due libri molto singolari di Bruno Vespa

"PERCHE' L'ITALIA HA AMATO MUSSOLINI?"
e
"PERCHE' MUSSOLINI ROVINO' L'ITALIA"

 

Qui sotto - oltre i fatti - riporto copie di documenti originali sia di Mussolini
(indirizzati a Hitler)
come anche quelli del RE. (anche questi originali)

 

Ma con il singolare secondo volume faccio già subito questa breve premessa:

I MALI DELL'ITALIA - Questi italiani di quasi fine "Ventennio" (dopo aver ricevuto potere e prebende da Mussolini, ingrati e falsi furono proprio loro i responsabili dela successiva ROVINA DELL'ITALIA.
Avvenne quando Mussolini - nonostante fosse succube di Hitler- (ma lo detestava pure) andando contri tutti, non volle rispettare il "Patto d'Acciaio" firmato da Ciano e Ribbentrop, con la firma di Vittorio Emanuele III. (dove nel Patto vi era sì un alleanza, ma non vi era contemplato un intervento militare dell'Italia nei successivi 3-4 anni perché militarmente impreparata).
Poi quando Hitler nella sua guerra europea, volle aggredire la Francia, Mussolini proclamò per l'intero anno la poco gradita a Hitler, la sua "Neutralità". I borghesi e gli "acciaisti" se li trovò tutti contro". - Ma già a Bari in un discorso lo aveva detto in anticipo chiaro e tondo "quel mezzo milione di ingrati che mi sono contro".
Perfino il genero Ciano (lui con il RE i firmatari del "Patto D'acciaio" e poi della "Dichiarazione di Guerra"), pur con l'Italia impreparata, volllero intervenire in Francia; quando Hitler era già giunto alle porte di Parigi.

Ciano nel suo diario aveva perfino scritto: "Voglio far salire l'odio degli italiani per la Francia a vette inaccessibili, quando l'avrò battuta la distruggerò tutta e su molte città metterò il sale." ...."I Francesi sono un popolo abbietto".
(Da "Diari" di Ciano, già in Paolo Monelli, "Mussolini piccolo borghese", pag 204 e 161)

E non solo Ciano, ma molti giornali dei borghesi scrivevano "ma allora perché ci siamo alleati a Hitler?'" - "Quello, se ci uniamo, fra poco ci porterà a passeggiare a Parigi e nelle vie di Londra." - e anche il Re girando in mezzo agli ufficiali poco interventisti, andava dicendo "chi è assente ha sempre torto". - Il 20 giugno faceva la "Dichiarazione di guerra"
(proprio lui che in una sua lettera un mese prima del -15 maggio- intuendo che la situazione non era lieta, e che l'Italia non era preparata e aveva misere forze, meditava di sganciarsi dai tedeschi e invitava a fare cortesie agli inglesi e agli americani, auspicando un loro intervento nella guerra per affrontare le armate Hitler.
QUESTA LETTERA DEL RE DI 6 PAGINE CHIROGRAFATA DI SUO PUGNO.... E' SCONCERTANTE
- E' ANCHE POCO CONOSCIUTA - MA NE ABBIAMO UNA COPIA DELL'ORIGINALE >>> QUI >>>>

Così l'Italia il 20 giugno del '40 fece la Dichiarazione di Guerra, firmata dal Re. Solo lui poteva farlo in base al suo Statuto Albertino. Mussolini malvolentieri la annunciò solo dal solito balcone, ma solo a parole, e usò le stesse frasi del Re centenute nella sua dichiarazione.
Forse Mussolini si convinse che il tutto sarebbe finito in qualche settimana - (come in effetti fu- anche se male come esito) e che forse qualche morto italiano sarebbe a lui servito per sedersi poi con Hitler alla tavola della pace.
.
L'Italia scese così in guerra contro la Francia (che la considerò "una pugnalata alla schiena"). Ma poi questo intervento dell'Italia fu ininfluente, un fallimento. Hitler non volle gli italiani nemmeno a Parigi per firmare il "Trattato di Pace con la Francia".
Ma poi il deluso Ciano (all'insaputa di Hitler) volle rifarsi promuovendo una guerra alla Grecia. Che finì poi peggio; dovette aiutarli l'infuriato Hitler; lui che in gran segreto stava preparando l'invasione alla Russia (e se gli italiani perdevano in Grecia non voleva di certo avere a sud gli inglesi). Ma il ritardo per questo aiuto agli italiani gli costò caro. Gli italiani vollero poi sdebitarsi unendosi a lui in quella che divenne una tragica campagna in Russia con una ritirata che causò agli italiani a metà di loro morte e dispersi.
(Poi questi "ingrati e falsi" (militari, gerarchi, monarchia, e perfino il genero Ciano) si rifecero vivi, tre anni dopo, con una congiura, il 25 luglio 1943, quando a Roma il Re mise all'arresto Mussolini e sciolse il partito fascista).


Se l'Italia fosse rimasta fuori dalla Seconda Guerra Mondiale, probabilmente sarebbe stato ricordato (fino ad oggi) come FRANCO in Spagna. Anche se i punti in comune con Mussolini furono l'autoritarismo, il nazionalismo e l'anticomunismo. Ma Franco con i nazisti si oppose a tutti negoziati di alleanza e rimase sempre neutrale. Rifiutò perfino di dare a Himmler l'elenco degli ebrei che vivevano in Spagna. E nel dopoguerra seguitò a intrattenere rapporti economici con gli Stati Uniti pur non entrando nella Nato. Ma diventò un forte oppositore del comunismo (tanto che i "rossi" lo definirono "un tiranno"). Nel 1955 la Spagna fu ammessa nelle Nazioni Unite ed alcune basi militari statunitensi furono messe in territorio iberico.
Franco si era sempre autonominato reggente del trono, ma nel 1969 si mise da parte e proclamò erede al trono Re Juan Carlos (che durò fino al 2014). Franco morì il 20 novembre 1975, all'età di 82 anni. In Spagna viene ricordato come "l'Uomo mandato dalla provvidenza". E di fatto lo fu. Mentre in nostro Mussolini lo avevano chiamato anche lui tale, ma nel '29, dai preti del Vaticano, mirando loro a mantenere saldo, dentro il suo fascismo il popolo cristiano. A Mussolini gli era contrario fin dal 1924 Don Sturzo, con il suo Partito Popolare Cattolico, non di certo allineato al Fascismo che lui criticava. Ma questo dava fastidio a oltretevere; lo invitarono a desistere, a non intralciare, per il "bene della chiesa". Questo perché il Vaticano aveva iniziato ad avere cordiali colloqui proprio con i fascisti per raggiungere quell' intesa "Stato-Chiesa" che si trascinava da 60 anni. Don Sturzo fu così costretto a scioglire il suo partito, e perfino a lasciare l'Italia. Mentre poi Mussolini nel '29, proprio alla vigilia del giorno di Fatima (11 febbraio) firmava il Concordato ("Patti Lateranensi") con la Chiesa Cattolica. Risultato: alle subito seguite elezioni politiche
(Plebiscito del 1929) il popolo italiano (cattolico) votò il Partito Fascista tutto compatto. (con il 98,43%). Con l'opposizione messa fuori legge. E così anche tutti i partiti e i vari sindacati ancora in giro
Da quel giorno, alcuni ritengono sia iniziato l' autoritarismo mussoliniano. Anche perchè - sottraendoli alle varie organizzazioni cattoliche - diede subito vita alle formazioni giovanili e non solo giovanili. La Fuci (Fed. Univ. Catt. italiana) fu sostituita con la GUF (Gioventu Univ. Fascista). Con la chiusura poi dei vari circoli cattolici, oratori don Bosco, Salesiani, Chierichetti delle varie parrocchie, le femminili nei varie istituti di suore, ecc. ecc. si prese insomma - amareggiando molto il Papa - il controllo socio-ideologico di tutta la gioventù maschile e femminile con le varie associazioni di massa compatte. Famosi gli imponenti raduni; anche di bambini "Figli della Lupa", i "Balilla". le "Piccole Italiane", la "Gioventù del Littorio", i "Fasci Femminili" ecc.
. Che portò in breve tempo il passaggio decisivo del confronto-scontro nel cattolicesimo con il regime. Non affatto gradito OltreTevere.

Uno scontro che cessò solo nel dopoguerra, con il ritorno a tante processioni in tante città, delle madonne che piangevano per il "pericolo dei rossi". All'opera c'era il dinamico GEDDA >>> vedi chi era >>> che oltre al centrismo politico della nata DC, volle offrire una immagine di compattezza e di forza dei cattolici.
Famosi anche gli irruenti discorsi nelle piazze di tutte le città o alla radio di  PADRE LOMBARDI detto "il microfono di Dio" o "la Voce di Dio".  E famosi gli "eserciti della fede" di Gedda - che gridavano: "questa fede che abbiamo radicata in noi é fino al punto di dare per essa se necessario il sangue" ) Gedda infatti giustifica questa lotta appellandosi agli antichi martiri della Chiesa contro "i senza Dio"..

E' proprio poi GEDDA a organizzare l' "'Azione Cattolica", e in ogni città il corpo dei "Comitati Civici", che nella mente del Papa non dovevano nascere come semplici unioni elettorali a supporto della Democrazia Cristiana. Pio XII non aveva fiducia nei partiti (aspri furono i dissidi con De Gasperi che temendo di perdere con la sua DC, gli dissero che non si doveva preoccupare  "per l'elettorato ci pensera' Gedda con le sue Crociate del Grande Ritorno")  nè crede Pio XII in quella DC come "partito cristiano". Le sue speranze sono riposte nel "popolo" cattolico, come depositario autentico della libertà. I Comitati civici di Gedda dovevano risvegliare nel popolo questo sentimento e renderlo capace di condizionare le vicende politiche.

Accadrà invece il contrario. Non saranno i Comitati Civici a condizionare la DC. Ma sarà presto la potente DC "partitocratica" a fagocitarli i cattolici di Gedda e del Papa.
Leggeremo le accorate parole di Pacelli e la sua delusione nelle Memorie di Gedda.  Dove trova
il Papa "molto triste", " [...] osserva che l’Azione Cattolica collabora non più con la Chiesa ma con la Democrazia Cristiana", gli parla di "amare scoperte", arrivando ad affermare che "l’Azione Cattolica, per la quale sono stati fatti tanti sacrifici, non è più nostra" .
Ma quello del Papa e di Gedda
é però un mondo chiuso, nato solo con il proposito di vincere i comunisti.
Ma "La rivincita negli anni Cinquanta non c'è stata. E il mondo cattolico voluto dalla Chiesa di Papa Pacelli venne di fatto accerchiata. Perciò gli uomini di palazzo vaticani s'arrovellano, cercando di rendere realtà la loro volontà di potenza. Ma è proprio la conoscenza della realtà del mondo esterno che manca agli esponenti della Curia che non accettano chi invece comprende bene cosa avviene sull'altra sponda del Tevere e reagiscono con forza. Perfino esiliando a Milano Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI" (*).

Si formarono nuovamente le FUCI, le ACLI, l'Azione Cattolica, ecc. usate per rinfocolare con ogni mezzo "la paura del comunismo" presentato come l'"impero del male",  "una sventura per l'Italia qualora si insinuasse nella vita civile italiana questo cancro, una disgrazia incalcolabile, un salto dentro un abisso dove non esiste Dio".


Già al traguardo delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, doveva scattare il "[...] piano di azione per la consultazione elettorale della Repubblica italiana" (Gedda,
Memorie) e come superare gli oltre quattro milioni di voti già raccolti dai comunisti alle elezioni per l’Assemblea Costituente.


Già prima nel discorso natalizio del 22 dicembre 1946, il messaggio di Pacelli era stato esplicito: lo terminava con una invocazione che sembrò una dichiarazione di guerra "O con Cristo o contro Cristo". In ogni parrocchia c'era il manifesto della scomunica, non ammessi ai sacramenti, per chi votava o anche chi leggeva l'Unità.
Togliatti reagì in un modo singolare e patetico, ..... mettendo un manifesto che fece perfino ridere... "noi non siamo atei ma siamo di fede cattolica e praticante".

Anche se poi nel '54 proprio in funzione anticomunista, tornarono a farsi vivi i clerico-fascisti soprattutto alle elezioni del comune di Roma, nonostante il varo della "legge truffa" e la "Legge di apologia al Fascismo" di Scelba. Non vinsero, nonostante il contribuito dato dai fascisti alla DC - anche se non portò a una netta maggioranza della stessa. Questo rattristò molto Papa Pacelli, che i fascisti li voleva questa volta dalla sua parte. Ma il popolo italiano era in parte ancora sì fascista ma non abbastanza di numero per cambiare le sorti della nuova politica italiana, formata da PCI, PSI, Liberali e DC. Tutti alla conquista (con i vari mezzi, del "clientelismo". Nella DC si formarono i "pontefici massimi", De Gasperi, Fanfani, Andreotti a Roma, Rumor nel Veneto.
 Ancora il 18 maggio 1960 l'Osservatore Romano preoccupato da questi politici democristiani che stavano inventandosi un centrosinistra, intima a "sottomettersi al giudizio dell'autorita' ecclesiastica"). Parole al vento, e anche arroganti.
Tutta la nuova politica si incamminò verso quello che poi Berlinguer chiamò "Compromesso Storico". Ma che con la morte di Moro e la stessa morte del "migliore" non ebbe seguito. La politica ormai - da ideologica - era diventata "affaristica", un "dare e avere" con le tangenti, che poi vennero a galla nella famosa "Tangentopoli", chiamata anche "Mani Pulite", che rivelarono un sistema fraudolento ovvero corrotto che coinvolgeva in maniera collusa la politica e l'imprenditoria italiana. Ma terminato il clamore dei numerosi processi, si tornò " alle "Mani sporche". Ma.... usando nella corruzione più scaltrezza e avvedutezza.

----------------------------------

TORNIAMO AL TITOLO - HO DUNQUE LETTO QUALCOSA SUI 2 LIBRI DI VESPA (da lui presentatI in tutti gli show di tutto l' universo mediatico, di DX di SX in cielo e in terra ). Ma che a me non sono affatto piaciuti, fin dai titoli. Che nel primo é messo con una domanda ("perchè ha amato?") che é quasi una affermazione. Nel secondo vi è quasi un posteriore riscontro negativo ("rovinò l'Italia"). Che forse - in questi tempi di elezioni - questa ricordata rovina - é utile alla sinistra. Non si sono mai pubblicati negli ultimi anni, così tanti libri dedicati al fascismo, ovviamente a quello detto infame.

Infatti con quel titolo, anche Vespa HA FATTO UN FAVORE ALLA SINISTRA IN CERCA DI VOTI, CHE UTILIZZA DA TEMPO UN OTTUSO E IMMAGINARIO ANTIFASCISMO PER RESTARE A GALLA. CHE METTE IN EVIDENZA E DEMONIZZA PROPRIO LA "ROVINA" DEL FASCISMO ( detta e ridetta ai nipoti, figli, padri che però non hanno ma conosciuto quel ventennio) VENTENNIO CHE INIZIO' PROPRIO 100 ANNI FA ESATTI, DOVE VI ERANO BEN ALTRI PROTAGONISTI. - QUESTI SI' - VERSO LA FINE DEL VENTENNIO, FURONO AUTORI DELLA "ROVINA" . MA POI - ZITTI ZITTI - ALCUNI DAL DOPOGUERRA IN POI - MA ANCHE NELL'ITALIA DI OGGI - SONO ANCORA LI' !! . MA NON SE NE PARLA. SI TACE.

NE' SI ACCENNANO LE TANTE COSE POSITIVE REALIZZATE. COME I TANTI "GIOIELLI" CHE NACQUERO PROPRIO IN QUEGLI ANNI E CHE DIEDERO (con il Made in Italy") PER LA PRIMA VOLTA UNA GRANDE FAMA ALL'ITALIA NEL MONDO. MA CHE POI SONO STATI VENDUTI QUEI GIOIELLI - (fino al 1992!!) - PER 4 SOLDI A QUELLA "RAZZA PADRONA" PER ALIMENTARE CON LE TANGENTI UNA POLITICA (nonostante "Tangentopoli", ma diventarono poi più furbi !) CHE ANCHE IN SEGUITO NON HA REALIZZATO PIU' NULLA PER L'ITALIA. ANZI PROPRIETARI CHE EREDITARONO QUEI "GIOIELLI" SE NE SONO ANDATI, E STANNO ANCORA ANDANDO, QUASI TUTTI ALL'ESTERO. (ultimamente anche la "patriota" FIAT. (Quella che ci era costata tante (6-7) svalutazioni della lira, per far vendere le sue auto all'estero).

(((((( Fuga all'Estero. Complice oggi quell'Inghilterra, che con i suoi 54 staterelli del Commonwealth (prima della Brexit li chiamava autonomi, poi - uscendo dalla UE - non avuto più bisogno di nasconderli - e che ora ha incrementato affiancandoli trasformandoli in "Paradisi fiscali". In metà di questi, ci sono oggi le sedi di molti imprenditori italiani, che possono nascondere i loro affari, alla faccia dell'UE.
E nella stessa UE alcuni dei suoi Stati agiscono autonomamente.
(come il Lussemburgo) )))))

Io se faccio questa osservazioni è perchè credo che esiste ancora il libero pensiero che me lo permette, che non sono legato al "pensiero comune" che ci si presenta un solo punto di vista, e solo questo. Ma volendo accennare al mio passato (che può sembrare autocelebrativo, e quindi noioso per alcuni) non pretendo di essere uno storico, ma per il mio vissuto, ritengo di essere stato dentro la storia, e quindi di esserne in grado di parlarne (anche tramite dei rari documenti originali che ho raccolto).

La mia biografia con molti fatti, é riportata in molte altre pagine di Storiologia >>>>>>. Ma ne faccio un breve riassunto.
Io sono nato nel '36, ho vissuto tutta la drammatica guerra, senza genitori accanto, ma ospite di zii e nonni nella casa di Chieti, una dependance di Palazzo Mezzanotte dove - in un famoso settembre - ho visto arrivare i "fuggiaschi" (Re, Badoglio e tutto lo Stato Maggiore). Poi si insediò per 10 mesi il comando Germanico (e che poi questo bombardato sono riuscito a uscire vivo dalle macerie); poi dopo aver assitito a scene racapriccianti, alla liberazione ci fu il Comando Angloamericano. Che nonostante ci avevano bombardati e mitragliati in pieno giorno (compreso ancora il sottoscritto mentre giocavo in piazza) per 10 mesi, li accogliemmo come "liberatori". Prima in chiesa si pregava da mattina a sera per i maletti "nemici" che ci bombardavano, poi contrordine, "preghiamo per i nostri "alleati" i nostri nuovi amici" "liberatori".
Io ero vissuto con mio zio dentro una tipografia, lui mi faceva riporre sempre i caratteri usati nelle forme per la stampa, così dai oggi dai domani a 5-6 anni leggevo già come un adulto. E potevo così capire anche - purtroppo - il tenore dei maledetti loro manifesti che stampavamo, ma... di nascosto anche quei volantini clandestini che io stesso andavo poi a distribuire a primi partigiani della "Maiella", sorti proprio in Abruzzo. Oltre a stampare in gran segreto (complice un Podestà poco fascista) tessere annonarie false per poter dare da mangiare ai 100.000 (centomila!!) sfollati che si erano dai dintorni rifugiati tutti a Chieti, soprattutto da Pescara tutta distrutta, affamati, disperati e senza più un futuro.
Poi nel '46, tornato in Piemonte, subito al lavoro a 13 anni, in una grande tipografia-legatoria. Una fortuna quella di maneggiare libri tutti i giorni, che sono quelli più importanti che i proprietari fanno rilegare. E per chi é curioso di conoscere lo scibile umano, letteratura, arte, musica, storia, mentre li rileghi, é ovvio che li sfogli, ti soffermi sulle immagini e poi leggi anche qualcosa. Ed é automatico che apprendi molte cose.
Ma a Chieti accanto a mio zio, uomo di grande cultura, sotto casa avevo anche un professore universitario di greco-latino, con una misera pensione, noi aiutandolo, si sdebitava con me, raccontandomi con una voce carezzevole, tutto sulla Mitologia e sulla Storia Greca e Romana. Aveva anche i 6 grandi volumi dell'Arte Mondiale Treccani, di tutti i tempi, che sfogliavo con molto interesse; che fu tale che il professore mi insegnò anche a dipingere. Fino a diventare in seguito un discreto pittore, partecipando a molti concorsi, Fino al punto da essere premiato a Milano "Artista dell'Anno", e a Ferrara accanto al già famoso Brindisi, il "Premio Originalità". Fino e finire anche sul Dizionario Bolaffi degli Artisti Italiani del XX Secolo. Ma che per me rimase solo un Hobby, avendo iniziato il Pionierismo dei Computer.

Ma furono prorpio i libri che diventarono la mia grande passione, a 16 anni avevo già una mia biblioteca di 100 volumi, a 20 anni ne possedevo già 400. E non mi fermai più di collezionarli fino ad arrivare a oggi che ne possiedo 30.000. Assieme a una settantina di opere dell'Arte Moderna, e 27.000 dischi e composizioni musicali, dai corni alla musica classica, fino all'attuale musica moderna. ( >>>>>>>>>>>>

Tutte le domeniche io ero sempre in montagna in Val D'Aosta a scalare e a rocciare, imitando un giovane (aveva 4 anni più di me) che ci sbigottiva con le sue imprese; era Walter Bonatti. Poi proseguendo il mio dinamismo ero anche diventato un paracadutista civile - il 131° in Italia- con gli aerei, i paracaduti e l'assistenza militare. Dove lì conobbi un uomo molto speciale, fuori dal comune. Poi a 20 anni andai volontario e fui ammesso facilmente al "Corso" nel....
Centro Militare di Paracadutismo alla Scuola dei Carabinieri Sabotatori di Viterbo. E oltre che apprendere molte cose, e diventare anche maestro di Roccia e di Sci, ebbi ancora la fortuna di ritrovare al Corso lo straordinario uomo molto speciale. Dove nacque una reciproca empatia. Che poi diventò una grande amicizia !!

L'uomo speciale era il mio istruttore ORESTE LEONARDI >>vedi qui >> ucciso in seguito in via Fani, lui era il Capo Scorta di Aldo Moro, poi brutalmente ucciso pure lui.
Un uomo Oreste, intelligente come pochi, straordinario, indimenticabile, ecco perchè quando Moro lo conobbe lo volle accanto a se per tutta la vita; che purtroppo terminò per entrambi in un modo tragico.
Oreste, era quello che di solito mi dava la rassicurante pacca sulle spalle, quando dall'aereo mi buttavo da oltre 5000 metri sulle più alte e stupende montagne delle nostre Alpi. (arditi lanci in seguito mai più ripetuti).


Già due anni prima della tragedia di via Fani, Oreste mi aveva riferito che era molto preoccupato; aveva chiesto perfino una macchina blindata, che gli fu negata.
(La fine di Moro era già apparsa nel film "Todo Modo", (che all'uscita fu sequestrato e bruciato), Quel film profetizzava uno scenario e anche la tragica conclusione proprio di Moro; lui alla fine di un processo sulle sue malefatte dentro la DC (di cui era nella realtà Presidente) veniva fatto inginocchiare e poi ucciso con un colpo alla nuca. Molti inorridirono ma fecero finta di non capire, o voltarsi dall'altra parte. Mentre altri (suoi "amici") misero in atto due anni dopo proprio ciò che la trama del film profetizzava. (qualcosa su questo film lo trovate su Wikipedia >>>>>>>


Finito il Corso, preso il brevetto, formatisi uno speciale corpo della Nato, fui destinato per anni a fare antiterrorismo in Alto Adige, e non furono certo delle passeggiate in quelle valli altoatesinie dove imperversavano i "bombaroli" di Klotz. In una sola notte (11 giugno 1961) fecero 300 attentati dinamitardi. Essendo anche artificiere ero io a disinnescare alcune bombe inesplose. Fu una vita da inferno!!

Ma diventato anche un bravo fotografo, anche per il Comando che mi mise a disposizione il loro alboratorio fotografico, dopo anni in quel reparto speciale, - per chi aveva intraprendenza - con le tante opportunità che si stavano aprendo con il "Miracolo Economico" avevo intenzioni di farlo il fotografo come mestiere, lasciando anche se di malavoglia il Reparto. Ma intervennero i superiori dell'alto Comando che mi convinsero di restare con loro, affidandomi - tramite una grande azienda multinazionale - un incarico molto particolare. Con una speciale autorizzazione del Comandante del 4° Corpo D'Armata, potevo entrare in tutte le caserme di militari (cosa proibita a tutti in quel periodo di alta tensione); dove oltre a fare fotografie colloquiavo con i militari, tastavo l'ambiente, dove vi erano dentro anche degli sudtirolesi, poi relazionavo dettagliatamente ogni cosa.
Forse proprio per questo singolare e accurato lavoro, due anni dopo, fui poi promosso "Ispettore Incaricato Speciale" per tutto il territorio italiano. Ho così - per 10 anni - in un periodo molto critico ("strategia della tensione") - visitato e conosciuto tutte le città italiane. Accumulando una infinità di conoscenze ed esperienze. Mimetizzandomi entravo - perfino nei primi covi delle BR che si stavano formando con Curcio & C. nella neonata Università di Sociologia a Trento. Poi andai ad abitare a VI e PD, anche questa zona molto inquieta, dove non si capiva più chi erano i rossi e chi i neri. Soprattutto quando ci furono clamorosi attentati. C'erano i delatori che si accusavano l'un l'altro; e fidarsi delle loro confidenze, era un problema non da poco. Un giorno i miei superiori pur con discrezione mi riferirono che uno di quelli che visitavo - e che mi sembrava anche amico e con le stesse mie ideologie - aveva inviato una relazione quasi infamante nei miei confronti. Me lo riferirono, ma alla fine non mi fidavo nemmeno più di chi mi metteva in guardia. Visto che il delatore, pochi mesi dopo fu da loro anche promosso a fare lui l'Ispettore in una delle mie zone del nord Italia. Rimasi sconcertato. Ed ebbi anche paura.

Così nel 1979, ancora sconvolto dalla morte di Oreste e di Moro, mi ritiravo dal fare il globe trotter dentro un mondo ambiguo, pericoloso; che non volevo più avere a che fare. Così sparii; me ne andai in montagna per qualche mese. Poi al ritorno, acquistato un negozio di cartoleria e tabaccheria in centro città, ben presto diventai un pioniere dei computer. Per il grande successo di pubblico, e di vendite, nemmeno dopo due anni, acquistai un altro grande negozio sul Corso e sbigottii la città. In 10 anni di computer ne vendetti poi 6000. (in Italia ero stato il primo a venderli - A fare anche le prime riviste di Computer che (da ex tipografo) stampavo io stesso con i miei computer; e che poi inviavo ai 12.000 miei clienti e soci in tutta Italia, con il Club che avevo fondato. - Oggi quelle riviste sono già nei musei !!! )


Alla fiera dell'Elettronica fecero una serata di 2 ore, trasmessa anche in TV.
Con lo staff di Piero Angela, oltre Faggin e il Ministro Granelli
ci fu una riunione-spettacolo e mi premiarono indicandomi
- per il mio uso dei Computer - come "Imprenditore Tracciante"

 

A "stregarmi" per i Computer, in una sua visita in Italia a Vicenza, era stato proprio lui FEDERICO FAGGIN, l'inventore del microprocessore negli USA. Suo padre abitava accanto me. - Fui così il primo in Italia a farmi arrivare il nuovo PC IBM 80 (poi mai arrivato da noi, per via dell'antitrust USA). Feci pubblicità per il mio nuovo grande negozio (che non esisteva nemmeno a Milano o Roma) che fu presto il più visitato non solo da quelli della mia città, soprattutto dai giovani, visto che avevo piazzato i computer in varie scrivanie proprio per farli usare e farsi "stregare" pure loro; io spiegavo cosa faceva il computer e come fra breve sarebbe cambiata la nostra vita e il nuovo corso della scrittura. Ma non fui capito dai politici, che avevano messo un' IVA del 38% sui computer, perché considerati "beni di lusso" (!!!!). Sui giornali io feci un durissimo intervento - che arrivò perfino in Parlamento - ed era così ironico la mia indignazione da farli vergognare. Ma ottenni il risultato, i Politici abolirono quell' esosa IVA.
("Cari Politici non bisogna temere l'avvento del Computer" >>>vedi >>
dove profetizzavo "domani ci sarà un Computer perfino nelle elementari !!!! "



Altra seccatura era stata quella dell'Annona e della Camera di Commercio; non avevo la tabella che autorizzava la vendita di "macchine d'ufficio" (!!) Ma quando dovetti fare il Corso alla Camera di Commercio, fu imbarazzante per i miei esaminatori, perché agli stessi proprio io avevo a loro venduto e insegnato il oro primo computer. Così anche al figlio dell'Assessore dell'Annona Comunale. C'era da ridere, ma sappiamo che la burocrazia è spesso ridicola.

Purtroppo i "grandi" i già "sapienti" che credono che il loro mezzo chilo di sapere fa diventare più intelligenti delle capre, lo snobbavano il computer; un giornalista forse seccato dalla mia invadente pubblicità scrisse "Lei legge troppa fantascienza; sopravviveremo anche senza il suo computer". Questo non aveva capito nulla del tempo che stava vivendo.
Ma fu così anche in una Scuola Magistrale
(dove si preparano i futuri insegnanti) dove volli fare una dimostrazione; inizialmente sembravano interessati; ma poi la preside mi liquidò quasi umiliandomi: "....ai computer non siamo per nulla interessati !!! noi nell'insegnamento abbiamo la nostra logica verbale"!!! - I computer? servono solo per giocare !!! E forse dopo un po nemmeno quello!!!".
(la stessa cosa dissero 500 anni prima per il libri stampati: "...essi pretendono di fare scienza, bruciateli !!! ".

Che i computer servissero solo per giocare lo disse pure un A.D. di una grande banca italiana, dove volevo far scoprire cos' era il MODEM; riuscii con successo a collegare la Sede con una Filiale; ma lui mi disse "quella "cosa lì" non avrà un futuro, i nostri dati bancari non possono di sicuro viaggiare su un banale filo telefonico". (chiamò il Computer e il Modem "quella "cosa lì" !!!!)
Non così alla RAI...."
inviami tutto quello che hai e che trovi, qui sui computer siamo tutti nella piena ignoranza". era il Presidente della RAI, Ugo Zatterin. (lettera nello storico archivio di Franco - VEDI > > > > ).
Ma il Computer era sconosciuto anche nel mondo musicale; quando poi mi arrivò il "MIDI sequenzer" per la musica elettronica. Meno uno molto interessato, che assieme a un computer Atari, andai a consegnarlo di persona dove abitava, in un quartiere di Carrara, lui non c'era, ma la madre mi accolse un po' indispettita con "ma... ancora questi costosi aggeggi !!! ma mio figlio non ne ha abbastanza??". Lui era ZUCCHERO !!! Che nel 1982 aveva esordito al Festival di Sanremo

SULLA MIA GRANDE AVVENTURA COME PIONIERE DEI COMPUTER SONO RIPORTATI ABBODANTEMENTE IN ALTRI LINK DI STORIOLOGIA >>>>>>


HO DEDICATO qualche pagine alla SCUOLA DI OGGI con la sua DAD >>>>>

Poi dopo averne venduti in 10 anni, ca. 6000 di computer, a Banche, Industrie, al Vaticano, ai giornali, nel '90 mi sono ritirato dalle vendite per fare solo più programmi; molto più redditizi, visto che nel '90 ti davano una percentuale sulle vendite del 7-8%, quando a inizio anni '80 l'utile era invece del 45%. Ci fu un famoso giorno che di computer ne vendetti 50 incassando 75 milioni.

Mi feci costruire una grande villa con grandi saloni e mi presi cura dei due figli (uno fatto laureare in Ingegneria Informatica) che in breve tempo diventò più bravo di me; fino a realizzare con il nuovissimo linguaggio Java programmi per la Fiat, la Marcegaglia, e tante altre industrie e Banche. Purtroppo in Italia eravamo molti indietro nell'uso dell'informatica. Con malpagate e scarse possibilità di lavorare anche nella grande Milano. Non così in Svizzera che attratta da mio figlio lui con mio dispiacere mi ha lasciato e proprio in un gruppo di banche svizzere è poi finito - per i programmi di security - con tanta sua soddisfazione anche economica: tre volte lo stipendio che davano allora a Milano. Poi mi ha lasciato anche la figlia, pur lei esperta in IBM 400, dopo aver creato molti programmi per industrie orafe e per la Grande Distribuzione. Si è sposata con un grande proprietario terriero con molti ettari in vigneti; e ora mia figlia cura la loro "azienda-modello" usando molto l'informatica e le tecniche satellitare nel campo agricolo. Un trattore oggi lavora senza l'intervento dell'uomo. E così anche nella raccolta dell'uva nelle vigne, o in quella delle patate. (fanno un lavoro giornaliero pari a 50 uomini).

A quel punto, io e mia moglie rimasti soli, e con i saloni vuoti, con dentro 30 computer spenti, abbiamo venduto tutto, mi sono spogliato di ogni avere, fatto in anticipo le spartizioni ereditarie e mi sono dedicato più soltanto al mio Hobby, utilizzando la mia sterminata BIBLIOTECA >>>>>>
Non mi sono nemmeno fatto ospitare da mia figlia che ha nella fattoria un bel edificio del '600, con 1000 mq. Mi sono preso un piccolo appartamento vicino a loro, per seguitare ad avere io e mia moglie la nostra privacy.

E nato così (oggi visitata da ca. 2 miliardi di naviganti - e un motivo ci sarà!) il mio SITO "STORIOLOGIA" >>>>

 

HO FATTA SOPRA QUESTA (forse noiosa e lunga) PREMESSA, per dire le conoscenze e le esperienze avute nella mia vita, e anche i motivi per come sono riuscito di persona in primis ad accumulare tanto materiale storico. Che oggi - senza nessun compenso ho riversato sul Web ...gratuitamente... (così non sono condizionato da nessuno).
Materiale storico di cui sono ben fornito, e tanti famosi giornalisti - anche della RAI - mi vengono a trovare e non vanno più via per vedere il materiale che posseggo. Alcuni rarissimi, che svelano certi retrosceni della nostra storia Italiana . Mentre oggi non ho trovato nelle pagine dei libri di Vespa (e in altri libri) i veri motivi dell'entrata nella sciagurata guerra degli italiani nel 1940. Non una immagine originale della "Dichiarazione di Guerra fatta alla Francia" firmata dal Re. Né tutto ciò che ci fu di valido nel ventennio (quindi non una "rovina") che sotto molti aspetti - come vedremo più avanti - è stato un periodo utile ne ventennio e perfino decisivo - (con uomini e mezzi ereditati) - nel successivo sviluppo avvenuto poi nel dopoguerra - e non solo economico - del nostro Paese.

PARTIAMO PROPRIO DA QUI.....
dalla "Dichiarazionie di Guerra alla Francia" del Re


( " assumo oggi il comando" ......."con le forze di terra, di mare")
Ripeto: Mussolini malvolentieri lo fece solo dal solito balcone, ma solo a parole).


Le stesse "Leggi Razziali" erano state varate con il Decreto firmato dal Re. (quello sopra a DX)
Ma resta anche un fatto GRAVISSIMO; quando il 25 luglio 1943 fu destituito Mussolini e fu sciolto il partito fascista, il Re non revocò queste leggi razziali. Ne' lo fece quando fuggì da Roma l'8 settembre 1943.
Ma lui aveva già un suo antenato,
Amedeo VIII, un precursore dell'antisemitismo stile "hitleriano" che si era inventato, oltre i Ghetti, perfino il distintivo che gli ebrei dovevano mettersi sulla spalla, in modo che i cristiani sabaudi potessero scansarli per non essere contaminati "Ut infideles a fidelibus discernantur"-
Qui il proclama del
17 giugno 1430 ( vedi l'originale >>>>


L'Italia pur varando la nevrotica politica razzistica i provvedimenti, per quanto odiosi, furono all'inizio generalmente blandi e ben pochi fascisti (salvo i fanatici "acciaisti") volevano ottemperarvi. Perfino Farinacci, come tanti altri fascisti come lui, si allinea formalmente, ma non per intima convinzione, ma per compiacente piaggeria verso i tedeschi. Lui stesso aveva una segretaria ebrea (Jole Foà) cui era molto affezionato. Gli "acciaisti" quando gli fecero notare che doveva dare l'esempio cacciandola, replicò che sí, lo avrebbe fatto, ma solo quando molti altri gerarchi si fossero privati della loro segretaria ebrea. Lo stesso Almirante (oggi odiato dalla Segrè) a Milano diede rifugio a degli amici, una famiglia di ebrei (di Emanuele Levi) che poi si sdebitarono dandogli rifugio quando a Milano nei giorni di Piazzale Loreto, volevano appendere anche lui.

Ma non è che negli USA il problema della razza era ignorato. Fin dal 1865 forti propagandisti contro i neri e dell'antisemitismo era il Ku Klux Klan, con finalità politiche e terroristiche a contenuti razzisti che propugnavano la superiorità della "razza bianca" e che indicavano i mali dell'America erano i banchieri ebrei, di essere loro anche gli artefici del Comunismo. Più accentuata questa lotta agli ebrei fu a partire dal 1910-15. In maniera molto analoga a quanto poi accadde successivamente nella propaganda razzista nella Germania nazista. (soprattutto quando.... nel 1933 tutti gli ebrei del mondo uniti dichiararono guerra alla Germania, con i "tedeschi da sterminare". (lo vedremo più avanti l'appello).

In Italia a firmare quel "Manifesto della Razza, vi era un notevole elenco di personalità italiane (180 scienziati, 140 politici, intellettuali, giornalisti) tutti schierati a favore dei provvedimenti razzisti. (vedi I NOMI nei Documenti Storici >>>)
Fu una vergogna dell'Italia civile che stava perdendo il senso della misura, e solo per imitare il pazzo Hitler
Eppure molti (futuri) famosi personaggi varando il documento redatto sotto forma di decalogo questo scrivevano:

LA PROVINCIA GRANDA, 4 AGOSTO 1942 - GIORGIO BOCCA:
"Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?"
ALDO MORO 1943 (Articolo citato "Storia Illustrata, gennaio 1998, pag.45):
" La razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello stato"
SANTA MILIZIA (settimanale), 11 febbraio 1939 - BENIGNO ZACCAGNINI
Articolo: "Problemi razziali: il meticciato" - "La razza può considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi".
ROMA FASCISTA (settimanale), 24 SETTEMBRE 1942 - EUGENIO SCALFARI:
"Gli imperi moderni quali siamo noi e li concepiamo sono basati sul cardine "razza", escludendo pertanto l'estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti"
CIVILTA' FASCISTA, GENNAIO 1936
Ma già a inizio del 1936, avevamo un giovane giornalista,aveva già fatto del pionierismo. INDRO MONTANELLI, che da Asmara così scriveva "Ci sono due razzismi: uno europeo - e questo lo lasciamo in monopolio ai capi biondi d'oltralpe; e uno africano - e questo è un catechismo che, se non lo sappiamo, bisogna affrettarsi a impararlo e ad adottarlo.

Ma prima, cosa era realmente accaduto in Germania in quel 1933?
In Germania, con la sua potente ex grande industria e finanza di anteguerra, era stata messa in ginocchio dagli enormi debiti di guerra. Nel periodo della Rep. di Weimar (1918 e il 1933) vi operavano solo banche ebree. Non vi era un tedesco che non avesse debiti con una loro banca, che proliferano; con i dollari che provenivano dagli USA (dove partivano dollari investiti al 5-6% e tornavano al 10%. Mentre in Germania i tedeschi avevano tassi che erano anche del 20-30%). Una "bengodi" per le banche ebree. Però dopo il '29 tutto entrò in crisi con il crollo di Wall Strett. La Germania quasi si avvantaggiò, e zitta zitta, in solo un paio d'anni si riprese, anzi tornò ad essere grande. Soprattutto con il genio (un mago della finanza) Schacht (già capo della Reichsbank). Già nel '32 (pochi mesi prima di mettere al potere il (populistico e comodo) Hitler, lui varò delle misure economiche e finanziarie rivoluzionarie. Una della tante, clamorosa: l'abolizione e uso del dollaro: chi voleva comprare o vendere in Germania doveva usare solo Marki. Fu una drammatica "mazzata" per tutti i banchieri ebrei locali ma soprattutto per quelli americani abituati a inviare dollari. La "mazzata" fu tale da dichiarare "tutti gli ebrei del mondo uniti"...... "Guerra alla Germania" (per il "bene dell'Umanità") (come vediamo qui nel giornale Daily Express.....


Di conseguenza, come se non bastasse (il secolare - odio religioso cattolico "deicida" -
(ricordiamo che fino al 1956 nelle chiese cattoliche la Messa terminava con la "maledizione agli uccisori di Cristo"), ai tedeschi si aggiunse l'odio economico. E più nessuno tedesco onerò i suoi debiti con le banche ebree che vi erano in Germania, che in breve furono sul lastrico. Questo scatenò prima il boiocottaggio ebreo mondiale, visto sopra, poi segurono anche gli inviti....di celebri influenti scrittori ebrei in USA, che con i loro libri incitarono all'odio razziale verso i tedeschi. I più famosi: LUIS NIZER, THEODORE KAUFMAN, MORGENTHAU, HOOTON. Con questi titoli:

"la Germania deve perire"; l'altro aggiunse anche il libro: "bisogna mettere fine alla razza tedesca" e " tutto ciò che é tedesco distruggerlo" - "i tedeschi sono l'incarnazione del male" - "bisogna i tedeschi castrarli tutti"- 20.000 medici erano già pronti a farlo.
>>>>qui in rete i primi due autori >>>>>>>>


Di questi libri ci fu una distribuzione capillare di Eisenhower ai suoi militari in Germania, dove ne fece distribuire 100.000 copie. E li usarono pure !! Con il Piano Morgenthau e il Piano di Hooton messi in atto, in Germania perirono 9 milioni di tedeschi, morti di fame e stenti nei campi di concentramento o di lavoro.
>>>> qui in rete i due "piani genocidi" >>>>>

MA MAI NESSUNO HA MAI SCRITTO O CI HA RACCONTATO QUESTI FATTI. TUTTO ZITTI ZITTI .

Queste minacce del '33 degli ebrei, in breve tempo - come "rivalsa" e "reazione" tedesca - portò a varare in Germania le Leggi Razziali (deportando gli ebrei e in seguito anche.... eliminandoli - come del resto volevano fare gli ebrei con i tedeschi), poi ci fu la guerra, prima europea, poi mondiale.
Nella guerra ci fu l'intervento degli USA - Che paradossalmente si unì al comunista Stalin - Ma gli USA erano però intenzionati poi a disfarsene e anche a beffarla - infatti quando usarono la loro Bomba Atomica in Giappone- (dove la Russia con questa non era nemmeno in guerra") gli USA
(come avevano fatto in Europa, Owest/Est) non erano lontanamente intenzionati a dividere con loro l'Oriente. E infatti iniziarono a volere anche il resto del mondo. Adottando metodi molto singolari. In alcuni Paesi vicino ai confini della Russia, vi erano (come accade in tutti i Paesi del mondo) degli scontenti, con gruppi che lottavano per una loro indipendenza. Gli USA erano sempre pronti ad aiutarli con dei loro interventi militari. All'inizio non andò sempre bene, come in Vietnam dove cominciarono a morire molti americani, provocando delle grandi proteste in patria. Dopo anni fallimentari abbandonarono il Vietnam. Ma poi adottarono un altra tecnica come in Irak. Senza inviare uomini, si avvalsero prima dell'Irak di Saddam Hussein per combattere l'Iran. Ma poi fecero la guerra a lui. Impiccato, si presero il Paese mettendo delle loro basi proprio in Irak.
Poi proseguirono con questa tecnica. Appoggiare i ribelli fornendo a loro aiuti, armi, missili e qualche generale come consigliere militare, senza impiegare uomini americani. Ma anche qui non sempre andò bene, come in Afganistan. A questo punto per proseguire i loro aiuti - adducendo di voler dare un libera democrazia al Paese - hanno inziato a coinvolgere i Paesi della UE legati alla Nato, senza usare un solo americano. Il risultato é oggi quello che vediamo in Ucraina, dove per far scoppiare dei tumulti, si sono avvalsi del Capo Popolo Zarensky che vuole eliminare i russofoni che vivono a Est.
Se riusciranno a vincere, gli americani finalmente riusciranno a mettere le loro basi a ridosso dei confini russi, per essere pronti - questa volta con le loro forze - a invadere proprio la Russia.

Ma non sappiamo ancora come finirà. Perchè si sono create ora alleanze della Russia con Cina e India. (che Insieme contano una popolazione di 3 miliardi (con rispettivamente 1.100.000 - 2.900.000 - 3.862.000 - militari e... una forza nelle armi del tutta sconosciuta)

Se reagiranno potrebbero porre termine all’indebolimento della supremazia americana e puntare a un mondo multipolare.
Alcune gravi provocazioni ci sono state giorni fa: si sono scontrati nel Mar cinese due sottomarini nucleari degli Usa e della Cina. Chissà che reazione ci sarebbe se lo scontro accadrebbe davanti a New York nel mare negli Stati Uniti !!!

E in Italia cosa dicono? Gli ex comunisti non più amanti della loro Russia: Calenda: "Ns. impegno è sconfiggere gli amici della Russia e la stessa Russia" (Non ho capito noi con cosa. Combatteremo Russia, Cina e India con i fucili ad acqua?).
Oppure dovremo comprare armi americane, che è poi quello che vole Biden.


100 Documenti
Storici 1930-1945

TORNIAMO PROPRIO ALLA GUERRA DICHIARATA ALLA FRANCIA

FU UNA GUERRA QUELLA IN FRANCIA che solo il Re (con il suo Statuto Albertino) poteva dichiarare. La Corona Sabauda dava al RE una larga autonomia ancora ispirata a princìpi assolutistici sabaudi. Solo lui aveva tutte le facoltà di poter decidere una guerra, senza l'approvazione nè di Mussolini né del suo Governo.
Se invece la guerra l'avesse voluta solo Mussolini, con il Re contrario, proprio in base a quei poteri accennati sopra, il Re avrebbe potuto far cadere subito il suo Governo, destituirlo, sciogliere il Partito Fascista e farlo perfino arrestare.
(Ed é quello che poi lui fece il 25 luglio del 1943, avvalendosi sempre del suo "Statuto Albertino". Con al suo fianco l'ambiguo BADOGLIO; che finalmente (!!!) fu poi lui ad andare al Governo. Finalmente! L'ebbe insomma vinta su Mussolini che aveva sempre detestato.
Finalmente
ottenneva ciò che aveva sempre bramato: ESSERE LUI il n.1 - IL CAPO DEL GOVERNO - "IL SALVATORE DELLA NAZIONE

Una rivalsa quella di Badoglio, che veniva fin dall'inizio del Fascismo, dalla Marcia su Roma del 28 ottobre '22 !! Badoglio quel giorno aveva consigliato il Re di proclamare lo stato d’assedio e mobilitare tutto l’esercito contro i fascisti: "mi dia pieni poteri e al primo colpo elimino questi scalmanati e faccio finire subito subito questo fascismo". Il Re temendo forse di perdere il trono, non gli concesse questi "pieni poteri" , ma anzi chiamò Mussolini al Governo. (che manterrà per 20 anni, 8 mesi e 25 giorni).

Da tutti i giornali non mancarono i consensi, compresi molti industriali e noti personaggi del Paese. (che poi Mussolini volle presentare in un suo monumentale volume "La mia Nazione Operante". i "3000 RICOSTRUTTORI" del'Italia
QUI il volume originale con tutti i NOMI, le FOTO e la loro BIOGRAFIA >>>>>>>>>>>

Ma anche i grandi quotidiani salutarono questa svolta del Governo tutta a destra: ALBERTINI direttore del Corriere della Sera, scrisse: "Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" .
Gli fece eco La Stampa: "Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".
Sulla perdente sinistra, perfino NENNI
(Storia di quattro anni, p.212) scriveva criticandola:"...nessuna preparazione tecnica si era compiuta. Non c'era un piano d'azione della sinistra, annaspavano. Alle parole non corrispondevano le benché minime opere pratiche e concrete, con i lavoratori ormai esasperati per gli inutili ricorrenti inviti a scioperare".
(e furono proprio le fallimentari "Settimane Rosse" e le "Serrate" degli industriali uniti, a far fallire
le progettate, leniniane "espropriazioni" "morte a i padroni", illudendosi di trasformare il proletariato in una nuova classe dirigente. E con cosa? con quelle ribellioni nelle piazza fatte dai fanatici comunisti leniniani? E altrettanto in Italia, che ancora si chiamavano, fin da quando erano nate (1876) "fascisti?).
Lo stesso Lenin stava fallendo nella sua rivoluzione del proletariato; gli operai erano capaci solo di fare gli operai non i dirigenti;
e se voleva continuare a produrre dovette subito richiamare al loro posto i "padroni" ex zaristi .

In Italia invece con il successo di Mussolini, dopo la "Marcia su Roma" - salito poi al Governo, con il consenso del RE, il barricadero Badoglio, si era illuso nel '22 di far finire Mussolini e il suo fascismo (come abbiamo già ricordato sopra). Ma poi privato da incarichi militari fu mandato in Brasile come ambasciatore. Ma 3 anni dopo, nel 1925, tornato in Italia lo troviamo (non si sa come) Capo di Stato Maggiore Generale. (ma -ricordiamo ancora- che le nomine le faceva solo il Re).
Da quel momento Mussolini dovette sempre subirlo Badoglio. Eravamo del resto in una Monarchia ed era il Re a comandare e a decretrare. Ed era lui ad averlo richiamato Badoglio per quell'incarico. Poi verso la fine del '35 lo troviamo (sempre su decreto del Re) anche a comandare la spedizione in Etiopia, dove per vincere iniziò subito a usare i gas all'iprite. Che spruzzati dall'alto dagli aerei in formazione, oltre a sterminare subito gli abissini, inquinavano anche tutte le acque di fiumi, ruscelli, laghi. Dove passavano quegli aerei rimaneva più solo la desolazione. (furono inutili tutte le reazioni non solo dell'etiopico Negus, ma anche di molti Paesi, che per queste inumane violazioni applicarono le "Sanzioni" all'Italia, e che mancando così le importazioni dei suoi fabbisogni, dovette adottare l'Italia l' "Autarchia".

SULL' IMPIEGO DEI GAS non è vero che fu autorizzato da Mussolini. I documenti pubblicati dimostrano che Badoglio autonomamente - quando arrivò in africa - aveva già subito cominciato l'uso delle armi chimiche sin dal 28 novembre 1935. Fu lui il responsabile autore di 65 bombardamenti con i gas. Nel marzo del 36 ne aveva usato già 1.000 di bombe C-500-T.

(c'era mio mio padre (Gonzato Giuseppe) che nei camion allestiti ( . )le trasportava all'aeroporto. Il 4 dicembre ne trasportò 45 quintali, il 6 dicembre 76 quintali, dal 22 dicembre al 18 gennaio 1936 duemila quintali)


Compiendo queste stragi, Badoglio riuscì a vincere, entrare il 26 aprile ad Addis Abeba, in trionfo a cavallo (ma non è vera l'immagine di Beltrame, sulla qui a fianco "Domenica del Corriere", ma vi entrò sopra una sgangherata auto che guidava proprio mio padre).
Badoglio raccolse così al suo ritorno il successo e gli onori soprattutto quando fu messa la corona di Imperatore al Re, e lui stesso a ricevere una montagna di onorificenze, decorazioni, medaglie. E anche il suo libro "La mia guerra d'Etiopia" in edizione pregiata, autografata, fu reclamizzato e venduto in centinaia di migliaia di copie. (Anche questo libro venne reclamizzato in tutto "l' universo mediatico" di allora).

Poi Badoglio ottenne pure da Mussolini (ovviamente a furor di popolo e dal Re) la tessera ad Honorem del Partito Nazionale Fascista. Proprio lui !!!! che nel '22 - alla Marcia, voleva sterminare lui e i suoi fascisti. Poi si indignò pure quando il Re volle nominare Mussolini "PRIMO Maresciallo dell'Impero". Indignazione perché Badoglio - dopo la sua grande vincente impresa coloniale - non si sentiva affatto il "Secondo". Anzi il suo successo - andava dicendo - aveva dato una maggiore popolarità proprio al fascismo e a allo stesso Mussolini.

Altrettanto con il suo libro fece Starace (lui nell'immagine a colori sopra al suo fianco, berretto inseparabile NERO) libro che indispettì Mussolini, perchè dava una eccessiva pubblicità alle sue geste africane, celebrando se stesso.
Lui era partito senza aver nessun grado, ma poi sentendosi un Napoleone, dava un titolo al libro che suonava male: "La Marcia su Gondar"
Quasi volesse mettere in ombra la "Marcia su Roma" per eccellenza. E anche Starace non mancò prima di ogni raduno di vendere e rilasciare copie del libro con tanto di autografo.
( Ma di lui parleremo ancora, più avanti.)

Furono poi proprio quelle Sanzioni accennate sopra, che riuscirono a buttare un isolato Mussolini nelle braccia di Hitler.
(Ma - quelle Sanzioni - furono solo una "pagliacciata". Basti dire che gli inglesi continuavano a esportare proprio in Germania materiale bellico e ogni cosa. E l'Italia dalla Germania hitleriana poi le importava. Non solo, ma poi nel '38 ci fu un incontro Inghilterra e Germania per stabilire reciprocamente un "boiocottaggio" delle importazioni di merci dagli USA.
che furono una pagliacciata le sanzioni, lo conferma il comportamento ambiguo dell'inglese SAMUEL HOARE >>qui >>

Furono Paesi che si voltarono dall'altra parte, forse non immaginando ancora chi era veramente Hitler che così colse l'occasione per farsi Mussolini amico e a alleato. Fu questo l'inizio di una empatia ma falsa, perchè Mussolini non aveva mai apprezzato quel "caporale", che prima al suo primo incontro in Italia a Stra nel '34, era rimasto sconcertato: parlò sempre lui, per 2 ore incessantemente in tedesco e Mussolini non approvò questa sua presuntuosa oratoria. Poi sulla tanto sua magnificata "Razza Ariana" meno che mai (dicendo ironicamente "quando questi vivevano ancora nelle grotte noi avevamo a Roma già una civiltà, i palazzi, l'arte, la letteratura... ma chi credono di essere questi barbari?).
Elisabetta Cerruti, che era presente nel suo libro di memorie “Visti da vicino”, scrisse che
"Mussolini nel congedare Hitler a Stra, ebbe a dichiarare a me che la visita di Hitler non é stata affatto un incontro, ma uno scontro!"-
Ma cionostante ne diventò (forse involontariamente) succube. O forse temeva una sua discesa dal Brennero in Italia.
Indubbiamente a buttarlo nelle sue braccia - a causa delle loro sanzioni - furono i Paesi che seguitarono a voltarsi dall'altra parte. Permettendo a Hitler di cogliere l'occasione di aiutare l'Italia di Mussolini, con le sue esportazioni non solo di armi ma anche di tutto il resto, carne, patate, legumi e perfino gli spaghetti. Diventò così un cappio al collo!!!
Da pentirsene Mussolini, ma in ritardo; quando invase l'Austria, Mussolini temette che Hitler volesse invadere e riprendersi l'Alto Adige, e poi chissà, c'era un altro pericolo... come aveva affermato in un convegno un suo Gaulathier che ....("... nei progetti di Hitler c'era l'intenzione prima o poi di scendere dal Brennero liberare i tirolesi dell'Alto Adige e proseguire verso Verona, poi a Est fino a riprendersi Trieste e il porto Adriatico" che era già appartenuto all'impero Austro-Ungarico).

Riportato questa singolare "intenzione", Mussolini allarmato chiese delle spiegazioni: Hitler, non smentì, ma gli disse che "quel Gaulathier quella sera era ubriaco" e che lui aveva "ben altri progetti".

Ricordiamoci però che quando Hitler aveva il 12 marzo 1938 invaso l'Austria, annettendola Hitler per festeggiare scese a Innsbruck, appena al di là del Brennero. Una spavalderia o un suo futuro progetto? - La Gran Bretagna si defilò dicendo che "non prevedeva impegni sul continente", e la Francia mandò a dire che "non si sentiva abbastanza forte per intervenire". Anche se la stessa Francia - prevedendo un attacco - stava facendo nel suo Paese la poderosa difensiva Linea Maginot. Uno sbarramento fatto di grandi muraglie e grandi torri, nello stile medioevale.


Tuttavia Mussolini temendo proprio quella mossa del Gaulathier, corse ai ripari, allestendo numerose caserme in Alto Adige e nei pressi del confine fece una "Linea anticarro" chiamato "Vallo Alpino" (ribattezzata eloquentemente "Linea "non-mi-fido" !!). Poi confidandosi con suo genero Ciano
(é riportato nelle sue memorie) gli disse "se Hitler farà un solo passo sul confine, gli scatenerò la reazione dell'Inghilterra e della Francia.... e la pagherà cara". Ed infatti qualche incontro segreto e informale ci fu con i due Stati.
Nel '38 con i due Paesi, l'Italia era ancora in discreti ottimi rapporti, quindi era anche possibile una intesa, ma sempre a Ciano, Mussolini aggiunse "....certo che per una simile alleanza
(con la Francia) dovrò forse digerire un limone acerbo". (forse rammentando la 1ma G.M. e la questione Nizza).

Mussolini cercò disperatamente di trovare un accordo con Francia e Gran Bretagna ben prima di firmare l'alleanza con la Germania.
Questo disse in sua intervista:
"Prima di stringere il Patto d’acciaio ho tentato tutte le vie per trovare un’intesa con l’altra parte. Alla Francia ho ceduto per sempre Tunisi come primo segno di concordia. Avevo chiesto la sicurezza del pane per il mio popolo ma anche questo mi è stato negato. L’Inghilterra non ci ha voluti. Voleva la nostra neutralità e i nostri porti a sua disposizione e tutto questo, cioè l’ipoteca dell’avvenire e la nostra dignità, per un misero piatto di lenticchie. Quando ho visto che non c’era nulla da fare, mi sono legato con la Germania… La politica inglese è diabolica.".
Gli inglesi non volevano che l'Italia diventasse una potenza e che avesse il controllo sulle rotte mediterranee. Voleva i porti italiani a propria disposizione. Non era certo la prima volta, il Regno di Napoli fu mandato al macello dagli inglesi (che all'epoca erano la più grande potenza mondiale), anche e non solo, per motivi simili. Gli inglesi hanno sempre considerato, nella storia degli ultimi 3 secoli, il Mediterraneo, come la propria piscina personale.
E Mussolini, inoltre, sapeva benissimo che lo avrebbero ammazzato. Nella stessa intervista dichiarò:
"Non ho alcuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno perché da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi."

Poi dopo la sua visita a Roma, Ribbentrop a Roma (il 28 ottobre 1938) aveva proposto al Re e a Mussolini, un possibile patto di alleanza - Italia-Germania (perchè lui affermava "che fra inglesi e francesi tra di loro già esiste in caso di guerra una alleanza militare di reciproca assistenza - com'era già avvenuto nella 1a G.M.) e che ora era "la volta buona per l'Italia di mettersi contro di loro e approfittare dell'aiuto tedesco". E proprio lui, Ciano (non Mussolini) andò poi a firmare a Berlino - il 22 maggio 1939 - il patto chiamato "Patto d'Acciaio". (Anche se poi Ciano disse in seguito "firmato malvolentieri").
(Ma anche questo Patto divenne valido solo quando fu firmato dal Re, Ciano era del resto solo un suo ministro.
QUI il testo originale >>>in rete >>>>


(Ciano fu poi imprevidente e anche sciocco quando dopo il 25 luglio, dove aver partecipato al Gran Consiglio - e firmata la destituzione di Mussolini, andò a rifugiarsi proprio in Germania. (Lui che non aveva mai amato i tedeschi, perché suo padre aveva combattuto contro di loro nella 1a G.M.) In Germania Ciano per quel tradimento al suocero, venne trattato proprio come "traditore" e i nazisti lo consegnarono ai fascisti, che poi a Verona lo processarono e lo fucilarono
(con il tradito suo suocero zitto zitto ! Nonostante sua figlia lo implorasse).

Quella firmata era una Alleanza sgradita e ambigua "perchè non si citava nel "Patto" se era previsto un aiuto solo nella difesa o se si doveva essere comunque a loro legati anche in caso di offesa. Eppure nel punto 3 era scritto molto chiaro, "l'Italia si vincolava ad entrare in guerra a fianco della Germania se questa scatenava un conflitto a un'altra potenza": e che l'Italia l'avrebbe dovuta sostenere con le sue forze militari, di terra, di  mare e dell'aria. (ma poi fecero aggiungere gli italiani; "ma non prima di 3 anni, perchè militarmente impreparatI"). Con le intenzioni a breve e a lungo termine che covava Hitler, questa fu forse per lui una gradita notizia. Che l'italia impreparata era un "bluff" da non poter contare su di essa nei suoi futuri progetti. (e uno di questi era l'invasione della Francia).

Era dunque quell''alleanza non solo difensiva ma anche offensiva, e che come vedremo - quando Hitler iniziò le sue guerre - Mussolini il Patto non volle rispettare, trincerandosi in una "neutralità" e in una "non belligeranza". Trovò la scusa che l'Italia (come era stato scritto e aggiunto nel Patto) non era preparata prima di 3 anni, e glielo scrisse pure in una famosa lettera.....dove elencava ciò che gli occorreva per essere al suo fianco.
che la troviamo oggi negli archivi USA - e che possiedo >>>>eccola qui >>>>


Mussolini - come abbiamo visto -
elencò quanto gli abbisognava per intervenire: armi di ogni tipo, automezzi, carri armati, aerei, contraerea, petrolio, carbone, acciaio: la richiesta era astronomica; ci sarebbero voluti 2 anni e 50 treni al giorno per fargli recapitare quello che lui chiedeva. Rivelando così a Hitler che l'Italia era veramente un bluff, che le sue 9 milioni di baionette non esistevano. Che insomma Mussolini con i suoi italiani erano solo dei "gran poveracci!!".
Hitler ora insomma sapeva che l'Italia - in quelle condizioni di "poveracci" - non avrebbe mai potuta essere né una valida alleata, ma nemmeno una sua possibile futura rivale, e che se ci provava, all'occorrenza se l'Italia si fosse troppo defilata o comportata male nei suoi confronti, poteva essere un suo futuro obiettivo Bastava scendere dal Brennero.
E forse l'avrebbe fatto quando liquidata la Francia era libero di scendere in Italia non solo dal Brennero ma anche scendere nella Padana dalle Alpi francesi.

Lui a quella "folle" richiesta di materiale così rispose a Mussolini: "salvo qualche aiuto che provvederemo a inviarvi, per tutto il resto è impossibile accontentarvi, ma faccia della buona pubblicità alle nostre immediate e future operazioni belliche".
Ma come vedemo - la pubblicità - non ebbe bisogno di farla Mussolini.
In Italia la fecero chi per per i propri interessi voleva entrare in guerra con Hitler, dicendo:
"Ma allora per cosa ci siamo alleati affare?"- "chi non spara spira"....
ed erano questi interentisti proprio quelli che costruivano le...
"scatole di sardine"
che i maligni dicevano "fatti per l'Upim per il reparto giocattoli".
Non come i"Panzer" nazisti 10 volte più potenti; o peggio come quelli Russi 40 volte più potenti che avevano i possenti T34 di 52 t. che poi iniziarono - già nei primi giorni - (il 27 Giugno) a travolgere proprio i Panzer di Hitler; preoccupandolo non poco, e glielo scrisse pure a Mussolini "sono preoccupato, gli scontri sono gravi, i russi hanno tirato fuori una sorpresa di cui noi purtroppo non avevamo alcuna idea. Uno schieramento di forze con mezzi che noi non sapevamo né ritenavamo possibile "; e a quel punto aggiunge "accetterò con gratitudine la Vostra generosa offerta di mandare un corpo italiano sul teatro bellico, e che alleate alle nostre forze marcino a fianco a fianco contro il nemico". -
La tragedia in Russia per gli italiani sta per iniziare.


MA TORNIAMO UN PO' INDIETRO - Mussolini ancora nel '39, non sapeva ancora nulla sulla prossima invasione della Francia. Anche se andava dicendo: "quello lì, dichiara guerre a destra a sinistra e al centro e dopo a cose fatte mi manda un fono".
Eppure l'ingenuo Mussolini, volendo salire in cattedra, quasi prevedendo le sue mosse - con le sue lettere infastidiva Hitler, volendo scoraggiarlo nel proseguire i
folli progetti, e profeticamnte - lui gli scrive - "che rischiava di far incendiare l'intera Europa", "non riuscirete a metter in ginocchio l'Inghilterra e la Francia", e che anche "gli Stati Uniti non lo permetterebbero". - "le tre potenze potrebbero consolidarsi"

FU PROPRIO UN BEL PROFETA !!!

Di questa lettera abbiamo qui sotto anche la bozza: ma Hitler nemmeno gli rispose.

 

MA ALTRETTANTO FECE POI PER L'INVASIONE ALLA RUSSIA.
( abbiamo quest'altra lettera originale inviata ancora da Mussolini a Hitler ) .
Dove MUSSOLINI non solo consiglia Hitler di fare una PACE ma che .....
"la Russia non potrà mai essere annientata e nemmeno essere conquistata". (fu profeta anche qui !!)
e gli suggeriva semmai di fare invece un "vallo orientale", un MURO Est-Owest- (lo fece poi Stalin)).


.....to e tenuto. Le avanzate estive e le ritirate invernali, non possono
ripetersi, nè durare a lungo, senza condurre ad un esaurimento
- sia pure reciproco - ma a tutto ed esclusivo vantaggio degli angloamericani;
che potrebbero intervenire.
Bisogna quindi in un modo e nell'altro liquidare il capitolo russo".

Se leggiamo le due lettere viste sopra, la Storia che ci raccontano, é tutto ben diversa da chi scrive che il "criminale" era Mussolini. Mentre proprio lui - come abbiamo letto - cercava di scoraggiare l'intervento in Francia, poi anche in Russia accennando- altrimenti - ci sarebbe stato perfino un intervento degli USA in Europa.
Insomma con molto realismo cercava di scoraggiare di iniziarla la sua guerra. Ma Hitler si scatenò iniziando in Polonia.

Lui Mussolini annunciò subito che "l'Italia non prenderà iniziativa in alcuna di operazioni militari" !!!

MA MUSSOLINI NON ERA SOLO, MA ERA CIRCONDATO DA GENTE INFIMA CHE IN ITALIA VOLEVANO LA GUERRA !!!!! E FORSE CONVINTA DI VINCERLA LA VOLEVA ANCHE LA FRANCIA, L'INGHILTERRA E... ANCHE LA RUSSIA. (nonostante i patti già fatti con Hitler per dividersi la Polonia - fidandosi poco, era pronta a unirsi alla Francia, Inghilterra e - come poi avvenne - perfino con gli USA)

Nonostante quel "Patto d'Acciao" dei Nazisti con l'Italia i due Paesi europei (anche se ignoravano quella lettera dI Mussolini ("poveraccio") che abbiamo accennato sopra) si voltarono anche questa volta dall'altra parte. Ci furono così "due presunzioni" da una parte e anche dall'altra. Che però presto - la pagheranno caro.
Anche se più tardi la pagò cara, lo stesso Hitler che credeva di essere un DIO DELLA GUERRA che nell'avanzare nella micidiale steppa russa, e nella rasputina (il fango micidiale della steppa) faceva suonare alle sue armate le note della Walkiria. ( e pur ancora fermi alle porte di Mosca, i suoi ufficiali stavano preparando nei particolari le feste del "Il giorno della Vittoria Nazista sulla Russia " da celebrarsi nella Piazza Rossa).

Ma anche quando Hitler aveva invaso l'Austria, la Gran Bretagna si era defilata dicendo che "non prevedeva impegni sul continente", e anche la Francia mandò a dire che "non si sentiva abbastanza forte per intervenire". E che in fin dei conti l'Austria tedesca lo era già di fatto. Aveva del resto - Braunau - dato i natali proprio a Hitler. Anche se lui si sentiva tedesco e non austriaco, cioè dall'altra parte del ponte che divide l'Austria dalla Bavaria Tedesca (fino al punto che quando scoppiò la 1a G.M., respinto alla visita militare a Vienna, lui si offrì volontario a combattere con i tedeschi).

PASSIAMO ORA PROPRIO A QUESTA SCIAGURATA GUERRA DICHIARATA ALLA FRANCIA IL 10 GIUGNO '40.

Questa lettera l'abbiamo riportata all'inizio, ma qui è meglio ricordarla:

( esiste una lettera del RE dove il 15 maggio intuendo che la situazione non era lieta, e che l'Italia aveva misere forze, lui meditava di sganciarsi dai tedeschi e invitava a fare cortesie agli inglesi e agli americani, prevedendo un loro intervento nella guerra per affrontare Hitler. EPPURE POI IL 10 GIUGNO DICHIARA GUERRA ALLA FRANCIA
QUESTA LETTERA DI 6 PAGINE CHIROGRAFATA DI SUO PUGNO....CHE E' SCONCERTANTE
- POCO CONOSCIUTA - MA NE ABBIAMO UNA COPIA DELL'ORIGINALE >>> QUI >>>>


A cambiare atteggiamento e a invogliare il Re di fare la "Dichiarazione di Guerra" (vista sopra) non di fu certo Mussolini ma fu Ciano e Badoglio, e fu poi quest'ultimo a suggerire al Re (perchè forse già presagiva che sarebbe finita male con quel "poveraccio" di esercito che avevamo) di affidare (anzi di "delegare" - il Capo rimaneva sempre il RE) ) il comando a Mussolini - proprio a Mussolini, lui che non voleva entrare in guerra, e da quasi un anno si era schierato per la "non belligeranza" la "neutralità".
Ma non così i produttori di materiale bellico (che già pensavano di fare affari come nella 1ma G.M. dove decuplicarono maestranze e produzione. Inoltre si era schierata per l'intervento tutta la stampa: "ma allora cosa ci siamo alleati a fare?", " chi non spara spira", "potremmo con Hitler andare fra poco a passeggiare a Parigi, e forse anche a Londra".
E lo stesso Re si aggirava fra i generali dicendo "chi è assente ha sempre torto". "Che non aveva nessun dubbio nell'intervenire". Dopo la dichiarazione, andò perfino a vestirsi da combattente, e con la bustina in capo, si fece vedere pronto a partire per raggiungere le linee.
Lo sentiamo anche qui ..... con la sua voce.....
Vi parla il Re.... "nessun dubbio sfiora la mia mente" "l'avvenire dell'italia sarà garantita dalle armi". ( !!!!! )
(richiede plug-in RealAudio(r) o RealPlayer(r))



Sappiamo poi come finì questo intervento italiano. Molto male! Tutti - duchi, principi, marchesi - oltre a certi generali che però si ignoravano l'un l'altro - volevano comandare senza averne le capacità, nè sapevano cosa fare. Mussolini - pur delegato al comando - non contava nulla!! Assistette solo a un triste spettacolo di "gelosie". Con l'Aviazione (sempre ignorata dall'esercito) nemmeno si parlavano, e questa non aveva nemmeno una contraerea, così gli inglesi riuscirono indisturbati a bombardare Torino. Inoltre questi "strateghi" da strapazzo impiegarono - essendo giugno - i soldati con le camicie e scarpe da spiaggia, visto che si parlava di attacco nelle Alpi MAR-ittime, mentre invece dovettero poi portarsi nella Alpi a quota 3.000 m., dove furono sorpresi da una tormenta di neve e ne finirono buona parte congelati, non avendo ne scarponi e tantomeno vestiti adatti.
Quando poi finì questa triste "commedia"- con Hitler già a Parigi - il finale fu ancora più triste; l'Italia non fu nemmeno ammessa a Parigi alle trattative di pace di Hitler con la Francia. (noi che si sperava di essere ripagati con un ritorno di Nizza all'Italia).

MA TORNIAMO ALL'ATTACCO INIZIALE DEI TEDESCHI IN FRANCIA (con questa già subito in difficoltà nonostante la sua - che dicevano invalicabile - Linea Maginot; e che dicevano: "potevano fare la guerra stando anche seduti a aspettando sulle torri il nemico"). Mai immaginando che le panzer-division di Hitler l'avrebbero aggirata, portandosi nel Belgio per entrare in Francia. (Ridicolo è che questa mossa fu suggerita proprio da un Generale francese in una intervista a un famoso giornalista che apparve poi sulla stampa. Questo generale, non approvava quella colossale difesa, diceva che era inutile, che la guerra è " invece azione! non stando seduti; e che se Hitler voleva invadere la Francia, bastava che l'aggirasse portandosi sopra il Belgio e da lì scendere fino a Parigi". - Molto probabilmente Hitler e i suoi generali acquistarono quel giornale e da quella intervista ebbero proprio la vincente "Idea Belgio" per aggirare la Maginot..

Il dramma per l'Italia (che fin dall'inizio - non rispettando il Patto - dichiarandosi neutrale) forse era già iniziata a Dunkerque il 26 maggio. Le forze corazzate tedesche dopo aver aggirato il Belgio e tagliate fuori quelle francesi a sud, raggiunsero quasi le coste della Manica e fecero rocambolescamente ritirare agli inglesi armi e bagagli e far ritornare sulla loro isola i 400.000 soldati; erano quelli che erano sbarcati e che avrebbero dovuto aiutare la Francia!!!.
(ma questo intervento e ritirata, sembra essere stata una messinscena forse voluta da Churchill o concordata (ci fu in effetti un generale russo che in gran segreto era volato in Inghilterra; catturato, prima ancora che parlasse, da Mosca mandarono a dire che era un pazzo millantatore e lo screditarono. - Eppure per l'invasione dell'Inghilterra delle forze aeree e navali - erano già tutte pronte più a nord, ma fu annullata proprio da Hitler, sconcertando i suoi generali.
(Ma tutto questo é ancora oggi, un mistero. Ci fu un patto? E forse fu ancora Churchill a suggerire poi a Ciano e al Re di invadere la Grecia? - Ne parleremo più avanti.


"Dunquerque in quel 26 maggio, più che una sconfitta dell''Inghilterra fu già l'inizio della sconfitta dell'Italia prima ancora di intervenire il 10 giugno. Oltre
la "non belligeranza" di quei giorni che furono forse per Mussolini i peggiori della sua vita. - Ma poi Mussolini si fece convincere di entrare in guerra forse anche spinto dalla paura che aveva della Germania - O forse vi entrò spinto da un calcolo che si mostrò poi errato. Aspettava che Francia-Inghilterra e Germania si logorassero tra di loro, poi sarebbe intervenuto lui come paciere, come a Monaco nel '38". (archivio Grandi, b. 152, fasc. 199, sottofascicolo 6, ins.3, 1 agosto 1944, f.86).

Nessun generale al mondo avrebbe immaginato che la potente Francia sarebbe crollata in poche settimane e che l'Inghilterra - con 400.000 uomini si sarebbe ritirata a Dunquerque. In una situzione del genere nemmeno un Giulio Cesare, nemmeno un Napoleone, avrebbero saputo cosa fare.
Gli antimussoliniani e gli antifascisti di oggi, loro cosa avrebbero fatto???
Sappiamo dunque come poi finì in Francia.
Con Hitler a sfilare nei Champ Elisee di Parigi. E a firmarsi da solo la Pace.

Ma ci fu pochi mesi dopo - forse solo come rivalsa - un Ciano - che non vedeva l'ora lui di brillare come e più del suocero - di fare una invasione alla Grecia all'insaputa di Hitler, che quando - essendo già in atto - lui l'apprese a Firenze lui diventò furibondo. Lui stava preparandosi per altri progetti (l'invasione della Russia), tenuti rigoramente segreti.
QUI LA SEDUTA PER IL PRETESTUOSO INTERVENTO SULLA GRECIA >>>>>>>

(ma qui vi è stato sempre il dubbio che sia stato Churchill a suggerire questo attacco alla Grecia. "vai intanto lì, poi arriverò io e terremo impegnato Hitler a Sud". Questo intervento sarebbe stato suggerito, per far allontanare Hitler dalle coste del nord Europa, per impegnarsi in Grecia. Ed è quello che poi accadde, perdendo così tempo in Iugoslavia (un mese) e che poi - per il ritardo e l'inverno glaciale e la neve - fece fallire l'invasione in Russia, con i panzer che furono bloccati quando erano già alle porte di Mosca. Stalin con quel ritardo, e un inverno di 30-40 sotto zero - ebbe tutto il tempo per non dargli il "benvenuto" a Mosca. E attaccare i carri inchiodati dal ghiaccio nella steppa, senza più rifornimenti, e permettersi poi di inseguirli fino a Berlino con i T34, che erano predisposti - con larghi cingoli - per correre veloci nelle steppe anche con la neve o la rasputina (il fango micidiale della steppa).
Se il suggerimento era stato di Churchill, la mossa (Grecia) gli riuscì in pieno. L'inglese per prima cosa - per mettere una base a sud - invase Malta, che l'Italia invece aveva del tutto trascurato all'inizio guerra;
ci fu solo un'apparizione di un aereo, fra l'altro caduto sull'isola. E sappiamo cosa poi rappresentò quest'isola per i rifornimenti italiani in Africa; che gli aerei italiani, li intercettava tutti. Avendo perfino sui loro aerei una specie di radar.

Ma la borsa con i compromettenti documenti di Churchill sono scomparsi dopo la cattura a Dongo di Mussolini.
Erano 62 (sessantadue!) lettere che... Churchill aveva inviato a Mussolini. Non per nulla che proprio Churchill - dopo Piazzale Loreto, - andò di corsa in "vacanza" sul lago di Como per 15 giorni, impegnato a rientrarne in possesso. Non si sa se riuscì a riaverli. E anche se ci riuscì, dato che erano stati copiati a Dongo, sembra che una copia sia finita in mano a un capo partigiano che la portò con se a Mosca.

(Per quei documenti non per niente vi era sempre un Mussolini nervoso, durante la sua fuga; lui ripeteva sempre ai suoi accompagnatori "Fate attenzione a quella borsa, ci sono documenti di grandissima importanza storica"- "metterò Churchill con le spalle al muro".
Cosa vi era in quella borsa e cosa c'era scritto in quei documenti, lo possiamo anche capire e non solo immaginare, perché poi lo stesso Mussolini fece una
imprudente dichiarazione in una intervista apparsa sul Popolo di Alessandria il 22 aprile; 6 giorni prima (!!!) della sua cattura ed esecuzione. E quello che disse al giornalista
sembra che lui abbia firmato la sua condanna a morte. E se prima gli angloamericani volevano la cattura di Mussolini, dopo, forse, con gli stessi capi partigiani, presero accordi "se lo catturate, chiudetegli quella bocca che potrebbe rivelare troppe cose".

Disse quel giorno Mussolini e il giornalista scrisse: "Ho io una documentazione che la storia dovrà compulsare per decidere....Io sono tranquillo....Non so se Churchill é, come me, tranquillo e sereno....".
TUTTA L'INTERA INTERVISTA E' RIPORTATA QUI >>>>>>

Ma anche come far fuori Mussolini, l'abbiamo QUI >>>chi voleva la sua morte? >>>>

Ed anche >>>>> Mussolini fucilato da chi ? >>>>QUI >>>>>>



TORNANDO ALL'INVASIONE DELLA GRECIA Troviamo a guidare l' intervento militare proprio Badoglio, che scrisse a De Vecchi "il 28 ha inizio la spedizione punitiva contro la Grecia, questi porci greci avranno il trattamento che si meritano".-
Ma poi - per i rovesci subiti da questa spedizione, e con l'Italia in forte difficoltà (Churchill non si era dunque sbagliato e l'aveva previsto) l'infuriato Hitler fu costretto ad intervenire; perchè temeva che se l'Italia perdeva, il rischio era che avrebbe permesso una occupazione inglese della Grecia, cioè alle sue spalle, visto che nel suo programma (segreto) c'era la prevista invasione della Russia. Programmata ai primi di aprile, ma che poi fece per il fatale ritardo solo a fine giugno.

La conduzione fallimentare di Badoglio in Grecia suscitò accese critiche, lui fu umiliato - qualcuno voleva la sua destituzione - e lui fu costretto a dare le dimissioni e rientrare in Italia. Diedero il comando a CAVALLERO che lui disprezzava. In cuor suo a quell'umiliazione Badoglio al suo rientro prometteva vendetta!!!. Contro tutti !
Infatti il vendicativo Badoglio, iniziò subito a prendere le iniziative politiche finalizzate alla destituzione di Benito Mussolini. E che il 25 luglio del '43 al "Gran Consiglio" diventò una realtà, e mise non solo fine al suo governo e al fascismo ma lo stesso Mussolini fu anche arrestato. Badoglio sicuramente brindò a champagne !!
Quanto all'odiato CAVALLERO, quando ci fu la fuga da Roma del 9 settembre, Badoglio deliberatamente lasciò sulla sua scrivania, invasa poi dai tedeschi, il rapporto dove Cavallero scriveva di essere un anti-nazista e che avrebbe dato tutto il suo appoggio allo sbarco angloamericano su Roma. Trovato questo rapporto dai tedeschi, Cavallero fu arrestato come traditore e finì giustiziato con una pallottola in testa.

Il Re - in quel 25 luglio - deciso a formare il nuovo Governo, come Capo chi troviamo? Ma BADOGLIO !!. Soddisfatto? Non abbastanza. Terminata la guerra - pochi giorni prima dell'incognita del Referendum - se avesse vinto la Monarchia cercò di convincere il Re non a mantenere Umberto già nominato successore, ma a farsi nominare LUI (per i successivi 15 anni) REGGENTE del nipote Vittorio Emanuele che aveva allora 6 anni. Sarebbe così diventato lui il SOVRANO d'Italia. Il Re a quella proposta ne ebbe una triste
impressione; rimase indignato e perfino sconcertato. Gli disse che era impossibile, solo un Sabaudo può diventare reggente. Poi non gli rivolse più la parola. Conobbe - finalmente - con molto ritardo l'ambiguità di Badoglio. Scoprì così chi era veramente Badoglio. Ma non è che lo stesso Re era un santo!
Badoglio "voleva buttare a mare il Sovrano per salvare poi se stesso da quella Italia che stava fecendo l'incerto Referendum" (cit. anche in Degli Espinosa,
"Il Regno del Sud", pag. 173).

I risultati furono poi questi (ma con della anomalie (assenza dell'Alto Adige e di Trieste) -mai chiarite- che divise l'Italia; oltre ad alcune anomalie e brogli nel conteggio dei voti).
Risultato finale: Repubblica 12.718.641; Monarchia 10.718.502.
( con un grande differenza Nord e Sud; il primo votò Repubblica con 3.362.125 voti , il secondo con 5.930.371 voti (!!!)

Tuttavia al Referendum vinse la Repubblica, dove finì dopo un solo mese la nomina di Re di Umberto. Che poi assieme allo stesso Re furono inviati entrambi in esilio. Il Re morì non molto dopo - il
il 28 Dic. 1947 - ad Alessandria d'Egitto.
Ma il giorno della sua morte - 3 giorni prima dell'entrata in vigore della nuova Costituzione, rappresentò per l'Italia una BEFFA DEL RE ANCHE DA MORTO che RACCONTIAMO NEI PARTICOLARI qui >>>>>>


E Badoglio dove fini? L'ONU aveva dato vita a una Commissione per punire i criminali di Guerra. Badoglio era fra questi; da sottoporre a processo, per aver usato in Etiopia i micidiali gas. Ma quando la Commissione d'inchiesta italiana cominciò i lavori il nome di Badoglio non compariva più in nessun elenco. (lo aiutò forse Togliatti con la sua Amnistia per tutti? Non siamo sicuri, ma è più che certo). Sappiamo che gli angloamericani non volevano fare in Italia un processo tipo Norimberga. Insomma non vollero in Italia sporcarsi le mani. Non solo con i comunisti (ecco perchè accettarono Togliatti - ma solo per qualche mese - come ministro della Giustizia, per permettergli l'Amnistia per tutti, ma soprattutto con gli ex fascisti. Potevano agli angloamericani - nelle trattative di spartizioni - essere utili alcuni fascisti. Come era già avvenuto in Germania nei confronti dei nazisti.
Ed è notorio che in seguito dentro i componenti della NATO in Italia, non volevano gente comunista, ma solo ex fascisti. Quand'ero io in Fureria dentro i Paracadutisti (un reparto finanziato dalla NATO - dove prendevo come paga 10 volte di più di un semplice soldato - e questi erano soldi Nato e non delle forze armate italiane del ns. Governo). In fureria io avevo il compito di vagliare l'appartenenza politica dei singoli uomini, annotando anche di chi erano figli. E venivano scartati anche se avevano avuto il nonno comunista. (ecco perché poi chiamarono "fascisti" anche i Paracadutisti)


Scomparso così dalla scena, Badoglio si era trasferito nelle sue proprietà nel piccolo agricolo paese natale a Grazzano (500 anime) dove li morì 1º novembre 1956 per un attacco cardiaco. In suo onore il paese poi cambiò nome in Grazzano-Badoglio.
(anche se oggi vi é una querelle sull'eliminazione di questo nome a molti non gradito per i fatti sopra riportati.
E meno male che non era nato a Roma, perché oggi si chiamerebbe Roma-Badoglio).

UN AMBIGUO PRECEDENTE

Ma a parte l'episodio della Marcia su Roma - visto sopra - che avvenne nel '22 - abbiamo sul RE già un ambiguo precedente. Sappiamo (sempre con il suo Statuto) che nella 1a Guerra Mondiale, tradendo il trentennale Patto con l'Imperatore Austriaco, dandogli una "coltellata alla schiena" fu lui a venderci alla Francia, dichiarando guerra sia all'Austria che alla Germania, dopo aver stipulato con l'ebreo SONNINO e all'insaputa dello stesso Parlamento il "Patto di Londra", con la cosiddetta "Triplice Intesa" con Francia, Inghilterra. (talmente "insaputa" che Cadorna stava già organizzando sul Reno con il proprio esercito italiano, la difesa tedesca conto i francesi. Ma invece di attraversare l'Austria per difenderla dovette cambiare strategia e.... assalirla. (non è che poi - finita quella guerra - ci guadagnammo).

Fu quella una "Vittoria Mutilata", dopo che vi erano morti 600.000 italiani, e caricata di debiti fino al 1984 (ripeto fino al 1984!), con 5 milioni di reduci a spasso e con un Paese affamato. Una situazione che i disfattisti di sinistra gioivano ("bella cosa avete fatto a voler questa guerra; bravi! ecco il risultato!!") e trovarono utile per scatenare scioperi inconcludenti, fino a causare una loro auto-estinzione (con le fallimentari "Settimane Rosse") e a far nascere la riunione di San Sepolcro di Mussolini, dove mise le basi del suo partito e riuscì a unire il proletariato - che finalmente poteva tornare a lavorare per prendere uno stipendio - e finalmente a riunire anche i padroni - che potevano nuovamente produrre e dare uno stipendio).
(Mussolini piuttosto abile come giornalista mise nel sottotitolo al suo giornale "Dei lavoratori e dei Produttori". Due mondi che fino allora erano sempre stati reciprocamente ostili.

Ma poi il RE anche nel '40 (sempre con una sua dichiarazione di guerra- vista sopra ) fu lui questa volta a venderci alla Germania alleandosi ai nazisti per dare anche qui "una coltellata" alla schiena" questa volta alla Francia che era già spacciata e con una Inghilterra che a Dunquerque si era defilata.
E lì fu il Re e Badoglio a volere quella guerra, e non Mussolini che aveva già da un anno dichiarato la sua "neutralita", la "non belligeranza", deludendo il suo alleato Hitler, che gli mandò a dire: "capisco che non siete militarmente preparati, faccia allora almeno pubblicità al nostro intervento". SAPPIAMO - come visto sopra - COME POI FINI' QUELLA GUERRA.

E sempre il Re e Badoglio, dopo la loro ignobile fuga da Roma, firmato l'"armistizio" (ma era una "RESA" senza condizioni), ci vendettero agli angloamericani tradendo questa volta - fino allora - l'alleato Hitler (dove solo 5 giorni prima avevano rassicurato Rhan "dica al Furher che noi abbiamo una parola sola, e con voi noi marceremo fino in fondo" !!!.
Scesi a Sud, su invito di Eisenhower, solo il 13 ottobre, dopo quasi un mese dall'8 settembre) il Re dichiarò guerra alla Germania, e nel farlo chiese a Eisenhower di essere considerato un "alleato" degli USA. Ma Eisenhower davanti alla sua (disse) "oscena" proposta, gli ricordò il suo stato di..... "perdente": "Questo non é possibile. Un "vinto" non può chiedere al "vincitore" di essere suo alleato. Giammai!!!".

E che eravamo "perdenti", e considerati sempre "nemici" (nonostante i partigiani dicessero (e diranno) che erano stati loro i "Liberatori", a Parigi venimmo chiamati e sempre trattati come "nemici".
Fu inutile l'accorato e umiliante discorso di De Gasperi (lui che non era stato nemmeno invitato a parlare)

QUI l' originale "diktat", il discorso di De Gasperi, l'intero ....."TRATTATO DI PACE >>e la fine delle Ns. Colonie>>>>

La "LIBERAZIONE così chiamata da Partigiani, questi dicono di aver loro contribuito alla disfatta dei nazisti (anche se dovrebbero usare solo il termine "Resistenza" per aver in certi casi contribuito con gli americani alla ritirata dei nazisti).
E' quindi una storiella raccontataci; fino al punto che alcuni studenti di oggi
credono che la "Liberazione" dell'Italia l'abbiano fatta loro.
Anzi.... che perfino la Guerra Mondiale è terminata per merito loro.



Gli angloamericani il 20 aprile non avevano ancora oltrepassato il Po. Rimasero in attesa perchè erano in corso incontri con i nazisti per concordare una resa. E solo quando questa - con Wolff - stava diventando una realtà , si mossero verso Milano via terra. Avuta questa notizia, dell'arrivo degli angloamericani, dalle valli scesero verso Milano le bande di partigiani. Misero anche un comando provvisorio il CLN-AI che si prese d'imperio pieni poteri.
Ma questi partigiani - già con le prime bande - non erano mai stati graditi dagli angloamericani, - a fine '44 - avevano perfino tentato di scioglierle. Per loro la guerriglia partigiana era un fatto anacronistico e anarchico, privo di interesse, e nemmeno volevano capirla e quando la capivano erano convinti che erano persone e bande in armi con una marchio ideologico inconfondibile - comuniste - e per loro inquietante. Metà di quelle bande del resto erano proprio di sinistra e guardavano a un ricongiungimento con gli uomini di Tito che avrebbe poi offerto da Est il suo contributo. Infatti con la direttiva n. 18 di Longo attendevano di fare la "rivoluzione" e imporre all'Italia un regime comunista.

I "liberatori" non concepivano una lotta di disertori che si dicevano "patrioti", pur avendo gli angloamericani ricevuto da loro qualche aiuto nell'ostacolare la ritirata dei nazisti; i partigiani ovviamente rifiutarono nel '44 di sciolsersi e di andare a casa. Motivarono questo rifiuto dicendo: "se andiamo a casa quelli ci deporteranno, o ci metteranno al muro".
Ma poi all'inizio del '45 gli angloamericani - quando decisero la loro avanzata via terra - li accettarono, provvedendo anche a rifornirli di materiale con i paracaduti. Ma insieme ai rifornimenti misero anche dentro degli informatori. Così vennero a sapere che a Milano era prevista una "insurrezione" un "Golpe" guidato da bande di partigiani "Rossi", seguendo la direttiva N. 16 di Longo; che con l'aiuto anche di 5000 partigiani dell'Est di Tito, aspettavano che la "Bandiera Rossa" come era già avvenuto a Berlino Est sventolasse sulle macerie di Milano. Fu una ottimistica illusione


L"insurrezione" non fu poi nè messa "in atto", né tantomeno fu un "epilogo vittorioso".
Del resto solo se ci provavano, Churchill era pronto a riempirci i cimiteri come aveva fatto in Grecia.
"Quanti poi insisteranno nella nostalgia della mancata rivoluzione, cadranno in un duplice errore: non solo quella rivoluzione era impossibile farla in quel contesto storico, ma anche impossibile farla perchè avrebbe potuto contare solo su una piccola parte di italiani, e non quelle che loro si attribuiscono: che erano milioni"
("Storia dell'talia Partigiana" di Giorgio Bocca)

Tuttavia gli angloamericani temevano che questa insurrezione avvenisse per davvero.
Soprattutto quando ci fu lo scenario di giubilo della "macelleria messicana" di Piazzale Loreto.....
..... che una certa stampa così descrisse

Prima di essere issati sul distributore, a terra sulle salme alcuni spettatori infierirono con sputi, calci, bastoni che penetravano la Petacci. Lei essendo senza mutande, esibiva le "vergogne", poi la mano pietosa di una donna, forse colpita nella sua dignità, con una spilla balia gli raccolse le vesti.
Venne poi il turno di STARACE. Lui aveva "instivalato" l'Italia, imposto il "saluto romano", il "VOI" al posto del troppo femminile LEI. Con la sua indole burattinesca, aveva guidato una propaganda che causava solo ridicoli danni, con le sue imposte coreografie atletico-militari. (i suoi salti nei cerchi di fuoco). A un convegno di medici, arrivando con un ora di ritardo si scusò dicendo che lui non poteva rinunciare alla sua "salutare" cavalcata quotidiana, e consigliava agli esterrefatti scienziati a leggere meno libri, e "darsi all'ippica". (una frase che rimase poi famosa).
Si diceva che "lui che respirava per ordine del Duce" e che lo voleva imitare nei suoi gesti, mentre era una macchietta e proprio Mussolini si accorse che Starace più che prestigio portava discredito al regime. Anche gli "acciaisti" (pur essendo questo un neologismo di Starace) lo accusavano di aver ridicolizzato lo spirito del fascismo. Mussolini non lo voleva vedere più in mezzo ai piedi. Lo esonerò da ogni incarico, lo aveva persino umiliato e messo da parte senza un lavoro. E non lo volle nemmeno nella sua RSI. Da quel momento la vita di Starace diventò una penosa strada fatta di miseria. Non lo salutava più nessuno. E nella Milano di quei giorni -che lui non era più nessuno- lo sapevano tutti, quindi era convinto che l'avrebbero lasciato in pace. Girando con la sua solita tuta da ginnastica fu catturato e portato in mezzo ai corpi ancora sul selciato. Lo abbligarono a fare il suo "Saluto Romano", (controllandogli maniacalmente l'alzata del braccio
(a 170 gradi, mano distesa, aperta, dita unite). Lo chiesero una volta, decina di volte, e doveva anche omaggiare davanti a Mussolini ancora a terra "Viva il Duce". Lui a un certo punto immaginando come sarebbe finita disse "fate presto!". Una scarica di fucile lo fulminò e fu appeso pure lui.. La "Scena di spettacolare bellezza" ebbe inizio. --- BIOGRAFIA DI STARACE >>>>>>>>>>>>

Lo stesso Pertini disse che con quella scena macabra alcuni partigiani "avevano disonorato la Resistenza".
e lo stesso PARRI (ed era sua la direttiva 16 che incitava l'"insurrezione", scrisse anche lui:
"Un'esibizione di macelleria messicana" - "Un esibizionismo solo di alcuni, i veri partigiani erano un centinaio di migliaia, ora si contano a milioni… speriamo che queste "scorie" si eliminino da sole". Tutti questi ora vogliono solo montare sul carro dei "liberatori". Ci montarono a milioni. Anche quelli che erano prima nel RSI, diventarono grandi personaggi - del giornalismo della politica, cultura, arte, teatro, sportivi - che sorprende non poco chi ne legge poi il nome......
QUELLI NELLA RSI SONO ELENCATI SUL WEB...QUI ....>>>>>

MA ANCHE QUI vi erano usciti e studiavano ai GUF (Gruppo Universitari Fascisti) questi NOMI ECCELLENTI - ma anche fascisti fanatici - estremisti : ALDO MORO
- GIORGIO NAPOLITANO - GUIDO CARLI - GIUSEPPE PELLA - EUGENIO SCALFARI (scriveva su "Roma Fascista organo dei GUF) - - ALBERTO MONDADORI - EDILIO RUSCONI - CARLO AZEGLIO CIAMPI - GIUSEPPE D'ALEMA- DINO BUZZATI - VITTORIO DE SICA - CESARE ZAVATTINI - PIETRO NENNI - ANTONELLO TROMBADORI - PIETRO INGRAO - BOBBIO NORBERTO - CARLO BO - GIORGIO BOCCA - PIER PAOLO PASOLINI - FRANCO CALAMANDREI - ERNESTOTRECCANI - ITALO CALVINO - CASSOLA CARLO - - GIANNINI MASSIMO - LATTUADA ALBERTO - MAFAI MARIO - MONTANELLI INDRO - GIORGIO ALMIRANTE - MORAVIA ALBERTO - MICHELANGELO ANTONIONI - NATTA ALESSANDRO - VALLETTA VITTORIO - VITTORINI ELIO - ZAVATTINI CESARE - e anche ROSARIO BENTIVEGNA ( l'autore dell'attentato di via Rasella) e tanti altri che potete trovare in....
RETE QUI >> https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_Universitari_Fascisti

TORNANDO A PIAZZALE LORETO anche Pansa col suo best seller “Il sangue dei vinti" (con un revisionismo ma a tanti non gradito) lui accenna a quello scempio come “crimini” fatti da alcuni partigiani".

Pure Giorgio Bocca su quella "spettacolare bellezza" di Piazzale Loreto, scrisse "Vedere morto il dittatore, le manifestazioni di gioia ci furono non soltanto per noi antifascisti. Del resto lasciare a Mussolini la parola in un processo avrebbe significato consentirgli di chiamarci tutti in causa, anche noi partigiani, che eravamo stati fascisti come tutti".
(molto onesto!).

Ma i "festanti" dissero tutti in coro: "abbiamo fatto giustizia", "missione compiuta". Peccato che la missione aveva avuto il carattere di una vendetta, e che lo stile seguito era proprio simile a quello nazista, lo stesso che avevano combattuto: rappresaglie sommarie, sempre rimproverate ai "barbari tedeschi".

Che ci fossero dentro nella RSI dei criminali fascisti e nazisti ne abbiamo la prove; ma anche in alcuni gruppi di partigiani cifurono dei criminali, anche quando era già finita la guerra (!!). Come a Schio, il 6 e il 7 luglio 1945 (due mesi dopo la fine della guerra), quando dentro una stanza vennero nassacrate a colpi di mitragliatore 54 persone, tra cui 14 donne. O come quella del 8 maggio (!!) a Pieve di Cento, quando uccisero i 7 fratelli Govoni, con l'accusa di essere stati fascisti, mentre lo erano solo due di loro, e nemmeno fascisti ma avevano risposto alla chiamata obbligatoria della Repubblica Sociale Italiana.

(diremo più avanti il perchè della scelta di Piazzale Loreto).

Ovviamente quando poi il 28-29 entrarono a Milano gli angloamericani la "macelleria" li inorridì
sembrò a loro la Chicago degli anni 30. E in più da quella folla osannante é lecito che si aspettassero anche il peggio.

Ma decisero subito all'istante..... appena entrati, di essere inflessibili:
Insediatisi, per prima cosa - immediatamente - chiesero il disarmo di tutti i partigiani;
poi imposero lo scioglimento di tutte le loro bande.
Ed emisero un immediato comunicato dal tono "IMPERATIVO" !!
"L'Amministrazione anglo-americana insediatasi non si limiterà solo alla sorveglianza bellica
ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana,
anche nel minimo particolare della vita del Paese
dove essa decide in modo e forma categorica ed "IMPERATIVA" (!!!!!!)

(e da quel momento si insediarono e misero su tutto il territorio italiano 131 loro Basi).
Gli italiani dovettero accettare ("imperativamente") la subalternità degli USA,
Basi di cui ancora oggi non sappiamo nemmeno quanti ordigni nucleari vi siano collocati.
Basi dove dentro, in alcune - strategiche - non può entrare nemmeno
un Pr. della Repubblica.
Non solo ma se uno di loro commette un disastro come quello del Cermis
non lo si può nemmeno processare in Italia; o se ubriaco investe e uccide una persona
viene mandato negli USA. La giustizia italiana non ha la facoltà di intervenire.

Nei due mesi precedenti rimanendo in stallo oltre Po, senza avanzare via terra i motivi erano stati...
....che essendoci ancora reparti di nazisti da affrontare a nord, volevano loro tenere sgombra la val Padana via terra,
per così lasciare ai bombardieri libertà di fare - coma al solito - le loro tragiche incursioni sulle città.
Ma contemporaneamente vi erano dei negoziati dietro le quinte fin da febbraio tra il generale Karl Wolff, il capo delle SS in Italia, Allen W. Dulles.
I capi partigiani decisero di far convergere quasi tutte le formazioni partigiane a Milano. Si iniziò con qualche sporadico scontro con alcuni tedeschi, ma purtroppo ben presto la lotta assunse i connotati di una vera e propria guerra civile di italiani contro italiani, verso chi notoriamente era stato fascista, ma soprattutto contro i repubblichini di Salò, mentre l'inseguimento verso i tedeschi diventò pressoché quasi nullo, perché erano già in ritirata. Lo prova il fatto che a Dongo dove catturarono Mussolini in mezzo ai tedeschi, loro furono liberi di ritirarsi oltre confine.

-------------------------

LA CITTA' DI MILANO ERA GIA' UN CUMOLO DI MACERIE.
dove l'"artista" del "Bomber Command" era....... sir HARRIS
(quello che diceva "io sono pagato per uccidere"
"gli obiettivi militari? un diversivo, l'importante é colpire la popolazione,
così per la disperazione impara a mettersi contro i nazisti"

 

I "CAPOLAVORI" di sir HARRIS.......


Oltre la inutile strage di GORLA, dove dalla vergogna nascose il suo viso e si vergognò perfino la MORTE
( GORLA >> i 200 PICCOLI ANGELI >>>


Ma vi è poi anche questo inquietante episodio. UNA OSCURA IPOTESI CHE .... (ma nessuno ne parla)
>>>>HARRIS >>top secret >>>
Le 2 BOMBE ATOMICHE sganciate poi sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima, nella Pianura Padana. Harris già a fine febbraio appreso qual'era la potenza distruttiva dell'Atomica, aveva chiesto di usarla subito in Italia per sganciarle a Milano e dintorni "così metteremo subito fine al nazismo, al fascismo e anche ai comunisti". Ricevette il NO perchè non erano pronte. Si era fatta negli USA appena la prima dimostrazione.
(vi era allora ancora Roosevelt ma morto lui il 12 aprile Truman diventa Presidente (impreparato agli eventi, e anche all'oscuro di molte cose militari segrete, come la bomba o la resa dei nazisti). Poi gli avevano subito riferito che "gli scienziati avevano provato con successo a Los Alamos una nuova bomba, la più terribile, mai concepita, capace con solo una di queste di esercitare un'influenza decisiva e immediata sull'esito del conflitto".

(((((( Possiamo dedurre che se la bomba fosse stata pronta lui ad Harris l'avrebbe data subito per usarla. Visto che lui disse "che voleva farla subito finita con la guerra in Europa". (infatti la usò 4 mesi dopo in Giappone, mettendo proprio FINE alla seconda guerra mondiale. Beffando la Russia che con il Giappone non era affatto in guerra))))).

Poi Harris - ricevuto il NO perché non ancora disponibile - dovette con suo disappunto rinunciare anche a un altro già previsto bombardamento a tappeto su Milano; gli dissero anche qui un NO perché gli angloamericani si erano - a metà aprile - finalmente decisi (come avevano fatto i Russi a Berlino) di intervenire via terra superando il PO - per poi raggiungere Milano verso fine aprile.
Il territorio padano doveva dunque rimanere libero dai bombardamenti per far intervenire i mezzi con le truppe di terra.
Harris deluso di non poter buttar giù anche il Duomo di Milano (che aveva sempre mancato in precedenza) si accontentò di andare con circa 1000 borbardieri a radere al suolo Dresda, dove morirono oltre 100.000 persone. Volendo forse eguagliare... ....quelle che avrebbero fatto una Bomba Atomica a Milano!!

QUESTA ERA LA SITUAZIONE il 19 APRILE 1945

(qui sotto una Val Padana libera di essere bombardata)

VEDI il Bomber Harris >>>>> con originali top secret >>>>>>>

FUCILATO MUSSOLINI , MA DA CHI ? >>>>>

CHI VOLEVA LA MORTE DI MUSSOLINI >>>intercettazioni telefoniche >>>>>>>>>>>

L'ULTIMA INTERVISTA DI MUSSOLINI ( per Churchill fu un incubo) >>>>>>>>>>>>>>

VENIAMO AL
" PERCHE' SCELSERO PIAZZALE LORETO ?

(ho fatto una piccola indagine, chiedendo a molti il motivo della scelta di Piazzale Loreto. Nemmeno l'1% conosce le vere ragioni).

Sappiamo che fu scelto questo luogo per esporre i corpi di Mussolini, della Petacci e dei gerarchi, dopo la loro l'esecuzione. Questo era un luogo dove il 10 agosto 1944 era stata fatta una strage; erano stati trucidati dai nazisti 15 partigiani e lasciati lì nella piazza per giorni, come monito. Un monito osceno fu questo, molto simile poi a quello successivo. Nessuna differenza!!
Quel 10 agosto i nazisti vollero con una rappresaglia vendicarsi in un modo drastico per punire - pur non essendo gli autori del fatto di sangue avvenuto pochi giorni prima, e non in uno scontro militare, ma in un contesto molto singolare. Cioé i 15 non erano gli autori del fatto di sangue, ma come poi quelli delle Fosse Ardeatine a Roma, erano solo dei malcapitati prelevati a San Vittore. Toccò a loro pagare la rappresaglia di un inutile e folle gesto, molto simile, anzi peggio, a quello che era avvenuto a Via Rasella.
I nazisti (leggeremo in qualche falso libro) avevano fatto questa "scellerata rappresaglia dopo un innocuo botto dimostrativo ai danni di un auto tedesca, che non causò nemmeno vittime". Che insomma la rappresaglia era ingiustificata

(ma il "falso"libro dimentica il precedente attentato !).

Due giorni prima, una bomba "gappista" alle 7,30 dell'8 agosto (ripeto 2 giorni prima), al margine della stessa piazza (angolo viale Abruzzi-Loreto) era esplosa tra la folla compiendo una strage che era costò la vita a cinque soldati tedeschi e a 13 (tredici) civili italiani fra i quali diverse donne e 3 bambini, rispettivamente di tredici, dodici e cinque anni, oltre a molti altri feriti.

Dei cinque soldati tedeschi uccisi, sappiamo solo che c'era un maresciallo di nome Karl, che per la sua mole era stato bonariamente soprannominato dai milanesi di Porta Venezia "El Carlùn" (il Carlone).
Il nomignolo se l'era guadagnato, guidando un camion che distribuiva alla popolazione qualcosa da mangiare, soprattutto latte per i bambini, dopo aver fatto un giro per le campagne e vi aggiungeva gli avanzi delle mense militari; lui parcheggiava ogni mattina, all'angolo fra viale Abruzzi e Piazzale Loreto, attorniato da tante madri e bambini.

Quella mattina dell'8 agosto, alcuni partigiani si mescolarono alla piccola folla affamata che si accalcava come di consueto dietro al camion del "Carlùn", e indisturbati portandosi davanti al camion posero sul sedile di guida una bomba ad alto potenziale che, poco dopo esplodendo, seminò la strage indiscriminata: 18 morti e 13 feriti, innocenti, quasi tutti poveracci affamati milanesi. Un crimine del tutto ignorato da chi riporta (false) verità storiche.

Inazisti per questa strage, diedero subito il via con un durissimo braccio di ferro anche fra le autorità fasciste - contrarie alla voluta rappresaglia dei tedeschi inferociti che non volevano sentire ragione. Intervenne personalmente Mussolini, direttamente sul maresciallo Kesselring, e perfino telefonando allo stesso Hitler. E riferendo questo colloquio al prefetto Parini gli disse "sono riuscito a ridurre la rappresaglia ... Ho interessato il Fhurer e spero ancora”.

Invece nel frattempo nelle stesse ore, avvenne un'altro fatto di sangue, anche se tra fascisti e antifascisti. Ai tedeschi importava poco quest'ultimo scontro di italiani. Ma poi.... subito dopo.... ci fu a distanza di qualche ora l'attentato a un autocarro di tedeschi. (che non fece nessuna vittima - è qui hanno ragione gli oscurantisti).
Ma il nuovo grave fatto decise però la sorte dei quindici sventurati già rinchiusi a San Vittore.
Portati il giorno dopo a Piazzale Loreto furono fucilati e abbandonati sul selciato. Per giorni nessuno osò toccarli per non essere accusati di connivenza con i partigiani. E così nel quartiere non ci andò più nessun "Carlun". Questa la magra soddisfazione che si era dunque ottenuta. Anche se a caro prezzo; cioè coinvolgendo gruppi di innocenti.
Giorgio Bocca, il più filopartigiano degli storici italiani scrisse
(In Storia d'Italia partigiana" (Laterza , Bari, 1977, pag. 135) "Come i comunisti sanno bene, il terrorismo ribelle non é fatto per prevenire quello dell'occupante ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso é autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie, per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell'odio".

E L.Sabatini, é altrettanto chiaro (in "Resistenza al di là del mito", Tusculum Roma. 1997, pag 41)."Le azioni di guerriglia, i sabotaggi e gli atti di terrorismo dovevano servire a provocare la rappresaglia. Ottenuta la strage, l'antifascismo (rosso, Gap) poteva impossessarsi di una copiosa messe di martiri da piangere come fossero i propri e da inserire nella vulgata resistenziale".
Anch'io personalmente ho vissuto accanto a certi barbari, e ho assistito nel palazzo che abitavo con loro, a certi accaniti interrogatori, poi alle fucilazioni, con il malcapitato che si doveva perfino scavare la sua fossa. Ho assistito anche al colpo di grazia che dava un tenentino, che faceva uscire il cervello dal loro cranio come la spuma di una birra. (e che in parte racconto qui in altre pagine >>>>
Poi alla sera, seduti nel cortile a cantare la "nenia" di LILLI' MARLEN >>>>> - ma a bassa voce, perchè in Russia la "Cavalcata delle Walkirie" in quei giorni stava finendo, e furono inseguiti dai russi fino a Berlino.

Gente "barbara"; ma non è che gli "altri" gli angloamericani erano migliori. Mi mitragliavano in pieno giorni in piazza mentre giocavo a pallone, poi sono uscito vivo anche dalle macerie della ns. casa da loro bombardata.
ERANO PURE LORO INUMANI. Quando processarono Rieder per la "strage di Marzabotto", il giudice commentò "lei era inumano, non aveva nemmeno rimorsi coscenza quando buttava dei bambini dentro un forno".
Rieder gli rispose: "ma quando il forno crematorio il pilota lo buttò sul Giappone con l' Atomica , forse lui era più umano di me e aveva qualche rimorso di coscienza?".


(Ho raccontato nei particolari anche i due periodi nelle pagine di "UN RE CHE ROVINO' L'ITALIA" >>>>>>

ORA CERCO DI CONCLUDERE....
MA NON VOGLIO DIMENTICARE ANCORA QUALCOSA SULLE "LEGGI RAZZIALI" VARATE IN ITALIA.
Abbiamo già detto che furono piuttosto blande; volendo solo imitare e compiacere quelle di Hitler, che aveva ben altre ragioni per quell'agire, visto la dichiarazione di guerra degli ebrei, nel '33, vista sopra nel giornale.

(negli impieghi pubblici, nel commercio e in altre attività, ambite da alcuni stolti acciaisti fascisti).
Furono gli ebrei allontanati dagli impieghi pubblici (
ambiti da alcuni stolti acciaisti fascisti), dalle scuole e in altre attività a contatto con il pubblico. Lo stesso Mussolini non infierì più di tanto; ad alcuni gruppi trovò perfino una sistemazione. In occasione dell'incontro con Weizmann, concesse 3000 visti a tecnici e scienziati ebrei che lasciata la Germania desideravano stabilirsi in Italia.
Furono poi aperte in Italia anche aziende di addestramento agricolo, le “haksharoth” ad Airuno (Como), Alano (Belluno), Osciano e Cevoli (Pisa). E nei locali della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, fu aperta una Scuola Marinara con allievi ebrei.
Del resto gli ebrei in Italia erano pochi, 47.252 (censimento 1938) e per lo più erano nella grandi città. Gli altri italiani nella loro vita non avevano nemmeno mai visto un ebreo in faccia. Anche se ascoltavano dal prete a fine messa la odiosa "Maledizione per gli ebrei "deicidi" di Cristo").

In Italia non si infieri più di tanto: Il docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, George L. Mosse, nel suo libro “Il razzismo in Europa”, a pag. 245 onestamente scrive: «Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo. Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti, le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere e ottenere la nazionalità italiana. Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, e solo quando i tedeschi occuparono l’Italia»
La vera repressione, eseguita dalle deportazioni, fu invece iniziata dai nazisti il 16 ottobre '43, dopo che il fascismo era già caduto il 25 luglio e quando l'8 settembre il Re fuggì da Roma senza nemmeno cancellare il suo Decreto sulla Razza".

Ma qui non dimentichiamo che lui era un "Sabaudo", e un suo avo, AMEDEO VIII (Chambery 1383-Ginevra 1451) Conte di Savoia 1391 - 1416, Duca di Savoia 1416-1440, era stato un precursore dell'antisemitismo stile Hitleriano, (con rispettivo "MARCHIO" da mettere sulla spalla agli ebrei). E cosi anche i Ghetti dove vi era l'obbligo agli ebrei di abitarci separati dai Cristiani. Queste sue leggi sono riportate in originale pari pari in queste pagine >>>>>

Altrimenti se sorpresi in città venivano scannati.
In Italia a Siena li scannavano ancora nel 1799,  e a Napoli a Cuccari esiste tuttora un vicolo e una zona che si chiama "scannagiudei".

 

Ho detto che a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male, ma solo allontanati dagli impieghi pubblici o dalle scuole. Fino a quando - dopo "tradimento" dell'8 settembre" - i tedeschi a Roma il 16 ottobre 1943 intervennero nel Ghetto di Roma a fare il rastrellamento e subito dopo le deportazione. A comandare il rastrellamento fu Kappler, lui non volle nessun fascista; perchè era decaduto il fascismo e quindi non ritenuti fidati (o perchè non erano...... abbastanza razzisti !!)

Invece ad aiutare Kappler nel rastrellamento nel Ghetto vi era una giovane ebrea !!!! (amante di un fascista-nazista ) che era una attiva delatrice (!!!), Celeste Di Porto, che per il premio di 5000 lire, indicava ai tedeschi i suoi "amici ebrei". Segnalò pure i nascondigli di facoltosi ebrei, che non dimoravano nel ghetto, ma vivevano in città. 26 di loro finirono a Regina Coeli, dove poi furono prelevati e fucilati alle Fosse Ardeatine. La Di Porto si guadagnò il soprannome "pantera nera". A fine guerra, perso lo sporco "lavoro" di spia, diventò una prostituta per i nuovi "liberatori".
Una mela marcia dentro il ghetto, che più marcia di così non poteva esserci.
Ma bisogna dire che anche a Milano, alcuni si comportarono allo stesso modo della "Pantera", non solo per fanatismo razziale ma per incassare pure loro il premio, oppure per becero fanatismo. Del resto nel '45
questo fanatismo fu anche tragico quando ci furono gli scontri di italiani contro italiani. E i tanti applausi a Piazzale Loreto.

Dall’Italia furono deportati 6.806 ebrei, secondo le stime ebraiche più recenti. Di questi ne ritornò un decimo 837.
Molti ebrei che vivevano in Italia molti di loro si salvarono nascondendosi, presso fidati amici italiani (come abbiamo ricordato sopra - uno era Almirante). Salvo se si incappava nelle spiate come quelle della "Pantera"
.

CHIUDO QUI LA QUESTIONE RAZZIALE.



MA NON MANCA SOLO QUANTO DETTO SOPRA IN QUEL LIBRO DI VESPA CHE HO LETTO, NON ESISTE IL MINIMO ACCENNO A CIO' CHE IN ITALIA CI FU QUALCOSA DI VALIDO NEL VENTENNIO (ma perché nasconderlo?),
Che oltre quelle qui sotto - elenco nelle pagine alcune REALIZZAZIONI >>>>>>

A PARTE ALCUNE OPERE PUBBLICHE DI UNA CERTA IMPORTANZA COME QUELLE QUI SOTTO.....
e che molti hanno dimenticato, o peggio oggi
"screditano", "diffamano", da "rimpiangere" (che erano insomma meglio prima, e..... come ci dice la Boldrini, da abbattere, se su una banale colonna dell'EUR appare la scritta Dux).
Ma allora anche in molte città italiane molti fanatici abbatterebbero vie Napoleone, vie Garibaldi, via Vittorio Emanuele ecc ecc. - Ma siamo persone civili del tempo presente e ci basta consocere bene la Nostra Storia per condannare o encomiare.
O vogliamo tornare a ciò che c'era prima? come in questi mmagini qui sotto, con le sterparglie e i muli?.



NEL VENTENNIO- ERA NATO - FRA LE TANTA ALTRE COSE (lo diremo più avanti) L’IDEA DI UNO STILE ITALIANO, UN "ARTE DEL FARE" INVIDIATA DA TUTTO IL MONDO... (che non era affatto un becero nazionalismo, come dicevano i detrattori a sinistra) .... E C'ERA NON SOLO NELLA MODA... MA ANCHE nella meccanica, nell'arredamento, nel disegno industriale, nei macchinari, nelle navi, nella auto, nel cinema, negli Sport nazionali e mondiali.
Il nome Italia, espresso con il brand "Made in Italy" era diventato NEL MONDO per notorietà un brand subito dopo il 1° posto del brand della Coca Cola che era arrivata in Italia già nel 1927).
Non vi era luogo nel mondo senza un "tanto desiderato" e ambito prodotto italiano !!!
Questo marchio Made in Italy fu anche fatto in opposizione alle importazione straniera (soprattutto quella della Moda di Parigi). Ed infatti in breve tempo in Italia nacquero perfino molte riviste della donna: nel 1929 uscì Il giornale della donna , nel 1933 Annabella, nel 1936 Grazia e la rivista Bellezza, in competizione con la francese Vogue. Poi a Torino nel 1935 in un magnifico palazzo nacque la sede dell’Ente Nazionale della Moda. Iniziarono ad affermarsi i Gucci, i Ferragamo, Prada, Fend, Spagnoli. Che esprimevano creatività, eleganza, raffinatezza, arte nel vestire, pur essendo ancora aziende ancora artigianali. Nacque perfino l'uso del trasgressivo pantalone per la donna moderna che era stato lanciato da Marlene Dietrich sempre in competizione con la moda della nostra Greta Garbo.

(Ma da noi in Italia allora, e ancora nel 1961 il cardinale Siri, arcivescovo di Genova, si era scagliato contro l’uso femminile dei pantaloni. “il vestito degli uomini” che “cambiava la psicologia negli stessi” perché "guardando in basso le donne davanti e dietro nasce la lussuria", che era insomma il pantalone un capo peccaminoso). Per non parlare delle "immagini" scandalose di coppie che si baciavano, o facevano vedere troppo le gambe. I manifesti che annunciavano l'uscita dei film, dovevano essere rigorosamente immagini dipinte, non fotografate.
Un manichino esposto in una vetrina di vestiti, era scandalo e faceva accorrere i carabinieri.

Ma non nacque solo Moda, in quegli stessi anni '30 venne l'uomo che diede tutto un nuovo indirizzo allo sviluppo industriale e bancario italiano: era ALBERTO BENEDUCE ( >>>>>>> tutto su di lui >>>>>>>>>
(che non era iscritto al fascismo, pur dimostrando solidarietà a Mussolini). Lui si rivelò essere l'artefice di un miracolo sia economIco che monetario. Per il salvataggio e il sostegno finanziario causato dalla crisi mondiale iniziata nel 1929, lui concepì "Uno Stato fuori dallo Stato", come l' IRI ("Istituto per la Ricostruzione") con una partecipazione diretta dello Stato al capitale che così aiutava ma anche controllava le imprese (furono ca. 800), e che in breve garantì proprio allo Stato un ingente patrimonio industriale. Le banche cedevano le proprie partecipazioni industriali, i crediti verso le imprese, e in cambio ricevevano dallo Stato le liquidità, necessaria per proseguire la loro normale attività bancaria nel Paese.
in questo modo l'IRI, e quindi lo Stato, smobilizzando le banche diventò contemporaneamente proprietario di oltre il 20% dell'intero capitale azionario delle imprese nazionali e di fatto il maggiore imprenditore italiano con aziende come Ansaldo, Terni, Ilva, SIP, SME, Alfa Romeo, Navigazione Generale Italiana, Lloyd Triestino di Navigazione, Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Si trattava in effetti di grandi aziende che in molti anni operavano, alcune sostenute da politiche tariffarie favorevoli o ricevevano commesse pubbliche.
L'IRI operando così riuscì a possedere le tre maggiori banche italiane: La Commerciale, Il Credito, Il Banco di Roma.

Già a fine anno 1933, l'IRI controllava direttamente il 21,49% del capitale delle società italiane esistenti che operavano nelle telecomunicazioni, negli armamenti, nell'elettricità, nella siderurgia, nel 90% sulle costruzioni navali e aeronautiche. Ma via via si aggregarono anche altre centinaia di piccole imprese che ricevevano liquidità dallo Stato e che operavano in tanti altri settori. E non ricevano solo capitali ma anche funzionari capaci di sovrintendere la loro operosità.
Nel 1934 nacque anche la STET, nel 1936 la Finmare, nel 1937 la Finsider (acc. Ilva, Terni, Dalmine), che poi nel dopoguerra presero il nome di Finmeccanica, Fincantieri e Finelettrica.

All'inizio del Ventennio, pur circolando solo 56.000 automobili, furono create le prime autostrade d'Italia (ma anche d'Europa). Nel '24 si era aperta quella dei Laghi (Milano-Varese), nel '27 la Milano-Bergamo, nel '32 la Torino- Milano, nel '33 la Firenze-Mare e la Padova-Venezia, nel '35 la Genova-Serravalle, nel '39 fu progettata e solo iniziata la Genova-Savona.

Agnelli uno che produceva le prime auto, ne fu felice, tanto che la sua Fiat 509A del 1930, a fine del '31 la nuova 509 la battezzò "Balilla" (ovviamente pensò a un cambio di favori - del resto con la crisi che c'era in giro erano determinanti gli aiuti dello Stato disponibili; infatti l'opera di Beneduce si era già fatta sentire con la sua riforma monetaria per la stabilizzazione della lira).
L’8 aprile del 1932 la nuova auto Fiat fu - in gran pompa - presentata a Mussolini. Che ricambiò il regalo del nome ed esentando la Balilla di pagare la tassa di circolazione, potendo così diventare la "macchina del popolo". Del resto il suo costo era molto contenuto, ca. 10.000 lire (che era lo stipendio di un anno di un impiegato che allora oscillava a ca. 6-1000 lire al mese, ma anche con quello di un operaio che era di ca. 3-400 lire lui la poteva acquistarla pagandola a rate).

Fu un successo! Costruite in breve tempo moltissimi esemplari che in poco più di un anno fece raddoppiare il numero delle macchine circolanti in Italia. Ma non solo in Italia, le Balilla su licenza Fiat furono costruite in decine di migliaia di esemplari anche in Germania dalla NSU a Heilbronn. Ed anche in Francia (27.000 esemplari) dalla SIMCA a Nanterre. E perfino in Polonia alla Polski di Varsavia.
Mentre in Germania Hitler, volendo subito imitare la Fiat, il 17 gennaio del 1934, chiamò Porsche per la progettazione e la costruzione di uno stabilimento per costruire una "vettura popolare" come la Balilla: nacque così la prima celebre Volkswagen (Volks = popolo - Wagen = vettura). E tale diventò subito. Fino ad essere da quel momento in poi (anche nel dopoguerra) l' auto più venduta al mondo, con 21.529.464 esemplari.

Inutile tornare a ripetere che il "miracolo" pianificato dell'intera ripresa economica-industriale in Italia era stata tutta opera di Beneduce, perfino imitata all'estero, come poi fece subito Schacht, nell'intera economia tedesca avvalendosi anche lui di straordinari collaboratori.

L'abile SCHACHT, era un economista di fama mondiale, un mago della finanza, già presidente della prestigiosa Reichsbank, la banca centrale tedesca. Si era dimesso e diventò il Consigliere Economico dell'appena salito a governo (inizio '33) del "Caporale " Hitler.rChe di economia non capiva proprio nulla.
E Schacht (che fra l'altro era un ebreo - e questi non gli perdonarono quello che aveva un giorno detto di loro "che gli ebrei devono rendersi conto che la loro influenza è scomparsa per sempre".

Lui fece un po' proprio come Beneduce, diede il via al nuovo "miracolo tedesco". Adottò subito il controllo dei cambi, quindi il controllo del commercio estero, cioè che chi vendeva o comprava doveva pagare solo in marchi e non in valuta convertibile come il dollaro (che presto sparì dalla circolazione). E poi Schacht fece tutto il resto. Ma alle spalle aveva tutta la rinata Reichsverband, l'associazione dei grandi industriali tedeschi, che non erano affatto degli hitleriani, anzi erano pochi, ma Hitler dal popolo con le sue demagogiche arringhe prendeva tanti voti. E quindi l'elite appoggiò la sua ascesa al Governo, dicendosi tra di loro: "intanto mandiamolo lì.... poi lo stritoleremo".
La ripresa economica fu straordinaria. E' una verità incontrovertibile e innegabile. In soli cinque anni, tra il 1933 e il 1938, la Germania riuscì ad assorbire sette milioni di disoccupati. Il numero delle aziende nello stesso periodo, raddoppiarono, quelle industriali triplicarono.

Quando insomma Hitler salì le scale per entrare nel Reichstag, trovò tutta la politica economica, finanziaria e produttiva già pronta, già pianificata, con una struttura altamente organizzata, già razionalizzata; in quel momento la migliore del mondo. E non era di certo opera di Hitler nel riuscire a modificare l'economia. Lui era quasi un analfabeta. Putroppo dopo "La macchina dello Stato, creata politicamente per l'economia", diventò poi una "macchina economica usata per scopi politici" (e militari) . Agli industriali della Reichsverband - visto che lui già pensava alla forza, e quindi alle guerre - impose la fabbricazione di armi. Chi non lo assecondava veniva escluso. Altro che "poi lo stritoleremo" si ritrovarono tutti puntata una pistola alla tempia.
Anche lo stesso Schacht iniziò già nel '39 a ricevere una certa diffidenza da parte di Hitler (volendo forse prendersi lui i meriti della rinascita tedesca) che a un certo punto lo allontana dal potere; e addirittura dopo il fallito attentato del 20 luglio '44, lo fece arrestare, ricordandosi che lui era ebreo. Lo liberarono poi gli alleati, e come sappiamo lui al processo di Norimberga, con il suo passato (non certo di criminale), venne fuori pulito. Un passato però che nel successivo dopoguerra, gli ebrei che lui aveva danneggiato, non lo avevano dimenticato e gli davano la caccia. Ma lui a 64 anni, sparì dalla circolazione, andò a morire a 87 anni in Indonesia dopo aver qui creato in 23 anni una colossale ditta per la produzione di Olio di Palma.

Tutta la ripresa finanziaria era iniziata in Germania nel 1933, proprio con Schacht, quando Hitler era - da poche ore - appena salito al potere. Lui aveva iniziato con la Germania della Reichsverban (con un Hitler, solo usato, preso in prestito perché faceva comodo, portava voti proprio agli industraili) a trasformare l'intera economia della Germania. Ma lui aveva guardato e imitato un po' anche a Beneduce che con le sue idee rivoluzionarie aveva dato lustro anche all'operato dello stesso Mussolini.


Nel '35, perfino LIFE negli USA
- che annaspavano e non avevano ancora risolto i suoi problemi nati nella depressione del '29 - guardava infatti con ammirazione l'Italia- e dedicava la copertina proprio a Mussolini; scrivendo:
“Mai come oggi l’ Italia è stata così unita attorno al suo Duce.
Mai come oggi la situazione politica interna del paese è stata cosi salda.
Il gigantesco prestigio del Duce è stato, se possibile, ancora innalzato alla sfida che egli ha lanciato contro la Gran Bretagna e le altre potenze societarie….
Per le classi operaie il Duce è diventato un vero e proprio idolo”
.

E lo diventò ancora di più quando agli italiani fu dato un Impero nel '36. Il Re diventato Imperatore. Fu questo il periodo d'oro del fascismo. inutili le critiche e le ostilità dimostrate da quei Paesi europei (vedi Inghilterra) per l'avventura italiana in Africa, che già da anni avevano colonizzato con ogni mezzo Paesi e Paesi annientando popoli interi. E proprio l''Inghilterra aveva già (rapinato) un impero pari a 50 volte più grande della sua stessa isola.

In Italia n on vi era più un italiano contrario al fascismo. Ci fu un trascinante fervore generale che coinvolse un po' tutti gli italiani. Si guardava alla conquistata Etiopia che come territorio era 4 volte l'Italia. Vi era posto per tutti. Con la sua colonizzazione vi approdarono 30.000 italiani, che trasformarono in breve con il loro alacre lavoro la città che ancora oggi è la più moderna dell'intera Africa. E c'era anche mio padre che mise all'Asmara una impresa di trasporti, che nel 1940 era già dotata di capannoni e 5 camion 3RO. (però nella guerra del '40, l'esercito gli requisì i camion e lui stesso fu aggregato nei reparti. Poi - dopo la sconfitta in Tunisia - finì nei campi di concentramento degli inglesi in Sud Africa, e tornò in Italia solo nel marzo del 1946, con solo gli stracci addosso. Oltre l'umiliazione, perse ogni cosa, camion, capannoni, compresi i conti in banca.

Proprio in questo 1936, TOGLIATTI piuttosto geloso di quei successi del fascismo mussoliniano, si rifà vivo in Italia per incitare i suoi "Compagni". Ma non li chiama più "Compagni" .... ma "Giovani fascisti", "Appello ai Fratelli in camicia nera", "vogliamo far proprio il programma fascista del 1919". "dobbiamo anche noi usare i suoi metodi, e prendere il manganello!"

Abbiamo qui l' ANNUARIO DIPLOMATICO AMMINISTRATIVO ECONOMICO E STATISTICO DEL 1936

  1   QUI SOTTO
LE CORPORAZIONI -
L'ORDINAMENTO CORPORATIVO IN ITALIA

   2  
LA CRISI ECONOMICA MONDIALE -
 QUELLA AMERICANA - IL CROLLO COMMERCIALE

   3  
CARATTERISTICHE DELLA CRISI
ORIGINE DELLA CRISI

  4  
LE RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA 
I DEBITI DI GUERRA E LE SPESE MILITARI

   5  
DALLA GUERRA MILITARE A QUELLA DOGANALE
LA REALTA' DELLA CRISI MONDIALE 

   6  
RISPARMI  E INVESTIMENTI  
ECONOMIE NELLE SPESE PUBBLICHE

   7  
LE VICENDE ECONOMICHE ITALIANE
POI  ARRIVA L'ANNO FATALE:  IL 1929

   8  
LA VITA ECONOMICA ITALIANA 1931-34
CIO' CHE SI ERA FATTO  - LA PRODUZIONE - I TRAFFICI

   9  
LA DEPRESSIONE NELLA PROPRIETA' FONDIARIA
- LE SPECULAZIONI - I RIMEDI

   10  
L'IMPORTANZA DI BENEDUCE 
NASCE L' IRI - IMI -  BIN - LE PARTECIPAZIONI


ANNO 1936 - TABELLA - ORDINAMENTO DELLO STATO FASCISTA


in originale >>>>>>>>>>>

Poi tre anni dopo - con una Germania risorta con Schacht - anche "TIME" Magazine – nel gennaio del 1939 dedicò la sua copertina a Hitler come "Uomo dell'anno".
Anche se poi Thomas Mann lo definì "una catastrofe"; Speer "un Mefistofele"; "un cinico"; Brecht "il Male"; Jung "affetto di pseudologia fantastica", cioè chi racconta e poi crede nelle proprie bugie".

Lui, Hitler, che voleva fare lui il condottiero, cacciò anche il bravo generale Guderian (l'uomo che in Russia aveva il comando della panzerdivision che stava dando del filo da torcere ai Russi. Hiltler gli tolse il comando e trasferì i suoi uomini in Italia per fermare lo sbarco nel sud Italia degli angloamericani).
Gli fu fatale.
Non riuscì così a vincere nè in Russia, nè in Normandia e l'italia si trasformò per i nazisti per quasi due anni, in una trappola. Non aveva pensato il teatrante "condottiero" che gli americani non era sbarcati in Sicilia per raggiungere Berlino, ma per portare lentamente al suicidio i suoi uomini. Poi a Berlino, rimasto in trappola solo, toccò poi suicidarsi anche lui.

Tornando in Italia, al "mago" ALBERTO BENEDUCE, purtroppo a causa di un Ictus (che lo condusse qualche anno dopo alla morte) dovette ritirarsi dalla sua straordinaria attività. Ma nel '39 lui aveva sposato la figlia - "Idea Nuova Socialista" (questo il suo bizzarro nome) - a un giovane funzionario neoassunto alla sua 'IRI. Era ENRICO CUCCIA che poi morto lui nel dopoguerra diventò il fondatore e il capo di Mediobanca. Fu solo Lui a conoscere tramite gli archivi ereditati dal suocero, "chi aveva dato e chi aveva ricevuto"; i tanti "finanziamenti", i tanti "aiuti ricevuti. dallo Stato". Ed anche i nomi dei proprietari dei "Gioielli" che Beneduce aveva aiutato a nascere, e che permise a Cuccia negli anni successivi di rimanere al vertice del potere economico, sia nel settore pubblico come in quello privato. Cuccia ben presto... (in silenzio - mai concessa una intervista in vita, mai un incontro, né pubblico né privato).... ebbe una influenza senza rivali nelle intermediazioni - compra-vendite - di aziende. Soprattutto proprio in quelle private piccole, poi in quelle grandi ma anche in quelle grandissime a spartire le loro
azioni.
E fu ancora lui nell'ombra a gestire le montagne di dollari sonanti che arrivarono col Piano Marshall.
(qui le SOMME e i NOMI dei beneficiati, CITTA' PER CITTA' >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

OGGI moltissime di quelle prestigiose aziende con un nome famoso, sono andate all'estero per pagare meno manodopera o per essere meno tartassate. Così oggi basta che in Italia il prodotto sia «pensato o disegnato» in un anonima stanzetta, e tranquillamente il prodotto può fregiarsi con il marchio "Made in Italy" anche se questo viene fabbricato in un qualsiasi altro luogo; e se poi - viene perfino gestita la cessione del prodotto - viene messo in vendita (paradossalmente) nella stessa Italia come se fosse un vero prodotto "Made in Italy".

Quello concepito da Beneduce fu un formidabile strumento di politica economica e finanziaria degli anni '30, che rimase in vita anche nei successivi decenni del dopoguerra dove l'IRI se prima dava lavoro a qualche milione di italiani, nel 1980 contava più solo 500.000 dipendenti; e quindici anni dopo, nel '95 erano scesi a 250.000. Poi sparirono del tutto, al loro posto più solo "funzionari" dello Stato, tutti referenti solo ai Politici, nazionali, regionali, provinciali, comunali.
Delle aziende ("gioiello") - nell'anno 1992 quelle ancora rimaste - i "conniventi " della "Razza Padrona" questi "gioielli" li avevano già venduti tutti ricavandoci le note "tangenti" che dicevano essere per il Partito (quelle che vennero poi accertate in "Tangentopoli" - mentre erano invece personali), dove un Craxi per discolparsi, disse "ma lo fanno anche tutti gli altri politici!!". Ma poi finirono alla sbarra 4500 di loro, con 2500 arresti eccellenti, poi galere, espatri. esili, e perfino suicidi.
L'ultimo "gioiello" dopo i tanti venduti, era stato ceduto proprio nel '92 da Romano Prodi ( era lui il presidente dell'IRI dal 1982 al 1994). Dove fra l'altro gli fu contestato di non aver abbandonato la sua società Numisma e che la stessa IRI che dirigeva, aveva con stipulato alcuni contratti di consulenza (!?) proprio con la sua società. Ma ne venne poi fuori pulito.
Ma già nel '86 Prodi aveva già privatizzato 29 grosse aziende del gruppo IRI, fra queste ceduta ai privati l'Alfa Romeo che andò subito in crisi, vendeva le sua auto a un terzo del costo di produzione. Si era interessata la Ford per comprarla, ma furono stroncate le trattative dalla Fiat. Questo perché in Italia doveva esserci a dominare una sola casa automobilistica.

Dell' IRI faceva parte anche la finanziaria SME con diverse famose società alimentari italiane.
Prodi però qui fallì nell'intento di cedere la SME ai privati ( la cui vendite avvennero poi a basso costo tra il 1993 e il 1996) andò a causare il fallimento proprio della prestigiosa IRI. Una complessa vicenda che coinvolse De Benedetti, Barilla, Berlusconi, Ferrero. Successivamente ci furono anche la vendita in una forma agevolata alla Unilever delle alimentari Cirio-Bertolli-De Rica. (poi tutte emigrate all'estero, portandosi dietro il nome "Made in Italy" diventato dappertutto famoso.
Militante della DC, nel '95 Mario Prodi - uscito dall'IRI, aveva fondato il suo partito "Ulivo", che era sì un un "Centro- Sinistra" ma con l'appoggio (!!!) di Rifondazione Comunista di Bertinotti. (che però poi - in una fiducia- gli votò contro).
Non mi dilungo sui successivi anni con le varie migrazioni da un partito all'altro solo per spartirsi le poltrone. Diventata oggi una prassi usuale e consolidata.
Nel programma politico di Prodi, una volta tornato al Governo, vi era anche il progetto della moneta unica europea.
Ed infatti Prodi per attuare il progetto ideò una manovra finanziaria di sacrifici per entrare da subito nella moneta unica. In questo contesto fu concepita una manovra finanziaria da 62.500 miliardi di lire; questo per garantire la credibilità europea dell’impegno italiano, con il varo di una “euro-tassa” ad hoc. Ma non si nascosero i dubbi di molti sulle effettive possibilità del governo Prodi di centrare l’obiettivo europeo.

Le trattative si fecero convulse fino all'anno 2000 quando finalmente si stabilì l'ingresso alla Moneta Unica.
E proprio durante la sua Presidenza alla Commissione europea ci fu con Prodi il 1º gennaio 2002, l'entrata in vigore come valuta corrente dell'Euro. E che fissò anche la conversione della precedente moneta con la nuova.
Lire 1936,27 per 1 Euro, contro 990 lire per il Marko tedesco. Un paradosso !!

A Bolzano e in tutto l'Alto Adige, dove arrivano milioni di turisti tedeschi, questi con i loro Marchi in mano spendevano meno della metà rispetto a un italiano. E facevano incetta di ogni bene disponibile sui nostri mercati. Fu una pacchia !!! E chi incassava marchi si guardava bene di non portarli in banca. Salvo essere scemi.
I negozianti con i Marchi in mano vanno nella non lontana Innbruck è acquistano ogni cosa e la pagano la metà se si rifornissero invece in Italia. Una anomalia pazzesca.
Questo ns. ingresso nella Ue fu allora penalizzante per il nostro Paese? Solo Penalizzante? No, fu invece un disastro !!
Prodi aveva fatto rilevare in precedenza che era interesse dell’Italia entrare ad un cambio più svalutato possibile, per non danneggiare le esportazioni. Ma in Germania il cambio d'ingresso fu un gioco facile nel contenere la sua inflazione - che invece avvenne in Italia, dove un prodotto che costava 10.000 lire si trasformò presto in 10 euro (che diventano 20.000 ex lire)- e quindi la Germania ci guadagnava in competitività, senza rischiare una sua rivalutazione del cambio nominale.

Fu così che si costruirono degli enormi squilibri che abbiamo pagato e che paghiamo ancora oggi. Dopo, il problema non fu solo quello del controllo dei ns. prezzi interni, ma giunse quello più critico: quando la Germania vendeva molti Btp italiani che possedeva in gran quantità, andò a creare a nostro svantaggio lo Spread
(termometro del rischio percepito da un Paese sui mercati finanziari, una differenza di rendimento tra due titoli dello stesso tipo e durata, uno dei quali è considerato un titolo di riferimento).
Nel 2011, le agenzie di rating anticiparono l'esplosione della crisi del debito e l'impennata del differenziale Btp-Bund. Alla borsa ci fu il panico: lo spread a inizio del 2011, il 4 gennaio era a 173 punti, il 30 dicembre era volato a 574 punti.
Ci fu un immediato declassamento dell'Italia, che fece precipitare in basso l'allora Governo Berlusconi che poi il 12 novembre buttò la spugna dando le dimissioni, facendo nascere il nuovo governo di Mario Monti (dopo averlo Napolitano, nominato senatore a vita).
(In Germania la Ft Deutschland senza giri di parole scrisse che Monti era "gradito come premier. Lui ha tutte le qualità che mancano a Berlusconi".
Ma già un mese prima (con ancora al Governo Berlusconi) a Bruxelles al Consiglio Europeo mentre la Merkel si intratteneva con Sarkozy chiesero ad entrambi se avevano ancora fiducia nel governo Berlusconi (che era ancora in piedi) . Davanti alle telecamere di mezzo mondo, guardandosi l'un l'altro, scoppiarono in una fragorosa risata.
(video https://www.youtube.com/watch?v=nKwVAKj5tvU
(A questo punto qualcuno mise in dubbio le vendite tedesche con quella enorme quantità di ns. Btp, che queste non erano vendite spontanee ma cessioni volute e ordinate dall'alto per mettere in crisi il Nostro Paese e il Governo Berlusconi. E ci riuscirono!! Si fecero un regalo da soli cedendo a vagonate i nostri Bpd).

Ma il regalo l'Italia l'aveva già fatto nel 2002. Romano Prodi nell'occasione dell'entrata in vigore della moneta unica era stato molto ottimista "Con l'Euro lavoreremo un giorno di meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più". (!!!!!!! ?????) Cos'era, era questa la parola di un Mago dell'economia?
E disse anche in TV - spavaldo e ottimista - "Abbiamo portato l'Italia in Europa, adesso nostro compito é quello di portare l'Europa in Italia".
Aveva dimenticato il regalo fatto ai tedeschi con il loro ingresso a 990 lire per ogni loro marko. Se andava a Bolzano o a Merano avrebbe capito subito subito subito dove sarebbe arrivata la Germania della Merkel (che andava pure lei in vacanza in Alto Adige, a Solda. Ma io pagavo a Solda l'albergo 100 Euro al giorno che erano 200.000 delle mie vecchie lire; lei pagava invece 100 euro-Mark. Una pacchia !!

MA POI PRODI 13 ANNI DOPO FECE MARCIA INDIETRO.
Nell'intervista del 4 marzo 2015, all'on. Fassina disse Prodi: "noi abbiamo sbagliato a entrare nell'Euro"
"Abbiamo fatto degli errori politici. Abbiamo pensato a uno scenario che non si è verificato. Si è sognato un'integrazione politica che non c'è stata. L'Euro non solo non ha avvicinato i Paesi, ma anzi li ha allontanati. Ha divaricato le opinioni pubbliche degli Stati. L'integrazione politica é stata minata dall'Euro stesso"
"ABBIAMO FATTO UN ENORME REGALO ALLA GERMANIA. NOI IN QUEL 2000 AVEVAMO SVALUTATO LA LIRA DEL 600%".
BRAVO !!! Ha impigato 13 anni per capirlo. Ma se andava a Bolzano lo avrebbe capito subito!!!
https://scenarieconomici.it/romano-prodi-leuro-e-un-enorme-regalo-alla-germania/

Eppure oggi si parla di Prodi come un probabile inquilino al Colle, antagonista di un altro vecchio come lui, detto "il patriota". Che però ultimamente ha detto pure lui "Ciao Italia" ed è andato a mettere la sede della sua azienda in Lussemburgo.
Come del resto -da tempo- hanno già fatto altri famosi brand dell'Italia tutta.
Ci restano però i venditori di noccioline, e fra poco avremo solo i gusci.

Ma cosa c'era stato prima, nel VENTENNIO?
Che alcuni improvvistai antifascisti con farneticazioni varie accostano in modo denigratorio quei risultati economici.


Periodi ..........Reddito......... Consumi ..........Investimenti


1861-1921.... reddito 1.1 -- consumi 1.1 -- investimento 1.8
1921-1940.... reddito 2.1 -- consumi 1.4 -- investimento 5.7 (!!!!!)
1940-1951.... reddito --------- consumi ---------- investimento
1951-1993 ....reddito 3.2 -- consumi 3.6 -- investimento 3.2
(nel framezzato periodo del"Miracolo Economico" anni '60-63 ci fu un Pil medio del 6,8. con punte del 8,3
poi si iniziò a tornare indietro
1970-1993 ..... reddito 2.2 -- consumi 2.4 -- investimento 0.7
(fonte ISTAT)

Questo confronto sopra risulta che lo sviluppo del reddito del ventennio 1921 – 1940 fu superiore al migliore precedente periodo di sviluppo del periodo liberale.

Dovremo attendere la fine degli anni '50 e inizio '60 - il breve periodo del "Miracolo Economico" (senza regole, con il "Commercio Libero" - "Senza Licenze" - che era però il ritorno di una "Legge Fascista" che gli antifascisti vollero poi subito cancellare) che però furono e diedero le componenti più efficaci dello sviluppo e del consumistico benessere di quegli anni. Di media ci fu un PIL del + 6,8% annuo, toccando nel '60-'61 anche l'8 % e l'8,3%. Quasi tutto avveniva in contante, perfino gli stipendi venivano pagati in contanti messi dentro nella cosiddetta "busta paga".
Ma poi arrivarono le "gelosie" delle banche e dei "politici" creando i loro "feudi", insediandosi nei Comuni, Province, Regioni, creando Annone, Consorzi, Ulss, singolari Aziende Pubbliche, o come "Padrini" (i "tangentaroli" onnipresenti ) anche in quelle private. In più burocratizzarono ogni cosa. Ci fu l'introduzione dell'IGE. Che costrinse 500.000 negozi a chiudere. Sostituiti subito dalle grandi catene distributive. (dei potenti: 144 erano della Montedison (Standa), 61 della Ifi Fiat (Sma) , 51 del gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 de La Centrale (Pam). Quasi un monopolio nella distribuzione alimentare del grande capitale. Anzi in breve un monopolio vero e proprio! Che fece gola anche a sinistra, quando questa si inventò iniziando dalla Romagna le Coop (cooperative, per contenere i prezzi degli operai). Ma in seguito diventò anch'essa una Società per Azioni.

Indichimo quei risultati raggiunti nel periodo d'oro dal '36 al '38, che non si possono ignorare. Nonostante i denigratori del "pensiero comune", che dissero che era allora tutto marcio, solo perchè era fascista. Ma le cifre - fasciste o no - erano di una economia in crescita e sempre più notevole oltre che stimolante.

Il frumento nel 1922 da 43.992.000 quintali passò nel 1938 a 80.918.000.
Come reddito la percentuale della produzione agricola era ancora del 43 %, poi nel 1940 la quota era scesa al 26 % mentre la produzione industriale era salita ad oltre il 30%.
Mentre le attività terziarie e la Pubblica Amministrazione erano il 44 per cento.
Sullo sviluppo degli investimenti, nel periodo 1861-1921 era di media del 4.5%, mentre nel periodo 1921 – 1940 si passò al 15-20%.
Proprio sugli investimenti lo sviluppo dal 1921-1940 fu del + 5,7 per cento annuo pari a quello (anomalo) del “miracolo italiano” a fine 'anni 50 primi anni '60 che fu del + 6,8 per cento annuo, con punte dell'8,3%.

Poi venne la guerra.
Durante questa ('40-'42) ci fu una inflazione del 18-30 %, ma - iniziando dal Sud e Centro Italia - con la sostituzione delle lire con le AM-LIRE l'inflazione fu disastrosa. Nel 1943 era già del 68%, poi il 100% nel '44, poi il 200% nel '45, infine il disastro nel '46, 1000 lire valevano 100 am-lire. Con pianti e disperazione di quasi tutti gli italiani; le lirette da un giorno all'altro non valevano più nulla. E chi possedeva qualche gioiello, se l'era già venduto nei 5 anni precedenti per la fame.
(Io nelle sere de '42 con la mia solita 1 (una) liretta in mano andavo a prendere sotto casa all'osteria il solito litro di vino per la cena. Ma nel '44 per farmelo dare ci volevano, 5 am-lire, poi 8, infine nel '46-'47, 10 am-lire.)

In più l' amministrazione bellica degli alleati, disincentivò del tutto non solo il risparmio; mediante l’esproprio dei crediti verso lo Stato che distrusse tutto il risparmio degli italiani prestato allo Stato: Non fu restituito più nulla. Inoltre tutto ciò che alcuni avevano avuto dallo Stato, nel dopoguerra erano sparite le liste. Lo sapeva (ereditando queste liste) solo Cuccia, il genero di Beneduce. Lui con la creazione della sua Mediobanca diventa il vero centro del mondo finanziario.
(Una vaga lista forse sfuggita, con qualche nome e comparve su un giornale; vi era elencata una acciaieria destinataria di fondi dello Stato, subito dopo seguivano i fondi dati a un'azienda che incrementava la coltura del lupino, poi una immobiliare, poi una cartoleria, ecc. ecc. Sembrava una banale lista degli appunti di un bambino di 10-12 anni). E questa lista la conosceva benissimo e ce l'aveva in mano solo Cuccia

Fu insomma distrutta l'intera Opera di Beneduce, soprattutto l'IRI con le sue partecipazioni statali del sistema bancario, con dentro il 25% di tutta la "raccolta" bancaria italiana, il 25% della produzione elettrica nazionale, il 57% dei telefoni, il 43% della produzione siderurgica, l'80% delle costruzioni navali, oltre notevoli quote nell'industria meccanica minore.
Iniziò per alcuni la "Grande abbuffata", i "Carrozzoni" dei "Padrini", quella che poi nel '73 Scalfari chiamò "la Razza Padrona" (Dentro uno Stato che in pochi anni (esulando quasi sempre dall'economia e dal buon senso) con la spregiudicatezza privatizzò tutto, aziende strategiche, istituti di credito, o dando in gestione-concessione per quattro soldi, demanio, beni pubblici, telefonia, elettricità, industrie navali, porti.
Uno smembramento dell'IRI (SME ecc.) lo fece Prodi quand'era lui il Presidente (ma anche consulente della Goldman Sachs - e nello stesso tempo Garante del Sistema). Diventato poi Presidente del Consiglio a sostituirlo all'IRI ci va Gian Maria Gros, che guida la liquidazione dell'IRI, vende "Autostrade" (già Atlantia S.p.A.), e dal 2016 diventa Pres. del C. A. della Banca Intesa Sanpaolo.
Chi altro diventò subito e in seguito funzionario di tutti questi beni? come presidente; vicepresidente; amministratore delegato; direttore generale; consigliere o consiglio di sorveglianza; consigliere o consiglio di gestione; consigliere di amministrazione. E cosa guadagnavano ? Stipendi da favola !!!
Abbiamo qui una lista pubblicata ancora nel 2007 da Il Sole-24ore
https://st.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/stipendi-manager_PRN.shtml

Mentre gli stipendi e i beni di consumo vari degli italiani dal 1945 al 2000, LI ABBIAMO QUI >>>>>>>>>>

Ma da vedere anche gli effetti che il "Miracolo" fece con il "CONSUMISMO" QUI >>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

Tornando a Vespa, non ho capito questa sua analisi negativa che lui chiama "Rovina". A me è sembrato che nel raccontare i fatti li ha focalizzati poco e non abbastanza, un po' troppo superficiale. C'è molto poco sulle vere origini dei fatti. Anzi li porta verso una parte sola, mentre si potrebbero criticare con più compostezza gli avvenimenti sia in positivo che in negativo. Lui invece è andato tutto sul negativo facendo un favore a chi considera Mussolini uno che "rovinò" l'italia, cioè il male assoluto .
Lontanissimo poi il paragone fra i due dittatori. Mussolini cercò di dare come abbiamo visto sopra un po' di dignità e prestigio all'Italia, mentre Hitler predicava alla sua gente solo odio - e non solo a carattere razziale - perché per Hitler francesi e inglesi, ebrei e poi anche i russi, era tutta gente da disprezzare.
Poteva - dopo la guerra del '40, creare una grande Unione Europea e con questa - di fatto - diventare la più grande potenza economica e produttiva mondiale. Ma il povero caporale con la sua "pseudologia fantastica" volle strafare e si fece schiacciare come un fastidioso verme proprio nella sua Berlino !!! E credo che anche molti tedeschi lo disprezzano, per non aver saputo cogliere Hitler quella "realistica" "Grande Occasione".
Lui in Russia andò a "distruggersi". Anche se Mussolini - con quella lettera vista sopra - era stato molto profetico!

 

TORNIAMO A VESPA. Proprio lui - che prima aveva scritto il libro "Perché l'Italia amò Mussolini". Dando scontato che gli italiani lo amavano Mussolini, che gli tributavano un largo consenso, che lo elogiavano e lo ammiravano.
Ma come mai in pieno antifascismo espresso oggi solo con il "pensiero comune" si possono ancora fare simili apprezzamenti? - . Ma lui é Vespa, se fosse stato un altro gli antifascisti di oggi, lo avrebbero linciato. Come linciano oggi uno che fa un semplice saluto con la mano che sembra quello fascistico di Starace.
Vespa però sa che in Italia (di nascosto ci sono ancora tanti ammiratori) e escrivere su Mussolini fa vendere libri, presentadoli su tutto l'universo mediatico di Dx di SX, in cielo e in terra.
Del resto nel '36 il fascismo mussoliniano lo ammirava perfino Togliatti (abbiamo visto sopra il suo proclama) che incitava i suoi "compagni fascisti" di adottare il programma di San Sepolcro. Ma anche nel dopoguerra abbiamo visto molti entrare nella sinistra e fare carriera politica, e uno che era dentro i GUF é diventato perfino Presidente della Repubblica. E perfino la nuova compagna dello stesso Togliatti, Nilde Jotti >>> era una fascista. E così anche il marito di Liliana Segrè, Belli Paci, che ancora nel 1976 era nelle liste elettorali del MSI di Almirante. Ma tutti questi - nel '36-38 - non erano nelle piazze ad applaudire con orgoglio Mussolini?

Invece ora Vespa ci racconta come Mussolini "rovinò" l'Italia !!. Sembra un paradosso, una inversione, rispetto a quell'altro libro sopra accennato: "amato", dove lo si può anche capire, forse perché ha una somiglianza stupefacente che ricorda molto proprio Mussolini. Ci fu anche una diceria (o malizia mentre altri dissero una bufala) di Alessandra Mussolini - che in TV nel 2005 a Striscia la Notizia - scherzando e mettendo a confronto due foto di Mussolini e di Vespa, disse che lui era un suo parente, un suo zio, perchè lui era un figlio (occasionale) di Mussolini. "Lui è tutto mio nonno, ha una caratteristica distintiva della famiglia Mussolini".

in rete .... https://www.true-news.it/politics/bruno-vespa-figlio-di-benito-mussolini-storia-di-una-bufala-che-dura-da-venti-anni

Vespa ha negato, ma è stato al gioco, anche se infastidito; e questa diceria é poi diventata una nota bufala, una leggenda metropolitana, ma tornata più volte in TV; come a Canale 5 nel 2010; ancora da Barbara d'Urso a Domenica5 l'anno dopo. Ma che alla fine quasi non dispiaceva affatto a Vespa, visto che vorrebbe interpretare un film proprio mettendosi nei panni di Mussolini. (di sicuro forse piacerà la sua interpretazione quando dovrà fare i discorsi sul balcone di Piazza Venezia). Insomma non gli dispiace proprio sentirsi un presunto erede, nonostante si dica in giro che tutto questa storia è una bufola.

Sua madre - Irma Castri - si era sposata il 24 luglio 1943. Mentre partorì all'Aquila questo figlio Bruno il 27 maggio del '44. (ovviamente concepito 9 mesi prima).

9 mesi prima, fino al 12 settembre 1943 - nell'Albergo di Campo Imperatore (Aquila) c'era confinato Mussolini. (I maligni dicono che lei era in servizio in quell'albergo e che accudiva il Duce. - Ma probabilmente fu solo l'aria del Gran Sasso, se ci andava in vacanza come molti aquilani, che scesa poi in città nel reparto maternità, con se portò solo l'apparente DNA dei tratti somatici di Mussolini. E per tale ragione - solo apparente - la bufala e le malignità possono benissimo essere smentite.

Sono solo scherzi della natura.... Bellezza!


( stessa cravatta e sguardo serioso e penetrante)

FINE

Vi ho tediati ?
Mi scuso. Non lo farò più in futuro. Del resto alla mia età di futuro me ne resta molto poco.
Una sera verrà a trovarmi la "Signora" in nero e mi dirà
"lascia perdere questa vita terrena, vieni via come me io ti prometto l'eternità".
Io risponderò " E COSI SIA !"

 

Intanto gli Italiani si godranno o.... si scandalizzerano nelle prossime elezioni.
E altrettanto forse faranno quando ci sarà in luovo Presidente della Repubblica
Speriamo che gli italiani abbiano buona memoria della Storia di questo Paese Italia.

Riguardo proprio a quel sottotitolo di Vespa con quell'accenno a Draghi, sembra palese che gli stringe un occhio, ma sembra solo una genuflessione all'autorevole politico (oltre che buon tecnico) che abbiamo oggi, in mezzo a tanti nanerottoli, che dentro un Parlamento auspicano, lo vogliono ancora e sono positivi verso di lui come Presidente del Consiglio: ma poi troviamo gli stessi ostili e negativi a vederlo come Presidente della Repubblica, indicandone un altro, un vecchietto "patriota". C'é anche Casini, dall'83 che è li sulla poltrona, grazie alla sua emigrazione in tutti i partiti (10) , dalla Dc a Forza Italia con dentro l'MSI di Fini, fino ultimamente nel PD. Manca un anno ai suoi 40 anni di carriera parlamentare (piena di 8 vitalizi). C'é poi D'Amato che, chi ha oggi 70-80 anni ricorda bene il suo "Prelievo Forzoso" dai Conti Correnti. Il suo nome diventò il contrario del suo cognome. E Prodi? con il suo (da lui ammesso) fallimento dell'Euro? Poi ci sono i tanti che hanno l'Alzheimer, e questi non ricordano il male che hanno fatto all'Italia. Ma non l'hanno dimenticato gli Italiani.

Se si verificherà questa bocciatura al primo colpo, sarà come dargli un gran schiaffo a Draghi.
E non credo proprio che lui se escluso per il Colle, seguiterà ancora a fare il Capo di un simile ambiguo Governo.
Forse dirà come i tanti industriali "Ciao ...Italia", "mi vado via!!!" . All'Estero !!
Dirà: "Spartitevi da soli per i vostri affari i 209 miliardi in arrivo del Recovery Fund".
Visto che sono proprio per questi soldi che tutti i rivali di Draghi vorrebbero metterci loro le mani.

ma la saggezza sarebbe quella di farsi da parte.....
Draghi non è solo quel nome che porta, ma potrebbe diventare
il più prestigoso Capo di Stato di tutti i Paesi della UE.
L'Istituto Demos, proprio Draghi lo indica il "migliore” politico a livello internazionale oltre che nazionale.
Abbiamo forse oggi in Italia uno pari a lui? Ma per favore !! Siate realisti !!

AUGURI !!!