La Biografia della Sarfatti
è nella pagina che segue >>>>>>

 

qui facciamo alcune diverse premesse

PER CAPIRE BENE IL VENTENNIO NON
SI PUO' FARE A MENO DI LEGGERE PRIMA, CIO' CHE AVVENNE
AL TERMINE DELLA 1ma GUERRA MONDIALE
LO SCONQUASSO DELL'EUROPA CHE ANCORA OGGI NON E' FINITO

* * * ANNO 1919 - CONFERENZA DI PACE A PARIGI - VINCITORI E VINTI > > > >

Questo testo non vuole essere apologetico, ma solo riferire un clima politico e la cultura del tempo, ciò che veniva pubblicato e quindi ciò che si leggeva. Quindi - senza fare alcun commento - riportiamo fedelmente i testi, non per dare torti o ragioni, ma per capire. E' dal passato che si costruisce il presente e su questo si costruisce il futuro. Volerlo ignorare, il passato, si rischia di ripetere gli errori contenuti in tanti demagogici "Vangeli" che ogni tanto vengono riscritti da un nuovo "uomo della provvidenza". - Più avanti - così saremo imparziali - troveremo anche gli altri "vangeli" quelli di LENIN, quelli di STALIN, quelli di NAPOLEONE di GARIBALDI di GIOLITTI l' 'ISLAM gli EBREI, le varie RELIGIONI gli STATI UNITI ecc. ecc.- EL FASCISMO)

seguono a fondo della 2a parte 42 altri link su Mussolini e Fascismo

Mussolini fece tutto da solo? ) > >

(in breve: la nascita del fascismo, la guerra, la resistenza, le leggi razziali, l'antifascismo
l

LA TABELLA di 34 link riguardante TUTTO HITLER >>>>


LA SCIAGURATA GUERRA ALLA FRANCIA
CHI LA VOLLE ? MUSSOLINI ? GLI ITALIANI ? o il RE ?????? > > > > >

INFINE ANCHE
LA COSIDDETTA "LIBERAZIONE" detta anche "RESISTENZA" >>>>>>>

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FACCIO in queste righe GIALLE una LUNGA PREMESSA partendo da molto lontano
(anche se poi arriverò a questi nostri anni 2000.

Innanzitutto guardiamo al nome FASCISMO.
Si dava del "fascista" (Mussolini non era ancora nato) agli appartenenti del "Partito Operaio Italiano" di orientamento socialista, operante nel 1882, dove nei vari scioperi i lavoratori in rivolta come negli scioperi agivano con atti di violenza, distruzioni e saccheggi. Nel 1883 viene fondato "FASCIO OPERAIO". Voleva questo essere indipendente da tutti gli altri partiti e si credeva maturo per far da sè, senza ricorrere agli "operai del pensiero" (gli intellettualoidi parolai) ma solo appoggiarsi al vero proletariato.

A Catania nel 1891 nacque poi il "Fascio dei lavoratori" guidato da De Felice Giuffrida, deputato socialista indipendente. Il movimento si diffuse. Perfino a contare l’adesione di circa 300.000 lavoratori (fra braccianti, minatori, artigiani ed anche piccoli proprietari e commercianti). Pronti a scendere nelle piazze.
Numerose furono poi le dimostrazioni nel '93 in Sicilia dei "Fascisti socialisti" con violenze subito stroncate con altrettanto violenza dalla forza pubblica, causando molti morti e feriti. (Sicilia).

( è anche utile leggere il capitolo degli articoli de "Il Fascio"; che ci indicano il "clima pesante" che c'era in Italia nei mesi precedenti l'assassinio del Re) www.storiologia.it/apricrono/storia/a1900l.htm


Ma "Fasci operai" si erano chiamate altre numerose organizzazioni che avevano fatto capo all’Associazione Internazionale dei Lavoratori. E in seguito il termine “fascio” venne utilizzato perfino dai cattolici di Milano (1899 con il Fascio Democratico Cristiano; e così pure dagli interventisti (nel 1914) con il Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale, prima ancora che diventasse interventista Mussolini. Poi nel dopoguerra - marzo 1919 - é proprio lui a fondare i "Fasci di Combattimento").

Questi "manipoli di violenti" in rivolta, c'erano anche quando ci fu la scissione socialista di Turati e di Matteotti, e fu data anche a questi agitatori la nomina di "Fascisti". (il segno distintivo, cioè che questa nomina era dunque di sinistra. E ammiratore di questi lo era anche Togliatti. (vedi poi nel '36 quando voleva adottare lui il Programma mussoliniano di San Sepolcro)
NENNI proprio nel 1919, dirà in seguito " ...era l'ora più propizia per un invito ad abolire il passato..... era per i socialisti l'ora in cui si decideva la loro sorte....ma persero una grande occasione!".

E perfino LENIN ebbe a rimproverare poi ai socialisti: "avete perso con Mussolini la grande occasione, l'unico che sarebbe stato capace di fare la Rivoluzione in Italia". - (Ricordiamoci che Mussolini era stato un socialista fascista ! Guidando anche lui gli scioperi; ed era pure finito in galera).

Ma con i fallimenti dei diversi successivi scioperi (soprattutto nelle "Settimane Rosse", sorsero le critiche negli stessi organismi sindacali, e tante altre critiche e diverbi nella stessa direzione del Partito socialista. Che alla fine - staccandosi da loro - poi andarono a creare nel '21 il PCI, credendo questi di poter imitare la Rivoluzione Bolscevica. Furono queste interne liti socialiste che andarono ad incoraggiare i capitalisti ad agire, attuando a loro volta le serrate e creando le loro corporazione: Confindustria e Confragricoltura. Per gli operai fu una mazzata. Non prendevano stipendi con gli scioperi organizzati dalla sinistra, né prendevano gli stipendi con le serrate.

Nel '19 Mussolini alle elezioni si era presentato con una sua lista ma non ottenne nemmeno un seggio. Appena 4795 voti contro i 170.000 dei socialisti e i circa 74.000 dei popolari di Don Sturzo nella stessa circoscrizione. Dunque non venne eletto nemmeno deputato dei mussoliniani. Sembrò la fine politica! L'uscita di scena!
Subisce perfino un arresto (per aver creato - dissero - un "covo" di ribelli) poi è rimesso il libertà per l'intervento del direttore del Corriere d.S. Albertini, che ritenne che quei miseri voti presi dal suo collega - nonché capo dei tanto celebrati Fasci di combattimento - "politicamente sia finito". A Nitti che vorrebbe lasciarlo in galera, Albertini gli consiglia di non farlo, "Mussolini è un rudere. E' uno sconfitto, non occorre farne un martire".
Più che per l'arresto, Mussolini era ovviamente avvilito per il clamoroso insuccesso e la figuraccia che aveva fatto dopo tanto agitarsi, dopo tanti articoli, tante riunioni, tanti discorsi.
Un giornale socialista suo nemico, pubblicò perfino un velenoso trafiletto: "Trovato un cadavere nel fiume. E' forse é Mussolini?".

Mussolini preso da un momento di sconforto, voleva mollare tutto, il giornale, la politica, le lotte: "so fare altri mestieri, il muratore, il l'autista, e so suonare anche il violino, farò il magnifico mestiere del rapsodo errante".

Chi mai direbbe che quest'uomo su tutta la linea perdente, in soli due anni riuscirà a prendere il potere?

Ma poi dopo la sconfitta sul "Il Popolo d'Italia" (n.317, del 18 novembre 1919), fa il suo primo intervento a botta calda anche se fu sommesso, tuttavia - indomito - e promise nuove battaglie.

Al Capodanno .....sul
 
"POPOLO  D'ITALIA, DEL 1° GENNAIO 1920" 
Mussolini esce con questo titolo "
TRA IL VECCHIO E IL NUOVO "NAVIGARE NECESSE" - "Anche contro corrente. Anche contro il gregge" dal contenuto poetico-letterario, ma ardito e fiducioso; è deciso a lottare, ha fede nel popolo, e nel finale è anche sovversivo e perfino irriverente.
(Testo integrale)

(i due testi li troviamo in fondo su questa pagina >>>>>>>


Questo 1920 fu in realtà, uno degli anni più duri del dopoguerra italiano. Sotto il governo Nitti che, privo di dignità, si barcamenava tra socialisti e popolari, l'Italia stava andando verso la rovina. Gli scioperi si moltiplicavano: scioperavano i tranvieri, gl'impiegati dei telefoni, gli stovigliai, gli spazzini, i ricevitori postali, i parrucchieri, i postelegrafonici, i ferrovieri, i tessili, gli impiegati delle aziende librarie, editoriali e grafiche, i metallurgici, gli elettricisti, i pasticcieri, i fornai, i muratori, i cappellai, i lavoratori d’albergo e mensa, gli agrari, gli zolfatari, i vetturini, i tipografi ecc.


L'amarissimo paradosso, quello che indignava gli ex 5.000.000 di reduci “a spasso”, era che il denaro ricavato dal maggior prelievo fiscale (che stava mandando in crisi tutta l'economia, facendo salire i prezzi) serviva buona parte solo per pagare gli interessi dei Buoni del Tesoro (90 miliardi che erano stati emessi per finanziare la guerra) posseduti da chi la guerra non l'aveva fatta, e che ora a guerra finita con il paese dissanguato ci guadagnavano pure!



La grande ondata delle rivendicazioni sociali in Italia non accennarono a diminuire, e fu impressionante l'aumento del costo della vita (il 100% in un solo anno!!!!). Con una guerra alle spalle che dicevano "vinta" !!!.
Chissà se l'avessimo persa cosa sarebbe successo !!
I socialisti credettero di essere a un passo dalla tanto attesa rivoluzione.
Prossima la dittatura del proletariato, l’eliminazione delle classi capitalistiche e "Via i padroni!".

Ubriachi o no di leninismo, con veri o falsi apostoli del bolscevismo, il fatto è che ci fu - da ogni parte - un diffuso ribollire di odio, contro l'impotenza dello Stato, contro il Re, contro la Patria, e contro la stessa Vittoria. Se fosse scoppiata veramente la "rivoluzione" in Italia, una guerra civile avrebbe fatto più vittime e più danni della stessa guerra mondiale. E quello che la sinistra sperava. Mentre i proprietari terrieri e gli industriali iniziarono a tremare. Oltre ad essere infuriati anche i 5 milioni di ex soldati a "spasso". Le operose fabbriche del tempo di guerra stavano chiudendo, lasciando a spasso altri milioni di operai.

Mussolini invece sicuro profetizzava "il socialismo é crollato, l'Internazionalismo caduto, la lotta di classe é una favola e la rivoluzione bolscevica porterà presto al disastro la Russia".

Ovviamente la sinistra reagì, dando inizio a una serie di scioperi e di violenze, e a loro volta gli industriali scatenarono le serrate. Per questi ultimi Mussolini con una tocco geniale decisamente opportunistico, dal suo Popolo d'Italia cancella il sottotitolo "Quotidiano Socialista" e lo sostituisce con "Quotidiano dei combattenti e dei produttori" motivando "il socialismo prima aveva un senso oggi è anacronistico. Bisogna esaltare i produttori perché da loro dipende la ricostruzione.... e ci sono proletari che comprendono benissimo l'ineluttabilità di questo processo capitalistico....produrre per essere forti e liberi".

Ed eccoci alla "Riunione di San Sepolcro". Con il "Programma" di Mussolini .
dove
lui non vuole un partito, vuole e afferma "voglio una rappresentanza diretta dei singoli interessi". Dunque nasce da un bisogno di azione, e fu azione. Ma in questa azione la nomina di "fascista" gli rimase, mentre i suoi vecchi amici socialisti da un giorno all'altro diventarono tutti "antifascisti". (li abbiamo ancora oggi anni 2000).

(QUI IL "PROGRAMMA" E TUTTI I NOMI e la fotografia DEI PARTECIPANTI >>>>>>

E seppure - a San Sepolcro - non erano in molti, subito dopo, divennero moltissimi (tutti !! ) e si affiancarono ai nascenti "Fasci". E Via Via diventarono tutti fervidi assertori del Fascismo i nomi, la foto, la loro biografia > >

E altrettanto "fervidi assertori" diventarono i maggiori giornali italiani, che così si espressero:
ALBERTINI direttore del Corriere della Sera: "Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -
La Stampa
di Torino: "Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".

Entrambi i due fogli non erano quelli del "Corriere dei Piccoli", ma i due più diffusi giornali d'Italia, che leggevano non i bambini, ma i titolari e i rappresentanti del capitalismo italiano oltre che del popolo.
Il fascismo nascente non tradiva la "rivoluzione socialista", ma la fece solo in un altro modo: Era quella di un "Socialismo Sociale" ( con la spartizione degli utili
- quello che poi fece anche nel '44, non gradita ai comunisti perchè diventava un loro concorrente, ma nemmeno gradita ai padroni che non volevano di certo spartire gli utili con gli operai. Il comando Partigiano del 25 aprile del '45 lo voleva poi applicare, ma si trovarono i "Padroni" a dire NO, volendo continuare a fare i "Padroni".
Non per niente che Lenin (con una Russia che non era ancora Stalinista) andava dicendo ai suoi "compagni" "vi siete lasciati sfuggire l'unico che avrebbe fatto veramente una rivoluzione". Ma anche lo stesso Togliatti l'avrebbe voluta fare lui, e ancora nel '36 ai pochi comunisti che erano rimasti in Italia, andava dicendo "Compagni" in camicia nera bisogna fare NOSTRO il programma di San Sepolcro".


Quel programma di Mussolini alla riunione di San Sepolcro, fu più realistico dei tanti "parolai rivoluzionari" fu meno utopistico, e fu riguardoso non solo verso gli operai ma molto aperto anche verso i 5 milioni di italiani che erano a spasso ma che avevano fatto la guerra ("bei fessi che siete stati a combattere" dicevano i comunisti- socialisti); ma era anche più aperto alla nascente Nuova Borghesia pur qualche volta Mussolini era stato con loro irriguardoso, come quando scrisse "avete fatto soldi con la guerra? e allora adesso dovete fare sacrifici e dovete pagare anche voi").

La disfatta clamorosa per i socialisti avvenne nella tanto attesa rivoluzione dopo aver indetto scioperi selvaggi in tutti i settori produttivi con le loro "Settimane Rosse". Ma non risposero più ai loro appelli sia gli operai, stanchi di non prendere stipendi; una manna per la Nuova Borghesia che adottò le "serrate" prima ancora degli scioperi (che in sostanza erano altri stipendi non distribuiti ai lavoratori lasciati a casa).

A questo punto sia questa borghesia come per gli operai si apriva un nuovo periodo. Andato poi Mussolini al Governo, chiamato dal Re, dopo la Marcia su Roma, le soluzioni ai tanti mali dell'Italia - con fino allora i vecchi politici inconcludenti - ci furono quasi subito, nell'economia, nella finanza, nel mondo del lavoro.

Merito anche di quel genialoide Beneduce, che andò a creare un apparato economico, produttivo e finanziario che perfino negli USA volevano imitare, visto che loro da '29 non avevano ancora risolta la critica situazione in cui si trovavano. Nella ubriacatura della guerra vinta, i capitali in Borsa erano soltanto in mano a certi cinici speculatori e solo sulla carta.
( LA DEPRESSIONE DEL '29 A WALL STREET >>>>>>

 

E COSA STAVA ACCADENDO IN GERMANIA ???

Nei primi anni '30 ANCHE IN GERMANIA ci fu qualcosa di simile a quella di Beneduce, ad opera di un grande banchiere, oltre a molti (anche qui) "fervidi assertori": i grandi industriali.
Quando Hitler nel '33 salì al potere il grande capitalismo della Germania era al suo fianco! E aveva a fianco SCHACHT, l'economista di fama mondiale, un mago della finanza, che prima dirigeva la prestigiosa Reich Bank. Improvvisamente diventa il consigliere economico del caporale Hitler, e sarà lui -Schacht- il vero autentico autore dello straordinario "super miracolo" tedesco nei primi anni '30.

Dopo la guerra, con lo sfascio della Germania e con la umiliante montagna di debiti da pagare, l'economia tedesca era in sfacelo. Nelle banche e nella finanza erano subentrati solo gli ebrei. Che divennero ancora più potenti quando fu fatta la Repubblica di Weimar. Non vi era industria, commercio e perfino privati che non avessero un debito con una banca ebrea. Dove dentro queste arrivavano montagne di dollari dalle loro sorelle in USA. Partivano dagli USA capitali al 5% e tornavano con gli interessi del 10-20-30%.

Qui bisogna dire che l'industria tedesca - prima della guerra - già nei primi anni del '900 era diventata una potenza mondiale incontrastata, preoccupando non solo l'Inghilterra da tempo in crisi, ma anche gli USA. (e fu uno dei motivi principali per intervenire nel '18 nella Guerra in Europa, ma lo fecero solo dopo 3 anni, quando i belligeranti si erano già dissanguati tra di loro. Fu una vittoria facile, soprattutto quando imperversò la pandemia "Spagnola", proprio da loro portata in Europa).

In Germania si contavano - nel 1904 - sessantadue (62!) cartelli metallurgici. Altri cartelli sulla potassa, sullo zucchero, sull'industria vetraria. La disastrosa guerra li mise tutti in ginocchio. Salvo per sopravvivere appoggiarsi agli unici banchieri che erano rimasti in Germania; quelle in mano agli ebrei. Soprattutto negli anni della Repubblica di Weimar.
Ma nonostante gli esosi interessi alla viglia del 1933 erano nuovamente diventati dominanti in tutti i settori. Stavano nuovamente marciando da soli. Preoccupando non poco le banche ebree.

I proprietari terrieri, i grandi industriali (che Hitler come socialista da sempre aveva odiato)  improvvisamente (perché non erano riusciti a padroneggiare né il Centro né i socialdemocratici)  decisero di far pace con la sua demagogia, perché incapaci di dare un aspetto popolare all'"autorità". Ci voleva insomma un "parolaio" come Hitler per le masse!!. Fu così che gli offrirono il potere su un piatto d'argento.

Infatti dietro a Hitler (ora ! inizio anno 1933) non ci sono solo gli scontenti, gli arrabbiati, i disoccupati, ma tutta la Wirtschaftslenkung risorta, 500 - 700 cartelli già si dividevano l'industria e il commercio.
Erano i grossi personaggi dell'anteguerra, quelli della Germania Guglielmina, i grandi notabili, i grandi industriali, i grandi banchieri: il principe Augusto figlio del Kaiser, i dirigenti della Deutsche Bank, della Commerz Bank, della Dresder Bank. I grandi industriali dei colossi chimici Farben, gli Henkel, i Schnitzler, i Bosch, i Thyssen, i re della gomma Conti, dell'acciaio Voegler, delle Assicurazioni Allianz. Poi i gruppi Simens, Aeg, i Krupp, gli Junker e tutti gli industriali, della Reichsverband. La Adler Sa, Aeg, Astra, Auto-Union, Bmw, Messerschmitt, Metall Union, Opta Radio, Optique Iena, Photo Agfa, Puch, Rheinmetall Borsig Ag, Schneider, Daimler Benz, Dornier, Erla, Goldschmitt, Heinkel, Solvay, Steyr, Telefunken, Valentin, Vistra, Volkswagen, Zeiss-Ikon, Zeitz, Zeppelin e altre innumerevoli (l'80% della intera grande industria - poi venne assorbita anche la restante 20%)

Hitler (che a fine '32 era quasi più nessuno, stava tornando nell'ombra) i grandi industriali detti sopra, lo usarono solo - non per nulla von Papen aveva questo piano: "prima prendiamo i voti di tutti i nazisti di questo Hitler, li leghiamo al nostro carro, poi li mettiamo sotto il carro e li stritoliamo".
(poi si pentirono quando il caporale - convinto di essere lui il "Messia" - puntò a loro una pistola alla tempia, perché voleva comandare solo lui. Fu il momento in cui tutti gli industriali furono costretti a operare nel grande riarmo, facendo sparire - con la soddisfazione degli operai - la grande disoccupazione.

Appena era salito al potere, ai primi d'aprile del '33, Hitler annunciò il piano per l'abolizione della disoccupazione con spese pubbliche ragguardevoli. Lo annuncia lui, ma il potente e abile Schacht era salito subito in cattedra, ed esercitò subito il suo potere: a) avvia il controllo del commercio estero; b) si occupa del controllo dei cambi; c) rifiuta di svalutare il marco; d) dispone che per ogni transazione per l'uscita di valuta estera occorre una licenza; e) stabilisce che tutti i pagamenti esteri devono essere rimessi alla Reich Bank (che prima guidava lui) che le importazioni devono essere effettuate solo da paesi disposti a ricevere marchi e non valuta convertibile.
In questa rosa di provvedimenti di Schacht, c'era materia tecnica da far impallidire un grande economista a caratura mondiale.
La si chiamò" pianificazione", mentre invece era una "direzione" (e che direzione! le migliori teste del mondo finanziario e industriale!!). E quando Hitler salì le scale per entrare nel Reichstag, trovò tutta la politica economica, finanziaria e produttiva già pronta, già pianificata, con una struttura altamente organizzata, e tutta razionalizzata.

Lui Hitler firmò tutto, ma di queste cose non ne capiva nulla, nè del resto poteva metterci le mani, lui non era nemmeno capace di fare una divisione e una moltiplicazione decente; aveva la quinta elementare! Fu quindi Schacht e la grande èlite a diffondere (senza esporsi) al popolo "le loro" idee e "i loro" progetti. Hitler fu solo uno strumento per volgarizzare con la sua demagogia e l'oratoria messianica i loro desideri e quelli latenti di ogni tedesco ( che erano tutti usciti dalla guerra umiliati ).
Senza la èlite Hitler non sarebbe mai diventato Fuhrer. E il popolo non avrebbe mai acquistato né poi si sarebbe abbeverato al suo "vangelo" (il Main Kampf). Nel 1932 era da dieci anni che il suo libro si stava coprendo di polvere.
E a fine '32 era quasi finito. Aveva nelle piazze solo degli scalmanati e con questi avrebbe combinato un bel nulla.

Ma nello stesso momento che Hitler veniva messo al potere,
negli USA si scatenò l'offensiva degli Ebrei.


..

Gli "ebrei di tutto il mondo uniti" il 24 marzo 1933 dichiararono guerra alla Germania.....Boicottare tutti i prodotti germanici, e auspicavano un vero e proprio piano di sterminio e la distruzione dell'intera Germania. "La Germania deve perire!"
Il "piano Morgenthau" incitava all'eliminazione di tutti i tedeschi, allo smembramento della Germania, alla castrazione di milioni di uomini tedeschi. Una vera e propria estinzione biologica del popolo tedesco.
E
Stephen S. Wise, presidente del Congresso Ebreo Americano e del Congresso Ebreo Mondiale, disse in seguito in un comizio di New York: «Non sono un cittadino americano di fede ebrea, sono un Ebreo… Hitler nel suo Mein Kampf ha ragione in una cosa. Chiama gli Ebrei una razza e noi siamo una razza.»

A quel punto in tutta la Germania scattò la propria difesa.
E nessuno poteva incitare le folle germaniche come quel caporale di Hitler

"il popolo segue il capo non perché è di indole reggicoda, ma perchè il "germanico" ammira e segue un capo che dimostra quel coraggio perfino insolente nell'interpretare i sentimenti nazionalistici" (lo scriveva già Tacito). L'idea che il loro capo - grida, incita, affascina, persuade - ai germanici gli stava bene, era perfino all'idea che lui era un "messia". (E fu Chamberlain a chiamarlo così Hitler).
Fu infatti l'uomo che con la demagogia era capace di scatenare una guerra. Politicamente - sembrava fantapolitica o patologica megalomania -ed infatti il suo primo obiettivo fu quello di concentrare su di sè le due massime cariche politiche della Germania, cancelliere e presidente, e quindi diventare il Fuhrer, unica guida di tutto il paese. E con i suoi "Germanici" gli riuscì pure. Lui aveva scritto - preparandosi alla guerra - che la "resurrezione della Germania" la si poteva realizzare con un milione di soldati e un solo uomo a comandarli: ovviamente quell'uomo era lui!
Ma poi - con l'appoggio di tutti - fece molto di più: scatenò un altra guerra mondiale.

Riguardo agli ebrei si fece
prima terra bruciata in tutti i settori vitali in mano agli ebrei tali da indurre molti ad abbandonare definitivamente la Germania; ci furono i vari piani di esproprio dei beni ebraici e molti fuggirono in Polonia ma qui le autorità sbarrarono le frontiere, poi si risolsero a impiantare dei campi profughi (i futuri campi di concentramento) subito a ridosso del confine; per un grave fatto di sangue (la morte vom Rath) si annunciarono le prime misure punitive verso gli ebrei; e si scatenarono "Azioni distruttive" in tutto il Paese inizialmente contro le sinagoghe (Francoforte sul Meno, Hannover, Breslavia) ne furono abbattute 76 e altre 191 incendiate. Ma poi in brevissimo in ogni parte del paese i negozi ebrei furono attaccati in quella che fu chiamata
la "Notte dei Cristalli" (la Kristallnacht ) dove furono distrutti 7 500 negozi. Sembrò una pulizia generale nei confronti degli ebrei, presagio al genocidio che si sarebbe poi compiuto pochi anni dopo con la "Difesa della Razza" e le deportazioni.
Il ministero della Propaganda Goebbels sul
"Göttinger Tageblatt" si affrettò a presentare al mondo tali episodi come una spontanea esplosione di legittima collera popolare: "Troppo duro è stato l'attacco sferrato contro di noi dal giudaismo internazionale (il 24 MARZO DEL 1933) perché fosse possibile reagire soltanto a parole".

E se in quel 24 marzo, gli Ebrei erano intenzionati ad eliminare tutti i tedeschi dalla faccia della terra, queste intenzioni di sterminio - per rivalsa la trasmisero ai tedeschi guidati dall'uomo meno pacifico del mondo Hitler - pagandone successivamente le conseguenze nei campi di concentramento con l' "olocausto" e la "Shoah".

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Abbiamo dovuto citare tutto questo
perché il programma di Schacht con la sua elite ....

.....era quello che aveva già fatto BENEDUCE nell'Italia fascista, quando elaborò dei provvedimenti che fissava a 92,46 il cambio lira-sterlina e tutte le operazioni collaterali tra le quali la sistemazione del debito fluttuante dello Stato e la definizione degli accordi con le autorità monetarie inglesi e americane. Ed anche il suo Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) rappresentò una novità assoluta mondiale. Così pure l'Istituto Mobiliare Italiano (IMI), ente pubblico che realizzò il credito industriale attraverso le sue banche per la concessione di mutui a medio e lungo termine alle piccole e medie imprese - Furono "gioielli" che rimasero tali anche nel dopoguerra, fino al 1992. Ma poi la "razza padrona" se ne sbarazzò facendo incassare cifre da capogiro agli acquirente "amici". Vendettero per 5 lire una industria, per 3 lire la concessione di un aeroporto, per 1 lira la concessione delle Austostrade, accontentandosi solo dei futuri guadagni del concessionario.

Ma il lavoro di Beneduce (il Parastato, che durò poi fino al 1992) fu anche premiato in quel periodo fascista con un risveglio della operosità, l'inventiva e l' intraprendenza degli italiani in tutti i settori non solo produttivi ma anche per l'immagine di un popolo che con la sua inventiva e la tanta sua intraprendenza fece inizare una nuova vita al Paese Italia.
Crearono il Made in Italy, un brand ambito da tutto il mondo. E si vivacizzò anche il Paese, dando vita negli anni '30, allo Sport con dei risultati mondiali (vedi Calcio, Olimpiadi ecc.). Le riunioni di milioni di giovani furono spettacolari. E questa volta anche con la partecipazione delle donne che fino allora erano tutte casa e chiesa, sempre vestite di nero e guai se scoprivano le gambe; per i preti erano "tentazioni di Satana", "oscenità", quando apparvero a centinaia nei raduni, in pantaloncini corti e sotto le magliettine bianche c'erano al vento i turgidi seni
Gli anni '30 furono straordinari. Per le mamme e i loro pargoli, fu creata l'OMNI; le Colonie marine e quelle montane in centinaia località. Dove i bimbi non solo prendevano il sole, ma apprendevano la socialità.
Ancora di più straordinari il lavoro degli italiani quando (desiderando un Impero) furono create le Colonie d'Oltremare (come avevano fatto da anni tutte le nazioni europee) con l'invio nelle stesse di italiani che con la loro operosità cambiarono quei Paesi. (oggi Massaua é ancora una delle più belle città dell'Africa intera. E c'era anche mio padre che fondò una impresa di trasporto per i tragitti Massaua-Adis Abeba).

Purtroppo in quegli anni apparve Hitler che con la sua fame di conquiste, iniziò le sue guerre, e dopo aver occupato l'Austria, voleva impossessarsi anche dell'Alto Adige (ma in una riunione conviviale un suo uomo si azzardò a dire che "si voleva arrivare fino al mar Adriatico per riprendersi il porto di Trieste".
Hitler per non allarmare lo sconfessò dicendo che quello era ubriaco. Ma Mussolini pur ricevendo assicurazioni da Hitler, fece costruire numerose caserme in varie località dell' Alto Adige. (" se si azzarda a varcare il confine chiederò aiuto a tutta Europa. E non credo proprio che gli americani rimarranno a guardare". (fu profeta, ma a discapito nostro).
Del resto anche lui - come Hitler - aveva alle spalle la "NAZIONE OPERANTE >>>> " ? con dentro i 2000 i migliori nomi dell'industria italiana.
Ma poi venne tutto il resto che sappiamo in altre pagine. Venne il 1940 e l'inizio della nostra sciagurata guerra alla Francia, anche se l'intervento dell'Italia non era stato sollecitato da Hitler.

L'accusa ricorrente dell'"antifascismo" a Mussolini é sempre stata quella di aver scatenato una sciagurata guerra. Che gli italiani si dice oggi "non volevano". Ma non é così.

Ma se erano veramente antifascisti i loro nonni e i loro padri, nel 1940 perché affollarono le piazze e non si tennero le mani in tasca invece di gridare "Guerra! Guerra!" ??? Così i giornali - quando videro Hitler quasi a Parigi - erano impazienti di essere al suo fianco, e pure loro TUTTI erano a favore della guerra, e scrivevano "ma allora perché ci siamo alleati a fare" ?. "Chi non spara spira" - "Forse fra qualche settimana passeggeremo anche noi non solo a Parigi ma anche nella Londra conquistata".

Anche il Re andava dicendo ai generali...."chi è assente ha sempre torto". - E fu poi proprio lui a firmare la "Dichiarazione di guerra alla Francia". Solo lui poteva farlo in base allo Statuto Albertino. Mussolini fece (di malavoglia) a parole il discorso dal suo balcone mentre il Re si metteva la bustina e per dare l'esempio agli italiani interventisti e partiva per il fronte.
(Questo dopo che Mussolini aveva temporeggiato per un intero anno la neutralità, la "non belligeranza", deludendo Hitler. Questo perché, Mussolini sapeva, che l'Italia non era preparata per una guerra.

Ma gli italiani volevano la guerra. Soprattutto i "guerrafondai" quelli che si aspettavano con la guerra i lucrosi guadagni come in quella del '15-'18. In un discorso a Bari nel '38. ebbe parole di fuoco rivolgendosi ai 500.000 borghesi (ingrati (per non dire traditori) che già gli andavano contro, che volevano la guerra!!). Gli stessi che avevano negli anni d'oro da lui ottenuto benefici e lucrose rendite. Mussolini attaccò proprio la borghesia e il capitalismo italiano come irriconoscente (e a volere la guerra nel '40 fu proprio la borghesia, i media a loro servizio assieme al Re (fu infatti lui a volere e a firmare la Dichiarazione di Guerra alla Francia (con il suo Statuto Albertino che glielo permetteva).
Il paradossso fu che nel dopoguerra, proprio gli stessi borghesi guerrafondai, ebbero in regalo i milioni dollari elargiti dal Piano Marshall per gli aiuti in Italia. qui tutti i nomi dei destinatari >>>>>>

L'esito disastroso avvenne quasi subito, sulle Alpi, comandati da uomini incapaci che si facevano concorrenza su cosa dovevano fare. Sbagliando non ottennero nulla! E così gli italiani poi non furono nemmeno invitati a Parigi per il trattato di pace. (Hitler: "quello me lo faccio da solo, io da solo ho vinto la guerra"!!!).

E fu un disastro anche dopo, quando senza avvertire Hitler, Ciano per una specie di rivalsa dalla umiliazione subita in Francia, scatenò una Guerra alla Grecia. Finita male anche questa, con Hitler che dovette accorrere ad aiutarli per avere le spalle coperte visto che stava (segretamente) preparandosi all'Invasione della Russia. E questo intervento in Grecia gli fu fatale per il ritardo, quando l'inverno con 40 sotto zero il suo esercito di "Sigfridi" fu bloccato dal gelo e dalla neve e non riuscì più ad avanzare quando era quasi alle porte di Mosca. Da quel momento tutti i "Sigfrido" iniziarono a fare una disastrosa ritirata.

Sappiamo come finì la guerra. Soprattutto in Italia dopo 2 anni di bombardamenti dei "liberatori" dopo essere sbarcati in Sicilia. Quando giunsero a Milano il 28-29 aprile '45, la prima cosa che fecero fu lo scioglimento delle bande partigiane e vollero subito il loro disarmo. Fecero così fallire la preventivata "rivoluzione" dei "rossi". Che se l'avessero iniziata sarebbe finita molto male, Churchill in Grecia ci aveva riempito i cimiteri. E a Milano con le enormi risorse che gli USA avevano a disposizione in terra e cielo, avrebbero stroncato non solo i partigiani ma avrebbero distrutto ciò che rimaneva di Milano.

Poi misero il loro comando con un comunicato perentorio: "L'Amministrazione anglo-americana insediatasi non si limiterà solo alla sorveglianza bellica ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana, anche nei minimi particolari della vita del Paese, dove deciderà in modo e nelle forma categorica ed imperativa". (Per i particolari vi rimandiamo alla VERA LIBERAZIONE >>>di Milano >>>>

Per l'Italia distrutta e tutta affamata giunsero poi gli ingenti aiuti del Piano Marshall nei vari settori, industrie private, quelle pubbliche, nei comuni, nello stato, ecc. ecc. (qui tutti i nomi dei destinatari >>>>>>).

Ma seguirono anni di tanta miseria, tanta fame e anche anni di disperazione. I politici usciti dalle 165 liste alle elezioni del '48, era tutta gente improvvisata, incapace di guidare un Paese in macerie.
Ma ci pensarono da soli gli italiani; messi da parte odi, rancori e inimicizie varie, spariti gli antifascisti, i comunisti e i cattolici (Togliatti distribuì perfino un opuscolo "Il comunismo non ateo" così prendeva voti anche dalle bigotte mogli dei suoi "compagni").
Tutti affratellati gli italiani si rimboccarono tutti le maniche e diedero vita a una straordinaria ripresa dell'Italia economica e produttiva che si chiamò poi quel periodo "Miracolo Economico".

Ma questo fu dovuto anche nel riprendere e nell'adottare una tanto vituperata legge fascista. Questa sì Miracolosa, Fu adottata nel '51 (la n. 2174 del 1926 e la n. 2501 del 1927) quando si decise di lasciare a tutti la "Libertà di Commercio". Chiunque poteva aprire negozi e spacci di vendita o fare artigianato, di qualsiasi genere su tutto il territorio nazionale, anche con appena la licenza elementare (la 3a e la 5a l'avevano 24.946.399 italiani e solo 3.514.474 possedevano la Licenza Media inferiore").

In brevissimo tempo sorsero 500.000 negozi, 500.000 bancarelle dei mercati rionali giornalieri o settimanali dove si vendeva di tutto, mercanzia di ogni genere, nuova e anche usata; altrettanti furono gli artigiani, 100.000 i piccoli improvvisati imprenditori. Con la loro. indomita volontà e inventiva, trasformarono il Paese con la loro intraprendenza. Gente comune che diedero vita a nuove realtà imprenditoriali, una opportunità per tutti. Un garzone di un negozio, di 19 anni con una sorella di 17 aiutante di una maglierista, si misero in proprio e in breve tempo diventarono industriali della maglierie (Benetton); un'altro giovane, un orfano dei Martinit di Milano, andò a creare quella che sarà la più famosa fabbrica di occhiali (Del Vecchio), un altro 20enne, vetrinista della Rinascente a Milano, scoperto da Cerruti che a 20 anni aveva ereditato la più grande fabbrica tessile del Biellese, assieme fecero le prima sfilate della nascente moda (il vetrinista era Giorgio Armani). E così fecero altri migliaia di altri Italiani.

In Italia ci fu il BOOM ECONOMICO: l'anno del PIL più alto della storia d'Italia. Nel 1958 era + 5,3; nel 1959 + 6,6; nell'60-'61 si viaggiava con il + 8,. Il possesso della TV nelle famiglie italiane passò dal 12% al 50%, i frigoriferi da 12% a 58%, le lavatrice da 3% a 25%, le auto da 300.000 a 4.800.000 (!), le moto da 700.000 a 5.000.000 . E già si mangiava il doppio rispetto al 1951
( NEI DETTAGLI VEDI STIPENDI
(stipendi, redditi, consumi alimentari, domestici, igiene persona, trasporti, tempo libero) IN QUESTE dettagliate TABELLE DELL'EPOCA >>>>

Tutto questo fu veramente un "Miracolo" fatto non da una "divinità", ma dagli Italiani, e cosa curiosa senza l'intervento nemmeno di un politico. Di questi in giro ve n'erano tanti, ma tutti fino allora inconcludenti, che in 10 anni non avevano fatto nulla. Nè potevano farlo perché non avevano nessuna capacità e nessun potere, mentre l'Italia era tutta in fermento. Alcuni erano diventati nel giro di pochi anni da artigiani a piccoli industriali. I negozi straripavano di prodotti di ogni genere. Milioni di italiani -come visto sopra - "si fecero la macchina", o la Vespa-Lambretta. Una famiglia su 2 aveva già la Televisione. E finalmente iniziarono ad avere una ricca tavola e a mangiare qualcosa di sostanzioso

I politici e le banche nel vedere questa abbondanza, erano gelosi; dovevano stare loro forse solo a guardare? (solo uno confessò della loro precedente inettitudine (il Sen. Bassetti) "a fare una ripresa così gagliarda - con quella legge del '51 - noi non ci saremmo mai riusciti, abbiamo quindi lasciato fare tutto agli italiani, e per fortuna ci è andata bene" .

Sono anni dove giravano tanti soldi, e si acquistava tutto in contanti. Gli stessi stipendi erano messi in contanti dentro "La busta paga". E con quelli si pagava a fine mese il negoziante di alimentari o quello che ci forniva le tante altre merci a credito, "segnandolo" a credito su un libretto. Il "segni" era diventato una formula comune a tutti.

Tutto questa abbondanza stava facendo ingelosire le banche, perché da loro non passava per le mani il denaro. E le banche con i politici accanto a quel punto reagirono. Abolirono la "libera iniziativa" con una nuova Legge: la prima fu la 426 che affossò quella del '51. Nasceva la immanente burocrazia.

Non si sa se furono le banche le parassite dei politici (offrendo contributi ai partiti), oppure parassiti furono i politici con le banche (lasciando fare a loro quello che volevano). Tuttavia in un modo o nell'altro fra i primi e i secondi inizia a instaurarsi un patto scellerato, . Con leggi e leggine si proibiscono le vendite fatte in quel modo casareccio. Premettero su mille incombenze burocratiche, soprattutto con la fatturazione di ogni bene. In breve le banche divennero necessarie, quasi imposto, e presero in mano tutta la politica economica e finanziaria del Paese. I Politici (dentro il loro feudi - chiamati "padrini") iniziarono a varare con i Comuni, gli assessorati, le annone per le licenze, le camere di Commercio, gli uffici sanitari, le fatture, l'IGE, ed altre mille incombenze burocratiche.
Questo causò ben presto la chiusura di oltre 500.000 negozi, 500.000 artigiani, una miriade di coraggiosi imprenditori autonomi. Subito sostituiti da Supermercati e Ipermercati per grande distribuzione diventata sempre più dominante. Ne nacquero così in Italia 607, ma erano tutti in mano solo a quattro grandi gruppi, 144 erano della Montedison (Standa), 61 della Ifi Fiat (Sma) , 51 del gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 de La Centrale (Pam). Quasi un monopolio del grande capitale. Anzi in breve un monopolio vero e proprio! Che fece gola anche a sinistra, quando si inventò le Coop, che significava una "cooperativa" ma ben presto - allargatisi i soci creando una SpA - diventò una vera potenza economica della capillare distribuzione in alcuni territori (con ca. 1200 punti vendita).

Sapremo molto nei particolari di questi "patti scellerati" quando agli inizi degli anni 90 scoppiò "Tangentopoli"; Craxi nel difendersi in tribunale per aver preso il suo partito alcune tangenti fu lapalissiano, disse "non sono il solo, né solo il mio partito, ma lo fanno tutti i Partiti".
Questi politici non solo incassavano tangenti, ma alcuni erano diventati una "Razza Padrona" e si erano messi a vendere anche i gioielli ereditati dal ventennio, le numerose partecipazioni azionarie, l'IRI, L'IMI, lo SME, gli enti di gestione, e oltre 250 grandi complessi finanziari ed industriali ecc. ecc. Le banche ci andarono a nozze con tutti quelle vendite e trasferimenti. E le banche private erano diventate così forti che nel 1981 si erano già comprata anche la Banca D'Italia. Non potevano battere moneta, ma neppure la Banca d'Italia poteva più farlo.
Le conseguenze, non furono solo per le tante tasse - ma se si voleva campare - dopo le tante consolidate tangenti per ottenere una licenza, una esportazione, costruire un nuovo stabilimento, o per semplicemente distribuire i prodotti, preferirono andarsene all'estero. In breve sono spariti i più noti brand che esistevano in Italia. Ci sono rimasti più solo chi vende ancora le noccioline.
E qualcuno - per sviare i veri problemi del nostro tempo - parla ancora di fascismo, antifascismo, comunismo, socialismo, ecc. ecc. o la causa di tanti mali i Mercati Globalizzati. Sono il soliti "parolai" incapaci di agire, quando gli stessi italiani saprebbero benissimo come fare: come negli anni '60: ritornare al Libera Iniziativa degli italiani.

MA PERCHE' HITLER DIEDE IL VIA ALLA GUERRA?



IL FASCISMO.

"Fascismo" per molti nel ventennio significava dire "Mussolini". Cioè che Mussolini era il "fascismo" e che il "Fascismo" era "Mussolini". (lo disse poi anche Montanelli lui che era fascista tutto di un pezzo, quello che scriveva su "Civiltà Fascista" in queste pagine > > > ; lo stesso che quando ci fu la Guerra in Eritrea scrisse "Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo in premio dopo tredici anni di scuola. E, detto fra noi era ora !!" - " Nessuno di noi si augura che la guerra finisca, abbiamo un solo desiderio: continuare!".

Ma ricordiamo ancora che "fascisti" era la nomea che si era data ai socialisti del 1882 (quando Mussolini aveva in culla 1 anno), perchè da quella data in poi - erano quelli che in ogni irruenta manifestazione come negli scioperi, menavano col manganello. E ricordiamoci che anche quando Mussolini era appena ventenne anche lui - finendo anche in galera - era un fascista-socialista irruente, molto manesco e col manganello in mano.
Dopo, i suoi ex "fascisti" diventarono tutti "antifascisti" e solo a lui rimase la nomea di "fascista".

Nel '45 ci fu ugualmente una metamorfosi, (ed anche in seguito fino ai nostri giorni) gli ex fascisti si dichiararono antifascisti ma nell'agire (nell'informazione, nei media, nel "pensiero comune") adottarono le stesse violenze dell'autoritario fascismo, predicando "questo" si può fare e "quest'altro" no. (ma era quello che voleva già fare Togliatti nel '36, dicendo ai suoi compagni "torniamo al fascismo del Mussolini anno 1919, torniamo al suo manganello!!!" ).

Il fascismo dopo il '29, con il "miracolo" dei "Patti Lateranensi" (avvenne l'11 febbraio - lo fecero coincidere con il giorno della Madonna di Lourdes ) la Chiesa appoggiò anch'essa il regime, con i suoi i preti e i suoi parrocchiani. E subito dopo, seguito da un "plebiscito" tutto il popolo italiano diventò fascista, il 99%. Alcuni erano dei fanatici, invasati, violenti che davano anche discredito a Mussolini, che corse anche ai ripari allontanandoli. Ma di invasati, fanatici e violenti li troveremo poi anche nelle file dei partigiani comunisti, quando a Piazzale Loreto, come disse Pertini "avevano disonorato la Resistenza".

Ma si disse nel '45, che era in atto un cambiamento di ideologie. Da quella fascista si era passati a quella comunista.

Le "IDEOLOGIE" sono un complesso di opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale, non nascono come i frutti sull'albero, hanno bisogno di "parolai" per diffonderle nel popolo, soprattutto quando questo popolo è quasi del tutto analfabeta e ha un estremo bisogno di un Capo per camminare e operare verso una certa direzione. Non apprende quel complesso di idee e opinioni da solo, né potrebbe nemmeno assorbirle, anche se lo vorrebbe fare; perché non ha una mentalità propria per saperle interpretare. Figuriamoci se potrebbe farsela non leggendo (perchè analfabeta) Platone, Aristotele, Marx o Engels. Perfino i Cristiani, sono cristiani senza aver letto i Vangeli o la Bibbia, dove anche se fosse in grado di farlo, si troverebbe in mano uno dei tanti Vangeli o una delle tante Bibbie, dove ognuno - preti e Papi - hanno tolto o aggiunto qualcosa che a loro faceva comodo (soprattutto quando anche i Papi iniziarono ad usare il "Potere Temporale" e a comandare su tutto. (ancora nel 1856 in una biblioteca britannica vi erano già 165 versioni diverse di Bibbia. E di Vangeli una montagna. In ogni abbazia c'erano gli emanuensi a riscriverli a loro piacimento o su indicazioni del Papa di turno).
Ma fu ì così anche a fine '800 e inizio '900, quando apparvero i vari "SOCIALISMI"; ce n'erano a disposizione già diversi.

C'era quello che i "parolai violenti" volevano tramettere agli umili, al cosiddetto "proletariato" e inneggiavano le "rivoluzioni", al grido "via i padroni"; e c'era già quello della nascente "Nuova" Borghesia che voleva sbarazzarsi di quella "Vecchia", feudataria, che possedeva da secoli i terreni, le case, i paesi, le città, e che aveva in mano il potere, le amministrazioni e quindi come "Capi" condizionavano il loro periodo storico. (Prima nella vita romana i capi erano i generali combattenti, reduci dalle loro vittoriose imprese militari")

Mentre a partire dall'800, i nuovi Capi, si avvalgono delle demagogie - con connotazioni negative o positive - ed ognuno - se è anche un buon parolaio - crea la sua "ideologia"; a partire dal 1796; fu infatti Claude Destutt de Tracy ad usare il temine "ideologia" nel suo libro "Sulla facoltà di pensare". Ovvio che ognuno pensava portando l'acqua al suo mulino.

Nacque così con Marx il "Socialismo Democratico Ateo", il Socialismo Anticapitalista, quello Libertario, quello Religioso con le diverse religioni (ebrei, Islam, Buddismoa). Ma anche il "Socialismo Sociale", che era scomodo sia per i Socialisti perchè perdevano contatto con il proletariato, e sia dai Capitalisti che non volevano di certo spartire gli utili con gli operai.

(Di quest'ultimo socialismo abbiamo una sola applicazione; quella che era stata poi varata nel dopoguerra da Adriano Olivetti a Ivrea. Aveva creato una fabbrica "Modello": non capannoni ma un edificio solare a più piani tutto in vetro; attorno le case per i "dipendenti" (così lui chiama gli "operai"), con giardini, asilo, scuole elementari, laboratori, spazi per gli sport, biblioteca e perfino una Pinacoteca di arte moderna e contemporanea. E provvide anche - primo in Italia - alla "mensa", dove pranzano i dipendenti, gli impiegati, i dirigenti e lo stesso Adriano Olivetti.

Ma durò poco. Sparì in un modo strano, mentre stava dando all'Italia - avendo anche accanto un genio Tchou, - il dominio mondiale della nascente Informatica. Morto lui, e pochi mesi dopo (stranamente) anche il genio, i magnati italiani si affrettarono a vendere tutto agli USA.
( Di queste due tragedie Carlo De Benedetti nel 2013 dichiarò a Radio24: "In Olivetti c'era la convinzione che i due fossero stati uccisi dai servizi segreti americani, per favorire l'IBM").

Prima di ogni altro il grande capitalista per eccellenza in Italia, assieme ai politici ciechi che lo permisero, lui
solo non voleva primeggiare nel panorama industriale italiano, essere solo lui l'unico grande magnate.
Un giovane dipendente che era stato assunto da Adriano, ancora 19 enne, prima ancora di laurearsi, con capacità non comuni, rimasto solo con il "cerino creativo" in mano, emigrò così anche lui - Federico Faggin - andando accenderlo questo cerino negli Usa dove andrà a realizzare il primo "Microprocessore" alla allora ancora sconosciuta Silicon Walley. Una avveniristica grande occasione persa per l'Italia con Politici parolai - che l'avallarono questa perdita - mentre erano già al servizio ( o al soldo) del grande capitale. (in primis le banche che non sappiamo ancora se furono queste a foraggiare i politici, o questi a fare leggi a favore delle banche).


In Italia, fin dalla fine '800, avevano iniziato i parolai ad essere indicati come i "NUOVI" "Politici", scelti "democraticamente" perché votati da un popolo che ha dato il voto ai
suoi beniamini come propri rappresentanti dentro un "governo Centrale" - chiamato Parlamento. Ma non vi entravano per fare solo i parolai, ma il loro compito era di trovare delle soluzioni intelligenti e pragmatiche fare delle leggi per il bene del popolo italiano che li aveva votati.
Ma non sempre questo avverrà, soprattutto quando l'Italia inizierà ad avere una Costituzione nel '48, dove nel più odiato articolo troviamo
UNA VERO E PROPRIO INGANNO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI CHE VANNO A VOTARE.


Art.67: "ogni membro del Parlamento esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".

Che rende legittimo per i parlamentari il passaggio a un gruppo parlamentare diverso da quello originario, dove in questo gruppo nelle liste elettorali delle elezioni erano stati eletti.

Questo favorisce le odiose "migrazioni", il "cambio di casacca" dei Parlamentari eletti con un partito, che entrano in un altro o in un altro gruppo facendo mutare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. E' detto anche “trasformismo". Che rischia di allontanare i cittadini dalle istituzioni. Questo parlamentare "voltafaccia" cambia linea politica (diversa da chi lo ha eletto come suo rappresentante) e non agisce più secondo coscienza, fa il suo tornaconto.
Alcuni elettori oggi non sanno nemmeno più a quale gruppo appartiene un parlamentare che lui ha votato in buonafede.
E' detto anche "mercinomio", perché alcuni cambiano "casacca" dopo aver ricevuto un compenso in denaro da un capo di Partito che è ricco, oppure riceve la promessa di un Sottosegretariato, e perfino la poltrona di Ministro. Alcuni di questi "transfughi" sono diventati anche famosi. Emigrati già da due tre partiti, vanno prima in un "Gruppo Misto", e vi restano in attesa di chi li chiama, vi entrano, e diventano poi anche con un solo voto
decisivi per una maggioranza.
Questo "furbate" sono diventate sempre di più patologicche (ieri e poi via via anche oggi - ultimamente 20 di questi trasfughi riuniti in un "partitino" - non eletti dagli elettori - sono anche riusciti a far cadere un Governo !!!
Poi ne fanno eleggere un altro, poi fanno cadere anche questo, ne votano un altro ancora, e poi possono anche dire in quello a loro gradito: "questo l'ho fatto io !!" in attesa - se non é gradito di far cadere anche questo.

TORNIAMO AL FASCISMO

Con la guerra in Africa nel '35-'36 anche Montanelli era un fanatico fascista e partì volontario per l'Abissinia. Una volta sul posto lui su "Civiltà Fascista" questo scriveva: "il nostro disprezzo per gli abissini è grande, sono dei banditi. Ci sono due razzismi, ma quello d'oltralpe lo lasciamo ai biondi d'oltralpe. Il nostro catechismo dovrà essere questo: qui ci dovranno venire intere famiglie nostre. Noi non saremo mai dei dominatori se non avremo la coscienza di una nostra superiorità, Con i negri non si fraternizza, non si può, non si deve. Niente indulgenze, niente amorazzi. Milioni di italiani venendo qui (un territorio 3 volte l'Italia - banco di scuola di una Italia rude e sublime) ci potranno vivere comodamente. Il Bianco comandi !!! (vedi la rivista originale QUI >>>>>>>>

("niente amorazzi" ? Ma lui si comprò dal padre una 12enne, una bambinetta che gli arrivava appena alla cintura. "ma li è normale a quella età" si giustificò anni dopo in una intervista di Enzo Biagi in TV.)

Ma non fu nemmeno di parola dopo quando aveva scritto"abbiamo un solo desiderio in questa guerra: continuare!", nella disfatta DOPO LA GUERRA ALLA FRANCIA, in seguito nel dopoguerra scrisse "I più fecero come chi scrive, cioè nulla. Ci lasciammo portare dagli avvenimenti quasi dissolvendoci in essi, e senza contribuirvi nè in un senso nè nell'altro".
Infatti come tanti altri comandanti come lui.... non contriburono. Potevamo Vincere?

Nella "Resistenza" con i suoi trascorsi e i suoi scritti, molti diffidavano di lui. Nel '47 scrisse un pamphlet "Il buonuomo Mussolini". Uno scritto che non era di certo un incoraggiamento per i comunisti, infatti lui scrisse: "se prendono il potere i comunisti, che forse avranno alle spalle le forze armate sovietiche, noi ci battiamo."
E nel '76 per impedire la salita al potere del partito di Berlinguer, divenne un DC, famosa la sua frase "Turiamoci il naso e votiamo DC".

Quando poi nel '77 le BR gli sparono alle gambe, rialzandosi a fatica disse nostalgicamente "Il fascismo mi ha insegnato a cadere in piedi". - Lui fautore di una destra ideale (!!) divenne poi anche ammiratore di Berlusconi, perché favorevole a una coalizione con la Lega Nord e il MSI (fascista!!) . Nel 1994 Vittorio Sgarbi, lo definì appunto "un fascista".
Anche se il "fascismo" era morto da tempo con Mussolini".
(la nomea "fascista" era del 1882-1892 di orientamento socialista, erano degli agitatori confluiti poi nel "FASCIO OPERAIO" sempre socialista. - Ed essere "fascista" voleva dire attaccare gli avversari sul piano personale anche fisicamente” (col manganello).

Quando Mussolini fu appeso a Piazzale Loreto era dunque morto anche il fascismo, o meglio dire il "mussolinismo". E gli ex fascisti (cambiando subito casacca) applaudirono pure. Dalla sera alla mattina erano diventati tutti "antifascisti"!!. Con una frangia dei "rossi" che si trasformarono in "giustizieri" dei fascisti a loro sgraditi per mille motivi: rancori ecc. ecc.)

Ma prima durante il ventennio - fino alla caduta di Mussolini nel '43, tutti erano diventati "mussoliniani" cioè "fascisti". Prova ne sia che molti (anche noti capi) militarono in seguito nella sinistra comunista dichiarandosi "antifascista", ma molti di loro erano stati "fascisti". Perfino nella Repubblica di Salò, dove la sinistra aveva appoggiato la "Socializzazione" che aveva il marchio di "socialista" ma che di certo non era "bolscevica" come alcuni di loro invece volevano. Alcuni remarono contro, solo perché aveva una ideologia "concorrente".
Ma anche perché la stessa "Socializzazione" non era di certo gradita neppure ai "Padroni". Vi si parlava di coogestione delle fabbriche, accesso agli utili, politica sociale. Un "concorrente" spauracchio anche per tutti loro.

DA NOTARE CHE " SOCIALIZZAZIONE" "contadina" .... era in uso fin dal 1908 in Alto Adige. Fu una vera e propria "unione" fatta da i 224 contadini viti-coltivatori padroncini di piccoli appezzamenti pari a 340 ettari. Fondarono in quell'anno la prima Cooperativa (e si chiama ancora oggi Cantina produttori di Bolzano). Storiche realtà con le 15 varietà di vini più famosi altoatesini: Sauvignon, Gewürztraminer, Santa Maddalena, Lagrein, con la produzione di 3 milioni e mezzo di bottiglie.
Erano lontanissimi dalle idee comuniste di Lenin e poi di Stalin che le terre ("via i padroni") dovessero appartenere allo Stato, e i contadini solo lavorarle sempre a beneficio dello stesso Stato "tutto fare".
(Ma poi nel dopoguerra, le cooperative le scoprirono anche i comunisti con le loro COOP, unione di TANTI contadini creando così una distribuzione di prodotti a prezzi migliori, anche se poi questi negozi diventati oltre un migliaio, rimase solo il nome e si trasformarono in Società per Azioni (di POCHI)
.

Cambiate le acque, il 25 aprile, proprio i "Padroni" che avevano perfino finanziato la "Resistenza" (vedi in altre pagine i denari distribuiti)-ma non é che erano diventati improvvisamente "stalinisti" o sensibili al proletariato, o al sociale, più semplicemente si preparavano un alibi per un domani per rimanere "Padroni" - . Avevano perfino sovvenzionato il movimento partigiano e avevano concertato con loro una vaga linea per difendere il posto di lavoro degli operai; organizzavano perfino dei finti scioperi per non produrre per i nazisti che avevamo in casa. E nel farlo utilizzavano anche i "Partigiani" di sinistra; ma il loro unico vero intento era quello di salvare le proprie fabbriche e restare - a guerra finita - i "padroni". Valletta - ad della Fiat - stava perfino per essere arrestato e processato dai partigiani scalmanati di Sx - lui chiamò in sua difesa gli inglesi, che confermarono che lui semmai era un sostenitore dei partigiani. Chiarito l'equivoco - ai suoi mancati aguzzini - con grande aplomb li liquidò "avete sbagliato uomo, e adesso andate a lavorare!!".

Infatti alla "liberazione" del 25 aprile (non dei "Partigiani" ma "liberazione" degli ex nemici poi chiamati "Alleati" il 29 aprile dopo che avevano finalmente oltrepassato il PO) la prima cosa che imposero i "Padroni Italiani" (anche loro prima Ex fascisti) al nuovo (vantato dai partigiani - governo provvisorio del CLN - fu la cancellazione del decreto 375 (Socializzazione mussoliniana). Cosa che il CLN dovette fare subito subito, lo stesso giorno di Piazzale Loreto, il 28.

Così i "Padroni" tornarono a fare i Padroni". Fu uno smacco per i comunisti di Togliatti che aspettavano di "Bolscevizzare" l'Italia; infatti attesero invano l'entrata a Trieste dei Titini. Cosa divenuta impossibile con gli anglo-americani in italia con le imponenti forze e i loro bombardieri. Se solo ci avessero provato avrebbero fatto la fine dei comunisti in Grecia: dove Churchill ci aveva riempito i cimiteri.

Oltre a quanto sopra - e sempre nello stesso giorno - gli angloamericani chiesero l'immediato scioglimento di tutte le bande partigiane oltre alla consegna delle loro armi. "Qui ora comandiamo noi!!". "....Se volete mangiare" aggiunse chiaro e tondo Marshall. E tutti zitti zitti, si adeguarono. Compresa la sinistra "rossa"; che però con l'attentato a Togliatti del '48, disotterrando le armi nascoste nel '45, si andò vicini a un'altra "guerra civile". L'Italia per alcuni giorni fu paralizzata. Fu lo stesso Togliatti - parlando dall'ospedale - a smorzare gli animi rivoluzionari . Del resto - oltre a esserci Scelba pronto a scendere in piazza con i suoi "scelbini" e con l'esercito, non era nemmeno da escludere che al loro fianco intervenissero gli angloamericani.

E Togliatti sapeva benissimo come sarebbe andata a finire. Male!! In Grecia la sollevazione dei "Rossi" Churchill l'aveva stroncata sul nascere. Con la Russia zitta zitta; del resto i patti fatti proprio con Churchill erano chiari, con i confini delle rispettiva influenze politiche che crearono "due blocchi").

Noi in Italia, dopo il dopoguerra, alle elezioni del '48, si presentarono 164 partiti. Tutti intenzionati a fare i "Politici" di una italia allo sfascio. Ma poi gli eletti, di Politica non ne sapevano nulla, né erano in grado di varare leggi dopo aver discusso in normali discussioni. O se lo facevano intervenivano con contrastanti idee, personali, o dettate dal partito di appartenenza.
A questa totale carenza della politica, i protagonisti furono solo gli Italiani tutti. Si rimboccarono le maniche, dimenticando i vecchi contrasti, rancori ecc. e in breve tempo diedero vita a un "Miracolo Economico", che narriamo in queste altre pagine....
IL DECOLLO DEL CONSUMISMO - il "miracolo economico" >>>>>>

Fu veramente un "MIRACOLO" con i politici incapaci, alla finestra solo a guardare o a fare leggi che erano delle "farse".
Infatti una di queste - solo perchè era una legge del vituperato fascismo.... (che prescriveva ai negozianti, artigiani, imprenditori vari, un minimo di conoscenze nel proprio settore
per migliorare sistema distributivo che fino allora era considerato selvaggio).... fu abrogata con quella che decretava invece "Non più licenze" - "COMMERCIO LIBERO". Ognuno poteva aprire una attività senza alcun permesso, con appena la 3a 5a elementare, nè doveva rendere conto cosa guadagnava, né vi era obbligo di fatturare, non esisteva ancora l'IGE. E fu proprio dovuto a questa nuova Legge del '51 (per 10 anni) a far decollare i consumi, la produzione, il benessere. In un solo decennio fu cambiata l'Italia. IL SUO PIL CORREVA AL 5- 6- 7- 8 % OGNI ANNO. E quasi tutti gli scambi avvenivano in moneta contante.

Ma per i Politici quel "BOOM ECONOMICO" non andava bene! Per 10 anni iniziarono ad intralciarla, poi nel 1971, fu applicata la nuova Legge 426 n. 558 e n. 425. Motivo, si disse: che quella varata nel '51 era risultata negativa...e che la nuova era molto migliore. (pur essendo fascista)
Indicarono i motivi
ma con ben precisi scopi. Infatti ben presto i privilegi della nuova legge furono solo di alcuni che avevano in Comune i loro referenti politici. E questi iniziarono a impossessarsi dei risultati proprio nel momento in cui la produzione e la domanda era diventata altissima.
Fu insomma una rivalsa. Gelosi del successo - iniziarono ad essere intenzionati a voler loro guidare questo enorme sviluppo economico creatosi autonomamente senza alcuna guida.
Di politici in giro ve n'erano tanti, ma tutti fino allora inconcludenti, che non avevano fatto nulla. Né avevano ancora nessun potere, mentre l'Italia era tutta in fermento. Col miracolo economico alcuni erano diventati nel giro di 10 anni da artigiani a piccoli industriali. I negozi straripavano di prodotti. Largo uso del contante, perfino le paghe venivano messe in busta in contante.

E i politici e le banche dovevano stare forse solo a guardare? Giammai !! Si aiutarono reciprocamente.
Più tardi solo un politico onesto ammise "a fare una ripresa così gagliarda - con quella legge del '51 che la favoriva - noi non ci saremmo mai riusciti, abbiamo quindi lasciato fare liberamente tutto agli italiani, e per fortuna ci è andata bene" .
Ma la "cuccagna" degli italiani presto finì. Stava iniziando il periodo della "Razza Padrona" su tutto. Mettendo mille balzelli burocratici che fece presto sparire 500.000 attività commerciali, artigianali, mentre proprio queste stavano creando dal nulla delle vere e proprie imprese economiche e industriali. Soggetti che prima erano "garzoni" (Benetton), "apprendisti" di negozi (Armani), usciti perfino da un'orfanotrofio (Del Vecchio), misero in piedi le industrie dei maglioni, diventarono dei stilisti della moda, impiantarono fabbriche di importanza mondiale con gli occhiali, ecc. ecc..
La "Razza Padrona" complice i politici, iniziarono a smembrare le "partecipazioni" fino a finirle nel '90 del tutto, cedendo per 10 lire importanti imprese, per 5 lire industrie, per 4 lire "concessioni" di autostrade, per 3 lire concessioni di aeroporti, per 1 lira migliaia di spiagge del demanio.

 

RITORNIAMO SUL COSIDDETTO "FASCISMO" E L'ODIERNO (ANNI 2000) "ANTIFASCISMO"

E ANALIZZIAMO L'ANTIFASCISMO DI OGGI

(quello di sinistra, che se non la pensi come loro, chiunque dia loro fastidio lo chiamano fascista).

Ieri (e fino agli anni 1946) come oggi non sono esistiti - nella realtà - partiti contro il fascismo, perché il fascismo era ed è ancora oggi tutto il sistema di cui i partiti fecero poi parte e ne fanno ancora oggi parte. Se alcuni sono in opposizione é perché non hanno voti a sufficienza e campano proprio sull'antifascismo. (ma si dice che "è la Democrazia, Bellezza!").

I partiti che sulla carta nel '43-'45 si dicevano rivoluzionari e antifascisti, furono infatti poi anche quelli che sancirono - zitti zitti nel '46 - il ritorno di molti fascisti nei luoghi di potere. Non uno ma centinaia e migliaia, tornarono nelle loro poltrone: nella Costituente (poi a fare la Costituzione), nei giornali, nella finanza, nelle amministrazioni pubbliche, nella giustizia, nelle prefetture carabinieri e polizia compresa, così in tutti i posti di comando nelle 3 armi dell'esercito, e perfino come capi di partito, e non solo nel parlamento come deputati e senatori, ma via via anche nelle varie Presidenze della Repubblica. Il fascismo scomparve come d'incanto, poi alcuni non avendo ricevuto benefici tirarono fuori il "male di ogni cosa", il comodo antifascismo.

DE NICOLA che presidente alla Camera al primo Governo di Mussolioni nel '22, aveva appoggiato la riforma elettorale ("legge Acerbo"del 1923) e mantenuta la presidenza della Camera fino al 25 gennaio 1924. Fu poi nel dopoguerra il primo provvisorio Presidente della nuova Repubblica Italiana.

LUIGI EINAUDI , diventato 2* presidente della Repubblica lui i prefetti ex fascisti li voleva subito eliminare, ma poi proprio lui ne dovette nominare altri 30 sempre ex fascisti. 62 prefetti su 64 provenivano dall’amministrazione fascista, e con loro i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori – 120 su 135 – avevano fatto parte della polizia fascista. E Guido Leto, che della polizia politica fascista era stato il Capo, nel dopoguerra riorganizzò i servizi segreti e terminò la carriera come direttore delle scuole di formazione della polizia.


GIOVANNI GRONCHI del PPI di Sturzo fu Sottosegretario all'Industria nel governo Mussolini. Poi dimissionario fondò poi nel '43 con De Gasperi la DC.

GIOVANNI LEONE nel 1933, consegue la libera docenza in diritto e procedura penale nell'Universita Fascista di Camerino, dove qui poi insegnerà, e successivamente a Messina.

CARLO AZEGLIO CIAMPI esce dalla Scuola normale superiore di Pisa esaminato dal fascistissimo Giovanni Gentile. Nel '43 già militare, dopo l'8 settembre rifiuta di essere inquadrato nella RSI, diserta e fa il partigiano in Abruzzo
Infine non possiamo dimenticare (visto che oggi é ancora vivente) ...

GIORGIO NAPOLITANO che ancora nel '43 era nei GUF di Napoli dove militava ufficialmente nel fascismo, ma guardava già all'antifascismo. Lui stesso ha confermato che "il GUF era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato"!. Così tollerato che frequentava ambienti di sinistra - non farà però la Resistenza - e solo nel 45 si iscriverà al PCI. (“...io non l´ho fatta, perché all´epoca militavo nei GUF" (Giorgio Napolitano, Dal Pci al socialismo europeo". autobiografia politica, Laterza editore).
Seguirono gli anni in cui diceva: “La figura di Lenin, un luminoso punto di riferimento“
(Giorgio Napolitano, aprile 1970).
E appena appena menzioniamo i tanti uomini politici nel corso di 75 anni, e i Presidenti del Consiglio che furono non solo allevati nei GUF, ma nello stesso si distinsero. Basta ricordarne alcuni...

PIETRO NENNI (molto amico di Mussolini, nelle "settimane Rosse" fece con lui la galera, e aderì al nascente movimento fascista). Poi diventato anti interventista emigrò nel socialista "Avanti" dove però scrisse "La bancarotta dell'interventismo").

PIETRO INGRAO , a fianco di Mussolini, celebrò la fondazione di Littoria e la bonifica delle paludi. Militò prima nel Partito Nazionale Fascista (PNF), poi nel PCI. Dopo la guerra, eroe della resistenza antifascista dirige l’Unità ed entra in parlamento fin dalla prima legislatura.

NORBERTO BOBBIO nel Fascismo fin dalla gioventù. Iscritto al PNF dal 1928 percorse una rapida carriera universitaria in camicia nera. Scrisse al Duce ripetute lettere di appassionata fedeltà. Giurò fedeltà al Duce anche un anno dopo le leggi razziali, 3 marzo 1939.

CARLO BO Docente universitario. Partecipa e si classifica ai Littoriali della Cultura. Collabora alla stampa del Ventennio. Sarà poi riverito cattolico di sinistra…

GIORGIO BOCCA - a 18 anni ottiene la tessera del PNF, sottoscrive il "Manifesto in difesa della razza italiana". Scrive, nel 1942 , sul giornale della Federazione fascista di Cuneo .”

ALESSANDRO NATTA “Prende parte attiva alla vita del CAF. Si iscrive al PNF il 24 maggio 1937, provenendo dalle organizzazioni giovanili. Nell’Aprile del 1941 entra a far parte del Direttorio del GUF di Pisa con la carica di “addetto alla cultura”. Il settore più delicato della organizzazione fascista, nell’ambito universitario. Poi divenne segretario del PCI, il partito di Palmiro Togliatti

ALDO MORO - lui era un fervente fascista al CAF; Moro ai Littoriali del 1937, a Napoli, presentò il tema:“Possibilità di sviluppo della personalità umana nel regime fascista“; e nel '38 "“Principi e valori universali del fascismo". Che piacque molto alla critica dei giornali fascisti.

PAOLO EMILIO TAVIANI . A diciotto anni, iscritto all'università, entra a far parte del Guf di Genova; a 21 partecipa ai Littoriali della cultura. Caduta il regime, fonda (con De Gasperi e Gronchi, il "Partito cristiano-sociale democratico" (poi DC) unendo gli anziani del Partito Popolare.

EUGENIO SCALFARI Nel 1942 a soli 18 anni viene nominato caporedattore di "Roma Fascista". E su questo settimanale, il 24 sett. 1942 scrisse “Gli imperi moderni quali siamo noi li concepiamo sono basati sul cardine “razza”, escludendo la cittadinanza alle altre genti”. Fu perfino premiato da Mussolini. Poi per un irriguardoso articolo fu cacciato da "Roma Fascista" in malo modo. E passò dall'altra parte (dov'è ancora oggi).

C'era GAETANO AZZARITI di cui parleremo più avanti. "Presidente" del "Tribunale della Razza", che fu il 6 aprile 1957 nominato addirittura Presidente della Corte Costituzionale. Non così fu invece trattato Almirante che era allora solo un giovane giornalista della rivista "Difesa della Razza".

E cosa dire di NILDE JOTTI, che prima di essere comunista e l’amica di Palmiro Togliatti e in seguito Presidente della Camera, era nel 1942 (QUINDI APPENA 3 ANNI PRIMA) una FASCISTA, una Giovane Italiana della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) indi iscritta al P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) presso il Gruppo Rionale Fascista “A. Maramotti” di Reggio Emilia con la tessera n. 1105040 come risulta dal certificato rilasciato il 20 marzo del 1943 il XXI dell’Era Fascista. 4 mesi prima dalla caduta del fascismo e l''uscita di scena di Mussolini.
Nella adesione al fascismo la Jotti vi aveva partecipato in divisa di fascista durante la riunioni dei gerarchi.
(vedi qui l'iscrizione originale e la foto del giorno 20 marzo '43 >>>>>>>>

E fino a oggi (15 agosto 2019) c'era anche ANTONIO RESTELLI. Il padre Carlo era stato uno dei fondatori del fascismo napoletano, console della Miliza, Commissario Prefettizio della città de L'Aquila, durante la RSI, e nel dopoguerra vicesindaco di Napoli con Lauro. Suo figlio ANTONIO nel 1948 si iscrive nel MSI; viene prima eletto dirigente, poi senatore nel 1979, restandoci fino al 1994 quando viene nominato Sottosegretario al Tesoro del primo governo Berlusconi. E' morto ieri a Napoli, il 15 agosto 2019.
NON ERA DI CERTO UN ANTIFASCISTA. E COME TALE AL SUO FUNERALE E' STATO SALUTATO DAI SUOI AMICI.

Nel soffermarsi su questi e altri nomi Paolo Buchignani ha portato a conoscenza del più ampio pubblico con il testo “Fascisti rossi" – "Da Salò al PCI, la storia sconosciuta di una migrazione politica" – 1943-1953”( Milano, Mondadori 1998)

Ovviamente il PCI ha steso un discreto velo di silenzio su questi imbarazzanti passaggi storici perchè l'antifascismo non è valido per i nomi che qui abbiamo qui sopra citati.

 

MA QUANTA ALTRA "BELLA GENTE" !!
......MOLTI DI LORO DIVENTARONO O SONO ANCORA OGGI UOMINI DI SUCCESSO,
COME ARTISTI, EDITORI, INDUSTRIALI, LETTERATI, GIORNALISTI, ROMANZIERI E...
POLITICI (di bandiere diverse ma con tanti uomini dentro nel partito di sinistra)
Calamadrei, Biagi, Antonio Amendola, Buzzati, Guido Carli, Calamandrei, Carlo Cassola, Vittorio de Sica, Massimo Giannini Severo, Mario Mafai, Alberto Lattuada, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Vittorio Valletta, Elio VittorIini, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Vittorio Zincone, Luigi Gui, Edilio Rusconi, Carlo Bo, Alberto Mondadori, Michelangelo Antonioni

molti aderirono anche alla RSI >>>>>>>>>>>>>

mentre altri fascisti li troveremo nel dopoguarra nelle file del PCI >>>>>>>>>>>

quando il PCI era fascista >>>>>>>>>>>>>

quando la DC di Zaccagnini era fascista >>>>>>>>>>>

e tanti altri, alcuni ancora viventI, anni 2000, in barba allo sfegatato antifascismo della Boldrini che vede fascismo dappertutto, ma non vede gli ex fascisti diventati suoi "compagni" - dal dopoguerra in poi - antifascisti.
Va a fargli capire ai giovani di oggi cos'era veramente e cos' è ancora oggi il fascismo, che se non ci fosse stato non avremmo avuto - bene o male - tutta quella bella gente oggi al comando, e che se veramente ci fosse veramente oggi quel (etichettato) "becero" fascismo, la Boldrini non andrebbe molto lontano, l'avrebbero già zittita. (ma oggi fanno l'incontrario, zittiscono loro chi osa andare fuori dal "pensiero comune".

E ancora il Togliatti comunista rientrato in Italia, alcuni "Compagni" lo consideravano odioso perché invece di darsi da fare per consegnare l'Italia all'Unione Sovietica - appena rientrato in Italia - fu pronto ad allearsi ai Savoia, alla monarchia. E alla Costituente votò non solo l'articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato con la Chiesa Cattolica. (un voto ultragradito alla DC - affermando "noi non siamo atei") ma anche la Ns. Costituzione fu fatta prendendo a modello proprio quella sovietica dell'anno prima.
Anche lui (come Mussolini) era stato fino agli anni '20 un "fascista socialista" (quelli che organizzavano gli scioperi, che menavano) poi dopo le fallimentari "Settimane rosse" nel '21 lui diventa comunista. Ma era rimasto con le idee mussoliniane del '19 (San Sepolcro). E lo era ancora nel '36, quando lanciò il suo "Compagni dobbiamo anche noi adottare il programma del '19".
"Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " . Ma di comunisti in Italia ne erano rimasti pochi. Deluso se ne andò in Russia, dove ci rimase fino al '44.

Si era poi preso a Mosca la cittadinanza Russa, e aveva bollato gli italiani come dei "miserabili mandolinisti".
Poi rientrato - come detto sopra - fu pronto ad allearsi a Badoglio e ai Savoia per ottenere - e anche senza più i Savoia nel '46 lo ottenne - una poltrona nel nuovo governo De gasperi, addirittura come Ministro della Giustizia. Dove andò a varare l'amnistia per tutti, per i cattivi fascisti e per i non meno alcuni cattivi comunisti-partigiani .


FILIPPO TURATI - L’Inno dei lavoratori da lui scritto diceva: "se divisi siamo canaglia, stretti in fascio siam potenti". La parola fascio però in seguito fu tolta, sostituita con "insieme". Perché "Fascio" all’epoca era sì una parola di sinistra dei socialisti, ma non bisognava più citarla.

Per chiudere questa breve rassegna c'era fra quelli di sopra anche GIORGIO ALMIRANTE, che appena 23 enne diventò collaboratore de "Il Tevere" occupandosi di critica cinematografica. Nel '37 si laurea. Nel 38 aderì come molti altri al Manifesto degli Scienziati razzisti (noto anche come Manifesto della Razza) e poi divenne anche redattore alla rivista "Difesa della Razza" che si stampava in 150.000 copie finanziata dalla pubblicità di grandi marchi come: Alfa Romeo, Fiat, Banca commerciale italiana, Istituto Nazionale delle Assicurazioni, Montecatini, Banco di Sicilia ecc ecc.
La Civiltà Cattolica, commentando il Manifesto rilevava una notevole differenza rispetto al razzismo nazista. Aggiungendo "Anche noi tutti siamo spiritualmente semiti". Ma non andò tanto oltre (ci furono i famosi i "Silenzi di Pio XII").
A questo manifesto avevano aderito 500 personaggi illustri – o destinati a diventare tali anche in seguito.
L'elenco é QUI >>> i firmatari razzisti

Sul "Razzismo" - Perché oggi attuale, la indignata lotta di Liliana Segré sull' ODIO, il razzismo, l'antisemetismo
<<<vedi <<<< con l'immaginario e strumentalizzato ritorno della violenza in Italia. (hanno dimenticato le famose BR).

Ma io ricordo questo scritto di Giorgio Bocca, il più filopartigiano degli storici italiani scrisse (In Storia d'Italia partigiana" (Laterza , Bari, 1977, pag. 135)
"Come i comunisti sanno bene, il terrorismo ribelle non é fatto per prevenire quello dell'occupante ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso é autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie, per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell'odio".


....Roberto Farinacci, su "Il regime fascista" del 10 gennaio, potè quindi proclamare «non siamo soli». Anche perché i soliti "camaleonti" non mancarono. Cambiarono solo la camicia dalla sera alla mattina.
Tuttavia GIORGIO ALMIRANTE (come del resto anche alcuni fascisti per nulla razzisti.
( Lo stesso (Starace che aveva una collaboratrice domestica ebrea e non volle separarsene e davanti alle critiche rispose "quando lo faranno anche tutti gli altri, lo farò anch'io")
proprio lui ALMIRANTE
nascose la famiglia dell'ebreo Emanuele LEVI (la Segrè lo ignora questo fatto) che poi a sua volta i Levi per sdebitarsi nascose Almirante quando lui dal 1945 al settembre 1946, rimase in clandestinità, per non essere anche lui appeso a un distributore. Come ci aveva finito Starace che nel '45, era un uomo di 65 anni che dentro il fascismo non era già più nessuno, era stato messo da parte lasciato perfino in miseria.

Ma poi uscitone indenne (grazie anche all'amnistia di Togliatti) ALMIRANTE nello stesso '46 costitutì il Movimento Sociale Italiano (MSI). Ma su di lui si scatenò tutto l'antifascismo dei "rossi", ma non i nuovi "cattolici" della DC che per vincere nel '48 e poi anche nelle elezioni del '53 ambiva proprio ai voti fascisti e varo una "Legge Truffa".
Ma in quest'ultima si scatenò Scelba con la sua legge sull'"Apologia del fascismo". Che per la DC - nonostante la "Legge truffa" fu fallimentare; non ebbero la maggioranza per soli ca. 50.00 voti. Tuttavia salirono al Governo proprio con i voti dei fascisti del MSI.
Il partito di Almirante ottenne un discreto successo al Centro e al Sud, che poi via via nei successivi anni (in barba all'apologia) si ampliò con il nuovo segretario Fini. Che nel '93 alle Elezioni Comunali assieme alla Mussolini a Roma e Napoli ottennero il 46,9% e il 44,4% !!!
A quel punto un accorto imprenditore milanese, sdoganandolo (dicendo "se ero a Roma avrei votato Fini e il MSI") con l'idea di "scendere in campo" e fondare un suo partito, (fregandosene della Legge Scelba - lui e tanti tanti italiani subito montati sul suo carro) puntò sulla Destra di Fini, sbaragliando la sinistra che era convinta di stravincere (con la sua "preparata macchina di guerra" dopo il famoso "tangentopoli" che aveva azzerato i ranghi della DC e del PSI.

Una vittoria quella di Berlusconi che nessun giornale ebbe da ridire. Anzi ci fu la corsa sul "carro" del vincitore, con i servili panegirici, subito e per i successivi 20 anni. Tutti zitti zitti sulla ignorata "Legge Scelba".
Ad ALMIRANTE i partigiani fin dal '45 gli avevano attribuito la nomina di elemento pericoloso, di criminale, per l'acceso fanatismo fascista dimostrato sotto ventennio fascista (ma ricordiamo che lui entrò nel fascismo poco più che ventenne e solo nel 1938) per aver lui firmato (!! ma è un falsa accusa sorte dentro la sinistra) alcune fantomatiche condanne a morte. Mentre Almirante su queste non aveva alcun potere.

Ma non dimentichiamo che anche SCALFARO, nello stesso 1945 anche lui giovanissimo, 27enne, divenne consulente e poi anche pubblico ministero nel tribunale speciale di Novara per giudicare i criminali fascisti, dove anche lui richiese l'applicazione di alcune condanne a morte. Per sei famosi imputati (c'era il locale (il suo) prefetto di Novara, Vezzalini) fu chiesta la condanna a morte, poi eseguita il 23 settembre 1945 (quando la guerra era finita da 5 mesi. (A lui nessuno disse niente! Né allora né dopo)
E ne avrebbero condannati altri se non fosse intervenuta l'amnistia di Togliatti, che mise fine allo scempio delle (oscure) vendette e dei rancori del passato.
E non solo i prefetti fascisti rimasero poi al loro posto, nel '46 - con Einaudi - ne furono nominati altri 127 tutti formatisi durante il fascismo. E con loro pure gli "uomini della Nazione Operante" tornarono a guidare le loro imprese, i giornalisti a scrivere sui "nuovi"(?) giornali o a fare i capi politici di ogni ideologia nei successivi anni. Alcuni ancora oggi nonostante l'età li abbiamo ancora sulle poltrone.

Perfino nelle file del MSI (lo ricordiamo perchè oggi anni 2000 è cronaca) c'era anche ALFREDO BELLI PACI, un fervente fascista e anticomunista, che Almirante ancora nel 1979 candidò alla Camera. Ci dice oggi la Segré (lei nel '55 era diventata sua moglie): "i mie patimenti tornando in Italia furono dimenticati con l'Amore". - "quando lo incontrai provai un’emozione nuova". Dimentica di dirci che era un fascista! Poi dopo 25 anni (di facsismo in casa), quando suo marito si era presentato per candidarsi alla Camera nella lista del MSI, agli scrutini risultò essere l'ultimo della lista, prese solo una manciata di voti. Per lui fu una grande delusione. Abbandonò così la politica. Dando la colpa alla destra almirantiana (che in quel periodo con la "strategia della tensione" non navigava in buone acque), fino al punto che lui e sua moglie (con quella cocente sconfitta) diventarono ferventi "antifascisti" con simpatie a sinistra. Ed anche ferventi "antirazzisti". (più dettagli in questa pagina >>>>>


E a proposito di "razzismo" c'era perfino il "razzista"
GAETANO AZZARITI - detto "il camaleonte del secolo breve" (By N. Pirozzi). Era stato nel fascismo "Presidente" della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "Tribunale della Razza"; in tale veste, giudicò, emise sentenze, comminò pene e condanne. (ho scritto "Presidente" !!!!!).
Eppure il 2 giugno 1953 GAETANO AZZARITI fu fatto Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 1955 nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. E il 6 aprile 1957 fu nominato addirittura Presidente della Corte Costituzionale. (altro che "camaleonte"!!) Ci sono in Italia strade col suo nome.
(Ma allora non c'era ancora l'"antifascista" Boldrini, e sul nome di queste strade anche Liliana Segré tace. Ma non tace, anzi fa l'indignata, quando si vorrebbe intitolare una strada ad Almirante, che per 25 anni con suo marito gli era girato anche in casa).

Ma su Liliana Segré
perché é attuale, la sua lotta
sull'odio, il razzismo, l'antisemetismo
e il ritorno della violenza >>>>>>

Questo riciclarsi - ma lo abbiamo già detto all'inizio - perché il fascismo era tutto il sistema di cui i partiti fecero parte e.... fanno ancora oggi parte. Anche se alcuni li troviamo nell' opposizione e fanno un uso e abuso quando fa comodo.... dell'"antifascismo". Questo perché non hanno voti a sufficienza per essere al Governo (ma è la Democrazia, Bellezza!! dal '46 in poi.... soprattutto nel '94 con lo "sdoganamento" di Fini da parte di un "palazzinaro" poi fatto anche "Cavaliere della Repubblica". Ed é anche questa .... "democrazia" Bellezza in questi anni 2000-2019).

Aveva affermato Churchill:"I Fascisti del futuro si definiranno tutti antifascisti". Fu un profeta !!


Uno sterile "antifascismo" quello diventato oggi, fatto da gente che il fascismo non l'aveva nemmeno vissuto.

Eppure vogliono che i figli e i nipoti di quelli che erano stati fascisti (tutti) rinneghino, condannino e uccidino metaforicamente i propri padri, e piangere se stessi perché sono figli e nipoti. Anche se altrettanto fanno oggi quelli di Destra nei confronti degli ex comunisti bolscevici, rei anche questi di violenze e di essere stati degli sciagurati giustizieri, come a Piazzale Loreto.

L' Anpi VA DICENDO "Siamo una democrazia parlamentare e la sovranità popolare e il diritto di espressione non deve mai essere negato". Però se nomini un Mussolini o una dei tanti che c'erano nel ventennio, o si celebra una ricorrenza, o alzi il braccio, il "diritto di espressione" viene negato: anche se é pari a quella negazione dei regimi dittatoriali sovietici.
Si è anche vero che nel ventennio il diritto di espressione fu negato, ma era pari a quella dei regimi dittatoriali come quello di sovietica memoria di cui più nessuno parla. E che fu anche peggiore come crimini.

Ma l ' "anticomunismo" oggi non esiste! L' "antifascismo" invece si!
Il motivo é che gli Italiani ogni tanto fanno quello che vogliono. Soprattutto se alcuni hanno i "NONNI" ancora vivi e attuali, allevati in quel ventennio così tanto mal ricordato o cancellato dalla memoria. Ma che in quel ventennio molti ancora oggi si erano formati, e da quello avevano ricevuto prebende, rendite, benefici di ogni sorta. Che le conservarono e che le conservano tutt'oggi, pur atteggiandosi "antifascisti".

Se siamo onesti, dobbiamo convenire che se non abbiamo mai avuta una "dittatura" comunista è proprio perché c'è stato il fascismo. Quando questo nacque l'Italia era in pieno "biennio rosso", c'era “un’ondata di conflitti di classe senza precedenti nella storia del paese, condotti in gran parte dal partito socialista massimalista all’insegna di una imminente rivoluzione per instaurare anche in Italia, con la violenza, la dittatura del proletariato, come annunciava il nuovo statuto che il Partito socialista aveva adottato nel 1919” (Parole di Gentile E Emilio Gentile, non era certo tenero con i fascismi).
Erano anni quando i fascisti erano quattro gatti, mentre loro avevano giornali a grandissima tiratura che inneggiavano perennemente alla violenza di classe. Il tutto con l’obiettivo dichiarato di “fare come in Russia”. Se il comunismo, da noi, oggi, appare come una simpatica ideologia di taglio umanitario è solo perché la sua rivoluzione l’ha persa.

Se l’Italia non ha conosciuto i gulag, le fucilazioni di massa, il manicomio per i dissidenti, la miseria e la carestia, non è stato per la maggiore bontà dei comunisti bolscevici nostrani, ma solo perché gli ex fascisti hanno politicamente e militarmente impedito questo scempio. Con le buone e con le cattive; e le cattive erano quelle dei vecchi socialisti che prima - guarda un po' - si chiamavano "fascisti".

L'avvento del fascismo colse i socialisti, come altri gruppi politici, impreparati. Sebbene l'antifascismo italiano avesse una forte impronta liberale (Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce), i comunisti si diedero un'organizzazione clandestina anche dopo l'affermazione del regime.


Ne' servì la nascita nel '21 del PCI, con il suo programma che vogliamo qui riportare, dove si parla solo di lotta rivoluzionaria; né si dimentica
il motto Leniniano «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe».



I dieci punti su cui si formò il programma politico del partito PCI sono i seguenti:
«Il Partito Comunista d’Italia (Sezione dell'Internazionale comunista) è costituito sulla base dei seguenti principii:
1. Nell'attuale regime sociale capitalistico si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive ed i rapporti di produzione, dando origine all’antitesi ed alla lotta di classe tra il proletariato e la borghesia dominante.
2. Gli attuali rapporti di produzione sono protetti dal potere dello Stato borghese, che, fondato sul sistema rappresentativo della democrazia, costituisce l'organo per la difesa degli interessi della classe capitalistica.
3. Il proletariato non può infrangere né modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione, da cui deriva il suo sfruttamento, senza l’abbattimento violento del potere borghese.
4. L'organo indispensabile della lotta rivoluzionaria è il partito politico di classe. Il Partito comunista, riunendo in sé la parte più avanzata e cosciente del proletariato, unifica gli sforzi delle masse lavoratrici, volgendoli dalle lotte per gli interessi di gruppi e per risultati contingenti alla lotta per la emancipazione rivoluzionaria del proletariato; esso ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza rivoluzionaria, di organizzare i mezzi materiali d’azione e di dirigere nello svolgimento della lotta il proletariato.
5. La guerra mondiale, causata dalle intime insanabili contraddizioni del sistema capitalistico, le quali produssero l'imperialismo moderno, ha aperto la crisi di disgregazione del capitalismo in cui la lotta di classe non può che risolversi in conflitto armato tra le masse lavoratrici ed il potere degli Stati borghesi.
6. Dopo l'abbattimento del potere borghese, il proletariato non può organizzarsi in classe dominante che con la distruzione dell’apparato statale borghese e con la instaurazione dello Stato basato sulla sola classe produttiva ed escludendo da ogni diritto politico la classe borghese.
7. La forma di rappresentanza politica nello Stato proletario è il sistema dei Consigli dei lavoratori (operai e contadini), già in atto nella rivoluzione russa, inizio della rivoluzione proletaria mondiale e prima stabile realizzazione della dittatura proletaria.
8. La necessaria difesa dello Stato proletario, contro tutti i tentativi contro–rivoluzionari, può essere assicurata solo col togliere alla borghesia ed ai partiti avversi alla dittatura proletaria ogni mezzo di agitazione e di propaganda politica, e con l'organizzazione armata del proletariato per respingere gli attacchi interni ed esterni.
9. Solo lo Stato proletario potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive misure d'intervento nei rapporti dell'economia sociale con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema capitalistico con la gestione collettiva della produzione e della distribuzione.
10. Per effetto di questa trasformazione economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attività della vita sociale eliminandosi la divisione della società in classi, andrà anche eliminandosi la necessità dello Stato politico, il cui ingranaggio si ridurrà progressivamente a quello della razionale amministrazione delle attività umane.»

 


Nel 1924 e 1925 fu lanciata dall'Internazionale Comunista la cosiddetta campagna di bolscevizzazione che obbligava ancora più fortemente ogni sezione nazionale a conformarsi alla disciplina e alle direttive di Mosca (cioè di Stalin)

Nel 1926 Bordiga e Gramsci furono arrestati e inviati al confino a Ustica. Il partito comunista, come tutte le formazioni democratiche, venne soppresso dal regime fascista il 5 novembre 1926. C'era rimasto Togliatti che se ne andò in Russia , ma poi con il Patto Molotov-Ribbentrop del 1939 fu costretto e di malavoglia ad approvare il patto fra sovietici, nazisti e comunisti. in quanto era per lui impossibile conciliare l'unità antifascista con l'approvazione del patto fra sovietici e nazisti e i comunisti.
Poi paradossalmente, nel '40 con lui a Parigi, con l'entrata in Francia dei nazisti, fu arrestato mentre i suoi "compagni" francesi applaudivano Hitler ai Champs-Élysées. MENTRE i suoi "compagni" italiani deridevano Mussolini "hai visto come si fa, tu non hai capito niente". (L'invasione nazista della Russia per i comunisti francesi e italiani fu poi un duro colpo-. E ancora più duro quando insieme ad altri i comunisti italiani dell'esercito dovettero partire per andare a
combattere i loro "compagni" russi.


LA RESISTENZA IN UNA SCIAGURATA GUERRA
Ma di questa guerra, vogliamo essere un po' realisti ?
o giriamo il mestolo dentro la pentola degli italiani....
ieri "fascisti" e..... oggi tutti "antifascisti"
....senza voltarci indietro ?

L'accusa ricorrente dell'"antifascismo" a Mussolini é sempre stata quella
di aver scatenato una sciagurata guerra.
Che gli italiani si dice "non volevano" e si dice ancora oggi" non erano mai stati dei "fascisti".
Ma perchè questi antifascisti di oggi i loro nonni e i loro padri
nel 1940 non si tennero le mani in tasca invece di gridare "Guerra! Guerra!" ???
E perché i giornali scrivevano "ma allora perchè ci siamo alleati a fare" ?.
Mentre il Re andava dicendo ai generali....
"chi è assente ha sempre torto".
E fu lui a firmare la "Dichiarazione di guerra alla Francia".
Solo lui poteva farlo in base allo Statuto Albertini, non Mussolini.
Mussolini fece poi solo a parole il discorso dal suo balcone.
(dopo che aveva voluto un anno di neutralità, di "non belligeranza").

Sempre in Base allo Statuto, se ci fosse stato un Mussolini interventista
il Re poteva anche buttarlo fuori dal Governo e arrestarlo.
(quello che poi fece il 25 luglio '43 - quindi poteva farlo anche nel '40)

Mussolini poi - solo lui - pagò appeso a Piazzale Loreto con i ganci da macellaio
in una "spettacolare bellezza" scrissero i giornali.

(anche se alcuni affermano che appeso doveva esserci lui, il RE)


Gli USA poi in una altrettanto sciagurata guerra in Vietnam
dove intervennero 2.500.000 uomini, i morti e feriti furono ca. 215.000,
e 700mila giovani veterani soffrirono di traumi psicologici,
molti si suicidarono, mentre 500.000 americani disertarono riparando in Canadà.
Di Vietnamiti ne uccisero ca. 2-3 milioni con le più sofisticate armi. Ma furono sconfitti.
Quella guerra spaccò la società americana in due.
Fu la prima disonorevole sconfitta della superpotenza americana, creduta invincibile.
Eppure per i responsabili del disastro con l'onta della sconfitta -
per i 5 Presidenti USA che l'avevano dichiarata, sostenuta e persa -
nessuno pensò di appenderli in un distributore di benzina assieme alla loro donna.

Analizziamo bene - SUBITO - in questa pagina i fatti
e giriamoci il mestolo dentro >>>>>>


UNA MIA OPINIONE SUI FATTI
Qui sotto esprimo le mie modeste opinioni e i fatti che io stesso ho vissuto. Voi dite la vostra.
Se esiste ancora la reciproca libertà; dite qualcosa sugli attuali "accoglimenti" , "invasioni", "resistenze".

 

Certo che ci fu la "LIBERAZIONE" detta anche RESISTENZA, fatta dai "Partigiani" ma rispetto ai grandi numeri della guerra in Italia essa fu marginale. Il contributo fu praticamente irrilevante sul piano militare e perfino osteggiato dagli angloamericani stessi. Loro operavano col metodo "tayloristico", ottimizzare al massimo le proprie risorse di mezzi e uomini, non concepivano minimamente una "guerra di bande" simili a quelle fatte dai partigiani. Inoltre Churchill diffidava perché la maggior parte erano di sinistra, che volevano fare "l'insurrezione" con mire bolsceviche. Verso la fine del '44 gli angloamericani le volevano perfino sciogliere le bande. Mandarli tutti a casa.
Rimandarono. Ma dopo aver fatto accordi ben precisi.
Che attuarono - come già detto sopra - subito dopo la "loro" "liberazione" entrando Domenica 29 Aprile a Milano, sciogliendo tutti i gruppi, e facendosi consegnare tutte le armi; e solo da questo giorno l'Italia fu liberata dai nazisti ormai in ritirata dopo la resa di Wolf. Ma liberati anche dal comunismo, visto che a est i "compagni" italiani volevano a loro aprire le porte nella preventivata "insurrezione".
Le sfilate esultanti di partigiani a Milano ci furono, ma con i loro capi in abiti borghesi, senza armi in mano e senza essere preceduti o seguiti dagli angloamericani (questi sì) "liberatori".



Mentre nella liberazione della Francia,
il 25 agosto 1944
ai Champs Elysees e sotto l'arco di trionfo,
nell'entrare a Parigi gli angloamericani
fecero sfilare in testa al corteo Charles De Gaulle,
nella sua divisa come Capo della lotta di liberazione francese.
( al suo interno lui si era sempre apposto
all'entrata dei
partiti comunisti e socialisti)

Al suo fianco un soddisfatto Churchill
. Lui ad avergli dato ospitalità per anni in Inghilterra, suo grande ammiratore, e come lui nemico tenace dei bolscevici.

Quel giorno a Milano era Domenica 28 aprile

 


Tuttavia dopo lo scioglimento, ma solo più tardi (come contentino per alcune azioni a loro gradite) fu rilasciato ai partigiani italiani un "Certificato al Patriota": Vennero consegnati dalle autorità, controfirmato da un ufficiale alleato e da un comandante partigiano insieme ad una misera pensione.
(Il "contentino" fu che fra le persone che hanno goduto dei benefici INPS, (erano ca. 30.000 - non 500.000) vi erano anche i responsabili della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini contro gli italiani). Compresi quelli della "Strage di Schio" che il 7 luglio 1945 - due mesi dopo la fine della guerra, partigiani della "Brigata Garibaldi" massacrarono mitragliandoli dentro una stanza 54 civili ritenuti fascisti tra cui 17 donne, la più giovane di 16 anni (!!!). Più che altro questa fu una vendetta belle e buona, un odio per vecchi rancori. Alcuni erano solo parenti di chi era stato fascista.
Il capo banda fu poi condannato a morte da un tribunale di guerra. Ma poi venne l'amnistia Togliattiana. E in seguito fu anche premiato. (ma ogni anno alla commemorazione ci sono forti dispute, mai placate).
Si è sempre anche parlato molto dei famosi 7 FRATELLI CERVI fucilati dai fascisti, ma nessuno ha mai ricordato i 7 FRATELLI GOVONI, trucidati dai "partigiani" (Brigata Garibaldi) l'11 maggio, a fine guerra), 13 giorni dopo la "Liberazione" Solo in seguito Fausto Bertinotti, riconobbe l'innocenza dei 7 fratelli Govoni. ("non hanno fatto niente, sono solo vittime, ma non come attori della storia" - quindi bastava non essere attori per essere fucilati). Alcuni responsabili non furono mai puniti altri ripararono all'estero. Risultò poi che i 7 fratelli non erano mai stati fascisti.

Come al solito in tutte le celebrazioni la verità storica passa in seconda piano. Tutti i ricordi della guerra partigiana serve per dirci che l'Italia era stata prima fascista e grazie alla retorica resistenziale si vuole far passare gli italiani tutte vittime del fascismo. E che anche l'intera nazione era "razzista".
Chi invece aveva fatto carriera sotto il fascismo (e poi la conservò), e anche chi aveva fatto grandi affari (e continuò a farli) rimase zitto zitto.
(ma possediamo un poderoso volume di 800 pagine dove sono riportati i profili e le immagini dei 2000 "ferfidi assertori e ricostruttori" del periodo fascista italiano. C'é di tutto; i più noti industriali e banchieri italiani, apprezzati notabili, professionisti, famosi intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori, maturi nobili, principi, conti e marchesi, ecc. Tutti ex fascisti). (nel dopoguerra e fino al "93 zitti zitti hanno fatto la "grande abbuffata" >>>>>> >


Parlare di antifascismo come un ideale unico non ha mai avuto un fondamento: in realtà vi era stata alla nascita del fascismo solo UNA breve opposizione democratica socialista (borghese, liberale -
appoggiata dagli industriali)
e UNA opposizione comunista (dal '21 ex socialisti, votati al bolscevismo prima leninano poi staliniano) che guardava al rovesciamento del capitalismo. Era infatti di Lenin il motto «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe»).
Già nel '19, finita la guerra, il socialismo era già morto come dottrina, esisteva solo come rancore, una rappresaglia per chi aveva voluto la guerra (il capitalismo) e che doveva espiarla
Fra i due opposti poli con divergenti opinioni,
l'opposizione proprio della borghesia fu breve, la riforma politica e sociale in senso progressista (nel "Programma" del '19 di San Sepolcro) non venne respinta ma semmai - dopo l'errore della sinistra con il "Biennio rosso" con gli scioperi selvaggi e le occupazioni delle fabbriche - reagì.... gli industriali si aggregarono, fondando la Confindustria. E iniziarono loro con le "serrate" a chiudere i loro stabilimenti. Gli operai a spasso, ovviamente senza stipendi, solo a fare la fame. Il "Biennio Rosso" fu fatale.

In quel clima, nel '21 i nuovi borghesi si appoggiarono proprio al nuovo partito fascista, che prometteva più legalità e si schierarono proprio con Mussolini con il loro consenso i "fervidi assertori e ricostruttori" .
Questi l'antifascismo lo lasciarono alla sinistra e questa si pentì come vedremo, con Togliatti, che avrebbe voluto lui fare il vincente "programma del '19").
Questo consenso degli italiani fu molto più ampio e autorevole di quanto si pensi e si legga in alcuni libri di storia dalla memoria corta o del tutto assente.
>>>"I 3000 fervidi assertori" >>>>

Infatti l'ascesa di Mussolini al Governo nel '22 era poi avvenuta democraticamente. Anche se potremno dire che era una scelta sì democratica - quindi liberi di scegliere - ma con una democrazia solo formale.
Del resto anche lo stesso Hitler era asceso al
Bundestag espresso con la "democratica" rappresentanza popolare della Repubblica Federale di Germania. Ma anche lui aveva al suo fianco migliaia di "fervidi assertori" (capitalisti !!).

E' purtroppo lunga (da Atene in poi) la questione che le scelte col modello "Democratico" dovrebbe essere esercitata solo da persone acculturate, o almeno da persone in possesso delle competenze necessarie.
Ma come sappiamo, la propaganda (sugli avversari scomodi) soprattutto chi ha grandi mezzi sono le lobby affaristiche (i "fervidi assertori") che proprio con i media creano poi una alterazione sui risultati.

Poi ad ogni fine di una competizione elettorale ci si interroga sempre su quali basi l'elettorato ha scelto il candidato per le cariche di Governo. Se poi va male, tutti, ma proprio tutti, affermano che era stato Tizio, Caio e Sempronio, una la sciagura e non l'espressione dei loro voti.
Nessuno come il grande Musil ci ha offerto sul tema una singolare e utopistica definizione:
IL SIGNOR "COMESIDEVE" IL SIGNOR "COMISIVUOLE" > > >

 

FU PROPRIO QUESTO CONSENSO A FAR DECOLLARE IL FASCISMO.
DA SOLO MUSSOLINI AVREBBE FATTO BEN POCO.

 


DA SOLO M. POTEVA FAR BEN POCO

Oggi invece si da subito del "fascista" verso alcuni italiani solo perché vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa. Certe accuse sono un alibi per usare violenza (qusto sì) "con metodi fascisti", operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio. Formando per tale operato delle "commissioni".
Il fascismo così tanto vituperato sta tornando ma.... singolare....a parte inverse con la volontà di una dittatura "fascista" di sinistra.
"I Fascisti del futuro si definiranno tutti antifascisti". Churchill il profeta !!

Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino. (che non è privato ma pubblico (!!)). Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” - detti "fascisti" operando proprio con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. E poi dicono nulla, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni, la poligamia con il Nikah e altre violazioni, e con un'altra "Legge di Dio". La loro.
Per noi il Maggio è la festa della Madonna, per loro è il mese del "Ramadam" (che oggi asseconda anche il Papa baciando ai capi islamisti perfino i piedi.
“Quando il mese di Ramadan inizia, le porte del Paradiso vengono aperte" Diceva Il profeta Maometto.

E aperte sono oggi anche le piazze d'Italia..... dove si prega con una sacra partecipazione

e presto...... anche a SAN PIETRO sarà aperta

"splende di luci nuove"


"Il Corano è la luce nel buio, illumina il cammino dell'uomo"
va dicendo Leoluca Orlando in Sicilia

Dopo che gli ebrei "sono diventati nostri fratelli" ("Gesù era Ebreo" ci dice la Segrè)
Anche i Maomettani dicono ora sono "nostri fratelli" e l'Islam sono "luci nuove"

Ultimamente PAROLIN, Segretario di Stato Vaticano: "L'Occidente dovrà chiedere scusa a papa Francesco". Perchè non diamo la "umana" "accoglienza" a chi professa un 'altra religione. Forse perché oggi una religione vale l'altra. Forse un giorno i miei nipoti vedranno in piazza San Pietro per la benedizione un papa non argentino, ma senegalese, nigeriano o perché San Pietro diventata una moschea ci sarà forse sulla cupola un Iman islamico.
Ma qualcosa del genere nella Storia del Cristianesimo è già accaduto, con Lutero capo dei Protestanti, e con Enrico VIII, che pur avendo 6 mogli é anche diventato capo e papa della Chiesa Anglicana.
Tempo addietro facevano le "Crociate" contro gli infedeli. E non molti anni fa i comunisti erano scomunicati dai papi, oggi con loro ci vanno a braccetto con il "grido" "aprite i porti","siamo tutti fratelli".


Ma questi "altri fratelli" non sono affatto d'accordo. Dicono "Hallah è più grande".
Dicono che Il mondo è lì solo per loro e non può essere contaminato da altre religioni. (ed è quello che da 2000 e più anni vanno dicendo anche gli ebrei)
Mentre a Vicofaro un "contaminato" prete "accogliente" parla già di scomuniche a Salvini, rischiando un sisma al nord con centinaia di chiese deserte. Mentre un altro ha fatto celebrare il Ramadam nella piazza della Cattedrale con i preti a guardare, e con i parrocchiani piuttosto turbati e "indignati". E un altro ancora - perché troppo bianco - ha fatto scurire la pelle di Gesù in croce, da sembrare pure lui africano).

Forse nella ultima San Remo il vincitore Mahmood, avrebbe attirato meno attenzione se avesse usato il suo vero nome di battesimo Alessandro (visto che dice di essere nato a Milano quindi italiano - lui dice che non parla arabo ma poi inserisce nella sua canzone una frase in arabo).
Altri (ma chi?) facendo i furbetti, se l'hanno accaparrato, inneggiando il trionfo della multiculturalità, che questi sono le nuove "risorse", e che in Italia non c'é razzismo. Che siamo tutti fratelli.
E Mahmood profetizzza "Rappresento i giovani europei che vogliono restare uniti".
Che fortuna che abbiamo! L'Unione Europea é salva! Grazie a Mahmood.
Ma per farlo vincere a S. Remo hanno ignorato noi "fratelli cretini" che avevamo votato diversamente.

Del resto già si preparano i nuovi confessori

e anche uomini per la futura sicurezza

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TORNIAMO UN PO' INDIETRO

L'ANTIFASCISMO MILITANTE NEL '36 aveva già fallito (come abbiamo già ricordato sopra).


Nell'immaginario collettivo, fascismo e comunismo sembrano occupare due posizioni opposte e inconciliabili. Eppure, ancora una volta, la storia sorprende i luoghi comuni con la forza dei documenti: ed è il caso dell'appello comunista del 1936 ai "fratelli in camicia nera".

 

L'antifascismo militante - dopo i successi di Mussolini nel '36, aveva perso le speranze in un crollo del fascismo. Così Togliatti elaborò una nuova strategia, basata sulle affinità che legava una volta fascismo e socialismo. (ricordiamo però che in quest'ultimo Mussolini ne era già uscito clamorosamente nel 1915, quando diventò improvvisamente un interventista nella 1ma G.M.).

Questo ritorno ai metodi e alle violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " - Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! -
("Siamo come voi")
Per il fascismo lui provava solo gelosia e invidia!!


l'appello-di-togliatti-del-1936 >>>>

Prima del '19 vi erano state sì organizzazioni basate sulla utopistica democrazia operaia, al grido "potere al proletario", come in Russia. Ma con i fallimenti dei diversi scioperi, sorsero le critiche negli stessi organismi sindacali, e tante altre critiche e diverbi nella stessa direzione del Partito socialista che incoraggiarono i capitalisti ad agire, attuando a loro volta le serrate e creando le loro corporazione con la Confindustria e la Confragricoltura col motto "uniti si vince".
Il programma di Mussolini era più realistico, meno utopistico, più riguardoso verso i 5 milioni di italiani che avevano fatto la guerra, e più aperto anche alla nascente nuova borghesia pur qualche volta nei loro confronti irriguardoso "avete fatto soldi con la guerra? e allora adesso dovete fare sacrifici e pagate anche voi").
(fu poi infatti Lenin a rimproverare la sinistra, di "essersi fatto scappare l'unico che poteva fare una rivoluzione in Italia" - (Ricordiamoci che Mussolini era stato un socialista! Guidando anche lui gli scioperi era pure finito in galera).

A quel punto la nuova borghesia iniziò ad appoggiarlo sempre di più, fino a quando dal '22 in poi divennero i "Ferfidi assertori del fascismo"
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QUI SALTIAMO TUTTO IL PERIODO DELLA SCIAGURATA GUERRA
CHE RACCONTIAMO INVECE IN QUESTE PAGINE >>>>>>>>

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ANDIAMO SUBITO ALLA LIBERAZIONE detta RESISTENZA del '45

Nell'azione cosiddetta della "RESISTENZA", dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore nazista e i fascisti filo-nazisti; ma lo stesso dicasi per i fascisti della RSI (fino allora cresciuti nel culto della Patria e del Giuramento al Re e a Mussolini) e che ai loro occhi (ma non solo loro ma anche di tutti gli italiani che subivano i bombardamenti) gli invasori erano semmai gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi. Fra l'altro c'era la coscrizione, e il non presentarsi voleva dire essere dei disertori.

(Qui chi scrive, con i suoi familiari, non solo era contro i fascismo..... ma era anche contro gli americani.
Nel primo caso....
Per non far catturare dai tedeschi mio zio con cui vissi l'intera guerra (abitavo a Chieti nella dependance di Palazzo Mezzanotte, dove prima si rifugiarono i fuggiaschi dell'8 settembre, poi vi si insediò il comando tedesco, ed infine pure quello americano dopo i 10 mesi di stallo sul Sangro).
Io venivo rinchiuso con lui in uno sgabuzzino di un sottotetto onde evitare che nelle improvvise perquisizioni io 8enne dicessi qualcosa di sbagliato o di compromettente. Uscivamo guardinghi solo la notte. Poi passata la prima bufera
lo zio con una idea geniale trovò un banale stratagemma, prese dalla sua tipografia un fac-simile referto medico-ospedaliero (di ogni stampato in tipografia si conserva sempre una copia), lo compilò a suo nome, prese una vecchia gamba di gesso (usata anni prima da mia nonna) se l'applicò con delle bende a una delle gambe e con una vecchia carrozzella lo sospingevo fin dov'era la tipografia, dove poi entrava e non solo stampava manifesti ufficiali ma anche manifestini clandestini fino a notte tarda (che poi io infilati nella cartella consegnavo a quelli che furono i primi partigiani d'Italia) poi rasentando i muri lo riaccompagnavo a casa. Lo stratagemma funzionò. Ci andò sempre bene. Ma nei controlli avevamo sempre il cuore in gola.
Nel secondo caso....
Con gli americani e i loro bombardamenti fummo colpiti anche noi. Io uscii vivo da sotto le macerie. Ma sembra che ce l'avessero con me, perchè un giorno mentro giocavo in piazza a pallone con i miei compagni, improvvisamente comparve un caccia a mitragliarci. Le pallottole ci sfiorarono, ma quello non contento di non averci preso, fece una inversione per tornare, ma toccò con un ala il campanile e precipitò proprio davanti a noi. Noi ragazzi davanti a quel corpo sfracellato che penzolava dalla carlinga, facemmo la felice danza tribale della morte, infierendo su quel cadavere, sputandogli addosso. Eravamo diventati anche noi pazzi. E quelli erano i "liberatori"!.
( qui l'intera mia odissea a Chieti >>>>

 


A osteggiarli gli americani (sia durante come nel dopoguerra) c'erano anche i "rossi", perchè il loro "faro" era il bolscevismo, la terra dove si distribuiva latte e miele. - Nei Kolchoz, nelle "proprietà agricola collettive" con a capo un borioso esponente del Partito. In fila a lavorare uomini e disgraziate donne.


Di conseguenza in Italia dal '44 al '45 ci fu una vera e propria guerra civile con "certi" partigiani che avevano altre mire non certo per ristabilire libertà e democrazia. Volevano solo imporre il boscevismo. Molte azioni di "questi" partigiani furono mirate a crearle anziché evitarle le rappresaglie. (lo scrivono gli stessi Bocca, Spataro, e anche il non certo fascista come Pansa) >>>>

Ma è anche vero che poi la "LIBERAZIONE" fu fatta dagli angloamericani a ovest e a est con potentissime armate con milioni di uomini, con l'Italia colpita dagli stessi angloamericani con devastanti bombardamenti, perché per loro noi eravamo i "nemici", per aver l'Italia "intrapreso una guerra d'aggressione".
(nel 1945 gli USA possedevano 46.000 aerei, 20.000 carri armati, 17 milioni di tonnellate in navi).
(Relazione dei 3 Capi militari Comandanti Supremi degli USA - In originale) >>>>>> >
Sorprendente (e fu la loro carta vincente) la cooperazione delle tre armi
in Italia erano in perenne geloso contrasto, spesso perfino ignorandosi reciprocamente).

Del resto per liberare l'Italia il "bomber command" della RAF e la USAAF di bombe ne usarono a sproposito non solo per distruggere le città ma per attaccare il morale della popolazione civile. Persuadendo gli italiani che il responsabile era il governo di Mussolini, suo l'errore per il quale doveva pagare la popolazione, dicendogli che la guerra era ormai persa e bisognava arrendersi.
Milano, Genova, Torino, Taranto, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari ebbero la prima ondata di bombardamenti seguita da manifestini che dicevano che ce ne sarebbero stati ancora se non cacciavano i nazisti. E cosa potevano fare quelle prime bande di partigiani? Poco!
Fare una rivoluzione come volevano fare i comunisti "rossi" sotto una grandine di bombe non era facile. Churchill non lo avrebbe mai permesso. Con il suoi aerei avrebbe riempito i cimiteri di tutte le città (come aveva fatto in Grecia). Conveniva fare degli accordi, dei compromessi. E in tal senso non furono pochi i contatti in Svizzera sia con i nazisti, sia con alcuni capi di partigiani in segreto anche con il "burattino" Badoglio (che del resto per questo era stato messo lì a governare) .
In seguito apparve sorprendente una certa assenza di ostilità nei confronti dei "bombaroli". Fino al pinto da chiamarli "alleati". Del resto i pesanti attacchi aerei sulle città italiane era il prezzo da pagare. Causarono immani distruzioni e ca. 100.000 morti di civili. La strategia era: "bombardare, bombardare, bombardare il "ventre molle" (By Churchill). Come a Milano quando avvenivano in pieno giorno. Tutti i bombardamenti di Milano > >in rete > > >

I LIBERATORI A MILANO


ma il più infame fu il bombardamento di GORLA
si vergognò perfino la MORTE >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

( UNA PARENTESI SINGOLARE - per chi vuol capire)

Come non ricordare l'ASSO" dell'Aviazione Luigi Gorrini !!!!
VEDI la sua storia su
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Gorrini
GORRINI oltre a prestare servizio nella Regia Aeronautica, dopo l'8 settembre servì poi anche sotto le insegne dall’Aeronautica della Repubblica Sociale. Prima aveva difeso i cieli della Patria attaccando con il suo caccia e difendendo dai bombardamenti americani molte città italiane. Lui sostenne 212 combattimenti contro gli aerei angloamericani, 24 vittorie individuali e 5 lanci con il paracadute dopo essere stato colpito. Numerosi i bombardieri americani da lui colpiti e distrutti dal '43 al '45 durante la militanza nella RSI, su Roma, Milano e altre città.
Per questa sua scelta di appartenere alla RSI - per fortuna - gli risparmiarono Piazzale Loreto.
Solo nel 1958 gli consegnarono la meritata Medaglia d’oro al Valor militare. E' morto nel suo letto nel 2014 a 97 anni !!! Dimenticato da tutti.
Oggi a Fidenza gli é stato dedicato un monumento, con sopra il suo caccia, un jet dell’Aermacchi
Il sindaco PD della cittadina emiliana, Andrea Massari ha così commentato “Luigi Gorrini è stato un asso autentico dell’arte aviatoria, penso però che abbia combattuto per la parte sbagliata della storia".

Ma cosa avrebbe dovuto fare Luigi Gorrini dopo l'8 settembre? unirsi agli angloamericani ed essere anche lui l'autore dello scempio che abbiamo visto sopra ? avrebbe dovuto anche lui bombardare le città italiane? Fare delle stragi come fecero i (poi) cosiddetti "alleati"?
.

La spinta che mosse molti giovani - come Gorrini - ad andare a Salò, fu uno scatto d'orgoglio, pur sapendo che era una guerra persa. Prima, tutti vinti e vincitori (!?) erano stati "balilla". I primi per l'onore (parola ormai desueta) d'Italia non ritennero giusto il tradimento dell'8 settembre. I secondi non erano di certo filoamericani ma filo russi. Eppure poi ci é piaciuto autoingannarci che la seconda guerra mondiale l'abbiamo vinta.

MA COSA AVREBBERO DOVUTO FARE I 600.000 GIOVANI CHE PER 20 ANNI AVEVANO RICEVUTO DALLO STATO DOV'ERANO NATI L''INSEGNAMENTO DI UNA DISCIPLINA SIA MILITARE CHE CIVILE? GIRARE L'INTERRUTTORE TRADIRE ANCHE LORO LA PATRIA E ANDARE CONTROCCORRENTE?
E POI.... QUELLI DELLA REPUBBLICA, ANCHE LORO CON I NUOVI VENTENNALI INSEGNAMENTI, AVREBBBERO DOVUTO PURE LO GIRARE L'INTERRUTTORE DURANTE GLI "ANNI DI PIOMBO" TRADIRE LA REPUBBLICA E UNIRSI CON IL BOSCEVICI?

 

Che situazione si era venuta a crare in Italia a metà '43? Al temuto sbarco degli angloamericani in Sicilia e dopo il primo bombardamento su Roma, all'incontro di Feltre fu chiesto di inviare in Italia le "alleate" armate tedesche per respingere gli "invasori". Ma dato che stavamo perdendo, il Re l'8 settembre firmò l'Armistizio (che non era tale, ma una vera e propria "resa incondizionata"). Da quel momento chiamammo "invasori" i tedeschi, e gli angloamericani "alleati" (ma poi da loro mai riconosciuti tali).
Infatti dal '43 al '45 ci bombardarono tutte le città italiane. Fino al 25 aprile alla resa a Milano di Wolff. Fu solo allora che dalle valli scesero i partigiani non proprio tanto graditi agli angloamericani; ed infatti il 29 aprile per prima cosa chiesero lo scioglimento di tutte le bande me la consegna di tutte le armi.

Non si fidavano perché ancora prima del 25 aprile la compagine dei partigiani "Rossi" avevano intenzione di fare il "golpe" con l'aiuto dell' Est. (gli esaltati "rossi" italiani aspettavano che la "Bandiera Rossa" sulle macerie di Milano sventolasse come a Berlino)
Gli americani temevano infatti che questa avvenisse con la direttiva n. 16 di Longo ("l'insurrezione").



"MILANO ATTENDE IL SEGNALE PER L'INSURREZIONE POPOLARE"
"LA BANDIERA ROSSA SVENTOLA GIA' A BERLINO"

Ecco perchè gli angloamericani
non oltrepassarono il Po fino al 20-22 aprile
(VEDI L'IDEA DI HARRIS, CHE VOLEVA USARE LA NUOVA ARMA: LA BOMBA ATOMICA SULLA PIANURA PADANA >>>>

 

 

Può darsi che una situazione molto simile riaccada ancora forse in un prossimo futuro . Se gli stranieri in Italia arriveranno anche al potere (come intendono fare) e per conservarlo lo difenderanno nelle piazze con le buone e le cattive, al grido "l'Italia sono anch'io".
DOVE GIREREMO L'INTERRUTTORE?
VERSO DI LORO O VERSO QUELLA "VECCHIA ITALIA" (INUMANA, CATTIVA) CHE NON VUOLE I PORTI APERTI, NE' VUOLE FARE SBARCARE I NUOVI CITTADINI"?

Gli stranieri assieme alla "nuova resistenza" li chiameremo Ns. "alleati"?.
COME ABBIAMO VISTO GIA' SOPRA A Modena sono già una realtà.

 

I nuovi italiani unendosi daranno con loro vita alla "Nuova Resistenza" e porteranno a Piazzale Loreto tutti gli altri italiani "razzisti" e contrari all' "accoglienza" e ai "Porti Aperti". E diranno poi questi nuovi "partigiami" reduci "abbiamo vinto !!". Come nel '45 ?!!
E come allora gli USA in Italia ........gli stranieri metterenno le "loro basi".

 

 

(anche al Trattato di Pace >qui in originale > > seguitarono a chiamarci sempre "nemici" non "alleati"- e precisarono pure che ("l'Italia si è arresa senza condizioni", anche se essa ha usato il termine Armistizio" (cioè l'Italia dovette consegnare le 3 armi, Marina, Aviazione, Esercito).
(Nè si afferma in alcun punto che nella "Liberazione" vi ha contribuito la "Resistenza". I Partigiani sono del tutto ignorati).

Nella liberazione bisognava andare sì con coraggio oltre il fascismo-nazismo ma bisognava anche gettare i semi culturali e morali per formare una nuova repubblica senza più le violenze fasciste ma anche del tipo Piazzale Loreto. Lì i "macellai" non esercitarono sicuramente il coraggio. I veri "liberatori" ne erano perfino indignati.

Forse fu una rivalsa di alcuni contro chi aveva scatenato una guerra? Forse, ma in certi casi - purtroppo - per alcuni quella violenza fu dettata anche da ragioni personali, da questioni private, individualiste, e anche una parte politica, che non di certo era una espressione collettiva del Popolo Italiano.

Ma anche oggi la retorica di certe celebrazioni ufficiali non sono infatti per nulla collettive. Da una parte come dall'altra si ha sempre l'impressione di essere sotto attacco costante.
E se esiste ancora oggi questa impressione é perché non si é fatto nulla per la pace di tutti. Si dice che l'intenzione era per gli ideali comuni della libertà, della democrazia e della giustizia sociale.
Ma non dimentichiamo il tentativo del partito comunista che voleva fare una rivoluzione bolscevica sotto il vessillo della Resistenza; che però stava per aprire le porte a Est ai Titini che - fortunatamente - finì poi con i compromessi dei governi democristiani.

Compromessi?
Eppure qualcuno (gente che - per l'età - non ha mai fatto sicuramente il partigiano) va ancora oggi dicendo "noi partigiani non siamo in congedo, siamo sempre mobilitati". Ma contro chi? Nessuno. Per cosa? Zero. Tutto un bluff. O vogliamo tornare scannarci tra di noi?


Abbiamo dovuto cedere agli USA 120 basi in Italia. Si dice per difenderci da aggressioni. Ma oggi partono da qui le "missioni di pace umanitaria" contro Paesi spesso a noi sconosciuti, e sono loro che decidono per noi dove portare la "democrazia" se necessario anche con la forza.
Noi che andiamo dicendo che abbiamo combattuto l'invasione nazista, abbiamo poi ricevuto in cambio l'invasione atlantista. Ci dicono cosa dobbiamo fare, dove possiamo acquistare, e dove possiamo starnutire.

Oggi i partigiani liberatori cosa dicono? Tutti zitti. Nessuna voglia di lottare. Del resto noi e loro non ne saremmo capaci, non abbiamo armi, aerei, portaerei, missili e bombe atomiche. Abbiamo solo parole!!

Nella memoria storica che circola si racconta che il fascismo era l’esercizio della violenza con le censure che esercitava il regime, ma si rimane poi stupiti quando constatiamo che gli antifascisti a loro volta ancora oggi fanno ricorso alla violenza e alle censure e invocano Commissioni per impedire espressioni di pensiero.
Da apprezzare sono le migliori intenzioni, ma le buone intenzioni esercitate con la violenza e la censura non portano da nessuna parte non certo a quella che dovrebbe essere una sana convivenza civile.

Vogliamo tutti la democrazia, poi in certi casi la si vieta. Vogliamo la libertà di espressione ma poi la si censura. Vogliamo la legge uguale per tutti ma poi per alcuni no. Vogliamo le libertà ma poi ognuno si prende le sue. Vogliamo la cultura per tutti ma poi certi libri sono vietati. Andiamo dicendo che ’Italia è un posto per tutti ed infatti facciamo entrare nel nostro Paese tutti.
Si ha l'impressione che noi tutti invece di essere dei soggetti pensanti siamo diventata tutti depensanti.

Abbiamo dimenticato tutti "UN TRISTE GIORNO" . Altro che "liberazione" !!
La realtà fu diversa. E non lo scrivo io oggi !!!.

Il "Corriere della Sera", il 14 febbraio scrisse in prima pagina a caratteri cubitali



"Firmata a Parigi la nostra dura condanna"
"Amaro silenzio in tutta Italia"
"Un triste giorno per l'Italia"

Mentre la stampa inglese scrisse: (nel trafiletto in rosso)

"RASSEGNATEVI" !!!

C'era poco da festeggiare sia a Milano che nel resto d'Italia !!!
Eppure si festeggia ancora oggi dopo 74 anni (La "Dura Condanna")

Quando proprio a Parigi per ascoltarla questa condanna
prima di prendere la parola un pessimistico De Gasperi disse amaramente:

"Tutto lo sforzo che devo fare, é ricordare agli ALLEATI che li abbiamo chiamati così
perchè li abbiamo creduti tali" 

(comun. Ansa, 7 agosto 1946, ore 10.25)

Ripeto: nessuno ha mai chiamato a Parigi gli Italiani "ALLEATI".

E alla conferenza del severo e umiliante Trattato di Pace,
dove a Parigi era stato tutto già deciso
spartizioni territori, cessione colonie, danni di guerra , occupazioni ecc. ecc.
De Gasperi fece loro una
toccante premessa...
"Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto,
tranne la vostra personale cortesia,
é contro di me.
Sono citato con la mia qualifica di ex nemico,
considerato come imputato
dopo che i più influenti di voi
hanno già formulato
in una lunga e faticosa elaborazione le loro conclusioni".
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Forse a Parigi gli "scortesi" non avevano dimenticato un suo articolo
su «L’Illustrazione Vaticana» del 3 ottobre 1937.

Quando ci fu l'incontro dei DUE per suggellare l'"Alleanza" "Fascismo-Nazismo"


ALCIDE DE GASPERI scrisse - Titolo: "Mussolini e Hitler parlano al Mondo"
"Non erano soltanto due ministri che s’incontravano, ma due grandi popoli".
"Italia e Germania hanno ricostituito dalle fondamenta lo Stato unitario"
"La civiltà di questo vecchio continente è nata dalla fusione di elementi latini e germanici"
"Nei reali interessi dell’Italia e della Germania non esistono elementi di divisione"
«La solidarietà italo – tedesca è una solidarietà attiva e vivente. Uno sbocco e un risultato di affinità morali o di comuni interessi"
" Se si vuole arginare il bolscevismo, è necessario intraprendere un’attiva collaborazione"
"Regime e nazione sono termini indissolubili e non si colpisce l’uno senza ferire l’altra."
" Questa collaborazione è stato il motivo dominante dei discorsi pronunziati dal Führer e dal Duce."
" Ed è per questo che all’incontro Mussolini–Hitler non si volgevano soltanto gli sguardi del popolo italiano e del popolo germanico, ma quelli di tutti i popoli europei che cercano una guida"
" Ora il Fascismo e il Nazionalsocialismo sono prima di tutto due visioni della vita che rispondono a tutte le domande della coscienza individuale"
" E’ per questo che le dichiarazioni di Mussolini e di Hitler dischiudono le più fulgide prospettive."
(qui l'intero articolo > >

(e qui il discorso integrale di De Gasperi a Parigi > > >

e...... L'IMPERO COLONIALE DELL'ITALIA ????
A PARIGI FINI' NEL RIDICOLO !
(perdemmo le Colonie per 1 solo voto, di un ubriaco !!! )

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Dopo la loro "liberazione" venne la loro '"occupazione" quando crearono l' AMGOT (l'Allied Military Government of Occupied Territories) emettendo perfino il denaro (le Am-Lire). - "Loro a comandare, noi non contiamo più nulla" (By Badoglio).
Furono infatti pure loro a scegliere i Governi a loro graditi e anche tutti i prefetti nelle varie città, e questi erano tutti ex fascisti. Loro a installare sul nostro territorio 120 basi.

POI SI ARRIVO' ALLA COSTITUENTE

Certo nella nuova Costituzione iTALIANA, l’elemento determinante, fu l’antifascismo e una spinta forte furono fra i Partiti i "compromessi". Poi qualcuno disse che era meglio parlare di "intese" di "patti", di "accordi".
Anche se un "compromesso" era richiesto dal momento storico . Fatto sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione Russa del 1918 (aggiornata poi da Stalin nel 1936) come a un modello da cui prendere molte indicazioni. ( ne possediamo una copia originale, stampata a Mosca
che riproduciamo integralmente QUI >>>

Nei 556 Deputati della Costituente, non dimentichiamo che vi erano circa 200 deputati di sinistra (comunisti e socialisti).
Fu lo stesso RUINI rispondendo a una intervista su Candido ad affermare
“La nostra Costituzione non è applicata in più norme ed in più istituti; io ho affermato e deplorato più volte; e lo ripeto ora… Vi sono errori e responsabilità. Si è lasciato che dell’attuazione del testo costituzionale facessero bandiera e monopolio partiti che intendono valersi della Costituzione per promuovere al di là di essa un regime diverso e contrario".

(tutti i lavori della Costituente, i nomi dei 556 deputati, la loro appartenenza politica >>>>>

Se oggi la Costituzione è intoccabile, il motivo é chiaro. Esistono ancora i "compromessi". La sinistra non demorde. Anche se oggi non guarda più ai "Kolchoz" bolscevici ma ai grandi capitalisti e alla finanza occidentale.

Allora l' "antifascismo" della sinistra fu all'acqua di rose. Del resto se fosse stato irruento, o Churchill o gli Americani, sapevano cosa fare. Meglio quindi era fare dei compromessi.

E a proposito di "compromessi" come già accennato sopra, Luigi Einaudi - diventato Presidente della Repubblica - lui i prefetti ex fascisti li voleva subito eliminare, ma poi proprio lui ne dovette nominare altri 30 sempre ex fascisti. Anni dopo la Liberazione, 62 prefetti su 64 provenivano dall’amministrazione fascista, e con loro tutti i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori – 120 su 135 – avevano fatto parte della polizia fascista. E Guido Leto, che della polizia politica fascista era stato il capo, dopo aver contribuito nel dopoguerra a riorganizzare i servizi segreti terminò la carriera come direttore delle scuole di formazione della polizia.
Infine c'era GAETANO AZZARITI - detto "il camaleonte del secolo breve" (By N. Pirozzi). Era nel fascismo Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "Tribunale della Razza"; in tale veste, giudicò, emise sentenze, comminò pene e condanne.

A tale proposito: Le "Leggi razziali fasciste" in Italia (al pari di quelle naziste) furono emanate dal Re con il Regio Decreto 1389 il 5 settembre 1938. (tutti i documenti storici in proposito >>>> ). Queste leggi escludevano gli ebrei dalle istituzioni, dalle varie professioni, dalle scuole . Ma non c'era mai stata alcuna deportazione. Solo il 16 ottobre 1943 (quindi dopo l'8 settembre e dopo l'invasione tedesca - con il Re in fuga che le aveva le "leggi" lasciate invariate) fu fatto il rastrellamento di 1259 ebrei al Ghetto di Roma . Nessun fascista italiano fu ritenuto abbastanza fidato da Kappler per partecipare all'azione. Anche se poi nella RSI al Nord alcuni "fanatici, fascisti, cattivi" contribuirono ai rastrellamenti.
Ma anche a Roma vi erano "fanatici, cattivi, ebrei" che consegnavano i loro conoscenti e perfino il loro famigliari ai nazisti; furono 747. Una di loro (la bellissima Celeste Di Porto - soprannominata "pantera nera") pur anche lei del Ghetto era amante di un nazista e gli indicava i nomi e gli indirizzi di ebrei facoltosi che si erano nascosti in città. 20 di loro finirono prima in carcere poi prelevati per essere fucilati alle Fosse Ardeatine. ( la lista Ebraica >>>>

Il 2 giugno 1953 AZZARITI fu fatto Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 1955 nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Il 6 aprile 1957 Presidente della Corte Costituzionale e vi rimase in carica sino 1961, giorno della sua morte. (ne parleremo più avanti - nella 3a parte di "Mussolini fece tutto da solo").
(La Boldrini e la Segrè non hanno nulla da dire su questa anormalità?).

Personalmente a me non piace che si vada in ogni scuola per dire ai bambini che verso una popolazione- quella ebrea - che era un millesimo degli italiani - abbia fatto del becero, razzismo, deportazioni e uccisioni di ebrei. O fare monumentali memoriali o spedizioni di studenti ad Auschwitz per far rivivere "l’atmosfera da incubo e l’incubo del deportato”. Come voler far ricadere una grave colpa su tutti gli italiani stessi a futura memoria. Vi erano - come detto sopra - allora fanatici italiani cattivi, e fanatici ebrei cattivi (fino al punto che proprio alcuni di essi - per denaro - facevano nei rastrellamenti spiate dando ai nazisti gli indirizzi di ebrei per farli arrestare - ebrei dentro perfino nel Ghetto). Ma fino al 19 ottobre 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male. E riferendomi alla indignazione e al raccapriccio dei forni crematori, io ritengo un orrore raccapricciante anche il "forno crematorio" che in un colpo solo (risparmiarono i gas) fu buttato dagli angloamericani sui giapponesi.


Quanto alle persecuzioni bisognerebbe allora permettermi di ricordare anche coloro che oggi vivono nella striscia di Gaza
sono "esseri umani" che vivono oggi loro l'incubo. ( i cui superstiti in futuro racconteranno poi ai loro nipoti..... 'l'errore di esser nati e aver vissuto come palestinesi").
E vorrei anche ricordare che nel 1933 (sul Daily Express) furono gli ebrei a dichiarare guerra alla Germania, a volerne perfino l'estinzione con la castrazione. Su libri e giornali - che incitavano all'odio razziale verso i tedeschi, scrivevano: "bisogna strangolarla economicamente!!", "bisogna castrare tutti tedeschi !! ", "Per il bene dell'Umanità !!", "fare una guerra santa !!", "deportarli o renderli schiavi !! ". "la "Germania deve morire !!!", "Germany must perish !!! ". (giornali e libri sono spariti - ma nelle biblioteche esistono ancora!! >>>>>)

 

Volendo ritornare ad Azzariti e altri gerarchi bisogna qui dire che gli occupanti si fidavano più degli ex fascisti che non degli altri; "chi ha tradito una volta lo farà anche una seconda volta" (fu la considerazione fattami quando io entrai a far parte di un reparto italiano della Nato per fare dell'antiterrorismo - Dov'era impossibile farne parte anche se si aveva un lontano parente comunista. - E altrettanto fecero in Germania, con gli ex nazisti, che vennero comodi per tenere a bada a Est il comunismo.


Alcuni elementi comunisti (che erano dominanti ma solo fra i partigiani al Nord) lottavano per unirsi all''Unione sovietica", per la dittatura e il comunismo. Tutti questi anomali "compagni" (con dentro nelle loro file 5-6 mila Russi giunti in Italia a dar man forte !!!!!!! ) non hanno affatto lottato per liberare l'Italia, ma bensì per tentare di imporre la dittatura sovietica nel Nord. E più sensibile a questo richiamo era soprattutto il proletariato più controllabile dai sindacati di sìnistra.

Eppure guardando oggi le "Commemorazioni" (con la pelle di chi è morto 74 anni fa) sembra che nei partigiani non ci sia stato nessun italiano. Dobbiamo tutto alla Russia, agli Iugoslavi. ( E' la Storia é manipolata, bellezza!!! )

Si sono però dimenticati che in Abruzzo, a Ortona, sul Sangro, a Montecassino, ci sono imponenti cimiteri di guerra, dove alcune tombe non hanno nemmeno un nome. Sono di anonimi britannici, canadesi, polacchi, indiani, tutti morti per liberare l'Italia dai nazisti. Di partigiani "liberatori" "rossi" nemmeno l'ombra. Per loro nessun "Giorno della Memoria". Eppure oggi certi soggetti 74 anni dopo (quindi avevano più o meno appena 5-10 anni))dopo quei tragici fatti si atteggiano loro ad eroi con stendardi di LIBERATORI.

Infatti il Centro e il Sud era già libero dal 9 giugno '44 per merito di questi "dimenticati" assieme ad alcuni Italiani senza il "fazzoletto rosso". Qui vi erano state le prime formazioni di partigiani apartitici; piccolissimi gruppi, ma già numerosi che si erano già formati in Abruzzo subito dopo il 9 settembre. A Chieti e nei dintorni già nella notte fra il 9 e il 10. ( io ero ancora decenne, ma c'ero e in un certo senso anche attivo).

Le azioni di guerriglia partigiana in Abruzzo iniziarono subito all'indomani del 9 settembre e termineranno il 9-10 giugno 1944, quando i reparti paracadutisti della "Nembo" (Folgore) entrarono per primi a Chieti e poi a Pescara, liberandole. Seguiti dagli angloamericani che iniziarono da quel momento a risalire verso il Nord, grazie proprio al "sacrificio" della Nembo.

Di bande in Abruzzo se ne formarono nei dintorni di Chieti non una ma ben 48, con circa 3500 uomini.
(la più famosa "la Maiella" che risalirono pure loro l'Italia e che li troveremo addirittura a Bologna e a Bologna e in Veneto a liberare Asiago).

Ha ragione oggi la "antifascista" Boldrini nel dire che "quella" "liberazione" fu fatta ( per assolverli dalle anomalie?) non solo dai comunisti rossi, ma anche da altri compagini politiche. Ma dimentica che insieme a queste furono i Paracadutisti della Folgore, la Nembo (lei che alle sfilate non li saluta perchè fascisti) e che - ricordo - dopo la liberazione di Chieti, metà di loro - tra il 1° e il 9 luglio 1944 - morirono a Filottrano > > - in quella che è stata definita la più cruenta battaglia sostenuta dal Comitato Italiano di Liberazione. (i caduti erano gli stessi che mi portarono sulle spalle quando entrarono a Chieti e li portai perfino alcuni di loro anche a casa mia per rifocillarli - dove mi stregarono con le loro gesta - perché poi diventai anch'io Paracadutista (poi antiterrorista) e come istruttore alla Scuola Carabinieri Sabotatori, avevo Oreste Leonardi, il Capo Scorta ucciso al sequestro Moro. Da chi? dalle Brigate Rosse!!).

Quindi io c'ero, la Boldrini NO. Ma si possono sapere questi fatti leggendo un minimo di Storia.

A prendere la redini di alcune di queste bande in Abruzzo fu il maggiore serbo Mattiasevic, che inizia a dare consigli preziosi a queste formazioni: "non concentrarsi, ma formare piccole bande". Era la diabolica tecnica che era stata riservata a Hitler in Iugoslavia: "ogni uomo deve essere soldato, comandante e stratega di se stesso".
Pochi storici parleranno di questi episodi della resistenza abruzzese contro i tedeschi. Non ne parlano perchè questa sorse spontanea, e perchè dentro non c'erano solo comunisti, antifascisti, ma anche fascisti. E questo non era quindi in linea con la (in certi casi demagogica e monopolizzata) Resistenza partigiana di sinistra del Nord; nè del resto quei fascisti che vi parteciparono convenne loro riferirla, perché era disonorevole parlare di defezioni dai loro ranghi.

Queste rivolte in Abruzzo sorsero spontanee... senza fazzoletti rossi al collo (fra questi uomini c'era anche il futuro presidente della Repubblica Ciampi. Che in una recente visita proprio in Abruzzo ha così sintetizzato le motivazioni primarie di queste bande non ancora ideologizzate: "fu un impulso istintivo a ribellarci".

Ma in quel caotico frangente, bisognava dunque decidere con chi stare; dove schiierarsi? in una unità partigiana o in quella di Salò? Gli scrupoli non erano pochi. Seguire l'istinto o attenersi agli ordini dei capi? Disertare o non disertare? Tuttavia ognuno prese le sue decisioni. Giuste? sbagliate?
Fu così difficile che un esemplare esempio fu la decisione che prese Franco e con lui in Italia tanti altri come lui. Poi processato !!
Vi riporto qui una di queste decisoni che è "paradossale" per chi vorrebbe semplicizzare TUTTO DA LEGGERE >>>>

Ora dato che erano "istintive" e non seguivano una razionalità educativa, ognuno seguì la propria coscienza; ed alcuni agirono con i riflessi incondizionati di quell'educazione ricevuta in gioventù (piuttosto pressante) e alcuni scelsero Salò.

Non dobbiamo quindi condannare chi scelse un'altra barricata dove combattere. Fino a poche ore prima del 8 settembre, gli oppositori al regime erano considerati traditori, banditi, antifascisti: questo era l'imprinting che tanti avevano ricevuto dai loro "maestri". Mica potevano girarsi da soli l'interruttore della propria coscienza.
Agirono pure loro come Ciampi. Andando o da una parte o dall'altra. Ma tutti conservando ognuno le proprie idee. Che erano piuttosto diverse rispetto al Nord.

Perchè ricordiamo qui - che poi al Referendum e nelle successive elezioni politiche, il Centro e il Sud, votarono per la monarchia e il fascismo -
(5.927.000 a favore Monarchia- 3.358.000 a favore Repubblica - e nel '53 oltre la Monarchia, il MSI in alcune città del Sud prese perfino il 23,5% dei voti) vedi elezioni in ogni città italiana >>>>>

ALLE PRIME ELEZIONI DEL 2 GIUGNO 1946
A Milano il PCI prese il 24,9 dei voti ---- A Roma prese il 13,4 --- A Napoli prese l'8,2 --- A Palermo prese il 2,2

MARSHALL dagli USA era stato del resto molto esplicito all'Università di Berkeley il 20 marzo: a solo un mese dalle elezioni. Aveva affermato che gli aiuti economici agli italiani, che erano già diventati in tre mesi milioni di $, "sarebbero cessati nel caso di una vittoria elettorale in Italia dei comunisti".


Le due minacce fatte arrivare su tutti i pulpiti d'Italia e zelantemente rinvigorite in ogni più sperduta contrada dai Comitati Civici, della DC paventando agli italiani lo spettro dello stomaco vuoto, aziende in crisi e l'anima dannata, "realizzarono" "il miracolo"!
In piazza Duomo a Milano, arrivano i primi camion della War Relief Services Il cardinale Schuster gli va incontro, benendo la "grazia di Dio". O meglio la "grazia degli americani".
--- DAGLI AMICI DEI "ROSSI" , DALLA RUSSIA - NULLA!!! SOLO PROCLAMI.

Cosa ottenne l'Italia dall'ERP (Ente Ricostruzione Europea)
in termini di aiuti...
... dopo tre anni di attività 1948-1951

VEDI QUI >>>>>
Fonte originale: il generale riepilogo della pubblicazione curata dalla
"Missione Americana ERP" in Italia - Ufficio Stampa - Divisione Informazione -giugno 1951
("Storiologia" possiede il documento originale stampato in Italiano a Roma a fine 1951)

SONO ELENCATE IN OGNI REGIONE TUTTI I NOMINATIVI DEI BENEFICIATI (nessuno comunista !)

"Certi" comunisti al Nord naturalmente aspiravano a un regime comunista: sarebbe stato ben strano il contrario. Era nel loro DNA dai primi anni della Rivoluzione Russa. Quindi se avessero preso il potere i partigiani "rossi" è presumibile che in Italia si sarebbe instaurato un regime comunista come poi avvenne in tutta l'Europa orientale dalla Polonia alla Romania all’Albania fra l’entusiastica approvazione dei comunisti italiani.

E più tardi entusiasti e con manifestazioni di giubilo furono quando giunsero proprio in Albania i "Maoisti".
(ma durò poco- più tardi ci pensarono anche qui gli USA)

Poi c'è stata la pace in Europa ma solo grazie agli anglo-americani. Non grazie ai Titini sovietici e i suoi simpatizzanti in Italia. Negli accordi di fine guerra, fra Russi e Americani l'Italia restò nella sfera di influenza americana e non fu possibile ai comunisti (praticamente ai partigiani "rossi" ) di prendere il potere con le armi (spuntate).

Certo che le elezioni in Italia nel '48 furono irruenti e battaglieri, con gli anatemi lanciati dai pulpiti, o con le processioni dell'anno Mariano che percorsero in lungo e in largo tutta l'Italia, provocando nel popolino scene d'isterismo - in ogni luogo avvenivano miracoli con la Madonna "piangente di dolore"... "per il pericolo rosso incombente").
Tutte le associazioni cattoliche furono usate per rinfocolare con ogni mezzo "la paura del comunismo" che é presentato come l'"Impero del Male", "una sventura per l'Italia qualora si insinuasse nella vita civile italiana questo cancro", "una disgrazia incalcolabile", "un salto dentro un abisso dove non esiste Dio".
L'"AVVISO SACRO" alle porte delle chiese era del resto chiaro: "E' scomunicato e apostata chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.... chi vota per esso.... ed è estesa la sanzione anche a quei partiti che fanno causa comune con i comunisti".
Per la Chiesa, il giornale l'Unità (Organo del Partito Comunista Italiano) era una "apologia" dell'odiato comunismo!!!. Anche se poi pure loro trasformarono l'ideologia cattolica che l'animava in ideologia del potere.
Sembra oggi che è apologia del fascismo se un giornale, un libro, una manifestazione non è allineata al "coro".

 

Poi c'è stata la pace in Italia ma solo grazie agli anglo-americani. Non grazie ai Titini sovietici e i suoi simpatizzanti in Italia. Negli accordi di fine guerra, fra Russi e Americani l'Italia restò nella sfera di influenza americana e non fu possibile ai comunisti (praticamente ai partigiani "rossi" ) di prendere il potere con le armi (spuntate).

Se questi ultimi sognarono all'inizio di abolire gli oppressori e di applicare il principio "siamo tutti italiani" creduto un giusto diritto, questo si è poi dimostrato un mito teoretico, perché le genti tendono a congiungersi e a disgiungersi secondo le necessità e le insoddisfazioni, a causa di altri soprusi che accendono nuovi rancori pieni di pericoli.
(anch'io allora dovrei essere pieno di rancori verso gli angloamericani: sono uscito vivo da sotto le macerie di casa mia bombardata da loro; e sono anche uscito vivo da una mitragliamento fatto in una piazza, vivo perchè poi il caccia, toccando il campanile cadde e si sfasciò proprio davanti a me. Ho dimenticato per vivere serenamente senza odi)

 

LA RESISTENZA AL NORD

Ritorniamo ancora a Milano nel '45.
Il comando generale delle formazioni partigiane del nord Italia è affidato a Luigi Longo; Pietro Secchia ne è il commissario politico. Si passa subito dalla iniziale spontaneità delle bande, alla precisione logistica con un organico inizialmente aperto a tutti i "patrioti", cioè senza discriminazione politica. (come in Abruzzo). Si guarda più all'azione militare, anche se non viene abbandonata del tutto (da parte dei "rossi") la subordinazione al partito.
DI DIO, il comandante partigiano del CLN, conia i motti "Tutto per l'Italia", "Da noi non si fa politica". (durò poco! Lui era di orientamento cattolico (!!)
i suoi appartenenti portavano al collo un fazzoletto azzurro; non "rosso" !!!).
Finì ucciso in Val d'Ossola (medaglia d'oro al valor militare).

"Da noi non si fa politica" Lui diceva. - All'inizio fu proprio così. Non si faceva politica. Ma nessuno immaginava una così lunga durata della guerra, una così lunga "latitanza", "diserzione", "fuga", "sacro dovere patrio", "difensori del territorio", "impulso istintivo a ribellarsi" ecc. ecc. Qui ognuno gli dia il nome che più gli aggrada.
Accusiamo i fascisti della RSI? Ma come potevano dei giovani allevati e indottrinati per 20 anni, un bel mattino cambiare mentalità, ideologia? Non potevano cambiare "come girando un interruttore della luce"!!!!

Le prime "bande" sono dei "rifugi" di quel patriottismo astratto (di stampo risorgimentale) che piaceva sia ad alcuni partigiani non comunisti ma anche ad alcune formazioni fasciste della RSI; entrambe si appellarono alla Patria piuttosto che al partito.

Un patriottismo astratto che vi ricorsero tutti coloro che si sono sentiti (come se fosse un fenomeno biologico) investiti individualmente dall'onta di quanto accadeva, da una parte come dall'altra.

Ad entrambi non piaceva affatto (qui sta la componente biologica) l'invasione del proprio territorio di chicchessia, nè dai nazisti (arroganti) assieme ad alcuni fanatici fascisti, nè tanto meno dagli anglo-americani (che bombardavano le città); i primi sappiamo erano alleati delle ex regolari truppe Regie dell'Italia, poi della RSI. Mentre i secondi (gli USA) da anni e fino al giorno 25 aprile venivano rappresentati sempre al popolo italiano come dei famelici lupi capitalistici.

Quando questi bombardavano venivano chiamati "assassini" di povera gente. "Ignobili assassini". Del resto Milano nell'aprile del '45 era stata mezza distrutta. (altro che "alleati").



Questi "alleati" avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA >>>> dove si vergognò perfino la morte ). E seguitarono anche dopo il 25 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.

Kardelj, capo delle forze di liberazione slovene e luogotenente di Tito, ai capi comunisti dell'Alta Italia, già parlava di una "comune presa di potere nella regione Giulia di comunisti italiani e sloveni".
Contribuì poi a gettare benzina sul fuoco la lettera di PALMIRO TOGLIATTI, segretario del partito comunista, con la quale si ordinava al comando della brigata Garibaldi-Natisone di porsi alle dipendenze operative del IX Corpus sloveno; la lettera conteneva anche il testo dell'ordine del giorno da approvare:
"I partigiani italiani (!!???) riuniti il 7 novembre in occasione dell'anniversario della Grande Rivoluzione accettano entusiasticamente di dipendere operativamente dal IX Corpus sloveno, consapevoli che ciò potrà rafforzare la lotta contro i nazifascisti, accelerare la liberazione del Paese e instaurare anche in Italia, come già in Jugoslavia, il potere del popolo".

Del resto dentro "rossi" italiani vi erano (a guidarli?) numerosi sovietici (ca. 5000 al nord - 1884 solo in Romagna).
(ci hanno poi detto - e ci dicono ancora - che avevano lottato per la Resistenza Italiana)
Ma era questo "patriottismo" italico o russo ?

Che fosse piuttosto astratto anche nei partigiani questo patriottismo non ci sono dubbi ma quando tra loro scoppieranno i primi litigi, le cose cambieranno; la tanto declamata coscienza nazionale divenne poi un colabrodo, con i vari buchi delle ideologie filosovietiche (filotitine), o filo americane, o filoindipendiste (Sicilia) - o con le ostilità dei vari partiti nuovi che andranno a formarsi, con quelli vecchi e stravecchi che miravano a consolidarsi, spesso con titolari che dopo lunghi esili all'estero si accingevano a tornare, e pur non vantando nessun merito, non solo volevano comandare ma svalutavano l'opera di quelli che (in quegli anni mentre loro erano all'estero) avevano duramente lottato e pagato anche con la propria pelle. Nelle file fasciste come in quelle partigiane.

Nell'azione della Resistenza, dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni che abbiamo ricordato sopra, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore (tedesco) e i fanatici fascisti filo-nazisti, ma lo stesso dicasi per i fascisti (cresciuti nel culto della Patria e del Giuramento al Re e al Duce) che ai loro occhi gli invasori erano gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi.

Occorreva forse una ideologia per condannare lo scempio di Gorla > > ? Quei bambini oltre che italiani erano innocenti.

Tutti gli italiani - dal '40 al '43 erano da tre anni che eseguivano i ciechi ordini di un Governo, di un Re capo di uno Stato Sovrano, che avevano dato accoglienza e fatta un alleanza; non potevano certo gli italiani cambiare in poche ore la disciplina e gli insegnamenti ricevuti in venti anni, e tanto meno cambiarli poi con quel bollettino di Badoglio e del Re (l'armistizio) così ambiguo e oscuro, ma anche falso, perchè mentre il disco ogni quarto d'ora alla radio ripeteva quel comunicato i primi a scappare furono proprio loro. Se diserzione ci fu, il primo esempio venne dall'alto. (fra l'altro la prima tappa di quella fuga fu la casa di chi qui scrive: Palazzo Mezzanotte a Chieti)
Anche i primissimi partigiani al Nord pure loro per contrastare la ritirata dei tedeschi agirono con atti risoluti andando anche allo scontro diretto con dei commando e con la guerriglia. Il 19 SETTEMBRE '44 i tedeschi per rappresaglia incendieranno 350 case di Boves, in provincia di Cuneo - trucidando per gli appoggi dati ai partigiani - 40 civili.

Da questo episodio ebbe inizio la cruenta lotta partigiana anche nell'Italia del nord.

Queste azioni inizialmente furono concepite e coordinate da gruppi compositi, ma subito dopo, all'interno di alcuni gruppi, sorsero numerose contrapposizioni di carattere ideologico, dove ognuno, a fine conflitto pensa già di varare il suo progetto politico, chi di stampo rivoluzionario, chi più moderato, chi quello riformistico (la stessa cosa era accaduta dopo la fine della Grande guerra).

Iniziano così vari scontri dialettici (poi anche di reazione violenta) in cui i programmi di come condurre l'azione di rinnovamento nel dopo conflitto divergono moltissimo: in tante strade quante erano le ideologie, che vennero fuori giorno dopo giorno fino al 25 aprile e poi anche oltre.
I comandanti improvvisati, venivano continuamente esautorati perchè dall'estero piombavano in Italia i fuoriusciti a prendere loro le redini dei vari movimenti. E alcuni di loro non è che avevano le idee chiare. Erano rimasti al 1919-22. Nelle stesse sinistre si formarono sei correnti. Con la fazione bolscevica che aveva in mira gli scopi che più direttamente la riguardavano per una propria affermazione politica nel dopoguerra.

Due erano fondamentalmente le correnti di pensiero in contrapposizione: il CLN - (frangia GAP, dov'era predominante la sinistra "rossa") che affermavano "attribuire ai Comitati di liberazione nazionale un effettivo ruolo di governo e solo dopo estendere la partecipazione ai partiti".
Gli Azionisti e la futura DC, invece affermavano "I Comitati di liberazione sono una esigenza contingente legata a necessità e soddisfatta questa si deve aprire "il libero e opposto gioco dei partiti". - Parole!!
La guerra non è ancora vinta, ma tutti fanno progetti. E ognuno si mette a fare i propri. Anche - come vedremo - scannandosi fra di loro.

Non era stato previsto questo periodo che diventasse così lungo, e proprio questo permette ad ogni corrente politica (spesso persino all'interno del proprio colore politico) di preparare ed elaborare sempre di più nei dettagli il proprio "personale" programma, spesso in contrasto con quello degli altri.
Alcuni lo vogliono rivoluzionario (quelli rimasti fermi al 1919), altri ritengono che una volta esaurita l'azione militare ci si debba scontrare sul piano elettorale. Nasceranno insomma molte incomprensioni che assumeranno anche nel tardo dopoguerra toni forti con durissimi attacchi verbali; e nel 1948 (nel dopo elezioni con l'attentato a Togliatti) questi attacchi torneranno in superficie quasi sfiorando un altro dramma; quasi un'altra guerra civile, non per un pericolo nazionale proveniente dall'esterno, ma a nome di due ideologie (questa volta all'interno del Paese) che non volevano trovare nessun punto d'incontro (perfino dentro gli stessi schieramenti di sinistra); ognuna con inamovibili pregiudiziali (vedi i socialisti di Saragat).

Il problema era questo: Bisognava scegliere con chi schierarsi, non si poteva e non si doveva più rimanere passivi. Molti furono i giovani che si trovarono a dover gestire una realtà nuova. Fino ad allora avevano solo ubbidito, avevano vissuto quei primi anni di guerra senza esserne coinvolti. Ma ora, con i tedeschi che avevano invaso il nostro paese, con i fascisti che tornavano alla ribalta dopo il 25 luglio e il Re che aveva abbandonato Roma, l'azione era diventata una necessità.

Naturalmente il timore delle rappresaglie era forte. Proprio per questo, all'inizio la Resistenza fu un fatto minoritario. Non più di 4000 persone erano disseminate nelle bande per le valli alpine e appenniniche, di cui 1650 in Piemonte, 300 in Lombardia, 700 nel Veneto, 200 in Liguria, 2-300 in Emilia, 250 in Toscana.
Erano questi coloro che non avevano risposto alla chiamata alle armi: quindi dei disertori.
Per evitare queste diserzioni nella RSI (che era il governo del Nord) venne emanato un bando che comminava la pena di morte ai renitenti e ai disertori e nello stesso tempo chiamava alle armi le classi del 22' e del 23'.
(Il dubbio di FRANCO - fu Disertare o non disertare? fu poi una beffa da non credere !!! >>>>


Anche a causa di questi improvvisi e forzosi arruolamenti in molti scelsero la via della montagna, non solo per scappare ma per organizzare al meglio la lotta armata. E proprio per questo atteggiamento i nazi-fascisti presa coscienza degli aiuti
che la gente dava ai disertori, emanarono il 25 aprile 1944 un decreto dove venne stabilito che tutti i militari entrati nelle bande di "ribelli" erano disertori e tutti coloro che li appoggiavano puniti con la pena di morte; stessa sorte toccava a chiunque avesse dato rifugio, fornito vitto o prestato assistenza ai neo-partigiani.


Nel periodo compreso tra il 9 settembre 1943 e la fine di aprile del 1945 è stato calcolato che nella lotta caddero decine di migliaia di partigiani ( compresi i civili che li avevano aiutati o nascosti). E altrettanto furono i caduti della parte avversa.
Già perchè a un certo punto vi erano italiani partigiani che davano la caccia agli italiani fascisti, e questi italiani fascisti davano la caccia a gli italiani partigiani. Insomma una guerra civile!!

Dunque fare il partigiano o fare il repubblichino si rischiava in entrambi la pelle. Non c'era scampo, sia da una parte della barricata che dall'altra. Fare una scelta razionale non era possibile. Schierarsi da una parte e comprendere quella che era diventata una guerra politica con i cinici interessi territoriali dei Grandi non era facile, neppure ai politici di prima grandezza. Sia il comune cittadino come per l'intellettuale, spinto da una dottrina e da alti ideali, per entrambi la menzogna e la delazione era motivata e giustificata, e perfino l'assassinio o la strage diventava un'azione eroica (da entrambe le parti - vedi via Rasella).

Ma i cosiddetti "alleati" non si preoccupavano più di tanto; se la prendevano con calma; del resto loro avevano imponenti mezzi, uomini e tanti aerei che ormai volavano indisturbati, a bombardare, bombardare, bombardare. Questo era l'ordine di Churchill. - Ricordiamoci che era di Churchill il motto "La nostra potenza ci ha posti al di sopra degli altri".

Tuttavia proprio Churchill entrò in fibrillazione, quando le truppe sovietiche dopo aver travolto le armate tedesche, con i suoi 912.000 uomini, 20.000 cannoni, 3000 carri armati e 3200 aerei, aver liquidato i tre Paesi Baltici, e si sono affacciate su Briga, dove stavano travolgendo ogni resistenza arrivando al confine della Iugoslavia unendosi ai partigiani slavi di Tito, accolti come salvatori il 9 dicembre entreranno nella Belgrado dei Titini.

Churchill prima non aveva mai creduto nella grande efficienza russa nè credeva che tutto sarebbe avvenuto in così brevissimo tempo. Ora invece temeva dalla Iugoslavia uno sfondamento in Italia che non sarebbe stato difficile ai russi e ai titini, visto il grande sostegno delle numerose brigate partigiane italiane comuniste in Friuli e Venezia Giulia, con già dentro nelle loro file ca. 5000 sovietici - non è stato mai detto il motivo, anche se la sinistra "rossa" ha sempre affermato che era un aiuto dato alla legittima "Resistenza" contro il nazifascismo.

Il 27 SETTEMBRE - Inspiegabilmente l'offensiva alleata sul fronte italiano già lenta, la pressione sulla linea Gotica viene sospesa anche quando ormai - con i mezzi che loro avevano - potevano benissimo proseguire verso la pianura Padana. Troviamo il generale Clark che conduce l'armata, a imprecare contro i suoi stessi superiori "E' una vergogna che non ci si permetta di sfruttare questa vittoria e...... avanzare". (Ma lui non è un politico!)

Politico lo è invece Churchill che il 9 ottobre vola a Mosca da STALIN. Vuole mettere fine allo stallo con un chiaro colloquio onde eliminare i suoi dubbi e le sue paure bolsceviche. La sintesi é questa: "Sistemiamo le nostre faccende nei Balcani. Procediamo a offerte e controfferte stiracchiate". Dal blocco appunti strappa un foglio a quadretti, sprofonda in una poltrona, e butta giù a matita la spartizione dell'Europa in una forma cinica (lo afferma lui stesso), sintetica e lapidaria.
Scrisse le percentuali da mettere nella rispettiva influenza militare, politica ed economica.
Molotov scriverà nelle sue Memorie "Churchill era disposto a "svendere" i Balcani pur di mantenere il predominio sulla Grecia" e sull'intera Europa".

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SU CHURCHILL è doveroso fare questa premessa:
Fervido ammiratore di Mussolini, e del suo antibolscevismo, forse (anche se il "carteggio" non è stato mai trovato) era stato CDhurchill a incoraggiare Mussolini a fare una guerra alla comunista Grecia, a spingerlo ad attaccare sui Balcani per distogliere Hitler dall'Europa. Gli Italiani si impantanarono in Grecia, Hitler per non perdere uno Stato mediterraneo e (per i suoi segreti progetti) averlo alle spalle come nemico, corse in suo aiuto; con non pochi problemi; ritardando la sua invasione in Russia che gli fu poi fatale !!!
A parte il "carteggio" mai trovato e che fu un incubo per Churchill, resta il fatto che Mussolini nella sua ultima intervista (il 22 aprile; 6 giorni prima (!!! >>>>l'abbiamo QUI >>>>) della sua esecuzione).accennò "Ho una documentazione che la storia dovrà compulsare per decidere....Io sono tranquillo....Non so se Churchill é, come me, tranquillo e sereno....". (fu la sua condanna a morte - da parte di chi? vennero comodo a Churchill i tanti da lui odiati comunisti). Valiani sibillinamente, disse in seguito «La morte di Mussolini deve rimanere un mistero". quindi aggiunse, «Londra ha suonato la musica, ed il PCI è andato a tempo!».
Se Churchill ( e non solo lui ) ammirasse Mussolini non ci sono dubbi (basta leggere gli estratti della stampa mondiale >>>>> QUI >>>> )


Ne prendiamo solo qualche estratto: (con sicuramente molto dispiacere dei tanti "antifascisti":
(ma è Storia bellezza!!)
CHURCHILL: "Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nell’ evoluzione mondiale…."
CHURCHILL: "Se fossi italiano, sono sicuro che sarei stato interamente con voi dal principio alla fine, contro i bestiali appetiti e le passioni del leninismo”
CHURCHILL: “Il genio romano impersonato da Mussolini. Il più grande legislatore vivente"
EDEN (Min. Est. Brit.) “Mussolini con la sua antiveggenza vuole che sia rispettata la sovranità dei piccoli Stati"
S. HOARA (ex ministro degli esteri inglese)“Mussolini è il massimo statista dell’ Europa moderna”
GORDON LANG (Arcivescovo di Canterbury) “ Mussolini è l’ unica figura che giganteggia sull'Europa”
LLOID GEORGE (Primo Ministro del governo britannico) "Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopo guerra"
CHAMBERLAIN (Ministro degli Esteri britannico) "...il signor Mussolini sta lavorando per la grandezza della sua nazione e porta sulle sue spalle un peso tremendo”
B. SHAW: "Il popolo era tanto stanco dell’ indisciplina e sentiva il bisogno di un Mussolini, il suo adorato tiranno”
Ma anche in America lo si ammirava. (ancor di più al Crollo di Wall Street)
ROOSEVELT "Sono rimasto davvero ammirato del modo come Mussolini concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno
EDISON “Beati voi italiani che avete Mussolini. E’ il più grande uomo europeo”
KNICKERBOCKER (Il più famoso giornalista americano): “Benito Mussolini è fiero di essere italiano e ha reso gli italiani fieri di essere italiani”
OTTO KAHN (Magnate della finanza americana)" “Il cambiamento che si è verificato nel paese dopo l’ avvento di Mussolini al potere ha del miracoloso…. Tutte le nazioni gli debbono gratitudine"
GANDHI : “Il Duce è uno statista di primissimo ordine"
LUDWIG : (Storico ebreo tedesco) “Nel mio giudizio, Mussolini è il più notevole uomo vivente: la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della storia. E' questa una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo".
Infine PIO IX:In occasione dei Patti Lateranensi. (presente PIO XII, Pacelli) ".... siamo stati nobilmente assecondati. Ci voleva un uomo come quello che ci ha dato la Provvidenza, che ha ridato Dio all’ Italia e l’ Italia a Dio”. Quest'opera di "beatificazione" e di "santificazione" dell"Unto dal Signore" era avvenuta l'11 febbraio festa della Madonna di Lourdes che - si disse - "compì il "miracolo". (e non fu Mussolini a dirlo ma il clero).
(
Ma i posteri non ne parleranno più)

Nel
successivo 24 marzo del '29 alle elezioni politiche gli italiani votarono il Fascismo il 98,43 %. e nel successivo 1934 il 99,85. Mancavano i lattanti, cioè solo quelli che non sapevano leggere, e data anche l'età erano gli unici che non capivano ancora nulla. Gli altri ne avevano la facoltà. Eppure....finì come sappiamo. Tutti dietro all'"Uomo della provvidenza".

 

Torniamo al 9 ottobre del '44.
V
edremo Churchill subito all'opera proprio in Grecia.
Quando si ritrovò i partigiani comunisti che avevano già buttato fuori i tedeschi e si stavano impadronendo della Grecia. Churchill giudicò necessario sbarazzarsi di loro. Confiderà (e quindi Molotov non sbagliava) nelle sue Memorie: "avevamo pagato il nostro prezzo alla Russia, e non dovevamo esitare a sbarazzarci di quella gente". Infatti il tentativo dei partigiani fu subito soffocato nel sangue; li bombardarono, li mitragliarono, li deportarono, li annientarono, ci riempirono i cimiteri.
Stalin rimase in silenzio mentre i comunisti greci venivano fatti a pezzi. E' ancora Churchill a scrivere "Stalin non ci fece una parola di rimprovero, si attenne strettamente e fedelmente al nostro patto-accordo del 9 ottobre, fatto sul foglio a quadretti".

L'Italia come vedremo a fine anno '44 e inizio '45, se non trovava una soluzione interna avrebbe fatto la stessa fine; i 30 o i 100.000 partigiani sarebbero stati spazzati via alla maniera greca. E i russi sarebbero rimasti a guardare (senza intervenire).

Tutti quei timori espressi poi dai politici italiani nel dopoguerra fino agli anni '70 (la tanto temuta invasione russa) erano solo frottole che raccontavano, utili solo a loro. I patti di Mosca e Yalta sarebbero stati sempre rispettati! dagli alleati, come dai russi. Chi scrive a fine anni '50 era dentro un reparto speciale della Nato. L'ultima preoccupazione dei comandanti della Nato era proprio un'invasione russa; considerata "impossibile".

L'Italia come vedremo, se non trovava una soluzione interna avrebbe fatto la stessa fine; i 100.000 partigiani sarebbero stati spazzati via alla maniera greca. E i russi sarebbero rimasti a guardare (senza intervenire - i patti erano patti).

In NOVEMBRE ('44) , con l'inverno alle porte, pur lanciando disperati appelli agli Alleati, i gruppi di partigiani sulle montagne vengono abbandonati al loro destino. Dal cielo non giungono più rifornimenti, nè armi nè viveri. Gli inglesi si giustificheranno dicendo che erano piccole "comunità comuniste", "inferni bolscevichi", dei "sovversivi".
Sono i "fantasmi" che vede in ogni luogo Churchill. Fu dunque facile ai repubblichini (ripetiamo alcune teste calde) sferrare l'attacco a questi italiani dichiarati "banditi" e.... "sovversivi" ora perfino dalle stesse forze angloamericane. Fu facile a questi "italiani neri " far fuori altri "italiani" considerati tutti "rossi" .

ITALIANI CONTRO ITALIANI !!
13 NOVEMBRE . I partigiani già falcidiati da queste operazioni "riuscite" come abbiamo appena letto sopra, come se non gli bastasse, sono investiti da una doccia fredda. Messi quasi KO dagli stessi (creduti) "alleati". Il comandante delle forze angloamericane generale ALEXANDER impartisce per radio a tutte le formazioni partigiane i suoi Ordini dove invita i "Partigiani a sospendere le azioni di guerriglia in attesa che riprenda l'offensiva alleata in primavera".

Il proclama é ambiguo, non dice chiaro e tondo "andate a casa" ma è implicito. Una assurdità, persino inconcepibile. La prima parola che venne spontanea ad ogni "combattente" fu "tradimento" (Un altro!). Lo dirà persino un generale americano che era con loro a coordinare la guerriglia, assieme a tutti quei prigionieri angloamericani liberati dai partigiani, che sbandati, non potendosi ricongiungere con i propri reparti erano saliti pure loro sulle montagne. (Ma molti erano espressamente addestrati per entrare in queste formazioni di "ribelli", per poi relazionare ai vari comandi le forze e le intenzioni "politiche" di questi gruppi, considerati da loro tutti bolscevichi).

Gli effetti di questo proclama, a parte lo sconcerto psicologico che piegava e umiliava l'opera fino allora svolta dai volenterosi guerriglieri, furono micidiali per altre ragioni:
1) Ora Kesselring sapeva che non ci sarebbe stata una offensiva americana fino a primavera.
2) I partigiani che scendevano dalle montagne potevano essere catturati uno a uno prima della primavera.
3) Si permetteva così ai repubblichini di organizzarsi e agire con la repressione e le rappresaglie.

E questi ultimi la faranno la repressione, e sarà in questi mesi molto dura; il periodo dove la Resistenza pagò un alto contributo di sangue. I caduti si conteranno in circa 30-50.000. Ma non dimentichiamo che morirono anche dall'altra parte 40.000/50.000 fascisti (o fascisti per forza della coscrizione); ed anche questi erano "italiani".

Un calcolo politico giocato con un cinismo spaventoso. Aveva Churchill (era suo il proclama) paura di contrarre con la Resistenza partigiana italiana un debito superfluo, di nessuna utilità, anzi pericoloso sul piano politico, e decise di scaricarla (ma proprio per questo) nel momento che era diventata molto efficiente, organizzata, capace forse di risolvere più velocemente la situazione su tutta l'Italia settentrionale, ostacolando le azioni fascio-naziste.
I comandi di queste unità partigiane erano ormai diventate delle vere strutture militari, con una direzione strategica molte volte superiore alla considerata "alleata", che se da una parte disponeva di ingenti mezzi, dall'altra non conoscevano affatto il territorio e il terreno dove si muovevano, nè bastava loro avere le cartine topografiche.

Ma abbiamo già detto che forse proprio per questa efficienza la Resistenza rappresentava un pericolo nel lasciarla crescere e ingigantire e ne fu quindi decretata la fine, giocando sulla pelle dei partigiani.
Ma soprattutto aizzando italiani contro italiani alla vendetta.

Ma i comandanti di queste unità partigiane non si scoraggiarono. Più determinati e più decisi dei Greci, non mollarono. ("ci vogliono mandare a casa dopo tanti sacrifici e tanti caduti; faremo da soli!" - era ormai questa la consegna. Non proprio gradita agli alleati). Infatti il.......

2 DICEMBRE dopo 15 giorni di caos (un altro 8 settembre), e tanta rabbia in corpo che s'insinuava sempre di più nell'animo di questi uomini logorati e dispersi in valli, montagne, città e anfratti e con un inverno davanti da vivere alla macchia; era impensabile tornare a casa!!! come voleva Alexander !!)
Fu allora presa la decisione dal comando del CLN Alta Italia di partire per Roma dove il....

Il 7 DICEMBRE- PIZZONI, PAIETTA, SOGNO e PARRI, scavalcando proprio il generale ALEXANDER, conferiscono con WILSON capo di tutte le forze nel Mediterraneo. Da lui ottengono maggiore comprensione: la sospensione del proclama di Alexander, un consistente sostegno militare e il necessario appoggio per paracadutare viveri e armi onde poter salvare così decine di migliaia di partigiani in trappola sparsi nell'arco alpino.

Gli alleati a Roma accettano, ma chiedono ed esigono che siano inquadrati e coordinati dai propri generali. Minacciano altrimenti (appellandosi alle condizioni dell'armistizio, che conoscono però solo loro) il totale smantellamento delle formazioni partigiane "con ogni mezzo" (come in Grecia?); non vogliono intralci ai loro piani.
I capi partigiani, come del resto avevano già fatto i rappresentanti del governo del Sud, al "buio", dovettero anche loro firmare le condizioni. Che poi era una sola: quella di mettersi a disposizione e sotto l'ombrello degli Angloamericani

Non solo ma sottoscrissero anche un'impegnativa capestro:
1) Totale e immediato smantellamento delle formazioni partigiane a liberazione avvenuta;
2) Pieno riconoscimento delle autorità angloamericane o da un governo alle stesse gradito, formato e imposto;
3) Massimo impegno per tutelare gli apparati produttivi attualmente gestiti dai tedeschi.

Nei primi due articoli fu dura firmare ma non c'erano alternative: "prendere o lasciare"; lasciare voleva dire abbandonare i partigiani al loro destino o fargli fare la fine dei partigiani greci: mitragliati dagli aerei a bassa quota.
Il servizio informativo curato dagli infiltrati tra le file partigiane, era del resto in grado di segnalare tutti gli obiettivi "caldi"; quindi ci sarebbe stato un preciso intervento piuttosto drastico se l'accordo non veniva rispettato.

Il 16 dicembre ci fu l'ultimo discorso di Mussolini al Lirico. Irrealisticamente parla della situazione del Paese, militare economica e politica, crede ancora in un capovolgimento della situazione, crede ancora nella vittoria tedesca, nonostante tanti attriti con i comandi tedeschi, che seguitano come in passato a disprezzare i soldati italiani e a rimproverare Mussolini di circondarsi di uomini inetti oltre che antitedeschi.

Lui insiste, ritrova la grinta ma non ha pathos, relaziona ma non é convincente, parla ma non crea feeling, fa l'ottimista ma nel farlo si appoggia alle immaginarie arme segrete di Hitler, capaci di cambiare le sorti della guerra; e vi si aggrappa "sono tali da ristabilire l'equilibrio". Crede ancora ai vaneggiamenti hitleriani, pur avendo davanti a se' tutti i segni premonitori della catastrofe. (e di nascosto i capi nazisti stanno a sua insaputa trattando la resa).

Eppure il Corriere della Sera del giorno dopo scrisse "Da Milano la nuova riscossa", "Il Duce all'Italia e all'Europa". "Duce, Duce, Duce. Il ritorno dell'invocazione non ha sosta; lo spettacolo non é mutato nel volgere degli anni, nonostante gli eventi rovinosi Duce, Duce, Duce. l'urlo della folla. Il Duce sorride, il Duce é commosso saluta e guarda".
E ancora "Le fiere parole suscitano nuove grandiose dimostrazioni di entusiasmo".

<< "in una fervida atmosfera di riscossa"


I milanesi che leggono cosa mai dovrebbero capire? Nulla! perché tutto il discorso, anche scritto su altri faziosi quotidiani, portava fuori della realtà oggettiva, quindi solo al Nulla. I giornali erano anch'esso una nullità. Dei falsi storici.
Qui il discorso integrale in questa pagina extra) .Lirico.....> > >

Questo mentre 3 milioni di uomini stavano dilagando in Europa, e 16.000 aerei erano pronti a decollare dalle ormai vicine basi con un potenziale bellico tale da radere al suolo, tutta la città di Milano, e anche le altre in Pianura Padana (qualcuno lo aveva già deciso - vedi documento del Bomber Command).

Una incursione mancata fu quella destinata a polverizzare Milano con 15.000 ton. di bombe, poi da Harris dirottate in Germania il 13 e il 15 febbraio, a Dresda, che rase al suolo l'intera città e causò oltre 100.000 morti.

Perché mancata? In Italia il IV corpo della 5a armata USA supera il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara, e lì si ferma .
Nel settore dell'8a armata britannica, il XIII corpo stabilisce alcune teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a divisione del V corpo raggiunge Ferrara e il Po a Pontelagoscuro, e l' si ferma. Mentre la 92a divisione riceve l’ordine di procedere non in Pianura Padana ma in direzione di Genova; il IV corpo punta sull’aeroporto di Villafranca, a sud di Verona, e lì si ferma. Reggio Emilia viene raggiunta dai reparti della 34a divisione, e l' si ferma. Anche il XIII e il V corpo britannico (8a armata britannica) riescono a stabilire alcune teste di ponte appena oltre il Po, rispettivamente a Gaiaba e Stienta, e a ovest di Pontelagoscuro, ma anche queste si fermano.
(è il famoso stallo molto criticato dall'ingenuo Clarke).

Per conto del CLNAI il Comando Corpo Volontari della Libertà e la Direzione del partito comunista italiano guidata da Luigi Longo (il capo politico-militare delle formazioni partigiane comuniste della Resistenza italiana) il 10 aprile 1945 dirama a tutti i capi partigiani delle valli, la "Direttiva Insurrezionale"nell'Italia settentrionale; conosciuta come "Direttiva Longo, n. 16".
In quei giorni di aprile le colonne tedesche già in ritirata sono incalzate e vengono attaccate dai partigiani provenienti da ogni valle.


La direttiva di LONGO del 10 aprile (
fino allora segreta ma da giorni a conoscenza degli angloamericani con gli infiltrati) era quella che aveva maggiormente preoccupato Churchill & C. . Se gli insorti di Milano il 25 aprile si fossero collegati con i "rossi" ad Est, vi era il pericolo di una invasione non solo dei Titini ma degli stessi Russi.
E in effetti il successivo 1° MAGGIO a Trieste con ancora in corso l'insurrezione le truppe di Tito entrarono in città. Alcuni reparti degli Alleati neozelandesi avevano già raggiunto i dintorni di Trieste, ma furono costretti a ad arretrare.
Incominciano per Trieste e per la Venezia Giulia i "tragici" 45 giorni". Fra il 1°e il 2 maggio le truppe di Tito occupano Trieste, Gorizia e l'Istria. Resistono le truppe dell'Esercito Croato, che poi il 15 maggio si arrenderanno agli inglesi.

LA OSCURA IPOTESI. - Le 2 bombe atomiche sganciate sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima nella Pianura Padana già prima del 25 aprile se i comunisti avessero fatto prima o dopo il "golpe", che gli americani temevano avvenisse in Italia con la direttiva n. 16 di Longo ("l'insurrezione").

HARRIS con il suo "Bomber Command" che seguitava da mesi a bombardare l'Italia e la Germania, quando seppe nei primi mesi del '45 che in Usa c'erano in cantiere le bombe atomiche, e aver sentito qual'era la loro potenza distruttiva (era ancora in vita Roosevelt, morto poi in aprile) aveva chiesto di usarle subito in Italia. Non poterono accontentarlo perchè non erano ancora pronte. Fra l'altro non c'era ancora Truman presidente. Che quando lo divenne voleva farla subito finita con la guerra in Europa; e se fossero state disponibili certamente avrebbe accontentato Harris. Ecco perchè a Clark e agli altri reparti imposero di fare melina. Di non invadere la Valle Padana. Doveva rimanere sgombra.

Se fosse stato possibile, con quella sua ideea in un colpo solo - Harris avrebbe eliminato sia i tedeschi (anche se meno pericolosi, e già in trattative con gli Usa, tali da allarmare Stalin) e sia i "rossi" dell'Italia del Nord (che gli alleati temevano avrebbero fatto entrare in Italia da Est quelli di Tito - che erano già arrivati a Trieste).
(qui i giornali dell'Epoca, > > i comunisti italiani "filorussi", si oppongono agli italiani "italiani" > >

Tuttavia Harris non demorse, si preparò comunque a bombardarla Milano nel modo tradizionale. A tappeto.
Del resto a inizio anno '45, pur Alexander ottimista di superare la Linea Gotica e invadere la P.Padana, alla luce della lentezza di come avanzavano le forze alleate questo obiettivo era rimandato. Come aveva anche ammesso a fine anno ai capi di Stato Maggiore inglesi Wilson. Vi era insomma uno stato d'animo di sfiducia e di scontento tra le truppe angloamericane che si manifestò anche con casi di diserzione. Nei pressi di Bologna Alexander rimase solo alla difensiva tutto gennaio-febbraio, in attesa di una offensiva finale - prevista solo per fine marzo primo aprile - per piombare con tutte le forze terrestri sulla Pianura Padana ovviamente dopo i bombardamenti che avrebbe fatto Harris.
Harris quindi in quel febbraio ricevette l'ALT, di attendere (anche perché vi erano avanzate trattative di una resa dei tedeschi) e lui usando i suoi soliti bombardieri (540) già carichi e pronti per l'incursione, invece che su Milano il 12-13 febbraio li dirottò per andare a fare cinicamente la "tempesta di fuoco" sulla indifesa Dresda dove causò 100 000 morti.

Lo avrebbe fatto su Milano in questo inizio di febbraio. il cinico Harris aveva del resto in mente di fare ciò che aveva avuto intenzione di fare fin dal 27 luglio del '43 (all'indomani del "tradimento", con l'Italia non ancora invasa (il 9 settembre) dai tedeschi). Lui voleva sbarazzarsi subito di tutti i fascisti italiani e fare terra bruciata a una eventuale invasione dei tedeschi in Italia. (che avvenne poi solo dopo l'8 settembre)

Lui già allora voleva preventivamente distruggere Milano (vedi documento originale di Harris >>> ) con un target di 15.000 tonnellate di bombe, che poi furono (é scritto nel documento) "dirottate" ("available for Germany") su Amburgo dove i suoi bombardieri scaricarono una pioggia di bombe causando 50.000 morti.

Quindi anche questa volta Harris (dispiaciuto) il 12-13 febbraio fu costretto a cambiare obiettivo puntando su Dresda.
Ma non è che mancarono nei successivi due mesi le sue razione di bombe; lo abbiamo visto nelle immagini come era ridotta Milano in Aprile.
I "liberatori" angloamericani quando entrarono il 30 aprile a Milano, con i loro bombardieri avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA dove si vergognò perfino la morte ).
E seguitarono anche dopo il 25-26-27-28-29 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.

Poi rientrato il pericolo della "insurrezione" a Milano, il 30 aprile vi entrarono e per prima cosa "sciolsero e disarmarono i partigiani". E vi si insediarono.

L'Italia scampò dal pericolo di una "insurrezione-rivoluzione"? - Le circolari di Togliatti e i giornali dell'epoca ci dicono molte cose (circolaretogliatti) > > >
Togliatti (fu abile) riuscì a legittimare il suo "comunismo" trasformandolo da "avanguardia rivoluzionaria" a partito di "integrazione di massa". Deludendo alcuni iscritti che invece volevano subito il salto rivoluzionario, l'ora X, il fantomatico "PianoK" ( ci mancò poco che scattasse - ma che sarebbe finito sicuramente come in Grecia - e questo Togliatti lo sapeva benissimo)

 

Dobbiamo qui ricordare che l'Armata Rossa il 21 aprile aveva completamente accerchiato Berlino. Quindi il fronte orientale aveva in pratica cessato di esistere. In pochi giorni i russi si sarebbero disimpegnati a est. Pronti per andare poi dove?? Scendere a Trieste ed entrare in Italia con l'aiuto della "insurrezione" evocata da Longo !!!??!!!
I sovietici in quel momento avevano a disposizione complessivamente 2,5 milioni di uomini, 6.250 carri armati, 7.500 aerei, 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 3.255 lanciarazzi multipli Katyusha, e 95.383 veicoli a motore, molti dei quali di fabbricazione (!!!) statunitense. (che beffa sarebbe stata!)

Ciò che appunto temevano gli angloamericani, era che una volta liberata Berlino, quindi disimpegnati a Est i Russi sarebbero scesi in Jugoslavia a dar man forte ai Titini entrando da Trieste e poi nel resto della Pianura Padana in stato di insurrezione
Stalin era arrabiatissimo nell'apprendere che gli angloamericani erano (a sua insaputa) in trattative con i tedeschi.
Poi - con i vari patti - tutto si risolse nell'arco di 10 giorni: il 30 a Berlino e Milano, il 2 maggio anche a Trieste.



Sopra, l'area (non ancora invasa) dove poi gli angloamericani entrarono solo dopo il 25-26-27-28-29-30 aprile, ma non perchè "liberata" dai partigiani. Questi il giorno dopo, il 30 (con l'entrata a Milano degli angloamericani) dovettero sciogliersi e consegnare le armi a quelli che l'Italia chiamava"alleati".
L'attacco della 5ª armata (operazione Craftsman) era stata fissata per il 9 aprile 1945, ma ebbe poi inizio solo il 15 aprile. Con la supremazia aerea pressoché assoluta, con oltre 2.000 bombardieri che sganciarono 2300 tonnellate di bombe (un record per la campagna d'Italia) che fece crollare definitivamente il 19 aprile il fronte tedesco. La Linea Gotica a Bologna era ormai ormai rotta; i tedeschi iniziarono la loro ritirata. Il 22 e 23 i britannici riuscirono a superare il Po. Il 26 raggiunsero Verona il 27 attraversarono l'Adige.

Mentre a Milano era già scattata l' "insurrezione armata" che ben presto assunse i connotati di una vera e propria guerra civile contro i repubblichini di Salò, mentre l'inseguimento alleato verso i tedeschi incontrò ovunque una resistenza pressoché nulla, perché era già in ritirata. Del resto la loro resa era già iniziata con i negoziati dietro le quinte fin da febbraio tra il generale Karl Wolff, il capo delle SS in Italia, e Allen W. Dulles.
Come segno di buona volontà da parte tedesca già il 3 marzo era stato rilasciato il capo della Resistenza italiana Ferruccio Parri. Ciò che mirava Wolff era un cambio di alleanze in funzione anticomunista. Un cambio fatto alle spalle dei sovietici che fece infuriare Stalin.
(solo formalmente il 29 aprile a Caserta si sottoscrisse la resa incondizionata delle forze tedesche in Italia).

Il 25 aprile Wolff aveva già ordinato alle SS di non ostacolare i partigiani a caccia di fascisti e a loro volta loro non li ostacolarono (prova ne sia che quando poi il 27 aprile a Dongo fu catturato Mussolini su un camion di tedeschi in ritirata gli stessi tedeschi ottennero il permesso di proseguire).

29 APRILE - IN ITALIA - Finalmente é stata decisa l’avanzata alleata nel Norditalia, come desiderava Clark: unità del IV corpo americano raggiungono Milano, in possesso dei partigiani dopo l'insurrezione e l'inseguimento degli ultimi tedeschi già in ritirata, mentre il V corpo britannico raggiunge Venezia, ma ad entrare primi nella città lagunare sono gli uomini del "Cremona". Mentre la 2a divisione neozelandese del XIII corpo britannico, avanzando in direzione di Trieste, raggiunge il Piave.
La 92a divisione della 5a armata USA raggiunge Torino dove i partigiani hanno inseguito gli ultimi tedeschi in ritirata. Mentre in Val d'Aosta avvengono scontri fra gli stessi partigiani italiani e le truppe francesi che intendono mantenere le posizioni già da loro conquistate nella valle.

Ma dobbiamo qui anche ricordare come era avvenuta il 21 la liberazione di Bologna.
Qui dove i bombardamenti avevano nei precendti mesi già distrutto migliaia di fabbricati. Quando finalmente decisero di entrarci il 21 aprile, seguitarono fino a poche ore prima a bombardarla, non curandosi se sotto c'erano partigiani o tedeschi. Oltre a molti tedeschi vi morirono moltissimi partigiani e molti cittadini. Solo Alle 7 del mattino del 23 aprile cessarono gli ultimi bombardamenti ed entrarono in città (acclamati) con ancora i corpi caldi nelle strade e nelle case.

Ed avrebbero agito allo stesso modo se a Milano ci fosse stata la paventata insurrezione.

 

UNA NOTA: In alto Adige di "liberatori partigiani" nemmeno l'ombra. Vi era l'occupazione nazista favorita dagli Sudtirolesi Bolzanini che poi non parteciparono nemmeno al Referendum e alle elezione del 46.
Avendo pagato nel ventennio l'oppressione fascista, c'era di conseguenza una forte antitalianità. Che sfociò poi negli attentati a inizio anni '60.

Toccò in seguito al sottoscritto......
(Uscito dalla Scuola Paracadutisti Carabinieri Sabotatori di Viterbo
con mio istruttore Oreste Leonardi, il Capo scorta di Moro, ucciso in Via Fani)

....... fare per 4 anni antiterrorismo in Alto Adige.
E fare
antiterrorismo e l'artificiere per Franco
a Bolzano e Merano non fu una passeggiata fra le valli del "Sudtirolo".
(in una sola notte fecero 300 attentati)!
(il "bombarolo" Klotz dominava la scena)
(mentre oggi sua figlia
è alleata
con la sinistra di Renzi e la Boschi -
eppure la Klotz va dicendo "Il sudtirolo non é italia")

TUTTI ZITTI !!

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PROSEGUIAMO

Dopo l'entrata a Milano degli angloamericano il giorno 29.....il...

30 APRILE - - Il generale americano CLARK (che aveva sostituito l'inglese Alexander) aveva reso più distensivo i rapporti tra CLN ed Alleati) proclama che "l'offensiva alleata ha sgominato 25 divisioni tedesche....e resa nulla l'insurrezione partigiana (!!!!) . La potenza militare della Germania in Italia è praticamente cessata, salvo qualche combattimento isolato".

Il 4 maggio - Firma ufficiale della resa delle truppe tedesche.
Termina la guerra in Italia !!

 

I partigiani, già il 25 aprile, avevano ricevuto l'ordine perentorio di Alexander (ma era di Churchill) di sciogliersi e consegnare le armi. Questo era stato deciso come abbiamo visto sopra anche a Roma. Non volevano ripetere quanto era accaduto in Grecia, dove lo stesso Churchill stroncò sul nascere l'insurrezione comunista, riempendoci i cimiteri. ("i patti con Stalin erano patti" - Churchill).

Questo sciogliersi e consegna delle armi avvenne solo il 30 aprile, quando di fatto gli angloamericani presero possesso della città di Milano e dell'Italia.

 

A conferire la Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza. La Presidenza della Repubblica ufficialmente con decreto lo ha fatto solo 16 luglio 2018. Non si capisce questo ritardo di 73 anni !! E a che pro ?
 

Fra l'altro i partigiani ebbero anche la beffa da coloro che fino allora li avevano aiutati e finanziati: industriali grandi e piccoli. Questi provvidero nel corso dei mesi precedenti alle formazioni partigiane in Italia e all'estero a rifornirli di denaro, di armi, nascosero i ricercati, aiutarono le loro famiglie e dissimularono gli scioperi (pur pagando gli scioperandi) per non produrre per i tedeschi, ma soprattutto per impedire che gli impianti fossero trasferiti in Germania, o fatti saltare perchè minati dai tedeschi.
La Fiat procurò a 3000 persone falsi documenti per poter dare collaborazione agli agenti dello spionaggio americano. La Edison diede aiuti finanziari a fondo perduto al CLNAI per 70 milioni. Altri 70 milioni giunsero dalla Pirelli. 20 dalla SNIA. Altrettanti dalla Montecatini. Gli stessi Crespi del Corriere versarono cospicui contributi al CLNAI, oltre che versare 3 milioni per il riscatto di un capo della resistenza fatto prigioniero (nome tenuto sempre segreto). A questi nomi famosi dell'imprenditoria vanno aggiunti i contributi di altre 300 fra industrie grandi e piccole. Si calcola che questi contributi alla resistenza furono circa 8 miliardi di lire di allora, che sarebbero oggi anno 2000, circa 500 miliardi di lire. Non pochi !!

Fu uno sforzo colossale oscuro, sotterraneo, ma poderoso, fino alle ultime giornate della liberazione.
Altro che "lotta di popolo", erano imprenditori decisi a salvare i propri macchinari, i propri impianti. E dal CLNAI questi industriali ottennero pure.... (ma guarda un po'!!!) l'impegno che alla liberazione e nel governo provvisorio, avrebbero subito abolito il decreto legislativo fascista n. 375, quello della "Socializzazione delle imprese". E proprio lo stesso 25 aprile dal CLNAI con un documento la legge fu abrogata. I "Padroni" tornarono a fare i "Padroni".
Addio al motto di Lenin "Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe" - Ben presto diventò più forte di prima).

Così, abrogata la legge 375, le aziende tornarono (sottraendosi all' "annientamento fisico della classe proletaria" così tanto bramata dai "rossi") ai legittimi padroni, e poterono cominciare subito a produrre, dando l'avvio al successivo "miracolo economico" (ma non è che poi si salvarono dalla solita nomina di "sfruttatori del proletariato" e "razza padrona".

La lista delle "generose" imprese era contenuto in un opuscolo uscito del 1948. Ma poi é diventato introvabile; fu fatto sparire; avrebbe sminuito la retorica resistenziale che doveva essere tramandata ai posteri come "lotta del popolo" dei "partigiani rossi", la "Liberazione" da loro fatta.
Ma noi abbiamo un altro introvabile opuscolo originale dove figurano tutti i contributi ottenuti dal Piano Marshall. Regione per regione, e tutti i nomi delle aziende beneficiate fino all'anno 1951.
Dove troviamo le maggior beneficiate proprio quelle di sopra che aiutarono in sordina la resistenza, ma che prima avevano sollecitato (la tardiva e non richiesta da Hitler) entrata in guerra nel '40. (facendo interrompere lo stato di "Neutralità" voluta da Mussolini.
PIANO MARSHALL - TUTTI I NOMI >>> e le somme elargite regione per regione >>>>

 


Che poi l'Italia sia diventata "de facto" una "colonia statunitense", cioè un po' schiava degli USA (a partire dal Piano Marshall e alla cessione di 123 basi in Italia) questo è un altro discorso. L'Italia dovette "pagare" (subire) l'occupazione militare del suo territorio via via con le basi e i vari depositi di armi statunitensi (vedi il Trattato di Pace già citato sopra)
(oggi la base strategica per il Mediterraneo e per il Medio Oriente è in Italia a Vicenza - dove nessun politico e nemmeno un presidente della Repubblica può metterci piede - non è Italia !!). le-basi-e-installazioni-militari-degli-usa-in-italia

Chi crede di rimandare a casa, tutti i soldati Americani in Italia con tanti ringraziamenti non conosce gli accordi segreti fatti con la loro "Liberazione" (accordi non certo fatti con quelli; i partigiani detti "liberatori").

E sono gli stessi USA (con il loro paravento NATO) che ci dicono ancora oggi dove dobbiamo noi andare a fare le loro guerre. E ultimamente (Trump con l'Iran) ci impone di non acquistare il loro petrolio. C
on le sue sanzioni verso la Russia di Putin, dobbiamo anche subire - con grave danno alle esportazioni italiane.
In Italia, è noto, "non si muove foglia senza che gli USA non voglia". Siamo volenti o nolenti di fatto una "colonia".

E se gli USA faranno una guerra alla Cina e alla Russia, dove si schiereranno quella decina di 90enni suprestiti ex "partigiani rossi" italiani?
Forse l'Italia (ex partigiana o no) si troverà anche ad appoggiare Israele quando questi - come hanno intenzione - faranno una guerra all'Iran?

I "rossi" nostrani, faranno
come i comunisti italiani e francesi che applaudirono Hitler a Parigi? Poi - all'invasione di Hitler della Russia - gli stessi comunisti furono mandati a combattere (!!!) proprio i comunisti nelle steppe Russe.

Eppure ultimamente manifestazioni e rivendicazioni di ex partigiani (e sciami di strane alleanze ideologiche - sinistra tutta compresa) da alcuni anni e nel corso del 2019 mirano con l'accoglienza delle centinaia di migliaia di profughi, non per motivi umanitari ma per oscuri motivi politici. E vanno dicendo che la negazione dell’accoglienza e la chiusura dei porti sono un’altra forma di violenza dei fascisti (che vedono solo loro).
Ma quella imposta con la forza di decreti legge ed ordinanze non è forse anche questa una violenza? Un calcolo cinico, che scarica su cittadini impreparati i problemi che poi nascono nelle comunità. Dove oltre quella impoverita dalla crisi e del lavoro che manca, si mescola l’insicurezza e la paura che in certi quartieri periferici é drammatica, ben lontana dal voler condividere qualcosa con i cosiddetti "profughi" (detti anche "clandestini"); soprattutto quando vedono in giro numerosi nullafacenti; dove imperversano furti, scippi, rapine, borseggi, violenze, racket della droga, stupri, disordini e aggressioni agli stessi poliziotti; e che solo i giornali locali queste esternalità negative riportano nella loro cronaca.

Quelli nazionali ormai fanno parte del "coro" e tacciono. Sembrano pure questi legati all’"industria dell’accoglienza". E sembrano ignorare i problemi, solo perchè giornalisti profumatamente pagati non vivono in un quartiere assediato, non temono l'occupazione della propria casa, perché loro hanno e girano con 10 uomini di scorta.
(io personalmente ho avuto già 3 "visite", nell'ultima non trovando nulla da arraffare, per la rabbia, mi hanno defecato nel soggiorno, dopo aver saccheggiato il frigorifero. Se li avessi affrontati e feriti oggi sarei io indagato e forse dovrei pagare anche i danni a loro arrecati, o finirei io in prigione e non loro. - Che bella Italia abbiamo !!! - Ma fino a quando?). - I miei vicini non escono nemmeno più di casa per non trovarla al ritorno occupata. Eppure siamo al punto che se sbarri la porta di casa ti danno del razzista. Uno di questi miei vicini che aveva partecipato alle manifestazioni dell'accoglienza, andato al mare per le vacanze al ritorno ha trovato la casa occupata dai profughi con donne e bambini. Adesso - lui che era comunista - non fa più le manifestazioni cantando "Bella Ciao".


(una curiosità:
( la famosa canzone "Bella Ciao" fu per la prima volta cantata dalla Abruzzese Brigata la Maiella. Una banda di partigini apolitici che proprio per questo - avendo liberato degli inglesi fatti prigionieri dai tedeschi - furono (gli unici) accolti nelle file degli alleati e a fianco a loro risalirono il nord italia fino ad arrivare ad Asiago.
Lo stesso Giorgio Bocca ebbe a dichiarare pubblicamente:
“Nei venti mesi della guerra partigiana, non avevo mai sentito cantare "Bella ciao”.



Infatti dalle loro pagine certi giornali - complici - in coro appoggiano coloro che chiedono di garantire vari diritti dei migranti richiedenti asilo: l'accogliemento; l'ospitalità; la loro registrazione anagrafica; il diritto alla residenza; l'accedere al Servizio Sanitario Nazionale; di trovare a loro un lavoro; di frequentare corsi di formazione; di aprire un conto corrente; di accogliere i minori stranieri non accompagnati fino al completamento del percorso di studi e quindi formazione; e più in generale l' integrazione. Anche se sono di altre etnie, culture, religioni, regimi politici; con certe fazioni che sono ostili alle nostre secolari tradizioni, patrimoni di conoscenze, formazioni intellettuali, religione.

Noi stessi nel formarci le nostre famiglie non prendiamo in considerazione la coabitazione con suoceri o suocere se non abbiamo reciprocità di interessi o manca l'empatia necessaria alla convivenza. Figuriamoci con degli estranei !! E questo non é razzismo! E' convivenza civile! Protezione della propria cultura; in una parola..... mantenere la nostra identità.

 

Ma non era EUGENIO SCALFARI che nel 1942 a soli 18 anni nominato caporedattore di "Roma Fascista" su questo settimanale, il 24 sett. 1942 scrisse “Gli imperi moderni quali siamo noi e li concepiamo sono basati sul cardine “razza”, escludendo la cittadinanza alle altre genti”.

In altre parole si vuole salvare il nostro "esistente" - perché altrimenti si ha una delegittimazione sul piano qualitativo ed umanamente anche emotivo. Globalizzazione sì, perché viviamo su un piccoli pianeta, ma calma non lasciamoci affogare in un meticciato culturale e civile senza avvenire perché senza storia. Non siamo ancora in un bioparco.

Essere "razzisti" non è essere contro i gialli, neri o bianchi, ma significa non volere che alcuni di essi ti occupano la casa. Che quando lo fanno, tu non puoi nemmeno denunciarli perché - ti dicono le autorità preposte - di loro non sanno nulla, chi sono, come si chiamano, da dove vengono. E se fai a loro del male - anticipando quello che vorrebbero farti a te rapinandoti o violentando tua moglie o figlia - rischi una denuncia e la richiesta di danni e ovviamente ti prendi minimo l'accusa di razzismo.

Ma il Global Compact Europeo: ha un obiettivo primario: "abbattimento delle barriere per aiutare chiunque vuole emigrare dal suo Paese e raggiungere il Paese che lui desidera". Vivendo ovviamente a nostre spese.

Esiste in alcuni italiani un clima ostile emergente preoccupato?: é infondato! Eppure qualcuno va dicendo “C’è solo ferocia, c’è solo cattiveria È come se volessero in qualche modo snaturare il dna degli italiani e delle italiane". (By Boldrini) (Un DNA che in secoli e secoli ha dato "felice" asilo a barbari, arabi, francesi, spagnoli, tedeschi)!!
( e sono ancora oggi ospitali, non temono attentati, furti, stupri, scippi e violenze varie; sono felicissimi di accoglierli nelle case degli italiani - ovviamente non nelle loro. Superprotette e loro stessi scortati)

Ma perché ci dicono queste cose questi "accoglienti"? Ce lo dice il Sindaco di Palermo..
Il "Nostro sole viene dall'Eurabia"
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Così questa volta - reagendo all'infondato e pretestuoso "clima razzista e fascista" - una modesta parte sinistroide dell'Italia (altri 45-50 milioni sono però di tutt'altra opinione) sta facendo alleanze e accoglimento con altri invasori (chiamate "risorse"). Sembra essere ritornati al 1940, quando accogliemmo festosamente un "Caporale" e le sue "camice brune". Ed erano loro pur sempre Europei, acculturati, non della savana africana.

Certo che a vedere oggi a Ferrara e Modena l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e alcuni del PD, (tutti "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso a Piazzale Loreto", "Salvini muori" con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe frenare la marea di immigrati, non è rassicurante per l'Italia. Ricordiamoci bene chi erano i macellai a Piazzale Loreto. (adesso chi vuole questo clima?).

Gli italiani non sono nè razzisti nè violenti, al contrario di certi Paesi detti "democratici" che sono stati fondati sull'eliminazione fisica di chi c'era prima e sulla messa in schiavitù di intere popolazioni. (ricordiamoci in America: invasioni e annientamento di 100 milioni di indiani; e la schiavitù con navi riempite in Africa colme di negrieri).

Ma fu così in predenza anche un certo "cristianesimo" con gli "infedeli"; e che oggi invece più in basso di così questo nuovo (!) cristianesimo bergogliano non era mai andato, nè si era mai visto in secoli e secoli. Facendo avanzare coloro che oggi sono convinti di avere una superiorità morale e religiosa superiore e diversa dalla nostra.
L'islam è "altro da noi", è altra cultura, altra idea di concepire la propria vita, famiglia, idea di Stato, e che che minano con la loro autorità civili e religiose dalle fondamenta la nostra Storia e la nostra Civiltà. Che è diversa!

"Appartiene ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. "Temete Allah!" (Corano Sura IV, 131)

Sarebbe curioso sapere da che parte combatteranno gli "accoglienti" e Papa Francesco, nel nuovo "Paradiso terrestre", abitato da tanti Adamo poligami.... che così con più donne faranno tanti tanti figli ripopolando l'Italia e l'Europa.

Dicono: “La Sharia non è solo l’unità di Dio. La "democrazia islamista", é l’unità di tutti".
( Redouane Ahrouch - oggi fondatore del "Parti Islam" in Belgio
, Il Partito islamico che sfida l'Europa: "Nel 2030 saremo maggioranza".
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/partito-islamico-sfida-leuropa-nel-2030-saremo-maggioranza-1580470.html

"L'unità di Dio é solo la Sharia" "ed é l’unità di tutti".
Aboliremo i crocefissi nelle scuole, e perfino nei cimiteri, per non affendere un altra religione. Poi sarà il turno delle stesse chiese, che si trasformeranno in tante moschee.

Forse é per questo che già si vendono o si demoliscono Chiese vuote. E' in atto un declino del cattolicesimo europeo.
L’ultimo caso arriva da Utrecht, in Olanda, l’arcidiocesi più grande dei Paesi Bassi ha deciso di mettere in vendita direttamente perfino la propria cattedrale. Ma anche in Italia, in rete già ci sono chiese in vendita all'asta > > .
Mentre in altri Paesi i fanatici di altre religioni le chiese cristiane le distruggno anche con dentro i fedeli.

 

Di questo passo noi italiani prepariamoci a vivere gli ultimi giorni, come ex italiani. Sempre meno perché poco prolifici. Ma ci penseranno le "nuove risorse". 20 donne e 4 uomini saranno sufficienti per far nascere migliaia di nuovi italiani

La stessa Kyenge che ha fondato in Italia il movimento
Afroitalian Power
(potenza degli africani-italiani)

emigrata dal Congo,
è figlia di un uomo con 5 mogli, e ha 35 fratelli.

Ma per gli stranieri abbiamo anche...
Stephen Ogongo, Keniota, caporedattore di 10 testate del gruppo
“Stranieri in Italia” (con un sito di
oltre 1.500.000 visite)
Ha creato anche una scuola di formazione politica per immigrati...
"per formare la futura classe dirigente del Paese".
"Per le elezioni europee, per difendere i diritti degli immigrati" ha fondato il partito "Cara Italia" .
Obiettivo "Creare dei Parlamentari di tutte le origini,
che possono diventare anche "Presidente della Repubblica
".
"porteremo avanti una lotta senza quartiere"
http://www.ilgiornale.it/news/politica/nasce-partito-immigrati-sar-lotta-senza-quartiere-1650155.html

QUELLI DELL'ANPI COSA FARANNO?
SCENDERANNO DAI MONTI O CI ANDRANNO A BRACCETTO?

Certo che a vedere oggi l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e quelli del PD, (tutti nobilissimi "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso", "Salvini muori", "Salvini fascista", a lanciare sassi, con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe arrestare la marea di immigrati, non è per nulla rassicurante per l'Italia.
Quando vediamo oggi appendere i manichini dei loro rivali ai ponti, vogliono farci ricordare quella loro "eroica" impresa tribale a Piazzale Loreto, che il giornale "Italia Libera" chiamò "una naturale spettacolare bellezza"
Sembra voler dire : "Se andiamo noi al governo, apriremo tutti i porti, con "umanità" accoglieremo 2-3-4 milioni di immigrati, e ci daranno poi una mano per appendere a Piazzale Loreto tutti i fascisti".

NON E' UNA BELLA PROSPETTIVA !!

ma visto che "l'EURABIA E' VICINA" >>>>>
diventeranno anche questi "accoglienti"..... pure loro servi.

ADESSO SIAMO NOI I "BARBARI"
E GLI ACCOGLIENTI AVRANNO UN ALTRA "LIBERAZIONE"
per cosa? "PER PROTEGGERE L'UMANITA'" dicono (nello stemma)


 

FINE

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Il paradosso é che festeggiamo il 25 aprile come una Liberazione
(fantomatica perché in realta fu fatta dagli angloamericani)
in seguito a una invasione di non italiani disumani ma nazisti
(chiamati da noi per repingere gli "invasori" in Sicilia)
Mentre oggi lo festeggiano italiani che vogliono essere
"liberi" e "umani" di accogliere appena alzati dal loro letto caldo,
altri invasori non italiani.
Un accoglienza con "Belli Ciao" e paradossale "ho trovato l'invasor"

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RIGUARDO ALLL'ANTIFASCIMO OGGI IMPERANTE
Oggi si da dell’antifascismo e razzismo verso alcuni italiani che vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa, la propria identità. Le accuse della sinistra sono un alibi per usare violenza con metodi fascisti, operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio. Il fascismo sta tornando ma a parte inverse con la volontà di una dittatura a sinistra. Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino .
Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” operando con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. Poi non dicono niente, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni e altre violazioni con un'altra "Legge di Dio".
L'impegno é non fare entrare i centri sociali; si arriverà al marchio sull'avambraccio ai personaggi sgraditi? Tutti contro un editore piccolino, dimostrando di averne paura. Tutti allineati al pensiero unico, ovvero militanza al partito. Si allontana un editore fascista per potere accogliere il libro di Halina Birenbaum (in un infantile "gioca lui non gioco io") una delle moltissime migliaia di memorialiste bambine sopravvissute ad Auschwitz e che in godendo piena salute sono arrivate oggi a 90 anni.
(Anche PIVNIK SAM scrisse "l'Ultimo sopravvissuto" e in base a ciò che racconta nel suo libro, visto che era entrato nel 1939 da bambino, io sarei morto dopo pochi mesi. Lui invece ci ha vissuto 6 anni. E non fu affatto l' "ULTIMO". Visti poi i successivi tanti libri di memorie degli ex bambini sopravvissuti. (ma non li gassavano subito tutti i bambini? Così ci raccontano).
Quindi alla israeliana Birenbaum si concede la vetrina, mentre non la si concede al piccolo editore; la si concede invece - in una paradossale contradizione - all'emirato arabo che storicamente osteggia lo Stato di Israele. (qui l'antisemitismo non vale?)
Per il momento si limitano a cacciare gli editori; poi forse i libri scomodi li bruceranno come faceva Hitler, Stalin, la Chiesa e tanti altri.
I libri da dimenticare e da bruciare sono tanti. Quelli scritti sulla Russia sui crimini di Stalin sono anche questi scomodi da dimenticare e bruciare?. Berlusconi aveva fatto sì stampare un libro "Il libro nero del Comunismo", ma poi si é alleato con Renzi e lo ha messo in soffitta. (Gli affari sono affari) Come fecero tutti gli ex fascisti nel dopoguerra.
Questo ritorno ai metodi e alle violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " - Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! - Per il fascismo provava gelosia e invidia!! E con il fascismo di Mussolini lui voleva agire

 


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Come detto all'inizio io qui ho espresso le mie modeste opinioni e i fatti.
Voi dite la vostra. Ovviamente se esiste ancora la reciproca libertà;
anche per dire qualcosa sugli attuali "accoglimenti" , "invasioni", "resistenze".

Dove forse io non ci sarò più. Io ho già superato i miei 1000 mesi di esistenza.
Il problema sarà più solo dei giovani di oggi

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Torniamo proprio a Togliatti che stalinista convinto, voleva espropriare i ricchi per far lavorare - alla stakanov - i poveri a vantaggio dello Stato di tipo Stalinista..(operai e contadini al servizio dello Stato).
Mentre il fascismo non aveva mai predicato l’abolizione della proprietà privata, tantomeno l'espropriazione delle fabbriche, come prevedeva invece lo Stato stalinista.

Il seguito lo sappiamo: Molti degli ex fascisti diventarono nel dopoguerra anche capi del partito comunista e di altri partiti. Il riciclo fu impressionante. Ma fu di facciata. Conveniva. Gli anglo-americani presero per fame gli italiani tutti. E tutti se volevano mangiare diventarono filo-americani. Anche - di soppiatto - gli stessi comunisti.

Questi i nomi legati alla storia del successivo cosidetto "antifascismo": Alessandro Natta, Giorgio Bocca, Longo, Nenni, Spadolini, Pintor, Calamadrei, Pietro Ingrao, Biagi, Bobbio, Antonio Amendola, Buzzati, Guido Carli, Calamandrei, Carlo Cassola, Vittorio de Sica, Massimo Giannini Severo, , Mario Mafai, Alberto Lattuada, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Pietro Nenni, Aldo Moro, Eugenio Scalfari, Vittorio Valletta, Elio Vittortini, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Vittorio Zincone, Luigi Gui, Edilio Rusconi, Carlo Bo, Alberto Mondadori, Michelangelo Antonioni ecc. ecc. tanti tanti altri che se non sapete chi erano con sorpresa li.....
leggerete tutti QUI nella lista >>>>

E i simpatizzanti della RSI (che poi in seguito ebbero grande successo) furono ancora di più.....
Dino Buzzati, Brazzi, Marinetti, Mascagni, Bartali, Ungaretti, Walter Chiari, G.Govi, Alida Calli, Dario Fo, W.Osiriz, V. Pozzo, L. Salce, Ugo Pratt, Carotenuto, Salerno, Spadolini, Kramer, Tognazzi, Vianello, Ed. De Filippo, Interlandi. C. Pavese, Boccasile, E. Salerno ecc . ecc. ..... anche questi li... leggerete tutti QUI in (in rete) video >>>

"Via i prefetti" aveva tuonato LUIGI EINAUDI rientrando dalla Svizzera dopo il 25 aprile con l'Italia liberata "via tutti i suoi uffici e le sue ramificazioni. Nulla deve più essere lasciato in piedi di questa macchina centralizzata. Il prefetto se ne deve andare, con le radici, il tronco, i rami e le fronde. Per fortuna, di fatto oggi in Italia l'amministrazione centralizzata é scomparsa. (!!!!!) . Non accadrà nessun male se non ricostruiremo la macchina oramai guasta e marcia. L'Unità del Paese non é data da prefetti e da provveditorati agli studi e dagli intendenti di finanza e dai segretari comunali e dalle circolari ed istruzioni romane. L'unità del Paese sarà fatta dagli italiani".

Retorica. Parole al vento, buoni i propositi, ma c'era l'incapacità di realizzarli dentro un sistema che non era cambiato, aveva solo cambiato la camicia.

Infatti lui stesso ( proprio lui) LUIGI EINAUDI nominato Presidente della Repubblica nel 1948, riconfermerà molti vecchi prefetti del regime (22), e (proprio lui) ne farà altri 30 che con il regime avevano iniziato la loro carriera.
Quindici anni dopo la Liberazione, 62 prefetti su 64 provenivano dall’amministrazione fascista, e con loro tutti i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori – 120 su 135 – avevano fatto parte della polizia fascista. E Guido LETO , che della polizia politica fascista era stato il CAPO, dopo aver contribuito nel dopguerra a riorganizzare i servizi segreti terminò la carriera come.... (!!) Direttore delle scuole di formazione della polizia.

Infine c'era GAETANO AZZARITI - Detto da Nico Pirozzi nel suo libro " il camaleonte del secolo breve". Era nel fascismo Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "Tribunale della Razza"; in tale veste, giudicò, emise sentenze, comminò pene e condanne. Il 2 giugno 1953 viene fatto Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 1955 fu nominato Giudice Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Il 6 aprile 1957 AZZARITI é nominato Presidente della Corte Costituzionale e vi rimane in carica sino al 5 gennaio 1961, giorno della sua morte.
(la Segrè non ha nulla da ridire?)
(ne parleremo più avanti - nella 3a parte di "Mussolini fece tutto da solo").

Bisogna qui però dire che gli occupanti si fidavano più degli ex fascisti che non degli altri; "chi ha tradito una volta lo farà anche una seconda volta" (fu la considerazione fattami quando io entrai a far parte di un reparto italiano della Nato. Dov'era impossibile farne parte anche se si aveva un lontano parente comunista.
E altrettanto - é risaputo - fecero in Germania, con gli ex nazisti, erano comodi per tenere a bada a Est il comunismo).

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TORNIAMO ANCORA INDIETRO - al 1919

Quanto alle condizione sociale e politiche del momento, per far nascere il "Mussolinismo" i tempi erano diventati maturi nel '19. L'Italia da 4 anni era prostrata non solo dalla guerra ma anche dal trattato di pace e dai debiti fino al 1984 !! Era stata una discussa vittoria (fatta con un "armistizio" (un cessate il fuoco) che dopo averlo firmato, gli italiani invasero il Tentino-Alto Adige già in ritirata), "tragica, "costosa", "mutilata", e con davanti "ipoteche" per 66 anni).
Da 4 anni, 5 milioni di reduci dalla guerra ne videro di tutti i colori (scioperi, sommosse varie, devastazioni; erano diventati tutti "fascisti" (ripetiamo: una nomea questa che era del 1882-1892 di orientamento socialista, agitatori confluiti poi nel "FASCIO OPERAIO" sempre socialista) ma poi il colore nero nero lo fecero vedere i "Padroni" (quelli che con la guerra si erano arricchiti) che per ritorsione, con le "serrate" avevano messo a spasso anche quelli che lavoravano compresi gli ex imboscati.
La politica - alla finestra - latitava, nessuno aveva una soluzione per la grave situazione.
Nell'aria c'era una reazione anti-capitalistica: che a quel punto era legittimata da una base sociale, non solo essenzialmente proletaria, ma anche militare, ivi compresa la nuova nascente piccola e grande borghesia (la Stampa ne é testimone e anche i....
2000 fervidi assertori del fascismo....QUANTA BELLA GENTE ........>>

Nè dobbiamo dimenticare che l'ascesa del fascismo coincise con l'entrata in massa dei cattolici in politica, mentre i recalcitranti furono costretti su invito del Vaticano ad espatriare, come Don Luigi Sturzo. Una entrata quella dei cattolici che poi favorì i "Patti Lateranensi" (il Concordato). Un "miracolo" - dissero - fatto nel giorno della Madonna di Lourdes dall' "Uomo della Provvidenza".
Ricordiamo che Sturzo nel '19 aveva insediato alla Camera
100 nuovi deputati (destra e sinistra per la prima volta dall'Unità non erano nella maggioranza). Ma poi lui si era apposto al nascente Fascismo, e a quel punto le alte gerarchie cattoliche si opposero a lui, liquidandolo. (per non creare problemi con l'Uomo della Provvidenza")

La sinistra invece - sempre nel '19 - ne venne fuori beffata e amareggiata, anche se in Russia la rivoluzione era diventata cosa fatta, e quindi miravano a imitarla. Vedevano nel bolscevismo la panacea di tutti i mali italiani. Cacciare i padroni e i latifondisti. "Potere al Popolo!!!" - "Basteranno alcune insurrezioni simultanee in due tre province e una insurrezione nelle città". - "Mille rivoluzionari decisi a tutto, e la rivoluzione è fatta" (P.N. Tkacev, Socineija, II, p. 277). Ma non fu facile gestirla, prima con Lenin, poi andò peggio con Stalin
Solo Mussolini invece iniziò a vedere i pessimi risultati della Rivoluzione Russa: "Bello i soldati uniti al popolo! Bello il collettivismo! Bello la distribuzione delle terre! Male invece i nuovi dittatori statali nelle fabbriche e nelle campagne".
Non era certo questo il suo (sognato da giovane) socialismo sociale.

Nel 1919 Mussolini parlò chiaro!! "La nazione italiana è come una grande famiglia. Le casse sono vuote. Chi deve riempirle? Noi, forse? Noi che non possediamo case, automobili, banche, miniere, terre, fabbriche, banconote? Chi può, deve pagare. Chi può, deve sborsare...E' l'ora dei sacrifici per tutti. Chi non ha dato sangue, dia denaro".(Mussolini, Il Popolo d'Italia 10 giugno 1919).

In consensi non mancarono: così i grandi quotidiani salutarono la svolta a destra:

ALBERTINI direttore del Corriere d. Sera : "Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" .

Gli fece eco La Stampa di Torino: "Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".

Nasce così il "Mussolinismo" detto anche "fascismo" ( simile a quello del 1882, di stampo socialista, che era ribelle), e che fu simile con i suoi primi seguaci, che lui non gradiva affatto, perché puntava all'ordine, non alla Vandea.
Ma a parte le sue qualità (se c'erano o non c'erano - sarà la Storia a dirlo) di certo non erano limitate, dato il temperamento combattivo dell'uomo; inoltre chi gli permise di salire in alto fu la imbelle classe politica che non aveva capito durante e dopo la guerra, proprio nulla.

NENNI infatti dirà in seguito " ...era l'ora più propizia per un invito ad abolire il passato..... era per i socialisti l'ora in cui si decideva la loro sorte....persero la grande occasione!".
E perfino LENIN ebbe a rimproverare poi ai socialisti: "avete perso con Mussolini la grande occasione, l'unico che sarebbe stato capace di fare la Rivoluzione in Italia".

Dunque nacque poi il "ventennio" (non certo dal proletariato) un importante programma economico delle partecipazioni statali e del sistema bancario, che si può definire storica per l'economia e l'imprenditoria italiana. Unico in Europa e forse nel mondo. Mediante una complessa opera di riorganizzazione nacque l’IRI e altri enti di gestione, con maggioranza o totalità delle azioni di oltre 250 grandi complessi finanziari ed industriali (e una quarantina in corso di liquidazione) che saranno poi il volano della ricostruzione e della crescita negli anni del dopoguerra. Vi erano dentro il 25% di tutta la "raccolta" bancaria italiana, il 25% della produzione elettrica nazionale, il 57% dei telefoni, il 43% della produzione siderurgica, l'80% delle costruzioni navali, oltre notevoli quote nell'industria meccanica minore. ( i faziosi vogliono negare anche questo?).
"C'era - ha scritto A. De Stefani - un bilancio in disavanzo e lo si doveva equilibrare; c'era un debito pubblico e lo si doveva pagare; c'era una Lira svalutata e la si doveva rivalutare. C'era il disordine e la pluralità dei comandi, e si doveva ristabilire l'ordine e l'unità del Comando. Dal 1929 e il 1932 tutto il mondo stava assistendo a un drammatica crollo non solo della produzione industriale".
Ma venne LUI il protagonista al cubo (dotato di un senso dello Stato che pochi in Italia prima e dopo di lui hanno dimostrato di avere) ALBERTO BENEDUCE > vedi >> , che poi - morto lui - nel dopoguerra (sposando Idea Socialista (questo il nome della figlia), ci lasciò suo genero Enrico Cuccia (molto elogiato da Mussolini in persona).
A fine guerra Cuccia divenne il direttore generale di Mediobanca, che in breve tempo diventa il centro del mondo finanziario e politico italiano. Cuccia
(non rilasciò in vita sua mai una intervista) era l'unico a sapere chi "aveva avuto" e chi "aveva dato". Nacque così la "Grande abbuffata", più tardi i "Carrozzoni" quella che poi nel '73 Scalfari chiamò "la Razza Padrona" (Uno Stato che in pochi anni (esulando quasi sempre dall'economia e dal buon senso) con la spregiudicatezza privatizzò tutto, aziende strategiche, istituti di credito, o dando in gestione-concessione per quattro soldi, demanio, beni pubblici, telefonia, elettricità, industrie navali, porti, autostrade.
Così l'inetto Stato privatizzando (a discrezione, con i suoi politici) ha creato un altro Stato di proprietà privata, (perverso, spesso con dentro gli stessi politici) senza esercitare la giusta vigilanza e i poteri di controllo sullo svolgimento delle attività; una proprietà privata che sa fare solo i suoi conti, in attivo, anche quando gli aerei restano a terra, le navi affondono o i ponti crollano.
Uno smembramento dell'IRI (SME ecc.) lo fece Prodi nel '93 quand'era lui il Presidente (ma anche consulente della Goldman Sachs - e nello stesso tempo Garante del Sistema, perfino nella costruzione della nuova TAV !! 1993!! ).
Diventato Presidente del Consiglio a sostituire Prodi all'IRI ci andò Gian Maria Gros che non fu da meno vendette "Autostrade" e dopo cinque anni, LUI (!!!) va a presiedere proprio il fondo di chi le possiede. Una anomalia tutta italiana. E che fosse "suicida" lo abbiamo visto !!

 

Insomma parlando e agendo così Mussolini ebbe non pochi consensi, e fu da lì che inizia "l'avventura" mussoliniana; all'inizio piuttosto indefinita. Ma nel '22 diventa invece determinata: sul sociale, sulla finanza, e anche sull'imprenditoria. E non fu di certo la Marcia su Roma, a battezzare e a iniziare la sua avventura. Ricordiamo che fu il Re (forse temendo di perdere il suo trono) a dargli i poteri. Poi furono gli italiani tutti a darglielo, di ogni ceto.
E lo furono ancora nel '40, all'inizio della 2nda G.M. quando gli italiani tutti, stampa, preti, e perfino i comunisti italiani (ricordiamoci che questi a Parigi applaudirono Hitler che era allora alleato dei russi) premevano tutti per montare sul carro dei vincitori (vedi tutta la Stampa dell'epoca).
Il resto è cosa nota. Ma non dimentichiamo che se Mussolini non si fosse affiancato a Hitler, questi dopo la Francia, sarebbe sceso dalle Alpi e dal Brennero per dare una lezione allo "sleale socio" che tergivisando con il suo "non belligerante" non aveva rispettato il "Patto d'Acciaio".


(qualcosa del genere era accaduto già nella 1ma Guerra Mondiale. l'Italia per l'entrata in guerra decise di non rispettare la famosa alleanza con Germania e Austria e scelse di mantenersi "neutrale". Scelse la strada del "non intervento"; poi dopo un anno (ma aveva già fatto un patto segreto "di Londra", con l'ebreo Sonnino) l'Italia decise di unirsi ai Paesi della Triplice intesa (Francia, Regno Unito e Russia). Cambiò insomma alleato e dichiarò guerra agli ex amici. (e non c'era allora Mussolini - Fu l'ebreo SONNINO a fare - in gran segreto - i nuovi patti, all'insaputa dello stesso Governo >>>>>>).

Quanto alla 2nda G.M. come sarebbe finita la guerra di Hitler in Europa, non era facile a dirsi. Ma sembrò una ripetizione della 1ma G.M. I patti questa volta li aveva fatti Mussolini (Patto d'Acciaio) ma al dunque tergivisò; anche qui scelse la "neutralità", "non belligeranza" (piuttosto ambigua - ma altro non poteva fare - L'Italia non era la Germania!).

L'Italia con Hitler aveva fatto un alleanza nel 1938 ("Patto d'Acciaio"). Ma come forza i due Paesi erano diseguali; le iniziative politiche e militari erano prese sempre da Hitler. ("quando fa una guerra lui me lo manda a dire a cose fatte") infatti i suoi interventi li decise Hitler autonomamente, mettendo Mussolini sempre davanti al fatto compiuto e imponendogli la partecipazione. Poteva Mussolini (e ci stava pensando) cambiare alleato? Unirsi a Francia e Inghilterra? (come l'Italia spuduratamente fece già nel 1915?).

PERCHE' POI MUSSOLINI INTERVENNE NELLA GUERRA

QUI MAGGIORI PARTICOLARi > > > >

 


Per come poi finirono Polonia, Francia e Inghilterra l'Italia se non si fosse schierata con Hitler sarebbe andata incontro a un suicidio. Hitler avrebbe punito Mussolini per il suo voltafaccia e avrebbe invaso dopo la Francia in poche ore anche l'Italia, trasformandola in una "colonia" tedesca.

I tedeschi in poche settimane sbaragliando francesi e inglesi erano diventati "invincibili" (lo scrivevano tutti i giornali con i loro panegirici), e gli USA nel 1940 erano ancora lontanissimi dall'idea di entrare in guerra in Europa. Non ne avevano neppure il motivo né il pretesto. Del resto i loro affari li stavano comunque facendo con i famosi "aiuti e prestiti" all'Inghilterra. E facevano affari anche nel resto del mondo, visto che la concorrente Europa non esportava più nulla. E addirittura lo fecero poi con la Russia (con i comunisti!) fornendo navi da guerra, aeroplani, carri armati, munizioni e materie prime).
E' ozioso domandarsi perché gli USA intervennero nella Prima e poi nella Seconda Guerra Mondiale. Su "Il Gazzettino del Popolo" il 7 aprile 1941 ( !!! ) - (che possediamo in originale) vi è era in un articolo, con in anticipo la risposta. "Gli USA vincendo avrebbero cambiato l'Europa!" - E così fu.

Nel '43 montando sul carro del vincitore, abbiamo infatti poi "vinto"(!?) con quelli che noi abbiamo prima chiamato "nemici", poi chiamato "alleati". Abbiamo poi subito dopo formato una "Democrazia", ma non prima di aver fatto una "Alleanza" non espressa dal popolo ma imposta; questa volta non più con un "Patto d'Acciaio", ma con un patto - anche qui - con forze diseguali, con la NATO (detta "Forza Atlantica") ma con una netta preponderanza strategica, militare e politica degli USA. E - come aveva fatto Hitler nel '38 - anche gli USA hanno poi preso iniziative politiche e militari sull'Italia e nel resto del mondo. Per ultimo con il sostegno Inglese e Francese anche in Libia. Non solo, ma intervenendo anche nei Paesi (al di fuori della nuova Unione Europea e del Patto Atlantico) hanno imposto sanzioni, come in Russia. O ad agire per il looro tornaconto in Corea o in Cina.

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Passiamo ora al preciso preambolo e alle tre dichiarazioni di Mussolini:

continua ....>>>>>

La dettagliata personale Biografia
è nella pagina che seguirà >>>>>>

 

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