PAGINE NERE di ieri
E OGGI ?

(al "grido "Guerra Guerra, il popolo prorompe con altissime ovazioni". Nessuno aveva le mani in tasca !!!!)
Ma se non erano "fascisti" dovevano allora rimanere a casa !!! Non scendere in piazza!!
(soprattutto quelli che si dichiarano oggi "antifascisti" erano allora tutti presenti!! )
Poi nel '53 ci fu "la Legge Scelba" con il reato di APOLOGIA. (ma era una "truffa" per prender voti)
Ma poi (
zitti zitti anche qui per prender voti ) nel 1994..... (a fondo pagina)

"

E VEDI ANCHE
"LA LIBERAZIONE" >(o Resistenza?)>>>>

<<<<< QUI TABELLA DI 34 LINK
TUTTO SUL VENTENNIO FASCISTA

LA GUERRA DI MUSSOLINI
VOGLIAMO ESSERE "UN PO'" REALISTI ?
o giriamo il mestolo dentro la pentola
SENZA VOLTARCI?
con gli italiani ieri TUTTI "fascisti" e oggi TUTTI (?) "antifascisti"

 

"Fascisti" erano tutti gli italiani. TUTTI !! Anche con nomi eccellenti
Lo era Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Aldo Moro, Indro Montanelli, Pietro Nenni, Pietro Ingrao, Pintor, Alessandro Natta, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Carlo Bo, Emilio Taviani, Giorgio Almirante, Giovanni Gronchi, Enrico De Nicola, Giovanni Leone, Carlo Azeglio Ciampi, e tanti altri; erano tutti 21enni che avevano vissuto il "Ventennio" partecipando alle manifestazioni del regime, frequentando le Università (GUF) e anche molti di loro scrivendo nei vari fogli fascisti.
(molti li ritroveremo dal dopoguerra in poi (fino ad oggi) nelle file del PCI, della DC, del PSI ecc. e nelle poltrone dei vari governi e anche come presidenti della Repubblica)
Furono questi assieme agli altri italiani, giornalisti, borghesi, industriali ecc. a sollecitare Mussolini, prima la Guerra in Somalia, poi a voler intervenire ("perché ci siamo alleati a fare?") a fianco di Hitler nella sua vittoriosa guerra alla Francia.
In quest'ultima Hitler, dopo la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Austria, e relegata sull'isola la inerte l'Inghilterra, stava dominando e egemonizzando l'intera Europa.
A quel punto scattò l'allarme!!
In primis in USA.

Cosa sarebbe accaduto in USA, visto che ancora nel '40 tutti i suoi problemi della "Grande depressione" non erano stati ancora risolti? Tanto più che il popolo americano non voleva una guerra in Europa (il 90% !!).
A convincere i riottosi americani a intervenire in guerra ci fu oscuro attacco a Pearl Harbour > > del 7 dicembre del '41. Nella grande indignazione (che forse era quello che sio voleva) oltre gli USA
a dichiarare guerra al Giappone, dopo aver violato il principio di reciproca neutralità - che la Germania aveva fino allora rispettato - navi americane aprirono il fuoco contro sommergibili Tedeschi creando dal 10 dicembre in poi un reciproco stato di guerra tra i due Paesi.

Ma anche l'alleato Mussolini il giorno dopo dal balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla festante che applaudiva annunciò la sciagurata di guerra contro gli USA.
Il giornalista, Ansaldo, con ironia, scrisse : «Ma il Duce l’ha mai visto l’elenco dei telefoni di New York? Qui ci sono 1.072.889 apparecchi, negli Stati Uniti 21.679.000 mentre nell'intera Italia 333.007. In USA vengono immatricolate in due giorni le auto che noi immatricoliamo in un anno. In un solo mese producono l'armamentario che in Italia abbiamo realizzato fino al 1941"

Quando poi il 9 luglio '43 gli americani sbarcarono in Sicilia, a Feltre il 16-19 luglio mentre Mussolini incontrava Hitler, il Generale Ambrosio, chiese al Comando Tedesco l’invio in Meridione di alcune divisioni per fermare gli angloamericani. Considerati gli "invasori" i "nemici", forti di 2 590 navi di ogni tipo e 4 900 aerei di cui 3 200 bombardieri che non risparmiarono con le loro bombe le città siciliane (ma in seguito anche tutte le città italiane). Pochi giorni di battaglie e in Sicilia ci fu la resa totale agli "invasori". Che furono accolti come "liberatori"; e visto che l'Italia era divisa in due, addirittura volevano distaccarsi e ambivano a una "Stella" Usa, cioè diventare uno Stato Americano.
Il 29 agosto Eisenhower atterrò a Catania accolto da Montgomery. Poi lo stesso Montgomery iniziò a risalire dalle Puglie la penisola verso Pescara, per cacciare i "nostri alleati" tedeschi, che come detto sopra, erano stati chiamati a intervenire per difenderci dagli "invasori", dai "nemici" inglesi e americani.
( più dettagli di questo periodo - compresa la famosa "FUGA" a casa mia dei reali, in IO C'ERO >>>>


Ma a quel punto - molto critico - il 3 settembre l'Italia a Cassibile stava firmando l'armistizio, reso poi noto da Badoglio solo il giorno 8.
Se non lo firmavano vi erano cinquecento aerei già pronti per bombardare Roma. Ciò che avevano già fatto (con 300 bombardieri il mattino e altri 200 nel pomeriggio il 19 luglio, mentre Mussolini era a Feltre con Hitler).

Ma quella firma a Cassibile non era stata fatta su un "armistizio" ma era una "Resa incondizionata" con "disarmo totale" cioè la consegna ai "VINCITORI" delle 3 armi, Esercito, Aviazione, Marina.
Ma si può ben dire che da quel giorno del '43 iniziò la vera guerra in Italia, con i bombardamenti in tante città, e la formazione poi della RSI in Alta Italia, che diede inizio - con molte diserzioni nella stessa - alle bande di partigiani. A quel punto la lotta si trasformò in guerra non solo contro i nazisti, ma in una guerra fratricida tra italiani che erano ancora fascisti e quelli che erano diventati improvvisamente "antifascisti". Questi disertando erano scappati sui monti operando nella clandestinità e proprio per questo erano oggetto di retate e rastrellamenti, fatti non solo dai nazisti ma da italiani che erano - volenti o nolenti - nelle loro file.

In quei mesi, singolare fu la sorte di Fausto Coppi, che era già diventato un mito. 20 enne aveva già vinto un Giro d'Italia, ma anche lui militare del Regio Esercito, fu catturato in Tunisia dagli angloamericani nel '43 ed era finito in un campo di concentramento fino all'11 novembre del '44. Poi gli inglesi - benevoli - gli offrirono di arruolarsi con una divisa fittizia nei servizi delle retrovie guidati dai loro uomini a Napoli.
Ma paradossalmente anche suo fratello Serse pure lui militare nel Regio Esercito - in Piemonte
-
catturato, fu arruolato ma di forza nella RSI per dare la caccia ai disertori fuggiti sui monti (i partigiani).
Questa fu la guerra fratricida
: due fratelli che a loro insaputa si combattevano l'un l'altro.


Poi gli italiani visto che gli "invasori" (liberatori con i "liberator") bombardavano e vincevano, oltre ad avere anche una gran fame, iniziarono a montare sul "carro dei vincitori", che impropriamente (ma loro non l'avevano mai chiesto di esserlo) furono chiamati "ALLEATI".
Terminato lo stallo in Emilia (Linea Gotica) gli Angloamericani invasero in pochi giorni la Pianura Padana, - dopo che i nazisti avevano già firmato la resa con Wolff. (Mussolini ancora il 25 non lo sapeva ancora, ma alcuni capi partigiani sì, perché si erano incontrati in gran segreto in Svizzera, ecco perché fecero confluire su Milano tutte le bande di partigiani; che infatti non diedero più la caccia ai nazisti, già in ritirata, ma solo ai fascisti. E sappiamo come andò poi a finire. (Dongo, Piazzale Loreto ecc.)

(Altrimenti fin dal febbraio era già pronto Harris >>originale top secret >> pronto a polverizzarla. Addirittura saputo che in Usa si stava testando una nuova micidiale bomba (l'Atomica) la voleva subito usare. Gli dissero di no perchè non era ancora pronta. Lui allora 13 e il 15 febbraio 1945, dirottò i suoi già pronti 500 bombardieri per andare a fare il massacro di Dresda).

Gli Angloamericani poi appena giunti e "liberata" Milano il 29 aprile .... per prima cosa chiesero il disarmo delle "Bande di Partigiani" e la consegna delle loro armi.
La cosiddetta "Liberazione" fu fatta insomma dagli Angloamericani. Quelli del CNL dovettero sfilare per loro conto in borghese e disarmati. I "liberatori" in quelle stesse ore, erano rimasti inorriditi dalla "macelleria" di Piazzale Loreto.
Mentre a Parigi a sfilare con i "liberatori" ai Champs, Elysees c'era in testa De Gaulle e Churchill.
Anche il cardinale Schuster (lui che fino allora aveva sempre benedetto i gagliardetti fascisti, e celebrate messe ai soldati in partenza per le guerre, iniziò a benedire a Piazza del Duomo, i camion che arrivavano pieni di aiuti alimentari, chiamandoli "Doni di Dio".
Ma alla Conferenza di Pace a Parigi >>ORIGINALE QUI >>, dove
l'italia non era stata nemmeno invitata a partecipare, i "Vincitori" seguitarono a chiamare gli italiani "Nemici". Non "ALLEATI" !!!

TORNIAMO AGLI INZI


L'accusa ricorrente dell'"antifascismo" a Mussolini é sempre stata quella di aver scatenato una sciagurata guerra.
Gli italiani - ma lo dissero dopo - non volevano, anzi dissero che non erano mai stati "fascisti".

Innanzitutto guardiamo al nome FASCISMO.
Si dava del "fascista" (Mussolini non era ancora nato) agli appartenenti del "Partito Operaio Italiano" di orientamento socialista, operante nel 1882, dove nei vari scioperi i lavoratori in rivolta agivano con atti di violenza, distruzioni e saccheggi; nel 1883 viene fondato "FASCIO OPERAIO". Voleva questo essere indipendente da tutti gli altri partiti e si credeva maturo per far da sè, senza ricorrere agli "operai del pensiero" (gli intellettualoidi) ma solo al vero proletariato.

A Catania nel 1891 nacque il "Fascio dei lavoratori" guidato da De Felice Giuffrida, (1859-1920), deputato socialista indipendente. Il movimento si diffuse a Palermo guidato da Garibaldi Bosco a cui se ne aggiunsero altri in tutti i capoluoghi dell’isola. Fino a contare l’adesione di circa 300.000 lavoratori (fra braccianti, minatori, artigiani ed anche piccoli proprietari e commercianti),
Ma Fasci operai si erano chiamate anche numerose organizzazioni che avevano fatto capo all’Associazione Internazionale dei Lavoratori. In seguito il termine “fascio” venne utilizzato perfino dai cattolici di Milano (1899; Fascio Democratico Cristiano), così pure dagli interventisti (1914; Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale) prima ancora di essere adottato da Mussolini (marzo 1919; con i "Fasci di Combattimento").

Questi, "manipoli di violenti" in rivolta, c'erano anche quando ci fu la scissione socialista di Turati e di Matteotti, e fu data anche a questi agitatori la nomina di "Fascisti". (il segno distintivo, cioè questa nomina era dunque di sinistra. E ammiratore dei fascisti lo era anche Togliatti; ed erano fascisti fino al 1940 anche Adriano Olivetti, poi fino al 1943 - come visto sopra - anche Aldo Moro, Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari. Che scrivevano su fogli fascisti !!).

Uno di questi agitatori socialisti, che si era schierato con l'ala rivoluzionaria del partito era allora un giovanissimo MUSSOLINI. Ma che cercò - ma solo dopo la guerra - di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria, attaccando le istituzioni sia politiche sia religiose sia imprenditoriali. (Lui del resto come socialista quindi anche lui fascista di sinistra, era stato a capo di alcuni scioperi e aveva partecipato nel '14 a una "Settimana Rossa" con minacce alle organizzazioni padronali, finendo pure agli arresti). Poi nel dopoguerra, lui cambiò registro, e si preparò alla famosa svolta del '19 a Piazza san Sepolcro al n. 9 nel salone dell’Alleanza industriale e commerciale, Sul "Popolo d'Italia" si scrisse "é stato creato l'antipartito per far fronte al pericolo distruttivo della sinistra".
(discorso San Sepolcro >>>>> )

Seguì poi il famoso "Biennio Rosso" con violenti scontri, occupazioni di fabbriche. Poi ci fu un confuso "Sciopero legalitario" ma nel farlo tanti operai lo disertarono, ne avevano abbastanza di lottare senza mai concludere nulla. E qui nelle loro delusioni ne approfittarono e risposero in massa gli industriali con le "serrate". Fu la fine!! Anche quando gli operai - dopo gli scioperi - volevano ritornare a lavorare le fabbriche le trovavano chiuse.

Salvemini definì lo "sciopero legalitario una "Mossa pazzesca, Moralmente un delitto, Politicamente un errore" fu un vero e proprio suicidio dell'intera sinistra di ogni corrente.

Nel corso del '21 vi erano stati 643 scioperi nelle fabbriche, 37 nelle campagne. Questi scioperi, le occupazioni, le spedizioni punitive, erano le sole e uniche armi di ricatto delle sinistre, e salvo fare una rivoluzione vera e propria con i loro argomenti non ne avevano altre più convincenti.
Ma anche una rivoluzione se proprio la si voleva fare, i conti non tornavano. Se i lavoratori già disertavano gli scioperi, figuriamoci fare una rivoluzione, gli scioperi avevano stancato proprio tutti. Già mancava lavoro figuriamoci quello di starsene a casa o nelle piazze con iniziative inconcludenti e con incapaci parolai.
Le sinistre volevano sì porre fine "ad ogni azione violenta contro le civili libertà", ma ovviamente non erano d'accordo che tale imperio valesse anche per i "fascisti" di Mussolini. E come già accennato era della sinistra il "marchio" fascista. Ma alla fine a Mussolini gli rimase cucito addosso.

La borghesia, questa e non solo questa, trovò nel fascismo mussoliniano l'unico valido strumento per farla finita con i "rossi". Che ormai erano in piena disgregazione. Altro che coalizzazione e alleanze di forze proletarie. Nelle segreterie dei partiti, nei numerosi sindacati (spesso ignorati dalle prime) ognuno aveva non solo le proprie idee, ma alcuni non le avevano affatto. Tutti annaspavano, dilaniati da fazioni con reciproche accuse. Ne' valse proprio nel '21 fondare il nuovo partito chiamato "comunista". (guardando a Est, a Lenin, ma soprattutto a Stalin in pericolosa ascesa),

Mentre invece gli industriali invece di disgregarsi si aggregarono ancor di più creando la Confindustria. I Terrieri la Confragricoltura.
Se volevano infierire alla sinistra un colpo mortale, i fascisti non avrebbero potuto fare di meglio! Perfino le masse lavoratrici passarono all'altra parte; e a confermarlo troviamo la Kuliscioff che scriveva pochi giorni dopo da Milano a Turati "...anche qui pare che ci sia un gran esodo degli operai dalla Camera del Lavoro con numerosi passaggi, con armi e bagagli, al fascismo..." (Turati-Kuliscioff, Carteggio, p.558).

Morto BENEDETTO XV, il 6 febbraio '21 veniva eletto PIO XI, Lui prima come arcivescovo di Milano non gli dispiaceva per nulla benedire i nuovi gagliardetti dei fascisti sul sagrato del Duomo. Poi a Roma a piazza S. Pietro (non era mai più accaduto dal 1870) si affacciò alla finestra e benedisse la folla, non solo quella di Roma ma (si disse) tutta quanta la nazione per la "universale pacificazione" che tutti ardentemente sospiravano. Mussolini ("il grande ateo") qui aveva già fatto il suo "primo miracolo", avere i cattolici dalla sua parte (e tessendo la sua tela, già si prepara per avere il secondo miracolo, nel '29)

Una svolta di Mussolini c'era già stata - nel '19 - con il suo programma sansepolcrista.
"Mi sono persuaso che per me la parola socialista é vuota di significato. L’essenziale è produrre... bisogna esaltare i produttori che rappresentano la nuova Italia in contrapposto all’antica dei cantastorie e dei ciceroni... ci sono dei capitalisti che hanno il senso della loro funzione storica e ” osano ”, ci sono dei proletari che comprendono la ineluttabilità di questo ” pròcessus ” capitalistico e vedono i benefici mediati ed immediati che ne possono trarre".

Questo passo è ben individuato, e contiene già, sia pure embrionalmente, uno dei motivi più tipici degli orientamenti mussoliniani. Ed erano buone notizie alle orecchie di chi lo stava ascoltando: i produttori, e i cosiddetti "padroni".
Orientamenti non ancora ben definiti
nel '19, ma poi sempre di più divenne un programma attuabile nel 1921 con gli appoggi della borghesia e gli industriali, dove su 150.000 aderenti, si contavano 4000 industriali, 10.000 professionisti, 14.000 commercianti, 18.000 proprietari agrari, 15.000 impiegati, 7000 funzionari, 20.000 studenti della borghesia, 60.000 lavoratori agricoli.
Infine poi nel '22 con la "Marcia su Roma, Mussolini ottenne il Governo. Con la legalità. Offerta su un piatto d'argento dal Re. (forse perché temeva che quell'uomo avrebbe fatto finire lui e insieme a lui tutta Casa Savoia) - (fu profeta).

Senza il "Biennio rosso" e il fallimento degli scioperi, forse in Italia non sarebbe mai nato il "Mussolinismo", più che "fascismo" che come abbiamo visto esisteva da 30 anni. Ma solo a quest'ultimo poi dalla sinistra furono attribuite le violenze dimenticando quelle esercitate da loro - con lo stesso nome - nei precedenti anni. (anzi un intero trentennio con le loro pagine invitanti a costituire con le "virtù del proletariato", "le Giornate Rosse" e l'"Esercito Rosso", con inviti al "sangue e alla rivolta").

Del resto Lenin aveva dichiarato «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe». Così il suo partner l'ebreo ZINOVIEV (Grigory Apfelbaum; 1883-1936) aveva dichiarato: «Gli interessi della rivoluzione richiedono l'annientamento fisico della classe borghese».

(una nutrita sintesi sui
"Padroni della propaganda" in Russia la troviamo qui in Rete
http://www.i padroni della propaganda.htm

Questa altra ondata semi-ivoluzionaria nei due anni '19 e '20, aveva spaventato enormemente la piccola come la grande borghesia italiana, il mondo liberale così come quello cattolico particolarmente allarmato dall'ateismo ebraico marxista; ma aveva impaurito anche i piccoli proprietari (che in Italia erano 3-4 milioni) con appezzamenti di ca. 1 ettaro, tuttavia pure loro timorosi della confisca in stile bolscevico.
Questa svolta e il "Programma" di Mussolini del '19 - per il successo che ebbe in seguito - l'aveva guardata con simpatia lo stesso Lenin, e l'avrebbe voluto fare TOGLIATTI (come leggeremo in fondo a questa pagina e in altre).

Le"squadracce fasciste nere" sorsero come reazione alle "squadracce fasciste rosse", con il loro invito a costituire l' "Esercito rosso".
Queste ultime (con "le giornate rosse") volevano trasformare l'Italia in una succursale dell'URSS, in una "rivoluzione del proletariato" e si chiamarono pure queste "fasciste" come quelle sorte nel 1883.


Divergenze e scissioni indebolirono tutta la sinistra italiana. Mentre "la rivoluzione" iniziarono sì a farla, ma nelle loro file. Si sfasciarono tra reciproche accuse. Nel '21 a Livorno una corrente si era data il nome di "Comunista". Ma nel '22 tutta la sinistra si era già spaccata in 3-4 correnti. Sempre più inconcludenti e litigiose. Soprattutto perché in Russia non avevano ancora risolto i loro grossi problemi e volerla in Italia imitare era quanto mai azzardato. Perché non era quel "socialismo sociale " che molti sognavano da 30 anni.
Dalla Russia arrivavano non buone notizie, e se arrivavano erano o filtrate o manipolate. Inoltre proprio in questo '22 Lenin il 25 maggio era stato colpito da un ictus. Colpito da paralisi, morirà il 21 gennaio 1924, lasciando il potere come segretario del partito a Stalin.
Lenin ancora cosciente aveva fatto un testamento - che però non fu poi reso di dominio pubblico - dove lui aveva proposto esplicitamente la rimozione di Stalin (giudicato "troppo grossolano", "pericoloso"). Ma sappiamo che già prima dell'ictus, la rottura con l'impetuoso Stalin si era già percepita.
Cosicchè quella forma di dittatura - che secondo Lenin - doveva essere esercitata solo con i mezzi dello Stato, da quel momento iniziò - sempre con più potere ed eliminando gli avversari - ad essere esercitata solo più da Stalin.


ANDREA GRAZIOSI, ambasciatore italiano a Mosca, in un rapporto negli anni dello stalinismo inviò a Mussolini, con chiarezza i drammi della collettivizzazione di quegli anni. Si parlava apertamente delle violenze nelle campagne, delle deportazioni, della carestia terribile in cui la Russia era piombata. Con le tante imposte "gite" dei dissidenti in Siberia. In Russia il Marxismo era ormai tramontato, vi era in atto lo "Stalinismo". Il "Socialismo Sociale" ormai era ormai una Utopia. In Russia iniziava il tragico periodo delle purghe e del grande terrore. E se fosse esistito ancora Marx, Stalin lo avrebbe mandato in Siberia. Il "comunismo" diventò "stalinismo".

LOSOWSKI, presidente dei sindacati operai della Russia sovietica; in un colloquio avuto con giornalisti recatisi a studiare l'organizzazione del regime comunista russo, disse realisticamente.“Se la sperata rivoluzione europea non avviene, la rivoluzione bolscevica russa é condannata a perire. Non possiamo sussistere se il comunismo non si propaga dappertutto. Se rimarremo soli, fatalmente cadremo. Come si potranno conciliare nelle relazioni commerciali l'economia comunista e quella borghese? Nella vita economica internazionale valgono le leggi dei vasi comunicanti; perciò, o noi saremo costretti ad accettare le vostre leggi, o voi le nostre, e ciò in un breve periodo di tempo. Per salvare le nostre conquiste dobbiamo guadagnare tempo, utilizzare anche il più breve respiro, altrimenti è la morte !”.
Questa "profetica" morte avvenne poi a fine anni 80. la Russia si rivelò un Paese che non era fatto di latte e miele nemmeno dopo 60 anni. Pur essendo diventata dal '41 una potenza mondiale sul piano militare, tale da sconfiggere Hitler. Ma anche a iniziare una insensata "Guerra Fredda" con l'altro antagonista dominatore, gli USA.


Mentre nel contempo in Italia vi era stata sempre di più l'ascesa del Fascismo appoggiato dalla borghesia, dai famosi 3000 "Fervidi Assertori"
TUTTI I NOMI QUI >>>>>>. Poi nel '29 fu anche appoggiato dalla Chiesa; e nel '36 (con l'Impero) ci furono poi gli anni d'oro del Regime - anche se totalitario - con gli Italiani tutti "fascisti", il 99,85%.

E proprio in quel '36 ricomparve Togliatti con un accorato appello. Forse lui aveva visto più lontano di Mussolini. Lui non si fidava tanto di quella borghesia a Mussolini ossequiante ma anche infida. Ed aveva forse ragione!!! Ma rimane il fatto che da "antifascista" che era, diventò anche lui "fascista", visto che incitò i "compagni" a "prendere il manganello". Un appello vano, tardivo, perché Mussolini era diventato il "faro" di tante economie. Perfino negli USA quando nel '29 non aveva evitato nè aveva in seguito ancora risolto i suoi problemi, aveva iniziato a guardare al fascismo con quell'apprezzamnento che era stato già fatto a Roma dall'ambasciatore e americano quando aveva affermato che in Italia era in atto «una rivoluzione bella e giovane» che gli stava «piacendo molto». Mauro Canali in "Il fascismo raccontato dai corrispondenti americani" (Marsilio ed.), narra in qual modo (e perché) oltreoceano si fosse diffusa una immagine positiva del fascismo. Insomma in Usa era l’uomo che aveva salvato l’Italia dal bolscevismo. Ernest Hemingway tornato in Italia nel '22 era rimasto affascinato dalla personalità di Mussolini. Così gli inviati che giungevano a Roma facevano le gare per intervistare Mussolini e scrivendo ne esaltavano la ferrea volontà nell’imporre regole a un popolo che con lui stava risolvendo molti problemi.
Sul The New York Times, Isaac F. Marcosson giunse a paragonarlo a Theodore Roosevelt. Dopo la crisi del '29, si invidiavano le scelte di politica economica inaugurate da Mussolini.
Solo quando Mussolini più tardi fece l'alleanza hitlerina, negli Usa cessarono gli apprezzamenti nei suoi confronti. Ma solo perché vedevano in ascesa una Germania sempre più potente, molto più pericolosa dello stesso '29.

Togliatti aveva lasciato l'Italia e andò a prendersi la cittadinanza in Russia. (perchè si sentiva un "miserabile mandolinista; e di valere 10.000 volte di più del migliore cittadino italiano". (CIRCOLARE TOGLIATTI > > > Lui che voleva "bolscevizzare tutta l'Europa !!!".

Ma poi rientrato in Italia nel 44, lui, proprio il Capo del Comunismo Italiano diventò il "Capo dell'antifascismo" e si mise con opportunismo a disposizione del Re e di Badoglio, ricevendone (col consenso degli angloamericani, che non volevano sporcarsi le mani nel comminare condanne a destra come a sinistra) il Ministero di Giustizia. E fu poi proprio lui con una amnistia a cancellare tutti i misfatti non solo dei fascisti ma anche dei suoi compromessi "compagni". E le tante scelleratezze c'erano state sia da una parte come dall'altra.
Ma al governo Togliatti durò poco. Fatto il lavoro sporco fu estromesso dai cattolici della DC. Nel '48 scampò perfino a un attentato. Mancò poco che l'italia sprofondasse in un nuova guerra civile. Scelba oltre che i suoi "scelbini" stava mobilitando perfino l'esercito, visto che alcuni partigiani invitavano a disotterrare le armi che avevano nascoste in quel famoso 29 aprile, quando erano entrati gli angloamericani a Milano, quando a quelli del CLN avevano subito tolto quel potere (oltre le armi) che loro si erano arbitrariamente presi.

Ascesa sì del fascismo, abbiamo detto, ma già nel '38 Mussolini aveva già molti che remavano contro di lui. Alcuni l'avevano utilizzato per i propri piani. Altri lo stavano scaricando. Mussolini lo disse chiaro e tondo il 25 ottobre 1938 in un discorso a Bari. Proprio mentre intendeva prendere le distanza dal "Caporale" che dopo l'annessione dell'Austria era sul confine del Brennero. Minaccioso. E Mussolini piuttosto preoccupato, scelse la "neutralità" non gradita ai "barricaderi" che aspiravano a una "alleanza attiva", cioè "belligerante" al suo fianco.
Mussolini si era già accorto dell'ingratitudine dei borghesi, ecco perchè nel suo discorso accennò al "tradimento della borghesia" e a "quel mezzo milione di vigliacchi che si annidano nel Paese".

Il suo dramma iniziò da quel giorno. Gli rimasero ipocritamente a fianco "i fervidi assertori" ma solo per altri scopi: quello di stimolarlo a una guerra "assieme" a Hitler (vedi poi tutti in coro i giornali !), per poter così incrementare la loro produzione bellica, per ripetere il "miracolo" '14-'18. (quando allora gli industriali in 4 anni decuplicarono sia le maestranze che la produzione). (e come sappiamo anche dal '41 al '45 fecero grossi affari.
A nessun industriale nel '38 conveniva una pace o una "non belligeranza" (neutralità), e nemmeno quella autarchia industriale che Mussolini voleva imporre al Paese. Mussolini quella loro posizione la chiamò a Bari "Tradimento" e "Vigliaccheria".

(In Italia i borghesi erano appunto circa mezzo milione! Mussolini non fece nessun errore nella conta! C'erano tutti !!)

Analizziamo qui bene i fatti
e giriamo il mestolo dentro quel "pentolone" nell'Italia di ieri.


Il più fatale errore di MUSSOLINI fu quando andava convincendosi.... (ma chi - guardando gli eventi - non l'avrebbe fatto!!! Con i borghesi di sopra in prima fila!) .... che Hitler dopo i suoi blitz vittoriosi - soprattutto poi in Francia - che lui conquistasse e mutasse l'intera cartina geografica d'Europa. Ma non lo pensava solo lui. Gli italiani e la stampa che sotto qui alleghiamo ne era tutta convinta e premeva. "Bisognava subito intervenire al suo fianco. SUBITO!!!".

Ma al suo fianco - ricordiamolo - lo erano anche quando Mussolini fondò il Fascismo e i consensi della Stampa non erano mancati proprio dagli stessi borghesi:
ALBERTINI sul direttore del Corriere d. Sera :
"Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani"
.
La Stampa di Torino:
"Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani l' "ordine"".

Per fargli percorrere questa strada, si unirono poi i "Fervidi Assertori" della "Nazione Operante", dove .... (non i cosidetti "giovinastri" o i "teppisti" con meno di 30 anni - cen'erano soli 32 su 3000) - vi troviamo invece i maggiori industriali, finanzieri, principi, conti, marchesi, scrittori e giornalisti e
banchieri. TUTTI I NOMI QUI >>>>>>

E a proposito di Banche, prima del '31 (quando iniziò l'opera dell'eminenza grigia di ALBERTO BENEDUCE), con la crisi mondiale del '29, proprio le Grandi Banche stavano mandando in rovina l'Italia; con cinismo stavano condizionando l'intera economia italiana. Con i fallimenti dei piccoli imprenditori e con le aziende in coma, loro correvano subito al loro capezzale, ma non perché interessate ai macchinari e tantomeno alla gente che rimaneva senza lavoro, ma si prendevano gli immobili. Così in un paio d'anni avevano fatto smettere di far fumare 14.000 ciminiere.

Se già la Grande Guerra aveva creato un disastro le Grandi Banche lo peggiorarono. Mussolini mise fine a questo "sciacallaggio" con un uomo straordinario per le sue capacità (e non aveva nemmeno la tessera di fascista!)
L'opera di BENEDUCE fu l'intervento su 250 complessi finanziari e industriali dando vita all'IRI (un sistema di Partecipazioni Statali, unico in Europa e forse nel mondo, una sorta di "terza via" tra liberalismo e socialismo), salvando l'Italia dal caos economico. I Rappresentanti di Stato dell'IRI sedevano nei consigli di amministrazione a fianco dei grandi capitalisti . Di modo che, Stato, grande industria e alta finanza si controllavano reciprocamente. Fu anche chiamato "Socialismo Sociale".
Ci fu insomma una rinascita. Venendo così alla ribalta anche la laboriosità, l'operosità, la creatività italiana; il resto del mondo andò sempre di più scoprendo il nuovo orgoglio dell'Italia, che aveva creato in quel decennio il brand che si chiamò "Made In Italy".
Che tristezza oggi, i proprietari di imprese del (fu) "Made in Italy", senza alcun controllo, se ne vanno in altri Stati e nei paradisi fiscali dove hanno condizioni fiscali, salariali e ambientali inferiori alle nostre. Ignorando i problemi che poi nascono nel mondo del lavoro, dell'artigianato e dei piccoli imprenditori italiani
Oggi ci sono più prodotti all'estero con il Made In Italy che non in Italia. O quelle rimaste creano le loro Holding all'estero.

(Negli anni del dopoguerra, morto Beneduce lui ci lasciò suo genero Enrico Cuccia. E dove era finito tutto quel ben di Dio che si chiamava IRI ecc ecc.? Fu solo lui, Cuccia l'unico a sapere chi aveva ricevuto soldi e benefici. Cioè chi "aveva dato" (pochi) e chi "aveva avuto" (tanti). Nelle oscure sale della sua Mediobanca (nella sua vita Cuccia non concesse mai una intervista) nacque così sì "Il Miracolo Economico" ma anche la "Grande abbuffata" che poi nel '73 Scalfari chiamò "la Razza Padrona"- Prodi ancora negli anni '90 potè vendere (sperperare) gli ultimi gioielli di quel "ben di Dio". BENEDUCE tutto in QUESTE PAGINE >>>>>>

Ma nello stesso periodo in questione (1929) Mussolini lo appoggiò anche la Chiesa, quando fece il "Concordato". La firma dello stesso, fu fissato (non proprio a caso) il giorno 11 febbraio, Festa della Madonna di Lourdes. Che così doveva fare il "miracolo" > > qui - i colloqui. le trattative, il Trattato e i commenti di tutta la Stampa Estera > >
Infatti Mussolini fu poi indicato dal Clero come
"l'uomo della Provvidenza".

La maggior parte del clero esultò, ritenendolo un trionfo della chiesa dopo l'umiliazione di Porta Pia. Mentre altri più avveduti dubitavano della sincerità degli accordi. Anzi ne temevano le conseguenze. Che poi quasi subito si ebbero, quando furono soppresse tutte le associazioni cattoliche, ed anche nelle università sparì la FUCI e subentrò il GUF, il Gruppi Universitari Fascisti. Che, secondo Benito Mussolini, doveva rappresentare "la futura classe dirigente" d'Italia.
Ma anche formare i "nuovi combattenti"; infatti per la Guerra d'Etiopia del '35 si formarono battaglioni di universitari per la "conquista dell'Impero". Ed altrettanto poi fecero nel '40 con il "Viva la Guerra!!"
(vedi più avanti il manifesto).

Quell'11 febbraio la processione di popolo verso San Pietro, e tutti quei preti festanti per l'"uomo della provvidenza" riempirono il cuore di amarezza ad Alcide De Gasperi. Con questo stato d'animo scrisse: "Contenti i clerico-papalini, contenti i fascisti, contenti i massoni. Mussolini è trionfante.... È troppo tempo che i precetti della dignità vengono trascurati. Insegnare a stare in ginocchio va bene, ma l'educazione clericale dovrebbe anche apprendere a stare in piedi».
Lui che aveva una coscienza vigile fu fortemente polemico, e scrisse "I cocchi dei trionfatori passano schizzando fango sui travolti che stentano a salvarsi sugli angoli della via".... e più avanti: "A palazzo Colonna, riaprendo i famosi battenti, qualcuno crederà di riaprire le porte di secoli in cui s'intrecciarono lo scettro e il pastorale. Ma la realtà del XX secolo non tarderà a farsi sentire, le grandi masse ricompariranno dietro allo scenario". (A. De Gasperi, Lettere sul Concordato, Morcelliana Brescia 1970, pag. 59). Che profeta !!!
(ma di amarezze (fino a morirci) De Gasperi ne proverà ancora nel '53, quandi era diventato ingombrante per la DC. Dopo aver guidato 7 governi, perché nelle elezioni non aveva voluto l'appoggio della destra di Almirante (la DC non prese la maggioranza per pochi voti), gli diedero il benservito mandandolo a casa dove l'anno dopo vi morì. (vedi Biografia di De Gasperi)

Mussolini cavalcando l'onda del consenso clericale del '29, appena 4 mesi dopo, abolendo le elezioni politiche, il 29 giugno vara il suo "Plebiscito" e gli italiani (cristiani o fascisti?) gli dicono SI, il 98,43%, i non fascisti furono 135.773. In quello svoltosi poi nel 1934, furono il 99,85% i non fascisti furono ancora meno 15.215 ---- Significa che votare NO lo si poteva fare!!
Ma gli Italiani erano diventati tutti "mussoliniani". Anche il Papa riorganizzò (ma invano) la sua Azione Cattolica eliminando chi era ostile al fascismo, come Don Sturzo a capo dei suoi "Popolari" (PPI) che dovette - "per non creare problemi al Vaticano" - rassegnare le sue dimissioni dalla segreteria del partito, contribuendo così "alla pacificazione degli spiriti".

Una pacificazione invece non ci fu mai dentro le sinistre, che fin dal 1919-21 non avevano centrato nessuno dei loro obiettivi di conquista del potere, a imitazione bolscevica con le insurrezioni, gli scioperi, i sabotaggi. Erano a mani vuote!
Per le sue divisioni interne - come ci dirà poi lo stesso Lenin e Togliatti - si erano lasciati sfuggire il momento più propizio, e anche "l'uomo capace di fare veramente qualcosa", lasciandolo fare all'ex socialista Mussolini.
Che in breve tempo una volta al Governo andò a creare l'OVRA, che dissolse tutti i partiti a lui contrari (che dai loro fogli incessantemente lo attaccavano - una "legittima" reazione di un Capo di Governo con l'98,43% di consensi).

Soppresse tutti i giornali antifascisti con le "leggi fascistissime" che Rocco varò nel 1926, in "difesa dello Stato". (ma è quello che fanno alcuni ancora oggi chi comanda, quando salgono i gradini del potere anche con le leggi (che dicono e chiamano) "democratiche": allontanano i dissidenti perfino dentro il loro partito (rottamandoli) e si fanno la propria "casta", i "gigli magici", chiedono appoggi ai mafiosi, a una certa magistratura al loro servizio godendo cosi le impunità, ecc. ecc. O addirittura chiedendo al "popolo" "pieni poteri".

Nel '26, da quel momento Mussolini diede inizio alla sua "Dittatura" con una prova di forza contro ogni tipo di opposizione, quella che non era stata nemmeno capace di superare le sue divergenza né di opporsi al fascismo che via via diventava sempre più legale. Ci pensò infatti Rocco a varare le nuove leggi.
Purtroppo le stesse leggi di Rocco non impedirono ad alcuni gruppi di fascisti scontenti della prima ora (quelli chiamati "ras", che dominavano alcune città, come Farinacci, De Bono, Bottai e altri) di continuare a esercitare violenze, esercitando nei loro feudi uno stato di anarchia, minacciando di far concorrenza a Mussolini, per prendere il suo posto. Uno di questi Farinacci ras di Cremona era il più fanatico, intransigente, spesso brutale nelle sue spedizioni punitive. E proprio nel '26 Mussolini - corse ai ripari - gli tolse la segreteria del partito affidandola a Giuriati che subito fece alcune epurazioni con una caduta degli effettivi tesserati del PNF da 1 milione a 660.000. Mussolini ci teneva ad avere un potere legale, non imposto con la violenza. Infatti ogni intervento di ras erano dei boomerang per il suo partito. Che permetteva ai "rossi" di rialzare la cresta.

Vogliamo qui ricordare "Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia" di GIACOMO MATTEOTTI.

E' il libro e il discorso che aveva già pronunciato alla Camera, che gli costò poi la vita proprio ad opera di certi ras. Lui si riferiva alle spedizioni punitive dei fascisti, ma non è che sia lui e i suoi "amici" usavano il guanto di velluto. In certi casi le risposte con i "ras" furono anche peggiori.
Riportiamo i fatti teppistici avvenuti in 410 città e paesi d'Italia, dove furono devastati (tutti qui elencati con le immagini): 10 sedi di giornali, 25 Case del Popolo, 59 Camere del Lavoro, 85 Cooperative, 43 Leghe di Contadini, 36 Circoli operai, 17 Circoli di cultura, 34 Sezioni socialiste, 12 Associazioni varie. vedi la impressionante galleria di immagini >>>>>>>>>

Il 30 maggio 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti prendendo la parola alla Camera contestò i risultati delle elezioni che si erano svolte in un clima intimidatorio (con la famosa Legge Acerbo - con una Lista Nazionale, che oltre il PNF, vi erano dentro liberali, democratici, filofascisti cattolici ecc.) . Il 10 giugno 1924 Matteotti venne rapito e ucciso dagli squadristi.
(Come da stessa ammissione di Matteo Matteotti, figlio di Giacomo, l'omicidio del socialista fu un delitto affaristico per le questioni petrolifere in Libia piuttosto che un delitto politico).
Tuttavia il 3 gennaio 1925, alla Camera, Mussolini fece il famoso discorso in cui si assunse ogni responsabilità per i fatti avvenuti, ma che preludeva all'avvento della sua dittatura.
«Dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi.»
E con la legge Rocco, nel '26 fece alcune epurazioni con
la punizione dei "ras" come accennato sopra.

 

I FATTI SUCCESSIVI


SALTIAMO TUTTA LA SUA BIOGRAFIA che riportiamo in dettaglio in altre pagine QUI >>>>>>
QUI DOBBIAMO ANDARE SUBITO ALLA VIGILIA DELLA SCIAGURATA GUERRA

Mussolini aveva stipulato con Hitler il 22 maggio 1939 un "Patto d'Acciaio", un reciproco aiuto bellico in caso di una aggressione. Lo firmarono un po' troppo precipitosamente con un articolo (il n.3) che prevedeva esplicitamente l'entrata in guerra dell'Italia automaticamente se la Germania si trovava in un suo stato di belligeranza, ma non che l'avrebbe solo lei uniteralmente esercitata. Solo dopo 8 giorni - quando capì cosa voleva dire quell''ambiguo articolo 3 - Mussolini inviò una lettera a Hitler affermando che lui - per una ipotetica entrata in guerra al suo fianco - era impreparato, per almeno 3 anni, ma che avrebbe mantenuto in ogni caso un periodo di "non belligeranza", uno stato "neutrale". Hitler stizzito nemmeno rispose alla sua lettera.


Ma dopo che Hitler -per la questione di Danzica- aveva invaso la Polonia, la Cecoslovacchia, ed infine anche l'Austria senza nemmeno avvisarlo, Mussolini cominciò poco a poco a capire e a tirarsi indietro nella belligeranza, cioè a non voler rispettare i Patti, a non voler correre al suo fianco. Anche perché l'Italia non era preparata. In tal senso preparò una (pretestuosa) lunga richiesta di materiale bellico, talmente enorme che la Germania avrebbe impiegato due anni per soddisfarla. Anche a questa lettera Hitler rispose evasivamente con poche righe, accettando la sua neutralità a condizione di tenerla segreta. (Ha però anche preso coscenza che l'Italia è debole, che le vantate "8 milioni di baionette" sono tutto un bluff. E che Mussolini (anche se per lui dimostra in ogni incontro grande ammirazione) é un "uomo di paglia" da non prendere in considerazione per le mire che lui ha e che d'ora in poi queste le terrà sempre segrete.

Adottare l'Italia la "non belligeranza" (il rimanere "neutrale"), dopo che era avvenuta anche l'invasione dell'Austria, questo "neutralità" era per Mussolini senza senso, bisognava prepararsi e non esserlo. Ma come fare?
Mussolini temeva perfino una invasione dell'Italia e per tali timori allestì nell'arco alpino altoatesino numerose caserme-basi a Malles, Silandro, Merano, Bolzano, Bressanone, Dobbiaco, Vipiteno, e al confine del Brennero e a Tarvisio, riempendole di forze armate. Non solo ma "italianizzando" l'Alto Adige, creando a Bolzano grosse industrie (dell'acciaio, chimiche, automobilistiche, manifatturiere, infrastrutture varie; e tanti quartieri popolari per dare casa a migliaia di italiani che provenivano da altre regioni. (mio suocero, di Vicenza, era uno di questi, alle acciaierie, dove poi formò anche la sua famiglia).

(((((Ricordiamo che fin dal 1925 Mussolini aveva esposto la linea politica italiana in Senato: “L’Italia non potrebbe mai tollerare quella patente violazione dei trattati che consisterebbe nell’annessione dell’Austria alla Germania. La quale annessione, a mio avviso, frustrerebbe la vittoria italiana, aumenterebbe la potenza demografica e territoriale della Germania facendo di se il blocco più potente nell’Europa centrale",
Ed ora era proprio in quella precaria situazione del '25)))))


I buoni rapporti col Furher (nonostante le apparenze) cominciarono ad essere incrinati. Mussolini cominciò a preoccuparsi. Perché anche gli austriaci erano diventati tutti nazisti, clero compreso; il referendum-farsa, (Anschluss) per l'annessione dell'Austria, si concluse col 99,3% di "sì" .
Hitler dagli austriaci fu acclamato, e quando andò nel Tirolo e in Baviera la gente lo accolse in delirio; lui personalmente andò a togliere il millenario confine a Branau dove suo padre vi aveva lavorato e dove lui vi era nato.

Dopo tutti gli sconfinamenti e invasioni che erano già avvenuti e relative annessioni, con quell'isterico "caporale" c'erano tutti i motivi da preoccuparsi. Nel Sudtirolo (AltoAdige) (ricordando la sofferta annessione italiana del '18) i Sud-tirolesi lo stavano perfino aspettando Hitler che scendesse dal Brennero. Pure loro - come a Branau - dopo la conquista del nord Tirolo volevano ricongiungersi all'Austria (pure loro volevano un Anschluss).
(poi di fatto l'annessione la fecero l'8 settembre del '43 quando iniziarono a scendere dal Brennero le armate di Hitler; per prima cosa la sera stessa circondarono e svuotarono tutte le caserme di Bolzano e dintorni, li misero dentro lo stadio e via via deportarono tutti i militari italiani, - come nel resto d'Italia - ormai tutta allo sbando).
Gli altoatesini (italiani e sudtirolesi) volenti o nolenti dovettero prestare servizio nelle file tedesche. Perfino chi aveva oltre 40 anni e aveva già prestato servizio nell'Esercito Italiano. E proprio fra questi - anziani e padri di famiglia - non dimentichiamo vi erano i 33 dell'attentato di Via Rasella a Roma. Tutti di Bolzano, dove i nomi li troviamo all'entrata del cimitero della stessa città. Commemorati ogni anno. (dalla Klotz e compagni - ci sarà quest'anno anche l'alleata della Klotz, Boschi? Che andrà poi a celebrare anche le Ardeatine?)


Mussolini non solo ha qualche perplessità per il fatto compiuto in Austria, ma si fa perfino coraggio da solo. Anzi pensa addirittura di rivolgersi contro Hitler e di emularlo.

"Se farà un solo passo in Italia io gli scatenerò una guerra mondiale". E non pensa a un aiuto Inglese o Francese (sapendoli vulnerabili) ma.... (e lo scrive chiaro in una sua lettera inviata al Furher) .... dove infatti afferma che "Stati Uniti, non permetterebbero una totale disfatta delle democrazie. Gli imperi crollano per difetto di statica interna e gli urti dall'esterno possono solo consolidarli".
(Lettera di M. chirografata originale - con le sue correzioni proprio sui questo punto. Possiedo tutto il carteggio - (Lettere/Documenti Mussolini-Hitler, King Features Syndacate, New York, 1946) >>>>> QUI >>>

I rapporti con il Furher poi tornarono ad essere apparentemente cordiali e, difronte ai suoi timori sull'Alto Adige, Hitler (alla lettera sopra, lui non gli aveva nemmeno risposto) in un incontro gli disse: "non preoccuparti, ho in mente ben altre cose da fare". E sibillino aggiunse "che lui semmai lavorava per l'Italia, in caso contrario "ho piombo per il nemico e i gas per.... i traditori". (a chi si rivolgeva? era questa una palese minaccia? Che Mussolini non potè di certo ignorare).

Poi, Hitler - anche qui - senza nemmeno avvertirlo scatenò l'invasione alla Francia il 9-10 maggio del '40.

Mussolini a quel punto cosa doveva fare? Il Presidente Roosevelt - conoscendo la sua strana (mezza) alleanza - gli inviò un messaggio con l'invito "a non schierarsi con la Germania; di riflettere prima di agire".

Facile a dirsi, perchè non schierarsi con Hitler voleva dire non solo smettere la "non belligeranza" e la "neutralità", ma facendo nuove alleanze doveva mettersi a fare con queste "una belligeranza" proprio contro Hitler.
Ma cambiare alleanze e fare una guerra alla Germania in quel clima fortemente hitleriano con i tedeschi che stanno correndo a conquistarsi la Francia, era quanto mai pericoloso. Sarebbe stata una vera follia visto poi come andarono le cose.

Ma poi allearsi con chi ??? Prima Francia e Inghilterra contro Hitler non avevano mosso un dito nè in Polonia nè in Cecoslovacchia né in Austria. Un alleanza di Mussolini con loro - per come poi finirono - sarebbe stato un suicidio: avrebbe solo scatenato l'ira del "Caporale" contro l'Italia. E forse Hitler non aspettava altro.
(Un Gauthier tedesco in un convegno aveva detto che fra le ambizione di Hitler c'era quella di arrivare fin sull'Adriatico a Venezia e Trieste. Hitler si affrettò a dire che quel suo rappresentante era ubriaco. Ma quelle erano forse le sue intenzioni; se poi addirittura l'"alleato" si fosse alleato con altri con un "voltafaccia" le motivazioni ci sarebbero state tutte. (il "piombo e il gas per i nemici" l'aveva già ambiguamente e velatamente promesso all'incontro con Mussolini).

Tuttavia Mussolini aveva deciso che non si poteva più restare a guardare. Anzi a quel punto non è quasi più titubante e riguardo a una eventuale sua richiesta di alleanza e aiuto alla Francia aveva vagamente detto a Ciano "ci dovremmo forse mangiare l' agro limone francese?" . (visto che i rapporti di Mussolini con la Francia erano stati fino allora piuttosto "asprigni").

Lo stesso messaggio con lo stesso tenore di Roosevelt gli arriverà a Mussolini da Churchill il giorno il 16 maggio (da 6 giorni lui era diventato Primo Ministro), quando Hitler aveva ormai scatenato l'offensiva e aveva già invaso il Belgio e l'Olanda. E stava già travolgendo le difese della Francia.
Churchill per aiutare i francesi aveva fatto sbarcare sulla loro costa un grosso contingente (oltre 400.000 soldati, tra il 26 maggio ed il 4 giugno. Ma invano! Rischiarono perfino un accerchiamento; fecero appena in tempo a Dunkerque in fretta e furia a rimbarcarsi per l'isola, lasciando sul posto ingente materiale bellico. La Francia era ormai in balia di Hitler!
Churchill rimase estrefatto nell' apprendere che la maggior parte dell''intero esercito francese era tutto dietro la Linea Maginot; e fu sprezzante: "ma cosa volevano fare? la guerra da seduti?". (riferendosi alla "Linea Maginot")

Hitler diventato inarrestabile in Francia, volendo ancor di più umiliarla, attacca proprio la mitica Linea Maginot con l'armata di VON LEEB che con i suoi panzer la "taglia come il burro". E' la catastrofe, 1.500.000 di francesi ("seduti") sono fatti prigionieri. A Hitler gli resta solo più la presa di Parigi. Ed erano passati solo 20 giorni dall'invasione!!

Mussolini (e non solo lui - ma tutta la popolazione italiana e tutta la Stampa) non ha più dubbi: Hitler ha spazzato via in pochi giorni quello che era considerato il più potente esercito del mondo e ha ricacciato oltre La Manica perfino quelli che dovevano aiutarla: gli Inglesi !!

Mussolini non sa ancora cosa fare. Fa solo tanti silenzi. Naviga nell'incertezza. Nei dubbi.

Poi il primo ad agire é proprio CIANO il genero del Duce, che pur anche lui dubbioso e quasi sempre perfino ostile ai tedeschi e spesso perfino polemico col suocero, il 20 maggio prima di recarsi a Berlino per incontrarsi con Hitler, a Milano incontra Ribbentrop e fa un discorso tutt'altro che ostile che ha una profonda ripercussione. Tutta la Stampa si schiera con questo "nuovo" Ciano.
<<<
Le sue parole - scrivono - sono, <<<<< qui lo vediamo:
"pronunciate in un clima di fascistissimo ardore
e di formidabile entusiasmo".
(lo scriveva il "Corriere"... non "Topolino"!!

Eppure lui Mussolini non ha ancora rotto gli "indugi", "tentenna", nutre dei "dubbi", non si fida ancora dell'isterico bellicoso Alleato. ("lui scatena una guerra e poi il giorno dopo me lo manda a dire con un fono"!!). E più che tradire Hitler ha l'impressione di essere semmai lui il tradito.
(lo scoprirà di esserlo poi solo a Milano il 25 aprile del '45 quando mentre era dal cardinale Schuster per consegnarsi agli americani, apprese la notizia che il generale Wolf aveva già trattato la resa. Era furibondo e indignato "Ci hanno sempre trattati come schiavi e servi e alla fine mi hanno anche tradito. E poi dicono di noi!)

Ma ora in questo 1940 a Milano ci ha pensato lui, CIANO a trascinare gli entusiasmi.

E qui sotto ricordiamo che era stato proprio lui a firmare il famoso (e ambiguo) "Patto d'Acciaio" con la Germania il 22 maggio del 1939. E ancora più ambiguo era l'articolo 3 (l'Italia doveva schierarsi con la Germania in caso di una sua guerra anche senza il consenso dell'italia stessa).

Ma a Milano lui ha perfino parlato con atteggiamenti "mussoliniani"
con i gomiti sui fianchi, o appoggiandosi al balcone,
come fa suo suocero il Duce!!
(scrisse Paolo Monelli: "....col mento proteso, lo sguardo perduto, l'eloquio perentorio, le parole staccate, sillabate, un'atteggiamento compiaciuto a dittatore; mi sembrava che si fosse proposto di fare una crudele caricatura al suo capo. No, era una imitazione inconscia. Lui si sentiva già Capo".)

Le malelingue dicono che lui ha questa ambizione; di destituire il suocero con la fronda di alcuni gerarchi, Re compreso.

Se poi Hitler vince dandogli il suo appoggio in Francia l' ambizione di Ciano sarà cosa fatta.


Sarà poi ancora Ciano - volendo far dimenticare la figuraccia fatta in Francia - a guidare una pretestuosa folle guerra alla Grecia in una famosa riunione
> > > la riunione e il verbale segreto > > QUI > > > > .
Sarà proprio lui a dire cinicamente "quando volete che avvenga un incidente per entrare in guerra?" -
"Il 24 ottobre?" - "il 24 ottobre ci sarà l'incidente !!!".
Voleva farne un suo successo personale. Si andò invece incontro a un disastro.
Si impiegarono 513.000 uomini (Il doppio di quelli poi inviati in Russia).
Corse in aiuto (l'infuriato Hitler). Ma la spartizione territoriale la decise poi lui.
Non solo ma da quel momento gli interventi italiani in Libia e poi in Russia furono decisi da lui.


Ciano - pentito di quest'ultima altrettanto sciagurata guerra - ma sempre con la sua ambizioni, sarà ancora lui (l'ambizioso) Ciano a mettersi contro il suocero, ma anche a firmare la sua stessa condanna nel famoso "Gran Consiglio" del 24 Luglio '43 (qui la sua firma nel verbale - documento originale >> > e l'arresto di Mussolini >>>>
Mentre Badoglio (designato a diventare lui Capo del Governo) già meditava di arrestare tutti i firmatari della "Congiura" - e lo farà! - E anche l'"ingrato" Ciano non scamperà alla fucilazione per "alto tradimento" verso il suocero.

Galeazzo Ciano frequentando suo padre Mussolini, a 27 anni aveva conosciuto sua figlia 20enne Edda. La sposò nel '30, e subito iniziò la sua eccezionale ascesa. Il brillante, vanesio, giovanotto - ha un'ambizione sconfinata ma è frivolo e volubile. Ma diventa subito ambasciatore in Cina, poi ministro per la stampa e la propaganda; va poi nel 36 a guadagnare medaglie in Abissinia e al ritorno è già Ministro degli Esteri. Con entusiamo va a bombardare nella guerra di Spagna. Mussolini già pensa di trasformare il 35enne nel suo braccio destro. Nel '38 lo incarica di firmare in Germania il Patto D'acciaio. Poi come visto sopra é ancora lui nel '40 a volersi affiancare a Hitler nella Guerra in Francia. E se qui era stato solo spinto dall'ambizione (ridimensionata dai fatti), in quella poi fatta avventatamente in Grecia fu perfino cinico. Ma voleva farne un suo successo personale. Si andò invece incontro a un disastro. Si impiegarono 513.000 uomini (Il doppio di quelle poi inviate in Russia). I morti furono 20.000, 61 000 i feriti, 4 250 i dispersi.
Corse in aiuto (l'infuriato Hitler). Ma la spartizione territoriale poi la decise poi lui. Non solo ma da quel momento gli interventi italiani in Libia e poi in Russia furono tutti decise da lui. (con i pessimi risultati che sappiamo).
Ciano voleva fare lui il comandante, il condottiero, lo stratega, ma si attirò le antipatie dei generali. Farinacci lo odiava e se la prese con Badoglio, fino al punto che sarà costretto a dare le dimissioni e rientrare in Italia. (da quel giorno diventa un nemico di Ciano e di Mussolini. E sarà poi lui chiamato dal Re a sostituirlo).

La politica di Ciano era diventata personale, perfino ambigua, associandosi ad altri più ambigui di lui, facendogli balenare di diventare a spese del suocero, lui il "Duce".
E lui che era stato sempre ambizioso non seppe resistere al complotto del 25 luglio del '43.
Ma finì male !! A soli 40 anni !!! (come aveva previsto una zingara leggendogli la mano - é lui a citare l'episodio nei suoi "Diari". "Morirai a 40 anni!")
Molti congiurati fuggirono all'estero mettendosi in salvo, mentre Ciano (scioccamente) fuggì a Monaco di Baviera. Qui i tedeschi lo arrestarono lo estradarono e lo misero il 17 ottobre '43 nelle mani dei fascisti della nuova RSI. Incarcerato a Verona nulla potè fare il suocero, nè la moglie, nè i rari amici che gli erano rimasti. L'11 gennaio 1944 venne fucilato per "alto tradimento". Mentre gli "acciaisti" aggiunsero "così muoiono i vigliacchi". E possiamo solo immaginare la intima soddisfazione delle vedove e le madri dei 20.000 morti in Grecia.

Ma qui non dimentichiamo che non solo Ciano ma lo stesso Re stava tramando una fronda antimussoliniana, il 15 maggio del '43, due mesi prima del fatale Gran Consiglio del 25 luglio.
In uno scritto di suo pugno....
(
chirografato 6 pagine che mettiamo qui in originale > digitalizzato >>>>>
.... lui meditava già la mossa del 25 luglio: di sganciarsi dai tedeschi, esautorare Mussolini, chiedere l'armistizio agli angloamericani e formare un nuovo governo. (quello che poi farà con Badoglio).

Il Re pensa e scrive che se sbarcano in Sicilia gli angloamericani (sbarcarono in Sicilia il 9-10 luglio), l'italia insorgerebbe per cacciare i pochi tedeschi che ci sono in Italia. Sappiamo però come è andata a finire. Diedero tutto il tempo a Hitler (quattro mesi ! ! ) di prepararsi con le sue armate tenendosi pronte al Brennero per invadere l'Italia e punirla se ci fosse stato il previsto voltafaccia (tradimento) (verificatosi 3 mesi dopo, l'8 settembre).
Eppure il Re, perfino quando l'armistizio era già stato firmato (il 3 (*) confermava a Rahn "la decisione di continuare a combattere fino alla fine a fianco della Germania,.... e dica al Fuhrer che l'Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte" - E lo stesso Badoglio aggiunse "l'Italia manterrà fede alla parola data".
Poi dirà alla radio e farà scrivere sui giormali; "La guerra continua". ( non specificando contro chi).

( * ) Non solo, ma Badoglio il 3 scandalosamente proponeva a Eisenhower alla firma - da noi detto "armistizio" - (era invece "una resa incondizionata" con consegna delle 3 armi) di potersi mettere a fianco degli angloamericani, essere loro alleati.
Eisenhower considerava questa una decisione contraria al codice d'onore militare. Cioè rifiutava chi fino al giorno prima era il suo nemico, questo montasse per opportunismo sul carro del vincitore. Fra l'altro senza aver dichiarato guerra alla Germania.

Ma anche una dichiarazione di guerra formale dell'Italia (dell'Italia badogliana senza poteri) alla Germania non era giuridicamente valida. (Un alleato che gli dichiara guerra!!!) Questo perchè il governo italiano era "prigioniero" di un esercito (l'anglo-americano
che "giuridicamente" era considerato dai tedeschi il nemico-occupante e con questo l'Italia sconsideratamente aveva firmato unilateralmente una "resa incondizionata" e perfino la "consegna delle sue armi").

Badoglio (invitato a farlo da Eisenhower) fece questo passo solo il 12 ottobre. Ma nel recapitare la "dichiarazione di guerra alla Germania" all'ambasciata tedesca, questi rincorsero il latore del messaggio restituendoglielo. Nè i tedeschi fecero l'incontrario e quindi loro (giuridicamente ns. alleati) da quel momento iniziarono anche qui giuridicamente a trattare gli italiani come traditori e disertori.
(fra l'altro - paradossamente - non avendoci loro ufficialmente mai dichiarato guerra, a distanza di tanti anni, l'Italia é ancora alleata dei tedeschi).

C'era già stata una ambigua ridicola pantomina il 16 luglio, quando il Generale Ambrosio, chiese al Comando Tedesco l’invio in Meridione di alcune divisioni tedesche in Calabria e in Sicilia per fermare gli angloamericani. (Ci andrà la 29a divisione motorizzata tedesca). Poi il giorno 19 c'era lo stesso Mussolini a colloquio con Hitler a Feltre piuttosto preoccupato e avvilito per non essere capace di convincere Hitler con l'idea di un negoziato di pace o.... al limite di lasciar libera l'Italia di trattare la propria fuoriuscita dalla guerra.
(Ma intanto i suoi generali nello stesso giorno chiesero ai tedeschi i rinforzi da inviare in Italia, per difendersi dagli "invasori nemici"!!! "angloamericani"!!! sbarcati in Sicilia)
Rinforzi perché fino allora erano molto pochi i tedeschi in Italia. A Roma solo un migliaio. Nel Sud nessuno.


Ricordiamo anche che pochi giorni dopo, il 25 luglio, deposero Mussolini, ma non è che sia il Re che Badoglio sciolsero le brigate fasciste. Nemmeno quelle della MVSN (la "Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale"), le fidate "Camice Nere" di Mussolini. Disse che erano "parte integrante delle Forze Armate della nazione" .

Erano i 150.000 upmini fidati del Duce. Ovvero la "Forza Armata Fascista". E che ovviamente non erano di sicuro "antifascisti". Nella sua fuga da Roma il Re lasciò a suo genero Calvi di Bergolo il comando di queste forze armate; che poi il giorno dopo, il 10 settembre lui consegnò ai tedeschi. Non solo, ma disse loro che "era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".

(la famosa "Difesa di Roma" fu fatta solo da alcuni partigiani antifascisti e solo per alcune ore; poi alla sera tutti i i ristoranti, i bar, teatri e cinema della capitale erano aperti. L'11 settembre Roma era ormai tutta nazista. Perfino onorata ad esserlo visto il proclama sopra di Calvi di Bergolo. (che pochi giorni dopo non si fidarono più (era anche lui un "traditore" e lo deportarono.


Abbiamo detto ridicola e ambigua perchè dopo si disse che ci fu "l'invasione tedesca" dell'Italia, mentre a chiamare gli "alleati tedeschi" furono gli stessi generali italiani per respingere dall'Italia e soprattutto in Sicilia gli sbarchi annunciati dagli anglo-americani, che nei bollettini di guerra fino al 9 settembre (compreso) leggiamo sugli stessi giornali che erano i "nemici invasori" ( a fondo pagina). Salvo pensare che gli angloamericani non avessero uno capace di leggere i giornali italiani.
Che erano invece "amici" lo disse solo Badoglio ma solo l'11 settembre, quando dopo la fuga ormai lui era al sicuro a Brindisi già occupata dagli angloamericani. Ai vecchi "amici" "alleati" tedeschi - a cui ha voltato le spalle - si scorda perfino di dichiarargli guerra. Lo farà soltanto su insistenza dei nuovi... "alleati" come lui da quel momento li chiama.
Anche lui come San Giuliano nel 1914.

Ricordiamo qui la famosa frase detta Il 9 agosto 1914 da SAN GIULIANO in una lettera segretissima inviata a SALANDRA, dove prospetta l'eventualità di un'entrata in guerra dell'Italia "contro" l'Austria. Ma solo qualora "si abbia la certezza della vittoria", e solo "quando le sorti della guerra fossero sfavorevoli all'Austria".
(comodo !!! Insomma si sale sul carro quando questo vince).

Sicuramente se i tedeschi non davano ai nostri generali il 16 luglio del '43 gli aiuti richiesti e non fossero scesi in soccorso, gli italiani avrebbero detto in tal caso che nel momento del bisogno (per fermare l'invasione anglo-americana), erano stati traditi dall' "alleato nazista".

MA IN ITALIA NEL '14 '18 VI ERA
COME NEL '40-'43 TANTA AMBIGUITA'. ANZI FALSITA'

RITORNIAMO nei giorni 9-10-13-14 LUGLIO '43 .

Lo sbarco degli angloamericani del 10 luglio, in Sicilia non fu in certe zone facile.
Pur avendo ricevuto sull'isola appoggi da capi mafiosi (giunti dagli Usa a riprendere contatti con i capi locali) in Sicilia non erano tutti filo-nazisti o fascisti. Allo sbarco la maggior parte non solo si arrese ma fecero festa agli occupanti (finalmente si mangiava) mentre altri piccoli gruppi di siciliani (questi indubbiamente ancora fascisti) volendo contrastare l'invasione, ci lasciarono la pelle anche se si arrendevano.
Patton che era il comandante generale diede vita alla 45ma divisione killer che non doveva avere pietà "se si arrendono e alzano le mani, sparate, non voglio nessun prigioniero". E i suoi sottoposti sparavano; fra gli altri - come a Canicattì dove fu proprio Patton a dare l'esempio impugnando la pistola e sparare; ci fu anche il massacro a Biscari, dove fu compiuta una carneficina di italiani che si erano arresi senza armi in pugno.
Patton e i suoi uomini finirono sotto processo nell'autunno '43 alla corte marziale Usa. Gli americani non volevano passare come dei giustizieri, temevano il danno d'immagine. Ma Patton fu discolpato, e anche i suoi uomini si difesero dicendo che avevano eseguito gli ordini.
Ma ancora nel 2002 negli USA ci sono ancora i verbali aperti su quel «massacro di Biscari».
Patton morì in un curioso incidente d'auto a fine 1945. Qualcuno avanzò l'ipotesi di una eliminazione perché scomodo. Forse si voleva evitare un processo tipo Norimberga, dove finirono sulla forca chi aveva eseguito gli ordini.

Il 13 luglio (dopo lo sbarco in Sicilia) in Inghilterra il Capo del "Bomber Command" Harris stava meditando (con la "Operazione DUX") di uccidere Mussolini, usando uno squadrone di 42 bombardieri "Lancaster". Da farsi in pieno giorno, a Roma, distruggendo Villa Torlonia e Palazzo Venezia con il Duce dentro. Harris era convinto che morto Mussolini, l'Italia si sarebbe fortemente demoralizzata e arresa. Dei monumenti romani vicini, Colosseo, Campidoglio ecc. ad Harris non importava nulla, e in quanto a perdite civili non si era mai preoccupato (lui disse un giorno che "era pagato per ammazzare la gente").
La proposta di Harris sconcertò il pur cinico Churchill, mentre Harris già nella notte del 14 e 15 luglio aveva già trasferito i 42 "Lancaster" in Algeria pronti a decollare. Churchill preso da scrupoli, volle prima consigliarsi con Antonhy Eden (ministro degli Esteri); che gli rispose con una minuta "most secret" già il giorno dopo..... (la risposta negativa e le motivazioni con i due documenti originali del Public Record Office di Londra son QUI CONTENUTI > digitalizzati>

Da ricordare che mentre Ambrosio chiedeva rinforzi, e Mussolini era il 19 luglio '43 a Feltre a colloquio con Hitler, nello stesso giorno dell'incendio di Roma di Nerone, a metterla a ferro e fuoco e bombardarla ci pensarono questa volta gli americani (mai fino allora gli USA avevano bombardato l'Italia, prima erano solo gli inglesi di Harris) con 321 bombardieri "liberator" con 682 tonnellate di bombe, colpendola senza riguardo, con tanti innocenti vittime civili, nei quartieri Prenestrino, Tiburtino, Tuscolano, San Lorenzo; e danni al patrimonio artistico millenario devastanti.
Del resto come il "bomber" Harris, anche Eisenhower era stato esplicito:"se per salvare un solo uomo americano dovete buttar giù il Colosseo, buttatelo pure giù'".

L'azione sul morale
dei romani fu devastante.
Ma è quello che si voleva: terrorizzarli.

Ci furono 1500 morti, 6000 feriti,
10.000 case in macerie o lesionate.
Al cimitero del Verano -colpito-
si scoperchiarono
perfino le tombe,
e la scena fu dantesca.
I vivi venivano sepolti
dalle macerie delle loro case,
mentre i morti venivano fuori
con gli scheletri dalle loro tombe, come a volersi rendere conto di quanto stava accadendo....


A nulla era servita l'implorazione di Pio XII levando le braccia al cielo, di risparmiare la Città Santa dai bombardamenti.
Non fu risparmiata nemmeno la tomba dei suoi stessi genitori...-
Nessuno avrebbe mai pensato che gli americani avrebbero colpito la Città Eterna, la Città della Cristianità.
Che inoltre non era stato fatto mirando a strutture tedesche, che in quei giorni non c'erano ancora, ma solo per terrorizzare la popolazione.
Poi il 13 agosto ci fu un altro "bombardamento di successo" sul Tiburtino, Appio e Tuscolano.
QUI LE IMMAGINI > > > i giornali > > > e le testimonianze > > >

Quanto al giornali in Italia erano molto scarse le notizie riportate. Mentre la popolazione li chiamava "assassini", sulla stampa vi era solo qualche blando titolo, non si voleva dispiacere i probabili "nuovi potenti alleati". (visto che - se vincevano - si era tutti pronti a montare sul carro del vincitore).

Ma sconvolti dalla notizia non fu solo l'Italia e tutto il mondo ma anche i cittadini in America. Anche se erano orgogliosi dei loro piloti. E questi erano in euforia. Dissero che era stato un "bombardamento di successo". (le stesse parole del resto le aveva detto Ciano bombardando Barcellona).

"Colpita Roma"! e "Roma Brucia!". Non era la stessa cosa dire "Colpita Berlino". Molti in America non sapevano nemmeno dove puntare il dito per indicare Berlino. Mentre Roma anche su un mappamondo grande come un arancio ognuno anche distrattamente la può individuare; è nel centro di quell'emisfero che una volta era tutto "il Mondo" conosciuto, non un Paese qualsiasi. Ma Roosevelt e Churchill lo sapevano benissimo. Faceva notizia !!
L'effetto di quelle due frasi "Colpita Roma!" "Roma Brucia!", fu dunque ridondante. Mentre in Italia ci fu un "crollo" morale molto maggiore di quelle case colpite nella capitale. Ma era quello che volevano gli americani.

Proprio lo stesso  Roosevelt scriveva: "Noi dobbiamo sottoporre l'Italia ad un incessante e sempre crescente bombardamento aereo. Tali da provocare un rivolgimento interno (lettera di Roosevelt a Churchill, del 25 luglio 1941. - Doc. 67, pag. 151 - Loewenheim- Langley- Jonas, Roosevelt and Churchill). Ma Churchill non era meno cinico di lui, ad Harris gli raccomandava di "Bombardare, Bombardare, Bombardare".
Ed Harris era d'accordo: "le strutture militari e industriali sono solo per me un opzional, io punto sui civili, sono pagato per uccidere, terrorizzare ".

MA TORNIAMO NUOVAMENTE INDIETRO
- al 1940


Andiamo alla.... quasi imminente
DICHIARAZIONE DI GUERRA DEL 10 GIUGNO

A quel punto, non solo la stampa, tutti i giovani e gli studenti delle Università in Italia invocavano l'intervento a fianco della vittoriosa guerra che Hitler stava conducendo di persona.

Per gli studenti dei GUF, oltre gli italiani tutti, non era stata sufficiente la strage della Prima G.M., dissero Grazie anche alla Seconda che stava per scatenarsi.

" GRAZIE: combatterò come il Duce comanda: lo giuro !!!" (vedi in fondo al manifesto)
(ed erano acculturati non analfabeti !!! Qualcosa avevano pur studiato, o no??)

Non solo gli universitari ma tutti i giovani d'Italia erano impazienti di andare in guerra.
Del resto in tutti i loro vent'anni erano stati preparati per ubbidire al Duce.
Al "gran babbo" come sciveva Montanelli. "Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi, era ora !!" - " Nessuno di noi si augura che la guerra finisca, abbiamo un solo desiderio: continuare!"


Fin dalle elementari - gli italiani dai 6 agli 8 anni -
erano "figli della lupa";
poi "balilla" dagli 8 ai 12 anni;
"moschettieri" dai 12 ai 13 anni;
"avanguardisti" dai 14 ai 18 anni.

Fino ai 12 anni dopo l'anno scolastico (quando la frequenza obbligatoria fu portata appunto a 12 anni) si andava alle colonie al mare; nel resto dell'anno, nei "sabati fascisti" si svolgevano le adunate che erano dedicate ad attività culturali, sportive e paramilitari. In divisa erano inquadrati nelle organizzazioni giovanili (GIL, GUF, ONB) compiendo esercizi ginnici, maneggiando il moschetto si diffondevano i punti cardine dell’ideologia fascista:
la religione, il nazionalismo, la famiglia.
Il motto era del resto "Libro e moschetto fascista perfetto".

Ma anche le giovani donne -
pur non rappresentate alla Camera dei fasci -
(criticabile o no) iniziarono pure loro a fare i raduni (e che raduni!!!)
ed anche per loro si aprì tutto un mondo sconosciuto. Un specie di "liberazione della donna" quelle che fino allora erano vissute tutte casa e chiesa, relegate nei bigotti focolari.
Era la prima volta che le ragazze uscivano per fare altro e non solo le preci in chiesa.
Questo nel ventennio Ma poi caduto il fascismo, si tornò nel bigottismo, dal 1946 al 1968, le donne (nonostante gli avessero dato il voto - ma era proprio perché erano bigotte che la DC approvò la riforma elettorale convinta di vincere con le sue parrocchiane) tornarono nelle mani dei preti, in una nuova "gerarchia". Nei vari pulpiti si lanciavano anatemi sul permissivismo, sul lassismo, che nascondevano gravi "mancanze" educative. Era bacchettona, ipocrita. I rapporti anche amichevoli con i due sessi, i casti desideri appassionati di una donna, erano sempre visti come "concupiscenza".
il sesso era considerato biasimevole, "satanico". Il controllo della stampa rosa (i famosi settimanali femminili, con le storie d'amore) sulle riportate caste immagini la chiesa fu implacabile, con sequestri alle edicole, e processi di immoralità all'ordine del giorno.
Le donne così tornarono ad essere chiuse nei "bigotti focolari". Bisognerà aspettare i primi anni '70, per una loro emancipazione, con la finalmente "liberazione della donna" >>>.

Le adunate femminili furono invece non solo coreografiche, ma fu anche una prima "liberazione", oltre che essere manifestazioni molto belle.
Chi non proverebbe piacere nel vedere migliaia di fanciulle con quelle bianche camicette? con le gambe non più imprigionate in lunghe gonne nere? Solo i preti aborrivano tutte quelle belle gambe, ma perché loro hanno scelto l'ipocrito moralismo, pur essendo pure loro il frutto del ventre di una "buona donna".


e vi erano già gli hot pants (pantaloni femminili corti)
che ancora negli anni 60 in Italia con le reticenze perbeniste dei cattolici
ne veniva condannato l'uso.

Certo, tutti questi giovani, nel '40, con quel loro entusiasmo guerresco, non potevano immaginare che 240.000 di loro sarebbero andati a camminare e a morire con gli scarponi di cartone nelle steppe russe; né altri 20.000 in Grecia-Albania; né altri 200.000 a vagare e molti a morire nelle sabbie del deserto in Africa.

Ma non perchè non erano validi, ma perché chi li comandava non erano all'altezza del compito.
Il soldato italiano dimostrò di non essere inferiore agli altri combattenti se motivato, adeguatamente equipaggiato e guidato da ufficiali che invece consideravano i soldati carne da macello. (come aveva già fatto Cadorna nel '15-'17).
Mentre una grande considerazione per i soldati italiani ce l'aveva perfino Rommel (Lo scrive perfino nel suo Diario >>>). Un po' meno le considerazione - anzi diffidava con un diluvio di insulti - le aveva con chi li comandava. Con molto anticipo lui scrivendo alla moglie già sapeva cosa stavano tramando in Italia). (non per nulla tornato in patria lo eliminarono).
Gli addetti alla logistica, erano degli incapaci, fra di loro pure litigiosi, che vivevano in un altro secolo. In Russia ci andarono, non con i panzer - ma con 20.000 muli, i soldati a piedi. Entrambi - dissero per giustificarsi con gli increduli tedeschi - "autrasportati" su 4 e 2 gambe. In Africa inviarono i paracadutisti a fare "fanteria" invece di impiegarli a coquistare prima degli inglesi, Creta (rivelatasi poi strategica per i rifornimenti proprio in Africa).

Inoltre in Africa ci andarono con i "carri armati" acquistati al "reparto giocattoli" dell'Upim. Il disastro nel Paese e l'immolazione di tante vite fu il macabro risultato di tanti "deficienti" ordini oltre che "suicidi" proclami.

PROSEGUIAMO...
Nel timore di essere - a guerra vinta - escluso da una spartizione, pur al corrente dello stato di impreparazione militare dell'Italia, Mussolini cercò, tentò, s'illuse, e si sentì forse obbligato a intervenire a fianco di Hitler spintovi - come abbiamo già letto sopra dall'impaziente e ambizioso CIANO - e da una parte non indifferente del Paese che lo sollecitava a farlo, compresi tutti i giornali, che scrivevano "ma allora per cosa ci siamo alleati affare?".

Sembrò che gli italiani si erano trasformati tutti in interventisti. La sensazione che si era diffusa in Italia, anche nei più scettici, era che la Germania era ormai invincibile. Qualcuno accese perfino i ceri alla madonna; perché anche negli ambienti cattolici plaudirono nel ricordare che "l'Italia per fortuna é alleata di Hitler, altrimenti chissà come finiremmo anche noi".
Altri - quando i tedeschi respinsero gli inglesi sbarcati sulla Manica - si spinsero oltre le più rosee previsioni, scrissero "se Hitler continua così forse fra breve anche noi passeggeremo nelle strade di Londra".

In Italia tutti temono di non poter saltare sul "treno di Hitler" che sta andando di corsa verso Parigi.
"Perchè mai ci siamo alleati allora con Hitler, per stare a guardare?
'".
E se Prezzolini spingeva anche lui all'azione gli italiani, Berto (che fra l'altro non era nemmeno un fascista!) li offendeva pure gli italiani: "starsene inerti a guardare gli avvenimenti è la cosa piu' vile che si possa fare".

E da non credere.....
a voler intervenire e a voler la Francia nazista c'erano gli entusiasti comunisti.
(Hitler non aveva ancora fatto l'invasione in Russia, ma era diventato alleato della "sua" Francia)
Ad applaudire Hitler sotto l'Arco di Trionfo vi erano i comunisti francesi.
Mentre i comunisti in Italia irridevano perfino Mussolini:
"hai visto Hitler cosa fa? Lui vince ! Tu del comunismo non hai capito niente".
(poi diventarono tutti "antifascisti" ma richiamati marceranno pure loro verso la Russia, andandoci anche a morire)

Ecco perché poi De Gaulle in Francia non ne volle nemmeno uno alla Lotta di Liberazione.

Poi molti altri, fior di intellettuali e giornalisti, a dire le stesse cose sui giornali, come questa sul Bertoldo: "chi aspira spara, e chi non spara, spira".
Chi era più moderato andava dicendo "cosa aspettiamo che vinca tutto lui?", mentre i più pacifici commentavano sarcasticamente "Mussolini aspetta che Hitler vinca poi farà l'avvoltoio".
Altri commentavano chiedendosi: "Hanno Superiorità materiale? Non c'è dubbio....Velocità? Anche.... Queste fortezze mobili tedesche hanno una corazza imperforabile come la pelle di Sigfrido dopo il bagno di sangue del drago" (Giornale di Sicilia, 25 maggio 1940 - e molti altri con lo stesso tono).

Gli industriali in questi 284 giorni di "non belligeranza" si erano mantenuti tiepidi; anche se facevano ottimi affari con le esportazioni - ma nel '40 erano da quasi 2-3 anni fermi con la produzione bellica; mentre con l'intervento sarebbero ritornati i bei tempi, quelli del '15-'18, quando allora le stesse aziende, decuplicarono le maestranze (Fiat, Ansaldo, Pirelli ecc. ecc.)
Dissero quindi, perché appunto erano interessati, che era...
"un errore perdere l'occasione di vincere la guerra accanto all'alleato tedesco".
Bisognava subito...
"correre in aiuto ai vincitori" prima che diventasse troppo tardi".

E gli altri italiani? soprattutto chi avrebbe dovuto comandare gli uomini in armi, come reagirono quando iniziò la guerra?
Ce lo dice l'ufficiale Indro Montanelli "risposta su domanda" (in L'Italia dell'Asse, 1a ediz. Rizzoli, 1981, pag 446) "I più fecero come chi scrive, cioè nulla. Ci lasciammo portare dagli avvenimenti quasi dissolvendoci in essi, e senza contribuirvi nè in un senso nè nell'altro. Quelli di noi che vennero richiamati alle armi, cioè quasi tutti, non furono soldati traditori, ma nemmeno buoni soldati". 
 
(questo e altro (sul razzismo) doc.to su Montanelli > > >
Insomma a queste condizioni, soprattutto se a "a far nulla" e a non "contribuirvi" erano gli ufficiali come lui,  non si poteva di certo sperare di fare una guerra e vincerla.

Mussolini, per non che "diventasse troppo tardi" come andavano dicendo gli italiani - decise (ma fu Ciano a convincerlo) di revocare la neutralità e volendo questa volta rimanere fedele ai patti, volle intervenire in Francia anche lui a fianco di Hitler (anche se lui non lo aveva affatto sollecitato a farlo - "no non lo faccia, si dedichi solo alla propaganda" gli aveva scritto).
Pensò Mussolini - pur insincero con se stesso - di intervenire - anche se tardivamente oltre che essere militarmente impreparato - per potersi ritagliare a guerra finita i migliori vantaggi possibili per l'Italia. (Come la cessione di alcuni territori della Francia all'Italia).

Oltre che carenti sul piano finanziario (già critici per le spese sostenute in Etiopia e Spagna) con ancora debiti per 145 miliardi, anche le forze armate erano in quel momento in campo carenti in tutto. L'Italia non aveva mezzi idonei, non aveva acciaio, non aveva carbone e non aveva nemmeno carburanti. Mussolini fece fondere tutti i cancelli d'Italia per fare cannoni. Poi mise le tessera sui generi alimentari e si iniziò a vivere in piena autarchia o con la borsa nera; ma tutto questo non sarebbe bastato se si voleva andare lontano.

Lontano non si poteva andare anche per la scarsità di uomini in armi; erano 1.600.000, meno che nel 1915. E come armamenti c'erano 1.300.000 fucili, la maggior parte del 1891. I blindati (!!!) erano carri da 3 t. (che i maligni dicevano acquistati all'Upim, reparto giocattoli - i panzer tedeschi erano di 25 t, quelli russi di 45- 52 t. (!!!) ).
Gli aerei? appena un migliaio, ma di quelli che Balbo aveva usato per fare le sue parate.
L'Italia aveva inventato la radio ma sugli aerei non c'era, volavano a vista. L'asso Gorrini si alzò con i compagni nella Battaglia d'Inghilterra, ma poi per la nebbia rientrarono e atterrarono - alla cieca - in quattro località diverse
("i piloti italiani sono degli eroi a volare con quelle bari volanti"-
Rommel, Le Memorie >>>)

Di servizi informativi e di cooperazione non solo non esistevano fra le tre armi, ma - per le reciproche gelosie - si ignoravano l'una l'altra. (in Francia, poi in Grecia e poi ancora il Russia e in Africa. Sempre a litigare. A Taranto bombardarono e colarono a picco perfino le nostre stesse navi.

Proprio poi in Grecia, Badoglio con lui capo di Stato Maggiore fu oggetto di aspre critiche da parte di Farinacci, sul quotidiano "Regime Fascista". Badoglio piuttosto risentito dovette dare le dimissioni.
Mussolini da quel momento si era fatto un nuovo acerrimo nemico!! Il 25 luglio gli prenderà il posto!!
Eppure Badoglio (proprio lui!) andava dicendo che il potenziale bellico italiano era...
"in grado di rispondere al Popolo e al Duce in qualsiasi momento".
Falso !!!


Con Hitler che stava travolgendo Olanda e Belgio e camminava spedito in Francia, Mussolini - sempre dubbioso non avendo ancora deciso - a fine maggio si era affacciato al balcone, mentre la folla sotto lo incitava gridandogli "Guerra! Guerra!".
Lui quasi scocciato, quel giorno non fece nessun discorso, girò i tacchi e rientrò borbottando "sono quasi rimasto solo io a non volere la guerra".
Mentre il Re, incontrando nei corridoi i generali, si lamentava sempre con loro dicendo "gli assenti hanno sempre torto". Alla fine di maggio i generali (chissà perché impazienti) gli diedero non torto, ma ragione e proprio il Re alla fine firmò la dichiarazione di guerra alla Francia.

Poi con il "folgorante annunzio" del DUCE da palazzo Venezia si scatenò un indicibile entusiamo, prorompendo in "altissime ovazioni". Tanti tanti tanti applausi. Da tutti. Nessuno italiano presente tenne le mani in tasca.
E paradossalmente c'erano nelle "altissime ovazioni" anche tutti i comunisti d'Italia (i prossimi "antifascisti").

Ma erano in grado milioni di giovani allevati dai loro "maestri" poter dire di no e disertare in massa? Sarebbe stato un tradimento, uno spergiuro al quel giuramento fatto al Re.
E la Stampa in mano agli industriali editori, potevano i suoi giornalisti scrivere "abbasso la guerra", "non partite", "disertate" ? Li avrebbero licenziati.
Portevano milioni di madri e padri scrivere ai milioni di figli al fronte "tornate indietro", "disertate"?
Poi quando la guerra fu portata in casa, qualche gruppetto la diserzione la fece, scapparono sui monti; ma poi quando gli angloamericani arrivarono nei pressi di Milano, che avevano mezza distrutta e minacciavano di distruggere l'altra metà; quando stavano entrando a "liberare" l'Italia dai nazisti, i ribelli scesero dai monti e vollero unirsi ai "vincitori", che però questi non li accettarono affatto. Per prima cosa le bande le sciolsero e vollero da loro la consegna delle armi.
E se già nella Prima Guerra Mondiale l'italia ottenne un "Vittoria Mutilata", in questa, non fu Vittoria ma una "Disfatta".

TORNIAMO ALL'INIZIO
AL GRANDE ANNUNCIO

Il 10 giugno Mussolini
fu nominato
dal Re
Comandante Supremo
delle operazioni belliche.

Resta però un fatto,
che il comandante supremo era sempre lui, il Re,
in base allo Statuto Albertino,
quindi unico responsabile delle operazioni era lui!
La stessa dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra, reca la firma del Re e non di Mussolini.

Fatta la firma, si vestì da soldato, si mise la bustina e partì pure lui per il fronte. Per dare l'esempio !!


I generali italiani come previsto in approssimativi piani, dovevano (pomposamente) scatenare sul confine la cosiddetta "Battaglia delle Alpi".
Ma nel farlo - altro grosso errore - Mussolini avrebbe potuto rendersi subito conto che aveva attorno gente mediocre di bassa levatura; Gerarchi, Duchi, Principi che volevano (e poi putroppo lo fecero) "dirigere", fare i "Generali", i "Comandanti". Gli "Strateghi" ( !!! )
Mentre invece erano degli incapaci, con addosso solo tanta arroganza e boria. Pessima fu la gestione degli armamenti e notevoli le carenze dal punto di vista operativo.

Sia Badoglio che gli altri erano rimasti alla guerra del 15-18. I "panzer", "le divisioni corazzate", le "mitraglie", i "caccia", le "contraeree" li avevano visti solo nei film Luce al cinema.

(Questi saranno gli stessi uomini che poi dopo un famoso 8-9 settembre furono i primi a darsi alla fuga (dopo aver dato assicurazioni a Rahn ("l'Italia manterrà fede alla parola data") lasciando l' Italia con l'esercito allo sbando - Re, Principe, Badoglio & C. - avevano più paura a Roma degli americani che non dei tedeschi - e fuggono dove? a Chieti-Pescara dove proprio Pescara era stata bombardata il precedente 31 agosto, quindi in mano ai tedeschi. E agli arresti sul Gran Sasso c'era Mussolini, con i carcerieri messi da Badoglio e dal Re. STRANO VERO?).qui LA FUGA DA ROMA > >>>>
Qui rammentiamo che gli angloamericani - mentre Re e Badoglio hanno già concordato l'armistizio il giorno 3 - prevedevano uno sbarco ad Anzio e un aviolancio su Roma - contemporaneamente a uno sbarco a Salerno. Il giorno 7 settembre salì a Roma Taylor per concordare nella notte con Badoglio l'intervento. Ma Taylor con sua grande sorpresa lo vede titubante, divaga. Lui teme la reazione dei tedeschi, fino al punto che Taylor non è che si lasciò convincere a non fare l'aviosbarco ma prese lui la decisione di non farlo per non mettere a repentaglio i suoi uomini. Anche se pensava
- a ragione- che anche un modesto sbarco di paracadutisti avrebbe psicologicamente dato agli italiani quell'entusiasmo necessario per cacciare via da Roma e dal Lazio i pochi tedeschi. "sembra che (Badoglio) abbia più paura di noi che non dei tedeschi" (Taylor)

Questo perché Badoglio ha fatto presente a Taylor che ci sono troppi tedeschi a Roma e che questi reagirebbero. Che era impossibile la difesa di Roma. Ma non era vero, erano ancora pochi i tedeschi a Roma (2 divisioni contro 8 italiane). KESSELRING nelle sue memorie scrive: "Noi tedeschi eravamo proprio messi male! E allora giocai d'astuzia. Dissi a tutti gli autisti di  camion, autovetture, autoblindo, moto ecc, di continuare a girare, a fare la spola aeroporto-Roma, e Roma-aeroporto avanti e indietro, continuamente. A quanto pare il trucco riuscì benissimo. Nessuno si accorse che erano sempre gli stessi automezzi- e che noi eravamo pochi".
Ma nel trucco ci cascò Badoglio.

Lui e il Re, erano però convinti di una sola cosa, che se avallavano lo sbarco previsto da Taylor, i pochi tedeschi a Roma per prima cosa - per il tradimento - avrebbero tagliato la gola ad entrambi.
Decidono di fuggire il giorno dopo, il 9, da Roma e di fare il doppio gioco.

Se i pochi tedeschi di Kesserlring fossero riusciti a respingere gli anglo-americani loro erano salvi perchè avevano contribuito alla presa di Roma che Hitler voleva tenere ad ogni costo.
Se invece gli anglo americani da soli conquistavano Roma erano salvi lo stesso, anzi potevano rientrare da vincitori per aver firmato con loro l'armistizio e per non aver aiutato i tedeschi.
(Un Piano diabolico perfetto!!!).

E dove fuggono? A Pescara e a Chieti (a Palazzo mezzanotte, a casa di chi qui scrive >>memorie >> - dove poi per 10 mesi metteranno il comando proprio i tedeschi per contrastare Mongomery che risalendo da Sud era già giunto sul Sangro, alle porte di Chieti).
Da notare che Pescara era stata selvaggiamente bombardata già il 31 luglio (!!!!). Motivo: era in mano tedesca e questi avrebbero potuto bloccare Montgomery sul Sangro. Inoltre i fuggiaschi avevano in mano Mussolini che dovevano - come dai patti - consegnare agli angloamericani se questi sbarcavano e vincevano a Roma.
Ma apprendono che l'aviosbarco accennato da Taylor non c'é stato e allora fuggono a Sud. Hanno paura dei tedeschi che furibondi hanno appreso l'armistizio e il tradimento.

Per due giorni al Gran Sasso Mussolini viene abbandonato, e lui e i suoi carcerieri apprendono le brutte notizie solo alla radio. Si sente finito! Fino al punto che chiede a Gueli il suo guardiano una pistola. Gli viene rifiutata e lui nella notte del 12 si taglia le vene ai polsi con una lametta. Lo salvano. (in certe immagini della sua liberazione fatta poi dai tedeschi, si vedono appunto i polsi fasciati).
L''operazione di Badoglio "prelevamento del Duce" e consegna agli americani, era stata sconvolta il giorno 9.  A quel punto i tedeschi il 12 settembre, non fecero un "prelevamento" ma furono loro a "liberare" Mussolini.

Ma rammentiamo pure che il Re (ambiguamente) ha lasciato a Roma suo genero Calvi di Bergolo, che il giorno dopo la fuga non essendoci stato lo sbarco angloamericano, consegna Roma ai Tedeschi (!!!) e parlando al proprio esercito, aveva detto che "era non solo patriottico ma era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".
E avvertì pure con un altro breve comunicato, che "chi verrà trovato con un arma (compresi i fucili da caccia) a partire dalla mezzanotte sarà immediatamente fucilato".
(E la "Difesa di Roma"? Sì ci furono alcuni scontri con nazisti e fascisti anche vittime di alcuni partigiani
(stiamo parlando di italiani contro italiani - e non solo di tedeschi contro italiani!) . Ma finita quella unica giornata di inferno, alla sera bar, cinema, teatri erano già tutti aperti. Calvi di Bergolo si era prostrato ai pochi tedeschi.

Lo stesso giorno dal Brennero scendono le divisioni di Hitler in Italia; per aiutarla? no per punirla!! Il restante esercito italiano - spaccato in due - sono pronti a deportarlo.
Da Chieti i fuggiasci vanno improvvisamente a Sud; il Re non preavvisa (significa che non aveva ancora deciso di andare a Sud) nemmeno sua figlia Mafalda che - ignara della fuga - giunta poi il giorno dopo a Chieti vi rimane qualche giorno poi - non va a Sud - ma con qualche mezzo di fortuna raggiunge Roma dove ha i figli, ma qui viene arrestata e finirà nel Lager di Buchelwald dove vi morirà. (é la fine che avrebbero sicuramente fatto i fuggiaschi se restavano a Roma).
Nè il Re - nella sua fuga a Sud -
avvisa sua figlia Maria Josè che sta soggiornando con i figli in Val d'Aosta, già in mano ai tedeschi. Apprende pure lei la fuga dalla radio e fugge - salvandosi - appena in tempo in Svizzera. - TUTTO QUESTO STRANO VERO?
Non solo ma prima della fuga, Badoglio ha mandato pure lui sua figlia in Svizzera, e lo stesso Re aveva riempito per mandare sempre in Svizzera con un treno tedesco (!!!??) 41 vagoni ferroviari zeppi di suoi tesori, di opere d'arte, di documenti e di suppellettili. (Questo tesoro non arrivò mai a destinazione...... il treno fu intercettato dai tedeschi e trasferito a Torino.
FINIRONO poi (ma non la collezione di monete d'oro- sparite) DAI RIGATTIERI !
(VEDI)> >processo ai ladri del Tesoro Sabaudo >>>>

 

MENTRE ORA in questo anno 1940 TUTTI QUESTI IGNOBILI "SIGNORI"
SONO TUTTI LI' A GUIDARE UNA SCIAGURATA GUERRA
al fianco delle hitleriane "TRUPPE VITTORIOSE" (sic !! )

con gli.... "ITALIANI ANELANTI AL COMBATTIMENTO" (sic !!)


(questo quando a Parigi, Hitler stava già quasi firmando la fine della guerra!!)


Ma subito già alla prima "coltellata alle spalle" alla Francia, mentre Hitler stava quasi entrando a Parigi, ci furono le prime incomprensioni fra Generali, Re e Principi, se fare una invasione (per cosa poi?) o rimanere sul confine: dicevano "precedenza alle armi della fanteria (in montagna!!!), in seconda linea le artiglierie" (pure queste inefficienti non adatti in montagna, perché non sparavano a parabola). Quelli ancora fermi al '15-'18 adavano dicendo "ma quali panzer, qui i muli sono insostituibili".
Si impiegarono 22 divisioni, 300.000 soldati e 3000 cannoni, concentrati alla frontiera. Per poi restarci, visto che all'orizzonte non c'era da quelle parti nessun francese.
Poi proprio qui sulle Alpi si scatenò una tempesta di neve in pieno giugno paralizzando uomini e mezzi. Metà di loro - in vestiti di tela e scarpe con suole di cartone - ebbero una forma di congelamento. Circa un migliaio morirono. (quello che ci voleva - si disse cinicamente - per poi sedersi al tavolo della pace)
Il Principe - sopra - parla di MONTE BIANCO & MARE , forse era convinto che bisognava vestirsi alla "marinara".

Erano quei giorni il 21-24 giugno! Quando Hitler a Parigi il 22 stava già trattando l'armistizio con i Francesi. E - piuttosto infuriato per la tardiva e inutile (anzi deprecata) mossa di Mussolini - volle alla firma della Pace con la Francia, che LUI non fosse presente: "...io faccio la mia pace. Lui che si faccia la sua pace, ma separata". (che Mussolini poi fece a Roma. Ottenendo un misero territorio sul confine - che poi i francesi rivollero indietro nel '44, nonostante i partigiani).
La delusione degli italiani fu grande, la frustrazione ancora di più. Qualcuno cominciò ad odiare i nazisti. Troppo tardi!

Mussolini piuttosto umiliato..... (si dice, su suggerimento di Churchill - profetizzando che Hitler avrebbe poi rivolto le sue armate in Russia, e che nel farlo non avrebbe voluto di certo avere la ostile zona balcanica alle sue spalle) ... con CIANO in testa a trascinare gli entusiasmi con i soliti boriosi generali, decisero di fare una loro guerra in Grecia (addirittura con un inverno alle porte - Ottobre). Ma loro speravano in un improvviso blitz, fra l'altro all'inizio con pochi uomini in un attacco generalizzato. Poi già impantanati in Albania iniziarono a inviare uomini, uomini, uomini: 520.000 allo sbaraglio in Albania e in Grecia.
Quando Mussolini comunicò la "bella notizia" a Hitler in un incontro a Firenze il giorno 28 ottobre, con le operazioni già iniziate, Hitler pur infuriato, non potè far più nulla per impedirle. Però gli disse - ancora una volta umiliandolo - che la Grecia "non era di assoluta utilità all’Asse.” E Pensare che Mussolini voleva stupirlo a cose fatte, come di solito faceva lui ("dichiara una guerra e poi me lo manda a dire").
(Nè sapeva cosa aveva in mente poi di fare Hitler, dopo la Francia. Solo nel giugno del '41 al suono della Walkiria lui invase con le sue armate la Russia > > > > > )

Non preparato per fare una guerra neppure alla Grecia, dopo 4 mesi e 20.000 morti, Mussolini poi si impantanò nell'Egeo, e fu - suo malgrado - costretto a chiedere aiuto proprio a Hitler - che sempre per gli stessi motivi detti sopra - lui accorse ma dovette attraversare a fatica gli ostili Balcani per andare a soccorrerlo, perdendo tanto tanto di quel tempo che poi questo ritardo gli fu fatale nell'invadere la "glaciale" Russia non come previsto a inizio anno '41 ma gli riuscì solo in Giugno.
Credendo ancora impreparati i russi. (lo credeva anche il solito Montanelli !!) Mentre appena 10 giorni dopo l'attacco i Russi gli fecero la "sorpresa" con i T 34 a SMOLESNK >>>> )
(Lo stesso Hitler fu sorpreso e preoccupato, affermava in una lettera inviata a Mussolini il 30 giugno di "essere con i suoi Panzer e le sue armi impotente davanti a questi giganteschi carri armati del peso di 52 tonnellate... sono otto giorni che attacchiamo e i combattimenti che hanno luogo appartengono ai più gravi che le truppe tedesche hanno dovuto sostenere sinora; siamo impotenti di fronte a questi mezzi corazzati che attualmente sono i più forti" (Lettera a Mussolini, del 30 giugno 1941, da Lettere e Documenti di Hitler e Mussolini, dal 1939 al 1943 - Kinkg Features Syndacate, New York, 1946 - di cui abbiamo l'intero carteggio).

 

Hitler nella ostile Belgrado - per accorrere in Grecia - aveva già qui perso la guerra!!
I Balcani furono come una fatidica manciata di sabbia buttata dentro il perfetto ingranaggio nazista, strategico, logistico e militare, da Hitler preparato da mesi per invadere la Russia; un piano che Mussolini ignorava e che Hitler gli aveva tenuto sempre segreto.
Di questa invasione alla Russia era perfino incredulo lo stesso Stalin, fin quando Churchill gli telegrafò "Stanno arrivando, adesso ci credi?". Poi lui rimase in attesa, seguendo ora per ora l'attacco; ma dopo appena una settimana, con Hitler già in difficoltà a Smolesnk, Churchill non ebbe più dubbi (lui che era un antibolscevico!) nell'intervenire in suo soccorso: "se mi devo alleare col diavolo per vincere Hitler, io mi alleo col diavolo".
Il piano nazista - invasione della Russia - non lo ignorava Churchill, come oggi sappiamo, e come mi ha scritto ultimamente un famoso storico inglese).
(Nè del tutto doveva ignorarlo Mussolini visto l' (ipotizzato?) "suggerimento" ( di andare in Grecia per far perdere tempo a Hitler) fattogli da Churchill)
( l'intera riunione per dare un formale 'ultimatum alla Grecia, le discussioni, l''inizio dell'attacco col cinico Ciano > > QUI > >

((( questo ipotetico "suggerimento di Churchill" si dice era contenuto nel carteggio sparito poi a Dongo (62 lettere che... Churchill aveva inviato a Mussolini). Il Premier inglese nel dopoguerra, andò in giro per l'Italia, (a Como soprattutto dove i comunisti avevano catturato Mussolini) e si impegnò in una tenace caccia per tornarne in possesso. Ci riuscì ma sembra che qualcuno a Dongo ne avesse fatto 3 copie e che una era finita al Cremlino. (un carteggio-documenti - per le stesse ragioni che ci racconta adesso qui sotto Mussolini - che erano in grado di fare -Churchill e Stalin- reciproci compromessi per le spartizioni dell'Europa a fine guerra - Accordi a Yalta).

Mussolini pochi giorni prima della fuga da Milano verso Como, aveva rilasciato una imprudente intervista sul Popolo di Alessandria il 22 aprile. Una dichiarazione fatta 6 giorni prima (!!!) della sua cattura-esecuzione.
""Ho una documentazione che la storia dovrà compulsare per decidere....Io sono tranquillo....Non so se Churchill é, come me, tranquillo e sereno....".
(Ma ricordiamoci che pure Churchill ebbe poi il suo 25 luglio, lo scaricarono a 10 giorni dalla fine della guerra, perche gli inglesi- dissero - erano "stufi delle sue guerre". Tuttavia non l'appesero a qualche lampione)

Forse in quella intervista Mussolini firmò la sua condanna a morte ) ) ) ) ).
(l'Intera molto interessante sua intervista con future osservazioni sull'Italia

> > vedi > > QUI >>>>

Ma vedi anche «Londra ha suonato la musica, ed il PCI è andato a tempo!».
("Top secret") "CHI VOLLE LA MORTE DI MUSSOLINI?" > > > >

 

Pur essendo state queste due sciagurate azioni militari - con Francia e poi Grecia - altro Mussolini non avrebbe potuto proprio fare. - SIAMO REALISTI.
E così poi anche nell'appoggiarlo in Russia. Anche qui fu per niente sollecitato ad intervenire - e quando lo fece - anche qui impreparato - fu un disastro peggiore che in Francia e Grecia.
Erano partiti in 229.000"autotrasportati" (cioè a piedi, i soldati con 2 gambe i 20.000 muli con 4 gambe - cantando "Vado, vinco e torno".
I non tornati morti e i dispersi furono poi ca. 100.000, i prigionieri nei vari lager 80.000, i dispersi 49.000.
(Di questi italiani non si celebra nessuna "Giornata della Memoria" come quella degli ebrei, che in Italia ebbero poco più di 6.000 deportati (dai nazisti !!! a Roma, dopo l'8 settembre, quando già in Italia non esistevano più i fascisti).

In Russia dominò l'impreparazione, le gelosie tra generali. Sconcertando i tedeschi.
Uno di questi, MESSE, che era stato messo al comando dell'ARMIR, fu poi destituito e lui infuriato abbandonò il campo senza neppure attendere la sostituzione del Gen. Gariboldi.
Esautorato per tanti motivi logistici ma anche per quello che andava dicendo sui tedeschi che ovviamente non erano da loro graditi.
(< < < < qui in foto Messe con i carretti e i 20.000 quadrupedi (altro che panzer!), fra l'altro acquistati già vecchi in USA e ben presto affamati, visto che nella steppa non vi cresceva un filo di fieno. E quello che c'era nei vari paesini che attraversavano, i russi abbandonandoli facevano terra bruciata)
(ma divennero però comodi - per molti nella ritirata - quando la fame mise fine alla loro esistenza).

Vi erano le incertezze sulla "strategia" tra di loro ma anche incomprensioni con i generali germanici, che volevano comandare, disporre e impiegare a loro piacimento i reparti. (i montanari Alpini nel fango della rasputina Russa in pianura! La Fanteria sulla gelida steppa con gli scarponi chiodati che formavano sulle suole subito del ghiaccio.
(qualche migliaio quelli col pelo li acquistarono paradossalmente a borsa nera in loco da alcuni affarista russi. In seguito - correndo ai ripari - arrivarono un piccolo quantitativo di scarponi con le nuove suole "Vibran". Ma era troppo tardi, la ritirata era già iniziata.

I tedeschi non erano sempre solo a noi ostili, ma addirittura - temendo una disfatta come Napoleone - lo erano diventati anche fra di loro. Vi erano ottimisti e pessimisti (che creavano disfattismo).
A questi ultimi da Hitler piovvero anche qui le destituzioni di alcuni ufficiali di valore. Poi il folle richiamo di alcune armate per inviarle "pronte" per l'Italia, al Brennero.
Richiami che furono fatali, visto che una armata con il suo generale Manstein - l'unico valido rimasto in Russia - era stato perfino in grado di fermare i russi nella più grande battaglia di mezzi corazzati del 5 luglio a Kursk.
Manstein rimasto solo dovette soccombere all'accerchiamento dei russi. Mentre le armate che gli erano state tolte, Hitler le inviò a sucidarsi in Italia.

Una beffa che racconteremo più avanti fu quella dei "Comunisti" italiani, che dovettero partire per andare a combattere i loro "amici russi". Poi non sufficiente la prima beffa, ce ne fu poi anche una seconda dopo la sciagurata ritirata. Quando alcuni rientrarono in Italia (si era già all'8 settembre), come traditori - finirono nei campi di concentramenti in Germania.

In questa "Campagna di Russia" gli italiani pagarono un alto prezzo
soprattutto con la "ritirata".


Tutti con addosso la disperazione con 30-40 gradi sottozero
"camminavamo come automi, altri sfiniti cadevano sulla neve, li guardavamo, ma li lasciavamo lì e andavamo avanti".

"ma spesso noi eravamo in 4 a togliere da quei fagotti di neve, scarponi, colbacco, vestiti, coperte"

"mentre gli efficienti russi si aggiravano attorno a noi non con i muli ma trainati dai potenti carri armati T-34
con addosso, pellicce, colbacchi e scarponi di pelo".

QUI MEMORIE DEI SOPRAVISSUTI >>>>

(Per la cronaca: Messe rientrato in Italia dalla Russia, assunse poi il comando nel marzo del '42 della 1a armata in Africa, ma durò poco, a maggio si arrenderà in Tunisia al generale inglese Freyberg con 120.000 uomini. MONTGOMERY nel suo libro di memorie scrive "..In Tunisia... al comando i generali avevano preparato già le valige, si arrendevano a mandrie, Messe fu catturato come un pollo" .

Mio padre Gonzato Giuseppe (che c'era) e gli altri - quando da lontano videro arrivare i "nemici" inglesi, dissero "finalmente si mangia!!".

Del resto era stato proprio Messe a confidare loro "se vogliamo mangiare, aspettiamo gli inglesi che tanto la guerra é ormai persa". Un bel incoraggiamento!
Era infatti da 5 giorni che non mangiavano. Purtroppo anche gli inglesi poi catturandoli non avevano da mangiare per 120.000 uomini fatti prigionieri. La convenzione di Ginevra stabiliva per i prigionieri dovevano ricevere non meno di 800-1000 calorie al giorno. Allora per 8 giorni diedero ai prigionieri 300 grammi di noccioline al giorno, che avevano a iosa, pari appunto a 800-1000 calorie.
Poi spedito nei campi di concentramento prima in Kenia poi in Sud Africa per 3 anni, mio padre rientrò in Italia nel maggio del 1946. Gli pagarono sì i tre anni di servizio, ma gli altri tre anni gli dissero che
"era stato a vitto e alloggio dagli inglesi e nulla gli era dovuto perchè "si era arreso". (colpa sua insomma la resa non di Messe).
(E allora - io suo figlio con l'"antifascismo" di oggi cosa faccio? alla memoria di mio padre come gli "antifascisti" gli do' del becero fascista e del coglione perchè non si era comportato come Montanelli
"a far nulla" nè a "contribuirvi" ? .


Messe - non condivise la sorte dei suoi soldati con la prigionia, fu invece accolto (!!??) a Londra!! Poi stranamente, dopo l'8 settembre, sarà lo stesso MESSE, rientrando da Londra in Italia a novembre '43 a coordinare (sic. !!) con la nomina a Capo di Stato Maggiore lo sbandato esercito "ottosettembrino" del Governo regio-badogliano). (che strana guerra! e che strani comandanti tuttofare!)
Questo Messe giovane volontario nell'esercito, divenne sergente, poi per meriti tenente, capitano, colonnello, generale. Combattè cinesi, turchi, austriaci, etiopi, greci, russi, inglesi dove in Tunisia poi si arrese. Ma rientrato in Italia andò nell'esercito di Badoglio. Con la Repubblica divenne senatore della DC, poi del PMI, e infine del PLI.
Una volta di qui e una volta di là
- con le ideologia "usa e getta" con gli amici o nemici di ogni "bandiera"). (Sembra i politici che abbiamo ancora oggi - si fanno la guerra in Parlamento - poi nelle oscure loro segreterie fanno gli ambigui "Patti". E gli italiani come al solito a subire i loro voltafaccia.

Non dimentichiamo che all'inizio dell'aggressione dei nazisti alla Russia, il corpo italiano era comandato proprio da Messe, e lui ubbidiva a Mussolini. E per questo stesso motivo finirono sulla forca i generali nazisti che avevano ubbidito a Hitler.

TORNIAMO AL MAGGIO 1940.
Era - come giò detto - ormai troppo tardi per tirarsi indietro. Già all' inizio del '40 dopo il disimpegno dei tedeschi ad Est e in Austria, l'Italia aveva le armate hitleriane al Brennero e a Tarvisio. In Alto Adige c'erano già 250.000 tirolesi che lo aspettavano per poi unirsi e dilagare con le loro armate nella pianura padana fino al mare.
Hitler aveva poi deciso - senza avvertire l'alleato - l'invasione della Francia - che come abbiamo visto sopra - risolse piuttosto in fretta.
A quel punto - terminata la guerra in Francia - oltre che al Brennero Hitler aveva le sue armate anche a Owest, sui confini, dal "Monte Bianco al Mare" come andava dicendo un certo Principe di Piemonte.


Mussolini se avesse abbandonato Hitler quando c'era il pericolo al Brennero, per chiedere aiuto alla Francia e all'Inghilterra, come sarebbe finito? - SIAMO REALISTI!! - visto poi - nell'invasione della Francia - come si squagliò il loro esercito e le loro difese (non capaci neppure di difendersi in casa propria, figuriamoci se i francesi accorrevano ad aiutarlo in Italia!), L'invasione dell'Italia non solo dal Nord e da Est ma anche da Owest, sarebbe avvenuta in 24 ore. L'infuriato Hitler avrebbe punito severamente Mussolini per il suo "voltafaccia", e come gli aveva accennato in un incontro vi era "piombo e gas per i traditori".

Quella sofferta alleanza, quell'accorrere in Francia in suo aiuto (non richiesto dal "Caporale"), finita male, poi quella estemporanea folle guerra in Grecia e infine (anche questo non sollecitato da Hitler) il suo appoggio in Russia, furono fatte solo per non finire nelle sue fauci, lui e l'Italia intera.
Ma entrambe furono per lui fatali - e se pur era prevedibile il finale - il destino avverso fu tutto dalla sua parte. E con lui tutti gli italiani che morirono in guerra (330.000) e non solo in guerra visto che morirono sotto i 38.939 bombardamenti dei "liberatori" anche 85.000 civili.

Errori che - senza appello o giustificazioni - non gli si perdonarono; ecco perché poi finì appeso a Piazzale Loreto.

Ma MUSSOLINI avrebbe mai potuto fare una alleanza con l'Inghilterra, la Francia e la Russia, rompendo già nel '40 l'alleanza con Hitler?. SIAMO REALISTI !!!

Si sarebbe forse ripetuto un 1914 quando l'Austria e la Germania scatenarono la loro guerra in Serbia. Senza la sua alleata Italia, che si defilò con la "neutralità". Per poi schierarsi contro nel '15 con i nuovi alleati.

Questa diffidenza di Hitler (sulla "non belligeranza" di Mussolini ) era giustificata?
C'era quel brutto storico precedente, a spese della Germania nel '14-'15, e lui non l'aveva dimenticato !!
Alla pretestuosa "neutralità", quell'accorrere di Mussolini a dargli una mano non richiesta, poi nelle successive difficoltà, non poteva che finire (avrebbe dovuto metterlo in conto) con il "tradimento" del '43.

( I FATTI DI ALLORA: '14-'18
L'Italia che con la Triplice Alleanza era una alleata da decenni, anno per anno sempre rinsaldata. Dopo i fatti di Sarajevo, però non onorò il patto e scelse - temporeggiando in attesa di qualche contropartita - di rimanere "neutrale". Ma nello stesso tempo, l'ebreo Sonnino, all'insaputa dello stesso governo italiano intavolò una trattativa segreta di alleanza (Triplice Intesa) con Inghilterra, Francia e Russia (trattativa diventata famosa come "Patto di Londra) dove vi era nel patto la spartizione dei territori austriaci a vittoria ottenuta )
>>>> VEDI IL PATTO >> e chi era SONNINO > > >>

Dopo un anno di neutralità l'Italia stava quasi decidendo di schierarsi con l'Austria (che gli aveva promesso in cambio il Trentino Alto Adige). Cadorna aveva già preparato le truppe per andare a soccorre sul Reno l'alleata Germania contro la Francia.
Ma con SONNINO, improvvisamente l'Italia cambiò bandiera e con la Triplice Intesa, si schierò contro la Triplice Alleanza dando una "cortellate alla schiena" all'imperatore Francesco Giuseppe e a un infuriato Kaiser, che all'indirizzo del Savoia lanciò accuse infamanti (iniziò con "inaudito", continuò con "ipocrita" e terminò con quel "nano farabutto". Che tradiva un'alleanza durata più di trent'anni.

Sappiamo come finì dopo 4 anni di guerra. Ci fu poi per l'Italia una "Vittoria mutilata" e il merito se lo stavano prendendo tutti gli americani di Wilson quando intervenendo ottenne il cessate il fuoco con la resa.
L'Italia non rispettando la resa che era già avvenuta e firmata a Padova a Villa Giusti, per un piccolo incidente ad Ala (dov'era stato messo il contemplato confine fatto da Wilson) invase il territorio e si prese il Trentino Alto Adige, facendo infuriare lo stesso Wilson, che poi a Parigi alla conferenza di Pace non volle nemmeno leggere nè rispettare i patti di Sonnino ("Io non ho fatto, né ho firmato alcun patto.... le spartizioni le faccio io ").
L' Alto Adige che aveva promesso l'Austria all'inizio, lo "prendemmo" poi così (ugualmente) anche se ci era costato 600.000 morti. Dando però poi inizio da fine guerra in poi alla famosa controversia, che causò il Terrorismo dei Sudtirolesi nei primi anni '60. (dove per 4 anni partecipai io stesso dando la caccia ai terroristi guidati da Klotz & C.).

Qui la già sopra ricordata famosa frase detta il 9 agosto1914 da SAN GIULIANO in una lettera segretissima inviata a SALANDRA, dove prospetta per la prima volta l'eventualità di un'entrata in guerra dell'Italia "contro" l'Austria, ma solo qualora "si abbia la certezza della vittoria", e solo "quando le sorti della guerra fossero sfavorevoli all'Austria". (comodo !!!)
Insomma pronti a montare sul carro del vincitore !!!

L'Italia lo farà in gran segreto anche nel 1943 !!! (con l'armistizio).
Così nell' aprile del '45 sul carro platealmente ci montarono tutti, e ci dissero pure i partigiani che avevano loro liberato l'Italia. Ma il 29 aprile quando entrarono a Milano, i "liberatori" erano gli "angloamericani"; accolti festosamente, pur avendo prima distrutta metà Milano oltre aver causato migliaia di vittime; gli itaòliani erano tutti lì a battere le mani.
Gli "alleati" disarmano subito i cosidetti "liberatori", perché per loro erano ancora i "nemici". (sempre poi ribadito alla Conferenza di Pace a Parigi).


Tutto quanto detto sopra si stava forse ripetendo nel 1940, quando indugiando, indugiando Mussolini fu costretto anche lui a cambiare alleato e bandiera. E questo voleva la stampa e i plagiati italiani tutti.

Ma - nell'invasione e dopo la strepitosa vittoria di Hitler sulla Francia - non vi erano le stesse condizioni del 1915. Hitler nel 1940 aveva le più potente ed efficiente armata di tutta Europa. Un cambio di alleanze di Mussolini, avrebbe indotto Hitler senza alcun dubbio, SICURAMENTE, fatto pagare caro all'Italia il cambio di bandiera.

Consolidatisi in Francia, le armate di Hitler avrebbero invaso l'Italia, che sarebbe finita sotto il dominio nazista.

Molti avrebbero poi applaudito e sicuramente sarebbero saliti sul carro del vincitore!!!
Compresi anche tutti i comunisti, che a Parigi avevano applaudito Hitler (ancora alleato di Stalin) .
Ci rimasero poi male quando poi Hitler invase la Russia. Addirittura dovettero partire e andar a far la guerra contro i "compagni" bolscevici. A congelarsi e anche a morirci (quasi 100.000).
Questi comunisti ebbero anche due beffe: LA PRIMA: dovettero partire per la Russia con altri loro 229.000 camerati per combattere proprio i loro amici russi. LA SECONDA: quando ci fu la ritirata nel marzo del '43, dei 100.000, una buonaparte degli scampati rientrarono poi a maggio-giugno in Italia a Treviso, Vicenza, Bolzano. Si erano appena nuovamente insediati nelle caserme quando dopo la liquidazione di Mussolini a luglio e con l'8 settembre la guerra civile cominciò a infuriare in Italia. Con il tradimento ai tedeschi - e con l'esercito allo sfascio - chi disertò e si rifiutò di andare alla Repubblica di Salò, o fuggi sui monti o fu catturato dall'ex alleato; messo su un carro-bestiame finì deportato in Germania.

Fu un dramma senza via d'uscita: se non disertava dai nazi-fascisti, diventava lui il bersaglio come antifascista, come se fosse stato solo lui il responsabile del " disastro". Così fino alla liberazione dove uno ebbe a dire: "Feci il vero uccel di bosco, così da vivere da bestia tra le bestie".
La "Campagna in Russia" finì così. Ma qualche bestia rancorosa la si vide poi ancora in Italia quando ci fu la "scena naturale di spettacolare bellezza" a Piazzale Loreto.

 

IL CONTRIBUTO DELL'AMERICA

L'America di Roosevelt nel '40 non era ancora all'orizzonte, perché in America il 90% della popolazione americana non voleva essere coinvolta in una guerra in Europa. Ma poi ci fu (la strana e oscura) Pearl Harbour a far cambiare opinione agli americani. Così intervennero, in quella che Eisenhower chiamò la "Crociata in Europa" con il "God wants it" (Dio lo vuole). I "pezzenti" , gli "infedeli della democrazia" erano gli Europei, Italia compresa.
Ma intanto erano passati 3 anni, quando l'Europa aveva ormai l'acqua alla gola. (la stessa cosa era avvenuta nella Prima Guerra Mondiale, intervennero dopo 3 anni, quando tutti i litiganti in Europa avevano anch'essi l'acqua alla gola, e vinsero)

Ma nel '41 intervennero perché spinti da una carica umanitaria, promuovendo Solidarietà ai poveri europei?
In Usa nel '40 non avevano ancora risolto i grossi problemi che erano sorti con la Grande Depressione, detta anche "Crisi del 1929". E nel '40 questa crisi economica e finanziaria era ancora in atto. Una crisi che le misure protezionistiche (perfino dai loro cugini inglesi) non attenuarono. Il New Deal roosveltiano si dimostrò quasi un fallimento. Nel corso di dieci anni in Usa erano sorte bande di criminali, in primis Cosa Nostra statunitense. Ancora nel '38 l' Inghilterra anch'essa in profonda in crisi, ebbe con la Germania un incontro per coalizzarsi contro gli Usa.
La vittorie di Hitler in Francia é del 22 giugno, mentre l'inghilterra tornata nella sua isola era ormai anch'essa minacciata. Mentre l'Italia con la sua ambigua "neutralità" anche se poi diede l'appoggio (non richiesto) a Hitler in Francia, non aveva affatto allontanato il pericolo di una discesa del Caporale (benevole o no) sulla penisola, che ormai era con le sue armate a owest ai confini francesi dalle Alpi al mare e a Est dal Brennero a Resia.
Se Hitler conquistava il potere in Europa - e gli Usa non si fossero inventati Pearl Harbour - avvenuto il 7 dicembre 1941 - che permise di convincere i riottosi americani ad entrare in guerra, gli USA erano spacciati.
Il nazismo in Europa sarebbe forse sorto anche senza azioni militari, senza invasioni, senza i "bombardamenti" e le distruzioni che poi l'Italia dovette subire dai "liberatori".

Una Europa con l'Italia quindi dominata e guidata dalla Germania? Sono molti a chiedersi se questo avrebbe comportato un danno per la futura Europa. Vista poi - nonostante le due guerre perse e con l'ultima catastrofica - la capacità della Germania di risollevarsi alla grande e ottenere ancora una volta l' egemonia politica, finanziaria tutti l'abbiamo poi vista dominare e la vediamo ancora oggi nelle nazioni della UE.
Anzi in queste - se avesse dominato la Germania - ci sarebbe stato un ulteriore maggior predominio, visto che gli Usa se non intervenivano nella lucrosa "Crociata" sarebbero scomparsi del tutto come potenza economica, militare e culturale nel mondo.
Sicuramente invece della Coca Cola avremmo bevuto più birra, champagne e chianti, invece degli hambuger avremmo mangiato più gulash, fiorentine e carbonare, invece del chevingum più strudel tirolesi, babà e sfogliatine, invece di fumare Chestelfield più Nazionali.


Ma alla "Crociata" gli USA intervennero alla grande. Riattivarono le dormienti 240 acciaierie, 60 cantieri navali, mobilitarono 12 milioni di americani, le Banche elargirono ingenti capitali a credito (a pagarli i futuri e sicuri perdenti).

La 2a guerra mondiale, fu per l'economia americana un boom senza precedenti.

  1939 1941 1942 1943 1944 1945
PIL 91,4 126,4 161,6 194,3 213,7 215,2
Produz. Industriale 109 162 199 239 235 203
Entrate Bilancio 6,7 15,7 23,2 39,6 41,6 43,0
Acquisti beni/servizi d. stato 13,1 24,7 59,7 88,6 96,5 84,8
Reddito delle persone 72,6 95,3 122,7 150,3 165,9 171,9
Costruzione aerei 2.141 19.433 47.836 85.898 96.318 46.000
Costruzione carri 346 4.052 24.997 29.497 17.565 20.000
Costruzione navi Milioni ton. 1,5 2,5 7 16 16,3 -

Più 12 milioni di individui (donne/anziani)
mobilitati in servizi diversi (l'occupazione salì al più 60 %)

E altrettanto senza precedenti fu -dopo il conflitto - la produzione industriale (e quindi i consumi e il benessere indotto)
tramite i debiti di guerra europei (per i successivi 100 anni) e gli aiuti elargiti col "Piano Marshall".....
(QUI in Italia tutti i nomi dei beneficiati > > > )
.... più ci fu la immediata riconversione produttiva delle loro industrie, uscite tutte indenne dal conflitto.
Le perdite Usa furono irrisorie nella 2a G.M.
MILITARI su 25.000.000 morti solo lo 0,8% americani. (due terzi sudanesi, canadesi, indiani, neri e solo 0,3% americani)
CIVILI su 45.000.000 morti solo lo 0,02% era statunitense (9.000 morti)

La dimensione militare:
116.314 carri armati l'(Italia ne possedeva 2.743), 2.933.254 automezzi (Italia 83.000), 129.538 mezzi cingolati (Italia 0), 774.038 cannoni (Italia 7.200), 2.300.000 mitragliatori (Italia ca. 100.000), 10.300.000 fucili (Italia ca. 5.000.000 vecchi), 462.741 aerei (Italia 3.250 - solo 1800 operativi), 16.500 milioni ton. mezzi navali ( Italia ca. 1 milione).
Impiegarono gli angloamericani nelle 3 armi 18.700.000 uomini. Altri 12.000.000 nei vari servizi.
(i dati sono tratti da "Infografica", dello storico Jean Lopez, ed. Ippocampo)

L'efficienza e la preparazione dell'intervento USA nella guerra, sono descritti in questo raro e originale documento:
La Relazione del Comando Supremo dei 3 Comandanti Generali >>>>
I Bombardamenti in Italia anglo-americani furono 38.939, sganciarono 378.891 tonnellate di bombe corrispondenti a 1 milione di bombe che causarono 85.000 vittime civili. I morti in guerra 330.000.

Potevamo vincere questa guerra??

Riguardo all'attacco di Pearl Harbour questa é una strana (ambigua) storia che potrete leggere >>> QUI >>>>>.

Intervennero così in Europa gli angloamericani a liberare anche l'Italia dai nazisti.
Ma alla conferenza di Pace a Parigi, ignorarono del tutto il contributo dei Partigiani.
E trattarono De Gasperi un nemico "Perdente " altro che "Alleato".

(vedi qui il severo intero Trattato di Pace originale >>>>>

Per consolarsi....
Le responsabilità della guerra i nuovi italiani diventati tutti vergini e antifascisti
la diedero tutta a Mussolini.


Lui finì appeso a Piazzale Loreto, lo stesso giorno che entrarono
a Milano, quelli chiameremo - ma solo noi - "alleati".

E furono questi, presenti (ma indignati) allo "scenario naturale di spettacolare bellezza".
Tutto il "Comunismo" in Italia agli occhi degli italiani si era compromesso.
Lo stesso Pertini ne fu scandalizzato,"abbiamo infangato la Resistenza".

Se si fosse fatto un processo a Mussolini, sarebbe stato un processo contro l'intera nazione. Proprio Giorgio Bocca ha scritto: "La morte del dittatore era inevitabile e fu accolta con manifestazioni di gioia non soltanto da noi antifascisti. Lasciare a Mussolini la parola in un processo avrebbe significato consentirgli di chiamarci tutti in causa, anche noi partigiani, che eravamo stati fascisti come tutti". (molto onesto!).

I cosiddetti "alleati" ne furono scandalizzati. Ma la "mattanza" era stata solo opera di alcuni gruppi di appartenenza politica deviata durante una guerra civile che operando non come pacificatori degli italiani, fascisti o antifascisti, andarono al di là di quelle aspirazioni sociali che gli italiani desideravano.
Quelli del gruppo comunista avevano per l'Italia come modello da imporre il bolscevismo, ma proprio in Russia che aveva come radice e il nome Socialismo, di Socialismo Sociale era stato fatto nulla. In 20 anni Stalin aveva - un uomo solo - imposto una dittatura peggiore del fascismo. Ci fu la degenerazione burocratica e la cieca obbedienza al capo. Un capo che poi strangolò il partito di Lenin e di Troskij, l'Opposizione Unificata fu schiacciata, i dirigenti imprigionati nei gulag e passò alle armi compagni di partito, i capi militari e chiunque contrastava la sua popolarità. (un Mussolini al cubo!)
Ecco perché nel corso degli anni successivi - morto Stalin - fallì il "bolscevismo".

Il Comunismo in Italia, dal '21 in poi, sempre in lotta con il fascismo, per la sua intransigenza a trattare era rimasto sempre ai margini della società. Contrastando il fascismo solo con la violenza usata dallo stesso fascismo. L'occasione per emergere in Italia fu solo verso la fine della sciagurata guerra.

Ma lo fecero nel modo sbagliato. Con provocazioni, attentati e proclami incitarono gli italiani a fare una guerra civile. Poi erigendosi con un Governo Provvisorio a salvatori della patria, con i loro "tribunali del popolo" procedettero non solo a pene e sanzioni varie ma a condanne a morte senza un processo. E questo non fu un buon inizio per essere graditi al popolo italiano, ex fascista ed anche antifascista.
Non era quella una "Giustizia!" A salvare poi gli uni e gli altri ci fu poi l'amnistia togliattiana. (fatta fare a lui dagli angloamericani per non sporcarsi le mani nè con i rossi e nè con i neri).
Ma il freno a quella deplorata barbaria lo misero gli stessi "alleati" che per prima cosa nello stesso giorno di Piazzale Loreto, imposero ai partigiani lo scioglimento delle bande e la consegna di tutte le armi.
Il "comunismo bolscevico" in Italia finì quel giorno. Quello rimasto col nome Comunista (ma presto sparirà anche questo) servì in seguito solo a fare opposizione, spesso senza una coerenza. Tanto per farla !


Erano come detto sopra gli "alleati" i vincenti.
Erano entrati in guerra 3 anni dopo, quando in Europa tutti erano ormai perdenti.
Come nello stesso '17-'18, quando - vi sbarcarono dopo 3 anni -
con una Europa che era.... anche allora.... con l'acqua alla gola.

Gli angloamericani nel '42 intervennero e vinsero !

e gli italiani che erano stati tutti "fascisti" divennero tutti "antifascisti
cosa dissero?
Coi fascisti tutti si cantava
Con i savoia fuggiaschi tutti noi si scappava
Con i russi una parte di noi li ammirava
Con gli americani tutti si mangiava


E COS'ALTRO POI OTTENNE L'ITALIA?

* Nessuna considerazione sulla liberazione partigiana.
* La perdita di tutte le colonie.
* Donazioni "umanitarie" e debiti contratti col Piano Marshall
( >>qui nei MINIMI dettagli > Tutte le Città, > i nomi dei beneficiati >>>
* Gli aiuti con implicazioni politiche più che umanitarie.
* Perdita della sovranità territoriale cedendo 123 territori italiani per le loro basi.
* Dovette Unirsi alla NATO (Stati cosiddetti "Atlantici") a partire dal 1949.
* Fu "Atlantismo" per la nostra difesa (ma vi dominano gli USA).
* Forte ingerenza americana dal '48 in poi contro i partiti comunisti e socialisti
(minacciando di non dare più aiuti ci guadagnò la DC).
* Dovette in seguito dare l'Italia le risorse per le "missioni militari" Usa (Nato) di Pace (!!!!)

Da allora l'Europa non fu più potente, né fu più sovrana.
Ed oggi è anche indebolita da una identità sempre più logorata.
Ci sono in Europa 22 milioni di stranieri (in Italia 5.450.000 + irregolari vaganti 533.000 )
Il flusso migratorio sta provocando la sostituzione della nostra gente
con altra gente di altri Paesi, con altre radici, altre storie, altre religioni.
Se ieri ci fu il timore di essere o nazificati o americanizzati
oggi il timore é di essere islamizzati da 1,57 miliardi di persone).

Sì, la tanto vantata "resistenza"
fu allora fatta conto gli ex "amici" "nazisti" detti "invasori"....
( dimenticarono che i tedeschi eravamo stati noi ad averli invitati a scendere in Italia contro lo sbarco americano)
infatti ancora nello stesso giorno dell' armistizio il bollettino 1197
BADOGLIO LI CONSIDERAVA "NEMICI"

e così anche il Messaggero col Bollettino 1201


....sembra che anche oggi siano gli stessi (di Piazzale Loreto)
a volere come allora gli attuali "invasori" dell'Italia fino ieri non proprio "amici"
A fare i nuovi partigiani questa volta saranno ancora gli italiani
ma i non "accoglienti", i "disumani", diventati i "nemici" degli itaiani "amici" degli invasori
(con un nuovo Piazzale Loreto?)

Io fino ad oggi non ho ancora capito chi erano gli invasori.
Se i tedeschi o gli angloamericani.
Ma questi ultimi essendo più forti vinsero i primi.
Ed allora montando sul carro del vincitore (noi non loro) li chiamammo "alleati".
Ma a noi piace autoingannarci, continuando a credere
che la guerra l'abbiamo vinta noi. Con i partigiani.

Anzi se interroghiamo qualche giovane d'oggi
ci dicono che abbiamo vinto NOI anche la 2nda Guerra Mondiale.

Il perché lo abbiamo già detto sopra
Coi fascisti tutti si cantava
Con i Savoia fuggiaschi anche noi si scappava
Con i russi una parte di italiani li ammirava
Con gli americani tutti si mangiava

L’ERP e il PIANO MARSHALL non fu esclusivamente un programma economico: insieme ai dollari venne esportata anche la mentalità americana. Questo portò a numerosi cambiamenti nella società europea che si manifestarono, ad esempio, nei modelli organizzativi delle aziende, nel modo di vestire, di mangiare, di bere, di fare musica e in molti altri aspetti della vita quotidiana.
L’importazione del modello americano rappresentò un mutamento di lungo periodo nelle abitudini della popolazione europea e tali cambiamenti culturali sono presenti ancora oggi a molti anni di distanza.


Ci portarono il Chewin Gum, l'Amburgher.
Dicemmo addio alla "fiorentina" alla "cotoletta alla milanese", al "saltimbocca alla romana" ecc.
Dicemmo addio al "Frascati, al "Barbera", al Chianti", ci arrivò la "Coca Cola".
Dicemmo addio alla nostra musica, ci giunse il "Rock", poi il "Rap".
Imitammo i "Grandi Concerti" per i giovani, droghe incluse, compreso spruzzo di peperoncino.
Al loro fianco i nostri soldati per portare (con le "Missioni di Pace") la democrazia nel mondo.
Dagli USA ci sono giunti anche i "social", siamo oggi non solo tutti "connessi"
ma anche tutti "osservati", "guardati attentamente", "registrati", "spiati".
Sono stati i nostri "liberatori" e da allora non ce ne siamo più "liberati".

Ma forse presto le abitudini le cambieremo ancora con l'arrivo delle nuove "risorse".

Ma gli USA non sempre sono stati Vincenti?
NON SEMPRE !!!

Nella sciagurata loro guerra in VIETNAM >storia > e tesi >> (che è rimasta come il simbolo della prima sconfitta della superpotenza americana, creduta invincibile) vi prestarono servizio a più riprese ben 2.500.000 americani, i morti e feriti gravi furono ca. 215.000. Le perdite Vietnamite ca. 2 milioni.
In patria 500.000 americani renitenti alla leva disertarono e fuggirono in Canadà. La guerra costò 168 miliardi di dollari (ma poi se ne spesero altri ca. 900 per l’assistenza ai 300mila veterani tornati in patria (alcuni anche platealmente si suicidarono), mentre altri 700mila giovani pure questi veterani soffrirono di traumi psicologici. (ricordate il film "Rambo"?.) "Sono sempre i vecchi a mandarci alla guerra, e siamo sempre noi giovani a cadere".

L'impegno in Vietnam di un coscritto americano fu di 240 giorni sui 365. Mentre lo stesso soldato nella Seconda Guerra mondiale, fu impegnato a turno in combattimento per soli 40 giorni in 4 anni.
Per demoralizzare il nemico o per galvanizzare il pubblico in patria si pubblicavano enormi numeri di perdite di vietnamiti. Inutilmente. A vincere sempre - nonostante le gravi perdite - era sempre Ho Chi Minh.

Pur impiegando potenti carri armati, aerei ipersofisticati, elicotteri d’assalto, tecnologie elettroniche, l'impiego del Napalm e la diossina; si impiegarono 14 milioni di tonnellate di bombe; tre volte l'impiego in tutta la 2nda G. Mondiale. Ne vennero fuori sconfitti.

Non solo in tutto il mondo ma anche nella stessa Washington gigantesche manifestazione per la pace avevano spaccato la società americana in due. La sconfitta subita - paradossalmente - fu quasi - da una parte - salutata con gioia.

EPPURE... per i responsabili del disastro con l'onta della sconfitta - i 5 Presidenti USA che l'avevano dichiarata, sostenuta e vergognosamente persa - nessuno pensò di appenderli in un distributore di benzina assieme alla loro donna.

Ne dimentichiamoci poi la "caccia alle streghe", fatta dal "maccartismo" in USA nel dopoguerra con il suo anticomunismo ottuso e fanatico, contro i comunisti, ritenuti sovversivi, spie dell'Unione Sovietica. Nella "Lista nera" vi erano personaggi politici, delle amministrazioni statali, delle università, ed anche più di 300 tra famosi attori e registi allontanati da Hollywood come Charlie Chaplin, Elia Kazan, Arthur Miller, e molte altre vittime incolpevoli. Furono perseguitati (una repressione ne più ne meno come avevano fatto i "rossi" in Italia con i fascisti) processati, giudicati colpevoli di attività antiamericane e anche condannati a morte (famosi i coniugi Rosemberg). La "paura rossa" guidata da Joseph McCarthy fu paragonata a quella di Hitler e Stalin.
Ma lui per tutto questo comportamento, dagli americani e dai puliti comunisti fu solo allontanato, perché scomodo; né fu appeso in un distributore di Piazzale Loreto

 

Ma perché poi scelsero Piazzale Loreto?
La vulgata è un po' diversa da quella raccontata. I particolari, di cosa era accaduto prima, quando e perché. I fatti, i nomi di tutte le vittime innocenti di prima e dopo sono descritte, con immagini e giornali in questa...
PAGINA NERA >>>>MOLTO NERA >>>>
Tutti quei partecipanti malati di follia - che "dicono" "lottavano per la giustizia" - dovevano essere curati in perpetuo e non lasciarli scrivere e raccontare. Invece nello squallore e nell' indecenza dopo 74 anni; i pochi protagonisti viventi sono ancora malati e fanno la morale, "interpretano" i fatti. Non hanno nemmeno il pudore di stare zitti e di curarsi. Si sono - con quel male addosso - tutti riciclati, alcuni più volte; e stanno ancora in mezzo a noi in questi anni 2000, infettandoci.
Ipocriti, fate almeno silenzio, curatevi, e non ci contagiate.

CONSIDERAZIONI ATTUALI

Oggi si assiste che quel "fascismo" che ha portato gli uomini del '40 l'Italia nella guerra narrata sopra, sembra vivo nella curiosità e nella potenza evocativa dei suoi stessi detrattori detti "antifascisti". Oggi non c'è discussione politica se non è intrisa di antifascismo. C'è più fascismo nella mente degli antifascisti che in quella dei fascisti veri e propri.
I primi il fascismo l'hanno volutamente rimosso negandogli una elaborazione storica. Mentre i secondi è perfino ridicolo attaccarsi o essere ossessionati dai saluti romani o da qualche immagine di Mussolini per fare del becero '"antifascismo" in assenso del "fascismo".
Ma si dice che hanno paura che possano andare al governo; ma allora significa, secondo loro, che le orde fasciste esistono, visto che questi italiani manderebbero i loro rappresentanti al governo. Che per gli antifascisti sarebbe la fine.

Ma di fascisti non ce ne sono, sono solo nella loro mente, e allora ne sostengono l'esistenza pur di giustificare la loro propria esistenza. Io sono d'accordo con Federico Rampini (in "La notte della sinistra" - Feltrinelli 2019) lui di Repubblica (!!!) che invita i "compagni" a smetterla di "raccontarci che siamo moralmente superiori e che là fuori ci assedia un'orda fascista". Di smetterla!!!

A suo parere si parla a vanvera di fascismo, lo si descrive in agguato dietro ogni angolo di strada, studiando pochissimo quel che fu davvero: così "si spande la retorica di una nuova "Resistenza" insultando la memoria di quella vera" (ignorandone la contraddizione, gli errori, la tragedia narrata qui sopra).
"Si commuovono per le grandi cause umanitarie (profughi ecc.) mentre considerano la nazione un eufemismo per non dire fascismo. Invocano lo ""ius soli" per le "nuove risorse" per farne un' "idea-forza" che dovrà - per riconoscenza - attirare verso di loro solo consensi elettorali".

E che forse - dandogli a questi la cittadinanza- li useranno poi come esercito di repressione contro i "fascisti"?

Ma chi sono questi fascisti? Dove sono?
Si inventano! Forse assisteremo allora a una nuova "strategia delle tensione"? Quando nel '68 (sembrava) che metà degli italiani erano contro l'altra metà?.
NO !!!
Quelli delle "Brigate Rosse" erano solo un'orda di falsi-cosacchi uniti dal mito della distruzione, che volevano spaccare il mondo. Dalle occupazioni delle Università si passò agli scontri nelle piazze e nelle vie. Invocavano Mao, Ho Chi Min e il "Che", mentre altri - i figli di papà - bevevano tranquilli la loro Coca Cola con le loro pupe nelle balere o al Piper di Roma o alla Bussola di Viareggio. O nelle 2000 discoteche che in breve tempo si aprirono.
"La primavera abbagliante"
dei "rossi" durò solo un decennio. Poi ci fu il "riflusso" e col "pentitismo" si misero a fare i delatori per salvarsi dalla galera e per poter andare così anche loro nelle discoteche o ai concerti di Lucio Battisti e di Baglioni (che fece nel '75 anche una canzone - l'unica - a sfondo politico - "Piazza del Popolo" - , poi estraniandosi dal contesto sociale si mise a cantare i "piccoli grandi amori" e i "passerotti" e con lui tutti gli ex ribelli diventati tutti agnellini.
Le contestazioni? Le manifestazioni? ("noi facciamo paura" gridavano). Un fallimento! Quattro teste vuote (come oggi) da una parte e dall'altra. Quante pecore vestite con le pelli dei leoni!!! - I "Palazzi" non crollarono, i "Belzebù", i "Picconatori", le vecchie volpi rimasero al loro posto. E gli italiani avuta la conferma che non c'era alcun pericolo dai Rossi, smisero di cantare "Bella Ciao" e si misero a cantare "Felicità" pure loro con Al Bano, e come poi disse un certo "palazzinaro" scendendo lui in campo (
ma con l'appoggio dei missini - eccoli nuovamente lì !!!!! fregandoserne della legge Scelba !!) con lui riempiranno negli anni successivi i ristoranti, gli alberghi al mare e gli aerei, per spensierate vacanze. Di fascisti non si parlò più. C'era LUI!!

ANCHE OGGI NON C'E' CONFERMA CHE ESISTONO TESTE CALDE: da una parte i "Fascisti" dall'altra gli "Antifascisti". Entrambi riescono solo a organizzare manifestazioni, che oggi vanno di moda: con la Greta in testa per far piovere, o con il Dudù per salvare agnelli e caprette, e qualche sfilata pro Tav no Tav (una lagna del 1993!!) ecc ecc ecc.
Non sarebbe invece proprio male se ci fosse un "Programma" come nel '19. Togliatti nel '36 fu lungimirante!!

INSOMMA SONO SOLO TESTE CALDE CHE NON FANNO PAURA. NE' CREANO PROBLEMI.
I PROBLEMI SEMMAI SONO ALTRI. RIGUARDA LA NOSTRA IDENTITA' - QUELLA DI TUTTI (tutti Dx e Sx) GLI ITALIANI (che diventano giorno dopo giorno sempre meno).

Abbiamo visto dalle file del PD eletta alle europee Cecile Kyenge. Lei ha subito fondato "AfroItalian Power Initiative", perché "l'Italia è già un Paese di meticci" !!!??? (
lei non sa cosa significa!! Ndr). Gli fa eco Stephen Ogongo, che ha fondato "Cara Italia" " con l’obiettivo di lottare e creare una classe dirigente che veramente ama l'Italia, con Parlamentari di tutte le origini, che potranno domani diventare anche "Presidente della Repubblica".
Ribadisce la Kyenge che é per "difendere i diritti degli immigrati" - "Creare una classe dirigente" (!!??) "per dimostrare che ci siamo" (!!??).
Il suo logo nel manifesto parla del resto chiaro: "Siamo l'Italia, siamo l'Europa".

Vorrei vedere io o un messicano se entriamo o sbarchiamo in USA e diciamo "Siamo gli Stati Uniti. Siamo l'America". Ci manderebbero difilati a Guantanamo!!

Nelle strade, nelle stazioni e nelle piazze di città e paesi gli italiani se ne sono accorti quanti sono già, quelli che qualcuno chiama "risorse"!
Sono diventati tanti i "fratelli"!! Tanti, Tanti. E attendono di essere ancora di più, poi agiranno in una Italia vecchia e senza figli.( L’ Italia è al terzo posto come paese più anziano del mondo con una media di 44,5 anni. In Africa 19 anni e mezzo).
Mentre lei -la Kyenge - in Congo ne ha 39 di fratelli avuti da un padre bigamo con 4 mogli. (presto in uso anche in Italia?
Sarà forse questo il "nuovo stile di vita che offriranno le nuove risorse agli italiani" come va dicendo la Boldrini? - Forse proprio con lei la Kyenge aprirà un centro di cultura per i "fratelli". Poi con le imminenti e sperate "porte aperte" potrà mirare al ricongiungimento dei 39 fratelli con le loro rispettive tante mogli (39 x 4 fanno 156 donne pronte a fare anche loro ognuna 39 figli, dando vita a 6084 "nuovi italiani". La sostituzione della nostra gente in brevissimo tempo sarà un fatto compiuto.

Con gente che è "altro da noi", altra cultura, altra idee dei rapporti con le singole persone, con le rispettive autorità civili e religiose, altra idea dello Stato, nel concepire la famiglia, marito, moglie, figli (se poi ne hanno 39 come il padre della Kyenge, si possono avere alcuni dubbi sulla loro educazione, affetti e....amore famigliare).
La Kyenge i 39 fratelli forse li ricongiungerà in Italia, li farà studiare nelle nostre università, pronti con il loro partito per "Creare una classe dirigente tutta nostra" (!!??) "per dimostrare che ci siamo" (!!??).
Con una decina come la Kyenge avremo un Parlamento e un Senato al completo. Faranno "il pieno".
PD GRAZIE! (ma anche voi andrete tutti a casa, o nelle "riserve" che i nuovi padroni concederanno a noi nativi indigeni; come fecero gli Europei in America con gli indiani locali. Poi gli tolsero anche quelle e i pochi rimasti li sterminarono.

Ma anche il ns. Presidente della Repubblica ultimamente ha conferito il Cavalierato alla siriana Asmae Dachan, figlia di Nour Dachan, l'iman di Genova, leader dei Fratelli Musulmani, che vorrebbero trasformare la Siria in una nazione islamica salafita. Forse da Genova non correremo più solo verso il "meticciato Kyengiano", ma ci sarà ben altro. Non solo in Italia, ma anche in questa Europa che non sarà più né potente, nè sovrana e con una identità sempre più logorata, assente, distrutta. (dove abito io, nelle scuole vi è già il 50% di stranieri - I sovrani del domani?.).
Ma solo quando si ha una identità si è sovrani in quanto popolo, comunità, Stato. Prima si ha una identità e poi si è sovrani. Non il contrario. Questo da quando esiste il mondo.


E SULLA RELIGIONE?
C'E' CHI BACIA LA CROCE E CHI... BACIA I PIEDI
(che è un inopportuno segno di sottomissione)

Cosa dire sulla Chiesa? Oggi si critica un avversario politico che bacia il rosario e poi vediamo un Papa che bacia i piedi a un islamico del Sudan, visita gli Emirati Arabi e bacia l'Iman.
E dice pure "non invocare Dio per te stesso". L'antiquato "Dio aiutami" è oggi quasi un sacrilegio. Eppure nella DC lo usavano eccome, nel simbolo vi era "Cristiana" e anche la "Croce". E Gedda e Pio XII, dicevano pure "Dio é con noi!". Ma oggi i fondamenti stessi della cristianità, si perdono nel politico, dove esistono personaggi analfabeti della politica stessa, che dicono in TV (!!!!) che la Germania confina con la Spagna; o che non sanno dirti cos'é il Def, la Flat Tax, il Pil, il CEDU (per quest'ultima fanno perfino le sfilate ma non sanno cos'è), ma sanno invece dai media chi é Dudù cosa mangia, se va di corpo, quali vitamine prende, in quali precise ore del giorno se mangia il "patè" "CiccioBello il tuo cane più bello".

Anche il Papa ama "le risorse". Si è trasformato in grancassa delle sinistre umanitarie. In una ONG, offrendo pure lui l'"amorevole accoglienza". Fa marketing sull'emigrazione pressoché illimitata. Ed é anche ossessionato dalla "discriminazione" che gli italiani hanno nei confronti degli poveri stranieri, islamici, Rom ecc. ecc.
La Chiesa - se c'è ancora in giro - nelle chiese preghi per lui !!!

Dimentica quando ad essere discriminati erano gli italiani, quando chiamandoli "invasori" entrarono a Porta Pia. Li scomunicarono tutti. E imposero al resto dei cattolici il non expedit. Di non partecipare alla vita politica del Paese.
Ma poi tornarono a galla, nel '29 proprio grazie all' "Uomo della Provvidenza" "fascista".
Ma anche dopo di lui - subito cambiarono alleanze - nel dopoguerra, con gli "Anni Mariani", e le processioni in tutte le città e paesini, dove avvenivano i "miracoli della Madonna".
I comunisti, le unioni civili, le passioni amorose, avevano tutte connotazioni demoniache considerate soprannaturali. Ovviamente escluse le visioni mistiche, i prodigi dei santi e delle madonne.
Da tutti i pulpiti i curati indicavano i comunisti i "senza Dio". Mettendo il simbolo della nata DC, la Croce e il Cristiano, con i vari motti "difendi la tua Famiglia, la tua Casa, il tuo Dio". "Dio ti ascolta, Stalin no".
L'opera del Papa e di GEDDA >>> fu determinante.
(quasi fino al '94!).

I "comunisti"? erano ieri il "male assoluto". Mentre oggi il Papa riceve in Vaticano Putin!! Non solo, ma Il Papa ultimamente ha incontrato anche «il fratello Andrea» il patriarca ecumenico della chiesa ortodossa russa, mirando a una riunione della chiesa cattolica dopo lo scisma di mille anni fa. Il paradosso è che l'Ucraina vuole esserne fuori e conservare la sua autocefala religione ortodossa in piena autonomia, e che "Il Papa stia a casa sua".

Lui Francesco lancia appelli agli stranieri "Casa mia è casa tua!", "aprite i porti", "aprite le case". E gli "emigranti" li paragona a Gesù, le "emigrante" alla Madonna (non si sa se nera o bianca - ma se occorre la farà dipingere di nero. Ma ne esiste già una nella mia città d'origine: Santuario della Madonna Nera a Oropa). E nel mese di maggio di quest'anno 2019 (6 maggio-9 giugno) non sarà più quello "dedicato alla Madonna", ma sarà quello del Ramadam) (a Marzabotto l'hanno celebrato il Ramadam nella piazza della cattedrale con i preti a guardare, ma con i parrocchiani piuttosto "indignati" (chiamiamo anche questi "razzisti"?. E chissà cosa avrà detto la povera Madonna detronizzata).
Proviamo ad immaginare a fare noi cattolici una messa sulla "Spianata delle Moschee". O nel piazzale della "Kaba" alla Mecca.
Lui - il Papa - è oggi ormai considerato - dal The Wall Street Journal - il "leader della sinistra globale".

Credo bene che una massa anonima di un popolo così diviso non frequenta più le chiese. Solo nei piccoli paesi fanno ancora per il Patrono le secolari processioni, ma è solo l'occasione per fare il business con le culinarie feste-baldorie. La Fede è solo una tradizione che ha ora sempre più aspetti laici e prosaici. Di spirit-uale c'è solo il calice di Prosecco.

 

Ma poi chi sono questi profughi?

Alcuni amano le "Risorse". Mentre altri che non sono d'accordo reclamano! Come reclamano?
Male !! dice la Boldrini: nel reclamoC’è ferocia, c’è cattiveria È come se avessero voluto in qualche modo snaturare il dna degli italiani e delle italiane".
Sembra un attacco agli italiani cattivi che vogliono modificare il proprio DNA. Andiamo bene, presto ai dissidenti gli cambieranno con una puntura anche il DNA e diventeranno più docili, più "accoglienti"
Presto il sogno di Marx di una società senza classi, senza padroni, sarà una realtà. Avranno un unico capo e ci penserà lui a eliminare la "Ferocia" la "cattiveria". E sorgerà - come in Russia negli anni di Stalin - il mondo della Libertà, dell'Uguaglianza, e della Fraternità. (i dissidenti ion Siberia).
Le "risorse" presto avranno anche fratelli usciti dai laboratori genetici, e possono stare tranquilli, il Papa dice che anche Gesù è stata una "risorsa" (sfasciando l'impero romano"), e un "fratello" (per gli ebrei).
Ha dimenticato le "crociate" e le scomuniche degli italiani dopo il Porta Pia, "i senza Dio Russi", e gli Ebrei fino a ieri chiamati Deicidi).

Fuggono perché ci dicono, i nigeriani nel loro paese c'è una guerra; che sì esiste, ma nel contesto è marginale, é solo una locale lotta tribale di alcune migliaia di ribelli. Tuttavia loro - questi giovanotti - non fanno i "partigiani" nel loro Paese come si è fatto da noi in Italia. I prestanti ventenni lasciano le loro famiglie, scappano, dal loro esercito "disertano" pagano il viaggio agli scafisti e vengono da noi. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 19,7%, quasi pari all' Italia 18,3%.
Mentre loro senza arte ne parte arrivano a migliaia da noi, a scappare all'estero adesso sono i migliaia di nostri giovani che hanno studiato nelle università a spese dello Stato Italiano.

SONO POVERI!!!

Ma avete mai visto
su internet la
< < Nigeria?

Qui non si vive
affatto nelle capanne!!

Né un "povero" paese!!
Ha 200 milioni di abitanti,
più di 3 volte l'Italia,
ha 10 città più grandi
di Roma e Milano,
Lagos ha
16 milioni di abitanti
(la 4a città più grande del mondo);
ha un tasso di fecondità del 5,5.

Possiede enormi risorse minerarie, come l'Uranio,
(
la Francia per il suo fabbisogno ne importa l'80%),
e oltre che avere il petrolio hanno un terziario
che ha raggiunto il 52% del PIL.

La sua economia
é al primo posto del continente africano.
Ha 20 milioni di ettari terre coltivate,
37 milioni di capi di bestiame. (1 ogni 5 abitanti).
29 milioni di ettari da coltivare ( !!!! ???).....

.....che gli sfaticati e prestanti ventenni non coltivano - si fa fatica - e allora vengono da noi
a ciondolare nei parchi e nelle stazioni con l'ultimo smartphone al collo. In attesa... - quando sarranno in tanti - di fare il "gran colpo". Di mandarci noi nelle "riserve". Noi "italiani e italiane che abbiamo snaturato il nostro dna " (By Boldrini)

Attualmente sono "graditi" ospiti nei lucrosi centri di accoglienza o negli alberghi, che paradossalmente paghiamo noi Italiani. (paghiamo 5 miliardi all'anno).


Ma se tu sei contro questa "politica della loro accoglienza" passi per "razzista", non sei "umano"; se non ami "i fratelli" sei "fascista" o sei un "cattivo cristiano". Se ti assenti da casa e poi la trovi svaligiata, non reagire, non bestemmiare, non denunciare, altrimenti "sei un fascista". Il ladro come dice il Papa, "é solo un diavoletto che ha bisogno". Violenta una donna? ma al loro paese la donna è un oggetto, hanno altre usanze, non vanno in giro mezze nude come da noi ma si coprono col velo. La ragazza fatta a pezzi? Ma è un rito "Voodoo" che è nato in Nigeria. E il nigeriamo poverino non sapeva che in Italia fare a pezzi una donna è un reato!! Bisogna essere comprensivi!!

L'assurdo è che quel cattolicesimo che ha contribuito a fondare in età medievale l'identità del continente ora vuole incrinare, anzi spazzar via questa nostra identità. Io sono ateo, ma rispetto chi non lo è. E così tutto il resto.
Ateo lo sono diventato quando a 10 anni nella sciagurata guerra, in cattedrale mi facevano pregare 4 volte al giorno per la vittoria dei tedeschi e fascisti (Il Papa era allora quello che al Concordato indicò Mussolini come "l'uomo della provvidenza"), poi contrordine pregare per quelli che con le loro bombe avevano distrutto la mia casa dove uscii dalla macerie ferito ma vivo; poi scampai anche in piazza al mitragliamento di un loro caccia, che fallito con la prima passata, volle riprovarci, ma toccò l'ala del campanile e si sfracellò davanti a me. E avrei dovuto pregare accanto a questi falsi preti? Che oltre che farmi pregare, qualche "maiale" c'era anche allora.

Dicono certe "teste vuote"; che il concetto degli italiani su Dio, Patria, Famiglia, e quindi Sovranità Nazionale (valori fondanti della nostra cultura, che è poi l'identità di una comunità) è da "fascisti" e si mette tutto nel tritacarne.
Il motto "Dio, Patria, Famiglia" era mussoliniano, ma furono concetti inseriti poi nella nostra Costituzione agli Art. 29, 30, 31. Ma sembra che siano concetti che la sinistra odia; "queste cose sono fasciste".

* DIO inteso come cristianesimo non esiste più - e per non affendere gli stranieri i preti si aprono sempre di più verso altre religioni - in certi casi elimando il crocifisso, facendo fare il Ramadan nelle piazze delle chiese.

* PATRIA intesa come "terra dei padri" esiste sempre meno con l'arrivo di gente che ha invece altri "padri", con altre idee sullo Stato, sulla stessa comunità, sulla famiglia, sulla religione.

* FAMIGLIA che dovrebbe essere la cellula fondamentale di ogni uomo-donna - che poi forma il nucleo nella propria comunità - la sinistra ci offre invece esempi del "nuovo stile di vita" dei nuovi arrivati, che hanno un padre con 4-5 mogli e 39 figli. Che poi aiutiamo noi, perché dobbiamo essere "accoglienti", "umani"!!!. con la sanità, l'istruzione, il vitto, l'alloggio, il telefonino, e anche qualche soldino in tasca. Il resto se lo prendono loro, donne "impudiche" "senza velo" comprese.

Noi italiani invece per mettere al mondo i propri figli siamo penalizzati da mille problemi economici, casa, asili, maternità assistita. Mentre in Ungheria i provvedimenti di Orban offrono ad ogni coppia che voglia metter su famiglia 35.000 euro a fondo perduto. E altrettanti per l'acquisto di una casa. (ma è accusato di essere "populista e fascista" perché non fa entrare i numerosi figli degli altri).
Così anche in Finlandia, dove la famiglia è tutelata in vari modi, pacco regalo ai nascituri, assegni maternità e paternità, pagamento asilo privato o pubblico, assegni per i figli fino a 17 anni, dopo se escono di casa per vivere da soli, lo stato li aiuta con un assegno mensile di 600 euro. Li chiamiamo anche loro per questo "fascisti"?


Da noi in Italia si fanno manifestazioni - con una distorta sensibilità per l'accoglienza pietista e umanitaria - fanno della "carità", poi tornano nel loro yacht o nei saloni della finanza del grande capitale globalizzato, che si impossessa di quella perversa economia che oggi - sempre di più - dai paradisi fiscali, crea solo tanta depressione sociale e dà picconate alla dignità del comune cittadino che se lui é povero viene escluso da quella "carità umanitaria", riservata solo ai "fratelli" alle "nuove risorse" (ovviamente da sfruttare).

In italia emigrano all'estero 150.000 giovani laureati, diplomati, specialisti, all'anno (che abbiamo fatto studiare o preparati noi).
Mentre nella stessa Italia ci arrivano 150.000 all'anno giovani che non hanno studi, un mestiere, e per di più gli paghiamo anche i loro fabbisogni: il soggiorno, la sanità e quant'altro. E guai se un italiano critica queste invasioni, è un "fascista"!

Devo anche dire che fa effetto vedere nelle manifestazioni cartelli inneggianti il "Cappio" a tizio, caio e sempronio, o leggere “uccidete donne e bambini di "quello lì", "date un colpo in testa a quel "respingitore" che chiude i portii, così non ne nascono più”. Inquietante !! Altro che "fascismo". !!! Siamo forse alla vigilia di un nuovo Piazzale Loreto?

Ma fino a quando questo? Attenzione: "Il medico pietoso che non cura e agisce subito, rende la ferita infetta". La "Stampa" "osannante" che abbiamo visto più sopra, non curò subito la "ferita", ma la rese "infetta". Prima, durante e.... dopo. Montando subito sul carro del vincitore. ( a 80-90 anni ne abbiamo ancora oggi in Parlamento)

Perchè la sinistra si comporta così? Perchè il "sano"(?) comunismo (eliminazione delle disuguaglianze) si è estinto, perché la classe operaia il "paradiso bolscevico"(?) non lo ha mai visto. Semmai - cos'era - l'ha visto solo dopo che è caduto il "muro". Dove al di là non c'era "nulla". Ma hanno fatto finta di niente. Nè si parla che "quel comunismo" era nato con gli orrori e le repressioni staliniane.
Oggi su QUEL comunismo "dorato", non si scrive più nulla, i libri su Marx, Gramsci, Togliatti, Stalin, non si stampano più perchè non si leggono più, nè agli editori procurano utili. Mentre le pubblicazioni "fascistiche" di saggi, biografie e la relativa publicistica - anche deteriore - paga, si vende, attrae, e si legge anche. Ma perché?

Perché quelli della attuale generazione vogliono capire; io stesso vedo sul mio (gratuito) sito (che ha oltre 2 miliardi di visite), che i link sui personaggi "mitici" del comunismo (e ci sono tutti) registrano zero visite. Mentre il fascismo a furia di evocarlo in continuazione e a sproposito, i link sullo stesso mio sito sono ai primissimi posti. A decina di migliaia e migliaia. Un motivo ci sarà !!

La sinistra di oggi (che ha cancellato da ogni sua corrente la parola "Comunismo") per essere gradita, accettatia e anche votatia dovrebbero fare (paradossalmente) come i "fascisti" di ieri, come del resto voleva fare a suo tempo - nel 1936 - proprio PALMIRO TOGLIATTI.
(era "realista" in una Italia che non era ancora stata trascinata nella guerra hitleriana, da quella stampa capitalista parassita che spinse il Paese sciaguratamente poi a fare).
Dx e Sx insieme!! come del resto desiderava proprio Togliatti. E in seguito anche Berlinguer, che quando morì ad onorarlo nella camera ardente ci fu perfino Almirante. Berlinguer non l'aveva mai chiamato "fascista". Entrambi avevano bene in mente le parole di Togliatti (alias "Programma" di Mussolini). Tre uomini veramente "Grandi" nella storia del nostro Paese.

Ma non é strano che il fascismo durato solo 20 anni continuamente da 100 anni se ne parla? Mentre il comunismo che pure questo ha 100 anni (con Marx 150) non se ne parla più, la sinistra ha eliminato la parola comunista da ogni partito che via via ha fatto nascere.
L'ultimo nato della sinistra alle elezioni Europee, é stato "Rifondazione Comunista" di un patetico ottantenne (!!) che ha poi preso lo 0,1% dei voti. Gli ultimi reduci di un lungo periodo con dentro il "nulla". E nello 0,1% di quei voti (40.000 su 51 milioni) non c'é di sicuro "la volontà popolare".

 

Ricostruiamo qui - in breve - la NASCITA DEL COMUNISMO
ripartendo da molto lontano.


In Russia la brutta fine dei Romanov inquietò non poco le corone di alcuni monarchi europei. E anche se salvarono la testa, 3 imperi furono spazzati via. L'Europa nei vari Stati aveva cambiato padroni. Anche se pure loro un po' inquieti.
Meno inquieti, anche se non proprio come in Russia, ci fu il risveglio dei socialisti europei, compresi quelli italiani. Fin dal 1883 con la nascita dei "Fasci" e fino al 1921, questi manipoli di violenti" che si dicevano pure loro "socialisti", erano sempre in rivolta con scioperi e occupazioni di fabbriche, contro - come in Russia - i "padroni" gli "sfruttatori". Questi "violenti" venivano chiamati "fascisti". E fra questi fino al 1914 c'era anche un Benito Mussolini.
Ma in Italia voler fare come in Russia una Rivoluzione Proletaria fino agli anni '20, era come dire fare un'altra guerra, per di più civile, e i 5 milioni scontenti reduci non se la sentivano proprio di farla anche se vi erano gravi tensioni sociali (disoccupazione, dissesto economico, rabbia, sdegno per gli illeciti arricchimenti) che la guerra aveva fatto nascere.

Così con il fallimento degli scioperi organizzati dai socialisti (ma ormai erano tanti i modi di pensare al loro interno), la risposta del padronato fu netta, fare le "serrate" e creare la Confindustria e la Confragricoltura ("uniti si vince!").

Le frustrazioni dentro il socialismo italiano andarono solo a creare il rimescolamento di ideologie facendone nascere due del tutto nuove. (anche se entrambe erano di origine socialista).
UNA di queste - con il Programma Sasepolcrista - era nata con Mussolini, - che come ci dicono alcuni - in una forma violenta (ma era tipica dei socialisti- Mussolini compreso).
Ma ALBERTINI il direttore del Corriere della Sera (una voce del "padronato") così lo salutò " Mussolini é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" e aggiunse " ha eliminato per sempre il pericolo socialista".

Mussolini - proprio con gli scontenti reduci, oltre che per le gravi tensioni sociali - disoccupazione, dissesto economico, sdegno per gli illeciti arricchimenti - che la guerra aveva fatto nascere, sfrutta queste frustrazioni e rimescolamento d'ideologie per organizzare una sua ideologia del tutto nuova, ma pure questa violenta.
Ma non era però un solitario, si fece interprete di tutti coloro che pensavano allo stesso suo modo. Che non erano pochi! E fra questi gli ex "combattenti" e in sordina via via gli stessi "produttori".
A una rivoluzione russa, dei socialisti diventati nel '21 "comunisti", l'ex rivoluzionario Mussolini (anche lui era stato un socialista violento) non ci credeva.
E sentenziò:
"le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola".

L'ALTRA ideologia - "socialista" diventata nel '21 "Comunista" - non fu meno violenta, stava preparandosi ad agire come in Russia. Ma il comunismo era sì nato lì con la rivoluzione ma poi profondamente si era trasformata subito nel corso dei decenni successivi in bolscevismo: la guerra continuò in casa e in quanto a libertà democratiche nei successivi settant'anni di vita, quella rivoluzione non si potrà per nulla paragonare né a quella francese, né tanto meno a quella americana.

Inutile dire che quando in Italia nel '21 sorse il partito Comunista, il Marxismo (Marx 1818-1883) differiva già molto dalle formulazioni originarie, incentrate sul capitalismo della allora appena nascente Prima Rivoluzione Industriale. E anche se Marx indicava già un carattere collettivistico non vi era ancora una netta discussione del principio di proprietà. Vi era solo un'analisi del capitalismo e il suo superamento. Ma questo capitalismo era appena iniziato negli anni di Marx. Ricordiamo che il Manifesto del Partito Comunista é del 1848 - e "Il Capitale" é del 1867. Ed è in quest'ultimo per i suoi meccanismi produttivi lui affermava essere un sistema di sfruttamento, e che é il profitto a creare lo sfruttamento. Quindi il proletariato deve prendere coscienza della sua forza e, attraverso una rivoluzione violenta, deve abbattere il sistema far cadere la borghesia, lo Stato, la cultura e la morale borghese e le religioni. (ricordiamo che Marx era ebreo). Bisogna edificare la dittatura del proletariato. Un fantasma si aggira per l'Europa: il COMUNISMO
Ma Marx aveva visto ancora poco. E anche in un modo parziale e quindi superficiale. Insomma non aveva ancora visto gli anni ruggenti del capitalismo dopo il 1883 (anno della sua morte).
Il vero e proprio movimento socialista nasce e si sviluppa assieme alla Seconda Rivoluzione Industriale, e questa dà un notevole impulso al nascente proletariato, con opifici che da poche decine di operai diventano nell'arco di 40 anni industrie con migliaia di operai; che addirittura col il "fordismo" gli uomini diventano solo numeri nella sua catena di montaggio. ("non serve nè esperienza ne studi, ci possono operare anche storpi e ciechi" (By Ford)
Ed è proprio qui che allora si torna a parlare delle teorie di Marx e che un certo Lenin (1870-1924 - ebreo pure lui) ripropone quando il capitale ha iniziato fortemente a valorizzarsi penetrando - con la sua potente finanza - sempre più in tutti i gangli della società e della politica dell'intero occidente. Fra l'altro durante e dopo una sanguinosa guerra, dopo l'abbattimento di 3 vecchi imperi, e dopo una (Mussolini la chiama effimera) rivoluzione avvenuta proprio in Russia.

Ma a parte le 2 rivoluzioni industriali così determinanti...
Già la Rivoluzione Francese (che poi ha fatto scuola) aveva iniziato a spazzare via gli abusi feudali con l'abolizione di tutti i privilegi collettivi ed individuali; aveva soppresso senza indennizzo i diritti signorili e reali; nel luglio 1793 la Convenzione abolì senza indennità tutte le rendite signorili, di qualunque tipo, conferendo piena libertà alla proprietà fondiaria, borghese e contadina.
Questa era prima concentrata nelle mani di ristretti ceti privilegiati, che avevano a disposizione una grande massa di contadini analfabeti, nullatenenti privi di terreni perfino di un orto per vivere. Questi furono gli stimoli per fare la Rivoluzione.
Poi pur imitandola la Russia - 100 anni dopo - non fu sufficiente la SUA RIVOLUZIONE. Anzi peggiorarono le cose proprio nel sociale.
Spodestati gli zar e quel 10% di proprietari terrieri che avevano in mano il 90% del territorio, nacquero poi con Lenin e Stalin sì i grandi complessi fondiarî, gestiti collettivamente da una massa di lavoratori. Ma nel creare queste comunità di contadini non misero capaci imprenditori, ma uomini di partito, dimostratisi subito incapaci del ruolo affidatogli. Ma erano stati imposti dai Comitati Centrali e quindi (ne bastò a Lenin per non fallire - di richiamare gli imprenditori zaristi nelle loro ex aziende) i sogni dei singoli contadini svanirono quando furono inquadrati nei Kolchoz, chiamate Cooperative agricole di produzione (per lo Stato). Così, né con l' ingegno né con la loro laboriosità i contadini ebbero l'occasione - come in occidente e soprattutto in Italia (col fascismo) di poter guardare oltre.
Eppure i comunisti in Italia fin dal 1921 non nascondevano invece le loro simpatie per quel bolscevismo che (si narrava, subdolamente) distribuiva a tutti latte e miele; mentre invece (questo fino al crollo del muro ) la realtà era ben diversa, miserevoli contadini anelavano inutilmente a una personale - anche se piccola - proprietà. Pur avendo realizzato Stalin con i suoi Piani Quinquennali, grandi industrie, soprattutto nella metallurgia e nella industria delle armi, tale da potersi permettere poi nel '44 di annientare gli efficienti - ma non abbastanza - nazisti.

In Italia sia nel primo come nel secondo dopoguerra, 3 milioni di contadini avevano solo un piccolo podere. Ci pensò poi la nostra costituzione del '46 con il capoverso dell'art. 44 promuovendo la ricostituzione delle unità produttive della piccola e media proprietà.
Il (decr. legisl. 24 febbraio 1948, n. 114) poi recò altre numerose agevolazioni creditizie e fiscali nella compravendita e nella concessione di fondi che poi via via andarono a creare e costituire efficienti proprietà contadine.

Ma qui non si può negare che prima - durante il fascismo - c'era già stata una trasformazione con l'esproprio di ampie superfici malariche o terreni non coltivati; seguirono le assegnazione a decine di migliaia di famiglie di lavoratori agricoli; espropri questi che altro non erano che atti di una parziale riforma agraria, detta anche "colonizzazione".
E infatti furono proprio queste riforme poi a suggerire del dopoguerra il citato art. 44 e quindi ci fu una vera e propria "Riforma Agraria". Quasi tutti i partiti politici italiani furono d'accordo. Salvo qualche comunista che vedeva ancora il suo faro solo a Est.
Fu quella una vera e propria (salutare) ristrutturazione per la produzione agricola. Che durò però poco; la forte industrializzazione del nord, portò - oltre che a privare di giovani braccia il sud - a produrre più auto che non trattori, come invece facevano in Francia, Olanda, Germania. Le allegre importazioni diedero poi il colpo di grazia a quello che prima era il giardino ortofrutticolo d'Italia e anche d'Europa. Il sud si ritrovo ad essere nuovamente una palla al piede, come se non bastassero le rapine già fatte con l'Italia unita sabauda.

Tuttavia con l'industrializzazione e con il successivo consumismo (miracolo economico) dei primi anni sessanta, fu anche -via via - la fine del Comunismo in Italia. Con all'interno sempre diviso su cosa fare, come risorgere e con quali capaci capi di partito. Alla fine scelsero pure questi nel voler appartenere alla casta, agli ambienti culturali d'élite, ai snobistici radical-chic. Addio alle riforme o a cambiamenti politici e sociali dai contenuti poco sostanziali, e - negli anni destroidi berlusconiani - senza più alcun riferimento ad un comunismo (sociale) ormai deteriorato dall'età.
Meno uno che col nome "comunista" ancora negli anni 2000 è rimasto solo quello del patetico 80enne , unico continuatore della sinistra "tradizionale", che però alle ultime elezioni ha preso lo 0,1% di voti. Pochi, poco più di 45.000 elettori italiani aventi diritto di voto - come lui - tutti patetici ottantenni. I suoi vecchi amici, che poi si chiamarono democratici. Ma solo ideologicamente legati ai valori della sinistra, volendo rapporti di collaborazione pure con i cristiano-sociale, con i socialisti craxiani, con i repubblicani, con i liberali. Insomma tentando aperture con laici e cattolici. E con i capi che saltavano da un partito all'altro pur di conservare le poltrone. Un bel "Casino"!! Vuoi scommetere che prima o poi si uniranno ai partiti di destra, Lega, M5S, FDI e quant'altro?

Ma già molti di quelli spariti con tangentopoli, la sinistra per poter esistere si unì perfino alla destra di un singolare imprenditore sceso in campo, che fregandosene della famosa Legge Scelba vinse addirittura con l'appoggio del partito fascista, con dentro perfino una Mussolini . Poi un po' in crisi lo stesso partito non disdegnò di andare anche a sinistra (col Nazareno). Ma non fu sufficiente. Troppi a voler comandare. Risultato: crisi a destra (ingrassata troppo presto) come a sinistra (da tempo sempre più dimagrita).

Oggi ci si chiede a chi i comunisti in futuro chiederanno i voti? Forse alle "nuove risorse" che stanno da un po' di tempo a spada tratta "coccolando" ? Ma siamo sicuri che questi "abboccheranno"?.
Oppure l' alternativa sarà quella suggerita da Togliatti ancora nel '36. Di smettere di fare dell'"antifascismo"!!! Ma unirsi a quelli che loro seguitano oggi a dirci essere "fascisti", e che invece sono solo ITALIANI DI OGGI.
I rarissimi fascisti e i rarissimi partigiani - entrambi oggi i pochi ancora vivi - possono affermare l'incontrario?.


I comunisti hanno sempre voluto subordinare il potere economico-finanziario e che nel farlo indicavano il regime bolscevico, quello che poteva cambiare tutto dal basso, con la volontà popolare, con l'eliminazione fisica di tutti coloro ritenuti incompatibili e con l'edificazione del cosiddetto "comunismo". Che avrebbe dovuto essere un "Socialismo Sociale".
Sono solo tante righe nel programma, con tante utopie nei contenuti. Poco per cambiare il mondo. La rivoluzione socialista in Russia generò solo una feroce dittatura. E non a caso Lenin aveva definito il comunismo come "la dittatura del proletariato, un potere non limitato da "nulla", da nessuna legge, non condizionato da alcuna regola".
Un programma il suo che descrive perfettamente ciò che è poi avvenuto sotto il suo regime e poi sotto quello di Stalin. Un secolo buio. Che per fortuna non ha avuto un seguito. Stalin se avesse potuto - con i suoi "Compagni" - avrebbe fatto fucilare lo stesso Marx, che profetico aveva già messo in guardia: “Uno spettro s’aggira per l’Europa, lo spettro del comunismo”.

Nel 1989 crollato il muro, anche il comunismo in Italia iniziò a non più chiamarsi "comunista", rimase per qualche tempo X, Y, Z, di "sinistra". Poi diventò "democratico" fatto passare come "social democrazia". E se vennero a mancare i rubli, i "compagni" si rifecero alla grande con le Lire, con gli affaristi della società civile, le mafie, le associazioni amiche, cosiddette "umanitarie", e l'inciucio con le Banche: ricordate l'"economista" Renzi il 22 gennaio 2016? "MPS è risanata, ora investire é un affare". Sappiamo com'è andata a finire: fallita, dopo averla spolpata ben bene, (con i controllati che erano nello stesso tempo controllori) a pagare furono tutti gli italiani. Non i "compagni" chic della Toscana (Capalbio).

Se impariamo dalla storia, questo nella Storia sta scritto, e se vogliamo imparare questo ci ha insegnato.
Dove troviamo un fascismo postumo narrato oggi solo con il becero e arrogante antifascismo.
Ma non era meglio quel "Programma del '19 che voleva anche Togliatti ?

 

DICEVA TOGLIATTI (ancora nel 1936 !!!)
" La causa dei nostri mali e delle nostre miserie è nel fatto che l’Italia è dominata da un pugno di grandi capitalisti, parassiti del lavoro della Nazione, i quali non indietreggiano di fronte all’affamamento del popolo, pur di assicurarsi sempre più alti guadagni, e spingono il paese alla guerra, per estendere il campo delle loro speculazioni ed aumentare i loro profitti".[…].
"Fascisti ! siamo vostri fratelli !!! abbiamo gli stessi interessi e gli stessi nemici, ti diamo la mano perché l’ora che viviamo è grave, e se non ci uniamo subito saremo trascinati tutti nella rovina […].
I comunisti fanno proprio il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori […]
FASCISTI DELLA VECCHIA GUARDIA! GIOVANI FASCISTI!
Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere assieme a voi.
È l’ora di prendere il manganello contro i capitalisti che ci hanno divisi, perché ci restituiscano quanto ci hanno tolto […]"
vedi qui l'originale >>>

L'appello cadde nel vuoto. Se ne tornò in Russia, dove si distribuiva latte e miele nei Gulag e in Siberia. In Italia lui -aveva scritto già nel 1930 - che si sentiva un "miserabile mandolinista; sento di valere 10.000 volte di più del migliore cittadino italiano". QUI il suo manifesto >>>>

Abbiamo detto che l'appello cadde nel vuoto e purtroppo vinsero ancora i "Fervidi Assertori", i parassiti, i capitalisti, la stampa, gli intellettuali, il RE, i Soloni del tempo, infettando e trascinando nel baratro della guerra gli ingenui e i mezzi analfabeti italiani. Poi questi stessi italiani, alcuni, pur scampati a quella malattia non curata, sfortunatamente, ne presero poi delle altre peggiori, quella "delle vendette", come Via Rasella, Piazzale Loreto, Porzus, Schio, Foibe ecc. e altre innominabili.
Questo perché?
Perchè - mai dimenticarlo - la storia ne è piena: "il popolo ogni tanto curandosi le ferite da soli, poi guarite, o fa le "rivoluzioni", o fa quello che vuole". Alle volte male ma alle volte bene.

Il popolo bue, spesso ignorante, agnostico, qualche volta si erige a unico sovrano contro chiunque pretenda di dettargli la sua condotta. Questa volta lo "spettro" non è il comunismo, ma sta tornando uno spettro "rivoluzionario", perché qualcuno contribuisce a far rivivere tormentando i nostri tempi con una falsa fraternità, uguaglianza, libertà. Come ai tempi in cui lo stesso popolo ignorante applaudiva alla "Bastiglia". Applaudiva alla Prima Guerra Mondiale. Applaudiva al fascismo, al nazismo, una parte al bolscevismo e come abbiamo visto sopra applaudiva anche alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
I patetici condottieri poi, o finiscono con gli applausi appesi a un gancio di macelleria, o quando va bene racimolano lo 0,1% dei voti.

Sono convinto che non ci sarà più un "fascismo mussoliniano" ma qualcosa di simile sta apparendo all'orizzonte. Non mi meraviglierei se anche in Italia nascesse un partito che ha dentro destra e sinistra. Mi riferisco a qualche uomo pragmatico per non essere "trascinato nella rovina". Forse lui avrà letto appunto il Togliatti del '36!!!

Da ricordare ai "moderni", "perbenisti", ai "saccenti" Soloni istituzionali del nostro tempo, che se non portati a riflettere sull'origine del “male”, questo male, aggravandosi può portare anche loro a Piazzale Loreto.

AUGURI !! AGLI ITALIANI !! E AI POLITICI ANCORA SANI !!

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MA IL FASCISMO E' VERAMENTE CADUTO IL 25 APRILE?

Il fascismo non è caduto il 25 aprile 1945, ma vi é sempre stata una sua “continuità nello Stato” (organi di polizia, prefetti, strutture della burocrazia, docenti universitari, apparato scolastico, banche e dirigenti finanziari) che sono poi andati ben oltre il dopo fascismo. Questo perché non vi era in agguato un fascista dietro ogni angolo di strada.

Oggi invece in Italia - dopo 70 anni - ci sono episodi che gli antifascisti dicono, sono squallidi, intollerabili (anche per un banalissimo saluto romano), scatenando accese polemiche con i nostalgici con questi che affermano "LUI é sempre nei nostri cuori".
In alcune città questi nostalgici si sono riuniti per una messa in suo suffragio. Gli "antifascisti" scandalo! Altre polemiche per il raduno a Predappio sulla sua tomba ("le S. Messe sono da fascisti" - fra poco lo dirà anche il Papa- ha dimenticato il '53 - vedi più avanti). Striscioni shock a Milano a Piazzale Loreto "Onore a Mussolini". Mentre la sinistra seguita a strumentalizzare la "Resistenza" e la "Loro Liberazione" e insiste sull'"antifascismo" perché vedono il fascismo perfino dentro gli asili.
A Mussolini varie città gli tolgono la "Cittadinanza onoraria", mentre a Roma al Colosseo un grosso striscione inneggia "Mussolini per 1000 anni".
La sinistra se si appella solo alla Legge Scelba, corre il rischio di far risorgere il fascismo come nel '53 con il MSI. Anzi rischia di far creare ai nostalgici non un partito ma una "Religione Mussoliniana", con tanti "fedeli" con in mano "il Suo Vangelo", che nessuna legge Scelba potrebbe cancellare (in base all'Art.8), tantomeno i "giullari" (sempre i soliti") nei Talk Show, o i pennivendoli" sulla Stampa. Quelli che dopo anni dalla loro nascita - io penso - non rimarranno nei cuori di nessuno, ma saranno solo trasformati in delle "nullità".

LA LEGGE SCELBA e l' APOLOGIA (cos'era?)

Nel 1952 Scelba - proprio lui che con i comunisti era un acerrimo nemico e persecutore e che nelle loro manifestazioni ci andava giù duro con i manganelli dei suoi "scelbini" o "celerini", varò il 23 giugno 1952, la legge n. 645, introducendo il reato di Apologia del Fascismo. (di cui tanto si parla oggi a sproposito)

MA LUI AVEVA UNA RAGIONE PRECISA NEL FARLA
: nel '52 si stava varando una nuova legge elettorale per le elezioni del '53. Lui con l'amico ALCIDE DE GASPERI la Biografia >>>> (era stato lui a nominarlo ministro degli interni) entrambi antifascisti non volevano l'appoggio dei missini (ricomparsi l'anno prima nel '51 con una loro lista) come invece desiderava il Papa assieme alla corrente destroide della Dc allo stesso Papa legata (che Scelba chiamava "culturame" - ma anche De Gasperi nel '29 al Concordato non fu tenero con i servili Papalini ).
(Una frase, proprio di un De Gasperi fortemente polemico, ma che aveva una coscienza vigile, vale la pena riportarla:
"I cocchi dei trionfatori passano schizzando fango.... A palazzo Colonna, riaprono i famosi battenti, qualcuno crederà di riaprire le porte di secoli in cui s'intrecciarono lo scettro e il pastorale. Ma la realtà del XX secolo non tarderà a farsi sentire, le grandi masse ricompariranno dietro allo scenario". (A. De Gasperi, Lettere sul Concordato, Morcelliana Brescia 1970, pag. 59). Che profeta !!!
Dovrebbe leggerlo l'attuale Papa.

Scelba varò la legge per allontanare i fascisti il più possibile dalle urne. Ma fu fatale. La legge elettorale varata il 31 marzo 1953 al Senato dopo una seduta ininterrotta di 77 ore e 50 minuti, dove non mancarono incidenti, tafferugli, schiaffi pugni e ferimenti di ministri, fu poi chiamata "Legge truffa". Poi, la beffa!! Alle elezioni la DC non prese la maggioranza ma solo il 49,85% (mancarono 57.000 voti).

Mentre i missini di voti ne presero eccome, né ebbero paura di Scelba. Se questi fossero entrati nella coalizione della DC come voleva il Papa, la stessa DC avrebbe stravinto, avuto la piena maggioranza.
Infatti l'artificio della nuova legge elettorale garantiva alla DC che l'aveva fatta, un premio di maggioranza al raggiungimento del 51,01% dei voti, assegnando il 65% dei seggi, che avrebbero così fornito alla DC una base di forza per una politica decisa e libera da condizionamenti. La legge Scelba insomma non funzionò, nè gli italiani presero paura del reato di "Apologia" votando MSI. E questo non impedì di far risorgere i missini che a Roma presero il 14,2% dei voti, a Latina il 23,5%, a Trapani il 19,1%, A Catania il 15,5% . a Chieti il 16,8%, all'Aquila il 15,9,a Palermo il 10,5%, a Siracusa il 14%, a Napoli il 10,2%, a Milano il 6,2%. (RISULTATI IN TUTTE LE CITTA' QUI >>>>

Da notare che proprio a marzo dello stesso '53 era morto STALIN. E i panegirici in Italia si sprecarono. Si sperava ancora da Trieste all'invasione di Tito.
Con le nuove elezioni gli inguaribili bolscevici, aspiravano alla "Liberazione per il progresso dell'umanità". Con Stalin !!!

Forse nel '53 Pio XII (opportunista) non si era dimenticato che già al Referendum del '46, il Sud aveva votato a destra e monarchia con 5,07 milioni contro 2,58 milioni. E quei voti - con la nuova legge - sarebbero stati comodi a lui e alla sua DC per sconfiggere i comunisti e ottenere la maggioranza assoluta.

La responsabilità della disfatta - da OltreTevere"- fu poi data proprio a Scelba e a De Gasperi, che non avendo accettato la coalizione di destra, fu punito e terminò la sua carriera in Parlamento dove il viscerale democristiano GIUSEPPE PELLA provvisoriamente eletto il 17 agosto Presidente del Consiglio, il cui scopo era unicamente la legge di Bilancio, non gli diede a De Gasperi neppure un dicastero. L'uomo che aveva guidato 7 governi fu liquidato, estromesso, non ricevendo nemmeno un incarico come usciere.
Avrebbe voluto celebrare il 30mo anniversario di matrimonio, Pio XII non gli concesse nemmeno l'udienza.
Umiliato ed estromesso andò a morire l'anno dopo - il 19 agosto 1954 - nella sua Borgo Valsugana. Non si era ma sentito così umiliato nemmeno intervenendo alla Conferenza di Pace di Parigi, quando tra le scortesie tenne un impeccabile discorso davanti a chi voleva umiliare l'Italia.

Ma Pella, non durò a lungo, troppo bellicoso. Avendo ad interim anche il ministero degli esteri, con Tito che minacciava di invadere Trieste, lui (nuovo Alessandro Magno) a sua volta minacciò - richiamando perfino chi aveva già fatto il servizio militare (come mio fratello), di inviare le truppe sul confine. Infatti inviò due divisioni più un reparto della Folgore il 19 ottobre "per difendere la Patria" dai comunisti. (fece rammentare il "patriottico" Mussolini del '38 quando pure lui inviò al Brennero le sue divisioni, per "difendere la Madre Patria" ma dai Nazisti).
Poi addirittura in un incontro in USA Pella confidò agli esterefatti americani "che se c'era bisogno per annientare Tito con una bomba atomica, che la buttassero pure per farla finita con i comunisti".
Ma sia i governi di Londra che di Washington volevano mantenere buone relazioni con la Jugoslavia. Si decisero a trovare una soluzione creando la zona A e la zona B. Il "Daily Mail" scrisse: "Tito il comunista appare più ragionevole di Pella il democristiano".
.
L'Italia il 12 gennaio del 54, a 5 mesi dal suo incarico, Pella lo mandò a casa. Troppo pericoloso !!

Appellarsi continuamente alla Legge Scelba si rischia anche oggi
di far prendere più voti ai cosiddetti nostalgici "fascisti", come in questo 1953.
Perché gli italiani ogni tanto - come al solito - fanno quello che vogliono
anche se c'é ancora la legge Scelba, che non dimentichiamolo....
la sua legge fu una truffa ?,
.... é solo un discorso per difendere se stesso.

E l' APOLOGIA è proprio un discorso per difendere se stesso, come idee e dottrine.
E che spesso - lo abbiamo visto sopra - falliscono chi le usa.

Ricapitoliamo: Il PCI e PSI insieme con 9.114.815 voti nel '46 alla Costituente presero più voti della DC con 8.101.004 voti

Mentre la partecipazione degli italiani alle urne delle Politiche del 18 aprile 1948 fu elevatissima, giungendo al 92,3 per cento. I democristiani vinsero conquistando 12.741.299 voti, 4.640.295 voti in più del PCI rispetto alle elezioni per la Costituente, il 48,5% contro il 35,2% del '46 quando nelle stesse consultazioni PSIUP e PCI ancora insieme, avevano fatto registrare il 39,6%
e quindi fatto temere l'incombente pericolo rosso, scongiurandolo!
M
entre il nuovo Fronte Democratico Popolare nel '48 prese 8.136.637.
(da notare che staccatosi polemicamente dal PCI.... il PSI prese solo 1.858.116 voti)
Alla DC si aggiunsero i voti del PRI, PNM, MSI (!!!!). (la destra portò voti !!)

Nel '53 alla "Legge truffa" di Scelba pur non prendendo la maggioranza la DC
andò al Governo proprio con i missini che di voti ne presero eccome, nè ebbero paura della "Legge Scelba".


NON dimentichiamoci poi l'entrata in campo di Berlusconi nel '94
che a proposito di..... "Apologia" (B. fregandosene) vinse con i voti di AN (ex MSI con Fini e A. Mussolini).
(B. aveva sdoganato AN dopo che a Roma e Napoli avevano preso Fini il 46,9% la Mussolini il 44,4%)
L "'Apologia" a Roma era finita nel Tevere. E a Napoli si era buttata dentro nel Vesuvio.
Nessun giornale ebbe da ridire. Ci fu la corsa dietro il "carro" vincitore.

Ci fu poi un breve ritorno della sinistra al Governo nel '96-98 con
Prodi e D'Alema (con liti reciproche a non finire "io non vado, ma nemmeno tu ci vai!").
Così l'ebbe poi vinta ancora Berlusconi che tornò per 3 volte al Governo.

(ma questa volta dopo aver cacciato.... Fini -
(perchè lui stava già guardando a sinistra)
Si ebbe poi il Governo Monti, Letta e infine (senza consultazioni) RENZI.
E quest'ultimo cosa fa? Fa una visita ad Arcore, poi al "Nazareno" ospita proprio Berlusconi.
L 'uomo che nel '94 aveva dichiarato "i comunisti sono il male, io solo sono il bene dell'Italia" ci va a braccetto.
Anzi dice - alzandogli il braccio - di aver "creato" lui il fiorentino. Che ha strane idee.
Vuol fare il "rottamatore" deltro il suo stesso partito.

Renzi si fa infatti poi promotore di una riforma costituzionale; che significava eleggere una Camera senza Senatori: la SUA !! E con una nuova Costituzione: la SUA. Quasi a voler depotenziare la sovranità popolare.

(pensava forse al Presidenzialismo?
Al "mussolinismo"' del 22?
Al "plebiscito" del 29?

Indice il "Referendum". Che però a molti (compresi i suoi) sembra proprio un "referendum/plebiscito" sul Capo (!?); proprio "alla Mussolini", dimenticando che sono passate le condizioni storiche e culturali che li resero possibili nel tempo in cui nacquero. ( anche Mussolini nella riunione di san Sepolcro, aveva annunciato "nel nostro programma delle riforme, il Senato deve essere abolito" - Ci sono io !! ).
(discorso San Sepolcro >>>>> )
(altri tempi???? No, Renzi li voleva rendere attuali a quanto pare)

( Renzi probabilmente si era detto fra se "il fascismo fece così, allora lo faccio anch'io". Alla "fascista"!! altro che "antifascismo" !!).

Poi il 4 e il 5 dicembre 2016, chiuse le urne referendarie Renzi prenderà atto di una catastrofica sconfitta. Lui e la Boschi avevano detto in un talk show, che se perdevano: “Se vince il No finisce la mia storia politica”, “cambio mestiere e non mi vedrete più”, “con che faccia potrei restare?”, “il Pd dovrà trovarsi un altro segretario”.

QUI la sua voce >>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Pollo da batteria (eNews, 29 giugno 2016):
"Secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla?".
La borsettina (Quinta Colonna, 25 gennaio 2016):
"Io non sono come gli altri, se gli italiani diranno No, prendo la borsettina e torno a casa".

Precise responsabilità
(Repubblica.tv, 12 gennaio 2016):
"Intendo assumermi precise responsabilità. È un gesto di coraggio e dignità. Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica".

Fine
(Tg2, 30 marzo 2014):
"O facciamo le riforme, o non ha senso che io stia al governo. Se non passa la riforma del Senato, finisce la mia storia politica".

Smetto proprio, con che faccia rimango? (Che tempo che fa, 8 maggio 2016):
"Non è personalizzazione, ma serietà. Se io perdo, con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica".

Non mi vedrete più
(Congresso dei Giovani Democratici, 20 marzo 2016):
"Io ho già la mia clessidra girata. Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vado via subito e non mi vedete più".

Via pure dalla segreteria Pd (Virus, Rai 2, 1 giugno 2016):
"Se perdo il referendum troveranno un altro premier e un altro segretario"
.
Maria Elena Boschi a In mezz'ora, Rai 3, 22 maggio 2016:
"Noi vinceremo, quindi questo problema non si porrà. Ma comunque sì, noi siamo molto seri e se Renzi perde anch'io lascio la politica, perché è un lavoro che abbiamo fatto insieme. Come potremmo restare e far finta di niente?"
>vedi >>dall'Annunziata >>>>>>>.
(Maria Elena Boschi ha fatto poi "finta di niente" é stata nominata sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, entrando così di fatto nel nuovo Governo Gentiloni)


Renzi dopo il suo Referendum flop si dimette solo dal governo. Ma poi si ripresenta, e nelle nuove elezioni politiche del 4 marzo 2018 si assiste a una fortissima flessione nei voti per il Partito Democratico, che prende appena un 18 %. Se fosse rimasto veramente a casa il Partito ne avrebbe presi di più.
Infatti non aveva fatto i conti col "fuoco amico", che lui credeva "suoi" (nemici) già "rottamati". .


Quello che oggi vorrebbe ora essere lui il "salvatore" della sinistra, con le "risorse" straniere e gli zingari (pardon Rom), lui ZINGAR ETTI, prende da loro un po' di voti, ma sono solo dei banali .... alcuni "etti".
Ci vuole ben altro! Ma forse spera in tanti "Porti Aperti" e all'aiuto di Bergoglio, stampella della sinistra, che alle "risorse" lui gli bacia anche i piedi.
O con la velata Boldrini entusiasta del "nuovo elemento umano" con uno "stile di vita" che "presto sarà lo stile di vita di tutti noi". L'Italia farà "Tombola"!!

Volevano abolire il Senato; dimettersi dalla politica, e invece Renzi é diventato poi lui..... Senatore !!! E la Boschi, Deputata, (paracadutata a Bolzano con i voti della Sudtirolese Klotz !!!)

Con il peggior risultato in 70 anni nella storia della sinistra, Renzi minaccia di dimettersi pure da Segretario del Partito. Ma ha minacciato solo!
Lui è convinto di risorgere dalle macerie. Anche senza gli elettori !!! Basta paracadutarli quì e là.

Ma come dice CACCIARI ( lui che é di sinistra!! ).....

"Renzi é un capetto un ducetto, vuole comandare su tutto. Credeva di aver dietro il popolo".
http://www.ilgiornale.it/news/massimo-cacciari-contro-renzi-capetto-e-ducetto-e-ha-1612714.html

E su "Venerdì" di giugno ha aggiunto
"Ha fatto il ducetto senza esserlo. Non è male in politica fare i capi o i duci, ma bisogna esserlo".

E Federico Rampini (in "La notte della sinistra" - Feltrinelli 2019) lui di Repubblica (!!!) invita i "compagni" a smetterla di "raccontarci che siamo moralmente superiori e che là fuori ci assedia un'orda fascista".
Di smetterla.... e ricordarci che la "Apologia" di Scelba, era stata solo una "truffa"!!!

Ma nella disfatta Renzi non ha ancora capito chi sono
(come li chiama lui) i Cip & Ciop; lui dice
"che sono la nuova sinistra ma io penso che sia la nuova destra».

Deve pensarci !!!! Lui non capisce ancora la differenza!!
(o forse ha letto il proclama del '36 (inattuato) di Togliatti!!)
Per semplificare, i Cip & Ciop lui li chiama con disprezzo "populisti".
(ma la Rivoluzione Russa non l'hanno fatta i Populisti?)

A dire il vero Renzi sì dà delle risposte alle sue stesse domande nei vari palcoscenici, dove rivendica (fino alla noia) la validità del suo ex governo. Poi addirittura da Minoli fa una confessione non proprio intelligente: si domanda e si risponde da solo:
".... i miei difetti?: talvolta sono cattivo, arrogante e impulsivo".
Ma molti lo avevano già capito!.
Da non credere >>>>QUI >>>>

Ed eccoci quindi ora a Salvini. Al suo fianco la Meloni.
(
Solo la Boschi sembra sapere chi sono i Cip&Ciop,
"sono due modelli di destra" !!! >>>>>

(e qualcuno a sx non disdegna di fare a entrambi la corte)

Poi in disparte cé ancora l'80enne che ha sempre un "tremante" foglietto in mano.
Con su scritto non più "Forza Italia", ma "Altra Italia".
Se non è zuppa é pan bagnato.
Il 28-9-19 al teatro Manzoni a Milano ha ammesso
“Lega e fascisti li ho fatti entrare io al governo, li ho legittimati io"
( ma questo già lo sapevamo )

Ed eccoci anche all'inguaribile "revisionista" (di ogni cosa - come gli orrori partigiani ).
Giampaolo Pansa, esce con il suo ultimo libro. Un libello del tipo j' accuse. Il titolo "Il Dittatore".
"C' è la foto di Matteo Salvini. Un possibile dittatore, peraltro tutto nella sua testa.
"Lui si scaglia con «il fascismo rosso» e a furia di lottargli contro temo ne sia posseduto" (Feltri).

Scrive ancora Pansa:
"Stia attento Salvini. Non è detto che il suo percorso verso il potere totalitario
possa filar liscio. Le incognite sono molte: banali indagini della magistratura, una sconfitta elettorale,
e quelle più orribili come un attentato. A Kennedy ...dove Bastò un cecchino dilettante"
(!!!!)
Infine poi invita Mattarella:
«a formare un governo di salute pubblica e lo faccia difendere dai militari"
(cos'è un invito a fare un golpe? !!!
)
( qui il recente commento di V. Feltri) >>>>>>>>

Mentre Vittorio Sgarbi. "Salvini? Pansa lo aiuta, gli fa un favore".

( Anche questo ha alte mire,
come il "rottamatore" che si è detto anche lui fra se "il fascismo fece così, allora lo faccio anch'io".
"Chiederò agli italiani "pieni poteri" -Alla "fascista"!! altro che "antifascismo" !!).


Eccoci nuovamente a invocare da sinistra la "Legge Scelba". Ti pareva!!!
Significa che le 4-6-8-10 sinistre di oggi non sanno nemmeno chi sono gli Italiani.
Una che si chiama "Rifondazione Comunista" addirittura ha preso lo 0,1% di voti !!!!!!

La sinistra se vuole tornare a vincere
ha bisogno dei voti della tanta odiata "orda" della destra (fascista?).
Ma questo invito (inascoltato) lo aveva già fatto Togliatti.

Ma vuoi scommetere che questa volta lo ascolteranno?

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TORNIAMO a qualche anno prima
Dell'antifascismo lo si faceva anche all'epoca di Mussolini.

Altro che persecuzione, confino, repressione! (e questi rimasti cosa sono?)
Era quello dell'antifascismo un clima "TOLLERATO" !!
(By Napolitano)
Soprattutto nei GUF (Gioventà Universitaria Fascista)
dove si allevavano i futuri nemici antifascisti "comunisti" .
Ce lo scrive GIORGIO NAPOLITANO (indicato in foto)
studente
all’Università Federico II di Napoli.
Dove lui curava anche
un settimanale culturale fascista ("IX Maggio").
Ma pur iscrittosi nel PCI, nel '45 non aveva fatto il partigiano.
“...io non l´ho fatto, perché all´epoca militavo nei GUF"
(
Giorgio Napolitano, Dal Pci al socialismo europeo.
Un'autobiografia politica, Laterza editore)
.
(bella scusa! lui militava nei GUF !!!! era quindi esente nel fare il partigiano).


Ma dentro i GUF non era il solo, c'era Ingrao, Longo, Pintor, Moro, Natta, Bobbio, Taviani e tanti altri e c'era pure EUGENIO SCALFARI che a soli 18 anni nel 1942 fu nominato caporedattore di "Roma Fascista".
Fu perfino - medaglia al petto - premiato da Mussolini >>>

E c'era pure nei GUF anche Rosario Bentibegna il protagonista dell'attentato del '44 a Roma in via Rasella.

Chi avrebbe mai immaginato - allora - che questi ex Guf avrebbero guidato la "Resistenza" contro gli "invasori" (ex alleati nazisti che noi avevamo chiamato in Italia !!! per difenderic dai nemici angloamericani).
Ma anche oggi qualcuno pensa che la nuova "Resistenza" verrà fatta all'incontrario: italiani preoccupati contro chi
invece ama le "invasioni" delle nuove "risorse". Quelle che fino a non molto tempo fa in tutto l'occidente, noi con le "Crociate", ma soprattutto in America dove per anni si attuò la "politica di sterminio" e gli scampati finirono nelle "Riserve".
Forse anche nel nostro Paese dovremo forse fra non molto rifugiarci nelle valli alpine (come i partigiani del '43-'45) o sugli Appennini, come al tempo dei Vandali, Ostrogoti, dei Turchi o degli Indiani in America?

ANDIAMO AVANTI E PARLIAMO
DELL'ANTIFASCISMO DEL DOPO SCELBA
e la sua strumentale "APOLOGIA DEL FASCISMO"

Il 28 giugno 1972 la procura della Repubblica di Milano chiese alla Camera l'autorizzazione a procedere contro ALMIRANTE il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista, in base alla Legge Scelba ("Reato di Apologia al fascismo")
Era il periodo - anni '70 - in cui ci fu la violenza politica della sinistra contro militanti del MSI; li si accusava di incitare la "repressione" di compiere "terrorismo", "attentati". Ma la stessa destra ebbe venti morti, di cui ben tredici a Roma. (non si suicidarono)
Il 24 maggio 1973 la Camera concesse, con 484 voti contro 60, l'autorizzazione a procedere contro Almirante per quel reato politico, ideologico; ma l'inchiesta non fu mai portata a termine. Gli avversari (che ingenui) dimenticarono che quegli stessi magistrati avevano militato nel fascismo e loro... dovevano tutto al fascismo.

Così nel 1975-76 Almirante potè rilanciare il suo partito col nome MSI-DN.
Nel gennaio 1977 avvenuta una scissione nel suo partito il 7 giugno 1977 nominò egli stesso come segretario del nuovo partito "Fronte della gioventù" il 25 enne Gianfranco Fini (suo uomo di fiducia).
Nonostante poi il tentativo di Craxi di "ghettizzare" il partito di Almirante, riuscì poi a ottenere proprio da lui l'appoggio in Parlamento per il famoso decreto "Salva Berlusconi" (per le sue TV).

Il 6 settembre del 1987, Almirante scelse come suo delfino, quindi come suo successore ancora GIANFRANCO FINI, come Segretario del partito, (con qualche ostilità dei vecchi notabili) e lui conservò la presidenza. Il 24 gennaio 1988 fu riconfermato per acclamazione. Ma durò soltanto quattro mesi, morì il 22 maggio 1988.

Nelle elezioni europee del 18 giugno 1989, Fini confermò l'alleanza con gli altri partiti dell'"Eurodestra", in particolare con il "Front national" francese di Jean-Marie Le Pen. A sinistra, scandalo!!! "ecco chi é Fini".

FINI col MSI-DN non solo superò la crisi interna del dopo Almirante, ma raggiunse mete che nel 1991 sembravano impossibili come partito di governo. Altro che declino !!!

ll presidente della Repubblica Francesco Cossiga, presidenzialista e come i missini duramente critico verso la DC di "Tangentopoli" ("la DC é da lapidare, da predere a sassate"), ma é anche Cossiga contro il PCI. (qualcuno lo invoca paradossalmente a fare lui il segretario del PCI!!)
Si mise a fare il "Picconatore" >>> e mostrò di gradire la solidarietà espressagli da Fini - anche con manifestazioni di piazza - con un partito il suo ancora isolato da tutti gli altri come forza "antisistema"; così il suo MSI-DN perse in parte l'immagine di erede del fascismo per assumere quella di fautore di un rinnovamento di tipo "gollista" delle istituzioni repubblicane.

Alle elezioni politiche - come ricordato sopra - del 5 aprile 1992, ottenne un discreto successo lui e Alessandra Mussolini, entrambi furono eletti in Parlamento. Ma entrambi vollero fare di più.
Nel dicembre del '93 alle amministrative, FINI si candidò alla carica di sindaco di Roma, e Alessandra Mussolini a quello di Napoli. I risultati furono estremamente favorevoli al MSI-DN, il quale non ebbe i sindaci di Roma e di Napoli, ma raggiunse in pieno i propri obiettivi politici. Fini ottenne a Roma nel ballottaggio (5 dicembre) il 46,9 per cento (!!!!!!!) , mentre la Mussolini a Napoli il 44,4 per cento (!!!!!!!); il MSI-DN diveniva il primo partito delle due maggiori città dell'Italia centro-meridionale. (dove non c'erano anche lì di sicuro i millantati "ex partigiani" - "rossi").

Altro che "Apologia"!!!. (qualcuno a Milano, un imprenditore che covava certe ambizioni stava ben osservando quei risultati, e nello stesso tempo stava pensando a un SUO nuovo partito).
Al disastro seguito al dopo "Tangentopoli" con la fine della DC e del Craxismo, la Destra di Fini ne uscì indenne. Di conseguenza - dopo aver visto i risultati di Roma e Napoli - la presenza di Fini nell'agone politico per il PC stava diventando fortemente pericolosa.
A quel punto tutta la sinistra - temendo proprio Fini - si era coalizzata contro il suo pericoloso "fascismo" ricordando (o minacciando) a tutti gli italiani di far ricorso alla Legge Scelba con l'"Apologia del fascismo" tentando così di mettere il MSI fuorilegge.
Si convinse il PC che alle nuove elezioni Politiche fissate nel 94 ci sarebbe stata una sicura vittoria: "La gioiosa macchina da guerra che metteremo in campo ci porterà alla vittoria" Affermava il "sicuro" Ochetto.

Ma all'orizzonte apparve improvvisamente il partito di Silvio Berlusconi, allora presidente della Fininvest, che era pronto a "scendere in campo" in politica soprattutto perché ha una paura tremenda dei "cosacchi rossi". Non é una decisione presa per passione politica, in una intervista a Biagi "caro Biagi, se non entro in politica, quelli fanno fallire le mie aziende".
Lui ha tutto pronto per l'ora X. La sinistra e i sociologi di parte sbagliarono tutte le previsioni >>tutto >>qui >>>la sua discesa in campo >>>

Nel prepararsi - durante le elezioni a Roma un mese prima - Berlusconi si era pronunciato sibillinamente e clamorosamente "Che se lui fosse stato a Roma avrebbe votato Fini". Definendo il suo partito uno schieramento moderato.
Fu così che il "pericoloso fascismo" fu da lui "sdoganato e affrancato".

(come già ricordato sopra il 28-9-19 al teatro Manzoni a Milano Berlusconi ha ammesso:
“Lega e fascisti li ho fatti entrare io al governo, li ho legittimati io !!!!"
Ma non capisco perchè ha voluto ricordarcelo in questo caotico 2019.)

Il 22 gennaio del '94, con grande tempestività Fini non si lascia scappare l'occasione. (Oppure i due hanno già concordato!!!). Presenta il suo nuovo partito che sostituisce l' MSI, ed é ribattezzato AN (Alleanza Nazionale) che lui afferma essere una nuova formazione politica della destra moderata conservatrice. Altrettanto afferma Berlusconi con la sua "Forza Italia". I due vanno insomma d'accordo.

Pochi giorni dopo i due leader dichiareranno un'alleanza.
La propaganda pre elettore é tremenda e si svolge all'insegna della più dura ideologizzazione. Ma uno ha però le sue TV !! E' avvantaggiato.
Non si é ancora insediato, ed é stato già dipinto Berlusconi come "fascista", "dittatore", "peronista";  il suo partito una "lobby", un "partito azienda", un "partito di plastica" ecc ecc.. Non gli risparmiano nulla i nemici.

Sulla scena rispunta così la becera propaganda politica fra chi a destra urla che i "sporchi comunisti" mangiano ancora i bambini, e chi a sinistra strilla che gli "sporchi fascisti" sono ancora dei nazisti che usano i forni.
I comunisti invocano a tutto spiano la vecchia legge Scelba (" i fascisti in galera!!! "). Tanto più che troviamo dentro in questa nuova destra un personaggio non da poco: una Mussolini (Alessandra). Che più fascista (e apologetica) di così non poteva esserci. Con un cognome che era tutto un programma.

Intanto il PDS di Occhetto fa l'intesa con Rifondazione Comunista... con la Rete.... col rimasuglio del PSI.... con Rinascita Socialista.... con i Verdi.... con i Cristiano Sociali... con Alleanza Democratica e..... afferma sicuro che con questa "gioiosa macchina da guerra che metteremo in campo ci porterà alla sicura vittoria".

Mentre Belusconi prende con se anche Bossi della "Lega". Non senza problemi per le insofferenze che lui nutre per Fini: "Mai e poi mai con i fascisti", grida Bossi; l'alleanza la chiama "una porcilaia fascista". (e minaccia pure! "Con due pallottole. Mai con "i falsi amici" vedi sotto).
Ma poi pochi giorni dopo lui invita a turarsi il naso e votare Forza Italia con dentro proprio Fini. Mentre il sinistro Benigni - portando acqua al mulino rosso - dice che Berlusconi "fa ridere". ( non gli prevede di sicuro i 25 anni che lui poi sarà in mezzo a noi)


Ma anche gli italiani -dicevano alcuni sondaggi in TV (di parte?)- il più amato é Berlusconi, al centro-sud il più amato è Fini, mentre a nord lo è Bossi. Il Cavaliere a quel punto trova un furbesco compromesso "vincente": lui e Fini si presenteranno al Centro-Sud, mentre al Nord si presenta Lui e Bossi.
E VINSERO !!!
Cosa diceva la Stampa?
(già subito prona, anche se di sinistra)
B. "Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore" (La Repubblica 27/11/1994) (!!!???)
B. in terza persona "La ripresa dell'Italia si chiama Silvio Berlusconi". (La Repubblica 04/02/1995) (!!!???)



Tutto il resto è scritto nei successivi 20 anni. Con tante altre sorprese, a destra, a sinistra, al centro; poi vedremo ancora pretestuosi scontri tra indefiniti "fascisti" e vaghi "antifascisti". Ma dove gli italiani - quelli nati dopo il '45 non sanno ancora bene chi sono gli uni e chi sono gli altri. Non basta solo gridare.
La "gente" fa alla fine quello che vuole!!!
Alle volte basta un titolo su un giornale. Non serve né la capacita né l'astuzia politica, perchè alle volte basta molto meno. Basta essere - in Italia - il padrone di una vincente squadra di pallone.

A Pompei - prima dell'Eruzione - (ci sono testimonianze inequivocabili, sulla facciata della Casa di Giulia Felice - documento nel Museo di Pompei CIL, IV, n. 1147) il "Palazzinaro" arricchito Aulo Vettio, grande mecenate, decise di "scendere in campo" nella politica. I voti li andò a cercare presso i tifosi della squadra che lui sponsorizzava, dichiarando di essere "meritevole per il lodevole e munifico piacere e il godimento che lui offriva al "popolo" con la "sua" "squadra di palla" allora a Pompei molto famosa. Per ottenere il consenso, utilizzò nella sua propaganda elettorale il nome, le insegne e i colori della squadra per farsi eleggere senatore.
(Vi ricorda qualcuno?)


Mentre ad Atene dove vi erano validi magistrati e legislatori che ambivano arrivare al governo, fu poi un "barbaro" Armeno, Varazdat, che dopo aver vinto col pugilato le olimpiadi, per la popolarità la sua gente votò lui che era quasi analfabeta.
Quest'ultimo brillò con la luce riflessa dalle grosse mani che menavano, l'altro con quella riflessa dai piedi che calciavano.
Ma abbiamo anche una celebre pazzia di Caligola (La vicenda è narrata da Cassio Dione ma non si sa se sia vera). Caligola non godendo l' appoggio dei suoi senatori, come segno di disprezzo, decise di nominare senatore a vita, Incitatus, il suo cavallo preferito.

Ma anche noi abbiamo poi visto che si manda in Parlamento o in Senato non il cavallo preferito ma la "signorina" tutto fare, la predi-letta/o, purché di qualità "belloccia". Altro che "Democrazia"!!
E' cambiato poco !!
E questo poco ha comportato . come stiamo vedendo - anche la conclusione del "Partito del Capo", senza aver costruito chi possa prendere le sue veci. Lui non ha lasciato eredi. Un destino comune per i partiti “personali”, a impronta leaderistica, costruiti su misura . dai suoi media - solo per il “capo”.
Così vediamo uno dopo l’altro, tutti i delfini dell’ex premier - con lui ormai patetico ultraottantenne - mandati all’angolo.
Ma anche l'altro che lo ha sostituito e che si é però dimostrato solo una "meteora" ha invece usato lo sbrigativo metodo della "rottamazione". E che invece é stato un "boomerang",
Gli ultimi della lunga lista sono proprio di questi giorni anno 2019. Uno dopo l’altro, tutti i delfini di quell’ex premier sono stati messi all’angolo. Mentre quelli del "rottamatore" non si vedono nemmeno più nell'angolo.

Ma a parte queste storielle, qui c'entra però la DEMOCRAZIA che dovrebbe essere esercitata da persone non solo coscienti e acculturate, ma come minimo che non abbiano delle percezioni sbagliate fornite dai saccenti di turno sulla stampa o nei banalissimi talk show. Che mandano poi al governo non solo chi ha più soldi per fare la propria propaganda, ma anche chi ha alle sue spalle i potenti dell'impreditoria, delle banche e.... nelle camere "oscure" i soliti "Ferventi Assertori" della "Nazione Operante".
Ricordiamoci che proprio Mussolini e poi anche Hitler sono andati al potere (legalmente) con i "Ferventi Assertori". Il popolo non contava niente, batteva solo le mani a comando.
Oggi in giro abbiamo un altro tipo di democrazia, e dove non esiste, la mettono, la impongono con la forza delle armi.
Sono ormai anni che è così Ed è purtroppo tuttora così.


(io ho più bombe atomiche di te" (Trump).


ANALIZZIAMO L'ANTIFASCISMO DI OGGI

Ieri (anni '46) come oggi non sono esistiti partiti contro il fascismo, perché il fascismo era ed è ancora oggi tutto il sistema di cui i partiti fecero parte e ne fanno ancora oggi parte. Anche se alcuni sono in opposizione perché non hanno voti a sufficienza. (ma è la Democrazia, Bellezza!).

I partiti che sulla carta nel '43-'45 si dicevano rivoluzionari e antifascisti, furono poi infatti anche quelli che sancirono - zitti zitti nel '46 - il ritorno di molti fascisti nei luoghi di potere. Non uno ma centinaia e migliaia, nelle loro poltrone: nella Costituente (poi Costituzione), nei giornali, nella finanza, nelle amministrazioni pubbliche, nella giustizia, nelle prefetture carabinieri e polizia compresa, in tutti i posti di comando nelle 3 armi dell'esercito, e perfino come capi di partito, e non solo nel parlamento come deputati e senatori, ma via via anche nelle varie Presidenze della Repubblica. A partire da....

DE NICOLA che aveva presieduto la Camera al primo Governo di Mussolioni nel '22, appoggiato la sua riforma elettorale ( "legge Acerbo"del 1923) e antenuto la presidenza della Camera fino al 25 gennaio 1924.
GIOVANNI GRONCHI del PPI di Sturzo fu Sottosegretario all'Industria nel governo Mussolini. Poi dimissionario fondò poi nel '43 con De Gasperi la DC.
GIOVANNI LEONE nel 1933, consegue la libera docenza in diritto e procedura penale nell'Universita Fascista di Camerino, dove poi insegnerà e succesivamente a Messina.
CARLO AZEGLIO CIAMPI esce dalla Scuola normale superiore di Pisa esaminato dal fascistissimo Giovanni Gentile. Nel '43 già militare, dopo l'8 settembre rifiuta di essere inquadrato nella RSI, diserta e fa il partigiano in Abruzzo
Infine non possiamo dimenticare (visto che oggi é ancora vivente) GIORGIO NAPOLITANO che ancora nel '43 era nei GUF di Napoli dove militava ufficialmente nel fascismo, ma guardava già all'antifascsimo. Lui stesso ha confermato che «il GUF era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato». Così tollerato che frequentava ambienti di sinistra - non farà però la Resistenza - e solo nel 45 si iscriverà al PCI. (“...io non l´ho fatto, perché all´epoca militavo nei GUF" (Giorgio Napolitano, "Dal Pci al socialismo europeo". autobiografia politica, Laterza editore).
Seguirono gli anni in cui diceva: “La figura di Lenin, un luminoso punto di riferimento“ (Giorgio Napolitano, aprile 1970).

Poi quello venuto dopo di lui, con i capelli bianchi, che protegge gli immigrati, confonde la storia con la propaganda. Ha tempo fa paragonato la guerra civile e le "bravate" partigiane al nostro Risorgimento. Che i Piemontesi furono anch'essi eroi per aver massacrato nel SUD i cosiddetti "banditi" o per averli deportati a Fenestrelle.


Qui appena appena menzioniamo i tanti uomini politici nel corso di 75 anni, e alcuni Presidenti del Consiglio che furono non solo allevati nei GUF, ma nello stesso si distinsero. Basta ricordarne alcuni
PIETRO NENNI (molto amico di Mussolini, per le "settimane Rosse" fece con lui la galera, e aderì al nascente movimento fascista). Poi diventato anti interventista emigrò nel socialista "Avanti" dove però scrisse "La bancarotta dell'interventismo di sinistra).
PIETRO INGRAO , a fianco di Mussolini, celebrò la fondazione di Littoria e la bonifica delle paludi. Militò prima nel Partito Nazionale Fascista (PNF), poi nel PCI. Dopo la guerra, eroe della resistenza antifascista dirige l’Unità ed entra in parlamento fin dalla prima legislatura.
NORBERTO BOBBIO nel Fascismo fin dalla gioventù. Iscritto al PNF dal 1928 percorse una rapida carriera universitaria in camicia nera. Scrisse al Duce ripetute lettere di appassionata fedeltà. Giurò fedeltà al Duce anche un anno dopo le leggi razziali, 3 marzo 1939.
CARLO BO Docente universitario. Partecipa e si classifica ai Littoriali della Cultura. Collabora alla stampa del Ventennio. Sarà poi riverito cattolico di sinistra…
GIORGIO BOCCA - a 18 anni ottiene la tessera del PNF, sottoscrive il Manifesto in difesa della razza italiana. Scrive, nel 1942 ,sul giornale della Federazione fascista di Cuneo .”
ALESSANDRO NATTA “Prende parte attiva alla vita del CAF. Si iscrive al PNF il 24 maggio 1937, provenendo dalle organizzazioni giovanili. Nell’Aprile del 1941 entra a far parte del Direttorio del GUF di Pisa con la carica di “addetto alla cultura”. Il settore più delicato della organizzazione fascista, nell’ambito universitario. Poi divenne segretario del PCI, il partito di Palmiro Togliatti
ALDO MORO - lui era un fervente fascista al CAF; Moro ai Littoriali del 1937, a Napoli, presentò il tema:“Possibilità di sviluppo della personalità umana nel regime fascista“; e nel '38 "“Principi e valori universali del fascismo". Che piacque molto alla critica.
PAOLO EMILIO TAVIANI . A diciotto anni, iscritto all'università, entra a far parte del Guf di Genova; a 21 partecipa ai Littoriali della cultura. Caduta il regime, fonda (con De Gasperi e Gronchi, il "Partito cristiano-sociale democratico" (poi DC) unendo gli anziani del Partito Popolare.
EUGENIO SCALFARI Nel 1942 a soli 18 anni viene nominato caporedattore di "Roma Fascista". E su questo settimanale, il 24 sett. 1942 scrisse “Gli imperi moderni quali siamo noi li concepiamo sono basati sul cardine “razza”, escludendo la cittadinanza alle altre genti”. Fu perfino premiato da Mussolini. Poi per un irriguardoso articolo fu cacciato da "Roma Fascista" in malo modo. E passò dall'altra parte (dov'è ancora oggi).

Ma fino a oggi (15 agosto 2019) c'era anche ANTONIO RESTELLI. Il padre Carlo era stato uno dei fondatori del fascismo napoletano, console della Miliza, Commissario Prefettizio della città de L'Aquila, durante la RSI, e nel dopoguerra vicesindaco di Napoli con Lauro. Suo figlio ANTONIO nel 1948 si iscrive nel MSI; viene prima eletto dirigente, poi senatore nel 1979, restandoci fino al 1994 quando viene nominato Sottosegretario al Tesoro del primo governo Berlusconi. E' morto ieri a Napoli, il 15 agosto 2019.
NON ERA DI CERTO UN ANTIFASCISTA. E COME TALE AL SUO FUNERALE E' STATO SALUTATO.

MA NELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA QUANTA ALTRA BELLA GENTE !!
Ci fu un opportunistico ritorno nelle strutture del potere. I morti ammazzati sia da una parte come dall'altra, servirono solo ai trasformisti che rinunciarono non soltanto al loro credo ma alla loro stessa identità. Altri ancora - che fra l'altro non c'erano perché avevano ancora in bocca il ciuccio, quindi non testimoni - - rispolverano annualmente il ricordo di alcuni mesi tragici per gli italiani "tutti", e solo per ordinari intrallazzi.


......MOLTI DA UNA PARTE COME DALL'ALTRA, DIVENTARONO E SONO ANCORA OGGI UOMINI DI SUCCESSO, COME ARTISTI, EDITORI, INDUSTRIALI, LETTERATI, GIORNALISTI, ROMANZIERI E... ovviamente...
....POLITICI (di bandiere diverse con tanti uomini anche dentro nel partito di sinistra)
Calamadrei, Biagi, Antonio Amendola, Buzzati, Guido Carli, Calamandrei, Carlo Cassola, Vittorio de Sica, Massimo Giannini Severo, Mario Mafai, Alberto Lattuada, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Vittorio Valletta, Elio VittorIini, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Vittorio Zincone, Luigi Gui, Edilio Rusconi, Carlo Bo, Alberto Mondadori, Michelangelo Antonionie tanti altri, alcuni ancora viventI, anni 2000, in barba allo sfegatato antifascismo della Boldrini che vede fascismo dappertutto. Va a fargli capire cos'era veramente e cos' è ancora oggi il fascismo, che se non ci fosse stato non avremmo avuto - bene o male - tutta quella bella gente vista sopra al comando, e che se veramente ci fosse oggi ancora quel fascismo raccontato dalla Boldrini, la stessa non andrebbe molto lontano. (Togliatti già nel '36 voleva usare anche lui "il manganello" fascista).

Per chiudere questa rassegna c'era fra quelli di sopra anche GIORGIO ALMIRANTE, che appena 23 enne diventò collaboratore de" Il Tevere" occupandosi di critica cinematografica. Nel '37 si laurea. Nel 38 aderì come molti altri al Manifesto degli Scienziati razzisti (noto anche come Manifesto della Razza) e poi divenne nella anche redattore alla rivista "Difesa della Razza" che si stampava in 150.000 copie finanziata dalla pubblicità di grandi marchi come: Alfa Romeo, Fiat, Banca commerciale italiana, Istituto Nazionale delle Assicurazioni, Montecatini, Banco di Sicilia ecc ecc.
La Civiltà Cattolica, commentando il Manifesto rilevava una notevole differenza rispetto al razzismo nazista. Aggiungendo "Anche noi tutti siamo spiritualmente semiti". Ma non andò tanto oltre (ci furono i famosi i "Silenzi di Pio XII").
A questo manifesto avevano aderito personaggi illustri – o destinati a diventare tali anche in seguito.
L'elenco é QUI >>> http://www.storiologia.it/ugopersi/nomi_firmatari razzisti.htm

CON DENTRO TUTTA QUELLA BELLA GENTE ...

....Roberto Farinacci, su "Il regime fascista" del 10 gennaio, potè quindi proclamare «non siamo soli». Anche perché i soliti "camaleonti" non mancarono.
Tuttavia GIORGIO ALMIRANTE (come del resto altri fascisti) nascose la famiglia dell'ebreo, Emanuele Levi che poi a sua volta per sdebitarsi nascose Almirante quando lui dal 1945 al settembre 1946, rimase in clandestinità, per non essere anche lui appeso a un distributore. Come Starace che non era già piu nessuno.

Ma uscitone indenne (grazie anche all'amnistia di Togliatti) ALMIRANTE nello stesso '46 costitutì il Movimento Sociale Italiano (MSI). Ma su di lui si scatenò tutto l'antifascismo dei "rossi"e anche i nuovi "cattolici" della DC che per vincere nel '48 e poi anche nelle elezioni del '53 (con la "Legge Truffa" ) scatenò Scelba con la sua legge sull'"Apologia del fascismo". Che fu fallimentare, non vinsero per ca. 50.00 voti.
Il partito di Almirante ottenne invece un discreto successo al Centro e al Sud, che poi via via nei successivi anni (in barba all'apologia) si ampliò con il nuovo segretario Fini. Che nel '93 alle Comunali assieme alla Mussolini a Roma e Napoli ottennero il 46,9% e il 44,4% !!!
A quel punto un accorto imprenditore milanese, sdoganandolo (dicendo "se ero a Roma avrei votato MSI") con l'idea di "scendere in campo" e fondare un suo partito, puntò (fregandosene della Legge Scelba - lui e tanti tanti italiani) sulla Destra di Fini, sbaragliando la sinistra convinta di stravincere dopo il famoso "tangentopoli" che aveva azzerato i ranghi della DC e del PSI.
Una vittoria quella di Berlusconi che Nessun giornale ebbe da ridire. Anzi ci fu la corsa dietro il "carro" del vincitore, e i servili panegirici, per i successivi 20 anni.
Ad ALMIRANTE i partigiani fin dal '45 gli avevano attribuito la nomina di elemento pericoloso, di criminale, per l'acceso fanatismo fascista dimostrato sotto ventennio fascista (ricordiamo che lui entrò nel fascismo poco più che ventenne nel ''38) per aver lui firmato fantomatiche condanne a morte.

.
Ma non dimentichiamo che anche SCALFARO, nello stesso 1945 anche lui giovanissimo, 27enne, divenne consulente e poi anche pubblico ministero nel tribunale speciale di Novara per giudicare i criminali fascisti, dove anche lui richiese l'applicazione di alcune condanne a morte. Per sei famosi imputati (fra cui il locale, (il suo) prefetto di Novara, Vezzalini) fu chiesta la condanna a morte, poi eseguita il 23 settembre 1945 (quando la guerra era finita da 5 mesi. (A lui nessuno disse niente! Subito e anche dopo.)
E ne avrebbero condannati altri se non fosse intervenuta l'amnistia di Togliatti, che mise fine allo scempio delle (oscure) vendette.
E non solo i prefetti fascisti rimasero poi al loro posto nel '46 ma ne nominarono altri 127 tutti formatisi durante il fascismo. E con loro anche gli "uomini della Nazione Operante" tornarono a guidare le loro imprese, le loro banche, le loro industrie, i giornalisti a scrivere sui "nuovi"(?) giornali o a fare i capi politici di ogni ideologia nei successivi anni. Alcuni ancora oggi - sono ancora lì - nonostante l'età.

Questo - lo abbiamo già detto all'inizio- perché il fascismo era ed è ancora tutto il sistema di cui i partiti fecero parte e fanno ancora oggi parte. Anche se alcuni li troviamo nell' opposizione e fanno del antifascismo un uso e abuso quando fa comodo. Questo perché non hanno voti a sufficienza per essere al Governo (ma è la Democrazia, Bellezza, dal 46 ad oggi anche.... in questi anni 2000).

Affermò Churchill: "I Fascisti del futuro si definiranno antifascisti". Fu un profeta !!

 

Ma anche la AUTO-BIOGRAFIA fatta in rete da MINOLI ad ALMIRANTE, il 27 aprile 1987 vale la pena sentirla.
https://www.youtube.com/watch?v=lkY8jty2vwU

L' Anpi VA DICENDO "Siamo una democrazia parlamentare e la sovranità popolare e il diritto di espressione non deve mai essere negato". Però se nomini un Mussolini o una dei tanti che c'erano nel ventennio, o celebri una ricorrenza, il diritto di espressione é negato: Ed é pari a quella negazione dei regimi dittatoriali sovietici. Si è anche vero che nel ventennio il diritto di espressione fu negato, ma era pari se non superiore a quella dei regimi dittatoriali come quello di sovietica memoria di cui più nessuno oggi parla.

L' "anticomunismo" non esiste. L"antifascismo" invece sì. Perché "fa comodo" a tutte le ore.

 

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HO FINITO !
AUGURI !! AGLI ITALIANI !! E RIPETO ..... AUGURI ANCHE AI POLITICI ANCORA SANI !!
Non pretendo di aver fatto storia, ma solo di aver fatto conoscere
alcuni fatti e documenti
che (me lo scrivono in tanti) molti di sicuro ignoravano.

MI chiedono per quale partito politico ho simpatia. Rispondo:
Al mattino ho simpatia per il fascismo ( con un uomo con pieni poteri per sbarazzarsi del sudiciume dei politici inconcludenti, impreparati, ignoranti ma solo affaristi).

A mezzogiorno un po' di simpatia per M5S con delle riserve su alcuni personaggi.
(Olivetti già allora sembrò un po' "gillino")
Oltre ai molti dubbi sulla Lega piuttosto populista, arrogante oltre che sterile.

Alla sera ho invece simpatia per la sinistra, ma non quella bolscevica...comunista......

Ma quella sinistra del "Socialismo Sociale" di Adriano Olivetti, fondatore del "Movimento Comunità", che stava facendo emergere (e realizzò) una nuova socialistica imprenditoria sociale, cioè il miglioramento delle condizioni di lavoro nell’impresa e la qualità della vita fuori dall’impresa; era una nuova filosofia per l'organizzazione del lavoro con nuovi equilibri politici, sociali, economici tra i poteri centrali e le autonomie locali.
Anche lui negli anni '30 era un tesserato fascista, anche se rappresentò una voce fuori dal coro,
fino a portarlo - all'inizio della guerra nel '40 - ad un aperto antifascismo.

Lui aveva una nuova e tutta personale visione dei rapporti tra industria e società. Credeva nel reinvestimento del profitto a beneficio della comunità. Le sue "belle" - fabbriche con le pareti di vetro, per far entrare il paesaggio nel luogo di lavoro, furono all’avanguardia non solo in Italia ma nel mondo. Ed anche il villaggio Olivetti per i suoi 36.000 dipendenti era straordinario.
(con le sue mense, le sue case, le sue scuole, gli asili, gli ambulatori, le biblioteche, dove si respirava la vita sociale con conferenze di personaggi di spicco della cultura contemporanea (invitato anche Pasolini), sale concerti, cinema e perfino esposizioni d'arte di giovani artisti. E con nessuna divisione tra ingegneri, impiegati e operai.
Non solo, ma Adriano era dell'idea che anche un dirigente doveva guadagnare non più di dieci volte quel che guadagnava un operaio, e le neo-mamme avevano diritto a nove mesi di maternità a stipendio pieno.
L'idea fissa di Adriano era per tutto il suo personale solo la qualità della loro vita.

Questa fabbrica e questo villaggio - oggi - sono "Patrimonio dell'Umanità".


Il modello di Adriano era il “capitalismo dal volto umano”, dando inoltre molto spazio ai giovani. Che anche se non laureati, nei colloqui con alcuni brillanti giovani - che lui faceva personalmente - il suo felice intuito puntava sul loro talento.

E proprio con i giovani sull'elettronica fece del pionierismo; a Ivrea c'era la emergente tecnologia, quella che poi (a sue spese) in America sorgerà in USA alla Sylicon Walley.

Ma in Italia le idee di Adriano non erano ben viste: dai comunisti che guardavano a est e vedevano solo rosso e gli operai al potere; né erano ben viste dagli stessi imprenditori (lui non era nemmeno iscritto alla Confindustria) che puntavano solo al profitto e volevano conservare il dominio sul proletariato delle catene di montaggio, come la "Feroce" (copyright Pansa) Fiat. Oltre i comunisti anche gli altri partiti non lo amavano, E lui non amava questi, perché aspirava a una "Democrazia senza partiti", che non era antipolitica ma un invito a ritrovare una vera identità tra politica, tecnica e valori spirituali.
UTOPIA? Proprio lui scrisse "Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare"
Ecco perché Adriano Olivetti era scomodo, e con le sue idee innovative si era fatto molti nemici.
Perché i politici erano solo avidi di consensi del proletariato tapino, ancora mezzo analfabeta, abitante ancora nelle casupole o nelle case a ringhiera con servizi in comune (dette "coree").

Adriano Olivetti nel febbraio del 1960 durante un viaggio in treno pur godendo ottima salute - a 59 anni- morì improvvisamente (!!?????? (si disse per un malore ma non fu fatta nemmeno l'autopsia) . (Stava recandosi in Svizzera per chiedere prestiti per nuovi investimenti che avrebbe reso ancora più potente la sua azienda. (!!!!!)
Nove mesi dopo moriva (!!!!????) a soli 37 anni anche l’ingegnere Mario Tchou in un incidente (!!!!????) stradale sull'autostrada MI-TO. (si sa poco come, perché vi mori anche l'autista che non riuscì a controllare la sua auto in un sorpasso).
Lui, Tchou, cinese - dal 1955 era stato messo a guidare i migliori giovani cervelli dell'elettronica - ed era la geniale mente della Olivetti, dove nacque il primo calcolatore elettronico Elea il supercomputer a transistor dell'epoca (fisicamente come Hardware ancora analogico e così anche il Software, ma la filosofia di quest'ultimo era quello che è ancora oggi. Quindi già rivoluzionaria.
Non era ancora un Computer ma di fatto anticipava l’idea del Personal Computer dell'IBM.
Era infatti il primo esempio di multitasking. Primo al mondo!
La Nasa in seguito ne acquistò 45 esemplari che vennero utilizzati nella elaborazione dei calcoli per il programma Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna.
La rivoluzione analogica-digitale, e dell'informatica tutta, era potenzialmente già tutta lì a Ivrea.
Non per niente la Olivetti era stata spiata dalla CIA statunitense per dieci anni.

Morto Adriano e Tchou (il "cuore" e la "mente" di questa straordinaria impresa) nell'azionariato della Olivetti subentrò la Fiat di Agnelli-Valletta, la Pirelli, l'Imi e La Centrale, che non trovarono di meglio (con Mediobanca di Cuccia) appena l'anno dopo cedere alla General Electric americana tutto il reparto informatico della Olivetti. Compreso il Supercomputer Elea. (la grande industria in Italia doveva essere una sola!!! La Fiat !! - Che quando era in crisi chiedeva allo Stato di fare svalutazioni (7) per poter esportare all'estero, e dall'estero lo Stato metteva anche il 40% di dazi sui veicoli francesi e tedeschi).
Poi più tardi, inadeguati al mercato, andranno pure loro in USA.

A questa Olivetti, pochi anni prima, un geniale 19enne appena diplomato al Rossi di Vicenza, dopo un colloquio con Adriano, era stato assunto nella pionieristica fabbrica di Ivrea (poi laureatosi, nella stessa - proseguì il lavoro di Tchou, che aveva messo le prime basi del Computer a transistor Olivetti "Programma 101" un 4 K a 12 bit).

Ma senza più la geniale presenza di Adriano e del genialoico Tchou , lui esce dalla (svenduta) Olivetti Elettronica, ed emigra in California alla Intel dove poi qui darà vita al primo microprocessore (al silicio, il famoso Intel 4004) facendo decollare il mondo dei computer negli USA e nel resto del mondo. L'italia perse così una grande occasione.
La rivoluzione digitale l'aveva già in casa, a Ivrea !! Dove già c'era la "
Sylicon Walley d'Italia".
Il 19enne era FEDERICO FAGGIN.

I giovani capaci, genialoidi le abbiamo anche oggi, ma 150.000 all'anno vanno all'estero
mentre importiamo 150.000 all'anno stranieri quasi analfabeti, senza un mestiere,
accolti come "risorse" per il futuro dell'Italia.
Di ADRIANO OLIVETTI E DEL SUO OPERATO POCO SI E PARLATO POI IN SEGUITO.
(hanno fatto "patrimonio dell'umanità" solo la sua fabbrica)

 

AUGURI !!!



Ma proprio riguardo che il "popolo che fa poi quello che vuole" (fin troppo)
come la cosidetta "LIBERAZIONE" (detta della "Resistenza")
E' UTILE LEGGERSI QUESTA PAGINA > > > >

Volendo poi capire anche qualcosa sulla "DIFESA DELLA RAZZA"
E MOTIVARE L'ODIO DI HITLER VERSO GLI EBREI...
(
Ma sembra che le cause dei milioni di ebrei dell' "Olocausto"
sembra oggi si debbano far ricadere tutti su Mussolini
e dare un senso di colpa agli Italiani)

Per i tedeschi esistevano ben altre ragioni per agire in quel modo.
Avevano in Germania il terrore degli ebrei.
Per quello che avevano promesso di fare fin dal 1933.

Non c'era ancora Hitler!

Ma i loro proclami erano questi:
"La Germania deve morire",
"
Bisogna strangolarla economicamente",
"Bisogna castrare tutti tedeschi",
"Per il bene dell'Umanità ! ",
"Fare una guerra santa",
"Deportare tutti tedeschi e renderli schiavi".

Tutto questo prima delle Leggi Razziali

.... ma diciamo che come fenomeno
era presente anche in Paesi non nazisti
come negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna.

QUALCOSA ACCENNO SULLA PRIMA PARTE DI
QUESTA PAGINA > > > >

ma anche queste PAGINE >>partendo dall'antichità >>>>


per saperne qualcosa di più non perdete entrambi i due LINK sopra



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