 tabelle distinte: alimentari, vestiario, ferramenta, cartoleria, fiorista, casalinghi ecc. ecc. Con vigili addetti a controllare e a misurare i mq. occorrenti stabiliti da comune. E oltre le tabelle si crearono le associazione, dei Tabaccai, Alimentaristi, Librai, Macellai, e così via in altri settori. Ovvio che al vertice di ognuno di questi uffici vi era sempre un politico. A lui bisognava raccomandarsi se avevi bisogno di appoggi per decollare (perfino il Curato - per ottenere qualcosa - invece di raccomandarsi a Dio faceva anticamera dal politico di turno essendo diventato lui il nuovo "Patrono del paese" era lui che ora faceva i "miracoli".

(di questo periodo vi era il TRIS - il cosiddetto PI-RU-BI (Piccoli, Rumor, Bisaglia - tutti DC) - 3 erano troppi e ci fu (nel loro stesso territorio) anche tra di loro "guerra" nei loro "Feudi" Oscuri scandali per la Storia Politica dei quegli anni >>>>>>>>>>>>>>
Che anticiparono il film "Todo Modo", e la successiva morte di Moro (entrambi accennati sopra)

Le Regioni, erano già state varate nel '63; inizialmente non erano ancora il famelico mostro e che a qualcuno allora sembravano inutili - ma dopo diventarono eccome utili per creare il padrino politico con suoi "feudi" per prendere voti locali per arrivare a un posto nel Governo con il "Manuale Cencelli" (che rappresentava il peso elettorale nel territorio di un partito o di una corrente politica). Ma non solo il peso elettorale, ma anche la frenetica attività in tutti i settori nel suo territorio elettorale. Come fece Rumor (5 volte Pres. del Consiglio) che trasformò in pochi anni il suo (ancora povero) Veneto in una delle Regioni più produttive d'Italia. Ovviamente con tante gelosie non degli avversari ma nel suo stesso partito. Anche Adreotti dominava nel Lazio; ma mentre suoi colleghi chiaccheravano nelle loro segreterie, lui andava in giro, in tutte le sagre del carciofo, del lupino, del frascati, promettendo sviluppo e ricevendo voti.

Ma proprio da quelle segreterie, non solo democristiane ma anche a sinistra, iniziarono le lotte interne, per voler loro essere se non proprio i protagonisti di quel miracolo, ambivano ad essere i "pignoli funzionari", volevano mettere le "briglie di quel carro" per montarci sopra e guidarlo loro. CREARONO COSI' LA SOFFOCANTE BUROCRAZIA !!!

Questa burocrazia fatta di carte, in breve tempo fece chiudere centinaia di migliaia di esercizi vari, e si impossessarono del territorio proprio nel momento in cui la domanda era altissima. Alcuni abili negozianti di varie licenze si consorziarono nell'aprire un grande multi-negozio (usando come personale figli, mogli, fratelli e parenti vari, quindi spese minime) Ma ebbero vita breve.

Anche queste idee non andavano bene! Volevano - i grandi avidi gruppi - il monopolio!! Questo creò colossali magazzini, contrattavano alla fonte grandi quantità di merci a prezzi stracciati o prelevavano l'intera produzione di alcuni produttori, e da questi provvedevano a rifornire i loro supermercati, praticando prezzi inizialmente concorrenziali (tali da far chiudere i piccoli negozianti) poi diventati monopolio operarono con prezzi in alto per fare finalmente lucrosi guadagni, incontrastati perchè ormai di piccoli negozi nelle città non ne esisistevano più. Anche perché con lo sviluppo della motorizzazione non esistevano parcheggi in città. Mentre gli Ipermercati nascendo in periferia potevano dotarsi di ampi e comodi parcheggi.

Ma un politico (Freato- un fedelissimo di Aldo Moro), era così potente che a Vicenza, in un paese vicino, riuscì a non far chiudere la Domenica - perchè diceva era così dalla notte dei tempi. E assieme ai negozi aperti fece affiancare anche 200-300 bancarelle, traformando quel paese in una colossale fiera domenicale perenne (tutt'oggi, dando molto fastidio ai negozi della città vicina, che su ordine del comune sono tutti chiusi. Ed é ovvio che poi tutti vanno la domenica in quel paese a fare acquisti).

In tutta Italia scesero così in campo le grandi imprese, che andarono a creare Supermercati e Ipermercati: 144 erano della Montedison (Standa), 61 della Ifi Fiat (Sma), 51 del gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 La Centrale (Pam). Quasi un monopolio del grande capitale. Anzi in breve un monopolio vero e proprio! Che fece gola anche a sinistra, quando questa si inventò le Coop, che significava inizialmente una "cooperativa" ma ben presto - allargatisi i soci - diventò una Spa, una vera potenza economica della capillare distribuzione in alcuni territori.
Più a servizio di queste grandi imprese nacquero le ingegnose e scaltre AGENZIE di pubblicità che da allora in poi condizioneranno - prima con la stampa poi con le TV private le scelte dei consumatori e dei consumi. Agenzie indicate da chi? Ovvio, dalle grandi imprese, che andarono a creare pure i propri giornali, le loro TV; finanziandole, avendo così sempre questi potenti mezzi a loro disposizione.

 

per non andare oltre vedi anche

<<<<<< ANNI '50 - '60 - IL DECOLLO DEL CONSUMISMO
IL "MIRACOLO ECONOMICO"

Mentre abbiamo qui
un'altra biografia su TOGLIATTI >>>>>>
ed anche la sua voce

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